Categoria: Notizie

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  • Senza slot: un sito web per combattere il gioco d’azzardo

    Senza slot: un sito web per combattere il gioco d’azzardo

    new_slot_doublePiù di mille persone venerdì scorso (1 marzo 2013, ndr) si sono radunate a Pegli per la manifestazione contro l’apertura della sala da gioco sostenuta dalla Comunità di San Benedetto al Porto, nonostante il Comune 24 ore prima ne avesse vietato l’inaugurazione.

    Un incontro pubblico, sostenuto anche dal Comune di Genova attraverso una lettera aperta dell’Assessore Elena Fiorini, che si è posto l’obiettivo di esprimere la contrarietà non solo all’apertura di Casinò e sale da gioco, ma anche alla presenza di slot machine all’interno di locali ed esercizi commerciali. Un progetto che si sposa con la lotta alla ludopatia che da tempo è attiva in vari Municipi.

    In affiancamento a tutto questo, negli ultimi giorni i genovesi hanno aderito numerosi all’appello del sito web Senza slot: una piattaforma creata da due informatici di Pavia e messa online appena due settimane fa (precisamente il 21 febbraio 2013), dove chiunque può segnalare locali privi di slot machine e apparecchi per il gioco d’azzardo, in modo che le persone che vogliono pranzare fuori o prendere un caffè – e al tempo stesso sostenere le campagne anti-ludopatia – possano sostenere quei locali che vietano al loro interno la presenza di tali macchinari.

    Slogan del progetto è Il caffè è più buono se il bar è senza slot. La home page del sito è una mappa dove le persone possono cercare il bar più vicino senza slot: i suoi autori dichiarano che l’obiettivo del progetto è – come si legge nelle Faq – «essere un deterrente per i gestori dei bar e soprattutto un incoraggiamento per chi resiste».

    Sono già oltre 400 i bar censiti su tutto il territorio italiano, in particolare Lombardia e regioni del Nord: potete dare un’occhiata ai locali di Genova già presenti e fare la vostra segnalazione. Un passo avanti per contrastare la presenza di slot machine nei locali.

  • Ponte Sant’Agata, idea crowdfunding per la ristrutturazione?

    Ponte Sant’Agata, idea crowdfunding per la ristrutturazione?

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    Il Ponte di Sant’Agata è originario dell’epoca romana e ricostruito poi in età medievale. Attraversato dall’Antica via Aurelia Romana, la sua funzione era di collegare Borgo degli Incrociati con la chiesa di Sant’Agata. Contava inizialmente 28 arcate da 10 metri ciascuna, con interposte 27 pile da 3 metri per uno sviluppo totale di 360 metri. Delle arcate originarie, dopo le alterne vicende che hanno interessato la Val Bisagno nel corso dei secoli, oggi ne sono rimaste soltanto tre. Questa progressiva riduzione è dovuta ai cambiamenti geologici e alla trasformazione urbanistica di Genova: nel tempo, la portata del corso del Bisagno è stata ridotta con l’inserimento di terrapieni, ed è aumentato lo spazio destinato al costruito, cementificando e riducendo così la lunghezza complessiva del fiume a 80 metri, dai 360 originari. Di conseguenza, anche parte del ponte è stata demolita: da 28 le arcate sono diventate 6, con solo 5 pile delle 27 iniziali. In tempi più recenti (e in particolare nel periodo compreso tra fine ‘800 e primi decenni del ‘900) quest’urbanizzazione sempre più massiccia, che ha costretto la portata del Bisagno in uno spazio sempre più angusto, ha provocato anche vari disastri idrogeologici. Proprio a causa di un’alluvione (quella tragica del 7 ottobre 1970), infatti, il ponte di Sant’Agata era stato quasi completamente distrutto, riducendo ulteriormente a un numero di 3 le 6 arcate superstiti. Resti dell’antica struttura sono reperibili oggi in concomitanza di via Canevari, piazza Manzoni e piazza Giusti, e di corso Sardegna, sotto il livello del manto stradale.

    Nonostante il nulla osta dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici, il progetto esecutivo per la riqualifica del ponte di Sant’Agata sul Bisagno, nel quartiere di San Fruttuoso, rimane bloccato. Tanto che, con il sostegno del C.I.V. di Corso Sardegna, sono state organizzate nel tempo varie iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica: la grande partecipazione e il successo delle raccolte di firme (più di mille solo in occasione dell’iniziativa “Mille firme per la Fontana e il Ponte di Sant’Agata”), dimostrano quanto sia forte l’interesse per il progetto. A distanza di più di tre anni dall’approvazione, facciamo il punto con l’architetto Matteo Marino, che ha seguito il progetto dalla sua nascita.

    La proposta progettuale dell’architetto Marini prevede l’integrazione della parte già esistente dell’antichissimo ponte di Sant’Agata, ovvero il ripristino delle 3 arcate oggi mancanti (che rendono il ponte inagibile e costringono a ripiegare sul vicino ponte di Castelfidardo) e la realizzazione di una carreggiata ciclopedonale con l’impiego di due travate attaccate di 40 metri di luce (la lunghezza del tratto di ponte compreso tra due appoggi), senza sostegni intermedi. Il tutto sarà realizzato in legno lamellare, con copertura in acciaio.

    Per l’installazione della passerella l’ammontare delle spese raggiunge i 70 mila euro, la  realizzazione del progetto complessivo richiede un esborso di 100 mila euro; i 30 mila euro aggiuntivi servono a coprire i costi per le travi e i presidi strutturali, l’illuminazione e il superamento delle barriere architettoniche. Proprio per quanto riguarda quest’ultimo punto, è stata preventivata la realizzazione, oltre che di una scalinata, di un montascale, per l’accesso al ponte anche alle carrozzine.

    Uno dei nodi da sciogliere riguarda la posizione della Soprintendenza ai Beni Archeologici, le cui richieste si trovano in disaccordo con quelle provenienti dai colleghi dei Beni Architettonici: mentre questi ultimi chiedono –accanto alla costruzione ex novo della parte attualmente mancante di ponte- il restauro delle tre arcate preesistenti, dai Beni Archeologici arriva lo stop a qualsiasi tipo di operazione di ristrutturazione, dal momento che gli interventi sul ponte –residuo di epoca medievale- sono soggetti a limitazioni.

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    La riqualificazione di piazza Manzoni

    Un altro progetto, redatto sempre da Marino, riguarda il recupero della fontana ottocentesca di piazza Manzoni, con l’obiettivo di riportare l’area alla sua antica conformazione: la fontana, centrale nella piazza, originariamente serviva come abbeveratoio ed era dotata di vasche sottostanti per il drenaggio dell’acqua. Il progetto prevede il recupero dell’antico lavatoio e vede l’installazione del quarto lobo della fontana -andato disperso- in massello di marmo bianco, e di un sistema per il passaggio dell’acqua, in modo da rendere funzionale il monumento ed evitare depositi di sporcizia. La realizzazione di questo secondo progetto prevede costi più modesti rispetto a quello per la pedonalizzazione del ponte: la cifra complessiva si aggira attorno ai 10 mila euro. Tuttavia la ristrutturazione –per la sua prossimità al ponte medievale- gioca un ruolo chiave e la sua riqualifica rappresenterebbe il primo passo verso un concreto recupero dell’area. Oggi il progetto –anch’esso già esecutivo- si trova in uno stadio più avanzato rispetto a quello del ponte, grazie alla minor portata degli interventi previsti: la fontana è stata restaurata, ma non è ancora stata resa operativa.

    Un iter progettuale senza fine, l’idea crowdfunding

    corso-galliera-bisagno-DI«Contiamo di iniziare i lavori entro le prossime settimane – affermava ufficialmente Matteo Marino nel 2009– salvo intoppi dell’ultimo minuto. Noi, comunque, siamo pronti». Oggi, invece, tutto è ancora bloccato, nonostante il progetto abbia avuto l’ok anche da Comune e Provincia, e sia stato giudicato compatibile con il piano di bacino. A bloccare l’operato, la mancanza di fondi. Ci racconta Marino: «Servono 100 mila euro per coprire i costi dell’intero progetto: una soluzione molto più economica rispetto a quella di rifare il ponte come era in antico, pur mantenendo un risultato estetico piacevole. La cifra non è un ostacolo insormontabile, ma finora l’amministrazione non si è mostrata disponibile a finanziare le proposte da noi avanzate. Tuttavia il progetto che sosteniamo è di grande importanza per il quartiere e entusiasma tutta la cittadinanza, che preme per la sua realizzazione. Per questo ci siamo mobilitati in questi anni e stiamo continuando a farlo: coinvolgendo 100 persone e facendole partecipare al progetto, sarebbero mille euro a testa; coinvolgendone 10 mila diventerebbero 10 euro! È un progetto sostenibile, una proposta realizzabile e altamente positiva per San Fruttuoso. Il degrado in questo quartiere nel corso degli anni si è espanso sempre di più, ma è bene fare attenzione a queste situazioni di disagio, per tentare pian piano di arginarle e restituire alla gente le condizioni di vita che meritano».

    L’attività di Marino è quella di un cittadino che si mette in prima linea per il suo quartiere. Con il sostegno del C.I.V. e del presidente Umberto Solferino, Marino mette a disposizione di tutti la sua professionalità e le sue competenze, e da anni conduce battaglie in cui crede fermamente: «Lo faccio perché amo la mia città e perché penso che basterebbe così poco per migliorarla… Quello che servirebbe è una maggiore volontà e disposizione di tutti a partecipare in prima persona alla “cosa pubblica”. Da un lato, c’è ancora troppo disinteresse da parte di tanti, dall’altro, i riscontri che otteniamo nelle feste di piazza e nelle manifestazioni di quartiere che organizza il C.I.V. smentiscono queste affermazioni e ci fanno sperare in un futuro diverso per Genova».

     

    Elettra Antognetti

  • Consiglio Comunale: Lista Doria, scontro con la Giunta sul PUC

    Consiglio Comunale: Lista Doria, scontro con la Giunta sul PUC

    palazzo-tursi-M5S-giunta-DSono riprese giovedì scorso le sedute del Consiglio Comunale dopo la pausa elettorale. Tutti gli occhi erano ovviamente puntati sui consiglieri del Movimento 5 Stelle in attesa di chissà quale gesto clamoroso o dichiarazione di forza che evidenziasse un cambio di atteggiamento dopo il clamoroso successo alle politiche. E invece è stata la stessa lista creata dal sindaco Marco Doria a schierarsi contro la propria Giunta.

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    Tutto ha avuto inizio con la presentazione di due emendamenti da parte della Lista Doria su una delle  delibere della Giunta. La delibera in oggetto riguardava una modifica apportata dalla nuova amministrazione al Piano Urbanistico Comunale (PUC) per permettere alle «piccole attività produttive e artigianali tradizionalmente presenti sul tessuto urbano e residenziale» di continuare ad operare laddove, invece, il PUC ne aveva previsto l’incompatibilità con specifiche aree. Si tratta per esempio di negozi o piccoli laboratori che da sempre operano in una certa zona e per diverse ragioni vorrebbero spostarsi di pochi metri. Proprio per salvaguardare queste attività la nuova amministrazione ha ritenuto sufficiente richiedere loro degli adeguamenti igienico-sanitari e il rispetto dei limiti di inquinamento.

    Su questa delibera la Lista Doria ha presentato 2 emendamenti che il capogruppo Pignone ha presentato affermando «Vogliamo sottolineare con chiarezza alcuni punti che potevano sembrare equivoci». Un intento che però lo stesso Vicensindaco Bernini (Pd),  in qualità di assessore all’urbanistica, non ha apprezzato dichiarando inammissibile il secondo emendamento e dando parere contrario al primo, affermando che la modifica proposta avrebbe di fatto annullato il provvedimento della Giunta. Nel proprio intervento il Vicesindaco non ha risparmiato nemmeno una stilettata alla gruppo consiliare legato al Sindaco affermando «mi dispiace che il Gruppo Doria non abbia potuto partecipare ai lavori della commissione perché avremmo potuto affrontare in modo esplicito la questione».

    La tensione in aula si fa palpabile e diventa persino necessario un chiarimento in privato tra il capogruppo Pignone, il Sindaco e il Vicesindaco, a conclusione del quale il primo dei tre annuncia il ritiro degli emendamenti. Il finale è al limite del paradosso poiché, non essendo consentito ritirare gli emendamenti dopo la fase di discussione che si era già conclusa in aula, alcuni membri della Lista Doria si trovano costretti a votare contro le modifiche da loro stessi proposte.

    Un episodio che potrebbe risultare poco rilevante, visto che non ha modificato le intenzioni della Giunta e non riguardava un argomento di primaria importanza, ma che, collegato agli scossoni politici post voto, ha evidenziato un fatto molto importante. Infatti, il capogruppo del M5S Paolo Putti, durante le interviste rilasciate ai giornalisti per commentare il risultato elettorale, ha lanciato un appello alla Lista Doria chiedendole di «non farsi più condizionare dal Pd». Una richiesta da tempo avanzata dai grillini, che su alcuni argomenti, come la Gronda e il Terzo Valico, hanno posizioni simili ai consiglieri della lista civica creata dal Sindaco. Una richiesta ora rafforzata della grandissima affermazione del movimento anche in Liguria, in cui ha superato lo stesso Pd per numero di voti.

    Sarà difficile scardinare l’alleanza tra Pd e Lista Doria. Tuttavia, se già si erano evidenziate alcune difficoltà del primo partito a mantenere il controllo del Consiglio, soprattutto sul tema delle grandi opere, esse potrebbero diventare ancora maggiori a causa del clima di incertezza politica che caratterizzerà i prossimi mesi.  Mesi in cui i consiglieri dovranno esprimersi proprio su questo argomento.

    I derivati del Comune

    In avvio di seduta si è parlato anche dei derivati in possesso del Comune di Genova dopo l’allarme sollevato dalla Corte dei Conti, la quale ha recentemente emesso una direttiva per chiedere alle amministrazioni locali di liberarsi di questo strumento finanziario che ha già comportato molte perdite per gli enti locali. L’assessore al Bilancio Miceli ha fatto un punto della situazione spiegando che il Comune ha ancora in essere 2 contratti, il primo di circa 7 milioni di euro con la banca Unicredit in scadenza nel 2022 e il secondo di circa 13 milioni con la BNL in scadenza nel 2020. Questi contratti erano serviti negli anni 2000, in un momento in cui i tassi di interesse variabili stavano aumentando in modo molto preoccupante comportando costi sempre maggiori per ripagare il debito dell’amministrazione, per trasformare alcuni mutui a tasso variabile del Comune in mutui a tasso fisso. Quella che allora poteva essere vista come una manovra migliorativa dei conti pubblici locali rischia oggi, con i fenomeni speculativi in atto sui mercati finanziari, di tradursi in una pericolosa minaccia.

    Come spiega l’assessore possono essere percorse due strade distinte: una possibilità è quella di estinguere subito questi conti, ma ciò implicherebbe un pagamento immediato 1 milione e 280 mila euro ad Unicredit e 2 milioni e 300 mila euro a BNL; la seconda possibilità è invece quella di attendere la loro naturale scadenza andando a pagare interessi più elevati, ma che potranno essere spalmati su 30 anni.

    Nessuna decisione è stata presa al momento, poiché la questione era stata avanzata come semplice interrogazione a risposta immediata, la quale prevede un intervento esplicativo dell’assessore competente, ma non una decisione politica. Da parte di tutti i partiti proviene comunque un appello a monitorare costantemente la situazione e a cercare di liberarsi il più presto possibile di questi ultimi derivati.

     

    Federico Viotti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Tutto cambia: spettacolo al teatro della Tosse con Massimo Garbarino

    Tutto cambia: spettacolo al teatro della Tosse con Massimo Garbarino

    massimo-garbarinoMartedì 5 marzo il Teatro della Tosse ospita Tutto Cambia, un monologo teatrale ironico, meditativo, introspettivo e tagliente interpretato e scritto da Massimo Garbarino insieme ad Arturo Di Tullio e Alessandro Bergallo su ispirazione del grande scrittore, poeta drammaturgo e saggista cileno Alejandro Jodorowsky.

    Nello spettacolo Garbarino, organizzatore da 18 anni di Palco sul Mare festival e presenza ormai fissa della trasmissione  Striscia La Notizia nelle vesti del maggiordomo di Vittorio Brumotti, cerca il senso del vivere e lo trova nel “cambiamento”.

    Di fronte agli eventi l’uomo spesso si sente impotente, come intrappolato in abitudini che lo incatenano, perennemente coinvolto in situazioni senza via d’uscita, incastrato nei medesimi meccanismi.

    Questo malessere paradossalmente cresce con l’aumentare degli sforzi per combatterlo.

    Perché allora non cambiare il punto di vista? Forse, il vero potere non sta nell’opporsi ai mutamenti che lo scorrere della vita porta con sè, ma nella capacità di guardarsi dentro e accettare ciò che accade, piegandosi come una canna di bambù al vento.

    Tutto ciò implica una sorta di catarsi: ogni cambiamento è possibile solo grazie all’azione. Da qui parte il tentativo di riordinare i pensieri, rivivere ciò che è accaduto e considerare le dinamiche che si sono ripetute per far emergere i processi, i sentimenti, le sensazioni.

    Un monologo che esprime vicende comuni a tutti gli esseri umani, capace di emozionare e coinvolgere gli spettatori.

     

    TUTTO CAMBIA

    Monologo teatrale con Max Garbarino

    Martedì 5 marzo ore 21

    Teatro della Tosse – Sala Campana

    Piazzetta Negri, Genova

    Biglietti 12 euro intero, 10/ 8 euro ridotti

  • Corso Italia, cimento invernale: uno sport che fa bene alla salute

    Corso Italia, cimento invernale: uno sport che fa bene alla salute

    Genova, Corso ItaliaI Nuotatori del tempo avverso sono un’associazione attiva da molti anni, che organizza i cimenti invernali in numerose spiagge della Liguria.

    Il prossimo appuntamento in calendario è domenica 3 marzo (ore 10) per il bagno a mare in corso Italia.

    Alle 15 in programma al Galata Museo del Mare la conferenza Cimenti invernali: etnomedicina del mare, alla presenza di esponenti del mondo accademico genovese che da tempo si stanno occupando di una ricerca scientifica su questo argomento.

    Lo studio dei cimenti invernali è infatti parte delle ricerche di Etnomedicina presso l’Università di Genova: una disciplina che usa la scienza per verificare e recuperare quello che appare non convenzionale, integrare l’antico e il moderno per una nuova e superiore sintesi.

  • Banda Kurenai: una compagnia indipendente al Teatro dell’Ortica

    Banda Kurenai: una compagnia indipendente al Teatro dell’Ortica

    teatro palcoscenicoSabato 2 marzo 2013 (ore 21) al Teatro dell’Ortica il Gruppo Limpido – Banda Kurenai porta in scena l’anteprima di My name, spettacolo scritto e diretto da Raffaella Russo e interpretato da Carlo Strazza.

    Nata nel 2008 come costola dell’associazione Gruppo Limpido, Banda Kurenai è una compagnia indipendente che costruisce i propri spettacoli intorno a uno spazio neutro, dando priorità al corpo e alla voce dell’attore prima che alle scenografie eclatanti e agli effetti speciali.

    Il nome è ispirato al romanzo La banda di Akasusa del giapponese Premio Nobel Yasunari Kawabata, che narra le vicende di una banda (appunto la banda Kurenai) dedita al teatro e ai piccoli crimini: in particolare, Yumico e i suoi compari sono soliti lasciare bigliettini in giro per la città con l’annuncio delle rappresentazioni.

    La compagnia forma “attori non convenzionali” ed è formata da Raffaella Russo (regista e formatrice teatrale), Carlo Strazza (attore), Anna Russo (organizzazione) e Davide Aloi (parte tecnica).

    Banda Kurenai aderisce a TILT teatro indipendente ligure, di cui condivide lo spirito emerso dall’assemblea pubblica dIstruzioni per l’uso. Così spiega Raffaella Russo, nel commentare la situazione del teatro genovese: «TILT è nato dalla consapevolezza di come sia più utile e fruttuoso collaborare. Io credo che TILT possa fare molto proprio in virtù di questa bella parola: collaborazione. Non è per niente facile, anzi. A tratti è scoraggiante, le difficoltà sono in agguato ovunque: non trovare uno spazio adeguato alla Vetrina Tilt 2013 è una cosa che, francamente, non dovrebbe accadere. Una proposta come quella di TILT andrebbe ascoltata con maggiore attenzione non solo dalle istituzioni, ma anche e soprattutto dai grandi teatri genovesi».

    Tema dello spettacolo My name, che dopo l’anteprima all’Ortica sarà ospitato sabato 9 marzo al festival NIN di Sarzana.

    L’attore come un’ombra si muove dentro uno spazio aldilà del tempo… come un’ombra danza, illumina, corre e scontra corpi, scontra vite, scontra le sue stesse ombre e tutto ciò che lui non è, non è stato, non sarà. Perché così ha deciso.

    Una voce accompagna il pubblico e lo invita a osservare l’attore sul palco come un animale da documentario, come un esperimento… un nome che non sarà mai pronunciato, una vita che non sarà spiegata, un personaggio senza una storia.

    Info e prenotazioni: 010 8380120.

  • Le Club, Sampierdarena: baratto, riciclo creativo e laboratori

    Le Club, Sampierdarena: baratto, riciclo creativo e laboratori

    barattoNello spiegare le attività di Le Club, Alessandra Cecchini racconta che «è iniziato tutto quasi per “gioco” ed eccoci qui a gestire telefonate, prenotazioni, mail… Sono davvero felice che Genova risponda».

    Nata nel 2010 a Sampierdarena (la sede è in vico del Bozzolo, vicino al capolinea del bus 18), l’associazione fa parte del circuito nazionale Turispot e si occupa di organizzare serate musicali e attività culturali, con un particolare occhio di riguardo a baratto e riciclo creativo.

    A questo scopo, l’associazione organizza per sabato 2 marzo un mercatino dell’usato presso la propria sede: un’occasione per conoscere le attività di Le Club, sottoscrivere la tessera 2013 e partecipare a incontri e laboratori. La tessera annuale costa 15 €, di cui 10 per l’iscrizione vera e propria e 5 saranno devoluti a un’altra associazione (scelta di volta in volta dagli organizzatori) per sostenerne l’attività.

    I partecipanti al mercatino possono portare vestiti, scarpe, accessori femminili, maschili e per bambini, oggettistica e mobili, insomma ogni genere di prodotto che desiderano barattare. Sono inoltre in programma laboratori di riciclo creativo a cura di Atelier Riciclabò Design.

    Il mercatino si ripeterà ogni primo sabato del mese.

    Inoltre ogni socio può proporre idee o iniziative, in particolare sul tema del riciclo e della green economy, che saranno valutate e realizzate dall’associazione.

    Un modo per liberarsi di ciò che non si usa più e al tempo stesso contribuire alle attività del quartiere. Per informazioni 348 9035504 o leclub.genova@libero.it.

  • Peripheria, Genova: i progetti per Santa Tecla e villa Pallavicini

    Peripheria, Genova: i progetti per Santa Tecla e villa Pallavicini

    villa-pallavicini-pegli-d6Il Comune di Genova, nell’ambito del programma Smart City, aderisce all’iniziativa europea Periphèria che ha come scopo quello di promuovere una migliore vivibilità e accessibilità degli spazi pubblici all’aperto, mediante l’impiego di nuove tecnologie informatiche. Ogni città-partner deve innanzitutto scegliere uno tra i cinque ambienti urbani previsti dal programma Periphèria (quartieri, strade, piazze, municipio, parchi e musei), successivamente individuare un’area di intervento, che prende il nome di “arena”, e sviluppare una proposta utilizzando le potenzialità della tecnologia e di internet per la connessione di persone, servizi, oggetti.
    Oltre all’Italia, uniche adesioni Genova e Milano, partecipano altri 4 paesi europei: Portogallo, Grecia, Germania e Svezia.

    Genova ha deciso di puntare su parchi e musei e ha individuato come aree d’azione villa Pallavicini a Pegli e il Forte di Santa Tecla sulle alture di San Martino. Il progetto genovese (in collaborazione con il Comune di Atene e di Palamela, Alfamicro, Politecnico di Milano, Università di Malmo) prende il nome di “Museo e Parco Smart”.

    IL PROGETTO, MAGGIO 2012

    L’adesione ufficiale del Comune di Genova a Peripheria è arrivata nel maggio dell’anno scorso. Cerchiamo di ripercorrere quanto è accaduto sino ad oggi.
    Per conoscere l’opinione dei cittadini sui luoghi da riqualificare, si è in un primo momento sollecitata la compilazione di un questionario online, che ha permesso di raccogliere alcuni contributi anonimi. Le informazioni hanno aiutato l’amministrazione a individuare le zone di maggiore interesse e a definire meglio attività e interventi da realizzarsi in queste aree. Il questionario è stato a disposizione dei cittadini dal 29 maggio al 14 settembre 2012. In base agli esiti, si è poi deciso di concentrarsi in particolare su alcune opzioni: dall’installazione di strumenti per la sicurezza e l’informazione turistica, al risanamento delle aree verdi della villa e del forte.

    villa-pallavicini-pegli-d7Per quanto riguarda Villa Pallavicini, Periphèria si inserisce nel percorso di recupero e ristrutturazione, con diverse proposte. Fino ad ora, ad essere state attuate sono: l’inserimento di telecamere anti-vandalismo e di un sistema di videosorveglianza; la creazione di un’isola wifi (già funzionante nel museo e nel piazzale, da estendersi al parco e all’orto); il posizionamento in corrispondenza dei siti più rilevanti del parco (lago, arco, ecc.) di QR-code per collegarsi a pagine web con informazioni sulla villa; la creazione di una app geo-referenziata che permette di reperire informazioni su questi siti e ripercorrerne i percorsi storici. Inoltre, altri QR-code sono già stati predisposti anche per le sale interne della villa, ma non tutte sono oggi operative dal momento che sono in corso lavori di ristrutturazione. Le nuove tecnologie dovrebbero permettere uno snellimento e una maggiore velocità anche nell’inserimento di nuovi dati e nell’ampliamento delle informazioni (storiche, architettoniche, artistiche) a disposizione.

    Per quanto riguarda invece Forte Santa Tecla, si è pensato di unire la riqualifica del forte (col recupero delle sue funzioni originarie di difesa e monitoraggio della zona) a quella delle aree verdi. La ristrutturazione si inserisce all’interno di una disputa burocratica più antica tra Comune e demanio civile: proposte di recupero del sistema dei forti genovesi erano già state avanzate, ma non saranno attuate fin quando la proprietà dei forti passerà all’amministrazione comunale (che ne ha fatto richiesta con decreto legislativo n.85/2010 per il “trasferimento agli Enti Territoriali di beni demaniali nell’ambito di specifici accordi di valorizzazione”, e ha richiesto l’autorizzazione al Ministero dei Beni Ambientali e Culturali di avviare i lavori per la fruibilità pubblica). Gli interventi oggi ultimati sono: il recupero dall’area verde e la messa in sicurezza della zona; l’inserimento di giochi “intelligenti” per bambini, pensati per stimolarne la fantasia, la creatività e l’interazione; l’uso di telecamere a infrarossi, utilizzabili anche di notte; l’apertura alle nuove tecnologie (QR-code e isola wifi free). Anche qui, come nella Villa, è stata inserita una bacheca informativa per turisti e visitatori. In più, la presenza della sede dell’associazione di volontariato di protezione civile Associvile consente una migliore tutela del territorio e la prevenzione contro incendi boschivi (si pensi ai recenti incendi di grandi dimensioni che hanno interessato le colline genovesi nel settembre 2009, colpendo un territorio compreso tra Nervi, Quarto, Marassi, Quezzi). Anche la cinta muraria, all’interno del progetto, è di grande interesse: il complesso della cinta è una delle componenti fondamentali dell’immagine della città, sia storica che contemporanea.

    I fondi stanziati dall’UE per la città di Genova sono pari a 178.698 €.

    Forte di Santa Tecla

    Il metodo di realizzazione è quello dei “living labs“, o “laboratori viventi”: si tratta di momenti di confronto tra cittadini, istituzioni e aziende per costruire ipotesi progettuali nelle aree identificate dal Comune e favorire il dialogo tra i soggetti interessati. A Genova, per quanto riguarda l’area del Forte, il ciclo di living labs è partito ufficialmente il 5 ottobre 2012, al circolo ricreativo Cianderlin, in cui rappresentanti dell’amministrazione, di associazioni, e privati cittadini si sono incontrati per discutere i progetti e vagliare le proposte. Questo incontro era stato però anticipato da un altro, svoltosi al Municipio Medio Levante e riservato a operatori comunali, municipali (il forte, pur di competenza del Municpio Bassa Val Bisagno, per la sua particolare collocazione geografica interessa anche quello di Medio Levante e Valle Sturla) e associazioni. Questo, allo scopo di creare una sinergia tra i soggetti coinvolti e perfezionare le proposte, prima di presentarle alla cittadinanza.

    Lo stesso per quanto riguarda la situazione di Villa Pallavicini: anche qui, il primo incontro ufficiale (a Pegli, nel luglio 2012) era stato anticipato da una convocazione di addetti dell’amministrazione e associazioni, per mettere a punto i vari progetti. Ad oggi, non esiste un vero e proprio calendario di incontri o un ciclo di living labs: il Comune ha coinvolto attivamente i vari municipi di riferimento, i quali operano come interfaccia tra amministrazione e cittadini, raccogliendo le proposte dei singoli, interagendo con i comitati di quartiere.

    Abbiamo chiesto alla Direzione Città Sicura del Comune di Genova come procedono i lavori per quanto riguarda progetto Periphèria: «La nostra idea era quella di migliorare la fruizione delle due aree prescelte, di grande prestigio per la nostra città ma oggi lasciate al degrado. Grazie alla collaborazione di municipi, associazioni privati e cittadini, molto è stato fatto, ma molto c’è ancora da fare, e il sostegno di tutte le parti è importantissimo. Siamo soddisfatti del nostro operato, ma non nego che ci siano state –e ci siano tuttora- delle difficoltà e degli stop: questioni burocratiche, vincoli paesaggistici, architettonici, problemi demaniali, e altro, non ci permettono di procedere velocemente come vorremmo. Si pensi al caso di Villa Pallavicini: da tempo premiamo per la creazione dell’isola wifi nel parco, ma ci è vietato inserire cavi nel giardino, per non danneggiare la bellezza del sito e per ora siamo fermi al Museo e al piazzale antistante. Oppure si pensi al forte di Santa Tecla: abbiamo realizzato una recinzione –che funziona anche da panchina- utilizzando le pietre trovate in loco, dal momento che non è permesso utilizzare materiali diversi per non deturpare l’area. Noi non demordiamo e procediamo un passo alla volta: ora, ad esempio, lavoriamo –insieme a un’associazione di bikers genovesi- al recupero di vecchi percorsi che, dall’area di Santa Tecla, si snodano tra i sentieri verso il Levante e la valle dello Sturla. E poi, sempre al forte, ci piacerebbe creare delle piattaforme per attività sportive, ad esempio per il tiro con l’arco, in modo da richiamare sempre più persone. Stiamo solo aspettando l’ok dal genio civile, cui abbiamo già avanzato apposita richiesta».

     

    Elettra Antognetti

  • Genova Film Festival 2013: aperto il bando di concorso

    Genova Film Festival 2013: aperto il bando di concorso

    cinema-provini-castingCome ogni anno apre il bando per il Genova Film Festival 2013, che raggiunge la 16a edizione e si svolgerà dal 1 al 7 luglio ed è organizzato dall’associazione Culturale Cinematografica Daunbailò.

    Il concorso è suddiviso in due sezioni: una Nazionale (per autori residenti in Italia) e Obiettivo Liguria, dedicata agli autori liguri.

    La partecipazione è aperta ad opere di qualsiasi genere, stile e formato (pellicola e video), in lingua italiana o sottotitolate in italiano, realizzate dopo il 1 gennaio 2011 e della durata massima di 45’ per la fiction e di 60’ per il documentario.

    Le opere dovranno pervenire in DVD, accompagnate
    dalla scheda di iscrizione compilata e firmata, entro il 15 aprile 2013 all’indirizzo Segreteria e Archivio del Genova Film Festival – Palazzo Ducale – Piazza Matteotti 9, 16123 Genova.

    La partecipazione al concorso è gratuita.

    La giuria assegnerà i seguenti premi:
    – Premio per la Miglior Opera di Fiction
    – Premio per il Miglior Documentario
    – Premio per la Miglior Colonna Sonora

    Oltre ai premi della giuria ufficiale verranno assegnati i seguenti riconoscimenti:
    – Premio della Critica, assegnato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – Gruppo Ligure
    – Premio DAUNBAILÒ, assegnato dall’Organizzazione del Festival
    – Premio del Pubblico attribuito mediante votazione popolare

    Il montepremi e la lista delle opere che saranno proiettate verranno segnalati sul sito Internet del Festival.

  • Casinò a Pegli: la protesta sveglia il Comune che blocca l’apertura

    Casinò a Pegli: la protesta sveglia il Comune che blocca l’apertura

    slot-house-bailammeAlla fine il Comune è riuscito a trovare il modo per rinviare, almeno per ora, l’inaugurazione della più grande sala giochi della città nei locali dell’ex Bailamme in via Ronchi 66 fra Pegli e Multedo. Dopo le proteste dei cittadini e l’iniziativa CASI-NO della comunità di Don Gallo (manifestazione in programma oggi alle ore 18 davanti al locale), è arrivata la decisione, già anticipata ieri nel corso della nostra diretta twitter da palazzo Tursi,  presa congiuntamente dall’assessorato allo Sviluppo Economico insieme all’assessorato Legalità e Diritti: «Vi sono delle irregolarità edilizie di cui non è stata richiesta la sanatoria – conferma a margine del Consiglio Comunale l’assessore Fiorini – e da questa istruttoria risulta che non sono presenti i posteggi, che devono essere presenti sulla base dell’articolo 17 del PUC, e inoltre, ex articolo 1 della legge regionale 17, va richiesta l’autorizzazione sindacale che può essere rilasciata solo se sussiste una distanza da alcuni luoghi sensibili come le scuole e i centri di aggregazione giovanile».

    Un provvedimento, quindi, che potrebbe essere solo temporaneo. In realtà, spiega l’assessore Fiorini, bisognerà vedere se la situazione è sanabile, capire se vi sono gli spazi per creare questi posteggi e se vi è una distanza sufficiente dai luoghi sensibili citati in precedenza. «Se questa sala fosse ubicata in un’area in cui non fosse consentita l’apertura, va da se che non sarebbe possibile».

    Ma come si spiegano le tempistiche di questo intervento del Comune all’ultimo minuto? È forse una risposta un po’ tardiva dovuta soprattutto all’inaspettata crescita della protesta? L’assessore Fiorini risponde sostenendo che in effetti «non c’era stata alcuna domanda e questa sala aveva iniziato un iter quando ancora questa Giunta non si era insediata». 

    Una situazione che conferma la debolezza degli enti locali nell’impedire la proliferazione di attività che possono comportare un grave rischio sociale. «C’è una normativa nazionale piuttosto ampia – spiega l’assessore – della quale l’ANCI aveva chiesto una modifica proprio per consentire maggiori poteri di intervento ai Comuni». Questi ultimi, però, hanno addirittura perso la possibilità di intervenire sugli orari di apertura a causa del decreto sulle liberalizzazioni, potendo adesso intervenire solo attraverso il PUC. «Per quanto riguarda le nuove aperture – conclude Fiorini – noi abbiamo un tavolo comune con la Questura e quindi la nostra direzione delle attività produttive riceve tutte le richieste di apertura aggiornate e siamo in grado di effettuare un controllo maggiore».

    Tuttavia il vicesindaco Bernini ieri ha  evidenziato la necessità di una nuova regolamentazione in materia e ha ammesso che l’autorizzazione per queste attività, rilasciata dalla Questura, dovrebbe essere sottoposta al vincolo del Piano Urbanistico Comunale, ma di fatto ciò non avviene.

    Le speranze erano state riposte nell’ormai noto decreto Balduzzi, ex ministro della Sanità, in cui inizialmente erano presenti norme particolarmente rigide sul tema delle sale gioco, ma che ha finito per essere profondamente ridimensionato e ammorbidito anche per ciò che riguarda i poteri da attribuire ai comuni su questa materia.

     

    Federico Viotti

  • Suq Genova 2013: programma e idee cercasi, incontro alla Berio

    Suq Genova 2013: programma e idee cercasi, incontro alla Berio

    Suq Festival a GenovaVenerdì 1 marzo 2013 (ore 17) la Sala Chierici della Biblioteca Berio ospita un incontro pubblico a ingresso libero con Suq Genova: chiunque può partecipare per contribuire con idee, proposte e adesioni alla 15a edizione del Festival delle Culture, che si svolgerà dal 13 al 24 giugno 2013 al Porto Antico.

    L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. La partecipazione della cittadinanza e delle associazioni è molto importante, per portare avanti il Festival nonostante le molte incertezze economiche. Chi non può partecipare ma desidera inviare la propria idea può scrivere a festival@suqgenova.it.

    Nel corso dell’incontro saranno inoltre presentate le iniziative gratuite a cura del Suq, che si svolgeranno nei prossimi mesi. Questo il programma:

    Cooperamiamoci: una serie di incontri, laboratori e attività artistiche nelle Scuole della Liguria sul tema dell’educazione alla mondialità e del dialogo tra popoli e culture. L’iniziativa culminerà durante il Festival 2013 nell’evento Student’s Bazar.

    L’intercultura va a scuola e all’Università: i linguaggi teatrali e artistici incontrano le nuove generazioni per l’educazione alla non violenza e all’incontro tra i popoli.

    Suq e Università, incontro in città: dialoghi, incontri e letture sulla città e per la città con la partecipazione di esponenti del mondo accademico e delle istituzioni. Tutti gli incontri si terranno alla Loggia della Mercanzia di piazza Banchi alle ore 17.
    – 6 marzo, Dentro e fuori
    Dinamiche di inclusione ed esclusione negli spazi urbani. Valeria Ottonelli, don Virgilio Colmegna, Simone Leoncini, Sergio Rossetti, Giovanni B. Pittaluga
    – 20 marzo, La casa e la strada
    L’intreccio degli spazi pubblici e privati nella mappa della città. Ferruccio Pastore, Paola Dameri, Andrea Torre
    – 9 aprile, Centro e Periferia
    Appendici degradanti o nuovi luoghi di aggregazione urbana? Davide Papotti, Maria Luisa Gutierrez-Ruiz, Cristina Notarangelo
    – 17 aprile, Dimensione di genere in città
    Gisella Bassanini, Annalisa Marinelli, Silvia Neonato
    – 8 maggio, Il mercato e la città
    Marco Aime, Ilda Curti, Carla Sibilla, Lucy Ladikoff, Carla Peirolero, Giacomo D’Alessandro
    – 15 maggio, Naturale e Costruito
    Nuove configurazioni territoriali. Antida Gazzola, Costanza Pratesi, Mario Paternostro
    – 22 maggio, Lo sport e la città
    Bruno Barba, Fabrizio De Meo, Pino Boero, Domenica Canchano

    Il coro delle badanti: incontri e lezioni di canto gratuite rivolte in modo particolare alle badanti e alle persone da loro accudite. Gli incontri si tengono a partire dall’11 marzo 2013, ogni lunedì ore 15-17 in Villa Piaggio (corso Firenze 24).

    Nonne nanne: antichi saperi e nuove cittadinanze si incontrano. Ninne nanne e favole in molte lingue da scambiarsi e da imparare per poi offrirle al pubblica in una festa-evento finale. Incontro ogni giovedì dalle 16 alle 18, a partire dal 14 marzo, presso Endofap Liguria (via B. Bosco 14).

  • Bic Liguria: imprenditoria giovanile e incubatori d’impresa

    Bic Liguria: imprenditoria giovanile e incubatori d’impresa

    centro-panoramica-2Dagli anni ottanta gli incubatori rappresentano uno dei principali strumenti per il sostegno alla creazione d’impresa, soprattutto giovanile, e per lo sviluppo di imprese già esistenti nel territorio. Con il tempo il contesto in cui questi incubatori erano nati si è  profondamente modificato e dal 2005 in avanti il BIC Liguria ha deciso di puntare sulle start up fortemente innovative. Grazie al progetto UNITI, sono stati realizzati diversi spin off universitari ad alto contenuto tecnologico che rappresentano uno dei fiori all’occhiello dell’imprenditoria genovese.

    In questo periodo di crisi però anche le aziende che fanno parte dell’incubatore sono diminuite, infatti da una media di 60 aziende incubate negli ultimi anni si è scesi a circa 45. A queste imprese l’incubatore fornisce un insieme di servizi di supporto per la fase di avvio dell’attività, non solo dal punto di vista logistico, ma anche per la realizzazione dei business plan (un documento che definisce il progetto imprenditoriale e i suoi dati economici), per la comunicazione e il marketing e per la pianificazione dell’attività aziendale.

    Il processo di incubazione dura dai tre ai cinque anni, ma cosa accade quando queste imprese escono dal BIC e iniziano a competere sul mercato? Secondo i dati che ci ha fornito il dott. Pietro De Martino, direttore del BIC Liguria, sono circa 400 le aziende fuoriuscite dall’incubatore ancora oggi attive sul territorio e tali aziende sono state in grado di generare nuova occupazione.
    Tuttavia, esiste una certa diffidenza nei confronti delle attività incubate, troppo deboli, secondo alcuni, per reggere il peso della competizione. Per migliorare la loro efficacia anche nella fase post-incubazione il BIC ha deciso di rendere estremamente rigido il processo di selezione: «Laddove c’è una selezione alta afferma De Martino – la percentuale di successo cresce». Negli anni passati un imprenditore poteva anche trovare nell’incubatore una soluzione meramente logistica a costi ridotti, mentre oggi l’ammissione di un progetto è subordinata a molti altri aspetti, ad esempio la compagine societaria, la coerenza dei profili, l’idea d’impresa collegata allo sviluppo del territorio. Si tende a concentrare l’offerta dei servizi dell’incubatore alle  imprese fortemente innovative e tecnologiche.

    “Ci sono poi delle aziende – aggiunge De Martino – che abbiamo aiutato all’esterno, che non sono transitate dall’incubatore. Rappresentano, anzi, il numero maggiore degli interventi fatti”. Dal 2003 ad oggi il BIC ha supportato infatti la creazione di più di 1500 microimprese sul territorio ligure – di cui l’80% a Genova – che rappresentano il tessuto delle nostra economia.

     

    LA PAROLA AGLI IMPRENDITORI

    denaro-economia-crisi-DIMatteo Santoro è uno dei due soci fondatori di Camelot, la prima start up del progetto UNITI creata nel 2009. «All’inizio dell’attività non avere costi fissi ha un certo peso. afferma Santoro Il BIC è stato molto comodo per questo e per il fatto di poter usufruire di spazi conferenza e sale riunioni per incontrare clienti e collaboratori».

    Camelot, in un certo senso, sul mercato c’è già da anni, nonostante continui ad essere ospitata dal BIC. Infatti, i 30.000 euro che il progetto UNITI aveva messo a disposizione per l’avvio della start up erano sati sufficienti solo per coprire i costi iniziali. Per questo i due giovani imprenditori hanno scelto di farsi finanziare direttamente dal mercato proponendo subito i propri prodotti ai potenziali acquirenti: «Siamo andati a cercare con la valigetta chi volesse comprare da subito». Avere alle spalle la struttura del BIC ha permesso a questa impresa di ridurre le proprie spese e puntare tutto su ricerca e sviluppo.

    «Ma – afferma Santoro – l’impresa ha successo non sulla base del contenitore in cui la si mette; funziona se è buona l’idea». Quindi un incubatore può essere importante per permettere la crescita di un progetto, ma la bontà dell’idea e del modello di business sono la vera chiave del successo.

    Lo sa bene Michele Zunino, un altro giovane imprenditore genovese che ha fondato la propria azienda, Netalia, al di fuori dell’incubatore. «Le aziende – ci spiega Zunino – devono avere un modello industriale molto ben dettagliato. È deviante il concetto secondo il quale i giovani pensano di poter diventare miliardari con una app». Anche se il BIC consente di ridurre le spese aziendali, i suoi servizi hanno comunque un costo. Per questo Zunino sottolinea che «Non si può fare l’imprenditore senza soldi». Il fondatore di Netalia è scettico verso le misure adottate dai recenti governi per incentivare l’imprenditoria giovanile come la cosiddetta Srl semplificata, che permette a giovani under 35 di creare una propria attività con un capitale sociale di 1 euro.  «Il fatto di permettere l’esistenza di società sottocapitalizzate non serve».

    Anche Santoro vede un pericolo in questa cultura della facile auto-imprenditorialità: «Quando una cosa è di moda diventa anche un po’ fighetta, ma l’imprenditore oggi nelle prime fasi, quando ha un’idea e la vuole portare sul mercato, si fa un discreto mazzo, seleziona il personale e fa anche le pulizie pur di andare avanti».

     

    Federico Viotti

    [foto di Diego Arbore]

  • Carpooling: usare meno l’auto e rispettare l’ambiente

    Carpooling: usare meno l’auto e rispettare l’ambiente

    autostrada-galleriaSono numerose le modalità alternative per gli spostamenti quotidiani, che permettono di risparmiare sul carburante e al tempo stesso rispettare l’ambiente.

    Su Era Superba ci dedichiamo spesso a questi argomenti, perché i genovesi si mostrano sempre più sensibili a questo tema: sono molti coloro che hanno scelto la bicicletta, i veicoli elettrici (auto e moto) e addirittura i percorsi a piedi per andare a scuola o al lavoro.

    Un’altra soluzione in questo senso è il car pooling, fenomeno nato nei Paesi anglosassoni e “ufficializzato” in Italia nel 2009 grazie a un accordo con la società Autostrade per l’Italia, che su alcune tratte ha fissato una riduzione del pedaggio autostradale per le auto che viaggiano in car pooling.

    In cosa consiste? Un gruppo di persone che deve compiere la stessa tratta decide di viaggiare con un solo mezzo, alternandosi nella guida e dividendo le spese di viaggio. L’auto è messa a disposizione da un componente del gruppo (o da più di uno, a turno): il vantaggio è evidente, se si pensa che molte automobili – progettate per avere fino a 5 occupanti – sono di fatto utilizzate da una sola persona alla volta.

    Le persone che scelgono questo servizio possono essere compagni di studio o colleghi di lavoro, ma anche chi deve recarsi in altre città o all’estero e cercano persone con cui condividere il viaggio. A questo scopo esistono apposite piattaforme web che agevolano il contatto tra potenziali co-guidatori. Le due più utilizzate in Italia sono carpooling.it e BlaBlaCar, cui abbiamo chiesto i dati sui loro iscritti di Genova.

    Carpooling.it gestisce le richieste di passaggio da e per Genova, e ha registrato nel 2012  un incremento rispettivamente del 55,47% (da Genova) e del 46,26% (per Genova). Per le prossime 8 settimane sono già attive 582 offerte di passaggio da Genova verso altre città e 570 offerte da fuori in direzione di Genova. Daniela Mililli, country manager Italia di carpooling.it, ha inoltre specificato che “Saremmo felici di cooperare con le istituzioni locali e offrire gratuitamente il nostro servizio per potenziare un uso più intelligente delle auto, anche a Genova“.

    I dati relativi a BlaBlaCar presentano invece Genova come l’ottava città italiana per utilizzo di carpooling, con richieste di viaggi sia per altre città italiane, sia per l’estero.

    Marta Traverso

  • Trasparenze digitali: concorso fotografico sulla montagna

    Trasparenze digitali: concorso fotografico sulla montagna

    MontagnaSono aperte le iscrizioni per il concorso fotografico Trasparenze digitali, a cura della sezione di Sestri Ponente del Cai (Club Alpino Italiano) in collaborazione con il circolo culturale 36° fotogramma.

    Il titolo del bando si richiama alla trasparenza della pellicola di celluloide, un tempo utilizzata per le fotografie e le diapositive. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

    È possibile inviare fino a quattro immagini in formato .jpg (dimensioni massime 1.600 x 1.200 pixel e peso non superiore ai 2 Mb) che richiamino tutti gli aspetti paesaggistici, naturalistici, sportivi, ricreativi, culturali e di civiltà umana legati alla montagna. L’invio va effettuato attraverso il sito di Cai Sestri Ponente o recandosi di persona in sede, via Galliano 16/4 aperta il martedì e il venerdì dalle 21 alle 22.

    La scadenza per l’invio delle foto è martedì 7 maggio 2013. Una giuria selezionerà cinque immagini classificate, i cui autori vinceranno alttettanti buoni acquisto per articoli sportivi presso il negozio Longo di Genova Rivarolo, così ripartiti:
    1° premio: 300 euro
    2° premio: 200 euro
    3° premio: 100 euro
    4° premio: 50 euro
    5° premio: 50 euro

    La premiazione si svolgerà presso la sede del Cai venerdì 7 giugno 2013 alle ore 21.00, con una proiezione pubblica delle immagini.

  • The Summit: film sul G8 di Genova, anteprima al cinema America

    The Summit: film sul G8 di Genova, anteprima al cinema America

    g8-carlo-giulianiGiovedì 28 febbraio 2013 (ore 21) il Cinema America ospita l’anteprima di The Summit, film documentario sul G8 diretto da Franco Fracassi e Massimo Lauria e distribuito da Minerva Pictures.

    Tema del film
    Il film parte dal vertice che si è tenuto nel 2001 a Genova per raccontare, non tanto l’accaduto, ma perché sono avvenute certe cose. The Summit lavora su due piani. Da una parte quello dell’inchiesta, per capire perché la polizia si è comportata in questa maniera, perché una parte dei manifestanti ha devastato la città e chi gli ha permesso di farlo, chi erano davvero i black block e che legami avessero con le forze dell’ordine e perché proprio a Genova fossero successe queste cose. Dall’altra parte, la contestualizzazione dell’accaduto, spiegando che quello non era il primo vertice in cui accadevano gli scontri, era dal ’99 a Seattle che ad ogni vertice internazionale c’erano pestaggi. Spesso ci si dimentica che a Genova si dovessero incontrare gli otto capi di Stato più importanti del mondo, per decidere questioni fondamentali per il pianeta. Il film s’interroga su questo. In agenda c’era la discussione sull’annullamento del debito per i paesi del terzo mondo, il protocollo di Kyoto, la globalizzazione: sono stati questi temi, importanti e delicati, a trasformare Genova in un campo di battaglia. Gli scontri non sono stati tra manifestanti italiani e polizia italiana, ma tra chi voleva un modello di pianeta e chi ne voleva un altro. E lì a Genova si è svolta la battaglia finale.

    Su trentacinquemila poliziotti, almeno cinquemila erano agenti stranieri. Solo settecento appartenevano all’FBI ed erano lì per proteggere Bush. Quando si parlava dei black block infiltrati, si sono sempre prese in considerazione solo le forze dell’ordine italiane. Invece, dalle testimonianze raccolte tra gli infiltrati, parlavano tutti tedesco, francese, olandese, inglese ma non italiano.

    Al termine della proiezione si svolgerà un incontro-dibattito con il pubblico. Saranno presenti i due registi insieme a Giuliano Giuliani, padre di Carlo Giuliani; Antonio Bruno, consigliere comunale di Genova, portavoce di Cambiare si può e membro del Comitato Verità e Giustizia per Genova; Giovanni Mari, caposervizio a Il Secolo XIX che era tra le strade di Genova nei giorni del G8; Daniele Damiani ed Emanuela Massa di Amnesty International, circoscrizione Liguria; Don Andrea Gallo.