Mese: Settembre 2012

  • La questione sociale e l’arte nell’Italia del dopoguerra

    La questione sociale e l’arte nell’Italia del dopoguerra

    I Vitelloni di Federico FelliniAbbiamo già visto nella scorsa uscita alcuni titoli di libri che nel dopoguerra sino agli anni ’70 furono significativi e contribuirono alla formazione di una coscienza critica nel nostro paese nei confronti dell’ american way of life. Per quanto riguarda il cinema, il Realismo, il Neo-Realismo ed il successivo impegno di altri autori e registi misero allo scoperto la drammaticità dei contrasti sociali squisitamente italiani: le ruberie della classe dirigente, le menzogne della classe politica, l’ipocrita perbenismo della piccola borghesia, la miseria concreta e le drammatiche condizioni di vita delle borgate degli immigrati “interni”. Sullo sfondo il “boom economico”, la “ricostruzione” ed un “progresso” che ben presto mostrò i suoi lati più crudi e veri: inquinamento, sfruttamento, massificazione, consumismo, devastazione del territorio che corrispondeva alla devastazione interiore delle coscienze, inurbamento privo di qualsiasi programmazione, distruzione della cultura contadina.

    Citerò – per forza di cose – pochissimi titoli, con l’intendimento di farvi ricordare, di riuscire a tener viva la nostra “anima laica”: la memoria. Ecco dunque: “La grande guerra” (1959), “I vitelloni”(1953), “La dolce vita” (1960), “Il medico della mutua”(1968), e inoltre: “Il generale della Rovere”, “La ciociara”, “Il sasso in bocca”, “Il Gattopardo”, “Il giorno della civetta”, “L’accattone”, “La classe operaia va in paradiso”, “C’eravamo tanto amati”, e giù via fino a “Novecento” e “Un borghese piccolo piccolo” (1977), ormai verso la fine del periodo che stiamo analizzando.

    E poi, ancora, il teatro: Pirandello, E. De Filippo, Dario Fò con gli attori della comune a cui va il merito, insieme ad altri ovviamente, di aver diffuso il teatro militante di Bertold Brecth.

    Ecco, tutti questi avvenimenti culturali, in un certo senso, contrappuntavano le vicende quotidiane del nostro paese, a loro volta inserite sincronicamente nella scansione quotidiana internazionale. D’altra parte è solo collocando la “quotidianità locale” nella cornice delle relazioni internazionali che possiamo cercare di comprendere qualcosa di ciò che è successo.

    Nello scorso articolo ho riportato solo i più importanti fatti drammatici – di carattere naturale e sociale – che suscitarono profonda indignazione. Oggi ricorderò – sempre senza alcuna pretesa di esaustività – alcuni eventi, non solo drammatici, più immediatamente riconducibili all’ambito culturale, politico e sociale. Ne darò una sistemazione il più possibile ordinata cronologicamente, limitandomi a considerare i fatti dal dopoguerra in poi. Innanzitutto, ricorderei la presenza, diffusa su tutto il territorio nazionale, di tutti coloro che da partigiani – ma non solo – avevano combattuto il fascismo, spesso in giovane età. Questo aspetto (importantissimo ancora oggi) giocò un ruolo fondamentale nel far crescere – caduto il fascismo e vinto il referendum per la democrazia – una cultura critica nei confronti del costume, dei modi di vivere e di pensare tradizionali.

    Nel 1950 si suicidò Cesare Pavese, scrittore e poeta amatissimo (insieme a Montale) da tutta quella gioventù che già iniziava a dare segni di insofferenza, per ora avvertita soprattutto sul piano esistenziale. Gli anni ’50 furono caratterizzati da una forte migrazione interna, processo che durò almeno fino alla seconda metà degli anni ’60. Erano gli anni in cui, nelle città industriali del nord, comparivano i cartelli “non si affitta ai meridionali” (o, direttamente, “terroni”).

    Se da un lato la “questione sociale” toccò livelli di tensione altissimi, dall’altro mise a confronto (anche se forzatamente) mondi, persone, culture diverse. Nelle fabbriche e nell’ormai prossimo “movimento studentesco”, si svilupperà una solidarietà, non solo formale, partendo dalla constatazione che “tutti” si viveva nella stessa realtà di sfruttamento e ingiustizie sociali. Nel 1957, segno che i giovani (figli di una scolarizzazione più diffusa) iniziavano ad essere diversi dai fratelli maggiori, si tenne a Milano il primo “festival del rock ‘n’roll italiano”. I modelli della musica americana – che fecero esplodere il fenomeno degli urlatori – con la loro trasgressività iniziarono a diffondersi anche da questa parte dell’oceano. Il juke –box, il giradischi, il 45 giri e il successivo “mangiadischi” portatile risulteranno mezzi nuovi e formidabili per la diffusione di un nuovo costume e delle implicazioni sociali ad esso legate.

    Gianni Martini

  • Val Bisagno, ex Italcementi: nasce un nuovo centro commerciale

    Val Bisagno, ex Italcementi: nasce un nuovo centro commerciale

    Sono partiti i lavori per la riconversione del cementificio dismesso Italcementi s.p.a. in via Ponte Carrega a Molassana. Un’area vastissima, circa 216.000 metri quadrati, che si trova sulla sponda sinistra del Bisagno, in prossimità dello storico Ponte Carrega.
    La riqualificazione dell’ex sito industriale – decisa dall’amministrazione Vincenzi – prevede la realizzazione di nuovi edifici a destinazione commerciale e produttiva. Nel panorama dei grandi progetti cittadini fermi al palo a causa della crisi economica (Verrina, Till Fischer, via Majorana, Mira Lanza, Scalinata Borghese, ecc.) – rappresenta un’eccezione.
    Il progetto della società Coopsette prevede la totale demolizione degli edifici esistenti e la realizzazione di un nuovo volume che ospiterà una grande superficie di vendita non alimentare, una media superficie di vendita non alimentare, oltre a nuove attività produttive compatibili. La parte restante dell’area sarà dedicata, oltre alla razionalizzazione della viabilità, a parcheggi e verde. Nell’ambito del progetto è prevista la sistemazione idraulica del tratto terminale del rio Mermi.
    Il nuovo manufatto multipiano ospiterà una grande struttura di vendita “Bricoman”, ovvero un grande magazzino per il “fai da te” ma al suo interno troveranno spazio anche altre attività produttive e commerciali. L’ampio terrazzo di copertura della struttura sarà prevalentemente dedicato a parcheggio pertinenziale. Inoltre è prevista la realizzazione di alcune opere di urbanizzazione finalizzate alla razionalizzazione del sistema viario e servizi pubblici (rotatoria di innesto su via Lungobisagno Dalmazia con relative aree verdi; parcheggio pubblico; allargamento di via Ponte Carrega nel tratto di innesto e altri interventi sulla viabilità).

    L’operazione di riqualificazione non ha suscitato particolari entusiasmi in cittadini e commercianti, anzi, al contrario desta parecchie perplessità per diversi motivi. A preoccupare è soprattutto la vulnerabilità della zona dal punto di vista idrogeologico, come purtroppo abbiamo visto con l’alluvione dello scorso novembre. «È necessario mettere in sicurezza il rio Mermi, ma non solo, anche gli altri piccoli rivi che scorrono nelle vicinanze – spiega il leader di Legambiente, Andrea Agostini – e speriamo che lo facciano».
    Il mondo del commercio, invece, manifesta tutto il suo disagio per l’eccessiva presenza di grandi strutture commerciali – in un fazzoletto di terra – che condanneranno a morte certa i piccoli negozi di vicinato.
    A poche centinaia di metri dall’ex Italcementi, infatti, troviamo la Coop Val Bisagno in via Lungobisagno Dalmazia. Mentre nel prossimo futuro, nell’area dell’ex maxi officina Amt Guglielmetti – 5000 metri quadrati proprietà di Talea (braccio immobiliare della stessa Coop)- sorgerà un nuovo polo commerciale, probabilmente destinato a sostituire l’attuale punto vendita.

    Il nuovo Puc, per quanto riguarda la Media Val Bisagno, individua il Distretto di trasformazione urbana 2.07. L’obiettivo della trasformazione è la «Messa in sicurezza idraulica del Torrente Bisagno nel tratto compreso tra il Ponte Feritore ed il Ponte Monteverde, riqualificazione e riordino della viabilità, attraverso la demolizione e ricostruzione dei ponti interferenti con il deflusso del torrente e realizzazione della nuova sede del trasporto pubblico in sede propria». Inoltre è prevista la «Sostituzione di fabbricati incongrui, che in modo diffuso connotano il Distretto, con nuove costruzioni». E poi gli interventi in favore della mobilità, da sempre un tallone d’Achille della vallata, tramite la «Riqualificazione dell’attuale rimessa AMT di Gavette in funzione del nuovo asse di trasporto pubblico in sede protetta e vincolata della Val Bisagno, in grado di garantire il rispetto dei più elevati standard ambientali, tecnologici e di efficienza energetica». Il Puc prevede anche la «Riconversione delle aree di Volpara e di Gavette attraverso interventi articolati che consentano il riordino delle sedi logistiche di AMIU, IREN, AMT ed A.S.ter, il tutto associato ad una nuova polarità urbana caratterizzata da funzioni compatibili con gli insediamenti urbani circostanti: servizi pubblici, parcheggi pubblici e spazi per il tempo libero; la riconversione dello stabilimento ex Piombifera in via Lodi, per la realizzazione di un nuovo insediamento misto per funzioni produttive artigianali compatibili, commerciali e residenziali». Infine due punti cruciali per migliorare la vita dei cittadini, vale a dire gli «Interventi di Opere Pubbliche per la messa in sicurezza del Torrente Bisagno; la realizzazione dell’infrastruttura di trasporto pubblico in sede protetta e vincolata della Val Bisagno».

     

    Ma un radicale processo di trasformazione, con relative nuove colate di cemento, coinvolge l’intera zona, sponda destra e sinistra del Bisagno, senza eccezioni. «La Val Bisagno già oggi è un territorio in sofferenza con pochi servizi per la cittadinanza – spiega Agostini – nei prossimi 5-6 anni, se questi progetti verranno portati a termine, questa porzione di territorio diventerà il nodo scorsoio della vallata».
    Oltre alla già citata ex officina Guglielmetti e all’ex Italcementi, infatti, nel giro di 500 metri troviamo anche l’area deposito dell’Amga e ancora una serie di zone pubbliche in cerca di futura destinazione «L’ex canile comunale di via Adamoli, gli ex macelli e le aree a nord di quest’ultimi – continua l’esponente di Legambiente – Qui regna il totale degrado, altro che riqualificazione». Infine non bisogna dimenticare l’ex stabilimento Piombifera di via Lodi dove sono previsti «Nuovi insediamenti residenziali su un terreno altamente inquinato», sottolinea Agostini.

    In cambio nulla per il quartiere, salvo un inevitabile peggioramento della qualità della vita e dell’ambiente circostante, a causa dell’aumento dei volumi di traffico privato.
    «Il problema è che questi interventi, presi singolarmente, seguiranno anche tutte le regole del caso ma guardando il risultato complessivo troviamo un territorio volutamente soffocato», precisa Agostini. La domanda spontanea è «Ma qual è la visione d’insieme dell’amministrazione comunale? Come Legambiente, insieme ad altre associazioni ambientaliste, abbiamo presentato diverse osservazioni al Puc (Piano Urbanistico Comunale). Vedremo quale sarà l’orientamento della nuova Giunta», conclude Agostini .
    Anche i cittadini se lo chiedono. Nel caso dell’area ex Italcementi – oltre 200 mila metri quadrati – opinione comune è che si è persa un’altra occasione per riqualificare davvero la delegazione. Il rischio è trasformare questa parte della Val Bisagno in una nuova Campi, in un quartiere dormitorio senza luoghi di aggregazione, giardini pubblici e servizi per i residenti. Anche perché le promesse aree verdi – a quanto par di capire davvero poca cosa rispetto al valore economico dell’operazione – sembrano essere solo un “contentino” per i cittadini.


    Matteo Quadrone

    Foto di Diego Arbore

  • Teatro della Gioventù Genova: il programma 2012 riparte da Rumors

    Teatro della Gioventù Genova: il programma 2012 riparte da Rumors

    Intervista a Massimo ChiesaIl Teatro della Gioventù riprende le fila della stagione 2012 con Rumors, farsa scritta da Neil Simon nel 1988 e che la Kitchen Company diretta da Massimo Chiesa ed Eleonora D’Urso metterà in scena a partire dai prossimi giorni.

    L’opera – il cui titolo significa pettegolezzi – è ambientata nella casa del vicesindaco di New York, che festeggia il suo anniversario di matrimonio. Il party – cui sono invitate quattro coppie di amici – tuttavia non inizierà mai, perché il vicesindaco è nella sua camera ferito a un orecchio da un proiettile e la moglie è introvabile. Gli invitati si impegnano a non far trapelare nulla dell’accaduto, data la notorietà dell’uomo negli ambienti politici e in generale nel Paese, ma a complicare l’intreccio giungono due poliziotti che stanno indagando su altri fatti avvenuti nel quartiere.

    Quando e dove assistere allo spettacolo? L’anteprima di Rumors si terrà sabato 15 settembre, preceduta da un aperitivo al TKC Bistrot (ore 19, via Macaggi 92A), con degustazione di piatti tipici e accompagnamento musicale di Michele Savino. Le repliche si terranno ogni giorno da sabato 22 settembre a domenica 14 ottobre (da lunedì a venerdì alle 21, il sabato alle 17 e alle 21, la domenica alle 17).

    Non è la prima volta che Massimo Chiesa si cimenta in questa opera: l’ha messa in scena per la prima volta nel 2010 e i protagonisti di allora erano la coppia comica Zuzzurro e Gaspare. Il direttore artistico del Teatro della Gioventù, nel presentare lo spettacolo insieme ai dieci attori della compagnia e di fronte alla scenografia di Rumors già allestita, ha anche fatto un primo bilancio dei primi otto mesi di gestione: «Il Teatro della Gioventù ha messo in scena 5 spettacoli per un totale di 174 repliche e le presenze complessive sono state di 29.864 spettatori. Abbiamo fatto una scelta controcorrente per il teatro italiano, ma molto comune all’estero: pochi spettacoli, ciascuno con molte repliche – mentre di norma i teatri mettono in scena molti spettacoli, ciascuno per pochi giorni – e apertura anche d’estate. Abbiamo continuato a lavorare fino al 5 agosto, perciò la pausa è stata di poco più di un mese, e replicheremo questa formula anche nel 2013».

    Concluse le repliche di Rumors, la stagione 2012 proseguirà con Il malloppo di Jode Orton (dal 20 ottobre al 18 novembre) e con il ritorno di Rumori fuori scena (dal 24 novembre al 13 gennaio 2013).

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Simone Borrelli, dalla provincia al successo: intervista all’attore calabrese

    Simone Borrelli, dalla provincia al successo: intervista all’attore calabrese

    Simone BorrelliNegli occhi sembra avere il tipico sguardo di chi con la determinazione giusta è riuscito a fare dei  propri sogni di adolescente una professione fra consensi e approvazione generale. Lui è Simone Borrelli, classe 1985, nativo di Crotone ma adottato dalla turrita Bologna. La sua è una storia semplice, forse lineare, di chi partendo da lontano e armato di voglia e talento è riuscito a far sentire la propria voce in un mondo non certo di facile approdo come quello della recitazione.

    Dopo la maturità parte dalla Calabria, la sua terra natia, alla volta di Bologna, dove lo aspettano gli studi universitari e l’Accademia di Teatro Galante Garrone, una delle realtà più importanti dello stivale per quanto riguarda la formazione attoriale. Il ragazzo sembra promettere bene e di lì a breve vince una borsa di studio per frequentare per un anno l’Actor Studio di New York. Tornato in Italia  il lavoro non gli manca di certo. Televisione, cinema, teatro e nel resto del tempo tanto lavoro per portare avanti i suoi progetti musicali. Si perchè non bisogna dimenticarsi che Simone è anche cantautore.

    In televisione ha recitato per la Rai nella serie “Terapia d’urgenza”, su Sky è apparso in “Quo Vadis Baby”, per Mediaset ha recitato in “Anna e i cinque” e nel 2011 è entrato a far parte del cast di Camera Cafè. Tutto questo non ha minato neanche in minima parte l’umiltà di un ragazzo come tanti, cresciuto giocando a pallone in attesa che mamma finisse di preparare la cena. Un ragazzo che tuttavia si è costruito da solo, con la sua forza e le sue capacità. Simone non è figlio di gente del “giro”, mamma e papà sono onesti lavoratori come tanti, ed è proprio questo che rende la sua storia speciale.

    Ti senti un privilegiato a fare questo mestiere?

    «Beh di certo non mi ritengo sfortunato! La gente spesso ti invidia se fai l’attore ma non ha idea di cosa significhi fare questo mestiere. Non invidiano l’attore in sé, non è quello che desiderano, invidiano il tipo di vita che fa l’attore. Per me questo mestiere rappresenta molto altro. E’ un lavoro anche creativo e come ogni lavoro creativo c’è bisogno di un forte spirito di osservazione. Uno dei privilegi del fare l’attore è che hai la possibilità di scavarti dentro, devi fare introspezione, è imprescindibile per poter diventare altro da sé, per entrare in un personaggio.»

    Sembra che fino ad oggi ti sia andato tutto alla grande. Te l’aspettavi?

    «Non è andato tutto alla grande! Forse così sembra guardando al curriculum ma purtroppo le cose non sono andate così dritte. Io cerco di non avere mai aspettative e di fare cose che abbiano un senso per me. Quando fai qualcosa che ha un senso per te i risultati arrivano. Sapevo anche che le cose dovevano andare in un certo modo e che certi passi andavano fatti. Dopo le mie prime esperienze teatrali a Crotone qualcuno ha visto del potenziale in me e mi ha consigliato di fare il provino per l’Accademia Galante Garrone. In un certo senso sapevo che avrei passato la selezione per entrare in accademia, questo sì. Addirittura uno dei giorni precedenti le selezioni mi presentai dal segretario e gli chiesi se le lezioni erano sia al mattino che al pomeriggio perchè io dovevo anche seguire le lezioni univesitarie. Lui si mise a ridere e mi disse che prima di preoccuparmi delle lezioni avrei dovuto pensare a passare la selezione. Ogni anno sono migliaia le persone che partecipano ai provini per una manciata di posti. Io però sentivo in qualche modo che sarei entrato. Ero sinceramente preoccupato per i miei studi universitari, sono arrivato a pensare: se lo passo sono nei guai!!!»

    Arriviamo al punto Simone. Quali sono gli ingredienti giusti?

    «Il primo ingrediente è la pazienza. Tutte le altre qualità necessarie come costanza e perseveranza arrivano di conseguenza, sono dei corollari della pazienza. Non credo alle giustificazioni di chi dice che non può fare questo mestiere perchè è figlio di nessuno. E’ un modo di pensare molto italiano. I contatti necessari li crei con il tempo. A volte siamo schiavi del vittimismo».

    E il talento?

    «Ti potrei quasi dire che il talento in questo paese è una cosa superflua! Lo dico forse con una punta di rammarico. Sembra che contino di più cose come la determinazione, la sfacciataggine, la costanza. Almeno questo è ciò che vedo io. Questo succede perchè molto spesso ci si concentra di più sul fine che non sul percorso, tutti gli sforzi sono in direzione del raggiungimento del fine. Invece chi ha talento agisce in modo diverso, chi ha talento si concentra di più sul percorso».

    “Domanda classica. Cosa consiglieresti a un giovane che volesse seguire questa strada?”

    «Cambia lavoro! (Risata, ndr) E’ un lavoro difficile. Dove è difficile affermarsi. E’ un lavoro nel quale se non riesci a fare successo è meglio che tu non lo faccia, meglio fare qualcos’altro. Ci vogliono grandi esempi da seguire e non devono essere esempi banali. E’ un ambiente stressante. Stressante sopratutto se diventi schiavo del sistema. Bisogna trovare modi non banali e nuovi di proporsi!»

    Igor Sartoni

     

  • Sanità, spending review: a Genova previsto il taglio di 540 posti letto

    Sanità, spending review: a Genova previsto il taglio di 540 posti letto

    Sono 540 i posti letto che l’Asl 3 e le aziende ospedaliere genovesi dovranno eliminare per rispettare gli obblighi previsti dalla spending review.

    Solo per l’Asl 3 parliamo del taglio di 120-130 posti letto per acuti. Il piano è stato illustrato ieri ai sindacati che hanno manifestato parecchie perplessità. La più dura è la Fials che ha confermato lo stato di agitazione e l’adesione alle iniziative di lotta promosse dai vari comitati sorti in difesa degli ospedali (da Sestri Ponente a Pontedecimo, da Quarto al Galliera).

    «Così si rischia di azzoppare la sanità ligure – afferma Giacomo Conti, consigliere regionale della Fds – Un cambiamento che inevitabilmente peserà sulla qualità dei servizi ai cittadini nei prossimi anni».

    Per l’ospedale Gallinononostante la mobilitazione dei cittadiniè prevista la chiusura di Cardiologia. Il nosocomio di Pontedecimo manterrà solo alcuni ambulatori e ridurrà il Pronto Soccorso che terrà aperto esclusivamente di giorno.
    Anche il Pronto Soccorso di Sestri Ponente si trasformerà in Punto di primo intervento con apertura dalle 8 alle 20, appoggiandosi al Villa Scassi durante la notte. E in questo senso sono numerosi i dubbi espressi dalle organizzazioni sindacali, preoccupate dalla risposte che potrà fornire il Pronto Soccorso di Sampierdarena, già allo stato attuale spesso sovraffollato. L’ospedale perderà inoltre Neurologia ma terrà ambulatori, day hospital e diagnostica.

    Per quanto riguarda le aziende ospedaliere, il San Martino-Ist pagherà il prezzo più alto e dovrà rinunciare a 214 posti letto entro fine mese. 22 letti di Psichiatria si trasformeranno in residenza psichiatrica mentre 70 di Medicina diventeranno letti di riabilitazione. Inoltre, saranno dimezzati i letti dei due reparti di Pneumologia che passeranno da 44 a 22. Altri 4 verranno presi da Clinica neurologica e 6 da Ematologia.
    Il Gaslini, invece, dovrà rinunciare alle cure di bassa complessità e nel contempo taglierà 77 posti letto. Il Galliera perderà 100 posti letto per acuti, di cui 44 trasformati per le cure intermedie, lungodegenza e riabilitazione. Fra le 15 e le 18 saranno le riduzioni previste all’Ospedale Evangelico di Voltri.

     

    Matteo Quadrone

  • Consumatori: garanzia e danno subito, due questioni distinte

    Consumatori: garanzia e danno subito, due questioni distinte

    In una delle scorse puntate, parlammo della garanzia europea, quella biennale (il minimo di legge) in relazione ai beni acquistati, come auto, moto, elettrodomestici…
    In questi giorni stiamo gestendo un caso assai complesso, che voglio qui riportare in quanto esemplificativo di come funziona la garanzia in caso di malfunzionamento di un oggetto.

    Il sig. Alexander acquista nel maggio 2011 un motociclo Piaggio mp3. Da quel giorno deve portare il motociclo un numero infinito di volte in riparazione in quanto il mezzo presenta vari problemi quali lo spegnimento improvviso in diverse circostanze di guida, una fra tutte in fase di sorpasso in autostrada. Cose insignificanti, se insignificante è il rischio di perdere la vita.

    In un anno il nostro amico ha avuto a disposizione il mezzo sì e no quattro mesi! Dopo innumerevoli tentativi la Piaggio decide di sostituire integralmente l’impianto elettrico e lo scooter sembrerebbe avere ritrovato il suo corretto modo di funzionare…

    Il Codice del consumo dice che il venditore deve sostituire il mezzo qualora non sia in grado di ripararlo oppure qualora la riparazione sia troppo onerosa. E quindi? Motociclo riparato in garanzia, ovvero legge rispettata.

    E… per il disagio subito? Beh, il prossimo tagliando è gratis e siamo a posto così, risponde Piaggio. E questo la legge non lo dice: il disagio va risarcito eccome! Attenzione a non confondere la garanzia del venditore / produttore con il danno eventualmente causato, esse sono due cose ben distinte.

    Portare il mezzo in officina per sei / sette volte, lasciarlo lì per diversi giorni ogni volta non può non avere un prezzo da pagare. Alexander si è rimesso in moto, ma non si può non mettere in moto la legge e, soprattutto, il buon senso.

    Le cose migliori,
    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    [foto di Diego Arbore]

  • O’Connor Pub & Restaurant

    O’Connor Pub & Restaurant

    O'Connor pub Genova QuartoO’Connor Pub & Restaurant accoglie i clienti con due ampie sale nelle quali gustare piatti caldi e freddi, panini di tutti i tipi, insalate o panissa e cuculli sorseggiando ottime birre da scegliere fra le oltre 150 etichette in bottiglia o alla spina.

    Oltre alla cucina tipica di un pub, O’Connor dispone di una raffinata saletta ristorante dove gustare specialità difficili da trovare a Genova: la bourguignonne (con cottura classica ma anche particolare come, ad esempio, quella in birra), la raclette e la “bagna cauda”. E i più golosi non possono non assaggiare a fine cena la fonduta al cioccolato nella quale intingere la frutta fresca di stagione.

    Oltre alle birre pregiate O’Connor offre un’ampia scelta di vini di tutte le regioni e durante la bella stagione la cucina propone  gustose grigliate di carne da consumare nel giardino del locale…zona particolarmente amata dai fumatori!

    E per concludere la serata è possibile acquistare birre rinomate nel beershop di O’Connor, che offre confezioni speciali per degustazione, con bicchieri appropriati.

    Per gli appassionati di calcio sono trasmesse le partite di campionato e coppe su due schermi.

    Ampio parcheggio di fronte al locale.

    O’Connor Pub & Restaurant

    Indirizzo: Via Schiaffino 34, 16148 Genova

    Telefono: +39 010 3763869

    e-mail: oconnorgenova@gmail.com

    Sito internet: www.puboconnorgenova.it

    Facebook: O’Connor Pub & Restaurant

    Orari di apertura: tutti i giorni dalle 19.30 alle 3.00

    Prezzo medio: pasto completo 20/25 euro zona pub, 30-35 euro saletta ristorante

    Carte di credito: tutte

    E’ gradita la prenotazione

     

    (I.P.)

  • Teatro Cargo: un weekend di corso di scrittura teatrale

    Teatro Cargo: un weekend di corso di scrittura teatrale

    sceneggiaturaDa venerdì 28 a domenica 30 settembre il Teatro Cargo di Voltri ospita un laboratorio intensivo di scrittura teatrale per adulti, tenuto dall’autore e regista fiorentino Stefano Massini e ispirato all’opera “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud. Due giorni per esplorare l’interazione fra sogno e scrittura teatrale.

    L’analisi del testo stimolerà i partecipanti su come il sogno possa stimolare e suggestionare nella scrittura scenica. Su questa base verranno scritti esercizi inerenti Freud e i suoi meccanismi di interpretazione onirica, che a seguire verranno letti e proposti dagli autori stessi come micro-spettacoli.

    Questi gli orari: venerdì dalle 19 alle 21, sabato e domenica dalle 11 alle 18. Il laboratorio è aperto a tutti, dai 16 anni in su e fino a un massimo di 20 iscritti.

    Per info e prenotazioni promozione@teatrocargo.it o telefonare allo 010 694240.

  • Sicurezza sul lavoro: bando di concorso per artisti liguri

    Sicurezza sul lavoro: bando di concorso per artisti liguri

    Scade il 31 ottobre 2012 il bando di concorso Non InfortunArti, promosso dalla direzione ligure di Inail in collaborazione con l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.

    Il concorso è rivolto ad artisti residenti in Liguria da almeno un anno, che abbiano almeno uno dei seguenti requisiti:
    – diploma/laurea presso Accademia d’Arte, Facoltà di Architettura o Dams;
    – aver esposto almeno una volta le proprie opere presso una galleria d’arte nell’ambito di una mostra personale.

    Sono ammesse opere inedite di disegno, scultura, grafica o incisione sul tema della sicurezza sul lavoro e degli infortuni.

    Il materiale (scheda di iscrizione e cd/dvd con immagini dell’opera) va inviato alla Direzione Regionale INAIL Liguria – Ufficio Prevenzione – Via G. D’Annunzio 76, IX piano.

    Una giuria selezionerà 50 opere, i cui autori riceveranno comunicazione per spedirle o consegnarle – entro le 15 del 30 novembre 2012 – all’Accademia Ligustica di Belle Arti, Largo A. Pertini 4.

    A seguire verranno selezionate le opere vincitrici, che avranno i seguenti premi:
    – primo classificato € 3.500;
    – secondo classificato € 2.000;
    – terzo classificato € 1.000.

    [foto di Diego Arbore]

  • Ferrovia Genova-Casella: cittadini in piazza contro i tagli

    Ferrovia Genova-Casella: cittadini in piazza contro i tagli

    Il Comitato spontaneo degli utenti della Ferrovia Genova-Casella si mobilita per protestare contro i paventati tagli alle corse della storica linea. Dopo la denuncia dell’assessore ai trasporti del Comune di Sant’Olcese, ora tocca ai cittadini: l’appuntamento è Domenica 16 settembre alle ore 10 in Piazza Manin, presso la stazione del trenino.

    «Da quanto abbiamo appreso in via ufficiosa, alla scadenza dell’orario estivo fissata nei giorni immediatamente antecedenti all’inizio delle scuole, Amt non intende ripristinare l’orario invernale in vigore la scorsa stagione – spiega il comitato – Ciò implicherebbe la mancata reintroduzione dei treni delle ore 6:42 da Casella e 13:23 da Genova».

    Stiamo parlando delle due corse maggiormente utilizzate da pendolari e soprattutto studenti «Se davvero, con la ridefinizione dell’orario invernale, le corse sopracitate o altre in orario di punta dovessero essere definitivamente soppresse, si verificherebbe inevitabilmente una drastica riduzione dell’utenza – sottolinea il comitato – Vale a dire nuovi disagi per la gente della vallate con un ulteriore affossamento di un servizio che già oggi denota forti problematiche».

    Mercoledì 12 settembre si è svolto un incontro tra Amt, Comuni interessati, rappresentanti degli utenti e l’assessore regionale ai Trasporti, Enrico Vesco. Il vertice si è concluso con un accordo che prevede, a partire dal lunedì 17, il ritorno delle 20 corse quotidiane. Ma si è parlato anche di un possibile biglietto integrato (trenino + bus) per incentivare l’uso del trasporto pubblico.

    Esprime soddisfazione Massimiliano Tovo, assessore ai Trasporti del Comune di Sant’Olcese «Abbiamo ottenuto il risultato che speravamo». Però al momento restano solo 2 corse nella fascia oraria tra le 6:30 e le 8 mentre «Avremmo preferito che tornassero ad essere 3 – spiega Tovo – Vedremo se queste saranno sufficienti a garantire il servizio per i pendolari, in caso contrario c’è la disponibilità, da parte di Amt, a valutare l’opportunità di ripristinare la terza corsa mattutina».

    Per quanto riguarda la manifestazione di Domenica 16, l’assessore di Sant’Olcese spiega «Si farà lo stesso ma non sarà una manifestazione di protesta bensì un momento per valorizzare e sottolineare l’importanza del trenino di Casella per il trasporto pubblico».

    Il Forum Ligure del tpl (trasporto pubblico locale, ndr) è solidale con il comitato Amici del trenino Genova-Casella e sostiene la manifestazione di domenica. «Anche se i tagli così come erano stati ipotizzati non sono per ora arrivati, è un dato che invece di un miglioramento si sta assistendo nel corso degli anni ad un peggioramento della linea, anche in termini di aumento dei tempi di percorrenza – scrive in una nota il Forum – La linea Genova-Casella è un’importante linea di collegamento tra l’entroterra e Genova, che serve alla mobilità quotidiana di studenti e lavoratori ma che non offre a questi un servizio adeguato in termini di quantità e qualità di servizio».

    Ma la Ferrovia Genova-Casella ha anche «Una potenziale e largamente non sfruttata valenza turisticacontinua il Forum  – che potrebbe trovare una sua valorizzazione con la riqualificazione di tutto ciò che è connesso ad una funzione turistica: dalle stazioni -alcune in stato di abbandono, ai percorsi escursionistici ed alla promozione – praticamente assente al momento – prevedendo in futuro l’impiego di convogli panoramici. La realtà è al momento che nessuna delle due componenti, di trasporto e turistica, è adeguatamente valorizzata, anzi il contrario».

    Il Forum ligure del tpl ritiene che debba invece esserci «Un serio piano di un rilancio della linea, con questa duplice funzione. D’altronde succede così in Europa ma anche in Italia per molte altre linee con valenza panoramica o turistica (come ad esempio la ferrovia del Bernina in Svizzera o la rinnovata linea Merano-Malles in alto Adige): linee che assolvono con soddisfazione al duplice scopo di trasporto pendolare e offerta turistica».

    In definitiva, secondo il Forum «E’ necessario un cambio di mentalità nella gestione: che riconosca alla linea la sua importanza di raccordo tra entroterra e Genova con un miglioramento del servizio, prevedendo nel tempo anche un rinnovo del materiale rotabile verso uno adeguato per pendolari, studenti e lavoratori, ma che al contempo produca un piano di valorizzazione turistica in termini di offerta di trasporto e servizi correlati sul territorio. Il “trenino” Genova-Casella potrebbe essere il nostro piccolo Bernina».

     

    Matteo Quadrone

     

  • L’incredibile impatto dell’acqua nel giardino storico

    L’incredibile impatto dell’acqua nel giardino storico

    villar perosa 1

    Una ulteriore dimostrazione di quanto possa incidere l’utilizzo dell’acqua all’interno di un giardino (o meglio, in questo caso, di un vero e proprio parco) è rappresentata dall’area a verde di Blenheim Palace nel Regno Unito, disegnata dal celebre paesaggista “Capability” Brown. Nel caso di specie gli interventi sul paesaggio sono stati incredibili: sono state qui rimosse intere porzioni di precedenti giardini e parterre, si sono sbancati terreni, modificato l’assetto boschivo e soprattutto è stato creato, variando persino l’assetto dell’affluente, dal nulla un intero lago!

    Lo scopo del progettista era infatti esattamente quello di ricreare un paesaggio nel paesaggio che avesse forme spontanee ed una armonia naturale, apparentemente entrambe scevre da qualunque intervento umano. In particolare, egli riteneva che l’acqua destasse, nell’osservatore, le emozioni. Brown fece quindi scavare, mediante l’impiego di un enorme numero di persone, un lago, cui venne poi data una forma ben precisa e volutamente irregolare mediante la realizzazione di argini simil naturali. Il fiume Glymme venne sbarrato e, nel corso del successivo anno, il lago letteralmente emerse dal verde brillante della campagna inglese!

    canale 1

    Blenheim Palace

    Tutto questo venne progettato, ovviamente senza badare a spese, al solo fine di creare, grazie all’elemento idrico, visuali e viste sempre mutevoli per il piacere di un ristrettissimo entourage di persone. L’effetto è però, oggi che il palazzo ed il suo giardino sono aperti al pubblico, incredibile: lo sguardo spazia in un paesaggio dal verde mutevole e dalle molteplici gradazioni. L’acqua, sotto forma di fiume e di lago, domina il paesaggio che si perde all’infinito, fornendo allo spettatore l’idea che il Ducato abbia dimensioni davvero sconfinate e che il dominio dell’uomo sulla natura sia, sotto le spoglie di un’apparente naturalezza, in realtà assoluto. Dall’alto di un terrazzamento, a grande distanza, si staglia infatti un ponte che sovrasta l’acqua, a più arcate ed in pietra volutamente grigio-azzurra (di cui però anche da lontano si colgono le reali dimensioni), quasi a fungere, anche per l’occhio meno attento, da metro di misura delle effettive proporzioni dell’insieme del parco.

    Sempre con riferimento all’acqua ed analogamente, uno dei più famosi paesaggisti mai esistiti, Russell Page optò, nell’opera di restauro ed implementazione di un giardino di un castello francese, per l’idea di alterare il corso del fiume Loing dal suo alveo. Ciò venne fatto per l’effimero desiderio di creare, in una precisa posizione, uno stagno che si potesse inserire, movimentandolo, nel paesaggio che si godeva dal castello!

    villar perosaNon si deve però ritenere che alla base di tali interventi vi fosse esclusivamente, come spesso purtroppo accade nei giardini di alcuni facoltosi moderni committenti, un intento di stravolgere l’esistente, al solo scopo di stupire l’osservatore.
    Gli interventi paesaggistici in questione erano sempre frutto di attente ponderazioni e di un profondo studio sul contesto naturalistico oggetto di intervento. In particolare e prima di ridisegnare il paesaggio naturale, Page aveva poi avuto modo di approfondire, nel corso della sua vita, il suo rapporto con l’elemento acqua. Sorvolando il Nilo mentre esso si fa strada in mezzo al deserto, egli trasse una visione quasi cosmica dell’acqua, intesa come portatrice di vita nei terreni più aridi. Dall’esperienza nel Regno Unito desunse l’approccio romantico che esiste tra acqua e paesaggio circostante. In Francia apprese, al contrario, come l’acqua potesse essere utilizzata per creare un paesaggio classico e monumentale. Nei paesi più pianeggianti e battuti dal vento, si rese conto che una vasca d’acqua che riflette quel particolare cielo, le nuvole e gli alberi, conferisce dinamismo e spessore a paesaggi altrimenti monotoni e spesso monocromi. Dall’esperienza dei giardini rinascimentali italiani, dalla bellezza delle vasche ivi utilizzate e dal complesso sistema di fontane, desunse vivo interesse per l’utilizzo dell’acqua come elemento in movimento, che scorre e gorgoglia dando vita al giardino. Tutte queste considerazioni costituirono, quindi, la base di ogni suo successivo, studiato intervento sul paesaggio naturale.

    acqua fontana

    L’acqua caratterizza poi anche i giardini di più recente realizzazione, per esempio quello disegnato dal medesimo Page per la casa di Villar Perosa della famiglia Agnelli.
    In questo caso, l’obiettivo finale del progettista consisteva nella realizzazione di un torrente che fungesse da elemento caratterizzante il parco e che potesse essere contornata da particolari essenze vegetali. L’articolato insieme è composto da ben undici stagni, ognuno dei quali è circondato, sugli argini da essenze vegetali diverse, il tutto regolato da un complesso sistema di dighe.

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    Riportando le stesse parole del paesaggista, Page ha così descritto le scelte da lui operate: “L’intero corso del ruscello è costeggiato da masse di iris, anemoni giapponesi, flox che amano un ambiente umido, astilbe, spirea e felci, rabarbaro selvatico, gunnera sfoggiano il loro fogliame gigante e di verde brillante, una enorme varietà di hoste dai fiori campanulati completano l’insieme”. Il progetto realizzato dall’uomo garantisce, in questo caso, in ogni stagione, visuali e colorazioni sempre differenti, rivaleggiando, senza stravolgerla e con essa anzi compenetrandosi, con l’intrinseca bellezza del paesaggio circostante.

     

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Immigrazione, al via la Sanatoria 2012

    Immigrazione, al via la Sanatoria 2012

    A 10 anni dall’ultimo simile provvedimento (era il 2002, all’epoca dell’entrata in vigore della legge sull’immigrazione, la Bossi-Fini), dal 15 settembre al 15 ottobre 2012 un datore di lavoro potrà far emergere dal lavoro nero il proprio impiegato immigrato.

    Se con il provvedimento del 2009 – limitato a colf e badanti – sono emerse 300mila figure lavorative domestiche, oggi, secondo alcune stime, le domande potrebbero superare quota 500mila.
    Si parte sabato 15 settembre: un mese di tempo per le decine di migliaia di migranti ed i loro datori di lavoro, per regolarizzare il proprio rapporto lavorativo.

    Per cercare di andare incontro alla necessità di informazioni degli interessati – datori di lavoro e lavoratori – e per aiutarli nella procedura di presentazione della domanda, diverse associazioni stanno organizzando incontri pubblici sul territorio nazionale:

    Genova:

    Venerdì 14 settembre , h 17-19.30, Sala del Consiglio Provinciale, ingresso da Largo E. Lanfranco, 1 (Prefettura). Interverranno: Giulia Stella e Patrizia Bellotto CGIL Liguria e CGIL CdLM Genova; Walter Massa e Rachid Kay ARCI Regionale e ARCI Provinciale; Alessandra Ballerini Avvocato

    – Martedi 18 settembre, h. 17.30, vico Croce Bianca 7 traversa via del Campo, organizza la casa di quartiere Ghettup

     

    INFORMAZIONI PRINCIPALI

    La domanda va presentata esclusivamente in via telematica al sito governativo nullaostalavoro.interno.it dalle ore 8.00 di sabato 15 settembre alle ore 24.00 di lunedì 15 ottobre 2012. Il datore di lavoro potrà registrarsi fornendo un indirizzo di posta elettronica valido e una password per l’accesso.

    -La quota da versare è di mille euro, il doppio rispetto alle 500 che sono servite nel 2009 per regolarizzare colf e badanti.

     

    I REQUISITI DEL LAVORATORE

    Il cittadino straniero per cui si chiede il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro (quindi l’emersione del rapporto lavorativo) deve essere presente sul suolo italiano in modo ininterrotto dal 31 dicembre 2011 compreso.

    Il rapporto di lavoro dovrà essere in corso al momento della presentazione della domanda e da almeno il 9 maggio 2012.

     

    I REQUISITI DEL DATORE DI LAVORO

    Hanno la possibilità di attivare la procedura i datori di lavoro italiani, comunitari e non comunitari. I datori di lavoro non comunitari dovranno essere in possesso di carta di soggiorno o del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (o aver presentato la domanda per ottenerlo).

    Il reddito del datore di lavoro
    I datori di lavoro dovranno dimostrare un livello di reddito sufficiente. La congruità del reddito in relazione al numero delle domande presentate e alla retriuzione prevista per i lavoratori è valutata dalla DPL competente.
    I livelli di reddito richiesti sono i seguenti:

    -30.000 euro in caso di persone fisiche, enti o società, risultanti dal reddito imponibile dell’ultima dichiarazione dei redditi, dal fatturato, o bilancio di esercizio precedente
    La valutazione sulla capacità economica, nel caso in cui l’impresa fosse di nuova costituzione, e quindi non avesse ancora completato il primo esercizio d’imposta, e non vi fosse una dichiarazione dei redditi di riferimento, dovrà tener conto del fatturato presunto;
    -20 mila euro per l’emersione di un lavoratore domestico in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito;
    -27 mila euro quando il nucleo familiare che assume un lavoratore domestico sia composto da più persone.
    Il coniuge ed i parenti entro il 2° grado potranno concorrere alla determinazione del reddito anche se non conviventi;
    – Non dovranno dimostrare un reddito sufficiente i datori di lavoro che regolarizzeranno un lavoratore addetto all’assistenza di una persona affetta da patologie o handicap (badante). In tale situazione dovrà essere presentata una dichiarazione di non autosufficienza rilasciata da una struttra santiaria o da medico convenzionato con il SSN.
    Non sarà necessario produrre tale documentazione in caso di possesso di certificazione di invalidità.

    Lavoro domestico
    Il datore di lavoro potrà essere anche una persona congiunta, facente parte del nucleo familiare (anche se non convivente) dell’assistito affetto da patologie o handicap.
    In ogni caso, per il lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare l’assunzione sarà possibile anche se l’attività lavorativa si svolge presso una abitazione diversa da quella del datore di lavoro (in ufficio, a casa di un parente, in una seconda casa)

     

    IL RAPPORTO DI LAVORO

    Il rapporto di lavoro dovrà essere in corso al momento della presentazione della domanda e da almeno il 9 maggio 2012. Potranno essere regolarizzati i rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato con orario di lavoro a tempo pieno. I rapporti di lavoro domestico a tempo determinato o indeterminato con orario di lavoro a tempo parziale non inferiore alle 20 ore settimanali La retribuzione dovrà essere corrispondente a quella prevista dal Contratto collettivo nazionale della categoria di riferimento e comunque non inferiore all’importo minimo previsto per l’assegno sociale (5.577 euro annui, 429 euro mensili),

    Il contributo forfettario
    Per presentare la domanda, dal 7 settembre, deve essere versato un contributo forfettario di euro mille per ciascun lavoratore regolarizzato.
    Il pagamento del contributo forfettario deve essere effettuato esclusivamente tramite il modulo F24.
    L’Agenzia delle entrate ha stabilito che in sede di compilazione devono essere indicati:
    -nella sezione contribuente, i dati anagrafici ed il codice fiscale del datore di lavoro che effettua il pagamento;
    -nella sezione erario e altro, nel campo “tipo” la lettera R; nel campo “elementi identificativi” il numero del passaporto o di altro documento equipollente del lavoratore (se è composto da più di 17 caratteri si riportano solo i primi 17); nel campo “codice” è inserito il codice tributo REDO per datori di lavo ro domestico,RESU per datori di lavoro subordinato; nel campo “anno di riferimento” l’anno 2012 Il contributo forfetario non è deducibile ai fini fiscali e non verrà restituito in caso di archiviazione, rigetto o irricevibilità della domanda.

    La retribuzione
    Il datore di lavoro dovrà dimostrare di aver regolarizzato le somme dovute a titolo retributivo per un periodo di durata del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non inferiore a 6 mesi.
    La dimostrazione avverrà attraverso un’ attestazione redatta congiuntamente da datore di lavoro e lavoratore. Le somme dovranno corrispondere a quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale e alle retribuzioni minime giornaliere fissate annualmente dall’INPS.

    I contributi
    All’atto della stipula del contratto di soggiorno il datore di lavoro dovrà dimostrare di aver provveduto a tutti gli obblighi in materia contributiva maturati dal momento dell’assunzione del lavoratore fino alla stipula del contratto di soggiorno e comunque per un periodo non inferiore a 6 mesi.

    Le somme dovute ai fini fiscali
    Il datore di lavoro dovrà regolarizzare le somme dovute in base alla retribuzione per un periodo commisurato alla durata del rapporto di lavoro e comunque non inferiore a 6 mesi mediante il versamento entro il 16 novembre 2012 delle ritenute operate. In ogni caso la regolarizzazione deve essere attestata all’atto della stipula del contratto di soggiorno mediante apposita autocertificazione.

     

     

  • Centro sociale Buridda: If the bomb falls, al via la quarta edizione

    Centro sociale Buridda: If the bomb falls, al via la quarta edizione

    Lsoa BuriddaIl laboratorio sociale Buridda riapre per l’autunno la sua sede di via Bertani con la quarta edizione di If the bomb falls, festival delle autoproduzioni dedicato a tutti coloro che in maniera indipendente animano e rendono vivo l’ambito culturale, artistico, musicale e artigianale della nostra città.

    L’appuntamento è venerdì 26 e sabato 27 ottobre, ma già da ora chiunque voglia partecipare può farsi avanti per presentare la propria opera. Come? Per editoria e mostre si può scrivere alla mail arrivederci@anche.no, per la musica a malevoci@insiberia.net.

    Quest’anno l’intero ricavato del festival sarà devoluto a Supporto Legale, un progetto nato nel 2004 per sostenere la difesa di tutti i manifestanti del G8 del 2001 che sono stati imputati nei processi, e che ora si impegna perché chi è stato condannato lo scorso luglio paghi le proprie colpe. Il Buridda ha scelto di sostenere questo progetto per condividere le comuni storie politiche e creative di resistenza e dare un forte segno di solidarietà.

  • Liguria, piano strategico del turismo: la Regione pressa il Governo

    Liguria, piano strategico del turismo: la Regione pressa il Governo

    No a modifiche del dettato istituzionale che assegna alle regioni le competenze sul turismo; un immediato sblocco dei finanziamenti – oltre 100 milioni a livello nazionale – dei progetti di eccellenza delle regioni che hanno ottenuto il via libera anche dalla Corte dei Conti; tassa di soggiorno da cambiare; una risposta per superare i problemi creati dalla direttiva Bolkestein dell’Unione Europea per le concessioni balneari.

    Sono queste le 4 osservazioni principali che l’assessore regionale al Turismo, Angelo Berlangieri, presenterà mercoledì 19 settembre al ministro del Turismo, Pietro Gnudi, in occasione della presentazione del piano strategico del turismo 2020 – il primo nella storia del nostro Paese –  che avrà il compito di dare ossigeno alla crescita e offrire misure ad hoc al comparto.

    Le stesse tematiche saranno al centro del forum “Turismo in Liguria”, in programma sabato prossimo, 15 settembre, a Santa Margherita Ligure con Ucina, Università, Ministero Beni Culturali, Federcongressi Eventi.

    Sulla paventata modifica costituzionale, Berlangieri afferma che «Modificare l’attuale assetto significherebbe stravolgere la normativa del settore». Ma anche per quanto riguarda la tassa di soggiorno, non mancano le critiche dell’assessore regionale che la definisce «Illogica e irrazionale perchè questo nuovo balzello sta colpendo pesantemente il turismo in un momento di grave crisi economica che pesa profondamente sulla capacità di spesa dei turisti, italiani e stranieri». Più utile, secondo Berlangeri, sarebbe una tassa di scopo, omogenea a livello nazionale. Al contrario «Il fatto che la tassa sia applicata in maniera difforme, a macchia di leopardo, non è un buon biglietto da visita per il nostro Paese», spiega l’assessore, convinto che il varo della nuova imposta, aggiunta ai costi dei carburanti, dei pedaggi autostradali e al previsto aumento estivo dell’Iva sia stata «Una scelta errata, che danneggia ulteriormente chi sceglie l’Italia per una vacanza, e quindi da ripensare con un provvedimento che tenga conto che il turismo è un’attività produttiva». Inoltre Berlangieri precisa che le regioni non hanno potuto esercitare alcun ruolo sulla definizione della tassa di soggiorno.

    Altro argomento di stretta attualità è la direttiva Bolkestein riguardante le concessioni demaniali a uso marittimo turistico balneare in scadenza nel 2015. L’assessore regionale chiede al Governo di impegnarsi affinchè sia possibile giungere ad una soluzione condivisa.

    Mentre in merito all’invito del Ministro Gnudi a trovare mecenati per finanziare il turismo culturale, Berlangieri sottolinea «Un conto è affidare l’immagine del Colosseo a un imprenditore come Diego Della Valle, altra cosa è trovarli sul territorio. Meglio rivedere la legge che per i privati che utilizzano immobili del patrimonio pubblico prevede un contratto di massimo 8 anni (4+4), pochi francamente, per favorire investimenti di capitali».

     

    Matteo Quadrone

  • AMT e Comune di Genova: il dibattito prosegue in Consiglio Comunale

    AMT e Comune di Genova: il dibattito prosegue in Consiglio Comunale

    Autobus GenovaDopo poco più di un mese di inattività sono ripresi questa settimana i lavori del Consiglio Comunale di Genova. Tante erano le questioni rimaste in sospeso durante l’estate, una su tutte l’emergenza AMT. Poco prima delle vacanze estive era stata approvata una delibera che prevedeva la privatizzazione dell’azienda, ma durante i primi giorni di settembre la Giunta si era resa disponibile al confronto su soluzioni alternative.

    Il Sindaco Doria ha relazionato in aula gli ultimi sviluppi positivi della vicenda. Prima ancora ha voluto chiarire che «Non si è mai parlato di conti truccati, ma piuttosto di una realtà che andava affrontata di petto prima», per fugare ogni dubbio sulla regolarità della gestione dall’azienda. Tuttavia nelle parole del Sindaco emerge una critica ai ritardi di chi, pur non facendo nomi, avrebbe dovuto intervenire per evitare che AMT giungesse ad un passo dal fallimento. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è rivolto a chi in questi ultimi anni ha potuto vedere i conti dell’azienda con i propri occhi, ovvero i suoi dirigenti e la Giunta precedente.

    Dopo un’intera estate di negoziati si è giunti, all’inizio di questa settimana, ad un accordo tra Comune, AMT e sindacati. Per il momento la privatizzazione è stata scongiurata grazie ad un piano aziendale che prevede il risparmio di 4 milioni di euro entro fine 2012. Nonostante la soddisfazione per questi passi in avanti, il Sindaco non ha nascosto le propria preoccupazione per il futuro: «L’accordo raggiunto è significativo, ma non risolutivo». Significativo perché ha consentito di rinviare l’ipotesi di una messa in liquidazione, ma non risolutivo perché permangono i forti squilibri tra costi e ricavi che da anni caratterizzano il bilancio di questa azienda. Nel 2011 il Comune aveva dovuto versare nelle casse di AMT 35 milioni di euro e nel 2012 altri 22 per compensare una perdita di 1,5 milioni di euro al mese. Evidentemente, spiega Doria, il Consiglio dovrà nuovamente discutere del trasporto pubblico locale per capire se l’azienda sarà in grado di sopravvivere in modo autonomo durante il 2013.

    Le spese future possono essere stimate sulla base di quelle attuali, mentre i ricavi sono del tutto imprevedibili. Molto dipende dalle risorse che il Governo statale destinerà al trasporto pubblico locale. Per quanto riguarda il livello del servizio il Sindaco ha difeso l’adeguatezza del servizio di trasporto pubblico locale, attirandosi però non poche critiche dei consiglieri di minoranza che hanno posto in evidenza il drastico taglio delle corse dei bus collinari.

    C’è quindi ancora molto su cui discutere per giungere ad una soluzione definitiva del problema e nessuna alternativa, compresa la privatizzazione, sembra essere ancora del tutto esclusa. La volontà del Sindaco è quella di ridare ad AMT un equilibrio che la renda in grado di «stare in piedi non solo grazie a sforzi eccezionali e irripetibili dell’azionista», ovvero il Comune stesso.

    L’altro tema centrale della seduta è stata la vendita dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto. Dopo l’inaspettata marcia indietro della Regione, anche il Comune ha voluto affermare il proprio impegno per una tutela dell’ospedale non solo come importante struttura per la cura della malattia psichiatrica, ma anche per la sua funzione pubblica e sociale. Infatti al suo interno, oltre ad essere ospitati e curati circa 80 pazienti, trovano la propria sede anche una Biblioteca sulla Salute Mentale, il Centro Basaglia, un archivio storico dell’ex ospedale psichiatrico e una cooperativa sociale; il tutto in un’ampia area verde. La mozione presentata da Lista Doria, Sel e Fds è stata approvato all’unanimità da tutti i consiglieri. Il sindaco ha sottolineato l’importanza di questo voto affermando che «La mozione approvata oggi aiuta un percorso che è stato avviato. Un percorso che se non fosse stato compiuto anche dal Comune avrebbe visto la Regione procedere da sola» e ha aggiunto «diciamo si ad una percorso che deve vedere coinvolti tutti i soggetti con un atteggiamento di collaborazione per raggiungere un obiettivo comune».

     

    Federico Viotti