Come ogni anno riprendono i corsi di improvvisazione teatrale a cura dell’associazione Maniman Teatro, che si terranno a partire da lunedì 29 ottobre presso Danza 3 (via Crimea 11r, adiacente piazza Tommaseo) con orario il lunedì dalle 21 alle 23.30. Il corso è incentrato sulle principali regole e dinamiche dell’improvvisazione teatrale, a partire dalle tecniche di ascolto e attenzione, utilizzando l’elemento del gioco.
Sono inoltre previsti incontri durante il fine settimana. La prima lezione è gratuita e si terrà sabato 27 ottobre (ore 15-18), con proseguo – per chi deciderà di iscriversi – domenica 28 ottobre (ore 11-18) e nei fine settimana 17-18 novembre 2012 e 8-9 dicembre 2012. Il corso partirà con un minimo di 8 e un massimo di 16 allievi.
Per iscriversi è necessario mandare una mail a info@manimanteatro.it indicando:
– nome e cognome
– cellulare
– mail
e come oggetto “iscrizione corso a week end”
Nel fine settimana del 27-28 ottobre sarà inoltre organizzato un corso di Scrittura Creativa di I livello, con orario 14-19 (sabato) e 11-17 (domenica).
Per iscriversi al corso mandare una mail a info@manimanteatro.it indicando
– nome e cognome
– cellulare
– mail con oggetto “scrittura creativa basic 2012”.
Inizia domenica 28 ottobre 2012 la rassegna di tre incontri Save The Story a Villa Bombrini, nata dalla collaborazione tra Società Per Cornigliano, Teatro dell’Archivolto e Scuola Holden. Tre reading che si rivolgono al pubblico delle famiglie, prendendo le mosse da progetto editoriale ideato da Alessandro Baricco Save The Story: grandi classici riscritti da grandi nomi della letteratura internazionale così come potrebbero raccontarli ai figli o ai nipoti, una sera, nel loro salotto.
Gli eventi si terranno a Villa Bombrini (inizio ore 17) e sono a ingresso libero.
Questo il programma.
Domenica 28 ottobre 2012
La storia di Gulliver riscritta da Jonathan Coe, con le illustrazioni di Sara Oddi
reading di Simone Cristicchi
con musiche live degli Gnu Quartet
regia Roberto Tarasco
Domenica 25 novembre 2012
La storia de I promessi sposi riscritta da Umberto Eco, illustrazioni di Marco Lorenzetti
reading con Licia Maglietta su musiche popolari dell’arco alpino
regia Roberto Tarasco
Domenica 27 gennaio 2013
La storia di Antigone riscritta da Ali Smith, illustrazioni di Laura Paoletti
con Anita Caprioli
accompagnamento live del vocalist Didie Caria
regia Roberto Tarasco
Questo il programma per la serata di mercoledì 24 ottobre 2012 al Teatro della Tosse.
Ore 18.30, foyer della sala Aldo Trionfo: inaugurazione della mostra di Leonardo Denoda Elohim_l’occhio del gorgo, ispirata allo spettacolo Il Conte di Lautréamont in scena alla Tosse dall’8 all’11 novembre 2012. La mostra resterà aperta con ingresso libero fino a domenica 11 novembre, in orario di apertura del teatro;
Ore 20.30, sala Trionfo: Il processo da Franz Kafka, laboratorio-spettacolo con la regia di Enrico Campanati, interpretato dagli allievi del corso avanzato di recitazione.
Ingresso 5 €, l’incasso sarà devoluto all’Operazione Robin Hood, che permette di fornire biglietti gratuiti per assistere agli spettacoli teatrali a bambini con famiglie in difficoltà economiche.
Che cos’è il Cantiere Campana? Un nuovo progetto, portato avanti dal Teatro della Tosse, per dare la possibilità di esprimersi a quelle voci – giovani registi, autori e compagnie – che difficilmente attraverso i canali convenzionali trovano spazio per le proprie rappresentazioni. Il Cantiere (già il nome suggerisce il fermento di una realtà in continuo divenire) presenta così una programmazione costituita interamente da spettacoli di nuova drammaturgia, e si pone in maniera del tutto peculiare rispetto al pubblico, incoraggiandone la partecipazione attraverso la sottoscrizione di una tessera che permette di diventare “sostenitori” del progetto, creando quindi una community attiva che durante l’anno dialogherà al suo interno e col teatro per mezzo di canali digitali e iniziative dal vivo, e che alla fine deciderà, insieme al teatro, il cartellone della stagione successiva. Abbiamo parlato di tutto ciò con Yuri D’Agostino, attore, regista e da quest’anno responsabile del Cantiere, i cui spettacoli verranno ospitati, appunto, nella Sala Dino Campana del teatro.
Cos’è il Cantiere Campana, quando e come è nato?
«È un progetto del Teatro della Tosse con due obiettivi principali: il primo è portare avanti la nuova drammaturgia e le compagnie emergenti, il secondo è riuscire a creare sul territorio una comunità di spettatori – noi li chiamiamo sostenitori – che sia il più ampia possibile, con la quale dialogare e crescere per tutta la stagione; è un progetto che nasce dalla domanda “come sarà il teatro di domani?” e soprattutto “ci sarà un teatro in Italia?”. Questo periodo di crisi sta facendo passare anche ai teatri un momento di grave difficoltà economica, e ciò porta spesso a scegliere spettacoli comodi, massimizzando il risultato con il minimo rischio se non quando con il minimo sforzo, attraverso l’uso di grandi nomi, grandi registi…certo questi spettacoli meritano di essere portati avanti, ma non possono essere gli unici. Ci deve essere una varietà dell’offerta culturale, con proposte che magari non pagano subito, ma che sono il seme del teatro di domani. Ecco a cosa guarda il nostro progetto. Non è un discorso nuovo al Teatro della Tosse, che ha sempre investito in simili spettacoli: quest’anno ci sarà la programmazione di Sala Trionfo, con titoli di grande richiamo, e a fianco, in Sala Campana, una stagione altrettanto bella ma formata da spettacoli di nuova drammaturgia italiana, compagnie emergenti validissime cui mancava solo un palco su cui poter mostrare il proprio lavoro. A fianco, la community di spettatori, vera e propria anima della stagione, cui si offrono non solo la visione ma diversi gradi di partecipazione a seconda di quanto vorranno interagire con noi: possono recensire lo spettacolo online, incontrare gli attori, venire a conferenze a tema, partecipare a viaggi in cui si va a vedere tutti insieme uno spettacolo fuori Genova… tutto questo è Cantiere Campana».
Decisamente una fruizione attiva… «Assolutamente. Riteniamo che nell’ecosistema del teatro gli spettatori siano una parte non solo integrante, ma importantissima: dopo tutto si fa teatro per il pubblico! Quindi perché non cercare di sapere il più possibile opinioni, gusti e predisposizioni? Queste sono cose che si scoprono soprattutto attraverso il dialogo. Ha già funzionato l’anno scorso col “Castello dei Sette Peccati” in cui attraverso un concorso abbiamo chiesto al pubblico, quindi a persone che fanno altri mestieri, di partecipare portando il proprio contributo creativo: molti hanno tanto da dire e proporre ma semplicemente non hanno l’occasione di esprimersi perché il loro lavoro li ha portati a fare altro. Abbiamo avuto un riscontro notevole e sono uscite fuori cose davvero belle. Questo dimostra che i genovesi hanno voglia di partecipare, di comunicare, manca solo qualcuno che dia gli strumenti e l’ascolto: il Cantiere si pone come ascoltatore».
Autori e compagnie giovani: significa mantenere il teatro un organismo vivo, con forte presa sulla realtà odierna… «Certamente! Tutti gli attori e i registi oggi famosi prima non lo erano, erano giovani con tanta voglia e talento, mancava qualcuno che desse loro fiducia. A loro è stata data e sono diventati le persone che noi conosciamo. In mezzo a coloro cui noi adesso decidiamo di dare fiducia, sappiamo che ci sono quelli che a cinque anni da adesso porteranno avanti il teatro. Abbiamo organizzato un ventaglio d’offerta molto ampio, con varie tipologie e compagnie da più parti d’Italia per far sì che a fine stagione il pubblico sappia dirci cosa ha gradito e cosa no, e avere uno strumento in più per costruire la stagione successiva. In particolare abbiamo sostenuto grandi idee non necessariamente portate avanti con grandi mezzi: è questo che ci ha permesso di offrire spettacoli a prezzi popolari».
Come funziona quindi l’accesso al Cantiere per i giovani registi e le giovani compagnie? «Durante la stagione le compagnie propongono i loro spettacoli alla direzione che li sceglie, con un occhio di riguardo ovviamente per tutte le giovani nuove proposte che devono andare a occupare lo spazio dedicato. A ciò si aggiunge un bando, “Pre-visioni”, cui possono partecipare tutte le compagnie presentando sul palco il loro lavoro. Per esempio abbiamo uno spettacolo, presentato l’anno scorso al bando, che quest’anno è in cartellone al Cantiere. Dall’anno prossimo vogliamo che queste scelte siano compiute dal Teatro insieme ai sostenitori»
Tu per esempio come sei arrivato? «La mia presenza qui dimostra l’apertura verso i giovani, mi hanno dato fiducia nonostante la mia relativamente giovane età. Nasco come attore ma dal 2006 mi sono appassionato sempre più alla regia, lavorando come assistente alla regia e regista. Poi mi sono avvicinato alla Tosse, visto che sono genovese e amo il mio territorio mi piace poter restituire qualcosa col mio lavoro; la collaborazione è andata avanti fino a trasformarsi in quello che è oggi, con questo progetto da sviluppare».
Oggi il teatro ha ancora un senso? È ancora un mezzo adatto a parlare alle persone e se sì perché? «Certamente. Il teatro non è la versione povera del cinema, il teatro è un’emozione, ti porta non tanto ad avere delle risposte ma a farti delle domande, è un momento unico. Col teatro tu scegli di abbandonarti per un’ora e mezza, entri in sala e credi a qualcosa che non c’è, a persone in uno spazio nero di 30 metri quadri che non sono chi dicono di essere, con una scenografia che finge, ma tu ci credi: si gioca a credere a un qualcosa, e se il gioco è portato avanti bene allora riesci a vedere un messaggio».
Abbandonarsi richiede predisposizione mentale e tempo. Come si richiama allora quel potenziale giovane pubblico abituato a un tempo di fruizione compulsiva profondamente diverso da quello del teatro? «È vero, è un tempo di fruizione passiva e compulsiva, dove tutto viene fatto nella maniera più breve possibile. Fortunatamente non tutte le persone vivono in questa dimensione. Noi cerchiamo di far capire agli spettatori di domani ma anche a quelli di oggi che esiste anche questo tempo che ti puoi prendere solo per te, e che è già presente nelle persone, altrimenti i teatri sarebbero vuoti, invece la gente viene ed è tanta; ma crediamo di poter raccogliere nuove fette di pubblico, e un modo è appunto la partecipazione attiva: le persone devono capire di non trovarsi davanti a un televisore, e che è necessario partecipare allo spettacolo col cervello e col cuore».
Tralasciando il fatto che i reiterati tagli stanno uccidendo arte e cultura, secondo te una struttura teatrale che funziona deve/può reggersi da sola o è giusto che venga finanziata? «Questo è un teatro stabile privato, quindi riceve finanziamenti molto inferiori ai teatri pubblici. Detto questo, io sono un profondo sostenitore del finanziamento perché il teatro muove una macchina grossissima che va oltre la rappresentazione in scena e comprende scrittori, tecnici, registi, strutture, uffici, costumisti… tutto questo ha un costo professionale e muove l’economia in una decisa percentuale di Pil. Ma lo scopo finale del teatro non è produrre guadagno, è produrre cultura. Alzare la qualità della vita delle persone. Non deve necessariamente avere un bilancio positivo dal punto di vista strettamente economico, perché il bilancio positivo ci sarà più avanti nelle persone, a cui dai il senso critico, la capacità di discernere giusto e sbagliato secondo il proprio criterio, gli strumenti per decidere. Andando a vedere anche cose classiche come Edipo, Romeo e Giulietta, Amleto, una persona esce più ricca, con i mezzi per riconoscersi e in un futuro prendere le proprie decisioni. Questo è un investimento che lo Stato deve fare per i suoi cittadini, e che quindi è giusto che sia finanziato e che non sia totalmente a carico del singolo, il quale altrimenti non potrebbe permettersi di pagare un biglietto che renda i soldi necessari ad andare in pari. Il teatro non dovrebbe preoccuparsi di andare in attivo, così come non deve, ovviamente, sprecare soldi; ma quando uno spettacolo viene fatto bene, con passione, e gli spettatori escono diversi da come sono entrati, allora non importa che ci sia stato o meno l’attivo».
Il nodo cruciale sta nell’attenzione, da parte del singolo ente, a non appiattire l’offerta culturale “perché tanto c’è il finanziamento”… «Certo. Non deve appiattire l’offerta ma non deve neanche, per paura della mancanza di finanziamenti, appiattirsi solo su quegli spettacoli che garantiscono di raccogliere fondi. Purtroppo, se si tratta il teatro da azienda, farà scelte da azienda. Se lo si tratta invece da risorsa e struttura importante della società, potrà comportarsi come tale, e a beneficiarne sarà soprattutto il cittadino».
Da martedì 23 a sabato 27 ottobre 2012 il Politeama Genovese inaugura la sua stagione teatrale con lo spettacolo “Apriti cielo” di e con Ficarra e Picone.
Questa la scheda dello spettacolo.
Ficarra & Picone ritornano al teatro dopo quattro anni. Il desiderio di sentire di nuovo il calore delle risate del pubblico, è stato la molla per la costruzione di questo nuovo testo. Tanti quadri che raccontano la quotidianità in tutte le sue sfaccettature, con i suoi paradossi al limite dell’assurdo. Un cadavere tra i piedi di due improbabili tecnici della tv è solo una sfortunata coincidenza o, come nella migliore “dietrologia italiana”, c’è un oscuro manovratore? Le leve del potere attuale sono in mano a “menti raffinatissime” disposte a tutto, o a uomini normali con i loro limiti? Il fanatismo religioso apre le porte del paradiso o dà vita a personaggi e situazioni dai risvolti assurdi e perciò divertenti? Una riflessione ironica sulla nostra società e sulla nostra nazione, uno spettacolo inedito e travolgente ancora una volta scritto e interpretato da Ficarra & Picone.
Orari biglietteria: dal lunedi al venerdì dalle 11.00 alle 19.00 continuato; sabato dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00; domenica dalle 15.00 alle 18.00 solo nei giorni di spettacolo; nelle sere di spettacolo dalle 20.00 alle 21.00.
Da martedì 23 a domenica 28 ottobre sarà in scena al Teatro della Corte lo spettacolo Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta, prodotto dal Teatro Stabile di Calabria e dal Teatro Quirino – Vittorio Gassman, che vede in scena gli attori Geppy Gleijeses, Lello Arena e Marianella Bargilli. La regia è di Geppy Gleijeses.
Usando come fonti principali del suo spettacolo il testo originale di Eduardo Scarpetta, l’adattamento fattone da Eduardo De Filippo e la sceneggiatura del film di Mario Mattoli con Totò, Geppy Gleijeses ha riservato per sé il ruolo dello scrivano pubblico Felice Sciosciammocca e ha chiamato al suo fianco Lello Arena per la parte del fotografo Pasquale, mentre il personaggio di Luisella è affidato a Marianella Bargilli.
Questa la trama dello spettacolo.
Felice e Pasquale convivono con le loro famiglie in uno squallido appartamento napoletano, facendo tutti i giorni i salti mortali per mettere a tavola qualcosa. La possibilità del riscatto dalla miseria quotidiana si presenta quando il giovane Eugenio, innamorato perdutamente di Gemma, figlia di un ex-cuoco arricchito, chiede loro di fingersi suoi parenti al fine di aggirare l’ostilità che il marchese suo padre ha dichiarato per quel matrimonio. Si articola così una farsa travolgente, fatta di equivoci e di travestimenti,
alimentata dal contrasto tra comportamento plebeo e atteggiamento aristocratico, resa spumeggiante da un fuoco di fila di trovate teatrali, con tanto di agnizioni finali.
Prezzi 25 € 1° settore e 17 € 2° settore. Lo spettacolo andrà in scena alle 20.30 nei giorni feriali e alle 16 la domenica.
Venerdì 19 ottobre 2012 alle 21 il Politeama Genovese ospita per la prima volta uno spettacolo di cabaret della compagnia Belo Horizonte, il cui ricavato sarà completamente devoluto a una causa umanitaria.
Belo Horizonte for Namibia ha infatti lo scopo di far acquistare di un macchinario di analisi che possa prevenire le malattie endemiche sia nei bambini, sia negli animali della Namibia, regione della costa africana sud occidentale.
Sul palco si esibiranno i comici Alessandro Bianchi e Michelangelo Pulci, Simonetta Guarino, Andrea Bottesini, Fiona e Laura, Stefano lasagna, Daniele Raco, Soggetti Smarriti Marco Rinaldi e Andrea Possa.
Il biglietto per la serata costa 13 €. Prenotazioni al 348 4594633.
Sabato 20 ottobre 2012 il Teatro di Cicagna ospita il concerto dei Nathan, cover band di uno dei gruppi più significativi nella storia della musica, i Pink FIoyd.
La band propone una scaletta rigorosa che ripercorre gli album più famosi della band britannica, dalle tracce inserite in “The Dark Side of the Moon”, “Wish you Were Here” o “The Wall”, fino a pezzi come “Echoes”, “Another Brick in the Wall”, “Comfortably Numb” e “Run Like Hell”.
I Nathan nascono a Savona nel 1997 come tribute band dei Genesis. Motori dell’iniziativa sono Flavio Esposito (tastiere), Bruno Lugaro (voce e basso) e Fabio Sanfilippo (batteria), che già nel 1977 avevano dato vita a un progetto analogo, poi fermatosi nel 1982. Quindici anni più tardi la “reunion” con il contributo fondamentale di Mauro Brunzu (chitarra e basso) di Monica Giovannini (cori) e, tre anni più tardi, del maestro Marco Milano (pianista e direttore d’orchestra).
Prezzi biglietti intero € 12 – ridotto € 10. La biglietteria del Teatro di Cicagna è aperta il mercoledì e giovedì dalle 16.30 alle 18.30 (con diritto di prevendita) e 1 ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Da giovedì 18 a sabato 20 ottobre il teatro Garage nel quartiere genovese di San Fruttuoso propone lo spettacolo Il maestro di tango, una storia di musica, danza e parole ambientanta in una fumosa milonga di periferia.
Una donna avvenente racconta e rivive la propria passione per il tango e quella per l’amore tout court, due sentimenti che si intrecciano tra presente e passato e che coinvolgono due uomini inquietanti.
Uno cela un passato ambiguo e lascia intuire un presente altrettanto discutibile, l’altro resta sempre un po’ in disparte spiando gli eventi e incalzandola con i suoi interrogativi.
Il risultato è una storia che ha come protagonista un personaggio femminile ironico e molto dark, in cui la danza si inserisca armonicamente nel tessuto narrativo affidato agli attori, giocando la cifra della leggerezza e dell’ironia.
Lo spettacolo verrà riproposto nel teatro di San Fruttuoso anche da giovedì 25 a domenica 28 ottobre. L’orario degli spettacoli è ore 21 nei giorni feriali, ore 17 la domenica.
Debutta questa sera (martedì 16 ottobre, ndr) lo spettacolo inaugurale della nuova stagione al Teatro della Corte: La grande magia, di e con Luca de Filippo e tratto dall’omonima opera di Eduardo De Filippo, sarà in scena da oggi fino a domenica 21 ottobre (feriali ore 20.30 – domenica ore 16).
Prodotto da Teatro Stabile dell’Umbria e da Elledieffe, La grande magia è diretto e interpretato da Luca De Filippo affiancato dagli attori della sua compagnia.
Scritta da Eduardo nel 1947 e messa in scena per la prima volta nel 1950, La grande magia racconta come il professor Otto Marvuglia, prestigiditatore e illusionista, durante uno spettacolo di magia riesca a far “sparire” la moglie di Calogero Di Spelta. In realtà, lo spettatore sa subito che la “sparizione” è stata concordata con la donna al fine di consentirle di fuggire con l’amante; ma l’illusionista fa credere al marito che potrà ritrovarla solo se aprirà con totale fiducia nella fedeltà di lei la scatola nella quale sostiene che la donna sia stata per magia rinchiusa.
Per acquistare i biglietti telefonare allo 010 5342300. Prezzi: 25 € (1° settore) e 17 € (2° settore).
Tanta, tantissima carne al fuoco per la quinta stagione de La Claque, lo spazio in San Donato inaugurato cinque anni fa come “costola” del Teatro della Tosse e che oggi è diventato – secondo le parole del direttore artistico del Teatro Emanuele Conte – “un esempio virtuoso di come si può lavorare nello spettacolo e nella cultura” e che nella scorsa stagione ha registrato oltre 200 artisti sul palco e più di 10.000 presenze. Una realtà completamente autofinanziata (a differenza del Teatro, che in quanto tale percepisce anche soldi pubblici) e che è diventata un punto di riferimento a livello nazionale per eventi di musica e cultura.
La nuova programmazione prende il via giovedì 18 ottobre con il coordinamento artistico di Marina Petrillo, con una serie di eventi culturali e di spettacolo che animeranno lo spazio fino ad aprile 2013. Tante novità importanti che si affiancano ai consueti appuntamenti di musica e teatro: sono ormai consolidate le collaborazioni con realtà genovesi quali Disorder Drama e Belo Horizonte (proprio alla Claque viene girato il loro show televisivo Copernico, in onda su Sky) e con Elisa D’Andrea, che dopo il successo di Cabaret Burlesque propone quest’anno Cabaret Bingo. Inoltre a partire da questa stagione si uniscono nuovi partner come la Genoa Comics Academy, un poetry slam organizzato da Anna Ariemma nel bar della Claque, una serie di mostre di giovani artisti genovesi curate da Fabio Giordano.
Non solo: La Claque sarà una delle tappe di Emergenza, il festival per band musicali esordienti più grande al mondo, e di una serie di cinque seminari di tecnica e filosofia musicale, organizzate da UPR e che vedrà la presenza di nomi importanti come Massimo Bubola, co-autore di molti brani di Fabrizio De Andrè.
Per scoprire tutte le attività in programmazione alla Claque tenete d’occhio la nostra agenda eventi.
Giovedì 11 ottobre 2012 riparte la stagione del Teatro della Corte con uno spettacolo organizzato in occasione del Salone Nautico: gli attori Tullio Solenghi, Maurizio Lastrico ed Enzo Paci, che si sono formati in tempi diversi alla Scuola di Recitazione dello Stabile di Genova, sono in scena per lo spettacolo “Attenti a quei tre” (inizio ore 20.30).
Tre autori-attori che sanno coniugare la qualità della recitazione teatrale con la scintilla creativa di una comicità sempre personale. Tre modi diversi di saper intrattenere il pubblico. Solenghi con la maturità professionale acquisita in tanti anni di palcoscenico e di televisione e con un repertorio vastissimo d’imitazioni e variazioni sul linguaggio dialettale. Lastrico con la sua capacità di raccontare la vita quotidiana traducendola in terzine dantesche (grande successo a Zelig), ma anche di valorizzare le risorse comiche del dialetto genovese. Paci portando sulla scena i suoi pezzi comici che raccolgono le riflessioni e gli sfoghi, spesso ironicamente rabbiosi, di un trentenne che si accorge come nella vita abbia sbagliato sia nel rapporto con le donne, sia nella gestione delle piccole cose quotidiane.
Prezzo dei biglietti: € 25 primo settore, € 17 secondo settore, € 11 giovani fino a 26 anni.
Riparte la stagione teatrale del Duse con lo spettacolo Molto rumore per nulla, tratto dall’omonima commedia di William Shakespeare e che andrà in scena da martedì 9 a domenica 28 ottobre 2012.
Tema dell’opera è l’incrocio fra due storie d’amore. All’origine del titolo Molto rumore per nullasta la calunnia con la quale Don John cerca di screditare Ero agli occhi del suo promesso sposo Claudio; a questo triangolo amoroso si intreccia la storia della coppia formata da Beatrice (cugina di Ero) e Benedetto (fratellastro di Don John).
Lo spettacolo è una coproduzione del Teatro Stabile di Genova e della Compagnia Gank, composta interamente da attori formatisi alla Scuola di Recitazione di Genova. Prima del Teatro Duse, è stato rappresentato al festival teatrale di Borgio Verezzi.
Lo spettacolo andrà in scena alle 20.30 nei giorni feriali e alle 16 la domenica.
Il Teatro della Tosse inizia la nuova stagione teatrale con lo spettacolo La regola del gioco, che andrà in scena da mercoledì 10 a domenica 21 ottobre.
Un’anziana coppia che ha passato insieme la vita; due giovani donne; un marito, una moglie, un’amante. Figure quotidiane che compiono gesti semplici e ripetuti all’interno del caos che li circonda o che hanno contribuito a creare con le proprie mani. Sono sospesi, come fluttuanti nell’aria, senza contatto con il terreno, concentrati sulle loro minute realtà. Quattro quadranti di luce in cui hanno luogo altrettante situazioni. In scena solo dieci sedie bianche. È l’azione a parlare, i sette attori sono sempre sul palco. I protagonisti si muovono e i loro doppi vengono proiettati su uno schermo grande quanto il palcoscenico. Una videocamera dall’alto percepisce con fermezza i loro movimenti ossessivi. Vengono trasformati in animali da laboratorio. Lo spettatore ha due prospettive.
Sul palcoscenico gli attori Silvia Bottini, Linda Caridi, Bruno Cereseto, Sara Cianfriglia, Andrea Di Casa, Sara Nomellini, Lucia Schierano.
Lo spettacolo avrà inizio alle 20.30 (con aperitivo a buffet a partire dalle 19.30), mentre solo la domenica sarà anticipato alle 18.30. La biglietteria del teatro è aperta dal lunedì al venerdì ore 9-20, sabato ore 15-20 e domenica ore 15-18.
Per il Teatro Hop Altrove, un piccolo gioiello incastonato nei vicoli genovesi con una storia travagliata alle spalle, si profila all’orizzonte l’ennesima opportunità di rinascita: ad ottobre, infatti, scade la concessione per l’affidamento dello spazio ed il Comune di Genova, proprietario del cinquecentesco palazzo Fattinanti Cambiaso, sede del teatro, si prepara a bandire una gara per trovare un nuovo soggetto gestore.
Nel luglio scorso l’amministrazione comunale ha organizzato un incontro pubblico in piazza Cernaia proprio per discutere sul futuro dell’Hop Altrove. La cittadinanza ha risposto positivamente, comitati, associazioni, residenti sono intervenuti con proposte e idee per la gestione di un luogo unico nel suo genere, ubicato in piazzetta Cambiaso, nelle immediate vicinanze della Maddalena. All’incontro di ascolto erano presenti Carla Sibilla, assessore alla cultura e al turismo del Comune di Genova, Elena Fiorini, assessore alla legalità e ai diritti e due esponenti del Municipio Centro Est, il presidente Simone Leoncini e l’assessore allo sviluppo economico, Maria Carla Italia. «L’obiettivo è ascoltare in vista dei tempi di affidamento che scadono a ottobre. L’impostazione dell’amministrazione vuole abbracciare una modalità più aperta e trasparente che combini le finalità di questo spazio con la necessità di sostenibilità in un bando pubblico».
In quest’occasione due posizioni, tra le altre, hanno trovato maggiore condivisone: la prima, per una gestione pubblica e partecipata da più soggetti del quartiere; la seconda per una funzione esclusivamente teatrale.
Come spiega l’assessore Maria Carla Italia «Gli orientamenti emersi dall’assemblea sono questi. Il 4 ottobre sentiremo in audizione i gruppi rappresentativi del territorio per portare le loro istanze all’attenzione del Comune. Continuiamo il processo di partecipazione collettiva. Il teatro Hop è un luogo che merita la massima visibilità e può contribuire al rilancio del centro storico».
«Faremo ancora un passaggio in commissione per confrontarci con gli stakeholder (soggetti portatori di interesse della comunità, ndr) ad esempio il Civ di zona – aggiunge l’assessore comunale alla cultura e al turismo, Carla Sibilla – Il bando potrebbe essere pronto intorno a metà ottobre».
Ripercorrendo brevemente la storia recente del teatro emergono enormi difficoltà di gestione legate soprattutto al difficile contesto in cui si trova, nel cuore della città vecchia e alla particolare natura dell’edificio che lo ospita. Palazzo Fattinanti Cambiaso, sede del Teatro Hop Altrove, è un edificio cinquecentesco situato poco distante dalla Chiesa di Santa Maria delle Vigne. Inizialmente di proprietà della famiglia nobiliare Fattinanti, che annovera tra i suoi esponenti un doge (Prospero Centurione Fattinanti), viene rinnovato nel ‘600 per volontà dell’allora proprietario Gio.Giacomo Centurione, per passare in mano ai Cambiaso nel ‘700. Durante il secondo conflitto subisce danni gravissimi, venendo semidistrutto dal famigerato bombardamento del 22 ottobre 1942, quando su Genova si abbattono 85 bombardieri inglesi Lancaster. Le operazioni di restauro conservativo, terminate nel 2003 dalla Soprintendenza ed effettuate sotto la direzione di Nicolò de Mari, hanno riportato alla luce gli affreschi della loggia e dei locali superiori. Il Comune di Genova, grazie ai fondi delle Colombiadi, ha speso la bellezza di 2 miliardi delle vecchie lire per riportarlo all’antico splendore. La ristrutturazione ha portato alla ridefinizione degli spazi principali, ovvero teatrino da 80 posti al piano terra e ristorante al piano superiore.
A partire dal 2003 e fino al 2007 la gestione è affidata a Mario Jorio che ha dovuto fare affidamento esclusivamente sulle sue forze, senza godere di nessun finanziamento pubblico. Fino al 2006 ha proposto una programmazione teatrale e culturale a cui ha affiancato una biblioteca di cinema e teatro ed un’attività di ristorazione, nell’ambito di una convenzione con il Comune di Genova che prevedeva l’apertura del ristorante solo nelle serate di spettacolo. Purtroppo però, nonostante la notevole qualità artistica degli eventi proposti, l’Hop Altrove non è mai riuscito ad attirare il grande pubblico e nel 2007 Jorio è stato costretto a gettare la spugna.
D’altra parte una programmazione prettamente teatrale in uno spazio così ridotto e difficile da raggiungere, se non addirittura sconosciuto ai più – sia nella sua veste storica di edificio vincolato e restaurato sia in quella odierna di “centro culturale polivalente” (così appare la denominazione nell’elenco dei beni vincolati della Soprintendenza) – dà adito a qualche ragionevole dubbio sulle concrete possibilità di ricavare degli utili dall’attività, considerati i problemi che già soffrono ben più grandi e importanti teatri cittadini, Carlo Felice in primis. Inoltre a ben vedere la definizione stessa con cui l’Hop viene indicato nell’elenco suggerisce una varietà dell’offerta culturale e artistica, non limitata al solo teatro.
La conferma arriva dallo stesso assessore alla cultura e al turismo del Comune di Genova, Carla Sibilla «Siamo perfettamente consapevoli che la sola funzione teatrale non sarebbe economicamente sostenibile. Vogliamo coniugare le esigenze di spazio delle realtà associative con gli interessi privati del futuro gestore. Le attività culturali necessariamente saranno affiancate da altre attività. E probabilmente quest’ultime non saranno così strettamente legate agli eventi. Abbiamo già ricevuto alcune manifestazioni di interesse e questo è un fatto positivo».
Da circa tre anni l’Hop è gestito dalla cooperativa Altrove presieduta da Giuseppe Varlese che ha provato a promuovere un centro di cultura enogastronomica, in particolare dedicato alla storia della birra. L’idea di Varlese era quella di vendere la birra artigianale di sua invenzione, la “Bryton” chiamata “la birra dei liguri”, in occasione di eventi teatrali, musicali ed artistici.
Ma la sua gestione è stata contestata dall’amministrazione comunale che gli ha notificato per tempo la disdetta anticipata del contratto di appalto. Le contestazioni che gli vengono fatte sono l’inadempienza rispetto alle clausole di concessione in due punti: non ha rispettato il programma culturale e i giorni di cessione gratuita degli spazi.
Per quanto riguarda il primo aspetto occorre sottolineare che Varlese ha dovuto fare i conti, nel corso del 2011, con il rovinoso crollo del soffitto della sala – corrispondente al pavimento del locale superiore adibito a bistrot – dovuto a gravi e ripetute infiltrazioni d’acqua che hanno danneggiato anche l’impianto elettrico. Ovviamente l’incidente ha compromesso, per lungo tempo, la programmazione degli eventi. In seguito, secondo il Comune, il gestore avrebbe comunque privilegiato l’attività di ristorazione e bar che al contrario doveva essere intrinsecamente legata all’organizzazione di momenti culturali.
In merito alla seconda contestazione, ovvero la prevista cessione gratuita degli spazi per 60 giorni all’anno, Varlese afferma che ne avrebbe rispettati circa 15, lamentando comunque il fatto di essersi fatto carico delle spese di energia elettrica e acqua durante quei giorni oltre che di quelle di pulizia.
«Durante i 3 anni di gestione non ho mai ricevuto alcun supporto economico da parte del Comune – spiega Varlese – il mancato pagamento dell’affitto è dovuto al crollo del soffitto per il quale ho dovuto sostenere le spese di recupero». Resta l’interrogativo su come sia possibile che il gestore intervenga a mano libera su un bene di proprietà del Comune e per di più vincolato.
Varlese non intende presentarsi al nuovo bando perché ritiene impossibile la gestione nei termini che si vogliono dettare. E proporrà la sua formula in un nuovo e più favorevole contesto.
«Durante la riunione del 25 luglio, alla quale non sono stato neppure invitato, ci sono stati una ventina di interventi per altrettanti comitati ma non c’è stato spazio alcuno, né ci sarà in futuro, per le espressioni e le esigenze delle comunità extracomunitarie che pure vivono la Maddalena ma non vengono coinvolte», è la critica che muove Varlese all’amministrazione comunale.
Gli ottanta posti a sedere del teatro sono da lui considerati assolutamente insufficienti, anche se si facesse il tutto esaurito, a coprire da soli le uscite, in assenza di un aiuto pubblico o di un’altra fonte di entrate.
«L’attività culturale in uno spazio del genere va affiancata a quella di ristorazione o di bar se si vuole garantire quanto meno il pareggio di bilancio», ribadisce Varlese.
Le iniziative che hanno avuto maggiore successo sono state le mostre e la musica, le prime ospitate nella loggia cinquecentesca adibita a foyer, la seconda nella sala adiacente. Alla nostra visita il luogo è parso integro e il pavimento del piano superiore calpestabile (eccetto una limitata parte di parquet che affonda vistosamente), ma non è stata eseguita alcuna perizia che certifichi l’agibilità. I vigili del fuoco sono intervenuti fermando l’infiltrazione, ma il resto dei lavori sarebbero stati fatti dall’attuale gestore.
Matteo Quadrone e Claudia Baghino
[foto di Daniele Orlandi]