Mese: Marzo 2012

  • Blockbuster, crisi infinita: merce in vendita, a rischio i posti di lavoro

    Blockbuster, crisi infinita: merce in vendita, a rischio i posti di lavoro

    La catena internazionale Blockbuster, specializzata in vendita e noleggio di film, prima in videocassetta poi in dvd, ma anche cd-rom e giochi elettronici, in crisi ormai da alcuni anni, chiuderà definitivamente i battenti.

    La società è stata messa in liquidazione volontaria nel 2011 ma tutti i tentativi di trovare un’acquirente dell’intera azienda sono caduti nel vuoto. E così parte l’operazione di vendita di tutto l’inventario, per un valore di oltre 13 milioni di euro, nel tentativo di massimizzare i ricavi e ripagare i creditori. Una volta concluso questo passaggio i punti vendita verranno ceduti ad altri imprenditori, anche non di settore.

    Parliamo di un centinaio di negozi sparsi in tutta Italia a partire dal 1994 quando Blockbuster, sulla scia del successo ottenuto in America, sbarcò anche nel nostro paese, tre punti vendita solo a Genova (via Cantore, via Brigata Liguria, corso Europa), per un totale di 780 dipendenti.

    Ebbene di quasi 800 posti di lavoro se ne salveranno esclusivamente un’ottantina che dovrebbero essere riassorbiti dalla società che rileverà il ramo di azienda Blockbuster Italia, ovvero “Essere Benessere“, una catena italiana di parafarmacie e centri benessere che intende trasformare in questo senso, circa 78 punti vendita.

    La società, infatti, ha sottoscritto un accordo con le organizzazioni sindacali, come ricorda il presidente di “Essere Benessere”, Danilo Salsi «Questo accordo, propedeutico all’acquisizione di Blockbuster Italia, rappresenta uno dei passaggi salienti della nostra operazione commerciale per il recupero ed il riadattamento di un’articolata struttura aziendale con modalità studiate specificatamente per non perdere del tutto, preservandola in percentuale significativa, una forza occupazionale da sempre caratterizzata da un’importante componente giovanile».

     

    Matteo Quadrone

  • Selebrities, Slow Magic e Japanese Gum in concerto

    Selebrities, Slow Magic e Japanese Gum in concerto

    SelebritiesSerata ricca di musica quella in programma giovedì 22 marzo a La Claque: a partire dalle 22.30 si alternano sul palco il gruppo da Brooklyn Selebrities, i newyorkesi Slow Magic e i genovesi Japanese Gum.

    Fare musica rimanendo anonimi nell`era di Internet non solo è difficile, è divertente. Un paio di mesi fa, Slow Magic, autodefinitosi uno “sconosciuto amico immaginario”, è spuntato fuori dal nulla con un singolo incredibilmente delizioso, “Sorry Safari”, suscitando la curiosità del pubblico. Finalmente il pubblico del La Claque può osservare e soprattutto ascoltare dal vivo questo artista.

    I Selebrities, alias Maria Usbeck, Jer Robert Paulin e Max Peterson vengono da Brooklyn ma la loro musica sembra esser nata nella nuvolosa Inghilterra. Una band non banale, capace di combinare brillantemente il genere british con il coldwave, dream pop e synth pop.

    Ad aprire le danze, i genovesi Japanese Gun.

    Ingresso 7 euro , per gli under 21 5 euro

  • Uliveto Murato di Quarto: scongiurato il pericolo cementificazione?

    Uliveto Murato di Quarto: scongiurato il pericolo cementificazione?

    Uliveto murato di QuartoQualche anno fa (2007-2008) i cittadini riuniti in comitato avevano gridato allo scandalo, sembrava impossibile fermare l’ennesima proposta di cementificazione. Stiamo parlando del progetto per la costruzione di un’area residenziale nel quartiere di Quarto, lungo l’antica via romana (unica strada a Levante per Roma sino al 1820) all’incrocio fra via Romana della Castagna e viale Quartara, un progetto che avrebbe sacrificato l’antico uliveto murato di Quarto, un angolo di paradiso sotto il cavalcavia dell’autostrada di Nervi, un luogo che conserva strutture medievali di grande valore storico come mura, muri di fascia e antichi argini originali, un ponte ad arco, due grandi pozzi (ancora funzionanti) e una villa rustica.

    Stiamo parlando di una zona rurale, quella di via Romana della Castagna, che è interessata da un altro progetto per la costruzione di residenze, quello che riguarda l’area ex Fischer al numero 20a, che prevede la demolizione della fabbrica ormai abbandonata per la realizzazione di un edificio residenziale di 5 piani.

    Pochi metri più a valle, ecco lo splendido orto di ulivi, un terreno che in epoca feudale era di pertinenza dell’antico Castel Perasso, distrutto dai Fieschi verso la fine del ‘300, le cui rovine sono in piccola parte visibili all’interno dell’area. L’uliveto è ancora oggi coltivato con i metodi tradizionali da un antica famiglia ligure, proprietaria del rustico e del terreno.

    Il progetto prevedeva la realizzazione di un edificio di 20 appartamenti, 22 box, campo da tennis e tra le opere di urbanizzazione era previsto il rifacimento della via romana della Castagna con scarificazione della massicciata e dell’accoltellato di mattoni fino a 20 cm di profondità. Un migliaio di cittadini decise allora di far sentire la propria voce organizzando una raccolta firme e proponendo il restauro dell’antica costruzione rurale per utilizzarla come museo dell’antica arte olearia.

    Grazie anche alle opposizioni della soprintendenza Ambientale e del Municipio Levante il progetto è stato fermato e giace da qualche anno nei cassetti degli uffici competenti.

    Ora, a distanza di anni, il Comune ha fatto propria la proposta iniziale dei cittadini e ha più volte manifestato l’intenzione di progettare un’area museale dedicata all’agricoltura genovese medievale e alla vita rurale. «Allo stato attuale si tratta di aria fritta – ha commentato il consigliere del Municipio Levante Massimo Alfieri – perchè il terreno di cui si sta parlando è di proprietà di privati cittadini. Il Comune dovrebbe quindi prima acquistare l’area facendo un’offerta ai proprietari e poi investire per la realizzazione del museo. Con i tagli di questo periodo, soprattutto per quanto riguarda il terzo settore, la vedo un’ipotesi quantomeno remota…»

    UlivetoUliveto

  • Adotta un artista: una mostra collettiva per i giovani creativi

    Adotta un artista: una mostra collettiva per i giovani creativi

    pittoreAdotta un artista è un concorso rivolto a creativi tra i 18 e i 35 anni, italiani o stranieri purché residenti a Genova, ed è stato indetto dall’Associazione colorInscena in collaborazione con il Comune di Genova e Patto per lo sviluppo della Maddalena.

    Scopo del concorso è promuovere l’arte contemporanea a Genova tramite una mostra collettiva itinerante negli esercizi pubblici del quartiere della Maddalena da venerdì 25 maggio a sabato 9 giugno: le selezioni sono aperte per artisti che operano in pittura, fotografia, arte digitale, scultura e installazione, purché l’opera sia stata realizzata negli ultimi 24 mesi.

    Questi i formati e requisiti previsti per le opere:

    PITTURA
    Tecniche ammesse: olio, acrilico, vernice industriale, inchiostro, vinile, acquarello, grafite, pastello, illustrazione, stampa di vario tipo, ecc. Supporto dell’opera: tela, carta, cartone, legno, plastica, metallo, ecc. La dimensione massima consentita è di 100×70, inclusa la cornice (se prevista).

    FOTOGRAFIA & GRAFICA DIGITALE
    Tecniche ammesse: opere in 2D, inclusa fotografia digitale, fotografia analogica, computer grafica, software art o lavori eseguiti con tecniche varie, come manipolazioni digitali (compreso l’uso di pittura o altro genere di espressione manuale) web art, polaroid, foto da cellulare, fotocollage, ecc. La dimensione massima consentita è di 100×70, inclusa la cornice (se prevista).

    INSTALLAZIONE, SCULTURA e FIBER ART
    Tecniche ammesse: opere tridimensionali come installazione, scultura, tessitura artistica. Tutti i materiali, organici ed inorganici sono accettati, incluse opere con base interattiva, meccanizzazione. La dimensione massima consentita è di 100×70.

    Gli artisti partecipanti saranno selezionati tra gli iscritti al sito www.genovacreativa.it: chi vuole partecipare potrà caricare fino a tre opere sul sito e inviare il modulo di partecipazione via mail a colorinscena@alice.it entro il 29 aprile.

    La selezione degli artisti finalisti sarà pubblicata su www.genovacreativa.it entro il 10 maggio.

  • Torta pasqualina, una ricetta della tradizione genovese

    Torta pasqualina, una ricetta della tradizione genovese

    Torta PasqualinaLa torta Pasqualina è un cibo tradizionale della Pasqua e delle gite postpasquali che richiede la tipica lavorazione a sfoglie sottilissime: un tempo se ne sovrapponevano ben 33, come gli anni di Cristo.

    Oggi la pasqualina viene cucinata per tutto l’anno sostituendo le bietole del ripieno con altre verdure di stagione. Una delle varianti più conosciute è la torta cappuccina, detta anche torta de geé, oppure la più nota torta di carciofi. 

    Ingredienti

    600 grammi di farina, 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, 4 mazzi di bietole, 100 grammi di parmigiano grattuggiato, 200 grammi di quagliata o ricotta, 3 rametti di maggiorana, poca farina bianca, 4 uova, sale.

    Preparazione:

    Impastate la farina con un cucchiaio d’olio, acqua e sale. Una volta ottenuto un composto elastico, dividetelo in 6 parti e lasciatelo riposare coperto da un canovaccio.

    Lavate e pulite le bietole privandole delle coste e scottatele in acqua calda. Scolatele e tagliatele a striscioline, e poi amalgamatele con la maggiorana e il grana.

    Con tre pezzi di pasta stendete 3 sfoglie sottili e mettetele una sopra l’altra dentro la teglia, precedentemente unta. Ricopritele poi con un composto di bietole, grana e maggiorana e poi mettete sopra di esso la quagliata impastata con la farina bianca.

    Salate il tutto e fate 4 fossette con un cucchiao nelle quali lasciate cadere le uova con un pò di grana.

    Ricoprite con altre tre sfoglie stese sottili e unite poi tutti i bordi. Cospargete la superficie con altro olio e mettete in forno a fuoco medio per 40-45 minuti.

    Buon appetito!

  • Movimento Indipendentista Ligure: targhe per conoscere i quartieri di Genova

    Movimento Indipendentista Ligure: targhe per conoscere i quartieri di Genova

    Il M.I.L. – Movimento Indipendentista Ligure – si presenterà alle Elezioni Comunali e Municipali di Genova con la Lista Civica “Gente Comune”) e ha già pronta la lista dei 40 candidati per il Consiglio Comunale e sta terminando la compilazione dei candidati per i 9 Municipi.

    Da tempo il M.I.L. si è fatto portavoce di numerose iniziative, tra cui la battaglia per il recupero dei 98 miliardi di euro  del “contenzioso” tra lo Stato e i concessionari dei giochi (slot machine). Per le imminenti elezioni amministrative, M.I.L. presenta una nuova crociata con l’obiettivo di salvaguardare le identità storiche della città di Genova.

    «Vogliamo rendere note le “comunità” degli attuali “municipi” – si legge in una nota diffusa dal Movimento – con l’applicazione di targhe ben visibili che, nel numero di almeno dieci, dovranno essere poste nel territorio “interessato”. Per esempio nel ponente, nelle sue strade o piazze principali, dovranno essere messe delle targhe con scritto : VII Municipio PONENTE – circa 62.000 abitanti – Crevari, Voltri, Ca’ Nuova, Palmaro, Prà, Castelluccio, Pegli, Multedo».

    «Vogliamo inoltre che tutti i numerosissimi torrenti (piccoli e grandi), che da Voltri a Nervi e nella Val Polcevera e Val Bisagno, scorrono in tutto il territorio della città di Genova, abbiano sul loro percorso, almeno cinque “postazioni-targhe” che riportino il nome del torrente. Oggi pochissimi cittadini conoscono i nomi dei “loro” torrenti (ad eccezione dei due principali: Polcevera e Bisagno!)».

    «Tutto questo favorirà la conoscenza di Genova da parte dei suoi abitanti ed anche dei turisti che sempre più numerosi ci auguriamo vadano a scoprire e visitare le storiche Comunità della nostra meravigliosa città che aspetta solamente di essere veramente “scoperta” nella sua “interezza” e non solamente nel “Centro Storico”».

  • Movimento 5 stelle: human lab in Val Polcevera, grande successo

    Movimento 5 stelle: human lab in Val Polcevera, grande successo

    Paolo PuttiVenerdì sera, presso il teatro Albatros di Rivarolo, si è svolto un incontro pubblico organizzato dal Movimento 5 stelle (il cui portavoce nazionale è il comico Beppe Grillo), per presentare agli abitanti della vallata il candidato sindaco Paolo Putti e Carlo Di Bernardo, giovane animatore del Comitato di Rivarolo, in corsa per la presidenza del municipio Valpolcevera.

    Non si è trattato della classica passerella pre elettorale bensì di un’occasione per condividere le informazioni e per proporre un modello di cittadinanza attiva che si riunisce per discutere delle problematiche dei vari quartieri. “Human lab“, ovvero laboratori di umanità, questo il nome scelto a proposito, in netto contrasto con “l’Urban lab” partorito dal Comune in cui, come sottolinea Putti «I tecnici, chiamati da fuori, lavorano su una chiatta, isolati dalla città e senza possibilità di relazione con gli abitanti». Proprio il contrario rispetto alle intenzioni del Movimento 5 stelle «Noi vogliamo restitutire alle persone la possibilità di scambiarsi opinioni e stimolare la diffusione di informazioni, le stesse che i poteri politici provano consapevolmente ad occultare. Il compito dei tecnici dovrebbe essere quello di raccogliere i bisogni dei cittadini ed interpretarli, provando a fornire possibili risposte».

    E così in un teatro affollato, Paolo Putti, decisamente emozionato davanti alla sua gente, quella della Val Polcevera che ben lo conosce e lo stima, sia per il lavoro che svolge come educatore sociale, sia per l’impegno sul fronte della battaglia contro la gronda, ribadisce la necessità di ripartire dalla ricerca puntando forte sull’economia che funziona e che promette interessanti prospettive future, vale a dire la green economy.

    Poi è stata la volta degli interventi dei cittadini invitati a raccontare le proprie esperienze. Il primo è stato Enrico, componente degli Amici del Chiaravagna, che ha proposto una preziosa lezione sulla gestione dei rifiuti. La domanda di fondo da porsi è la seguente: i rifiuti rappresentano solo un problema? La risposta è no, anzi i rifiuti sono un’incredibile opportunità, un vero e proprio business se fossimo in grado di sfruttare a dovere le enormi potenzialità dei materiali che buttiamo indifferentemente in discarica.

    «L’elemento di base è la separazione – ha spiegato Enrico – ad esempio in 2 parti, secco ed umido. A Sestri Ponente (via Borzoli, via Chiaravagna via Da Bissone), dal 2008, in collaborazione con un’azienda specializzata di Bolzano, portiamo avanti la nostra  sfida per riuscire ad influire sulle decisioni politiche». Ebbene questo gruppo di cittadini – con una terribile voglia di partecipare e cambiare lo stato delle cose – è stato in grado di dimostrare che una piccola rivoluzione è possibile «In tre mesi a Sestri abbiamo raggiunto il 50% di raccolta differenziataracconta EnricoIl problema principale che abbiamo constatato è l’inadeguatezza dei regolamenti comunali. Inoltre occorre modificare il modello organizzativo di Amiu».

    Eppure, grazie ad una raccolta eseguita a regola d’arte, i ricavi economici per la collettività sarebbero consistenti. Oggi i materiali recuperati, in particolare gli imballaggi che rappresentano il 40% dei rifiuti, vengono venduti a Conai (Consorzio nazionale imballaggi). «In 18  mesi abbiamo guadagnato 271 mila euro – spiega Enrico – senza considerare il risparmio di denaro ottenuto evitando le multe che la Regione commina per il mancato raggiungimento della quota di raccolta differenziata».

    Grazie ad un’oculata gestione dei rifiuti, inoltre, si possono creare numerosi posti di lavoro, sicuramente in misura maggiore rispetto a quelli garantiti dal previsto progetto dell’Inceneritore. «Pensiamo ad esempio alle significative possibilità di sviluppo di aziende e società specializzate nel trattamento e nella trasformazione dei rifiuti, a cui in futuro potremmo rivendere i materiali recuperati», conclude tra gli applausi del pubblico, Enrico.

    La serata organizzata dal Movimento 5 stelle è proseguita affrontando il tema della realizzazione di grandi infrastrutture e le conseguenti criticità dovute ai cantieri che già oggi, ma soprattutto nel prossimo futuro, colonizzeranno l’intera Valpolcevera.

    Per tentare di capire come si vive con un cantiere sotto casa, i presenti hanno potuto ascoltare la storia di Barbara. La sua abitazione  sul piazzale della chiesa S. Ambrogio di Fegino, sorge proprio sopra allo scavo per la realizzazione del nodo ferroviario. Lavori che si concluderanno solo nel 2016 e che stanno radicalmente cambiando la sua esistenza.

    «Qui sono mesi che non dormiamo più perchè il cantiere è operativo 24 ore su 24», ricorda Barbara. Le vibrazioni causate dalle trivelle si sentono con evidenza anche se lo scavo si trova a 34 metri di profondità sotto il pavimento della casa. Barbara ha realizzato un video per mostrare a tutti il polverone che sale dal cantiere (polveri che potrebbero risultare anche pericolose per la salute) ed il rumore insopportabile percepito ad ogni ora del giorno e della notte. Parliamo di un inquinamento acustico che spesso supera i  limiti normalmente consentiti dalla legge. In pratica una vita costretta, con le finestre sbarrate e tutto lo stress conseguente, che influisce pesantemente sul benessere fisico e mentale della signora Barbara.

    Questo è lo spettro che agita il sonno di molti abitanti della Val Polcevera che potrebbero trovarsi gli operai al lavoro, proprio nel cortile di casa. «Barbara non va lasciata sola – conclude Paolo Putti – nessuno deve essere abbandonato perchè tutti possiamo trovarci a convivere con un cantiere di queste dimensioni e solo insieme, uniti, possiamo far sentire la nostra voce».

     

    Matteo Quadrone

  • Generazioni Componibili, in scena al teatro della Tosse

    Generazioni Componibili, in scena al teatro della Tosse

    Generazioni componibiliIl teatro della Tosse ospita in anteprima nazionale lo spettacolo Generazioni componibiliEmanuele Conte e Alessandro Bergallo tornano a lavorare insieme dopo la fortunata trilogia di Box e lo fanno partendo dal libro People from Ikea, una raccolta di racconti di Andrea Pugliese scritti nel corso di tre mesi trascorsi all’interno di un punto vendita Ikea di Roma.

    Il colosso svedese è il simbolo della società globalizzata e omologata. Negozi, mobili, cibo, pubblicità e anche clientela sono uguali in ogni angolo del mondo, e rappresentano dei veri e propri centri di azzeramento delle differenze culturali e possono essere utili per osservare i fenomeni sociali.

    Alessandro Bergallo si presenta da solo in scena e si “monta” il suo palco-casa, lo fa senza istruzioni e senza certezze, così come i personaggi che incontra lungo i corridoi del punto vendita Ikea.

    Racconta e riflette sull’oggi attraverso episodi divertenti, curiosi, surreali, amari, veri o presunti tali. La nostra è una generazione “componibile”, orfani di grandi ideali, sballottati  tra matrimoni, divorzi, nascite, traslochi, fughe, convivenze, trasferimenti: tutte discontinuità a volte desiderate, altre volte temute e mal sopportate, con pochi dettagli sicuri nel presente e grandi incertezze per il futuro. Così cerchiamo di mettere ordine e di ricomporci in elementari, quotidiane e precarie certezze. E l’Ikea è una certezza.

    Uno spettacolo che riflette sul mondo di oggi  e analizza il nostro quotidiano con ironia solo apparentemente leggera.

    Teatro della Tosse

    dal 21 marzo al 7 aprile

    domenica 25 marzo e domenica 1 aprile, ore 18.30 – lunedì riposo

    Biglietti : intero 18 euro, ridotto 15 euro

  • Premio Ipazia alla nuova drammaturgia: concorso di teatro

    Premio Ipazia alla nuova drammaturgia: concorso di teatro

    teatro palcoscenicoIl Festival dell’Eccellenza al Femminile, manifestazione che si svolge a Genova da sette anni nel mese di novembre, ha indetto la prima edizione di un concorso per autrici e autori teatrali denominato Premio Ipazia, dedicato alla figura della scienziata scienziata alessandrina vissuta nel V secolo e barbaramente uccisa per ragioni di integralismo religioso e culturale.

    L’organizzazione del Festival ha scelto di puntare su un concorso di questo tipo in quanto il teatro è forse l’ambito culturale fra i più colpiti dalla crisi e dai tagli e dunque più bisognoso di attenzione e di sponsorizzazione.

    Il concorso è aperto sia a uomini che a donne e il tema dei testi da inviare dovrà essere Maternità e il rapporto tra le generazioni.

    Il Premio – un bonus in denaro, la pubblicazione dell’opera in una tra le più importanti riviste di settore, la rappresentazione dell’opera in mise en espace- sarà consegnato a un solo autore per una sola opera vincitrice: la premiazione avrà luogo a Genova durante il Festival dell’Eccellenza al Femminile 2012.

    I testi devono essere inediti e mai rappresentati, possono essere in lingua italiana, inglese, francese o spagnola, e di durata non superiore a 90 minuti, con un massimo di 5 personaggi. Sono esclusi i monologhi. Dovranno pervenire entro il 15 maggio 2012 alle ore 18 sia tramite mail sia a mezzo posta presso gli uffici della segreteria del Concorso.

    I lavori dovranno pervenire in forma anonima: i dati dell’autore dovranno essere inseriti in una busta a parte (o in un allegato a parte nel caso della mail).

    Una giuria selezionerà tre opere finaliste che verranno messe in scena da compagnie teatrali nel corso di vari festival italiani e durante lo stesso Festival dell’Eccellenza al Femminile. Il nome del vincitore sarà comunicato al concorrente e agli organi di informazione entro il 15 novembre 2012.

    Marta Traverso

  • Lotta al gioco d’azzardo: la petizione popolare parte da Genova

    Lotta al gioco d’azzardo: la petizione popolare parte da Genova

    Una raccolta firme a sostegno di una petizione popolare per bloccare, una volta per tutte, la proliferazione della sale dedicate al gioco d’azzardo (slot, videoolottery, ecc.) nelle città italiane. L’iniziativa, annunciata dal Sindaco Marta Vincenzi, parte da Genova con l’obiettivo di porre all’attenzione del Parlamento, la gravità del problema. Questa settimana il Comune incontrerà le associazioni, ad esempio Acli ed il Centro anti usura, i partiti e le realtà sociali interessate alla mobilitazione.

    La petizione poggerà su tre pilastri: il riconoscimento della ludopatia come una vera e propria malattia che necessita dei relativi percorsi di cura; occorre vietare qualsiasi forma di pubblicità del gioco d’azzardo; bisogna cambiare la legge attuale e conferire ai comuni il potere decisionale in merito all’apertura di sale slot e videolottery.

    E proprio su quest’ultimo punto, il Sindaco ha spiegato «Attualmente le autorizzazioni obbligatorie per l’apertura delle sale da gioco vengono rilasciate dalle questure e non dai comuni. Tutta colpa di una legge del 2010 dell’allora governo Berlusconi. In questi anni abbiamo assistito alla moltiplicazione di simili locali che spesso hanno sostituito i tradizionali negozi di quartiere. Il Comune di Genova finora ha avuto le mani legate, siamo riusciti a mettere qualche vincolo nel Puc (Piano urbanistico comunale) ma ciò non è sufficiente».

    Una volta raccolte le firme, la petizione sarà inviata alle competenti Commissioni di Camera e Senato. «Cercheremo di fare in fretta, diciamo entro l’estateha aggiunto Marta Vincenzi – Non dobbiamo perdere altro tempo. A Rivarolo, in via Vezzani, è prevista la realizzazione di una sala slot proprio di fronte ad una scuola ed a pochi passi da un asilo. Proprio quello che vogliamo evitare. Sarebbe bello se tutte le forze politiche, nonostante il periodo di campagna elettorale, aderissero a questa battaglia».

     

    Matteo Quadrone

  • Storia di Genova: i carbunè del Porto, Pietro Chiesa e le cooperative

    Storia di Genova: i carbunè del Porto, Pietro Chiesa e le cooperative

    Gru del porto

    Il Porto di Genova, la storia in un documentario – GuidadiGenova.it

    Sulla Calata Giaccone, ancor oggi, si imbarca e si sbarca una fonte, ahimè, molto inquinante, di energia, il carbone, cuore “calorico” della città, tonnellate di ciottoli neri che hanno accompagnato la vita del porto di Genova, groviglio di uomini, macchine, lingue, sudore e fatica. Da oltre 100 anni, opera qui l’antica Compagnia Portuale Pietro Chiesa che impiega per la movimentazione, oggi, uomini che possono usufruire delle più moderne tecnologie ma una volta…

    …Le immagini si sfuocano, il rumore del traffico cittadino si perde lontano e, con un salto dimensionale, si materializza un’immagine color seppia, brulicante di mille attività frenetiche, speculare realtà in cui si muovevano maestri d’ascia, velai, camalli, pescatori di arselle (a loro era affidato il compito di pulizia delle acque portuali), e a cui faceva eco la vita della città che giungeva da  poco distante, portando gli odori speziati di oscure drogherie, l’oleoso odore di piccole friggitorie o salumerie, il vociare stridente delle pescivendole che, come dice il Maggiani, fendevano l’aria di “comprèee ma no tocché!!”.

    All’orizzonte, tozzi piroscafi, si addensavano, stretti gli uni agli altri con le loro prore capienti, ricolme di preziose “perle” nere, in attesa paziente di elargire il loro tesoro.  Nelle loro oscure pance, uomini, invisibili all’osservatore, sulla cui pelle, resa nera dalla fuliggine, stillavano rivoli di sudore, alacremente spalavano, scavavano, zappavano  e colmavano grandi ceste che poi, attraverso argani a vapore, raggiungevano lentamente la luce, per essere raccolti sulla coperta. Dopo la “pesa”, robusti caricatori li ponevano sulle spalle di una folla di uomini seminudi che sembravano cedere, per un attimo, sotto il peso delle coffe ricolme di antracite. Iniziava, poi, in un via vai incessante che saliva e scendeva, quello che sembrava una pericolosa danza di giocolieri. Su strette assi, posizionate orizzontalmente o inclinate in maniera ripidissima, vere lame di spada  che si flettevano paurosamente al passaggio, i facchini si muovevano in fretta, in un precario equilibrio che sembrava, in ogni attimo, venir meno, per portare il loro carico su vagoni merci di lunghi treni che, immobili, in partenza o in manovra,  occupavano il “par terre” di questo mondo.

    Alla sera, i carbunè o carbunin, prima della costruzione di 180 docce, volute dalla “Compagnia Filippo Corridoni”, tornavano a casa con la loro “coltre” nera che nessun sapone riusciva ad allontanare completamente.

    Seguendo l’antica propensione alle consorterie, sembra che, anche i carbonai, si siano riuniti in cooperativa già dal XII secolo, ma se ne hanno notizie certe solo grazie ad uno statuto di tre secoli dopo.  E’ soltanto nel 1892 che, però, viene fondata la prima “Lega di miglioramento fra i lavoratori del carbone”, nata con l’intento di battersi per salari più equi, per turni meno faticosi ma, soprattutto, per affrancarsi dal potere dei Confidenti, un moderno caporalato, gestito solitamente da un ex facchino, che curava prevalentemente gli interessi dei commercianti e faceva da tramite tra questi e la manovalanza.

    Unico “padrone” dell’ingaggio alle banchine, la cosiddetta “chiamata”, stabiliva orari e tariffe e non teneva conto delle regole del bagon (il tradizionale turno), agendo in totale arbitrarietà. Da queste prime rivendicazioni, si dipana una lunga storia che, oggi chiameremo lotta di classe, di cui Pietro Chiesa fu uno strenuo sostenitore. Di origini piemontesi (Casale Monferrato 1858), si stabili a Sampierdarena dove si impiegò come operaio verniciatore. A causa del suo impegno politico, subì molte vessazioni che lo costrinsero ad un esilio di due anni dal quale ritornò, nel 1900, per dar vita alla prima Camera del Lavoro sul modello della Chambre du Travail Marseillaise (1896) e per essere eletto deputato, primo operaio italiano a sedersi in Parlamento.

    In questi anni turbolenti, i lavoratori in banchina erano circa 7000, divisi tra facchini, pesatori, caricatori e scaricatori, tutti operanti in condizioni durissime, causa di continui malcontenti che sfociarono, nel 1902, in una “serrata (sciopero) del porto” di ben 20 giorni. La comunione di intenti portò quegli antichi contestatori ad unirsi nella Cooperativa caricatori del Carbone con lo scopo di promuovere iniziative solidali.

    Per dar voce ai dissidenti,  la fondazione sostenne la nascita di un nuovo quotidiano, Il Lavoro, grazie ad un’autotassazione che raccolse le 6000 lire necessarie, oltre a promuovere la costruzione di una sede provvista di mensa, mensa aperta, anche, a tutti i poveri della città. Come si legge tra le pagine di una vecchia coppia del Secolo XIX, è il 9 aprile dell’anno 1903, sul molo Lucedio, presso il ponte Paleocapa, là dove sorge il Lazzaretto e si concentrano le silhouette delle gru, l’avvocato Gino Murialdi e lo scultore D’Albertis si avviano, per concordare le ultime rifiniture, verso una struttura a due piani provvista di un’ampia cucina, di dispense, di cantine, di bagni, di  lavatoi, di un’ampia sala per  riunioni e di un presidio per l’assistenza medica. I due professionisti, poi, vista l’ora di pranzo, chiedono di fare la stessa “merenda” dei lavoratori e si vedono presentare ”un salame squisito, una minestra in brodo casalinga ma saporitissima, non so quante fette di rosbif degne del più rinomato rosticciere, un paio d’ova toste, il tutto largamente innaffiato d’un vinetto  eccellente delle colline del Monferrato”, un pranzo dal costo di 3-4 lire in una normale trattoria, erogato a tutti  al prezzo “sociale” di 80 centesimi.

    Nel 1909, dissidi interni porteranno allo scioglimento della cooperativa e alla sua divisione in tre distinte congregazioni. Solo nel 1927 con la nascita della Compagnia portuale Filippo Corridoni si riparlerà di unità, obiettivo che si raggiungerà l’anno successivo  in cui le sei compagnie, esistenti all’epoca, si consorzieranno nell’unica associazione, la Compagnia Portuale.

    Sarà questa che procederà, nel 1931, alla costruzione di un nuovo massiccio fabbricato di 5 piani, a pianta rettangolare, con un ampio cortile interno (235 mq),  su un’area di 1575 mq, la Casa dei lavoratori del Porto di Genova, su progetto dell’ingegnere Vittorio Giannini che, successivamente, passerà alla Compagnia Portuale Pietro Chiesa, ancor oggi presente con una sede nel palazzo. Ricordi di sacrifici, sudore, sofferenza, in questa remota storia i cui veri protagonisti sono quegli oscuri eroi che, muovendosi in un’atmosfera resa opaca dalle particelle di un nero veleno, hanno offerto la loro salute all’antracosi o alla tubercolosi affinché  la “superba” città, che ritroviamo tornando alla realtà, potesse continuare a crescere incastonata tra l’azzurro del mare e il verde aspro dei suoi monti.

     

    Adriana Morando

  • 21 marzo giornata mondiale della poesia: reading a Palazzo Ducale

    21 marzo giornata mondiale della poesia: reading a Palazzo Ducale

    poesiaIn occasione della Giornata Mondiale della Poesia, che ricorre mercoledì 21 marzo, l’associazione Genova Inedita ha promosso un reading di testi poetici nella cornice della Stanza della Poesia di Palazzo Ducale.

    I poeti che interverranno leggeranno propri testi accanto a opere rappresentative della storia di questa forma d’arte. Saranno presenti i poeti Laura Paita, Vivetta Valacca, Maurizio Romano, Francesco Macciò, Aurelio Ruggero, Giulio Viano e Roberto Marzano.

    Programma
    17.00 – 18.00: Laura Paita e Maurizio Romano leggeranno versi inediti; Vivetta Valacca leggerà versi di Dieter Schlesak e di Vivetta Valacca

    18.00 – 20.00: Aurelio Ruggero presenta “La poesia e il nulla. Ebbrezza o terrore dell’indicibile” – letture di versi di Leopardi e di Edmon Jabes per il centenario della nascita del poeta francese.

    Giulio Viano leggerà versi di Coleridge, Shelley, Keats in inglese e in italiano.

    Roberto Marzano leggerà versi di Prévert e poesie tratte dall’opera “Extracomunicante”.

    Francesco Macciò leggerà “La ballata del vento” di Edoardo Sanguineti e poesie civili.

  • I Soliti Idioti in scena al teatro Politeama Genovese – RINVIATO AL 2 GIUGNO

    I Soliti Idioti in scena al teatro Politeama Genovese – RINVIATO AL 2 GIUGNO

     Lo spettacolo è stato rinviato al 2 giugno

     I Soliti IdiotiIl teatro Politeama Genovese ospita giovedì 10 maggio il Comico-Psichedelico Tour, il nuovo show de I Soliti Idioti, il fenomeno televisivo nato dal programma di Mtv che ha ottenuto un enorme successo grazie ad un’ironica rappresentazione della cultura italiana, con i pregi e difetti che ci fanno tanto amare ed odiare il nostro paese.

    Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio tra esilaranti gag, canzoni e travestimenti, ospitano alcuni dei personaggi più popolari dell’omonima serie televisiva di Mtv: i due attori-comici riescono abilmente a cambiare faccia e personalità creando protagonisti ispirati dalla borgata romana alla Milano bene, dal tema della mafia a quello di genitori e figli, passando dal mondo della chiesa a quello dell’omosessualità.

    Ci sono i due “enfants terribles” Niccolò e Gigetto – Giampietro e Marialuce, “gli Immoralisti” – i due preti “marketing” Padre Giorgio e Padre Boi – la Ministra e il suo portaborse Protti – Sebastiano e la Postina – la coppia gay Fabio e Fabio – e non potranno certo mancare le due star più attese: l’imprenditore romano Ruggero De Ceglie con il figlio bamboccione Gianluca.

    Durante lo spettacolo le varie coppie si alternano portando sul palco vecchi e nuovi episodi, ma soprattutto le loro canzoni comiche e dissacranti eseguite dal vivo assieme alla band “Gli Gnomi”.

    Teatro Politeama Genovese, via Bacigalupo

    Giovedì 10 maggio 2012 – Inizio ore 21  – Prezzi 27 euro più prevendita con posto unico

     

     

  • Giornata Mondiale dei Planetari all’osservatorio astronomico del Righi

    Giornata Mondiale dei Planetari all’osservatorio astronomico del Righi

    Van Gogh notte stellata sul RodanoDomenica 18 marzo, in occasione de “La Giornata Mondiale dei Planetari“, l’Osservatorio Astronomico del Righi rimane aperto  al pubblico a partire dalle ore 15.30.

    Ogni ora sono proposti turni di visita della durata di 45 minuti circa e per un massimo di 30 persone per turno con  spiegazioni sul cielo della primavera, illustrato dal punto di vista scientifico e mitologico. L’ultimo turno è in programma alle 18.30.

    Per accedere all’Aula Planetario è richiesto un contributo di 5 euro, non è prevista la prenotazione.

  • Lezione di cucina indiana al Castello d’Albertis

    Lezione di cucina indiana al Castello d’Albertis

    MasalaSabato 17 marzo il Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo ospita dalle 16 alle 18 Let’s Cook,  una lezione di cucina dedicata ai sapori della cucina indiana per apprezzarne l’utilizzo delle spezie e la cultura e le tradizioni.

    Ricette e racconti in cucina, assieme a Raja dell’ Associazione Joytinat di Genova,  per valorizzare l’aspetto culturale e sociale dell’alimentazione e promuovere questo mondo “al femminile”, fatto di storie ed esperienze di integrazione, imprenditorialità e solidarietà.

    L’evento si inserisce nell’ambito della  mostra Donne del sud del mondo, cuore di imprese, integrazione ed economia solidale visitabile fino al 30 marzo 2012.

    Per informazioni e prenotazioni contattare

    La Bottega Solidale Tel. 010 265828 – bottegasolidale.it