Tag: iniziative

  • Liberi di partecipare: dalla pena detentiva alla cittadinanza attiva

    Liberi di partecipare: dalla pena detentiva alla cittadinanza attiva

    Liberi di partecipare: dalla pena detentiva alla cittadinanza attiva, un incontro pubblico venerdì 20 aprile dalle ore 17 alle ore 19, presso gli spazi del laboratorio sociale di Piazza Cernaia 10r.

    Sarà l’occasione per dare voce alla realtà, spesso celata, dei carcerati, che non vivono unicamente una restrizione della propria libertà in quanto fautori di un reato, ma sono vittime di un’emarginazione totale dalla società che nonostante ne promuova un reinserimento sociale, non ne offre lo spazio di concreta partecipazione attiva e avviarne così un rientro nella comunità cittadina.

    Intervengono:

    Alessandra Ballerini (avvocato, esperta in discriminazioni sociali)

    Enzo Paradiso (criminologo, Coop il Biscione)

    Maria Grazia Mapelli (operatrice Compagnia della Misericordia)

    Simohamed Kaabour (operatore sociale associazione il Ce.Sto e candidato sindaco “Fratelli e Fratellastri”)

    Lara Rios Duarte (associazione culturale “Fratelli e Fratellastri”)

    Modera: Matteo Quadrone (giornalista di Era Superba)

  • Passamano: a Bolzano un negozio dove non serve il denaro

    Passamano: a Bolzano un negozio dove non serve il denaro

    BolzanoSi è mai visto un negozio nel centro città, aperto e in piena attività, che in vetrina non ha nulla da vendere? Un negozio dove non serve il denaro per “comprare”? A Bolzano hanno avuto un’idea niente male, il primo negozio che scambia e regala senza vendere nulla…  Sabato scorso ha infatti inaugurato “Passamano“, dove nessun oggetto in esposizione richiede un pagamento in denaro per essere portato a casa e chiunque può mettere a disposizione qualcosa di proprio che non utilizza più. Nessuna banconota, salvo la possibilità di lasciare offerte volontarie per il pagamento delle spese della struttura (affitto e bollette).

    “Passamano” è gestito da volontari, nessuno di loro riceve compenso. L’idea nasce dal movimento internazionale “Transition Town” fondato dall’inglese Rob Hopkins che si pone come obiettivo finale quello di proporre soluzioni creative per rifiutare la logica della compravendita e proporre un’alternativa al consumismo e allo spreco.

    In un periodo difficile per l’economia occidentale, dove teorie come quelle della “decrescita serena” di Serge Latouche trovano sempre maggiori consensi fra economisti e intellettuali di tutto il mondo, l’iniziativa dei ragazzi di Bolzano si pone come esperimento interessante e provocatorio. I bolzanini più maligni commentano sul web “non durerà più di qualche mese”, eppure la notizia sta facendo il giro dell’Italia e attira curiosi e idealisti da ogni parte dello Stivale.

    Non si tratta di vero e proprio baratto, perché chi prende un oggetto da “Passamano” non è obbligato a cederne uno in cambio. Certo, se tutti prendono e nessuno porta, il gioco finisce subito… Per questo il destino dell’iniziativa è in mano alle persone, ai clienti, ai partecipanti in qualsiasi modo li si voglia chiamare.

    Oltre a porsi come punto di riferimento per lo scambio di oggetti a costo zero, il “non negozio” di Bolzano vuole essere anche un laboratorio condiviso con chiunque volesse dare il proprio contributo in termini di tempo, disponibilità e collaborazione. Per questo “Passamano” mette a disposizione una biblioteca con sala riunioni da 30 posti a sedere e proiettore per serate e incontri tematici. Obiettivo dichiarato, infatti, è quello di diventare vero e proprio info point su temi come consumo consapevole, riciclo e riutilizzo, eco villaggi, animalismo, cucina vegetariana e vegana, turismo responsabile e diritti umani… oltre, ovviamente, a fornire informazioni e approfondimenti sulla teoria economica della decrescita e sul movimento Transition Town.

     

    Aggiornamento, 15 giugno 2012: Il giocattolo sembra già mostrare qualche crepa, purtroppo. Riceviamo la nota di “Transition Bolzano“, il gruppo animatore del progetto “Passamano” comunica infatti di aver preso le distanze dall’attività svolta nel negozio di via Rovigo 22 in quel di Bolzano: «Noi ideatori e fondatori del progetto Passamano comunichiamo che le attività che si svolgono nel negozio messo a nostra disposizione in via Rovigo a Bolzano non rappresentano  più i principi dell’iniziativa originaria.  Il proprietario del negozio, infatti, ha spontaneamente cambiato le regole principali, prendendo il controllo esclusivo nella gestione del progetto e di fatto escludendo contemporaneamente gli altri fondatori e gran parte dei partecipanti. Il progetto nasce all’interno del gruppo informale “Transition Bolzano” con l’intenzione di portare avanti principi tesi alla creazione di una città più partecipativa, sostenibile e resistente alle crisi. […] Ora su alcuni oggetti scelti vengono concordate le offerte, riproponendo così schemi comuni di mercato che sono legati esclusivamente al denaro[…]»

     

  • Diversamente abili: al via il corso di vela organizzato da Assonautica

    Diversamente abili: al via il corso di vela organizzato da Assonautica

    Il 21 aprile, nel porto antico di Genova, partirà il corso di vela per persone con disabilità motoria, organizzato dall’Assonautica provinciale in collaborazione con il Centro velico interforze e l’Assocazione Sapello di Prà.

    L’obiettivo del corso, interamente gratuito, è quello di incrementare le capacità di coordinamento motorio, orientamento ed equilibrio dei partecipanti, migliorandone al tempo stesso l’autostima e le capacità relazionali.

    Alla prima edizione del corso, che prevede un totale di 6 incontri e 15 ore di navigazione e si è appena concluso, hanno partecipato 4 giovani fra i 20 ed i 40 anni. Al termine, gli allievi sono andati a bordo senza accompagnatore.

    «La barca a vela è una società in miniatura dove ciascuno mette in atto le proprie capacità per dare forza alla vita di un gruppo, la cui forza alla fine è superiore alla somma delle forze dei singoli – commenta il presidente dell’Assonautica provinciale Fabio Pesto – ecco perché i benefici che le persone a ridotta capacità motoria possono avere dalla vela non sono soltanto fisici ma anche psicologici. Per questo vorremmo dare continuità a questo tipo di iniziative, nella convinzione che la passione per il mare debba essere un’opportunità per tutti».

  • Carta di Pisa: trasparenza e legalità grazie al nuovo codice etico

    Carta di Pisa: trasparenza e legalità grazie al nuovo codice etico

    Un codice etico per gli amministratori locali, per contrastare le infiltrazioni mafiose, rafforzare trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione, eliminare alla radice qualsiasi conflitto d’interesse.
    Parliamo della “Carta di Pisa”, dal nome della prima città italiana a sottoscrivere il codice, promosso da Avviso Pubblico – la rete nazionale degli enti locali per la formazione civile contro le mafie – e redatto da una commissione di esperti (amministratori locali, docenti universitari, funzionari P.A.) in un modello unico adattabile a tutti gli enti.

    Lo scorso 28 febbraio il codice etico è stato presentato ufficialmente alla Camera dei Deputati. Fino ad oggi, oltre alla Provincia di Pisa, hanno aderito 3 Comuni: Certaldo (FI), Quarrata (PT), Giovinazzo (BA) e Vittoria (RG).
    Si tratta di uno strumento utile che può essere adottato semplicemente con un atto di Sindaco o del presidente della Provincia o della Regione, con una delibera di giunta o consiglio, ma anche da un singolo consigliere. Un sistema concepito in modo da evitare lungaggini burocratiche e raggiungere immediatamente lo scopo prefisso.
    L’amministratore locale, sottoscrivendo il codice, si impegna a rispettare alcune regole in materia di trasparenza, conflitto d’interessi, nomine in enti e società municipalizzate, finanziamento dell’attività politica, ecc.

    Di seguito, in sintesi, i punti più importanti:

    Trasparenza
    L’amministratore si impegna a garantire una piena trasparenza patrimoniale fornendo, tramite la pubblicazione su internet nel sito dell’amministrazione, i dati relativi alle attività professionali svolte, ai redditi, agli incarichi ricevuti, nonché ai potenziali conflitti di interesse.

    Divieti
    L’amministratore non può accettare per sé, congiunti, familiari o affini regali eccedenti la cifra massima di € 100 annui per ogni soggetto che effettua il dono. Inoltre non sarà accettato alcun tipo di vantaggio o altra utilità che sia indirettamente riconducibile a prestazioni erogate da chi ha rapporti di natura contrattuale con l’ente.

    Conflitto d’interesse
    In caso si realizzino situazioni di conflitto di interessi, anche qualora non vi sia un obbligo giuridico in tal senso, l’amministratore deve rendere pubblica tale condizione e astenersi da qualsiasi deliberazione, votazione o altro atto nel procedimento di formazione della decisione.

    Cumulo
    L’amministratore deve adeguarsi nel più breve tempo a qualsiasi regolamentazione in vigore volta a limitare il cumulo dei mandati politici, evitando strategie dilatorie volte a posticiparne l’applicazione.

    Restrizioni successive all’incarico
    Nei 5 anni successivi alla cessazione del suo mandato, l’amministratore non può svolgere attività lavorativa o professionale presso soggetti privati destinatari delle sue decisioni e attività.

    Finanziamento attività politica
    L’amministratore non può accettare alcuna forma di sostegno e di finanziamento irregolare o non dichiarato, sia diretto che indiretto della sua attività politico-amministrativa; deve rendere pubbliche con cadenza annuale tutte le fonti di finanziamento politico regolare; deve astenersi dal ricevere finanziamenti e altre forme di sostegno alla propria attività politica da parte di concessionari o gestori di pubblici servizi, da privati che hanno rapporti di natura contrattuale con l’amministrazione (appaltatori, fornitori, ecc.), o che hanno domandato od ottenuto provvedimenti da essa nei 5 anni precedenti, nell’ambito di procedimenti nei quali l’amministratore abbia svolto una funzione decisionale o istruttoria.

    Confronto democratico
    L’amministratore deve dimostrare la più ampia disponibilità nei rapporti con i cittadini nel favorire l’accesso alle informazioni e favorendo l’esercizio e la salvaguardia dei loro diritti.

    Promozione del codice etico e della partecipazione popolare alla vita amministrativa
    L’amministratore deve incoraggiare la diffusione del presente Codice e promuovere la sensibilizzazione ai principi in esso contenuti di cittadini, personale, mezzi di comunicazione.

    Rendicontazione della propria attività
    L’amministratore deve dare conto – attraverso la presentazione e la pubblicazione con cadenza almeno annuale di un documento relativo alle attività svolte – del rispetto degli obblighi del Codice e descrivere la corrispondenza tra obiettivi assunti alla base della sua azione e risultati ottenuti.

    Rapporti con i cittadini
    L’amministratore deve rispondere diligentemente a qualsiasi ragionevole richiesta dei cittadini relativa allo svolgimento delle sue mansioni, alla loro motivazione o al funzionamento dei servizi di cui è responsabile; deve incoraggiare e sviluppare ogni provvedimento che favorisca la trasparenza delle sue competenze, del loro esercizio e del funzionamento dei servizi di cui ha la responsabilità.

    Rapporti con l’amministrazione
    L’amministratore deve opporsi a ogni modalità di reclutamento del personale amministrativo basato su principi che non siano il riconoscimento dei meriti e delle competenze professionali e su scopi diversi dalle esigenze del servizio; deve ridurre allo stretto necessario il ricorso a consulenti esterni e a collaboratori di supporto agli organi di direzione politica, senza gravare sul bilancio dell’ente e motivandone l’impiego; inoltre deve usare e custodire le risorse e i beni assegnati dall’Amministrazione con oculatezza e parsimonia, contrastare gli sprechi e divulgare le buone pratiche in tutti i settori della Pubblica Amministrazione.

    Nomine in enti, consorzi, comunità e società pubbliche o partecipate
    L’amministratore deve condizionare qualsiasi nomina, effettuata singolarmente o collegialmente, presso Enti, Consorzi, Comunità e società pubbliche o a partecipazione pubblica, alla preliminare adesione dei soggetti da nominare al presente Codice.

    Rapporti con i mezzi di comunicazione
    L’amministratore deve rispondere in maniera diligente, sincera e completa a qualsiasi ragionevole richiesta di informazioni da parte dei mezzi di comunicazione per quanto riguarda l’esercizio delle sue funzioni

    Rapporti con l’autorità giudiziaria
    In presenza di indagini relative all’attività dell’ente l’amministratore deve assicurare la massima collaborazione con l’autorità giudiziaria, fornendo, anche se non richiesta espressamente, tutta la documentazione e le informazioni utili all’attività degli inquirenti e assicurando analoga collaborazione da parte degli uffici.

    Sanzioni in caso di inadempimento
    In caso di mancato rispetto delle disposizioni contenute nel presente Codice l’amministratore sarà sanzionato (dal richiamo formale fino alla revoca della nomina).

  • Let’s Adopt a Ship, gli studenti genovesi adottano le navi

    Let’s Adopt a Ship, gli studenti genovesi adottano le navi

    Porto di Genova al tramontoCinquecento studenti del primo biennio di nove istituti superiori genovesi sono i protagonisti di “Let’s Adopt a Ship“, un progetto didattico elaborato dal Genoa Port Center e realizzato grazie all’’intesa tra la Provincia di Genova, l’’Autorità Portuale, Msc e Vte.

    Gli studenti in questi primi mesi del 2012 hanno “adottato” alcune navi da carico, in particolare portacontenitori in servizio di linea intercontinentale con scalo periodico nel porto di Genova. L’adozione consiste nell’osservazione remota del viaggio della nave tramite informazioni fornite da Agenzia marittima, siti internet (www.marinetraffic.com), stampa specializzata (Avvisatore marittimo) e nella registrazione su un apposito “Giornale di bordo” delle relative informazioni e delle elaborazioni prodotte in classe.

    Un progetto che ha un genitore, o forse sarebbe meglio dire un nonno… Negli anni 30 in America il Dipartimento dei Trasporti marittimi statunitense promosse “Adopt a Ship”, un progetto che consisteva nel mettere in corrispondenza epistolare gli alunni di una classe con il comandante di una nave che a sua volta si impegnava a rispondere alle domande sui temi della navigazione mercantile. Il progetto pilota degli USA è stato ripreso qualche anno fa in Irlanda dall’Irish Maritime Development Office con un sito internet dedicato che permette di seguire una piccola flotta di navi da carico e di servizio in navigazione nel mare di Irlanda grazie ad un applicativo commerciale di gestione delle flotte adattato allo scopo (“Purple finder”).

    Let’s Adopt a Ship” si tratta del primo e unico esempio in Italia di coinvolgimento diretto degli studenti nelle operazioni di scalo e navigazione di una nave mercantile.

     

  • AVON Running 2012: donne in corsa a sostegno della lotta ai tumori

    AVON Running 2012: donne in corsa a sostegno della lotta ai tumori

    avon running 2012 genovaDomenica 6 maggio 2012 il CUS Genova organizzerà una delle 4 tappe italiane di AVON Running, una doppia gara di corsa aperta alle sole donne, suddivisa in un percorso agonistico e competitivo di 10 km e una passeggiata non competitiva di 5 km.

    L’evento si svolgerà quest’anno a Genova, Bari, Firenze e Milano e il ricavato sarà devoluto alla Lega Italiana per la Lotta ai Tumori – LILT per sostenere progetti di ricerca e prevenzione per patalogie della donna.

    Le due corse partiranno da piazzale Kennedy alle 10.00 del 6 maggio. La corsa non competitiva (5 km) avrà come percorso Piazzale Kennedy (Fiera Internazionale di Genova – partenza), Corso Italia, Boccadasse (giro di boa), Corso Italia, Piazzale Kennedy (Fiera Internazionale di Genova – arrivo), mentre quella competitiva (10 km) si svilupperà tra Piazzale Kennedy (Fiera Internazionale di Genova – partenza), Corso Italia, Boccadasse (giro di boa), Corso Italia, Piazzale Kennedy (giro di boa), Corso Italia, Boccadasse (giro di boa), Corso Italia, Piazzale Kennedy (Fiera Internazionale di Genova – arrivo).

    Entrambe le corse si svolgeranno nell’arco di due ore. Punti di ristoro con acqua saranno disponibili sul percorso e all’arrivo. L’intera manifestazione sarà assistita da un servizio sanitario, oltre che da un servizio d’ordine pubblico curato da VV.UU. Carabinieri, Polizia e addetti all’organizzazione. Sarà garantita la presenza del medico sportivo. La manifestazione è coperta da assicurazione per rischio contro terzi.

    Per quanto riguarda la gara competitive, saranno premiate le prime 3 atlete che taglieranno il traguardo, che potranno partecipare alla finale nazionale il 20 maggio a Milano.

    Per maggiori informazioni sull’iscrizione si può contattare l’organizzazione al numero 02 2841311.

  • Porta la sporta 2012: come fare la spesa senza sacchetti di plastica

    Porta la sporta 2012: come fare la spesa senza sacchetti di plastica

    Da sabato 14 a domenica 22 aprile 2012 in tutto il territorio italiano avrà luogo la quarta edizione della campagna “Porta la Sporta“, attiva dal 2009 e che ha lo scopo di far crescere nell’opinione pubblica una maggiore consapevolezza ambientale circa tutte le alternative possibili ai sacchetti usa e getta.

    Rifiuta, riduci, riusa e ricicla sono le quattro parole chiave di questa iniziativa, che sta raccogliendo sempre più adesioni in tutta Italia: tra i principali partner ci sono WWF, Italia Nostra, Touring Club Italiano e Adiconsum e il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente.

    Come partecipare? I singoli cittadini possono partecipare in prima battuta evitando di prendere per una settimana sacchetti monouso di qualunque materiale e utilizzando invece per i propri acquisti tutte le tipologie di borse, zaini o scatole riutilizzabili più volte. Una volta sperimentato che è possibile si può passare a farlo tutto l’anno. Anche scuole, associazioni e attività commerciali possono contribuire all’iniziativa sensibilizzando a usare materiali alternativi rispetto alle sporte monouso.

    Perché questa campagna? Riducendo drasticamente l’usa e getta, scegliendo prodotti fabbricati in maniera sostenibile che consumino meno energia, a basso impatto di imballaggio e che possano essere facilmente riparati e riciclati i cittadini manderanno alla politica un forte segnale di volontà di cambiamento. Partire da un oggetto di uso comune  come il sacchetto di plastica può diventare il punto d’inizio di una serie di comportamenti responsabili che tocca anche altri ambiti della vita quotidiana.

    Marta Traverso

  • Etsy, il sito dedicato agli amanti del fai da te

    Etsy, il sito dedicato agli amanti del fai da te

    Etsy14 milioni di visitatori al mese da 150 paesi nel mondo, oltre 13 milioni di prodotti venduti e una crescita che non conosce crisi: tutto questo è Etsy, il sito on line nato nel 2005 che ospita i venditori di qualsiasi oggetto fai da te.

    Qui si possono trovare vestiti, scarpe, cinture, piatti, vasi, oggetti in legno, ceramiche e così via tutti rigorosamente fatti a mano dagli artigiani del tempo libero.

    Il sito Etsy nasce il 18 giugno 2005 da un’idea di Robert Kalin Chris Maguire e Haim Schoppik, cui si aggiunse successivamente Jared Tarbell; dopo due anni passa da 170.000 dollari a 1,7 milioni di fatturato, con 325.000 utenti registrati e 50.000 venditori: una crescita esponenziale che da quel momento non ha conosciuto flessioni.

    Nel corso del 2008 il valore delle merci vendute attraverso Etsy si attesta tra i 10 e i 13 milioni di dollari al mese mentre nel 2010 la community si aggira sui 5 milioni di utenti, con 724 milioni di visite mensili al sito fino a raggiungere i dati attuali, che contano come già accennato oltre 14 milioni di visitatori e13 milioni di prodotti venduti. Una crescita che ha del sorprendente, che è stata raccontata nel 2012 in “Handmade Nation“, nazione fatta a mano, il documentario di Faythe Levine che descrive nei loro atelier “una generazione di nuovi creatori .

    Aprire un negozio Etsy è più facile a farsi che a dirsi, e costa veramente poco. Il sito poi è stato pensato per tutti, anche per chi con i computer non ha grande dimestichezza; ogni produttore ha un proprio profilo e sfrutta il meccanismo della community per farsi votare e seguire dagli utenti. Gli introiti del sito derivano dai 20 centesimi per ogni annuncio pubblicato, e dal 3,5 % sul prezzo finale della compravendita.

    Una valida alternativa per gli amanti del fai da te e per gli artigiani, che in questo momento storico di crisi possono vendere agevolmente i propri prodotti on line dando libero sfogo alla propria creatività. A guadagnarci è anche l’ambiente, perché spesso vengono utilizzati materiali da riciclo e vengono preferite materie naturali.

    Anche per i compratori i vantaggi sono intuibili: i prezzi sono spesso concorrenziali e svincolati dai costi che solitamente gravano sui prodotti venduti dalle grandi aziende. In più chi compra è in contatto diretto con chi ha realizzato l’oggetto e lo scambio diventa meno virtuale.

    Non a caso Etsy è diventato negli ultimi anni uno dei principali fornitori mondiali di prodotti per arredare e abbellire la casa, anche perchè consente ai compratori di ricevere oggettti unici, originali e mai standardizzati.

  • Cicloriparo: un nuovo spazio per gli amanti delle due ruote

    Cicloriparo: un nuovo spazio per gli amanti delle due ruote

    ciclistiDomenica 1 aprile ha inaugurato un nuovo spazio a Genova per gli amanti delle due ruote: il Circolo Arci Belleville di vico Calvi, a due passi da piazza Fossatello, ha messo a disposizione un locale che è stato denominato Cicloriparo.

    In cosa consiste? Si tratta di uno spazio rivolto a chi ama andare in bicicletta, a chi ha trovato in cantina un vecchio mezzo a due ruote ma non sa come sistemare ruote, catena, freni e così via. Il Cicloriparo nasce perché ogni amante della bicicletta scopra il “Ciclo-meccanico” che è in lui e possa imparare dagli altri come si assemblano e aggiustano le biciclette.

    Per informazioni su questo nuovo spazio si può scrivere una mail all’indirizzo cicloriparo@yahoo.it o contattare gli organizzatori sulla pagina Facebook Anemmu in bici a Zena.

    Marta Traverso

  • Fondazione Ansaldo: nuova guida al più grande archivio d’impresa

    Fondazione Ansaldo: nuova guida al più grande archivio d’impresa

    Oltre 15 chilometri di documenti societari, contabili, amministrativi e tecnici prodotti dalla metà dell’Ottocento da imprese genovesi (tra le altre Bombrini, Bruzzo, Costa, Dufour, Fincantieri, Finmare, Finmeccanica, Gaslini, Ilva-Italsider, Perrone), e non solo, più di 400mila fotografie originali in negativo e a stampa che offrono una panoramica di molteplici attività imprenditoriali e lavorative, 5mila pellicole originali che documentano sui più diversi aspetti della vita economica italiana del Novecento. E ancora, raccolte di disegni tecnici e industriali, manufatti d’epoca e cimeli, registri navali, titoli azionari e obbligazionari, una vasta raccolta di testimonianze orali sulle attività lavorative e professionali nel sistema economico ligure, insomma un vero e proprio capitale di memorie, continuamente alimentato da nuovi versamenti e donazioni.

    Questo il patrimonio del più grande archivio d’impresa del nostro Paese, ben sintetizzato – un centinaio di pagine corredate da splendide fotografie – nella nuova guida 2012 della Fondazione Ansaldo.

    Fondata nel 2000 da Finmeccanica spa, Comune di Genova, Provincia di Genova e Regione Liguria, la Fondazione è un’ istituzione senza fini di lucro dedicata ai temi della cultura economica, d’impresa e del lavoro. Promuove studi e ricerche, iniziative ed eventi culturali, attività di alta formazione ed è impegnata nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio archivistico prodotto dalle imprese e da altri attori economici.
    Le sue radici affondano nel patrimonio archivistico accumulato nel tempo, un percorso della memoria che offre a studiosi ed appassionati un giacimento di informazioni sulle imprese genovesi, liguri e nazionali, oggi disponibile anche in formato elettronico, un archivio sempre più digitale capace di guardare al futuro e non solo al passato.

    Tutto iniziò nel 1980, con l’istituzione dell’Archivio Storico Ansaldo, quando prese avvio l’attività di recupero e salvaguardia che – a partire dal materiale documentario progressivamente reperito all’interno del gruppo Ansaldo – venne estesa sia alle imprese nel tempo partecipate o controllate dalla società, sia verso complessi documentari, minacciati di dispersione o distruzione, prodotti da imprese non riconducibili all’Ansaldo. A partire dalla metà degli anni Ottanta vennero acquisiti in gestione fondi archivistici cartacei, filmici e fotografici che, nel loro insieme, costituivano una significativa testimonianza delle vicende imprenditoriali liguri e non solo. Queste attività da allora non si sono mai fermate ed ogni anno il patrimonio documentario si arricchisce di nuovi preziosi contributi.
    Nel 2000 con la costituzione della “Fondazione Ansaldo – Archivio Economico delle Imprese Liguri – Onlus” viene riconosciuto il ruolo fondamentale a tutela della memoria industriale ed economica del territorio, svolto dall’Archivio Storico Ansaldo.

     

    Matteo Quadrone

  • Lettura collettiva: porta anche tu un libro a Falso Demetrio

    Lettura collettiva: porta anche tu un libro a Falso Demetrio

    Giovedì 5 aprile 2012 dalle 18 alle 20 circa parte una nuova iniziativa a cura della libreria Falso Demetrio, aperta pochi mesi fa in pieno centro storico, a metà di via San Bernardo.

    Il progetto si chiama Lettura collettiva e invita chiunque lo desideri a “portare uno o più libri da leggere e condividere con gli altri”.

    Un’idea molto interessante per chiunque ami la lettura e voglia approcciarsi a un modo nuovo di stringere contatti e scoprire nuovi titoli da aggiungere alla propria libreria.

    Marta Traverso

  • Siamo tutti pedoni: torna la campagna di sensibilizzazione sulle tragedie della strada

    Siamo tutti pedoni: torna la campagna di sensibilizzazione sulle tragedie della strada

    Nel 2010 in Italia hanno perso la vita 614 pedoni e più di 20.000 sono rimasti feriti. Mentre il numero di vittime della strada in Italia si sta riducendo negli ultimi anni il numero di vittime tra i pedoni non sta seguendo la stessa tendenza. Dietro a tante tragedie non c’è la fatalità o il caso ma il mancato rispetto delle regole e del buon senso, basti pensare che circa un terzo dei pedoni morti vengono falciati mentre attraversano sulle strisce. Molti di quelli che chiamiamo impropriamente “incidenti” sono quindi evitabili.
    Siamo tutti “utenti deboli”: i bambini, gli anziani, i portatori di handicap, i genitori con i passeggini, i ciclisti, tutti coloro che soffrono – anche momentaneamente – di una ridotta capacità motoria ed i pedoni.
    Un pedone investito a 30 km orari ha solo il 50% di possibilità di sopravvivere. Il 10% di possibilità se investito a 50 km orari. Oltre i 60 km orari non ha speranza. Il rispetto dei limiti di velocità nei centri abitati consentirebbe di diminuire significativamente il numero delle vittime. Sulle strade urbane infatti si verifica quasi l’80% di tutti gli incidenti e si registra il 73% dei feriti e il 44% dei morti totali. Nelle città dove si è riusciti a far rispettare i limiti di velocità il numero dei morti è diminuito fino al 90%.                                                                                  Nel 2010 è stata introdotta una modifica importante nel codice della strada italiano che, finalmente, si è allineato a quello degli altri paesi europei. Le auto devono fermarsi non solo quando il pedone è già in mezzo al la strada, ma anche quando è ancora sul marciapiede in attesa di attraversare. Si tratta di una novità importante e a lungo attesa. La sfida è ora riuscire a far sì che questo cambiamento legislativo diventi anche e soprattutto un cambiamento culturale. Insomma che non rimanga lettera morta.

    Anche per questo torna nel 2012 la campagna “Siamo tutti pedoni”. La campagna vuole parlare a tutti per richiamare l’attenzione sulle tragedie che coinvolgono il più debole utente della strada, con lo scopo di far crescere la consapevolezza che questa strage può essere drasticamente ridotta: facendo rispettare le regole, educando ad una nuova cultura della strada, rendendo strutturalmente più sicure le strade, attuando un’azione preventiva e repressiva più intensa ed incisiva, suscitando un protagonismo diffuso a favore di questa impresa civile nelle istituzioni, nelle scuole e nella società civile.
    La campagna, resa possibile grazie al contributo decisivo di tutti i sindacati pensionati, vuole anche sottolineare il valore del camminare non solo per la mobilità ma anche per la salute e l’ambiente. I protagonisti sono tanti soggetti diversi, istituzioni, scuole, associazioni, perché la sicurezza dei pedoni è un tema trasversale che coinvolge campi diversi e che richiede quindi un’azione coordinata da parte del la società nel suo complesso. In continuità con le precedenti edizioni si prevede il patrocinio da parte del Presidente della Repubblica, della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome,di ANCI e UPI .

    “Siamo tutti pedoni” si svolgerà nel periodo aprile-maggio 2012 con appuntamento nazionale il 18 aprile. I promotori locali potranno autonomamente decidere altre date in cui attuare l’iniziativa.
    Il cuore comunicativo della campagna è un libretto di 32 pagine a colori che avrà come filo conduttore l’ironia delle più importanti matite italiane che con le loro vignette, oltre a strappare sorrisi amari, inviteranno chi guida alla riflessione e all’adozione di comportamenti più responsabili sulle strade. Insieme alle vignette, foto di personaggi con messaggi, testi letterari e scientifici ed anche un manifesto.
    Una maglietta della campagna servirà a rendere riconoscibili i volontari protagonisti delle azioni di sensibilizzazione. Sono previsti alcuni spot video ed audio con protagonista Piero Angela che inviterà gli automobilisti ad un maggiore rispetto dei pedoni.

    Inoltre sarà allestita la mostra “Siamo tutti pedoni”: vignette, fotografie con personaggi associati a messaggi, pannelli con testi scientifici e divulgativi. I pannelli della mostra sono visibili sul sito www.siamotuttipedoni. it

     

  • Quartiere Diamante: riqualificare un luogo con la forza del colore

    Quartiere Diamante: riqualificare un luogo con la forza del colore

    Quando l’arte di strada incontra chi sulla strada ci lavora tutti i giorni, nascono delle sinergie preziose.
    È questo il caso del progetto “Cine Colors – aerosol art al Diamante” finanziato da Comune, Municipio Val Polcevera e con il contributo della Compagnia di San Paolo, nell’ambito del concorso di idee “Giovani per i Giovani” che punta a valorizzare la creatività giovanile.

    L’obiettivo è riqualificare delle aree degradate del quartiere Diamante a Begato grazie all’opera di giovani writers che attraverso il colore provano a ridare vita agli enormi muraglioni anonimi della periferia. Gli artisti della bomboletta spray – attraverso il confronto con gli abitanti – hanno scelto un tema ben preciso per ogni intervento e lo sviluppano assecondando la propria vena artistica.
    Tutto nasce da un’idea del gruppo di writers di Teglia “Bds crew” che sfruttando l’occasione del progetto “Giovani per i Giovani” hanno ottenuto un finanziamento di circa 3 mila euro destinati all’acquisto di bombolette, pennelli e quant’altro per la realizzazione delle decorazioni murarie.

    Sabato 17 e Domenica 18 marzo si è svolto il primo atto dinanzi alla famosa diga di via Maritano e alla sede degli educatori di strada del “Progetto Diamante”. Un muro di 25 metri è stato dipinto dalla Bds crew in collaborazione con la Knz di Torino seguendo il tema del Batman cinematografico. Una giornata di festa che ha visto il coinvolgimento dei bambini del quartiere con uno spazio dedicato a prove di decorazione con i gessetti colorati.

     

    Sabato 31 e Domenica 1 aprile è stata invece la volta di un altro grande muro nella parte iniziale di via Cechov, dipinto da Bds ed Interplay di Milano secondo un tema consono al luogo – siamo a pochi metri dall’area giochi per i piccoli da zero a tre anni – ovvero quello dei cartoni animati.
    Il 14 e 15 aprile toccherà invece alla parte alta di via Cechov mentre l’ultimo appuntamento è fissato per il 28 e 29 aprile quando gli artisti si occuperanno del muraglione posto sotto il Centro di educazione ambientale di via Maritano, inaugurato recentemente.

    I ragazzi della Bds da alcuni anni partecipano a progetti simili – ricordiamo le opere realizzate in altri quartieri difficili come le Lavatrici di Prà, Quarto alta, via di San Bernardo – spinti dall’irresistibile voglia di dipingere ma allo stesso tempo consci del valore sociale delle loro azioni.

    «Una delle peculiarità dell’iniziativa è la collaborazione con artisti provenienti da fuori Genova – spiega Giovanni “Pako”, uno dei veterani del gruppo, writer dal 1997 – cerchiamo di realizzare lavori di qualità che rimangano come patrimonio artistico del quartiere. Alcuni writers nel corso del tempo hanno compiuto il balzo dalla strada alla galleria d’arte. Come tutte le forme d’arte anche questa si evolve. Oggi è giusto uscire dai confini dell’illegalità e utilizzare il writing anche come forma di attività sociale che contribuisce a riqualificare luoghi come il Diamante».

     

    Matteo Quadrone

  • Coldiretti, il mercato a km 0 in piazza De Ferrari

    Coldiretti, il mercato a km 0 in piazza De Ferrari

    il Mercato di ColdirettiE’ spuntato un orto in città: la notizia non parrebbe significativa se l’orto, o meglio il mercato ortofrutticolo, non avesse visto i suoi “natali” in quello che è uno dei simboli della nostra città: piazza De Ferrari. E’ l’iniziativa che la Coldiretti ha promosso per un evento che diventerà un appuntamento fisso, settimanale, ogni giovedì, al fine di  favorire un incontro diretto tra i produttori e i consumatori.

    Aperto, venerdì e sabato (30 e 31 marzo), in “edizione” straordinaria per l’inaugurazione ufficiale, si propone di essere un momento di aggregazione oltre che un’opportunità commerciale, per incoraggiare la cultura della stagionalità, per garantire un  percorso di trasparenza e per offrire sicurezza di freschezza e di genuinità.

    Posizionato precisamente in piazza Pertini, godrà di una cornice straordinaria tra gli zampilli della fontana e l’ombra del Carlo Felice, quell’antico luogo che, fino agli inizi dell’Ottocento, si chiamava piazza San Domenico come l’omonima chiesa, demolita per dar luce a quell’ampio spazio, poi, dedicato a Raffaele De Ferrari.

    L’iniziativa fa parte del progetto “Campagna Amica” di Coldiretti e riporta, idealmente, nel cuore della città quegli spazi di verde che un tempo regnavano sovrani quando la “main street” (via XX Settembre) era, ancora, un susseguirsi dei cosiddetti orti di “Abrara”, ai lati dell’antica via Giulia, fuori dalle mura cinquecentesche.

    Il mercato di Piazza De Ferrari è il quarto di questo tipo presente a Genova, andando ad affiancarsi  a quello domenicale di Prà, a quello di Nervi, il mercoledì, e a quello del Porto Antico (zona Darsena), il venerdì.  Non nasconde la sua soddisfazione Germano Gadina, Presidente della Coldiretti, che sottolinea come i “mercati contadini” o Farmer market, per usare un neologismo d’oltralpe, rappresentino, per alcuni, una filosofia economica, ma, nel contempo, risultino essere  una valida offerta per quei consumatori che sono consapevoli di quanto una buona alimentazione migliori la qualità della vita e la sua longevità.  Aggiungerei, inoltre, che è, certamente, una buona occasione per venire a contatto ed approfondire quella cultura contadina, ricca di saggezza e di duro lavoro, ben lontana dalla vita cittadina dominata dallo stress e dall’indifferenza, e  per farci riscoprire quei valori etici, ambientali e sociali che dovrebbero essere alla base del nostro vivere civile.

     

    Adriana Morando

     

  • Earth Hour 2012: miliardi di persone hanno aderito all’ora di buio

    Earth Hour 2012: miliardi di persone hanno aderito all’ora di buio

    Sabato 31 marzo, Earth Hour 2012. Ha riscosso successo la sesta edizione dell’ormai celebre iniziativa lanciata nel 2007 dal WWF a favore della sostenibilità ambientale. Un’ora di buio a cui hanno aderito cittadini e istituzioni di tutto il mondo e che ha avuto inizio in quelle lontane isole Samoa, che hanno già perso due piccole consorelle a causa dell’innalzamento delle acque, e  che, come un’onda, si è propagata, seguendo la terra nella sua rotazione,  per concludersi nelle isole Cook (5,30 ora italiana del  primo aprile).

    L’oscuramento di monumenti ed altri simboli, per sollecitare un impegno  concreto  nel faticoso cammino della sostenibilità, ha visto la partecipazione pubblica di quasi 150 paesi e più di 5000 città e, grazie ad un tamtam planetario sui media , anche il coinvolgimento di semplici cittadini, stimati in 2 miliardi di persone, oltre ad organizzazioni, istituzioni, imprese, impegnate in un abbraccio globale di solidarietà.

    I 60 minuti di stop all’illuminazione della Tour Eiffel parigina, del Buckingham Palace inglese, della Porta di Brandeburgo tedesca, del ponte sul Bosforo turco,  di piazza Tahrir al Cairo, delle Kuwait Towers arabe, della Città Proibita e della muraglia cinese, della Torre di Tokio giapponese, della Times Square   di New York, del Cristo Redentore brasiliano, dell’Harbour Bridge di Sydney, solo per citare alcuni dei luoghi o degli emblemi più famosi,  sono stati condivisi, a Roma, dalla Basilica di San Pietro, dal Colosseo e da Castel Sant’Angelo.

    Il contributo di Genova a Earth Hour 2012 si è limitato alle insegne dell’Acquario e della fontana di Piazza De Ferrari e alla partecipazione attiva di alcuni gruppi di persone organizzate.

    Il WWF guarda già all’anno venturo e nell’ambito del programma di Earth Hour 2013 sponsorizza la partecipazione a City Challenge,  una sfida internazionale volta a premiare la capitale della sostenibilità. Nei prossimi mesi, infatti, si aprirà una gara che vedrà  coinvolte l’Italia, il Canada, l’India, la Svezia e gli Stati Uniti, alla ricerca della capitale che avrà messo in atto le migliori pratiche innovative per rinnovare la città sotto il profilo di aria, acqua, cibo, mobilità, rifiuti, consumo del suolo, biodiversità. Proponimenti come questi, pur non essendo risolutivi, sono assimilabili all’effetto di un sasso che cade in una grande distesa di acqua: non si generano, certo, tsunami devastanti ma tante piccole onde che possono arrivare lontano.

    Ne sono prova, per ciò che riguarda il nostro paese, le “buone pratiche” messe in atto dai 60 comuni italiani che hanno partecipato alla proposta, “Reinventiamo le città”, con i loro 4.329.638 abitanti e con un investimento di 1.379.264.033,95 euro (dati WWH),  tra cui si sono distinte e sono state premiate  Parma, per i “Pannolini lavabili e compostabili”, Venezia, per la progettualità di ottenere “ Elettricità dall’energia dalle onde”, Milano per  l’istituzione di  zone a traffico regolamentato, Ponte Buggianese (Pistoia) per  la “Riqualificazione e la valorizzazione della Palude di Fucecchio”, Torino per le “Bike sharing” (realtà da lungo esistenti in altre grandi città europee come Parigi), Napoli per l’Incremento della raccolta differenziata, Forni di Sopra (Udine) per un progetto di “autonomia energetica teleriscaldamento a biomassa forestale” di provenienza locale, reperita dalle operazione di pulizia del bosco, Vanzago (Milano) per  la “Casa dell’acqua”, una serie decisioni atte a favorire la riduzione del consumo di acqua in bottiglia, l’utilizzo di acqua a Km 0 etc, Rocchetta Vara (La Spezia) che con le ” Antiche colture di grano e filiera corta” si propone il recupero di terreni incolti.

    A fronte di risoluzioni ampiamente encomiabili, va ricordato che, relativamente all’elettricità, una tecnologia, per ottenere luce a minor impatto ambientale e con costi più bassi, esiste e si chiama “led”, lampadine che permettono un risparmio valutabile tra il 50 e l’80%, che non sono tossiche, che sono di facile smaltimento,  che possono durare anche un ventennio se usate solo come illuminazione notturna e quindi ideali per le strade o gli edifici  pubblici.

    Accanto a queste note positive si deve rimarcare, purtroppo, che nel 2012 si spegneranno le luci, anche, sul trattato di Kioto. Nato nel 1992 a Rio de Janeiro,  nell’ambito del meeting internazionale sull’ambiente, e firmato, solo, l’ 11 dicembre 1997,  in Giappone , l’accordo imponeva l’obbligo di ridurre, in un periodo compreso tra il 1990 (anno preso come base)  e il 2012,  l’emissione di elementi inquinanti l’atmosfera quali biossido di carbonio, metano, ossido di azoto, idro-fluorocarburi, per-fluorocarburi ed esa-fluoruro di zolfo.  Per questo periodo, l’aspettativa di crescita era stata stimata intorno al 45%: il trattato ne aveva fissato il limite massimo ad un valore non superiore al 30%. Il risultato? Un aumento del 49% , legato all’inaspettato boom industriale della Cina e al riprovevole ritiro degli Usa. A fronte di sconsolanti risultati negativi, primeggia il nostro paese che ha raggiunto l’obiettivo del -6,5%, già nel 2011, valori stimati ancora in decrescita per 2012. Per una volta un’Italia virtuosa? Un grazie sentito, più che ai politici che hanno remato contro, effettuando tagli sugli incentivi per le energie rinnovabili, andrebbe rivolto alla coscienza sociale dei cittadini che, sempre in maggior numero, aderiscono alle iniziative atte a conservare  il benessere del nostro mondo.

     

    Adriana Morando