Tag: progetti

  • MASS: gli spazi della Maddalena aperti ad artisti e fotografi

    MASS: gli spazi della Maddalena aperti ad artisti e fotografi

    laboratorio genova massRiqualificare gli spazi del quartiere della Maddalena attraverso la creatività di artisti visivi che vogliono contribuire ad arricchire questa zona del centro storico: è questo il fulcro intorno a cui Laboratorio Genova ha dato vita al progetto MASS – Art and Street Spaces, che invita fotografi, illustratori, pittori, grafici e chiunque altro abbia un talento nelle arti visive ad adottare uno spazio del quartiere e occuparlo con la propria opera.

    Una saracinesca, un cassonetto, un pezzo di muro: tutti gli spazi che appartengono al contesto architettonico del quartiere possono essere rimessi a nuovo attraverso l’opera dei creativi genovesi (e non).

    Il progetto non mira solo a questo aspetto: per invogliare gli artisti a partecipare in modo attivo saranno organizzati laboratori di video e fotografia, rivolti a giovani dai 17 ai 32 anni.

    Per partecipare si può contattare Laboratorio Genova e inviare le proprie opere all’indirizzo mail massgenova@gmail.com.

    Marta Traverso
    video di Daniele Orlandi

  • Smart City, l’accordo fra Siemens e Comune di Genova

    Smart City, l’accordo fra Siemens e Comune di Genova

    Il Comune di Genova, nella persona del sindaco Marta Vincenzi e l’amministratore delegato di Siemens Italia Federico Golla hanno firmato oggi un protocollo d’intesa nell’ambito del progetto “Genova Smart City“.

    Ancora un passo in avanti compiuto dalla nostra città per  un progetto che attualmente coinvolge non meno di 24 mila persone tra ricercatori, studiosi, intellettuali, politici e altre figure di rilievo – ha detto Marta Vincenzi – Per il suo impegno Genova è la principale città europea che aderisce a questa iniziativa comunitaria”.

    Al momento di concreto non c’è nulla, se non il consolidarsi di un’intesa. Comune e Siemens, in pratica, collaboreranno su obiettivi specifici in termini di attività di studio, analisi e progettazione di fattibilità. Il tutto allo scopo di una possibile partecipazione congiunta ai progetti europei di Smart City. Gli obiettivi specifici individuati nell’accordo siglato a Tursi sono:

    1. Edifici intelligenti (smart buildings) ovvero risparmi e diminuzione delle emissioni con il supporto della tecnologia e delle energie rinnovabili (non solo sulle nuove costruzioni, ma anche per quanto riguarda gli edifici storici). Grazie alle risorse ottenute da Smart City, Genova sta già portando avanti un progetto ambizioso in termini di edilizia responsabile, si tratta della riqualificazione energetica della diga di Begato con il rifacimento dell’impianto energetico dell’edificio, la riqualificazione dei percorsi e la modifica dei sistemi di consumo.

    2. Green Airport e green Harbour, ovvero  idee innovative e progetti sostenibili  per quanto riguarda aeroporto, porti e baie. Siemens potrebbe avere particolare interesse ad investire sull’aeroporto di Genova ma, prima che ciò possa diventare un’ipotesi concreta, dovrebbe concludersi la telenovela della vendita a privati dello scalo genovese.

    3. Mobilità urbana, con particolare riferimento alla gestione del traffico e alla mobilità elettrica.

    Questo accordo non ha nulla a che vedere con le trattative per l’insediamento di Siemens agli Erzelli, ma guardando la situazione più a livello generale è ovvio che proprio gli Erzelli potrebbero diventare il fulcro strategico e politico di questa collaborazione.

    Intanto, sugli obiettivi individuati nel protocollo, verranno realizzati uno studio di fattibilità e un piano di progetto, con divisione dei costi e del personale fra i due soggetti.

  • Trasporto Pubblico Locale: l’obiettivo è un’unica azienda ferro-gomma

    Trasporto Pubblico Locale: l’obiettivo è un’unica azienda ferro-gomma

    L’assessore regionale ai trasporti Enrico Vesco questa mattina alla stazione della Spezia a margine della presentazione della mostra “Operazione treni puliti” è tornato sul Trasporto Pubblico Locale anticipando le linee guida del progetto su cui stanno lavorando le istituzioni: «La nuova legge sul trasporto pubblico locale, in dirittura di arrivo, è quanto di più innovativo si possa mettere a disposizione del nostro territorio».

    «La legge definirà un bacino unico di trasporto pubblico rispetto agli attuali cinque bacini. Dal bacino unico si potrà poi predisporre tutte le azioni per consentire alle aziende di aggregarsi perché il vero obiettivo è l’azienda unica di trasporto su gomma per consentire un risparmio, una maggiore efficienza, oltre ad un miglioramento qualitativo del servizio offerto a tutti i cittadini. Un percorso –ha ricordato Vesco – in un cui è inserito anche il trasporto ferroviario perché l’obiettivo che ci poniamo è quello di arrivare ad un’azienda unica ferro- gomma che potrà essere realizzata dopo il 2014, quando scadrà l’attuale contratto di servizio con Trenitalia».

    Nell’imminenza della presentazione del Disegno di Legge di riorganizzazione del Tpl ligure, le associazioni di pendolari e consumatori hanno scritto una lettera al presidente della Regione e si sono dati appuntamento domani pomeriggio alla stazione di Brignole alle ore 17,30 e, nell’occasione, verranno raccolte le firme per poter avanzare richieste ufficiali alle istituzioni competenti.

  • Pale eoliche in porto: Enel presenterà un piano da 20 milioni

    Pale eoliche in porto: Enel presenterà un piano da 20 milioni

    Pale Eoliche in PortoBen 39 pale eoliche sulla diga foranea alte circa 30 metri per una potenza massima di 199kW. Se il progetto dovesse andare a buon fine, Genova sarà il primo porto italiano e uno dei primi al mondo a sviluppare un simile impianto in un’area portuale. I lavori di progettazione da parte di Enel Green Power sono nella fase conclusiva ed entro giugno 2012 verrà ufficialmente presentato alle istituzioni un piano di investimento da 20 milioni di euro. Insomma, l’ambizioso progetto delle pale eoliche in porto entra nel vivo.

    Una volta presentato il piano, la palla passerà alla Via (valutazione di impatto ambientale), un importante, e tutt’altro che scontato, lasciapassare. Se dovesse arrivare l’ok verrà allora il momento in cui Enel e Autorità Portuale dovranno nuovamente sedersi ad un tavolo per rivedere la disponibilità di spazi all’interno del porto e la compatibilità con il traffico portuale.

    Enel, attraverso le pagine del Secolo XIX, ha già fornito i primi numeri: secondo le stime l’energia prodotta dalle 39 pale sarebbe in grado di soddisfare il fabbisogno di 6.680 famiglie genovesi, riducendo le emissioni di anidride carbonica di 5.966 tonnellate l’anno, l’ossido di azoto di 6,98 tonnellate, l’ossido di solfuro di 11,2 tonnellate e le polveri sottili di 0,35 tonnellate l’anno. L’energia prodotta  raggiungerà terra attraverso un sistema di cavi sotterranei sui fondali del porto e, da lì, sarà immessa direttamente nella rete.

     

  • Internet wifi gratis negli ospedali: la proposta della Regione Liguria

    Internet wifi gratis negli ospedali: la proposta della Regione Liguria

    Il digital divide è un problema che su vari fronti colpisce la Liguria: ci sono ancora Comuni dove le famiglie non hanno la possibilità di una connessione a banda larga, mentre la possibilità di aree wifi in cui navigare gratis sono limitate e gestite in maniera autonoma dalle singole Istituzioni o aziende private.

    Esistono però ambiti dove garantire l’accesso alla rete può fungere anche da aiuto sociale: un esempio sono gli ospedali, dove si potrebbe consentire ai degenti e ai loro familiari la navigazione wifi gratuita per tutta la durata del ricovero. Un servizio già presente in alcuni ospedali della Liguria, come il Gaslini e il polo di Albenga.

    La proposta di legge ufficiale è arrivata da Matteo Rosso, capogruppo Pdl in Regione Liguria, che ha così dichiarato: “Vorrei che, come altre regioni, anche la Liguria fornisse questa possibilità ai pazienti. Bisogna garantire più calore e più umanità nella nostra sanità“.

    Un’iniziativa che secondo i suoi promotori è possibile nonostante i numerosi tagli subiti dagli enti pubblici, come illustra anche l’avvocato Silvio Boccalatte: “Si tratta di una riforma a costo zero. Non è necessario, per fare delle buone leggi, ricorrere di nuovo ad un aumento di spesa pubblica. Con questa legge possiamo dare un aiuto concreto senza spendere un solo euro“. Questo perché all’interno degli ospedali è già presente una rete wifi gratuita, utilizzata dal personale. Sarebbe sufficiente estendere l’accesso a questa rete anche ai pazienti per rendere concreta questa iniziativa.

    Marta Traverso

  • La Sogegross di Campi diventerà un ipermercato: nasce il comitato di protesta

    La Sogegross di Campi diventerà un ipermercato: nasce il comitato di protesta

    Prosegue l’iter per la trasformazione della SoGeGross di Genova Campi da cash & carry a struttura al dettaglio, una nuova “Grande Struttura di Vendita” in un quartiere fortemente caratterizzato da questo tipo di commercio. La variante urbanistica al Puc è stata approvata e il progetto è stato presentato in conferenza dei servizi. Il Gruppo SoGeGross nasce a Genova nel 1920, è attivo nel commercio da oltre 80 anni e si articola in una logica multicanale che comprende i Cash& Carry Sogegross, i Supermercati Basko, i Discount Ekom e i Supermercati Superette in franchising Doro, oltre a 8 piattaforme logistiche.

    La trasformazione di Campi – ha dichiarato a Gdoweek Marco Bonini, direttore generale Canale Cash & Carry di Sogegrossè un progetto nuovo, una nuova apertura che comporterà la creazione di 100 posti di lavoro, occupazione aggiuntiva su diversi livelli e profili. I consumatori avranno così un’alternativa qualificata alla grande struttura alimentare presente sul territorio. In quest’ottica si muove anche il trasferimento del cash di Genova Struppa in una struttura più moderna, funzionale ed allineata con le esigenze della clientela horeca, oltre che più vicina alla città, e la cui inaugurazione è prevista nel corso del 2013”.

    In seguito all’approvazione della variante urbanistica un gruppo di commercianti di Valpolcevera, Medio-Ponente e Centro-Ovest hanno costituito il Comitato Promotore “Basta Ipermercati!”.

    Il comitato vuole promuovere e realizzare una raccolta firme di tutti gli esercenti e i cittadini contrari alla trasformazione della SoGeGross, provvedimento che per i commercianti potrebbe avere effetti devastanti non solo per il commercio al dettaglio, ma anche per una viabilità già critica e destinata a diventare ancora più problematica con l’apertura al pubblico dell’ipermercato.

    Per aderire alla raccolta firme si può visitare il sito di Confesercenti, ma anche richiedere copie cartacee tramite mail o fax contattando gli uffici di zona Confesercenti o all’Ufficio di Segreteria: tel. 0102485120, fax 0102485177, e-mail: genova@confesercenti-ge.it.

    Le firme raccolte saranno consegnate a tutte le istituzioni competenti per il procedimento amministrativo relativo alla pratica SoGeGross e saranno utilizzate per ulteriori campagne di sensibilizzazione.

  • Gruppi di acquisto solidale: la rete Gas a Genova e provincia

    Gruppi di acquisto solidale: la rete Gas a Genova e provincia

    In tempi di crisi economica ci si rende conto di quanto sia costoso fare la spesa, soprattutto se non ci si accontenta del discount sotto casa ma si vuole essere assolutamente certi della qualità dei prodotti che si usano.

    Per questa ragione, ma anche per sostenere la scelta di comprare direttamente dai produttori – che oltre a costare meno rispetto al supermercato, è una maggiore garanzia di qualità – sono nati in tutta Italia i Gas, ovvero gruppi di acquisto solidale.

    Nella Provincia di Genova la rete di questi gruppi è formata da più di 25 Gas, che hanno sottoscritto fra loro un coordinamento informale per sostenersi a vicenda e collaborare nel promuovere pratiche di acquisto e consumo sostenibile. Se siete interessati a entrare a far parte della rete, su www.gasagenova.eu troverete contatti e maggiori informazioni.

    Ecco, divisi per zona, i gruppi di acquisto solidale in provincia di Genova:

    GAS “Amici di Banca Etica”, Genova da Ponente a Levante

    GAS Bisagno, Genova Valbisagno

    Birulò, Genova San Fruttuoso c/o Circolo ARCI “Zenzero”

    Le Primule, Genova S.Martino/Borgoratti

    MeteoGAS, Genova Foce

    GAS Fratello Sole, Genova Albaro

    GAS Pinzimonio, Genova Nervi

    GAS Levante, Genova Nervi

    GAS Limone, Genova Quinto

    GAS Oregina, Genova Oregina

    GAS-TONE, Genova Oregina

    GasOsa, Genova Oregina

    GAS-USI, Genova San Teodoro

    Gas Carmine, Genova zona Carmine

    GAS Castelletto, Genova Castelletto

    WikiGAS, Genova Centro Storico

    GASPEL, Genova Centro Storico

    GASZena, Genova Centro Storico

    GAS_pacho, Genova Centro/ Sestri Ponente

    GAS Pria Pulla, Genova Ponente/ CEP

    GasSestri Associazione Amici del Chiaravagna, Genova Sestri Ponente

    GAS S.P.Esa, Genova Sestri Ponente

    Albatros, Genova Rivarolo

    GAS Campomorone, Genova Campomorone

    GAS ROBA, Camogli

    AGRIEQUO, Lavagna

     

    Marta Traverso

  • Palazzo dello Sport a Genova: i progetti sono tre

    Palazzo dello Sport a Genova: i progetti sono tre

    Padiglione della Fiera di GenovaOggi alle 17:30 nella Casa delle Federazioni di viale Padre Santo, si terrà il Convegno “Il Palazzo dello Sport a Genova: un’opportunità per il rilancio della città”, organizzato da Coni Liguria e Coni Genova.

    I presidenti Vittorio Ottonello (Coni Liguria) e Carlo Antonio Nicali (Coni Genova) approfondiscono un tema di vitale importanza per il movimento sportivo genovese: «A Genova manca un vero palazzetto dello sport degno di una città capoluogo, molti impianti non sono a norma e quindi inagibili – ha dichiarato nei giorni scorsi a Loano Vittorio Ottonello – In un momento di difficoltà economica servono sempre di più gli investimenti dei privati, affidando la gestione alle società sportive con bandi ad hoc. Sarà necessario mettere in campo una sinergia più strutturata tra pubblico e privato, con l’aiuto del Coni e del credito sportivo».

    Questo pomeriggio nell’occasione, verranno illustrati tre progetti di grande attualità: il Palazzo dello Sport alla Fascia di Rispetto di Prà, l’ipotesi Palasport in Fiera e il Palazzetto di Sampierdarena.

    «Sono degli imprenditori genovesi a credere in questo progetto, stiamo lavorando insieme alla Federazione pallavolo e alla Federazione basket per unire le forze e costruire il nuovo impianto» Così aveva dichiarato l’assessore allo sport del Comune di Genova Stefano Anzalone lo scorso settembre. L’idea non è affatto tramontata, la proposta di costruzione di un Palazzo dello Sport nella Fascia di Rispetto di Pra’ è al momento la soluzione che l’Amministrazione Comunale considera migliore.

    I dettagli per il rilancio del Palasport Fiera (Padiglione S) costruito negli anni 60 con un finanziamento del Coni, saranno raccontati da Sara Armella, presidente  Fiera di Genova Spa.

    Toccherà poi a Giuseppe Angilletta e Francesco Rosadini (Società Promoint) presentare il terzo progetto, quello del palazzetto di via Spataro fra Sampierdarena e Cornigliano, dove potrebbe vedere la luce un’area dedicata all’attività sportiva di 7.000 mq, con spazio ricettivo per congressi e spazi commerciali per 9.000 mq e 10.000 mq di parcheggi.

     

  • Finlandia: rivoluzione democratica, le leggi si decidono sul web

    Finlandia: rivoluzione democratica, le leggi si decidono sul web

    In Scandinavia sono cent’anni avanti. Le testimonianze a riguardo di come i Paesi più gelidi d’Europa siano anche i più tecnologicamente & politicamente evoluti sono sempre più numerose, e partono tutte da un denominatore comune: unire la cosiddetta comunità dei cittadini attraverso il web.

    In principio fu l’Islanda, che tramite un progetto simile a Wikipedia arrivò a riscrivere la Costituzione. La Svezia ha aperto da poco il proprio canale Twitter ufficiale ai cittadini per una promozione turistica che parte dal basso.

    Ora è il turno della Finlandia: nelle scorse settimane è stato partito ufficialmente un progetto lanciato da una squadra di programmatori, attivisti e designer, chiamato Avoin ministeriö (in inglese Open Ministry). Chiunque può registrarsi al sito e lanciare un’idea: gli altri utenti del sito potranno discutere e votare le proposte, e quelle più apprezzate saranno trasformate in proposte di legge che il Parlamento sarà obbligato a votare.

    Un sistema analogo a quello della raccolta firme – oggi in Italia sono necessarie almeno 50.000 firme per proporre una legge di iniziativa popolare – ma che attraverso il crowdsourcing mira a raggruppare numeri molto più elevati di persone a prescindere dalla loro collocazione geografica.

    Marta Traverso

  • Ascensore di Quezzi, da via Pinetti a via Fontanarossa: a che punto siamo?

    Ascensore di Quezzi, da via Pinetti a via Fontanarossa: a che punto siamo?

    L'area dove passerà il tracciato dell'ascensore inclinato di Quezzi

    Tre fermate (Pinetti, Portazza e Fontanarossa) e due stazioni (Pinetti e Fontanarossa), per un tracciato lungo circa 131 metri, dei quali i primi 27 m in galleria inclinata (fra i civici 66 e 66B di via Pinetti) sfruttando un ex tunnel antiaereo risalente alla Seconda Guerra Mondiale, i successivi 23 m in trincea sino alla fermata di via Portazza e poi i restanti 81 metri fuori terra, un tracciato scoperto che si arrampica sulle fasce sino a raggiungere via Fontanarossa a pochi passi da piazza S.Maria dove sorge l’antica chiesa Natività di Maria Santissima di Quezzi.

    Stiamo parlando dell’ascensore inclinato di Quezzi, un’opera da molti anni attesa da tutto il quartiere , uno dei più densamente popolati di Genova con i suoi 12 mila abitanti. Un quartiere da sempre costretto a convivere con una viabilità e quindi con una vivibilità complicata, strade strette dove i mezzi Amt non possono arrivare fanno da contorno ad una strada principale (Via P.Pinetti, via Daneo, via Fontanarossa) difficile da percorrere per gli autobus della linea 82, con gli autisti il più delle volte costretti ad attendere il passaggio del mezzo in discesa per poter risalire sino al piazzale della chiesa e viceversa.

    Un’opera come questa darà respiro ad una parte consistente della vallata, farà il paio con l’allargamento già ultimato e la messa in sicurezza del tratto di strada fra via Daneo e via Fontanarossa all’altezza dell’antichissima via del Molinetto con l’obiettivo di far diminuire sensibilmente gli ingorghi. Grazie all’ascensore, infatti, sarà possibile raggiungere la parte alta del quartiere in 71 secondi (stima del Comune) evitando di utilizzare il tracciato stradale. Si ipotizza un carico passeggeri di 424 persone ogni ora per senso di marcia.

    La realizzazione dell’ascensore inclinato costa al Comune (opera cofinanziata dalla Regione Liguria) oltre 5 milioni di euro, i lavori sono iniziati a metà giugno 2011 e secondo le previsioni dovrebbero concludersi fra sei mesi, nell’agosto 2012.

    Allo stato attuale il cantiere non si presenta sicuramente come prossimo alla conclusione, non c’è traccia dell’asse di risalita nella parte esterna, né delle stazioni a valle e a monte, la demolizione della volta della galleria non è stata ancora portata a compimento e quindi non sono state costruite le pareti laterali.

     


  • Monumento di Quarto: dopo il restyling rimane la ruggine e il bar chiuso

    Monumento di Quarto: dopo il restyling rimane la ruggine e il bar chiuso

    Monumento di QuartoNella primavera del 2010 venne annunciata la chiusura del luogo di ritrovo per eccellenza del Levante cittadino: le terrazze del Monumento di Quarto. L’imminente celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia diede un’improvvisa accelerata ai lavori di riqualificazione, in tutta fretta (e in piena estate) si decise di aprire il cantiere per il restyling dell’area. Di lì a poco sarebbe arrivato Napolitano (che poi non scese a vedere le terrazze perché la scala si rivelò troppo stretta e non permetteva al suo accompagnatore di aiutarlo a scendere le scale).

    Il vespaio di polemiche si alimentò immediatamente, tantissimi cittadini protestarono per l’inaspettata decisione di chiudere il Monumento ma, soprattutto, tantissimi dubbi vennero avanzati sulla bontà di un progetto che esteticamente parlando si preannunciava quantomeno difficile da digerire. “Ecco a voi i nuovi giardini di plastica”, si scriveva ai tempi sul web…

    Il numero 14 di Era Superba (marzo 2010) venne dedicato proprio a questo progetto e nell’occasione il presidente del Municipio Levante Francesco Carleo dichiarò: “E’ accaduto tutto all’ultimo momento, inizialmente avevamo ricevuto indicazioni per il 2011 senza però contare che i Mille partirono nel 1860 e non nel 1861, anno dell’Unità d’Italia. A quel punto siamo stati io e l’Assessore comunale Ranieri a scrivere una lettera al ministro Bondi per sollecitare un intervento nell’area del Monumento Garibaldi“.

    Un errore storico, dunque, la causa di quella fretta “cattiva consigliera” che portò in poche settimane all’inizio dei lavori. Il presidente Carleo volle anche precisare che “[…] chi gestirà il bar resterà aperto 12 mesi l’anno, la zona sarà frequentata e presidiata costantemente, non solo d’estate.

    Oggi, a quasi due anni di distanza, com’è la situazione delle terrazze del Monumento? La prima cosa che salta all’occhio è che il bar nei mesi invernali non ha mai aperto, le serrande sono state alzate l’estate scorsa come accadeva anche prima del restyling e regolarmente abbassate a fine stagione. Inoltre, dopo la pausa forzata dell’estate 2010, le presenze al Monumento sono calate, le terrazze che sino al 2010 erano frequentate a ogni ora e non solo d’estate da genovesi di qualsiasi età e genere non sono più la stessa cosa. Esteticamente di dubbio gusto, il restyling ha allontanato il Monumento dalla vita della città.

    Monumento di Quarto

    Dopo qualche mese dal termine dei lavori, tra l’altro, fece scalpore la ruggine che ricoprì immediatamente tutte le nuove strutture. I quotidiani cittadini puntarono immediatamente il dito sulla scelta scellerata di utilizzare l’acciaio per un’opera a contatto con mare e salino 24 ore su 24. In realtà oggi si scopre che si è trattato di una scelta ben precisa, quella di utilizzare metallo Cor-ten: l’ossidazione degli elementi che compongono questa particolare lega, attraverso l’azione degli ossidi di zolfo presenti nell’aria, determina la formazione di sali difficilmente solubili che generano uno strato di ruggine stabile in grado di impedire l’ulteriore infiltrazione di acqua, ossigeno e ossido di zolfo, rallentando le altre reazioni del materiale e quindi “proteggendolo” dal degrado. Ad ogni modo, che si sia trattato di una scelta o di un errore,  il mio modesto parere è che il “Monu” abbia perso la sua magia e che fosse decisamente più bello prima, senza acciaio, senza ruggine e senza retorica.

    Gabriele Serpe 

    Foto di Daniele Orlandi

    Monumento di Quarto

    Monumento di QuartoMonumento di QuartoMonumento di QuartoMonumento di QuartoMonumento di QuartoMonumento di QuartoMonumento di Quarto

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Testimonianze ricerca azioni: i laboratori 2012 al Teatro Akropolis

    Testimonianze ricerca azioni: i laboratori 2012 al Teatro Akropolis

    teatro palcoscenicoDi seguito il programma dei laboratori Testimonianze ricerca azioni, che ogni anno il Teatro Akropolis di Genova Sestri Ponente organizza in parallelo alla sua ricca stagione di spettacoli, e che dureranno da metà marzo fino alla metà di aprile.

    Ogni laboratorio prevede un numero massimo tra i 12 e i 15 partecipanti. Per prenotarsi si può contattare Luca Donatiello al numero 329 9777850 o all’indirizzo mail laboratori@teatroakropolis.com.

    Da venerdì 16 a domenica 18 marzo: Butoh e Noguchi Taiso, a cura di Imre Thormann (danzatore e insegnante Butoh). Il laboratorio verterà sui principi che costituiscono la base del movimento e sugli aspetti emozionali dell’espressione.
    Orari: venerdì 16 dalle 16 alle 22, sabato 17 e domenica 18 dalle 10 alle 16.

    Da venerdì 23 a domenica 25 marzo: Gli ascolti – laboratorio è una cosa piccola, a cura di Claudio Morganti, che accompagnerà i partecipanti nell’acquisizione di capacità fondamentali per ogni attore: l’ascolto in scena, il movimento, l’attenzione.
    Orari: venerdì 23 dalle 18 alle 22, sabato 24 dalle 14 alle 18 e domenica 25 dalle 10 alle 14.

    Lunedì 26 e martedì 27 marzo: A caccia di fantasmi, workshop per fotografi e/o attori sullo scatto di scena in tempo reale, a cura di Laura Arlotti, Claudio Angelini e Valentina Bravetti.
    Orari: entrambe le date dalle 18 alle 23.

    Sabato 31 marzo e domenica 1 aprile: Istigare il corpo senziente, a cura di André Semenza, Fernanda Lippi e Macarena Campbell. Quest’ultima illustrerà ai partecipanti l’approccio della compagnia anglo-brasiliana Zikzira alla preparazione del “corpo senziente”, tramite la ripetizione di schemi di movimento e del loro smontaggio.
    Orari: sabato 31 dalle 14 alle 19, domenica 1 dalle 10 alle 15.

    Da martedì 17 e giovedì 19 aprile: Esercizi di teatro impuro, a cura di Marco Martinelli, fondatore per il Teatro delle Albe della “non-scuola”. Il laboratorio verterà sul lavoro dell’attore, a partire dai testi e dai monologhi contenuti nel libro Teatro impuro di Martinelli.
    Orari: entrambe le date dalle 17 alle 23.

    Marta Traverso

  • Sant’Ilario e il progetto della strada: braccio di ferro fra Comune e Istituto Marsano

    Sant’Ilario e il progetto della strada: braccio di ferro fra Comune e Istituto Marsano

    Sant'Ilario a GenovaSiamo negli anni 80, un gruppo di coltivatori e floricoltori di Sant’Ilario (48 coltivatori diretti e 40 coltivatori part time), assistiti dal Consorzio Agricolo Zona 1 di Genova, chiedono il miglioramento della viabilità con una lettera alle istituzioni in cui propongono di rendere agibili con mezzi agricoli gli itinerari segnati, migliorando l’accesso ai terreni situati in scomode posizioni, a malapena accessibili pedonalmente e con faticosi trasporti a spalle di materiali e concimi. “Gli itinerari stessi aiuterebbero gli agricoltori a salvaguardare il patrimonio di muri a secco e fasce olivicole…”, scrissero.

    L’anno successivo arriva il primo progetto firmato da ingegneri associati, una strada che ripercorre il tracciato delle mulattiere esistenti, come Via della Fossa dei Carboni, Via dei Tasso, Via superiore dei Penchi, Via Ravano, Via Poggetto di Sopra, Via della Serra di Musanega, Via Poggetto, Via Pianello, Via dei Gerolami, Via Lastrego. L’Istituto Marsano diede parere favorevole in merito alla cessione di piccole aree ai confini delle proprietà dell’Istituto per consentire l’attuazione del progetto.

    Non se ne fece nulla e nel 1993 viene presentato un secondo progetto, di poco diverso dal primo. All’Istituto giunge nuovamente una richiesta per la cessione di alcune aree e l’Istituto rinnova la sua disponibilità. Ma anche in questo caso il progetto non viene preso in considerazione dall’Amministrazione pubblica.

    Dopo anni di buio (un pallido progetto venne discusso nel 1995 durante l’amministrazione Sansa per la realizzazione di impianti meccanici di risalita, poi immediatamente abbandonato) nel 2008 l’Amministrazione Vincenzi torna alla carica sulla strada di Sant’Ilario e lo fa proponendo un progetto diverso dai precedenti, un progetto che, questa volta, trova l’opposizione decisa dell’Istituto Marsano.

    Allo stato attuale via alla Scuola di Agricoltura termina al cospetto dell’ingresso dell’Istituto Marsano, un cancello che inibisce l’accesso alle auto, esclusi alcuni abitanti della zona, ovvero quelle persone che hanno in affitto dalla scuola stessa un posto auto nel terreno di proprietà dell’Istituto all’interno di un campo sportivo.

    Il progetto, che tanto sta facendo discutere e che ha diviso gli abitanti dell’area collinare di Sant’Ilario fra oppositori e sostenitori, prevede la costruzione di una strada che attraverserebbe il piazzale antistante la scuola e, nel punto in cui l’attuale tracciato scende sino al campo sportivo, proseguirebbe in direzione  est sino al civico 12 di via del Pianello e poco oltre a ridosso del confine con il Comune di Bogliasco. Per una lunghezza totale di 445 metri e un costo che si aggirerebbe intorno al milione e mezzo. Si tratterebbe di una strada vicinale ad accesso controllato dalla scuola, nulla di diverso in questo senso rispetto ad ora.

    Quello che l’Istituto Agrario contesta, invece, è la scelta di sacrificare un’area del podere Castigliolo danneggiando una realtà rurale di rilievo. Nel giugno 2008 l’Istituto aveva promosso un appello sottoscritto da diverse famiglie: «contro il progetto per la costruzione di una nuova strada che taglierà in due il piazzale della scuola e che prevede l’abbattimento delle serre didattiche nonché la realizzazione di muri e terrapieni che distruggeranno l’attuale assetto architettonico della scuola stessa».

    Il Consiglio d’Istituto aveva anche proposto un progetto alternativo rinnovando la disponibilità a cedere quelle piccole superfici di terreno di cui si era discusso negli anni 80 e 90, un tracciato che ha come obiettivo quello di ampliare i percorsi già esistenti seguendo le curve di livello, una strada che da San Rocco giunge sino al confine con il Comune di Bogliasco (quindi in grado finalmente di servire tutto l’abitato collinare di Sant’Ilario), 1700 metri di lunghezza con i costi che però lieviterebbero sino a otto milioni e mezzo di euro.

    Il Comune ha bocciato la proposta della scuola contestandone i costi troppo elevati, la scuola non ha intenzione di fare marcia indietro e i cittadini si dividono un po’ da una parte e un po’ dall’altra. Il risultato è che i mezzi di soccorso non sono in grado di raggiungere le case dell’abitato di Sant’Ilario, le sue antichissime creuze sono troppo strette e i disagi permangono.

    In questa aggrovigliata vicenda è importante anche il ruolo giocato dalla Soprintendenza. Il Comune ci fa sapere che il progetto ha ottenuto parere positivo a condizione che vengano inseriti impianti di risalita a cremagliera rendendo così l’opera fruibile da più persone. Eh si perché, questo va detto, il tracciato così come è nel progetto del Comune potrebbe migliorare le condizioni di vita di pochi, non certo migliorerebbe la situazione della maggioranza delle abitazioni che rimarrebbero ben distanti dalla strada.

     

    Gabriele Serpe

  • Quarto, area ex Fischer: il progetto prevede un palazzo di 5 piani

    Quarto, area ex Fischer: il progetto prevede un palazzo di 5 piani

    Fabbrica ex Fischer in via Romana della Castagna a QuartoLa ex fabbrica di materiale plastico Georg Fischer s.p.a. è abbandonata da diversi anni, una costruzione di 2700 metri quadrati nel cuore antico di Quarto, precisamente al civico 20a di via Romana della Castagna, proprio sotto il cavalcavia di corso Europa per lo svincolo autostradale di Nervi.

    Si tratta di un’area che il PUC destinava a Servizi F – sottozona FF (servizi di quartiere di livello urbano o territoriale destinati a istruzione, interesse comune, verde, gioco e sport e attrezzature pubbliche di interesse generale) e che con delibera del Consiglio Comunale datata 27 settembre 2011 è diventata sottozona BB-CE (residenziale di conservazione).

    La SEI Immobiliare, società proprietaria della struttura, ha presentato nel dicembre 2010 un progetto per la realizzazione di un edificio residenziale di tipologia tradizionale sviluppato in altezza su 5 piani, suddiviso in 31 appartamenti per una superficie agibile complessiva di 3020 metri quadrati oltre ad un piano interrato che ospiterà 32 box.

    L’edificio, come espressamente richiesto dal Comune, non dovrà superare in altezza corso Europa (sarà di un metro più basso rispetto al cavalcavia) e avrà una proiezione a terra inferiore rispetto all’attuale costruzione tanto da permettere la realizzazione di un’area verde condominiale.

    Ma c’è un particolare non da poco: l’attuale costruzione confina a nord e ad est con il rio Castagna. Il rio costeggia il muraglione del cavalcavia e scende sino agli antichi truogoli di via Romana della Castagna per proseguire il suo corso sino al mare. In pratica, passerebbe proprio dietro al nuovo edificio cosa che, dopo le polemiche post alluvione, ha fatto storcere il naso a molti abitanti della zona.

    A onor del vero chi costruirà sarà obbligato a realizzare interventi di messa in sicurezza del rio come ad esempio la rimozione dei manufatti esistenti e non compatibili con il corretto regime idraulico del corso d’acqua, la sistemazione dei muri d’argine e del ponte di via Romana della Castagna dove nel Piano di Bacino erano state individuate alcune criticità. Lo stesso Piano di Bacino, però, classifica il rischio idrogeologico della zona come  “lieve” o “moderato”, definizione che ha rassicurato il Consiglio Comunale nel dare il via libera all’edificio residenziale.

    La Civica Amministrazione ha inoltre deciso di monetizzare parte degli oneri di urbanizzazione richiedendo a chi realizzerà il progetto specifiche opere di riqualificazione degli spazi pubblici siti nei pressi del lotto, come ad esempio la pavimentazione di quel tratto dell’antica via Romana e il rifacimento dell’illuminazione pubblica. Su questo punto, in data 6 maggio 2011, il Municipio Levante aveva dato parere contrario, chiedendo che tutti gli oneri di urbanizzazione fossero destinati ad opere sul territorio.

  • Quarto, belvedere Capo San Rocco: una terrazza in cemento sulla scogliera

    Quarto, belvedere Capo San Rocco: una terrazza in cemento sulla scogliera

    Capo San Rocco a Genova QuartoQuesta sera presso la US Quarto di via V Maggio viene presentato alla cittadinanza il progetto del belvedere di Capo San Rocco che prevede la realizzazione di una terrazza panoramica sul mare in uno degli angoli più affascinanti di Genova, il promontorio naturale che separa la spiaggia di Priaruggia dai bagni Europa di Quarto.

    Un’opera di cui si parla già da diversi anni, promossa dal Municipio Levante e dai cittadini di Priaruggia per riqualificare quella parte di scogliera oggi utilizzata come deposito/cimitero di barche e, purtroppo, anche come bagno pubblico per animali domestici.

    Così si legge sul sito di Massimo Alfieri, dal 2009 assessore del Municipio Levante con deleghe all’assetto del territorio, allo sviluppo economico ed al turismo: “[…] una cosa molto semplice, in pietra, in modo da non essere troppo aggredita dal salino e dai marosi che in quel punto sanno essere particolarmente potenti. Qualche panchina, una fontanella, una rampa per far accedere al terrazzamento anche da coloro che non hanno la nostra fortuna di poter camminare con le proprie gambe o per le mamme che portano in giro i loro frugoletti. Stop. Al resto ci penserà la natura, straordinaria, comprendendo alla vista dal Monte di Portofino a Boccadasse. Sono certo diventerà uno dei punti panoramici più belli di Genova.

    Il progetto prevede la realizzazione di una terrazza in cemento rivestita in pietre di Luserna, profonda 12 metri e lunga 17, un progetto interno al Comune datato 2003 che in extremis ha sostituito quello dell’architetto Francesco Salvagno a cui il Municipio Levante aveva chiesto una consulenza: “Mi era stato chiesto un progetto e gratuitamente avevo presentato delle proposte che fossero in linea con la guida programmatica del Comune – dichiara l’architetto Salvagno – poi all’improvviso è tornata in auge la vecchia proposta elaborata dai tecnici del Comune nel 2003, proposta che a mio avviso presenta non pochi punti oscuri. Non vorrei, però, che si pensasse che io abbia il dente avvelenato dopo il rifiuto del progetto, non è così. Parlo come cittadino di Quarto e, quindi, come persona direttamente interessata al belvedere di Capo San Rocco.

    L’idea di Salvagno era quella di evitare l’utilizzo del cemento preferendo un terrazzamento composto da doghe in legno per evitare un impatto eccessivo con l’ambiente circostante. Il Comune, soprattutto Aster che è chiamata a dare un parere a Tursi prima dell’approvazione dei progetti, ha preferito fare marcia indietro per gli eccessivi costi di manutenzione legati all’utilizzo del legno: “In pietra la manutenzione costa meno? Eppure l’esempio di via Montani poche curve più avanti dice il contrario, l’elemento in cemento è stato divelto dalla forza del mare e in quel caso i costi sono molto elevati, sicuramente una spesa maggiore rispetto ad una manutenzione annuale che avrebbe richiesto al massimo la sostituzione di qualche doga. E poi – prosegue l’architetto – rimanendo in tema di manutenzione… non comprendo la scelta del posizionamento dei lampioni sul margine dello sperone roccioso, proprio dove l’onda sale e ricade: saranno da rimuovere e sostituire alla prima mareggiata!

    A proposito di danni da mareggiata, viene subito da pensare alla passeggiata di Voltri, in quel caso le doghe in legno hanno immediatamente ceduto alla violenza delle onde e non sono certo mancate le polemiche… “Si è vero, però a Voltri le onde arrivano dirette, a Priaruggia invece la terrazza sorgerà su un promontorio roccioso e le onde non avrebbero impattato direttamente sulle terrazze.

    La realizzazione della terrazza costerà alle casse di Tursi circa 150.000 euro e, una volta iniziati i lavori, i tempi per l’ultimazione saranno relativamente brevi. I beati viandanti potranno godere dello spettacolo naturale posando su 4 panchine con vista a ponente e a levante e rinfrescarsi nei mesi più caldi grazie ad una fontana di acqua potabile a ridosso della strada.

    Di una cosa possiamo esser certi, capo San Rocco diventerà uno dei luoghi più frequentati della zona perchè, come ha scritto Aldo Cazzullo sulle pagine del Corriere della Sera, per i genovesi il paradiso è sempre da qualche parte nella loro città.

     

    Gabriele Serpe