Tag: progetti

  • Puc: possibile un ipermercato a Campi, i commercianti sono preoccupati

    Puc: possibile un ipermercato a Campi, i commercianti sono preoccupati

    Un emendamento al Puc, infilato di sotterfugio nell’ultimo consiglio comunale che ha sancito l’approvazione definitiva del Piano urbanistico, consente il via libera ad un ipermercato nell’area di Genova Campi, a Cornigliano, attualmente occupata dal gruppo Sogegross.
    Una marea di emendamenti, oltre 180, presentati in quella che si è trasformata in una vera e propria maratona consiliare in cui si è infilato di tutto e di più, con il risultato di cambiare le carte in tavola proprio all’ultimo minuto utile.

    Primo firmatario dell’emendamento incriminato è il capogruppo Pd, Marcello Danovaro, che difende la sua scelta “L’eventuale ipermercato sarebbe distante da tutti i negozi e non toglierebbe clienti ai negozi della vallata. Creerebbe invece delle opportunità lavorative. Inoltre stiamo  parlando solo di una regola urbanistica perché un possibile progetto dipende dalle regole regionali”.
    Non sono d’accordo due elementi del suo stesso partito che hanno votato contro, fra questi anche Gian Paolo Malatesta, responsabile del settore commercio del Pd.

    Parliamo di circa 8 mila metri quadrati che permetterebbero alla Sogegross di ampliare la propria offerta commerciale, oggi dedicata all’ingrosso, estendendola nel prossimo futuro anche alla vendita al dettaglio.

    Ma allo stato attuale la programmazione commerciale regionale non consente l’apertura di nuovi ipermercati. Per la realizzazione del progetto è dunque necessaria una revisione del piano e l’aumento della metratura disponibile per le strutture della grande distribuzione.

    È una decisione che mette definitivamente in ginocchio il tessuto commerciale dell’intera Valpolcevera – questo il commento di Andrea Dameri, direttore provinciale di Confesercenti –  rappresentato da centinaia di piccoli commercianti che già devono fare i conti con la presenza dell’ipercoop di Bolzaneto”.
    Una bocciatura senza appello da parte di Confesercenti “Ci attiveremo in ogni sede possibile per scongiurare l’applicazione di un provvedimento che, incentivando il fenomeno del turismo commerciale in zone estranee al tessuto sociale dei quartieri, deprimerà ulteriormente l’attività di quegli stessi negozi di vicinato. Attività tradizionali che, al contrario, meriterebbero di essere tutelate nell’interesse stesso di una città policentrica qual è Genova”.

     

    Matteo Quadrone

  • Tredinotte, reading di racconti e poesie giovani al Milk Club

    Tredinotte, reading di racconti e poesie giovani al Milk Club

    tredinotteSiete curiosi di scoprire quanto è florido il panorama culturale ligure? Alla faccia dei soliti nomi noti della cultura e di chi pensa che di questi tempi i giovani sanno darsi una mossa solo quando c’è da manifestare contro crisi e precariato, ecco la dimostrazione che quando c’è una passione si può superare ogni barriera.

    È il caso di un gruppo di giovani savonesi, amici dai tempi del liceo e accomunati dalla passione per la scrittura: insieme hanno fondato nell’estate 2010 TreDiNotte, una rivista underground free press in cui si pubblicano racconti e poesie.

    Ecco cosa si legge nel primo editoriale: «Avete mai provato a rollarvi una sigaretta in pubblico? Vi sentite osservati: i vecchi vi guardano, ma fanno finta di non vedervi per il sospetto che stiate facendo qualcosa di illegale e che siate delle teppe. Beh, noi, quando pubblichiamo, ci sentiamo davvero così, osservati ma ignorati, come i tossici nei giardini pubblici che tutti li vedono ma nessuno li guarda».

    Se avete voglia di conoscere da vicino i protagonisti di TreDiNotte e scoprire i testi che amano pubblicare, il loro primo reading genovese si terrà al Milk Club (centro storico, via Mura delle Grazie 25) venerdì 9 dicembre, ore 22.

    Marta Traverso

  • Terzo Valico, il punto di Claudio Burlando: a gennaio apre il cantiere

    Terzo Valico, il punto di Claudio Burlando: a gennaio apre il cantiere

    Il giorno prima delle dimissioni di Silvio Berlusconi, il governo aveva finanziato il primo lotto di 600 milioni di euro per la realizzazione del Terzo Valico, conseguentemente Cociv e Rfi hanno firmato il contratto per l’avvio del cantiere.

    Il tanto atteso/discusso Terzo Valico del “Corridoio 24” (asse ferroviario Lione/Genova – Basilea – Duisburg – Rotterdam/Anversa), ha avuto questa mattina un’ulteriore “benedizione”, quella del presidente del consiglio Mario Monti che in sede Cipe ha sbloccato risorse per 1,2 miliardi di euro per il secondo lotto dei lavori del valico ferroviario Genova-Milano.

    “Siamo a un miliardo e 800 milioni di fondi – ha dichiarato oggi il presidente della Regione Claudio Burlando – pari ad un terzo del necessario, in pratica siamo molto avanti nel finanziamento e si può partire con i lavori. Il contratto firmato da Cociv e Rfi non è ancora quello definitivo perché manca il pieno accordo degli Enti locali e Autorità portuale sui cantieri, il trasporto e lo smaltimento dello smarino. Abbiamo già previsto di affrontare tali questioni con enti locali, Cociv e Autorità portuale e pensiamo di concludere questa fase prima delle vacanze di Natale. In quel caso agennaio potrebbe partire il cantiere.”

    “Con il finanziamento del Terzo Valico – ha aggiunto Burlando – si è avviata finalmente la stagione in cui riusciremo a mettere a posto le infrastrutture liguri. Infatti è in corso il raddoppio della linea del ponente, manca solo il tratto Finale – Andora per completare la risistemazione della linea ferroviaria ligure diretta in Francia. A questo si aggiunge il lavoro in corso per l’installazione dei binari a servizio del terminal di Sampierdarena che si raccorda con le opere per la nuova strada a mare che interviene anche sulla zona del Campasso e sulla Valpolcevera.”

    “L’auspicio è che si creino le condizioni perché ritorni economicamente positivo il trasporto su ferro. Se questo comparto si riorganizza si aprono prospettive molto interessanti con un volume di traffico di 7/8 milioni di teu”, ha concluso Burlando.

     

  • Mattador: un concorso gratuito per aspiranti sceneggiatori

    Mattador: un concorso gratuito per aspiranti sceneggiatori

    sceneggiatura Nel 2009 a Trieste un ragazzo è morto di leucemia. Si chiamava Matteo e stava studiando per diventare uno sceneggiatore. Da allora in suo onore viene indetto ogni anno un bando di concorso per sceneggiatori under 30, organizzato dall’associazione Mattador.

    Il concorso è rivolto a sceneggiatori italiani e stranieri, che possono presentarsi con un soggetto o una sceneggiatura per lungometraggio: l’unico requisito per i partecipanti è l’età, in quanto dovranno avere più di 16 anni e rispettivamente meno di 30 (categoria sceneggiatura) o meno di 23 (categoria soggetto).

    Ogni partecipante può presentare una sola opera per ciascuna delle due sezioni, che dovrà essere in lingua italiana, inedita e a tema libero. La sceneggiatura dovrà essere compresa tra le 80 e le 100 pagine, il soggetto tra le 5 e le 15 pagine.

    I lavori e la scheda di iscrizione (scaricabile dal sito del concorso) potranno essere inviati su cd entro il 15 aprile 2012 al seguente indirizzo:
    PREMIO MATTADOR 2011/2012
    CASELLA POSTALE 1392
    UFFICIO POSTALE TRIESTE 3
    Piazza Verdi 2 – 34100 Trieste

    In palio ci sono 5.000 Eu per la migliore sceneggiatura e 1.500 Eu per il miglior soggetto. I due vincitori saranno seguiti da un gruppo di tutor professionisti in un percorso formativo, allo scopo di sviluppare i loro elaborati.

    Marta Traverso

  • Saluti da Genova: concorso per cartoline a favore degli alluvionati

    Saluti da Genova: concorso per cartoline a favore degli alluvionati

    Dal 18 dicembre 2011 al 18 gennaio 2012 allo saluti da genova Spazio della Volta di piazza Cattaneo una mostra intitolata Saluti da Genova, che ospiterà le opere d’arte figurativa (grafica, pittura, fotografia, disegno, arte digitale) partecipanti al concorso indetto dall’associazione ART Commission a sostegno delle vittime dell’alluvione del 4 novembre.

    Possono partecipare fotografi, pittori e grafici senza limiti di età e di nazionalità. Le opere dovranno avere la dimensione massima di 30 x 40 cm cornice compresa ed essere munite di attaccaglia. Potranno essere inviate fino a due opere insieme alla domanda di partecipazione e alla ricevuta di versamento della quota di partecipazione all’indirizzo mail artcommission.genova@gmail.com entro il 13 dicembre 2011.

    Tutte le opere presentate verranno esposte nella mostra, pubblicate on line sul sito di SpaziodellaVolta e sulla pagina Facebook di ART Commission. Tramite questi canali saranno votate dai visitatori per scegliere un’immagine simbolica della città che sarà poi riprodotta su una cartolina con tiratura di 20.000 copie, messa in vendita online in tutto il mondo al prezzo di 3 Eu ciascuna.

    Il ricavato sarà destinato interamente alle persone colpite dall’alluvione.

    Sono escluse dal concorso foto scattate in occasione dell’alluvione.

    Per maggiori informazioni è possibile contattare direttamente l’Associazione al numero 347 9300692.

    Marta Traverso

  • Rifiuti cosmici: una discarica nello spazio per satelliti in disuso

    Rifiuti cosmici: una discarica nello spazio per satelliti in disuso

    L'universoAnche i rifiuti spaziali hanno un loro cimitero ovvero una “discarica a cielo aperto” dove, in mancanza di un galattico inceneritore, vengono parcheggiati tutti i corpi rotanti ormai desueti che, esaurita la loro vita, potrebbero rappresentare un serio pericolo sia per le nostre teste che per scontri frontali con altre entità spaziali.

    Sono 22mila i rottami cosmici che gravitano sopra di noi ed hanno, già, creato qualche serio allarme di collisione come quello occorso, l’estate scorsa, alla Stazione Spaziale Internazionale che si è vista sfiorare da un “proiettile” lanciato alla velocità di 7,5 km al secondo. Non proprio un gioco da Luna Park che ha confinato, per 30 minuti, l’equipaggio nelle capsule Soyuz di emergenza.

    Paragonabile ad una necessaria “raccolta differenziata”, si è deciso di creare una necropoli, su un’orbita sita a circa 25mila km di altezza, dove i relitti astrali possano godersi il meritato riposo eterno.

    Tutto ciò è attuabile, solo, con satelliti, vetusti ma ancora rispondenti, a cui impartire un comando da terra con le coordinate per la nuova orbita. Il problema più impellente, però, è rappresentato da quell’insieme, tra satelliti e scorie di vario genere ivi comprese le polveri che data la loro elevatissima velocità sono assimilabili a veri proiettili, che orbitano ad un’altezza tra i 200 e 600km.

    Qui il traffico si fa caotico e il pericolo di collisioni è all’ordine del giorno, il che potrebbe innescare una reazione a catena, la cosiddetta Sindrome di Kessler, con incremento esponenziale del volume dei detriti stessi e quindi del rischio di ulteriori impatti. Non solo, questa è la zona che più incrementa la caduta di oggetti volanti, magari grandi come autobus, come riportato dai recenti fatti di cronaca.

    Sono state proposte alcune soluzioni, talora molto stravaganti tra le quali quella di utilizzare speciali raccoglitori magnetici, novelli operatori ecologici dello spazio, o come il progetto della compagnia giapponese Nitto Seimo che prevede l’uso di vere e proprie reti, per una pesca d’altura veramente originale (l’Agenzia spaziale gisapponese ha annunciato per il 2014 il lancio in orbita con il satellite della prima rete…) ed ancora perchè non pensare ad una specie di caccia alla balena con sistemi di aggancio quali arpioni per recuperare i materiali in circolo e rilanciarli verso orbite più alte o verso la Terra sperando che l’inceneritore biologico dell’attrito li polverizzi prima che atterrino sul terrazzino di casa.

    Il problema tuttora sussiste e si è ancora lontani da possibili soluzioni anche perchè le strategie da adottare sono complicate da pastoie legali che obbligano i vari Paesi a recuperare solo oggetti di loro pertinenza, molti dei quali legati allo spionaggio industriale e militare, atavico retaggio della Guerra Fredda.

    Per adesso l’unico rimedio sono i tanti occhi telescopici che osservano lo spazio come quello attivato recentemente (Space Surveillance Telescope) e pregare che quello che scende dal cielo sia solo pioggia.

    Adriana Morando

  • No impact day: un giorno di ordinaria vita sostenibile

    No impact day: un giorno di ordinaria vita sostenibile

    no impact day 2011Abbandonare l’auto e spostarsi con i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta; chiudere l’acqua mentre ci si lava i denti o ci si insapona sotto la doccia; spegnere la luce se si va in un’altra stanza; dividere tutti i rifiuti per fare la raccolta differenziata. E così via.

    Sono pratiche che molti già adottano nella loro vita quotidiana, ma che per molti altri diventano abitudini pesanti da consolidare. Fare tutto questo per un solo giorno è tuttavia un sacrificio accettabile, nonché magari l’inizio di un nuovo stile di vita più all’insegna della sostenibilità.

    È questo lo scopo del No Impact Day, un progetto lanciato dalla casa editrice Macroticonzero e dal webmagazine Il Cambiamento. L’idea nasce dalla radicale scelta di vita del giornalista Colin Beavan, che ha scelto di dimostrare che anche a Manhattan si può vivere a impatto zero e documenta il tutto ogni giorno sul suo blog, chiamato appunto No impact man.

    Come partecipare? È sufficiente inviare entro il 31 dicembre – tramite l’area Partecipa sul sito ufficiale del progetto – tutto il materiale che documenta l’aver vissuto a impatto zero per un giorno: può trattarsi di un articolo (max 8.000 battute, con possibilità di allegare foto) o un video (max 10 minuti). I contributi migliori saranno pubblicati sul sito e in seguito verranno raccolti rispettivamente in un ebook e in un lungometraggio.

    Marta Traverso

  • Nuovo Piano Urbanistico Comunale, presentato oggi a Tursi

    Nuovo Piano Urbanistico Comunale, presentato oggi a Tursi

    Genova oggi, Genova domani - PUCPresentazione ufficiale del progetto preliminare del nuovo PUC, oggi pomeriggio in Sala Rossa a Palazzo Tursi. Discussione che proseguirà nella prossima seduta del Consiglio, martedì 6 e forse per la definitiva adozione del progetto sarà necessario un’ulteriore seduta.

    In apertura dei lavori il Sindaco, Marta Vincenzi, ha voluto ricordare il percorso lungo e articolato che ci ha condotto fino a qui.
    Tra il 2007-2008 l’individuazione degli elementi strategici attorno ai quali la città sarebbe stata chiamata a decidere sul proprio futuro grazie al confronto con città europee dalle caratteristiche simili, città portuali che hanno vissuto una radicale trasformazione post industriale e che si pongono l’obiettivo di uno sviluppo sostenibile; nel febbraio 2009 una delibera consiliare recepì il primo quaderno di Urban Lab e il documento degli obiettivi, le famose 10 regole d’oro, fra le quali spiccano l’indicazione di “costruire sul costruito”, l’individuazione di una linea verde e di una linea blu, la volontà di realizzare una città d’accesso capace di relazionarsi al meglio con l’esterno. Infine tra gennaio e luglio 2011 è iniziato un percorso di partecipazione che ha promosso numerosi incontri con gli interlocutori del territorio, con la presenza fondamentale dei Municipi.

    “La proposta che presentiamo oggi è decisamente migliore rispetto al primo dibattito in commissione”, sottolinea il Sindaco. Una proposta che comunque contiene la previsione che nel regime di salvaguardia – sempre presente nei piani urbanistici – si debba procedere all’adozione di varianti di allineamento.
    Il concetto di fondo è “Cambiare durante l’elaborazione ma non fermarsi”. Quindi un work in progress, un metodo di confronto continuo che presenta diverse difficoltà.
    La scelta di aprire subito il percorso di partecipazione è una scelta politica – ribadisce la Vincenzi – e il risultato odierno è frutto del confronto con decine di soggetti diversi”.

    Successivamente il Sindaco è passato ad esporre alcuni nodi cruciali, un tentativo di risposta diretta alle polemiche uscite a mezzo stampa in questi giorni.
    Per quanto riguarda Fincantieri la possibilità di cambiamento per queste aree è subordinata al tanto sospirato ribaltamento a mare dello stabilimento e alla conseguente liberazione di alcune aree.
    “Nell’ultima versione abbiamo ritenuto di indicare alcune funzioni complementari (industria, artigianato, attività commerciali) conservando comunque l’idea iniziale di un parco urbano – spiega la Vincenzi – Ma il ribaltamento a mare resta prioritario perché noi vogliamo che a Sestri Ponente si continuino a costruire navi”.

    La domanda fondamentale a cui il Puc è tenuto a rispondere è come riuscire a mediare con efficacia il conflitto tra l’abitare e il produrre all’interno della città. E in questo senso si registrano notevoli cambiamenti.
    Con il Puc attualmente vigente infatti un proprietario di un edificio industriale dismesso poteva realizzare una riconversione – da ex fabbrica a residenze – in due modi: attraverso la demolizione e la ricostruzione nello stesso sito; oppure demolendo il fabbricato e trasferendo la superficie agibile in un’altra area sempre nel tessuto urbano, riconvertendo la funzione (nel limite del 70%).
    Grazie alla variante del 2009 il trasferimento della superficie agibile rimane possibile ma si è cercato di porre un freno, delimitando le zone destinate alla riqualificazione.
    Con il nuovo Puc invece, fermo restando la liceità della demolizione in loco, resta attuabile il trasferimento di superficie agibile all’interno del tessuto urbano, ma la funzione non si potrà più convertire. Il trasferimento viene limitato a specifici ambiti “Previa verifica dell’interesse pubblico – precisa Vincenzi – e non in maniera indiscriminata”. Quindi verranno favoriti i soggetti privati che intendono realizzare dei servizi pubblici. Solo nel caso di una superficie agibile residenziale è consentita la realizzazione residenziale in altri ambiti.

    Per quel che concerne il presunto ampliamento delle superfici destinate a nuovi centri commerciali, il Sindaco ha sottolineato come sia un’affermazione falsa perché ad esempio per l’area delle ex Fonderie Ansaldo a Multedo – ormai destinata a funzioni commerciali vista la sentenza del Tar a favore di Panorama spa – il nuovo piano riduce da 12 mila a 7 mila metri quadrati gli spazi disponibili. Per le grandi strutture di vendita di generi alimentari sono previsti 2500 metri quadrati, per le grandi strutture di vendita di generi non alimentari, 7 mila 700 metri quadrati (da cui bisogna sottrarre le aree richieste da Ikea).

    Inoltre visti i drammatici eventi alluvionali che hanno interessato Genova, il Sindaco ha voluto ricordare come “Ogni nuovo intervento di trasformazione urbanistica dovrà portare ad un miglioramento del livello di efficienza idraulica. E i piani di bacino saranno il punto di riferimento”.

    Infine tra le funzioni ammesse, i parcheggi privati verranno considerati una categoria a sé e sarà possibile realizzarli solo su aree impermeabilizzate.

    Matteo Quadrone

  • Museo del jazz, cercasi nuova sede per i prossimi concerti

    Museo del jazz, cercasi nuova sede per i prossimi concerti

    museo del jazzIl jazz è di casa a Genova: sono molti i locali della nostra città che ospitano concerti dedicati al meglio di questo genere musicale, attirando ogni sera decine di spettatori. Tanto che proprio a Genova – a due passi dal centro, in via Tomaso Reggio – è presente da ormai molti anni un Museo del Jazz.

    Uno spazio piccolo, ma che negli anni ha organizzato molte attività per promuovere la buona musica. Ora però non basta.

    Lunedì scorso, nel corso del XII Memorial Dagnino al Teatro della Corte (concerto dedicato alla memoria di Gianni Dagnino, a cui è intitolato il museo), il presidente del Museo e della FOndazione Dagnigno ha lanciato un appello: «Abbiamo un progetto che potrebbe attirare a Genova tanti appassionati. Ci mancano solo i locali. Il Museo del Jazz ha un’unica sala. Troppo poco per quello che vogliamo e possiamo fare».

    Un appello che evidenzia un problema già (purtroppo) noto alla nostra città, quello degli spazi: la fondazione necessita di una sede più grande per ampliare il suo programma di corsi, concerti e iniziative. C’è da augurarsi che la Civica Amministrazione, le istituzioni o qualche buon samaritano raccolgano questo appello per sostenere chi contribuisce a rendere fertile il panorama musicale cittadino.

    Marta Traverso

  • Corsi di cucito a Genova: nel centro storico nasce Dietro le quinte

    Corsi di cucito a Genova: nel centro storico nasce Dietro le quinte

    cucitoIl fai da te ormai non è più solo un hobby: in questi tempi di crisi in cui bisogna stringere i denti e allentare i consumi, produrre da sé quanto serve per vivere è diventato quasi una vocazione.

    Non tutti però sono nati con una naturale predispozione ai fornelli, al cucito o al bricolage. Proprio per questo spuntano come funghi corsi che insegnano i rudimenti dell’arte di arrangiarsi.

    Ultimo in ordine di tempo è un atelier che ha da poco inaugurato nel centro storico di Genova, in via David Chiossone: a Dietro le quinte due donne con alle spalle esperienze di lavoro nella moda milanese – Rossana Pagliarini e sua figlia – hanno aperto un centro per mostrare (e vendere, of course) le loro opere e organizzare lezioni di cucito di due ore ciascuna, che spaziano da com’è fatta una macchina per cucire a tutti i segreti per realizzare stoffe perfette.

    Insomma, se non avete ancora deciso cosa regalarvi per Natale, perché non lasciate perdere i soliti cesti alimentari o confezioni regalo da profumeria e optate per una serie di lezioni utili e divertenti?

    Marta Traverso

  • Miralanza: un passo avanti verso la riqualificazione

    Miralanza: un passo avanti verso la riqualificazione

     

    L’ultimo atto della lunga telenovela sull’area industriale ex Miralanza a Teglia, potrebbe essersi consumato un paio di giorni fa a Palazzo Tursi.

    Il 22 novembre infatti il Consiglio Comunale ha approvato l’assenso all’accordo di pianificazione per adeguare gli strumenti urbanistici alla riqualificazione dell’ex Miralanza.

    In pratica questo accordo, dopo il necessario assenso degli altri soggetti coinvolti, andrà a modificare quello risalente al 2003 fra Regione Comune e Asl 3 che prevedeva di destinare l’area all’ospedale di vallata per il Ponente e la Valpolcevera. Perché è proprio questo l’ostacolo che, almeno negli ultimi anni, ha impedito di presentare un progetto per recuperare gli spazi della ex fabbrica di detersivi.

    Nel 2009 però gli scenari sono mutati e la Regione ha individuato Villa Bombrini a Cornigliano come sede del nuovo ospedale del Ponente.

    Il Comune a quel punto ha cominciato a pensare a come recuperare l’area. Parliamo di 36 mila metri quadrati di assoluto degrado, proprietà di un fondo immobiliare, Pegaso Re, gestito da Fondamenta sgr.

    Nel 2010, un concorso di giovani architetti, Europan 10, cofinanziato dall’amministrazione comunale, propose un progetto di recupero per i siti di Begato- Diamante e l’area ex Miralanza. Le adesioni furono moltissime da tutta Europa, 41 i lavori pervenuti e numerosi quelli menzionati come meritevoli. E forse di quell’esperienza sarebbe utile recuperare alcuni spunti.

    Oggi il progetto di riqualificazione, che ha preso forma in linea con le previsioni del nuovo PUC, prevede la realizzazione di circa 250 appartamenti, negozi, parcheggi, una piastra sanitaria e una nuova fermata della ferrovia metropolitana.

    Una quota degli alloggi sarà destinata alle fasce sociali più deboli. C’è da sottolineare però che non si dovrebbe trattare di vera e propria Edilizia Residenziale Pubblica ma piuttosto di edilizia sociale a canone moderato. E forse in questo senso si poteva fare qualcosa di più.

    La Valpolcevera attende con impazienza soprattutto la piastra ambulatoriale vista la carenza di servizi sanitari sul territorio. Ma anche la stazione metropolitana è un decisivo passo avanti per migliorare i collegamenti in una zona, quella di Teglia, da sempre tagliata fuori dal trasporto pubblico.

    Mentre per quanto riguarda i volumi commerciali sono emerse le perplessità dei residenti che chiedono un’attenta verifica sulla possibilità di realizzare strutture di medie e grandi dimensioni, già ampiamente presenti in zona.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Milano apre la prima biblioteca sul tema della disabilità

    Milano apre la prima biblioteca sul tema della disabilità

    bibliotecaUna biblioteca e mediateca che contiene solo opere sul tema della disabilità: questo l’ambizioso progetto messo in atto dalla Lega per i diritti delle persone con disabilità, che proprio in questi giorni ha inaugurato la struttura nella sua sede di Milano (via Livigno, 2).

    L’associazione è attiva dagli anni Ottanta con una Mediateca, considerata la più grande raccolta europea di materiale audiovisivo e multimediale su questo tema, alla quale – grazie al contributo della Regione Lombardia – riesce oggi ad affiancare una sezione interamente dedicata alla narrativa.

    Scopo del progetto è avvicinare la gente comune alla disabilità tramite la voce a chi con essa convive ogni giorno.

    Si tratta di un progetto ancora in fase embrionale, a cui tutti sono chiamati a partecipare. Sono due le azioni che è possibile fare per contribuire:

    1- segnalare libri sul tema della disabilità e non ancora presenti nel catalogo. A oggi i testi della biblioteca sono un centinaio, divisi tra racconti brevi e romanzi e con un occhio di riguardo alla narrativa per l’infanzia.

    2- recensire testi del catalogo. Le recensioni potranno essere inviate all’indirizzo mediateca@ledha.it e saranno pubblicate sulla testata online dell’associazione.

    Per prendere in prestito i volumi basta registrarsi gratuitamente al sito, mentre i libri dovranno essere ritirati di persona presso la  sede dell’associazione.

    Marta Traverso

  • Dannato silenzio: un video contro la violenza sulle donne

    Dannato silenzio: un video contro la violenza sulle donne

    video dannato silenzio Trentadue donne genovesi, di età e professioni diverse, tutte accomunate da uno sfondo bianco, la scritta Dannato silenzio e una striscia nera a coprire la bocca. Su quella striscia, le statistiche che purtroppo tutti conosciamo sulle cause di violenza e morte per molte donne italiane.

    Tutto questo è Dannato silenzio, un video voluto e realizzato dalla Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale – in collaborazione con il Campus Città Digitale del Comune di Genova – per la ricorrenza di oggi, la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.

    Un evento che si associa a un’altra iniziativa per sensibilizzare su questo tema così delicato: proprio in questi giorni l’attrice Marina Massironi è in scena al Teatro Modena di Sampierdarena con uno spettacolo che tratta questo tema delicato, La donna che sbatteva nelle porte.

    Marta Traverso

  • Fake out!: una web serie tv made in Genova

    Fake out!: una web serie tv made in Genova

    fake outDa quando è arrivato YouTube tutti gli artisti hanno scoperto un terreno più che fertile per farsi conoscere: cantanti, performer, attori e così via possono caricare gratuitamente filmati per mostrare all’etere il loro talento.

    Non solo: spuntano come funghi anche registi e sceneggiatori che creano intere opere da diffondere via YouTube. Con il contemporeaneo sviluppo delle web tv, nascono veri e propri format televisivi realizzati a costo zero.

    La Liguria in questo senso ha all’attivo diversi progetti, a partire dalla sitcom Fessbuc che prendeva in giro il popolare social network. Da qualche settimana quattro ragazzi di Andora – Alessio Vandini, Manuele Ascheri, Luca Zerbone e Dario Guardone – hanno realizzato le prime puntate di Fake Out!, web serie tv distribuita via YouTube in pillole da dieci minuti l’una.

    Il quartetto si occupa di tutto: sceneggiatura, riprese, montaggio, e recitano pure. La prima puntata è già online, mentre prossimamente sono in arrivo i video del backstage e dei prossimi episodi.

    In bocca al lupo!

    Marta Traverso

  • Regali di Natale: artisti e creativi, fatevi avanti

    Regali di Natale: artisti e creativi, fatevi avanti

    Natale regaliSarà il rifiuto del consumismo sfrenato e della globalizzazione, sarà che la crisi economica ci ha resi tutti più attenti a ciò che compriamo, fatto sta che negli ultimi tempi si sta riscoprendo il valore dei prodotti fatti a mano, della creatività, del pezzo unico realizzato in modo artigianale.

    Al tempo stesso, complice la crescente difficoltà nel trovare e mantenere un lavoro, molti artisti di questo ambito hanno scelto di trasformare la passione per l’hand-made in una professione, e di provare a vivere grazie alla vendita delle loro opere.

    Mettiamo insieme queste due realtà e ne esce fuori un business: già, perché in supporto a tutto questo sono nati diversi siti web che offrono agli artisti una vetrina virtuale in cui mostrare e vendere le proprie creazioni. Fra queste c’è Gli Artigianauti, che in vista del Natale ha scelto di mettere a disposizione il proprio sito a chiunque voglia suggerire regali creativi, originali e fatti a mano: bijoux, addobbi natalizi, abbigliamento, articoli per la casa, giocattoli e così via.

    Gli artisti hanno a disposizione uno spazio web in cui dare visibilità alle proprie opere ed essere contattati da potenziali clienti. Chi è stanco dei soliti regali avrà modo di sfogliare un vero e proprio catalogo di prodotti artigianali e al tempo stesso sostenere il lavoro e la creatività di tanti artisti, giovani ma non solo.

    Per candidarsi è necessario compilare un modulo sul sito web de Gli Artigianauti e attendere che le proprie opere vengano valutate dallo staff: gli artisti selezionati dovranno pagare una piccola quota per avere a disposizione tutti i servizi offerti dal sito.

    Affrettatevi, perché le candidature si possono inviare entro e non oltre sabato 26 novembre.

    Marta Traverso