Tag: associazioni

  • Servizio civile bando 2013: scaduto il termine per i progetti

    Servizio civile bando 2013: scaduto il termine per i progetti

    Nuovi sviluppi per i numerosi giovani che ancora non hanno svolto l’esperienza di servizio civile e attendono di capire se, a fronte di tagli e modifiche alla legge, nel 2013 sarà aperto un nuovo bando.

    Oggi alle 14 (31 ottobre, ndr) è scaduto il termine per enti e associazioni che intendono presentare un progetto all’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile: nei prossimi mesi verranno analizzati tutti i progetti, in modo da valutare – in base a una graduatoria di merito e ai fondi disponibili – quali effettivamente partiranno in vista del prossimo bando.

    Sono in arrivo anche novità positive rispetto ai finanziamenti al servizio civile: lunedì scorso, 29 ottobre, è stata approvata alla Commissione Affari sociali della Camera un emendamento del Partito Democratico che attribuisce ulteriori 20 milioni di euro rispetto ai fondi già stanziati per il servizio civile. Ora la palla passerà alla Commissione Bilancio, a cui spetta il compito di approvare definitivamente lo stanziamento.

    Sembrano al momento confermate le tempistiche di cui vi avevamo già dato notizia: il bando partirà nella primavera 2013 e i volontari prenderanno servizio a settembre.

    Marta Traverso

  • Cooperinnovare: bando di Legacoop per giovani imprenditori

    Cooperinnovare: bando di Legacoop per giovani imprenditori

    Legacoop Liguria ha aperto il bando Cooperinnovare per sostenere la creazione di nuove imprese cooperative da parte di giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, attraverso un fondo denominato “Fondo regionale per la CooperInnovazione” per concedere agevolazioni finanziarie e servizi alle imprese cooperative di nuova costituzione, aventi sede legale e operativa in Liguria e iscritte al registro delle imprese in data non precedente al 1 settembre 2011.

    Sono ammessi al bando progetti relativi all’avvio di attività imprenditoriali in forma cooperativa, in qualsiasi settore economico, aventi un forte contenuto innovativo. Per esempio:
    − che abbiano come attività prioritaria lo sviluppo di prodotti e/o servizi con caratteristiche di novità rispetto al mercato nazionale, specie se incentrati sull’utilizzo di tecnologie d’avanguardia (innovazione di prodotto/servizio);
    − che siano finalizzate all’implementazione di processi produttivi con caratteristiche innovative rispetto all’esistente (innovazione di processo);
    − che applichino nuovi modelli di impresa, metodologie di gestione e di controllo fortemente incentrate sull’utilizzo di tecnologie avanzate e processi gestionali improntati alla qualità (innovazione di gestione);
    − che applichino modelli di produzione e gestionali particolarmente attenti al risparmio energetico e all’utilizzo di fonti di energia alternative;
    − che siano frutto di spin–off sia universitario che aziendale.

    Agevolazioni concesse:
    1) Contributo a fondo perduto di € 5.000 ai tre migliori progetti
    2) Varie forme di finanziamento agevolato (importo massimo: € 60.000).
    3) Servizi gratuiti e/o a tariffe agevolate (contabilità; assistenza legale, fiscale e tributaria; stesura di un piano di fattibilità, ecc).

    La domanda potrà essere presentata entro il 31 dicembre 2012 presso Legacoop Liguria e gli investimenti dovranno essere concretizzati entro 12 mesi dallo stanziamento dei fondi.

    Per informazioni inviare una mail a cooperinnovare@legaliguria.coop.

    [foto di Diego Arbore]

  • Teatro Hop Altrove, le linee guida del bando suggerite dai cittadini

    Teatro Hop Altrove, le linee guida del bando suggerite dai cittadini

    Laboratorio teatro Hop Altrove, 27 ottobre 2012Si è concluso da poche ore “Let’s Hop Altrove!”, il laboratorio cittadino che aveva come scopo quello di definire le priorità d’utilizzo del centro culturale polivalente Altrove, il teatro Hop di piazzetta Cambiaso nel cuore della Maddalena.

    Alle 14 di questo uggioso sabato pomeriggio, si sono presentati alle porte del piccolo teatro tanti cittadini, ben più dei 50 posti previsti inizialmente dal Comune. Alla presenza dell’assessore a legalità e diritti Elena Fiorini, il laboratorio è terminato intorno alle 19 e 30 raggiungendo lo scopo che si era prefissato: fornire all’amministrazione comunale linee guida indicative per la stesura del bando, la cui pubblicazione dovrebbe arrivare entro fine novembre.

    «Questo è un luogo pubblico, mio come vostro…» con questa frase ha aperto le danze l’assessore Fiorini. «Il passato dell’Hop Altrove non è stato facile, ci sono stati tanti problemi e per questo come amministrazione abbiamo scelto di capire insieme come farlo funzionare. Rispetto all’incontro di questa estate in piazza Cernaia, proviamo a fare un ulteriore passo avanti per dare vita a un reale momento di partecipazione: non un brainstorming fra istituzioni e cittadinanza, ma una cessione di parte del potere decisionale ai cittadini attraverso un laboratorio. Si tratta del primo esperimento in tal senso di questa amministrazione.»

    Il coordinamento del laboratorio è affidato a “facilitatori” che suddividono i lavori in diverse fasi. Ognuno deve scrivere su un foglio un tema su cui discutere, i fogli vengono affissi al muro e a quel punto si è chiamati a scegliere a quali discussioni partecipare. Inizialmente regna un po’ di confusione (genovesi, popolo di irrequieti…) complice qualche misunderstanding sul senso dell’incontro, poi i temi caldi iniziano a delinearsi e si formano 5 o 6 gruppi di discussione. Facilitatori e rappresentanti del Comune lasciano quindi la scena ai cittadini, a ogni gruppo viene consegnata una scheda per mettere nero su bianco i suggerimenti per la stesura del bando. Le discussioni di concittadini seduti allo stesso tavolo e uniti dal desiderio di veder rinascere il teatro della Maddalena si fanno sempre più interessanti e vanno a toccare tanti punti, che senza dubbio saranno molto utili per le valutazioni dell’amministrazione pubblica.

    Dovrà essere un soggetto privato a gestire lo spazio o dovrà rimanere un luogo pubblico? Unico gestore oppure gestione di rete? Attività culturali diversificate o solo teatro? Profit o no profit? 
    Persone di qualunque età sedute in cerchio per ore, fra le poltrone e il legnoso pavimento del teatro, a discutere e confrontarsi civilmente, con trasporto e passione. Molti gli spunti emersi: ad esempio una rete di gestione su due livelli, in cui l’attività profit (bar, ristorazione ecc…) lavora in parallelo con quella no profit (programmazione culturale), oppure una formula che prevede condivisione di responsabilità e programmazione con il pubblico, poi il coinvolgimento degli abitanti della Maddalena e del Centro Storico (si conferma molto sentita l’esigenza di “aprire” l’Hop al quartiere), non ultima la creatività sostenibile e quindi opportunità per le idee giovani e le industrie creative della città.

    Al termine è stato formato anche un “Comitato di Garanzia“, ovvero un gruppo di cittadini che avrà il compito di segnalare al Comune eventuali comportamenti del nuovo gestore non in linea con la linea del bando. Il comitato sarà formato da dodici persone, quattro cittadini residenti nel Centro Storico, due cittadini membri di associazioni attive, un operatore scolastico, due operatori culturali, due operatori commerciali del Centro Storico e un rappresentate del municipio.

    Il bando verrà presentato entro la fine di novembre, nuovamente con un incontro pubblico.

     

    Gabriele Serpe

  • Parchi di Nervi, riqualificazione: occorre una visione complessiva

    Parchi di Nervi, riqualificazione: occorre una visione complessiva

    Musei di NerviUna cabina di regia ed una visione complessiva. È quello che chiede l’associazione Amici dei Parchi di Nervi all’amministrazione comunale, in merito ai lavori di riqualificazione che in questi mesi stanno interessando le famose aree verdi del quartiere levantino.
    «Occorre una visione d’insieme – spiegano i volontari – ma anche la possibilità di intervenire sulle alberature, sul verde e sui prati, altrimenti andremo incontro ad un’occasione persa. Per le altre opere, ad esempio il rifacimento del tetto della Casa del Console, si è già investito un milione di euro».

    Prima dell’avvio del secondo lotto – anche alla luce di alcune criticità emerse durante l’esecuzione degli interventi del primo lotto – l’associazione sorta in difesa dei Parchi, si augura che gli errori del passato servano da monito per il futuro. In questo senso va riconosciuto all’assessore comunale all’Ambiente, Valeria Garotta, il massimo impegno, visto che grazie al suo tempestivo interessamento, le problematiche sono state immediatamente affrontate.

    Nello stesso tempo, però, le realtà associative – Legambiente, Italia Nostra ed Amici dei Parchi di Nervi – non intendono stare con le mani in mano, bensì stanno preparando alcune osservazioni al progetto del secondo lotto da inviare agli uffici tecnici di Palazzo Tursi.

     

    Sempre in tema di difesa del verde pubblico, questa volta nel quartiere di Oregina, in via Ambrogio Spinola, Giovedì 25 ottobre, alle ore 8, si svolgerà un presidio per proteggere una quarantina di alberi ad alto fusto destinati all’abbattimento. Ambientalisti, residenti ed il Comitato Centro-Est hanno già raggiunto un primo successo stamattina, quando i tecnici di Aster giunti sul posto per procedere con il taglio degli alberi (alcuni considerati malati, questo il presunto motivo dell’intervento deciso dall’amministrazione comunale) sono stati costretti a fare marcia indietro, grazie alla ferma opposizione dei cittadini. Domani si replica.

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Libreria comunitaria a Mele: raccolta libri fino al 31 ottobre

    Libreria comunitaria a Mele: raccolta libri fino al 31 ottobre

    I libri della libreria comunitaria di MeleSe avete dei libri che non leggete più o volete comunque alleggerire la vostra libreria dai volumi più vecchi, o anche semplicemente se avete voglia di partecipare a una bella iniziativa, ecco quello che fa per voi: fino al 31 ottobre l’Associazione Culturale Cartiera 41 con sede nell’ex cartiera seicentesca in Via Biscaccia a Mele, nell’immediato entroterra voltrese, organizza una raccolta di libri per dare vita a una libreria comunitaria.
    La raccolta ha già dato i primi frutti e «ad oggi i libri a disposizione dei soci sono circa 300» dice Grazia Buongiorno, direttore artistico dell’associazione. Attualmente la fruizione dei volumi raccolti è possibile solamente presso la sede: «La quantità minima impedisce per adesso di sviluppare un sistema di prestito, anche se l’obiettivo finale del progetto ha questo indirizzo e contiamo nel tempo di riuscire a raggiungerlo».

    La libreria è stata allestita naturalmente presso la sede stessa dell’associazione, le cui iniziative culturali, compresa questa, nascono dalla volontà dei soci fondatori di rispondere a esigenze riscontrate sul territorio. Per ora non è stata ancora contemplata l’eventualità di vendere i libri, quanto meno nella modalità classica: «Stiamo organizzando un progetto di scrittura creativa, con l’intenzione di creare una collana titolata “I Romanzi della Cartiera” contenente i lavori concepiti durante il laboratorio, e successivamente di pubblicarla: in questo caso si pensava alla vendita, che però resterà circoscritta a situazioni particolari come questa».

    «Assolutamente tutti, soci e non possono usufruire della libreria, ugualmente per la raccolta» tiene a precisare Grazia. Tutte le tipologie narrative sono ben accette, mentre si opera una moderata selezione per quanto riguarda la raccolta di riviste: «Gli argomenti che ci interessano sono arte, natura, informazione, musica, sarebbe ben fatto poter allargare lo spettro delle argomentazioni e offrire un servizio integrale ma con le riviste si corre il rischio di ritrovarsi con una montagna di gossip da riportare al macero. Per il resto tutto è ben accetto, libri di ogni tipo, fumetti e anche musica, sia in cd sia in vinile, ovviamente originali per questioni ben ovvie».

    La libreria osserva gli orari dell’associazione, ovvero da venerdì a domenica dalle 12.30 a sera inoltrata, il resto della settimana invece gli orari di apertura coincidono con i corsi che si terranno presso l’associazione, quindi dalle 20 alle 23.30 circa.

    Per contattare l’associazione e per avere ulteriori informazioni si può scrivere ad associazione@cartiera41.it oppure telefonare ai numeri riportati sul sito dell’associazione, cartiera41.it.

     

    Claudia Baghino

  • Cohousing a Genova: cos’è, come si può fare e dove cercare casa

    Cohousing a Genova: cos’è, come si può fare e dove cercare casa

    Danimarca, 1964: l’architetto Jan Gudmand-Hoyer raduna un gruppo di amici e propone loro di individuare uno spazio in cui andare a vivere tutti insieme, per ricreare “in piccolo” il clima di condivisione che nelle società antiche era tipico dei villaggi. Infatti, un tempo non esistevano né le grandi città di oggi né mezzi di trasporto che permettevano di arrivare rapidamente da un luogo all’altro: per questo, ogni singolo villaggio doveva badare da solo alla propria sussistenza. Inoltre, l’architetto voleva sperimentare un modo (quasi anacronistico, a ripensarci oggi) per contrastare l’assottigliarsi dei legami che la crescente globalizzazione ha portato nel vivere quotidiano delle persone.

    Questo è il cohousing: un percorso di vita in comune fra un gruppo di persone che si sono “scelte” e hanno individuato un luogo – per esempio un condominio – dove ognuno ha diritto al proprio spazio privato, ma dove al tempo stesso domina una logica di scambio e condivisione, per esempio con servizi in comune quali aree verdi e orti, biblioteca, area per bambini, pannelli fotovoltaici e così via.

    In questi cinquant’anni il modello si è diffuso, e in tutto il mondo – Italia inclusa – esistono ottimi esperimenti di cohousing. Un modello di vita che a Genova ancora manca.

    Per questa ragione si è costituita nei mesi scorsi “GE-COH: Associazione per la promozione del Cohousing a Genova“: un’associazione che si pone lo scopo di fornire aiuto e supporto a chiunque voglia tentare questa esperienza nella nostra città.

    Questi i vantaggi principali del cohousing, così come illustrato sul manifesto dell’associazione:
    l’aumento delle opportunità di relazione e la riduzione di patologie legate alla vita in solitudine (ad esempio per persone anziane);
    – maggiori punti di riferimento nella crescita dei bambini (aiuto nei compiti, assistenza quando i genitori non ci sono, ecc);
    – la creazione di rapporti tra gli adulti, che possono trovare occasione di confronto e dialogo con persone diverse dal proprio nucleo familiare;
    – la riduzione dell’uso improprio delle strutture, impiego più razionale delle risorse, riduzione dei consumi e dei costi;
    – possibilità di sperimentare nuove soluzioni costruttive, per esempio la bio architettura o strumenti di risparmio energetico e di miglioramento dell’impatto ambientale;
    – la partecipazione individuale alle attività di progettazione, realizzazione e mantenimento della propria casa.

    L’associazione ha sede presso il Circolo Arci Zenzero di via Torti, dove periodicamente terrà riunioni allo scopo di illustrare i principi del cohousing e prendere contatto con chiunque voglia aderire. Per contattarli ci si può recare presso il circolo Arci Zenzero o scrivere presso la pagina Facebook “Cohousing Genova”.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Sampierdarena: riparte la mobilitazione dei cittadini

    Sampierdarena: riparte la mobilitazione dei cittadini

    Sampierdarena, cartolina antica del 1925A Sampierdarena non sfiorisce la voglia di partecipazione dei cittadini intenzionati a cambiare lo stato delle cose. La realtà associativa apolitica e trasversale “Officine Sampierdarenesi“, nata nel giugno scorso, invita gli abitanti del quartiere a riprendere la mobilitazione e Sabato 29 settembre a partire dalle ore 14:30 annuncia la sua presenza in via Rolando.

    Le richieste rivolte alle istituzioni locali sono sempre le stesse: maggiore prevenzione sul territorio da parte delle forze dell’ordine, in particolare nei punti più critici della delegazione; azioni in favore del rilancio del commercio e dei negozi di vicinato. E poi uno stop permanente alla concessione di ulteriori autorizzazioni per nuove aperture di sale gioco.

    Gianfranco Angusti, presidente delle Officine Sampierdarenesi, annuncia una raccolta di firme per chiedere un posto di Polizia tra piazza Vittorio Veneto e piazza Masnata «Un camper che sia sempre strategicamente in uno di questi luoghi». E rilancia la lotta alle sale giochi «perché Sampierdarena non è La Vegas».

     

    Nel frattempo al Campasso, una mostra fotografica inaugurata domenica scorso sta riscuotendo un grande successo. Dal titolo “Come eravamo – Quartiere Campasso“, l’esposizione propone una splendida raccolta di immagini dal 1900 al 1980.

    Ottant’anni di storia ricostruiti grazie alla collaborazione di tutti gli abitanti del quartiere che hanno cercato in cassetti, armadi e bauli i ricordi di un tempo e li hanno messi volentieri a disposizione «Sono 94 immagini inserite in cornici a giorno che vanno dai primi del ’900 sino agli anni ’80 circa – spiega il Comitato Campasso – Documentano i profondi mutamenti della zona, e richiamano alla mente, soprattutto di chi non è più giovanissimo, gli insediamenti talvolta prestigiosi di un tempo come la famosa Gina del Campasso, nel cui ristorante si riunivano anticamente i dirigenti del Genoa dopo gli allenamenti della squadra nella famosa piazza d’armi e che contava tra i suoi clienti più affezionati l’allora sindaco di San Pier d’Arena Mario Bettinotti e personaggi come Federico Giolitti e Gabriele D’Annunzio».

    Tra i reperti, anche i testi di due canzoni: “Zena e Sampedaenn-a” del 1926 firmata da Cappello e Margutti, autori della famosa “Ma se ghe penso“, e “La canzone della Gina” firmata da Attilio Margutti e Giovanni Maria Sala.

    La mostra, promossa dal Municipio Centro Ovest, ospitata presso i locali di via Pellegrini 11/r. sarà aperta fino al 29 settembre, con orari 9:30-12:30 e 15-18:30.

    «Ci auspichiamo che in futuro questa esposizione possa trovare una collocazione permanente a disposizione di quanti, giovani soprattutto, abbiano desiderio di documentarsi sul passato di un Quartiere che, ci auguriamo prosegua sulla strada di una positiva riqualificazione», conclude il Comitato Campasso.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Ti presento Sophia: spettacolo anti crisi al Teatro Instabile

    Ti presento Sophia: spettacolo anti crisi al Teatro Instabile

    Teatro InstabileUn gruppo di giovani genovesi tra i 25 e i 30 anni si è radunato, mettendo insieme il loro talento e inclinazione artistica, e ha dato vita all’associazione culturale Sophia dalla Notte.

    Ora l’associazione apre le porte ai genovesi e si presenta in uno spettacolo dal titolo emblematico, Ti presento Sophia, che si terrà domenica 30 settembre (ore 21) al Teatro Instabile di via Cecchi: un team di ragazzi che rispondono alla crisi con una risata, un progetto culturale e uno show rigorosamente autoprodotto.

    Ogni membro di Sophia Dalla Notte metterà in scena le proprie abilità recitative, musicali e coreografiche al servizio della risata, visto che la maggior parte di loro si muove nell’ambito del cabaret. La serata sarà anche l’occasione di una prima raccolta fondi per l’inizio delle attività associative.

    Nel corso dello spettacolo le attività di Sophia Dalla Notte saranno presentate dal fondatore Nicola Camurri, attore, regista, cabarettista e docente di recitazione.

  • Violenza sulle donne: Genova dice no, evento a Palazzo Ducale

    Violenza sulle donne: Genova dice no, evento a Palazzo Ducale

    violenza sulle donneIn Italia ogni tre giorni una donna muore in conseguenza di un atto di violenza. Un dato molto doloroso e che spesso viene ripetuto, dagli spot istituzionali all’impegno che molte grandi e piccole associazioni mettono nell’aiutare donne in difficoltà e nel sensibilizzare su questo tema.

    Genova è una città molto attiva sotto questo punto di vista: dal centro antiviolenza di via Mascherona, per il momento aperto nonostante i tagli che ne hanno minacciato la chiusura, a numerosi gruppi e associazioni che si fanno promotrici di eventi come la Notte Bianca dei centri antiviolenza, il video Dannato Silenzio e una raccolta firme contro il femminicidio.

    Sabato 22 settembre 2012, tre piccole associazioni della città hanno organizzato un pomeriggio a Palazzo Ducale per confrontarsi e dialogare su questi temi: Rivista Marea, Archinaute e Gruppo Atelier si incontrano dalle 15.30 alle 19 per un evento di testimonianze, musica, danza e recitazione, con la presenza di ospiti quali Laura Sicignano, autrice e regista teatrale e direttrice del Cargo di Voltri, Carla Peirolero, direttrice del Suq, il giornalista e scrittore Giuliano Galletta e gli allievi della scuola di recitazione del Teatro Stabile.

  • Manicomio Genova Quarto: tre giorni di eventi in difesa del luogo

    Manicomio Genova Quarto: tre giorni di eventi in difesa del luogo

    La sorte dell’ex ospedale psichiatrico di Genova Quarto è ancora in forte dubbio: la Regione sembra voler fare marcia indietro sulla vendita, ma i cittadini sono ancora in attesa di maggiori certezze su quanto accadrà nella zona.

    Per far conoscere la storia e le caratteristiche di questo luogo, l’associazione Il Ce.Sto ha organizzato una tre giorni di eventi denominata Quarto Pianeta, che si terrà da venerdì 21 a domenica 23 settembre.

    Venerdì 14 settembre, ai Giardini Luzzati, si terrà dalle 19.30 un aperitivo di raccolta fondi (10 € a persona) per sostenere l’iniziativa e avere maggiori informazioni su come poter contribuire.

    Questo il programma di Quarto Pianeta.

    Venerdì 21 settembre 2012 – Solitudine delle persone, servizi e democrazia: dove va la salute e la salute mentale?

    16.30 – 17.30: spettacolo teatrale “Favole allo specchio: Alice nel paese delle favole, le paure che rendono le matrigne cattive” di Katia Giordano coi pazienti della residenza “I Boschi” di Acqui Terme
    A seguire: Laboratorio “teatroterapia tra disabilità e vita”, sul teatro come mediatore per gli inespressi nella disabilità e nella vita di ogni individuo

    16.30 – 18.30: Laboratorio di fiabe per bambini Teo & Bea
    Favole e natura per bambini dai 3 ai 10 anni, organizzato dall’Associazione Creando

    17.00: Introduzione a cura del Coordinamento per Quarto

    17.00: Inaugurazione della Mostra degli Acquarelli di Riccardo Tabacchi, a cura dell’atelier di arteterapia del Centro Basaglia.
    Saranno inoltre presenti
    Il nostro viaggio: opere degli ospiti della Comunità Alloggio Villa Galletto della Cooperativa Sociale Genova Integrazione a marchio ANFFAS
    Il colore delle parole: gli acrilici di Cesare Canuti
    Esco dagli schemi: i collages in poesia di Maddalena Leali
    Presentazione delle opere del Centro Alzheimer

    17.20: Democrazia e salute.
    Intervento di Adriano Sansa – presidente del tribunale dei minori – e Don Andrea Gallo – Comunità di San Benedetto al Porto

    18.30: Dal dentro al fuori…. pensieri sulla salute mentale.
    Dialogo tra Bruno Orsini – psichiatra e relatore della Legge 180 – e Vito Guidi – psichiatra. Conduce Giorgio Pescetto – coordinamento per Quarto.
    Interventi dei pazienti, dei familiari e degli operatori della salute mentale.

    19.00 – 20.00: Laboratorio di yoga della risata, con Eva Provvedel
    Lo yoga della risata è una pratica che armonizza lo yoga con le proprietà terapeutiche della risata.

    19.45: Inaugurazione della mostra a cura del Centro Basaglia

    20.00: Apericena a cura della Scopa Meravigliante

    20.00: Letture di poesie tratte da “Parola smarrita Parola ritrovata…” a cura di Alberto Bergamini del Teatro della Tosse
    Poesie a cura del “Gruppo per la Poesia” del Coordinamento Riabilitazione – Servizio Salute Mentale – U.S.L. n°3 Genovese

    21.00 – 21.30: Spettacolo di danzaterapia “Danza di confine” della Compagnia AllegraMente

    21.30 – 22.30: Spettacolo teatrale “Corpo nostro cercasi“, Compagnia Beato Ragno

    Sabato 22 settembre 2012 – Allora dio – per noi – ricominciò ad esistere

    15.30 – 16.00: Cortometraggio “Il pesciolino rosso” + spot dell’Associazione Prato Onlus

    15.30 – 16.30: Coro dell’associazione “Meglio Insieme”

    15.30: Laboratorio di teatro danza, di Nada Graffigna

    15.30 – 16.30: Winnie e i suoi amici, minispettacolo con laboratorio teatrale per bambini

    16.00: Visita guidata degli spazi dell’ex ospedale psichiatrico – storia e architettura – a cura dell’Associazione Luoghi d’Arte

    16.30: Anniversari – La Scopa Meravigliante, Il Museo delle Forme Inconsapevoli e …

    16.30: Laboratorio del riciclo, di Sara Fertino
    Con quotidiani materiali di recupero si possono creare nuovi oggetti…

    17.00: Il Manicomio, memoria e testimonianze:

    18.00 – Dopo il manicomio è fiorito un giardino?

    17.00 – 18.00 – Laboratorio di lettura per bambini sul tema “terra” – Teatro delle Formiche

    18.00 – 20.00 – Laboratorio per bambini “la ragnatela” a cura dell’Associazione ViviSottosopra

    19.15: Il teatro sociale – L’arte tra disagio e cura

    20.00: Apericena a cura della Scopa Meravigliante

    21.00: Spettacoli a cura del Teatro dell’Ortica

    Domenica 23 settembre 2012 – Quarto: quale futuro possibile? Utopia o realizzabilità

    10.00 – 12.00: Tavola rotonda

    10.00 – 12.30: Laboratorio per bambini organizzato da UISP e presentazione Trofeo Pier Amedeo Pessi

    10.30 – 12.30: Laboratorio creativo per bambini “Regalami le ali…”a cura di Sara Medicina e Daniela Filippini

    11.00 – 11.45: Quinta praticabile, spettacolo “La patente” di Pirandello

    12.00: Musica del collettivo “Moto Perpetuo” dell’Associazione San Marcellino

    13.00: Aperipranzo a cura della Scopa Meravigliante

    14.00 – 15.30: Spettacolo teatrale “In viaggio con Don Chisciotte” regia di Enrico Campanati

    15.00: Spezzoni di Kabaret Kriminale dell’Associazione culturale Kummelekale

    15.30: Bubi Senarega, festa da ballo e animazione con Paolo Traversa.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Genovarte: un’associazione per “insegnare” Genova ai bambini

    Genovarte: un’associazione per “insegnare” Genova ai bambini

    L’Associazione Culturale GenovArte opera sul territorio genovese dal 2000 con lo scopo principale di “valorizzare la storia ed il nostro passato, con un occhio di riguardo per il recupero delle tradizioni locali”. La peculiarità di questa associazione, formata da storiche dell’arte con esperienze di didattica e guide turistiche abilitate, è il tipo di pubblico a cui essa rivolge i propri sforzi: i bambini.

    L’ampio ventaglio di attività proposte è pensato infatti per essere di immediata fruizione per i piccoli in età scolare, ed è per questo che l’associazione lavora a stretto contatto con le scuole realizzando percorsi tematici ideali per le classi, da quelli storici e artistici a quelli gastronomici o incentrati su personaggi chiave della nostra storia come Andrea Doria o Cristoforo Colombo. Vengono organizzati anche percorsi particolari per gruppi o famiglie. Alla vigilia del nuovo anno scolastico l’associazione si appresta a riprendere le sue attività e a proporne di nuove: abbiamo parlato con Cristina Ferrari, membro dell’associazione che cura le visite guidate, i percorsi didattici e parte dei laboratori.

     Qual è stato il primo motivo che vi ha spinto a creare un’associazione di questo tipo, rivolta principalmente a un pubblico in età scolare?

    «Devo dire che principalmente ci ha spinto la voglia di far conoscere il patrimonio culturale della nostra città e della Liguria più in generale. Troppo spesso gli adulti non conoscono segreti e bellezze di Genova e allora ci siamo dette perché non cominciare a coltivare le nuove generazioni, a incuriosirle sul territorio in cui vivono per amarlo e preservarlo».

    La conoscenza del patrimonio storico-artistico che ci circonda (e di conseguenza il rispetto per tale patrimonio) è, purtroppo spesso, minima se non nulla in molti genovesi. Voi andate, per così dire, alla radice, rivolgendovi ai bambini: famiglie ma anche classi scolastiche. Trova che le scuole dedichino sufficienti energie a trasmettere la conoscenza della realtà culturale e storica della città e del territorio ai bambini?

    «Ci provano. Purtroppo le risorse destinate alla scuola sono sempre più scarse e a farne le spese sono i bambini. Gli insegnanti fanno quello che possono con ciò che hanno. Il nostro ruolo è, seppur nella brevità dei laboratori e dei progetti che proponiamo,  quello di aiutarli a stimolare i ragazzi alla curiosità per ciò che li circonda, andando alla ricerca dei piccoli, grandi tasselli della Storia e ponendo le basi per la formazione di uno spirito critico, attento alla realtà che lo circonda e ben consapevole che passato e presente sono sempre e comunque legati e in dialogo tra loro».

     

     I vostri percorsi sono divisi in classici e alternativi, organizzati questi ultimi per aree tematiche: quali sono gli argomenti più amati dai piccoli?

    «Quest’anno abbiamo lavorato sui cantautori genovesi e il successo è stato enorme, tanto quanto la nostra soddisfazione nel vedere i bambini così curiosi nel conoscere non solo De André e Paoli, ma anche Bindi, Tenco, Lauzi.  I bambini poi si divertono a parlare di tradizioni culinarie e a scoprire arredi e oggetti oramai lontani dall’uso quotidiano. Ma negli anni si sono anche appassionati ai presepi genovesi, ai burattini, ai pirati… Ma forse uno degli aspetti che più affascina le classi è l’uscita sul territorio».

     

    Riscontrate quindi sufficienti  partecipazione e interesse? Se da piccoli è grande lo stupore all’ingresso, per esempio, di un palazzo storico, da una certa età in poi l’uscita di classe viene vissuta generalmente come “un giorno in meno di scuola”, perciò con scarsa attenzione a ciò che viene spiegato e proposto.  

    «Ammetto che lavorare con la fascia d’età che va dai 3 agli 11 anni è ugualmente facile e difficile. Facile perché i bambini sono incredibilmente attenti e curiosi, non gli sfugge niente e spesso vogliono sapere sempre di più. Difficile perché è necessario usare un linguaggio per loro riconoscibile e non si possono avere momenti di abbassamento dell’interesse, altrimenti li hai persi. E poi, se ai bambini dai fiducia, loro ti ripagano con la fiducia. E in una società come la nostra che non investe nelle nuove generazioni perché non le ritiene idonee, la fiducia è fondamentale. E’ un atto educativo».

    Organizzate anche laboratori didattici: come vengono coinvolti i bambini? Svolgono una parte attiva nelle attività?

    «I bambini sono i protagonisti dei nostri incontri. Fin dalle prime fasi delle attività cerchiamo di coinvolgerli, soprattutto per portarli attraverso il ragionamento al contenuto centrale del laboratorio. Le schede didattiche con giochi e disegni o le uscite sono un utile supporto, piuttosto che la conclusione ideale di un percorso a tappe che cerca di fissare pochi, efficaci punti che arricchiscano il loro bagaglio culturale in divenire». 

    A quali fasce di età vi rivolgete con queste attività?

    «Principalmente alle classi della scuola dell’Infanzia e Primaria. Quest’anno, però, proveremo a proporre alcune attività anche per le scuole secondarie di I grado».

    Cosa vi proponete per il futuro? Nuovi percorsi, nuove collaborazioni?

    «In questo momento GenovArte si sta trasformando e, grazie anche a nuove opportunità professionali, sta per intraprendere un nuovo cammino in collaborazione con la Cooperativa TerraMare di Sestri Levante per la quale lavorano due delle nostre socie-collaboratrici: Cristina Ferrari e Marzia Dentone. Serena Lattanzi, la Presidente, ha accolto il progetto di iniziare ad allargare la proposta didattica e turistica al Levante, ricco di spunti e molto sensibile a tutto ciò che riguarda la promozione del territorio e la riscoperta delle radici culturali. La collaborazione con TerraMare ci permetterà anche di approfondire tematiche ambientali attraverso l’ideazione di itinerari tematici specifici.
    Aggiungo che da alcuni anni ci siamo lanciate nella progettazione di percorsi didattici a richiesta, in base alle esigenze delle scuole che ci contattano. Ci mettiamo completamente al servizio degli insegnanti, aiutandoli anche a capire cosa proporre alle classi».

    Per tutte le info specifiche sui percorsi tematici e i contatti, si può consultare il sito genovarte.it.

    Claudia Baghino 
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Cittadini e associazioni: Sampierdarena non è un ghetto

    Cittadini e associazioni: Sampierdarena non è un ghetto

    Sampierdarena, cartolina antica del 1925I cittadini e gli operatori commerciali di Sampierdarenatornata al centro dell’attenzione nel mese di agosto a causa dell’ennesimo tragico omicidio – non ci stanno a veder dipinta la delegazione in cui vivono e lavorano come una “terra di nessuno” e si organizzano in forme associative per provare a cambiarne l’immagine. Sampierdarena, infatti, viene dipinta dai mass-media come un vero e proprio ghetto in mano alla criminalità, aumentando la percezione di insicurezza degli abitanti, da un lato giustificata dai grandi cambiamenti sociali che hanno segnato il quartiere, dall’altro smentita dai dati ufficiali dei reati «Non particolarmente allarmanti», come ha recentemente confermato al “Corriere Mercantile” il Questore di Genova, Mario Mazza.

    E così, dopo le “Officine Sampierdarenesi”, l’ultima nata in ordine di tempo è l’associazione “Rilanciamo Genova”, presieduta da Roberto Cifarelli, ex capogruppo del Pdl nel Municipio Centro Ovest.
    «Mai come ora era necessario impegnarsi ripartendo dal territorio – racconta Cifarelli – “Rilanciamo Genova” vuole essere una realtà apartitica collettore di istanze, contenitore di idee, fucina di proposte. Ha lo scopo di partecipare ad un rilancio economico, sociale e culturale di Genova, proprio partendo da Sampierdarena».
    Ma anche i commercianti vogliono far sentire la loro voce e chiedono a Comune e istituzioni locali un intervento ad ampio raggio sul fronte sociale, commerciale, ambientale ed urbanistico. «Occorre rilanciare l’economia della zona – spiegano – Se infatti sono state agevolate le aperture di centri commerciali come la Fiumara, nel contempo non si è pensato ai piccoli negozianti e alle loro esigenze, ovvero maggiori parcheggi, l’organizzazione di eventi e manifestazioni capaci di portare a Sampierdarena cittadini di altre parti della città».

    Anche perché ricondurre tutto ad un problema di ordine pubblico «Rischia di allontanare l’attenzione dalle cause che sono a monte di un degrado e disagio, sempre più diffusi – spiega Roberta Mongiardini, assessore nel Municipio Centro Ovest al “Gazzettino Sampierdarenese”, storica testata locale – Così si alimenta un’immagine estremizzata della delegazione che non corrisponde al vero e della quale molti sampierdarenesi sono stanchi. Esistono situazioni di estrema criticità e gravità che nessuno nasconde ma nel complesso il tessuto sociale è buono e sano».
    Poi l’assessore ricorda come il declino sia iniziato ben prima dell’arrivo delle comunità straniere, spesso additate quali principali responsabili della difficile situazione odierna «Troppe servitù concentrate in una zona che, per storia e collocazione geografica, è parte del centro città; erosione di spazi per operazioni edilizie assai discutibili; traffico fuori controllo; un’eccessiva presenza di locali e sale da gioco. L’elevata concentrazione di immigrati ha fatto saltare il coperchio della pentola – conclude Mongiardini – ma non si tratta solo di un problema di sicurezza».

     

    Matteo Quadrone

  • Sophia dalla Notte: un osservatorio su arte e digitale

    Sophia dalla Notte: un osservatorio su arte e digitale

    Sono sempre più numerosi gli esempi di gruppi di giovani che si radunano per dare vita a un gruppo informale, un’associazione, una startup. Era Superba quattro anni fa è nata proprio con questo scopo, ed è bello vedere che in questa città – spesso considerata “vecchia, statica e mugugnona” – esistono numerose realtà piccole e grandi che si impegnano per “fare qualcosa”.

    In passato vi abbiamo parlato dei ragazzi di L’Alieno a Prà, dei numerosi eventi di Disorder Drama, dell’impegno per la valorizzazione della musica di Volumia, dell’impegno in difesa dell’ambiente e della creatività da parte di IoRicreo. Gli esempi sono molti, e a Genova stanno nascendo continuamente nuove realtà, a mezza via tra il “fare cose insieme” e il voler “inventarsi un lavoro”.

    A questo scopo vi raccontiamo il progetto di Sophia dalla Notte, nata a febbraio 2011 da un’idea dell’attore e regista Nicola Camurri: un progetto di ricerca artistica, orientato in particolare alla sperimentazione di nuovi linguaggi legati alle nuove tecnologie digitali per la comunicazione. Il presupposto è semplice: oggi sempre più opere d’arte vengono diffuse per via digitale, generando così un prodotto nettamente diverso da quello originario. Se osservare un quadro dal monitor di un pc o di un tablet implica un rapportarsi con l’opera assai differente da quello dell’osservazione dal vivo, realizzare un’opera con tecniche digitali è allo stesso modo un approccio completamente diverso all’attività artistica.

    Non solo: oggi, grazie al web, chiunque può creare la propria opera d’arte e farla circolare verso un pubblico potenzialmente infinito. YouTube per i video, Instagram per le immagini, i blog per la scrittura, tutti i social network per diffondere le opere, farsi conoscere, dialogare con le persone. Se la diffusione di massa di opere è diventata così facile, e chiunque sul web può “diventare artista”, come si fa a distinguere un’opera di qualità da una che non lo è?

    Il progetto di Sophia dalla Notte vuole anzitutto riflettere su questa nuova congiuntura artistica, che a cascata si riflette in ogni altro aspetto della società in cui viviamo: lavoro, politica, economia, tutto ormai passa attraverso il multimediale e il digitale. Che lo vogliamo o meno, tutti noi siamo ormai parte di questo fenomeno: siamo soggetti a informazioni che scorrono a una velocità impressionante, dove discernere qualità e autenticità è sempre più difficile. Sta a ognuno di noi usare gli strumenti della Rete nella maniera più corretta. Come scritto nel Manifesto Artistico dell’associazione “Noi riteniamo che si debba però dare a tutti la possibilità di condividere, senza imporsi: decidere di conoscere è una libera scelta, a nostro parere l’unica scelta  veramente  libera  della  condizione  mortale. Il  resto  è  solo  una  conseguenza  di  ciò  che percepisci da quel momento in poi”.

    Un progetto di ricerca sullo stato dell’arte ai tempi del digitale, che nei prossimi mesi acquisirà forma attraverso iniziative e progetti, realizzate da un team di giovani con buone  competenze  in  campo  artistico, culturale, tecnologico e comunicativo. Scopo del progetto è applicare le tecnologie del web 2.0, del marketing e del social networking per costruire una rete di imprese, professionisti e istituzioni che operano nel campo della comunicazione, della produzione artistico culturale e della formazione.

    Non solo: Sophia dalla Notte si impegnerà in prima persona nel realizzare prodotti culturali digitali, che spazieranno dalle riviste ai cortometraggi, dalle installazioni artistiche ai corsi di formazione.

    Per saperne di più sull’associazione e sui progetti futuri, è possibile contattarla all’indirizzo sophia.dallanotte@gmail.com.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Rural Indie Camp 2012: tre serate di musica e teatro in Valle Scrivia

    Rural Indie Camp 2012: tre serate di musica e teatro in Valle Scrivia

    Concerto musica liveDa venerdì 7 a domenica 9 settembre nuovo appuntamento con il festival di musica e teatro indipendente Rural Indie Camp, organizzato dall’associazione culturale Disorder Drama e dal Gruppo di Teatro Campestre, che si svolge ogni anno in Valle Scrivia, più precisamente a San Bartolomeo di Valle Calda (vicino a Savignone).

    Questo il programma degli appuntamenti, tutti a ingresso libero e gratuito.

    Venerdì 7 settembre

    Musica
    – dalle ore 19.30, presso il Teatrino: Dj set di benvenuto con Dj Hex, a seguire session di band punk rock con Modotti, You And Me And The Coffin, tba, Persico

    Teatro
    – ore 21.30, presso le Grotte: Macbeth al Nebbiolo di Massimiliano Ferrari
    – ore 23.00 presso la piazza della Chiesa No Tavevo detto del gruppo Teatri della Viscosa

    Sabato 8 settembre

    Musica

    – dalle ore 19.00, presso il Teatrino: aperitivo e Dj-set di Samsara Means War, a seguire serata indie con I Camillas, Bobsleigh Baby, The Colours Seen From Behind, Morning Telefilm, Lemmins, Perfect Pop, 3sh. Chéz Rosetta

    Teatro
    – ore 16.30: partenza pullmino dalla piazza di San Bartolomeo
    – ore 17.00, presso il Ristorante Chiara di Besolagno: Cobò degli Amor Vacuim
    – ore 18.00, presso il campo da Volley di Besolagno: Park #8 [per fortuna qui c’è anche il grigio] di Isabella Mongelli
    – ore 18.45 – partenza pullmino dalla piazza davanti al Ristorante Chiara, Besolagno

    Domenica 9 settembre

    Musica
    – dalle ore 13.30: pranzo Party Finale con i Berna e Chéz Rosetta

    Teatro
    – dalle ore 14.30: pranzo Party Finale con Un Fischio, Samba, Morte del Gruppo Teatro Campestre.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Cartiera 41: inaugura l’associazione che unisce arte e cucina

    Cartiera 41: inaugura l’associazione che unisce arte e cucina

    A Mele, nell’entroterra di Genova, ha sede un’associazione culturale che da oltre dieci anni si occupa di promozione di attività artistiche attraverso il connubio tra arte e cucina.

    Cartiera 41 è stata costituita nel 2002 ha sede all’Osteria della Cartiera, un ristorante realizzato nella storica cartiera del piccolo comune ligure, e venerdì 31 agosto alle 19.30 inaugura ufficialmente le nuove attività.

    Ogni venerdì si terranno nel locale serate musicali, e periodicamente anche esposizioni di arte contemporanea.

    L’associazione organizza anche corsi di formazione su vari ambiti: cucina e gastronomia, pittura, trucco cinematografico, informatica.

    Tutte le informazioni sull’associazione al numero 348 7862618 o all’indirizzo mail associazione@cartiera41.it.

    [foto di Constanza Rojas]