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  • Arte e rifiuti: una “zebra” a Prà in occasione di “Fatti Spazio”

    Arte e rifiuti: una “zebra” a Prà in occasione di “Fatti Spazio”

    Prà, panorama e Vte“Una zebra a pois, me l’ha data un Maraja”, testo di una celebre canzone di Mina potrebbe da oggi essere modificato in “una zebra in quel di Prà, e l’han messa proprio là”… una zebra!? Si, una zebra tutta genovese, ecologica perché fatta in materiale riciclato, rifiuti che riprendono vita per iniziativa promossa da giovani artisti genovesi. Vedrà la luce presso l’anfiteatro della Fascia di Rispetto del quartiere di Prà, nell’ambito della manifestazione “Fatti Spazio”, organizzata dal Collettivo Burrasca. Tre giorni all’insegna del “cambiamento” per rivalutare, con innovativi progetti architettonici, quelle zone che più risentono del degrado a cui sono abbondonati angoli della nostra città. E la zebra?

    Curiosa storia, nata durante la realizzazione di uno sfondo per videoproiezioni, progetto naufragato davanti ai soliti intoppi burocratici. Uno spazio vuoto da riempire con un’idea provocatoria, spiega l’architetto Elisa Tozzi, proposta subito sposata con entusiasmo. In linea con il carattere dell’iniziativa, che si prefigge di migliorare l’habitat senza costi aggiuntivi, si è pensato di ricorrere alla “rumenta”, preziosa fonte di materiale per chi ha occhio, fantasia e spirito di iniziativa.

    “Tubi Innocenti”, per costruire un solido scheletro, porte di legno per modellare la struttura, vecchi teli di barche per la pelle che sarà rigorosamente a strisce come nelle migliori tradizioni e, per criniera, fluente saggina rubata a vecchie ramazze: ecco un superbo animale africano trapiantato in terra ligure che qualcuno ha evocato come un novello cavallo di Troia ma che, lungi dal nascondere insidiosi nemici, porta in se entusiasmo, creatività, voglia di cambiamenti, conditi da una sana, goliardica ironia.

    Così la rumenta, parola esecrata da chi contesta discariche e termovalorizzatori, ritorna ad acquisire una sua dignità, trovando nel riciclaggio un emblema contro sprechi deprecabili ma, soprattutto, diventando il simbolo di voglia di tutela per l’ambiente, sentimento sempre più presente nella coscienza dei cittadini. Sono ormai innumerevoli gli artisti che si affidano a questo genere di “materiali”, figli di un antico lavoro che ha avuto precise regole, attrezzi pertinenti, i suoi protagonisti e le sue storie.

    Non a caso Aldo Padovano ne ha fatto l’argomento di un suo libro, La storia della Rumenta (edito per la Sagep, dicembre 2009), con tanto di introduzione redata dall’ex sindaco Marta Vincenzi, in cui si può ripercorrere uno spaccato della storia della città, ricco del lessico, della letteratura e della cronaca di Genova “vista dal… cassonetto dell’immondizia”.

    Spazzatura che si fregia dei suoi numi tutelari individuati presso gli antichi romani nella dea Cloacina e nel dio Stercuzio o Giove Stercorario e di un’etimologia che scomoda il filosofo Seneca e la sua citazione “ramenta sulpure adspersa” nel senso di raschiatura, truciolo asperso di zolfo. Se gli dei protettori non bastassero a convincervi della sua dignità, vi ricordiamo il famoso “Ö canto da rumenta” di Nicolò Bacicalupo: Chi villezza in sce o Parnaso – O s’angoscia, o s’accimenta -Se o s’intoppa a da do naso- In tu muggio de rumenta -Ben diverso mi da quello-Me ghe levo de capello-E saluo profondamente-Con rispetto ed umiltae -Sto rifiuto puzzolente-Da superba umanitae.

    Dunque, ridata onorevolezza ai rifiuti, godiamoci questo monumento equestre che gli architetti del Gruppo Informale si accingono a regalare a questo quartiere del ponente, un altro animale che si aggiunge ai tanti già presenti, tra realtà ed immaginazione, nella storia della nostra città e a cui auguriamo la stessa imperitura memoria.

     

    Adriana Morando

  • Unicredit fuori dal carbone, la società civile promuove una petizione online

    Unicredit fuori dal carbone, la società civile promuove una petizione online

    Una raccolta firme per lanciare un messaggio forte e chiaro a Banca Unicredit: Non usate i nostri soldi per distruggere il pianeta.

    La campagna “UniCredit fuori dal carbone” nasce per chiedere la revisione immediata del comportamento del Gruppo UniCredit negli investimenti. «L’iniziativa fa parte della “Campagna Europea contro il Carbone”, il nostro sforzo congiunto riunisce la società civile in Europa per promuovere la cessazione immediata delle centrali a carbone e degli investimenti nel settore carbonifero».

    Di seguito il testo della petizione, sottoscrivibile online all’indirizzo www.dilloaunicredit.org

    Il carbone è la fonte di energia più inquinante. È il principale responsabile dei cambiamenti climatici per l’utilizzo che se ne fa nelle centrali per produrre energia elettrica e provoca danni irreparabili all’ambiente.
    Durante tutto il processo, dalla sua estrazione alla combustione nelle centrali elettriche, le comunità locali sono esposte a impatti devastanti causati dall’emissione di gas tossici e dai rifiuti derivati dal carbone, con danni ambientali enormi e gravi rischi per la salute delle persone.
    Le centrali a carbone rilasciano CO2 (anidride carbonica) nell’atmosfera. Questa forma di produzione di energia elettrica provoca devastazione ambientale, e infatti la CO2 è la causa principale del cambiamento climatico.

    Le banche che finanziano questi progetti disastrosi, come UniCredit, hanno la responsabilità dei danni ambientali e sulla salute causati dal carbone.
    La recente crisi economico-finanziaria ha colpito duramente la banca. Ciònonostante UniCredit continua ad investire miliardi di euro dei suoi correntisti in centrali a carbone ed aziende del settore.
    Solamente nel 2011, UniCredit ha chiuso 109 sportelli (pari a 1457 posti di lavoro), mentre ha registrato un profitto di 847 milioni di euro.
    Negli ultimi cinque anni l’Unicredit ha erogato più di cinque miliardi di euro in finanziamenti destinati al settore del carbone. La Banca sostiene alcuni tra i peggiori progetti esistenti, come la centrale termoelettrica di Šoštanj (TES6) in Slovenia.
    Unicredit sta finanziando questi progetti devastanti con le risorse di noi risparmiatori, e le utilizza per alimentare modelli energetici distruttivi. È giunto il momento di interrompere questa gestione irresponsabile dei nostri risparmi. Diciamo basta agli investimenti nel carbone, in favore di maggiori finanziamenti per le fonti rinnovabili e per l’ efficienza energetica.

    Unicredit investi nel futuro, non nel carbone! Chiediamo quindi con fermezza ad Unicredit:
    -di porre fine ad ogni sostegno a progetti per l’estrazione del carbone e per la costruzione di nuove centrali termoelettriche alimentate a carbone;
    -di fissare una volta per tutte limiti sufficientemente ambiziosi di riduzione delle emissioni e di adoperarsi concretamente per rispettarli;
    -di aumentare in maniera netta il proprio sostegno alla produzione di energia rinnovabile e a iniziative volte ad ottimizzare l’efficienza energetica.

    Unicredit deve intraprendere questo percorso virtuoso da subito! Un primo passo deve essere il ritiro del sostegno finanziario alla costruzione della centrale di Solstanj in Slovenia. Le alternative ci sono. Le conosciamo tutti, anche Unicredit.

    Chiediamo ad UniCredit di ascoltare e agire ora!
    Firmando la petizione diventi uno dei tanti che chiedono un comportamento migliore, più giusto e più sostenibile ad UniCredit. Inoltre manderai un messaggio forte anche alle altre grandi banche europee.

    Firma la petizione online all’indirizzo www. dilloaunicredit.org

    Puoi continuare a seguire i lavori della Campagna Europea contro il Carbone e dei suoi partner seguendoci su Twitter, diventando nostro/a amico/a su Facebook e visitando il nostro sito www.stopcoalfinance

  • Tutti cittì: campagna per una legge sull’edilizia scolastica sportiva

    Tutti cittì: campagna per una legge sull’edilizia scolastica sportiva

    Oggi svolgere attività sportive a scuola è un vero lusso, destinato a pochi, come da anni denuncia Cittadinanzattiva con il Rapporto nazionale sulla “Sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici” che, tra le altre cose, fa luce sulle condizioni precarie delle palestre.

    «Ben 31 scuole sulle 88 monitorate, dunque il 35%, non dispone di una propria palestra – rivela l’ultima indagine di Cittadinanzattiva, condotta su 88 scuole appartenenti a 13 Province di 12 Regioni (Piemonte, Lombardia, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) – Laddove presenti all’interno dell’edificio scolastico, le palestre rivelano condizioni di insicurezza e invivibilità: segni di fatiscenza (22%), mancanza della cassetta di pronto soccorso (sempre nel 22% dei casi), distacchi di intonaco (17%), attrezzature danneggiate o altre fonti di pericolo (16%)».

    Sul tema si sono mobilitati i ct delle nazionali azzurre che, con la campagna “Tutti cittì”, fanno squadra per promuovere una proposta di legge trasversale sull’edilizia sportiva scolastica e un decalogo sulla cultura sportiva.

    Il progetto prevede l’istituzione di un Fondo Nazionale con sede presso la Presidenza del Consiglio per l’impiantistica sportiva scolastica della durata di dieci anni (per 200 milioni di euro l’anno). Risorse economiche che possono essere recuperate in parte dalle accise sui tabacchi, sui superalcolici, sulla rimodulazione delle entrate erariali legate al gioco d’azzardo che dovrebbero erogare per ogni progetto dal 50 all’80% dei finanziamenti, per garantire così la compartecipazione degli enti locali, privati, delle persone fisiche e delle associazioni sportive.

    Un progetto ambizioso soprattutto dal punto di vista economico, considerando le difficoltà attuali, come ha sottolineato il ministro dello Sport, Piero Gnudi «I soldi sono pochissimi, cercheremo di trovare qualche piega del bilancio perché è da troppo tempo che in Italia non si investe in questo settore. Ma si può anche pensare ad utilizzare in maniera migliore gli impianti già esistenti».

    «Siamo per la creazione di luoghi antropologici che ricreino le emozioni – spiega l’allenatore della nazionale italiana di pallavolo, Mauro Berruto – La scuola elementare è il posto dove i bimbi devono imparare l’arte di affascinarsi a qualcosa. Per fare questo occorrono luoghi come una palestra che è importante quanto una biblioteca».

  • We are more: raccolta firme per aumentare i fondi europei alla cultura

    We are more: raccolta firme per aumentare i fondi europei alla cultura

    soldi pubbliciCulture Action Europe è una rete di associazioni europee fra cui Arci, Eccom, Gai e Perypezye Urbane, che si batte per sostenere le attività e i progetti culturali nei Paesi dell’Unione.

    L’ultima campagna lanciata dal gruppo, in partenariato con la European Cultural Foundation, è We Are More: una raccolta firme per sostenere le arti e la cultura e influenzare i negoziati relativi alla definizione del budget dell’UE alla cultura per il periodo 2014-2020.

    Sul sito di We Are More è possibile sottoscrivere la raccolta firme per chiedere che i contributi europei per la cultura siano espliciti e che abbiano una copertura finanziaria più solida nei suoi due assi: il programma Cultura – che fornisce sostegno diretto a progetti di cooperazione culturale – e le politiche di sviluppo regionale dell’UE – che sostengono interventi culturali visti come contributi chiave per lo sviluppo sociale, economico e territoriale.

    Marta Traverso

  • Val Polcevera: progetto Crea, gli avanzi alimentari aiutano i più deboli

    Val Polcevera: progetto Crea, gli avanzi alimentari aiutano i più deboli

    I prodotti alimentari che avanzano sugli scaffali di tutti gli esercizi commerciali – dalla semplice bottega al supermercato – scarti una volta destinati a finire nei rifiuti, oggi finalmente sono considerati una risorsa preziosa per fornire un aiuto ai sempre più numerosi genovesi che hanno estreme difficoltà, non solo ad arrivare a fine del mese, ma anche a soddisfare le esigenze più elementari, come quella di mettere assieme un pasto e una cena.
    In Val Polcevera, grazie all’incontro fra le realtà, istituzionali ed associative, attive nella vallata e la Comunità di San Benedetto al Porto, guidata da Don Andrea Gallo, parte una nuova scommessa che si muove proprio in questa direzione.

    È nato infatti il progetto C.R.E.A. – Centro Recupero Eccedenze Alimentari, realizzato con la collaborazione del Municipio Valpolcevera, dell’ A.T.S. 41 (ambito territoriale sociale n. 41 del Comune di Genova) e della Comunità San Benedetto. Un’iniziativa che va ad affiancarsi ad un altro importante punto di riferimento presente in zona, ovvero “Il Punto” di via Canepari.

    «Tutto è iniziato nel 2006 quando, all’interno dell’allora piano regolatore sociale, nasce la collaborazione con Coop, in particolare l’Ipercoop di Bolzaneto e la Coop di Teglia – racconta Simonetta Gadaleta coordinatrice A.T.S. 41 –I prodotti alimentari prossimi alla scadenza e quelli con piccoli difetti che di conseguenza li rendono invendibili, alimenti ancora buoni e utilizzabili, diventano così una risorsa da ridistribuire alle persone in difficoltà economiche».
    Il sistema, con la regia dell’A.T.S. 41, ha un funzionamento molto semplice: le Coop forniscono i prodotti, i volontari dei Centri d’ascolto San Vincenzo e dell’associazione Don Lino ai Broxi vanno a prendere le donazioni e le portano presso la parrocchia del Borghetto a Certosa, in via Canepari, dove è stato allestito una sorta di negozio di alimentari, chiamato “Il Punto”.

    I beneficiari del servizio vengono selezionati dall’A.T.S. 41 che attribuisce loro un punteggio –  seguendo alcuni criteri quali la composizione del nucleo famigliare oppure la presenza o meno di bambini – in base al quale possono convertire i punti in beni di prima necessità.
    «Le persone vengono accompagnate dai volontari anche per quanto riguarda l’acquisto dei prodotti – spiega Gadaleta – il servizio ha una valenza educativa perché proviamo a spiegare loro come scegliere in maniera consapevole i prodotti di cui hanno bisogno. Per fare un esempio inizialmente la farina non veniva quasi mai acquistata. Ma grazie ai consigli dei volontari, che hanno spiegato come dalla farina si possa fare del buon pane direttamente in casa, consentendo un notevole risparmio, le persone hanno cominciato ad utilizzarla».

    Ogni tre mesi usufruiscono del servizio 80 persone che, di volta in volta, cambiano lasciando spazio a facce sempre nuove, italiani e stranieri, senza distinzioni. «Da quando siamo partiti le richieste sono più che raddoppiate – sottolinea Gadaleta – un soggetto può rinnovare il servizio una volta soltanto».

    I Centri d’ascolto San Vincenzo e l’associazione Lino ai Broxi hanno presentato alla Regione dei progetti ammessi a finanziamento nel 2010 e nel 2011 in base al Piano Sociale Integrato Regionale (PSIR). Con questi fondi è stato possibile aumentare il numero di prodotti disponibili. Purtroppo infatti le donazioni non sono sufficienti per sanare il fabbisogno e così si è deciso di implementare l’offerta acquistando ulteriori beni di prima necessità da altre strutture commerciali.

    La Comunità di San Benedetto nel frattempo ha aperto un nuovo spazio a Rivarolo, in via Celesia, dove recupera e vende a prezzi contenuti vari oggetti, mobili, arredi, accessori da cucina, ecc.
    La sua presenza in Val Polcevera è stata l’occasione propizia per favorire l’incontro della Comunità con i volontari attivi in zona e l’A.T.S. 41.
    Nasce così il progetto C.R.E.A. che trae ispirazione – come per altro lo stesso progetto “Il Punto” – dall’esperienza dei Last Minute Market, un sistema di valorizzazione e recupero delle eccedenze alimentari, promosso nell’area bolognese, ideato dal professore dell’Università di Bologna, Andrea Segrè.
    «La Comunità di San Benedetto ci ha chiesto se volevamo impegnarci in qualcosa di simile e noi siamo stati ben felici di raccogliere l’invito», sottolinea Gadaleta.
    Il Municipio Valpolcevera sostiene il progetto e ha assegnato alcuni locali di via Pedrini, nel quartiere Diamante, che fungeranno da magazzino per le eccedenze alimentari. Qui verranno stoccate le merci poi distribuite seguendo lo stesso metodo che ha dimostrato di funzionare egregiamente presso “Il Punto”.
    «I prodotti secchi (scatolette, pasta, ecc.) confluiranno in via  Canepari – spiega Gadaleta – i prodotti freschi (carne, pesce, ecc.) , quelli più difficili da recuperare,  verranno distribuiti direttamente in via Pedrini».

    Ora partirà una sperimentazione di circa 6 mesi perché occorre coinvolgere attivamente i C.I.V., i negozi, i supermercati e  tutte le strutture commerciali della vallata.
    E bisogna sottolineare come il piacere di donare consenta anche un tornaconto economico: «La legge n. 155 del 25 giugno 2003 (disciplina della distribuzione dei prodotti alimentari a fine di solidarietà sociale) detta “del buon samaritano” prevede, per le attività commerciali che effettuano donazioni, la possibilità di usufruire di alcuni sgravi fiscali», spiega Gadaleta.

    L’obiettivo rimane la redistribuzione di prodotti alimentari ma l’A.T.S. 41, ovviamente, non si tira indietro nel caso dovessero arrivare donazioni diverse, quali ad esempio prodotti per l’igiene personale, vestiario, ecc. «Non ci poniamo limiti e le occasioni per distribuire qualsiasi tipo di bene, considerando l’esponenziale aumento delle richieste di aiuto, non mancano», precisa Gadaleta.

    Allo stato attuale però il progetto non gode di nessun fondo e le associazioni di volontariato proveranno, nel prossimo futuro, ad usufruire di eventuali bandi promossi dagli enti locali.
    Un altro obiettivo – impossibile da raggiungere in assenza di finanziamenti – è infatti quello di inserire nel progetto alcune persone seguite dall’A.T.S. 41 e dalla Comunità di San Benedetto, fornendogli l’opportunità di riattivarsi impegnandosi in prima persona in un servizio dall’alta valenza sociale.

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

  • Lavoratori bancari: un giorno di stipendio in meno ogni anno per favorire nuove assunzioni

    Lavoratori bancari: un giorno di stipendio in meno ogni anno per favorire nuove assunzioni

    Una particolare forma di “generosità” quella annunciata dalla segreteria del sindacato dei lavoratori bancari. L’iniziativa della Uilca (Organizzazione di Categoria dei Bancari, Esattoriali e Assicurativi) prevede la rinuncia da parte dei dipendenti di banca in Italia di un giorno di stipendio ogni anno per i prossimi cinque anni per contribuire in modo attivo all’assunzione di 30mila giovani bancari a tempo indeterminato negli istituti di credito italiani entro il 2015.

    L’annuncio è partito proprio da Genova, dove il segretario generale della Uilca Massimo Masi ha precisato: «Il primo esempio in Italia di solidarietà intergenerazionale finalizzato a nuove assunzioni e stabilizzazioni di precedenti forme di precariato nel mondo del credito», aggiungendo inoltre che il contributo degli occupati bancari sarà destinato al Fondo Nazionale per il sostegno dell’occupazione nel settore del credito gestito pariteticamente da organizzazioni sindacali e Abi.

    Impiegati, quadri e dirigenti, nessuno escluso. Un sacrificio che frutterà oltre 200 milioni e che verrà versato sotto forma di contributo di 2500 euro annui (per 3 anni) alle banche che assumeranno a tempo indeterminato o che trasformeranno precedenti rapporti di lavoro precari.

  • Fatti spazio: giovani in campo per rivalutare la Fascia di Rispetto

    Fatti spazio: giovani in campo per rivalutare la Fascia di Rispetto

    PraFatti Spazio è un evento di autocostruzione promosso dal Ministero della Gioventù e organizzato da Gruppo Informale e Collettivo Burrasca, che si terrà all’Anfiteatro Fascia di Rispetto da venerdì 11 a domenica 13 maggio con lo scopo di rivalutare il quartiere genovese di Prà.

    Qui il programma dettagliato.

    Programma evento

    – Venerdì 11 maggio
    h. 16.00 Apertura lavori
    h. 19.00 Aperitivo-picnic / Dj set de L’Alieno

    – Sabato 12 maggio
    h. 18.00 Presentazione progetto
    h. 19.00 Aperi-cena collettiva
    h. 21.00 Musica live con OCHANOMIZU – RED*AZIONE

    – Domenica 13 maggio
    h. 11.00 Laboratorio graffiti
    h. 15.00 Esibizioni parkour e hip hop – discussione e saluti finali

    Programma workshop

    – Venerdì 11 maggio
    h. 10.00 Inizio workshop e programmazione
    h. 11.00 Selezione e lavorazione materiali
    h. 16.00 Costruzione della Zebra di Prà

    – Sabato 12 maggio
    h. 10.00 Costruzione della Zebra di Prà
    h. 13.00 Assemblaggio e allestimento strutture
    h. 17.00 Decorazione e finiture della Zebra di Prà

  • Favo: sms solidale per borse di studio per psicologi in oncologia

    Favo: sms solidale per borse di studio per psicologi in oncologia

    smsLa crisi economica colpisce anche i settori che più di ogni altro necessitano continuamente di personale specializzato, come ad esempio l‘assistenza sanitaria: si tratta di ambiti che beneficiano in larga misura del volontariato, ma dove sono al tempo stesso necessarie figure professionali con ottime capacità nel rapportarsi con i pazienti.

    Per questa ragione la Favo (Federazione italiana associazioni volontariato oncologia) ha deciso di destinare il ricavato di un sms solidale per la VII Giornata Nazionale del Malato Oncologico – 2 Eu che possono essere donati dal 10 al 20 maggio 2012 al numero 45501 – per mettere insieme una borsa di studio della durata di un anno.

    Una volta stabilita la somma radunata con la raccolta fondi, sarà infatti pubblicato un bando di concorso che permetterà ai vincitori di fare un corso di formazione in psiconcologia, ossia la disciplina che riguarda il supporto psicologico per i malati di cancro, anche nella loro relazione con i familiari, l’equipe medica, il personale infermieristico. Al periodo formativo seguirà la possibilità di lavorare in centri di cura pubblici e privati convenzionati dislocati su tutto il territorio nazionale.

  • Maddalena: laboratori di fotografia e video gratuiti aperti a tutti

    Maddalena: laboratori di fotografia e video gratuiti aperti a tutti

    E’ partito giovedì scorso il progetto artistico del gruppo LaboratorioGenova nel quartiere della Maddalena a Genova. Il progetto, finanziato dalla compagnia San Paolo nell’ambito del bando “Generazione Creativa“, si chiama Mass – Maddalena Art & Street Spaces“, un laboratorio aperto a fotografi, illustratori, grafici e, più semplicemente, curiosi di ogni età.

    Il cuore del laboratorio è un locale sito in Piazza Cernaia 10r a pochi passi dalla farmacia N.S. della Provvidenza e da via della Maddalena. Qui i ragazzi di LaboratorioGenova organizzano corsi di fotografia e video (2 lezioni a settimana il martedì e il venerdì dalle 18:00 alle 20:00) e laboratori gratuiti aperti a tutti, con lo scopo di riunire gli artisti della città e porsi come punto di riferimento e fucina di idee.

    Ecco il calendario dei laboratori, a partire da domani:

    Giovedì 10: “IL BUCO” – Introduzione alla tecnica fotografica del foro stenopeico (creare una macchina fotografica “a mano”, ad esempio con una scatola… n.d.r.) con Oliviero Crippa

    Venerdì 18: “L’IMMAGINE FEDELE“, strani casi nella fotografia di massa (evoluzioni del linguaggio fotografico nell’era della tecnologia n.d.r.) con Giulia Ticozzi photoeditor de “Il Post” e Diego Scarponi del Laboratorio Buster Keaton di Savona

    Giovedì 24 e 31 maggio, giovedì 7 giugno: “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, workshop di fotografia di reportage con Massimiliano Clausi

    Video di Daniele Orlandi
    Foto di Diego Arbore

  • Macchina del tempo: aeroporto di Genova, via alla privatizzazione?

    Macchina del tempo: aeroporto di Genova, via alla privatizzazione?

    IL PRECEDENTE

    10 maggio 2011: il Ministero del Tesoro ha dato il via libera alla privatizzazione del 60% di Aeroporto di Genova Spa, società che gestisce l’Aeroporto “Cristoforo Colombo” e attualmente controllata dall’Autorità portuale.

    Si disse: “Entro la prossima settimana sarà dunque aperta ufficialmente la gara per mettere in vendita le quote dell’aeroporto, che si chiuderà nel giro di 60-90 giorni: per partecipare all’asta è previsto un prezzo base di 30 milioni di euro (prezzo a base d’asta), in aggiunta alla disponibilità di investirne altri 43 milioni, come previsto da Enac. Si tratta di un progetto fortemente voluto dall’Autorità portuale, allo scopo di dare slancio all’aeroporto e trovare nuovi partner per sostenere il trasporto aereo da e verso il capoluogo ligure”.

    IL PRESENTE

    Ha senso definire tutto questo una privatizzazione fantasma? In un clima di rinnovamento politico come quello che Genova sta vivendo in questi mesi, sembra assurdo che il rilancio del trasporto aereo sia un tema di così scarso interesse per i media, le istituzioni e i partner economici. Un’assurdità rincarata da una condizione di luci e ombre che circolano intorno a questa situazione, a partire dal fatto che nessun esponente delle istituzioni sembra conoscere i dettagli della vendita.

    Comunque sia la gara indetta dopo il nulla osta dello scorso anno c’è stata, ma nessuno ha partecipato.

    Si prevede l’apertura di un nuovo bando entro giugno, mentre Regione, Camera di Commercio e Aeroporto hanno stanziato per i prossimi tre anni 7,5 milioni di euro (2.5 mln di euro annui) e la gestione dell’aeroporto ha annunciato un nuovo record di presenze: nei primi tre mesi del 2012 il numero di passeggeri sui voli di linea è aumentato del 5,3%, con un +6,3% sui voli internazionali.

    Marta Traverso

  • EcoBike Courier: alla scoperta dei corrieri espressi in bicicletta

    EcoBike Courier: alla scoperta dei corrieri espressi in bicicletta

    Bicicletta in cittàIvan e Francesco sono due ragazzi genovesi che, alla faccia della crisi economica e dei problemi legati al precariato, si sono inventati un lavoro che – oltre alla sua originalità – è un modo per sensibilizzare alla tutela dell’ambiente: nasce così a Genova EcoBike Courier.

    Com’è nata l’idea di diventare “corrieri in bicicletta”? Avete pensato subito di renderlo il vostro lavoro o c’è stato prima un passaggio “no profit”?

    EcoBike Courier nasce come idea nel 2010 e viene partorito nel dicembre 2011 con le prime consegne nel periodo natalizio. In questo periodo attraversiamo diverse fasi: il circuito Crea Impresa della Provincia, piano d’impresa, studio e molta documentazione sul settore e realtà simili.

    In cosa consiste la vostra attività? Quali requisiti bisogna avere per collaborare con voi?

    Il nostro core business sono le consegne. Gli elettrocorrieri sono al servizio di professionisti e aziende: recapitiamo plichi, documenti, materiale pubblicitario e piccoli colli, in modo veloce, sicuro e pulito. Inoltre abbiamo appena lanciato il servizio di ‘biciclette pubblicitarie’. Pubblicità errante, innovativa e molto apprezzata per la novità che propone.

    Per le prossime elezioni due liste di candidati consiglieri comunali hanno scelto Ebc come loro veicolo promozionale, così come alcuni commercianti hanno già prenotato le bici per promuovere le loro attività e i loro prodotti.

    Diteci almeno tre ragioni per cui la bicicletta è un mezzo di trasporto preferibile a quelli a motore.

    Crea reale benessere: i benefici sull’umore, sul fisico e sulla salute sono assoluti. Per spostamenti urbani è il mezzo più rapido: (trofeo tartaruga Legambiente). Economico (no benzina, bollo, parcheggio a pagamento, assicurazione).

    Genova è una città molto attiva sul fronte del movimento su due ruote, con progetti come Bike Sharing, il Club Amici della Bicicletta e realtà legate alle bici a pedalata assistita. Questo nonostante sia una città in apparenza “ostile” ai ciclisti a causa della sua conformazione geografica, spesso fatta di saliscendi. Come si spiega questo contrasto?

    Bike Sharing capitolo a parte. Il fatto che Genova non sia ciclabile è un luogo comune e un retaggio assurdo. Oggi mezzi come la bicicletta a pedalata assistita annullano il problema salite, mi piace sempre definirla ‘motorino da passeggio’. Piuttosto il problema è politico. Nulla o quasi viene fatto dall’amministrazione per favorire la ciclabilità. Esisterebbero interventi semplici e mirati che a costo praticamente nullo farebbero esplodere il movimento.

    Oggi più che mai si avverte l’esigenza di crearsi da soli il proprio lavoro, a fronte della difficile situazione in cui ci troviamo. Cosa vi sentite di consigliare a chi ha un’idea ma non sa da dove iniziare per svilupparla?

    Ricette non esistono. Avere il coraggio di assecondare la propria idea è però indispensabile. Se un giorno alzandoti dal letto senti che la lampadina si è accesa buttati, informati, studia, attaccati al telefono e condividi quello che fai. Fai rete e cerca, ci sono molte più persone di quelle che pensi pronte ad ascoltarti e ad aiutarti. Fai rete!

    Marta Traverso

     

  • Libertà di stampa: Giornata della memoria dei giornalisti uccisi

    Libertà di stampa: Giornata della memoria dei giornalisti uccisi

    Oggi, giovedì 3 maggio, a Palermo ci sarà la quinta Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, organizzata dal gruppo siciliano dell’Unci-Unione Nazionale Cronisti Italiani in collaborazione con l’Ordine regionale dei Giornalisti e l’Assostampa Sicilia. Alla giornata parteciperà una delegazione della commissione Antimafia.

    La cerimonia si svolge in occasione della Giornata Mondiale sulla Libertà di Stampa celebrata ogni anno il 3 maggio, dal 1991 in poi, per iniziativa dell’UNESCO allo scopo di diffondere i principi fondamentali della libertà di stampa, difendere l’indipendenza dei media e rendere omaggio ai giornalisti che sono morti nell’esercizio della loro professione. Il tema proposto quest’anno è “Voci Nuove: la libertà dei media aiuta a trasformare le società“.

    Secondo i dati dell’International Press Institute di Vienna i giornalisti uccisi nel 2012 nel mondo sono stati 43, nel 2011 erano stati 102 e nel 2010 altri 101.

    L’UNESCO fornisce cifre inferiori, poiché conteggia solo gli omicidi di giornalisti per cui ha espresso una formale condanna: sono stati 65 nel nel 2010 e 62 nel 2011. L’UNESCO sottolinea che nella maggior parte dei casi, si tratta di giornalisti che seguivano per i loro giornali scontri locali (local conflicts), casi di corruzione o altre attività illecite quali gli affari della criminalità organizzata e che dietro queste tragedie ci sono moltissimi giornalisti minacciati o intimiditi a causa del loro lavoro e perciò annuncia iniziative per rendere più sicura la loro attività.

    Un richiamo importante che fa riflettere sul lavoro da fare anche in Italia per ridurre i rischi che i giornalisti corrono per svolgere il lavoro di testimoni della realtà, non solo in aree di guerra ma anche nei Paesi che in guerra non sono.

    Nel 2012 in base al contatore dell’Internation Press Institute sono stati uccisi in tutto il mondo 43 giornalisti, dei quali 12 in Siria. Gli ultimi della lista sono: Décio Sá, ucciso a San Luis, in Brasile il 24 aprile, e Noel Alexander Valladares ucciso il 23 aprile a Tegucicalpa, in Honduras.

    Questi i dati anno per anno:

    43 giornalisti uccisi nel mondo nel 2012
    102 giornalisti uccisi nel mondo nel 2011
    102 giornalisti uccisi nel mondo nel 2010
    110 giornalisti uccisi nel mondo nel 2009
    66 giornalisti uccisi nel mondo nel 2008
    94 giornalisti uccisi nel mondo nel 2007
    100 giornalisti uccisi nel mondo nel 2006
    65 giornalisti uccisi nel mondo nel 2005
    78 giornalisti uccisi nel mondo nel 2004
    64 giornalisti uccisi nel mondo nel 2003
    54 giornalisti uccisi nel mondo nel 2002
    55 giornalisti uccisi nel mondo nel 2001
    56 giornalisti uccisi nel mondo nel 2000
    86 giornalisti uccisi nel mondo nel 1999
    50 giornalisti uccisi nel mondo nel 1998
    28 giornalisti uccisi nel mondo nel 1997

    In Italia dal 1960 al 1993 sono stati uccisi per mano delle mafie e del terrorismo 11 i giornalisti (8 dei quali in Sicilia), altri sono morti all’estero impegnati nel racconto dei fatti che accadevano nei Paesi in cui si trovavano, spesso luoghi di conflitto.

    A Palermo ci saranno alcuni familiari dei giornalisti italiani che hanno perso la vita, le istituzioni, i rappresentanti dell’ordine dei giornalisti, del sindacato e dell’unione cronisti.

    «Rinnoveremo il ricordo di quei cronisti ed operatori dell’informazione che hanno sacrificato la propria vita per la stampa libera e l’informazione coraggiosa – ha dichiarato Leone Zingales, presidente regionale dell’Unci – L’Unione Cronisti ha dato il via 5 anni fa al ricordo complessivo delle vittime cadute per mano mafiosa o terroristica, nella speranza di salvaguardare la memoria dei colleghi che hanno lasciato una traccia indelebile nel nostro Paese».

  • Donare il sangue è facile, è bello: appuntamento venerdì 4 maggio

    Donare il sangue è facile, è bello: appuntamento venerdì 4 maggio

    donare sangue“Non lasciare al caso, vieni a donare” è il nome della campagna messa in atto dall’Advps onlus – Associazione donatori e volontari personale della Polizia di Stato – per sensibilizzare la popolazione in merito alla donazione di sangue.

    La campagna prevede cinque tappe in altrettante città italiane, di cui la prima è Genova (le altre sono Roma, Fiumicino, Pomezia e Napoli): venerdì 4 maggio la Questura di via Diaz è aperta per chiunque vorrà venire a donare il sangue.

    I requisiti per donare sono età compresa tra i 18 e i 65 anni per gli uomini e tra i 18 e i 60 per le donne, essere a digiuno di latte, derivati e alimenti solidi. Sono consentiti invece un tè, un caffè o un succo di frutta.

  • “Corrente in Movimento”, riparte da Genova il Giro d’Italia a zero emissioni

    “Corrente in Movimento”, riparte da Genova il Giro d’Italia a zero emissioni

    Questa mattina alle ore 10 presso l’auditorium del Galata Museo del Mare si è tenuto il primo seminario sulle Smart city (“Laboratorio Smart City”) e in contemporanea, presso la scuola primaria Thouar di Genova Prà, il laboratorio in collaborazione con il Festival della Scienza.

    Con questo appuntamento prende ufficialmente il via l’edizione 2012 di Corrente in Movimento, un insieme di iniziative promosse dell’omonima associazione di Perugia che l’anno scorso ha girato l’Italia in auto elettrica dimostrando che è già possibile viaggiare nel nostro Paese senza emettere un grammo di CO2 (il 22 maggio 2011 la carovana elettrica fece tappa anche a Genova). Quest’anno l’associazione Corrente in Movimento proporrà un progetto articolato in due fasi, quella più teorica che prevede principalmente convegni e una più “pratica” con una serie di laboratori nelle scuole, in collaborazione con il Festival della Scienza di Genova.

    La decisione della rinomata associazione di partire con la nuova edizione proprio da Genova, testimonia quanto la nostra città si stia dimostrando all’avanguardia per quanto riguarda la sostenibilità: «Genova città “smart”, efficiente e sostenibile – scrive l’associazione in una nota –  un punto di arrivo e, allo stesso tempo, un percorso di sperimentazione e progettazione. Un “laboratorio” che, fin dall’approvazione due anni fa del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (prima città in Europa), ha visto il capoluogo ligure all’opera per il raggiungimento del cosiddetto obiettivo “20-20-20”: entro il 2020 ridurre le emissioni a effetto serra del 20% e al tempo stesso di aumentare la quota di energie rinnovabili e l’efficienza energetica del 20%.»

    Le prossime iniziative di Corrente in Movimento:
    Dopo l’appuntamento genovese, Corrente in Movimento proseguirà a Napoli (11 maggio), Venezia (18 maggio) e Roma (25 maggio). Poi, a settembre, prenderà il via la seconda parte del progetto 2012, per portare nelle piazze italiane (sempre in collaborazione con il Festival della Scienza e con carpooling.it) il “villaggio dell’innovazione”, uno spazio in cui far confluire idee, progetti, prototipi e pratiche di sostenibilità ed efficienza energetica. Anche in questo caso si ripartirà da Genova, il 14 e 15 settembre, per poi proseguire a Milano (21-22 settembre), Roma (28-29 settembre), Napoli (5-6 ottobre) e concluderà a Siracusa, con un convegno il 12 ottobre. Il “villaggio dell’innovazione” sarà anche la vetrina ideale per i vincitori dei due concorsi lanciati da Corrente in Movimento in queste settimane (e che si chiuderanno il 15 luglio): “Rinnoviamo le città”, concorso di idee per trasformare i centri del Bel Paese e per renderli sempre più sostenibili, attraverso l’efficientamento energetico dei loro spazi ed edifici; e “Obiettivo zero”, per raccontare attraverso gli scatti di una macchinetta fotografica esempi di mobilità sostenibile, di utilizzo di fonti rinnovabili e di buone pratiche attive nelle nostre città (Per maggiori informazioni sul programma e sui concorsi www.correnteinmovimento.it).

    Foto di Diego Arbore

  • Sampierdarena: alla scoperta di Villa Serra Doria, nuovo polo culturale

    Sampierdarena: alla scoperta di Villa Serra Doria, nuovo polo culturale

    Sampierdarena riscopre un gioiello architettonico nascosto tra le case e lo restituisce alla città. Parliamo di Villa Serra Doria, in via Nicolò Daste, una splendida struttura che venerdì 4 maggio alle ore 16 verrà inaugurata quale polo culturale per eventi istituzionali e privati.

    La villa, secondo la planimetria del 1757, risulta appartenere al marchese Giuseppe Serra, famiglia presente con altre ville nella riviera di ponente, a Sampierdarena, ma ancor di più nel vicino sobborgo di Cornigliano; nell’Ottocento diventa di proprietà Doria, come documenta l’Alizeri che nel 1875 la indica come “antico edificio (dei Doria) che forma l’angolo e segna il confine alla via S. Antonio” e conferma il Dillon nel 1958, citandola come palazzo Monticelli già Doria. Dal pastificio Monticelli perviene negli anni ‘60 al Mobilificio Baselica, con destinazione d’uso ancora impropria.
    Non si conoscono la data di costruzione né l’autore dell’edificio che, nonostante l’attuale aspetto cinquecentesco, potrebbe essere riferito ad epoca anteriore. Gli attuali caratteri della villa quindi risalirebbero ad una fase successiva di ristrutturazione e forse di ampliamento, avvenuta nel Cinquecento, per adeguarlo al nuovo e più rappresentativo tipo di residenza suburbana.
    A partire da questa fase la villa è rimasta pressoché intatta tranne la sostituzione dell’originario scalone con altre scale. Nella prima metà del ‘900, tra la villa e la torre quadrangolare allineata alla struttura, viene costruito un grosso corpo di fabbrica industriale, anch’esso attestato sul fronte strada, sul sedime di quella parte della villa – forse un corpo rustico – che si vede nelle planimetrie del Vinzoni (1757 e 1775) e del Porro (1855-58).
    Situata sul lato a mare dell’antico asse di transito, con un lotto esteso a sud fino a quello sottostante del convento e della chiesa di S. Maria della Cella, la villa è disposta nella zona occidentale, in corrispondenza di un importante incrocio urbano, nell’angolo tra l’attuale via Daste e la Crosa della Cella, quest’ultima allineata con l’altro percorso, verso monte, della Strada del Belvedere.
    Il giardino, come tutti gli altri di questa fascia costiera, rimane intatto fino all’Ottocento, quando viene tagliato dalla ferrovia (1854) e dalla via Vittorio Emanuele (1852) e in seguito lottizzato, mentre il fabbricato industriale viene accorpato alla villa.

    Il 4 maggio dalle ore 16 alle 21 si potrà affrontare un appassionante viaggio all’interno dell’edificio alla scoperta di sale, soffitti affrescati, scaloni e il loggiato che fa da anticamera alla sala grande.
    Grazie alla presenza di strutture tecnologiche all’avanguardia Villa Serra Doria diventerà un luogo particolarmente funzionale per eventi espositivi, socioculturali, commerciali, di spettacolo e di comunicazione. Un vero e proprio polo culturale a disposizione dei cittadini che potranno così riappropriarsi di un patrimonio comune per lungo tempo colpevolmente dimenticato.

     

    Matteo Quadrone