Tag: giovani

  • Municipio Centro Est, Incomincio da…3: il percorso formativo rivolto ai genitori

    Municipio Centro Est, Incomincio da…3: il percorso formativo rivolto ai genitori

    I palazzi del Centro Storico di GenovaDopo l’esperienza dello scorso anno nel territorio del Municipio Centro Est torna Incomincio da…3, il percorso formativo rivolto ai genitori per la prevenzione della dipendenza degli adolescenti dal gioco e dalle sostanze psicoattive e realizzato da un’equipe composta da operatori del Servizio per le Dipendenze della ASL 3 e della Cooperativa Sociale Minerva Onlus, realtà del levante genovese impegnata nella prevenzione e nel supporto alla genitorialità. “Per riflettere sulle proprie competenze educative e sul modo di gestire la relazione con i figli”, si legge nell’opuscolo informativo.

    Incomincio da…3 parte quest’anno con due nuovi per-corsi (dedicati, come l’anno scorso, ai genitori dei bambini delle scuole dell’infanzia e primaria) e con l’opuscolo Sono un Genitore: il mio ruolo è importante, pubblicato dallo stesso Municipio I per raccontare l’esperienza dei genitori che hanno partecipato nel 2013 ai per-corsi di gruppo previsti dal progetto.

    Previsti due per-corsi di gruppo fra marzo e maggio (quattro incontri per ognuno) presso il Laboratorio Sociale di via Prè, ogni corso è riservato a dodici genitori.

    Opuscolo e per-corsi 2014 saranno presentati mercoledì 12 marzo, a Genova, presso il Salone di Rappresentanza del Banco di Chiavari, via Garibaldi 2 a partire dalle ore 17.00.

    Per informazioni sul progetto Incomincio da 3 visitare il sito della cooperativa www.coopminerva.org

  • Erasmus+, il progetto europeo per gli studenti si rinnova con la programmazione 2014/2020

    Erasmus+, il progetto europeo per gli studenti si rinnova con la programmazione 2014/2020

    voli-aereoporto-aereo-ryanair-DIQuando si pensa all’Europa, specialmente quando si è giovani, la prima parola che viene in mente è molto probabilmente Erasmus, intendendo quel periodo di studio e vita di qualche mese in un paese europeo, alle prese con i corsi universitari ed esperienze lavorative particolarmente importanti per la propria vita personale e professionale.

    Per gli addetti ai lavori invece, Erasmus era una singola parte del più complesso programma Lifelong Learning, che offriva anche azioni dedicate al mondo dell’istruzione, della formazione per adulti e per la formazione professionale.
    L’Unione Europea, in occasione della nuova programmazione 2014-2020, ha voluto sfruttare al meglio il brand rivoluzionando il programma e chiamandolo Erasmus+, dotandolo di priorità e, soprattutto di risorse finanziarie, che continuano sulla strada delle “mobilità” all’estero per studenti e lavoratori: tra il 2014 e il 2020 infatti, il programma avrà
    a disposizione quasi 15 miliardi di euro, con un aumento del 40% rispetto a quanto era stato concesso tra il 2007 e il 2013 permettendo di estendere l’offerta formativa ed aumentando i paesi di destinazione e gli stessi destinatari del progetto, che oggi possono essere anche insegnanti o neolaureati all’interno dell’Azione chiave 1: la mobilità ai fini di apprendimento individuale.

    Erasmus+ permette di scegliere, anche per esperienze di volontariato, destinazioni in tutto il mondo come la Turchia, fino ad oggi non compresa perché non facente parte dell’ Ue. Sarà possibile accedere a borsa di studio per gli studenti a secondo del proprio percorso di istruzione e per ciclo di formazione: laurea triennale, specialistica, dottorato o master.

    esame-maturita-scuolaErasmus+ non si rivolge più solamente agli studenti universitari: saranno coinvolte anche le scuole superiori, e i neolaureati fino a 12 mesi dopo la laurea potranno partecipare a programmi di stage o ricevere prestiti agevolati (dai 12mila ai 18mila euro) per master di uno o due anni all’estero. Questi prestiti costituiscono il 3,5 per cento dei finanziamenti complessivi, oltre mezzo miliardo destinato a circa 330mila studenti. Anche i docenti ed il personale degli enti di istruzione e di formazione (compresa quella professionale) possono fare domanda per esperienze formative all’estero.

    Erasmus+ come detto, racchiude al suo interno anche iniziative per l’istruzione (ex Comenius) la formazione professionale (il caro e vecchio Leonardo Da Vinci), per la formazione degli adulti (già Grundtvig) ma raccoglie anche l’eredità delle azioni mirate sulla Gioventù e sullo Sport, prefigurandosi quindi come polo di sviluppo dell’Unione Europea a tutto campo.
    La “mossa”dell’Unione Europea ha anche l’obiettivo non nascosto di rinforzare e di estendere la rete, vitale per l’economia e lo sviluppo dei paesi Membri tra scuola, università e mondo del lavoro: l’aspettativa è quella di creare nuovi posti di lavoro, ma anche di strutturare i processi di formazione e di definizione delle competenze trasmesse che saranno la chiave di volta del futuro.

    La nuova struttura, appare più razionale e semplice rispetto al passato sia in termini di progettazione sia in termini di gestione e di amministrazione dei progetti. In particolare, il programma, attraverso l’Azione chiave 2 – cooperazione per l’innovazione e le buone pratiche – prevedrà la cooperazione tra le istituzioni educative, le organizzazioni giovanili, le aziende, le autorità locali e regionali e le ONG al fine di sviluppare prassi innovative nel settore dell’istruzione, della formazione e delle attività giovanili. Ciò con il fine principale di promuovere l’occupabilità, la creatività e l’imprenditorialità. Tale azione prevede il lancio delle “knowledge alliances” e delle “sector Skills Alliances” – forme più complesse di cooperazione pluriennali tra istituti di istruzione
    superiore, aziende ed organizzazioni ma anche le “partnership strategiche” che su scala minore, avranno il compito di provare a definire nuove pratiche in tutti i campi della formazione e dell’istruzione, coprendo le tematiche più diverse – da nuovi metodi di studio per le scuole dell’obbligo all’applicazione di quadri di riferimento per i profili professionali dei lavoratori del settore ICT.

    Infine, L’Azione chiave 3 supporterà le riforme degli Stati membri e la cooperazione con i paesi non UE con un particolare focus sullo scambio di buone prassi nei livelli decisionali dalla formazione e nella istruzione. Altro elemento cardine dell’azione sarà la valorizzazione ed attuazione degli strumenti europei in tema di valutazione e riconoscimento delle competenze.
    Per accedere a questo “mondo” singoli studenti, giovani e docenti interessati devono contattare le singole università, enti o istituzioni entro i termini fissati dai diversi bandi di riferimento. Per quanto riguarda gli universitari di Genova, il bando scade ad Aprile (qui maggiori info) in linea con la maggior parte degli atenei. Inoltre, le università, scuole, istituzione ed enti possono candidarsi online per richiedere i finanziamenti sul portale dedicato al progetto Erasmus+ (http://www.erasmusplus.it/) a seconda delle azioni di riferimento.

    Daniele Garulla

  • Giardini Babilonia e S.M. in Passione: riqualificazione guidata dagli studenti

    Giardini Babilonia e S.M. in Passione: riqualificazione guidata dagli studenti

    santa-maria-passioneSanta Maria in Passione e Stradone Sant’Agostino, il “centro” del centro storico genovese: uno dei primi insediamenti della città che ha vissuto i cambiamenti e le alterne vicende degli ultimi secoli. Ma come è possibile che un’area così importante per la storia di Genova sia rimasta abbandonata a se stessa, nella noncuranza generale, per decenni? È quello che si chiedono alcuni studenti della ex Facoltà di Architettura – oggi Scuola Politecnica -, che il 28 novembre 2011 hanno giardini-babilonia-4fatto incursione negli spazi verdi adiacenti alla Facoltà (noti come Giardini Babilonia) per piantare un melograno, simbolo della prima “occupazione”.

    Da qui, una serie di iniziative per il recupero di tutte le aree verdi della zona e del complesso di Santa Maria in Passione (1000 mq totali). Durante uno dei consueti appuntamenti con #EraOnTheRoad, abbiamo incontrato gli studenti e abbiamo chiesto loro di raccontarci il perché delle azioni passate e i progetti per la prosecuzione dell’iniziativa. Determinazione, passione e competenza sono gli ingredienti principali: tutti uniti per restituire al quartiere uno spazio abbandonato, intrappolato in un labirinto di burocrazia.

    Chi siete e in cosa consiste la vostra iniziativa?

    «Tutto è iniziato in modo “illegale” con l’ingresso nel giardino quella notte di novembre di due anni fa. In quell’occasione abbiamo espresso la volontà di riaprire e restituire alla cittadinanza un luogo chiuso dagli anni ’90 e strategico per la città: si tratta dell’unico spazio verde del centro storico, di cui potrebbero fruire studenti, abitanti, anziani e bambini. Invece, fino ad allora era rimasto chiuso e abbandonato. Stessa sorte è toccata al complesso di Santa Maria in Passione, bombardato nel corso della seconda guerra mondiale e fino ad oggi interessato solo da esigui interventi di recupero e messa in sicurezza  (come la ricostruzione della cupola in legno). Nonostante il nostro intervento di apertura dei giardini, ancora adesso molti pensano che siano spazi dell’università e non li frequentano. Il nostro scopo è renderli fruibili a tutti: per questo abbiamo organizzato varie iniziative (l’ultima, la seconda edizione di “Cosa bolle in pentola?” lo scorso 26 novembre; la festa di quartiere del maggio 2012 e l’apertura delle reti del 15 marzo 2012)».

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    Come prosegue oggi la vostra iniziativa?

    «Molto bene: l’11 aprile 2013 abbiamo presentato un progetto di recupero (circa 20 tavole) in giardino in presenza dei rappresentanti dell’università, del Municipio e della Soprintendenza ai Beni Archeologici, che hanno espresso parere favorevole. Il 30 aprile è stato approvato in toto dal Consiglio di Scuola Politecnica, anche nelle critiche a loro destinate. Abbiamo fatto pressioni ai vertici per risolvere la situazione e abbiamo ottenuto che loro si occupassero della messa in sicurezza del giardino e noi dell’aspetto urbanistico e architettonico. Il 23 ottobre il Consiglio di Amministrazione di Ateneo ha approvato il finanziamento del progetto di messa in sicurezza: dovrebbe essere anche già stato depositato in Comune. Dello scorso ottobre è poi la notizia che il CdA dell’Università di Genova (da anni proprietaria dell’area) ha ceduto in comodato d’uso gratuito al Comune di Genova parte degli spazi esterni dell’ex Facoltà, avviando l’iter per le procedure di formalizzazione del contratto. Il progetto ci descrive: non sono stati considerati solo gli aspetti tecnici, ma anche quello sociale (per la partecipazione di tutti ala gestione di uno spazio di frontiera tra città e università) e intellettuale. Crediamo che l’Università dovrebbe occuparsi concretamente degli interventi in città, mentre in molti casi si limita a trasmetterci nozioni sul piano teorico. Disponiamo di un “tesoro”: quello della Facoltà di Architettura genovese è un caso unico nel mondo, perché non approfittarne?».

    Santa Maria in Passione aperta a cittadini e turisti

    santa-maria-passione-4Inoltre, accanto all’interesse per il recupero dei Giardini di Babilonia, anche quello per il complesso di Santa Maria in Passione: gli studenti chiedono la “musealizzazione” e l’inserimento all’interno di un percorso didattico, garantendo l’accesso a cittadini e turisti. Proprio a questo proposito, la scorsa estate i ragazzi hanno organizzato visite turistiche autonome in tutto il complesso, di cui hanno le chiavi: non solo la parte che affaccia sull’omonima piazza, ma anche quello che una volta era il convento delle suore di clausura, oggi inaccessibile. Inoltre, il 15 ottobre, sempre nei pressi della Facoltà, sono state divelte due vecchie serrature di cancelli comunali nel corso dell’iniziativa “Apertamente”. Commentano i ragazzi: «Da quel giorno autogestiamo apertura e chiusura dei cancelli dei Giardini dal lunedì al venerdì, (dis)attendendo le istituzioni», e scrivono sul loro blog “Spazio Libero”: “Lo abbiamo fatto apertamente, alla luce del sole ma senza cercare le luci della ribalta. Una volta aperte le strade pubbliche abbiamo (ahinoi!) invocato l’intervento di Comune e Università, regalandogli un mazzo delle chiavi che aprono i nostri lucchetti, invitandoli a collaborare. Sapete cosa ci è stato risposto? Assolutamente niente. Un silenzio assordante che all’inizio ti stranisce, ma poi capisci che la realtà è questa, che l’istituzione è lontana, autoreferenziale, conservatrice. Allora basta stupirsene, basta lamentarsi. In questi giorni abbiamo ragionato tanto in università e in quartiere e abbiamo scelto di continuare a oltranza l’autogestione dell’apertura dei cancelli, che hanno dimostrato di poter unire anziché dividere. Quello che chiediamo è di attraversali il più possibile”.

    “Basta lamentarsi”, basta aspettare che qualcosa succeda: è un po’ questa la filosofia alla base del vostro agire…

    «Sì, è un paradosso che nessuno si occupasse prima di noi di queste zone: ci sono questioni complicate. Alcune aree, come i Giardini, sono di proprietà della Facoltà, altre come Santa Maria in Passione, sono comunali, ma con il vincolo archeologico della Soprintendenza… insomma, c’è da perdersi in un labirinto di burocrazia. Era soprattutto una “grana” per chi di competenza, e il fatto che noi ci siamo fatti avanti facendocene carico è stato positivo per molti. Il nuovo Preside della Scuola Politecnica ha accolto le nostre proposte, mostrandosi disponibile. In fin dei conti, ci stiamo occupando di qualcosa che non compete a noi, per il bene di tutta la cittadinanza. Il nostro agire è anche una critica politica all’istituzione universitaria e all’amministrazione cittadina, due soggetti che limitano l’iniziativa volontaria dal basso. Sappiamo che alcuni ci criticano, ma non siamo pentiti riguardo al nostro modo di operare presente e passato. Pensiamo che giustizia e legalità siano due concetti che vengono erroneamente assimilati: la seconda è l’assetto che si da un governo, ma è una struttura mutevole che deve essere aggiornata, anche dal basso se necessario».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

     

  • Hélène Cortese, l’arte come antidoto: intervista all’artista genovese

    Hélène Cortese, l’arte come antidoto: intervista all’artista genovese

    Hélène Cortese, classe ’75, è un’artista genovese. Cresciuta in una famiglia amante dell’arte e piena di creatività, per lei la scelta di intraprendere professionalmente questo non sempre facile percorso è giunta in maniera molto naturale.

    Come è avvenuta la tua formazione artistica? Quando e come hai preso la decisione di fare l’artista e di farne un mestiere?

    «Ho frequentato il liceo Artistico Nicolò Barabino e mi sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali, perché l’ambiente familiare ha contribuito a questa mia scelta, avendo la madre ritrattista e una cugina designer; mio padre, inoltre, dal quale ho ereditato la creatività, mi ha fatto partecipare fin da piccola a concorsi e mostre.  Ho così iniziato molto presto ad entrare in questo mondo e, fin dai primi anni di università e alla fine dei miei studi, dopo tante mostre e lavorando contemporaneamente in altri campi, ho deciso di dedicarmi soltanto all’arte. Tutte le esperienze che ho fatto sono state comunque stimolanti e mi hanno portato al risultato di oggi».

    particolare di baia del silenzio 2Baia del Silenzio -Sestri Levante-terracotta

     

     

     

     

     

     

     

    Mi ha colpito molto il modo in cui nelle tue tele restituisci la realtà: un’interpretazione mi viene da dire soave, colorata, che sembra arrivare direttamente dagli occhi di un bambino, nei colori e nelle forme essenziali, ma soprattutto priva dello sgomento che caratterizza tanta arte odierna, profondamente legata alle angosce del nostro mondo attuale. Come mai scegli questa via così serena di rappresentazione? Ha a che fare con il tuo carattere? O è una sorta di catarsi proprio dalle brutture del reale?

    «Grazie per la domanda molto indovinata. Penso siano entrambe le cose: se i momenti della vita di maggior sofferenza sono anche quelli più fecondi artisticamente, è per come sono fatta, ma il risultato è sempre qualcosa di gioioso, nonostante a volte appartenga, appunto, ad un periodo triste.
    Probabilmente la mia creatività, unita al forte senso del colore, è un antidoto agli episodi negativi della vita, è un modo per vivere, sia pur virtualmente, in un “habitat” che, in qualche modo, mi accoglie, mi conforta e mi fa sognare e questo lo riscontra anche chi apprezza il mio lavoro.
    Infatti, ultimamente, mi sono sentita dire da chi ha acquistato le mie opere che,  nel momento attuale così duro, colore e vitalità aiutano ad evadere dalle preoccupazioni e dai pensieri malinconici».

     

    Cactus-tempera su carta marrone- 100 x70 cm-Tele, ma anche terrecotte e ceramiche: sono mezzi artistici molto tradizionali, anche qui un po’ in controtendenza con le tendenze odierne, penso a tecniche completamente diverse come videoarte o altri media digitali che ormai prendono sempre più piede. C’è un motivo particolare per cui usi certe tecniche piuttosto che altre?

    «Entrambe le tecniche, per strane combinazioni del destino, hanno scelto loro me e non viceversa e non le ho più abbandonate, essendo, per ora, il mezzo di comunicazione che più riesce a tradurre la mia fantasia in un’opera concreta.
    Ad esempio nel Ponente ligure c’è una grande tradizione legata alla ceramica, mentre io, lavorando più a Levante, vedo che molti rimangono spiazzati quando presento opere in terracotta, perché non sono abituati a vederne di simili e ad immaginarle inserite in un ambiente, io, invece, lo reputo un materiale fantastico, molto caldo ed unico che dovrebbe affascinare oltre che per l’originalità dei pezzi; purtroppo, spesso, si è diffidenti verso tecniche d’espressione che non si conoscono bene e si tende a non sperimentarle. Questo penso mi penalizzi a volte, in quanto, purtroppo, l’arte attuale è influenzata dalle mode e la richiesta spesso segue questo meccanismo.  L’Arte dovrebbe essere oltre la moda e le tendenze: è un valore universale per eccellenza con qualsiasi tecnica o mezzo venga espresso».

     

    Rapallo- tempera ed acquarello su carta-78x30cm-Hai esposto anche in Francia: che idea ti sei fatta del ruolo dell’artista fuori dall’Italia? Un artista qui riesce a vivere di quello che fa? E fuori?

    «Forse all’estero c’è più rispetto per il “mestiere” d’artista come figura, ma questo non significa che non ci sia la stessa difficoltà per affermarsi; inoltre Bosco- tempera su cartaspugna- cm 200x80ho riscontrato un forte “nazionalismo” e la tendenza a portare avanti gli artisti locali, mentre in Italia è quasi l’opposto. Inoltre, specialmente in Italia, ci sono tanti bravi creativi ed  anche per questo è difficile riuscire a vivere del proprio lavoro».

    Cosa ispira le tue creazioni? Luoghi, persone, avvenimenti…? Cosa vorresti che provassero le persone davanti a un tuo quadro o tenendo in mano un oggetto realizzato da te?

    «Tutto può stimolare la mia creatività, anche se sinceramente non faccio fatica a produrre ambienti ricchi di forme e colori, diversi fra loro; probabilmente è una esigenza innata, che soddisfa la mia ammirazione per tutto il creato.
    Ultimamente mi sono dedicata alla progettazione di testiere per letti; tutti mi hanno detto “che cosa strana!” Io non so perché ho avuto questa idea, ma era tanto che ci pensavo, forse è la sintesi di qualche viaggio che ho fatto con la passione forte per la casa e l’arredamento; non so a volte da dove arrivino le idee, l’importante è che continuino ad arrivare…
    Ascolto con molta attenzione quello che provano le persone quando sono davanti ad un mio quadro o vedono un mio lavoro e mi dicono che comunica sensazioni molto positive, come gioia, freschezza e speranza, forse perché i miei pezzi sono ispirati alla natura e hanno colori caldi e forti, qualunque sia il motivo, non potrei essere più soddisfatta del risultato e non potrei desiderare altro».

    Cosa significa secondo te essere un artista oggi? Cosa ti spaventa di più e cosa ti dà l’energia per andare avanti?

    «Per me essere artista oggi come ieri, significa avere il coraggio di fare una scelta non facile soltanto per concretizzare il proprio sentire. L’energia me la danno le persone che apprezzano e capiscono le cose che faccio e che m’incoraggiano e mi fanno comprendere che ho intrapreso la strada giusta».

    Claudia Baghino

  • Città dei Mestieri, gli appuntamenti del mese di novembre

    Città dei Mestieri, gli appuntamenti del mese di novembre

    cercare-lavoroProseguono anche nel mese di novembre gli appunamenti alla Città dei Mestieri per chi cerca un impiego o vuole conoscere meglio il mondo del lavvoro.

    Di seguito, il programma degli incontri.

    Giovedì 7 novembre – dalle 10 alle 12.30 presso il Centro Civico di Cornigliano – Viale Narisano 14
    Incontrare le Agenzie per il lavoro
    Conoscere i servizi offerti dalle Agenzie per il Lavoro: offerte di lavori temporanei e selezioni per altre opportunità
    Si potranno svolgere colloqui conoscitivi con consegna del curriculum vitae
    Si richiede conferma di partecipazione a info@cittadeimestieri.genova.it o al 0106480540 entro il 5 novembre.

    Lunedì 11 novembre alle ore 10
    I contratti di lavoro per i giovani
    Illustrazione delle varie forme contrattuali che potrebbero venire proposte ai giovani, dall’apprendistato al lavoro a progetto, dall’occasionale al tirocinio. Informazioni circa le ultime novità in materia e le regole principali

    Martedì 19 novembre alle ore 14.30
    Prepararsi per un colloquio di selezione
    Descrizione del funzionamento dei colloqui individuali e di gruppo. Suggerimenti ed indicazioni utili per chi deve affrontare una selezione per un posto di lavoro o un corso di formazione

    Lunedì 25 novembre alle ore 15.30
    Le professioni sanitarie: dietista
    Presentazione della professione e illustrazione dei vari ambiti e luoghi di impiego. Informazioni sul corso di Laurea e la relativa prova di ammissione.

    E’ necessario confermare la propria partecipazione al numero 0106480540. L’ingresso è gratuito

  • Università di Genova: borse di studio per tirocini all’estero

    Università di Genova: borse di studio per tirocini all’estero

    Palazzo dell'UniversitàVentiquattro borse di studio di quattromila euro lordi ciascuna per tirocini all’estero: questo il nuovo progetto dell’Università degli Studi di GenovaPorta la laurea in azienda‘, nato per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani studenti universitari.

    Il tirocinio si svolgerà in uno Stato membro dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo per venti/ventidue settimane, per un totale di almeno 600 ore; il periodo di inizio deve essere compreso tra il 13 gennaio e il 17 febbraio 2014, la conclusione entro l’8 agosto 2014.

    Requisiti richiesti, sono la laurea conseguita presso l’Università degli Studi di Genova con voto minimo 99/110; età non superiore ai trent’anni; universitari di master o dottorato di ricerca al momento della presentazione della candidatura e sino alla conclusione del tirocinio; non aver mai beneficiato o non aver mai rinunciato, se vincitori, di una borsa del progetto ‘Porta la laurea in azienda’ per lo svolgimento di tirocini all’estero; non beneficiare, nel periodo di svolgimento del tirocinio previsto dal bando, di altro contributo previsto da altri programmi/progetti per tirocini all’estero e/o mobilità; non essere cittadini/residenti/domiciliati nello Stato dove si svolge il tirocinio; essere cittadini di uno Stato membro della Unione Europea oppure, se cittadini extracomunitari, essere regolarmente soggiornanti in Italia.

    Per partecipare è necessario consultare il bando nel sito dell’Università di Genova (clicca qui) e poi attivarsi per la ricerca del tirocinio: le domande devono essere presentate entro il 4 novembre 2013.

  • Servizio civile nazionale: 159 posti disponibili per i giovani liguri

    Servizio civile nazionale: 159 posti disponibili per i giovani liguri

    Il Servizio Civile in LiguriaIl Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, delle Regioni e delle Province autonome ha pubblicato il bando per il servizio civile nazionale 2013: in Liguria saranno 159 i posti disponibili per i ragazzi tra 18 e 28 anni per 29 progetti presentati dagli enti accreditati.

    Le domande (scaricabili cliccando qui) devono essere presentata all’Ente presso il quale si vorrebbe prestare servizio entro le ore 14 del 4 novembre tramite invio di posta elettronica certificata, raccomandata con ricevuta di ritorno o consegna a mano.

    Il servizio civile nazionale comporta l’impegno di 30 ore settimanali distribuite diversamente a seconda del progetto e una retribuzione mensile di 433 euro.

    Ogni candidato puo’ presentare una sola domanda, per tutte le informazioni specifiche è necessario consultare il sito del C.L.E.S.C., il coordinamento ligure enti servizio civile.

    Per tutte le informazioni specifiche sul bando e sui progetti attivati in Liguria, è necessario cliccare qui.

    NB Il bando è stato riaperto per i cittadini stranieri.

  • Progetti all’estero per giovani: Yeast cerca partecipanti

    Progetti all’estero per giovani: Yeast cerca partecipanti

    EuropaL’associazione genovese Yeast propone due progetti di scambio internazionale per i prossimi mesi ed è alla ricerca di partecipanti.

    Il primo si intitola Be Active e si svolge dal 28 ottobre al 5 novembre 2013 in Moldavia: lo scambio riguarderà 40 giovani da 8 Paesi – Ucraina, Italia, Armenia, Romania, Spagna, Azerbaijan, Turchia, Moldova – Si richiedono 4 partecipanti 15-25 anni + 1 group leader senza limite d’età.
    Massima spesa viaggio 300 € (70% rimborsato al ritorno, vitto e alloggio sono gratuiti), richiesto il passaporto.

    Il secondo progetto The Disabled Snowman si svolge dal 13 al 21 dicembre in Ucraina e avrà giovani da Italia, Polonia, Ucraina, Grecia, Turchia e Georgia.
    Yeast ricerca per questo progetto 6 partecipanti 18-25 anni e 1 group leader senza limite d’età.

    Per partecipare o avere maggiori informazioni scrivere a yeast.viaggi@gmail.com.

  • Omofobia e violenza: Comune di Genova, bando per educatori

    Omofobia e violenza: Comune di Genova, bando per educatori

    sicurezza-protezione-violenzaIl Comune di Genova aderisce al progetto europeo triennale Jovenes contra a violencia de genero (Giovani contro la violenza di genere) per sensibilizzare contro la violenza e le discriminazioni attraverso il miglioramento delle conoscenze e competenze dei giovani.

    Il bando vuole selezionare dieci giovani con esperienza di volontariato e/o servizio civile per attività di peer education: attraverso un percorso formativo, acquisiranno conoscenze e competenze sui temi della mascolinità positiva, della lotta alla violenza contro le donne, del contrasto alle discriminazioni nei confronti delle persone LGBT e sulle caratteristiche dell’approccio educativo tra pari.

    Requisiti: giovani di età compresa tra i 20 e i 29 anni, in possesso di diploma, con buona conoscenza della lingua inglese, appartenenti ad associazioni giovanili del territorio genovese e/o che abbiano svolto il servizio civile volontario nell’arco degli ultimi 5 anni (2008 – 2013). Requisito preferenziale anche la conoscenza di portoghese, rumeno o spagnolo

    La candidatura (modulo di adesione e curriculum) dovrà essere presentata all’Archivio Protocollo del Comune di Genova – piazza Dante 10 – entro lunedì 7 ottobre 2013.

    Una commissione valuterà le candidature tramite screening dei curricula e colloquio. Verrà poi stilata una graduatoria definitiva, a validità triennale, con i 10 giovani ammessi al percorso formativo, che saranno scelti anche tenendo conto delle pari opportunità.

  • Progetto Recycle: recupero di ferrovie dismesse e spazi in abbandono

    Progetto Recycle: recupero di ferrovie dismesse e spazi in abbandono

    san-fruttuoso-terralba-treni-ferroviaQualche giorno fa su erasuperba.it vi abbiamo presentato il concorso fotografico Forgo(at), che si pone l’obiettivo di documentare gli spazi abbandonati e dismessi di Genova. Un bando la cui scadenza è stata prorogata al 7 ottobre 2013 e che culminerà in una mostra fotografica, che sarà allestita dal 10 al 25 ottobre.

    Coordinatrici del bando sono Beatrice Amoretti e Alessia Ronco Milanaccio, che stanno lavorando a questo progetto nell’ambito della loro tesi di laurea magistrale in Design del prodotto e dell’evento. Abbiamo chiesto loro qualche dettaglio su questa iniziativa: «Il concetto di Recycle è l’applicazione del riciclo e recupero di materiali all’architettura e agli spazi urbani: si tratta di un progetto di dottorato di ricerca che coinvolge 11 Facoltà italiane, ciascuna su un particolare filone. Obiettivo della ricerca è mappare le aree di interesse e comprendere come “riciclarle”, sotto quale forma renderle nuovamente fruibili alla cittadinanza. Genova, nello specifico, si occupa di aree ferroviarie dismesse e una parte della ricerca si concentra sull’asse di Terralba. Abbiamo collaborato a questo progetto, che ci piacerebbe sviluppare anche dopo la laurea magistrale, per far iniziare a prendere coscienza dei numerosi luoghi dimenticati di Genova (da qui il nome del concorso che rimanda al verbo inglese “to forget”, dimenticare, ndr), restituirli alla città e dare loro un nuovo valore, individuando nuove destinazioni d’uso e proposte di riqualificazione. Gli spazi abbandonati non devono essere percepiti come un onere, ma come una potenzialità».

    Nel corso della mostra saranno presentati un libro e i risultati della ricerca: gli aggiornamenti sono consultabili tramite la pagina Facebook “Recycle Genova”.

    Marta Traverso

  • Informato e connesso: una mostra dedicata ai giovani della Liguria

    Informato e connesso: una mostra dedicata ai giovani della Liguria

    ConcertoÈ aperta al pubblico ancora fino a domani – venerdì 13 settembre 2013 – la mostra Informato & connesso, risultato dell’omonimo progetto che negli ultimi due anni ha visto coinvolti circa 200 ragazzi/e provenienti da scuole medie e superiori di tutta la Liguria, con l’obiettivo di sensibilizzarli all’adozione di comportamenti consapevoli e responsabili.

    Scendendo più nel dettaglio, tra marzo e aprile 2013 si sono svolti alcuni workshop, in cui i ragazzi hanno discusso con psicologi, medici ed esperti su quattro temi chiave:
    alcol e guida sicura (uso consapevole dell’alcol e riduzione del rischio, campagna “guida sicura”);
    consumi consapevoli (consumo di prodotti di qualità e realizzati nel rispetto della produzione etica);
    cibo e disturbi dei comportamenti alimentari (corretta immagine di sé, adeguata alimentazione, prevenzione dei disturbi alimentari);
    sessualità sicura (informazione e sensibilizzazione sull’argomento, prevenzione delle malattie trasmissibili).

    Ciascuna tematica è stata affrontata in una località delle quattro province liguri – rispettivamente Portovenere, Vallecrosia, Albenga e Santa Margherita Ligure – in un workshop residenziale di tre giorni alla presenza di educatori, esperti di comunicazione / pubblicità ed esperti della tematica in oggetto.

    A seguito dei workshop, un bando di concorso per realizzare manifesti pubblicitari e spot audio / video di comunicazione sociale sulle quattro tematiche e che ha visto pervenire circa 70 elaborati. «Il bilancio è molto positivo e vogliamo riproporre il progetto anche il prossimo anno, cercando di coinvolgere un maggior numero di giovani e di approfondire tematiche differenti e altrettanto importanti – è il commento di Nicola Reineri, che ha curato il progetto nell’ambito dell’Assessorato Regionale alle Politiche Giovanili. – Lo scopo di questa prima edizione è stato creare una rete fra scuole, Asl, centri giovani e tutte le realtà dei territori coinvolte. Alcune di loro, singolarmente, hanno già affrontato con i ragazzi questi argomenti: con “Informato e connesso” abbiamo esteso l’operato a tutta la Regione. Uno dei risultati più importanti è stato l’aver introdotto la figura del Referente alle politiche giovanili nei 19 Distretti Socio Sanitari della Liguria».

    I passaggi futuri del progetto, dopo il convegno conclusivo del 19 settembre, consistono in altri cinque seminari su alcol e guida sicura, che saranno ultimati entro fine anno: «Il primo si è già svolto a Cairo Montenotte ed erano presenti oltre 100 ragazzi, che si sono dimostrati molto attivi e partecipi nel porre domande e fare interventi – prosegue Reineri. – La guida sicura è un tema molto importante soprattutto nelle località delle Riviere, dove vi sono molte discoteche e nella stagione estiva avvengono spesso eventi tragici legati al consumo di alcol da parte di minori o di giovani che poi si mettono alla guida. Questi incontri non si svolgono nel format canonico “relatore / uditori”: il loro scopo è far parlare i giovani su temi delicati che li riguardano direttamente e – nel caso del consumo di alcolici – trovare insieme a loro delle sfumature di grigio rispetto alla contrapposizione “tolleranza zero vs libertà assoluta”».

    La mostra è dunque visibile fino a domani negli spazi espositivi della Regione Liguria (piazza De Ferrari- ore 10-12.30 e 15-17.30) e nei prossimi mesi sarà allestita anche a Chiavari, Albenga, Rapallo, Santa Margherita, Sestri Levante, Imperia, Cairo Montenotte, Finale Ligure, La Spezia e Savona.

    Marta Traverso

    [foto di Constanza Rojas]

  • Free.Q: il festival del suono e dell’ascolto a Villa Croce

    Free.Q: il festival del suono e dell’ascolto a Villa Croce

    freeqVenerdì 13 settembre 2013 parte al Museo di Villa Croce di Genova la prima edizione di Free.Q, evento dedicato all’esplorazione delle molteplici forme del suono e che prevede workshop, concerti e tavole rotonde con interventi realizzati per l’occasione da numerosi artisti italiani e non. Abbiamo chiesto a due membri dello staff – Guia Del Favero e Francesco Cardarelli, che insieme formano il duo suite-case – di raccontarci qualcosa in più su questa iniziativa.

    Qual è il significato del nome “Free.Q”? Come si è formato il vostro team e quali obiettivi si pone?

    Il nome Free.Q è stato dato per gioco da Guido Affini, che ha contribuito al Festival con un testo visibile al museo e che interverrà al free talk di sabato pomeriggio. Abbiamo sempre pensato che rimandi a un’idea di libere frequenze. Alla base dell’organizzazione del Festival non vi è un vero e proprio collettivo, ma un gruppo di persone che suite-case ha contattato proponendo di realizzare assieme questo progetto. suite-case lavora così dalla sua nascita, nel 2005, collaborando di volta in volta in situazioni differenti con diverse persone, ma non si pone mai obiettivi specifici futuri, siamo sempre aperti alle nuove possibilità che incontriamo.

    Con quali criteri sono stati selezionati gli artisti partecipanti? Alcune anticipazioni sul programma?

    suite-case ha seguito l’intuito nella scelta degli interventi e ha accolto le proposte che man mano sono arrivate, sia dai componenti di Free.Q che dall’esterno. Tra le opere presenti vi saranno proiezioni sonore nella sala solitamente utilizzata per le conferenze di Villa Croce, allestita come un vero e proprio cinema al buio, una performance basata sull’ascolto ispirata alle opere astratte della collezione permanente Cernuschi Ghiringhelli di Villa Croce a cui il pubblico potrà partecipare, live set e ideato per il festival un workshop gratuito per il quale sono già esauriti i 20 posti a disposizione.

    Nell’epoca che stiamo vivendo, in cui web 2.0 e social network offrono una comunicazione prevalentemente visiva e testuale, come si collocano il valore dell’ascolto e della comunicazione verbale?

    Non esiste un collocazione, tutte le cose coesistono e sono preziose. Il punto di partenza di Free.Q e delle sua programmazione non è quello di porre l’ascolto come antitesi della vista e del testo, piuttosto vivere i momenti della programmazione in una dimensione collettiva d’ascolto. Abbiamo infatti definito la radio, medium scelto come simbolo di questo approccio, come “innesco dell’immaginazione”. Il suo valore è l’essere in grado di veicolare input riuscendo al tempo stesso a suggerirne molti altri.

    Com’è nata e come si è sviluppata la collaborazione con Villa Croce? Perché la scelta di questa location?

    Da molto tempo come duo artistico realizziamo progetti in diversi luoghi. Per la prima volta, in un momento di grande cambiamento per la gestione rinnovata del Museo di Villa Croce, abbiamo deciso di rapportarci ad un istituzione pubblica, proponendo ad Ilaria Bonacossa il progetto che lo ha accolto e sostento insieme a Francesca Serrati.

    free.Q Attraverso ProduzioniDalBasso avete ottenuto un finanziamento di 1.500 €. Sulla base della vostra esperienza, ritenete che il crowdfunding sia uno strumento che contribuirà sempre più a sostenere l’impresa culturale?

    Il valore di queste piattaforme, ce ne sono moltissime, è evidente: permettere a molte persone attraverso l’acquisto di una quota (10 euro) di divenire produttori del progetto stesso. Le persone hanno la possibilità di visionare l’idea di ciò che deve ancora nascere che ognuno può proporre e scegliere di far crescere, in questo caso il loro stesso museo. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i produttori dal basso che hanno reso possibile Free.Q, così come le istituzioni che ci hanno sostenuto: il Museo di Villa Croce, la Fondazione cultura Palazzo Ducale e alcuni privati come Mobilia Stockhouse e ZI.EL service.

    Si sente ancora dire che la nostra città offre poco per chi vuole mettere in campo idee innovative che producano valore e lavoro. Qual è la vostra opinione in merito? Secondo voi si può fare cultura a Genova?

    Fare cultura? Gli esseri umani sono cultura.

    A evento concluso, quali sono i progetti futuri del gruppo?

    Un insieme di persone è come un organismo e come tale si sviluppa: è difficile prevederne gli esiti a lungo termine. Sicuramente – dato l’interesse suscitato dal progetto – c’è l’intenzione di renderlo un appuntamento fisso, anche perché la riflessione sul suono e sull’ascolto è un argomento talmente ricco e in continuo sviluppo che gli spunti per nuove edizioni non mancheranno.

    Marta Traverso

  • Corso barman a Genova: iscrizioni aperte da settembre 2013

    Corso barman a Genova: iscrizioni aperte da settembre 2013

    cocktail-bar-alcoolIl tuo sogno è lavorare in un bar, a stretto contatto con la gente? Per acquisire competenze in questo settore l’associazione Aibm Project di La Spezia (acronimo di Associazione Italiana Bartender & Mixologist) ha organizzato un corso per barman in diverse località della Liguria: iscrizioni aperte a Genova, Rapallo, Chiavari e Alassio sia per principianti sia per chi ha già esperienza in questo settore.

    Il corso si svilupperà in 13 incontri, ciascuno della durata di tre ore, in cui sarà approfondito il seguente programma:
    – La figura del bartender, dalle origini ai giorni nostri. Il lavoro del bar. Presentazione dell’AIBM e del metodo Italian Mixing Style.
    – Il corretto uso dei bicchieri, delle attrezzature e le dosi di servizio. Introduzione allo stile classico, con preparazione dei primi cocktails: Negroni, Americano.
    – I cocktails internazionali e di tendenza. La nuova codificazione IBA. L’acqua minerale, i vari tipi e il semplice servizio. I soft drink.
    – Introduzione al free pouring: l’uso del metal pour
    – Uso del Mixing glass e simulazione di cocktails internazionali. Segue preparazione dei seguenti cocktails: Dry Martini, Vodkatini.
    – La fermentazione e la distillazione.
    – Introduzione al free pouring: il conteggio.
    – Mixing glass: la famiglia Manhattan e Martini: realizzazione pratica di alcuni drink: Manhattan e Martini Sweet.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – La birra. Il servizio della birra.
    – Utilizzo dello strumento shaker: simulazione e preparazione di alcuni cocktail fatti con shaker.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – Il vino e i vini speciali, in particolare vermouth e vini liquorosi.
    – Lo shaker: preparazione dei seguenti cocktails IBA: il Kir e Aviation.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink (il V pour).
    – Il Cognac, il Brandy e l’Armagnac. L’uso dei distillati di vino nella miscelazione.
    – Utilizzo dello shaker per la preparazione dei seguenti drink IBA: Alexander e Sidecar.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink .
    – Gli spiriti chiari (Gin, Vodka, Tequila). Il loro utilizzo nella miscelazione.
    – Preparazione pratica di altri due cocktails: Margarita e Bronx.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – Drink making techniques.
    – Il Whisky e il Rum, il loro uso nella miscelazione.
    – Preparazione del Daiquiri e del Bacardi.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – Drink making techniques.
    – Intagli e decorazioni con frutta e verdura, per decorare i drink.
    – Lezione pratica interamente dedicata agli intagli con frutta e verdura per decorare i cocktails.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – Drink making techniques.
    – I liquori e gli aperitivi, cosa sono, come utilizzarli correttamente in ogni occasione.
    – Preparazione didattica del Mojito, seguito dalla dimostrazione didattica di un Caipirissima.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – La caffetteria: dal caffè al cappuccino. Le corrette tecniche di preparazione .
    – Preparazione pratica di un caffè e cappuccino. Corretto funzionamento della macchina del caffè, dosaggi, preparazione della crema di latte.
    – Esempio di un Irish Coffee (cocktail IBA).
    – Lo spumante e Champagne. Come si servono correttamente e come si valutano.
    – Metodi di servizio dello spumante e dello champagne.

    Al termine del corso vi sarà un esame finale teorico e pratico, che consisterà in una prova scritta e nella preparazione di un cocktail estratto a sorte (con tecnica classica). Chi supererà l’esame otterrà un attestato di partecipazione al corso.

    Unico neo: il corso è a pagamento, prevede infatti una quota di iscrizione di 390 € comprensiva di rimborso corso, materiale didattico, libro di testo, tessera associativa, copertura assicurativa ed attestato di partecipazione.

    Per info e iscrizioni telefonare al 348 5473802 o scrivere alla mail angelo.desimoni@aibmproject.it. Nelle prossime settimane saranno aperte le iscrizioni anche per un corso di corsi di fruit carving (l’intaglio della frutta a scopo decorativo) e caffetteria.

  • Bici in città: una guida online agli eventi di tutta Italia

    Bici in città: una guida online agli eventi di tutta Italia

    bicicletta-DI2In attesa della European Mobility Week 2013, che si terrà dal 16 al 22 settembre con numerosi eventi in ogni città italiana (per farti un’idea, leggi il programma dell’anno scorso), segnaliamo una piattaforma web in cui è possibile dare risalto a tutte le iniziative che riguardano il mondo delle due ruote.

    Non si tratta di un progetto genovese, ma è comunque possibile contribuire a questa rete nazionale creata da un gruppo di studenti di una scuola superiore del Salento. Il Movimento 5 Selle – nome volutamente ricalcato dal progetto politico di Beppe Grillo – è stato inaugurato con l’obiettivo di promuovere la mobilità sostenibile tra giovani e meno giovani, attraverso un sito web che mette in relazione tutti coloro che organizzano eventi, campagne e iniziative nelle diverse regioni italiane. Il nome del movimento rimanda anche a un sondaggio, per verificare “quante selle merita la tua città“. Chiunque può esprimere una votazione da una a cinque selle per valutare quanto la propria città o Comune sia “a misura di ciclista”.

    Settembre è stato definito il Mese Tuttinsella, poiché grazie alla Mobility Week numerose città ospiteranno pedalate, escursioni e iniziative per sensibilizzare sulla mobilità sostenibile. Uno spazio web che raduna gli eventi nelle diverse regioni è aperto al contributo delle numerose realtà nazionali – pertanto anche genovesi e liguri – che si impegnano per i medesimi scopi.

    Una delle iniziative più importanti della nostra città è quella dell’associazione Abitanti Maddalena, che si sta impegnando a trasformare i bassi in depositi per biciclette e che il prossimo 21 settembre ospiterà l’evento MobilitiAmaCiv. A quanto si legge dal programma ufficiale della Mobility Week a Genova, avranno anche luogo la presentazione di nuove bici e posteggi per bici personali e bike sharing e di un nuovo regolamento Amt sul trasporto delle biciclette.

    [foto di Diego Arbore]

  • Architettura: concorso fotografico sui luoghi abbandonati

    Architettura: concorso fotografico sui luoghi abbandonati

    centro-storico-vicoli-architettura-d12UPDATE! Bando prorogato al 7 ottobre 2013.

    Il Laboratorio Recycle, che ha sede presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova, organizza il concorso fotografico Forgo(at), un bando finalizzato a mettere in risalto gli spazi abbandonati o dimenticati della nostra città.

    Il concorso nasce dal significato originario del termine riciclare, ovvero il rimettere in circolazione, riutilizzare materiali di scarto, elementi che hanno perso valore e/o significato. Un tema molto caro anche a noi di Era Superba, che ogni giorno ci impegniamo a segnalare luoghi abbandonati e che meriterebbero nuova vita (vedi per esempio l’ex mercato di corso Sardegna o le aree di Multedo e del Silos Hennebique).

    La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, senza limiti di età e nazionalità. Ogni partecipante dovrà inviare una fotografia, realizzata con qualsiasi formato o tecnica (b/n o colori), corredata da un titolo e una descrizione di almeno 500 battute. Le immagini dovranno essere recapitate sia su carta sia su Cd-rom in formato .jpeg o .tiff – unitamente al modulo di iscrizione – entro le ore 12 di sabato 20 settembre 2013 (a mano o via posta) a Prof. Mosé Ricci, Laboratorio Recycle, c/o Facoltà di Architettura, Stradone Sant’Agostino 37 16123 Genova.

    Si dovrà inoltre inviare una comunicazione di iscrizione alla mail recyclegenova@gmail.com, con oggetto “Nome, cognome, iscrizione al concorso fotografico forgo(a)t”.

    Verranno selezionate 20 fotografie per l’esposizione nella mostra collettiva Forgo(at), evento promotore della ricerca su scala nazionale Recycle Italy che si occupa di rifunzionalizzare spazi urbani dimenticati.