Categoria: Notizie

Notizie di cronaca e cultura da Genova e provincia, news da tutto il mondo di economia, curiosità e tecnologia

  • 98 miliardi delle Slot machine: la Camera approva ordine del giorno

    98 miliardi delle Slot machine: la Camera approva ordine del giorno

    Venerdì 16 dicembre è stato approvato alla Camera dei Deputati un “ordine del giorno”, presentato dall’On. Barbato e sottoscritto anche dagli On.li Messina e Borghesi, con il quale si impegna il Governo a prendere iniziative, anche legislative, per definire il “contenzioso” tra lo Stato e i concessionari dei giochi (quelli dei famosi 98 MILIARDI di euro), onde reperire nuove risorse, anche cospicue, non gravando così sui cittadini.

    “Vorrei intervenire su questo argomento per farlo mettere in votazione, perché la posta in gioco è molto importante: ci sono 98 miliardi di euro che sono appesi dal 2004. Un certosino accertamento della Guardia di Finanza – importante ed instancabile – ha determinato questo risultato: accertarono che i concessionari di giochi non collegarono con la rete telematica le slot machine, le macchinette – ha dichiarato Francesco Barbato durante la Seduta alla Camera – Poiché il tema è molto sentito, soprattutto dai cittadini, dal momento che 98 miliardi di euro corrispondono a cinque manovre economiche che stiamo approvando oggi. In Italia, in Liguria, per esempio c’è il MIL – Movimento indipendentista ligure – che lunedì scorso ha manifestato sotto la prefettura di Genova per sollevare la questione di questi 98 miliardi, sui quali la politica da tanti anni non mette naso, anzi, ha aiutato troppo spesso i concessionari dei giochi, perché da troppi anni i concessionari dei giochi hanno alimentato, dato soldi, finanziamenti ad una certa politica. Allora, noi vogliamo vedere, visto che il Governo ci ha dato parere favorevole, se anche il Parlamento è dalla parte dei cittadini o dei concessionari dei giochi. È per questa ragione che chiediamo la votazione”.

    La Camera ha approvato l’ordine del giorno con 247 sì. Hanno votato no 197 e si sono astenuti 79.

  • Rai, nel 2012 aumenterà il canone

    È comparso in queste ore, sul sito abbonamenti della Rai, il prezzo del nuovo Canone che gli italiani sono costretti ogni anno a pagare. L’anno scorso i contribuenti avevano versato una cifra di 110,50 euro, dall’anno prossimo invece il prezzo della tassa sarà di 112 euro.

    Canone Rai è però una definizione fuorviante perchè – come pochi sanno – i soldi versati non vanno direttamente alle casse della televisione pubblica ma all’Agenzia delle Entrate, quindi allo Stato, che a sua volta finanzierà in parte la Rai.

    La Rai taglia le spese (95 milioni di euro) e conseguentemente ridimensiona il servizio pubblico, ottenendo anche l’aumento del canone che passa a 112 euro, ma strapaga i calciatori come Bobo Vieri ed è immobile sul fronte dell’evasione – spiega il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Un comportamento incomprensibile, dal momento che il mancato pagamento del canone speciale, cui sono tenuti per legge tutti gli esercizi pubblici, le sedi di partito, gli istituti religiosi, le navi, ecc., comporta un danno per le casse della rete di Stato stimato in circa 230 milioni di euro annui”.

    “Addirittura la Rai, contro il parere dello stesso DG Lorenza Lei, ha rifiutato di fornire al Codacons i dati circa l’evasione di tale tipologia di canone, impedendo all’associazione di contribuire al recupero delle somme dovute – prosegue Rienzi – Riteniamo inaccettabile che, a fronte dell’aumento del canone, si effettuino tagli di tale portata al servizio pubblico, con conseguente danno per i telespettatori e per i cittadini che finanziano l’azienda”.

  • “Product Human” in mostra alla sala Dogana dal 29 dicembre all’8 gennaio

    “Product Human” in mostra alla sala Dogana dal 29 dicembre all’8 gennaio

    Nell’ambito di “Dogana. Giovani idee in transito”, mercoledì 28 dicembre inaugura la mostra “Product Human”, a cura di Stella Seitun.

    Una scomoda realtà. Il lavoro di due artisti di nazionalità e esperienze diverse, Tvrtko Buric (Zagabria, Croazia 1982) e Leonard Sherifi (Berat, Albania 1984), mette in discussione le strategie di produzione e comunicazione globale riflettendo sui valori dell’individualità, dell’identità, dell’unicità. Opere pittoriche tra pratica tradizionale e applicazione tecnologica.
    I loro percorsi creativi si sono incrociati a Genova nel 2009 e si sono sviluppati su strade parallele ma autonome conseguendo esiti di inaspettata originalità.

    I loro dipinti hanno in comune un ‘ritorno’ classico, che ha forti contenuti di novità, alla pittura tout court, poiché è in questo margine espressivo – ne sono fermamente convinti – che è possibile far sopravvivere una linea di pensiero autonoma dal paradigma contemporaneo e dagli imperativi economici di gran parte dell’arte ‘senza aura’, che trasgredisce le frontiere che la separano dalla realtà. I primi elementi di sfida di questi due giovani artisti sono il rifiuto formale dell’inaccessibilità espressiva e l’invito a misurarsi, anche dialetticamente, con ciò che è socialmente dominante.

     

    Product Human

    Mostra a cura di Stella Seitun

    Sala Dogana, Palazzo Ducale

    dal 29 dicembre all’8 gennaio 2012
    tutti i giorni ore 12.00-20.00, venerdì 6 e sabato 7 gennaio fino alle ore 22.00
    inaugurazione mercoledì 28 dicembre ore 18.00
    ingresso libero

     

  • La storia del Capodanno fra tradizioni e curiosità

    La storia del Capodanno fra tradizioni e curiosità

    L’atmosfera di magica attesa del Natale lascia il passo agli ultimi giorni di un anno che si conclude. I media riassumono gli avvenimenti più salienti, le persone ripercorrono, con la mente, momenti gioiosi o tristi di un passato recente e guardano al futuro con rinnovata speranza: una parentesi che si chiude, un’altra che si apre, pronta ad accogliere, tra bollicine e fuochi artificiali, il Capodanno imminente.

    TUTTI GLI EVENTI IN PROGRAMMA PER IL CAPODANNO 2012 A GENOVA

    STORIA E CURIOSITA’ – Una festa che si perde tra i riti pagani di un tempo remoto come quelli che si celebravano nel II millennio a.C., in Mesopotamia, in onore del Dio dell’Ordine, Marduk. Costui, dopo aver ceduto il potere, per 11 giorni, alla dea del Caos, Tiamas, faceva cessare il frastuono e il disordine generale che, tra libagioni e licenze amorose, permetteva persino agli schiavi di insultare i padroni.Celebrata con la prima Luna Nuova, dopo l’equinozio di primavera, la ricorrenza era l’emblema della riscossa sul gelo dell’ inverno e, nell’occasione, si praticavano esorcismi e rituali esoterici al fine di allontanare gli spiriti maligni.

    Analogamente, gli Egizi facevano coincidere l’inizio di un nuovo anno, verso il 20 giugno, con l’arrivo, a Menphi, della piena del Nilo che, con il suo fertile humus, assicurava fecondità e vita.

    In un frenetico rincorrersi di date e significati, il Capodanno è sempre stato festeggiato ovunque: dai Celti, nella notte tra ottobre e novembre (Halloween); il 1 settembre dai Bizzantini; il 25 marzo dagli Inglesi (fino al 1752); il giorno di Natale, nella cattolicissima Spagna (fino al 1600); in Francia, coincideva con la domenica di Pasqua; in epoca recente, quella fascista, si è tentato di farlo collimare col il 28 ottobre, giorno della marcia su Roma, senza alcun esito.

    Dobbiamo, però, a Cesare e al suo calendario Giuliano, un calendario solare che si sostituiva a quello lunare di Romolo (primo re di Roma), lo sforzo di mettere un po’ di ordine: l’inizio del nuovo anno era fissato con la festa di Giano, divinità pagana da cui deriva il nome del primo mese “gennaio”, la cui data, però, rimaneva ancora ballerina, ponendosi in un periodo compreso tra gennaio e marzo, a seconda dei luoghi. Solo con l’avvento del calendario Gregoriano (bolla papale “Inter Gravissimas”) e il successivo intervento, nel 1691, del Papa Innocenzo XII, venne stabilito come giorno definitivo, il primo di gennaio.

    Alle origini, ai miti e alle usanze sopravvivono tradizioni curiose che, ancora, ripetiamo per scongiurare fantasmi o alimentare speranze. Perché fare “botti” o indossare qualcosa di rosso? Per spaventare il dio cinese Nián, orrida bestia mangiatrice di uomini, senza dimenticare che il rosso è anche il colore del matrimonio o, per gli antichi romani, il simbolo del potere, della salute, della felicità.

    Perché buttiamo via, si spera non dalla finestra come incivile usanza di un passato recente, oggetti vecchi? E’ un modo per liberarci dalle negatività. Offrire strenne come un rametto di alloro, fichi secchi e datteri? E’ la speranza benaugurale di una vita di “dolcezze”. Mangiare lenticchie, chicchi d’uva o mandorle? E’ simbolo di ricchezza o di fecondità come, del resto, baciarsi sotto il vischio. Sulla tavola non può mancare il melograno, incarnazione della fedeltà coniugale, la stessa che legò la dea Proserpina a Plutone, dopo averne mangiato i gustosi chicchi.

    Ed infine, attenzione a chi incontrate, per primo, dopo lo scoccare della mezzanotte: meglio un vecchio o un gobbo, metafore di lunga e fortunata vita: si devono evitare, invece, bambini e preti. Questi ultimi devono la loro malasorte all’usanza di indossare stole viola, durante la quaresima, periodo in cui, nel medioevo, erano banditi tutti i divertimenti. E un capodanno senza un moderato pizzico di follia che inizio d’anno è?

    Adriana Morando

  • “La Bandiera”, esce il 27 dicembre il videoclip del gruppo Altera

    “La Bandiera”, esce il 27 dicembre il videoclip del gruppo Altera

    AlteraDal 27 dicembre 2011, in memoria della giornata del 1947 nella quale venne promulgata la Costituzione della Repubblica italiana, sarà disponibile sul web il videoclip della canzone “La bandiera”, realizzato dal gruppo musicale genovese Altera come contributo al 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

    Un videoclip a tempo di rock realizzato dal giovane regista Pietro Barabino e dalla band genovese, un viaggio nella storia italiana del dopoguerraun omaggio a Sandro Pertini ed a Pier Paolo Pasolini,  mentre “si destano” i Garibaldini nel Museo del Risorgimento di Genova.

    Protagoniste le immagini di repertorio in bianco e nero (le adunate mussoliniane, la Resistenza, la Liberazione, piazza Fontana, ecc.), che diviene “colore”… virato  “al nero” (la stazione di Bologna, Ustica, Capaci, ecc.)… fino alle voci “storiche” di Sandro Pertini (in veste di Comandante partigiano e di Presidente della Repubblica), di Pier Paolo Pasolini mentre parla della società dei consumi (citato anche con la frase “…in un paese orribilmente sporco…”).

    Ecco il video:

  • Lettera di un tassista genovese: “Siamo una lobby, che c’è di male?”

    Lettera di un tassista genovese: “Siamo una lobby, che c’è di male?”

    Taxi in piazza De Ferrari

    Ecco il testo di una lettera che un tassista genovese ha inviato alla Redazione di EraSuperba dopo la pubblicazione dell’articolo su uno studio della Cgia di Mestre in merito all’ andamento dei prezzi in seguito alle liberizzazioni:

    “Quando nel lontano 1993 decisi di “acquistare” una licenza di taxi tutti mi dissero: ” ma come! Vai a fare il tassista, l’ultima ruota del carro, fa il tassista chi non sa cos’ altro fare ecc. ecc”. Oggi scopro che tutti vogliono fare il tassista, incredibile! Da ultima ruota del carro il nostro lavoro è diventato ambitissimo…
    Ma come, dico io, quando mi indebitavo per comprare una licenza di taxi, gli altri ambivano a posti in grandi aziende della mia città, al posto in Comune, Provincia, Regione, al gettonatissimo posto in banca; nessuno si sognava di fare carriera come tassista, tutti volevano il posto “sicuro” nel privato o, meglio ancora, nel pubblico, e allora si facevano carte false per ottenerlo, raccomandazioni, amicizie e chi più ne ha più ne metta.

    Oggi il periodo delle vacche grasse è finito, quei posti sono rarità per pochi e allora? Allora, vogliono fare tutti i tassisti a costo zero. Considerate che, chi come me ha comprato una licenza e già lavorava, ha lasciato il posto da dipendente a qualcuno che era iscritto nelle liste di disoccupazione quindi, non tutti i mali, se così la vedete, vengono per nuocere. […] Clicco su internet e vado a cercare il significato di lobby, il primo dizionario che trovo è il Sabatini Coletti e riporto testuali parole: “Gruppo di persone legate da interessi comuni e in grado di esercitare pressioni sul potere politico per ottenere provvedimenti a proprio favore, specialmente in campo economico e finanziario” (seguono esempi).

    Ebbene, non mi sembra una definizione così satanica. Mi sembra che la definizione calzi per tutti quei gruppi di persone che manifestano per ottenere un qualche cosa che li accomuna, si può applicare al comitato di quartiere che manifesta o fa pressioni per ottenere il campo di calcetto, alle associazioni di consumatori, alle associazioni di inquilini (a proposito io “capitalista” a 49 anni mi sto ancora pagando il mutuo sulla prima e unica casa), ai lavoratori che vanno in corteo per il proprio lavoro ecc.

    Allora, secondo quanto detto, anche i tassisti sono una lobby, certo, ma nel senso che indica il dizionario, non nel senso di gruppo chiuso, inaccessibile. Quando mi sono rivolto alle associazioni per comprare la licenza nessuno mi ha chiuso la porta in faccia, chiunque può acquistare una licenza, come dite? E’ proprio questo il punto? Ma signori miei io sono riuscito ad acquistare una licenza di taxi facendo sacrifici, ma non avrei potuto acquistare qualsiasi attività più quotata sul mercato, ognuno fa il passo secondo possibilità, non mi potrei permettere una banca o una s.p.a. con dipendenti e nemmeno una licenza taxi di altre città ma non per questo pretendo che mi si diano gratis.

    Per quanto riguarda i tanto sbandierati vantaggi per i consumatori, vorrei che mi ricordaste quale settore, che è stato liberalizzato, abbia portato vantaggi al cittadino: i supermercati? Se non stai attento a quello che compri e dove lo compri ci lasci lo stipendio; i telefoni? Una selva, mille tariffe in continua evoluzione senza possibilità di comparare quelle di un gestore da un’ altro; gas, luce, assicurazioni ecc. ecc. Vi siete mai chiesti come mai negli ultimi anni si sono viste proliferare miriadi di associazioni consumatori?

    Andate un po’ a vedere i consigli, le raccomandazioni le istruzioni che queste associazioni sono costrette ad emanare per contrastare un elenco faraonico di problematiche sorte grazie alla diversificazione dell’offerta, è tanto diversificata che non ci si capisce più nulla, occorrerebbero commercialista e avvocato sempre a portata di mano! La gente non ne può più …

    Privilegiati mi sento dire e rimango lì …. a pensare, privilegiato ma in che cosa? Ho investito per una attività come fanno tutti, in tutti i settori, dal bar alla FIAT, lavoro 12 ore al giorno altrimenti non si riesce a coprire tutte le spese (e adesso con la manovra Monti vedremo…) , gli incassi sono diversi da città a città e in alcune realtà è veramente dura (e qui si potrebbe parlare dei piani di viabilità dei singoli Comuni il vero ostacolo al rapporto incasso/tariffe); Natale Capodanno e Pasqua, quando ti tocca ti tocca; niente mutua, se ti ammali sono affari tuoi, la settimana scorsa sono stato a casa 2 giorni con la febbre, il terzo giorno non passa, a lavorare con berretto e sciarpa; non abbiamo ferie pagate, se ti vuoi fermare una settimana sono cavoli tuoi; tredicesima, quattordicesima, cosa sono schedine del totocalcio? Tutte le spese dell’auto? A carico tuo; Assicurazioni? più care, siamo soggetti a rischio essendo tutto il giorno nel traffico; Liquidazione? niente, la nostra liquidazione è appunto il valore della licenza; cassa integrazione, non esiste ovviamente, se non c’è lavoro, amen; assenteismo, quello sì che ne possiamo fare uso, se ti assenti, lo paghi subito, non incassi e risolto il problema; poi vogliamo parlare di una giornata in mezzo al traffico? Lasciamo immaginare; d’inverno c’è il freddo, d’estate fa caldo; malattie professionali mai riconosciute e come se non bastasse ogni tanto c’è chi ti punta un coltello alla gola e ti rapina.

    Se vogliamo dirla tutta, in effetti, abbiamo un po’ di sconto sul bollo dell’auto e qualche cosa sull’iva del carburante che ogni anno viene sempre più ridotta (e questo indipendentemente dai timbri che mettiamo sulla scheda carburante).

    Evasione fiscale? Ecco il tallone d’ Achille, ora lo frego …
    E si, siamo additati come grandi evasori, non lo nego in passato si pagava poco ma chi non era evasore fiscale nel periodo delle vacche grasse, e senza citare liberi professionisti, imprenditori e politici voglio ricordare che anche il lavoratore dipendente che fa il doppio lavoro in nero è un evasore fiscale e tra le mie conoscenze ne ho diversi esempi, e allora in questo campo chi è senza peccato…

    Adesso non è più così, i bollettini dell’ Inps arrivano regolarmente da pagare e per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi ci pensa l’ Agenzia delle Entrate a monitorare, devi dichiarare quello che dicono loro altrimenti scatta l’accertamento.

    Ecco, Signori, questi sono i nostri privilegi, certo un cliente mi ha detto che potevo scegliere di fare l’operaio o l’impiegato, come per dire: “non ti ci ho messo io sul taxi”, vero ma noi non abbiamo chiesto niente .. sono piuttosto ALTRI a cercare noi.
    Ora, se quella che vi ho descritto è un’immagine di una categoria privilegiata, i casi sono due, o siete male informati e allora niente da dire, succede, oppure siete in malafede e dietro a certi commenti che si leggono sul web che rasentano il linciaggio ci sono appunto gli ALTRI di cui sopra. […]

    Quindi? Quindi è una guerra tra poveri diavoli che ci vogliono far fare, attenti! Da queste liberalizzazioni sbandierate come progresso e beneficio per tutti ne verrà fuori che il nostro lavoro lo faranno altri ma per il comune cittadino non cambierà nulla, come è successo con le altre liberalizzazioni, c’è chi vuole il nostro posto e null’altro, dopo aver scardinato l’intero sistema lavorativo con speculazioni, corruzione, trasferimento di capitali e manodopera all’estero, dopo aver causato un’enorme emorragia di posti di lavoro andando a produrre nei paesi emergenti ora, per rimettere le cose a posto (secondo loro), attaccano l’unico sistema lavorativo che per forza di cose sta in piedi da solo, il lavoratore autonomo.
    Meditate Gente, meditate!! (e lo scrivo maiuscolo perché io ho ancora rispetto di questo popolo che troppe volte è stato ingannato).

    Roberto Cappanera. Un tassista.
    robertolaser80@libero.it

  • Alcol: l’Europa accoglie la richiesta di una normativa più severa

    Alcol: l’Europa accoglie la richiesta di una normativa più severa

    In futuro anche sulle bottiglie di vino potremmo trovare l’etichetta di avviso “Attenzione può causare tumori”. La Commissione Petizioni del Parlamento Europeo, il 6 dicembre, ha dichiarato ricevibili le richieste di una più severa normativa in materia di etichettatura delle bevande alcoliche che ne evidenzi la loro pericolosità.

    La petizione promossa da Assoutenti con il contributo scientifico del prof. Gianni Testino, presidente della Sezione ligure Società di Alcologia, è stata predisposta dallo studio legale Conte e Giacomini e inviata a luglio a Bruxelles, nonché all’attenzione del Ministero delle Salute e dello Sviluppo Economico della Repubblica Italiana .

    Una decisione storica in quanto riapre un capitolo che riguarda le bevande alcoliche e che il Parlamento Europeo aveva chiuso nell’aprile di quest’anno escludendole, con l’ennesimo rinvio, dall’obbligo dell’etichettatura.

    Una battaglia iniziata la scorsa estate quando la Società di Alcologia aveva sollevato il problema della correlazione fra alcol e tumori. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’alcol cancerogeno come il fumo di sigaretta – spiega Testino – l’alcol di qualsiasi tipo contiene etanolo. Questa sostanza nel fegato si trasforma in acetaldeide ed è scientificamente provato che favorisce la formazione di tumori nella cavità orale, nella faringe, nella laringe, nell’esofago, nell’intestino, al fegato e alla mammella”.

    Alcol e cancro, al pari di fumo e cancro, si caratterizza come un binomio dannosissimo che nessuna lobby di prodotti alcolici può più negare – dichiara Furio Truzzi vicepresidente nazionale Assoutenti – Lanciamo una sfida pubblica alle associazioni dei produttori invitandoli a Genova ad un pubblico confronto in data da loro indicata per fare definitiva chiarezza sulla necessità di una etichettatura delle bevande alcoliche”.

     

    Matteo Quadrone

  • 500 ore in piazza contro la guerra, evento speciale il 28 dicembre

    500 ore in piazza contro la guerra, evento speciale il 28 dicembre

    No warDa 500 settimane un gruppo di  uomini e donne, si ritrova ogni mercoledì alle 18 sui gradini del palazzo Ducale di Genova per dire no alla guerra: iniziarono nel lontano settembre 2001, quando ci fu l’attentato alle torri gemelle, e gli USA attaccarono l’Afghanistan.

    Mercoledì 28 dicembre è la 500esima volta che queste persone si riuniscono in piazza, per questo hanno deciso di organizzare un evento speciale per celebrare questa ricorrenza dalle ore 18 alle 19 sui gradini del Ducale e dalle ore 19 in poi Sala dei Chierici Biblioteca Berio.

    Parteciperanno all’iniziativa Carla Peirolero, che coordinerà e reciterà testi di Brachts e de Filippo, Don Gallo, Don Paolo Farinella, Gian Maria Testa, vincitore della targa Tenco 2007, Roberto Ballerini che canterà brani pacifisti e antimilitaristi,  Rita Testa che interpreterà brani  contro la guerra, il Coro Daneo diretto da Gianni Martini che proporrà arrangiamenti corali di canzoni degli anni 60 e 70.

    Inoltre verranno esposti tutti i volantini distribuiti in questi anni e sarà allestita una mostra di opere grafiche di Mauro Biani e Giuseppe Scalarini e proiettato un un video elaborato da serena Giordano e Ugo Beiso.

    L’azienda agricola ed agrituristica “la Sereta” darà inoltre l’opportunità di gustare cibi realizzati con prodotti della nostra campagna ottenuti con tecniche rispettose dell’ambiente e degli animali

  • Festa di Capodanno al teatro Hop in piazzetta Cambiaso

    Festa di Capodanno al teatro Hop in piazzetta Cambiaso

    Teatro HopPer il Capodanno 2012 il Teatro Hop propone un party privato “New Year Session 2012“, un evento speciale, nel suo esordio, con lo staff di Free soul, in una serata animata da una cena e dalla musica proposta dai djs /selecter e vj.

    Dalle 19.30 alle 21.00 animerà la serata il dj set di Chloe (Free Soul), mentre  dalle 22:30 alle 05:00 si alternano sul palco Jonny (Free Soul, Motel 1989), Molex (Leftroom), Faktor (Mina Records), Andrea Mocce, (Motel 1989), Gliso (We Are For Beat, Motel 1989), Beattwins  (4irls).

    Per quanto riguarda la cena, il menù:

    Antipasti:  frisceu e panissa, crostini con lardo e rosmarino, torte alla genovese, involtini di melanzane, cozze marinate, vitello tonnato.

    Primi: risotto ai frutti di mare, tortiglioni all’amatriciana, penne alla Olly sorpresa “cibo solo di stagione”

    Secondi: branzino al forno, cotechino, contorno di patate al forno, contorno di patate al forno lenticchie, contorno di patate al forno insalata

    Dolci e frutta: tiramisu’, crostata, frutta di stagione

    (1 bott. di vino rosso o bianco ogni 4 persone e il brindisi di mezzanotte)

    Ecco nel dettagli i due programmi proposti:

    -Cenone con entrata e consumazione 55€

    dalle 19.30: accoglienza e aperitivo / dalle 21.00: cenone a buffet (antipasti, primi, secondi, bevande, dolci e frutta, 1 bott. vino in 4) / dalle 23.00 alle 05.00 : dj set (con brindisi della mezzanotte)

    -Entrata e consumazione 25 €

    dalle 22.00 : ingresso / dalle 23.00 alle 05.00 : dj set (con brindisi della mezzanotte)

    L’ingresso alla serata è assicurato solo su lista e la partecipazione alla cena con prevendita.

    Pre info e prenotazioni: Cristiano 380. 43.56.482 – Chloe 393. 96 62.111

  • Go Wine: concorso letterario alla scoperta di vino e territorio

    Go Wine: concorso letterario alla scoperta di vino e territorio

    go wine concorso letterario

    Bere il territorio è lo slogan alla base di Go Wine, rassegna dedicata alla promozione della cultura e del turismo del vino che si svolge ogni anno ad Alba, nel Cuneese.

    Ogni anno a essa è associato l’omonimo concorso letterario, allo scopo di attribuire un valore aggiunto a questa cultura attraverso la scrittura e la creatività. Il concorso è diviso in due sezioni: una rivolta a giovani dai 18 ai 30 anni e una per gli over 30. I partecipanti sono chiamati a scrivere del loro rapporto con il vino, in un elaborato di lunghezza compresa tra due e cinque cartelle (ossia fra 3.600 e 9.000 battute).

    Il racconto potrà essere inviato entro il 10 febbraio 2012 in tre copie dattiloscritte all’indirizzo
    Concorso Bere il territorio – Go wine
    Via Vida, 6
    12051 Alba (CN)

    Gli autori dei due testi ritenuti migliori dalla giuria riceveranno un premio di 800 €.

    Marta Traverso

  • Festival della Scienza: invia la tua proposta per l’edizione 2012

    Festival della Scienza: invia la tua proposta per l’edizione 2012

    Festival della ScienzaL’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, mentre l’immaginazione abbraccia il mondo, stimolando il progresso e facendo nascere l’evoluzione“. Queste parole di Albert Einstein sono il filo conduttore intorno a cui ruoterà l’edizione 2012 del Festival della Scienza, che in occasione del suo decennale ha scelto immaginazione come parola chiave di tutti i suoi appuntamenti.

    Il Festival avrà luogo dal 25 ottobre al 4 novembre 2012. Tutti coloro che hanno proposte per incontri, mostre, conferenze, laboratori e spettacoli che potrebbero svolgersi durante il Festival – e che appunto riguardino il tema immaginazione – hanno la possibilità di presentare la loro idea entro il 5 febbraio 2012 caricando il materiale sul sito del Festival.

    Tutte le proposte pervenute saranno valutate dal Consiglio Scientifico del Festival della Scienza sulla base dei seguenti criteri: interesse dell’argomento e dei contenuti scientifici proposti, modalità di esposizione, attinenza con la parola chiave e con le tematica dell’anno, autorevolezza del referente scientifico, fattibilità operativa e interattività. Entro aprile sarà reso noto quali tra queste faranno parte del programma ufficiale del Festiva.

    Marta Traverso

  • Lettera aperta a Babbo Natale

    Lettera aperta a Babbo Natale

    Egregio sig. Babbo Natale,

    ieri mi sono preso qualche ora per sgranchire le gambe e fare due conti. Mi trovo in pieno centro in coda alla cassa di un negozio di elettronica anche se non ho comprato nulla, sono solo curioso. Dieci minuti scarsi, spesa complessiva delle 4/5 persone che mi precedono: 6800 euro. Sarà un caso, proviamone un altro. Negozio di abbigliamento in via XX Settembre, la coda è un po’ più lunga, 10/11 persone davanti a me, per cui mi avvicino alle casse fingendomi interessato alla bigiotteria esposta così da poter tendere l’orecchio: spesa complessiva in un quarto d’ora 3400 euro. Per non tediarla, signor Natale, vado al sodo e le comunico che ho girato 5 negozi in due ore scarse e che il risultato ha ampiamente superato i 20000 bigliettoni.

    Io la taglio caro Babbo, mi dia giusto il tempo di buttar giù la manovra, una settimana, massimo due, non di più, cosa ne pensa? Lei che potrebbe affermare senza vergogna di essere diventato più famoso di Gesù… Ora sarebbe disposto a farsi da parte? Si tira su in qualche mese un bel Natale Tecnico, mi metto di buona lena e trovo un giovane che sia sbarbato e smilzo, e un po’ meno rosso. Che so, vendo bene una storiella sul riciclo dei giocattoli, magari stimolo anche un po’ di fantasia… vuol mettere la sua vecchia letterina scritta con la penna del bambino e il pugno del mercato?!

    Ci ragioni,
    Gabriele Serpe

  • Emergenza casa, 12 alloggi temporanei per famiglie sfrattate

    Emergenza casa, 12 alloggi temporanei per famiglie sfrattate

    Due alloggi destinati a nuclei famigliari sfrattati, in attesa di nuove soluzioni abitative, sono stati consegnati ieri a Pontedecimo, in via Coni Zugna 16. Il Comitato” Piazza Carlo Giuliani” ha reso possibile l’operazione provvedendo all’acquisto dell’arredo e al montaggio dello stesso.

    “Continuano a crescere gli esecutivi di sfratto e gli enti locali in parte riescono a dare una risposta con l’edilizia residenziale pubblica – spiega Bruno Pastorino, Assessore comunale alle politiche della casa – ma la differenza tra domanda e offerta rende necessario battere anche altre strade”.
    È l’avvio di un progetto di 12 alloggi complessivi, patrimonio di Palazzo Tursi, con cui il Comune prova a fronteggiare l’emergenza abitativa. Ospitalità transitorie per chi è rimasto improvvisamente senza casa, 3 mesi rinnovabili fino ad un massimo di 6.
    Parliamo di famiglie che possono essere già inserite nelle graduatorie – proprio in questi giorni è uscito un nuovo bando – oppure che vivono un passaggio temporaneo in attesa di reinserirsi sul mercato privato.
    “Fino a qualche tempo fa il Comune affidava queste persone a strutture alberghiere minori – spiega Bruno Pastorino, – Oggi decidiamo di intervenire con strutture di sollievo che permettono un risparmio per l’ente e sono indubbiamente più accoglienti per i destinatari”.

    E sulla base di esperienze simili, ad esempio quella di Torino, anche a Genova nascerà un albergo sociale
    “Lo realizzeremo presso una proprietà comunale in vico del Duca – conclude Pastorino – il progetto prevede 19 posti letto suddivisi in 9 mini alloggi”.

     

    Matteo Quadrone

  • Re Magi, le origini, la storia e le leggende non solo cristiane

    Re Magi, le origini, la storia e le leggende non solo cristiane

    Re MagiUn nugolo di luci colorate occhieggiano dalle finestre di casette di cartapesta, il muschio odora di boschi lontani, la mangiatoia è ancora vuota ma, in fondo, in un angolo del presepe, i protagonisti di questa storia  sono già in bella mostra, con i loro preziosi doni, coi loro ricchi  vestiti, con il loro seguito di cammelli: ecco i Re Magi.

    Queste figure leggendarie, che per la cristianità sono legate alla Teofania (epifania) “manifestazione del Signore”, trovano un loro contesto oltre che nei vangeli canonici anche in testi mistici apocrifi non ultimo il vangelo arabo dell’infanzia del Salvatore (VI secolo) o quello armeno (fine VI secolo) e, in questi, vengono, citati con i nomi di Melchiorre, Baldassarre e Gasparre.

    Il babelico intrecciarsi di leggende, che li circonda, inizia proprio dal nome: Melkon, Gaspar, Balthasar, per alcuni, Melchior, Jaspar, Bathesar, per altri, Rustico, Eleuterio, Dionigio, nell’usanza milanese.

    Melchiorre, deriverebbe da Melech che significa Re, ma non si esclude che si chiamasse in realtà Ram, maharaja indiano che, inchinatosi al cospetto di Gesù con le parole ”Cham el chior” (ho visto Dio), si guadagnò il soprannome più noto che è giunto a noi.

    Nel medesimo modo, la loro provenienza si perde nella notte dei tempi: indiano o armeno sarebbe Gasparre (da Galgalath, re di Saba), babilonese o arabo dicono fosse  Baldassarre, aramaico, persiano o, come già detto, indiano il vecchio Melchiorre.

    Ma chi erano veramente? Incominciamo con l’etimologia del nome “mago”: l’origine del  vocabolo deriva dal greco “magoi” e sta ad indicare i membri di una casta sacerdotale persiana (in seguito anche babilonese), i più fedeli ed intimi discepoli di Zoroastro. Da ciò l’ipotesi  più accreditata  che venissero dalla Persia, seguendo un “segno” tra le stelle di cui erano profondi conoscitori e con un cammino durato ben nove mesi.

    Nulla esclude, però, che potessero arrivare dalla Mesopotamia, dove ebrei, deportati dopo la distruzione di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor, avrebbero compilato il Talmud Babilonese e avrebbero mantenuto viva la profezia giudaica dell’attesa del Messia.

    Una terza tesi propone che giungessero dalla Media:  ne sarebbe la prova una citazione del greco Erodoto secondo la quale i “magi”  appartenevano ad una delle sei tribù presenti in quel territorio ed erano sacerdoti  con conoscenze di astrologia, di  filosofia e di arti divinatorie.

    Tutte teorie sfatate stante la notizia, apparsa in questi giorni, secondo la quale i Saggi giunti a Betlemme erano molti più di tre e  provenivano dalla terra dei “Mandarini”.

    Brent Landau, professore dell’università dell’Oklahoma, lo ha scoperto sfogliando un manoscritto dell’ottavo secolo, custodito negli archivi vaticani da 250 anni, recentemente tradotto dall’antico siriaco.

    Popolo di mistici, dediti al culto di una forma di preghiera silenziosa, abitavano la  semi-mitica terra di Shir, oggi identificata come la Cina antica e, si dice, discendessero da Seth uno dai tre figli di Abramo da cui, secondo la Bibbia, si sono evolute le tre razze umane.

    Queste genie furono fonte di ispirazione per il papa S. Leone Magno nel fissare a tre il numero dei Magi, simboli del passato, del presente e del futuro o, secondo un’altra interpretazione, dei sacerdoti, dei guerrieri e dei coltivatori.

    Neppure i loro resti hanno trovato pace: recuperati in India da Sant’Elena e poi portati a Costantinopoli, raggiunsero Milano per riposare nella basilica di Sant’Eustorgio, da dove, per ordine del Barbarossa, nel 1161, furono trasferiti a Colonia ma qualcuno sussurra che siano ancora nella metropoli lombarda.

    E i loro doni? L’oro, dono riservato ai re, l’incenso, usato per adorare l’altare di Dio e la mirra, balsamo per i defunti,  non sarebbero, oggigiorno,  più donabili rispettivamente per il prezzo, per la siccità, per gli incendi e la riconversione delle coltivazioni in terreni agricoli.

    A me rimane l’utopia di pensare che il loro nome derivi da “magia” quella che hanno visto nei cieli e che noi crediamo essere stata una stella cometa ma, per non smentire il mistero che gravita attorno a loro, cometa non era.

  • Rivarolo: il Cinema Teatro Albatros riapre i battenti a Natale

    Rivarolo: il Cinema Teatro Albatros riapre i battenti a Natale

    teatro albatrosSaranno anche comode, con i sedili larghi, tanto popcorn e una vasta scelta di film. Diciamoci però la verità, le multisala sono asettiche. Come disse Celentano in un suo monologo a Rockpolitik, “Non sembra neanche di essere al cinema“.

    Il fatto che le multisala stiano lentamente uccidendo i cinema veri, quelli con una sola proiezione alla volta e che sanno ancora alternare i titoli da botteghino alle chicche da cineforum, è una realtà. Soprattutto se i cinema veri di cui sopra si trovano in periferia, magari a una manciata di chilometri dalla più grande multisala della città.

    È il caso dell’Albatros di Rivarolo, piccola sala che negli anni ha alternato il cinema a un ricco programma di spettacoli teatrali e musica. Dopo mesi di chiusura torna in auge come cinema (198 posti a sedere), in piena attività dallo scorso 17 dicembre con film in prima visione. Tutto questo grazie al lavoro di una decina di volontari e alla speranza di trovare i fondi – circa 80.000 Eu, contro i 12.000 che hanno permesso di allestire il cinema – per rimettere a norma la sala e far ripartire anche la stagione teatrale.

    Per sostenere l’attività della sala sarà presto fondata l’associazione Amici del teatro Albatros, che consentirà di realizzare un ricco calendario di prime visioni e film d’essai, oltre a promuovere la ricerca di sponsor per far rivivere il teatro.

    Marta Traverso