Mese: Febbraio 2012

  • Il quadro più costoso del mondo: “I giocatori di carte” di Cezanne

    Il quadro più costoso del mondo: “I giocatori di carte” di Cezanne

    Lo Stato del Qatar ha acquistato in un’asta il celebre dipinto del pittore francese Paul Cezanne “I giocatori di carte”, conservato al Musée d’Orsay di Parigi.

    250 milioni di dollari, questa la cifra versata, superiore rispetto al precedente record fatto registrare per un dipinto di Jackson Pollock, venduto a 140 milioni di dollari nel 2006.

    “I giocatori di carte” è una delle opere più belle realizzate da Cezanne, dipinto tra il 1890 ed il 1895, negli ultimi anni della vita dell’artista francese.

  • Ebook, gratta e vinci e scommesse: le novità del paniere Istat 2012

    Ebook, gratta e vinci e scommesse: le novità del paniere Istat 2012

    ebookEbook e relativi dispositivi di lettura, gratta & vinci, scommesse sportive. Con queste e altre aggiunte all’inizio del 2012 il paniere Istat conta 1.398 voci, ossia 1.398 beni o servizi che sono entrati a far parte a pieno titolo dei consumi quotidiani degli italiani.

    Il gratta e vinci e le scommesse denotano una (tristemente nota) speranza di risollevare tutta e subito la propria situazione economica, un sogno che è sempre esistito a prescindere dalla crisi: un recente sondaggio del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha stimato che quattro italiani su dieci giocano d’azzardo.

    Discorso a parte lo merita la lettura digitale: secondo l’agenzia di statistica sono diventate parte integrante delle nostre abitudini quotidiane attività come comprare e scaricare ebook, leggerli su appositi dispositivi (a partire dal Kindle di Amazon, sbarcato nel mercato italiano a dicembre) e utilizzare computer di ultima generazione come gli Ultrabook, i notebook ultrasottili.

    Il fatto che l’Istat abbia ritenuto di aggiungere gli ebook al paniere indica che – complice forse anche la novità rappresentata dagli ebook rispetto alla “poco digitale” mentalità italiana – gli italiani non sono affatto un popolo che non legge. Anzi, la possibilità di avere un lettore che non pesa quanto un libro, può contenere al suo interno centinaia di testi e permette di collegarsi a Internet per approfondire quello che si sta leggendo o condividerlo con altri, è un segnale del fatto che la lettura ha un valore a prescindere dal suo supporto fisico.

    Marta Traverso

  • La faccia tosta di Antonio Razzi: “Le mie Mani Pulite”

    La faccia tosta di Antonio Razzi: “Le mie Mani Pulite”

    Antonio Razzi e Silvio BerlusconiPresentato l’ultimo “capolavoro” dell’on. Antonio Razzi, dal titolo (che è tutto un programma) “Le mie mani pulite”:  moderatore Silvano Moffa, capogruppo di Popolo e Territorio, ex Iniziativa Responsabile, presenti esponenti illustri come il fu Presidente del Consiglio e il critico d’arte per eccellenza Vittorio Sgarbi oltre ad una nutrita schiera di parlamentari.

    Fin qui niente di anomalo se non fosse che “ l’onorevole “ in questione è salito alle glorie della cronaca per dichiarazioni “poco onorevoli” carpitegli da una telecamera nascosta. “Il clima che si è creato intorno alla mia persona non riflette la realtà dei fatti”, dice l’autore “sentivo la necessità di spiegare alla gente…” .

    Lungi da me voler fare il solone e sputare sentenze perché, ne son certa, ognuno ha i propri scheletri nell’armadio, ma come io faccio un atto di fede sulle sue mani pulite, Lei lo faccia sulle mie orecchie che, le assicuro prive di cerume, ci sentono benissimo e le sue dichiarazioni erano inequivocabili, sia sul perché sia sul come. Con un briciolo di dignità avrei cominciato col dimettermi e, se mi fosse venuta l’ispirazione direttamente dalla musa Calliope, avrei scritto “Il Cavaliere della sala a semicerchio”.

    Re Artù è facilmente individuabile, i Paladini pure, c’è anche la “tavola”, a gradoni, un desco su cui tutti “mangiano” e, stante alle cronache, pure parecchio. Non manca neppure Lancillotto che vedrei ben impersonato dall’onorevole Scilipoti che, eroe improvvisato, è partito, lancia in resta, per salvare il regno (normalmente si chiama c..o).

    Una bella favola moderna in cui avrebbe trovato posto anche la pornostar Vittoria Risi, presente all’incontro, che avrebbe ben rappresentato la nobile regina Ginevra. Il sorriso amaro che mi viene spontaneo è dovuto alla misera opinione che ha di noi. Ci crede tutti imbecilli? Lo sappiamo, gli italiani sono un po’ campanilisti:  si attaccano al partito, alla squadra di calcio, alla città di pertinenza, alla religione e difendono questi valori anche davanti ai più lampanti controsensi ma, tra noi, qualcuno è rimasto in grado di ragionare con la propria testa e giudicare obiettivamente, poco influenzabili dalla miriadi di facce toste (di ogni schieramento politico) che cercano di imbonirci con delle “panzane” che non crederebbe neppure il più sprovveduto degli incapaci.

    Ben Le si adatta, non me ne voglia, il modo di dire che individua in un volto, completamente consumato dal fuoco, la mancanza di emotività di personaggi par suo che, volutamente ciechi, si ostinano a non vedere l’abisso che li separa dai disagi quotidiani presenti nella nostra società. In questa sarabanda di nipotine orientali, di case regalate, di tangenti miliardarie, di furti da record, mi ritorna in mente l’immagine di una donna anziana che ho visto, con vera dignità, rovistare tra gli scarti di un supermercato e che è la realtà di un paese messo in ginocchio da un esercito di sanguisughe.

    Onorevole se la ricorda una certa sua frase “ io il 14 dicembre ho pensato a li cazzi mia, sennò mi fottevano la pensione” … e adesso vorrebbe pure i proventi di un libro che spero, gli amanti come me della buona lettura, non comprino mai?

    E’ per questo suo profondo pensiero “assolutamente” in linea con l’azione di rigore dell’attuale governo che ha ricevuto l’encomio dei presenti e una prefazione importante come quella dell’ex presidente? Qualcuno ha commentato con un’unica frase “Che orrore”.  L’orrore vero è che misfatti, contemplati dalle legge come reati, non trovino la giusta punizione perché la “casta “ si trincea dietro lo scudo protettivo dei suoi veti, gli stessi che un referendum popolare aveva abrogato. E la chiamano democrazia…

     

    Adriana Morando

  • “Midsummer. Una commedia con canzoni” in scena al Teatro Cargo

    “Midsummer. Una commedia con canzoni” in scena al Teatro Cargo

    MidsummerVenerdì 10 febbraio alle ore 21, il Teatro Cargo di Genova Voltri ospita “Midsummer. Una commedia con canzoni”, l’acclamata pièce di David Greig che ha ottenuto un clamoroso successo internazionale.

    Helena è un avvocato elegante e di successo, ma vagamente insoddisfatta e infelice. Bob è un uomo insignificante, che un tempo sognava di fare il musicista di strada e ora gravita ai margini della malavita di Edimburgo. Si incontrano una sera in un bar e, ubriachi fradici, finiscono a letto. Per entrambi la cosa termina lì. Ma quando, il giorno dopo, si incontrano di nuovo, scoprono di provare qualcosa l’uno per l’altra.

    La loro insolita storia d’amore è musicata da alcune canzoni scritte dal genio dei Ballboy, Gordon McIntyre, interpretate in scena dagli stessi attori. Sullo sfondo la presenza romantica e inconfondibile di Edimburgo, la terza protagonista dell’opera.

    Uno spettacolo divertente, tenero, ironico, profondo e gentile, scritto dal più quotato drammaturgo della scena contemporanea inglese, David Greig, e tradotto dal celebre critico teatrale, giornalista e anglista Masolino D’Amico.

    Nel ruolo di Helena, la pluripremiata Manuela Mandracchia, attrice che ha a lungo lavorato con Ronconi e Avogadro; in quello di Bob, l’intenso Christian Di Domenico.

    La regia è di Gianpiero Borgia, premio nazionale della critica teatrale 2010 per lo spettacolo Come spiegare la storia del comunismo ai malati di mente.

    PREZZI: Intero € 14, Ridotto € 11, Ridottissimo € 9

    PRENOTAZIONI: tel. 010/694240 – 010 694029 promozione@teatrocargo.it / happyticket.it / genovateatro.it

    TEATRO DEL PONENTE: Piazza Odicini, 9 Genova Voltri


  • Cibio, la fiera del gusto e del benessere al Porto Antico

    Cibio, la fiera del gusto e del benessere al Porto Antico

    CibioDal 3 al 5 febbraio torna ai Magazzini del Cotone del Porto Antico di Genova Cibio, la fiera del gusto e del benessere dedicata agli alimenti di qualità con riguardo ai prodotti tipici delle regioni italiane ed un settore riservato alle produzioni biologiche.

    Oltre alla presenza dei produttori con i loro stands espositivi, che proporranno pane, pasta, miele, olio, vino, formaggi, verdure e frutta, ma anche tisane, olii essenziali e prodotti per la cosmesi, la fiera tratterà anche dei temi riguardanti il turismo enogastronomico ed ambientale, le strade del vino, gli itinerari turistici, eventi, agriturismi, tutto rivolto ad una valorizzazione del territorio.

    Il tutto con un occhio di riguardo per la cultura dell’alimentazione, con dimostrazioni, esibizioni, incontri, dedicati a particolari prodotti con degustazioni e presentazioni al pubblico ed alla stampa da parte dei singoli produttori e degli esperti.

    Ecco il programma delle degustazioni gratuite della Fiera, da prenotarsi direttamente sul posto con anticipo rispetto all’inizio.

    VENERDI 3 FEBBRAIO

    Ore 17.00: I vini Bianchi del Nord Italia – Az Alvise Amistani, Az Ag Ganaghello, Az Ag Marengo Vini

    Ore 19.00: Il Barbera nella sua terra con Salumi / Carni / Formaggio con Az Ag Ca d’Tantin Barbera d’Asti Sup, Vigna Monte Doro Barbera DOC, Cantine Astesane Barbera d’Asti Sup.

    SABATO 4 FEBBRAIO

    Ore 11.00: Olio Extravergine : Degustazione di tre Extravergine col produttore. Relatore Vice Presidente ONAOO Prof. Marino Giordani Degustazione e assaggio con pane casareccio. Abbinamento con due Riesling

    Ore 13,00: Tre Spumanti Tre Territori con il Crudo e Culatello di Parma. Relatore Moreno Babbini – Spumante Cruasè Az. Rebollini Gebriele, Metodo Classico Pas dosé Pinot Nero O.P. Az. Rebollini Gebriele Cartizze

    Ore 15.00: Aceto Balsamico Tradizionale di Modena con il Parmigiano Reggiano “Acetaia La Tradizione” soc. Coop. Relatore Prof. Marino Giordani Vini: Az Ag. La Mercarecia Colpodifulmine ( Syrah ) e Cuordileone (Sang. Syrah )

    Ore 17.00: La Bonarda dell’Oltrepo Pavese con il salame di Varzi di Angelo De Domenici: Az Ag Rebollini, Az Ag Faravelli., Az Ag Cadel Ge

    Ore 18.00: Piemonte con i Formaggi di: Perrone Capra – Gorgonzola e le Capre della Selva Romanesca. Relatore Riccardo Collu Delegato ONAF Genova – Relatore Prof. Marino Giordani – Abbinamento con tre Barbera D.O.C.

    DOMENICA 5 FEBBRAIO

    Ore 11.00: Metodo Classico e Salumi piemontesi. Relatore Moreno Babbini: Metodo Classico Cantine Astesane, Metodo Classico Ca del Ge, Metodo Classico Rosè “ Cruasè “ Az Rebollini

    Ore 13.00: La Mozzarella campana e i Formaggi del Caseificio San Stè. Vini : I Prosechi di Amistani – Relatore Riccardo Collu Delegato ONAF Genova – Relatore Prof. Marino Giordani

    Ore 15.00: Formaggi delle Isole Italiane Sardegna (Isolabiologica ) e Sicilia ( Centroformaggi ) Relatore Riccardo Collu / Marino Giordani Vini in abbinamento Bonarda Vend. Tard. / Malvasia Pass. / Pelaverga

    Ore 16.30: Il Vino e il legno Caratteristiche di tre vini affinati in legno 1 vino Bianco e due rossi. Relatore Prof. Marino Giordani / Moreno Babbini

    Ore 17.30: Ostriche e Millesimato Metodo Classico Mill. Ostricheria del Gagge e Az Rebollini

    Ingresso libero e degustazioni gratuite

    Orari: venerdì e sabato h  10/21 – domanica h 10/20.

  • Lou Dalfin, concerto alla sala Chiamata del Porto

    Lou Dalfin, concerto alla sala Chiamata del Porto

    Lou DalfinSabato 4 febbraio alla sala Chiamata del Porto, di fronte alla Lanterna, si tiene il concerto dei Lou Dalfinband nata nel 1982 come gruppo folk rock nato per dare nuova linfa alla tradizione musicale dell’Occitania, regione compresa tra Alpi, i Pirenei, il Mediterraneo e l’Atlantico Francese contraddistinta da una lingua comune.

    Inizialmente la band proponeva una “line-up” acustica (ghironda, fisarmoniche, violino, plettri, clarinetto, flauti)  brani  tipici del repertorio popolare dell’Occitania. In un secondo periodo il sound si è evoluto, e si è contaminato di quelle sonorità rock, jazz, reggae che ora contraddistinguono la band.

    Tra i riconoscimenti più importanti ottenuti dalla band, c’è sicuramente il Premio Tenco, vinto nel 2004 per il miglior album in dialetto.

    Nel corso degli anni la band ha solcato i palchi di alcuni tra i più importanti festival di musica world in Europa: La Notte della Taranta in Salento, il Tradicionarius di Barcellona, Les Nuits Atypiques di Langon e l’Estivada di Rodez e ha pubblicato più di 10 album.

     

  • Ti tengo d’occhio: il progetto che denuncia i siti web inaccessibili

    Ti tengo d’occhio: il progetto che denuncia i siti web inaccessibili

    Un sito per spingere le persone ad “aprire gli occhi”, uno spazio web per denunciare pubblicamente programmi e siti inaccessibili, in particolare per gli utenti non vedenti. Qualunque cittadino è invitato a collaborare segnalando siti e programmi chesul fronte dell’accessibilitàpresentano carenze o sono del tutto inadempienti. Parliamo del progetto “Ti tengo d’occhio” (www.titengodocchio.it) nato da un’idea di Vincenzo Rubano, studente diciassettenne non vedente dell’Istituto “Costa” di Lecce.

    Da sempre detesto le applicazioni ed i siti Web che non interagiscono correttamente con gli Screen Readers (letteralmente “lettore dello schermo”, un’applicazione software che identifica ed interpreta il testo mostrato sullo schermo di un computer, presentandolo ad un utente affetto da handicap visivo tramite sintesi vocale o attraverso un display braille) o, per dirlo in altri termini, che non sono accessibili – spiega Vincenzo – Nel mio piccolo ho sempre cercato di interagire con gli sviluppatori per segnalare i deficit nell’accessibilità dei loro programmi e/o siti Web, ottenendo più o meno “audience” a seconda della loro disponibilità a rendere i propri prodotti più accessibili per noi non vedenti“.

    Tutto è partito dal sondaggio M’illumino di meno…ma ci “vedo” di più, lanciato sul web dallo stesso Vincenzo quasi un anno fa, il 18 febbraio 2011. Nell’ambito della giornata del Risparmio Energetico, promossa dalla trasmissione radiofonica Caterpillar, in onda su Rai Radio 2, in cui i cittadini sono invitati a contribuire alla creazione del silenzio energetico, spegnendo simbolicamente le luci ed usufruendo di fonti rinnovabili, l’istituto “Costa” ha partecipato con l’iniziativa ideata da Vincenzo.

    Visto che la categoria dei non vedenti, per motivi di forza maggiore, non può accorgersi delle luci che si spengono in casa, per strada o nelle piazze, ho pensato ad un modo originale per far partecipare all’iniziativa di Radio 2 anche tutte le persone che sono nelle mie condizioni – spiega Vincenzo nel suo spazio web, www.titengodocchio.it –  Il 18 febbraio 2011, alle ore 18, anziché spegnere una luce, ho “acceso” questa pagina sul web con un sondaggio. Il questionario è rimasto “acceso” fino al 4 marzo ed era relativo all’uso delle nuove tecnologie (computer, internet, social network, ecc.) da parte dei non vedenti“.

    “Spesso mi sento chiedere, con stupore, come sia possibile che un ragazzo non vedente possa utilizzare il pc, il web ed i servizi ad esso connessi o addirittura imparare a programmare nei linguaggi Html, Php, Css, Sql, ecc. – continua Vincenzo – La mia idea, quindi, vuole sfatare questa cattiva convinzione e dimostrare che vi sono molte persone che, pur non disponendo dell’uso della vista, sono assolutamente in grado di “vedere” un monitor! Partendo da questo presupposto, stiamo cercando allora di “accendere” l’attenzione pubblica sul delicato problema dell’accessibilità ai siti web e ai programmi per computer. Abbiamo quindi chiesto ai non vedenti di esprimere un personale “consiglio” da dare a programmatori e progettisti per far sì che da oggi in avanti non si trascuri più questo importante aspetto“.

    Il sondaggio ha riscosso notevole successo ed ha evidenziato le carenze dei siti italiani. In particolare l’86% degli intervistati ritiene che l’accessibilità universale – vale a dire siti e programmi uguali per tutti – sia un approccio migliore rispetto a quello tradizionale che prevede l’uso di prodotti concepiti specificatamente per i non vedenti. E soprattutto il 62% ritiene che siano più della metà del totale, i siti italiani che necessitano di aggiustamenti per essere davvero accessibili.
    Grazie all’incoraggiamento ricevuto dai partecipanti al sondaggio, Vincenzo si è spinto oltre e, come racconta “ho deciso di fare di più, di alzare il tiro tenendo d’occhio programmi e siti inaccessibili“.

    Nasce così l’osservatorio “Ti tengo d’occhio” e la relativa “lista nera” contenente l’elenco di programmi e siti web che sono stati testati e trovati poco o per nulla accessibili.
    Il primo sito bacchettato è quello dell’Istat, in particolare per quanto riguarda la compilazione del censimento online. La versione on-line del questionario è raggiungibile inserendo in una pagina del sito www.censimentopopolazione.istat.it il codice fiscale dell’intestatario ed una password alfanumerica, “entrambi riportati sulla prima pagina del questionario cartaceo“, sottolinea Vincenzo.

    In primo luogo, per ottenere la password necessaria per compilare la versione on-line del questionario, occorre chiedere aiuto ad un vedente – spiega Vincenzo – infatti la password è riportata sulla prima pagina del modulo cartaceo, non certo una forma accessibile per una persona non vedente. Una volta ottenuta la password ed eseguito il login, però, le difficoltà non sono finite! Accedendo al sito, infatti, ci si può accorgere facilmente che non tutto è stato strutturato come dovrebbe essere. Ci sono etichette non associate correttamente con i campi del modulo (e ciò significa che gli screen readers hanno difficoltà a leggere correttamente l’etichetta del campo che si sta compilando) e, ancora peggio, ci sono dei campi che non possono essere compilati, perché del tutto invisibili agli screen readers. Da non vedente, insomma, è impossibile compilare on-line il questionario!“.

    In questa situazione, dunque, le uniche possibilità a disposizione di un non vedente sono la compilazione del questionario in forma cartacea “chiedendo un occhio in prestito” (luogo comune utilizzato da noi non vedenti per indicare la richiesta di aiuto ad un vedente) o l’utilizzo del servizio di assistenza disponibile presso gli uffici del proprio comune di residenza – continua Vincenzo – Due alternative che, comunque, sono ben più scomode di una compilazione on-line!“.

    Questa inaccessibilità, come tutte le altre, non è che una vera e propria discriminazione – conclude Vincenzo – Ma essa è ancora più grave, se consideriamo che per garantire ai non vedenti la possibilità di compilare il questionario on-line alla pari dei vedenti, non è bastata neanche una legge (la cosiddetta “Legge Stanca”)“.

    L’Istat era perfettamente a conoscenza del problema – precisa Vincenzo – fin dalla pubblicazione della procedura di compilazione del questionario on-line, infatti, sono state indirizzate alla dirigenza dell’ente alcune denunce del problema. E nonostante ciò, nessuno ha mosso un dito per rimediare ad un “orrore” che non avrebbe dovuto neppure verificarsi!“.
    Matteo Quadrone

  • Free Shots in concerto al Teatro Hop Altrove

    Free Shots in concerto al Teatro Hop Altrove

    Teatro Hop altroveSabato 4 febbraio alle ore 22.00 al Teatro Hop Altrove in  Piazzetta Cambiaso 1 si esibiscono i  Free Shots , un gruppo genovese  swing, reggae, dance e pop nato nel l’ottobre 2010.

    La vocalist Giuditta interpreterà canzoni di vario genere in versione acustica accompagnata da Fabio e Luca con chitarra , basso e ukulele e dalle ritmiche di Simone alle percussioni.

  • Storia di Genova: il Borgo degli Incrociati

    Storia di Genova: il Borgo degli Incrociati

    borgo incrociati

    La Storia di Genova, Borgo Incrociati – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Il Borgo degli Incrociati e’ un antichissimo borgo medievale sviluppatosi sul confine est della citta’. Il nome “Incrociati” deriva da un’antica chiesa che si trovava a pochi passi dall’ingresso della strada dalla parte della stazione Brignole e che venne demolita i primi del Novecento.

    Il vecchio ponte di Sant’Agata, che in origine contava ben 28 arcate e che nel medioevo venne costruito sui ruderi di un ponte romano, collegava questa chiesa con quella di Sant’ Agata nell’attuale San Fruttuoso vecchia. Borgo Incrociati, infatti, prima della costruzione dell’ultimo tratto di via Canevari, affacciava sul Bisagno, il ponte raggiungeva direttamente le abitazioni e l’ultimissimo tratto e’ oggi ancora visibile fra le case del borgo.

    Negli anni trenta la struttura della zona era ancora ben diversa da quella che possiamo ammirare oggi. Anche dopo la demolizione della chiesa, infatti, poco prima del tunnel che si collega alla Stazione, sorgeva un archivolto (ancora oggi in buono stato) attraverso il quale si giungeva in un’ampia piazza, in minima parte ancora riconoscibile. La piazza, denominata appunto “dell’Archivolto”, venne sacrificata durante la costruzione di corso Monte Grappa.

    Nei primi quarant’anni del secolo scorso Borgo Incrociati fu il borgo delle donne: sostavano fuori dai portoni, vestivano lunghi abiti neri con i capelli raccolti, vendevano frutta di stagione e in inverno profumatissime caldarroste (le famose “rustie”). All’interno degli appartamenti il matriarcato aggiustava le tomaie delle scarpe e si adoperava in lavori di cucito e di pellame. Tenevano le porte di casa sempre aperte e per 5/10 centesimi di lira riparavano le scarpe dei passanti. Queste instancabili madri di famiglia erano famose in citta’ anche per una “bizzarra” particolarita’: sotto gli abiti neri non portavano le mutande, per poter fare i propri bisogni restavano in piedi, allargavano le gambe e si liberavano negli angoli del borgo. Bisognava lavorare, non c’era tempo da perdere…

     

    Lungo la via degli Incrociati c’era il barbiere, diverse latterie ed osterie, il carbonaio (che vendeva carbone, patate e cipolle) e i vecchi antiquari (si chiamavano repessin e vendevano ogni genere di usato).

    borgo incrociati
    Il “landun” di Borgo Incrociati

    Gli uomini durante il giorno si vedevano poco, erano in citta’ a lavorare e uscivano la sera per bere nelle osterie. Si puo’ attraversare ancora oggi, all’altezza della fermata degli autobus, il celebre “landun”, un piccolo tunnel dove gli uomini ubriachi si nascondevano dalle mogli e terminavano le loro bevute.

    Gli anni 50/60 furono gli ultimi anni di splendore per il Borgo degli Incrociati. Lo storico bar Mangini divenne il punto di ritrovo per eccellenza degli sportivi genovesi, tifosi e calciatori. La domenica dopo le partite i calciatori di Genoa e Samp usavano fermarsi al bar per una bevuta e per discutere con i tifosi. Fu proprio in quel periodo che Marcello Lippi, ex ct della Nazionale e ai tempi libero della Sampdoria, conobbe la sua attuale moglie, che lavorava nella pescheria di famiglia a pochi passi dal bar.

     

    Ringraziamo per le preziose testimonianze Lina e Remo Toffan

     

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    borgo incrociatiborgo incrociati

  • “La Buona Novella”, il nuovo libro di Don Andrea Gallo

    “La Buona Novella”, il nuovo libro di Don Andrea Gallo

    Don GalloCrisi paralizzante? Non abbiate paura… Questo il messaggio de “La Buona Novella” di Don Andrea Gallo, il suo ultimo libro pubblicato per Aliberti Editore. Nella presentazione del libro si legge: “Negli ultimi mesi si sta diffondendo un po’ ovunque una grande paura, per questa crisi inarrestabile, per l’incalzante mancanza di lavoro, e quindi per il futuro dei nostri giovani. Eppure non dobbiamo farci prendere dal panico: la strada verso la soluzione c’è, ed è alla portata di tutti, anche se difficile da praticare. Usciamo dalla “società delle spettanze”, per la quale ogni cosa è dovuta, sempre!”

    Non ascoltiamo i profeti di sventura – dice il don più famoso d’Italia – bisogna ripartire da noi stessi, accettare di essere tutti un po’ più poveri, che non è così grave, abituarsi a rinunciare al lusso, che non è necessario“.

    La crisi che stiamo attraversando può essere vista come un momento di crescita e di ricostruzione? Il “prete di marciapiede” genovese non è ovviamente il solo a credere che la crisi possa essere vista anche come una grande opportunità…

  • Corea del Sud: sette anni di carcere per un tweet di troppo

    Corea del Sud: sette anni di carcere per un tweet di troppo

    SeulIn carcere per un tweet, anzi in gergo tecnico si chiama retweet: se un altro utente di Twitter scrive una frase o mette un link ritenuto interessante, invece di ricopiarlo e rubargli così l’idea si retwitta, ossia si incolla sul proprio profilo la frase esattamente così com’è, mittente incluso.

    Il ventiquattrenne sudcoreano Park Jeonggeun non è l’autore del tweet “Lunga vita a Kim Jong II”. L’ha semplicemente retwittato dall’account ufficiale della Corea del Nord. Nonostante ciò è stato arrestato lo scorso 11 gennaio a Seul e rischia sette anni di carcere, una pena dovuta al suo presunto reato di attività antigovernativa e violazione della sicurezza nazionale.

    Amnesty ha anche diffuso le dichiarazione del giovane coreano: “L’ho fatto per divertimento, volevo ridicolizzare i leader nordcoreani. Su Twitter ho anche caricato e modificato le immagini di Pyongyang sostituendo il volto di un soldato con il mio in versione triste e la sua pistola con una bottiglia di whisky“.

    In un clima di censura del web a livello globale, Amnesty International ha denunciato questa violazione dei diritti umani e della libertà di espressione. La situazione politica fra Corea del Sud e Corea del Nord continua ad essere difficile: l’armistizio firmato nel 1953 non si è mai concretizzato in un vero accordo di pace, la guerra dunque non è mai finita e il confine tra i due paesi è il più fortificato al mondo.

    Marta Traverso

  • Rassegna Til(t): “Il re della pace” al Teatro dell’Ortica

    Rassegna Til(t): “Il re della pace” al Teatro dell’Ortica

    Teatro OrticaDomenica 5 febbraio alle ore 16 al Teatro dell’Ortica di via S. Allende, 48 a Molassana,  si tiene lo spettacolo “Il re della pace“, nell’ambito della rassegna Til(t).

    Divertente ma fedele reinterpretazione della vera storia di re Artù, lo spettacolo è ricco di musica, burattini e personaggi che spesso interagiscono con i ragazzi al fine di renderli partecipi dello spettacolo stesso.
    La storia tocca tematiche didattiche importanti quali la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, il perseguimento dell’onestà d’animo, l’importanza della solidarietà, l’abolizione della guerra e il raggiungimento della pace… tutto con allegria e senza alcuna seriosità.
    Personaggi magici quali Mago Merlino e Fata Morgana si sfidano in buffi duelli magici… il fratellastro di Artù, Kay, combina un disastro dietro l’altro, il giovane Artù alle prese con le tabelline suderà le sette camicie per non essere sgridato dal suo maestro….
    Le fila della storia sono tenute da un menestrello che accompagna gli spettatori nel cammino di Artù, che diventerà un re buono e saggio, fautore della pace tra i popoli.

  • Musica live al Bonfim nel weekend del 3 e 4 febbraio

    Musica live al Bonfim nel weekend del 3 e 4 febbraio

    FungusVenerdì 3 febbraio al Senhor do Bonfim in passeggiata a Nervi è in programma la prima serata della rassegna prog “Welcome Back My Friends To The Show That Never Ends” con il concerto del gruppo dei Fungus, a partire dalle 23,30.
    Fungus è nato a Genova nel 2002 come gruppo di improvvisazione totale per evolvere successivamente verso composizioni più definite, sospese tra rock chitarristico, caldo e valvolare, e robuste tentazioni folk, acustiche.
    Nel 2004 registra il primo album ufficiale: Careful!, uscito per Mellow Records nel 2006.

    Al nucleo originale, di cui rimangono i soli Alejandro J. Blissett (chitarre) e Carlo ʻzerotheheroʼ Barreca (basso), si sono via via aggiunti, dopo numerosi cambi di formazione e di obiettivi, Claudio Ferreri (tastiere), Dorian Deminstrel (voce) e l’esperto Stefano Firpo (batteria).
    Il gruppo è giunto, alla fine del 2006, a registrare cinque nuovi brani nellʼEP 25 grams, frutto di una “diretta” di due ore. Nel 2007 e 2008 il gruppo ha suonato in numerose occasioni sul territorio genovese, partecipando anche alla finale della manifestazione “sea wave”.
    Il secondo LP, Better Than Jesus, è il frutto del periodo 2006 – 2010: otto brani composti & arrangiati collettivamente, rodati dal vivo, e infine impressi su disco.
    Dal 2010 la formazione vede un cambio dietro i tamburi con l’arrivo di Caio.
    Il 2011 è stato precipuamente impiegato nella registrazione della nuova fatica The Face Of Evil, senza disdegnare l’attività live.

    Sabato 4 febbraio ospite al Bonfim una band rock psichedelico che arriva da Teramo, i Clepsydra, a presentare il nuovo cd, uscito nel marzo 2011 in tutto il mondo “Marmalade Sky”, su Go Down Records/Distr.
    Il gruppo si è formato nel 2002 a Giulianova Lido (TE). L’attuale formazione è formata da Fabio Di Gialluca chitarra e voce, Mattia Di Bernardo basso e voce, Danilo Ricci batteria.
    La band, dopo essersi fatta notare grazie alla registrazione di Ep quali “The breath of the dog” 2005 e “Foam” 2006, raggiunge la maturità con l´album “Second era of Stonehenge” uscito nel 2007, e si afferma a livello europeo con il singolo “Foam” e l’omonimo videoclip, portando l’album in tour per tutto il 2007 e il 2008 in Italia ed Inghilterra. Partecipano a numerose trasmissioni televisive e radiofoniche in Italia tra cui Database su Rock TV, 105 on the beach su Radio 105, MTV e All Music e negli Stati Uniti (radio e satellite), facendo uscire nel corso dell’anno anche il secondo singolo\videoclip “The passer-by”. Nell’estate aprono un concerto della P.F.M. nella provincia di Teramo.
    Parallelamente all´attività live nel 2008 iniziano a scrivere nuovi brani che nel marzo del 2009 formeranno un concept album chiamato “In other sunsets” dove al classico power trio basso chitarra e batteria verranno aggiunti negli arrangiamenti parti di violino, sinth, percussioni, sitar ed organo.Nel corso dell’anno estrarranno tre singoli\videoclip quali “Majestic12\eyes only”, “Lost in the universe” e “Along the Cam nothing more” passando gran parte dell’anno in tour e raccogliendo ottime recensioni da ogni parte del mondo. Sono stati finalisti per il PIMI (Premio italiano musica indipendente) al MEI di Faenza nel 2009.
    Alla fine del 2010 Luca Trifoni lascia la band. La band ha iniziato la pre-produzione del terzo album con Phil De Rubeis al basso già in Second era of Stonehenge e nell’aprile 2011 esce Marmalade Sky su Go Down Records\Audioglobe; l’album è stato prodotto ed arrangiato da Amaury Cambuzat degli Ulan Bator e dallo stesso Fabio Di Gialluca. Cambuzat parteciperà al lavoro sia come strumentista che backing vocals. Sarà Mattia Di Bernardo al basso nell’aprile 2011 ad accompagnare la band in tournée, in coincidenza con l’uscita del nuovo single\videoclip Love, primo brano estratto da Marmalade Sky.

    Apertura h. 22.30
    Inizio concerto h. 23.30
    Ingresso comprensivo di prima consumazione: 8 €

  • Sanità: i lavori di pubblica utilità sono un’opportunità da sfruttare

    Sanità: i lavori di pubblica utilità sono un’opportunità da sfruttare

    Un istituto già previsto nel nostro ordinamento, un’opportunità concreta a favore dell’amministrazione sanitaria, Asl ed Aziende Ospedaliere in primis, ma purtroppo, almeno finora, non sfruttata a dovere.

    Parliamo dei Lavori di pubblica utilità disciplinati dal Decreto Ministeriale 26 marzo 2001, il quale prevede fra questi le <<prestazioni di lavoro a favore di organizzazioni di assistenza sociale o volontariato operanti, in particolare, nei confronti di tossicodipendenti, persone affette da infezione da HIV, portatori di handicap, malati, anziani, minori, ex-detenuti o extracomunitari, prestazioni di lavoro nella manutenzione e nel decoro di ospedali e case di cura o di beni del demanio e del patrimonio pubblico ivi compresi giardini, ville e parchi, con esclusione di immobili utilizzati dalle Forze armate o dalle Forze di polizia>>.

    Martedì 31 gennaio in Consiglio regionale è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, presentato dall’Idv, primo firmatario Stefano Quaini, presidente della Commissione Sanità, relativo all’opportunità per la sanità ligure di attivare ed incentivare l’utilizzo di lavori di pubblica utilità al fine di sostituire la pena comminata per la guida in stato di ebbrezza.
    Il comma 9 bis dell’art. 186 del Codice della strada (D.Lgs n. 285/1992), introdotto grazie ad una norma della Legge n. 126/2010, prevede infatti la possibilità per il tribunale competentesu richiesta volontaria dell’imputato per guida sotto l’effetto di alcoldi applicare una sanzione sostitutiva, vale a dire il lavoro di pubblica utilità, che in caso di svolgimento positivo permette di estinguere il reato.

    <<Abbiamo portato alla ribalta un’opportunità già prevista nel nostro ordinamento ma che oggi fatica a trasformarsi in uno strumento utilizzato – spiega Stefano Quaini – Gli imputati per guida in stato di ebbrezza invece che pagare una sanzione potrebbero essere impiegati in lavori socialmente utili quali, ad esempio, l’assistenza agli anziani oppure l’assistenza domiciliare. Pensiamo ai malati con patologie gravi, malati cronici spesso abbandonati alla cura esclusiva di famiglie che non dispongono delle risorse necessarie per garantirgli un adeguato supporto. Ebbene questo strumento rappresenta una risorsa in più che, in un periodo segnato dai tagli al comparto sanitario, potrebbe risultare fondamentale>>.

    <<Ne abbiamo parlato con l’assessore alla Sanità, Claudio Montaldo, ed abbiamo proposto che venga diramata una nota per sollecitare i direttori generali delle Asl e delle Aziende Ospedaliere liguri affinché si attivino verso i tribunali liguri per porre in essere ed incrementare le collaborazioni di lavoro di pubblica utilità – continua Quaini – In questo modo si concederebbe alle persone volenterose, in possesso dei requisiti lavorativi ma imputati del reato, parzialmente depenalizzato, di guida in stato di ebbrezza, di giungere all’estinzione del reato tramite la propria opera lavorativa. Allo stesso tempo ciò consentirebbe di aumentare le prestazioni d’opera professionali senza spese aggiuntive a favore delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere”.

    <<La sanzione sostitutiva può essere applicata in tutti i casi di guida in stato di ebbrezza, esclusi i casi in cui si è verificato un incidente – sottolinea l’avvocato Paolo Gianatti, presidente Comitato etico dell’Asl 2 di Savona – per poter sfruttare questa alternativa è necessaria la firma di una convenzione fra le parti, l’imputato e l’ente che vuole avvalersi del lavoro di pubblica utilità. Attualmente le convenzioni riguardano soprattutto Comuni e Pubbliche assistenze. Gli enti hanno la possibilità di realizzare delle convenzioni modello, approvate dai presidenti dei tribunali, dunque immediatamente disponibili per gli imputati che ne facciano richiesta. Purtroppo le Aziende Sanitarie Locali e le Aziende Ospedaliere Liguri stanno tardando nell’applicazione di questa norma dalle notevoli potenzialità. La Regione Liguria sembra aver intuito quale valore aggiunto potrebbe rappresentare il Lavoro di pubblica utilità, la speranza è che al più presto Asl ed Aziende Ospedaliere si muovano in questa direzione. Basti pensare che tra le persone imputate per guida sotto l’effetto di alcol, non è escluso che potrebbero esservi anche medici, infermieri, operatori sanitari. Ovviamente le prestazioni lavorative di tali professionisti risulterebbero utilissime proprio in ambito sanitario>>.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Tante belle cose, in scena al teatro Politeama Genovese

    Tante belle cose, in scena al teatro Politeama Genovese

    Tante belle coseVenerdì 3 e sabato 4 febbraio al teatro Politeama Genovese va in scena lo spettacolo “Tante belle cose”, con Maria Amelia Monti, Gianfelice Imparato e con le musiche Cesare Cremonini.

    Giocato sul doppio piano della commedia e del dramma psicologico, Tante belle cose è un lavoro fresco, vivo, pulsante di energia e comicità.  Racconta con irrealismo e  ironia il fenomeno degli hoarder americani, coloro che non riescono a separarsi dalle cose e accumulano tutto nelle loro case finché gli oggetti non li sommergono.

    Lo spettacolo disegna lo straordinario ritratto di una donna particolare eppure vicina, in cui ciascuno può riconoscere una parente, una conoscente, un’amica; di un uomo semplice e generoso, un signor nessuno capace di grandi cose. E di due malvagi della porta accanto, convinti nel loro perbenismo, di fare la cosa giusta. Graffi ante, poetico e stupendamente interpretato da due grandi attori, Tante belle cose è tutto quello che il pubblico dovrebbe pretendere da una commedia nuova: di essere divertente e commovente, di parlare di un caso minuscolo ma di avere un valore universale.

    Inizio ore 21

    Ingresso da 22 a 27 euro