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  • Genova vs Forte dei Marmi. Gli ambulanti genovesi al Comune: cacciate i colleghi foresti

    Genova vs Forte dei Marmi. Gli ambulanti genovesi al Comune: cacciate i colleghi foresti

    marina-aeroporto-d3Genova contro Forte dei Marmi. Lo scontro tra gli operatori mercatali ambulanti per l’occupazione delle aree del Porto Antico e della Marina di Sestri ponente è andato in scena anche in Consiglio comunale, attraverso un articolo 54 un po’ sui generis che ha dato spazio per gli interventi non solo ai numerosi consiglieri proponenti l’interrogazione a risposta immediata ma anche a un rappresentate per ogni gruppo consigliare. Il tutto, con una massiccia presenza sugli spalti della Sala Rossa di operatori genovesi chiamati alle armi dall’Aval (Associazione venditori ambulanti liguri), solo una delle rappresentanze sindacali del settore (le altre sono Confesercenti e Ascom), ma sicuramente la più numerosa.

    La richiesta degli ambulanti genovesi è sostanzialmente quella di non concedere più al cosiddetto mercato Forte dei Marmi, gli spazi della Marina di Sestri ponente e del Porto Antico di Genova che periodicamente ospitano i banchetti provenienti da fuori città, e di favorire in cambio appositi appuntamenti riservati agli operatori mercatali residenti tra le mura amiche.

    «A parte il fatto che di operatore di Forte dei Marmi ce n’è realmente uno solo – sostiene Giuseppe Occhiuto, da sempre in prima linea nelle rivendicazioni degli ambulanti genovesi – ci troviamo di fronte a una situazione che doveva essere una tantum e, invece, è diventata una semper. E ogni volta in cui vengono ospitati questi mercatini, il nostro fatturato nel corso degli altri appuntamenti nei giorni antecedenti e successivi cala mediamente del 40/50%».

    «Gli operatori dei mercati merci varie – ha detto nel suo intervento in Sala Rossa Gianni Vassallo, consigliere Pd ed ex assessore al Commercio del Comune di Genova – pongono un problema vero e lo fanno in maniera seria. La nostra risposta deve essere altrettanto certa e seria, cioè da amministratori. Stiamo parlando di una categoria che non può mettersi sotto mutua, che deve aprire la propria attività con la pioggia o con il sole. Non basta dire che li dobbiamo sostenere e poi dimenticarcene. Non hanno bisogno di solidarietà ma di sentirsi dire “questo si può fare e lo faccio, questo non si può fare”. Pongono un problema che va al cuore della nostra capacità amministrativa. Se è vero che tutti i detentori di licenza possono svolgere attività in tutti i Comuni di Italia, è anche vero che noi come amministratori del Comune di Genova abbiamo doveri diversi nei confronti di chi abita e paga le tasse qui».

    foto porto antico dall'altoQuestione delicata, che secondo le stime circolate oggi potrebbe in qualche modo ripercuotersi su circa 700 ambulanti che normalmente operano sui 36 mercati settimanali o bisettimanali organizzati in città. Da un lato, dunque, l’opportunità di valorizzare il lavoro dei genovesi, dall’altro però la necessità di non chiudere le frontiere seguendo logiche autarchiche medievali. Difficile trovare il giusto mezzo, soprattutto quando è necessario fare i conti anche con contrasti sindacali interni che, ad esempio, non hanno consentito agli operatori che oggi rivendicano gli stessi spazi di rispondere alla disponibilità che in questo senso l’assessore Oddone aveva già mostrato prima di Natale.

    «Porto Antico è sempre stata disponibile a trovare una soluzione – assicura l’assessore allo Sviluppo economico – tanto che a dicembre avevo l’ok per la sostituzione del mercatino di Forte dei Marmi con i banchi degli operatori locali, per 8 domeniche all’anno, a partire già dal 15 dicembre. Sono gli ambulanti genovesi che non sono riusciti a mettersi d’accordo».

    «Ma ora – assicura Occhiuto – siamo pronti a sostituirci al mercatino di Forte dei Marmi in qualsiasi momento».

    A complicare la situazione, il fatto che le aree contese non sono direttamente nella disponibilità del Comune di Genova. Marina di Sestri Ponente è, infatti, proprietà del Demanio marittimo e gestita da Autorità portuale che ha rilasciato le opportune autorizzazioni per iniziative commerciali: i soggetti organizzatori devono solo comunicare i nomi dei partecipanti che, naturalmente, devono essere in possesso di permesso per il commercio in aree pubbliche.  Diversa la situazione per il Porto Antico, che è di Autorità portuale data in concessione alla Società Porto Antico spa, con il Comune come azionista di maggioranza. «In questo caso – sottolinea Guido Grllo, Pdl – non possiamo allargare le braccia ma dobbiamo dare indicazioni dure a Porto Antico per privilegiare l’imprenditorialità genovese. Il problema non è tanto che al Porto Antico non ci vada il mercato di Forte dei Marmi – anche se la richiesta di Asal è proprio questa – quanto che ci possano andare anche i nostri venditori».

    Gli ambulanti genovesi contestano all’amministrazione di non far seguire fatti concreti alla disponibilità mostrata solo a parole: «Non è vero che il Comune non può fare nulla. Per quanto riguarda Sestri – spiega Mauro Lazio, presidente Aval – la legge regionale vieta la realizzazione di mercati in aree di proprietà demaniale salvo specifica autorizzazione del Comune. Per le zone del Porto Antico, invece, il Comune può sfruttare il fatto di essere azionista di maggioranza per favorire da subito il nostro subentro ai banchetti che vengono da fuori Regione».

    Ma la legge dice anche che chiunque sia in possesso di regolare permesso per attività ambulante nella Comunità europea, possa esercitare la professione su tutto il territorio nazionale.

    L’assessore allo Sviluppo economico Francesco Oddone, che assieme al sindaco ha incontrato i rappresentanti di Asal a margine dei lavori del Consiglio comunale, è parso comunque assolutamente possibilista per il futuro. «Come andiamo proponendo dall’autunno scorso – sottolinea l’assessore – abbiamo nuovamente convenuto che in un futuro prossimo queste attività vengano effettivamente svolte da operatori genovesi. Speriamo che si possano organizzare adeguatamente per sostituire, a livello quantitativo e qualitativo, chi adesso viene da fuori. Porto Antico ha l’esigenza di organizzare eventi che fungano da volano per la propria area ma è sempre stata disponibile ad accogliere le istanze degli operatori locali. Per cui bisogna fare in modo che i nostri operatori siano più bravi e più propositivi rispetto a chi al momento occupa l’area. Questo significa anche organizzarsi in modo unitario e non dare sponda a quelle divisioni che all’interno delle categorie di settore troppo spesso si vedono in questa città».

    A ribadire la disponibilità dell’amministrazione a trovare una soluzione è stato anche il sindaco Marco Doria, costretto a intervenire per sedare gli animi durante la discussione in Sala Rossa: «Non sono in campagna elettorale e non vi racconto delle balle perché voglio prendere l’applauso» ha detto il primo cittadino, perdendo per un istante il suo impeccabile aplomb. «Rispetto alla situazione del Porto Antico siamo disponibili a confrontarci e continueremo a farlo, come d’altronde ha fatto finora l’assessore Oddone che ha tutto il titolo a parlare a nome della Giunta perché le cose che dice sono condivise e concordate. E questa amministrazione non è certo favorevole alla concorrenza selvaggia tra gli operatori».

    Difficile, in ogni caso, che la situazione venga sbloccata già entro domenica prossima, quando è in programma proprio nell’area di Porto Antico un nuovo appuntamento con il mercatino di Forte dei Marmi: «Noi dovremmo fare uno sforzo per sostituirci agli operatori che vengono da fuori – ha dichiarato Mauro Lazio – ma se entro sabato prossimo non cambia la situazione, abbiamo già le autorizzazioni per scendere in piazza domenica mattina a manifestare in modo civile ma determinato». Come dimostra anche un cartello esposto dagli stessi operatori sulle tribune dell’aula consigliare: “O vanno via o scateniamo un conflitto sociale”.

    «È una situazione paradossale – chiosa Enrico Pignone, capogruppo Lista Doria – perché chi si lamenta degli operatori che arrivano da fuori non dovrebbe allora neppure andare a fare il mercatino ad Arenzano. L’eccesso di leghismo ti porta ad avere paradossi di questo genere, legati comunque alla crisi e alla paura di perdere quei potenziali clienti che in realtà sia al Porto Antico sia alla Marina di Sestri non avresti perché, almeno finora, in quelle zone alla domenica non era stato organizzato nessun altro mercatino. Nessuno mette in discussione che ci siano delle difficoltà ma non credo che sia il caso di mettersi a fare una guerra tra poveri».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Piazzetta Tavarone: il mercatino biologico “Pensa alla salute!”

    Piazzetta Tavarone: il mercatino biologico “Pensa alla salute!”

    Mercatino biologico, piazzetta Tavarone GenovaForse ancora in pochi sanno che tutti i mercoledì in Piazzetta Tavarone, nel tratto compreso fra piazza Campetto e vico San Matteo, si svolge il mercatino biologico “Pensa alla salute!”. Sì, perché – a dispetto della posizione strategica tra Piazza De Ferrari e il Porto Antico, tra San Lorenzo e la Maddalena – il mercatino (piccolo gioiello di primizie e rarità rigorosamente biologiche) resta incastonato tra le anguste piazzette e i labirintici caruggi del centro storico genovese.
    Nel corso dell’ultima tappa di #EraOnTheRoad abbiamo incontrato gli agricoltori e i coltivatori che espongono le loro merci.

    Il mercatino è attivo da poco più di un anno. Ogni mercoledì la piazzetta, in orario 9-19, si anima con (pochi, solo due) banchi in cui è possibile acquistare cose particolari e difficilmente reperibili sui mercati tradizionali: dal seme di canapa con proprietà depurative, all’estratto di fungo presente sul tronco di querce millenarie, alle erbe spontanee e aromatiche. Inoltre, piante medicinali, ortaggi, frutta e verdura, coltivate direttamente e vendute dai produttori senza l’uso di additivi e conservanti, e la rosa antica, per sciroppi e acque profumate.

    Piazzetta Tavarone è stata scelta, non a caso, come sede per il mercato: dopo aver incontrato qualche risposta negativa a livello amministrativo e dopo aver vagliato altre proposte (altre 2 piazze, oltre questa, ancora “libere” da altri mercati), i produttori hanno optato per la piccola piazzetta dei vicoli, che si affaccia davanti al Cinema Ariston, nascosta proprio dietro a Campetto. Il perché è facilmente intuibile: oltre alle dimensioni ridotte del sito, adatto ad accogliere le esigenze dei pochi banchi e non rendere troppo dispersivo l’acquisto, la piazza si inserisce nelle rotte dei visitatori del centro storico, che da Piazza De Ferrari si inoltrano nei vicoli e raggiungono la Maddalena, Piazza Banchi o il Porto Antico passando per Salita San Matteo, o ancora per coloro che da Campetto raggiungono San Lorenzo, e viceversa. Inoltre, attorno alla piazza, una schiera di negozi ed esercizi commerciali, bar e ristoranti, cinema, negozi di abbigliamento, pasticcerie, cartolerie, e molto altro ancora; il mercatino si è andato ad inserire in un tessuto urbano già di per sé consolidato e molto frequentato, in una delle zone più amate del centro. Ma il requisito più importante nella scelta del luogo è la mancanza di smog e inquinamento atmosferico, essendi Piazzetta Tavarone un’area preclusa al traffico. Questa era una condizione necessaria per l’apertura del mercato, in cui le merci non potevano rischiare di essere danneggiate dal traffico urbano e da inquinamento di altro tipo.

    Com’è stata la risposta dei cittadini? Finora positiva, raccontano gli stessi venditori. «Stiamo avendo grande riscontro da parte dei visitatori. Sempre più genovesi ci conoscono, sembrano apprezzare i nostri prodotti ed essersi affezionati all’appuntamento del mercoledì: è uno spazio piccolo, ci teniamo a essere presenti», commentano. L’intenzione è quella di portare avanti il progetto e ampliarne la risonanza. «Vorremmo organizzare interventi culturali, trovando spazio in associazioni e circoli qui vicino, per parlare dei nostri prodotti e del nostro progetto che promuove una cultura vicina ai bisogni dell’uomo».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

     

  • Mercato Corso Sardegna, soluzione provvisoria in attesa del Tar

    Mercato Corso Sardegna, soluzione provvisoria in attesa del Tar

    mercato-corso-sardegna-3Si muovono le acque attorno all’ex mercato di corso Sardegna ma la situazione resta ancora ingarbugliata. Comune, Municipio e Civ hanno tutta l’intenzione di restituire lo spazio alla cittadinanza nel più breve tempo possibile ma gli ostacoli non sono pochi. Innanzitutto, il ricorso al Tar della società Rizzani de Eccher, appaltatrice a fine 2009 dell’originario progetto di restyling, che ha chiesto un indennizzo di 11 milioni di euro al Comune di Genova per l’inattività imposta dal piano di bacino del Bisagno. Dopo mercato-corso-sardegna-7l’alluvione del novembre 2011, infatti, il colosso edilizio friulano si è visto bloccare i lavori per la realizzazione dei posteggi sotterranei, fonte primaria di guadagno dell’intero progetto, perché la struttura si trova in area soggetta a esondazioni e allegamenti. Sempre a causa della collocazione del complesso in “zona rossa”, il piano di Bacino impedisce anche il cambio di destinazione d’uso dell’area che, dunque, dovrà restare commerciale almeno fino alla definitiva messa in sicurezza del Bisagno (rimane da valutare se sarà sufficiente, in questo senso, la realizzazione del mini-scolmatore del Fereggiano).

    Come si spiegano allora le voci circolate nei giorni scorsi che annunciavano l’imminente realizzazione di una piazza a cielo aperto, con giochi per bambini e aree verdi? La risposta arriva da Massimo Ferrante, presidente del Municipio III – Bassa Val Bisagno. «Fin dal nostro insediamento abbiamo iniziato a lavorare a un piano B per l’ex mercato di corso Sardegna, in accordo con Comune e Civ, perché era evidente che qualcosa sarebbe necessariamente cambiato dopo l’alluvione del novembre 2011. Abbiamo intenzione di creare un piccolo mercato a chilometro zero gestito direttamente dagli operatori commerciali che già lavorano in corso Sardegna». Un polo di eccellenza agroalimentare, sulla falsariga di quanto successo per il mercato del Carmine, che dovrebbe trovare collocazione nei locali prima occupati dal bar del mercato. «Dopodiché – prosegue Ferrante – sarà mio compito come Municpio cercare di far vivere la piazza con arredi, panchine, verde e attività che dovranno comunque essere spostabili e removibili. Non possiamo parlare di strutture fisse perché a causa dei vincoli imposti dal piano di Bacino non possiamo creare alternative all’attività commerciale. Cercheremo, dunque, di dotare il quartiere di un nuovo punto di aggregazione all’interno di un’area che mantenga in qualche modo la sua vocazione iniziale».

     

     Il punto di vista del Civ Corso Sardegna

    «Si tratta di una prima fase di intervento del tutto provvisoria – specifica Umberto Solferino, presidente del Civ di corso Sardegna bassa – in cui potranno trovare spazio anche attività ricreative e giochi, una piccola pista di pattinaggio e una pista ciclabile, tutte strutture facilmente removibili per eventuali emergenze sicurezza. D’altronde, si tratta di un intervento temporaneo che deve rimanere tale. In questa prima fase non vi sarà l’insediamento di nuove attività commerciali ma penseremo piuttosto a una serie di eventi e manifestazioni che possano sfruttare gli spazi per dare visibilità agli esercizi già presenti nel quartiere, in attesa che si possa sviluppare il progetto definitivo. Per questo però ci vuole tempo e dovremmo attendere gli studi di fattibilità di Provincia e Regione».

     

    Dunque, addio definitivo al progetto De Eccher?

    mercato-corso-sardegna-2008-d1A rispondere è l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Gianni Crivello: «Dal punto di vista economico, è improbabile, se non quasi del tutto certo, che quell’impianto possa reggere ancora senza la realizzazione dei box auto da cedere ai privati. Per cui, senza volerci per forza di cose scontarci con qualcuno, sarà necessaria una rivisitazione complessiva del progetto iniziale». Secondo fonti ben informate, inoltre, ci sarebbe un altro ostacolo da non sottovalutare nella realizzazione del piano della società di Udine, ovvero la disponibilità data per scontata da parte di Asl di insediarsi nell’area dell’ex mercato con un nuovo presidio. Disponibilità, nei fatti, tutt’altro che certa.

    Fatte salve clamorose evoluzioni che potrebbe imporre la sentenza del tribunale amministrativo, perciò la struttura tornerà nelle disponibilità del Comune. «In questa fase di stallo – spiega Crivello – abbiamo anche cercato, invano, di studiare una possibile collaborazione con la De Eccher per trovare una soluzione ponte che garantisse a entrambe le parti un minimo di solidità, in attesa che la giustizia si pronunci. Ma non abbiamo riscontrato alcuna disponibilità».

    L’amministrazione, allora, ha deciso di muoversi in autonomia. Nell’ultimo bilancio, alla voce mutuo, compaiono infatti 500 mila euro da destinare proprio all’area ex mercatale, innanzitutto per la bonifica del tetto in amianto. Una volta tolta la copertura, con i lavori che dovrebbero iniziare nei primi mesi del 2014, abbattuti alcuni edifici della zona centrale e ripulita e bonificata l’area, ecco che la piazza a cielo aperto si troverebbe disponibile in maniera quasi del tutto naturale. «Insomma – chiosa Crivello – dovevamo comunque togliere l’amianto. Abbiamo fatto uno sforzo economico aggiuntivo per dare al quartiere una sorta di agorà, sì con parcheggi al piano strada, ma anche con spazi sufficienti per far nascere un nuovo luogo di incontro in attesa di poter riprendere in mano il progetto complessivo dopo la sentenza».

    «Questa doppia fase – conclude con un po’ di polemica il presidente del Civ, Umberto Solferino – si è resa necessaria perché negli anni sono stati perpetrati diversi errori tecnici da parte delle amministrazione che hanno fatto sì che si arrivasse a questo punto. Ora è necessario intervenire, seppur provvisoriamente, perché non è possibile che l’ex mercato resti un mausoleo della disgrazia».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Sapori al Ducale: i prodotti tipici italiani in mostra in piazza Matteotti

    Sapori al Ducale: i prodotti tipici italiani in mostra in piazza Matteotti

    Prodotti tipici italianiSabato 12 e domenica 13 ottobre torna in piazza Matteotti Sapori al Ducale, la mostra dell’eccellenza eno-gastronomica italiana.

    Dalle 10 alle 20, più di quaranta aziende agricole e imprese agroalimentari di qualità, offrono ai visitatori le proprie specialità: dai formaggi di malga piemontesi al pecorino sardo, dai pregiati salumi toscani a quelli emiliani, dai taralli pugliesi lavorati a mano ai vini del Monferrato.

    E poi ancora prodotti da forno biologici per intolleranti a base di farro e kamut, frutta e verdura di stagione, confetture mantovane, pasta fresca, crostate di mirtilli, liquirizia grezza, olio extravergine di oliva, speck dell’Alto Adige, creme al tartufo, pasticceria ligure e piemontese, miele e prodotti dell’alveare, funghi secchi e freschi, prodotti ittici, pesto, cioccolato e tanto altro ancora.

    La manifestazione è nata nel 2006 su iniziativa del Comune di Genova con la partecipazione di Coldiretti, Cia, Confagricoltura ed è curata dall’Associazione Nazionale La Compagnia dei Sapori. Per incentivare la partecipazione all’ evento delle imprese liguri e del genovesato, da quest’ anno Sapori al Ducale si avvale anche della collaborazione del Gal Appennino Genovese e della Strada del Castagno.

  • Sampierdarena, mercato Tre Ponti: nuovo bando per i commercianti

    Sampierdarena, mercato Tre Ponti: nuovo bando per i commercianti

    Mercato Tre Ponti SampierdarenaIl mercato di piazza Tre Ponti, a Sampierdarena, è una struttura relativamente nuova (inaugurata circa 30 anni fa) che sorge tra via Buranello e via Cantore, le più centrali del quartiere. A dispetto della posizione favorevole, tuttavia, il mercato non manca di sortire polemiche: per primi, gli operatori che vi lavorano ne denunciano da anni le condizioni di degrado, l’inagibilità, la conseguente scarsa attrattiva sugli acquirenti; poi, i cittadini del quartiere, che ne lamentano lo stato di abbandono (rimangono operativi solo una decina di banchi su un totale di circa 50…) e lo scarso servizio fornito; infine, non più tardi del maggio 2012 è stato lanciato un appello anche da parte dell’associazione Officine Sampierdarenesi, che già all’epoca affermava «il mercato sta lentamente scomparendo». Sembra che da quel maggio 2012 la situazione sia andata solo peggiorando.

    Nel corso dell’ultimo appuntamento di #EraOnTheRoad vi avevamo portato proprio in piazza Tre Ponti per constatare come stanno le cose allo stato attuale. Qui, abbiamo raccolto le voci dei cittadini e dei venditori che lavorano all’interno del mercato. Questi ultimi ci hanno mostrato il loro disappunto: «Il mercato è operativo, ma è come se non lo fosse. All’interno è pressoché deserto, sono più i banchi inutilizzati che quelli attivi. Inoltre, questa zona di Sampierdarena è piuttosto problematica: quando apriamo, alle 5 del mattino, dobbiamo stare attenti perché in zona c’è un alto tasso di criminalità. È un “far west”, e anche questo non contribuisce al rilancio di una struttura che già di per sé è poco attrattiva. Chiediamo che le amministrazioni prestino attenzione alla nostra causa e favoriscano il rilancio, sia restituendoci un mercato degno di questo nome, che mettendo a posto l’area nel suo complesso».

    Da Palazzo Tursi, non si è fatta attendere la risposta dell’Assessore al Commercio, Francesco Oddone: «Ci stiamo occupando dei problemi del mercato: a breve – non più di qualche settimana – verrà aperto un bando nuovo per l’assegnazione dei posti vacanti. La proposta nasce in seguito a una serie di confronti tra Comune e operatori, sia a Tursi che a Sampierdarena e sarà strutturata correttamente sia sotto il profilo logistico che commerciale: gli operatori, dalla loro, ci chiedono da tempo di indire più di frequente bandi di gara, ma non è così semplice. Adesso, invece, ci siamo: ci auguriamo che, a differenza di quanto accaduto in passato, ci sia una buona risposta».

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    Infatti, ci racconta Oddone che già nel 2012 era stata aperta un’altra gara per l’attribuzione dei posti vacanti nella struttura di piazza Tre Ponti, ma l’iniziativa non era andata a buon fine: era stata raccolta solo una richiesta, ma il vincitore aveva poi rinunciato a ritirare il suo premio.

    «Inoltre – prosegue l’Assessore – abbiamo consigliato agi operatori di riunirsi in un consorzio, così come succede per il Mercato Orientale di via XX Settembre, per l’Isonzo e altri: in questo modo, potendo usufruire di una nuova norma entrata in vigore con l’approvazione del bilancio dello scorso agosto, potrebbero fare investimenti sulla struttura, migliorandola e rendendola più appetibile per eventuali soggetti interessati».

    Certo, la fase congiunturale non è particolarmente florida sotto il profilo economico, come ci ricordano di concerto sia dal Comune che gli stessi operatori del mercato, tolleranti. Tuttavia, le migliorie sono d’obbligo e sarebbe un peccato far morire una struttura come quella di piazza Tre Ponti: se riqualificata, potrebbe portare un risanamento per l’intera area urbana.

    A Sampierdarena gli operatori parlano da tempo di un progetto di restyling del mercato, finito nel nulla, ma da Tursi arrivano smentite: «Non ci risulta sia stato presentato alcun progetto in tempi recenti e, anche se fosse, negli ultimi anni non ci sarebbero stati i finanziamenti per realizzarlo. Da tempo sono bloccati. Ad ogni modo, con l’approvazione della nuova norma di agosto e la costituzione di un consorzio, se esistesse effettivamente un progetto precedente, la sua realizzazione potrebbe non essere troppo lontana».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

  • Piazza Sarzano, l’inaugurazione del nuovo mercato rionale

    Piazza Sarzano, l’inaugurazione del nuovo mercato rionale

    mercato-sarzano-8Inaugurato oggi, giovedì 11 luglio, il mercato di Piazza Sarzano, nell’omonimo quartiere, a ridosso del Museo di Sant’Agostino, tra la Facoltà di Architettura e la storica Via di Ravecca. Il complesso commerciale sorge proprio a ridosso del Pozzo di Giano, da cui prende il nome il consorzio costituito dalle cinque aziende genovesi che hanno finanziato e costruito la struttura mercatale, con investimenti privati. Il nuovo mercato, che trova spazio all’interno di una struttura in ferro battuto e rame, completa l’architettura della piazza, che fa parte delle zone del centro storico genovese sottoposte a restyling. La realizzazione di questo progetto, avviato negli anni scorsi con un bando del Comune di Genova, aveva subito negli anni vari rallentamenti. Finalmente ecco l’inaugurazione tanto attesa, alla presenza delle autorità e dei rappresentanti del CIV del quartiere.

    E a Sarzano, per festeggiare l’evento, non si sono fatti mancare niente: musicisti e vernissage fotografico con foto in bianco e nero della piazza e del quartiere in tempi antichi; pranzo in piazza tutti insieme, con riso, pesto, frutta e vino, tutto offerto dai commercianti. Grande l’affluenza, sopra le previsioni, e buona l’accoglienza che i genovesi hanno riservato al nuovo mercato.

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    All’interno del mercato, cinque banchi in cui sarà possibile acquistare carne, salumi e formaggi, frutta e verdura, pesce fresco, prodotti alimentari vari, rispettivamente nei banchi dei Fratelli Brocada, Luca e Cristina – Salumi e Formaggi, Trentini Frutta, Paolo e Riccardo, e infine Drogheria Gamalero. Molti di loro, già presenti all’interno del Mercato Orientale di Via XX Settembre, hanno optato per il trasferimento qui, in pieno centro storico. L’intento è quello di ritornare al passato, creando un clima tradizionale, e rievocando l’atmosfera delle vecchie botteghe di paese e drogherie, di cui una volta Genova era piena ma che sono state le prime a soccombere di fronte all’avvento della grande distribuzione.

    I festeggiamenti di questa mattina hanno dato inizio a un nuovo corso per il quartiere, da mesi in attesa di avere il suo mercato: una festa che ha coinvolto tutto il circondario, nell’entusiasmo generale. Già il giorno precedente l’inaugurazione, durante i preparativi e l’allestimento degli stand, gruppi di curiosi si avvicinavano un po’ increduli, ma contenti per l’imminente apertura.

    L’iter che ha portato all’inaugurazione del mercato è stato travagliato (Era Superba ne ha documentato tutte le fasi nei mesi scorsi) e l’apertura effettiva sembrava ormai un miraggio (da ultimo, l’inaugurazione, fissata per il 6 giugno scorso, era stata poi posticipata ulteriormente a causa di un inconveniente: le porte di una cella frigo, di dimensioni sbagliate, da sostituire).

    Persistono le perplessità di alcuni: chi dice che il mercato, di per sé, non servirà a molto e non attirerà acquirenti in zona, visto che la piazza resterà ZTL, inaccessibile ai non residenti; chi sostiene, poi, che il mercato rionale finirà per danneggiare le piccole botteghe, le pizzerie, i forni, i fruttivendoli della zona, che già risentono della crisi (in Via di Ravecca chiusure improvvise e fondi sfitti si alternano, a dire il vero, a repentine aperture di esercizi e nuove gestioni di locali). Poco più di un mese, il 4 giugno, era stato inaugurato anche un nuovo discount, proprio davanti all’area in cui sorge il mercato, per cercare di dare slancio all’economia e rendere Sarzano una zona di commercio e di approdo per gli abitanti dei vicoli e non solo. Resta da vedere se il mercato, una volta operativo, metterà tutti d’accordo e convertirà anche gli attuali detrattori. Non resta che attendere. Per ora, non ci si può che rallegrare per questa ultima, tanto attesa, conquista.

     

    Elettra Antognetti

    [foto dell’autore]

     

  • Pasquetta 2013: mostra mercato dell’olio a Moneglia

    Pasquetta 2013: mostra mercato dell’olio a Moneglia

    Pane e olioLunedì 1 aprile 2013, giorno di Pasquetta, la Pro Loco di Moneglia – in collaborazione con il Consorzio Olivicultori Du Facciù e il Comune – organizza la Mostra Mercato dell’Olio d’Oliva.

    Nella mattinata stand gastronomici che danno la possibilità di degustare svariati tipi di focaccia ligure ed altri prodotti tipici della gastronomia di Moneglia, accompagnati da vino bianco locale nostrano.

    Presso un apposito stand è possibile acquistare olio d’oliva e i prodotti tratti dalle varie fasi della sua lavorazione, esposti dal Consorzio Olivicoltori del Facciù e da produttori Monegliesi.

  • Le Club, Sampierdarena: baratto, riciclo creativo e laboratori

    Le Club, Sampierdarena: baratto, riciclo creativo e laboratori

    barattoNello spiegare le attività di Le Club, Alessandra Cecchini racconta che «è iniziato tutto quasi per “gioco” ed eccoci qui a gestire telefonate, prenotazioni, mail… Sono davvero felice che Genova risponda».

    Nata nel 2010 a Sampierdarena (la sede è in vico del Bozzolo, vicino al capolinea del bus 18), l’associazione fa parte del circuito nazionale Turispot e si occupa di organizzare serate musicali e attività culturali, con un particolare occhio di riguardo a baratto e riciclo creativo.

    A questo scopo, l’associazione organizza per sabato 2 marzo un mercatino dell’usato presso la propria sede: un’occasione per conoscere le attività di Le Club, sottoscrivere la tessera 2013 e partecipare a incontri e laboratori. La tessera annuale costa 15 €, di cui 10 per l’iscrizione vera e propria e 5 saranno devoluti a un’altra associazione (scelta di volta in volta dagli organizzatori) per sostenerne l’attività.

    I partecipanti al mercatino possono portare vestiti, scarpe, accessori femminili, maschili e per bambini, oggettistica e mobili, insomma ogni genere di prodotto che desiderano barattare. Sono inoltre in programma laboratori di riciclo creativo a cura di Atelier Riciclabò Design.

    Il mercatino si ripeterà ogni primo sabato del mese.

    Inoltre ogni socio può proporre idee o iniziative, in particolare sul tema del riciclo e della green economy, che saranno valutate e realizzate dall’associazione.

    Un modo per liberarsi di ciò che non si usa più e al tempo stesso contribuire alle attività del quartiere. Per informazioni 348 9035504 o leclub.genova@libero.it.

  • Ex mercato di Corso Sardegna: il 6 marzo la decisione definitiva

    Ex mercato di Corso Sardegna: il 6 marzo la decisione definitiva

    Ex Mercato di Corso SardegnaTrasferito il mercato ortofrutticolo a Bolzaneto il 26 ottobre 2009, la struttura coperta di Corso Sardegna rimane inutilizzata da quella data e in una situazione di degrado che si aggrava con il passare dei mesi. Tra le polemiche dei residenti, dei commercianti e della cittadinanza tutta, siamo andati a vedere cosa succede nel quartiere, per fare luce su una situazione sulla quale in questi anni è stato detto tutto e il contrario di tutto.

     

    UN PASSO INDIETRO: IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE
    Era il 2009, quando è stato presentato e approvato il progetto per la riqualifica della struttura mercatale di Corso Sardegna. Già esecutivo da tempo, si attende ancora la concessione per l’inizio dei lavori che, a detta dell’allora amministrazione, sarebbe dovuta arrivare già dai primi mesi 2010.
    Ecco quanto prevedeva il progetto iniziale: circa 250 posti auto in un parcheggio sotterraneo a rotazione interrato di due piani; due asili nido; una piazza sanitaria e distretti Asl; un edificio ad ospitare, tra le altre cose, una casa per studenti e una residenza con oltre 200 posti dislocati su 30 appartamenti, un 30% dei quali a regime agevolato; un teatro e dei giardini pensili per favorire l’aggregazione all’interno del quartiere e sfruttare al meglio gli spazi (25 mila metri quadri) della struttura, anche in base a quanto predisposto dal Piano Urbanistico Comunale del 2000. All’esterno sarebbero dovuti essere conservati i due grandi padiglioni annessi alla struttura mercatale centrale. Esborso previsto: 100 milioni di euro. I tempi di realizzazione? Tre anni dalla prima picconata, raccontava nel 2009 in un’intervista Marco De Eccher (della Rizzani-De Eccher, ditta che si è aggiudicata l’appalto), con la conclusione prevista nel 2012.

    Un’operazione di project financing, ovvero un progetto fondato su capitali privati ma con un ritorno pubblico, in una sorta di libero mercato controllato. La filosofia alla base della proposta era quella di realizzare servizi pubblici di rilevanza urbana, tra cui –oltre i già elencati- anche una sede dei vigili urbani, un centro sportivo, attività commerciali, insieme ad un’ampia dotazione di spazi liberi. Il tutto, in previsione di creare un centro polifunzionale, elemento di attrazione e di riferimento per l’intero quartiere.

     

    PIANO DI BACINO DEL BISAGNO, STOP ALL’ITER PROGETTUALE
    Niente di tutto ciò, però, ha ancora visto la luce. Gli stop sono stati tanti: prima, problemi di gestione tra Regione, Comune, privato (la Rizzani-De Eccher), come il mancato accordo economico tra società e Comune; poi le polemiche del Movimento 5 Stelle, che contestava la riduzione -da 17 mila a soli 5 mila- dei metri quadrati da adibire a verde pubblico. Nel settembre 2011 c’era stata la fuoriuscita di Asl dal progetto e il conseguente venire meno del suo contributo economico. L’allora sindaco Marta Vincenzi e l’assessore Margini avevano organizzato un incontro con la cittadinanza per rincuorare gli animi: il progetto si farà, dicevano all’epoca, ed entro la fine del mese di settembre si sarebbe dovuto procedere a chiudere la struttura per partire con i lavori veri e propri entro la fine del 2011. Poi, a novembre, l’alluvione, che ha dato lo stop definitivo ad un già burrascoso iter: nonostante la deroga arrivata dalla Provincia, che dava il “permesso oltre la normativa” di utilizzo dei due piani interrati, dalla Regione era arrivata la variante di salvaguardia che imponeva il rifiuto delle deroghe e lo stop dei lavori per la costruzione dell’autosilo interrato. L’intervento non era stato giudicato a norma con il piano di bacino del Bisagno, visto il rischio di esondazione del torrente poco distante, e la Regione aveva richiesto all’autorità di bacino uno studio di valutazione della compatibilità del progetto con le norme post-alluvione. Allora, inoltre, era stato avviato dal Comune il lavoro di pulizia, bonifica e derattizzazione (oggi al di fuori della struttura mercatale si possono ancora ravvisare cartelli che segnalano la derattizzazione in corso), affidato ad Amiu. Non sono mancate nemmeno le proteste dei commercianti, i soggetti che più si sentono danneggiati dal persistere dello stato di degrado e dalla creazione, dal 2010, di aree blu di parcheggio.

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    I PRIMI PASSI AVANTI
    Il 5 febbraio 2013, su iniziativa dei consiglieri Pier Paolo Brasesco, Guido Grillo e Matteo Campora la questione è stata riproposta in Consiglio Comunale per ottenere l’approvazione del programma urbanistico operativo, condizionato dal preventivo ottenimento dell’autorizzazione idraulica, in conformità ai nuovi parametri post-alluvione. In attesa dell’approvazione, la Rizzani-De Eccher, esasperata da un’attesa lunga quattro anni, minaccia di ricorrere alle vie legali, in una recente missiva indirizzata all’amministrazione genovese.
    Il presidente del Municipio III Bassa Val Bisagno, Massimo Ferrante, racconta ad Era Superba: «Proprio in questi giorni l’autorità di bacino si è espressa sulla situazione di Corso Sardegna. Per parlare di queste novità è previsto un incontro tra vari soggetti (oltre a me, gli assessori regionali e comunali Briano, Bernini, Crivello, Fossati), per decidere il da farsi. Le opzioni che si prospettano a questo punto sono tre: ripartire con il progetto, in caso di via libera dell’autorità di bacino; cambiarne alcune parti, in ottemperanza alle nuove disposizioni; annullare tutto e ripartire da zero. Ci riuniremo il prossimo 6 marzo 2013 e in quella data prenderemo una decisione definitiva sulle sorti dell’ex mercato».

     

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    LE VOCI DEI CITTADINI
    Il C.I.V. di Corso Sardegna, guidato dal presidente Umberto Solferino, sta facendo pressioni. L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione su un problema che rischia di passare in secondo piano, finendo per danneggiare i commerci: «Di recente abbiamo presenziato ad un incontro che si è svolto al Matitone, alla presenza degli assessori della nuova giunta, Bernini, Oddone, Crivello e dell’ingegnere responsabile dei lavori e abbiamo chiesto risposte concrete. Da anni il mercato, un tempo volano per l’economia di quartiere e di tutta la città, è abbandonato e nessuno tra coloro che ci rappresentano si prende la responsabilità di firmare per dare l’avvio ai lavori. Oggi è la sicurezza, ieri era l’amianto, o la non conformità al PUC, ma il risultato non cambia: il degrado avanza e noi, commercianti e residenti, stiamo subendo un grave danno per la vita non solo economica ma anche sociale. A quanto ci risulta, non ci sono problemi tecnici veri e propri che impediscono l’avvio del progetto. Nemmeno la questione del silos interrato è una scusante: si pensi ai parcheggi sotterranei di Piazza della Vittoria, anch’essa zona ad alto rischio. Proprio in questi giorni con Gabriella Minervini, direttore del dipartimento ambiente della Regione Liguria, abbiamo stabilito alcuni incontri per discutere la questione: c’è fermento, e noi siamo determinati a smuovere questa situazione, a non tollerare oltre».

    Elettra Antognetti

     

    IL RIEPILOGO: CRONOLOGIA DI UNA STORIA SENZA FINE

    2001-2002 –nasce l’idea del progetto per la riqualifica dell’area mercatale in Corso Sardegna, votato dai cittadini

    12 marzo/3 aprile 2007 – presentazione del progetto, approvazione in giunta e approvazione in consiglio

    2008 – gara d’appalto indetta dal Comune per la ristrutturazione vinta dalla Rizzani-De Eccher, unica ditta in lizza

    18 giugno 2009 – presentazione del progetto definitivo nella seduta di giunta

    26 ottobre 2009 – trasferimento definitivo del mercato di Corso Sardegna a Bolzaneto

    26 gennaio 2010 – costituzione del comitato per il controllo e la verifica dei lavori di ristrutturazione dell’ex mercato, su iniziativa di un gruppo di cittadini, con il sostegno del Movimento 5 Stelle

    13 aprile 2010 – MeetUp del Movimento 5 Stelle di Genova di protesta contro il progetto, non rispondente alle richieste dei cittadini di destinare il 75% della superficie al piano strada a verde pubblico. Espressione di perplessità circa tempistica e modalità della bonifica della copertura in amianto e dei lavori nel loro complesso, salvaguardia delle falde acquifere sotterranee, scarsa previsione di aree verdi, eccessiva cementificazione dell’area

    14 settembre 2011 – dopo mesi di stallo e due anni di blocco, dopo l’approvazione del progetto e l’assegnazione dell’appalto alla De Eccher, ex-sindaco Vincenzi e assessore Margini incontrano i cittadini per rassicurare: i lavori partiranno entro la fine dell’anno; entro fine mese la chiusura dell’edificio per permettere di procedere all’apertura del cantiere

    4 novembre 2011 – alluvione a Genova: duramente colpita la zona di San Fruttuoso e limitrofe, tra cui Corso Sardegna

    Anno 2012 – cambiano i parametri di sicurezza e sono introdotte nuove normative. I lavori del mercato sono bloccati, in attesa di ottenere l’autorizzazione idraulica e di stabilire se il mercato è situato nella “zona rossa” di alto rischio idrogeologico. Nonostante la deroga stabilità dalla Provincia per proseguire i lavori di costruzione dell’autosilo interrato, sottostante al mercato, la Regione rifiuta di procede senza la perizia dell’autorità di bacino. Si attendono le nuove disposizioni, che tardano. I lavori sono totalmente bloccati e la Rizzani-De Eccher minaccia la rinuncia all’appalto, chiedendo a Regione e Comune di rimborsarla dei danni subiti.

    Gennaio-febbraio 2013 –  il C.I.V. di Corso Sardegna si attiva per arginare il degrado, cercando un dialogo con l’amministrazione comunale e regionale. Si prospettano tempi di fermento nel quartiere.

    5 febbraio 2013 – si affronta ancora in Consiglio Comunale la questione di Corso Sardegna: in corso l’istruttoria per l’approvazione del programma urbanistico operativo, previo ottenimento dell’autorizzazione idraulica. Le nuove normative post-alluvione non consentono l’immediata chiusura della pratica senza la verifica del persistere di condizioni adatte ad operare
    11 febbraio 2013: previsto un incontro tra Briano (assessore regionale alle Politiche Ambientali), Bernini (Pianificazione e Attuazione Urbanistica, Comune di Genova), Crivello (Lavori Pubblici e Manutenzione), Fossati (Viabilità), Ferrante (presidente Municipio III Bassa Val Bisagno), rimandato a causa dell’emergenza neve

    6 marzo 2013 – fissato un incontro alle ore 15 tra i rappresentati Briano, Crivello, Fossati, Ferrante in via Fieschi, negli uffici di Briano, per prendere una decisione in base alle recenti disposizione date dall’autorità di bacino. In base all’esame delle disposizioni, le opzioni saranno: ripartire con il progetto già vigente; apportare modifiche al progetto oggi esecutivo; annullare il lavoro fatto fino ad oggi e ripartire.

  • Piazza Sarzano, mercato alimentare: slitta ancora l’inaugurazione

    Piazza Sarzano, mercato alimentare: slitta ancora l’inaugurazione

    mercato piazza sarzanoI lavori per la realizzazione del mercato alimentare di piazza Sarzano, adiacente al pozzo di Giano, la cui fine era stata prevista –dopo varie posticipazioni- per lo scorso 5 novembre 2012, sono ormai in fase di ultimazione. Tuttavia, il mercato non è ancora operativo e la situazione resta in una fase di stallo, tanto che perfino dal municipio centro-est non arrivano notizie certe riguardo l’apertura, data mesi fa già come imminente.

    Tra novembre 2012 e gennaio 2013, gli ultimi interventi nel cantiere (aperto dal 2010): era stata realizzata la piattaforma in cemento ed erano stati inseriti i banchi, acquistati tramite partecipazione ad apposito bando da alcuni commercianti già attivi all’interno del Mercato Orientale di via XX. La struttura finale, così come l’aveva pensata la progettista, arch. Susanna Bordoni, è stata realizzata in ferro e rame, su una superficie di 260 metri quadrati. Il progetto, realizzato dall’impresa edile artigiana Vino su commissione del consorzio “Il pozzo di Giano”, era stato approvato già nel lontano 2009. Ma ad oggi la situazione è ancora ferma.

    Così Antonella Davite,  presidente del C.I.V. di Sarzano: «Parlando a nome di tutti i residenti, non possiamo fare altro che esprimere rammarico per il ritardo sui lavori e dirci favorevoli all’idea di creare un mercato in questa zona. Infatti, la realtà del centro storico è piuttosto problematica: è un contesto difficile, con poco interscambio, scarsamente frequentato. La viabilità è mal funzionante, la metro c’è, ma purtroppo non basta, da anni noi chiediamo che venga messo a nostra disposizione un pulmino, soprattutto per rispondere alle esigenze dei residenti più anziani. Sappiamo tutti che il centro e i vicoli sono abitati anche –e per lo più- da persone anziane, con difficoltà a muoversi in strade strette e a spostarsi tra le salite e le discese del centro. Inoltre, da qualche tempo ci stiamo muovendo per la realizzazione nella zona antistante alla piazza di parcheggi a rotazione con tariffe agevolate per i residenti. Tutto ciò perché in questa fase di crisi generale, internazionale e nazionale, ci sembra che Genova –e soprattutto il centro storico- arranchi particolarmente. I vicoli attirano ben poche persone da fuori, e spesso gli stessi residenti –come si diceva prima- faticano a muoversi per le strade. Gli unici a frequentare abitualmente Sarzano e i suoi vari locali sono gli studenti: ben venga, però non rappresentano di certo la fascia di fruitori esclusiva né del mercato che aprirà, né degli altri esercizi. Dobbiamo puntare a richiamare sempre più persone da fuori e invogliare i residenti ad investire nel loro quartiere».

    mercato-piazza-sarzano-2Inoltre, anticipa il presidente, sembra imminente l’inizio dei tanto attesi lavori in vico del Dragone, in cui da tempo si deve procedere alla rimozione dei residui bellici del bombardamento dell’allora casa chiusa.

    Abbiamo chiesto un quadro della situazioe anche al vice-presidente del Municipio centro-est Fabio Grubesich: «In questo momento -dice Grubesich- la situazione sta attraversando una fase di stallo. Tuttavia, si tratta di un momento transitorio: contiamo di dare al più presto alla cittadinanza le risposte che ci chiedono e di rendere operativa la struttura mercatale. È giusto ed è auspicabile -anche da parte nostra, oltre che da parte dei commercianti- che le strutture su cui investiamo vengano utilizziate e non restino improduttive. A Genova purtroppo abbiamo altre situazioni paragonabili a quella di Sarzano, come ad esempio il mercato del Carmine».

     

    Elettra Antognetti

  • Fiera di Sant’Agata 2013: domenica di acquisti a San Fruttuoso

    Fiera di Sant’Agata 2013: domenica di acquisti a San Fruttuoso

    CibioÈ tradizione in diverse città italiane, inclusa Genova, che la prima domenica di febbraio si svolga la Fiera di Sant’Agata.

    San Fruttuoso si anima anche oggi di oltre 500 bancarelle con prodotti tipici e specialità: alimentari, abbigliamento, piante, articoli per la casa e così via.

    Una tradizione antica, che celebra Sant’Agata per festeggiare la fine dell’inverno: ricorrenza derivata dal convento intitolato alla Santa in via De Paoli (traversa di via Paolo Giacometti), un tempo fuori dalle mura di Genova, in cui si trovavano gli orti che durante l’inverno rifornivano di prodotti freschi la città.

    L’area della Fiera sarà chiusa al traffico, mentre verranno potenziate per tutta la giornata le linee Amt che passano in quella zona. In particolare, dalle 24 di stanotte alle 4 di lunedì mattina sono vietati il transito e la sosta dei veicoli privati nelle seguenti strade: corso Galilei – piazza Giusti – piazza Manzoni – via Giacometti – via Casoni – via De Paoli – via Novaro – via Toselli – piazza Martinez – via D’Albertis – via Pendola – via Paggi – via Torti – piazza Terralba.

    Appuntamento in via Torti e nelle vie circostanti del quartiere San Fruttuoso, dalle 10 alle 18.30.

  • Rigiocattolo Genova 2012: mercato di solidarietà in piazza De Ferrari

    Rigiocattolo Genova 2012: mercato di solidarietà in piazza De Ferrari

    Piazza de Ferrari Palazzo della RegioneDomenica 9 dicembre 2012 è l’ultimo giorno per recarsi in piazza De Ferrari e fare la propria offerta per il Rigiocattolo, la piccola fiera di giochi usati che la Comunità di Sant’Egidio organizza ogni anno in numerose città italiane.

    L’idea alla base dell’iniziativa è la raccolta di giocattoli che non si usano più (perché i bambini sono cresciuti, perché ne hanno altri uguali, etc), ai quali si può dare ancora un valore facendolo diventare un “ri-giocattolo”. I giochi raccolti vengono allestiti nelle bancarelle e messi in vendita a prezzi inferiori rispetto a quelli dei negozi: il ricavato andrà al programma Dream, che si occupa di fornire cure e cibo ai bambini africani colpiti da malnutrizione e AIDS.

    Negli ultimi dieci anni il progetto ha attivato, in dieci paesi dell’Africa sub-sahariana, 38 centri di cura e ai 20 laboratori di analisi.

    Il Rigiocattolo si trova in piazza De Ferrari dalle 9.30 alle 19.

  • Expò della Vallescrivia: al via la settima edizione

    Expò della Vallescrivia: al via la settima edizione

    Salumi e formaggiL’Area Verde di Casella ospita dal 15 al 17 giugno la settima edizione dell’Expò della Vallescrivia: la manifestazione propone una selezione delle eccellenze produttive della filiera agroalimentare: marmellate e sciroppi di rose, fiore all’occhiello di questa vallata, ma anche miele, vini, frutta e ortaggi, formaggi e salumi tipici, canestrelli e prodotti da forno, in arrivo dalle valli del genovesato e da clune località italiane.

    Insieme ai produttori di enogastronomia, sono presenti anche altri stand di prodotti artigianali come filigrana, pellami, biancheria e ricami, saponi naturali, oggettistica, produzioni artistiche e decorazione, cartoline e foto d’epoca.

    Oltre agli stand espositivi, Expò Valle Scrivia propone un interessante ed articolato programma di corsi di cucina, incontri, attività culturali e laboratori per bambini.

    Ecco nel dettaglio gli eventi in programma:

    Venerdì 15 giugno dopo l’inaugurazione si tiene l’incontro Essere parco, opportunità ed esperienze al quale parteciperanno Renata Briano Assessore all’Ambiente e allo Sviluppo Sostenibile Regione Liguria, Roberto Costa Ente Parco Antola, Adriano Zanni ATC, i Sindaci dei Comuni del Parco.

    Alle ore 18 sè invece in programma la conferenza Camera Vista Valle – Ospitalità in Valle Scriva al quale partecipano Angelo Berlangieri Assessore al Turismo Regione Liguria, Marco Piscopo Presidente ANBAA, Antonio Federici Ente Parco Antola; modera Aldo Scorzoni, Assessore al Turismo del Comune di Valbrevenna.

    Sabato 16 giugno alle ore ore 17 si svolge il convegno di presentazione-lancio del progetto dei Prodotti De.C.O. di Casella: amaretti, canestrelli e torta al crescente

    Nel corso delle tre giornate inoltre sono in programma  diversi laboratori per grandi e piccini. Il Centro Esperienze Parco Antola propone per sabato alle 11 un laboratorio di calchi delle orme del lupo, mentre il DSS 10 ExtraGenova realizza laboratori di narrazione, animazione e trasformazione delle “Favole e leggende della Valle Scrivia e dintorni che si svolgono sabato e domenica dalle ore 17 con una piccola “incursione alle ore 16 durante la presentazione del romanzo di Giuseppe Chiara, “L’apprendista becchino”.

    Ancora domenica doppio appuntamento alle ore 15 ed alle ore 16 con un laboratorio di potabilizzazione dell’acqua, con tanto di esperimenti, curato da Iren Acqua e Gas S.p.A. mentre alle ore 11 c’è la presentazioni di libri di storia locale. Alle 18  presentazione del libro Guardare, ma non toccare di Paolo Giardelli.

    Sabato e domenica corsi di cucina sulla torta Pasqualina e le antiche salse liguri al mortaio (salsa genovese, salsa marinara, salsa di pinoli, maionesi aromatiche). Per la gioia dei palati di ogni età, verranno proposte tre giornate gastronomiche (pranzo e cena) a base di prodotti tipici locali a cura di Ostaia de Zena e Pizzeria d’autore – CIV di Ronco Scrivia.

    Esposizione florovivaistica con rose da sciroppo e frutti di bosco; esposizione avicola con animali vari.

    Dopo cena, spettacoli e concerti: venerdì Ragazze GAU con canti popolari liguri, sabato musica e danze etniche a cura di Etnika 2012 – Oriental & Mundi, domenica concerto de I Liguriani con uno spettacolo di “evocazione” dei sentimenti della cultura e della storia ligure.

    Apertura stand espositivi: venerdì ore 16 – 23.30, sabato e domenica ore 10.30 – 23.30
    Apertura stand gastronomici: pranzo ore 12.30 cena ore 19

  • Centro storico: il mercato di Piazza Sarzano resta incompiuto

    Centro storico: il mercato di Piazza Sarzano resta incompiuto

    C’è una vicenda che somiglia da vicino a quella travagliata del mercato del Carmine, dove il consorzio che avrebbe dovuto rilanciare la struttura non è riuscito nell’intento: parliamo del mercato di Piazza Sarzano, nel cuore del centro storico, un’altra piccola incompiuta, simbolo negativo dell’incapacità cittadina di proseguire e portare a compimento progetti intelligenti, lasciati colpevolmente languire.

    A Sarzano, dove un tempo stazionavano alcuni banchi di venditori di frutta e verdura, è prevista, fin dalla fine del 2009, la realizzazione di una struttura adibita a mercatino alimentare di quartiere.
    Ebbene, a distanza di oltre 2 anni e mezzo, nella piazza c’è solo un cantiere immobile, mentre i lavori, avviati a maggio 2011 per concludersi a maggio 2012, sono stati sospesi a causa della carenza di fondi.
    Il progetto del mercato coperto compare ufficialmente in ben due documenti ufficiali dell’amministrazione comunale: la delibera di giunta n. 486 del 23 dicembre 2009, riconfermata dal provvedimento del Sindaco, n. 39 del 17 gennaio 2011.

    Come ricorda l’Assessore uscente al Commercio, Giovanni Vassallo al “Secolo XIX” «Il 20 gennaio 2011 abbiamo firmato la convenzione per affidare i lavori al consorzio di operatori commerciali. È uno dei casi previsti dalla riforma dei mercati: loro pagano e poi gli vengono “scomputati” i canoni d’affitto negli anni successivi. Nella convenzione era previsto che i lavori iniziassero il 5 maggio 2011 e avessero la durata di un anno».
    «Ci sono stati dei problemi con le banche che poi sono stati chiariti – precisa ad Era Superba, l’ormai ex assessore Vassallo – a quanto mi risulta il finanziamento è stato concesso».
    Ma non è difficile immaginare che il consorzio abbia incontrato alcune difficoltà, come nel caso del mercato del Carmine, visto che gli istituti finanziari, in questo particolare momento, si confermano refrattari a concedere crediti.
    Il Comune, considerando la peculiarità del caso, ha prorogato di sei mesi il termine dei lavori. La nuova scadenza è fissata al 5 novembre 2012.
    Nel frattempo gli abitanti del quartiere, che da mesi si domandano il motivo di questo immobilismo, temono di ritrovarsi a convivere con un perenne cantiere. E la riqualificazione del mercato rimane un desiderio irrealizzato, come conferma Antonella Davite, presidente del C.I.V. di zona «I residenti ed i commercianti nutrivano molte aspettative di veder realizzato il progetto e per questo hanno raccolto oltre 2000 firme. I lavori lasciati per mesi in sospeso non creano benessere al quartiere, in Piazza Sarzano come in altre zone del centro storico. Purtroppo, per chi lavora e si impegna attivamente sul territorio, simili vicende lasciano l’amaro in bocca ed una profonda delusione».

    Sul sito web del Comune di Genova, in un articolo datato 11 aprile 2012, proprio in merito alla vicenda del progetto di Piazza Sarzano, si trovano alcune risposte «Nell’edilizia un finanziamento di 600 mila euro non è certo gran cosa, eppure la pratica, per gli effetti della crisi e anche per le “nuove politiche” adottate dal sistema bancario (in questo caso Intesa San Paolo) nei confronti delle imprese, ha proceduto con grande lentezza: solo da pochi giorni infatti è stato possibile firmare l’accordo per un “sostegno” di 500 mila euro, neppure tutta la cifra richiesta».
    Secondo il Comune di Genova, finalmente, c’è anche una buona notizia, ovvero i lavori partiranno a maggio e tra qualche mese «Il mercatino coperto risorgerà completamente rinnovato – si legge nell’articolo pubblicato sulla pagina web comunale – essenzialmente una tettoia, sotto cui troveranno posto un’area che ospiterà magazzini e frigoriferi, i banchi di vendita e una parte pedonale. Nel mercatino troveranno posto cinque banchi alimentari: pescheria, macelleria, frutta e verdura, salumi e formaggi, gastronomia».

    In pratica, per sbloccare la situazione, «I cinque commercianti aderenti al consorzio “Il Pozzo di Giano” contribuiranno alla copertura della differenza tra il finanziamento ottenuto e quello richiesto – si legge ancora sul sito web del Comune – e anche all’impresa costruttrice, l’Artigiana Vino snc, si chiede di limare per quanto possibile i costi e forse saranno necessarie alcune piccole modifiche al progetto».

    L’architetto Susanna Bordoni, responsabile direzione lavori, spiega ad Era Superba «I lavori riprenderanno a breve, il Consorzio ha avuto dei problemi ad ottenere il finanziamento dalle banche e dunque, di conseguenza, anche il progetto è stato rivisto. Il finanziamento doveva arrivare subito dopo l’avvio dei lavori, nel maggio 2011, invece è stato concesso solo nel dicembre scorso. In pratica il Consorzio ha ricevuto 100 mila euro di meno rispetto alla sua richiesta iniziale. La qualità del progetto non cambia, mentre vengono necessariamente ridotte le superfici e semplificata la copertura della struttura. Questa poteva essere un’occasione propizia per ridisegnare un angolo della piazza con una pavimentazione estesa capace di integrarsi alla perfezione con l’architettura del luogo e con la sistemazione di panchine ed altri arredi adeguati. Speriamo che la nuova Giunta comunale sia intenzionata a dare il suo contributo per poter completare anche la riqualificazione degli spazi adiacenti al mercato».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Diego Arbore

  • Mercato Europeo: prodotti tipici in piazza Caricamento

    Mercato Europeo: prodotti tipici in piazza Caricamento

    CeramichePiazza Caricamento torna a ospitare il Mercato Europeo, un’esposizione di prodotti gastronomici e non solo provenienti da tutta Europa: in questa edizione sono attesi espositori provenienti da quindici nazioni europee, cioè Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Ungheria e Italia.

    Da giovedì 12 a domenica 15 aprile i visitatori possono entrare in contatto con le tradizioni, la storia, la cultura e le usanze dei paesi europei grazie alle merci esposte, che spaziano dai prodotti enogastronomici all’artigianato, come i cibi tedeschi e bavaresi, le birre Plzen provenienti dalla repubblica Ceca, le ceramiche inglesi, formaggi francesi o cioccolatini belgi, “vintage” russo, artigianato proveniente dai paesi del Nord e Nord Est come Finlandia e Ungheria.

    Presenti anche stand di cibi e artigianato liguri.

    Il mercato è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 20, l’ingresso è libero