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  • Progetto Yepp a Cornigliano, le attività in programma per il nuovo anno

    Progetto Yepp a Cornigliano, le attività in programma per il nuovo anno

    Cornigliano
    Promosso in Italia dalla fondazione piemontese Compagnia di San Paolo, il progetto YEPP approda prima in Piemonte (dal 2003 a Torino Mirafiori, Porta Palazzo, Falchera, poi nelle Langhe e nel cuneese) e è arrivato in Liguria nel 2007. Quattro i siti principali nella nostra regione: oltre a Cornigliano, nello spezzino e nel savonese, ad Albenga e Loano. L’esperienza di Genova fa parte della cosiddetta fase 2 di YEPP, ovvero di “diffusione e replicabilità”, dopo la fase di sperimentazione avviata nel 2001. Peculiarità del progetto è quella di essere realizzata sempre in aree geograficamente limitate, in modo da essere più efficace. Oggi l’iniziativa coinvolge, oltre ai giovani del quartiere, 15 associazioni del Ponente: Gruppo temporaneo di lavoro per la trasformazione delle aree ex-acciaieria ILVA, Compagnia teatrale Waltersteiner, Circolo Merlino Scacchi Ponente, Fondazione Sorriso Francescano, Comitato Genitori e Anziani Campi, Associazione La Stanza, Cooperativa Incontro – CELTorretta, Consorzio soc. Agorà – Educativa Territoriale Medio Ponente, Connsorzio Soc. Agorà – AGA Ponente, Associazione ARCI Genova (ora fuoriuscita), ARCI Uguaglianza, Associazione Arciragazzi, Gruppo Scout Genova 56, Associazione italo- latino americana “Fratelli nel Mondo”, Polisportiva Cornigliano ’79, Associazione “Oltre Frontiere”. Si tratta di associazioni diversamente attive sul territorio: dall’organizzazione di concerti, all’attività didattica, tutte cercano di promuovere la solidarietà e l’integrazione.

    Continuano con successo le attività di Yepp (Youth Empowerment Partnership Programme), il progetto di “sviluppo di comunità” attuato dai giovani per il rilancio e la riqualificazione delle aree urbane degradate che a Genova è attivo dal 2007 a Cornigliano.

    I precedenti progetti e i piani operativi (che vi avevamo raccontanto dettagliatamente qualche tempo fa) hanno ottenuto ottimi riscontri e coinvolto tantissimi giovani provenienti dal quartiere di Cornigliano e non solo, grazie a numerose attività.

    Nello specifico, nel 2013 si sono realizzati laboratori di espressione musicale, un festival della musica rap e hip-hip, la gestione di uno spazio pubblico nel parco di Valletta Rio San Pietro per la realizzazione di un orto sinergico, la gestione di un laboratorio permanente di TV multimediale denominato TANK TV, l’offerta  di percorsi formativi in collaborazione con gli altri  siti YEPP europei di sperimentazione di nuove tecniche video, la gestione di uno spazio denominato il Villaggio di YEPP presso l’Infopoint di Cornigliano per la libera aggregazione dei ragazzi del quartiere e la progettazione di attività ludiche e culturali.

    Tutto queste iniziative hanno mobilitato tra i 50 e 60 ragazzi del quartiere di età compresa tra i 13 e i 20 anni e oltre 300 ragazzi provenienti da un bacino territoriale più ampio.

    Nel 2014 le attività proseguiranno. Il nuovo piano operativo 2013-2014 vuole dare continuità ai progetti che hanno ottenuto buoni riscontri come Cornigliano Monamour, Villaggio di Yepp, Tank Tv, e aprirsi  all’innovazione per aumentare sempre più le occasioni e il lavoro per i giovani.

    Per quest’ultimo punto ci si concentrerà su Valletta Rio San Pietro e sulle azioni formative La Valletta dei Talenti, con l’intento di avvicinare i giovani alle esperienze lavorative e cercando di trasmettere competenze tecniche spendibili in termini di curriculum.

    Inoltre, inizierà il percorso Gruppo di supporto giovani, con dieci soggetti già coinvolti in Yepp chiamati a costruire un piano operativo con azioni di advocacy, che è uno dei principi cardini dell’intero progetto.

  • PechaKucha Night #7: bando per le industrie creative in Liguria

    PechaKucha Night #7: bando per le industrie creative in Liguria

    arti-visive-installazioni-arte-creativita-RMDopo il successo ottenuto dalle edizioni precedenti, nell’autunno è in arrivo un nuovo appuntamento con PechaKucha Night, la rassegna nata con lo scopo di mettere in luce i progetti creativi e innovativi della città.

    In questa settima edizione, il bando è rivolto al mondo delle start-up, dell’imprenditoria giovanile e della cooperazione, professionisti, freelancer, designer, programmatori, scienziati, architetti, scrittori, videomaker, chiunque abbia un’idea di business che voglia presentare o espandere, un progetto creativo o professionale che voglia condividere o far conoscere.

    Il format prevede come sempre un power point con 20 immagini e 20 secondi per ogni immagine, in totale quindi 6 minuti e 40 secondi per ogni partecipante.

    Per partecipare, è necessario scaricare la scheda e il format di presentazione Power Point a questo link e inviare entro le ore 24 di sabato 2 novembre all’indirizzo pkn.genova@gmail.com i seguenti  la scheda di partecipazione, in italiano e in inglese, 7 slide di presentazione del progetto di cui almeno 1 rappresentativa del progetto, foto o logo.

    I selezionati parteciperanno poi alla serata PechaKucha Night in programma giovedì 21 novembre presso La Claque in Agorà.

    [Foto Roberto Manzoli]

  • A scuola di paesaggio, il Fai lancia un nuovo progetto didattico per le scuole

    A scuola di paesaggio, il Fai lancia un nuovo progetto didattico per le scuole

    denver-cielo-tramonto-DIIl Fondo Ambiente Italiano propone per l’anno scolastico 2013/2014 il nuovo progetto A scuola di paesaggio, dedicato alle scuole di ogni ordine e grado e alle loro famiglie.

    Si tratta di un percorso formativo, in collaborazione con Ferrero, nato per avvicinare e sensibilizzare gli studenti al tema della tutela del paesaggio, con lo scopo  di invitare i ragazzi a “vivere” il paesaggio, a considerare che esso non è solo da studiare, da guardare, da usare, ma soprattutto da tutelare e difendere.

    Il progetto diventa quindi l’occasione concreta per un’assunzione di responsabilità e permette di perseguire l’obiettivo formativo dell’educazione a una cittadinanza attiva e consapevole.

    Nel corso dell’anno, verranno organizzati incontri di formazione per dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine per approfondire alcune tematiche legate alla tutela del paesaggio italiano; percorsi didattici e il concorso nazionale Guarda dove FAI per coinvolgere le classi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado nella scoperta del proprio territorio; dei torneo del paesaggio, cioè delle gare di cultura a squadre per coinvolgere gli studenti della scuola secondaria di II grado nello studio del paesaggio italiano; degli incontri-approfondimento riservati alle classi iscritte FAI della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria.

    Per maggiori informazioni sui progetti, si può visitare il sito faiscuola.it

     

    [Foto Diego Arbore]

     

    A scuola di paesaggio Fai

  • Teatro alla carta, cena e monologhi al teatro di Campopisano

    Teatro alla carta, cena e monologhi al teatro di Campopisano

    Teatro alla cartaVenerdì 25 ottobre il teatro di Campopisano nel centro storico genovese ospita un nuovo appuntamento con il Teatro alla Carta, un progetto che abbina le cene agli spettacoli, in scena monologhi e dialoghi tratti da film famosi, da degustare su ordinazione durante la cena e interpretati dagli attori Federica Ruggero e Federico Giani direttamente ai tavoli.

    Il progetto si ispira al Theater am Tisch (teatro ai tavoli) in voga a Berlino e già in Italia dal 2011 grazie a ComunicaMente e Gheroartè, due associazioni cultural teatrali di Milano; in Liguria viene proposto da PubbliCare in collaborazione con la scuola di recitazione LiguriAttori di Federica Ruggero

    Dopo un primo ciclo di serate dedicate ai film d’amore, il Teatro alla Carta propone un copione dedicato ai film cult: durante la cena la possibilità di ordinare scene tratte da film famosi come Pulp fiction, C’era una volta in America, Il miglio verde, Le parole che non ti ho detto, Kill Bill, Il grande dittatore, Ogni maledetta domenica, Il silenzio degli innocenti, Blade Runner, Bianco Rosso e Verdone– al costo di 1,2,3 euro a persona.

    Per la serata è previsto un menù particolare al costo di € 29 con inclusa recitazione al tavolo di due dialoghi o monologhi a scelta, che include millefoglie di verdure con crostino di caprino, pansotti ai gamberi in salsa di datterini e basilico, croccante di salmone alla crema di basilico, tiramisù ai cachi, un quarto di vino bianco o rosso o bibita, acqua e caffè.
    Appuntamento alle ore 20 nel locale di Vico di Campopisano, per prenotare il numero di telefono è 010 2511829

  • Sestiere della Maddalena, un evento per dire no all’illegalità

    Sestiere della Maddalena, un evento per dire no all’illegalità

    Pavimentazione nel Centro StoricoSabato 26 ottobre nel Sestiere della Maddalena va in scena lo spettacolo Vedo, Sento e Parlo, un progetto nato grazie a studenti degli istituti superiori e universitari di Palermo e Reggio Calabria, riuniti nelle associazioni Acunamatata Onlus (Palermo), Associazione Culturale Ziggurat (Palermo), Associazione Culturale Antigone (Reggio Calabria), Museo della Ndrangheta (Reggio Calabria) con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.

    Uno spettacolo per dire no alle mafie, un’occasione importante per confrontarsi, parlare e riflettere sulle forme di illegalità presenti sul territorio.

    La rappresentazione ha già toccato numerose città italiane e approda a Genova dopo le tappe di SaintChristophe (Val d’Aosta) e Trento, grazie ai gruppi di cittadini e associazioni attivi nel territorio del centro storico genovese Ama – Abitanti della Maddalena, il CIV Maddalena e la Cooperativa il Laboratorio.

    Lo spettacolo si snoda attraverso la costruzione di una rappresentazione di teatro forum che si focalizza su quattro aspetti: ‘S’oppressione’, perdono, giustizia e verità. Per ogni tema viene creata una scena della durata di cinque minuti in cui luogo, azione, oggetti, tempo e personaggi sono diversi. Sono presenti oppressori e oppressi e atteggiamenti culturali oppressivi che oggi sono presenti nel nostro quotidiano in uno stato di assuefazione e di accettazione.

    Attraverso la tecnica del teatro forum gli attori interagiscono con il pubblico per creare un confronto e scoprire similitudini e differenze su come la cultura Mafiogena (mafia) e la paura del diverso (xenofobia) si siano inserite e radicate nel nostro quotidiano sociale ed economico prolificando nelle sue azioni di oppressione e soppressione della libera cittadinanza e su cosa i cittadini possono reagire e cosa fare per osteggiarla e annientarla.

    Appuntamento alle ore 15 in piazza Cernaia, lo spettacolo si terrà anche in caso di pioggia nei locali del Formicaio piazza Cernaia 3/6

  • Mercato Corso Sardegna, soluzione provvisoria in attesa del Tar

    Mercato Corso Sardegna, soluzione provvisoria in attesa del Tar

    mercato-corso-sardegna-3Si muovono le acque attorno all’ex mercato di corso Sardegna ma la situazione resta ancora ingarbugliata. Comune, Municipio e Civ hanno tutta l’intenzione di restituire lo spazio alla cittadinanza nel più breve tempo possibile ma gli ostacoli non sono pochi. Innanzitutto, il ricorso al Tar della società Rizzani de Eccher, appaltatrice a fine 2009 dell’originario progetto di restyling, che ha chiesto un indennizzo di 11 milioni di euro al Comune di Genova per l’inattività imposta dal piano di bacino del Bisagno. Dopo mercato-corso-sardegna-7l’alluvione del novembre 2011, infatti, il colosso edilizio friulano si è visto bloccare i lavori per la realizzazione dei posteggi sotterranei, fonte primaria di guadagno dell’intero progetto, perché la struttura si trova in area soggetta a esondazioni e allegamenti. Sempre a causa della collocazione del complesso in “zona rossa”, il piano di Bacino impedisce anche il cambio di destinazione d’uso dell’area che, dunque, dovrà restare commerciale almeno fino alla definitiva messa in sicurezza del Bisagno (rimane da valutare se sarà sufficiente, in questo senso, la realizzazione del mini-scolmatore del Fereggiano).

    Come si spiegano allora le voci circolate nei giorni scorsi che annunciavano l’imminente realizzazione di una piazza a cielo aperto, con giochi per bambini e aree verdi? La risposta arriva da Massimo Ferrante, presidente del Municipio III – Bassa Val Bisagno. «Fin dal nostro insediamento abbiamo iniziato a lavorare a un piano B per l’ex mercato di corso Sardegna, in accordo con Comune e Civ, perché era evidente che qualcosa sarebbe necessariamente cambiato dopo l’alluvione del novembre 2011. Abbiamo intenzione di creare un piccolo mercato a chilometro zero gestito direttamente dagli operatori commerciali che già lavorano in corso Sardegna». Un polo di eccellenza agroalimentare, sulla falsariga di quanto successo per il mercato del Carmine, che dovrebbe trovare collocazione nei locali prima occupati dal bar del mercato. «Dopodiché – prosegue Ferrante – sarà mio compito come Municpio cercare di far vivere la piazza con arredi, panchine, verde e attività che dovranno comunque essere spostabili e removibili. Non possiamo parlare di strutture fisse perché a causa dei vincoli imposti dal piano di Bacino non possiamo creare alternative all’attività commerciale. Cercheremo, dunque, di dotare il quartiere di un nuovo punto di aggregazione all’interno di un’area che mantenga in qualche modo la sua vocazione iniziale».

     

     Il punto di vista del Civ Corso Sardegna

    «Si tratta di una prima fase di intervento del tutto provvisoria – specifica Umberto Solferino, presidente del Civ di corso Sardegna bassa – in cui potranno trovare spazio anche attività ricreative e giochi, una piccola pista di pattinaggio e una pista ciclabile, tutte strutture facilmente removibili per eventuali emergenze sicurezza. D’altronde, si tratta di un intervento temporaneo che deve rimanere tale. In questa prima fase non vi sarà l’insediamento di nuove attività commerciali ma penseremo piuttosto a una serie di eventi e manifestazioni che possano sfruttare gli spazi per dare visibilità agli esercizi già presenti nel quartiere, in attesa che si possa sviluppare il progetto definitivo. Per questo però ci vuole tempo e dovremmo attendere gli studi di fattibilità di Provincia e Regione».

     

    Dunque, addio definitivo al progetto De Eccher?

    mercato-corso-sardegna-2008-d1A rispondere è l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Gianni Crivello: «Dal punto di vista economico, è improbabile, se non quasi del tutto certo, che quell’impianto possa reggere ancora senza la realizzazione dei box auto da cedere ai privati. Per cui, senza volerci per forza di cose scontarci con qualcuno, sarà necessaria una rivisitazione complessiva del progetto iniziale». Secondo fonti ben informate, inoltre, ci sarebbe un altro ostacolo da non sottovalutare nella realizzazione del piano della società di Udine, ovvero la disponibilità data per scontata da parte di Asl di insediarsi nell’area dell’ex mercato con un nuovo presidio. Disponibilità, nei fatti, tutt’altro che certa.

    Fatte salve clamorose evoluzioni che potrebbe imporre la sentenza del tribunale amministrativo, perciò la struttura tornerà nelle disponibilità del Comune. «In questa fase di stallo – spiega Crivello – abbiamo anche cercato, invano, di studiare una possibile collaborazione con la De Eccher per trovare una soluzione ponte che garantisse a entrambe le parti un minimo di solidità, in attesa che la giustizia si pronunci. Ma non abbiamo riscontrato alcuna disponibilità».

    L’amministrazione, allora, ha deciso di muoversi in autonomia. Nell’ultimo bilancio, alla voce mutuo, compaiono infatti 500 mila euro da destinare proprio all’area ex mercatale, innanzitutto per la bonifica del tetto in amianto. Una volta tolta la copertura, con i lavori che dovrebbero iniziare nei primi mesi del 2014, abbattuti alcuni edifici della zona centrale e ripulita e bonificata l’area, ecco che la piazza a cielo aperto si troverebbe disponibile in maniera quasi del tutto naturale. «Insomma – chiosa Crivello – dovevamo comunque togliere l’amianto. Abbiamo fatto uno sforzo economico aggiuntivo per dare al quartiere una sorta di agorà, sì con parcheggi al piano strada, ma anche con spazi sufficienti per far nascere un nuovo luogo di incontro in attesa di poter riprendere in mano il progetto complessivo dopo la sentenza».

    «Questa doppia fase – conclude con un po’ di polemica il presidente del Civ, Umberto Solferino – si è resa necessaria perché negli anni sono stati perpetrati diversi errori tecnici da parte delle amministrazione che hanno fatto sì che si arrivasse a questo punto. Ora è necessario intervenire, seppur provvisoriamente, perché non è possibile che l’ex mercato resti un mausoleo della disgrazia».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Giardini Baltimora: eventi per riqualificare l’area nel centro di Genova

    Giardini Baltimora: eventi per riqualificare l’area nel centro di Genova

    giardini-di-plastica-d2Proprio dove un tempo sorgeva la suggestiva via Madre di Dio, una delle perle del centro storico genovese, oggi i Giardini Baltimora – meglio noti come Giardini di Plastica- giacciono in uno stato di semi abbandono, tra il degrado e l’incuria.

    I progetti per la riqualificazione dell’area verde si susseguono da tempo, ultimo tra tutti, Down Plastic Town, un piano di rivalutazione dell’area promosso da Andrea Bosio e Paolo Spoltore – rispettivamente architetto e perito agrario.

    Recentemente, è stata costituita l’associazione Giardini di Plastica, che in collaborazione con il Municipio I centro Est, Amiu, Aster, Protezione Civile Gruppo Genova, La rete LET e Legambiente Giovani Energie,  organizza il 18 e 19 ottobre due giornate di pulziia, musica e divertimento.

    Ecco il programma dell’iniziativa.

    Venerdì 18 ottobre

    ore 9/12 Giardini Puliti – Pulizia dell’area a cura dei volontari del verde e aperta ai cittadini.
    ore 12/14 Rinfresco – Focaccia e Vino offerto dal Municipio I centro est
    ore 14/17 Attività per bambini e Ragazzi a cura della rete LET Centro Est

    Sabato 19 ottobre

    ore 10/13 Mattina dei Bambini : “Caccia alla Pianta” , Circo,
    Visite guidate.
    ore 11.30/12.30 YOGA – dimostrazione aperta al pubblico a cura di GYS Gruppo Yoga Solidale
    0re 13/15 Pic-Nic comunitario. Porta cibo e coperte da condividere
    ore 15/16 Tai Chi – dimostrazione aperta al pubblico a Cura di Toni Guglielmino
    ore 16/17 Esibizione di Parkour
    ore 18 Frisbee – dimostrazione aperta al pubblico a cura di Gianni Calabretto
    ore 19 Aperitivo a cura di Collettivo Babette + DJ set by Kia Roots
    ore 20 Apertura chiosco con cibi, panini e bevande
    ore 20.30 Concerto by “Trio Cornelio” – Sonorità Balcaniche + DJ Set “Uncontrolled beat” da Milano

    Durante tutta la giornata è  possibile partecipare al Concorso fotografico “Scatti di plastica” e all’iniziativa “Puliamo il Mondo” – attività e laboratori per bambini a cura di Legambiente Giovani Energie.

    In caso di pioggia l’evento sarà rinviato.

     

    [foto Daniele Orlandi]

  • Val Bisagno, ex Guglielmetti: torre-albergo e nuovo centro Coop

    Val Bisagno, ex Guglielmetti: torre-albergo e nuovo centro Coop

    guglielmetti-molassanaLa Val Bisagno è al centro di radicali trasformazioni urbanistiche che, volenti o nolenti, delineeranno gli sviluppi futuri della zona. Nuove colate di cemento sono in arrivo su sponda destra e sinistra del torrente Bisagno, senza eccezioni. «La Val Bisagno già ora è un territorio in sofferenza con pochi servizi per la cittadinanza – ricorda Andrea Agostini di Legambiente – nei prossimi anni, se gli interventi previsti verranno portati a termine, questa porzione di territorio diventerà il nodo scorsoio della vallata». In cambio nulla a favore dei residenti, salvo un inevitabile peggioramento della qualità della vita e dell’ambiente circostante, a causa dell’aumento dei volumi di traffico privato.

    Oggi non è solo il progetto “Bricoman” a destare preoccupazione negli abitanti, ma pure la proposta di riconversione dell’attuale Centro Coop Bisagno e la demolizione/ricostruzione dell’ex officina Guglielmetti, avanzata dal gruppo Talea – società di gestione immobiliare controllata da Coop Liguria – allo scopo di realizzare un complesso alberghiero con torre alta 35 metri ed un centro commerciale con annesso parcheggio sulla copertura, tra via Lungobisagno Dalmazia, piazzale Bligny e via Terpi.

    I cittadini, però, non ci stanno e si sono mobilitati per tempo con la speranza di poter dire la loro. In prima linea è schierata l’attivissima associazione Amici di Ponte Carrega che considera tale operazione «Devastante per il quartiere e per quel poco che rimane della sua quiete. L’edificio, infatti, incomberà proprio sotto la collina della chiesa di S. Michele di Montesignano e del suo storico borgo. L’intera zona sarà ridotta a zona di servizio, un’anonima periferia con una perdita di memoria irreparabile». Fabrizio Spinielli, portavoce dell’associazione, spiega «Noi non diciamo no al cambiamento a priori. Vogliamo, però, contribuire a rendere l’impatto dell’edificazione più a misura d’uomo. Chi sarà costretto a convivere quotidianamente con sopra la testa una torre di 35 metri di altezza ed un parcheggio di interscambio, ha diritto di poter dire la sua e magari di essere ascoltato».

    Gli Amici di Pontecarrega, tramite il Municipio Media Valbisagno, hanno contattato Talea per tentare una qualche forma di mediazione tra le esigenze dei residenti e quelle del gruppo Coop, possibilmente prima dell’approvazione del progetto. «Abbiamo avuto un incontro con la società immobiliare di Coop – racconta Spiniello – A breve ne avremo degli altri. E auspichiamo che le nostre osservazioni siano prese in considerazione. I proponenti hanno già illustrato i documenti in Conferenza dei Servizi. Negli atti depositati, almeno finora, non compare nessuna delle modifiche da noi richieste».
    Comunque sia, da parte della società «Emerge la volontà di confronto – sottolinea Spiniello – L’approccio di Talea è dunque sicuramente migliore rispetto a quello di Coopsette, impegnata nella realizzazione del centro commerciale nell’area ex Italcementi».

    Il progetto nel dettaglio

    La Conferenza dei Servizi, partita alcuni giorni fa, è chiamata a esaminare il progetto presentato da Talea presso lo sportello unico per le imprese del Comune, con la richiesta del permesso a costruire un albergo a 3 stelle ed un centro commerciale negli ampi spazi del vicino Centro Coop Val Bisagno e soprattutto dell’ex officina Guglielmetti. L’area – che un tempo ospitava le attività di manutenzione e riparazione degli autobus di AMT – era stata trasferita da quest’ultima ad AMI (azienda immobiliare di trasporto pubblico), all’epoca della sciagurata scissione dell’azienda di trasporto pubblico locale; successivamente, durante l’amministrazione Vincenzi, fu messa in vendita tramite gara e venne acquistata nel 2010 da Talea per la considerevole cifra di 25 milioni e 118 mila euro. Secondo gli Amici di Ponte Carrega «L’officina Guglielemetti è stata pagata uno sproposito, circa tre volte in più del suo valore commerciale. Ma forse il motivo è semplice: ovvero evitare che i concorrenti di Coop Liguria, ad esempio “Esselunga” o “Carrefour”, potessero presentare un’offerta di mercato ragionevole e vincere il bando, inserendo così nel quartiere una nuova offerta di mercato in regime di vera concorrenza».

    progetto-ex-guglielmettiMa vediamo nel dettaglio come muterà il volto del sito affacciato direttamente sul torrente principale della città. Il progetto prevede la costruzione di un albergo con una struttura a torre – di altezza pari a 35 metri per una superficie di 7.441 mq – che occuperà l’area verde tra la Guglielmetti e le concessionarie di automobili. L’adiacente centro commerciale, invece, disporrà di una superficie di vendita di 7.434 mq e sarà sormontato sul tetto da un grande parcheggio, parte del quale di interscambio a favore della mobilità cittadina. In merito a quest’ultimo punto «Abbiamo forti dubbi sulla sua reale funzione – sottolinea l’associazione Amici di Ponte Carrega – Tuttavia, lo pagheremo noi cittadini, scorporandolo dagli oneri di urbanizzazione. Senza dimenticare che inciderà ulteriormente sull’equilibrio del quartiere, aumentando traffico, smog e rumore».

    Il nuovo centro commerciale ospiterà 21 negozi, 4 pubblici esercizi e 11 attività di connettivo urbano. Inoltre, è prevista la connessione dell’attuale Centro Acquisti Val Bisagno con l’area Guglielmetti attraverso una piastra coperta sulla cui superficie troveranno spazio un piccolo parco giochi e una piccola arena (4.000 mq in totale).

    L’operazione comporta, da parte della società proponente, la corresponsione di oneri urbanistici a favore della collettività per circa 5 milioni di euro, dei quali la metà in opere e l’altra metà in denaro. Tra gli interventi a favore del quartiere sarebbe già conteggiata la messa in sicurezza del rio che scorre sotto la Coop e la realizzazione di un sistema di collegamento tra via Terpi e il fondovalle.

    Le critiche degli abitanti

    Ponte CarregaPur riconoscendo a Talea un’apprezzabile volontà di confronto – almeno a parole, in attesa che essa si traduca al più presto in fatti concreti – gli Amici di Ponte Carrega ribadiscono con decisione le loro perplessità sul progetto.

    Innanzitutto l’altezza della torre-albergo, quantificata in 35 metri «Decisamente troppi per gli abitanti che dovranno vivere proprio alle sue spalle e per l’impatto sulla valle», afferma Fabrizio Spiniello. Quest’ultimo punto, come riconosce il portavoce dell’associazione «È il maggiore ostacolo, sul quale abbiamo riscontrato una chiusura abbastanza netta. Le aziende intenzionate ad investire pretendono una struttura con almeno 160 camere. In altri termini, ci è stato risposto che il format di albergo che intendono realizzare risponde perfettamente ai requisiti richiesti. Insomma, sarà praticamente impossibile convincere la società a mutare i suoi piani. Noi comunque auspichiamo un minimo di mediazione. E chiediamo una limitazione in altezza della torre».

    Un altro elemento particolarmente critico è la ruzzola (ovvero la rampa) di accesso al parcheggio di interscambio. «Si tratta di una rampa elicoidale alta 18 metri che si trova proprio di fronte ai civici di Lungo Bisagno e Salita alla Chiesa – continua Spiniello – Anche in questo caso vogliamo proporre un ripensamento della soluzione». E ancora la copertura a verde del parcheggio di interscambio che, secondo il progetto, sarebbe prevista soltanto sopra Piazzale Bligny «Mentre noi intendiamo sollecitarla, con destinazione a verde, anche sopra la ex Guglielmetti», precisa Spiniello.

    Infine c’è tutto il capitolo sugli oneri di urbanizzazione – circa 5 milioni di euro – di cui metà in opere mentre metà saranno monetizzati «In tal senso per noi è fondamentale che questi soldi rimangono sul territorio – argomenta Spiniello – Ad esempio, pensando al Teatro dell’Ortica sul quale pende lo sfratto, noi vorremo che in un simile contesto di trasformazione venisse realizzata anche una nuova sala teatrale a servizio della Val Bisagno che potrebbe essere inserita a fianco dell’area verde prevista sulla copertura. Così come proponiamo la possibilità di inserire nel sito un poliambulatorio sociale per soddisfare un’altra esigenza della popolazione».

    Cittadini e Municipio Media Valbisagno: la partita decisiva in Conferenza dei Servizi

    Come detto in precedenza, visionando il progetto negli atti finora depositati «Non ci siamo accorti di alcuna modifica tra quelle da noi proposte nel primo incontro con Talea – racconta Spiniello – A dire il vero un piccolissimo cambiamento lo abbiamo riscontrato. È stata eliminata soltanto una sorta di griglia metallica antiestetica che avrebbe dovuto ricoprire la rampa elicoidale di accesso al parcheggio. Nulla di più. Da qui a parlare di effettive migliorie, ovviamente, ce ne passa. Non c’è alcuna traccia delle nostre richieste di installare nel complesso un poliambulatorio sociale e la nuova sede del Teatro dell’Ortica».

    Adesso la partita decisiva si gioca in Conferenza dei Servizi. È questo il luogo idoneo in cui le istanze del territorio possono trovare espressione. «Ci è stata ventilata l’opportunità di realizzare un tavolo di discussione a tre con il Municipio Media Valbisagno al fianco dei cittadini e Talea dall’altra parte –  spiega Spiniello – Un’iniziativa che si inserisce nel solco dei famosi “progetti partecipati” recentemente promossi dal Comune, a onor del vero senza sortire grandi risultati. Noi siamo i primi a chiedere di essere coinvolti nel processo decisionale, però, non intendiamo prestarci a mere operazioni di facciata del tutto inutili ai fini delle scelte finali (vedi gli incontri sul PUC)».

    Insomma, secondo l’associazione Amici di Ponte Carrega, cittadini e Municipio devono camminare insieme «Perché così si è più forti nel rivendicare maggiore attenzione alle esigenze della popolazione. Noi ci siamo mossi in anticipo, chiedendo una mediazione a Talea prima della presentazione del progetto e dell’avvio della Conferenza dei Servizi, proprio per essere tenuti in considerazione come validi interlocutori. Tuttavia, è evidente l’interesse a muoversi di gran carriera e addirittura è già stata ipotizza la partenza dei lavori per il prossimo settembre 2014. I cittadini, lo ribadiamo, non dicono no al cambiamento a priori. Semplicemente chiedono delle migliorie compatibili con la politica aziendale, attenta agli aspetti sociali e di partecipazione, che da sempre contraddistingue il gruppo Coop. Bene, oggi c’è l’occasione di passare dalle parole ai fatti, ascoltando le osservazioni dei potenziali consumatori della Val Bisagno».

    Il vicesindaco e assessore all’Urbanistica, Stefano Bernini, conferma «Ci sono alcuni possibili adeguamenti a livello progettuale che potrebbero essere recepiti positivamente. Penso ad esempio allo spostamento della rampa elicoidale piuttosto che alla riduzione in altezza della medesima struttura, questi sono eventuali interventi di modifica che dovranno essere proposti nella sede adeguata, ovvero la Conferenza dei Servizi». Il discorso diventa assai diverso se «Le richieste comportano maggiori oneri aggiuntivi per la società proponente – sottolinea Bernini – Comunque, il Municipio Media Valbisagno può proporre un percorso partecipato per definire le osservazioni da presentare in Conferenza dei Servizi. Questo sarà l’organo chiamato ad esprimere il parere finale».

    Matteo Quadrone

  • Blue e green economy, bando per progetti di formazione

    Blue e green economy, bando per progetti di formazione

    Il MareScade il 21 ottobre il bando da 8 milioni di euro stanziati attraverso il fondo sociale europeo, per progetti di formazione nei settori dell’economia del mare (3 milioni) e della green economy (5 milioni).

    Possono essere presentati progetti per qualificare nuove figure legate all’economia del mare, sia di tipo portuale che della navigazione, proprio per l’importanza che il settore marittimo riveste per la Liguria; il bando è rivolto ad amministrazioni pubbliche, enti di formazione, parti datoriali e sindacali, università, enti di ricerca, imprese che potranno presentare progetti nell’ambito della cantieristica, della nautica da diporto, dei porti, della logistica, della pesca, del turismo crocieristico, delle energie rinnovabili e delle produzioni biologiche.

    L’iniziativa rientra nell’ambito del piano per favorire l’occupazione di giovani disoccupati (in possesso di almeno una qualifica triennale o di un diploma di scuola secondaria superiore o di una laurea), inoccupati oppure persone tra i 17 e i 34 anni in cassa integrazione o con forme di contratto non standard.

  • Digital Diary: sette videomaker internazionali raccontano la Liguria

    Digital Diary: sette videomaker internazionali raccontano la Liguria

    GenovaGrande successo per il bando pubblico di Digital Diary, un progetto adottato dall’Agenzia regionale di promozione turistica In Liguria per scegliere sette artisti video maker internazionali, con lo scopo di ottenere video-racconti dedicati alla Liguria.

    Il bando si è chiuso qualche giorno fa e ha registrato 84 richieste di partecipazione da parte di professionisti di paesi come Sudafrica, Stati Uniti, Canada, India Argentina, ma anche di numerosi italiani (in tutto 42) ed europei.

    I vincitori selezionati saranno ospitati dal 14 al 20 ottobre a Genova, nella Riviera di Levante e in quella di Ponente e spesati per 2500 euro per produrre un video in cui racconteranno la Liguria vista coi lori occhi e attraverso il loro genio creativo.

    I temi sono sport vista mare, borghi, persone e storie, Genova “so cool”, street food-Liguria Style, Liguria in time lapse e Little Liguria.

    Le clip dovranno avere una durata di circa 120 secondi e saranno pubblicate sul blog dedicato all’esperienza

    L’intero progetto, proposto per la prima volta in Basilicata da un’ idea di Mikaela Bandini, si inserisce nella piattaforma Can’t Forget Italy e ha come scopo quello di produrre dei video virali che possano attirare l’attenzione del popolo della rete ed invogliare la condivisione e quindi la diffusione delle bellezze della nostra Regione in tutto il mondo.

    Dopo la conclusione della fase creativa e la pubblicazione on-line dei lavori video, verrà fatto un concorso tra i video che avranno ottenuto almeno 2.500 visualizzazioni sul canale youtube di can’t forget Italy. Tutti i video saranno pubblicati su piattaforme web.2.0

     

  • Carmine, inaugura il mercato e torna in voga il progetto Montmartre

    Carmine, inaugura il mercato e torna in voga il progetto Montmartre

    piazza-carmineNel quartiere del Carmine i riflettori sono da tempo puntati sulle vicende legate al restyling del nuovo mercato rionale. Soprattutto in questi giorni: l’inaugurazione è prevista per domani, 11 ottobre. L’evento tanto atteso sarà salutato con gioia da residenti e commercianti della zona che, dopo un percorso travagliato, si vedranno finalmente restituire il loro mercato, luogo di aggregazione sociale, di rilancio turistico e di ripresa economica. Il fermento è Mercato Comunale Carminepiù che giustificato e le aspettative sono alte, ma le vicende del mercato hanno adombrato in questi anni altre realtà del quartiere, che più difficilmente trovano spazio per emergere.

    Qualche giorno fa siamo stati al Carmine con #EraOnTheRoad e abbiamo parlato con rappresentanti del CIV Zecca-Portello e cittadini, abbiamo scoperto quanto ancora sia viva la proposta di qualche anno fa lanciata da Stefano Bruzzone, dell’associazione Cantiere di Idee per il Carmine: rendere il quartiere la “Montmartre genovese”, ritrovo per artisti e punto di incontro per la rinascita culturale. Il progetto del 2009 era incentrato proprio sullo spazio del mercato, ai tempi la sua riqualificazione pareva una chimera e i cittadini del posto si erano riuniti per proporre alle istituzioni un progetto alternativo. Oggi, fortunatamente, il mercato inizia una nuova vita, ma il sogno degli abitanti del Carmine è tutt’altro che tramontato.

    Le attenzioni degli abitanti sono incentrate su due spazi particolarmente adatti per la realizzazione di questo progetto: la Chiesa sconsacrata di San Bartolomeo in Piazza dell’Olivella e l’Abbazia di San Bernardino, nell’omonima Salita.

    olivella-carmine-verticalesan-bernardino-carmine-verticale

    Si tratta di strutture gestite e controllate in varia misura dalla Diocesi genovese, dalle Opere Pie, dal Comune di Genova. La prima, quella dell’Olivella, è stata da poco restituita alla città in tutto il suo splendore, nella suggestiva cornice di Piazza dell’Olivella. Di proprietà della Parrocchia di Ns. Signora del Carmine e Sant’Agnese, dopo il restyling viene utilizzata esclusivamente per ospitare attività di gruppi boy-scout al venerdì. Per il resto, solo uno sporadico uso da parte della Parrocchia. Ci racconta Don Davide, parroco del Carmine: «Nell’edificio il restyling è ancora da ultimare, mancano riscaldamento e impianti, e per adesso non può essere dato in uso alla cittadinanza perché non ci sono le condizioni adatte. Tuttavia c’è la volontà di terminare gli interventi e metterlo a disposizione per eventi e manifestazioni. Ne stiamo parlando con CIV e istituzioni, ma la strada è ancora lunga».

    Nel caso di San Bernardino, invece, si tratta di uno spazio importante per l’organizzazione di eventi e manifestazioni. La sua gestione è legata alle vicende della ex scuola Negrone Durazzo della vicina Salita Negrone Durazzo: edificio di proprietà del Pio Istituto Negrone Durazzo Brignole Sale, è gestito dalla cooperativa sociale onlus “La Salle” e Associazione ex alunni dei “Fratelli delle Scuole Cristiane”, in collaborazione con la parrocchia del Carmine e Distretto Sociale I Centro Est. “La  Salle”, nata nel 1994, da 20 anni si impegna a favore di bambini e ragazzi in difficoltà, sotto il profilo educativo, sociale, di integrazione per migranti. Il centro si divide in educativa territoriale/centro sociale con funzione di doposcuola; “casa famiglia” che accoglie in affidamento 13 adolescenti, di cui 6 risiedono stabilmente nel centro.

    Da circa 5 anni, la stessa cooperativa “La Salle” è diventata capofila di una rete di soggetti per la gestione dell’Abbazia sconsacrata di San Bernardino: di proprietà inizialmente del Pio Istituto, dopo alterne vicende (bombardamento del ’42 e conseguente abbandono) è stata ristrutturata e donata al Comune di Genova, il quale ha aperto un bando per la gestione degli spazi, vinto proprio da “La Salle” e gli altri della rete. Oggi usato soprattutto per scopi interni all’attività della Cooperativa, lo spazio viene anche affittato ad esterni a pagamento: perlopiù usato in collaborazione con la Parrocchia di Ns. Signora del Carmine per festeggiare battesimi e comunioni, il locale è stato affittato anche per manifestazioni artistiche da TILT – Teatro Indipendente Ligure, da Libera, Emergency, Cantiere di Idee per il Carmine dello stesso Bruzzone.

    Questi locali (2 sale, una attrezzata con strumenti audio-video) sono stati recuperati dopo anni di interventi urbani e resi di nuovo agibili e “a disposizione del quartiere per iniziative di socializzazione, assistenza, ricreazione per scuole, associazioni, enti pubblici e privati, gruppi, singoli e famiglie”, come si legge davanti ai locali di Salita San Bernardino. Tuttavia, la pratica non è così immediata come sembra: le richieste d’uso sono prese in considerazione dal Comitato di Gestione di San Bernardino, senza contare le tariffe che, pur alla portata di tutti (da 20 euro/ora per i residenti e 30 per gli esterni, a 130/giorno per i residenti e 180 per gli altri), non sono viste di buon occhio da coloro che chiedono spazi aperti alla cittadinanza per la libera espressione e la realizzazione del “sogno Montmartre”.

    Così commenta Stefano Terrile, di “La Salle”: «La gente non capisce che le cose hanno un costo. Le spese di gestione dell’Abbazia sono di 7 mila euro all’anno, con 3 mila euro di affitto da pagare al Comune di Genova. Noi diciamo ok alle attività, ma a pagamento: sapevamo fin dall’inizio che le sale in questione sarebbero state sempre in perdita, tuttavia abbiano scelto di darle alla cittadinanza per prezzi simbolici, pur di favorire le iniziative nel quartiere, ma ci rendiamo conto che c’è ancora malcontento. Abbiamo proposto anche ad altri soggetti di entrare in rete con noi, dividendo gli utili e diminuendo le perdite, ma nessuno ha voluto aderire finora».

    Dal CIV Zecca-Portello, il presidente Max Maturanza racconta: «Nel quartiere non ci sono spazi a diretta gestione del CIV. Tuttavia, ci stiamo dando da fare e stiamo organizzando eventi (un Festival che si svolge ogni anno nel mese di giugno, ma il calendario è flessibile e che l’anno scorso ha portato 1500 persone), aprendo negozi, avviando attività. L’idea del Carmine come Montmartre non nasce a caso: il quartiere ha retaggi pseudo-francesi ed è stato in passato ritrovo di musicisti, ribelli, band, anarchici, gruppi rivoluzionari. Oggi, pur mantenendo l’identità di “borgo”, accoglie molte persone da fuori e ha voglia di crescere: il mercato viene a inserirsi “a cose fatte”, in un contesto che è già cambiato ed è ancora in fermento. Anni fa avevamo proposto di aprire un mercato che fosse un “temporary market” (mercato al mattino, spazio aperto per creativi al pomeriggio), ma la proposta è caduta: non ci abbattiamo e lavoriamo per dare agli abitanti i benefit necessari all’interno del loro quartiere».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The Road

    Questo articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

  • Beni del Demanio, acquisto gratuito: il Comune di Genova prepara la lista

    Beni del Demanio, acquisto gratuito: il Comune di Genova prepara la lista

    Veduta notturna del Centro Storico di GenovaCon il parere unanime favorevole del Consiglio comunale – e già qui ci sarebbe la notizia, considerate le scintille delle ultime seduteè iniziato ufficialmente il percorso per l’acquisizione a titolo gratuito dal Demanio di una lunga serie di strutture che potrebbero modificare sensibilmente la viabilità e l’aspetto di Genova nel prossimo futuro, di pari passo con il nuovo Piano Urbanistico. Un elenco di dodici pagine sciorina i beni che entro il 30 novembre potrebbero passare dal Demanio a Palazzo Tursi. Una lista di aree, terreni, immobili, gallerie e forti che non è assolutamente esaustiva e potrà essere implementata a seconda delle segnalazioni, delle esigenze e delle proposte dei municipi e del territorio.

    Si preannuncia, dunque, un tour de force per gli uffici comunali che in una cinquantina di giorni dovranno predisporre un’istruttoria per ciascuno dei beni che Tursi intende acquistare, specificandone la descrizione, le finalità di utilizzo futuro e le risorse finanziarie previste per lo stesso. Toccherà, poi, alla Giunta dare il via libera alla presentazione formale della richiesta, prestando particolare riguardo agli aspetti ambientali, geomorfologici e idrogeologici del territorio, nonché alla fattibilità tecnico-economica degli interventi di ripristino. Dopodiché la palla passerà definitivamente al Demanio che valuterà la bontà delle richieste pervenute dagli Enti Locali.

    Quello di oggi rappresenta certamente un passo importante per la Genova del futuro. Non va dimenticato, però, che in un contesto alquanto tragico per quanto riguarda le casse comunali, non sarà facile reperire le risorse necessarie per la bonifica dei beni acquistati e per la loro riconversione d’uso. Diverso il ragionamento se buona parte di queste aree e strutture venissero rivendute ai privati, dal momento che la legge statale non pone vincoli in merito. Un comportamento, d’altronde, che ben si sposerebbe con la volontà che più volte il premier Letta ha annunciato di dismissione parziale del patrimonio pubblico per risanare le casse dello Stato. «Ma il nostro obiettivo principale non è questo», risponde a precisa domanda l’assessore al Bilancio, Francesco Miceli. «I beni e le aree che richiederemo saranno soprattutto utili per il patrimonio immobiliare della città. Ogni elemento avrà una sua specifica funzionalità nell’ottica del miglioramento di servizi e viabilità. Questo non è tanto il momento di pensare alle “coperture” economiche, quanto quello di capire quali sono i beni che ci possono essere più utili e in quale prospettiva».

    Un lungo elenco: immobili, terreni, greti dei torrenti, gallerie antiaree, forti…

    righi-forti-DIL’attenzione di tutti si rivolge immediatamente all’ex Caserma Gavoglio, al Lagaccio, per la quale la delibera approvata prevede una norma specifica. Viene, infatti, dato mandato agli uffici competenti di procedere con urgenza su questa pratica e verificare l’eventuale disponibilità del Demanio a consegnare anticipatamente l’area. Se non nella sua interezza, quantomeno per quanto riguarda la zona tra i due cancelli d’ingresso, dove dovrebbe sorgere il nuovo parcheggio per i residenti di Via Ventotene, e i tratti  necessari alla messa in sicurezza del territorio circostante.

    Ma già in questa prima versione dell’elenco compaiono altri beni piuttosto interessanti. Come le Mura di Malapaga nel quartiere del Molo, l’ospedale militare di Sturla, che potrebbe essere oggetto di una significativa trasformazione urbana del quartiere, e le cliniche universitarie di San Martino, che garantirebbero la ricomposizione della proprietà nell’ottica dell’introduzione di una nuova funzione urbana privata della zona, affianco naturalmente a quella universitaria.

    Oltre ad aree, immobili e terreni che potrebbero rivestire in futuro nuove funzioni urbane, ad esempio con la realizzazione di spazi verdi o di servizio; oltre al miglioramento della viabilità cittadina, attraverso l’acquisizione di sedimi stradali come la rampa di accesso alla Sopraelevata o la strada che conduce al forte di San Martino; oltre ai vecchi greti di torrenti che potrebbero consentire la realizzazione di opere funzionali alla messa in sicurezza degli alvei o alla loro riqualificazione anche in ottica della mobilità veicolare e pedonale; vi sono due categorie particolari di immobili che meritano assolutamente di essere citate. Stiamo parlando dei Forti e delle ex gallerie anti-aree. Per quanto riguarda i primi, più volte l’amministrazione ha accennato alla volontà di pensare a nuovi sistemi di attrazione turistica, sperando di non ripetere errori e sprechi economici del passato (su tutti, Forte Begato). Le seconde, invece, sono una risorsa molto preziosa sia nell’ottica della realizzazione di nuovi parcheggi o depositi di mezzi aziendali, che andrebbero così a liberare le strade, sia per l’attuazione di nuovi collegamenti interni alla città.
    A questo proposito, risultano di particolare interesse: la galleria di via Cantore – corso Scassi, per l’accesso tramite ascensore all’area ospedaliera e alle zone collinari di Sampierdarena (un collegamento di questo tipo è già previsto nel piano di riqualificazione di Sampierdarena da 12 milioni di euro ma non ancora realizzato, ndr); la galleria Brignole – Sturla, che potrebbe rappresentare un’eccezionale opportunità per i collegamenti tra centro e Levante, ma soprattutto tra la stazione e l’ospedale Gaslini; la galleria sottostante le Mura di Carignano, che necessita ancora di qualche approfondimento circa le proprie potenzialità in ottica di mobilità.

    Insomma, il parco delle disponibilità e delle opportunità è molto ampio e variegato. Proprio per questo, chiediamo anche a voi lettori di Era Superba: su quali di queste strutture dovrebbe ricadere la scelta del Comune? Dite la vostra, dateci il vostro parere (qui riproponiamo l’elenco completo). Scorrendo l’elenco potreste individuare luoghi e strutture che per voi hanno un significato particolare, raccontateci le vostre idee. Utilizzate le nostre pagine sui social network o la mail di redazione: chissà che qualche rappresentante istituzionale non possa prendere ispirazione dalle proposte dei cittadini.

     

    Simone D’Ambrosio

    [foto Daniele Orlandi]

  • Servizio civile nazionale: 159 posti disponibili per i giovani liguri

    Servizio civile nazionale: 159 posti disponibili per i giovani liguri

    Il Servizio Civile in LiguriaIl Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, delle Regioni e delle Province autonome ha pubblicato il bando per il servizio civile nazionale 2013: in Liguria saranno 159 i posti disponibili per i ragazzi tra 18 e 28 anni per 29 progetti presentati dagli enti accreditati.

    Le domande (scaricabili cliccando qui) devono essere presentata all’Ente presso il quale si vorrebbe prestare servizio entro le ore 14 del 4 novembre tramite invio di posta elettronica certificata, raccomandata con ricevuta di ritorno o consegna a mano.

    Il servizio civile nazionale comporta l’impegno di 30 ore settimanali distribuite diversamente a seconda del progetto e una retribuzione mensile di 433 euro.

    Ogni candidato puo’ presentare una sola domanda, per tutte le informazioni specifiche è necessario consultare il sito del C.L.E.S.C., il coordinamento ligure enti servizio civile.

    Per tutte le informazioni specifiche sul bando e sui progetti attivati in Liguria, è necessario cliccare qui.

    NB Il bando è stato riaperto per i cittadini stranieri.

  • Castelletto, San Nicola: valletta Carbonara, possibile intesa sul futuro

    Castelletto, San Nicola: valletta Carbonara, possibile intesa sul futuro

    Valletta Carbonara San NicolaQuattro enti in campo – Azienda per i servizi alla persona Emanuele Brignole, Comune (responsabile della pianificazione urbanistica della città), Regione (i cui rappresentanti, insieme a quelli di Palazzo Tursi, siedono nel consiglio di amministrazione del Brignole) e Università di Genova (che ha acquisito l’ex Albergo dei Poveri) – stanno lavorando alla definizione di un accordo di programma per ridisegnare le destinazioni future di valletta Carbonara (o San Nicola) a Castelletto, l’area di circa 27 mila metri quadrati di proprietà del Brignole ma da decenni affittata al Comune che qui ha installato i vivai comunali e alcuni magazzini di Aster.
    La Giunta Doria, sulla spinta della mobilitazione di cittadini, comitati e associazioni – che hanno già elaborato un dettagliato progetto per una futura gestione sostenibile dell’area che sorge alle spalle dell’ex Albergo dei Poveriha deciso di modificare radicalmente le scelte fatte dall’ex Giunta Vincenzi, la quale nel progetto preliminare di PUC (Piano Urbanistico Comunale) aveva previsto la possibilità di costruire parcheggi al posto dei vivai comunali (con il loro conseguente trasferimento all’interno dei parchi di Nervi). La nuova amministrazione, invece, intende lasciare nell’area di Castelletto le serre comunali, cancellando la previsione parcheggi e destinando Valletta Carbonara a verde pubblico e orti urbani. Il consiglio si è già pronunciato in maniera positiva con una specifica mozione che troverà il suo sbocco naturale all’interno della discussione finale sul PUC.

    Adesso l’obiettivo è trovare un intesa tra tutti i soggetti interessatidopo che è tramontata l’ipotesi che il Comune acquisisse dal Brignole il diritto di superficie dell’area diventandone nei fatti proprietario per un certo numero di anni – che permetta di superare lo stato di abbandono in cui giace la valletta. Ma all’appello manca un quinto soggetto, ovvero quella variegata galassia di cittadini e realtà associative da tempo impegnate a progettare nuove soluzioni per il recupero e la valorizzazione di un Bene Comune dell’intera città.

    Valletta Carbonara San Nicola«Ormai è evidente che l’ASP Brignole non intende più realizzare una speculazione edilizia – racconta Franco Montagnani del comitato Le Serre di San Nicola di Castelletto – sono cadute tutte le velleità in questo senso, salvo l’opportunità di sfruttare la valletta per il nascente polo universitario previsto dall’Ateneo genovese che si impegnerà nella ristrutturazione dell’ex Albergo dei Poveri».
    L’8 luglio scorso, infatti, l’Università di Genova ha presentato un progetto di ristrutturazione dell’ex Albergo dei Poveri che prevede la costruzione di una foresteria e altri spazi per studenti. In tale ambito potrebbero essere realizzati nell’area anche alcuni impianti sportivi a servizio dell’Università, verde e orti urbani, con l’aggiunta di qualche immancabile posteggio a raso.

    Come detto, però, oltre a Brignole, Comune, Regione e Università «Ci siamo anche noi cittadini, comitati e associazioni, che vorremmo essere formalmente convocati per partecipare al tavolo di discussione – continua Montagnani – Questa sarà la sede per raggiungere un’intesa fra le parti. Noi auspichiamo che il nostro progetto venga inserito in questo ambito di nuova utilizzazione di Valletta Carbonara perché è perfettamente compatibile con le finalità dell’Università e le esigenze degli studenti. Il Commissario Straordinario dell’ASP Brignole, Enzo Sorvino, con il quale abbiamo recentemente parlato, si è detto disponibile a cercare una soluzione che accolga anche le nostre proposte».

    Per mantenere alta l’attenzione della cittadinanza sul futuro della valletta, il comitato Le Serre organizza – dal 14 al 27 ottobre – la mostra fotografica itinerante “La Valletta in piazza” nelle vetrine degli esercizi commerciali di San Nicola, un’esposizione che propone una serie di immagini realizzate dagli allievi di Sandra Ariu e Federico De Angeli: Ettore U. Chernetich, Danilo Ciscardi, Ornella Corradi, Stella Ingrassia, Vittoriana Mobili, Fabio Parodi, Lucia Pinetti, Antonietta Preziuso, Chiara Saitta. Lunedì 14 ottobre, alle ore 18, presso il Maniman (Salita San Nicolò 35) è prevista l’inaugurazione, alla presenza del Sindaco di Genova, Marco Doria, del Presidente del Municipio centro Est, Simone Leoncini e del Commissario Straordinario dell’ASP Brignole, Enzo Sorvino.

     

    Matteo Quadrone

  • Boccadasse, ex rimessa Amt: vicina la fine dei lavori, è tempo di bilanci

    Boccadasse, ex rimessa Amt: vicina la fine dei lavori, è tempo di bilanci

    boccadasse-2-cantiereSiamo a pochi mesi dalla fine dei lavori e nel cantiere della ex rimessa Amt di Boccadasse c’è fermento. Un iter lungo e non certo privo di polemiche. Da una parte gli abitanti del quartiere che dal primo momento (era il 2009 quando l’architetto svizzero Mario Botta presentava i famosi progetti con le torri impattanti) hanno vigilato sulla riconversione dell’ex rimessa, dall’altra i proprietari dell’area  (nonché committenti del progetto, Soc. Coop. Primo Maggio 85, affiliata del consorzio Abitcoop) che sperano ovviamente di chiudere l’operazione nel migliore dei modi.  Dopo l’articolo pubblicato lo scorso luglio, facciamo il punto sul futuro dell’area.

    «Nel quartiere siamo generalmente soddisfatti dell’esito della vicenda dicono dal comitato “Uniti per Boccadasse” – L’iter è stato lungo e travagliato fin da subito, con l’iniziale proposta progettuale dell’architetto Mario Botta, che poi ha rinunciato all’incarico. Non abbiamo mai considerato la sua rinuncia come una perdita insanabile, semplicemente perché non abbiamo mai capito che cosa ci volesse comunicare con i suoi (due) progetti, o forse lui non ha capito cosa si aspettava il nostro quartiere. Ci ha dato l’impressione di non aver idea del contesto urbanistico in cui il progetto si sarebbe inserito: Genova o un’altra città, sarebbe stato lo stesso. Ma queste sono vicende del passato: adesso il nuovo impianto è pressoché ultimato, restano pesanti riserve sul risultato estetico, ma la mediazione è anche questo».

    Boccadasse 2, residenzeI giochi sono fatti e, a lavori pressoché conclusi, nelle prossime settimane il terreno di confronto sarà sui seguenti temi: per prima cosa, il giardino da 3 mila mq che dovrebbe sorgere nella parte sud del complesso. Sul verde vigono vincoli urbanistici che prevedono la costruzione di un giardino ad uso pubblico, con obbligo di manutenzione di 10 anni a carico dei condomini. Lo spazio verde ancora non è stato predisposto e molti dubitano che riuscirà ad essere ultimato entro l’anno. Tuttavia, da Abitcoop arrivano notizie rassicuranti: «Gli oneri saranno rispettati e condomini e cittadinanza avranno il verde, come promesso. Prima deve essere indetto un bando di gara pubblico, poi si potrà procedere con la sistemazione a verde: trattandosi di una gara pubblica, tuttavia, la tempistica è incerta e alcune delle soluzioni esterne saranno sistemate dopo il termine di febbraio 2014, dando priorità alla fine degli interventi sugli edifici».

    In secondo luogo, il problema della circolazione stradale intorno all’edificio, su cui il Municipio Medio Levante ha già deliberato nell’estate 2013 per la costituzione dei sensi unici: attorno al complesso, l’ultimo tratto di Via Beretta diventerà a senso unico, con possibilità di transito solo in Via Cavallotti. «Non siamo contrari alla delibera -commentano i cittadini- non è così grave: se vedremo che così non fa, basterà togliere i cartelli e tornare alla viabilità attuale».

    Inoltre, è stato richiesto dal Comitato -e ottenuto-  che lo scarico delle acque dell’edificio non confluiscano a Boccadasse, ma nelle tubature di Via Cavallotti. In corso i lavori anche per la copertura della strada a nord del complesso: lì è stato creato un locale sotterraneo per la collocazione di impianti termici e pompe di calore, ma attualmente lo scavo non è stato ancora coperto dalla strada, come previsto.

    In ultimo, i parcheggi dell’area, che diventerà zona blu: «Attualmente il nostro quartiere è zona di confine tra parcheggio libero e zona blu, con il risultato di manifestare i difetti di entrambe le tipologie. Si sta andando verso un’inclusione nella zona blu già esistente», commentano dal Comitato, e incalzano: «la questione di fondo però resta la vendita degli alloggi. Venduti i box (com’era prevedibile), venduti più o meno gli appartamenti a sud, il resto dell’impianto risulta invenduto. Forse, come avevamo sempre detto, si poteva costruire meno, costruire meglio, e vendere a caro prezzo a ragione. Quando è stato presentato il nuovo progetto, molti del Comitato volevano opporsi, pensando fosse inutile costruire così tanto. Ma le leggi del business sono queste: volevano oltre 90 appartamenti, e li hanno avuti. Abbiamo desistito, infine, per non incorrere in problemi burocratici e legali, ma ci domandiamo se non sarebbe stato meglio continuare la battaglia. I prezzi degli appartamenti sono quasi il doppio rispetto alla media del quartiere e chi ha soldi da investire probabilmente preferisce comprare altrove, magari in riviera. All’inizio i prezzi al mq erano ancora più elevati ma per fortuna si è deciso di diminuirli, altrimenti le probabilità di vendere sarebbero ancora inferiori».

    Così commentano la situazione dall’Ufficio Vendite di Abitcoop Liguria: «In merito al problema dell’invenduto, non siamo così tragici: rispetto al resto d’Italia, la Liguria non presenta grosse problematiche in ambito immobiliare. Inoltre, in generale si sta registrando una generale ripresa dei mercati, seppur ancora a macchia di leopardo, che fa ben sperare che le piccole difficoltà di oggi saranno presto risolte. La zona di Boccadasse è centrale, ben servita dai mezzi e molto bella: un’area d’élite, per cui gli acquirenti sono persone con aspettative alte (che siamo certi di soddisfare con il prodotto offerto) e con budget importanti, in grado di affrontare un investimento come questo. Finché tutti gli appartamenti non saranno assegnati, tuttavia, i costi non peseranno su chi ha già acquistato, ma resteranno a carico della cooperativa proprietaria, che provvederà alla copertura delle spese».

     

    Elettra Antognetti