Categoria: Notizie

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  • Genova contro la violenza sulle donne: una giornata di eventi

    Genova contro la violenza sulle donne: una giornata di eventi

    violenza sulle donneSabato 14 settembre 2013 una giornata dedicata alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e il femminicidio. Segnaliamo in particolare due eventi, che si svolgono a Palazzo Ducale e nel quartiere di Certosa.

    A partire dalle 15 il porticato del Ducale ospita una non stop di parole, musica e teatro, con l’inaugurazione di una mostra dedicata all’Unione femminile nazionale (la più antica associazione femminile del nostro Paese) e una riproposizione di One billion rising. L’evento è organizzato da Archinaute, dal gruppo teatrale L’Atelier e dalle redattrici del trimestrale Marea.

    A Certosa (piazza Brin, ore 14) un’iniziativa organizzata dal Comitato Liberi Cittadini alla presenza di alcuni esperti: il commissario Marta Sabino della polizia di Stato, la dottoressa Enrica Calabresi, medico del pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, insegnanti, artisti, maestri di arti marziali che tengono corsi di autodifesa. Parte del ricavato dell’iniziativa sarà devoluto alla Cooperativa Sociale che sostiene gli sportelli Pandora di Mignanego e Bolzaneto.

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  • Progetto Recycle: recupero di ferrovie dismesse e spazi in abbandono

    Progetto Recycle: recupero di ferrovie dismesse e spazi in abbandono

    san-fruttuoso-terralba-treni-ferroviaQualche giorno fa su erasuperba.it vi abbiamo presentato il concorso fotografico Forgo(at), che si pone l’obiettivo di documentare gli spazi abbandonati e dismessi di Genova. Un bando la cui scadenza è stata prorogata al 7 ottobre 2013 e che culminerà in una mostra fotografica, che sarà allestita dal 10 al 25 ottobre.

    Coordinatrici del bando sono Beatrice Amoretti e Alessia Ronco Milanaccio, che stanno lavorando a questo progetto nell’ambito della loro tesi di laurea magistrale in Design del prodotto e dell’evento. Abbiamo chiesto loro qualche dettaglio su questa iniziativa: «Il concetto di Recycle è l’applicazione del riciclo e recupero di materiali all’architettura e agli spazi urbani: si tratta di un progetto di dottorato di ricerca che coinvolge 11 Facoltà italiane, ciascuna su un particolare filone. Obiettivo della ricerca è mappare le aree di interesse e comprendere come “riciclarle”, sotto quale forma renderle nuovamente fruibili alla cittadinanza. Genova, nello specifico, si occupa di aree ferroviarie dismesse e una parte della ricerca si concentra sull’asse di Terralba. Abbiamo collaborato a questo progetto, che ci piacerebbe sviluppare anche dopo la laurea magistrale, per far iniziare a prendere coscienza dei numerosi luoghi dimenticati di Genova (da qui il nome del concorso che rimanda al verbo inglese “to forget”, dimenticare, ndr), restituirli alla città e dare loro un nuovo valore, individuando nuove destinazioni d’uso e proposte di riqualificazione. Gli spazi abbandonati non devono essere percepiti come un onere, ma come una potenzialità».

    Nel corso della mostra saranno presentati un libro e i risultati della ricerca: gli aggiornamenti sono consultabili tramite la pagina Facebook “Recycle Genova”.

    Marta Traverso

  • Teatro della Tosse, stagione 2013/2014: gli spettacoli in programma

    Teatro della Tosse, stagione 2013/2014: gli spettacoli in programma

    Ingresso Teatro della TossePresentata questa mattina la nuova stagione del Teatro della Tosse. Confermato il binomio Sala Trionfo e Cantiere Campana. Per il quarto anno la direzione artistica è affidata a Emanuele Conte, affiancato dal curatore Fabrizio Arcuri. Il 4 ottobre 2013 alle ore 20.30 verrà presentata al pubblico la nuova stagione in una serata a ingresso libero.

    Ecco il cartellone completo della stagione 2013 / 2014. Per informazioni più dettagliate potrete visitare la nostra agenda eventi nei giorni che precedono lo spettacolo.

    Programmazione In Trionfo:

    – Antigone (prima nazionale): dal 23 ottobre al 3 novembre 2013
    – Circus Klezmer: dal 6 al 10 novembre (internazionale, di Adriàn Schvarzstein e Irma Borges)
    – Sogno in una notte d’estate: dal 14 al 16 novembre
    – The country: dal 22 al 24 novembre (di Roberto Andò, con Laura Morante e Gigio Alberti)
    – Il vangelo secondo Alloisio (prima nazionale): dal 20 al 22 dicembre
    – Bane (prima nazionale): dal 3 al 5 gennaio 2014 (internazionale – diretto da Joe Bon in collaborazione con Circumnavigando Festival)
    – Fratto_ X: dal 31 gennaio al 2 febbraio (di Antonio Rezza e Flavia Mastrella)
    – The wedding singers (prima nazionale): dal 13 al 15 febbraio
    – Il servitore di due padroni: dal 28 febbraio al 2 marzo (Carlo Goldoni, rivisitazione a cura di Ken Ponzio)
    – Quintorigo experience: 22 marzo (Quintorigo in concerto)
    – Adagio (prima nazionale): dal 25 marzo al 6 aprile
    – Bastard!: dal 17 al 19 aprile (internazionale, di Duda Paiva, liberamente ispirato al romanzo L’arrache-coeur di Boris Vian)

     

    Programmazione Cantiere Campana:

    1. Io sono il proiettile (prima nazionale): dal 16 al 20 ottobre 2013
    2. Zombitudine (prima nazionale): dal 28 novembre all’8 dicembre
    3. Psychosis 4.48: dal 12 al 14 dicembre
    4. Personaggi in cerca d’attori (prima nazionale): dall’8 al 12 gennaio 2014
    5. Not here not now: dal 6 all’8 febbraio
    6. Non e’ quel che sembra: dal 20 al 22 febbraio
    7. La solitudine dell’ape: 8 marzo
    8. I, Shakespeare: dal 12 al 16 marzo
    9. Lucido: dal 10 al 12 aprile
    10. Premio Scenario: maggio 2014

  • Navebus Porto Antico Pegli: il futuro è in mano alla Regione

    Navebus Porto Antico Pegli: il futuro è in mano alla Regione

    Navebus GenovaUn finanziamento regionale di 350 mila euro in bilico fino alla fine dell’anno. Il futuro della Navebus, il servizio di trasporto pubblico via mare che in meno di 30’ porta da Pegli (Molo Archetti) al Porto Antico di Genova, è appeso a una sottile linea rossa. Ne sono ben consapevoli i cittadini del ponente che stanno promuovendo una raccolta di firme per sensibilizzare la Regione a mantenere in vita il servizio. Un’operazione già compiuta qualche anno fa, con oltre 18 mila adesioni raggiunte in un mese, e che diede i frutti sperati.

    «Recentemente – spiega il presidente del Municipio VII Ponente, Mauro Avvenente, tra i principali sostenitori della Navebus – ho incontrato l’assessore regionale ai Traporti, Enrico Vesco, il quale mi ha assicurato che entro la fine dell’anno sarà presa una decisione. Inutile dire che il Municipio si schiera compatto al fianco dei cittadini per difendere con le unghie e con i denti il servizio. Tagliare il finanziamento vorrebbe dire rinnegare un vettore comodo, pulito, puntuale, non inquinante, tipico di una città di mare e utile sia per i cittadini che per i turisti. Insomma, non avrebbe proprio senso».

    Non dello stesso avviso sembra essere Anna Maria Dagnino, assessore alla Mobilità del Comune di Genova, che si è lasciata scappare un alquanto sintetico ma molto emblematico «per me potrebbe anche chiudere». Certo Dagnino ha ben altre gatte da pelare riguardo il futuro e il presente di Amt, ma considerato che dall’azienda non filtrano altri commenti, è facile intuire che i “ponentini” non avranno grande sostegno nella loro battaglia da parte di Palazzo Tursi.

     

    Ma perché la Regione dovrebbe porre fine alla vita di Navebus?

    «Bisogna sfatare un mito» torna alla carica Avvenente. «Non è vero, come sembra circolare da più parti, che la chiusura definitiva di Navebus comporterebbe il risanamento delle casse di Amt. L’azienda in tutta quest’operazione non ci mette il becco di un centesimo di euro e non è assolutamente detto che, in caso di eliminazione del servizio, la Regione sarebbe disposta a convogliare i 350 mila euro nella casse di Amt, che già riceve un finanziamento diretto da piazza De Ferrari. Semmai da questo servizio, gestito sì come trasporto pubblico locale ma curato dalla Cooperativa battellieri del Porto di Genova, Amt non ha altro che da guadagnarci».

    Attraverso un accordo che risale a circa tre anni fa, infatti, in seguito al dimezzamento dei fondi previsti nei primi anni per il servizio Navebus, pur di mantenere in vita questa modalità di trasporto, i battellieri concordarono nel suddividere equamente con Amt tutti i proventi superiori ai 300 mila euro. «Non sono cifre da capogiro – chiosa Avvenente – ma Amt dovrebbe avere tutto l’interesse a far sì che il vettore rimanesse attivo perché, pur non costando nulla, porta comunque qualcosa nelle casse».

     

    Navebus, risorsa per residenti e turisti: i numeri e le corse

    Lungomare di Pegli

    Effettivamente, rinunciare a un servizio così caratteristico per il trasporto pubblico genovese sarebbe un peccato. Secondo le ultime cifre, rese note dalla Compagnia dei battellieri, ogni anno sono circa 350 mila gli utenti della Navebus. Numeri un po’ inferiori rispetto al boom iniziale del servizio (nato il 1° agosto 2007) a causa della diminuzione delle corse dovuta al drastico taglio dei finanziamenti. Attualmente, gli orari di servizio vengono rimodulati ogni cambio di stagione. Nel periodo invernale, si punta prevalentemente sull’utenza urbana, con 8 corse totali negli orari pre e post lavorativi, e 4 viaggi nei villa-pallavicini-pegli-d1weekend. In primavera e autunno, quando l’afflusso turistico non è ancora al top, vengono aggiunte 2 corse sia in settimana che al sabato e alla domenica. D’estate, infine, si punta molto sul fascino turistico di Genova vista dal mare con 14 corse feriali e 8 sabatali e festive.

    Come succede in tutti i porti turistici, Venezia compresa, anche le tariffe sono differenziate a seconda dell’utilizzo. I pendolari residenti a Genova possono fare affidamento su tutti gli abbonamenti Amt e sullo speciale biglietto integrato a 1,60€, acquistabile a bordo, che consente un viaggio su Navebus più un’ora di tragitto sugli autobus cittadini. Per i turisti, invece, la singola corsa costa 3€.

    Il battello pubblico non è vitale solamente per i pendolari ma mette in atto un meccanismo virtuoso che consente di includere nei percorsi turistici anche le bellezze del ponente.

    «Per noi ponentini – spiega il presidente Avvenente – si tratta di un’occasione importantissima di promozione e di sviluppo per iniziative di riqualificazione come sta avvenendo per Villa Duchessa di Galliera, i restauri di Villa Pallavicini e Villa Doria, la Fascia di Rispetto, il Museo Navale, quello di Archeologia. Anche grazie alla Navebus, il ponente può proporsi come punto di aggregazione della popolazione e offrire la possibilità di visitare eccellenze del nostro territorio finora rimaste un po’ nascoste. Penso ad esempio alle Terme e al Museo di Acquasanta. Ci sono tanti elementi che in concorrenza tra loro ci fanno pensare che sarebbe davvero un delitto cancellare questo servizio in nome del salvataggio di un’azienda che in realtà dalla chiusura di Navebus non trarrebbe nessun vantaggio».

    I discorsi potranno essere rivisti una volta che sarà finalmente disponibile la tanto agognata metropolitana di superficie, che nel ponente coinvolgerà ben 6 stazioni (Voltri, Palmaro, Pra’, Pegli – Lido, Pegli e Multedo). Ma prima bisogna quantomeno attendere la fine dei lavori del nodo ferroviario di Genova. «Anche allora, però – conclude Avvenente – non si dovrà dimenticare il valore aggiunto di un’eccellenza di carattere turistico che sarebbe un peccato cancellare. Genova deve decidere che cosa vuole fare da grande: non può più contare solo sulla grande industria ma si deve definitivamente aprire al turismo. Questa città ha tutte le caratteristiche per proporsi come luogo d’arte. Ma il nostro caratteraccio di genovesi chiusi ci fa tenere segregata una quantità enorme di eccellenze e unicità. Dobbiamo diventare sempre più consapevoli di questo nostro patrimonio anche per poterlo sfruttare economicamente. E, soprattutto, dobbiamo essere più orgogliosi di vivere in un posto come questo».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Demanio e patrimonio immobiliare pubblico: concorso fotografico

    Demanio e patrimonio immobiliare pubblico: concorso fotografico

    Spiaggia della Foce, GenovaL’Agenzia del Demanio ha indetto il concorso fotografico ‘Obiettivo patrimonio pubblico – Uno scatto per raccontarlo’ per raccogliere immagini degli immobili di proprietà dello Stato presenti nelle varie regioni d’Italia.

    Il concorso è gratuito e pone come solo requisito di partecipazione avere un’età maggiore di 18 anni. Sono ammessi fotografi professionisti o appassionati.

    Ciascun partecipante dovrà inviare entro il 30 ottobre 2013 il modulo di partecipazione e da due a cinque immagini che rappresentino immobili selezionati all’interno dell’elenco di beni di proprietà dello Stato (palazzi storici e monumentali, castelli, ex caserme, fari e isole).

    Una giuria valuterà le opere: i premi in palio sono 3.000 € al 1° classificato, 2.000 € al 2° classificato e 1.000 € al 3° classificato. Inoltre gli scatti migliori comporranno il primo ebook fotografico degli immobili pubblici, che sarà scaricabile gratuitamente dal sito dell’Agenzia del Demanio.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Via Donne della Resistenza: a Genova inaugura una nuova strada

    Via Donne della Resistenza: a Genova inaugura una nuova strada

    Val Bisagno, SciorbaVenerdì 13 settembre 2013 (ore 17) nel Municipio Media Val Bisagno di Genova sarà intitolata una strada alle donne che hanno combattuto la Resistenza. La cerimonia si svolge presso nell’area parcheggio del supermercato Lidl in via Emilia, e la nuova via Donne della Resistenza è compresa tra via Emilia e via Piacenza.

    Nel corso dell’evento testimonianze e racconti di donne che hanno vissuto i momenti cruciali della fine della guerra, con accompagnamento musicale della Lele Ravera Band. Saranno presenti l’assessore ai Servizi Civici Elena Fiorini, il presidente del Municipio Media Val Bisagno Agostino Gianelli e il presidente provinciale dell’ ANPI di Genova Massimo Bisca.

    A seguire, nei locali della SMS Concordia di via Trensasco 1 sarà presentato il libro della giornalista Donatella Alfonso Ci chiamavano libertà – Partigiane e resistenti 1943 – 1945 (De Ferrari editore).

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  • Ex Fischer, le proposte del Comitato Pro Uliveto Murato di Quarto

    Ex Fischer, le proposte del Comitato Pro Uliveto Murato di Quarto

    fabbrica-ex-fischer-via-romana-castagna-quarto-D5Il progetto presentato non risolve l’incongruità della costruzione rispetto al contesto tradizionale ligure «Anzi l’aggrava, ripetendo la forma dell’ex fabbrica aderente al rio Castagna, con tutti i rischi connessi». Così il Comitato Pro Uliveto Murato di Quarto boccia l’ipotesi di nuova edificazione che prossimamente sarà discussa in consiglio comunale, dopo il sopralluogo nell’area ex Fischer che gli stessi consiglieri hanno svolto lunedì mattina. Inoltre «Il progetto non prevede un possibile collegamento stradale con Corso Europa – sottolinea il Comitato di cittadini – quindi il traffico connesso ai circa trenta appartamenti graviterebbe interamente sull’antica “creuza” di via Romana della Castagna, manifestamente inadeguata».

    Il Comitato ricorda di aver portato avanti un progetto di Ecomuseo sulla via Romana – già parzialmente finanziato dalla Regione – che ne contempla il restauro conservativo e la fruizione culturale. «Un’idea che rischia di essere pregiudicata dalla formazione di visuali incongrue dalla via e da un suo rifacimento inteso a trasformarla al servizio di una più grande quantità di traffico».
    Secondo i residenti «Le nuove residenze dovrebbero essere di aspetto tradizionale, articolate in più corpi di fabbrica, collocate a distanza di sicurezza dal rio Castagna e provviste di con un collegamento indipendente con la viabilità di Corso Europa».

    Al fine di ottenere visuali coerenti con il contesto dell’antica “creuza” e per non pregiudicare il progetto regionale di conservazione e fruizione del territorio, il Comitato propone che la nuova costruzione «Sia articolata in due o tre corpi di fabbrica di dimensione crescente, la minore verso la via Romana (per salvaguardare il cannocchiale visivo), con tetti spioventi aventi al colmo apertura angolare simile a quella dei tetti delle altre vecchie case di zona; che sia provvista di una via d’accesso diretto a Corso Europa per preservare l’integrità storica della “creuza”». Infine, i residenti chiedono «Che sia ripristinato, con autentico muro di pietra a secco, l’argine del rio Castagna lato ex Fischer e sia preservato lo storico antico ponte esistente presso i caratteristici lavatoi pubblici».

     

    Matteo Quadrone

  • Informato e connesso: una mostra dedicata ai giovani della Liguria

    Informato e connesso: una mostra dedicata ai giovani della Liguria

    ConcertoÈ aperta al pubblico ancora fino a domani – venerdì 13 settembre 2013 – la mostra Informato & connesso, risultato dell’omonimo progetto che negli ultimi due anni ha visto coinvolti circa 200 ragazzi/e provenienti da scuole medie e superiori di tutta la Liguria, con l’obiettivo di sensibilizzarli all’adozione di comportamenti consapevoli e responsabili.

    Scendendo più nel dettaglio, tra marzo e aprile 2013 si sono svolti alcuni workshop, in cui i ragazzi hanno discusso con psicologi, medici ed esperti su quattro temi chiave:
    alcol e guida sicura (uso consapevole dell’alcol e riduzione del rischio, campagna “guida sicura”);
    consumi consapevoli (consumo di prodotti di qualità e realizzati nel rispetto della produzione etica);
    cibo e disturbi dei comportamenti alimentari (corretta immagine di sé, adeguata alimentazione, prevenzione dei disturbi alimentari);
    sessualità sicura (informazione e sensibilizzazione sull’argomento, prevenzione delle malattie trasmissibili).

    Ciascuna tematica è stata affrontata in una località delle quattro province liguri – rispettivamente Portovenere, Vallecrosia, Albenga e Santa Margherita Ligure – in un workshop residenziale di tre giorni alla presenza di educatori, esperti di comunicazione / pubblicità ed esperti della tematica in oggetto.

    A seguito dei workshop, un bando di concorso per realizzare manifesti pubblicitari e spot audio / video di comunicazione sociale sulle quattro tematiche e che ha visto pervenire circa 70 elaborati. «Il bilancio è molto positivo e vogliamo riproporre il progetto anche il prossimo anno, cercando di coinvolgere un maggior numero di giovani e di approfondire tematiche differenti e altrettanto importanti – è il commento di Nicola Reineri, che ha curato il progetto nell’ambito dell’Assessorato Regionale alle Politiche Giovanili. – Lo scopo di questa prima edizione è stato creare una rete fra scuole, Asl, centri giovani e tutte le realtà dei territori coinvolte. Alcune di loro, singolarmente, hanno già affrontato con i ragazzi questi argomenti: con “Informato e connesso” abbiamo esteso l’operato a tutta la Regione. Uno dei risultati più importanti è stato l’aver introdotto la figura del Referente alle politiche giovanili nei 19 Distretti Socio Sanitari della Liguria».

    I passaggi futuri del progetto, dopo il convegno conclusivo del 19 settembre, consistono in altri cinque seminari su alcol e guida sicura, che saranno ultimati entro fine anno: «Il primo si è già svolto a Cairo Montenotte ed erano presenti oltre 100 ragazzi, che si sono dimostrati molto attivi e partecipi nel porre domande e fare interventi – prosegue Reineri. – La guida sicura è un tema molto importante soprattutto nelle località delle Riviere, dove vi sono molte discoteche e nella stagione estiva avvengono spesso eventi tragici legati al consumo di alcol da parte di minori o di giovani che poi si mettono alla guida. Questi incontri non si svolgono nel format canonico “relatore / uditori”: il loro scopo è far parlare i giovani su temi delicati che li riguardano direttamente e – nel caso del consumo di alcolici – trovare insieme a loro delle sfumature di grigio rispetto alla contrapposizione “tolleranza zero vs libertà assoluta”».

    La mostra è dunque visibile fino a domani negli spazi espositivi della Regione Liguria (piazza De Ferrari- ore 10-12.30 e 15-17.30) e nei prossimi mesi sarà allestita anche a Chiavari, Albenga, Rapallo, Santa Margherita, Sestri Levante, Imperia, Cairo Montenotte, Finale Ligure, La Spezia e Savona.

    Marta Traverso

    [foto di Constanza Rojas]

  • Fotografia: storia, teoria e pratica, iscrizioni aperte al corso

    Fotografia: storia, teoria e pratica, iscrizioni aperte al corso

    fotografia-concorso-DISono aperte le iscrizioni per La foto sulla schiena, corso di fotografia in 12 lezioni che partirà il 30 ottobre presso il ristorante Il Balcone di salita Pollaiuoli, nel centro storico di Genova.

    Il corso – tenuto dalla fotografa genovese Giusi Lorelli – verterà sulla storia della fotografia, con attenzione alle principali correnti dal ’900 ad oggi, e sugli aspetti tecnico – stilistici di questa arte. Ciascuna lezione sarà divisa in due parti, la prima riguardo i principi fondamentali della pratica (luce, esposizione, obiettivi, attrezzatura da studio ecc.) e la seconda sulla discussione di grandi opere del passato e contemporanee, commentandone insieme gli elementi strutturali, i punti di forza e il contesto in cui sono state prodotte.

    Le lezioni si svolgeranno fino al 29 gennaio 2014, ogni mercoledì dalle 18 alle 19.30. Il corso è 300 €, iscrizioni aperte sul sito web Fotocarascio.

    [foto di Diego Arbore]

  • Oktoberfest a Genova: riapre il tendone di piazza della Vittoria

    Oktoberfest a Genova: riapre il tendone di piazza della Vittoria

    Bicchieri di birraDa giovedì 12 a domenica 22 settembre 2013 torna Oktoberfset Genova, quinta edizione del primo e unico evento italiano ufficialmente riconosciuto dalle Autorità Tedesche (insieme agli Oktoberfest di Hong Kong in Cina, Blumenau in Brasile, General Belgrano in Argentina e a Kitchener-Waterloo in Canada).

    Come ogni anno la festa – organizzata dalla Birreria Hofbrauhaus di via Dante – si svolgerà in piazza della Vittoria e prevede degustazioni di prodotti tipici della cucina bavarese e della birra Hofbrau Oktoberfest, brassata dalla birreria monacese Hofbrau solo per questo evento.

    L’inaugurazione ufficiale avverrà questa sera, giovedì 12 settembre alle 18.30, con il rito Ozapft is (ovvero: “inizino le feste”) con l’apertura del primo fusto di birra alla presenza dei Consoli Onorari di Germania di Milano e Genova, del Presidente della Camera di Commercio di Genova Paolo Odone e di una rappresentanza del Governo del Land Bavarese e delle Autorità Locali Liguri.

    In programma, per tutta la durata della festa, spettacoli musicali, momenti di intrattenimento per i bambini e il mercatino bavarese dove saranno in vendita specialità gastronomiche e prodotti dell’artigianato locale.

    Inoltre per la prima volta si svolgerà il Fuori Tendone: oltre 300 eventi gratuiti che coinvolgeranno tutta la città, da una mostra fotografica sui Beatles alla presentazione di progetti editoriali, alle degustazioni dei prodotti tipici genovesi e non solo, a momenti di puro svago e di shopping.

    Oktoberfest è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 2 e sabato / domenica dalle 12 alle 2.

  • Darsena, dal Galata alla Casa dell’Arte: successi, propositi e delusioni

    Darsena, dal Galata alla Casa dell’Arte: successi, propositi e delusioni

    darsenaPromosso dalle Amministrazioni al fine di creare un unicuum con il complesso del Porto Antico e dare vita al progetto del waterfront genovese, il progetto di restyling della Darsena è stato messo a punto nei primi anni del 2000: dopo la ricostruzione del Porto (in previsione delle Colombiadi del ’92), c’è stato il recupero dei quattro magazzini della vecchia Darsena. Dapprima era stata la ristrutturazione dell’edificio Galata, con la creazione dell’omonimo Museo del Mare. Poi, il recupero di Caffa, Metellino e Tabarca: qui, la riqualificazione è partita subito dopo, ma è stata più lenta, tanto che ancora oggi deve essere ultimata. Sarà anche per questo che la zona della Darsena sembra ancora oggi un cantiere a cielo aperto: nel luglio 2013, con #EraOnTheRoad vi avevamo portato nel cantiere di Calata Vignoso, Hennebique e Ponte Parodi. Oggi, ci siamo occupati dei quattro magazzini di Via Boccanegra e, per fare luce, abbiamo interpellato il Geom. Massimo Razore, che ci ha illustrato a che punto sono i progetti per la ristrutturazione del quartiere.

    Il complesso della Darsena: Galata, Caffa, Metellino, Tabarca

    Si tratta di antiche strutture edificate a fine ‘800 e utilizzate fino a poco più di 20 anni fa da ditte all’ingrosso come deposito per lo smercio di prodotti gastronomici (formaggi, stoccafisso, ecc.). Di proprietà comunale, gli edifici in questione sono stati ceduti nel 2000 in concessione cinquantennale (fino al 31 dicembre 2050) alla Porto Antico S.p.A., la quale a sua volta lo ha affidato a una società consortile locale, l’associazione temporanea di imprese “Vecchia Darsena”, che opera come una cooperativa ed è formata al suo intero da più ditte edili. Come stabilito da concessione, infatti, per la Porto Antico S.p.A. vige l’obbligo di provvedere alla ristrutturazione dei beni e alla loro successiva gestione (con esclusione dell’edificio Galata, che viene gestito direttamente dall’Amministrazione Comunale), nonché l’impegno a realizzare negli edifici ristrutturati alcune destinazioni d’uso specifiche: attività culturali, museali e ludiche;  attività turistiche e di servizi (tempo libero, terziarie e commerciali); attività legate al mare e alla nautica da diporto. Queste mansioni sono state affidate alla “Vecchia Darsena”, che si è proposta in qualità di “promotore” e soggetto con incarico di attuazione di un progetto unitario di recupero. La proposta definitiva di restyling di Caffa, Tabarca, Metellino è stata approvata nel novembre 2001. I lavori di ristrutturazione hanno preso il via nel giugno del 2002 e gli edifici Galata, Caffa e Metellino (ancora parzialmente incompleto) sono stati ultimati nel 2004, mentre l’edificio Tabarca -per cui la fine dei lavori era datata 2005- è ancora in via di ultimazione: il cantiere è ancora aperto e i lavori sono ripresi da poco, a causa di problemi di natura burocratica.

    I progetti: dal successo Museo Galata alla delusione Casa dell’Arte

    In particolare, per quanto riguarda l’edificio Galata (inaugurato nel luglio 2004), si tratta dell’opera di recupero più importante: la vecchia struttura, per la quale esistevano degli oneri di urbanizzazione e il vincolo di destinazione ad uso museale, è stata recuperata secondo il progetto di trasformazione da magazzino portuale a sede del Museo del Mare e della Navigazione. Il progetto era quello dell’architetto spagnolo Guillermo Vazquez Consuegra, che prevedeva che gli interventi di ristrutturazione fossero svolti nel rispetto degli elementi architettonici preesistenti.

    magazzini-darsena-internomagazzini-darsena-verticale-3Sulla stessa scia del Galata sono stati poi svolti gli interventi di recupero anche nel Caffa e nel Metellino: venuti meno gli oneri di urbanizzazione, qui era in vigore il vincolo di destinazione d’uso ad area commerciale: gli spazi sono stati suddivisi tra esercizi commerciali (bar, ristoranti, ecc. al piano terra), loft e uffici (secondo e terzo piano). Anche qui, i lavori di riqualificazione sono stati svolti nel rispetto delle strutture pre-esistenti: dentro, restano l’antica muratura ottocentesca a vista, le finiture originali (ad esempio, gli antichi ganci in ferro usati per il traino delle merci) e la pavimentazione in lastre di granito sardo. Inoltre, anche il ponte che collega Caffa e Metellino, sia in testa che a metà degli edifici, è un elemento storico: tipico collegamento presente anche in altri magazzini dell’area portuale (come nel Millo, in cui non è stato mantenuto), è stato qui ristrutturato inserendo lastre in vetro.

    magazzini-darsena-verticale-2

    «A quasi dieci anni di distanza dalla fine dei lavori, oggi tutti gli spazi commerciali sono stati assegnati e gli edifici sono totalmente occupati», ci racconta il geometra Razore, della GEO.RA.MA. S.a.S., una delle imprese del gruppo “Vecchia Darsena”. Per quanto riguarda nello specifico il Metellino, qui c’è stato un restyling del quarto e quinto piano (nel Caffa occupati da negozi e loft): oggi sono occupati dalla Casa della Musica (terzo piano), ultimata nel 2006 e gestita da due cooperative, una per la scuola di musica e l’altra per lo studio di registrazione. Ad essa, inoltre, deve aggiungersi anche il progetto di Casa dell’Arte, che -previsto nel restyling generale dell’area- non è ancora stato attivato. Esso dovrebbe andare ad occupare il quarto e quinto piano del Metellino, ma finora i lavori sono fermi, gli ultimi due piani inaccessibili e non si procede con operazioni di riqualifica. Prosegue Razore: «Il ritardo è causato da fattori di natura economica: il progetto di creazione di una Casa dell’Arte è stato avanzato da un soggetto privato anni fa, ma non è stato ancora definito, e per chi avrebbe dovuto rilevare l’area sono subentrate nel tempo difficoltà economiche».

    Una conferma in questo senso arriva anche dalla Casa della Musica: «Il progetto di una Casa dell’Arte era stato previsto dalla delibera comunale sulle destinazioni d’uso. Essa prevedeva, appunto, due poli culturali all’interno del Metellino, uno dedicato all’arte e l’altro alla musica, e la creazione di un centro polivalente. Dei tre, che dovevano essere collegati, solo la Casa della Musica ha visto la luce, mentre gli altri due sono andati pian piano a morire. In particolare, per la Casa dell’Arte c’era già un progetto in essere (cosa che non si è verificata per il centro polivalente) e un imprenditore, già in trattativa con “Vecchia Darsena”, si era mostrato inizialmente interessato all’acquisto. Il complesso era nato con il proposito di fare da traino alle attività culturali, ma – nonostante le promesse iniziali – siamo rimasti soli».

    Soli, tra bar e uffici: di certo non la situazione prospettata inizialmente. Le prospettive di decollo dell’area sono venute pian piano scemando e anche la riqualificazione della Darsena si è ridotta alla creazione di una vetrina per bar, negozi e uffici.

    La situazione del Tabarca

    Per quanto riguarda il Tabarca, invece, la situazione è ben diversa: siamo stati in cantiere, accompagnati dal geometra Razore, e abbiamo visto che qui i lavori sono appena ripresi: iniziati anch’essi nel 2002, sono stati poi sospesi per lungo tempo, tanto che è stato necessario richiedere una nuova autorizzazione e avanzare un nuovo provvedimento per la prosecuzione degli interventi previsti. Ulteriori ritardi di natura burocratica, dunque, che non hanno sicuramente giovato. Ancora incerto il futuro dell’ultimo magazzino: si vocifera della possibile nuova sede dell’Istituto Idrografico della Marina che, da Lagaccio-Oregina, è in attesa di trasferirsi in una zona più centrale; oppure ancora sembra che alcuni soggetti privati abbiano mostrato interesse per l’insediamento di altri esercizi commerciali, così come nelle altre due strutture. La fine dei lavori era datata a 3 anni dall’inizio, ma ormai si è decisamente oltre i limiti previsti. Ci dice il geometra: «Non abbiamo scadenze vere e proprie. I lavori sono ripresi, e procediamo il più celermente possibile, in modo da chiudere i cantieri e dare a questa zona il lustro che merita».


    «L’area ha grandi potenzialità -commenta ancora Massimo Razore-. Quelle che abbiamo riqualificato sono strutture che potrebbero essere ben più valorizzate, magari sul modello dei grandi padiglioni museali/centri culturali europei. Non abbiamo niente da invidiare alle grandi città straniere in termini di strutture, anzi siamo spesso più fortunati. Tuttavia, Genova non riesce ad avere lo slancio che le serve per assurgere a grande capitale culturale (o dei divertimenti) europea. Qui, ad esempio, al Metellino si è da poco trasferito un ristorante che prima era in zona Sarzano/Sant’Agostino. Ha preferito questa sede perché dotata di ampi spazi esterni e parcheggi in abbondanza, mentre nei vicoli è tutta zona Z.T.L. Qui è un posto tranquillo, oltre che molto bello: perché non si cerca di attrarre gente e rivalutare l’area? Non basta ristrutturare e riqualificare, se queste azioni non sono seguite da una politica di attrazione dei cittadini».

    Da un lato, negozi, appartamenti e esercizi commerciali in abbondanza, e tutti ultimati; dall’altro, un Museo del Mare, un progetto di museo/laboratorio artistico abbandonato da decenni, l’idea di un centro polivalente abortita sul nascere, e una Casa della Musica che, nel contesto commerciale, non può trovare lo spazio che auspicava. Genova resta la città delle grandi possibilità che rimangono potenziali e non riescono a trovare una realizzazione sensata.

     

    Elettra Antognetti

  • Turismo a Genova, entro fine 2013 sarà rivisto il piano degli infopoint

    Turismo a Genova, entro fine 2013 sarà rivisto il piano degli infopoint

    Teatro Carlo FeliceIl Consiglio comunale riapre le porte dopo la pausa estiva. In attesa della patata bollente rappresentata dalla discussione sulla privatizzazione delle società partecipate, in Sala Rossa si è tornati a parlare di un argomento che nelle scorse settimane ha tenuto parecchio banco sulla stampa cittadina: l’accoglienza turistica. Lo spunto è stato fornito da un articolo 54 – interrogazione a risposta immediata – avanzato dalla consigliera Vittoria Emilia Musso che ha chiesto delucidazioni all’assessore Carla Sibilla in merito alla chiusura dell’infopoint del Carlo Felice nel mese di agosto.

    L’occasione è stata ghiotta per fare il punto della situazione sul sistema degli uffici di Informazione e accoglienza turistica dislocati sul territorio genovese. Un servizio che la Regione delega al Comune fornendo un contributo economico, costante dal 2007 al 2010 ma dimezzato a partire dal 2011. Tre dei quattro Iat cittadini (piazza Caricamento, via Garibaldi e aeroporto) sono gestiti direttamente da personale comunale, con l’integrazione di un’agenzia interinale a copertura di ferie e malattie, e lavorano mediamente 9 ore al giorno, domeniche incluse: 9-18.30 per gli infopoint di via Garibaldi e Caricamento, che d’inverno chiude mezz’ora prima, mentre 10-13.30 e 14-17.30 per quello dell’aeroporto. Più complessa la situazione del quarto punto informativo, quello con sede al Carlo Felice, gestito in concessione, almeno fino alla fine dell’anno, da personale del teatro e finito nell’occhio del ciclone per la chiusura agostana. Di certo, non una scelta strategica nel periodo di maggior affluenza turistica. Una situazione che preoccupa anche in vista dell’Expo 2015 in cui Genova dovrebbe rappresentare una sorta di naturale sbocco al mare per la kermesse milanese. «Innanzitutto – ha precisato l’assessore Sibilla – va detto che l’infopoint del Carlo Felice serve solo per il 20% un’utenza turistica, mentre all’80% è sfruttato da cittadini genovesi. La spiacevole situazione che si è verificata nel mese di agosto è stata dovuta a una mancanza di comunicazione da parte del Carlo Felice del piano ferie del suo personale, che ci avrebbe permesso di studiare un rimedio opportuno».

    L’assessore al Turismo del Comune di Genova ha successivamente allargato il discorso a tutto l’impianto di informazione e accoglienza turistica cittadina: «I nostri Iat, oltre a divulgare importanti informazioni turistiche, offrono anche servizi legati alla città come la vendita della card musei, di biglietti Amt e di visite guidate. Inoltre, è presente un reparto commerciale che nell’ultimo periodo primaverile ed estivo ha sensibilmente incrementato la rendita».

    «L’impegno del Comune – ha proseguito Sibilla – è di verificare entro la fine dell’anno i punti di accesso e strategici della città per tornare a discutere con la Regione l’impostazione del servizio. L’obiettivo è quello di giungere a un’omogeneità del servizio su tutto il suolo regionale, prendendo proprio a riferimento il modello genovese a cui guardano anche altre grandi città come Milano e Bologna». In quest’ottica la Regione ha parlato della possibilità di tre nuovi uffici per il capoluogo.

    Si torna a parlare di tre nuovi Iat: Stazione Marittima, Principe e Brignole

    Stazione di PrincipeDel primo si parla ormai da anni ed è quello che dovrebbe trovare spazio in zona Stazione Marittima. I finanziamenti in questo caso non dovrebbero essere un problema; il punto delicato resta la collocazione. Nel precedente ciclo amministrativo, quando la materia era di competenza dell’assessore Gianni Vassallo, tutto sembrava essere pronto per l’allestimento in parte dei vecchi uffici postali dismessi. Poi intervenne un’inchiesta per abuso d’ufficio del funzionario incaricato all’operazione a cui fece seguito il blocco della possibilità di stipulare affitti passivi per gli enti locali. Ora si tratta di trovare nuovamente la quadra: operazione non facile visto che il Comune dovrà accordarsi con Autorità portuale e Soprintendenza. La soluzione, allora, potrebbe essere anche un gazebo semovibile, da posizionare in approdi strategici al momento dell’arrivo delle navi. Una battaglia, comunque, non semplice dal momento che buona parte del turismo crocieristico arriva in città con pacchetti-visita già acquistati unitamente al viaggio.

    L’obiettivo è sempre quello di trasformare i visitatori mordi e fuggi in veri e propri turisti. Per fare ciò, le istituzioni sembrano sempre più intenzionate a intercettare i flussi nei loro luoghi naturali di partenza/arrivo. In quest’ottica sembrano, allora, molto più cruciali altri due infopoint che dovrebbero vedere la luce nei pressi delle stazioni ferroviarie di Principe e Brignole. Anche qui, si tratta di studiare la giusta collocazione perché, come sempre nel settore commerciale, bastano 50 metri di troppo o un angolo sbagliato, per rimanere all’esterno del flusso turistico principale. Per Brignole si parla di uno spazio nei pressi del posteggio prima del tunnel che conduce a Borgo Incrociati. A Principe, invece, ci sarebbe sempre il vecchio locale Amt in corrispondenza della fermata sotto la pensilina perché gli affitti all’interno della stazione sembrano al momento fuori budget.

    Ad ogni modo, per trovare le risorse necessarie, Comune e Regione potrebbero considerare l’intervento di capitali privati, quantomeno per servizi più strettamente legati al settore commerciale. «Entro la fine dell’anno discuteremo il nuovo piano con l’assessore regionale Berlangieri» assicura Sibilla. Insomma, la prossima estate come test per il 2015 dell’Expo. Staremo a vedere.

     

    Simone D’Ambrosio

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Il lavoro fisico dell’attore: workshop gratuiti al Teatro Akropolis

    Il lavoro fisico dell’attore: workshop gratuiti al Teatro Akropolis

    Workshop AkropolisRiprendono da ottobre 2013 le attività del Teatro Akropolis di Genova Sestri Ponente, che propone ad attori principianti e professionisti un ciclo di workshop gratuti sul tema Il lavoro fisico dell’attore.

    Un fine settimana al mese per cinque mesi, in cui Clemente Tafuri, David Beronio e gli attori della Compagnia Teatro Akropolis supporteranno i partecipanti nell’approfondimento di esercizi sulle diverse problematiche del lavoro fisico dell’attore, ossia il lavoro sul proprio corpo e la relazione con gli altri attori e gli elementi del palcoscenico.

    Il workshop si terrà nelle seguenti date: 4-5-6 ottobre 2013; 8-9-10 novembre 2013; 6-7-8 dicembre 2013; 17-18-19 gennaio 2014; 28 febbraio/ 1-2 marzo 2014. Ogni sessione si svolgerà il venerdì dalle 18 alle 22 e sabato / domenica dalle 14 alle 20, presso il Teatro a Sestri Ponente.

    I workshop sono grauiti, a eccezione del pagamento di 35 € per copertura assicurativa. Per iscriversi inviare il modulo di partecipazione alla mail laboratori@teatroakropolis.com.

  • Corso barman a Genova: iscrizioni aperte da settembre 2013

    Corso barman a Genova: iscrizioni aperte da settembre 2013

    cocktail-bar-alcoolIl tuo sogno è lavorare in un bar, a stretto contatto con la gente? Per acquisire competenze in questo settore l’associazione Aibm Project di La Spezia (acronimo di Associazione Italiana Bartender & Mixologist) ha organizzato un corso per barman in diverse località della Liguria: iscrizioni aperte a Genova, Rapallo, Chiavari e Alassio sia per principianti sia per chi ha già esperienza in questo settore.

    Il corso si svilupperà in 13 incontri, ciascuno della durata di tre ore, in cui sarà approfondito il seguente programma:
    – La figura del bartender, dalle origini ai giorni nostri. Il lavoro del bar. Presentazione dell’AIBM e del metodo Italian Mixing Style.
    – Il corretto uso dei bicchieri, delle attrezzature e le dosi di servizio. Introduzione allo stile classico, con preparazione dei primi cocktails: Negroni, Americano.
    – I cocktails internazionali e di tendenza. La nuova codificazione IBA. L’acqua minerale, i vari tipi e il semplice servizio. I soft drink.
    – Introduzione al free pouring: l’uso del metal pour
    – Uso del Mixing glass e simulazione di cocktails internazionali. Segue preparazione dei seguenti cocktails: Dry Martini, Vodkatini.
    – La fermentazione e la distillazione.
    – Introduzione al free pouring: il conteggio.
    – Mixing glass: la famiglia Manhattan e Martini: realizzazione pratica di alcuni drink: Manhattan e Martini Sweet.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – La birra. Il servizio della birra.
    – Utilizzo dello strumento shaker: simulazione e preparazione di alcuni cocktail fatti con shaker.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – Il vino e i vini speciali, in particolare vermouth e vini liquorosi.
    – Lo shaker: preparazione dei seguenti cocktails IBA: il Kir e Aviation.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink (il V pour).
    – Il Cognac, il Brandy e l’Armagnac. L’uso dei distillati di vino nella miscelazione.
    – Utilizzo dello shaker per la preparazione dei seguenti drink IBA: Alexander e Sidecar.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink .
    – Gli spiriti chiari (Gin, Vodka, Tequila). Il loro utilizzo nella miscelazione.
    – Preparazione pratica di altri due cocktails: Margarita e Bronx.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – Drink making techniques.
    – Il Whisky e il Rum, il loro uso nella miscelazione.
    – Preparazione del Daiquiri e del Bacardi.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – Drink making techniques.
    – Intagli e decorazioni con frutta e verdura, per decorare i drink.
    – Lezione pratica interamente dedicata agli intagli con frutta e verdura per decorare i cocktails.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – Drink making techniques.
    – I liquori e gli aperitivi, cosa sono, come utilizzarli correttamente in ogni occasione.
    – Preparazione didattica del Mojito, seguito dalla dimostrazione didattica di un Caipirissima.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – La caffetteria: dal caffè al cappuccino. Le corrette tecniche di preparazione .
    – Preparazione pratica di un caffè e cappuccino. Corretto funzionamento della macchina del caffè, dosaggi, preparazione della crema di latte.
    – Esempio di un Irish Coffee (cocktail IBA).
    – Lo spumante e Champagne. Come si servono correttamente e come si valutano.
    – Metodi di servizio dello spumante e dello champagne.

    Al termine del corso vi sarà un esame finale teorico e pratico, che consisterà in una prova scritta e nella preparazione di un cocktail estratto a sorte (con tecnica classica). Chi supererà l’esame otterrà un attestato di partecipazione al corso.

    Unico neo: il corso è a pagamento, prevede infatti una quota di iscrizione di 390 € comprensiva di rimborso corso, materiale didattico, libro di testo, tessera associativa, copertura assicurativa ed attestato di partecipazione.

    Per info e iscrizioni telefonare al 348 5473802 o scrivere alla mail angelo.desimoni@aibmproject.it. Nelle prossime settimane saranno aperte le iscrizioni anche per un corso di corsi di fruit carving (l’intaglio della frutta a scopo decorativo) e caffetteria.

  • Cinema all’aperto in Santa Brigida: torna la rassegna ‘Cinetruogoli’

    Cinema all’aperto in Santa Brigida: torna la rassegna ‘Cinetruogoli’

    truogoli-santa-brigida-centro-vicoli-d1Torna per il secondo anno Cinetruogoli, la rassegna di film proiettati in piazza Truogoli di Santa Brigida, che per cinque serate si tramuta in un cinema all’aperto.

    Giovedì 12 settembre il debutto con L’età del ferro del regista savonese Diego Scarponi, “Storie e indizi che descrivono quel preciso ambiente territoriale. Un viaggio attraverso le differenti ere industriali che ha vissuto Savona” (ingresso gratuito, inizio proiezione ore 20.30).

    Seguono altre quattro serate, con altrettanti classici del cinema muto e pellicole lontane dai circuiti commerciali. Si tratta di La folla di King Vidor (giovedì 19 settembre), The General – Come vinsi la guerra di Buster Keaton (sabato 21 settembre), Hoboemia (giovedì 26 settembre) e del documentario ligure Patabang di Andrea Frigerio (mercoledì 2 ottobre).

    Le proiezioni inizieranno alle 20.30, con aperitivo alle 19.

    L’evento è organizzato da Vivere Santa Brigida in collaborazione con il Laboratorio Audiovisivi Buster Keaton del Campus universitario di Savona.

    [foto di Daniele Orlandi]