Tag: iniziative

  • Anniversario Strage di Capaci: presidio Cgil Cisl Uil contro ogni forma di violenza

    Anniversario Strage di Capaci: presidio Cgil Cisl Uil contro ogni forma di violenza

    Oggi, Mercoledì 23 maggio, a 20 anni dalla strage di Capaci,  CGIL – CISL- UIL, si mobilitano organizzando sit-in davanti a tutte le Prefetture italiane per ricordare l’anniversario della morte di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e della scorta.

    In concomitanza con la tragica ricorrenza Cgil Cisl Uil rinnovano lo sdegno per il vile attentato di Brindisi che ha colpito inermi studentesse di una scuola. Le Organizzazioni sindacali, nell’esprimere vicinanza alle famiglie colpite, condannano duramente l’accaduto auspicando che le Forze dell’Ordine, individuino al più presto i colpevoli dell’efferato delitto.
    A Genova il presidio, dove saranno presenti anche ARCI e Unione degli Studenti, avrà inizio alle ore 17.00 davanti alla Prefettura.
    Con l’occasione si segnala anche l’iniziativa di Libera che, a seguire, si terrà in Vico Mele in locali confiscati alla mafia con l’inaugurazione di una mostra fotografica di Giorgio Bergami

  • La città che vogliamo: ambiente e decrescita a Villa Bombrini

    La città che vogliamo: ambiente e decrescita a Villa Bombrini

    Spighe al tramonto Sabato 26 e domenica 27 maggio 2012 si tiene a Villa Bombrini (Genova Cornigliano) un evento organizzato da Istruzioni per il futuro, la Rete Ligure per l’Altraeconomia e gli Stili di Vita Consapevoli.

    Tema dell’evento è La città che vogliamo: due giorni di incontri, laboratori, convegni, concerti, spettacoli, sperimentazioni, il tutto all’insegna della raccolta e scambio di esperienze e della costruzione di proposte condivise su stili di vita più sostenibili.

    Il ricco programma di appuntamenti è corredato da spazi fissi dedicati a mercatino biologico, bio-architettura, banca etica, commercio equo e solidale, cicloriparo, gruppi di acquisto solidali, bici elettriche, gli emporii MET e In scia stradda, tipografia ecologica, produttori di energia pulita e molte associazioni che si occupano di sviluppo sostenibile nella nostra città.

    Alcuni dei temi trattati nelle conferenze saranno
    – nuovi lavori ed esperienze autogestite di risposta alla disoccupazione,
    – riconversione energetica,
    – crisi del credito e finanza etica,
    – cementificazione,
    – mobilità sostenibile,
    – ristrutturazioni e costruzioni eco-compatibili,
    – rumenta,
    [eccetera]

    Saranno ospiti comici, giornalisti, gruppi musicali e – nella serata di domenica – il Sindaco di Genova per discutere le istanze portate dai vari eventi nelle due giornate.

    [foto di Diego Arbore]

  • Festival della Scienza: bando per animatori posticipato al 30 maggio

    Festival della Scienza: bando per animatori posticipato al 30 maggio

    Festival della ScienzaMancano cinque mesi alla decima edizione del Festival della Scienza, in programma a Genova dal 25 ottobre al 4 novembre 2012 la parola chiave sarà Immaginazione.

    Sono aperte le selezioni di diplomati, studenti universitari, laureati, dottorandi e giovani ricercatori da destinare alle attività di guida e informazione al pubblico nell’ambito dei vari eventi del Festival: mostre, laboratori, conferenze, eventi speciali.
    Per l’edizione 2012 si ricercano giovani che possano ricoprire il ruolo di animatori e animatori scientifici. Caratteristiche richieste: una grande passione per la scienza e la divulgazione, una forte motivazione, la capacità di rapportarsi con il pubblico e di lavorare in gruppo.

    I giovani interessati possono partecipare alla selezione compilando on line la scheda predisposta sul sito www.festivalscienza.it alla voce “A.A.A. Animatori Cercansi”, fino al 30 maggio. I giovani coinvolti riceveranno un compenso per le loro prestazioni, grazie al continuo sostegno dato dalla Camera di Commercio di Genova al progetto, in un’ottica di promozione di tutte le iniziative volte a far crescere, oggi, la capacità d’impresa e, domani, l’economia genovese.

     

    Link diretto al bando http://animatori.festivalscienza.it/candidature/

    Link a video promozionale http://www.youtube.com/watch?v=OBDULA22lB0&feature=share

  • Istituto Gaslini: una squadra di calcio per raccogliere fondi

    Istituto Gaslini: una squadra di calcio per raccogliere fondi

    Ospedale GasliniE’ nata la squadra di calcio dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova. Un’iniziativa voluta fortemente dagli stessi infermieri e lavoratori dell’ospedale pediatrico con l’obiettivo di dare maggiore visibilità all’Istituto stesso, anche aldilà delle proprie mura, ma soprattutto proponendosi come promotore delle cause delle singole associazioni e della ricerca scientifica.

    La squadra è composta da molte delle figure professionali presenti nell’Istituto: medici, specializzandi, infermieri pediatrici, tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio ecc… creando forte valore aggregativo, nonché di interscambio di informazioni utili alla crescita reciproca.

    «Come ogni squadra che si rispetti abbiamo il nostro sponsor ufficiale “Gaslini Band Band” che oltre ad essere un’associazione di volontariato ONLUS, ha come missione il miglioramento dell’accoglienza dei piccoli ospiti e delle loro famiglie dell’ospedale Gaslini», racconta Roberto Sabatini, infermiere pediatrico presso l’Istituto e tra i fondatori della squadra.

    Il primo appuntamento sarà il 23 Maggio alle 20:30 in Via dei Ciclamini, campo Mons. Sanguinetti, dove la squadra affronterà un altro istituto, l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, con l’intento di sostenere la “Cicogna Sprint Onlus”, associazione di genitori dei neonati della Terapia Intensiva Neonatale presso il nostro Istituto, che sta cercando di farsi conoscere e di farsi strada.

  • Salviamo il trenino di Casella: il web si mobilita contro la chiusura

    Salviamo il trenino di Casella: il web si mobilita contro la chiusura

    Trenino di CasellaSono già oltre 1.500 le persone che si sono iscritte al gruppo Facebook Salviamo il trenino di Casella, aperto pochi giorni fa (e che si sta convertendo in un’omonima pagina) da un gruppo di sostenitori dello storico mezzo, attivo dal 1929 e che da piazza Manin porta al comune della Valle Scrivia attraversando i monti dell’entroterra genovese.

    Il trenino è attualmente gestito da Amt, ma l’azienda municipalizzata fa sempre più fatica a sostenere i costi del suo mantenimento poiché il trenino porta pochissimi guadagni.

    Singole persone e gruppi spontanei, fra cui il Comitato Indipendente per Sant’Olcese (uno dei comuni attraversati dal trenino) hanno aderito e manifestato il proprio impegno per aiutare questa campagna di sensibilizzazione: il trenino di Casella non è infatti solo un simbolo di grande importanza storica, ma anche un mezzo di trasporto turistico (e non solo) che non inquina e si integra perfettamente con l’ambiente circostante.

    Un’opera dell’ingegno simile dovrebbe essere difesa dai governanti e sottratta alle leggi del mercato, dovrebbe essere considerata e valorizzata come un’opera d’arte. Chiuderla perché non rende abbastanza sarebbe come chiudere lo Tour Eiffel in un periodo di scarsa affluenza turistica” si legge sul blog del Comitato Indipendente per Sant’Olcese.

     

  • Amt: il biglietto del bus si acquista con il cellulare

    Amt: il biglietto del bus si acquista con il cellulare

    AutobusComprare il biglietto del bus non è mai stato così semplice: AMT lancia “AMT-ticket” il nuovo servizio che permette di acquistare il biglietto del bus via sms con il proprio cellulare.

    A partire da oggi, lunedì 21 maggio, i clienti del trasporto pubblico genovese potranno acquistare in tutta sicurezza il biglietto da 110 minuti (anziché un’ora come quello cartaceo) valido sulla rete urbana AMT (escluso Navebus e Volabus) mediante il proprio telefono cellulare. Viaggiare diventerà così ancora più semplice e veloce, anche quando non si ha disponibilità di denaro contante, evitando la ricerca del punto vendita più vicino.
    Il biglietto AMT-ticket vale 110 minuti, 10 minuti in più del biglietto tradizionale e costerà 1,60 euro (1,50 più 10 cent di spese)

    Un’innovazione resa possibile grazie al progetto di collaborazione fra AMT e Movincom, il Consorzio che raggruppa oggi oltre 40 realtà commerciali in Italia e che fornisce, attraverso il circuito Bemoov, la piattaforma tecnologica necessaria per effettuare pagamenti di beni e servizi in assoluta sicurezza mediante l´uso del cellulare.

    Genova è tra le prime città italiane ad aver introdotto l’acquisto del titolo di trasporto via cellulare, mediante la piattaforma Bemoov.

    L´accesso al servizio è semplice ed immediato: è sufficiente iscriversi gratuitamente al servizio sul sito Bemoov (www.bemoov.it) associando il proprio numero di cellulare allo strumento di pagamento su cui si vogliono addebitare i propri acquisti (ad esempio carte di credito o prepagate).

    Il cliente, ogni volta che vorrà salire sul mezzo di trasporto, dovrà semplicemente inviare un SMS, digitando nel testo solo la parola AMT, al numero 320 204 3497. Il costo del messaggio è a carico del cliente secondo il proprio piano tariffario. L’SMS di risposta che riceverà da AMT sarà valido come titolo di viaggio, avrà la durata di 110 minuti dal momento del ricevimento sulla rete urbana AMT (escluso Navebus e Volabus) e dovrà essere mostrato al personale in caso di verifica. Per i viaggi in metropolitana è necessario acquistare il biglietto via SMS prima di scendere ai binari. Contestualmente sarà addebitato sullo strumento di pagamento del cliente la cifra di Euro 1,60 di cui Euro 1,50 quale tariffa del titolo di viaggio e Euro 0,10 quale contributo alle spese.

  • Un orto comunitario nel centro storico della città: il progetto del “Re Moro”

    Un orto comunitario nel centro storico della città: il progetto del “Re Moro”

    Siviglia, orto del Re MoroSiamo nel centro storico di Siviglia. Camminiamo lungo Calle Enladrillada, un vicolo lungo e stretto costeggiato su entrambi i lati da alti muri bianchi e a tratti da edifici altrettanto stretti, dai cui poggioli decorati ad azulejos pendono i panni stesi ad asciugare che spandono profumo di bucato lungo l’acciottolato che stiamo percorrendo. Ogni tanto passa un motorino, e qualche magro gatto si rifugia sui gradini dei piccoli portoni d’ingresso.

    Poi, sulla nostra destra, un grande cancello aperto rompe la monotonia dei muri e apre la vista su un vasto, colorato giardino delimitato da altri muri bianchi… Siamo nell’Orto del Re Moro, attiguo alla Casa del Re Moro, una delle poche costruzioni domestiche di fine quindicesimo secolo, periodo in cui si mescolano il tardo gotico, il rinascimento e una forte influenza islamica.

    In questo luogo i cittadini hanno dato vita ad un’esperienza di gestione condivisa di uno spazio, rimettendo a nuovo ciò che era in stato di abbandono e rendendo la zona accessibile a tutti coloro che vogliano partecipare o semplicemente usufruire di uno spazio verde urbano coltivato.

    Nell’aria c’è profumo di salvia, rosmarino e menta lungo il sentiero in terra che si snoda tra le varie colture. Sotto gli alberi, robusti e nodosi lungo il perimetro del giardino, sono sistemati scivoli e altalene, e accanto a questi alcuni bambini razzolano entusiasti in una zona di terra e sabbia, sporchi da capo a piedi. Intorno a loro, due sculture di terra essiccata e materiali di recupero: una grossa lumaca da cavalcare e un serpente ancora in costruzione, con il dorso e le squame fatte con vecchi pneumatici. E ancora, due pergole coperte di rami di palma, tante sedie da giardino, e una libreria stracolma di libri a disposizione di tutti. Gente che entra ed esce dalla cancellata, qualcuno lavora negli orti, altri portano il cane a fare una passeggiata. Gli unici rumori qui sono l’abbaiare dei cani, il vento tra le fronde, i cinguettii di innumerevoli uccelli e il brusio indistinto di sottofondo delle api indaffarate tra un fiore e l’altro.

    Abbiamo parlato di questo progetto con Valentina, genovese residente a Siviglia che partecipa attivamente a questa realtà: «El Huerto del Rey Moro viene occupato nel 2004. Fino a quel momento è uno spazio verde non costruito e di fatto abbandonato all’interno del centro storico, per il quale il Plan General de Ordenación Urbana de Sevilla (il nostro PUC per intenderci) prevede la costruzione di 40 appartamenti. Il luogo viene notato, dalle terrazze vicine, da un gruppo di persone che decide di occuparlo per impedire l’ennesima speculazione immobiliare. Puliscono lo spazio e cominciano a coltivarlo, utilizzando materiali di riciclo per dare forma agli orti e creare l’arredamento, e dando di fatto nuova vita a un pezzo di terra prezioso all’interno della città». Intanto si costituisce l’Associazione Amici dell’Orto del Re Moro La Noria che inizia a battersi perché venga scartato il progetto edilizio.

    Partecipano persone differenti e di ogni età. Uno degli aspetti più interessanti è la volontà progettuale spesa per questo luogo e volta a farne uno strumento utile per tutti e con scopi didattici: «Dal 2006 funziona il programma Orti per le Scuole, gestito da un’associazione di genitori dei bambini delle scuole pubbliche vicine. È un programma davvero importante, perché oltre ad avvicinare i bambini all’orto e a insegnare loro le specie vegetali e i corrispondenti periodi di semina e raccolto, affronta temi come l’agricoltura biologica e l’autosufficienza alimentare, mettendo in relazione il quartiere con l’orto in quanto sistema vitale. Per i bambini è pensato anche il laboratorio di fango, in cui vengono realizzate figure con questo materiale naturale».

    Siviglia, orto collettivo

     

     

     

     

     

     

     

    La zona coltivata è divisa tra orti vicinali, piccoli quadrati affidati a residenti di zona che se ne occupano completamente, e il più grande orto comunitario, dove coloro che vogliono successivamente usufruire di un orto individuale imparano, seguiti da persone più esperte, le tecniche di coltivazione, compostaggio, irrigazione, potatura e raccolta. A questo proposito Valentina cita Luciano, altro italiano trasferitosi a Siviglia, «…il vero ortolano numero uno! La sua decennale esperienza, il suo amore per la biodiversità e la sua costante curiosità nello sperimentare ne fanno l’elemento indispensabile per la buona salute dell’orto». Detto questo, anche chi non lavora direttamente nell’orto è il benvenuto e, sempre nel rispetto del luogo, può servirsi prendendo qualche rametto di rosmarino…

    «All’ultima assemblea mensile abbiamo deciso di aggiungere un’aia con le galline, che si nutrono dei residui destinati al compostaggio, e attraverso lo slogan “Tu Basura vale un huevo” (la tua spazzatura vale un uovo, ma anche vale molto perché in spagnolo valer un huevo significa anche valere tanto) vogliamo coinvolgere tutto il quartiere a portare i rifiuti organici come cibo per le galline, avendone in cambio uova».

    Nonostante gli aspetti positivi e di pubblica utilità, l’Associazione deve sempre stare in guardia da tentativi di sgombero, soprattutto da quando si è insediata la nuova giunta, che ha già provveduto a sgomberare alcuni centri sociali e a proporre progetti di parcheggi interrati in zone analoghe a quella dell’Orto. Questo e altri sono gli aspetti problematici di un’esperienza che comunque dà la gioia di partecipare a una cosa comune, a una res publica ormai troppo spesso dimenticata da tutti: «Gestire uno spazio collettivamente non è facile – continua Valentina – e comporta un grande sforzo da parte di molte persone. Ci sono problemi come porzioni che periodicamente risultano abbandonate e devono essere riassegnate, danni che vengono fatti all’orto soprattutto durante le feste (durante cui si raccolgono fondi), eccessivo carico di lavoro gestionale che ricade quasi sempre sulle solite persone. Nonostante tutti questi inconvenienti, nell’orto si respira la vita, lo si percepisce come un luogo vivo, in continuo cambiamento, dove davvero i cittadini decidono come vivere lo spazio pubblico. Io credo che questo sia, soprattutto, un modo di vivere: i cittadini si responsabilizzano riguardo la cosa pubblica, e non delegano all’amministrazione una gestione che quasi sempre è poi motivo di critica e malcontento. Credo che oggigiorno, davanti ad una crisi mondiale delle istituzioni, l’autorganizzazione e la riappropriazione degli spazi  sia l’unica soluzione possibile a una civiltà imbarbarita e addormentata e che l’Orto del Re Moro sia un esempio da seguire».

     

    Claudia Baghino    

  • Ddl anticorruzione: appello di Cittadinanzattiva

    Ddl anticorruzione: appello di Cittadinanzattiva

    L’ostruzionismo parlamentare delle ultime ore sta rallentando pericolosamente l’approvazione in Commissione Giustizia del ddl anticorruzione, rischiando di vanificare le misure previste dal maxi-emendamento del Ministro Severino per una lotta efficace al malaffare nel nostro Paese.

    Cittadinanzattiva chiede ai cittadini di far sentire la propria voce tramite la petizione promossa nell’ambito della Campagna “Ridateceli!”, contro la corruzione e gli sprechi della politica e delle burocrazie per la restituzione e l’uso sociale di beni e risorse sottratte ai cittadini. Per aderire alla mobilitazione è attivo il blog http://ridateceli.tumblr.com/

    «Temiamo che l’ostruzionismo di questi giorni sul ddl anticorruzione riporti in auge il disegno di legge Alfano depotenziando, di fatto, gli strumenti per la lotta alla corruzione nel nostro Paese, spiega Vittorio Ferla, responsabile Cittadinanzattiva per la Trasparenza e la LegalitàSe non si procede entro il 28 maggio, data prevista per l’approdo in aula del disegno di legge, alla votazione ed approvazione in Commissione delle modifiche apportate dal ministro Severino e dei relativi emendamenti, di cui alcuni da noi stessi promossi, il rischio è che si torni a votare il testo Alfano, già approvato al Senato».

    Proprio per questo, nell’ambito della Campagna “Ridateceli! I soldi della corruzione al servizio dei cittadini“, Cittadinanzattiva ha deciso di avviare una mobilitazione dei cittadini, per la rapida approvazione della legge, chiedendo loro di far sentire la propria voce direttamente alla Commissione Giustizia, attraverso fax al numero 06/6795350, oppure all’indirizzo email com_giustizia@camera.it.

    Il testo da inviare è disponibile sul blog http://ridateceli.tumblr.com/.

    La mobilitazione è partita un paio di giorni fa e continuerà fino alla definitiva approvazione della legge.

    «Chiediamo alla Presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, di fare tutto il possibile affinché si proceda rapidamente all’approvazione del testo con relativi emendamenti – conclude FerlaChiediamo inoltre alla Ministra Severino di mantenere ferma la linea sulla corruzione nello stesso modo in cui il governo è riuscito a fare su altri temi, senza fare passi indietro. La società civile italiana non può più aspettare!».

  • Il governo inglese a Wikipedia: “Pubblichiamo gratis le ricerche accademiche”

    Il governo inglese a Wikipedia: “Pubblichiamo gratis le ricerche accademiche”

    Università di OxfordIl governo inglese, nella persona del ministro per l’Università e le Scienze David Willets, ha chiesto al fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales, di sviluppare un meccanismo di condivisione online delle ricerche universitarie, gratuito e facilmente accessibile a tutte le persone del mondo.

    Il progetto, annunciato direttamente da Buckingham Palace, sarà realizzato in due anni e ha come obiettivo quello di rendere accessibile a chiunque tutta la ricerca accademica finanziata pubblicamente dai cittadini. «Questo ci condurrà verso una nuova era di scoperte e di cooperazione tra studiosi e docenti», ha dichiarato David Willets al Guardian.

    In Inghilterra la ricerca universitaria vive un momento molto delicato, soprattutto dopo la manifestazione di un folto gruppo di ricercatori che si è unito contro uno dei colossi dell’editoria inglese in campo universitario, Elsevier. Gli abbonamenti ai periodici di Elsevier arrivano a costare anche milioni di sterline all’anno alle biblioteche delle facoltà inglesi, una tendenza che, secondo i ricercatori, deve essere cambiata radicalmente.

    La proposta del governo, dunque, arriva in un momento particolare: «Wikipedia è diventata un punto di riferimento cruciale nel nostro orizzonte culturale e per realizzare il nostro progetto abbiamo bisogno dei consigli dell’uomo che l’ha creata – si legge sul giornale londinese – Lui si occuperà di sviluppare interamente la piattaforma in cui le ricerche saranno condivise, suggerirà il formato più adatto per la pubblicazione dei documenti e setterà gli standard dei dati». Oggi, però, la legge impedisce la “ripubblicazione” dei dati… «Dobbiamo creare un sistema in cui i dati possono essere pubblicati interamente insieme all’articolo, attraverso un format aperto, accessibile a tutti e gratuito.»

    Una proposta lungimirante che apre nuovi orizzonti e nuove possibilità? Certo, ma rimangono in ballo tanti soldi… Quelli che da tanti anni i colossi dell’editoria inglese incassano e a cui, certamente, non rinunceranno senza combattere con tutte le forze a loro disposizione. Vedremo quale sarà la strategia made in England per aggirare l’imponente ostacolo.

  • Cogorno, provincia di Genova: settimana bio nella mensa scolastica

    Cogorno, provincia di Genova: settimana bio nella mensa scolastica

    Durante la prossima settimana, dal 21 al 26 maggio 2012, presso la mensa del Villaggio del Ragazzo a San Salvatore di Cogorno, in Provincia di Genova, verrà realizzata una settimana a base di prodotti esclusivamente biologici e locali. L’evento, giunto al suo secondo anno (Lavagna e Cairo Montenotte nel 2011), è promosso da AIAB Liguria e Liguria Biologica e coinvolgerà l’intero complesso scolastico di Cogorno (scuole elementari, medie e l’istituto professionale): saranno preparati 600 pasti giornalieri con soli prodotti biologici certificati.

    Per un’intera settimana i prodotti convenzionali saranno sostituiti con quelli coltivati con metodo biologico. Nella scuola verranno sostituiti cereali, olio, latticini, pesto, frutta, verdura, uova, olio e carni con quelli biologici reperibili in Liguria o nelle zone limitrofe.

    Quelle che le Associazione promotrici intendono dimostrare è che, con un costo minimo in più a pasto, sia possibile offrire agli alunni cibo più sano e rispettoso dell’ambiente. Il pasto diventa in questo modo veicolo di modelli culturali e comportamentali rispettosi dell’ambiente e dell’uomo, incentivando l’agricoltura locale e le sue aziende.

    I prodotti biologici ottenuti senza l’impiego di prodotti chimici di sintesi, preservando la qualità di acqua e aria, rispettando la biodiversità e gli equilibri naturali sono anche più sani. La carne non contiene antibiotici, gli alimenti non hanno né conservanti né coloranti e frutta e verdura rispettano la stagionalità: qualità sicuramente all’attenzione di genitori e insegnati.

  • Clamoroso in Norvegia: stop alle auto a benzina dal 2015

    Clamoroso in Norvegia: stop alle auto a benzina dal 2015

    La notizia sta facendo il giro del mondo e ha spiazzato un po’ tutti. Il governo di Oslo ha ufficialmente detto stop alle auto a benzina, a partire dal 2015 la produzione e l’acquisto in Norvegia saranno vietati.

    L’industria automobilistica norvegese dovrà convertire la sua produzione in mezzi ibridi, elettrici, biodiesel o a idrogeno, dando un segnale di progresso e lungimiranza a tutti i governi del pianeta. Ricordiamo che si tratta di una delle nazioni al mondo maggiormente sensibili al problema dell’inquinamento globale, basti ricordare la posizione di Oslo quando si inziò a parlare di protocollo di Kyoto: la proposta fu quella di portare al 30% la riduzione di anidride carbonica entro il 2015.

    Dalle dichiarazioni dei governanti norvegesi si deduce che uno dei motivi principali che li avrebbe spinti verso una così rigida restrizione, oltre la salvaguardia dell’ambiente, è quello di superare la crisi economica. E’ necessario oggi più che mai pensare al futuro e armarsi già ora per combattere la seconda fase della grande crisi economica globale, quella climatica… Questo il sunto di quanto dichiarato dagli organi ufficiali norvegesi.

    Ad oggi le strade della Norvegia contano oltre 4.000 auto elettriche. Mini car, city car ma anche modelli sportivi, la scelta per chi vuole un’auto a basso impatto ambientale è già oggi molto ampia e i costruttori offrono ai clienti nuove opportunità e vantaggiosi incentivi. Questo, però, non significa che la ricerca debba fermarsi. Anzi… Il progetto prevede infatti un primo lancio delle auto a metano e gpl, per poi puntare su nuovi modelli di auto elettriche e a combustibili “bio”… Una vera e propria sfida che in Norvegia sembrano essere certi di poter vincere.

  • Food Revolution Day: una giornata per la cultura del mangiare sano

    Food Revolution Day: una giornata per la cultura del mangiare sano

    Un Festival mondiale per promuovere la cultura del cibo: sabato 19 maggio si tiene in molti Paesi la prima edizione del Food Revolution Day, un’iniziativa organizzata dallo chef inglese di fama mondiale Jamie Oliver e che vuole unire la creatività in cucina con la cultura del mangiare in modo semplice, sano e sostenibile.

    Il sito foodrevolutionday.com è organizzato come un motore di ricerca, che permette di individuare gli eventi spontanei che in tutto il mondo si stanno organizzando intorno a questo focus comune, ma anche di organizzare una propria iniziativa e metterla in rete perché altri ne vengano a conoscenza. Gli appuntamenti sono organizzati in forma volontaria da persone che credono in queste tematiche e collaborano per coinvolgere nell’iniziativa scuole, ristoranti, attività commerciali e privati.

    L’obiettivo di questa giornata è diffondere una maggiore consapevolezza di ciò che mangiamo, perché le nostre cucine contengano solo cibi freschi, genuini e di stagione.

    Che ne dite, partecipate?

  • Giornata internazionale contro l’omofobia, qual è la situazione in Liguria?

    Giornata internazionale contro l’omofobia, qual è la situazione in Liguria?

    Domani, 17 maggio, come ogni anno a partire dal 2007, si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia quale momento di riflessioni e azioni per denunciare e lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all’orientamento sessuale.

    La scelta è caduta su questa data perché 22 anni fa, il 17 maggio 1990, l’omosessualità fu rimossa dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale pubblicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
    Arcigay (storica associazione che difende i diritti della comunità lgbt- lesbica, gay, bisessuale, trans) per l’occasione organizza su tutto il territorio nazionale momenti di riflessione e campagne nazionali di sensibilizzazione e per il contrasto all’omofobia e transfobia.

    E finalmente sembra che anche a livello istituzionale, qualcosa si muova.

    «Dal Governo tecnico, che dovrebbe assumere un volto umano anche sulle questioni relative al diritto al lavoro, arriva un segnale di discontinuità rispetto al passato», sottolinea Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay.

    Come ricorda il sito web dell’associazione, in questi giorni il Ministro Fornero ha aperto alle nuove famiglie con un rinnovato senso di laicità, dichiarando: «Dobbiamo sforzarci di distinguere, nella nostra analisi e nelle richieste di cambiamenti normativi, i valori che portiamo dentro di noi da quella che e’ una visione aperta e nella quale tutti chiedono pari opportunità e dirititti».

    Anche il Ministro Profumo sostiene la Giornata contro l’omofobia e sollecita la scuola a operare attivamente contro l’orrore dell’omofobia e del bullismo. Per parte sua il Ministero dell’Ambiente, guidato da Corrado Clini, sostiene la festa delle Famiglie organizzata da Famiglie Arcobaleno, i genitori gay e Legambiente il 20 maggio prossimo.

    «Ci piacerebbe che il 17 maggio si levasse contro l’omofobia e per la depenalizzazione dell’omosessualità nel Mondo, anche la voce di Mario Monti  – continua il presidente nazionale Arcigay – sarebbe il segnale di una rivoluzione di metodo, contenuti e valori che attendiamo da anni».

     

    Per quanto riguarda la Liguria, a livello legislativo, la nostra regione ha compiuto dei passi avanti significativi.

    «Dopo la Toscana siamo la seconda regione in Italia che si è dotata di una legge regionale contro le discriminazioni sessuali (L.R. 10/2009 n.52) – spiega Lilia Mulas, Presidente Comitato Provinciale Arcigay-ArciLesbica Genova “Approdo”– la medesima legge ha previsto la nascita di un coordinamento tecnico che fa capo alla regione e al quale partecipano diverse associazioni (Arcigay, Genova Gaya, Trans Genere, ecc.) che oggi, finalmente, sta muovendo i primi passi. Il compito del coordinamento dovrebbe essere quello di raccordare tutte le azioni messe in campo per favorire la diffusione dell’informazione su questi temi: campagne di sensibilizzazione, di formazione nelle scuole, diffusione delle buone pratiche».

    La citata Legge regionale 10 novembre 2009 n. 52 “Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”, all’articolo 1, comma 2, sancisce un principio basilare La regione Liguria garantisce la parità di diritti di ogni persona in ordine al proprio orientamento sessuale o alla propria identità di genere.

    Ma su questi temi, qual è il grado di sensibilità in Liguria?

    «La Liguria è una regione abbastanza tollerante – racconta Mulas – rispetto ad altre realtà territoriali italiane i casi di aggressioni fisiche fortunatamente sono ben pochi. Noi come associazione abbiamo un rapporto consolidato con istituzioni, ordini professionali e realtà produttive del nostro territorio e tutti si dimostrano particolarmente sensibili alle nostre istanze. Ovviamente però per avere una percezione completa è necessario osservare costantemente la realtà quotidiana. E purtroppo non possiamo affermare con certezza che in Liguria non esista il fenomeno dell’omofobia. Dopo il Gaypride del 2010 registriamo un miglioramento dovuto ad una maggiore conoscenza sul tema omosessualità. Forse in questo senso ha avuto un’influenza positiva anche il carattere chiuso e riservato dei Liguri. Occorre però prestare molta attenzione quando si parla di diritti. Non guardare in casa d’altri, essere troppo riservati, può anche trasformarsi in un pericolo perchè così facendo si rischia di sottovalutare determinate situazioni e non denunciare i casi di discriminazione che comunque esistono».

    Pensate che il Governo Monti debba impegnarsi anche sul tema dei diritti?

    «Il Governo se ne sta già occupando, basta vedere le dichiarazioni dei ministri Fornero, Profumo, Clini – conclude Mulas – Ma credo che questo non sia il compito del governo cosiddetto tecnico, bensì se ne dovrà occupare l’esecutivo che verrà dopo, eletto direttamente dai cittadini. Anche perché una buona parte della popolazione è favorevole al riconoscimento dei diritti alle persone di diverso orientamento sessuale. Non penso al matrimonio, piuttosto a delle vere unioni civili. In Italia c’è un grande problema ovvero il mancato riconoscimento di coppie e famiglie omosessuali, che dà luogo a pesanti conseguenze, ad esempio per quanto riguarda i figli di coppie omosessuali. Parliamo di almeno 100 mila bambini privati di un corretto status giuridico. Questi ultimi vengono infatti considerati figli di persone single. In caso di morte di uno dei genitori, l’altro coniuge non può essere riconosciuto quale genitore del proprio figlio.Una situazione gravissima che coinvolge numerose famiglie italiane».

     

    Come detto sono numerose le iniziative in tutta Italia, a Genova sarà l’occasione per parlare di bullismo e omofobia nelle scuole, grazie al convegno “Bullismo nelle scuole liguri: A che punto siamo?“, organizzato dal Comitato provinciale Arcigay Genova “Approdo” con il patrocinio della Regione Liguria, si svolgerà domani alle ore 20.30 presso lo StarHotel President. All’incontro prenderanno parte Pippo Rossetti, assessore regionale alla formazione e istruzione, Donatella Siringo, portavoce dell’associazione genitori e amici di omosessuali, Matteo Viviano, presidente del coordinamento genitori democratici e Ostilia Mulas, presidente del Comitato Provinciale Arcigay-ArciLesbica Genova “Approdo”.

    Mentre il 18 maggio 2012 alle ore 17:45 nel Munizioniere di Palazzo Ducale sarà proiettato il video “Disgusto o umanità?” realizzato da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura. A cura di Vittorio Lingiardi e Nicla Vassallo.

    Il 20 maggio sarà la volta della Festa delle Famiglie ai Giardini Luzzatti insieme alle associazioni Il Cesto, Arciragazzi, Famiglie Arcobaleno, con musica, animazione e merenda per i bambini. Dalle 15.00 alle ore 19.00.

    Infine il 21 maggio Presentazione dell’ultimo libro di Chiara Saraceno “Cittadini a metà : come hanno rubato i diritti agli italiani” in presenza dell’autrice e di Aurelio Mancuso, Equality Italia, ai Giardini Luzzatti, ore17.45.

     

    Matteo Quadrone

  • Testamento biologico on line: iniziativa dell’associazione Luca Coscioni

    Testamento biologico on line: iniziativa dell’associazione Luca Coscioni

    L’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica – fondata nel 2002 dall’omonimo leader radicale per «promuovere la libertà di cura e di ricerca scientifica, l’assistenza personale autogestita e affermare i diritti umani, civili e politici delle persone malate e disabili» – rilancia la propria battaglia a favore del testamento biologico.
    L’associazione è impegnata ormai da anni affinché in Italia venga approvata una legge che regoli, secondo le volontà dei singoli individui, la possibilità di porre fine alla propria esistenza.

    Adesso, dopo che nei mass media è scemato l’interesse per la questione – suscitato generalmente solo dai grandi casi che la cronaca, ciclicamente, ripropone – l’associazione ha deciso di realizzare un blog specifico per consentire a tutti di redigere il proprio testamento biologico.
    Per farlo è sufficiente compilare il form, elaborato dalla società di comunicazione Youlovehome, sul blog http://testamentobiologicoonline.it/compila-il-testamento-biologico/

    «Mentre la Conferenza episcopale italiana preme sul governo affinché venga approvata la legge sul fine vita, contro ogni principio di autodeterminazione, riteniamo doveroso fornire al cittadino un altro strumento per far valere le proprie volontà – spiega Filomena Gallo, segretario dell’associazione – quanto compilato ha valore legale perché si rende nota una volontà del privato che riguarda il diritto costituzionale all’autodeterminazione. Tale atto diventa rafforzato e opponibile in sede giudiziaria con l’autentica».

    Sul sito dell’associazione, alla pagina di soccorso civile, si trovano le modalità per autenticare il testamento biologico.
    L’iniziativa è partita la notte scorsa e nel giro di poche ore sono già stati raccolti oltre 250 testamenti biologici.

    «Le vicende Englaro-Welby-Nuvoli hanno dimostrato che in Italia esiste, almeno sulla carta, un diritto a veder rispettate le proprie volontà anche se manca una legge che ne garantisca l’effettivo e pieno rispetto – afferma Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni – Il testamento biologico online rappresenta uno strumento semplice e accessibile per sottrarre le nostre scelte all’arbitrio dello Stato etico».

    «Se anche la super cattolica Argentina ha approvato una legge che rende legale la “dolce morte” – conclude Filomena Gallo – come mai l’Italia che si professa una nazione più sviluppata delle altre, rimane negli ultimi posti in quanto a rispetto dei diritti civili, anteponendo al cittadino e alla esigenza di riforme laiche e liberali del nostro Paese il servilismo politico al potere clericale».

     

  • Ikea, “Usa e Riusa”: una nuova vita per i mobili usati per aiutare l’Unicef

    Ikea, “Usa e Riusa”: una nuova vita per i mobili usati per aiutare l’Unicef

    Dall’11 maggio al 3 giugno 2012, tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 19.00, all’esterno del punto vendita Ikea di Genova Campi, sarà allestino il mercatino “Usa&Riusa”, dove sarà possibile donare i propri mobili usati (sedie, comodini, tavoli, armadi, poltrone, ecc.), anche non a marchio Ikea ma integri, ricevendo in cambio uno o più buoni d’acquisto del valore di 10 o 20 euro.

    Nello stesso tempo, i soci Ikea Family che acquisteranno, tramite donazione, gli articoli presenti all’interno del “Mercatino Usa&Riusa” riceveranno anch’essi un buono d’acquisto del valore di € 10,00 per ogni articolo acquisito.

    I proventi delle donazioni saranno trattenuti interamente dalle associazioni di volontariato che presidiano e gestiscono l’attività di ritiro e consegna dei mobili usati e consentiranno di aiutare il comitato locale Unicef di Genova.

    Un’inizativa lodevole che mira a sviluppare una gestione consapevole dei rifiuti ingombranti ancora funzionali e riciclabili, fornendo a tutti l’opportunità di fare del bene, in fin dei conti guadagnandoci.