Mese: Ottobre 2011

  • Opening collettivo delle gallerie d’arte di Genova: gli artisti e le installazioni

    Opening collettivo delle gallerie d’arte di Genova: gli artisti e le installazioni

    Per i non appassionati o per i più distratti le gallerie d’arte del centro storico probabilmente sono quasi invisibili. Strette nelle pieghe dei caruggi, si affacciano sulla strada con angusti ingressi o ripide scale, quando addirittura non rimangono nascoste ai primi piani di antichi edifici provvisti di spessi portoni. Solo alcune espongono sobrie insegne verticali. Generalmente aprono solo alcune ore durante la giornata, talvolta esclusivamente su appuntamento. Tutto cambia in occasione dell’Opening collettivo autunnale. Per un giorno, queste gallerie aprono tutte contemporaneamente e restano aperte fino a mezzanotte. Man mano che si fa buio, le loro luci illuminano i vicoli, mentre il via vai di visitatori che entrano ed escono aumenta e quando si entra si è accolti dal vociare delle persone che a piccoli crocchi osservano, chiacchierano, e commentano le opere esposte.

    L’associazione START Genova riunisce le gallerie d’arte moderna e contemporanea del centro cittadino. Curiosando tra le varie gallerie abbiamo parlato con artisti e galleristi di arte, scelte, vita, esperienze, impressioni, opere.

    Alla Pinksummer di Palazzo Ducale le tre artiste islandesi che compongono il collettivo Icelandic Love Corporation espongono una grande ruota fatta di legno intagliato, calze di nylon e fonti luminose, che rappresenta il ciclo femminile in relazione alle fasi lunari. Le galleriste hanno contattato il trio dopo averne seguito il lavoro e le performances (in una performance eseguita a Copenhagen in occasione di una mostra sul cambiamento climatico hanno mangiato sushi di balena vestite di pelliccia come atto di denuncia dei crimini umani contro la natura). “Ci è piaciuto molto il loro modo di lavorare e di saper fondere l’aspetto lavorativo con gli altri aspetti della vita. Quando siamo andate a vedere il loro atelier una di loro aveva avuto da poco un bambino che era lì tranquillamente con noi nel corso dell’incontro e passava dalle braccia di una a quelle dell’altra, mentre discutevamo di lavoro bevendo un tè” racconta Francesca Pennone.

    Riguardo all’aderenza dell’arte alla realtà, la gallerista dice “noi amiamo molto il lavoro che non sia eccessivamente didascalico e diretto, o di troppo facile lettura, ma l’opera è comunque sempre legata al contesto storico, politico, sociale, economico che si sta vivendo. Poi il risultato può essere più o meno visionario, più o meno astratto, e la ricezione dell’opera è diversa a seconda del pubblico: quello generalista e meno formato è attratto da lavori immediatamente coinvolgenti, meno da opere più concettuali che magari generano la sensazione di non capire. Per questo noi cerchiamo sempre di accompagnare la comprensione delle opere”. Lavorare in gruppo non è mai semplice, specie se si tratta di mettere insieme ispirazioni artistiche per farle confluire in un’opera finita: “Abbiamo idee diverse ma collaboriamo sempre, facciamo dei brainstorming, discutiamo molto” raccontano le tre artiste. “Per noi l’ideale è che le persone pensino con la loro testa e scoprano le emozioni che provano di fronte alle nostre opere”.

    Alla UnimediaModern di Piazza Invrea invece la gallerista Caterina Gualco ospita una tranche della rassegna di Maria Rebecca Ballestra, organizzata in cinque diverse sedi espositive: “Di solito prima di fare una mostra devo conoscere bene l’artista, in questo caso non è stato così, sono stata affascinata dall’idea del progetto, che prevedeva una sinergia tra pubblico e privato con lo snodarsi della mostra in luoghi diversi (Villa Croce, Castello d’Albertis, Sala Dogana, UnimediaModern, Genoa Port Center), e dai temi affrontati dall’artista, certo dolorosi, senza speranza in qualche modo (Rebecca tratta problematiche quali consumo di risorse naturali, cambiamenti climatici, manipolazioni transgeniche, diritti umani, sperequazioni sociali) però io sono convinta che la Bellezza abbia un ruolo molto importante che è quello di portarci la voce del “luminoso”. Sono sei lavori, uno per esempio ci mostra luoghi di potere temporale e spirituale sommersi dalle acque o dalle nuvole, uno è sul cibo geneticamente modificato, un altro sulle pandemie che potrebbero invadere il mondo. Iil pubblico dimostra moltissimo interesse sia per gli argomenti trattati sia per il modo in cui vengono trattati”.

    Alla Guidi&Schoen di Vico Casana lo spazio espositivo accoglie un’installazione sonora interattiva, “Inside Outside”: settanta sfere di vetro soffiato trasparente pendono dal soffitto a diverse altezze, appese a fili in nylon. Ciascuna accoglie un piccolo altoparlante da cui si dipana il cavo audio che una volta a terra si unisce agli altri in un fascio che corre verso la parete. Gli altoparlanti, collegati a microfoni piazzati all’esterno della galleria, in strada, trasmettono i rumori che vengono da fuori. L’effetto è straniante: il cicaleccio confuso si fa suono singolo appena ci si accosta ad una sfera, mentre lo sguardo vaga su queste bolle che brillano alla luce di piccoli faretti, uniche fonti luminose. Una piccola selva di fiori alieni che bisbigliano.

    È stata la morfologia stessa dei vicoli a suggerire l’idea agli artisti Roberto Pugliese e Tamara Repetto, spingendoli ad alterare i confini noti attraverso la messa in relazione dello spazio esterno con quello interno, portando il mondo fuori dentro la galleria. “Durante i sopralluoghi siamo stati colpiti dalla grande attività acustica che caratterizza i vicoli” dice Roberto, “le sfere sono realizzate a mano, quindi ognuna diversa dall’altra e con una risonanza diversa. Sono micromondi acustici a sé stanti che insieme danno vita all’installazione. Le persone sono incuriosite e attratte dall’aspetto estetico ma soprattutto da quello sonoro, perché i suoni decontestualizzati e proposti in questo modo vengono considerati in maniera totalmente diversa”.

    Le mostre nelle ventiquattro gallerie restano in allestimento per un periodo medio di un mese.

    di Claudia Baghino

    Foto di Daniele Orlandi

  • Biblioteca Berio: gli eventi culturali del mese di ottobre

    Biblioteca Berio: gli eventi culturali del mese di ottobre

    Biblioteca BerioEcco tutti gli eventi della Biblioteca Berio della seconda età di ottobre.

    LUNEDI’ 17 OTTOBRE

    -H 1730 Presentazione della 60° Stagione del Teatro Stabile di Genova. Relatore: Aldo Viganò (Critico teatrale e cinematografico)

    MARTEDì 18 OTTOBRE

    -H 1730  Incontro  “La salute della donna: strategie per la prevenzione del tumore al seno”. Nell’ambito della Campagna Nastro Rosa Interventi di  Andrea Puppo (S.C. Ginecologia Oncologica – IST Genova, Presidente LILT – Sez.ne Genova) , Andrea Imperiale (Responsabile Diagnosi Senologica –  Poliambulatorio Palazzo della Salute, ASL3 Genovese), Luciano Canobbio (U.O.S. Oncologia Medica, ASL3 Genovese, Presidente Comitato Regionale Ligure LILT), Daniele Friedman (Direttore Semeiotica Chirurgica – Chirurgia senologica, A.O. San Martino). Incontro informativo a cura di specialisti finalizzato a fornire  informazioni sulla prevenzione del tumore al seno, sui primi sintomi della malattia, la sua diagnosi, la sua evoluzione e le cure che si utilizzano attualmente. Possibilità di effettuare una visita senologica gratuita

    MERCOLEDI’ 19 OTTOBRE

    -H 1730 Incontro “Buono, Equo & Solidale: viaggio alla scoperta delle squisitezze del mondo”. Curiosità sugli alimenti provenienti da tutto il mondo . Presentazione libro  “Nuvole di drago e granelli di cous-cous”. Ricette facili di un gastronomade senza frontiere  Vittorio Castellani – Ed. A.Vallardi. Interventi:  Pietro Bellantone (PR di EventidAmare )  Vilma Cortesogno (Responsabile settore Educazione al Consumo di Coop Liguria)  Vittorio Castellani (Giornalista “gastronomade”). In occasione della settimana dedicata da Coop Liguria alla sensibilizzazione del commercio equo-solidale, alla Berio interviene Vittorio Castellani, in arte Chef Kumalé, che alterna attività di studio e ricerca sulle cucine del mondo con quella di comunicazione e organizzazione di eventi etno-gastronomici, raccontando delle varie culture incontrate nei suoi innumerevoli viaggi.

    GIOVEDI’ 20 OTTOBRE

    -H 17 Ciclo di Incontri  Demenza e malattia di Alzheimer – I Incontro – “Decisioni sanitarie nel demente”. Relatore: Franco Heriquet (Pres. Ass. Gigi Ghirotti), moderatore  Paolo Viarengo (Giudice sez. Famiglia Tribunale di Genova)

    VENERDI’ 21 OTTOBRE

    -Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Adagio e Curioso 2011 – Inaugurazione Mostra “…Che l’Italia unita intera / sorga al fine a libertà”: personaggi, storie, atmosfere risorgimentali riemergono da pagine e documenti originali della Biblioteca Berio.Orari da lunedì e venerdì 14.00-18.00 – martedì e giovedì 9.00-13.00 mercoledì 9.00-18.00. Chiuso festivi

    SABATO 22 OTTOBRE

    H 9-1830 Ottobre piovono libri. Mercatino di San Frumenzio. Per l’intera giornata, nel giardino della Biblioteca: mercatino, mostre, laboratori, letture, attività, visite guidate. Il mercatino nasce nel 2007 per “mettere in circolo” parte dei libri che vengono donati alla Berio dai cittadini ed esposti nel giardino della Biblioteca per l’intera giornata. I libri che a qualcuno non servono più, o che non sono stati “amati”, trovano così nuova vita, passando ad un nuovo lettore. La piccola offerta libera in denaro che viene lasciata per acquisire il libro scelto, servirà a finanziare progetti mirati.

    DOMENICA 23 OTTOBRE

    -H 11-13 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre Conferenza “Da cereali e frutta, nuovi alimenti sani e naturali”. Un progetto europeo di sostenibilità e innovazione. Relatore: Fabio Fava (Università di Bologna)

    -H 18/20 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “Nuove sfide della ricerca sui materiali compositi”. Relatori: Luigi Nicolais (Università Federico II di Napoli), Saverio Russo (Università di Genova)

    LUNEDI’ 24 OTTOBRE

    Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “La salute dalla medicina molecolare. Alla scoperta di un nuovo metodo diagnostico”. Relatrice: Carla Ferreri (CNR Area di Ricerca di Bologna) Berio e Associazione Festival della Scienza

    MARTEDI’ 25 OTTOBRE

    -H 11 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre. Conferenza “I corpi minori. Piccoli (e importanti) attori del Sistema Solare” Relatore: Alberto Cellino (Primo Ricercatore dell’INAF, Osservatorio Astronomico di Torino).

    -H 17 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Adagio e Curioso 2011 – Conferenza “Cosa c’è sotto i nostri piedi? Geologia urbana a Genova”. Interventi: Marco Firpo e Maria Cristina Bonci (Dipartimento per lo Studio del Territorio e delle sue Risorse dell’Università di Genova). I relatori, attraverso le conoscenze acquisite durante le loro ricerche, accompagneranno gli ascoltatori alla scoperta del mondo sotterraneo sopra il quale è sorta Genova e nel tempo vi si è ampliata. Parleranno di morfologie ormai scomparse, di fondali marini e degli animali che vi abitavano, di stratigrafie, di rocce e di sedimenti per descrivervi l’evoluzione del paesaggio costiero genovese negli ultimi cinque milioni di anni.

    MERCOLEDI’ 26 OTTOBRE

    -H 11 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “ABC…L come latte!”

    -H 16 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “La scienza in Italia negli ultimi 150 anni”. Miti da sfatare e ostacoli della scienza italiana. Relatore: Angelo Guerraggio (Università Insubria di Varese)-H 18/20 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre. Conferenza “Centenario della superconduttività: conquiste e delusioni”

    -H 21  “Rose tra i libri”. Il fascino del ricamo alla Berio. Incontro-Spettacolo “Musica e Poesia”. Cenni di storia del punto croce intervallati da letture di testi letterari e dall’esecuzione di brani musicali sul tema delle “arti femminili”
    GIOVEDI’ 27 OTTOBRE

    -H 11 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre Conferenza “Che cos’è il global warming?”. Clima e riscaldamento globale spiegati ai ragazzi. Relatore: Antonello Provenzale (CNR Torino)

    -H 1430 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre Adagio e Curioso 2011 – Laboratorio “Rileghiamo”. Visita guidata al Laboratorio di Legatoria della Biblioteca Berio per scoprire come è fatto un libro, provare a smontarne i fascicoli e a ricucirli, preparare i piatti, il dorso, le sguardie, vedere in funzione rifilatrici e presse.

    -H 15 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “Il mesotelioma maligno: dagli errori del passato alle necessità del futuro”. Relatrice: Francesca Pentimalli (Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano, Avellino.

    -H 18/21 Nell’ambito della Campagna Nastro Rosa “Aperitivo in rosa”. La Lega Italiana per la Lotta ai Tumori di Genova propone un aperitivo solidale per raccogliere fondi destinati all’acquisto di un nuovo ecografo. Il dott. Andrea Puppo (Presidente Lega Tumori Genova) presenta l’iniziativa e un bilancio della Campagna Nastro Rosa che si conclude Nel corso della serata, alle 18:30 e – in replica – alle ore 20:00 verrà presentato un estratto del format “i 7 vizi capitali®” di Francesca Isola (attrice) e Laura Strazzeri (consulente e coach); sette irresistibili personaggi femminili alle prese con gli eterni buoni propositi, si avventurano nel mondo dell’astrologia e della mitologia alla ricerca delle corrette abitudini di vita. Per partecipare all’evento è richiesto un contributo di 10 euro

    VENERDI’ 28 OTTOBRE

    -H 11 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “Mente, musica e bambino”. Relatori: Alessandro Antonietti (Università Cattolica di Milano), Andrea Apostoli (Musicista), Carlo Proietti (Docente Conservatorio Niccolò Paganini Genova), Danilo Spada (Università San Raffaele Milano).

    SABATO 29 OTTOBRE

    H 9.30 – 13.00 / 14.30 – 18.00 Convegno “Vedi come da indi si dirama l’oblico cerchio che i pianeti porta”. Introduzione: Lucia Bellizia (Presidente Apotélesma), relatori  Giancarlo Ufficiale, Giuseppe Bezza, Gabriele Ruscelli, Marco Fumagalli, Gabriele Vanin

    H 15 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Adagio e Curioso 2011 – Laboratorio “Alla scoperta del libro antico”. Alla scoperta dei tesori nascosti della Biblioteca Berio, tra pergamene medievali, codici miniati, raccolte di stemmi, primi libri a stampa. Dalla pergamena alla carta, dai codici miniati ai primi libri a stampa, per toccare con mano l’opera di amanuensi, miniatori, tipografi e incisori e capire, grazie al confronto tra il libro di oggi e i suoi antenati, che cosa è rimasto e che cosa è cambiato. In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia saranno presentati anche libri e documenti originali del Risorgimento per vedere da vicino i libri che hanno fatto gli Italiani.

    DOMENICA 30 OTTOBRE

    -H 10/18 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre Mostra “La vita delle isole: guardare il piccolo per capire il grande”. Natura ed evoluzione in mondi in mezzo al mare – Laboratorio “Indovina la sostenibilità”

    -H 16 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “Medicina di genere: presente o futuro?”. Curarsi tenendo conto delle differenze. Relatore: Antonello Provenzale (CNR Torino)

    -H 18/20 Conferenza “Matematica in relax”. Relatore: Maurizio Codogno (System Architect Telecom Italia).

     LUNEDI’ 31 OTTOBRE

    -H 11 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “La scienza in campo. Un dribbling tra la fisica”. Relatori: Nicola Ludwig (Università di Milano) ePaolo Colombo

    -H 16 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “Il contributo degli ecclesiastici italiani alle scienze fra XIX e XX secolo. Vita e opere di religiosi dediti alla scienza”. Relatore: Sergio Pagano (Vescovo; Membro Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa).

     

     

     

  • Greenpeace: “Allarme inquinamento per il Santuario dei Cetacei”

    Greenpeace: “Allarme inquinamento per il Santuario dei Cetacei”

    La balena biancaCiao sono una balena. No, non una signora un po’ avanti negli anni che, tra il calo ormonale, una certa pigrizia per l’attività fisica e continui peccati di gola, si contorce come una serpe per calarsi in abiti impossibili il cui unico vantaggio è l’etichetta con una taglia in meno.

    Sono proprio una balena, quelle per cui la costa ligure era chiamata dai romani “Costa balaenae” e dove nuoto beata insieme ai miei cugini i delfini a cui Portofino,”Portus delphinii”, deve il nome. Ti voglio presentare alcune specie della nostra famiglia: io sono una balenottera comune (Balaenoptera physalus), vicino a me puoi vedere il tursiope (Tursiops truncatus), la stenella striata (Stenella coeuruleoalba), il sempre più raro delfino comune (Delphinus delphis) ed infine il maestoso capodoglio (Physeter macrocephalus).

    Viviamo nel Mediterraneo, in un’area protetta chiamata ”il Santuario dei Cetacei” che, grazie ad una collaborazione tra Francia (Costa Azzurra e Corsica), Principato di Monaco e Italia (Liguria, Toscana e nord della Sardegna), ha visto la luce nel 1999. Devo dire che mi sentivo a casa. Certo i pericoli sono sempre in agguato: incontri accidentali con imbarcazioni nautiche o con grandi reti ma l’inquinamento non l’avevo proprio considerato.

    Così mi sono ritrovata a Genova, davanti al maestoso Palazzo Ducale, in compagnia degli amici di Greenpeace. Ero un po’ rigida in quell’involucro di cartapesta, il sorriso era quello di convenienza ma il cartello “cerco casa” faceva il suo effetto. Per completare la scenografia, i miei amici in tuta arancione hanno appeso striscioni alle finestre del palazzo della Regione con la scritta “Santuario inquinato, ora basta!” e si sono incatenati a dodici bidoni con la scritta “danger”. Perché? Per l’inquinamento da metalli pesanti, composti di idrocarburi aromatici, residui organici pullulanti di batteri fecali e tante altre sostanze tossiche che sono state riscontrate in ben 5 punti della costa ligure: Vado Ligure presso la foce del Segno, Cogoleto in corrispondenza della nota Stoppani , porto commerciale genovese presso l’Ilva, foce del Magra, bacino del porto della Spezia.

    Ma il problema non è solo il mio: pensa a cosa metti in tavola quando ti nutri con i miei coinquilini, i pesci, o cosa ti scivola sulla pelle quando ti godi un bagno ristoratore nei caldi giorni estivi. Allora, sei d’accordo con me? Bisogna fare qualcosa perché un’ incantevole santuario non si trasformi in un lugubre cimitero.

    Adriana Morando

  • Le magie di un artista praghese in mostra al Museo Sant’Agostino

    Le magie di un artista praghese in mostra al Museo Sant’Agostino

    Libro Pop UpLa prima mostra in Italia dedicata all’artista praghese Vojtěch Kubasta: un viaggio alla scoperta dei capolavori di questo artista ancora poco conosciuto a livello mondiale, capace di rivoluzionare la storia della grafica e dell’illustrazione.

    Le sue opere più conosciute sono i libri pop up, in cui architetture di castelli, città e luoghi incantati balzano magicamente fuori dalle pagine, ma l’intera collezione in esposizione al Museo di Sant’Agostino raggiunge livelli di altissima qualità ed inventiva.

    La mostra è aperta da martedì a venerdì dalle 9 alle 19, il sabato e domenica dalle 10 alle 19.

  • Inaugura Palazzo Verde, un centro per l’educazione ambientale

    Inaugura Palazzo Verde, un centro per l’educazione ambientale

    Magazzini abbondanzaMercoledì 19 ottobre inaugura alle 1730 il Palazzo Verde, ai Magazzini dell’Abbondanza in via del Molo 65.

    Un centro di informazione ed educazione sull’ambiente, con laboratori, corsi e postazioni multimediali il cui obiettivo  è quello di sensibilizzare le persone, in particolare i più giovani, sul tema del risparmio energetico.

    Nello stesso edificio avrà sede anche l’Archivio Museo della Stampa.

  • Maria Rebecca Ballestra, l’artista ligure racconta le sue opere

    Maria Rebecca Ballestra, l’artista ligure racconta le sue opere

    Maria Ballestra, Changing PrespectiveNell’ambito della rassegna START di ottobre, che vede l’apertura collettiva delle gallerie d’arte del centro genovese, abbiamo intervistato Maria Rebecca Ballestra, artista ligure che presenta un percorso espositivo intitolato “Changing perspectives” e articolato in cinque sedi (Villa Croce, Castello d’Albertis, Sala Dogana, galleria Unimedia Modern, Genoa Port Center).

    Tu viaggi e hai viaggiato molto, e dal viaggio, dal contatto con altre culture e altri luoghi trai gli elementi per le tue opere. Il viaggio inteso come strumento di conoscenza e l’arte come strumento di espressione: può essere una sintesi della tua ricerca artistica?
    Direi assolutamente di sì. Il viaggio è l’elemento fondamentale di tutto il mio lavoro e anche della mia vita personale in quanto è stato occasione per me di relativizzare la mia appartenenza culturale, la mia storia, per raggiungere una circolarità dello sguardo e spostare il mio punto di vista sulla realtà. L’arte è stato un mezzo di conoscenza e un mezzo per trasmettere, suggerire delle riflessioni. I miei lavori sono progetti site specific, quindi temporanei, e rappresentano l’intenzione di non presentare un prodotto che invada lo spazio e il tempo, ma di offrire un mezzo per suggerire appunto riflessioni su tematiche che ci riguardano tutti come cibo, energia, cambiamenti climatici e così via.

    A volte c’è una percezione comune dell’arte come qualcosa di slegato dalla realtà. Invece i tuoi lavori sono strettamente connessi a temi sociali, alla realtà che viviamo, a situazioni di urgenza che ci riguardano, esempi: il consumo folle di risorse naturali, i cambiamenti climatici, le manipolazioni transgeniche, i diritti umani, le sperequazioni sociali…. sono tutti temi importantissimi e più che mai attuali. Sembra tuttavia che niente possa cambiare il trend negativo che va avanti basato su equilibri di potere dettati dal denaro: l’impressione è che sarà il pianeta stesso a fermarci prima o poi. In un quadro simile, la tua opera è una semplice testimonianza di un destino ineluttabile o c’è un germe di speranza che qualcosa cambi?
    Nelle mie opere fino ad adesso la mia voleva essere solo un’osservazione. Nel momento in cui stanno avvenendo cose così gravi, spesso noi perdiamo tempo secondo me a parlare di tutt’altre cose, come politica o conflitti di religione, che per quanto siano importanti passano in secondo piano rispetto a urgenze come il cibo ad esempio. A breve tempo cibo, risorse energetiche e cambiamenti climatici saranno le problematiche principali di tutta l’umanità.

    Fino a quest’ultimo progetto non c’era alcun germe di speranza né di soluzione, anche perché i miei lavori non vogliono esprimere giudizi morali, se l’uomo vuole autodistruggersi va bene, l’importante è che ne sia cosciente, e secondo me non lo siamo. Poi durante l’esperienza di “Changing Perspectives” ho iniziato una collaborazione con degli scienziati e questo ha portato le mie ultime opere a essere più positive e possibiliste, considerando la possibilità che l’uomo sia la soluzione all’uomo stesso, e guardando alla scienza e all’arte come possibili risposte ai danni che l’uomo sta creando all’ecosistema e a se stesso.

    I tuoi lavori sono dislocati qui a Genova in 5 sedi espositive diverse: Villa Croce, Castello d’ Albertis, Sala Dogana, galleria Unimedia Modern, Genoa Port Center. Perché un percorso espositivo dinamico?
    Per varie ragioni. Innanzitutto ho sempre avuto difficoltà nel mio lavoro derivanti dal fatto di non limitarmi a un’estetica e a un sistema precisi, e nel tentativo di capire a quale dei luoghi del sistema dell’arte volevo appartenere mi sono sempre chiesta “perché devo lavorare solo con la galleria o solo col museo, o perché devo comunicare solo al sistema dell’arte, perché non posso comunicare a tutti?”.

    Il mio è stato un percorso sempre trasversale, a Parigi collaboro con una galleria che rappresenta il mio lavoro, però gran parte delle mie opere si sviluppa come interventi urbani site e contest specific, a volte in collaborazione per esempio con associazioni umanitarie, quindi trasversali al mondo dell’arte, o in collaborazione, come ultimamente è successo, con la scienza. Perciò volevo una mostra che illustrasse i vari luoghi e aspetti dell’arte, quindi: al Museo delle culture del mondo di Castello d’Albertis c’è l’opera fotografica realizzata durante i miei viaggi, che testimonia l’approccio alle culture diverse e il tentativo di comprenderle; in Sala Dogana c’è la documentazione dei progetti site specific, esauriti nel luogo e nel tempo in cui sono stati realizzati; la galleria Unimedia Modern rappresenta il luogo della vendita, che è tanto importante quanto i luoghi dove l’arte si fa e si conserva; Villa Croce è il luogo istituzionale, è il museo d’arte contemporanea; il Genoa Port Center è un altro luogo non legato all’arte ma rappresentativo di una realtà importante della città che è il porto, e qui ci sarà un’opera realizzata in collaborazione con uno scienziato, quindi di nuovo un’apertura diversa alla città, al di fuori del mondo dell’arte.
    Le tue opere sono “site specific projects“. Ci spieghi di cosa si tratta?
    I site specific projects sono progetti pensati appositamente per i luoghi che li accolgono, quindi hanno senso all’interno di un contesto che può essere aperto, chiuso, urbano, museale, e così via. Possono essere anche contest specific projects, cioè legati al contesto, per esempio a una comunità, a un villaggio, a una città, e time specific quando sono legati al tempo, quindi a una durata definita che coincide con il percorso di realizzazione o di visibilità.

    Per quanto riguarda il tuo pubblico, raccogli reazioni diverse a seconda del paese in cui esponi?
    Assolutamente sì. È molto importante considerare il fatto che il senso dei site specific projects si esaurisce nel contesto per cui sono creati, quindi per esempio un lavoro che ho fatto in India, realizzato in un villaggio ai limiti del deserto del Rajasthan e ispirato alla desertificazione che ha tanto peso su agricoltura e allevamento del luogo, aveva un determinato senso in quel paese ma ne assume uno diverso in un altro. Le mie opere però cercano di toccare problematiche globali che riguardano l’uomo in quanto specie, con l’intento di arrivare a tutti, in qualsiasi contesto l’opera venga portata. Universalità della tematica, universalità di pubblico, questa è la visione. Da qui nasce anche il mio interesse di comunicare a tutti gli strati sociali e non solo agli addetti ai lavori del mondo artistico.

    di Claudia Baghino

  • Marco Goldin porta a Genova Monet, Van Gogh e Gauguin

    Marco Goldin porta a Genova Monet, Van Gogh e Gauguin

    Marco Goldin
    Marco Goldin, curatore

    Il 12 novembre apre a Palazzo Ducale la mostra “Van Gogh e il viaggio di Gauguin”, attesissima per il livello di eccellenza delle opere esposte, e soprattutto per il prestito epocale del celeberrimo “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” di Gauguin, concesso dal Museo di Boston per la quarta volta soltanto nella sua storia, e solo per la seconda in Europa. Oltre a opere dei due grandi artisti cui la mostra dedica il titolo, saranno esposti nomi del calibro di Friedrich, Turner, Monet, Kandinsky, Hopper, Rothko. Abbiamo incontrato Marco Goldin, curatore della mostra.

    Per quale motivo scegliere Genova per ospitare questa mostra?
    Abbiamo firmato un primo contratto biennale con Palazzo Ducale e il programma biennale è stato dedicato a due temi centrali per Genova, il primo è il Mediterraneo (con la mostra fatta tra 2010 e 2011), il secondo è il tema del viaggio, e Genova è la città in Italia che meglio di ogni altra avrebbe potuto ospitare una rassegna dedicata all’idea del movimento, del viaggiare.

    Siete riusciti a portare “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” di Gauguin, che non era quasi mai stato spostato dalla sua sede a Boston, fino a Genova. Come avete fatto? Come si dispiegano le forze per ottenere un pezzo così straordinario?
    Un lavoro di rapporti, confidenze, fiducia nei miei confronti da parte del museo di Boston, col quale collaboro personalmente da diversi anni; loro hanno prestato e stanno continuando a prestare alle mostre che faccio molti quadri importanti. È stato un lavoro diplomatico ai fianchi, perché era già un azzardo anche solo pensare che questo prestito potesse andare a buon fine.

    Quando ho messo in piedi questo progetto sul viaggio (oltre due anni fa) ho pensato subito a questo quadro, ho coltivato per qualche mese l’ambizione di chiederlo. Poi ho pensato di non farlo perché mi sembrava una cosa troppo complicata, l’avevano concesso in Europa una sola volta in un secolo -quindi questo dà già il senso dell’eccezionalità del prestito- ed era stato circa dieci anni fa in una mostra dedicata a Gauguin nella Polinesia, prodotta dal museo di Boston insieme al Grand Palais di Parigi e che poi è andata a Boston, quindi un’occasione molto speciale, poi non è stato più concesso in Europa e solo un paio di volte negli Usa.

    Per molti mesi ho accantonato l’idea fino a che, un po’ più di un anno fa, ho detto “ci provo” e sono cominciati alcuni viaggi a Boston, anche per altri quadri che mi servivano (qui alla mostra di Palazzo Ducale ci saranno, del Museo di Boston, due quadri di Monet – un ponte giapponese e una versione delle ninfee – e un meraviglioso quadro di Van Gogh a Auvers, uno degli ultimissimi dipinti dell’artista olandese). Poi loro sono venuti in Italia all’inaugurazione della mostra “Mediterraneo”, e insomma, il mio proposito è diventato realtà.

    Contano il rapporto di fiducia e naturalmente anche poter rischiare dal punto di vista economico per un prestito assolutamente oneroso: la sola assicurazione ci costa 300.000 euro, il quadro ha un valore di 300 milioni di euro, non ho mai avuto un quadro così costoso in tutta la mia attività, e ci costa circa 200.000 euro farlo venire qui, per il trasporto speciale, la scorta armata che lo seguirà da Boston all’aeroporto di New York, una cassa speciale di 6 metri per contenerlo. Ci ha aiutato uno dei due principali sponsor della mostra, Unicredit, che ha aderito alla mia richiesta di aiutarci a pagare le spese di trasporto e assicurazione.

    Come prendono forma le vostre mostre? Viene prima l’idea, il tema, o può a volte essere un’opera a suggerire il dipanarsi del filo rosso su cui si imposta la mostra?
    Le mostre che curo nascono sempre da un pensiero, molte volte da un’emozione. Alcune sono nate dentro di me viaggiando, molto spesso quando visito dei musei per dei prestiti specifici per una mostra che sto organizzando, guardando opere di altra natura che magari non c’entrano niente con la mostra, nascono emozioni diverse, nascono prime pagine di appunti. Ho quaderni che riempio, quando giro per il mondo, con piccoli pezzi di poesie, sensazioni davanti a un quadro, o davanti a paesaggi lontani da quelli della mia terra. Quindi ci sono tante cose che crescono anche così, improvvisamente, inaspettate e da queste nascono mostre. Progetti allo stato embrionale ne ho tanti in questi fogli sparsi, poi bisogna però rendere concreti questi progetti, certo l’idea è determinante, ma poi la concretizzazione avviene attraverso i prestiti delle opere, e questo è l’aspetto veramente complicato.

    Il motivo conduttore dell’esposizione è il viaggio, naturalmente non solo materiale, spaziale, ma anche e soprattutto interiore. Il viaggio interiore è qualcosa che richiede coraggio e grande onestà con se stessi, qualcosa che oggi spesso si fugge. Si preferisce guardare fuori. La mostra culmina nel climax della stanza buia in cui campeggia “Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo”: sono i quesiti assoluti, quelli che hanno accompagnato tutta la storia dell’uomo con la loro forza dirompente. Pensa che il tema della mostra riuscirà a portare lo spettatore, oltre la mera fruizione estetica, a guardarsi dentro?
    Questa è sempre stata la mia ambizione come curatore – c’è chi anzi mi accusa di portare il visitatore troppo verso questo aspetto – anche con gli spettacoli che scrivo e che da tanti anni ormai portiamo in giro nei teatri italiani. Per me è importante, e vedo che la gente reagisce benissimo a questo tipo di approccio rispetto all’arte, portare lo spettatore in contatto con la propria anima più profonda.

    Direi che questa mostra dedicata al tema del viaggio lo fa in misura straordinaria, forse tra tutte le mostre che ho fatto non ce n’è un’altra che più di questa possa arrivare a toccare quel punto segreto, profondo, lontano che mette in contatto la nostra quotidianità col tempo primo del mondo. Per me questa è veramente l’ambizione massima, anche perché mi piace molto lavorare su una sorta di grande intreccio, di grande armonizzazione tra la parola, l’immagine, la musica, anche il pensiero filosofico sicuramente. Io credo che la gente abbia molta voglia di questo, e che la semplice nozione di carattere accademico non sia sufficiente.

    Gli storici dell’arte si possono forse accapigliare su un’unghia marrone o gialla di Veronese, di Tintoretto, di Rembrandt, sono però temi che possono interessare non dico nemmeno a tutti gli storici dell’arte, forse a una parte. Io credo invece che la pittura debba essere detta e raccontata in un modo che deve assolutamente essere comprensibile per le persone; chi fa il mio mestiere ha un compito straordinario che è quello di porgere la Bellezza alle persone che vengono a vedere le mostre, con un linguaggio piano, chiaro, semplice, fluente e questo si fa non soltanto parlando della tecnica dei pittori, dei movimenti artistici, delle successioni nella storia dell’arte, tutto importantissimo ovviamente, ma tutto ciò dev’essere mescolato per far sì che le persone vadano ad incontrare le cose e non se ne sentano respinte.

    Nel 2010 la cultura (musei, teatri, musica, cinema) ha generato valore per 40 mld di euro in Italia, a fronte di un investimento da parte dello Stato di 1,5 mld (dati Repubblica). Sono più i biglietti venduti per il teatro che per il calcio. (Con la differenza che la cultura produce non solo ricavi ma anche valore sociale. I paesi del Nord Europa hanno moltiplicato gli investimenti nella cultura in risposta alla crisi, sapendo che a lungo termine tali investimenti pagheranno). Cosa pensa del fatto che qui ci si ostini a considerare istruzione e cultura come uno dei primi campi (un’opzione) cui tagliare fondi invece che come un bene imprescindibile?
    Be’ la risposta è ovvia per chi fa il mio mestiere e per chi crede fermamente, anche mettendoci denaro proprio, in una visione della cultura aperta, libera, di confronto, di nuova conoscenza, quindi la posizione a me, come a tantissime persone, pare assurda. Come giustamente detto, la cultura non produce soltanto un valore che è sociale, che è arricchimento delle persone, che è incontro, che è conoscenza, ma produce anche ricchezza economica, quindi non arrivo a comprendere fino in fondo perché ci sia questa diabolica necessità di andare a tagliare sempre e soltanto questo aspetto della nostra vita.

    Una miopia assoluta credo, i dati però sono sotto gli occhi di tutti, quindi è difficile immaginare -se non secondo l’antica logica per cui per la politica la cultura sia qualcosa che non interessa- perché ci sia questa situazione, perché in realtà ormai lo vediamo tutti, il teatro piace, la musica piace, i festival che si fanno ovunque, dalla filosofia, alla scienza, alla storia sono sempre pieni di decine di migliaia di persone, le mostre pur in un momento di difficoltà continuano a essere punti di attrazione, i musei pure, anche se in Italia forse avrebbero bisogno di una rilucidatina (però speriamo che prima o poi ci si possa arrivare).

    Purtroppo non possiamo che constatare questa situazione con la speranza che presto si possa effettivamente cambiare registro. Non so nemmeno se si guardi al breve termine: tutte le ricerche delle università, Bocconi in testa, hanno dimostrato che la ricaduta economica di un avvenimento culturale sul territorio è molto importante, e in effetti sentiamo levarsi le voci delle varie associazioni di categoria che chiedono con forza che le città possano predisporre degli eventi culturali. Questi hanno una durata di quattro, cinque mesi, ciò vuol dire che quasi metà dell’anno è occupata da un evento che può richiamare tante persone che devono mangiare, dormire, acquistare… Quindi non è una visione miope solo in prospettiva, ma anche nell’immediatezza.

    Certo senza programmazione non si fa assolutamente nulla. Una mostra come quella che apriremo fra poche settimane ha avuto bisogno di oltre due anni di lavoro, quindi non si può pensare di fare tutto nel giro di due mesi. Le mostre, soprattutto quando sono di questo livello, hanno bisogno di un tempo lungo di preparazione e bisognerebbe fare una cosa che purtroppo in Italia non si fa mai: programmare. Questa è una cosa che la stessa politica mostra di fare in modo piuttosto labile, è una tradizione italiana da sempre, non sto parlando di destra o sinistra. Non abbiamo proprio questa cultura.

    Ricordo un aneddoto personale che si è ripetuto infinite volte quando una quindicina di anni fa iniziai a fare esposizioni di carattere internazionale, quindi a fare i primi giri nei musei europei e americani. Ero sconosciuto ovviamente, e venivo da una cittadina di provincia, insomma tutte le condizioni peggiori per iniziare a fare questo lavoro, e avevo l’aggravante di essere italiano, una cosa che tutti quelli che fanno il mio mestiere vivono sulla loro pelle: essere italiano vuol dire che non garantisci la necessaria serietà nel lavoro e soprattutto che ti trovavi a fare le richieste di prestito per un quadro anziché i due, tre anni prima canonici nel mondo internazionale, magari cinque, sei mesi prima, e ti dicevano “il solito italiano che non è capace di programmare”. Purtroppo è un aspetto che ci contraddistingue e mi pare che ancora adesso sia così.

    Il quadro generale in Italia è desolante attualmente. Chi è giovane e guarda davanti a sé vede un futuro che definire incerto e aleatorio è un eufemismo. Molti ci consigliano di fuggire all’estero, ma è un consiglio che, nemmeno troppo implicitamente, racchiude la convinzione che non ci sia speranza alcuna. Lei cosa direbbe a proposito?
    Credo di avere un buon osservatorio perché rappresentando una realtà abbastanza importante nel mondo dell’organizzazione delle mostre (anche se siamo una piccola azienda, quindici persone che lavorano con me) riceviamo decine di richieste ogni mese per venire a lavorare con noi. Effettivamente gli sbocchi per i giovani, penso anche al campo della cultura in senso generale, non sono molti. Servirebbe la possibilità di far aprire piccole cellule, piccole società, piccole realtà che possano fare questo tipo di lavoro. È difficile, però bisogna provarci.

    di Claudia Baghino

  • Peglilot, due giornate magiche per rivivere il Medioevo

    Peglilot, due giornate magiche per rivivere il Medioevo

    PegliDue giornate, il 15 e 16 ottobre, in cui Pegli cambia faccia e si trasforma nel magico regno di Peglilot. Per tutto il quartiere show di magia, mercatini medievali, accampamenti medievali, sbandieratori, giochi ed attrazioni per bimbi, unici menù medievali, caccia al tesoro e molto altro ancora. li eventi inizano alle 9 del mattino di sabato e terminano alle 20 della domenica.

  • Gli eventi alla Feltrinelli per la seconda metà di ottobre

    Gli eventi alla Feltrinelli per la seconda metà di ottobre

    Fabio VoloEcco tutti gli eventi a La Feltrinelli Libri e Musica di Via Ceccardi, della seconda metà del mese di ottobre.

    GIOVEDI’ 13 OTTOBRE H 18

    Presentazione libro “Abbasso l’Italia?“.

    L’Italia di oggi è davvero brutta come quella raccontata dal calcioscommesse o irrisa al cinema da Checco Zalone? Le vecchie tensioni tra Settentrione e Mezzogiorno riaffiorano riproponendo sul piano geografico le divisioni ideologiche conosciute nella Prima Repubblica. Il vizio della contrapposizione fa parte del nostro Dna. Ma cosa abbiamo dietro l’angolo? A questo interrogativo tentano di rispondere i giornalisti Paolo Crecchi e Giorgio Rinaldi, nel libro: Abbasso l’Italia (De Ferrari).

    VENERDI’ 14 OTTOBRE H 18

    Presentazione libro “Non è un paese per donne”

    Chi sono le donne italiane di oggi? Ad ascoltare la TV e a leggere i giornali domina l’immagine della donna-corpo: escort, modelle prestate alla politica, donne belle a ogni costo che usano la propria avvenenza come merce di scambio. Ma c’è un altro modello di donna, come le protagoniste dei racconti descritte in Non è un paese per donne, (Mondadori) che oggi tre delle autrici, Emilia Marasco, Francesca Barra e Alessandra Faiella ci raccontano insieme alla giornalista Silvia Neonato.

    MARTEDì 18 OTTOBRE H 18

    Mattia Poggi, il bello della pasta!

    Dopo il successo de I buffet, detto fatto! è in arrivo il secondo volume del giovane chef Mattia Poggi. Un libro tutto dedicato al simbolo della cucina italiana nel mondo: la pasta. Una cucina giovane e nuova presentata in maniera divertente. Lo chef, genovese doc, realizza ricette veloci, con ingredienti freschi e variazioni sfiziose, adatte a tutti i palati. Ecco quindi La Pasta, detto fatto! (Sitcom), dedicato a chi passa poco tempo in cucina, ma non rinuncia a stupire i propri ospiti. E per finire, veloci degustazioni per tutti!

    MERCOLEDÌ 19 OTTOBRE H 18

    La Vitamia di Gianmaria Testa

    A cinque anni di distanza dall’uscita di Daquesta parte del mare, disco vincitore della Targa Tenco 2007, il 17 ottobre esce Vitamia, il nuovo lavoro discografico di Gianmaria Testa. 11 tracce che rappresentano una riflessione personale e sociale lunga 50 anni, 18mila giorni (come recita il titolo di una delle canzoni dell’album), un affresco sentimentale e umano che, come la vita, porta con sé diverse sfumature e diversi colori musicali. Live in libreria.

    GIOVEDI’ 20 OTTOBRE H 1830

    Incontro con Fabio Volo

    Fabio Volo è un personaggio eclettico, spesso descritto come fenomeno editoriale, televisivo, cinematografico, di costume; ma soprattutto è un artista in grado di trasmettere emozioni, ironia, intelligenza. Questa sera parla del suo nuovo romanzo, Le prime luci del mattino (Mondadori).

    MARTEDì 25 OTTOBRE H 16

    Presentazione libro Cassandra non era un idiota

    Si fa sempre un po’fatica a pensare che il mito racconti fatti realmente accaduti. Ma è difficile che il mito racconti fatti totalmente impossibili. Nessuno sa perché, ma racconta sempre fatti che un giorno magari si riveleranno un po’ veri. È così del resto anche per molte verità scientifiche, presagite nel passato, e verificate in seguito usando la fisica e le altre scienze. Ma esiste allora una matematica del destino, che date le condizioni iniziali determina in maniera univoca lo stato futuro del mondo stesso? Per quanto increduli, la risposta deve essere: sì. A spiegarcelo, in Cassandra non era un’idiota, il destino è prevedibile (Springer) Renato Di Lorenzo, giornalista e scrittore.

    MERCOLEDÌ 26 OTTOBRE H 1730

    Presentazione libro “Imparare a ragionare”

    Un testo concepito e strutturato come se fosse il primo libro di logica che possa capitare tra le mani; con l’ambizione quindi di far sì che dopo la sua lettura ci si senta consapevoli di che cosa significa affrontare una discussione e avanzare o confutare una tesi secondo regole logiche. È Imparare a ragionare (Marietti) di Roberto Timossi, filosofo specializzato in studi di logica, teologia filosofica e filosofia della scienza. A parlarne, questa sera, insieme all’autore, Michele Marsonet.

    GIOVEDÌ 27 OTTOBRE H 1830

    Pensieri, parole e passioni dalla parte degli animali

    Gli animali sono esseri viventi, che con noi condividono sentimenti ed emozioni, ma che pure per molti versi non ci somigliano e non sappiamo capire. Tendiamo spesso ad antropomorfizzare un cane pensando di viziarlo, in realtà lo stiamo maltrattando. E se mentre accarezziamo il gatto in modo insistente, quasi fosse un peluche, lui si volta e ci graffia non è per maleducazione felina, ma in risposta alla stupidità umana. In direzione contraria (Sonda) di Annamaria Manzoni ci invita a guardare con occhi diversi la ricchezza delle altre vite, quelle degli animali, che di continuo si intersecano con le nostre e di cui, spesso inconsapevolmente, abbiamo bisogno. Questa sera, insieme all’autrice Antonella Mariotti, giornalista de LaStampa e Irene de Vitti, Italy Director di Animals Asia (Mondadori).

    VENERDI’ 28 OTTOBRE H 1630

    La storia della scienza secondo Flavio Oreglio

    Se siete pronti, iniziamo. Come primo atto, Urano feconda Gea che dà alla luce 12 Titani, 3 Ciclopi e 3 Centimani. Uno normale no. Urano, per paura, li rinchiude nel Tartaro, ma Crono, uno dei Titani, lo evira e diventa il sovrano degli dei. Le gocce di sangue di Urano cadono su Gea, facendo nascere le Ninfe, i Giganti, le Erinni e Afrodite. Riassunto: fin qui abbiamo avuto un incesto, una serie di parti mostruosi, un padre borderline che rinchiude i figli perché ha paura di loro, il taglio di un pisello (in stile Lorena Bobbitt) e un’usurpazione. Poi dicono che la società di oggi fa schifo. Flavio Oreglio presenta Storia curiosa della scienza (Salani).

    SABATO 29 OTTOBRE H 18

    Presentazione libro “Mai più paura della fisica” con Filocamo 

    Ci sono molte domande in cui ci imbattiamo ogni giorno, ma quella che ci assilla più di tutte è sempre la stessa: perché? Quali sono i motivi, principi, le leggi che regolano il funzionamento del grande orologio dell’Universo? E chi è l’orologiaio, ammesso che esista? L’avventura della fisica, e di chi ha provato a fornire all’umanità risposte a queste domande, è esaltante, romantica e, come dimostrato dalle ultime scoperte, in progress. Giovanni Filocamo in Mai più paura della fisica (Kowalski) ce ne parla questo pomeriggio.

    LUNEDÌ 31 OTTOBRE H 18

    Presentazione libro “Mangia che ti passa”

    Mettereste della sabbia nel serbatoio nella vostra macchina? Certamente no. Eppure molti di noi fanno inconsapevolmente qualcosa di simile, ogni giorno, con una macchina assai più preziosa e delicata. Il nostro organismo. Negli ultimi cento anni la nostra dieta si è terribilmente impoverita di nutrienti ed è rimasta ricca di una sola cosa: le calorie. Filippo Ongaro, uno dei pionieri europei della medicina funzionale e anti-aging, già collaboratore della NASA e dell’Agenzia spaziale russa, è oggi in libreria, insieme a Luciana Del Giudice per parlarci di Mangia che ti passa

  • Le città in evoluzione: ciclo di incontri a Palazzo Ducale

    Le città in evoluzione: ciclo di incontri a Palazzo Ducale

    MetropoliSi svolge da ottobre a dicembre a Palazzo Ducale il ciclo di incontri “Le città in evoluzione nuovi paesaggi, socialità, sostenibilità” organizzato in collaborazione con Lega Ambiente e la Fondazione Edoardo Garrone.

    Una rassegna dedicata al concetto di città e alla sua probabile evoluzione, la trasformazione in metropoli o postmetropoli e la ricerca di un equilibrio tra la sua storia sociale, la sua economia, nonché la sua rete di relazioni culturali, di flussi di persone, di servizi accessibili a tutti. Si cerca di capire anche se e quali strumenti i governi dovranno adottare per far convivere entità linguistiche, culturali, storiche differenti in uno stesso ambiente.

    Ecco il programma degli eventi, che iniziano tutti alle 17.45 e sono a ingresso gratuito.

    Lunedì 3 ottobre

    Postmetropoli e architettura con Vittorio Gregotti, architetto di fama internazionale. È stato docente all’Università di Milano e Visiting Professor presso le Università di Tokio, Buenos Aires, Harvard e Philadelphia.
    Tra i suoi ultimi libri Architettura e postmetropoli (Einaudi, 2011).

    Lunedì 10 ottobre

    Una città per tutti con Guido Martinotti, docente di Sociologia Urbana all’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
    Tra i suoi libri Metropoli. La nuova morfologia sociale della città (Il Mulino, 1993), in corso di pubblicazione Una città per tutti.

    Martedì 18 ottobre

    La città delle virtù con Piergiorgio Donatelli, docente di Bioetica all’Università La Sapienza di Roma.
    Tra i suoi ultimi libri Il senso della virtù con E. Spinelli, (Carocci, 2009).

    Lunedì 7 novembre

    La città per l’ambiente con Luca Ramacci, consigliere della Corte Suprema di Cassazione, è stato consulente della Commissione d’Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti e membro della Commissione per la riforma del “Testo Unico Ambientale”.

    Lunedì 14 novembre

    La città delle favelas con Ana Elena Salvi, docente di Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica presso l’Universidade Paulista e Unisantos (Santos, São Paulo).

    Venerdì 25 novembre

    I diritti e la città con Edoardo Salzano, docente di Urbanistica all’Università IUAV di Venezia, direttore del sito web Edduburg.it. Tra i suoi ultimi libri Memorie di un urbanista. L’Italia che ho vissuto (Corte del Fontego, 2010).

    Martedì 13 dicembre

    La città per i bambini con Analia Setton, pedagogista. Infanzia&Città, Settore Servizi per l’infanzia del Comune di Milano. Collabora alla Ricerca Internazionale Tobin.

    Giovedì 15 dicembre

    La città della fantascienza con Antonio Caronia, docente di Sociologia dei Processi Culturali all’ Accademia di Belle Arti di Brera.
    Tra i suoi libri, Filosofie di Avatar (con A.Tursi, Mimesis Ed. 2010).

  • Presentazione libro La fede ribelle a Palazzo Ducale

    Presentazione libro La fede ribelle a Palazzo Ducale

    Fabrizio De AndrèGiovedì 13 ottobre presentazione del libro a Palazzo Ducale  “La fede ribelle in Fabrizio De Andrè, Aldo Capitini, Pier Paolo Pasolini ed altri protagonisti.

    Partecipa Alberto de Sanctis dell’Università di Genova, Walter Massa, Arci Liguria, Don Franco Doragrossa, Movimento Ragazzi.

  • Presentazione del libro dvd Malkia-Regine

    Presentazione del libro dvd Malkia-Regine

    Malkia, regineVenerdì 14 ottobre a Palazzo Ducale si tiene la presentazione del libro dvd Malkia-Regine.

    Malkia”, termine Swahili che significa “regina”, è il nome del gruppo teatrale composto da 19 ragazze (4 gli interpreti maschili sul palco) nate e cresciute nelle baraccopoli di Nairobi, un tempo costrette alla vita di strada e per cui oggi il teatro è diventato occasione di riscatto e possibilità di riprendere la parola per presentarsi come giovani donne meritevoli di rispetto, proprio come delle “regine”.

    Partecipano alla presentazione a Palazzo Ducale Daniela Cuomo, AMREF Italia, Lorella Trancossi, Reggio Children, Letizia Quintavalla, autrice del libro e regista. Nell’ambito della manifestazione  Mondo in pace.

    Info tel. 010 5574064/065

  • Mondo in Pace 2011. La fiera dell’educazione alla pace

    Mondo in Pace 2011. La fiera dell’educazione alla pace

    Mondo in paceMercoledì 12 ottobre prende il via a Palazzo Ducale la settima “Mondo in Pace 2011 – La fiera dell’educazione alla pace: per quattro giorni incontri, laboratori, seminari e mostre con la partecipazione di alcuni importanti ospiti tra cui Cesare Moreno dei maestri di strada di Napoli e Amref, animeranno le stanze della sala Munizioniere.

    L’evento è organizzato da LaborPace (Laboratorio Permanente di Ricerca ed Educazione alla Pace) della Caritas Diocesana di Genova e si pone come punto di riferimento per tutte le realtà del territorio ligure che  si impegnano in progetti di educazione alla pace e alla mondialità.

    Il tema centrale dell’edizione 2011 è il desiderio, inteso come aspirazione a guardare lontano e dare importanza a ciò che davvero conta nella vita.

    Inoltre il 15 ottobre, giorno di chiusura della fiera, prende il via l’Università dei Genitori, un ciclo di incontri e laboratori dedicato ai genitori e alle  famiglie con esperti di fama internazionale, che fino agennaio affronteranno i principali temi e problemi educativi dei giorni d’oggi.

     

     

  • Nasce la Fish Liguria, per tutelare e promuovere i diritti dei disabili

    Nasce la Fish Liguria, per tutelare e promuovere i diritti dei disabili

    federazione italiana superamento handicapApproda anche in Liguria la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), l’organizzazione a cui fanno riferimento le principali associazioni di persone con disabilità e dei loro famigliari, nota in Italia per la sua intensa attività di tutela e promozione dei diritti delle persone diversamente abili.

    Il 6 ottobre scorso una parte significativa  delle associazioni liguri ha ufficialmente costituito la FISH Liguria, formalizzando un lavoro comune che già esiste da anni e che consente il confronto fra le diverse peculiarità e caratteristiche associative. A presiedere il Consiglio Direttivo della FISH Liguria è stato scelto Antonio Cucco (Associazione Paratetraplegici Liguria).

    “In un momento particolarmente drammatico per le politiche sociali in Italia, negativamente condizionate da tagli e da recessive riforme in arrivo, la FISH ligure non mancherà di motivi immediati di azione che si aggiungono agli obiettivi storici ed istituzionali: la tutela dei diritti umani e civili e la promozione della cultura dell’inclusione e delle pari opportunità”, sottolinea l’associazione in un comunicato.

    L’ultima battaglia intrapresa dalla FISH è quella per avere libero accesso a tutti i dati che riguardano i bambini e i ragazzi con disabilità presenti nelle scuole italiane. Da oltre due anni il Ministero della Pubblica istruzione non pubblica i dati aggiornati che riguardano i bambini e i ragazzi con disabilità presenti nelle scuole italiane. Sarebbe invece necessario conoscere quanti sono, dove sono, quanti siano effettivamente gli insegnanti di sostegno, come siano composte le classi, il numero di alunni per classe e il numero di disabili per classe.

    Il costante monitoraggio sulla qualità dell’inclusione scolastica è un obbligo previsto per legge e confermato dalla Convenzione ONU ratificata anche in Italia nel 2009. Un obbligo di chiarezza e trasparenza verso il Paese, verso lo stesso Parlamento che si attende una relazione annuale, non estemporanee dichiarazioni settimanali e sopratutto verso l’opinione pubblica. Una condizione imprescindibile per poter programmare e correggere interventi e politiche.

    Finalmente la politica si è occupata della questione grazie all’Onorevole Letizia De Torre che il 28 settembre scorso ha presentato una specifica interrogazione al Ministro della Pubblica istruzione, richiedendo i dati aggiornati. Non resta che attendere una risposta sperando che il Ministero non continui nel suo atteggiamento oscurantista.

    Matteo Quadrone

  • Istituto italiano di tecnologia: lezioni online per il pubblico

    Istituto italiano di tecnologia: lezioni online per il pubblico

    Robot e tecnologiaLezioni online di tecnologia e scienza curate dall‘Istituto Italiano di Tecnologia, è questo l’innovativo progetto presentato ieri da Oilproject (www.oilproject.org), la più grande scuola online gratuita di informatica, in collaborazione con Nòva24 Il Sole 24 Ore. Un calendario di lezioni online interattive con l’obiettivo di raccontare al grande pubblico lo stato dell’arte della ricerca di base e applicata.

    “A maggio ho partecipato a una delle lezioni di Oilproject, trovandola un’esperienza molto interessante e da consigliare ai miei colleghi, i quali hanno accettato con entusiasmo – dichiara Roberto Cingolani, Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia – È un’occasione per IIT di incontrare i giovani e di portare la scienza a casa loro”.

    I relatori delle videochat saranno infatti i Direttori di alcuni dei Dipartimenti dell’IIT: lunedì 17 ottobre Alberto Diaspro, Direttore del Dip. di Nanofisica, inaugurerà il ciclo di lezioni intervenendo sul tema delle nanotecnologie e su come lo sviluppo della strumentazione ottica abbia permesso la costruzione di dispositivi in grado di osservare il mondo biologico a livello nanometrico; il 31 ottobre Daniele Piomelli, Direttore del Dip.Scoperta e Sviluppo Farmaci, si occuperà di ricerca e sviluppo in campo farmacologico, illustrandone i risultati principali e le sfide per il futuro.

    Il 7 novembre Fabio Benfenati, Direttore del Dip. di Neuroscienze e Tecnologie del Cervello, descriverà come le neuroscienze consentano oggi di comprendere meglio i meccanismi cerebrali, per studiare più da vicino malattie del sistema nervoso centrale come epilessia e autismo; il 23 novembre, infine, Vittorio Murino, Direttore del Dip. di Pattern Analysis & Computer Vision approfondirà le tecniche alla base del riconoscimento di immagini, oggetti e persone in determinate situazioni, applicate a sistemi artificiali e i vantaggi legati all’esistenza di macchine “intelligenti”.

    L’iniziativa è inserita nel contesto della Scuola d’Attualità di Oilproject, in cui si parla di economia e crescita (Francesco Sacco – 12 ottobre), agenda politica (Luca Sofri intervista Maurizio Lupi – 21 ottobre), diritti civili e omofobia (Paola Concia – 24 ottobre), nuove iniziative imprenditoriali (Gianluca Dettori – 3 novembre), disoccupazione giovanile (Pietro Ichino – 11 novembre).

    Tutte le lezioni si terranno in prima serata, dalle ore 20:50 per la durata di un’ora e saranno disponibili in diretta anche sul sito de Il Sole 24 Ore (www.ilsole24ore.com), nonché all’interno di una sezione dedicata del sito dell’IIT (www.iit.it). Tutti gli eventi saranno raggiungibili anche dal sito de Il Post (www.ilpost.it), il giornale online diretto da Luca Sofri. Il format degli eventi è quello ultra-interattivo di Oilproject: non soltanto gli utenti rivolgono domande in diretta, ma votano anche quelle altrui. A ricevere attenzione sono quindi i temi ritenuti più interessanti dagli spettatori.

    Matteo Quadrone