Categoria: Notizie

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  • Genova Brignole e Principe: flash mob in bici per le ciclostazioni

    Genova Brignole e Principe: flash mob in bici per le ciclostazioni

    Una nuova iniziativa a cura del Circolo Amici della Bicicletta, che oltre a organizzare eventi e iniziative legate al trasporto su due ruote, si batte per una maggiore sicurezza di chi sceglie la bici per spostarsi in città.

    L’ultimo obiettivo raggiunto è una delibera del Comune di Genova che esenta dalla tassa di occupazione suolo pubblico gli esercizi commerciali che installeranno le rastrelliere, un primo passo per aumentare il numero dei cicloposteggi in città.

    Sabato 15 dicembre 2012 (ore 8.30) il Circolo aderirà a un’iniziativa di Pendolaria, campagna di Legambiente in difesa del trasporto pubblico, e organizza un flash mob in bicicletta tra le stazioni Brignole e Principe per chiedere un nuovo tipo di intervento, ancora poco conosciuto a Genova, ma già consolidato in altre città italiane, soprattutto in Lombardia, Veneto e Toscana: la ciclostazione.

    Di cosa si tratta? Molte persone usano in modo combinato bicicletta e treno per gli spostamenti urbani sulle medie distanze (oltre i 5 km), ma ciò comporta spesso il problema del parcheggio sicuro della bici in prossimità delle stazioni. Le ciclostazioni sono strutture interne o adiacenti alle stazioni ferroviarie, dove è possibile lasciare la bicicletta al coperto e in un luogo custodito (dietro pagamento della sosta), con la disponibilità anche di servizi accessori quali: compressore per il gonfiaggio gomme, officina per le piccole riparazioni, noleggio di bici e uno sportello per le informazioni.

    In concomitanza dei lavori di rinnovo di Brignole e Principe, il flash mob vuole chiedere che la trasformazione delle due principali stazioni genovesi porti anche alla realizzazione di ciclostazioni.

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Genova Quarto: corso di teatro per bambini, ragazzi e adulti

    Genova Quarto: corso di teatro per bambini, ragazzi e adulti

    Teatro GarageL’Associazione al Centro del Movimento, creata da pochi mesi da Enrica Monopoli a Genova Quarto, organizza corsi di benessere personale attraverso il teatro.

    Enrica, titolare di un negozio di merceria nel quartiere genovese, ha ridimensionato la sua attività per dare spazio a questo progetto rivolto a bambini, ragazzi e adulti. Scopo del laboratorio è partire dal corpo per raggiungere la voce, le idee, l’espressione artistica.

    Al momento è possibile iscriversi a due corsi:
    laboratorio motorio teatrale per bambini dai 3 ai 6 anni (il sabato dalle 10 alle 11, che ripartirà a gennaio 2013);
    – corso di teatro-movimento per adolescenti (il martedì dalle 18.30 alle 20.30), a cura della dottoressa in Psicologia Camilla Lupattelli e dello studente Paolo Robbiano;
    laboratorio di teatro espressione per adulti e anziani.

    I corsi si terranno in via Redipuglia 54r, per partecipare è necessario versare una quota di iscrizione all’associazione di 40 € e a seguire la quota relativa al corso prescelto. Per informazioni contattare alcentrodelmovimento@gmail.com oppure telefonare ai numeri 010 3071169 o 347 5884515.

  • Plastic Passion, via Luccoli: mostra collettiva per l’Africa

    Plastic Passion, via Luccoli: mostra collettiva per l’Africa

    Venerdì 14 dicembre alle ore 17.30 inaugura presso Plastic Passion – negozio di calzature e galleria d’arte in via Luccoli – la mostra collettiva Artist’s foot for Orthopaedics onlus”.

    L’esposizione sarà aperta al pubblico al secondo piano del negozio, uno spazio dove artisti genovesi e non possono proporsi per esporre gratuitamente le loro opere.

    A questa mostra hanno cooperato 26 artisti genovesi, che hanno realizzato un art book e che esporranno fino al 2 gennaio 2013 le loro tele, fotografie e sculture.

    Il ricavato della vendita dell’art book e delle opere sarà devoluto al progetto Aiutiamo l’Africa a camminare di Orthopaedics Onlus, un’associazione nata nel 1998 che riunisce medici di varie specializzazioni che operano come volontari nei Paesi in via di sviluppo.

    Gli artisti che parteciperanno alla collettiva sono: Angela Mambelli, Viviana Milan, Isabella Consigliere, Giordano Fabio, Giorgio Facco, Silvia Bevilacqua, Davide Di Donna, Paola Rando, Gian Luca Groppi, Fabio Lombrici, Gregorio Giannotta, Alberto Valgimigli, Mauro Marcenaro, Daniela Signorini, Malgorzata Bochniarz-Ròzanska, Amanta Strata, Roberta Milanesi, Rosanna Vio, Maria Grazia Blandino, Michela Rossini, Andrea Muyat, Sacha Salvador, Alessandro Olmi, Andrea Morini, Giancarlo Contu e Cristiano Baricelli.

  • Cornigliano, progetto YEPP: l’impegno dei giovani per il quartiere

    Cornigliano, progetto YEPP: l’impegno dei giovani per il quartiere

    Cornigliano
    Promosso in Italia dalla fondazione piemontese Compagnia di San Paolo, il progetto YEPP approda prima in Piemonte (dal 2003 a Torino Mirafiori, Porta Palazzo, Falchera, poi nelle Langhe e nel cuneese) e poi arriva in Liguria nel 2007. Quattro i siti principali nella nostra regione: oltre a Cornigliano, nello spezzino e nel savonese, ad Albenga e Loano. L’esperienza di Genova fa parte della cosiddetta fase 2 di YEPP, ovvero di “diffusione e replicabilità”, dopo la fase di sperimentazione avviata nel 2001. Peculiarità del progetto è quella di essere realizzata sempre in aree geograficamente limitate, in modo da essere più efficace.

    Non tutti sanno che è attivo a Cornigliano, ormai dal 2007, un progetto di “sviluppo di comunità” attuato dai giovani per il rilancio e la riqualificazione delle aree urbane degradate. Si chiama progetto YEPP (Youth Empowerment Partnership Programme), un’iniziativa nata nel 2001 per volontà di fondazioni internazionali (tra le altre, l’associazione INA della Freie Universität di Berlino e NEF, Network of European Foundations), presente in vari paesi europei, tra cui Belgio, Bosnia Herzegovina, Finlandia, Germania, Irlanda, Italia, Polonia e Slovacchia.

    Oggi, a cinque anni di distanza dalla presentazione del progetto per Cornigliano, sono pochi i genovesi che sanno che cosa sia di fatto questo YEPP e quali siano nello specifico le sue attività. Eppure l’iniziativa coinvolge, oltre ai giovani del quartiere, ben 15 associazioni del Ponente, dall’organizzazione di concerti, all’attività didattica.

    Abbiamo incontrato il coordinatore di YEPP Cornigliano, Ferdinando Barcellona, e Giulia Cassinelli, dell’Associazione La Stanza. Proviamo a fare luce su come opera YEPP e sui progetti che realizza.

     

    I PIANI OPERATIVI

    Come ci racconta Ferdinando Barcellona, «obiettivo del progetto è non tanto quello di lavorare per i giovani, quanto di lavorare con i giovani». Per questo, anche YEPP  Cornigliano ha realizzato dal 2007 tre Piani Operativi, l’ultimo dei quali sarà ultimato tra poco. Si tratta di programmi in cui enti pubblici (Comune di Genova e Municipio VI Medio Ponente), le 15 associazioni locali e i ragazzi di Cornigliano propongono nuovi progetti da realizzare.
    I finanziamenti sono stanziati da Regione Liguria e dalla Compagnia di San Paolo.

    Dai documenti ufficiali di YEPP Cornigliano, risulta che nel 2008 i costi per le linee progettuali ammontavano a € 103.913.10; per coprirli, la rete ha ricevuto un contributo di € 20.000 da parte della Regione Liguria e di € 83.913,10 dalla Compagnia di San Paolo. Anche per l’anno successivo si parla più o meno delle stesse cifre: un totale di € 100.138, di cui € 24.000 stanziati dalla Regione e il resto dalla Compagnia di San Paolo. Per l’ultimo piano 2011-2012, invece, la Regione non ha emesso finanziamenti. Come di dice lo stesso Ferdinando Barcellona: «I Piani operativi in questi anni sono stati finanziati prevalentemente dalla Compagnia di San Paolo. Abbiamo poi effettuato attività di fundraising con la partecipazione a due bandi della Regione Liguria nel 2008-2009. Inoltre, il Municipio e la Società per Cornigliano sostengono YEPP attraverso l’utilizzo di spazi in modo gratuito. In questo momento, a conclusione del piano 2012, siamo in fase di valutazione e a breve ridefiniremo nuovi obiettivi per il prossimo anno».

     

    I PROGETTI

    Ad essere attualmente attivi sono 4 progetti su 5: Lavorare Stanka?, Tank TV, Villaggio di YEPP, Cornigliano Mon Amour. Youth Bank, sperimentata nel 2009, al momento non è attiva, ma l’intenzione è di riprenderla nel 2013. Tutte le attività sono svolte presso l’Infopoint di Cornigliano. Ecco i progetti, in dettaglio:

    “Lavorare Stanka?” è rivolto ai giovani (16-28 anni) del quartiere, lavoratori o in cerca di occupazione. Il progetto prevede la creazione di un apposito spazio di ascolto, il Job Club, in cui i ragazzi discutono “inter pares” di lavoro: i coordinatori sono un gruppo di giovani che aiuta i coetanei a entrare in contatto con le realtà lavorative del Ponente.

    Inoltre, YEPP promuove anche un progetto multimediale a livello internazionale, l’Empower Media Network. A Cornigliano, in particolare, è stata creata Tank Tv, web tv per la realizzazione di video e photostory, con l’obiettivo finale di sviluppare una vera tv di comunità. L’iniziativa è aperta ai ragazzi dai 16 ai 25 anni che amano le nuove tecnologie: grazie a un laboratorio multimediale dotato di attrezzature, gratuito e aperto a tutti, i ragazzi imparano a creare cartoni animati, cortometraggi e documentari sul loro quartiere. Molti di loro, grazie al progetto, partecipano a contest regionali, nazionali e internazionali. Gli spazi per le registrazioni sono situati presso il CEL Torretta di viale Narisano che, assieme alla Cooperativa sociale Incontro (tra le associazioni partner), ha reso possibile la realizzazione del progetto.

    Il “Villaggio di YEPP” è un’iniziativa che promuove il supporto giovanile attraverso la creazione di un “contenitore di sogni”, uno spazio aperto e libero in cui i ragazzi possono trascorrere del tempo, interagire con adulti e coetanei, condividere esperienze e ascoltarsi.

    Come detto, nel 2009-2010 è stato attivato il progetto Youth Bank che, prendendo spunto da altre iniziative europee, finanzia le iniziative promosse dai giovani, per migliorare la vivibilità nella comunità e ridurre il disagio giovanile. Ad oggi, non è più attivo.

    Ponte di Cornigliano
    Le Associazioni coinvolte nel progetto YEEP Cornigliano: Gruppo temporaneo di lavoro per la trasformazione delle aree ex-acciaieria ILVA, Compagnia teatrale Waltersteiner, Circolo Merlino Scacchi Ponente, Fondazione Sorriso Francescano, Comitato Genitori e Anziani Campi, Associazione La Stanza, Cooperativa Incontro – CELTorretta, Consorzio soc. Agorà – Educativa Territoriale Medio Ponente, Connsorzio Soc. Agorà – AGA Ponente, Associazione ARCI Genova (ora fuoriuscita), ARCI Uguaglianza, Associazione Arciragazzi, Gruppo Scout Genova 56, Associazione italo- latino americana “Fratelli nel Mondo”, Polisportiva Cornigliano ’79, Associazione “Oltre Frontiere”.

    Altra iniziativa è Cornigliano Mon Amour, festival di Arti di strada e Cultura Hip Hop. Nel primo Piano Operativo il progetto era stato diviso per aree tematiche: identità e quartiere (“Mon Amour nel tempo”) e integrazione (“Mon Amour nel mondo”). Dal 2012 si è deciso di accorpare il tutto sotto la più generale area “cittadinanza”. I giovani di Cornigliano sono stati interpellati direttamente e hanno deciso di loro iniziativa di dare vita a un progetto che avesse a che fare con la musica, in particolare rap e hip hop. Così sono nati vari workshop permanenti di musica, scrittura di testi rap, fotografia, ecc., guidati sia da giovani che da figure professionali. Tutto il lavoro svolto durante l’anno sfocia poi nel grande evento estivo, il festival Cornigliano Mon Amour, che ormai da cinque estati, nel mese di luglio, porta nel quartiere gruppi locali e artisti hip hop come Tormento (ex Sottotono), Uochi Tochi, Emis Killah.

    Non solo Cornigliano, dunque: creato per ridare slancio al quartiere, l’evento oggi è importante per tutta Genova. «Ormai il festival è diventato un appuntamento nazionale per gli amanti dell’hip hop – ci racconta Giulia Cassinelli dell’associazione La Stanza, che partecipa all’organizzazione dell’evento – e questo è stato possibile grazie al nostro impegno e al sostegno di YEPP, che ha ci permesso di dare continuità alla manifestazione». Ad esclusione della prima edizione, organizzata ai Giardini Melis, e della terza a villa Bombrini, dal 2009 il festival si svolge alla Valletta Rio S.Pietro, zona simbolo di degrado urbano. La scelta è in linea con l’ideologia YEPP di riqualifica delle zone “a rischio” e delle aree verdi, proseguita alla Valletta con l’iniziativa degli Orti Sinergici.

    È giusto, quindi, sfatare molti del luoghi comuni su Cornigliano. A dispetto della fama ormai guadagnata, è un’area che sta provando sul serio, da anni, a riqualificarsi e darsi nuove opportunità. Ancora troppo spesso, però, gli stessi corniglianesi fanno fatica a entrare in contatto con le associazioni attive sul territorio e a cercare un dialogo con esse. Interpellando gli stessi abitanti di Cornigliano, infatti, ci si scontra con un numero elevato di persone che ancora ignorano l’esistenza del progetto YEPP dopo 5 anni di attività… La carenza di riflettori intorno a YEPP accomuna anche le altre associazioni che fanno parte della sua rete: progetti sempre più importanti non solo per il Ponente ma per tutta Genova, che tuttavia non hanno la visibilità che meriterebbero.

    ASSOCIAZIONE “LA STANZA”

    In questa rete opera la già citata associazione La Stanza. Fondata nel 2004, senza fini di lucro, libera, apolitica, apartitica, con lo scopo di promuovere (inter-)cultura e solidarietà attraverso la creazione di uno spazio aperto sul territorio, in cui poter esprimere sogni e bisogni. Nata dall’incontro della sociologa Maddalena Bartolini (oggi Presidente della Commissione per le Pari Opportunità e le Politiche Giovanili) e l’artista Francesca Traverso, da qualche anno le fondatrici hanno passato il testimone alla stessa Giulia Cassinelli e a Marco Maello. Sorta all’interno dei giardini Melis, oggi La Stanza è ospitata (come YEPP) dai locali dell’Infopoint di Cornigliano, nell’attesa che i lavori di Villa Serra vengano ultimati. In particolare, essa realizza laboratori per chiunque voglia cimentarsi nelle varie arti dell’hip hop, e ha il merito di aver lanciato nuovi talenti, come il gruppo genovese dei Santa Alleanza. Nata come lavoro volontario, oggi l’associazione si sostiene con i finanziamenti provenienti da YEPP – San Paolo elargiti in misura diversa a tutte e 15 le associazioni aderenti, molte delle quali non potrebbero vivere altrimenti.

    Da qui, l’importanza del progetto YEPP, che permette a piccole realtà indipendenti come questa di realizzare progetti che abbiano una continuità temporale. Proprio quest’ultimo è l’elemento necessario in una realtà complessa come quella di Cornigliano. E se fino ad ora di YEPP, de La Stanza e delle altre piccole unità che agiscono nel quartiere si sa poco è perché, come ci racconta Giulia: «Quello che ci interessa sono i progetti. Sì, la parte di comunicazione è carente, ma a nostra discolpa possiamo dire che siamo più concentrati sui progetti e sulle persone che sull’attività di promozione. In fin dei conti, a noi interessa esserci per il nostro quartiere…».

     

    YEPP – Youth Empowerment Partnership Programme
    Via San Giovanni D’Acri 6 (nei locali di Infopoint Cornigliano e CGIL)
    Genova Cornigliano – Municipio VI Medio Ponente
    Web:  http://www.yepp.it/genova / Facebook: http://it-it.facebook.com/pages/Yepp-Genova-Cornigliano/

     

    Elettra Antognetti

  • Val Polcevera, lavori pubblici e voci di spesa: i conti non tornano

    Val Polcevera, lavori pubblici e voci di spesa: i conti non tornano

    Due interventi fondamentali – inseriti nel Programma triennale dei lavori pubblici per la messa in sicurezza di altrettante aree della Val Polcevera soggette a rischio idrogeologico, suscitano alcune perplessità a causa della mancata corrispondenza tra le voci di spesa previste dall’amministrazione comunale, rispetto a quelle stimate dalla Provincia di Genova nel Piano di Bacino.

    E così il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle presenta due interpellanze per chiedere a Presidente e Giunta del Municipio Valpolcevera di far luce sulla questione.

    Stiamo parlando di lavori improcrastinabili in località Cesino; in particolare, come evidenziato nel Piano di Bacino, si tratta di opere di protezione e sostegno: reti paramassi, muri in gabbioni e palificate in legname; nonché la necessità di mettere in sicurezza la zona di frana al di sotto del cimitero attraverso l’asportazione del cappellaccio d’alterazione e l’abbattimento degli alberi pericolanti che vanno ad aggravare, appesantendo la situazione del versante.
    Ebbene, il Movimento 5 Stelle sottolinea l’esistenza di «Una sostanziale differenza dei costi dell’intervento di stabilizzazione e messa in sicurezza dell’area a rischio idrogeologico in località Cesino inserito nel Programma triennale dei lavori pubblici dell’Amministrazione Comunale e cioè: 1.130.000 euro come spesa del I° lotto, a fronte del 631.600 euro stimati dalla Provincia, come riportato nel Piano di Bacino».

    L’altro intervento sotto la luce dei riflettori riguarda l’adeguamento idraulico del Rio Fegino le cui criticità, nel recente passato, hanno dato origine a fenomeni di esondazione. In particolare è previsto l’allargamento delle sezioni di deflusso e ricalibratura e/o potenziamento della capacità di portata della sezione dell’alveo.
    Ma anche in questo caso, ribadisce il Movimento 5 Stelle, le cifre sono ballerine ed emerge «Una sostanziale differenza dei costi dell’intervento inserito nel Programma triennale dei lavori pubblici dell’Amministrazione Comunale e cioè: 3.400.000. euro come spesa del terzo lotto I° Stralcio, a fronte del 1.652.600 euro stimati dalla Provincia, come riportato nel Piano di Bacino».

    Comunque sia, la questione delle voci di spesa sospette non è emersa esclusivamente presso il Municipio Valpolcevera. Qualche settimana fa, infatti, ci siamo occupati degli interventi previsti al Palacep di Prà, i cui costi – inseriti nel Programma triennale dei lavori pubblici – sono addirittura quadruplicati.

     

    Matteo Quadrone

     

  • Arte che realizza occupazione sociale: concorso da un milione di euro

    Arte che realizza occupazione sociale: concorso da un milione di euro

    UPDATE! Bando prorogato al 22 maggio 2013.

    Ars. Arte che realizza
    occupazione sociale è un bando di concorso che si pone lo scopo di rivalutare il patrimonio artistico italiano, soprattutto quei luoghi oggi meno accessibili e visitati. Chi partecipa è chiamato a inviare proposte per aumentare i visitatori, migliorare i servizi culturali (visite guidate, laboratori didattici, marketing territoriale anche se web), valorizzare luoghi poco conosciuti, con l’obiettivo finale di creare ricavi e generare occupazione.

    Il concorso indetto da Fondazione italiana Accenture mette in palio un milione di euro al progetto migliore, cifra che consentirà al suo autore di realizzarlo concretamente.

    Possono partecipare persone maggiorenni, singolarmente o in gruppo (incluse fondazioni, associazioni, organizzazioni di volontariato), che dovranno registrarsi al sito www.ideatre60.com e caricarvi un progetto inerente ai campi di architettura, pittura, scultura entro il 25 marzo 2013.

    La valutazione dei progetti avverà secondo due fasi: la prima attraverso votazione online, la seconda da parte di un comitato tecnico: entro luglio 2013 saranno selezionati i cinque progetti finalisti e il primo classificato otterrà la cifra in palio. La realizzazione dell’opera sarà affidata all’ente no profit indicato dal proponente oppure a un ente terzo che dimostri le competenze necessarie.

    Agli altri quattro progetti finalisti saranno assegnati premi in denaro e il supporto nella realizzazione dei business plan della propria idea.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Gruppo Matreska: collettivo artistico di poesia, teatro e fotografia

    Gruppo Matreska: collettivo artistico di poesia, teatro e fotografia

    Gruppo MatreskaNonostante ci siano ancora molte persone convinte del contrario, Genova è una città dal grande fermento artistico: ne sono la prova i numerosi progetti ideati da giovani creativi della città per sostenere la loro arte e quella di loro coetanei, esperti in varie discipline della cultura.

    Un esempio è Gruppo Matreska, fondato nel 2011 dalla fotografa Martina Massarente e dal poeta e autore teatrale Daniel Nevoso. Artisti molto attivi sul territorio genovese, hanno dato vita a questo gruppo con lo scopo di promuovere iniziative e culturali a Genova, delle quali curano in toto la direzione artistica e gli aspetti gestionali e organizzativi.

    Il nome deriva dalla celebre bambola russa, le cui caratteristiche (bambole una dentro l’altra, via via sempre più piccole) riprendono anche il “metodo” attraverso cui il gruppo seleziona progetti e collaboratori, che agiscono di fatto come tanti anelli di una catena: “dato un argomento e un riferimento artistico di base (fotografia, teatro, danza, etc), ciascun artista invitato alla collaborazione dovrà strettamente attenersi al lavoro del successivo, affinché il risultato finale possa essere omogeneo e connesso con l’obiettivo finale del progetto complessivo“.

    Al momento sono due le opere realizzate dal gruppo: lo spettacolo teatrale Martin di Daniel Nevoso, selezionato nel bando  del Teatro della Tosse per compagnie emergenti Pre-visioni, e Sussurri, mostra fotografica di Martina Massarente che si è svolta a Palazzo Rosso lo scorso maggio.

    Per conoscere i due artisti, le loro attività e i progetti futuri potete recarvi domani (venerdì 28 dicembre, ndr) alle 21 presso la Libreria Falso Demetrio di via San Bernardo, dove Martina e Daniel presentano il loro libro fotografico-poetico Sussurri, edito da Sagep. Il testo ripercorre – attraverso immagini fotografiche e testi poetici a cura dei due artisti – le opere oggetto dell’omonima mostra.

    Saranno presenti, oltre agli autori, l’editor di Sagep Fabrizio Fazzari e l’attrice Umberta Coglio.

    Marta Traverso

  • Castelletto, Valletta San Nicola: ecco il progetto dei cittadini

    Castelletto, Valletta San Nicola: ecco il progetto dei cittadini

    Valletta Carbonara San NicolaUn progetto “contenitore” capace di accogliere idee e spunti differenti, proposte di associazioni e singoli cittadini, con al centro la valorizzazione di un Bene Comune dell’intera cittadinanza, ossia Valletta San Nicola, un’area verde di 20 mila metri quadrati che sorge alle spalle del glorioso ex Albergo dei Poveri – costruito con i blocchi di pietra estratti dallo sbancamento dell’antica collina Carbonara che ha dato vita a questa conca naturale – proprietà dell’Asp Emanuele Brignole, l’istituto di assistenza agli anziani (azienda pubblica ma di diritto privato, nel cui consiglio di amministrazione siedono rappresentanti del Comune di Genova e della Regione Liguria, oltre agli eredi della famiglia Brignole) che oggi si trova alle prese con uno spaventoso buco di bilancio.

    “Il sogno”, come lo chiamano i promotori dell’iniziativa, è stato illustrato martedì sera a Castelletto, presso i locali del Circolo Arci 1 maggio di San Nicola, alla presenza di numerosi cittadini interessati e curiosi, realtà associative (ad esempio L’Erba Voglio, che da anni cura con successo un’area verde in via Ferrara) giovani architetti, scout laici, rappresentanti dei Gruppi di Acquisto Solidali, tutti stimolati dalle suggestioni che, fin dal principio, il progetto è stato in grado di suscitare.

    «Da circa un paio di anni abbiamo iniziato a discutere sul futuro di Valletta San Nicola e così è nata questa fantastica avventura –racconta Domenico Villani, coordinatore del gruppo che ha elaborato il progetto, guidato dal “Comitato Le Serre” con la collaborazione di Isde-Medici per l’ambiente, Italia Nostra, Legambiente, Movimento Decrescita Felice – l’ultima assemblea, svoltasi nel febbraio scorso, è stata molto partecipata. Negli ultimi 3 mesi abbiamo intensificato l’attività e ci siamo visti settimanalmente. Il nostro è stato un lavoro condiviso e stasera lo presentiamo per la prima volta a persone che come noi hanno il medesimo obiettivo, cioè riappropiarsi degli spazi del territorio, oppure alle diverse realtà che in altre zone di Genova già svolgono attività di questo genere, quali ad esempio la manutenzione di aree verdi o la creazione e gestione di nuovi spazi di aggregazione».

    «Dopodomani (giovedì 13 dicembre) avremo un incontro con il Municipio Centro-Est, poi presenteremo il progetto al Sindaco e prima di Natale avremo un incontro con la Regione Liguria – continua Villani – A gennaio-febbraio 2013 organizzeremo un’assemblea pubblica per presentare il progetto alla cittadinanza. A questo punto andremo a bussare alla proprietà per vedere quali prospettive si apriranno».

    Il problema è appunto legato alla disponibilità dei terreni, proprietà dell’Asp Brignole. L’istituto, come detto in precedenza, naviga in cattive acque. Per ripianare il debito – che ammonterebbe a circa 50 milioni di euro – l’Asp Brignole sta alienando diverse proprietà e anche l’area di San Nicola corre il rischio di essere messa in vendita.

    Valletta Carbonara San NicolaLa valletta, nel corso degli anni, è stata interessata da diversi tentativi di cementificazione, fortunatamente sventati. L’ultimo in ordine di tempo prevedeva la realizzazione di centinaia di parcheggi interrati. Il progetto, tuttora esistente, è strettamente legato alle destinazioni d’uso stabilite dal nuovo Puc (Piano Urbanistico Comunale) che indica Valletta San Nicola come Distretto di Trasformazione.

    Dove sarebbe previsto tutto ed il contrario di tutto «È una somma di contraddizioni – spiega Franco Montagnani di Legambiente – parcheggi privati, servizi privati, ma anche aree verdi e polo agricolo. Noi, insieme ad Italia Nostra, altre associazioni e comitati, abbiamo presentato diverse osservazioni al Puc che a breve dovranno essere discusse in sede comunale e ci auspichiamo possano dare la svolta decisiva per il futuro della valletta».

    In questi giorni la Regione Liguria, nell’ambito della Vas-Valutazione Ambientale Strategica (nuovo strumento che per la prima volta viene applicato per un piano urbanistico del capoluogo ligure), ha espresso parere negativo in merito alla destinazione a parcheggi interrati. «Se da un lato c’è la pressione della regione e dall’altra quella dei cittadini, possiamo raggiungere 2 obiettivi – sottolinea Domenico Villani – intanto che non si costruisca alcunché; e poi ottenere, gradualmente, tutta la valletta, restituendola così al quartiere».

    Inoltre, i terreni dell’Istituto Brignole ospitano anche i vivai comunali, un prezioso patrimonio naturalistico che sembrava destinato a trasferirsi altrove (l’ipotesi più probabile era presso i Parchi di Nervi). Questo perchè l’amministrazione comunale, ormai da anni, non paga l’affitto alla proprietà. Ma recentemente l’orientamento del comune pare esser cambiato e sul “Corriere Mercantile” dello scorso 3 ottobre, il Vice sindaco e assessore all’Urbanistica, Stefano Bernini dichiara «Stiamo pensando di acquistare i terreni. Visto che il comune è in debito con il Brignole per pagamenti d’affitto arretrati , l’acquisto dei terreni potrebbe essere la strada per saldare il tutto e chiudere la partita». Bernini ha aggiunto «Se valorizzate, le nostre serre potrebbero diventare un’attrazione turistica. Comunque, indipendentemente dall’acquisto dei terreni, io penso che in quell’area vada salvaguardato il verde e che quindi si debba riconsiderare la possibilità di costruire parcheggi, prevista dal Puc».

    Valletta Carbonara San NicolaTornando al progetto, l’obiettivo generale è «Dimostrare prima di tutto a noi stessi che è possibile elaborare insieme un modello di gestione sostenibile dei beni comuni del territorio e delle sue risorse agricole basato sul contributo diretto della comunità locale e dei soggetti ad essa riconducibili – spiega Villani – il nostro sogno è trasformare la valletta in uno spazio integrato di attività ricreative, didattiche e produttive in cui persone di tutte le età e condizioni, possano incontrarsi ed operare insieme producendo capitale sociale, non necessariamente monetario, da mettere a disposizione della comunità locale».

    I promotori dell’iniziativa sono partiti da 3 assunti: tutela, riqualificazione e valorizzazione «La valletta è un ecosistema urbano, un’area verde di pregio, da tutelare e riqualificare – racconta MontagnaniRestituendola alla cittadinanza per una pubblica fruibilità basata su una gestione collettiva».

    «Il sito ha una storia verde – continua Montagnani – Dietro e di fronte all’Albergo dei Poveri si pensò di lasciare dei terreni liberi in modo tale che le persone indigenti potessero procurarsi da vivere con attività agricole (orti, ecc). Inoltre, dal 1850 la valletta ospita i vivai comunali. La storia ci conferma la sua vocazione agricola».
    Senza dimenticare che su quest’area grava un vincolo monumentale della Soprintendenza che l’ha definita “di interesse storico–artistico particolarmente importante”.

    Al suo interno c’è un patrimonio da difendere e valorizzare «Finora ci siamo riusciti – sottolinea Montagnani –  Le 2 grandi serre ospitano felci arboree e piante tropicali. Secondo noi devono essere valorizzate a dovere, ad esempio dal punto di vista didattico. Siamo vicini all’orto botanico Hanbury e si potrebbe creare un’importante sinergia». 

    Sono 3 le linee di azione: agricoltura urbana (orti urbani); turismo e didattica (serre storiche); ricerca e impresa (ecotipi locali e ricerca).  «Questo progetto è un contenitore aperto composto da tanti progetti che possono esser presentati da cittadini e associazionicontinua Montagnani – Le attività che verranno svolte si sosterranno con forme di autofinanziamento. E poi con la ricerca di fondi europei».

    L’area è stata suddivisa in macro-aree, ognuna con la propria macro-funzione:

    Polo Botanico Storico-Scientifico (in collegamento con il Polo Botanico Villa Hanbury dell’università di Genova): conservazione e tutela collezione comunale di felci e piante esotiche; tutela biodiversità locale ligure; formazione di un polo cittadino di eccezionale rilievo botanico a fini scientifico-culturali da inserire nel circuito degli orti botanici liguri (Hanbury, Pallanca, ecc.).

    Spazio pubblico di riaggregazione sociale: punto di incontro, informazione e formazione dei cittadini per lo scambio prodotti biologici di filiera corta; punto ristorazione vegetariana con prodotti locali; aree verdi aperte al quartiere; attività sportive a basso impatto ambientale e basso livello di competitività (corsa, bocce, ecc.).

    Produzione agricola e biovivaistica: vivaio amatoriale e/o commerciale di produzione, distribuzione piante orticole biologiche da trapiantare; vivaio di produzione, distribuzione di piante autoctone derivanti da ecotipi locali (quale luogo ideale per la difesa della biodiversità); orti urbani individuali e/o collettivi, coltivati con tecniche tradizionali o sperimentali (orti sinergici, biodinamici, ecc.); orti urbani con funzione didattica e di recupero sociale.

    L’ambizione, espressa da molti dei presenti, è che questa iniziativa partita da Castelletto possa diventare un modello, riproducibile in altre zone della città.

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Le Prince Noir: presentazione del libro alla Falso Demetrio

    Le Prince Noir: presentazione del libro alla Falso Demetrio

    libreria falso demetrio genovaGiovedì 13 dicembre 2012 alle 18.30 presso la Libreria Falso Demetrio (via San Bernardo, Genova) avrà luogo la presentazione di Le Prince Noir, antologia di racconti curata da Alessandro Greco e pubblicata dalla casa editrice Aisara per omaggiare l’opera di Andrè Helena, uno fra i più autentici rappresentanti del romanzo noir francese.

    Tra gli autori selezionati c’è il genovese Claudio Bagnasco, che Era Superba ha di recente incontrato per la rubrica Videoscrittori. L’autore sarà alla libreria insieme a Matteo Sechi, che condurrà l’incontro.

    prince noir genovaQuesti gli altri autori che hanno partecipato all’antologia: Alessandro Greco vive a Pescara, è traduttore delle opere di Andrè Helena, curatore di antologie per vari editori e collabora con la rivista Satisfiction e con la webzine Sul romanzo. Mauro Marcialis vive a Reggio Emilia, ha pubblicato romanzi con Mondadori e Piemme; Gianluca Morozzi vive a Bologna, è autore di diversi romanzi usciti per Guanda, Castelvecchi, TEA, Fernandel. Romano De Marco vive in provincia di Chieti, ha pubblicato un romanzo nella collana Il Giallo Mondadori ed direttore artistico della rassegna “Estate Letteraria” di Orton (Ch). Sacha Naspini ha pubblicato vari romanzi per Historica, Elliot e Perdisa Pop. Leonardo Casula vive a Cagliari, nel 2011 è uscito per Fandango il suo primo romanzo. Paolo Maccioni vive a Cagliari, suoi romanzi sono usciti per Il Maestrale, CUEC e Arkadia. Luca Occhi vive a Imola ed è tra i fondatori del collettivo di scrittura “Compagnia Letteraria Colonne d’Ercole”. Luca Sulis vive e lavora Cagliari come libraio. Laureato con una tesi su Jean-Claude Izzo, collabora con la rivista “Pulp Libri”. Daniela Frascati vive a Roma e ha pubblicato un romanzo con Ciesse Edizioni.

  • Prà: il Sindaco presenta il nuovo progetto di riqualificazione

    Prà: il Sindaco presenta il nuovo progetto di riqualificazione

    Prà, panorama e VteNell’ottobre scorso la popolazione di Prà ha scoperto che il tanto atteso progetto di riqualificazione della Fascia di Rispetto (Progetto Integrato Prà Marina) rischiava di saltare– e con esso 15 milioni di euro di finanziamento (in gran parte provenienti dall’Unione Europea) – a causa di alcuni evidenti errori tecnici nel progetto, già approvato in tutte le sedi e pronto per l’appalto.

    In appena 1 mese e mezzo il piano è stato rivisto e stasera alle ore 20:40 presso il Centro Remiero, la Prà del futuro sarà ufficialmente presentata dal sindaco Marco Doria durante un consiglio municipale straordinario, chiamato ad esprimere il proprio parere in merito alle soluzioni progettuali scelte dell’amministrazione comunale.

    Ma già si annuncia una serata movimentata perchè il Comitato per Prà – una delle tante realtà associative da anni impegnata sul territorio – denuncia «Dovevamo decidere insieme ma alla fine hanno deciso solo loro!!!».

    «Si è costituito un tavolo tecnico composto da municipio, tecnici, associazioni, comitati di Prà – spiega Mauro Avvenente, presidente del Municipio Ponente – Gli architetti del Comune di Genova sono stati incaricati di preparare un nuovo progetto».
    Una corsa contro il tempo per non perdere il finanziamento, visto che il termine ultimo per il completamento delle opere è fissato entro il 31 dicembre 2015.

    «A settembre il Comune di Genova ammette che la progettazione dei P.O.R. è a rischio – spiega il Comitato per Prà – Di fronte alla loro manifesta incapacità, abbiamo accettato di formare un tavolo tecnico che doveva: definire un paio di ipotesi progettuali su cui la cittadinanza poteva esprimersi e decidere attraverso un vero percorso partecipato. Una delle ipotesi doveva puntare più sulla vivibilità del quartiere (quindi un restyling dell’Aurelia che preveda solo 2 corsie) piuttosto che sulla viabilità (4 corsie)».

    Inoltre, il tavolo tecnico aveva il compito di «Sottoscrivere un protocollo d’intesa che impegnava l’amministrazione comunale su aspetti importanti per il futuro di Pra’ – continua il comitato –  quali ad esempio: aumento spazio piscina; da subito pulizia e decoro della Fascia; manutenzione del “verde” previsto a progetto; riqualificazione e messa in sicurezza del Parco Dapelo e della zona a levante Palamare; posizione definitiva su NaveBus; pedonalizzazione di Sapello e semipedonalizzazione di Airaghi; realizzazione di una “Passeggiata” tra Pegli e Voltri».

    Di fronte alla decisione di non far decidere la cittadinanza della delegazione, il Comitato per Prà è uscito dal tavolo tecnico.

    «Non vogliamo essere complici di chi ci ha usato – conclude il Comitato per Prà – La partecipazione è stata negata. Hanno deciso le solite facce con i soliti modi. Chi ha sbagliato deve pagare!!!».

     

    Matteo Quadrone

  • Bici elettrica smart: bando di concorso per architetti e designer

    Bici elettrica smart: bando di concorso per architetti e designer

    La BiciclettaEntro il 31 gennaio 2013 architetti, designer e studenti di queste discipline possono partecipare a un bando rivolto a proposte di progettazione urbana sostenibile attraverso l’attenzione al risparmio energetico e l’utilizzo di materiali riciclabili.

    La Biennial International Trimo Urban Crash Competition 2013 riguarda il tema della bici elettrica e prevede la realizzazione di un meeting point, ossia uno spazio dove i ciclisti possano mangiare, bere, risposarsi e avere accesso ad alcuni servizi come una postazione di ricarica per biciclette elettriche e dispositivi informatici.

    Per candidarsi è sufficiente registrarsi al sito www.trimo-urbancrash.com e caricare il proprio materiale.

    I finalisti parteciperanno a un workshop di specializzazione a Lubiana, in Slovenia, mentre il primo classificato avrà la possibilità di realizzare concretamente il suo progetto.

  • Consiglio Comunale Genova: tante parole e pochi fatti, decisioni rimandate

    Consiglio Comunale Genova: tante parole e pochi fatti, decisioni rimandate

    La seduta di Palazzo Tursi di ieri, come molte delle precedenti, è stata caratterizzata da un ordine del giorno povero nella sostanza, con ben otto interpellanze, una sola mozione e una modifica al regolamento rinviata alla seduta di martedì prossimo.

     

     

    Partiamo dalle interpellanze. Il regolamento del Consiglio prevede che «i consiglieri e le consigliere hanno diritto di presentare al Sindaco interpellanze su argomenti che riguardino direttamente le funzioni di indirizzo e di controllo politico–amministrativo del Consiglio Comunale». Ciò significa che i membri del Consiglio possono chiedere alla Giunta di chiarire la propria posizione su uno specifico argomento.  All’esposizione dell’interpellanza segue una risposta dell’assessore competente e infine una replica del consigliere “proponente”. Di fatto però questo procedimento non prevede né un voto dell’aula sull’argomento né la presa di una decisione in merito. Si tratta semplicemente di un chiarimento dell’orientamento dell’amministrazione.

    Per esempio, ieri abbiamo scoperto che è intenzione dell’Assessore ai Lavori Pubblici Crivello procedere alla demolizione del “bruco” soprelevato che collega Corte Lambruschini con l’inizio di via Cadorna, oppure che per combattere gli eccessi di velocità in città ci vorrebbero dei tutor, ma mancano i soldi per installarli, o ancora che i cassonetti a scomparsa – soluzione ottima per l’estetica della città – non riescono a smaltire cartoni di grosse dimensioni. Tutto molto interessante, ma nulla di definitivo e sicuramente non di grande impatto sulla vita dei cittadini.

    Passiamo poi alle mozioni. L’unica mozione all’ordine del giorno riguardava la mappatura e il ripristino dei sottopassi genovesi ed è stata approvata all’unanimità. Una provvedimento tanto innocuo quanto generico.

     

     

     

    L’unico sussulto poteva – forse – derivare dalla modifica all’articolo 49 del regolamento comunale che riguarda le risorse finanziarie per lo svolgimento delle attività dei gruppi consiliari. E invece si dovrà aspettare il prossimo martedì per affrontare l’argomento, vista la decisione di rimandare il punto alla seduta successiva.

    Di proposte di deliberazione nemmeno l’ombra. E pensare che le proposte di deliberazione sono il principale strumento con cui un consiglio comunale può produrre atti amministrativi, ovvero emanare quei provvedimenti che vanno realmente ad influire su persone o situazioni.

    La trappola del populismo è dietro l’angolo ed è facile cadervi, ma davvero viene voglia di dire che di fronte alle tante emergenze, che pure la Giunta Doria aveva cercato di risolvere all’inizio del suo mandato, ci si potrebbe aspettare dall’amministrazione comunale e dalla sua maggioranza un’azione più incisiva e qualche decisione in più.

     

     

     

    Nella prima parte del Consiglio, dedicata agli articoli 54 (interrogazioni a risposta immediata), si è affrontato, per esempio, il tema della mobilità pubblica in seguito alle notizie dei giorni scorsi relative alla possibile scomparsa del biglietto integrato AMT – Trenitalia. Si tratta di un argomento su cui il Comune ha una grande responsabilità essendo socio di maggioranza di AMT, un’azienda che ha anche deciso di rifinanziare proprio pochi mesi fa con 7 milioni di euro (dei cittadini genovesi). La posizione dell’amministrazione assume ancora più importanza poiché, come ha affermato lo stesso assessore Dagnino, «l’accordo con Trenitalia era fortemente squilibrato» proprio a sfavore dell’AMT.

    Questioni come queste dovrebbero essere discusse in modo ben più approfondito in aula, non solo con un semplice scambio domanda-risposta tra consigliere e assessore, bensì con una decisione forte del Consiglio sostenuta nel modo più trasversale possibile da tutte le forze politiche.

    A fare da contraltare alle sedute soft degli ultimi mesi vi sarà una seduta decisamente strong la prossima settimana, quando si prevedono ben due giorni di Consiglio Comunale (martedì e mercoledì). Ma allora è solo una questione di programmazione delle sedute? Non proprio, perché come sostengono diversi consiglieri di opposizione (Lilli Lauro del Pdl e Paolo Putti del M5S) si corre il rischio di dover prendere tutte le decisioni nelle ultime sedute prima della fine dell’anno con la necessità di contingentare la discussione senza i tempi necessari per analizzare le questioni. Se così fosse il Movimento 5 Stelle ha già annunciato di voler abbandonare l’aula in segno di protesta.

    Qualche maligno potrebbe persino pensare – e alcuni lo pensano – che dietro questa scelta di rinviare le decisioni più delicate alle ultime sedute pre-natalizie non ci sia solo una mancanza di organizzazione, ma la precisa volontà di ridurre al minimo le sollecitazioni per una maggioranza che, soprattutto sui temi di grande importanza, ha dato diversi segnali di squilibrio. Ridurre i tempi della discussione per limitare le possibilità di scontro.

    In realtà al momento non si conoscono ancora gli argomenti del prossimo Consiglio, ma restano di sicuro ancora pendenti molte questioni su cui speriamo che la Giunta e il Consiglio vogliano prendere decisioni importanti.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Facebook, Radio Faber:  un omaggio a Fabrizio De Andrè

    Facebook, Radio Faber: un omaggio a Fabrizio De Andrè

    Via Del Campo De AndrèA prima vista può sembrare l’ennesimo gruppo Facebook nato per omaggiare questo o quel grande artista scomparso troppo presto. Di fatto Radio Faber è un progetto molto più ambizioso, che oltre a far conoscere De Andrè in tutto il mondo – attraverso link, video e immagini postati quotidianamente dai suoi oltre ottomila membri – ha creato un ricco calendario di appuntamenti per mantenere viva la musica del più noto cantautore di Genova.

    «L’idea è nata ad aprile 2010, quando ci siamo resi conto che molte persone su Facebook chiedevano dediche e citazioni su De Andrè» ci spiega Antonio Rocchi, uno dei fondatori e amministratori del gruppo insieme ad Aldo AscoleseGianluca Origone e altri. «In breve tempo siamo diventati “ufficiali”, Guido Harari ci ha concesso l’utilizzo delle sue foto e la Fondazione De Andrè promuove i nostri eventi attraverso il suo sito».

    Gli utenti del gruppo sono davvero molto attivi, provengono da varie parti d’Italia e del mondo e ogni giorno mantengono vivo il loro legame attraverso le parole del loro artista preferito. «Una delle soddisfazioni più grandi è che tra i membri del gruppo ci sono ragazzi molto giovani, che non hanno potuto conoscere la musica di De Andrè quando era vivo: Facebook si è rivelato molto utile anche per questo. Il gruppo è anche un luogo dove si dialoga di temi importanti, per esempio la fede e la religione: ci sono state molte discussioni e commenti interessanti sui testi dell’album “La buona novella”».

    Tanti eventi in programma, soprattutto a sfondo benefico: Radio Faber è legata al reparto di oncologia pediatrica del Gaslini, cui ha devoluto gli incassi degli ultimi concerti, che si tengono a Genova ma a cui partecipano persone da ogni parte d’Italia.

    I prossimi appuntamenti si terranno venerdì 21 dicembre in spianata Castelletto, sabato 29 dicembre al Castello di Nervi e venerdì 11 gennaio al Clan (salita Pallavicini). È anche in programma un grande evento in previsione del 18 febbraio, compleanno di De Andrè: un tour che dal cimitero di Staglieno passerà per via del Campo e le altre zone di Genova presenti nelle sue canzoni.

    Marta Traverso

  • Bus e treni a Genova, biglietto unico: il dibattito in Consiglio

    Bus e treni a Genova, biglietto unico: il dibattito in Consiglio

    AutobusIl trasporto pubblico locale è un bene comune e come tale va salvaguardato, attraverso il mantenimento della tariffa integrata Amt-Trenitalia ed evitando ulteriori aumenti.
    Questa è la premessa, espressa in maniera trasversale da gruppi di maggioranza e opposizione in consiglio comunale «Ma la discussione va affrontata in Sala Rossa – sottolinea il capogruppo del Pdl, Lilli Lauro – mentre, finora, la questione del biglietto integrato è stata elusa».

    «La tariffa integrata è stata per lungo tempo un’avanguardia della nostra Amt – ricorda il consigliere Clizia Nicolella (Lista Doria) – questo accordo è andato incontro all’esigenza di promozione del trasporto pubblico locale (tpl) quale risposta alla crisi, non solo economica ma anche ambientale, consentendo al tpl di rimanere competitivo rispetto al trasporto privato. Inoltre , ha permesso di allargare il bacino di utenza e dunque incrementare gli introiti di Amt. Oggi la prospettiva di incrementare il prezzo del biglietto è preoccupante; ma lo è ancor di più l’ipotesi di una possibile rotura dell’accordo Amt-Trenitalia».
    Quello che manca, secondo il consigliere della Lista Doria, è una programmazione regionale «Consentitemi il paragone, un po’ come è accaduto nel caso della redistribuzione dei servizi sanitari sul territorio».

    Mettere in dubbio l’integrazione tariffaria «È una vera follia – denuncia il capogruppo di Sel, Gian Piero Pastorino (Sel) – essa rappresenta il primo passo per realizzare l’integrazione dei servizi. A breve Amt e Atp (Azienda Trasporti Provinciale) dovranno parlarsi, così come si stanno parlando Amt e Trenitalia. La Regione Liguria dovrà confrontarsi con tutti i tre soggetti. Bisogna trovare gli strumenti per fermare una scelta che sarebbe folle».

    Da alcune settimane sono in corso trattative «Allo stato attuale, è emersa l’ipotesi di un biglietto integrato al costo di 2,50 euro (rispetto all’attuale costo di 1,50 euro)– afferma Vittoria Emilia Musso (Lista Musso) – Si tratta di un aumento insostenibile. Già la cifra di 1,50 euro è una delle più alte d’Italia. Io vorrei sapere se è possibile creare due biglietti distinti: 1 semplice ed 1 integrato». Poi il consigliere aggiunge «Il dissesto economico dell’azienda di trasporto urbano non può ricadere sui cittadini. Amt dovrebbe fare un profondo esame di coscienza».

    Il capogruppo del Pdl, Lilli Lauro lancia l’accusa «Non volete affrontare l’argomento in quest’aula, preferite parlare del nulla. Invece dovete confrontarvi con il consiglio comunale e chi rappresenta le istanze del territorio».

    L’Assessore a Mobilità e Traffico, Anna Maria Dagnino, replica così «La trattativa va avanti da tempo e si svolge in sede regionale. Il Comune di Genova è stato convocato al tavolo. Nel momento in cui si arriverà ad una definizione, l’argomento sarà portato in Consiglio comunale o sviscerato in apposita commissione».
    Il biglietto integrato nasce nel 1996 come un elemento distintivo della città, racconta Dagnino «Ma con due aspetti anomali che ne fanno un unicum sul territorio nazionale. Innanzitutto a Genova non esiste una differenza tra biglietto semplice e biglietto integrato. Esiste solo quest’ultimo. Ed il valore di questo titolo di viaggio non corrisponde al servizio effettivamente erogato».

    L’altra criticità, invece, sarebbe legata al rapporto Amt-Trenitalia «L’ultimo accordo firmato nel 2010, in scadenza a fine 2012, è decisamente assimetrico – spiega l’assessore – ovvero Amt contribuisce a Trenitalia un valore fisso. Per il 2012 fissato in 7 milioni di euro. Una cifra forfettaria indipendente dai ricavi del servizio. Amt e Comune di Genova, a queste condizioni, non possono proseguire l’accordo. Il contributo forfettario non è più sostenibile. Secondo i calcoli dell’azienda, dalla rinegoziazione dobbiamo recuperare circa 2 milioni che sono fondamentali per il bilancio 2013 di Amt. Questo è il primo obiettivo. Il secondo è mantenere l’integrazione tariffaria».

    L’assessore aggiunge «La Regione Liguria, forse, non ha svolto al meglio il ruolo programmatorio ma nelle ultime settimane si è molto impegnata. L’obiettivo è mantenere il biglietto integrato (forse differenziandolo con la creazione di un biglietto semplice). E contenere l’aumento del costo, che in ogni caso sarà inevitabile».

    «Io spero che la Giunti lavori su questo tema – ha concluso Lilli Lauro – ho sentito parlare solo di calmierare i prezzi. Ma se siamo arrivati a questo punto è per precise responsabilità degli amministratori di Amt. E allora sarebbe necessario quantificare economicamente tali responsabilità».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Giardini Luzzati: cena biologica e vegana con il Collettivo Babette

    Giardini Luzzati: cena biologica e vegana con il Collettivo Babette

    Da qualche tempo presso i Giardini Luzzati si tiene ogni settimana una serata gastronomica: una volta al mese l’organizzazione dell’evento è affidato al Collettivo Babette, un gruppo spontaneo di persone appassionate di cucina naturale. Ogni volta viene scelto un menu diverso, che prevede l’utilizzo di prodotti biologici e senza impiego di ingredienti di origine animale.

    Cosa si può trovare in queste serate? “Il collettivo ha raccolto l’invito dei Giardini Luzzati di promuovere il bio e la cultura del mangiare sano ed equilibrato attraverso delle cene a prezzo il più possibile popolare, come è nella filosofia del circolo. Nonostante il menù sia vegano il collettivo si rivolge a tutti: ci fa molto piacere che i partecipanti alle cene abbiano preferenze culinarie diverse tra loro, ci piace pensare che tutti – dal vegano all’osservante religioso, dall’intollerante ai latticini all’onnivoro più completo – in queste serate possano ricevere spunti per ampliare e diversificare quello che mangiano nel proprio quotidiano“, ci spiega Elena del Collettivo Babette.

    Il terzo appuntamento si tiene mercoledì 12 dicembre.

    Questo il menu.

    Primo: Pasticcio di Paccheri Libera Terra con ragù di lenticchie e besciamella ai porri

    Secondo: Sformatino di verza e arachidi con broccoletti saltati e insalatina

    Dolce: Cheescake ‘scomposta’ alla vaniglia e marmellata di mirtilli

    Il prezzo della cena è 15 € (comprensivo di primo, secondo, contorno, acqua e bicchiere di vino), mentre il dolce è a parte e costa 3 €. Per info e prenotazioni collettivobabette@gmail.com – 349 8356901.