Tag: artisti

  • La sicurezza sul lavoro spiegata ai bambini

    La sicurezza sul lavoro spiegata ai bambini

    Lavoro, sicurezza, prevenzione. Tre parole spesso associate a tragiche vicende di cronaca, dal tristemente noto rogo della Thyssen alle numerose vicende meno interessanti  dal punto di vista mediatico e di cui nessuno parla.

    Queste tre parole sono l’oggetto di un concorso letterario indetto in Umbria, in vista della festa della donna 2012: il concorso è aperto a sole donne, italiane e non, unico requisito avere più di 14 anni. Le partecipanti dovranno raccontare il tema della sicurezza sul lavoro sotto forma di fiaba, scritta in lingua italiana, lunga tra le 2 e le 8 cartelle (una cartella è 1.800 battute spazi inclusi, ndr) e alla quale è possibile abbinare un disegno o una foto.

    Le tre opere migliori riceveranno un premio in denaro: 500 € alla prima classificata, 350 € alla seconda e 250 € alla terza, mentre l’autrice dell’opera più votata sul sito web del concorso vincerà 150 €. Il premio verrà ritirato in occasione (appunto) della Festa della donna 2012, nel corso di una cerimonia presso la sede INAIL di Perugia.

    Il regolamento completo sul sito di Donne e lavoro.

  • Genova senza parole: il nuovo volto della città in Sala Dogana

    Genova senza parole: il nuovo volto della città in Sala Dogana

    Sala Dogana Palazzo Ducale GenovaUna mostra dopo l’altra nello spazio inaugurato appena due anni fa a Palazzo Ducale e riservato ai giovani artisti: sabato 19 novembre inaugura a Sala Dogana una mostra fotografica (ma non solo) a cura del duo Stefanik, pseudonimo degli artisti Stefano Fioresi e Nicolò Paoli, dal titolo Genova senza parole.

    I due ragazzi hanno scelto le tecniche più svariate per riprodurre la loro idea di Genova: fotografia, pittura, collage. Non solo: la mostra si propone come un vero e proprio work in progress, nel quale ogni visitatore è chiamato a integrare le opere con la propria immagine della città. Grandi riproduzioni cartacee di Genova saranno aperte ad “assecondare le pulsioni creative (o decostruttive?)” del pubblico.

    La mostra è a ingresso libero e rimarrà allestita fino al 4 dicembre. Aperta dal martedì alla domenica ore 15-20.

  • Dori Ghezzi e il ricordo di Genova: ci eravamo tanto amati

    Dori Ghezzi e Fabrizio De AndrèNel 1967 l’esordio discografico, poi un lungo cammino fatto di alti e bassi, gioie e difficoltà, un cammino a due con il compagno Fabrizio De Andrè. Alla morte del cantautore genovese, Dori si è dedicata con la “sua” Fondazione De Andrè a mantenere viva la musica di Fabrizio, un’agenda colma di appuntamenti da una città all’altra dell’Italia, un impegnativo gesto d’amore.

    Oggi Dori non vive più a Genova, ma qui ha lasciato tanti ricordi, inevitabilmente intrecciati con la vita e le opere di De Andrè che, come lei stessa ha detto, “era per me come una guida, mi presentava Genova con gli occhi innamorati…”

    La vita ti ha portato ad incontrare Genova sulla tua strada… Che rapporto hai con la città?

    Sicuramente le circostanze e i casi della vita mi hanno portata a Genova, ma di certo non si è trattato di una “convivenza forzata”, tutt’altro… Questa è una città che sa farsi amare per i suoi pregi. In più, io ho avuto il privilegio di conoscerla attraverso gli occhi di Fabrizio che me l’ha presentata in un modo speciale, da “figlio innamorato”…

    Quali sono le immagini e i ricordi più ricorrenti della “tua” Genova?

    Ho vissuto e conosciuto Genova come un’entità viva, che respira, perché la identifico con le persone che qui ho incontrato e che continuo ad amare. In qualche modo ci siamo scelte a vicenda, perché nel 1969, agli inizi della mia carriera, Genova mi ritenne degna di un premio prestigioso e ambito come la Caravella d’Oro. In quello stesso anno – guarda il caso, venne premiato anche Fabrizio!

    La tua carriera musicale è iniziata che eri ancora molto giovane. Dalle prime apparizioni sino ai successi degli anni settanta, gli alti e i bassi, gli incontri… Hai dei rimpianti?

    Tanti! Ricomincerei tutto dall’inizio, forse prestando più attenzione a determinate scelte…

    “Sono riusciti a cambiarci, ci sono riusciti, lo sai…” Il vostro rapporto vi ha cambiati?

    Fermo restando che, se due si innamorano, significa che si accettano e si amano per come sono, è inevitabile che poi, convivendo, ci si possa involontariamente influenzare e subire un naturale cambiamento.

    Il tuo impegno con la Fondazione De Andrè è ripagato ogni giorno da un numero crescente di riconoscimenti, probabilmente ben oltre le vostre iniziali aspettative. Ciò significa che la tua agenda è sempre colma e la tua presenza è richiesta in ogni manifestazione dedicata a tuo marito: quanto ti pesa, se ti pesa, tutto ciò? E quale sarebbe il pensiero di fabrizio se oggi potesse assistere a questo suo “successo da defunto”?

    Alla tua domanda ci sarebbe ben poco da aggiungere. Certo sarebbe più bello poter vivere ancora intimamente l’intenso rapporto con fabrizio e nessuna altra realtà può competere con questo, era davvero speciale. Forse è proprio questo il motivo per cui la gente lo ricorda ancora oggi con così tanto affetto. E le Fondazioni in questi casi possono fare ben poco… Tutto è nato da sé.

    Io penso che di fronte a tutto questo Fabrizio si dovrebbe semplicemente rassegnare, farsene una ragione.

    Gabriele Serpe

  • Mostra personale di Raimondo Sirotti alla Galleria Rotta Farinelli

    Mostra personale di Raimondo Sirotti alla Galleria Rotta Farinelli

    Roberto SirottiLa Galleria Rotta Farinelli di via Venti settembre  181 r  ospita fino al 10 dicembre la personale del maestro Raimondo Sirotti : quello tra Sirotti, Rai come gli amici lo chiamano confidenzialmente, e Rotta è un rapporto ormai consolidato. Si tratta della quinta mostra che l’artista realizza presso la storica Galleria genovese con la quale collabora fin dal 1976.

    Raimondo Sirotti è uno dei massimi interpreti della Corrente Informale, che si esprime attraverso l’esaltazione delle emozioni suscitate dalle forme della natura, piuttosto che sulla rappresentazione della forma fine a se stessa.

    Nato e sempre vissuto a Bogliasco, ha sempre associato all’attività artistica il magistero didattico, svolto con enorme impegno in qualità di docente e direttore presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.

    Nella mostra alla Galleria Rotta, Sirotti espone una selezione di opere dedicate alla natura, realizzate tutte nel 2011 come “frutto di una riflessione che è scaturita ordinando la mia ultima antologica al Teatro del Falcone di Palazzo Reale”. Di qui l’impulso a ripensare i territori frequentati per anni, dalla “natura del giardino al silenzio della cave fino alla costa, a quel mare che non ho mai cessato di respirare”, il recupero in forme rinnovate di una continuità che percorre tutta la sua opera.

    Raimondo Sirotti

    Galleria Roberto Rotta Farinelli

    10 novembre-10 dicembre 2011

    Orario 10-12 e 16-19

  • Morgasmatron: quadri e tatuaggi in mostra a Violabox

    Morgasmatron: quadri e tatuaggi in mostra a Violabox

    violabox-morgasmatronIl tatuaggio è arte? La pensa così Morg Armeni, artista genovese che della pittura su pelle ha fatto una professione che l’ha portata a girare il mondo.

    Da sabato 12 novembre è allestita presso la galleria Violabox (via Trebisonda 56 c) la sua personale Morgasmatron – 30 minutes of fear. Il titolo indica il tempo che il visitatore impiega nell’osservare tutte le opere, mentre fear è lo stato d’animo che ci si augura di evocare con l’atmosfera splatter e le tinte piuttosto inquietanti che l’artista ha ricreato.

    Un evento speciale anche per la galleria, che con questa mostra tocca quota 40 esposizioni dalla sua apertura nel 2006.

    La mostra rimarrà aperta fino all’8 dicembre 2011, con orario martedì – sabato dalle 16.00 alle 19.00. Ingresso libero.

  • Abbey Road, 80 anni di storia: concorso per band emergenti

    Abbey Road, 80 anni di storia: concorso per band emergenti

    Abbey Road
    La copertina di "Abbey Road" l'ultimo album registrato dai Beatles

    Abbey Road, gli studi discografici forse più celebri al mondo festeggiano 80 anni di vita, e lo fanno in un modo molto particolare: un concorso per band emergenti, a cui viene chiesto di scrivere un “inno di compleanno“. Sono stati selezionati otto vincitori che in questi giorni stanno registrando le canzoni negli Studios, brani che a partire da dicembre saranno scaricabili su internet.

    Gli Abbey Road Studios di Londra sono nati nel novembre del 1931, inaugurati dal compositore Sir Edward Elgar e dalla London Symphony Orchestra. Nelle sale degli Studios hanno registrato tutti i più grandi del rock, dai Beatles ai Pink Floyd (fra quelle mura sono nati album come “Wish you were here” e “Dark side of the Moon“), da Ennio Morricone a Freddie Mercury e poi i Police, gli U2, gli Iron Maiden i Deep Purple… E ancora gli Oasis, i Muse… 

    A pochi passi dall’ingresso degli Studios nell’area nord ovest di Londra venne scattata la copertina (nella foto) dell’omonimo album dei Beatles “Abbey Road” datato 1969. Ancora oggi ad ogni ora si trovano turisti intenti ad attraversare la strada con tanto di parenti e amici pronti a immortalare l’evento, c’è anche chi si sfila le scarpe per emulare Paul McCartney che nella foto attraversa la strada scalzo. L’anno scorso l’attraversamento pedonale di Abbey Road è stato perfino dichiarato monumento nazionale.

     

     

  • Tassa sui trailer cinematografici: l’ultima trovata della Siae

    Tassa sui trailer cinematografici: l’ultima trovata della Siae

    Tassa sui trailerIl popolo del web e dei blog è in rivolta: desta scalpore l’ultima trovata della Siae, la società italiana autori ed editori, di imporre ai siti internet che pubblicano trailer cinematografici che includono musica, il pagamento di una tassa, il cui importo parte da 450 euro ogni tre mesi per il diritto di pubblicare fino a 30 trailer.

    Nel comunicato diffuso qualche giorno fa, i paladini del diritto d’autore spiegano che diffondere al pubblico colonne sonore senza averne assolto i diritti d’autore, rappresenta una violazione della legge.

    I magazine e i blog cinematografici on line, con la possibilità di arricchire i trailer con inserimenti musicali aumenterebbero l’attrattività sia nei confronti degli utenti che degli inserzionisti pubblicitari. Per cui questo vantaggio in più va pagato, e a caro prezzo aggiungiamo noi. In pratica questa tassa è basata sull’ipotesi che le musiche dei film incrementano la forza commerciale dei siti, è una tassa sull’ipotetica attrattività!

    Questa tassazione non è prevista per i siti non commerciali, cioè quelli che non hanno al loro interno la pubblicità. Nessuna eccezione per tutti gli altri: Siae non fa differenza tra chi pubblica il trailer e chi si limita a mettere il link a un video tratto da Youtube.
    La licenza trailer prevede la regolarizzazione da parte dei siti per l’anno 2011, più l’ammontare per i prossimi due anni, 2012 e 2013, a partire dal 1800 euro l’anno, con la possibilità però di pubblicare un numero limitato di trailer.

    Difficile pensare che ci possa essere una convenienza economica anche per i siti più grossi e strutturati, un numero limitato di trailer difficilmente genererebbe un traffico di visite sul sito tale da ripagare 1800 euro. Per evitare il pagamento, molti siti hanno rimosso i trailer ma secondo la Siae il costo è dovuto lo stesso per la passata pubblicazione. La Siae, signore e signori, ha poteri retroattivi! Quantomeno bizzarro, visto che per una grande quantità delle leggi dello Stato Italiano (incluse quelle penali) vige il principio di non-retroattività.

    Il rischio è che questa decisione penalizzi il mercato cinematografico, che non sta di certo vivendo uno dei suoi momenti migliori. Soprattutto i film di qualità e non di massa, che sarebbero tassati quanto i grandi colossal.

    Manuela Stella

    Illustrazione Chiara Spanò

  • Accademia di Belle Arti a rischio: in vendita i quadri del museo

    Accademia di Belle Arti a rischio: in vendita i quadri del museo

    Piazza de Ferrari accademia di belle artiUna scelta dolorosa ma inevitabile: da qualche tempo girano voci sulla possibile chiusura dell’Accademia di Belle Arti e del relativo Museo.

    Non sono a rischio soltanto i corsi di studio per molti giovani creativi, ma anche un museo, che nonostante possieda opere che attraversano sette secoli di storia dell’arte attira appena mille visitatori l’anno.

    Un museo già costretto a convivere con un orario di apertura ridotto all’osso (solo nei giorni feriali) e un buco di bilancio di circa un milione di euro. Lo spettro chiusura arriva dopo che il Comune di Genova ha minacciato di tagliare dal prossimo anno i fondi finora garantiti all’Accademia, poco più di cinquecentomila euro annui.

    In questi giorni si sta consumando un tentativo in extremis per salvare il museo: vendere trenta dipinti alla Fondazione Carige, per una cifra complessiva che si spera superi l’intero disavanzo. Si tratta di opere minori, ma che costituiscono comunque una parte importante del patrimonio museale.

    Così ha commentato il direttore del Museo Giulio Sommariva: “Se riusciremo a vendere quei quadri il museo rimarrà aperto. Viceversa, la sua chiusura e quella dell’intera Accademia saranno inevitabili“.

    Restiamo quindi in attesa di conoscere gli sviluppi futuri della vicenda: non dimentichiamo che l’Accademia è l’unica struttura ligure riconosciuta dallo Stato per l’insegnamento delle belle arti.

    E ora un appello ai genovesi: se non siete mai stati al museo, è una buona occasione per farlo. Non trovate?

    Marta Traverso

    Video di Daniele Orlandi

  • Movin’up 2011: bando per giovani artisti

    Movin’up 2011: bando per giovani artisti

    Cgai giovani artisti italiani logoonto alla rovescia per la scadenza di Movin’up 2011, il bando che ogni anno il circuito Giovani Artisti Italiani propone a giovani tra i 18 e i 35 anni che hanno un progetto artistico in testa e al tempo stesso sognano un’avventura fuori Italia.

    Venerdì 11 novembre (ore 12.00) scadono i termini della presentazione della domanda: di cosa si tratta esattamente?

    Il bando è destinato a giovani artisti italiani (o che vivono in Italia da almeno un anno) che operano singolarmente o in gruppo con obiettivi professionali nei settori delle arti visive, architettura, design, musica, cinema, video, teatro, danza, performance, e scrittura. La domanda deve contenere il progetto di una produzione artistica da realizzare presso centri e istituzioni fuori Italia, con i quali si è già in contatto per svolgere stage, workshop, residenze artistiche, concorsi o iniziative analoghe.

    Il bando permetterà ai vincitori di ricevere un finanziamento che copra parte delle spese di viaggio e/o di soggiorno e/o di produzione nella città straniera ospitante.

    Il progetto è nato nel 1999, e in questi dodici anni ha sostenuto 480 su 1.323 progetti presentati, per un totale di 941 artisti (17 progetti e 41 artisti solo nel 2010).

  • Mediterranea 2011, Voci tra le sponde a Palazzo Ducale

    Mediterranea 2011, Voci tra le sponde a Palazzo Ducale

    MediterraneaInaugura il 10 novembre a Palazzo DucaleMediterranea, Voci tra le sponde“, un appuntamento giunto alla sua terza edizione che assume sempre più una caratura internazionale.

    L’obiettivo della rassegna è quello di favorire e incentivare le relazioni tra le città del  Mediterraneo soprattutto sui temi  legate allo sviluppo sostenibile, alla ricerca  e all’innovazione, alla tutela  ambientale. Un occhio di riguardo va alla tutela e alla valorizzazione della storia legata ai popoli e al territorio del Mediterraneo e agli obiettivi comuni per costruire un futuro condiviso.

    Il tema centrale di questa edizione non poteva che essere quello delle rivoluzioni che sono avvenute negli ultimi mesi in Nord Africa.

    Luca Borzani, presidente della fondazione cultura di Palazzo Ducale, ha dichiarato che: “La primavera araba ha colto tutti di sorpresa.  La letteratura, più della politica, è stata capace di raccontare cosa stava cambiando, di accompagnare le trasformazioni culturali, e,  all’opposto, di descrivere la tragedia dei fondamentalismi e la quotidianità dell’oppressione. Per questo la terza edizione di “Mediterranea” ospita grandi scrittori e scrittrici che hanno anticipato le trasformazioni che stiamo vivendo, molto spesso  pagando di persona la rottura dei conformismi e la denuncia  dell’arroganza del potere.  Con una consapevolezza: è finito  il mondo di ieri, la crisi economica  rischia di accentuare le distanze tra  le sponde, la xenofobia e gli stereotipi alimentano fantasmi di violenza. “Mediterranea” ripropone, con la  presenza di grandi voci internazionali l’appello a non chiudere al futuro”.

    Giovedì 10 novembre si inizia alle 2045 a Palazzo Ducale con un omaggio al dramma del popolo siriano, consumato nel silenzio dell’occidente, all’insegna della poesia e della musicA. Ecco il programma della manifestazione fino a dicembre:

    Maram El MasriGIOVEDI’ 10 NOVEMBRE H 2045

    La Siria taciuta Maram al-Masri. Le attese e le disperazioni di una poetessa siriana.
    Presenta Costanza Ferrini – Associazione all’ombra del Mediterraneo

    Canti sacri nel Mediterraneo
    Waed Bouhassoun, Siria, voce e oud; Ensemble Quattrocento, Italia
    I versi dei grandi poeti mistici arabi e quelli d’amore dei poeti andalusi del XIII secolo incontrano la musica sacra delXV secolo. In collaborazione con l’Associazione Musicaround Genova e Association Ecume Marseille

     

    Etienne BalibarMARTEDI’ 15 NOVEMBRE H 1745

    Da Stranieri a Nemici – incontro con Etienne Balibar

    Professore emerito di Filosofia politica  e morale presso l’Università di Paris-X. Allievo e collaboratore di Luis Althusser,  è da tempo impegnato sui temi  dell’identità e sui caratteri della  neo-xenofobia europea. Etienne Balibar riceverà il Premio Mondi Migrant. Introduce Sandro Mezzadra, Università  di Bologna

    In collaborazione con il Centro Studi Medì

     

     Anilda IbrahimiVENERDI’ 18 NOVEMBRE H 1745

    Anilda Ibrahimi incontro – Quando le personagge  si spostano e le scritture migrano

    Scrittrice albanese. I suoi romanzi, Rosso come una sposa (Einaudi 2008) e L’amore e gli stracci del tempo (Einaudi 2009) sono una straordinaria testimonianza  dei Balcani squarciati dall’odio etnico.

    Introduce Silvia Neonato in collaborazione con Società  Italiana delle Letterate.

     

    Yasmina Khadra SABATO 19 NOVEMBRE H 1745

    Yasmina Khadra  Le radici della rivolta

    Yasmina Khadra è lo pseudonimo di  Mohamed Moulessehoul, ex ufficiale  superiore dello Stato maggiore algerino. I suoi romanzi descrivono  l’Algeria ma anche le ideologie del terrorismo  islamico. Nel recente Quel che il giorno deve alla notte (Mondadori 2009),  racconta l’involuzione della rivoluzione algerina e il formarsi di un regime  burocratico e corrotto. Introduce Luca Borzani, letture a cura di SUQ Genova.

     

    Abraham YehoshuaMERCOLEDI’ 30 NOVEMBRE H 21

    Abraham B. Yehoshua – La scena perduta

    Tra i più importanti scrittori  contemporanei, insegna Letteratura  comparata e Letteratura ebraica ad Haifa.

    Yehoshua  è una delle grandi  voci della pace in Israele.  Tra i suoi romanzi: L’amante (Einaudi 1977),  Ritorno dall’India (Einaudi 1994), Viaggio alla fine del millennio (Einaudi 1997) e Fuoco amico (Einaudi 2009).

     

    Petros MarkariLUNEDI’ 12 DICEMBRE H 1745

    Petros Markari – Il giorno del giudizio

    Tra i più popolari scrittori greci,  sceneggiatore e collaboratore di Theo Angelopoulos. Il protagonista dei suoi romanzi viene definito dalla critica  internazionale come “il fratello greco” di Maigret e il “Montalbano di Atene”.

    Nel suo Prestiti scaduti (Bompiani 2011) una drammatica descrizione della  Grecia alle prese con la devastante  crisi economica. In collaborazione con Bompiani

    Lucio CaraccioloMERCOLEDI’ 14 DICEMBRE H 1745

    Lucio Caracciolo  e Giorgio Arfara – Come la crisi cambia  l’Italia e il mondo

    Lucio Caracciolo, direttore di Limes, la più importante rivista italiana di geopolitica, editorialista de la Repubblica e L’Espresso, docente di studi strategici presso l’Università LUISS di Roma.

    Giorgio Arfaras, economista.

     

     

  • Arte metropolitana: le stazioni metro musei d’arte sotterranea

    Arte metropolitana: le stazioni metro musei d’arte sotterranea

    Metro StoccolmaSottoterra c’è un mondo che non ti aspetti: un mondo pieno di sorprese, frenetico, caotico, vivo. Un luogo frequentato giornalmente da milioni di persone diversissime tra loro, dal ricco imprenditore all’operaio, dal giovane studente al pensionato.

    La metropolitana è diventata la nuova location per la trasmissione del lifestyle cittadino, delle novità e delle tendenze, un luogo dove la creativita’ puo’ esprimersi liberamente, senza vincoli e pregiudizi. Non a caso, negli ultimi anni, molte stazioni metro sono diventate veri e propri musei d’arte sotterranei, in cui si possono osservare quadri, mosaici, installazioni, murales, sculture.

    Nella metro di Madrid sono esposte le stampe di Francisco Goya, al costo di un euro (biglietto di ingresso per la metropolitana)… Non male per un’esposizione d’arte firmata da uno dei maggiori esponenti della corrente romantica spagnola. Inoltre, sotto i piedi di Madrid, e’ possibile assistere a spettacoli di flamenco, concerti sinfonici, e prendere in prestito un libro in una delle 9 biblioteche-metro realizzate nelle stazioni sotterranee.

    La metropolitana di Stoccolma, invece, è definita come “la più lunga galleria d’arte del mondo”: famosi sono i disegni spettacolari e stravaganti sulle pareti, le fontane, le installazioni, i lampadari, le sculture. Un luogo incredibile capace di togliere il fiato, nel quale anche il passeggero meno sensibile smetterà di pensare per un attimo ai sui prossimi appuntamenti in agenda per dedicarsi a pensieri quantomeno più profondi.

    A Tolosa, si può partecipare ad una visita guidata alla scoperta di una galleria d’arte sotterranea con 38 opere di arte contemporanea esposte, realizzate da artisti di fama internazionale. Ad Atene, la linea metropolitana appena ristrutturata, offre alla vista dei passeggeri “teche” di vetro in cui sono custoditi antichi vasi e sculture appartenenti al glorioso passato della Grecia classica.

    A Berlino si organizzano tour guidati alla scoperta dei bunker, delle fortificazioni dei cunicoli costruiti all’epoca della Guerra Fredda e durante la Seconda Guerra Mondiale.

    A questa rassegna non poteva mancare Parigi, dove gli artisti della metro sono veri e propri professionisti, riconosciuti dal comune; nella stazione Europe sono rimasti installati per lungo tempo una miriade di schermi che trasmettevano trasmissioni televisive da tutta Europa, in tutte le lingue. E poi ancora i bassorilievi di Singapore, le ceramiche di Lisbona, le futuristiche strutture di Hong Kong.

    Oltre che un semplice piacere per gli occhi, queste iniziative diventano inevitabilmente un mezzo per mettere in contatto attraverso l’arte e la creativita’ milioni di viaggiatori che giornalmente affollano la metropolitana. E anche l’occhio inesperto diffidente e critico di chi, per mancanza di interesse, soldi, tempo, non è assiduo frequentatore di mostre o gallerie d’arte, viene inevitabilmente coinvolto e catturato…

    A Barcellona, nelle linee 1 e 2 della metro, si organizza ogni anno il “Festival del Musicos en el Metro”: una vera e propria maratona di concerti a cui prendono parte gli artisti locali. In Italia, in particolare nelle metro di Milano e Roma, ma anche Napoli e Palermo e negli spazi sotterranei (sottopassaggi, tunnel…) di Venezia e Mantova, l’iniziativa più interessante si chiama Subway-Letteratura: i libri di giovani autori emergenti sono distribuiti gratuitamente tramite piccoli “juke box” e quindi sottoposti al grande giudizio del popolo sotterraneo. Si è passati dalla distribuzione di circa 60000 copie di libri nel 2002, (anno di nascita dell’iniziativa), ai 4 milioni di copie del 2008.

    E se la metro diventasse una sorta di mondo parallelo, una sottocittà in cui si ribaltano le convenzioni e i pregiudizi? Ci avevate mai pensato? Per molti la metro e’ solo l’emblema della frenesia e della fretta che contraddistingue il nostro stile di vita, ma evidentemente per tanti altri e’ diventato un luogo magico, un punto d’incontro, di scambio e di attività cultuale. L’ occasione per leggere un libro, per visitare una mostra d’arte, per staccare la spina fra una fermata e l’altra e dedicarsi solo a se stessi. Perche’ una cosa e’ certa: l’arte sotterranea oggi e’ molto di piu’ di un semplice contorno…

    Manuela Stella

  • Galleria Studio 44 a rischio chiusura

    Galleria Studio 44 a rischio chiusura

    Galleria Studio 44Da alcuni giorni circola una notizia che riguarda uno dei centri culturali più interessanti del centro storico: la Galleria Studio 44 rischia di chiudere i battenti. L’associazione culturale e galleria d’arte ha sede in vico Colalanza, traversa di via San Luca, ossia in pieno centro storico.

    I locali sono stati messi a disposizione nel 2004 dall’artista svizzero Schang Hutter, che viveva proprio in quell’edificio: lo spazio oggi occupato dalla galleria è stato inutilizzato per circa 40 anni prima dell’entrata in gioco della squadra formata da cinque persone (un medico e quattro artisti), che il 1 settembre 2005 inaugurano ufficialmente l’Associazione Culturale Studio Galleria 44.

    Sul sito dell’associazione  non traspare nulla, ma la mail circolata nei giorni scorsi parla chiaro: uno dei soci fondatori sta per lasciare Genova, e se nessuno prenderà il suo posto l’associazione rischia la chiusura. Tutti coloro che hanno idee o proposte per valorizzare questo spazio possono scrivere una mail a galleria_studio44@yahoo.it.

  • Underbelly Project a New York city: la mostra per nessuno

    Underbelly Project a New York city: la mostra per nessuno

    Underbelly ProjectPoteva accadere solo nella più sorprendente città del mondo. In una stazione abbandonata della subway di New York City ha preso vita l’Underbelly Project, un progetto artistico nato su iniziativa di due street artists, PAC e Workhorse.

    Di che cosa si tratta? Per un anno e mezzo 103 artisti provenienti da tutto il mondo si sono introdotti illegalmente sotto la pelle di Gotham City per trasformare un luogo abbandonato in una galleria d’arte. Ma nessuno, al di fuori degli autori stessi, sa come raggiungere il luogo dell’esposizione. Gli artisti non vogliono far vedere al pubblico le loro opere, vogliono solo che la gente sappia che esistono, là sotto, da qualche parte… Gli unici che forse avranno la fortuna di vedere questa mostra sono i dipendenti della Metropolitan Transportation Authority!

    “Uno show eterno senza la folla” – lo ha definito Workhorse – la cui idea è quella di ritrovare il senso dell’arte in se stessa al di fuori delle logiche di mercato. Sul sito dell’iniziativa sono scritti in modo volutamente sfocato i nomi di coloro che hanno partecipato; gran parte di questi artisti sono personaggi molto conosciuti, tra i nomi spiccano Ron English, le cui opere sono state vendute a cifre fino a 200.000 dollari, ma anche Swoon, Revok, Gaia, Faile.

    La realizzazione della mostra si è rivelata più difficile di quanto avessero immaginato in un primo momento Pac e Workhorse, l’ambiente è chiaramente molto buio e umido, e ciò ha pesato non poco sulle condizioni di lavoro, senza dimenticare la difficoltà per raggiungerlo, senza farsi vedere o riconoscere, ciò’ ha comportato non pochi rischi.

    Per quanto riguarda le opere non si tratta solo di graffiti ma anche di installazioni; ne è un esempio il tavolo apparecchiato per la cena con due sedie di Jeff Stark, ma anche la macchina delle ombre che crea una proiezione di due fabbri al lavoro.

    Tuttavia l’opera simbolo del progetto è sicuramente il dipinto su un muro che recita “We own the night”, la notte è nostra. In un mondo dove tutto viene esibito per poter poi essere comprato, l’Underbelly Project è l’essenza di uno spazio fascinosamente estraneo alle logiche dei nostri tempi, un tentativo coraggioso che ha come fine quella disperata ricerca di “un senso dell’arte” che da sempre tormenta e tormenterà gli artisti. Lo stesso Workhorse ha dichiarato “la street art inizialmente veniva creata con urgenza, per se stessi, non per le gallerie d’arte, ed è proprio questo significato che abbiamo voluto recuperare.”

    Deepa Scarrà

  • Voci, il Festival Nazionale del Doppiaggio sbarca a Genova

    Voci, il Festival Nazionale del Doppiaggio sbarca a Genova

    Voci Festival doppiaggioLa più importante manifestazione nazionale dedicata al mondo del doppiaggio sbarca a Genova il 4 e 5 novembre, per un weekend ricco di appuntamenti tra musica, arte e spettacolo.

    Si parte venerdì 4 alle ore 16,  con la presentazione del film “Il profeta” di Jacques Audriad, spiegato e tradotto da Micaela Rossi e Anne Giaufret della Facoltà di Lingue di Genova e da dal direttore del doppiaggio italiano Rodolfo Bianchi, presso Cambi Caffè in vico Falamonica.

    Si continua poi con la presentazione del libro di Enrico Lancia, Massimo Gilardi e Fabio Melelli “Il doppiaggio nel cinema italiano”, che detta i momenti cruciali nella storia di questa arte spesso dimenticata.

    Gli eventi proseguono alle 18 alla Galleria Immagine e Colore, di vico del Fieno con l’inaugurazione della mostra che rimarrà in esposizione fino al 26 novembre: una raccolta di opere figurative in cui gli artisti (primi quindici classificati tra i partecipanti del concorso Io Doppio), danno la propria personale e creativa interpretazione del concetto del doppiare, non necessariamente legato al momento cinematografico e televisivo.

    Sabato 5 novembre alle 21 presso Casa Paganini in Piazza Santa Maria in Passione 34 nel Centro Storico di Genova, si tiene la serata di onore del Festival, il momento della premiazione dei tre artisti migliori del concorso Io Doppio che prevede anche la consegna della Targa Renato Castellani al ligure che si è contraddisto nel mondo dello spettacolo e della comunicazione; durante la serata momenti di spettacolo con il cabaret di Rino Giannini e Max Manfredi.

  • Luigi Marangoni, intervista con l’attore e regista

    Luigi Marangoni, intervista con l’attore e regista

    Luigi MarangoniAttore e regista, Luigi Marangoni nasce a Rovigo nel 1972,  muove i primi passi al Teatro Lemming di Massimo Munaro e si diploma alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman

    Oggi, genovese d’adozione, si definisce “in un vortice di vita che mi ha ingoiato completamente.” Quel vortice che si chiama teatro, un vortice fatto di testi, progetti, scene, costumi, luci e furgoni…

    Dopo essersi cimentato anche nella regia, saprebbe tracciare un parallelo tra il regista e l’attore? In quale ruolo riesce a esprimersi meglio?

    Penso che con il ruolo di interprete teatrale mi sia avvicinato sempre più alla concezione di attore come autore di se stesso e di conseguenza dello spettacolo di cui fa parte. La passione che mi lega al teatro è totale e racchiude la recitazione come la regia; credo pertanto di potermi meglio esprimere nel ruolo di “attore come regista di se stesso”.

    Cosa significa essere attore oggi?

    La ricerca della via alternativa per comunicare con la gente sostengo sia essenziale oggi per chi fa teatro; mediante la completa consapevolezza del lavoro artistico prodotto è possibile toccare le persone e, di conseguenza, riuscire a scuoterle.

    Quali sono le principali caratteristiche che costituiscono le basi per essere o divenire attore? Saprebbe dare la sua definizione di “talento”?

    Sostengo che entrambe le questioni possano essere esplicitate dalla descrizione del talento: la caratteristica principale è innata, ed è l’amore incondizionato per l’arte intesa come profonda ricerca di se stessi e degli altri, che sfocia, nel caso dell’attore, nell’imprinting dato ad una disciplina che richiede forza e impegno. Altrettanto importante è la fluidità con la quale l’attore o il potenziale attore riesce a conoscersi e a legare il suo ascolto interiore con quello esteriore equilibrato sempre dal pensiero e dalla coscienza di sé. Penso che il talento sia disegnato da queste parole e che colui che possiede naturalmente queste qualità possa giocarsi le sue carte!

    Annalisa Serpe