Categoria: Notizie

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  • Comitato ospedale Sestri Ponente: lettera al segretario Pd Bersani

    Comitato ospedale Sestri Ponente: lettera al segretario Pd Bersani

    SanitariIl Comitato per la salvezza dell’ospedale di Sestri Ponente scrive una lettera aperta al segretario nazionale del Partito Democratico, nonché candidato premier del centro-sinistra, Pierluigi Bersani, per contestare la politica sanitaria della Regione Liguria, raccontando la travagliata storia della sanità in Val Polcevera e nel Ponente genovese a partire dall’avvento, nel 2005, della Giunta regionale di Burlando, affiancato dall’altro Claudio, Montaldo, come assessore alla Sanità.

    Nello stesso anno arriva lo stop al famoso “ospedale di Vallata” «La Regione interruppe l’appalto indetto dal centrodestra, per la costruzione di un nuovo ospedale in Valpolcevera, vinto dalla Pirelli Re – spiega il comitato – si saranno pagate delle penali, ma una delle motivazioni per non costruire, era che, trattandosi di un project financing, il privato avrebbe gestito per anni le pulizie, i pasti, la lavanderia e cose simili, quindi Montaldo, che affermava di essere per la sanità pubblica, non aveva condiviso: bene! La seconda motivazione era meno credibile: non condivideva il sito prescelto, l’ex area industriale Mira Lanza a Teglia». Peccato però, sottolinea il comitato che «La scelta era stata fatta dal Comune di Genova, quando Claudio Montaldo era vicesindaco».

    Nell’estate del 2006 «Dopo aver chiuso la Chirurgia dell’Ospedale di Sestri, trasformata in day surgery, l’assessore Montaldo annunciava che avrebbe costruito il Nuovo Ospedale del Ponente ma che nel frattempo avrebbe riorganizzato gli ospedali di Sestri e Rivarolo – continua la missiva – tradotto dal politichese all’italiano, intendeva chiudere i due ospedali. Fu logico controbattere che prima si costruiva il nuovo ospedale e poi si sarebbero chiusi gli altri. I Sestresi insorsero, raccolsero le firme (su 54.000 abitanti furono raccolte 16.000 firme), si tennero assemblee infuocate e manifestazioni con cortei a cui parteciparono anche le ambulanze delle Pubbliche assistenze».

    «Nel 2007 Claudio Burlando dichiarò: “State tranquilli, non taglieremo altri servizi fin quando non sarà costruito il Nuovo Ospedale del Ponente” ricordano i firmatari della lettera  – Nel frattempo l’Ospedale Celesia di Rivarolo veniva chiuso (avevano creduto a Montaldo) e ora la Regione vuol vendere quell’immobile, l’Ospedale di Sestri invece, era salvo, ci eravamo fidati di Burlando!».

    Senza dimenticare il balletto sul sito ideale per costruire il Nuovo Ospedale del Ponente «Il Comune, a guida Pd, individuava diversi siti ma la Regione, sempre a guida Pd, voleva si decidesse per il sito di Villa Bombrini a Cornigliano – racconta il comitato – Dopo tre anni di balletti, Comune e Regione, concordarono per Villa Bombrini».

    Nel frattempo «I finanziamenti recuperati dalla soppressione dell’appalto per il nuovo ospedale in Valpolcevera e che Montaldo aveva assicurato servissero per il Nuovo Ospedale del Ponente, venivano gentilmente donati all’ospedale privato Galliera, con i “ringraziamenti del cardinal Bagnasco” – spiega l’ex parlamentare (Ds) Aleandro Longhi, membro del comitato di cittadini  – Il Galliera ha già speso tre milioni dei cinquantatre ricevuti, per realizzare il progetto di un mega ospedale con relativa speculazione edilizia su parte del vecchio ospedale. Quel progetto probabilmente non si realizzerà mai, poiché il Galliera era intenzionato a contrarre un mutuo con interessi a carico della Regione, non consenziente, ma altresì perché un ricorso al Tar, ha bocciato il progetto.Chi pagherà per quei tre milioni di euro pubblici sprecati?».

    Sono passati 6 anni e mezzo dall’annuncio della Regione di costruire il nuovo ospedale del Ponente «I finanziamenti previsti sono spariti continua Longhi – la Regione sembra che voglia sostenere che il sito da lei scelto non sarebbe bonificabile in quanto in passato era un’area utilizzata dalle acciaierie. Bella scoperta: che ci abbiano mentito? Ma gli amministratori pubblici possono permettersi di mentire? Circa un anno fa, prima di Natale, nonostante Burlando avesse assicurato che non avrebbe tagliato i servizi nei nostri ospedali, sono ricominciati i tagli e gli annunci di nuovi tagli. È stato chiuso il Centro Ictus di Sestri, poi la Chirurgia e la Cardiologia di Pontedecimo, il Pronto soccorso di Sestri, dove si vuol anche chiudere la Neurologia e la Psichiatria per acuti. I due ospedali stanno chiudendo e l’unico ospedale pubblico del Ponente, il Villa Scassi di Sampierdarena, sta esplodendo».

    «Devi sapere, caro Bersani, che Ponente e Val Polcevera contano una popolazione di oltre 300 mila persone, circa la metà dell’intera popolazione di Genova: sono le zone operaie, le zone rosse, quelle che hanno permesso la vittoria di Burlando nel 2005 e nel 2010 sottolinea LonghiPossibile che i due terzi dei servizi sanitari per acuti siano sempre più concentrati nel centro Levante, nelle zone “bene” di Genova e che, non solo si finanzi la sanità privata per subalternità alla Curia, ma si tagli dove già vi è scarsa sanità e molti sono i fattori di rischio, quali il porto, le acciaierie, il cantiere, le grandi fabbriche, i depositi petroliferi, la discarica e via elencando».

    L’ex Senatore Longhi ricorda le diverse manifestazioni dei cittadini contro la politica sanitaria della regione e gli incontri con l’assessore Montaldo che «Ha continuato a raccontarci le sue favole. È riuscito persino a dire che è sua intenzione realizzare l’ospedale del Ponente. Il nuovo nosocomio sarebbe stato finanziato con i fondi Fas, quegli stessi fondi che qualche giorno dopo ha dichiarato che sarebbero serviti per finanziare le piastre ambulatoriali di Pegli e Voltri, ma poco dopo sono spuntati anche i fondi europei. Infine Burlando ha dichiarato che dovevano intervenire i privati».

    «Alcuni componenti dei nostri Comitati per la Salvezza degli ospedali del Ponente, elettori del Pd, hanno cominciato a raccogliere firme di altri elettori del Pd, che non voteranno più per il tuo partito se la Regione non tornerà indietro e non manterrà gli impegni pubblicamente presi – conclude Aleandro LonghiIn Regione il Pd è rimasto il solo a sostenere i tagli. Non portano in consiglio i provvedimenti presi dal direttore della Asl 3 Genovese poiché, giustamente, i gruppi consiliari di Sinistra Ecologia Libertà e Federazione della Sinistra, che sono in maggioranza, voterebbero contro e noi per questo li ringraziamo. Noi continueremo la nostra protesta con manifestazioni e raccolta di firme tra gli elettori del Pd. Ti chiediamo di impegnarti perché la politica si faccia seriamente, non si menta ai cittadini e non si colpisca sempre la parte più debole della popolazione». 

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Veicoli elettrici a Genova: dove sono i punti di ricarica?

    Veicoli elettrici a Genova: dove sono i punti di ricarica?

    IL PRECEDENTE

    Dicembre 2010: in piazza Poch a Sestri Ponente viene inaugurata la prima colonnina di ricarica per auto elettriche, un progetto nato dalla collaborazione tra il Comune di Genova ed Enel che prevede – come da protocollo di intesa sottoscritto il 10 settembre 2010 – l’installazione di almeno dodici punti di ricarica in altrettante zone della città entro la fine del 2011, che agevoleranno chiunque voglia acquistare un veicolo alimentato da energie rinnovabili.

    Il progetto si inserisce nell’ambito di Genova Smart City, quale iniziativa a sostegno della mobilità sostenibile, con un investimento iniziale di 50.000 €. Le altre aree saranno installate rispettivamente in piazza Matteotti, via Vernazza, via Porta degli Archi, piazza Marsala, stazione Brignole, via Bixio, piazza Raibetta, via Balbi, via Minzoni, Matitone e largo Coppi, ma sono allo studio di Enel anche espansioni presso aree di grande passaggio quali Fiumara, stadio Ferraris e Fiera di Genova, oltre che nei parcheggi di supermercati e delle più grandi aziende cittadine.

    Settembre 2012: se le stazioni di ricarica per auto restano al momento un miraggio, Genova conosce invece una svolta per quanto riguarda lo scooter elettrico. L’azienda di Sestri Ponente Ecomission, specializzata nella produzione di questo tipo di veicolo, installerà in circa venti scuole superiori di Genova stazioni di ricarica per gli allievi e gli insegnanti: la prima sede è l’Istituto Emiliani di Nervi. Il progetto è attuato in collaborazione con la Direzione Mobilità del Comune di Genova e i finanziamenti sono pervenuti grazie a un bando dell’Unione Europea – patrocinato dalla Regione Liguria – per progetti ecosostenibili.

    IL PRESENTE

    Dicembre 2012: a due anni dalla prima installazione una delibera del Comune di Genova dà il via libera a dodici colonnine di ricarica per veicoli elettrici in altrettanti punti della città. Un progetto che vede ancora una volta la collaborazione dell’azienda Ecomission, di Enel e di Genova Car Sharing.

    La delibera è stata formulata su proposta degli Assessori Anna Maria Dagnino (Mobilità e Traffico ) e Francesco Oddone (Sviluppo Economico) e prevede due azioni concrete, da realizzarsi nei prossimi mesi: da un lato il perfezionamento degli accordi già presi nel 2010, dall’altro l’ulteriore installazione di quattro colonnine dedicate espressamente ai veicoli del servizio car sharing.

    I dodici punti di ricarica a cura di Enel verranno installati in luoghi parzialmente differenti rispetto a quanto stabilito due anni fa, ovvero: via Vernazza (adiacente a piazza Piccapietra), via di Francia (adiacente a Matitone e WTC), via Ceccardi e piazza Matteotti (per residenti del centro storico e dipendenti Regione Liguria), via Brigata Liguria, stazioni ferroviarie Principe e Brignole, piazza Paolo da Novi (per i residenti della zona e i dipendenti del Comune di Genova a corso Torino), via Pacinotti (Sampierdarena, zona Fiumara), piazza Fausto Coppi (Sestri Ponente) e via Volta (ospedale Galliera).

    I quattro punti di ricarica per il car sharing saranno invece collocati in piazza Matteotti, piazza Marsala, Spianata Castelletto (piazza Villa) e via Fanti d’Italia (adiacente a stazione Principe).

    Marta Traverso

  • Museo Luzzati: Pinocchio, bando di concorso per illustratori

    Museo Luzzati: Pinocchio, bando di concorso per illustratori

    Pinocchio mostra LuzzatiIn occasione della mostra Pinocchio – Biennale 2012 il Museo Luzzati indice la prima edizione di un concorso internazionale di illustrazione sul tema “Pinocchio e il Viaggio”, volto a premiare le migliori illustrazioni che interpreteano la storia di Pinocchio sotto il segno del viaggio, inteso in una delle sue innumerevoli accezioni: come atto di spostarsi da un luogo ad un altro, come itinerario immaginario, come ricerca interiore, come metafora della vita.

    Possono partecipare al concorso, in forma strettamente individuale, illustratori italiani e stranieri. Le illustrazioni potranno essere realizzate in qualunque tecnica grafica, in bianco e nero o a colori su tavole di dimensioni massime cm 30 x 30. Non è prevista alcuna quota di iscrizione.

    Le opere dovranno essere spedite al Museo Luzzati entro il 30 marzo 2013 insieme alla scheda di partecipazione, che può essere richiesta inviando una mail a catalogazione@museoluzzati.it.

    Per le migliori opere saranno messi in palio:
    1° premio € 1.200 con il contributo d Centro Latte Rapallo – Latte Tigullio
    2° premio € 500 con il contributo di Centro Latte Rapallo – Latte Tigullio
    3° premio: 1 valigetta in legno Faber-Castell da 120 matite colorate acquerellabili Albrecht Durer (valore €395)

    Le opere vincitrici saranno inoltre esposte in occasione della mostra Pinocchio Biennale 2014. A discrezione della giuria potranno essere assegnati ulteriori riconoscimenti ed eventuali premi.

  • Regali di Natale fai da te: incontro al Circolo Arci Belleville

    Regali di Natale fai da te: incontro al Circolo Arci Belleville

    Natale regaliComplice la crisi economica, negli ultimi tempi si stanno diffondendo (soprattutto tramite il passaparola via social network) idee e suggerimenti per regali di Natale fai da te basati sul riciclo creativo, allo scopo di sostenere piccoli artigiani o scoprire nuovi modi di utilizzare materiali di recupero.

    A questo scopo, il Circolo Arci Belleville di vico Calvi organizza per questa sera (martedì 18 dicembre 2012) la Festa del regalo autoprodotto. Chi vuole partecipare deve seguire alcune semplici regole:
    – preparare un regalo solo con materiali da recupero
    – fasciarlo con carta recuperata
    – portarlo al Circolo

    Lo staff del Belleville assegnerà un numero a ogni regalo e avrà poi luogo un sorteggio, così che tutti i pacchetti verranno scambiati al momento tra i presenti.

    Questi gli altri eventi in programma nella settimana: mercoledì 19 dicembre (ore 19.30) aperitivo a cura del Cicloriparo, con letture di Andrea Viola e accompagnamento musicale di Adriano Fontana. Venerdì 21 dicembre concerto di Natale di Tom Stearn (ore 22.45).

  • Consiglio comunale, doppia seduta: la denuncia del Movimento 5 Stelle

    Consiglio comunale, doppia seduta: la denuncia del Movimento 5 Stelle

    Marco Doria, sindaco di GenovaDue sedute fiume del Consiglio comunale, martedì 18 e mercoledì 19 dicembre, un “tour de force” con partenza alle 9:30 e sessioni ad oltranza per esaurire tutte le pratiche rimaste in sospeso: una mozione sulla viabilità in via Borzoli (tema particolarmente caldo viste le continue proteste degli abitanti del quartiere), 5 delibere di consiglio, 4 delibere con proposte di Giunta al Consiglio (tra le quali spiccano: messa in vendita di alcune farmacie comunali; modifica della destinazione urbanistica dell’ex ospedale Martinez di Pegli; accordo di programma per le attività estrattive nelle cave della Val Chiaravagna).

    Un’organizzazione del lavoro criticata dal Movimento 5 Stelle che denuncia «Stiamo sperimentando una situazione insostenibile dal punto di vista della trasparenze e del confronto democratico – scrive il M5S – La Giunta Doria, che nel programma elettorale parlava di partecipazione della cittadinanza, con molta probabilità si riferiva a qualcosa di diverso da quello che i cittadini e noi stessi possiamo considerare come tale». 

    «Abbiamo ricevuto questa mattina (venerdì 14 dicembre) i documenti relativi alla vendita delle farmacie comunali come di altri punti all’ordine del giorno dei due prossimi consigli comunali (sedute del 18 e 19 dicembre), mentre le relative commissioni sono convocate per il giorno precedente  –  sottolinea il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle – Durante la Conferenza dei capigruppo il nostro portavoce, Paolo Putti, ha contestato fortemente questa modalità di lavoro, ma la sua è stata l’unica voce fuori dal coro. Denunceremo in Consiglio, per l’ennesima volta, questa situazione, facendo notare che abbiamo fatto delle proposte di modifica al regolamento proprio nella direzione di garantire tempi minimi per lo studio e la condivisione delle pratiche».

    «Negli ultimi tempi ci siamo trovati di fronte a ordini del giorno che presentavano per lo più temi proposti dai consiglieri (interpellanze, mozioni, ecc.) e, in qualche caso, piccole modifiche di bilancio proposte dalla Giunta e già ampiamente discusse nelle commissioni deputate – spiega il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Emanuela Burlando Sorge a questo punto un legittimo dubbio: c’è forse nella Giunta la volontà di non portare certe proposte in Consiglio? Manca la lucidità necessaria a formularle o piuttosto non si vogliono affrontare temi che potrebbero mettere in crisi questa fantomatica maggioranza, la cui scarsa o nulla identità di vedute in merito a tematiche cruciali per il nostro territorio è cosa ormai nota? E dove sono finiti i nostri articoli 57 (interpellanze), i nostri articoli 54 (interrogazione a risposta immediata) e 56 (interrogazione a risposta scritta) relativi agli espropri relativi al Terzo valico, società partecipate (Iren, AMIU, etc.), acqua pubblica, ecc.?».

    «Sarebbe interessante comprendere qual è l’ordine di priorità utilizzato dall’ufficio del Presidente del Consiglio per scegliere le tematiche da mettere in evidenza nella sede istituzionale più essenziale per la città: il Consiglio comunale – conclude il consigliere del M5S – State pur sicuri che tutti gli argomenti sui quali, fino ad oggi, non si è voluto trovare il tempo di discutere, verranno fatalmente proposti negli ordini del giorno delle convocazioni del 18 e 19 dicembre».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Prà: il progetto di riqualificazione non convince associazioni e comitati

    Prà: il progetto di riqualificazione non convince associazioni e comitati

    PraMercoledì scorso il Consiglio del Municipio Ponente è stato chiamato ad esprimere il proprio parere sul tanto atteso progetto di riqualificazione della Fascia di rispetto (Progetto Integrato Prà Marina). Un appuntamento che si preannunciava particolarmente caldo a causa di un’evidente disparità di vedutein merito al futuro della nuova Pràtra alcuni comitati e l’amministrazione comunale.

    La seduta del consiglio municipale ha affrontato la questione del Parco Lungo (uno dei lotti dei progetti POR), ovvero la realizzazione del nuovo asse viario in sostituzione dell’attuale Aurelia, nel tratto da via Taggia a via Ungaretti.

    Davanti ad una sala gremita di abitanti della delegazione ponentina, alla presenza del Sindaco, Marco Doria e dell’assessore ai Lavori Pubblici,  Gianni Crivello, sono state illustrate le due soluzioni progettuali elaborate dai tecnici del comune: la prima (A) prevede 3 corsie sul sedime dell’ex-ferrovia e 1 corsia sull’attuale Aurelia; la seconda (B) prevede 2 corsie sul sedime dell’ex-ferrovia e 2 corsie sull’attuale Aurelia.

    I comitati e le associazioni locali – invitati al tavolo tecnico che nelle migliori intenzioni avrebbe dovuto garantire un percorso partecipato –  per motivi di vivibilità legati anche all’opportunità di creare una soluzione di continuità pedonale tra l’abitato di Prà e la Fascia di rispetto, hanno proposto di spostare la strada a scorrimento veloce verso mare (vicino alla ferrovia) e destinare, presso l’attuale Aurelia, una viabilità a Km 30.

    Questa richiesta non è stata presa in minima considerazione e alla fine della discussione la maggioranza del consiglio municipale si è espressa a favore della soluzione 2+2 (B).

    «A questo punto sorge una domanda spontanea, possiamo parlare realmente di percorso partecipato? – si chiede il consigliere municipale del Ponente, Gabriele Fiannacca (Movimento 5 Stelle) – In ogni caso, perché un percorso “partecipato” proprio a distanza di 5 anni dall’inizio dei lavori?».

    Inoltre «La presentazione del progetto di variante è stata inaccettabile e poco rispettosa nei confronti dei praesi – aggiunge Fiannacca – Le tavole sono realizzate a mano libera senza una scala metrica di riferimento, manca completamente una legenda e soprattutto una relazione descrittiva. Decisamente poco per un progetto che vale circa 15.000.000,00 di euro e soprattutto vale il riscatto del quartiere di Prà».

    «Hanno deciso che nel futuro nostro e dei nostri figli ci sarà ancora più asfalto scrive il Comitato per Prà – Ancora una volta hanno deciso senza tenere conto delle richieste dei cittadini».

    «Tutti e due i progetti puntano sulla viabilità, portando ancora asfalto nella nostra delegazione – continua il Comitato – 4 corsie di scorrimento veloce che separeranno definitivamente il centro storico di Prà dalla Fascia di rispetto».

    «Nè il municipio né il comune hanno preso in considerazione la proposta di molti comitati e associazioni praesi che chiedono una maggior vivibilità realizzando 2 corsie sul sedime ex-ferrovia ed un’area ciclopedonale a km 30, riservata al traffico locale, sull’attuale Aurelia».

    Una proposta, illustrata dal Comitato Genitori dell’Istituto Comprensivo Prà, supportata da ben 1.840 firme raccolte in meno di 72 ore.

     

    Matteo Quadrone

     

     

  • Liguria, imprese: crollo del mercato immobiliare a uso economico

    Liguria, imprese: crollo del mercato immobiliare a uso economico

    In Liguria crollano le compravendite immobiliari a uso economico. Secondo l’ultimo rilevamento dell’Istat elaborato dall’Osservatorio regionale dell’artigianato, nella nostra regione il calo registrato tra il secondo trimestre 2011 e lo stesso periodo del 2012 è stato del 31%. È il quarto dato più negativo in Italia (la media nazionale è del -24,8%) dopo Molise, Sicilia e Trentino Alto Adige.
    Proprio in Liguria si trova il primato della città con le aliquote Imu su capannoni industriali e artigianali più elevate, con La Spezia in vetta alla particolare classifica nazionale.

    «In questo quadro economico di profonda incertezza anche per il 2013 è naturale che le imprese siano sempre meno inclini all’acquisto dei “muri” per la propria attività, di capannoni e magazzini – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Non possiamo sottovalutare, inoltre, il fattore Imu di cui stiamo sentendo gli effetti proprio in questi giorni di scadenza della seconda rata. Sicuramente la nuova imposta ha allontanato, in questi mesi, i piccoli imprenditori e gli artigiani dall’investire nell’acquisto, per esempio, della sede della propria attività».

    In totale, in Liguria, le compravendite immobiliari a uso economico nei primi sei mesi del 2012 sono state 459 passando dalle 250 del primo trimestre 2012 alle 209 del secondo.
    Ma a disincentivare gli imprenditori liguri alle compravendite immobiliari non sono solo i tributi comunali, che in Liguria ammontano a 572 euro per abitante (circa 200 euro in più rispetto alla media italiana). «Il resto lo fanno le banche che erogano sempre meno credito alle imprese – spiega Grasso – La restrizione del credito alle piccole imprese si registra sia su base congiunturale, dove gli impieghi sono passati da 4,1 milioni di euro di fine giugno 2012 a 4 milioni di fine settembre, sia in riferimento allo stesso periodo del 2011: i prestiti alle medie-piccole imprese infatti, infatti, nell’ultimo anno sono calati del 5,9% nella nostra regione».

    Sempre meno propense a investire nel “mattone” anche le famiglie. Rispetto allo stesso trimestre 2011, le compravendite di immobili a uso residenziale in Italia diminuiscono nel secondo trimestre 2012 del 23,6%. La Liguria rispecchia le tendenze nazionali, registrando un -21,4%. Mutui e finanziamenti con concessione di ipoteca immobiliare sono in flessione in regione del 40,8%, contro il 41,2% della media nazionale.

     

    Foto di Diego Arbore

  • Bando Che fare: tra i finalisti l’associazione Forevergreen.fm

    Bando Che fare: tra i finalisti l’associazione Forevergreen.fm

    Concerto musica liveAlcuni mesi fa è stato indetto il bando Chefare a cura dell’Associazione Doppiozero: un concorso di idee per progetti culturali, scaduto lo scorso 2 novembre, che mette in palio 100.000 euro al vincitore.

    La valutazione e scelta della proposta più interessante avviene secondo tre fasi: una prima scrematura degli oltre 600 candidati da parte di un comitato tecnico, che porta alla selezione di 32 progetti; una votazione online per decretare i 5 finalisti; infine la scelta definitiva del progetto vincitore, che sarà proclamato il 29 gennaio 2013.

    La prima fase è già avvenuta e fra i 32 progetti arrivati in finale ve n’è uno solo genovese: si tratta dell’associazione culturale Forevergreen.fm, fondata circa un anno fa e nota in città perché da qualche tempo organizza il festival di musica elettronica Electropark presso la Sala Dogana di Palazzo Ducale.

    Come ci spiega Alessandro Mazzone, l’idea che ha spinto Forevergreen.fm a partecipare al bando va oltre il progetto più strettamente musicale: «Chefare rappresenta un “distacco” da quanto abbiamo fatto finora: è un progetto parallelo rispetto alle nostre attività correnti, che vuole portarci a fare il salto di qualità attraverso la costituzione di un’impresa sociale. Vogliamo creare una rete di professionisti dell’organizzazione di eventi culturali, attraverso una piattaforma dove il pubblico stesso può segnalare quale genere di evento vorrebbe e dove, così che artisti e addetti ai lavori si impegnino nel realizzare qualcosa che il pubblico stesso ha richiesto. Scopo della piattaforma è aiutare chi vuole organizzare eventi culturali complessi e articolati, mettendo in relazione gli artisti, chi gestisce le location, gli organizzatori e il pubblico stesso».

    La votazione online avviene sul sito che-fare.com entro il 13 gennaio 2013 e il progetto di Forevergreen.fm è il numero 18. L’associazione ha inoltre in programma di organizzare due incontri informativi per illustrare il progetto a chi vuole sostenerli con il proprio voto, uno a Genova e uno a Milano, che si terranno presumibilmente nelle prossime settimane.

    In aggiunta al bando, quali sono i progetti presenti e futuri dell’associazione? «Prima ancora della nascita dell’associazione, ci impegnavamo in modo informale in attività di spettacolo e promozione di artisti emergenti: in particolare il festival Forevergreen, di cui ci sono già state tre edizioni presso una cascina rurale in Lombardia, ed Electropark a Palazzo Ducale. Inoltre diamo molta importanza all’aspetto didattico: nei nostri eventi ci sono sempre workshop e momenti di formazione, ai quali teniamo molto. Al momento stiamo lavorando alla quarta edizione di Forevergreen Festival e alla terza edizione di Electropark, che si svolgerà tra aprile e ottobre 2013 in un’altra location e con un programma differente rispetto al passato, e che come lo scorso anno avrà un bando di concorso abbinato».

    Marta Traverso

    [foto di Constanza Rojas]

  • Bando Movin’up 2012: giovani artisti italiani all’estero

    Bando Movin’up 2012: giovani artisti italiani all’estero

    Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla XIV edizione di Movin’Up, un bando rivolto a giovani artisti di età compresa tra i 18 e i 35 anni che sono stati ammessi o invitati all’estero da istituzioni culturali, festival, enti pubblici e privati per attività quali concorsi, residenze, seminari, workshop, stage, produzioni e/o co-produzioni artistiche.

    I settori artistici ammessi al bando sono: arti visive, architettura, design, grafica, musica, cinema, video, teatro, danza, performance, scrittura.

    Scopo del bando è promuovere il lavoro degli artisti italiani in ambito internazionale, consentendo loro di avere reali opportunità di crescita artistica e professionale: a questo scopo, Movin’up mette in atto un finanziamento per la copertura parziale delle spese di viaggio e/o soggiorno e/o attività artistica nella città straniera ospitante.

    La scadenza per iscriversi è il 31 gennaio 2013 tramite candidatura online sul sito www.giovaniartisti.it. Verranno prese in considerazione solo le domande per attività all’estero con inizio compreso tra il 1°gennaio e il 30 giugno 2013

    [foto di Constanza Rojas]

  • Corpo docente: documentario sulla scuola pubblica in Italia

    Corpo docente: documentario sulla scuola pubblica in Italia

    Lunedì 17 dicembre 2012 (ore 17.30) il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi a Genova ospita la proiezione di Corpo docente, documentario di Diego Venezia girato nel 2012.

    L’evento ha luogo nell’ambito di un’assemblea a cura dei docenti autoconvocati, un gruppo di insegnanti della scuola pubblica genovese che attraverso conferenze, flash mob e altre iniziative vuole stimolare dibattito e riflessione sul ruolo della scuola in questo periodo di crisi economica e spending rewiev.

    Al termine della proiezione seguirà dibattito.

  • Centro storico, Giardini Babilonia: la riqualificazione parte dal basso

    Centro storico, Giardini Babilonia: la riqualificazione parte dal basso

    Un concorso di idee quale primo passo verso uno spazio pubblico comune progettato direttamente dalle persone che lo frequentano, l’hanno frequentato e lo frequenteranno. Al centro dell’iniziativa un’area che sorge nei pressi della Facoltà di Architettura (Stradone Sant’Agostino), in pieno centro storico genovese, rinata grazie all’impegno di studenti universitari, ragazzi, residenti coinvolti in un percorso collettivo e conviviale, capace di essere una risposta concreta all’assenza delle istituzioni.

    Stiamo parlando dei Liberi Giardini di Babilonia, “liberati” nello scorso autunno, quando nella notte del 28 novembre 2011 alcuni giovani hanno scavalcato il muro della Facoltà che li separava dal giardino e hanno piantato un melograno dando il via a al processo di riqualificazione.

    «Abbiamo iniziato con un giardino di quartiere in uno spazio strappato all’abbandono, realizzato e gestito in modo orizzontale – spiegano i protagonisti – Poi abbiamo smontato reti, costruito, coltivato, festeggiato. Abbiamo pensato al giardino come mezzo per coinvolgere gli studenti e risvegliare le coscienze assopite dal ritmo incessante degli studi accademici. Ora sono le relazioni umane nate in questo luogo, diventato spazio libero, a definire le strade che abbiamo percorso».

    Un gruppo eterogeneo, non formale e trasversale che ha continuato a darsi da fare per richiamare l’attenzione su una zona dimenticata da tutti «L’area di Castello versa in una situazione pietosa, così come il circondario – continuano i promotori dell’azione di “liberazione” – Noi vorremmo essere il riscatto».
    Sono diversi gli interventi realizzati, in appena un anno, guidati da una ferma convinzione «Non vi sono certezza, solo opportunità – sottolineano i membri del gruppo – Il 15-16 marzo 2012, in pieno orario accademico, abbiamo smontato le reti che dal 1991 chiudevano Piazza San Silvestro, restaurata durante la costruzione della Facoltà e mai aperta al pubblico. Con questo gesto abbiamo denunciato lo stato di abbandono in cui versa l’intero complesso di Santa Maria in Passione nonostante un evidente sperpero di denaro pubblico: 7 milioni e 500 mila euro di fondi comunali ed europei dal 1992 al 1997».

    Domenica 27 maggio 2012, invece, si è svolta una giornata di confronto e informazione per pensare ai modi di vivere la città e gli spazi pubblici; ma anche condivisione, divertimento e gastronomia sul campo: dalle 9.30 fino a sera presso due spazi dove è già stato avviato un processo di riqualificazione per mano dei cittadini – i Liberi Giardini di Babilonia, i Giardini Rotondi di Santa Maria in Passione – e uno, Salita della Misericordia, che rischia di essere deturpato per sempre dall’edificazione selvaggia.

    Esperienze che ricordano da vicino quelle avviate dal Quic in via di San Bernardo e dal Comitato Le Serre a Castelletto (Valletta San Nicola).

    Tornando all’esperienza di Stradone Sant’Agostino «Abbiamo attraversato oltre un anno di autogestione – concludono i protagonisti – Grazie agli incontri, all’esperienza, agli sbagli commessi e ai risultati ottenuti intorno al giardino, siamo in grado, ora, di proporre alla comunità universitaria e al quartiere la progettazione di questo spazio comune».

    Una proposta di progetto conviviale: PRIMO CONCORSO D’IDEE
    Per informazioni: spaziolibero@inventati.org

    Una prima raccolta di materiale e discussione “verso un progetto preliminare” è prevista lunedì 17 dicembre dalle ore 18 presso la facoltà di Architettura.

    MANIFESTO:
    -Autoformazione
    È escluso il coinvolgimento di professionisti, se non in qualità di formatori a titolo volontario.

    -No budget
    Non è prevista alcuna risorsa economica, anche se il progetto potrà proporre forme di autofinanziamento.

    -Recupero materiali
    È favorito l’utilizzo di materiali reperibili a costo zero. Per un inventario completo del materiale già disponibile contattateci

    -Partecipazione
    Gli interventi devono tenere conto del contesto e prevedere il contributo della cittadinanza e della popolazione universitaria.

    -Convivialità
    Il progetto non deve limitarsi alla realizzazione di manufatti ma contribuire alla rivitalizzazione culturale del quartiere.

    -Tempi e modalità
    è possibile lavorare da soli o in gruppo; è possibile consegnare qualunque tipo di elaborato o documento, dalla foto al disegno, dalla pianta al 3d, dall’articolo di giornale alla relazione scritta, che sia un contributo coerente all’idea di progetto.

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Celle Arte Giovani: mostra di Alex Raso, inaugurazione

    Celle Arte Giovani: mostra di Alex Raso, inaugurazione

    Mostra fotograficaDomenica 16 dicembre 2012 (ore 16) presso la sala consiliare del Comune di Celle Ligure inaugura una mostra personale che fa parte del progetto di laboratorio culturale Celle Arte Giovani, nato nel 2003 allo scopo di promuovere la creatività di artisti tra i 18 e i 35 anni in tutte le sue espressioni.

    Il progetto si compone di eventi di vario genere – mostre, performance, workshop etc – che vengono realizzati anzitutto in una web gallery presente sul sito www.celleartegiovani.it, allo scopo di presentare e promuovere la produzione artistica di giovani emergenti, sulla quale gli artisti possono candidarsi per un’esposizione online di loro opere (scelte da una commissione e suddivise per genere) e i più meritevoli anche in mostre “fisiche” come quella che si inaugura oggi.

    La mostra Sinistro e mal d’estro dell’illustrazione e grafico savonese Alex Raso resterà aperta al pubblico fino a giovedì 20 dicembre (orario 17-19). Nel corso della cerimonia di inaugurazione l’artista farà una performance: sulle note del violino di Luca Pesenti e del contrabbasso di Elena Duce Virtù, realizzerà un’opera usando delle lamette da barba, proiettandone le immagini su muro e in diretta sulla piattaforma web CreaTV.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • La scuola che scatole: presentazione del libro per bambini

    La scuola che scatole: presentazione del libro per bambini

    la scuola che scatoleSabato 15 dicembre 2012 alle 18 Elisabetta Civardi presenta il suo libro illustrato per l’infanzia La scuola che scatole (Artebambini editore) presso la libreria L’Albero delle Lettere di via Canneto il Lungo.

    Durante l’incontro si parlerà di scuola, del suo immaginario, di emozioni e ricordi: il libro contiene piccole installazioni di scatole di cartone e materiali diversi, che reinventano il concetto di “scuola” trasformandola in un contenitore di emozioni e avventure.

    Nell’occasione saranno esposte le scatole originali fotografate all’interno del libro.

    Seguirà rinfresco.

    Note sull’autrice
    Diplomata al liceo artistico P. Klee e laureata in Conservazione dei beni culturali, Elisabetta Civardi è specializzata in illustrazione ed è ideatrice e curatrice di laboratori artistici per adulti e bambini. Nel 2006 fonda l’Ufficio infanzia e adolescenza di Arci Genova. Dal 2008 coordina il dopo-scuola della scuola primaria del Comune di Camogli; collabora con diversi allestimenti e laboratori con il Museo di Palazzo Spinola, con Palazzo Ducale, col Festival della Scienza, con la fiera “Mondo in pace”, con Palazzo Reale, con la Biblioteca civica di Imperia e con varie compagnie teatrali genovesi.

  • Crisi e salute: i pazienti in difficoltà economica non si curano

    Crisi e salute: i pazienti in difficoltà economica non si curano

    Per il 64% dei medici di medicina generale i pazienti – a causa delle difficoltà economiche – trascurano la propria salute (una percentuale che sale al 71,6% al Sud e nelle Isole), mentre quasi la metà (il 48,6%) ritiene che lo stato di salute dei propri assistiti sia peggiorato in seguito alla crisi. E’ quanto emerge dall’indagine condotta dal Centro Studi Fimmg (Federazione Italiana Medici Medicina Generale), intitolata “Fare i conti con la salute. Le conseguenze della crisi sul benessere psicofisico della popolazione”.

    Lo studio è stato condotto nei primi mesi del 2012, attraverso un questionario su un campione rappresentativo di 1050 medici di medicina generale, ed è contenuto in un volume a cura del Centro Studi Fimmg, pubblicato da Pensiero Scientifico Editore.

    «Il questionario proposto al medico è stato articolato su più aspetti – spiega il responsabile del Centro Studi Fimmg, Paolo Misericordia – sul suo profilo personale e professionale, sulla caratterizzazione sociale ed economica del territorio, sulla valutazione dello stato di salute e di benessere psicofisico generale dei pazienti e della domanda di servizi sanitari, sugli effetti della crisi sul lavoro del medico e sulle sue prospettive professionali».

    «L’indagine del Centro Studi conferma ancora una volta che il medico di medicina generale è un’efficace sentinella di quanto accade sul territorio del nostro Paese – commenta il segretario nazionale della FIMMG, Giacomo Milillo – I risultati della ricerca dimostrano che la crisi incide sul destino della salute della popolazione. In molti sono costretti a rinunciare a prestazioni sanitarie anche quando prescritte o comunque necessarie. Emerge con chiarezza che gli effetti della crisi sono pervasivi e causano uno stato di stress, di insicurezza e di grande apprensione negli individui, provocando anche una serie di condizionamenti negativi per la gestione del proprio bene salute. Lo stesso medico di medicina generale non nasconde la propria preoccupazione per il futuro».

    E’ del 43,4% la percentuale dei medici che riferisce che sia capitato spesso nell’ultimo periodo che i propri pazienti abbiano richiesto aiuto o indicazioni per la ricerca di un lavoro, mentre 9 mmg su 10 hanno affermato che “spesso” o “qualche volta” hanno ricevuto la richiesta di un aiuto per risolvere problemi familiari. La metà dei mmg ha l’impressione che siano molti i propri assistiti che hanno perso il posto di lavoro a causa della crisi economica (la percentuale sale al 63,5% al Sud e nelle Isole) e il 43% evidenzia che molti pazienti non riescono ad arrivare con i soldi a fine mese (il 60,3% al Sud).

    L’89% dei medici nota, inoltre, che i pazienti in questo periodo sono più stressati e, 9 mmg su 10, che esprimono “disappunto” per la spesa dei vari ticket sanitari. Il 67,6% che i cittadini, a causa delle ristrettezze economiche, non vanno dal dentista per non pagare le prestazioni mentre il 64,7% ha l’impressione che, per timore di mettersi in cattiva luce con il datore di lavoro, rinunciano ad assentarsi qualche ora per effettuare accertamenti medici, anche se necessari.

    L’effetto della crisi è serio, pesante e coinvolge tutte le sfere della vita anche per quanto riguarda i medici. Il 70,6% del campione è sfiduciato sul futuro, sulla propensione a investire (71,2%) e, soprattutto, sulle aspettative nei confronti della pensione (per l’88,7% è destinata a ridursi nel suo ammontare, e per l’84,5% è addirittura a rischio di poter essere percepita). I medici hanno timore che la penalizzazione economica della categoria e della sua potenzialità organizzativa, in relazione al prolungato blocco dei contratti, possa comportare un rallentamento dei processi di innovazione tecnologica (93,4%), un aumento degli accessi al pronto soccorso (72,3%), un aumento dei ricoveri ospedalieri (61,6%).

     

    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Terzo Valico, Val Chiaravagna: via libera alle estrazioni nelle cave

    Terzo Valico, Val Chiaravagna: via libera alle estrazioni nelle cave

    La Giunta comunale dà il via libera all’accordo che consente lo sfruttamento di due cave della Val Chiaravagna, Giunchetto e Gneo, per l’estrazione dei materiali inerti necessari alla realizzazione del Terzo Valico ferroviario ed il successivo riempimento di esse e della cava dismessa Vecchie Fornaci con il materiale di scavo delle nuove gallerie (circa 1 milione di metri cubi di “smarino”).

    Il provvedimento – illustrato dal Vicesindaco e assessore all’Urbanistica, Stefano Bernini – prevede un accordo di programma che coinvolge Regione Liguria, Cociv (il consorzio di imprese incaricato della costruzione del Terzo Valico) e proprietari della cave.
    Il via libera definitivo, però, dovrà arrivare la prossima settimana dal Consiglio comunale e già si preannunciano malumori nella maggioranza (in particolare nell’ala sinistra, Fds in primis ma anche all’interno della Lista Doria, il cui capogruppo, Enrico Pignone è vicino alle istanze dell’associazione Amici del Chiaravagna, da anni impegnata per una riqualificazione ambientale della zona che preveda il definitivo superamento delle attività estrattive).

    Il Vicesindaco Stefano Bernini ha spiegato che per il trasporto dei materiali su camion sarà realizzata una galleria nel Monte Gazzo e che l’impianto per la frammentazione delle rocce sarà inserito in una grotta del monte per attutire il rumore. Inoltre, una volta conclusa l’attività estrattiva nei due impianti «Tutte e tre le cave (Giunchetto, Gneo e Vecchie Fornaci) saranno rinaturalizzate – afferma Bernini – il progetto sarà affidato al professore Mauro Giorgio Mariotti (docente universitario di botanica ambientale e applicata) che ha fattto parte del comitato per Sestri e conosce il territorio. Il piazzale che sarà realizzato, una volta chiuse le cave, avrà una destinazione produttiva».

    Il provvedimento comunale dà seguito alla Delibera di Giunta regionale dell’agosto scorso, relativa al previsto accordo di programma e duramente contestata dagli Amici del Chiaravagna (vedi articolo di Era Superba) perchè in un colpo solo cancellerebbe decenni di aspettative di risanamento della zona.

    Adesso è arrivato il semaforo verde da parte del comune che, su richiesta del proprietario, ha deciso di inserire nel progetto anche un’altra cava (Conte). Accolta anche l’osservazione degli abitanti che hanno chiesto di realizzare la strada sulla sponda destra del Chiaravagna, anziché su quella sinistra. Mentre le osservazioni presentate dall’associazione Amici del Chiaravagna, contraria a qualsiasi intervento, sono state bocciate.

    Antonio Bruno, capogruppo di Fds, ricorda una sua interpellanza, presentata nel luglio scorso per chiedere al comune di dare parere negativo agli interventi sulle cave, ma purtroppo rimasta inascoltata e si domanda «La popolazione si ribellerà?».

     

    Nel frattempo contro il Terzo Valico, Sabato 15 dicembre a partire dalle ore 15:30 (ritrovo piazzale Piscine di Pontedecimo) gli abitanti di Val Polcevera e Val Verde sfileranno in fiaccolata da Pontedecimo a Campomorone.

    I manifestanti prendono in prestito un messaggio degli Irochesi al mondo occidentale «Il suolo è pieno delle ossa di migliaia dei nostri antenati, ciascuno di noi fu creato su queste terre, ed è nostro dovere averne cura, poichè da queste terre scaturiranno le future generazioni …CHE RISPLENDA LA VALLE!».

    «Sabato 15 dicembre ci sarà la fiaccolata contro il terzo valico che ci porterà da Pontedecimo a Campomorone ad attraversare i luoghi che saranno interessati dalle opere propedeutiche alla cantierizzazione per questa “grande” opera – scrive il Movimento No Tav–Terzo Valico Valpolcevera e Val Verde – Quegli stessi luoghi che la scorsa estate abbiamo presidiato e difeso, unitamente alla gente del posto, dagli espropri mandati da chi vuole sottrarci la nostra terra per devastarla in nome del profitto».

    «Sabato alcune di quelle persone non ci saranno, in quanto colpite da provvedimenti restrittivi della libertà personale da parte dell’autorità giudiziaria, per aver difeso lo scorso agosto la propria “Casa” in via dei Giustiniani, nel centro storico di Genova, da uno sgombero imposto con la forza– conclude il Movimento – Denunceremo ancora una voltà l’assurdità di questo progetto, ma soprattutto marceremo anche per loro, la lotta contro il terzo valico e la TAV non si arresta!».

     

    Sono previsti diversi autobus dal Piemonte per raggiungere la manifestazione:

    Alessandria ore 14 Piazza Garibaldi; Pozzolo Formigaro (anche per tortonesi e rivaltesi) ore 14 e 20 davanti centro commerciale ex Giovi Novi Ligure ore 14 e 30 Piazza della stazione FS; Serravalle Scrivia ore 14 e 50 Piazza Paolo Bosio (piazza del mercato); Arquata Scrivia (anche per vallemmini) ore 15 Piazza Caduti davanti all’edicola.

    Costo 10 Euro andata/ritorno – prenotazioni obbligatorie al 3393590806. Partenza tassativa all’orario indicato.

    Informazioni:

    www.noterzovalico.org – www.notavterzovalico.info
    info@noterzovalico.org – valverdenotav@libero.it – altraferrovia@libero.it

     

    Matteo Quadrone