Anno: 2012

  • Pantelleria: le antiche palme di Giorgio Armani…

    Pantelleria: le antiche palme di Giorgio Armani…

    Quello che colpisce del giardino in questione è che esso sembra, all’osservatore esterno, lì da sempre, anzi esso quasi si confonde, pur distinguendosene impercettibilmente, dal paesaggio circostante.

    Il giardino di Giorgio Armani è situato in uno dei punti più suggestivi dell’isola di Pantelleria, su un promontorio di terra che si protende, isolato, nel mare. Solo tre colori caratterizzano l’insieme: il verde scuro della vegetazione, il marrone bruciato del terreno ed il blu del Mediterraneo.

    Ciò non significa che non vi siano i grigi delle pietre o i vivaci colori delle fioriture estive ma tutto questo è collocato ad un livello diverso, meno evidente e non intellegibile (per volute esigenze stilistiche, volte a non incidere troppo sul paesaggio) dall’esterno. Dove non vi era nulla e nulla sembrava poter crescere, ora vi sono cespugli di rose, bordi di Lavande violacee, muri di Plumbago azzurri, cespugli di gelsomino bianchi e, infine, alberi che non ti aspetteresti di vedere a Pantelleria, come i cipressi.

    Il tutto evidenziato dalle cactacee che sottolineano in modo naturale il ritmo decorativo complessivo grazie alle loro stupefacenti ed essenziali forme geometriche. In particolare, vi sono  qui alcune Agave victoriae reginae (una particolare e suggestiva varietà di agave a foglie verde scuro striate di bianco), Cereus peruvianus (una succulenta a portamento a candelabro, simile ad un albero) e molte varietà di Cycas (che, con approssimazione, assomigliano un po’ a palme), tutte piante dalle esigenze (soprattutto idriche!) limitate, tali da non richiedere particolari manutenzioni e soprattutto perfettamente adattabili ad un contesto ed ad un clima davvero estremi.

    L’unica concessione, volta ad ottenere un effetto immediato, è rappresentata da un insieme di palme, disposte a schiera, secondo un preciso schema stilistico. Esse svettano, alte, quale elemento verticale di rottura, su di una vegetazione omogenea per dimensioni e colori. Queste però non sono esattamente semplici palme, sono piante di trecento anni che crescevano nel giardino di un palazzo storico di Palermo, trasportate con un elicottero (con le difficoltà ed i costi che si possono facilmente immaginare!) su di un’isola, persa in mezzo al Mediterraneo e dalla quale non si vede, su tutti i lati ed a perdita d’occhio, altro che mare.

    Il loro impatto sul giardino è però decisivo ed impressionante, soprattutto al tramonto quando si stagliano contro un cielo di un particolare viola, tipico solo di Pantelleria. Anche la piscina, di per sé spesso elemento di frattura rispetto all’insieme, è stata studiata con grande attenzione e contestualizzata, per quanto possibile, all’insieme. A sfioro, protesa sul paesaggio e rivolta al mare, si confonde con l’orizzonte che è, data la collocazione di Pantelleria, infinito…

     

     

    di Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano

    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Libero Cinema in Libera Terra: il festival itinerante approda anche a Genova

    Libero Cinema in Libera Terra: il festival itinerante approda anche a Genova

    Una carovana itinerante che porta il cinema e la sua magia sui beni confiscati alle mafie e restituiti alla legalità, toccando 11 regioni in 21 tappe: Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo.

    Parliamo di “Libero Cinema in Libera Terra”, Festival di cinema nato nel 2006 e giunto alla VII edizione, quest’anno supererà i confini nazionali realizzando un’anteprima europea a Parigi (23-24 giugno). I promotori dell’iniziativa sono Cinemovel Foundation con la presidenza onoraria di Ettore Scola e Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, fondata da don Luigi Ciotti.

    Il progetto, a cui aderiscono Enti, Istituzioni e Associazioni, è realizzato in collaborazione con le cooperative di giovani che lavorano i beni confiscati alle mafie e coinvolge i tantissimi ragazzi che partecipano ai campi di volontariato di Estate Liberi.

    «Esperienze come quelle delle cooperative di Libera Terra contribuiscono all’allargamento degli spazi democratici e, anche il cinema, in questo senso, può dare il suo contributo – spiegano gli organizzatori – Soprattutto quel cinema “invisibile” che, per vari motivi, non arriva più sugli schermi delle sale. La carovana di cinema itinerante può arrivare oltre e superare le barriere, portando i film direttamente alle persone, con gli autori che discutono col pubblico, là dove spesso manca anche la sala, facendo quello che né la televisione, né i telefonini possono fare, e cioè “aggregare la piazza” e rendere le persone partecipi di un evento da condividere con altri».

    «Occupare simbolicamente anche per un solo giorno luoghi e paesi come Corleone, Cinisi, Portella della Ginestra, Polistena e Castel Volturno acquista un valore particolare –concludono i promotoriL’obiettivo principale di Libero Cinema in Libera Terra è quello di creare, attorno al cinema, “piazze universali” di confronto e aprire spazi di discussione per sostenere quelle realtà produttive che, col loro lavoro quotidiano, costituiscono una risposta concreta e una alternativa alla criminalità organizzata».

    Si parte con l’anteprima europea a Parigi, il 23 e 24 giugno, a sottolineare il fatto che il tema della legalità e del rischio di infiltrazione mafiosa non riguarda solo il nostro Paese, bensì è un problema che investe tutta l’Europa, come del resto il Parlamento europeo ha già evidenziato in diverse occasioni, attraverso prese di posizione ed iniziative di varia natura, e da ultimo con la recente istituzione della commissione CRIM.

    23 e 24 giugno, proiezioni film: Scola, 43/97 (corto inedito) + Una giornata particolareScimeca, Placido Rizzotto. A seguire Tavola Rotonda “Cinema e impegno sociale”, in tale occasione Ettore Scola, Presidente Onorario di Cinemovel Foundation, rifletterà assieme a Robert Guédiguian e a Pasquale Scimeca sul ruolo del cinema d’impegno sociale, a livello italiano ed europeo.

    Dalla Francia poi la carovana si sposta in Italia dal 2 al 24 luglio e attraverserà tutta la penisola, confermando l’impegno contro le mafie anche nel Nord Italia e con l’aggiunta di nuove tappe significative, tra cui Milano e Genova.

    I titoli in programma, alcuni in anteprima per l’Italia e prossimamente in streaming su mymovies, saranno presentati nelle piazze dagli autori o da personalità del mondo della cultura e della lotta alla criminalità e sono stati selezionati con la collaborazione di Fabrizio Grosoli.

    Sarà possibile seguire il diario di bordo su www.cinemovel. tv/diario
    Aggiornamenti quotidiani saranno online per raccontare il percorso della carovana e la storie di persone, cooperative, piazze incontrate lungo il cammino.

    Questo il calendario completo:

    2 luglio – Lombardia – Milano

    3 luglio – Lombardia – Galbiate (LC)

    4 luglio – Liguria – Genova

    5 luglio – Emilia-Romagna – Castelfranco Emilia (MO)

    6 luglio – Veneto – Campolongo Maggiore (VE)

    8 luglio – Puglia – Bari/Cerignola

    9 luglio – Puglia – Mesagne (BR)

    10 luglio – Basilicata – Matera

    11 luglio – Calabria – Polistena (RC)

    12 luglio – Calabria – Cirò Marina (KR)

    13 luglio – Calabria – Isola Capo Rizzuto (KR)

    14 luglio – Sicilia – Belpasso (CT)

    15 luglio – Sicilia – Agrigento

    16 luglio – Sicilia – Corleone (PA)

    17 luglio – Sicilia – Erice (TP)

    19 luglio – Calabria – Carlopoli (CZ)

    20 luglio – Campania – Pollica (SA)

    21 luglio – Campania – San Cipriano D’Aversa (CE)

    22 luglio – Lazio – Borgo Sabotino (RM)

    23 luglio – Abruzzo – Scurcola Marsicana (AQ)

    24 luglio – Lombardia – San Giorgio di Mantova (MN)

  • Live music for Emergency, il 22 e 23 giugno a Borzonasca

    Live music for Emergency, il 22 e 23 giugno a Borzonasca

    Pedro NavajaVenerdì 22 e sabato 23 giugno torna a Borzonasca, località nell’alta Valle Sturla vicino a Carasco, l’appuntamento musicale organizzato per Emergency.

    L’evento ospita due giorni di concerti nel Piazzale delle Scuole: sul paco si alternano Souliti Ignoti, Splindeparì, Dusty Boots, Sweet Soul Band, Pedro Navaja, 4 Secs, Mandillä, TeleTalpe e Maghi Di Carroz, con il dj set a cura di 92.10fm.

    L’evento, reso possibile dalla Proloco di Borzonasca e dai commercianti di Borzonasca e Mezzanego, prende il via venerdì dalle ore 19 con l’apertura del servizio cucina e sabato con l’aperitivo dalle ore 18.

    Il ricavato andrà totalmente devoluto al Centro Chirurgico Pediatrico di Goderich, in Sierra Leone.

  • L’Italia e la moneta unica europea: ieri, oggi e domani

    L’Italia e la moneta unica europea: ieri, oggi e domani

    2001 Odissea nello Spazio, 2012 Fuga dall’Euro, 2013 Odissea nello Spazio atto II. In questo mondo occidentale sempre più afflitto dal relativismo, fa un certo effetto pensare e soprattutto dover constatare che esistano rapporti indissolubili, come il Trattato UE che disciplina l’Euro.

    Soprattutto per noi italiani che , invece di assumere Roma come modello di riferimento da un punto di vista del diritto e delle istituzioni, abbiamo sempre prediletto il trasformismo e la dialettica fine a se stessa di tradizione greca e che abbiamo vissuto da secoli nell’illusione del motto “fatta la legge trovato l’inganno”. E invece questa volta l’inganno proprio non si trova per quanto ci si sforzi di girare e rigirare la norma di riferimento…

    E allora si comincia a battere i piedi come fanno i bambini piccoli quando la mamma toglie loro il giocattolo perché  non hanno ubbidito; “ mamma cattiva!”; uscendo dalla parafrasi oggi l’Italia vorrebbe indietro la sua sovranità monetaria, con cui inondare il Paese di lirette per pagare spese, come sempre fuori controllo e spesso senza senso, e da utilizzare proficuamente per svalutare il tasso di cambio e ricominciare a  esportare negli altri Paesi… Altrimenti mamma Merkel è cattiva , per non dire di peggio.

     

    PENSIERO DEBOLE
    Chi sostiene che la soluzione dei nostri mali sarebbe tornare alla lira e stampare moneta per poi usare il trucchetto della svalutazione è afflitto come minimo da carenza di visione futura e di conoscenza delle dinamiche economiche passate e presenti. La carenza di visione si poggia su un ragionamento molto chiaro, che ha fatto di recente un economista direttamente toccato dai fatti e cioè il greco Yani Varoufakis: «L’assenza di una clausola del Trattato o procedura istituzionale per uscire dalla zona euro ha una logica ferrea: tutto il senso della creazione della moneta unica era far impressione sui mercati, far capire loro che si trattava di un’unione permanente così solida, che chiunque avesse l’ardire di puntare contro la sua solidità sarebbe incorso in gravi perdite. Una sola uscita dall’euro basterebbe ad aprire una frattura in questa percezione di solidità. Sarebbe come una sottile linea di frattura in una diga possente, l’uscita della Grecia inevitabilmente porterebbe al collasso dell’edificio sotto forze inarrestabili di disintegrazione. Appena la Grecia fosse spinta fuori, due cose accadranno: una massiccia fuga di capitali da Dublino, Lisbona, Madrid, eccetera, a cui seguirà la nota avversione della BCE e di Berlino ad autorizzare la fornitura di liquidità illimitata a banche e Stati. Questo significherà la bancarotta immediata di interi sistemi bancari e di alcuni stati più indebitati, come Spagna e Italia. A quel punto, la Germania si troverà di fronte all’orribile dilemma: danneggiare la solvibilità dello Stato tedesco impegnando i trilioni necessari al compito di salvare quel che resta dell’Eurozona, oppure tirarsi indietro (lasciando l’eurozona). Non ho dubbi che sceglierà la seconda opzione. E siccome questo significherà stracciare una quantità di trattati UE e accordi (compreso quello relativo alla BCE), l’Unione Europea di fatto cesserà di esistere con conseguenze non ipotizzabili».

    Il Trattato Ue non prevedeva way out perché il percorso verso l’Unione economica di molti Paesi, con situazioni economiche non omogenee e modalità gestionali differenti, non poteva essere una passeggiata e bisognava impegnarsi seriamente per rispettare il percorso di convergenza, stabilito da parametri condivisi. Nessun Paese è stato costretto a firmare il patto, neppure l’Italia, ma una volta firmato l’Accordo per il bene di tutti non si poteva più uscire: trattavasi di matrimonio indissolubile, come tendenzialmente era una volta quello celebrato in chiesa.

    Una volta si diceva che nei matrimoni si poteva essere più o meno felici, ma era comunque per sempre; l’avvento del divorzio ha portato ancora più infelicità e soprattutto una instabilità sociale molto grave; lo stesso accadrebbe per l’uscita dall’Euro.

    Così doveva essere l’Euro e la forza iniziale del suo progetto stava proprio nella capacità di convincere i mercati che ob torto collo e con non poche pressioni i Paesi disallineati (tra cui l’Italia) un po’ alla volta si sarebbero messi al passo di quelli più virtuosi e insieme avrebbero potuto costituire un forte e coeso polo economico in grado di contrastare la potenza degli USA ma ancor più di quei paesi emergenti come Cina, India e in parte Russia e Brasile.

    Quattordici anni fa quando è partito il primo step del progetto Euro conclusosi nel 2002 con lo stralcio delle valute nazionali, l’Europa era una importante potenza industriale e l’Italia era al secondo posto dopo la Germania; il progetto a medio termine era stato considerato a buon diritto di fondamentale importanza per il nostro Paese.

    Non per tutti fu così, infatti dal progetto Euro non a caso è rimasta fuori l’UK, perché  poco interessata al progetto di rafforzamento dell’economia reale e produttiva e quindi conscia che i vincoli imposti dal Trattato sarebbero stati troppo onerosi per la sua economia, già indirizzata prevalentemente al settore finanziario e troppo dipendente dal mantenimento della sovranità monetaria della Banca d’Inghilterra, sulla falsariga dei loro cugini americani.

     

    LA SITUAZIONE ATTUALE
    Con il senno di poi molti potrebbero dire che lor hanno fatto bene e noi abbiamo fatto una sciocchezza perché nell’euro, così mal combinati, non possiamo vivere, ma nemmeno a questo punto si può uscire. In passato altri paesi in crisi, come l’Argentina, hanno potuto svalutare perchè avevano la loro moneta. Grecia, Spagna e Italia non hanno più una moneta: uscire dall’euro, significherebbe per loro creare una moneta allo scopo di svalutarla: «Qualcosa che non è mai avvenuto nella storia», dice sempre Varoufakis. Il potere d’acquisto di una simile neo-moneta precipiterebbe a razzo nel regno dell’infinitamente piccolo, provocando un’iper-inflazione mai vista.

    E la morte per fame della popolazione.

    Quello che mi riesce difficile accettare è che tutti oggi dicono quanto è duro stare nell’euro (ed è un dato di fatto), ma si dimenticano di quanti vantaggi abbiamo avuto come Paese in questi anni con la possibilità di ottenere credito a tassi minimi proprio perché facevamo parte del progetto euro; ma questo bonus pluriennale fornito dall’Euro come lo hanno gestito i  nostri governanti?

    Al solito come le famose cicale di La Fontaine: hanno fatto dilatare a dismisura il debito pubblico che oggi ammonta a 2.000 mld e che era 1.373 mld nel gennaio del 2002, finanziando spesa pubblica improduttiva, senza investire sullo sviluppo e non attuando le riforme strutturali piu’ volte chieste dall’UE, per consentire un effettivo allineamento dei parametri di Maastricht.

    E ai richiami dell’Ue cosa è stato risposto? Che erano dei rompiscatole burocrati e che non capivano la peculiarità del nostro essere italiani, che siamo fantasiosi e liberi di pensiero; per cui mentre gli altri Paesi controllavano efficacemente la loro tabella di marcia e apportavano, ove necessario, i giusti correttivi (come la Germania nel 2006-2007), noi ce ne stropicciavamo allegramente, raccontando frottole, facendo manovre finanziarie del tutto diseducative e senza reali contenuti strutturali e invocando lo stellone italico.

     

    IL FUTURO
    Bisogna smetterla di piangerci addosso dicendo che Tizio è cattivo, Caio non capisce e che Sempronio ha fatto male, che il progetto Euro era sbagliato perché una moneta senza una nazione è una contraddizione in terminis e una moneta senza una banca centrale è come l’attinia senza il suo paguro, e fare tesoro dei gravi errori commessi dai nostri governanti in questi dieci anni per individuare un percorso che oggettivamente innovi rispetto a quanto fatto male o non fatto e che riporti al centro del dibattito politico e dell’agenda economica un recupero di credibilità, che passa dal verificare cosa è realisticamente possibile attuare e poi porlo in essere, senza i soliti alibi italici dei se e dei ma….

    Per farlo dobbiamo cambiare la classe politica, perché questa che abbiamoè totalmente inaffidabile come dimostrano anche i recenti avvenimenti sulla cancellazione della norma sulla riduzione dei parlamentari. E dobbiamo farlo in fretta perché non si può poi dare la colpa ad un governo tecnico se non si riesce a mantenere la rotta prevista e a rispettare gli impegni, quando la colpa è di un gruppo di persone totalmente autoreferenziali e scollegate dalla realtà del Paese, che pensano unicamente al loro tornaconto personale e che appoggiandosi al populismo esasperato ed esasperante con cui hanno mantenuto il potere, adesso, dopo i disastri compiuti, ci vengono a dire che la salvezza è il ritorno alla lira e alla tanta agognata superinflazione e svalutazione del tasso di cambio.

    Ma vergognatevi, persino la tanto vituperata Grecia di fronte al baratro dell’uscita dall’euro, peraltro molto simulata e discussa a tavolino, ha dimostrato più maturità! Questi discorsi da bar dello sport, che determinano immediatamente perdita di credibilità e la salita dello spread, costano molti soldi agli Italiani che hanno un debito pubblico mostruoso; la salita di soli 50 punti dello spread (0,5%) vuol dire in ragione d’anno 10 miliardi di euro di interessi in più, che finirebbero sulle spalle dei cittadini.

    Sarebbe giusto far pagare il conto a chi dice stupidaggini di questo tipo e che, invece di fare autocritica e approfondire gli argomenti, finirà per dare il colpo di grazia a questo Paese di agnelli sacrificali, che si convincerà dell’ultima menzogna invece di rendersi conto che in questo mondo modello villaggio globale  sopravviverà solo chi sarà capace di progettare a medio termine e di confrontarsi con i migliori su basi di serietà e competenza e non chi percorrerà la strada di tornare piccolo e ininfluente, sperando che gli venga concesso di fare in segreto i suoi trucchi delle tre tavolette.

    L’Italia è stata definita il “bel Paese”, ma avrebbe ancora la possibilità di essere un “grande Paese”, ma deve attuare in tempi brevi un netto cambio culturale e abbandonare la logica dei trucchi da imbonitori da strada e illusionisti di quartiere e tirare fuori le qualità, che nonostante una classe politica del tutto inadeguata l’hanno resa famosa in tutto il mondo e che stavolta devono essere messe a disposizione del Bene Comune e non solo del patrimonio personale.

     

    Maurizio Astuni
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Maddalena: aperto a tutti il laboratorio di Vico del Papa

    Maddalena: aperto a tutti il laboratorio di Vico del Papa

    Con una mostra a cura degli alunni della scuola Daneo vengono restituiti ufficialmente dopo vent’anni alla cittadinanza i locali di vico del Papa, nel quartiere della Maddalena, di proprietà del Comune e in cui si sta lentamente progettando un laboratorio sociale permanente aperto a tutti, dove poter organizzare iniziative culturali e sociali di vario genere e dare in questo modo continuità all’esperienza dei laboratori sociali attivati dal Patto per lo sviluppo della Maddalena.

    I locali si possono utilizzare da subito: per richiederli è sufficiente contattare il Municipio o l’incubatore del Centro storico, rispettivamente ai numeri 010 5574540 – 010 2543433.

    Marta Traverso

     

  • Matefitness, la palestra della matematica si sposta in spiaggia

    Matefitness, la palestra della matematica si sposta in spiaggia

    Matefitness MateFitness – progetto di divulgazione della matematica del Consiglio Nazionale della Ricerche – Ufficio Promozione e Sviluppo Collaborazioni non va in vacanza, ma propone un’estate in spiaggia all’insegna del divertimento istruttivo. Dal 21 giugno  e per tutti i giovedì fino a fine luglio gli animatori scientifici del progetto si trasferiscono in riva al mare per animare con giochi e attività interattive le calde giornate di studenti in vacanza, turisti e famiglie.

    La principale sede estiva delle attività della palestra della matematica genovese, è lo Sporting Club di Corso Italia, ma l’edizione 2012 di BeachMat si sposta anche in altri stabilimenti balneari della Versilia, la rassegna dedicata ai piccoli del Festival della Versiliana, la Spiaggia dei Bambini di Voltri e, probabilmente, il campo da Beach Volley allestito a Recco dalla Pro Loco.

    Tante occasioni per scoprire una nuova faccia della matematica, divertente, coinvolgente ed accessibile a tutti anche in luoghi inusuali quali
    spiagge, stabilimenti balneari, pinete e passeggiate a mare, mentre nella palestra di Palazzo Ducale proseguono per tutta la stagione le attività con centri estivi e gruppi.

    L’appuntamento per genovesi e turisti del capoluogo – fino a fine luglio e di nuovo a settembre – è tutti i giovedì dalle 11 alle 16.00 e due domeniche (22 luglio e 5 agosto) in orario pomeridiano presso lo stabilimento  Sporting Lungomare Lombardo 27 (Corso Italia). Il programma di
    animazione scientifica prevede giochi assortiti in spiaggia, attività “sotto l’ombrellone”, indovinelli, rompicapi, giochi collettivi, cacce al tesoro a squadre e uno speciale triathlon della mente, per un ragazzi di tutte le età e anche per i meno giovani.

    L’ingresso allo stabilimento è ridotto per chi partecipa alle attività e si prenota mandando una mail con il proprio nominativo all’indirizzo mail info@matefitness.it.

  • Mi chiamo Aram e sono italiano: una storia sugli immigrati di seconda generazione

    Mi chiamo Aram e sono italiano: una storia sugli immigrati di seconda generazione

    Uno spettacolo teatrale che racconta la storia dei cosiddetti immigrati di seconda generazione, ragazzi nati e cresciuti in Italia quindi di fatto italiani, che ancora si trovano a dover fare i conti con pregiudizi infondati, ripetute diffidenze e atteggiamenti razzisti, un’esistenza in bilico fra diverse identità culturali che spesso si contrappongono ma che in realtà sono un’enorme fonte di arricchimento.

    “Mi chiamo Aram e sono italiano” è il titolo della pièce che andrà in scena stasera, Giovedì 21 giugno alle ore 21:30 nella cornice del Festival Suq al Porto Antico. Una produzione del Teatro Regionale Alessandrino, scritta a quattro mani dal regista Gabriele Vacis e dal protagonista e principale ispiratore dell’opera, Aram Kian, 39 anni, nato a Roma da padre iraniano e madre italiana, cresciuto in una cittadina del profondo nord italiano, Busto Arsizio, si è diplomato alla “Civica scuola d’arte drammatica Paolo Grassi” nel 1996 .

    Tutto nasce da una chiacchierata tra Vacis ed Aram, nel 2005, poco dopo che Londra era stata colpita dagli attentati alla metropolitana, un massacro compiuto da immigrati di seconda generazione, apparentemente integrati nella società inglese ma che in realtà covavano un feroce rancore nei confronti della civiltà occidentale. “Come mai anche tu non vai in giro a piazzare bombe?”, questa la domanda che il regista rivolse, in tono scherzoso, all’attore. La risposta è stata raccontare l’esperienza dei figli degli immigrati, l’infanzia e la giovinezza di questi “nuovi italiani”, intrecciando il teatro di narrazione con la memoria dei nostri tempi.

    «Se uno alto, biondo venisse qui a dirti: ho lo zainetto pieno di bombe, tu ti metteresti a ridere, no? – spiega Aram Kian – Ma se te lo dico io? Un brivido ti viene, no? Solo perché sono basso e nero. Che poi non sono neanche tanto nero, al limite un po’ olivastro».
    Divertente e assolutamente autentico, Aram è in scena da solo ed interpreta vari personaggi, immigrati di seconda generazione ed italiani, con irresistibile comicità, sempre con lucida ironia, qualche volta con legittima rabbia.

    Ovviamente non mancano gli spunti autobiografi perché molte delle cose che accadono in scena sono state vissute in prima persona dal protagonista, come ad esempio gli immancabili e reiterati controlli di polizia «È tutta la vita che mi chiedono i documenti o mi fermano quando sono in macchina – spiega Aram Kian – Ti senti come se fossi colpevole di qualcosa, pur non avendo fatto nulla».
    A volte basta un nome considerato “stravagante”, oppure un colore della pelle leggermente più scuro, per complicare l’esistenza ad un onesto cittadino.

    L’obiettivo dello spettacolo – che alcuni mesi fa aveva già riscosso notevole successo al Teatro dell’Archivolto – è abbattere le barriere culturali ed evidenziare gli aspetti della positivi della diversità, proponendo al pubblico uno sguardo al futuro di una società che deve necessariamente imparare, giorno per giorno, a dare un significato concreto all’aggettivo “multietnica”.

     

    Matteo Quadrone

  • La Seconda Luna: bando di concorso che premia la tua passione

    La Seconda Luna: bando di concorso che premia la tua passione

    La Città di Laives ha indetto la seconda edizione del premio La Seconda Luna, dedicato a tutte le persone che hanno sviluppato e perseguito una passione materiale o immateriale con risultati meritevoli di attenzione.

    Il premio è aperto a singoli, gruppi informali e soggetti con personalità giuridica residenti nell’Unione Europea.  È possibile anche segnalare possibili candidati ritenuti di particolare interesse, anche senza partecipare direttamente al concorso.

    Per partecipare è necessario iscriversi sul sito www.lifelongpassionsaward.eu, scaricare il modulo di iscrizione e inviarlo insieme a copia di un documento di identità valido e al materiale inerente la propria passione entro il 31 ottobre 2012 all’indirizzo:
    Comitato Premio Città di Laives
    via Stazione 23/A, 39055 Laives (BZ) Italia

    Non  prevista alcuna quota di iscrizione.

    Questi i premi in palio:

    Premio La Seconda Luna: 8.000 € al primo classificato, 4.000 € al secondo, 2.000 € al terzo.
    Premio alla passione divenuta professione: 3.000 € al primo classificato, 2.000 € al secondo, 1.000 € al terzo.
    Premio alla passione per l’innovazione scientifica e tecnologica: 3.000 € al primo classificato, 2.000 € al secondo, 1.000 € al terzo.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Tre cose da sapere per ogni parola inglese

    Tre cose da sapere per ogni parola inglese

    Il passaggio da Middle a Modern English alla fine del Quattrocento è dal punto di vista linguistico una fase confusa, come evidenziato da William Caxton, che nel 1476 apre la prima stamperia a Londra.

    Caxton si lamenta in una prefazione a una traduzione dell’Eneide che non è nemmeno possibile ordinare un uovo, dato che coesistono diverse parole per indicare lo stesso alimento, tra cui quella usata oggi, ovvero egg.

    Anche nelle opere di Shakespeare – a cavallo tra ‘500 e ‘600 – troviamo anche una situazione grammaticale non ancora definita. Per esempio, la forma negativa del presente, che secondo lo standard attuale viene costruita con do not, appare sia con sia senza ausiliare. Nello spazio di soli tre versi troviamo nell’Atto I, Scena II di Julius Caesar:  

    I do not know the man e  I fear him not, (quest’ultimo oggi sarebbe I do not fear him).

    Per quanto riguarda la pronuncia, si registra a partire dal XIV secolo un fenomeno noto come Great Vowel Shift (GVS), ovvero “grande spostamento dei suoni vocalici”. Il GVS è un processo che non si è mai arrestato ed è ancora in atto nel presente. Per esempio, la “a” di mate (“amico”, “compagno”), che oggi viene pronunciata /eɪ/, secoli fa veniva letta /a:/. La “o” in loot (“bottino” come sostantivo, o “saccheggiare” come verbo) ora si legge /uː/.

    Perché si è verificato questo GVS che tanto ci complica la vita nello studio dell’inglese? Le ragioni sono incerte. Tuttavia, considerando quanto la pronuncia in Inghilterra rappresenti uno status symbol che identifica chi appartiene a una determinata classe e ha ricevuto una certa education (“istruzione”), è possibile che alla base del GVS vi sia la volontà da parte di alcune classi di distinguersi dalle altre attraverso la pronuncia. E’ un discorso di  sociolinguistica – materia che studia i rapporto tra i cambiamenti linguistici e i fattori sociali che li determinano –  che rivedremo ancora…

    Tornando al passaggio al Modern English, il problema dell’inglese alla fine del ‘400 è quello di essere una lingua nazionale ma di non avere ancora uno standard, ovvero un modello uniforme e tendenzialmente stabile che possa svolgere il ruolo di punto di riferimento. Dal XV secolo l’affermazione di Londra come centro del potere economico e politico fa sì che sia la varietà dialettale londinese a imporsi a livello nazionale.

    Un ruolo importante nella standardizzazione dell’ortografia inglese è anche quello dei dizionari. Un primo abbozzo è il Table Alphabeticall di Robert Cawdrey nel 1604, contenente una spiegazione di circa 2000 termini difficili e rivolto in particolare alle donne, per le quali l’accesso alla cultura era più difficile che per gli uomini.

    A Dictionary of the English Language di Samuel Johnson, pubblicato nel 1755, e soprattutto il monumentale Oxford English Dictionary, di oltre 150 anni dopo, completano l’opera abbozzata da Cawdrey. Come abbiamo già visto, l’OED contiene oltre 600.000 parole.

    Degno di menzione è anche l’American Dictionary of the English Language di Noah Webster. Il suo tentativo va nella direzione di una semplificazione dello spelling americano, rendendolo più vicino alla pronuncia. Da qui abbiamo differenze di spelling come nelle parole: colour /color, honour/honor, theatre/theater (il termine a sinistra riporta lo spelling del British English, mentre quello a destra è in American English). E’ significativo che Webster abbia avvertito la necessità di un dizionario americano distinto da quelli britannici. “Divided by a common language”,”divisi da una lingua comune”, scriveva George Bernard Shaw riguardo a Gran Bretagna e Stati Uniti: anche su questo aspetto torneremo in seguito.

    Nonostante questi tentativi, lo spelling delle parole inglesi rimane ancora di difficile interpretazione. Per questo motivo, trovo ancora valido e attuale un insegnamento  – molto profondo nella sua semplicità – di un mio vecchio docente: “Di ogni parola inglese è fondamentale conoscere tre cose: che cosa significa, come si scrive e come si pronuncia.”

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]

  • Ponti e torri: vinci il concorso e incidi il tuo brano inedito

    Ponti e torri: vinci il concorso e incidi il tuo brano inedito

    Concerto musica livePonti e torri è un concorso indetto dai comuni di Fiumicino e Capalbio riservato ad artisti residenti nel territorio italiano e di età compresa tra i 16 e i 35 anni che operano nelle seguenti categorie, individualmente o in gruppo:
    a) videomakers;
    b) compositori di musica strumentale (acustica, elettrica, elettronica);
    c) gruppi musicali (rock, jazz, elettronica, folk, etc.);
    d) strumentisti solisti (qualsiasi strumento).

    Per le specifiche categorie, dovranno essere inviati i seguenti materiali:
    a) VIDEOMAKERS: 1 filmato originale di durata fra 3 e 15 minuti;
    b) COMPOSITORI DI MUSICA STRUMENTALE: 1 brano originale di durata fra 3 e 15 minuti;
    c) GRUPPI MUSICALI: 3 brani, originali o cover;
    d) STRUMENTISTI SOLISTI: 1 brano.

    Le domande di iscrizione e il materiale richiesto dovranno essere inviate entro il 15 ottobre 2012 tramite raccomandata a Musicalbox Eventi s.r.l. in via E. Orlando n°6, 06128 – Perugia (PG).

    Una giuria selezionerà i partecipanti e decreterà i vincitori così ripartiti: 10 videomaker, 10 compositori 6 gruppi musicali e 4 strumentisti. In palio borse di studio in denaro, mostre e concerti in pubblico, stage formativi.

    Per informazioni sul concorso info@pontietorri.it.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Viadelcampo29rosso: dieci giorni dedicati a Luigi Tenco e Tullio Piacentini

    Viadelcampo29rosso: dieci giorni dedicati a Luigi Tenco e Tullio Piacentini

    Luigi TencoOggi alle ore 15:00 presso l’emporio-museo “viadelcampo29rosso” in via del Campo andrà in scena il “preludio” alla mostra-rassegna “Luigi Tenco e Tullio Piacentini: i rivoluzionari della videomusica”. Verrà infatti consegnata all’emporio, direttamente dalle mani del liutaio Carlo Pierini e alla presenza della famiglia Tenco, la storica chitarra di Luigi Tenco, la “Carlo Raspagni” del cantautore genovese.

    La rassegna avrà luogo a Genova dal 21 giugno al 1 luglio, si dividerà fra l’emporio Viadelcampo29rosso, la Biblioteca Universitaria di Genova ed il Museoteatro Commenda di Prè. Si tratta di una mostra itinerante, allestita in tre luoghi di grande interesse storico-artistico nel cuore del centro storico di Genova. In ognuna delle sedi, i cui allestimenti avranno temi diversificati dagli altri, verranno organizzati incontri e convegni tematici con proiezioni di filmati ed immagini.

    Presso l’emporio viadelcampo29rosso saranno presenti anche altri cimeli appartenuti all’artista, quali la macchina da scrivere mai uscita prima da casa Tenco, ma anche videoclip, vinili e fotografie…Inoltre, in occasione dell’evento, i Palconudo eseguiranno dal vivo un omaggio musicale al grande cantautore genovese.

    Se Luigi Tenco non ha bisogno di presentazioni, Tullio Piacentini, produttore cinematografico sin dall’immediato dopoguerra, nel 1967 realizzò il primo telefilm musicale per la messa in onda televisiva. Il suo titolo era ‘Passeggiando per Subiaco‘ e riproponeva vari cantanti mentre si esibivano per le strade della Città di Subiaco (Roma). L’intento di questa produzione, forse troppo in anticipo con i tempi, era quello di creare intrattenimento musico-televisivo… Fu il primo coraggioso passo verso il videoclip…

     

  • Junifest, tre giorni di musica a Ronco Scrivia

    Junifest, tre giorni di musica a Ronco Scrivia

    Concerto musica liveLa Pro Loco Ronco Scrivia organizza anche quest’anno Junifest, manifestazione musicale che ospita alcuni dei più talentuosi artisti del panorama della provincia di Genova, e che si tiene il 22, 23 e 24 giugno.

    Oltre ai concerti sono presenti anche stand gastronomici che offrono un menù particolare caratterizzato da specialità tirolesi-altoatesine, una zona concerti con distribuzione birra ed intrattenimento musicale innovativo.

    Il programma musicale prevede:

    Venerdì 22 giugno
    Mad Boys: gruppo rap in dialetto genovese
    Raphael & Easy Skankers: Reggae e Ska

    Sabato 23 giugno
    Chiara Atzeni: rock d’autore
    Zibba Almalibre: rock d’autore

    Domenica 24 giugno
    Daniele Franchi: il blues
    Guitar Ray and the Glambers: il blues

    Ristorante e concerti iniziano alle 19, l’ingresso è libero

     

    Foto Constanza Rojas

  • Commissioni consiliari: battaglia sulla riduzione del numero dei consiglieri

    Commissioni consiliari: battaglia sulla riduzione del numero dei consiglieri

    Seduta lampo quella del Consiglio Comunale di ieri (19 giugno 2012, n.d.r.). Appena un’ora e quattordici minuti sono stati sufficienti per affrontare alcune interrogazioni poste dai consiglieri agli assessori competenti e per la costituzione delle commissioni consiliari permanenti.

    Esattamente come accade in Parlamento durante il cosiddetto question time, anche nel Consiglio Comunale di Genova è previsto che all’inizio di alcune sedute i consiglieri possano rivolgersi direttamente agli assessori per chiedere chiarimenti su questioni specifiche (tecnicamente definiti articoli 54). In particolare nella riunione di ieri si sono affrontati quattro diversi argomenti: la costruzione del contestato parcheggio nell’area dove sorge il cinema Eden a Pegli; l’esito dell’esercitazione anti-alluvione in via Fereggiano; il problema dell’attraversamento pedonale di via Montaldo; il problema dei tagli alla scuola pubblica. Per dovere di cronaca – anche perché è stata la prima volta dall’insediamento della nuova giunta che è avvenuta questa procedura – approfondiamo i temi affrontati.

    Gli interventi di alcuni consiglieri (Rixi della Lega, Bruno della Fds, Putti del M5S e Grillo del Pdl) hanno stigmatizzato i problemi legati alla costruzione del nuovo parcheggio a Pegli, in particolare l’eliminazione dello storico cinema all’aperto e il taglio di alcuni alberi. Francesco Oddone, che ha risposto alle loro domande, ha assicurato che i lavori sono stati svolti fino ad ora ottenendo tutte le autorizzazioni necessarie e che si è richiesto un ulteriore parere al Dipartimento di Ingegneria delle Costruzioni, dell’Ambiente e del Territorio (DICAT) sull’intero progetto.

    All’assessore ai Lavori Pubblici Crivello erano invece rivolte le due questioni riguardanti la prova di alluvione in via Fereggiano e l’attraversamento di via Montaldo. Nel primo caso i consiglieri De Benedictis (Idv), Musso Vittoria (Lista Musso) e Grillo (Pdl) hanno rilevato la scarsa partecipazione dei cittadini all’esercitazione, sottolineando che la principale preoccupazione della popolazione è rivolta soprattutto i tempi di risarcimento dei danni subiti e i disagi arrecati alla mobilità da alcuni lavori di ripristino delle strade (specialmente in via Donghi). L’assessore interpellato ha annunciato maggiori sforzi per informare e coinvolgere la cittadinanza. Tuttavia ha precisato che l’esercitazione doveva servire in primo luogo a verificare il corretto funzionamento della macchina dei soccorsi e per questo era rivolta soprattutto alle squadre d’intervento.

    Nel secondo caso si è affrontato il problema della pericolosità di alcuni attraversamenti pedonali in via Montaldo (relatori Gozzi del Pd e Campora del Pdl) e Crivelli ha nuovamente risposto evidenziando tutto ciò che fino ad ora è stato fatto a livello di segnaletica per migliorare la sicurezza.

    Infine, il consigliere Brasesco (Lista Doria) ha sollevato il tema dei tagli alla scuola pubblica e del modello di autogoverno degli istituti scolastici definito dalla legge Aprea. L’assessore Boero, pur condividendo nel merito le osservazioni del consigliere, ha fatto notare che trattandosi di leggi statali il Comune non può intervenire su di esse, ma può solo cercare di garantire la qualità negli istituti scolastici di sua competenza (scuole di infanzia da 0 a 6 anni).

    Si è successivamente passati all’esame del primo ed unico punto all’ordine del giorno, che riguardava la costituzione delle commissioni permanenti. Seguendo la linea dell’abbattimento dei costi della politica già dettata dal governo nazionale con la riduzione del 20% dei consiglieri comunali, si è decisa anche la riduzione del numero di commissioni consiliari da 9 a 7. Inoltre nella Conferenza dei Capigruppo di lunedì si era stabilito un criterio per cercare di ‘calmierare’ il numero di consiglieri all’interno delle commissioni stabilendo che «…tutti i consiglieri hanno diritto a fare parte fino ad un massimo di sei commissioni consiliari permanenti, i capigruppo possono essere componenti di sette commissioni consiliari permanenti».

    Ma evidentemente non sono bastate le negoziazioni e le riunioni dei giorni scorsi per mettere tutti d’accordo. Dopo il suono della campanella che richiama i consiglieri al voto è apparso infatti sul display un risultato inatteso: 32 favorevoli, 1 astenuto e 5 contrari. L’inaspettata opposizione del Movimento 5 Stelle è stata spiegata ai giornalisti dal capogruppo Putti sottolineando che, nonostante vi fossero degli accordi tra forze politiche per un’autolimitazione del numero di consiglieri nelle commissioni, la loro effettiva riduzione è stata molto modesta. Il Movimento aveva proposto un taglio dei consiglieri e, di conseguenza, dei gettoni di presenza pari al 50%, mentre, secondo Putti, questa percentuale si sarebbe attestata su livelli molto più bassi (10% circa). A sua volta Malatesta del Pd ha fatto notare come il suo partito, pur rappresentando la maggioranza nel Consiglio, abbia deciso di limitare il numero di presenze dei propri consiglieri nelle commissioni dalle 63 spettanti a 50, mentre altri partiti di minoranza non avrebbero fatto lo stesso sforzo.

    Stando ai documenti forniti dal Comune, se si confronta la composizione delle Commissioni della legislatura Vincenzi e quelle attuali si può constatare una riduzione del totale dei consiglieri del 38% (128 consiglieri). In particolare il Pd disponeva di 96 consiglieri distribuiti nelle 9 commissioni, mentre oggi è passato ad averne 50 per 7 commissioni (-48%). Anche il Pdl ha ridotto fortemente la propria presenza nelle commissioni (da 81 a 31 consiglieri), ma ciò è dovuto anche alla notevole contrazione del gruppo politico pidiellino all’interno del consiglio che è passato da 13 a 5 componenti. Il Movimento 5 Stelle ha richiesto 18 posti nelle commissioni, l’Idv e la Lista Musso 19, la Lista Doria 34, Sel e Udc 13 e infine la Federazione della Sinistra e la Lega sono presenti con il loro unico consigliere in tutte le commissioni.

    La verità, come spesso accade, sta quindi nel mezzo. Le proposta del M5S effettivamente non è stata accolta in modo completo dai partiti, ma una contrazione della spesa per i gettoni del 38% rappresenta comunque un traguardo importante e un segnale, ci auguriamo, per fare ancora di più nel futuro.

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Genova da un altro punto di vista: la città nei fotoreportage dei diversamente abili

    Genova da un altro punto di vista: la città nei fotoreportage dei diversamente abili

    panorama del porto di genovaDa piazza Matteotti a San Lorenzo, da Sottoripa a Campetto, da via Luccoli a via Garibaldi, per osservare e fotografare – da lontano e da vicino, di lato, in prospettiva, da sotto in su – il centro storico di Genova, i suoi monumenti, la sua vita, i suoi vicoli, sviluppando le immagini digitali come la sequenza delle pagine di un racconto, un diario di viaggio, sempre da un punto di vista particolare: quello delle persone disabili che si spostano con carrozzine o scooter elettrici.

    E’ il progetto, che si concluderà dopo l’estate con una mostra dei lavori realizzati da tutti i partecipanti, lanciato da Terre di Mare, centro servizi per il turismo senza barriere della Provincia di Genova, in collaborazione con Artegioco – associazione I Munariani di Coca Frigerio e Alberto Cerchi che ne cura la realizzazione.
    «Ogni partecipante racconterà, insieme alle sue oggettive difficoltà di spostamento, anche tutto quello che lo colpirà e che troverà affascinante e interessante da fotografare con la propria macchina digitale –  spiegano gli organizzatori – portoni, facciate, squarci di luce, panni stesi, persone, tutte inquadrate da seduti».

    Alla prima fase seguirà una seconda fase «Più tecnica e insieme creativa – continuano gli organizzatori – quando le foto saranno stampate in bianco e nero per essere manipolate, con il ritaglio e il collage di carte e cartoncini, con le modalità ampiamente sviluppate in tutti i laboratori realizzati da Artegioco (dalle scuole a Palazzo Ducale al museo Luzzati) e ogni partecipante potrà costruire il suo percorso, trasformando le immagini scelte in un proprio libro, pezzo unico d’artista a tiratura limitatissima».

    Due le date da ricordare e altrettante le tappe della proposta: Giovedì 28 giugno alle 15 l’appuntamento a Terre di Mare (piazza Matteotti) per la presentazione del progetto, seguita dallo svolgimento del percorso e del reportage fotografico con la propria macchina digitale (fornita del cavo necessario per scaricare poi le foto); Giovedì 5 luglio dalle 15 alle 18 il laboratorio creativo, attraverso la manipolazione delle foto scattate la settimana precedente, con il ritaglio e il collage che trasformeranno le immagini scelte in un “pezzo unico d’artista”. Nel mese di settembre (ancora da stabilire data precisa e sede) sarà allestita una mostra in cui verranno esposti tutti i lavori realizzati.

    Il contributo richiesto a ogni persona disabile è di 40 euro, con partecipazione gratuita di un accompagnatore se svolge esclusivamente funzioni di supporto. Le adesione dovranno pervenire entro martedì 26 giugno 2012.

    Altre informazioni e prenotazioni ai recapiti: Terre di Mare centro servizi per il turismo senza barriere della Provincia di Genova
    tel. 010.542098 – cell. 339.1309249 –
    info@terredimare.it

  • Sampierdarena: cittadini e commercianti per rilanciare il quartiere

    Sampierdarena: cittadini e commercianti per rilanciare il quartiere

    A Sampierdarena, tra oggi e domani, due appuntamenti significativi attendono commercianti e cittadini, nella cornice di Piazza Settembrini.
    Gli abitanti e chi lavora tutto il giorno a contatto diretto con il quartiere – spesso citato dalle cronache per episodi di violenza e degrado – sono determinati nel confutare questa immagine e rilanciare una zona che un tempo era un’eccellenza economica della città.

    Mercoledì 20 giugno, alle ore 19 e 45, un centinaio di operatori commerciali si incontreranno per confrontarsi e lanciare proposte al fine di contrastare la crisi economica e provare a realizzare il sogno di un quartiere migliore, sicuro, ordinato ed attraente.
    «I mugugni sappiamo quali sono – scrivono sul volantino diffuso in questi giorni per Sampierdarena – portiamo competenze, soluzioni e voglia di collaborazione. Insieme ed uniti possiamo provare a risolvere i problemi della nostra delegazione. Perché Sampierdarena non deve morire».
    I progetti sono particolarmente ambiziosi e riguardano la gestione del verde, le opportunità offerte da una maggiore presenza di posteggi liberi, la necessità di organizzare iniziative culturali capaci di portare nel quartiere i residenti di altre parti della città.

    L’auspicio degli organizzatori è quello di richiamare più gente possibile, anche semplici cittadini e non solo commercianti. Ovviamente la presenza degli amministratori pubblici locali, sia del Comune che del Municipio Centro Ovest, sarebbe particolarmente gradita ed in prospettiva, un incontro con le istituzioni della delegazione, rimane imprescindibile.

    Giovedì 21 giugno alle ore 18, invece, il comitato “Officine Sampierdarenesi”, promosso dall’ex consigliere municipale, Gianfranco Angusti, si presenta ufficialmente alla cittadinanza di Sampierdarena.
    «È un gruppo di cittadini assolutamente trasversale rispetto agli schieramenti politici – sottolinea Angusti – Persone che vogliono mettersi a disposizione con proposte concrete ed iniziative, un laboratorio di idee aperto alla partecipazione di tutti».

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Diego Arbore]