Categoria: Notizie

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  • Trasporto pubblico locale: le proposte del Movimento 5 Stelle

    Trasporto pubblico locale: le proposte del Movimento 5 Stelle

    Lunedì sera in via Albertazzi si è svolto il primo incontro con i cittadini, organizzato dal Movimento 5 stelle di Genova. “Una campagna d’informazione – sottolinea il candidato sindaco Paolo Putti – per permettere alle persone di costruirsi un’opinione, essere consapevoli e ragionare criticamente su alcuni argomenti particolarmente sentiti in città”, con il prezioso contributo di alcuni tecnici, come Andrea Bignone di Italia Nostra, del WWF e dei comitati liguri dei pendolari.

    È stata l’occasione per parlare del trasporto pubblico locale in un’ottica nuova perché “Solo attraverso un servizio efficace si può garantire una mobilità intesa come diritto di tutti”.
    L’idea guida è che il sostegno al trasporto pubblico sia necessario affinché la totalità dei cittadini ne possa usufruire. Magari gratuitamente. “Studiando ipotesi di contribuzioni mirate a rafforzare il servizio – spiega Putti – ad esempio in Svizzera ma anche in altri paesi europei una parte dei pedaggi autostradali viene reinvestita a favore del tpl”.

    E poi intervenire con semplici accorgimenti in grado di rendere competitivo il trasporto su gommaLe corsie riservate per gli autobus sono una soluzione – dice Putti – in Corso Europa ed in Corso Gastaldi hanno permesso di risparmiare milioni di vecchie lire”.
    Ma anche attraverso proposte innovative quali ad esempio “L’installazione di semafori intelligenti – continua Putti – un sistema in grado di dare prioritariamente il via libera ai mezzi pubblici”.

    Tutte azioni fattibili, anche perché “Le risorse ci sono è solo una questione di priorità” – spiega il candidato del Movimento 5 stelle – non si investono miliardi di euro per la Gronda e per il Terzo Valico quando l’esigenza primaria delle persone è godere di un tpl efficiente”.

    Mentre per quanto riguarda la mobilità privata, Paolo Putti sottolinea come “Le aree blu sono esclusivamente strumenti vessatori che ledono il diritto dei cittadini e affermano una distinzione anche in termini economici. Noi intendiamo disincentivare il trasporto privato ma in maniera paritaria. Mi spiego meglio. Si potrebbe studiare una tessera che consenta un numero di accessi limitati al centro città. In pratica, indipendentemente dalla disponibilità economica di ognuno, garantire pochi accessi ma in numero eguale per tutti”.

    Un’altra ipotesi prevede di incentivare l’attivazione dei mobility manager, vale a dire degli esperti della mobilità sostenibile specializzati nell’individuare le migliori soluzioni possibili per gli spostamenti casa – lavoro – casa dei lavoratori di aziende pubbliche e private. Figure professionali previste dalla legge, nel Decreto Interministeriale sulla Mobilità Sostenibile nelle Aree Urbane del 27/03/1998, ma che finora, nonostante siano trascorsi 14 anni, in tutta Italia sono presenti in numero assai ridotto.
    Occorre premiare le aziende che invitano i propri dipendenti ad un uso consapevole dei mezzi privati – spiega Putti – ad esempio sfruttando appieno la portata delle automobili, condividendo il viaggio con i colleghi di lavoro in maniera tale da utilizzarne il minor numero possibile”.

    Infine la questione piste ciclabiliA Genova non si vuole neppure affrontare il discorso – conclude Putti – eppure, anche da noi, potrebbero rappresentare una soluzione. Io ho avuto un’esperienza personale presso Trondheim in Norvegia, una zona collinare che presenta criticità simili a quelle di Genova. Ebbene i norvegesi hanno inventato un sistema, una particolare piattaforma mobile che permette ai ciclisti di superare i dislivelli senza nessuna difficoltà”.

     

    Matteo Quadrone

  • Sanremo: la casa di riposo dove picchiavano gli anziani

    Sanremo: la casa di riposo dove picchiavano gli anziani

    Una vita che nasce, cresce e poi invecchia: queste sono le tappe del ciclo biologico di un essere vivente. In questo percorso si individuano fasce di età più fragili che sono quelle dell’infanzia e della vecchiaia, fasce che sono spesso oggetto, proprio per la loro incapacità a difendersi, dei soprusi più vili. Purtroppo, la cronaca registra l’ennesimo episodio di violenze reiterate, in una casa di degenza per anziani di Sanremo, che nulla ha da invidiare ad un vero girone dell’inferno dantesco. “Borea”, questo è il nome della struttura, “Acheronte” l’operazione della Guardia di Finanza e dei Carabinieri Nas di Genova che ha posto fine a questo orrore arrestandone gli artefici, “Airone” la cooperativa che forniva questo “qualificato” personale per i 42 ospiti non autosufficienti. Questo è il quadro della triste vicenda, la cui cornice è completata dai 6 “aguzzini” che, scorci di video registrati durante l’indagine, mostrano in tutta la loro crudeltà ed efferatezza.

    Le denunce dei parenti, insospettiti da ecchimosi riscontrate sul volto e sul corpo dei loro cari, hanno fatto scattare gli accertamenti , circa sei mesi fa, da cui è emerso, con documentazioni inconfutabili, come gli anziani, specie quelli con più gravi problemi cognoscitivi, venissero legati, picchiati con schiaffi e gomitate, sbatacchiati sui letti, spintonati, presi per i capelli, e chi più ne ha più ne metta. L’abominia risulta ancora più inaccettabile perché, come si evince facilmente dalle immagini, queste sevizie venivano comminate senza un’apparente motivo ma per puro sadismo.

    Un esempio per tutti: uno squallido corridoio, un’anziana legata su una sedia rotelle, passa un ”operatore sanitario” e… scatta, improvvisa, una gomitata. Nessuna giustificazione per questi mostri capitanati da Rosalba Nasi, responsabile della struttura agli arresti domiciliari, 58 anni, originaria di Mondovì ma abitante a Sanremo, moglie del senatore Gabriele Boscetto del Pdl che, pur non partecipando direttamente allo scempio, ne sarebbe stato a conoscenza e non avrebbe fatto nulla per impedirli.

    Per completate questo triste panorama, oltre a condizioni igieniche fatiscenti, ci sarebbero anche due morti sospette risalenti ad alcuni anni fa: un’anziana ricoverata all’ospedale per una profonda ferita lacero-contusa dovuta a un piatto calato “inspiegabilmente” sulla sua testa, poi morta per un ictus il mese successivo, e un secondo decesso imputabile ad un’eccessiva dose di tranquillanti.

    La struttura non è stata chiusa per non arrecare ulteriore danno ai pazienti ma la Asl ha provveduto ad inviare 4 medici al fine di verificare lo stato dei degenti, mentre i Nas hanno il compito di fotografare lo stato della struttura sia in termini di idoneità ambientale sia in termini di presidi sanitari adeguati, non ultimo la presenza di alimenti o farmaci scaduti. Il sindacato generale dei pensionati (Spi) aderente alla Cgil, interpretando il sentimento unanime, ha sentenziato ”nessuna pietà”, perché nessuna pietà può essere invocata davanti a tanta ferocia. Dallo stesso Spi parte una proposta condivisibile: l’apertura 24 ore su 24, a visitatori e familiari, di questi centri, per poter espletare una vigilanza costante, primo deterrente contro comportamenti aberranti. Sarebbe consigliabile, anche, a mio parere, una selezione più accurata del personale oltre a “responsabili” con tanto di abilitata qualifica, tra le quali , non pare, si configuri quella di “moglie di senatore”.

    Adriana Morando

  • Antiqua 2012, la mostra mercato d’arte antica alla Fiera di Genova

    Antiqua 2012, la mostra mercato d’arte antica alla Fiera di Genova

    AntiquaAlla Fiera di Genova dal 21 al 29 gennaio 2012 torna la diciottesima edizione di Antiqua, un viaggio nell’antiquariato, in un mix di epoche e di stili con le proposte di sessanta selezionati antiquari di arredi, dipinti, sculture, tappeti, oggetti d’arte, argenti, gioielli e libri con una particolare attenzione ai pezzi più preziosi e ricercati della tradizione genovese e ligure.

    Elegante l’allestimento nel padiglione Blu disegnato da Jean Nouvel, un percorso espositivo che coniuga le modernissime linee architettoniche della struttura con il fascino di un’immersione nel passato.

    Antiqua è aperta al pubblico nei fine settimana dalle ore 10 alle 20, nei giorni feriali dalle 14 alle 20.

    Il biglietto d’ingresso costa 10 Euro (8 euro il ridotto) Info: Symposium Srl tel. 010.5451794

  • Transgender Sex Workers: calendario a cura di Don Gallo

    Transgender Sex Workers: calendario a cura di Don Gallo

    calendario princesa 2012Avremmo saputo fare tutto… se ci avessero permesso di farlo. Con questo slogan è stato presentato il nuovo calendario delle Princesa, le transgender che da anni vivono presso la Comunità di San Benedetto al Porto di Don Andrea Gallo.

    L’edizione 2012 si intitola Transgender Sex Workers 2012 ed è un modo per sensibilizzare sulle difficoltà che le persone transgender incontrano nella ricerca di lavoro, dovute alla forte discriminazione sulla loro identità: le protagoniste sono ritratte in scene di lavoro quotidiano (segretaria, giornalista, cameriera, ecc) per mostrare la vita che avrebbero potuto avere se la società in cui viviamo fosse diversa.

    Il calendario è stato realizzato dalla Comunità di San Benedetto al Porto, in sinergia con Associazione Princesa e Casa di Quartiere GhettUp.

    Marta Traverso

  • Cioccolatour, la terza edizione a Sestri Levante

    Cioccolatour, la terza edizione a Sestri Levante

    Cioccolato artigianaleVenerdì 20, sabato 21 e domenica 22 gennaio si tiene a Sestri Levante in Lungomare Descalzo la terza edizione di “Cioccolatour”, la grande festa del cioccolato con artigiani cioccolatieri provenienti da tutta Italia.

    Dalle 9 alle 20.00 vendita di prodotti, degustazioni gratuite e giochi per bambini.

    Ecco l’evento nel dettaglio:

    Venerdì 20 gennaio

    dalle 15.30 ChocoDance per i bimbi

    Sabato 21 gennaio

    dalle 15.30 esibizione della Palestra Emotion Centro Fitness, della Scuola di Ballo Maury Sport e Battesimo della Sella in collaborazione con il Centro Ippico Janrey

    Domenica 22 gennaio

    dalle 15.30 spettacoli e magie con il Mago Joe, TruccaBimbi, esibizioni della Scuola di Ballo Momas 2 e Battesimo della Sella in collaborazione con il Centro Ippico Janrey

    Ricca lotteria: 1° Premio 100kg di cioccolato!

    Cioccolatour Locandina

  • Reoose: uno store online per baratto, riutilizzo e beneficenza

    Reoose: uno store online per baratto, riutilizzo e beneficenza

    barattoLa crisi economica ha indebolito l’euro, alzato le tasse, tolto il lavoro e congelato le pensioni. Operazioni fino a ieri semplici come fare la spesa stanno diventando sempre più delicate, frutto di conteggi al centesimo per disporre dell’essenziale, non sprecare e soprattutto scovare ogni possibile via di risparmio.

    Anche per questo motivo – oltre che per un’ideologica saturazione del consumismo – negli ultimi tempi vanno per la maggiore i temi dell’autoproduzione e del baratto. Sono molti i siti e le community online nati appositamente per dare consigli su questi argomenti e mettere in contatto persone che li vogliono mettere in pratica nella loro vita.

    L’ultimo è Reoose, un sito creato nel settembre 2011 da Luca Leoni e dalla moglie Irina. I suoi creatori lo definiscono un eco-store, ovvero un sito che promuove lo scambio di prodotti con un occhio all’ambiente: ogni prodotto che si vuole cedere è messo online e gli viene attribuito un valore simbolico in crediti (indipendente dalla marca ma basato sull’effettivo stato nuovo-usato del prodotto e del potenziale valore inquinante), che sostituiscono in tutto e per tutto il prezzo in denaro.

    Lo scambio si basa su un tipo di baratto definito asincrono, perché può passare anche diverso tempo dalla “vendita” del prodotto al trovare un acquirente. I crediti accumulati dopo aver venduto l’oggetto possono essere riutilizzati in due modi: o acquistando un altro oggetto o donandoli a una Onlus, che potrà acquistare all’interno di Reoose oggetti utili per i propri scopi.

    Marta Traverso

  • “Lo spettacolo delle mareggiate in Liguria” a La Feltrinelli

    “Lo spettacolo delle mareggiate in Liguria” a La Feltrinelli

    Wave WatchingGiovedì 19 gennaio alle ore 18 presso La Feltrinelli di via Ceccardi si tiene l’incontro con Stefano Gallino, Alessandro Benedetti, Luca Onorato, sul tema “Lo spettacolo delle mareggiate in Liguria”.

    Il rapporto tra la Liguria e il mare sta alla radice dell’identità di una regione nella quale, per la conformazione del territorio, è possibile assistere amareggiate tra le più violente e spettacolari in Italia. Un grande fenomeno naturale che un gruppo di appassionati e di tecnici ha cominciato a misurare, fotografare o semplicemente ammirare. Wave watching (Hoepli) è il primo libro in assoluto sull’argomento.

    Ingresso libero

  • Simone Weil, concerto poetico al teatro di Villa Duchessa di Galliera

    Simone Weil, concerto poetico al teatro di Villa Duchessa di Galliera

    Villa Duchessa di GallieraDomenica 22 gennaio alle ore 1630 nel Teatro di Villa Duchessa di Galliera a Voltri si tiene lo spettacolo “Simone Weil, concerto poetico”.

    L’evento si inserisce nell’ambito della manifestazione “Donne eccezionali”, che il Teatro Cargo ha voluto dedicare a donne che hanno fatto la Storia con la S maiuscola, ma anche a protagoniste di eroismi dimenticati.

    A poco più di un secolo dalla nascita di Simone Weil, l’artista Ilaria Drago, accompagnata dalla musica di Marco Guidi, mette in scena il potente, ineguagliabile ritmo del cuore e del pensiero della donna che fu definita “un miracolo dell’anima e della coscienza umana” e uno degli “ingegni più alti e puri di ogni tempo”.

    Attraverso la rilettura in forma contemporanea di una delle più grandi pensatrici, filosofe e poetesse del secolo scorso, Ilaria Drago (che il teatro Cargo porta a Genova per la prima volta) presenta un concerto-poetico, utilizzando strumentazioni elettroniche dal vivo e rielaborazioni drammaturgiche, capaci di rendere la performance molto coinvolgente: un gioiello teatrale, capace di entrare nel profondo dell’ascoltare e aprire lo scrigno dell’emozione.

    Il concerto poetico è una lunga lettera, l’ultima che Simone scrive al suo unico amico e confidente, Padre Perrin, ripercorrendo le tappe principali della sua breve vita.

    PREZZI: Intero € 11, Ridotto € 9

    PRENOTAZIONI: tel. 010/694240 – 010 694029 – 3400975765

    promozione@teatrocargo.it / happyticket.it / genovateatro.it

    TEATRO DI VILLA GALLIERA nel parco di Voltri: via Nicolò da Corte 2, Genova

  • Comunicazione on line: polemica contro il Comune di Genova

    Comunicazione on line: polemica contro il Comune di Genova

    Il Campus della Città Digitale, vale a dire la redazione multimediale centrale del Comune di Genova, che ha come Assessore di riferimento Andrea Ranieri, è costato a Palazzo Tursi per l’anno 2011 oltre 126 mila euro, di cui circa 91 mila euro per gli stipendi dei 4 funzionari che lavorano nella struttura e 32 mila per il pagamento di 3 collaboratori esterni con contratto a progetto.
    Sono i dati resi pubblici lo scorso ottobre sulla pagina Facebook del Sindaco Marta Vincenzi su esplicita richiesta di un cittadino, Enrico Alletto, tecnico informatico che sul proprio blog “Linea di confine”, condivide spunti e riflessioni sul Web 2.0.

    “Ma cosa ha fatto il Campus Città Digitale con questi soldi?”, si domanda la stessa Vincenzi nella pagina web.
    Ha sviluppato internamente (senza alcuna consulenza esterna come si evince dal conto economico) più di 25 siti web”. E ancora “Per i siti Comune di Genova e Vivere Genova cura anche la redazione giornalistica pubblicando quasi venti articoli originali in media giornaliera” e “Dal punto di vista video pubblica mediamente più di un video al giorno che viene caricato sul canale tematico The Genoa municipality channel su Youtube”. Ma non solo “Il Campus ha inoltre aperto e mantiene aggiornate più di 50 pagine tematiche su Facebook a partire dalla pagina Città di Genova la più seguita con quasi 10.000 amici. Nell’insieme la presenza del Comune su Facebook quanto mai variegata genera più di 2.000.000 di visite al mese delle notizie, foto, link pubblicati”.

    Il progetto però ha anche un valore aggiunto che, secondo il Sindaco, non può essere quantificato “Mi riferisco all’aver innovato l’approccio del Comune alla comunicazione in assoluto non solo limitatamente ad Internet, all’aver inserito dentro la macchina comunale professionalità fino ad oggi non presenti, l’aver scelto la via della produzione interna invece di utilizzare sempre e solo fornitori esterni favorendo la crescita di una cultura dell’innovazione e dell’uso delle tecnologie ITC che potrà dare i suoi frutti migliori se questo progetto potrà continuare a crescere e a migliorarsi nel futuro finendo per incidere anche sull’organizzazione stessa del Comune”.

    Sul sito web del Comune si può leggere la presentazione del progetto Genova Città Digitale che viene definito “Una sorta di piano regolatore dell’innovazione della città, inserito nel programma della Sindaco Marta Vincenzi, come strumento di crescita del territorio metropolitano”.
    Punto di riferimento del progetto è, per forza di cose, la rete nell’intento di creare un luogo virtuale multimediale in cui far convergere documenti visivi sulla storia, l’arte, la promozione turistica della città di alta qualità – scrive lo staff comunale – È solo il primo passo nella direzione di una radicale ristrutturazione degli spazi web destinati alla cultura e al turismo con attenzione speciale verso le applicazioni web 2.0 orientate alla partecipazione, alla condivisione, alla creazione di user generated content e ai social network”.

    Quindi si tratta di un progetto che intende promuovere, con l’aiuto della rete, il patrimonio storico – artistico genovese soprattutto in termini di rilancio turistico della città. E il cui obiettivo finale sarebbe quello di favorire la partecipazione dei cittadini chiamati a dialogare e a confrontarsi con la pubblica amministrazione.

    Ma alcune domande sorgono spontanee, come spiega il blogger Enrico Alletto nel suo post “L’intento è da 10 e lode. Quello che mi lascia un po’ interdetto è l’aver creato una vera e propria redazione web comunale che produce notizie ed eventi quando altre realtà presenti a Genova già lo fanno da molti anni, entrando inevitabilmente in concorrenza con queste ultime, quasi a volersi sostituire ad esse vista la scelta degli argomenti trattati”.

    Anche Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, a cui Era superba ha chiesto un parere, mostra tutto il suo scetticismo “Il Comune ha voluto inserirsi in un campo, quello dell’informazione, in particolare in ambito culturale, già fortemente presidiato da altre realtà private genovesi. Noi come cittadini digitali non ne sentivamo l’esigenza”. E precisa “Forse sarebbe più utile, anche in un’ottica pluralista, che il Comune assumesse un ruolo di regia e coordinamento nei confronti di coloro che già promuovono informazione on line”.

    Ma anche a livello strettamente economico, Assoutenti esprime alcune perplessità “Queste risorse potrebbero essere destinate ad ampliare la fornitura di servizi on line – continua Truzzi – Oggi infatti ci troviamo di fronte ad un sistema arcaico, penso ad esempio al sito web del Comune, decisamente poco accessibile”.

    Mentre per quanto riguarda la massiccia presenza di siti e pagine on line gestite dallo staff comunale, Enrico Alletto si chiede “Le pagine della Città Digitale hanno molti iscritti, generano visite, ma i contenuti sono spesso ridondanti ed anche per questo motivo non sono riuscito a trovare il vero valore aggiunto ai cittadini genovesi. Servono davvero 25 siti web e 50 pagine facebook mantenute dal Comune? I video prodotti trattano spesso di argomenti alti, in linea con l’anima promozionale del progetto, ma non danno mai voce ai cittadini che usufruiscono dei servizi ne approfondiscono quanto effettivamente fatto dall’amministrazione”.

    “In un’epoca di grandi ristrettezze economiche penso che un’amministrazione pubblica dovrebbe spendere con maggiore oculatezza il denaro pubblico – sottolinea Furio Truzzi – Proporremo al più presto un incontro con l’amministrazione perché il problema esiste. Secondo noi occorre cambiare approccio nell’affrontare il tema della comunicazione on line da parte del Comune. Se davvero Palazzo Tursi vuole orientare i suoi spazi web ad una comunicazione partecipata e condivisa dai cittadini”.

     

    Matteo Quadrone

     

    Il giorno successivo alla pubblicazione, il blogger Enrico Alletto (che però preferisce essere definito cittadino in rete n.d.r), autore del post citato nell’articolo, scrive sul suo blog:

    Richiesta formale ad Era Superba: chiederei cortesemente alla redazione di aggiungere il link all’articolo originale come prassi della rete in questi casi ed in linea con la licenza Creative Commons con qui il materiale del mio blog è coperto. Se questo non fosse possibile chiedo la rimozione in tempi brevi del mio nome e di tutto il materiale attinto dal mio blog. La visibilità che cerco è finalizzata a stimolare il dibattito, per alimentare una polemica o peggio essere strumentalizzato ne faccio volentieri a meno. Grazie

    Proposta a Furio Truzzi, presidente di Assoutenti: ho fatto molte ricerche in rete su di voi, ho letto delle vostre giuste battaglie portate avanti e vinte a favore degli utenti, nulla da eccepire. Ma perfavore, non chiudetevi a poco più di un mese dalle elezioni amministrative, in una stanza di palazzo Tursi. Non si parla di comunicazione web partecipata e condivisa dai cittadini chiusi in una stanza. Organizzate invece un incontro pubblico, invitate i candidati sindaco e chiedete loro cosa ne pensano dell’argomento, cosa hanno in mente di fare per migliorare la situazione esistente e spiegate voi stessi quelle che sono le vostre proposte. Perchè il web 2.0 non è essere su Facebook ma è prima di tutto un modo di agire aperto, condiviso e trasparente.

    Il link è online. La polemica in questione, che sia stato Lei ad alimentarla oppure no, esiste. E da ieri, dopo l’articolo pubblicato su Era Superba, esiste anche un dibattito. La ringrazio, sinceramente, per il suo intervento.

    Il direttore, Gabriele Serpe



  • Decima vittima feat Bobby Soul al Teatro Hop Altrove

    Decima vittima feat Bobby Soul al Teatro Hop Altrove

    Bobby SoulSabato 21 gennaio a partire dalle 22 l’associazione Culturale Lilith presenta “Storie strane al buio”, con il live di Decima Vittima feat Bobby Soul.

    Da alcuni anni i Contesti Scomodi, trio genovese formato da Alberto Valgimigli (bassista e illustratore), Alessio Caorsi (chitarra) e Alberto “Bobby Soul” De Benedetti (voce, già Blindosbarra, Le Voci Atroci e Sensasciou), portano sui palchi dei club, nelle librerie, nei Festival di Poesia il loro progetto che si basa sull’interazione fra testo poetico, in una lettura ritmica e a volte melodica, e musiche di provenienza rock e afroamericana, con forte tinte psichedeliche.
    Nel 2008 hanno pubblicato “Ometto”, il loro primo album, un libro-cd contenente alcune poesie di autori contemporanei genovesi e alcune adattate da autori americani della Beat Generation appunto musicate e illustrate dai disegni di Alberto Valgimigli.
    Questo nuovo lavoro segna un cambio di nome innanzitutto, in omaggio al film cult di Elio Petri. La band diventa “La Decima Vittima  feat. Bobby Soul”. L’album si chiama “Storie Strane al Buio” ed è proprio attraverso questa oscurità che si delineeranno nelle vostre orecchie le figure più improbabili quali plepidi e masonti, serpi nere, uomini che si fermano e un’inquietante gigantessa.

    Il suono intanto evolve in piena libertà con qualche puntata in ambienti più “dance” e i testi – questa volta per la maggior parte scritti dagli stessi Valgimigli e De Benedetti – si addentrano con ironia nella odierna conflittualità fra i sessi.

  • Tassa su cibi e bevande dei fast-food, se ne parla anche in Italia

    Tassa su cibi e bevande dei fast-food, se ne parla anche in Italia

    Lo scorso anno, febbaraio 2010, la Romania fece da apripista con una legge  tanto originale quanto discussa: una tassa su alcol e cibo spazzatura (junk-food). L’accisa su fast-food e simili (tassa su chi produce e chi importa alimenti con alti livelli di grassi insaturi, zuccheri e additivi) causò un’ondata di polemiche in tutto il paese, addirittura fonti non confermate parlarono di minacce ricevute dal governo di Bucarest. I ricavati sono stati destinati a programmi di educazione alimentare e sanitaria.

    L’Ue applaudì la decisione del ministro Attila Czeke, un mese dopo a Bruxelles vennero varate regole comuni a tutti i 27 Paesi per i cosiddetti profili nutrizionali, cioè per indicazioni igienico-alimentari molto più dettagliate: non più solo informazioni sulle calorie, ma anche allarmi e notizie sui possibili effetti nocivi, come per le sigarette. Ovviamente l’eventuale tassazione è una decisione che non spetta all’Unione Europea bensì ai singoli governi, il Parlamento europeo si limitò a scrivere una lettera al governo romeno auspicando un simile provvedimento in tutti i paesi membri.

    Qualche settimana fa se ne è iniziato a discutere anche in Italia. Un’ipotesi attualmente allo studio del ministero della Salute è la tassazione di cibi non salutari per finanziare la costruzione e l’ammodernamento degli ospedali.

    Ora si attende di conoscere quale seguito avrà l’intento governativo. Occorre precisare che un’eventuale tassa andrebbe si a colpire le aziende che poi però, inevitabilmente, si rifarebbero sui consumatori con l’aumento dei prezzi. E se aumentasse di qualche centesimo il prezzo dell’hamburger con patatine  la gente smetterebbe di comprarlo? Probabilmente no, come non si smette di fare benzina quando aumenta il prezzo del carburante. E a onor del vero non è neanche questo il primo obiettivo dell’intervento governativo, è prima di tutto un’operazione economica per recuperare indispensabili fondi, viste le difficoltà che colpiscono i bilanci regionali della sanità.

  • Wikipedia, 24 ore di oscuramento contro la legge sul copyright

    Wikipedia, 24 ore di oscuramento contro la legge sul copyright

    Wikipedia24 ore di buio per protestare contro la nuova legge made in Usa “SOPA, Stop Online Piracy Act” a tutela del copyright.

    Questa l’iniziativa di Wikipedia, l’enciclopedia on line più diffusa del mondo, che per tutta la giornata di mercoledì 18 gennaio non è visitabile: il suo fondatore Jimmy Wales, ha annunciato di non condividere la nuova legge in via di approvazione dal Congresso Americano, che nasce per tutelare il copyright ma che si evolve introducendo poteri e obblighi di controllo che non sono in linea con il carattere libero della Rete.

    Secondo questa normativa, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti avrebbe il potere di chiedere un’ordinanza giudiziaria contro i siti Internet che violano i diritti di autore o ne aiutano la violazione.

    Una volta ottenuta questa ordinanza, il Governo potrebbe imporre ai fornitori di servizi Internet (provider) di bloccare i siti sospetti e i loro canali di finanziamento, inclusa la pubblicità. I gestori dei siti internet bloccati avrebbero poi 5 giorni di tempo per appellarsi alla decisione.

    Un provvedimento che riguarda da vicino anche l’Italia: molti siti hanno infatti sede legale negli Stati Uniti.

    Quache “mente malata” potrebbe pensare che questa legge non abbia come unico obiettivo quello di tutelare i diritti d’autore: è chiaro infatti che, in caso di approvazione, il Governo avrebbe il potere assoluto di bloccare i siti internet in un tempo brevissimo e in alcuni casi gli oscuramenti potrebbero dipendere dalla volontà celata di bloccare canali di informazione scomodi.

  • Una ricetta per non ingrassare, lo studio della Washington University

    Una ricetta per non ingrassare, lo studio della Washington University

    Guardi sconfortato il “salvagente” naturale che ballonzola sui tuoi fianchi ad ogni passo e che, per consolarti, qualcuno chiama le maniglie dell’amore o quell’odioso accumulo di adipe che aggetta, come un balcone senza fiori, dal tuo corpo e ti impedisce di vedere dove metti i piedi od ancora spii, con malcelata indifferenza, l’impeccabile silhouette degli archetipi taglia “slim” con un senso di colpa degno dei più lacrimevoli coccodrilli? Coraggio, è in arrivo una buona notizia che, se non toglie un etto alla tua figura effetto balena, allontana da te il fio della colpa.

    Uno studio della Washington University School of Medicine, pubblicato sul Journal of Lipid Research, ha stabilito la nostra incolpevole tendenza alla golosità, liberandoci dal girone infernale in cui il nostro sommo padre Dante ci ha relegato. Secondo questo rigoroso studio scientifico, alcuni di noi (direi tanti, il 20%) avrebbero una variante ipoattiva di un “molesto” gene che ci fa alzare dal desco, insoddisfatti, anche dopo un pasto pantagruelico.

    Come ogni prodotto genico, la proteina trascritta, chiamata CD36, delegata a metabolizzare i grassi, essendo presente in quantità insufficiente, non permetterebbe ai recettori gustativi di raggiungere quel grado di “soddisfazione” tale da impedire un’ulteriore richiesta di cibo. Come insegna l’anatomia, l’organo del gusto è sito nell’apparato buccale, in particolar modo sulla lingua, dove organuli sensoriali, presenti nelle papille gustative, hanno il compito di farci percepire sapori come il dolce, il salato, l’amaro o l’acido.

    A questi 4 capisaldi, il giapponese Kikunae Ikeda, già dal 1908, aveva aggiunto un 5 gusto, l’umami, che si coglie mangiando cibi ricchi di proteine grazie alla presenza di composti simili al glutammato monosodico (eccipiente prevalente nel dado da brodo).

    I ricercatori di questo curioso lavoro, avrebbero scoperto, adesso, la presenza di un ulteriore recettore capace di individuare il “fat”. La mancanza di un apporto di lipidi sufficiente, o ritenuto tale da un sistema anomalo, stimola la richiesta compensatoria di altri alimenti che, paradossalmente, innescano il cosiddetto meccanismo di feedback e cioè: più cibo introduciamo, più viene inibita la produzione della proteina incriminata, più i recettori percepiscono la mancanza di grassi, più diventiamo famelici, innescando un diabolico circolo vizioso che ci conduce inevitabilmente alla condizione di obesi.

    L’esperimento, che ha portato a queste conclusioni, è stato condotto su 21 volontari, con indice di massa corporea Bmi (Body Mass Index) uguale o maggiore a 30, tutti valori rientranti nel “sovrappeso”,  a cui è stato chiesto di assaggiare liquidi diversi e valutarne il sapore. E’ emerso che la presenza di acido oleico e linoleico propri dell’olio di oliva o i “flavour” dei latte, anche in concentrazioni molto basse, vengono avvertite in modo molto dissimile proprio in funzione della “bontà” del sistema deputato al metabolismo di queste sostanze. In base alla variante genica della proteina CD36, infatti, che si identifica in tre classi definite “iperattiva”, “pigra” e intermedia, si è potuto accertare che la percezione del “grasso” era 8 volte superiore negli individui con un dinamismo enzimatico iperfunzionante rispetto ad uno con scarsa attività.

    Aver chiarito questo aspetto dell’alimentazione, è un indubbio aiuto ai medici nutrizionisti per la gestione dell’obesità ma, soprattutto, è un incentivo per le industrie di generi commestibili ad indirizzarsi alla realizzazione di prodotti dedicati. L’obiettivo sarebbe quello di “Ingannare” l’organismo in modo di soddisfare la “voglia” senza incrementare l’apporto calorico in modo analogo, ad esempio, alla strategia operata dal dolcificante nei confronti dello zucchero. In attesa di alzarci dalla tavola sazi e felici, non ci rimane, per ora, che una sana e salutare dieta e tanto benefico esercizio fisico.

    Adriana Morando

  • Giuseppe Garibaldi e le tre “besagnine” genovesi

    Giuseppe Garibaldi e le tre “besagnine” genovesi

    Giuseppe Garibaldi

    In occasione dei 150 dell’Unità d’Italia, tante sono state le manifestazioni celebrative che si sono svolte per ricordare quei “luoghi della memoria” che hanno costellato il difficile cammino verso questa conquista o per ricordare quelle figure eroiche che hanno pagato, talora col sangue, il prezzo dei loro ideali. Uno dei personaggi dominanti di questo periodo è stato, senza dubbio, Giuseppe Garibaldi a cui sono stati dedicati conferenze, dibattiti, mostre fotografiche, incontri commemorativi, fiction televisive.

    Tra le rimembranze storiche esiste, a Genova, nel museo S. Agostino, una lapide che così recita: “Saluti riverente il popolo/questa casa/che per fraterna pietà di Natalina Pozzo/accolse fuggiasco/Giuseppe Garibaldi iniziante la gloriosa epopea delle sue gesta/il 4 febbraio 1834…”. L’episodio a cui fa riferimento, che Ernesto Pisani ha tradotto in rima nella poesia “Ciassa Sarzan, ‘na neutte de frevâ” (piazza Sarzano, una notte di febbraio), racconta di un edificio non più esistente, spazzato via dai bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale ma che si ergeva al n°46, in quel luogo dove ferveva l’opera degli “strapunté” (materassai). Anche la protagonista è, solo, un nome perso nel tempo, tenuto in vita da un ricordo leggendario non scevro da un pizzico di “suspense”.

    LE “SCAPPATELLE” DI GARIBALDI CON LE “BESAGNINE”

    E’ buio, la notte nasconde i passi affannosi di un fuggiasco, la polizia insegue un ricercato, reo di aver partecipato ad una fallita insurrezione mazziniana. Quando tutto sembra perduto, una porta si apre nel cuore del quartiere di Sarzano e l’ombra scivola al sicuro di vecchie mura: è la casa di Natalina Pozzo, una “besagnina”. La donna guarda quegli occhi azzurri, ancora increduli per lo scampato pericolo, e cerca di rassicurare l’inaspettato ospite; “Stæ sciu zoenotto, ch’òua o ciu o l’é fæto”(coraggio giovanotto che il più è fatto) “Staiei chi un pâ de giorni, poi vediêmo”(starete qui un paio di giorni poi vedremo). Dopo qualche tempo, infatti, l’eroe dei due mondi trova la via della libertà, travestito da contadino.

    Un aneddoto curioso come tanti altri se non fosse per un’altra lapide che è in bella mostra a Camerata di Sotto (Lumarzo), in Val Fontanabuona. Parole incise sul marmo per descrivere un avvenimento simile, cioè l’accoglienza ricevuta dal ricercato, però, cambia la casa, sita in strada Carlo Felice, l’attuale via XXV Aprile, cambia la data (9 febbraio) e il nome della pia donna, Teresa Schenone o “Teixinin”, come era chiamata, anch’essa fruttivendola.  Questa antitetica versione dell’episodio sembra essere suffragata da un manoscritto, datato Brescia 23 settembre 1866, in cui Garibaldi, ormai famoso personaggio della “cronaca”, rispondendo ad una lettera di Teresa, le esprime gratitudine eterna per il provvido aiuto e da una successiva missiva, indirizzata al “Barone Podesta, sindaco di Genova”, in cui l’eroe chiede una raccomandazione (esistevano già allora) al fine di trovare un lavoro per il marito della suddetta signora.

    La storia si complica ulteriormente: come ogni fatto di “gossip” ecco spuntare una terza pretendente, cotale Caterina, proprietaria dell’Osteria della Colomba, sita nel vicolo dell’Acquavite (si pensa fosse presso piazza Banchi) che assicura di essere lei ad aver soccorso il patriota  in un momento tanto tragico. Purtroppo è impossibile ricorrere alla prova dirimente del DNA e non rimane che trovare una risposta logica, per sanare la controversia, ipotizzando che tutte le tre donne abbiano, effettivamente, contribuito alla rocambolesca fuga ma in tre momenti diversi: prima in Sarzano, poi in via Carlo Felice ed infine verso il porto dove, attraverso la porta della Lanterna si arrivava a Sampierdarena e di lì, sulla strada di Sestri, si poteva  raggiungere la vicina Francia.

    Adriana Morando

  • Scrittura creativa: un weekend di stage con Maniman Teatro

    Scrittura creativa: un weekend di stage con Maniman Teatro

    sceneggiatura

    A Genova finalmente qualcosa sembra muoversi per chi è appassionato di scrittura creativa e sogna di trasformare questo semplice hobby in una professione: dopo l’annunciato laboratorio Officina letteraria – che si terrà a partire dal 2 febbraio presso il Cinema Sivori – un nuovo appuntamento per chi ama esprimersi con la penna.

    L’associazione Maniman Teatro organizza infatti, in collaborazione con Andy Ferrari(docente presso la scuola di improvvisazione teatrale milanese Teatribu), un weekend di scrittura creativa presso l’hammam Le mille e una notte in via del Molo. Lo stage si svolgerà sabato 4 (ore 14-18) e domenica 5 febbraio (ore 10-17) per un totale di dieci ore, pranzo domenicale incluso.

    Il costo del corso è di 90 Eu più 30 Eu di iscrizione all’associazione. Chi si iscriverà entro giovedì 26 gennaio potrà usufruire di uno sconto del 10%.

    Per maggiori informazioni e prenotarsi si può contattare direttamente l’associazione Maniman Teatro al numero 345 3459395 o all’indirizzo mail info@manimanteatro.it.

    Marta Traverso