Anno: 2012

  • Triora, Ghost tour: percorsi guidati sulle tracce delle streghe

    Triora, Ghost tour: percorsi guidati sulle tracce delle streghe

    Autunno Nero Ghost Tour: al via la prima edizione di un originale percorso guidato nel borgo di Triora, tra storie e leggende narrate dagli storytellers, odierni menestrelli che accompagnano il turista in un luogo antichissimo famoso soprattutto come “paese delle streghe”.

    Il piccolo paesino di Triora, inerpicato a 780 m d’altezza sui monti imperiesi, è inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia e dal 2007 vanta la Bandiera Arancione del Touring Club (analoga alla Bandiera Blu delle località marine, ma conferita a piccoli comuni dell’entroterra che offrono servizi e accoglienza di qualità); dai più conosciuta per una pagina di storia tanto famosa quanto triste, il sanguinoso processo alle streghe del 1587, Triora affonda le radici delle sue origini molto più indietro nel tempo, in un primo insediamento dei Liguri Montani, poi sottomessi dai Romani.

    Su questi e altri fondamentali episodi della storia triorese si articola l’iniziativa promossa dall’associazione culturale Autunno Nero, che organizza, a partire dal 16 giugno ogni sabato e per tutta l’estate, il Ghost Tour, percorso a piedi attraverso gli stretti ripidi vicoli, tra chiese, cimiteri e rovine, raccontando passo dopo passo le storie che hanno segnato il paese nei secoli: «Si parte dalle reminescenze dei Liguri, primi abitanti della zona, per passare alle storie sul periodo romano, all’invasione saracena, al terremoto….non solo streghe, quindi – dice Ginevra Mattone, segretaria dell’associazione – ma uno sguardo di più ampio respiro sulla storia di Triora».

    La peculiarità dell’iniziativa è il modo in cui la visita viene proposta ai turisti: delle attrici conducono attraverso il percorso recitando le storie secondo un vero e proprio copione. Queste figure sono le cosiddette storytellers, lemma inglese oggi in voga che altro non vuol dire che (restando più fedeli alla suggestiva atmosfera medievale del borgo e dei suoi racconti) menestrelli, cantastorie. Niente di ciò che viene “cantato” è frutto di invenzione: ogni informazione è basata su ricerche d’archivio e fonti letterarie verificate su cui sono elaborati i copioni.

    A richiesta può essere aggiunta al percorso una tappa ulteriore alla chiesa di San Bernardino, poco fuori l’abitato, caratterizzata da affreschi tragico-grotteschi, con demoni che squartano e mutilano le anime dannate. L’associazione Autunno Nero prepara inoltre un appuntamento speciale il 7 luglio: un incontro sul tema dei fenomeni paranormali con la squadra ligure Paranormal Investigation Taggia, affiliata alla Ghost Hunters Team.
    Tutte le visite partono in orario serale in due tranches da 35 persone al massimo, 22.00 e 22.45; il percorso dura all’incirca un’ora e sono consigliati calzature e abiti comodi.

    L’iniziativa è patrocinata dalla Regione Liguria, dalle Province di Genova e Imperia, dai Comuni di Genova e Dolceacqua.
    Un’ultima curiosità: chi volesse può partecipare, fino al 30 giugno, al contest di Autunno Nero su Facebook “Scream Queen and King Contest”, una competizione che premia il più convincente urlo di terrore.
    Per tutte le informazioni sulle visite e il contest visitare www.autunnonero.com oppure autunnonerofest su Facebook.

    Claudia Baghino

  • Notte Bianca, niente soldi per i prossimi anni e stop dal Sindaco

    Notte Bianca, niente soldi per i prossimi anni e stop dal Sindaco

    IL PRECEDENTE

    Giugno 2011: Tursi non ha soldi per la Notte Bianca. La manifestazione che ogni anno, il secondo sabato di settembre, porta a Genova numerosissime presenze e una forte attrattiva turistica, rischia questa volta di saltare.

    Nonostante le oltre 350.000 persone che nel 2010 hanno popolato le strade di Genova fra concerti, reading, spettacoli e superospiti, il Comune sembra non potersi più permettere di sostenere la spesa di un evento di così grande portata, circa 350.000 €.

    «Farò di tutto, comunque sia, perché la Notte Bianca si faccia», ha dichiarato il Sindaco Marta Vincenzi.

    IL PRESENTE

    Giugno 2012: sappiamo tutti com’è finita. La Notte Bianca c’è stata, la cifra di cui sopra è stata pagata interamente da sponsor e molte istituzioni culturali cittadine hanno protestato contro una spesa così eccessiva in un momento di crisi. Nonostante questo, il Sindaco Vincenzi ha difeso la sua scelta, anche perché la Notte Bianca porta alla città un indotto di diversi milioni di euro.

    A elezioni concluse, il vento però sembra cambiare: Marco Doria ha lasciato intendere che la Notte Bianca 2012 non si farà, a margine delle riunioni per sistemare il bilancio del Comune, dicendo «Alla promozione della città abbiamo potuto destinare 555.000 €, mentre le altre voci non sono notti bianche o follie strane. Cercheremo di costruire investimenti maggiori per il futuro». Uno dei fiori all’occhiello della giunta precedente, che il Sindaco Vincenzi aveva affidato prima a Nando Dalla Chiesa e poi a Margherita Rubino, sembra dunque tramontare per dare spazio a necessità ritenute in questo momento prioritarie.

    A margine, un’osservazione. Le notti nell’anno sono 365, 366 contando i bisestili. E di cultura a Genova ce n’è tanta, che ogni giorno e ogni notte si impegna per portare avanti iniziative interessanti.
    È proprio il caso di fare tanto rumore per una notte soltanto?

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Limpidofestival, quattro giorni di spettacoli al teatro Garage

    Limpidofestival, quattro giorni di spettacoli al teatro Garage

    teatro palcoscenicoDal 21 al 25 giugno 2012 al Teatro Garage di san Fruttuoso prende il via la terza edizione di Limpidofestival, carrellata dei lavori finali dei corsi tenuti da Gruppolimpido.

    Gruppolimpido – Laboratorio di Teatro e Libera Espressione è un laboratorio permanente di ricerca e formazione teatrale unico a Genova e fra i pochi in Italia che forma attori non convenzionali, diretto e fondato dall’attrice e regista Raffaella Russo.

    Dall’esperienza di Gruppolimpido nasce la Compagnia teatrale Banda Kurenai, che mette in scena gli spettacoli Quando non avrò più male  da “Antigone” di Anouhil e Io vivo delirio per attore solo, premiato nel 2009 al Miteu festival di Ourense (Spagna), con Carlo Strazza,  prima tappa di un lavoro che indaga le possibilità del corpo e dell’energia dell’attore; la seconda tappa – My name – vedrà il debutto nel 2013.

    Quest’anno il filo conduttore che unisce i tre spettacoli del festival è la scomparsa nelle sue più svariate declinazioni.

    Giovedì 21 giugno alle ore 21 si parte con Il conte Gadosky , un “delirio teatrale“ esilarante, grottesco, sfrontato e irriverente che ruota intorno alla scomparsa del disinibito Conte Gadosky. Lo spettacolo è portato in scena dagli attori del Lab Sperimentale ed è in replica sabato 23 giugno alle ore 17.

    Venerdì 22 giugno alle ore 21 (con replica domenica 24 alle ore 21), è invece in programma Volevo essere la montagna, un thriller psicologico che ruota intorno alla scomparsa di 15 donne; lo spettacolo è inerpretato da l’Officina, gruppo che da molti anni opera all’interno di Gruppolimpido, e utilizza le musiche di Edmondo Romano tratte dal cd Sonno Eliso.

    Sabato 23 giugno alle ore 21 (con replica domenica 23 alle ore 17) è in scena il Lab 2 con Vado via: 20 persone sono accomunate da un’unica decisione, quella di andare via

    Lunedì 25 giugno alle ore 21, per il terzo anno consecutivo, Gruppolimpido ospita in chiusura del Festival la compagnia galiziana  Maricastana diretta dal regista Fernando Da Costa che propone lo spettacolo  in lingua spagnola Un nuevo mundo feliz tratto dall’opera di A. Huxley.

    Per gli spettacoli è richiesto un contributo di 10 euroa sostegno dell’attività di Gruppolimpido, lo spettacolo spagnolo in programma il 25 giugno è a ingresso libero.

  • Certosa: chiusura estiva del Cup, il Municipio chiede alternative

    Certosa: chiusura estiva del Cup, il Municipio chiede alternative

    SanitàIl comparto sanitario genovese, oltre ad affrontare le difficoltà conseguenti ai tagli di risorse, deve far fronte anche alle carenza di personale ed in un periodo come quello estivo, sono inevitabili i disservizi a carico della cittadinanza.

    È questo il caso di Certosa, dove il centro Cup (centro unico prenotazioni sanitarie) di via Canepari è chiuso da metà giugno fino a metà settembre. Tre mesi di stop che – considerando la paventata chiusura definitiva del servizio – suscitano le vibranti proteste dei residenti.

    Negli anni scorsi, per lo stesso periodo veniva chiuso il centro prenotazioni dell’ex ospedale Celesia ma il risultato finale era comunque il medesimo, ovvero un notevole disagio per i cittadini, in particolare anziani e persone con difficoltà di deambulazione, costretti a spostamenti obbligati per prenotare un semplice esame medico.

    Per quest’estate, invece, resterà attivo solo il centro prenotazioni del Celesia, a Rivarolo, mentre il popoloso quartiere di Certosa sarà privato di un importante presidio territoriale.

    Il Municipio Val Polcevera, guidato dal nuovo presidente, Iole Murruni, ad appena una settimana dal suo insediamento, si trova ad affrontare il primo problema «Capiamo che il momento non è dei migliori perchè ci sono tagli a ripetizione e la sanità è uno dei comparti più colpiti; inoltre il personale dell’Asl 3 ha il sacrosanto diritto alle ferie. Ma noi pensiamo si possa trovare una soluzione».

    O almeno un compromesso accettabile, ad esempio alternando il servizio con le altre strutture vicine «Se effettuare un’alternanza giornaliera con il Celesia non è possibile, allora si potrebbero fare turni di 15 giorni – spiega Murruni – In maniera tale da non lasciare zone scoperte per un periodo così lungo».

    Ma, secondo il municipio, esiste anche un’altra soluzione, cioè quella di dotare alcune farmacie della zona di questo servizio, come già accade in altre parti della città «Si tratterebbe di un sistema più ampio – continua Murruni – perchè le farmacie, grazie ai turni, garantiscono un orario più lungo e poi, in inverno, affiancherebbero il servizio Cup normalmente offerto. Finora le farmacie non sono state dotate del servizio per la vicinanza con lo sportello Cup di via Canepari ma adesso che sarà chiuso per tre mesi potrebbe essere l’occasione propizia per fare un passo avanti ed offrire un servizio migliore ai cittadini».

    «La Val Polcevera, in questi anni, è già stata ampiamente penalizzata, subendo il depauperamento dei servizi sanitari del territorio – conclude il presidente del Municipio – Noi intendiamo difendere il presidio di Certosa anche se siamo a conoscenza dell’elevato costo dei locali di via Canepari (dove la Asl 3 è in affitto, ndr). Per questo stiamo organizzando degli incontri con l’azienda, in particolare con il responsabile di distretto, per comprendere quali sono le prospettive per il prossimo futuro».

     

    Matteo Quadrone

     

  • Il cinema racconta il lavoro: proiezione del film Cadenas al Cinema Sivori

    Il cinema racconta il lavoro: proiezione del film Cadenas al Cinema Sivori

    Cadenas filmDopo essere stato presentato in anteprima mondiale al Festival di Nyon Visions du Rèel e aver fatto tappa in diverse città d’Italia, il film documentario di Francesca Balbo ‘Cadenas’  viene presentato a Genova al Cinema Sivori di salita Santa Caterina, 12 in data unica martedì 19 giugno alle 21.15.

    Prodotto da Alessandro Borrelli per La Sarraz Pictures, vincitore del Premio “Solinas  2009 documentario per il cinema”, del Premio Società Umanitaria – Cineteca Sarda “La Sardegna racconta il lavoro”, “Cadenas” è stato realizzato con il contributo del MiBAC – Direzione Generale per il Cinema- e riconosciuto come film d’interesse culturale.

    Il particolarissimo compito delle donne guardia-barriera delle Ferrovie sarde è solo il pretesto per raccontare la vita, i problemi, le speranze, il lavoro e il tempo: in quella parte di Sardegna che si snoda tra la Trexenta, il Campidano e il Gennargentu corre un treno senza tempo, il cui passaggio è salutato da piccoli puntini gialli che agitano una paletta verde e rossa, le guarda-barriera. Un lavoro che si eredita in linea femminile da generazioni.

    Per informazioni: t. 010 583261 – 010 5532054 www.circuitocinemagenova.com

  • Diario psichedelico: aperitivo Dada di arte e poesia al Berio Cafè

    Diario psichedelico: aperitivo Dada di arte e poesia al Berio Cafè

    Berio CafèPoeti artisti si espongono al Berio Cafè: martedì 19 giugno il locale adiacente la biblioteca Berio (via del Seminario) ospita gli artisti Mauro Maraschin e Patrizia Biaghetti per un evento in collaborazione con l’associazione culturale Soffoco.

    Diario Psichedelico è la videoinstallazione di Maraschin e Arteminzione è l’opera di Biaghetti, che saranno presentate nel corso di un aperitivo poetico a partire dalle 19, con letture dei due artisti e con la presenza di Claudio Pozzani, direttore del Festival di Poesia. Nel corso della serata verrà servito il cosiddetto aperitivo Dada: due parti di scotch, una di succo di frutta (frutto della passione) e una di maraschino.

    L’opera di Maraschin consiste in frammenti di diari degli anni ’70 reinventati dall’artista con tecnica di collage e fotomontaggio, uniti a spezzoni di poesie. L’opera di Biaghetti invece utilizza e ricicla gli oggetti più improbabili in composizioni sorprendenti e divertenti.

  • Camera di Commercio: segnali incoraggianti, calano i protesti

    Camera di Commercio: segnali incoraggianti, calano i protesti

    Arrivano segnali incoraggianti dall’economia genovese. Secondo i dati della Camera di Commercio di Genova, infatti, nel primo trimestre di quest’anno calano i protesti, ovvero gli atti pubblici con cui l’ufficiale constata che il debitore non ha pagato l’assegno o la cambiale o che il trattario non ha accettato la cambiale.

    Nel primo trimestre 2012 sono stati registrati in provincia di Genova 2.002 protesti, il 12,2% in meno rispetto ai 2.280 dello stesso periodo del 2011 e soprattutto il -20.2% rispetto al 2009, l’anno della crisi e del boom dei protesti: rispetto ad allora, gli importi sono quasi dimezzati (48,5%) passando da euro 5.378.141,38 a 2.768.211,26.

    Il ribasso di tutti gli indicatori è ormai  ricorrente da qualche trimestre e questo è un sintomo positivo soprattutto negli importi, che scendono  del 23,4% rispetto allo stesso periodo del 2011, meno nei valori medi, che scendono del 12,8%.

    Gli assegni bancari sono diminuiti negli importi del 29,6% e i pagherò e le tratte del 15,5%, nei valori medi rispettivamente 13,3% e 7,5%. Le tratte non accettate sono diminuite del 72% di importo e del 64,7% di numero, il valore medio è minore del 20,8% rispetto al 2011.

     

    L’83,5% dei titoli protestati sono pagherò e tratte accettate, il 15.3% sono assegni bancari e l’1,2% sono tratte non accettate.

  • Sagra delle trofie, a Sori venerdì 22 e sabato 23 giugno

    Sagra delle trofie, a Sori venerdì 22 e sabato 23 giugno

    Trofie al pestoVenerdì 22 e sabato 23 giugno Sori, località nel levante genovese, ospita la sagra delle trofie: la tipica pasta ligure viene servita con 4 sughi diversi, dolce e bevande al prezzo di 10 euro.

    Venerdì 22 giugno l’apertura degli stand gastronomici è prevista per le ore 19. In seguito, alle 22, si esibisce la cover band Viaggio virtuale pronendo un repertorio di musica rock anni ’70, ‘80 rigorosamente dal vivo eseguendo tutti i pezzi nelle tonalità originali.

    Sabato 23 giugno dalle 19 c’è la trofiata nella zona pedonale e dalle 21.30 il concerto della Sori Country Fest 2012 con il gruppo Last train. La band nasce a Genova nel Giugno 2008, musicisti provenienti da diversi stili si uniscono sotto il nome della country music, guidati dall’entusiasmo di Matt (leader vocalist) con l’obbiettivo di far conoscere questo fantastico sound in Italia.

    Last Train è composto dal gruppo di ballo i fantastici Wild Angels Zena che animeranno la serata con splendide coreografie.

     

  • 148 Stefano mostri dell’inerzia: il documentario sul caso Cucchi

    148 Stefano mostri dell’inerzia: il documentario sul caso Cucchi

    Il 22 ottobre 2009 Stefano Cucchi moriva a soli 31 anni, in circostanze tuttora da accertare, nel Reparto di Medicina Protetta dell’Ospedale Sandro Pertini di Roma 6 giorni dopo il suo arresto. Su tutti i quotidiani nazionali comparvero le foto choccanti di un giovane di trent’anni dal fisico scheletrico segnato da pesanti tumefazioni su tutto il corpo.

    Quel ragazzo era stato arrestato il 15 0tt0bre e processato per direttissima per possesso di stupefacenti (Hashish). Il 22 ottobre Stefano viene dichiarato morto ed i suoi famigliari – a cui era stato impedito a più riprese di incontrarlo – vengono a sapere del suo decesso solo quando un ufficiale giudiziario gli chiede l’autorizzazione ad effettuare l’autopsia.

    Sul banco degli imputati per questa vergognosa vicenda finiscono 3 agenti di polizia penitenziaria, 6 medici e 3 infermieri. Il processo è ancora all’inizio e per il momento è fermo all’analisi di perizie e controperizie.

    Ma l’urgenza di raccontare la sua storia va al di là del procedimento processuale e ha portato il regista Maurizio Cartolano a realizzare un documentario, “148 Stefano mostri dell’inerzia”, che si presenta come una sorta di mosaico per immagini con interviste alla famiglia Cucchi, ricostruzione di alcuni momenti cruciali della vicenda e passaggi che raccontano il quartiere in cui Stefano è vissuto.

    «Il titolo del film “148 Stefano mostri dell’inerzia” – spiega il regista – nasce dal fatto che prima di Cucchi, quell’anno, nelle carceri italiane erano morte 147 persone. Un numero che alla fine del 2009 ha toccato quota 177. Una cosa incredibile per un Paese civile. L’espressione “mostri dell’inerzia“, invece, è tratta da una canzone dei Massive Attack, uno dei gruppi preferiti di Stefano ed inoltre pone l’accento sul fatto che, in questa vicenda, abbia pesato soprattutto il mancato intervento di chi ha lasciato che un ragazzo di 31 anni morisse in questo modo. La cosa evidente è che Stefano aveva delle vertebre rotte e non è possibile che nessuno abbia una responsabiltà su quanto è accaduto. Uno degli aspetti più terribili di questa storia è che lo Stato, che ha preso in custodia il ragazzo, invece di tutelarlo lo ha ucciso. Oggi Stefano Cucchi rischia di essere una vittima dell’irresponsabilità della menzogna».

    Lunedi’ 18 Giugno alle ore 21.15 presso il Cinema Corallo in Via Innocenzo IV verrà proiettato “148 Stefano mostri dell’inerzia” alla presenza del regista Maurizio Cartolano e della produttrice Simona Banchi.

    Il documentario di Maurizio Cartolano è stato presentato all’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma e a numerose proiezioni.

    Il forte impatto e l’interesse che sta suscitando il film, ha spinto L’associazione Articolo21 – che lo patrocina – a lanciare una campagna di sottoscrizione online per chiedere che sia acquisito e trasmesso dal servizio pubblico radiotelevisivo italiano.

    La proiezione sarà preceduta da una breve presentazione della campagna “Operazione Trasparenza – diritti umani e polizia in Italia” a cura di Amnesty International e in tale occasione sarà possibile firmare l’appello che Amnesty International rivolge alle autorità italiane.
    Il costo del biglietto è di Euro 4.50 di cui 0.50 centesimi verranno donati ad Amnesty International. E’ possibile acquistare i biglietti presso una delle sale di Circuito Cinema Genova o su www.happyticket.it
    Per informazioni telefonare allo 010583261 – 0108687408 – www.circuitocinemagenova.com

    “148 Stefano mostri dell’inerzia” è stato prodotto da Simona Banchi e Valerio Terenzio per Ambra Group. In collaborazione con Il Fatto Quotidiano che lo distribuisce in edicola, ha il patrocinio di Amnesty International e Articolo 21.

  • Festival delle Periferie 2012, decima edizione a Villa Bombrini

    Festival delle Periferie 2012, decima edizione a Villa Bombrini

    Dieci anni di musica: quest’anno l’associazione culturale Metrodora tocca un importante traguardo di uno dei suoi fiori all’occhiello, il Festival delle Periferie, che in questi anni ha visto “sfilare” il meglio del rock genovese degli anni Duemila e tanti ospiti da fuori città.

    La decima edizione del Festival si terrà per la terza volta consecutiva a Villa Bombrini a Cornigliano, all’interno della rassegna estiva, da giovedì 21 a domenica 24 giugno.

    Quattro giorni di musica dal vivo a ingresso gratuito, come vuole la tradizione di Metrodora. I concerti iniziano alle 21.

    Questo il programma.

    Giovedì 21
    A inaugurare il decimo Festival delle Periferie saranno i Bianco Plumbeo, band genovese dedita a un potente noise strumentale. Dopo di loro sarà la volta del rock dei brindisini Missiva, a cui seguiranno le contaminazioni e il crossover degli AUDIOgraffiti (vincitori dell’ultimo concorso Wanted Primo Maggio). Chiudono la prima serata del Festival delle Periferie le evoluzioni prog, industrial e trip hop dei genovesi Zirkus der Zeit e la new wave di uno dei gruppi più promettenti di casa nostra, gli Still Leven.

    Venerdì 22
    Il secondo giorno del Festival delle Periferie i gruppi in programma saranno quattro e la serata si aprirà sulle note di un eclettico cantautore cittadino come Antonio Sgorbissa. Il secondo gruppo a salire sul palco sarà quello dei torinesi Monelli  Antonelliani, una sorta di Gem Boy piemontesi in bilico fra rock, musica demenziale e cover “riadattate” di brani celebri. Dopo di loro toccherà a una delle band genovesi più in forma del momento: IBosio, combo in cui militano alcuni protagonisti della scena cittadina (i fratelli Pietro ed Enrico Bosio, appunto), che ha recentemente dato alle stampe su Prisoner Records il proprio esordio discografico: “L’Abbrivio”, un mix di quadretti esistenziali in salsa indie rock. Concludono la serata i torinesi Statuto, gruppo simbolo del mod italiano sulle scene da quasi trent’anni. Fra melodie e ritmi ska, chitarre elettriche e testi impegnati,
    Oskar e compagni sapranno rendere unica la seconda serata del Festival.

    Sabato 23
    A scaldare i cuori della serata di sabato sarà una band genovese: i Seele Brennt, votati a un post-rock industriale granitico e di forte impatto. Dopo di loro il palco del Festival delle Periferie ospiterà i Pek, paladini del grunge di casa nostra e autori dell’ottimo disco “Heroin” uscito per Taxi Driver Records. A seguire: il trip-rock dello storico gruppo piacentino Gabriele Finotti & Misfatto, lo stoner psichedelico dei nostrani Temple of Deimos (con all’attivo un ottimo disco omonimo e il secondo in uscita) e il gran finale con Edda, progetto solista del cantante dei seminali Ritmo Tribale, Stefano “Edda” Rampoldi. L’artista milanese suona una sorta di cantautorato rock sghembo e acido. All’inizio di quest’anno ha pubblicato il suo secondo album “Odio i vivi”, che segue “Semper biot” del 2009.

    Domenica 24
    L’ultimo giorno del decennale del Festival delle Periferie si apre con la band hard-rock–metal Hydra. Da un gruppo di Genova si passa a un combo imperiese: gli alfieri dell’electro-pop in salsa new wave Efem System. Dopo una bella scorpacciata di melodie toccherà ai genovesi Dogzilla riportare al Festival una ventata di “rumore” e rabbia, con il loro hardcore di matrice anni Ottanta in puro stile Crass Records (i nostri sono autori del bel disco “Cimbago neigro” e di un ep). Chiudono la serata e anche la decima edizione del Festival due fra i più importanti progetti genovesi usciti dagli “anni Zero”: i Demetra Sine Die, gruppo alternative
    rock a tinte dark con all’attivo alcuni dischi autoprodotti fra cui l’interessante “A quiet land of fear” e Tarick1, il moniker dietro il quale si cela il gruppo dance e di musica elettronica di Andrea Calcagno. Tarick1 ha appena pubblicato per Prisoner Records il suo secondo cd, “Hail to the kitchen!”, che segue l’esordio del 2005 “Il dischetto rosso di Tarick1”.

    Ogni serata sarà aperta e chiusa da dj cultural set, brani accompagnati da diapositive informative. Le serate saranno condotte dal giornalista Alessandro Ponte (Il Secolo XIX) e la dj Valeria Oliveri (Radio 19).

  • Habemus Papam: Don Paolo Farinella presenta il suo libro al Ducale

    Habemus Papam: Don Paolo Farinella presenta il suo libro al Ducale

    Sala Munizioniere - Palazzo DucaleMartedì 19 giugno alle 17 presso la Sala Munizioniere di Palazzo Ducale sarà presentato il libro Habemus Papam – La leggenda del Papa che abolì il Vaticano (Gabrielli Editori) di Don Paolo Farinella, biblista e parroco di San Torpete. Con lui sarà presente Don Andrea Gallo.

    Questa la presentazione del libro.
    Il nuovo libro di Paolo Farinella è un romanzo storico-teologico su un utopico papato modellato sulla figura di Francesco di Assisi. Nell’ultimo conclave, ambientato idealmente nel giorno di Natale, a loro insaputa, i cardinali eleggono un semplice prete della diocesi di Genova che assume il nome di Francesco. Nel discorso Urbi et Orbi di fronte al mondo attonito e allo sconcerto ecclesiastico, in piazza San Pietro, Francesco I si spoglia di tutti i suoi averi, abolisce di fatto il Vaticano per restare semplicemente un uomo pellegrino sulle strade del mondo che indica la via del futuro: il ritorno alle sorgenti evangeliche e alle fonti dell’umanità…. Con un colpo di scena finale.

  • Istituto Idrografico della Marina: porte aperte ai visitatori

    Istituto Idrografico della Marina: porte aperte ai visitatori

    Porto di Genova, Istituto Idrografico della Marina
    Foto dell'Istituto Idrografico della Marina

    L’Istituto Idrografico della Marina organizza giovedì prossimo, 21 giugno, una giornata a porte aperte per consentire ai visitatori, genovesi e non, appassionati o semplicemente curiosi, di vedere cosa si fa all’interno dello storico istituto genovese che da 140 anni ha la sede nazionale presso il Forte San Giorgio.

    Durante la visita sarà possibile assistere a tutte le fasi produttive dell’Organo Cartografico dello Stato che conduce il rilievo sistematico dei mari italiani per la produzione della documentazione nautica, sia tradizionale che in formato elettronico, e cura la diffusione delle informazioni  in ambito nazionale e internazionale, per garantire la sicurezza della navigazione. Dalla presenza di relitti o di nuove costruzioni lungo la costa sino alle più piccole variazioni dei fondali, dati di fondamentale importanza per i navigatori, in un ambiente in continuo mutamento.

    Per i rilevamenti l’Istituto Idrografico si avvale di navi idro-oceanografiche della Marina Militare dotate di strumenti sofisticati e di ultima generazione come ecoscandagli a ultrasuoni che raccolgono i dati batimetrici utili per la mappatura della conformazione dei fondali marini, ma anche GPS differenziali e sonar a scansione laterale. Appositamente per l’occasione, giovedì verranno esposti alcuni strumenti storici che bene si sposeranno con lo scenario suggestivo dell’antico forte genovese.

    Il possibile trasferimento dell’Istituto in una sede più moderna, diventa un motivo in più per partecipare all’open day. Si accede al forte da Passo dell’Osservatorio (nel forte ebbe sede per diversi anni l’Osservatorio Astronomico genovese) a pochi metri da via Napoli e l’orario di apertura previsto è dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 16.30.

    Per maggiori informazioni contattare l’Istituto all’indirizzo mail iim.sre@marina.difesa.it o al numero 0102443274.

     

  • Estate al teatro della Gioventù con lo spettacolo “Le conquiste di Norman”

    Estate al teatro della Gioventù con lo spettacolo “Le conquiste di Norman”

    Le conquiste di NormanIl teatro della Gioventù invita i genovesi ad andare a teatro anche nei mesi estivi: Restate a teatro è il nome dell’iniziativa portata avanti da Massimo Chiesa ed Eleonora d’Urso, che sulla scia di quanto accade nelle grandi città europee e non, hanno deciso di proseguire la programmazione degli spettacoli anche nel periodo estivo.

    Dal 16 giugno scorso e sino al 5 agosto è possibile quindi assistere allo spettacolo Le conquiste di Norman, una trilogia comica del drammaturgo britannico Alan Ayckbourn.

    Tre travolgenti commedie, “In giardino”, “In sala da pranzo” e “In salotto”, che raccontano le vicende di tre coppie che si ritrovano a trascorrere un fine settimana in campagna e che tra il salotto, il giardino e la sala da pranzo, si vedono costrette, loro malgrado, a fronteggiare i disastri causati dalle avances che Norman non può trattenersi dal fare a tutte le donne presenti.

    Un pacifico fine settimana estivo si trasforma così in una vera e propria guerra civile combattuta a colpi di invidie, ripicche, dispetti, baci rubati, letti sgualciti, inesorabili equivoci, cazzotti mal dati, biscotti lanciati, stufati brodosi, barzellette inascoltabili e tappeti aggrovigliati intorno a chi, del tappeto, saprà farne un insolito uso.

    Tre commedie e una stessa commedia. Tre spettacoli intercambiabili che possono essere visti nell’ordine che si vuole senza che questo ne comprometta la comprensione della storia o il potenziale comico.

    Lo spettatore avido di divertimento potrà decidere quali e quante delle tre commedie vedere, in un crescendo di comicità che andrà di pari passo con la sua curiosità.

    Le anteprime  dello spettacolo si tengono dal 16 al 29 giugno , le repliche dal 30 giugno al 5 agosto. Calendario conquiste Norman

     

    Prezzi biglietti per le anteprime: posto unico 8 euro

    Prezzi biglietti per le repliche: intero  15 euro, ridotto (over 60) € 12, ridotto (under 28) € 8, ridotto (convenzioni, cral, associazioni, ecc) € 8, ridotto (soci Coop e familiari) € 7, ridotto (possessori SOSTENITORI CARD) € 5

     


  • La storia delle Olimpiadi in pillole, tutte le edizioni dal 1896 al 2008

    La storia delle Olimpiadi in pillole, tutte le edizioni dal 1896 al 2008

    Il 2012, anno ricco di avvenimenti sportivi, avrà il suo culmine tra il 27 luglio ed il 10 agosto in quel di Londra, dove si svolgerà la 30° edizione delle Olimpiadi moderne. Mentre la Regina Elisabetta festeggerà i 60 anni di regno, Londra ospiterà per la 3° volta i giochi a 5 cerchi (le precedenti edizioni furono nel 1908 e nel 1948). Ecco la storia in pillole delle Olimpiadi moderne, edizione per edizione…

     

    ATENE 1896

    Il ripristino del mito dei giochi di Olimpia nell’antica Grecia, fu innanzitutto del Barone Pierre De Coubertin nel giugno 1894. Al termine del Congresso Internazionale di Parigi fu deciso che nel 1896 ad Atene si sarebbe svolta la 1° Olimpiade dell’ era moderna. La manifestazione si svolse dal 6 al 12 di aprile; vi parteciparono 13 nazioni ( l’ Italia no ) per un totale di 285 atleti. Nel medagliere i greci conquistarono il maggior numero di titoli ( 10 ori, 17 argenti, 19 bronzi ). Gli Stati Uniti vinsero più medaglie d’ oro (11 ori, 7 argenti, 2 bronzi ). Nella gara simbolo delle Olimpiadi, la maratona, ispirata al mito del messaggero Filippide ( che percorse 42 km e 195 m per annunciare la vittoria ateniese sui persiani ) il successo fu del greco Spiridon Louis, che divenne in breve tempo un eroe nazionale, diventando il primo atleta simbolo delle Olimpiadi moderne. Il Comitato Olimpico Internazionale dopo aver valutato l’opportunità di fare della capitale ellenica la sede fissa della manifestazione, optò per una scelta itinerante con cadenza quadriennale dei giochi a 5 cerchi, e quindi nel 1900 la 2° edizione si sarebbe svolta a Parigi.

     

    PARIGI 1900

    Quella parigina fu un edizione molto lunga e travagliata con ” molti intenti ma nulla di olimpico ” ( così sentenziò De Coubertin a conclusione della stessa ). Si gareggiò dal 20 maggio al 28 ottobre e ci vollero più di due anni per distribuire le medaglie, con gare ufficiali riconosciute ed altre dimostrative e di contorno. Nelle 20 nazioni partecipanti per 1066 atleti complessivi, ci fu anche l’ Italia, che portò a casa le prime medaglie olimpiche( 2 ori e 2 argenti ) divise tra scherma ed equitazione. La Francia dominò il medagliere conquistando 100 medaglie ( 25 ori, 41 argenti, 34 bronzi ) più del doppio della nazione seconda per podi conquistati : gli Usa ( 19 ori, 14 argenti, 14 bronzi ). Se nella prima edizione si esaltò il vincitore della maratona Spiridon Louis, Parigi applaudì le imprese dell’ americano Ewry Ray soprannominato l’ uomo caucciù ‘ visto che in gioventù fu colpito dalla poliomelite e che nonostante ciò fu in grado di vincere l’ oro nel salto in lungo e nel salto triplo da fermo. La 3° edizione, la prima oltreoceano, si sarebbe disputata a S. Louis negli Stati Uniti.

     

    S. LOUIS 1904

    La transvolata, la distanza, i costi ed anche un certo ostruzionismo fecero si che molte nazioni più che rinunciare dovettero dare forfait alla manifestazione statunitense ( Italia compresa )e quindi presenziarono solo 496 atleti di cui 432 americani. Gli atleti a stelle e strisce vinsero 77 ori 81 argenti e 78 bronzi, lasciando 41 medaglie complessive alle altre nazioni presenti. Tra gli atleti, da menzionare le prestazioni dell ‘americano Archie Hahn che vinse nell ‘atletica i 60, i 100 e i 200 metri piani; quest’ultimi vinti con il tempo di 21″6 che resterà record del mondo fino alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932. Tre vittorie anche per Harry Hillman ( 400m,200m ostacoli e 400m ostacoli ) e per il 22-enne Lightbody ( 800m,1500m e 2500 siepi ). << L’uomo caucciù >>, Ewry Ray si confermò nel salto in lungo da fermo. Nel 1908 si tornerà in Europa per la 4° Olimpiade moderna.

     

    LONDRA 1908

    Il congresso di Bruxelles del C.I.O nel 1905 assegnò i giochi olimpici a Roma su firti pressioni di De Coubertin ,ma il nostro governo con l’onorevole Giolitti in testa era contrario e quindi si dovette scegliere un’ altra sede che fu Londra. Le gare in programma daL 13 al 25 Luglio ,in realtà si svolsero da Aprile ad Ottobre,con l’ormai solita presenza di gare dimostrative. Le nazioni partecipanti furono 22 ed i padroni di casa britannici conquistarono 145 medaglie (56 O.51A.38B.) contro le 47 americane. L’ Italia vinse 2 ori e 2 argenti chiudendo nona nel medagliere. L’episodio più celebre è legato al fornaio di Carpi , Dorando Petri, che nella maratona giunse stremato e barcollante sul traguardo di una gara in cui era capoclassifica ma dove ormai stentava a restare lucido e cosciente;fu aiutato dal giudice Andrews a tagliare la linea di fine maratona, crollando esanime subito dopo. Petri lottò tra la vita e la morte per 24 ore, dopo essere stato trasportato in ospedale e la sua vittoria fu vana; infatti fu squalificato dopo il reclamo dell’americano Hayes,ma divenne un eroe per la sua mancata impresa. La Regina Alessandra gli donò una coppa d’oro e la sua popolarità varcò i confini nazionali procurandogli gloria e riconoscimenti. Si tenne poi un pranzo ufficiale, nel corso del quale il barone De Coubertin, in un discorso, lesse una frase divenuta il più famoso marchio di una competizione sportiva : << L’ importante in queste gare non è vincere ma partecipare >>, frase pronunciata la domenica precedente a una cena cui partecipò il barone De Coubertin e venne pronunciata dall’ Arcivescovo della Pennsilvania e non dallo stesso creatore delle Olimpiadi moderne come tanti credono.

     

    STOCCOLMA 1912

    La 5° edizione dei giochi olimpici moderni ,fu disputata nella capitale svedese, e venne all’unanimità applaudita per la perfetta organizzazione guidata dal buon Sigfrid Edstrom. Le gare si svolsero tra il 6 e il 15 luglio. Presenziarono 2541 atleti tra cui 57 donne,per la prima  volta presenti ai giochi (anche se in maniera semi clandestina alcune atlete presenziarono anche nelle prime edizioni). 28 le nazioni presenti,tra cui la nostra che conquistò 3 ori 1 argento e 2 bronzi,  con il già famoso Alberto Braglia ginnasta ed il 18-enne schermidore Nedo Nadi sugli scudi. La Svezia conquistò il maggior numero di medaglie(65) mentre gli Usa portarono oltre oceano più ori di tutti (25). Americano era anche l’atleta simbolo di Stoccolma 1912 il 23-enne pellerossa Jim Thorphe ,oro nel pentlathon e nel decathlon premiato personalmente dal monarca svedese Gustavo che lo definì << il più grande atleta  del mondo >>. Purtroppo per un indagine interna statunitense Thorphe  fu accusato di professionismo, violando il dilettantismo che vincolava gli atleti dei giochi a 5 cerchi,e costretto a restituire le 2 medaglie. Ricevette la solidarietà dello stesso De Coubertin ma non vi fu modo di  riavere i 2 ori , neanche negli anni seguenti. A Thorphe dedicarono anche un film <<Il gigante dello stadio >> con Burt Lancaster nel suo ruolo. Nel 1916 si sarebbe dovuto gareggiare a Berlino, ma ovviamente il conflitto mondiale rese impossibile la disputa delle Olimpiadi, si sarebbe ripreso a gareggiare nel 1920 sempre in Europa.

     

     

    ANVERSA 1920

    A due anni dalla conclusione del primo conflitto bellico,si riprese a disputare le Olimpiadi,come sede fu scelta Anversa,città belga.Presenti 29 nazioni che sfilarono per la cerimonia ufficiale davanti al Re Alberto.Il medagliere fu dominato dagli U.S.A.(41 Ori,27 Argenti;27 Bronzi),mentre il Belgio padrone di casa conquistò il 5° posto,nel computo totale(14 Ori;11 Argenti;11Bronzi).Fu un edizione florida di medaglie anche per la  nostra Nazione,che laureò 13 campioni olimpici,abbinati a 5 Argenti e 6 Bronzi. Ugo  Frigerio ,vinse i 3 Km ed i 10Km di marcia;la scherma con Nedo Nadi,stella assoluta,permise la solita incetta di allori limpici. Si vinse anche nel ciclismo,nel canottaggio,nei pesi,negli sport equestri e nella ginnastica. Un bronzo ,giunse  anche nella gara di tiro alla fune.Tra gli atleti,si posero all’attenzione,l’americano Charles Paddock,come migliore velocista a stelle e strisce degli anni venti,ed il grande finlandese Paavo Nurmi,che sarà protagonista anche nelle successive Olimpiadi (saranno infatti 9 i suoi Ori,tra Anversa 1920 e Parigi 1924).

     

    PARIGI 1924

    Si tornò a Parigi,dopo l’edizione del 1900,ed il numero delle nazioni presenti aumentò fino a 45,sopratutto europee.Gli atleti furono 3092(136 donne)e le gare furono distribuite tra maggio e luglio.Gli sportivi americani sfiorarono le 100 medaglie(45 Ori;27 Argenti;27 Bronzi),ed al secondo posto come “metalli pregiati” si piazzò la Finlandia(14-13-10) con Nurmi trascinatore dei finnici. Per la nostra nazione,8 ori,3 argenti e 5 bronzi,che fruttarono il 5° posto finale nel medagliere. La nazionale di calcio fu affidata a Vittorio Pozzo,il futuro C.T. dell’Italia,campione del mondo,nel 1934 e nel 1938,ma fu eliminata dalla Svizzera. Nel nuoto s’impose all’attenzione generale,un atleta americano Johnny Weissmuller,che divenne poi famoso,interpretando il ruolo di Tarzan al cinema.Da segnalare che nel 1924 cominciarono anche le Olimpiadi  invernali,con sede Chamonix,dedicata agli sport del ghiaccio, l’anno dopo il barone De Coubertin, passava il ruolo di presidente C.I.O. a Henrry De Baillet-Catour.

     

    AMSTERDAM 1928

    Si svolsero dal 28 luglio al 12 agosto,le Olimpiadi in terra d’Olanda;alla cerimonia d’apertura venne istituita la procedura,tuttora  vigente,in cui la Grecia sfila per prima ,e le altre nazioni a seguire in ordine alfabetico,e venne acceso con la fiaccola il braciere Olimpico,attivo per l’intera durata della kermesse dei giochi a 5 cerchi,3015 gli atleti presenti,290 delle quali donne,con 46 nazioni partecipanti. L’Italia conquistò 7 Ori;5 Argenti;7 Bronzi,conquistando il 5° posto assoluto nel medagliere,con gli  Stati Uniti davanti a tutti (22 Ori;18 Argenti;16 Bronzi). Nel torneo di calcio vinto  dall’Uruguay ci classificammo terzi rivelando alcuni elementi che formeranno in seguito  l’ossatura della squdra che avrebbe vinto i mondiali  di calcio del 1934(Combi,Rosetta,Callegaris,Schiavo).Weissmuller si ripetè nel nuoto(100Mt),mentre nel salto triplo  con la misura  di 15m e 21 cm, Mikio Oda,regalò al Giappone la prima vittoria olimpica.Nel 1932 si sarebbe attraversato l’oceano per gareggiare negli Stati Uniti,28 anni dopo Sant Louis con sede Los Angeles.

     

    LOS ANGELES 1932

    Si tornò negli USA,  come già annunciato,in un America ancora con i postumi della crisi economica del 1929,ma sempre pronta a cavalcare il  business dell’ evento, creando anche un villaggio olimpico ad hoc ,specie per gli atleti maschi. Si gareggiò dal 30 Luglio al 14 Agosto e pur essendo trascorsi 28 anni da St. Louis 1904, la distanza ed i costi fecero si che gli atleti  furono solo 1048 (127 donne)rispetto agli oltre 3000 di Amsterdam1928.Fu, come spesso degli Stati Uniti il primo posto nel medagliere con oltre 100 medaglie vinte (41 ori 32 argenti 30 bronzi), ma con gran soddisfazione ,dietro agli americani fu l’Italia a vincere più”trofei”(12 o. 12 a. 12 b.)Grande risalto ebbe la vittoria nei 1500 m piani di Luigi Beccali. Tra gli atleti si segnalarono lo statunitense Eddie Tolan ,che vinse i 100 e i 200 m piani , il finlandese Jarvinen, dominatore nel lancio del giavellotto e nelle gare del gentil sesso la 18-enne texana Mildred “Babe” Didrikson che fece suoi gli 80 m ostacoli ed il lancio del giavellotto,stabilendo in entrambi i casi il record olimpico e mondiale.Fu squalificata invece con una decisione discutibile nel salto in alto, altrimenti il suo carnet sarebbe aumentato ulteriormente.Furono squalificati per professionismo il francese Ladoumegue ed il leggendario finlandese Paavo Nurmi. Quest’ultimo venne invitato ed inserito  nei partecipanti alla Maratona ,ma non gli fu permesso di partire (!)  Nel 1936 si sarebbe ritornati in Europa e più precisamente a Berlino.

     

    BERLINO 1936

    La Germania ospitò le gare della XI Olimpiade, in una nazione ormai assoggettata alla dittatura hitleriana, con simboli nazisti in tutta Berlino e con il Fuhrer e i suoi gerarchi pronti a lasciare lo stadio per non applaudire e premiare atleti di colore e di stati considerati inferiori. L’ edizione fu comunque molto ben organizzata e la regista Leni Riefensthal girò un film a riguardo di Berlino 1936. Gli atleti( 4069 di cui 328 donne ) in rappresentanza di 49 nazioni sfilarono il 1° agosto per la cerimonia di apertura. Il medagliere arrise alla Germania ( 33 ori, 26 argenti e 30 bronzi ) davanti a Usa, Ungheria ed Italia ( 8 ori, 9 argenti e 5 bronzi ). La bolognese Trebisonda ‘Ondina’ Valla vinse gli 80 metri ostacoli; nella scherma brillammo come al solito e nel calcio battemmo in finale l’ Austria 2-1 guidati da Vittorio Pozzo e trascinati dall’ occhialuto Annibale Frossi autore della doppietta decisiva. L’ atleta simbolo di Berlino 1936 fu, comunque, l’ americano di colore Jesse Owens, nativo dell’ Alabama e capace di conquistare 4 ori tra gare di velocità e salto in lungo. Si narra che Hitler  per non complimentarsi con Owens, abbandonò lo stadio, ma il pubblico fece del grande Jesse un beniamino, applaudendo le sue imprese. Uno smacco per il Fuhrer che in terra germanica lo sportivo più ammirato sia stato un afroamericano. Quasi a chiudere un cerchio, Berlino fu l’ ultima Olimpiade disputata prima del secondo conflitto mondiale. Si sarebbe tornato a gareggiare nel 1948 a Londra. Intanto il 2 settembre 1937 moriva per una crisi cardiaca il barone Pierre de Coubertin, colui che aveva ripristinato i giochi a 5 cerchi e 1° presidente del C.I.O.

     

     

     

    LONDRA 1948

    Dopo la II Guerra mondiale, il neopresidente C.I.O Sigfried Edstrom assegnò i giochi a Londra, 40 anni dopo l’ edizione del 1908, quella di Dorando Petri. Le macerie post conflitto erano presenti ovunque e la parola d’ ordine fu: austerity; con il divieto per il comitato organizzativo di costruire nuovi impianti. Assenti per motivi comprensibili Germania e Giappone, furono 59 gli stati presenti, per un totale di 4383 atleti. La cerimonia d’ apertura si tenne il 29 luglio, alla presenza del re Giorgio VI, il padre di Elisabetta II. Nel medagliere Stati Uniti davanti a tutti ( 38 ori, 27 argenti e 19 bronzi ), precedendo Svezia, Francia e Ungheria. Per l’ Italia 5° posto, frutto di 8 ori, 11 argenti e 8 bronzi. Adolfo Consolini vinse nel lancio del disco; mentre tra gli atleti di altre nazioni si evidenziarono, l’ufficiale cecoslovacco Emil Zapotek che domina i 10000 metri, la olandese Fanny Blankers-Koen, vincitrice di 4 medaglie e il finnico Rautavaara, 1° nel lancio del giavellotto. Nella maratona, vinta dal corridore argentino Delfo Cabrera, il francese Gailly visse un finale di gara come il nostro Petri ( sempre in quel di Londra ), conclusosi fortunatamente senza gravi conseguenze,finendo in ospedale, completamente stravolto, dopo aver tagliato il traguardo.

     

    HELSINKI 1952

    La XV Olimpiade dell’ era moderna, si svolse in Scandinavia, più precisamente in Finlandia e venne inaugurata il 19 luglio dal Presidente Paasikivi. L’ ultimo tedoforo fu Paavo Nurmi, che sfilò con la fiaccola sotto la sua statua eretta nello stadio Olimpico; 18 sport presenti con 5867 atleti in rappresentanza di 69 stati. Tornarono a gareggiare anche sportivi russi e rientrarono tedeschi e giapponesi. Americani davanti a tutti nel carnet finale ( 40 ori, 19 argenti e 17 bronzi ),poi a seguire Urss, Ungheria e Svezia. Per gli azzurri 8 ori,9 argenti e 4 bronzi. Per il 5° medagliere assoluto, in una ipotetica classifica, i Mangiarotti nella scherma e Dordoni nella marcia( 50 km ), conquistarono grandi vittorie, ma salimmo sul podio più alto anche in gare di pugilato, ciclismo e vela. Nel nuoto giunse in semifinale dei 100 metri stile libero il 1° connazionale sceso sotto il minuto sulla distanza, il napoletano Carlo Pedersoli; in seguito divenuto il famoso attore Bud Spencer di tanti film pieni di sganassoni e umanità. L’ Ungheria trascinata dall’ossatura della Honved Budapest dominò il torneo di calcio ( 2-0 in finale sulla Jugoslavia ). L’ icona assoluta di Helsinki 1952 fu, senza ombra di dubbio, il cecoslovacco Zapotek, già protagonista a Londra 1948, vincitore con ampio margine dei 5000 e dei 10000 metri e della maratona. Il 1952 salutò l’ elezione alla presidenza C.I.O dell’ americano Avery Brundage. Nel 1956 la terza Olimpiade extraeuropea condurrà gli atleti in Oceania.

     

    MELBOURNE 1956

    Dopo aver disputato tutte le olimpiadi in Europa, tranne che nel 1904 e nel 1932 quando si gareggiò in Nord America, vennero finalmente calcati nuovi lidi. Non potendo disputare le gare in Africa ed in Asia per problemi innanzitutto organizzativi, la XVI Olimpiade si svolse in Australia, nella città di Melbourne, tra il 22 novembre e l’ 8 dicembre, visto che nel periodo estivo europeo in Australia c’è un clima opposto e quindi rigido, essendo posizionata nell’ altro emisfero. Più che per motivi logistici come nei casi S. Louis e Los Angeles, furono alcune questioni politiche ed economiche a far si che alcune nazioni rinunciassero a partecipare. Filippo di Edimburgo, marito di Elisabetta II, diede il via alla kermesse con 67 Stati presenti, per un totale di 3183 atleti. L’ Urss raccolse 37 ori, 29 argenti e 32 bronzi; gli Stati Uniti furono i migliori dopo i sovietici ( 32 ori, 25 argenti e 17 bronzi ). Buono fu anche il comportamento dei padroni di casa australiani che conquistarono 35 medaglie, per l’ Italia 8 ori, 8 argenti e 9 bronzi, Ercole Baldini vinse la gara nel ciclismo su strada, mentre la scherma ci regalò al solito grandi risultati, con il podio completo nella spada individuale: 1° Pavesi, 2° Delfino e 3° Edoardo Mangiarotti. Il russo Vladimir Kuts vinse i 5000 e i 1000 metri, mentre la maratona arrise al franco-algerino Alain Minoun. Nel 1960 si tornerà in Europa per la disputa della XVII Olimpiade, e precisamente in Italia, nella capitale, Roma.

     

    ROMA 1960

    Si svolse dal 25 agosto all’ 11 settembre con numeri da record la ‘nostra’ Olimpiade : 84 nazioni, 5915 atleti, 5337 partecipanti, 651 atlete donne. Molti impianti furono costruiti e diversi altri riadattati. Il giuramento fu letto da Adolfo Consolini, ex olimpico azzurro. Nel medagliere, alle spalle delle due nazioni-guida ( Urss ed Usa ) arrivò l’ Italia. Conquistammo 36 podi frutto di 13 ori, 10 argenti e 13 bronzi. Molteplici le storie e i protagonisti di Roma 1960. Nei 100 metri vinse il tedesco Armin Hary, nei 200 metri il torinese Livio Berruti, 23-enne strabiliò vincendo in 20” e 5′, stabilendo anche il record del mondo e conquistando le pagine d’ apertura anche dei giornali non sportivi. Gli Usa si rifecero nei 400 metri con Otis Davis, dopo le batoste dei 100 e 200 metri. Negli 800 metri il ‘ kiwi ‘ Peter Snell beffò il belga Roger Moens, mentre nei 1500 il grande Heribert Elliot, australiano, vinse con 2” e 8 di vantaggio sul francese Jazy. Dopo 25 anni crollò il record del salto in lungo di Jesse Owens, con Robertson che ‘ volò ‘  a 8,21 metri, mantenendo il marchio statunitense come primatista del record del mondo. I russi, come grandi protagonisti, presentarono lo schermidore Victor Zhdanovich, il ginnasta Boris Shakhlin e nel sollevamento pesi Jury Vlasson, che stabilì il nuovo record del mondo con 537,5 kg. Nelle gare femminili copertina d’ obbligo per la ‘ gazzella  del Tennesse ‘ Wilma Rudolph vincitrice di 3 medaglie d’ oro nei 100-200-4 x 100 metri piani. I fratelli Raimondo e Piero D’ Inzeo furono primo e secondo nel concorso del salto ad ostacoli individuali, montando i cavalli Posillipo e The Rock. Nel pugilato il titolo dei mediomassimi andò al diciottenne americano Cassius Clay ( in seguito Muhammad Alì ). La storia più bella, comunque, fu quella della maratona, che fu disputata in serata partendo dal Campidoglio e arrivando sotto l’ Arco di Costantino, in una Roma meravigliosamente illuminata. Vinse l’ etiope Abebe Bikila che vinse correndo a piedi nudi, incantato mentre tagliava il traguardo. Fu una grande Olimpiade, quella romana e la stessa economia nazionale ne ebbe beneficio, mentre è di recente bocciatura da parte dell’ attuale governo Monti la candidatura per le Olimpiadi del 2020, in un’ Italia più preoccupata da altre faccende. Nel 1964 un nuovo continente ospiterà per la prima volta i giochi olimpici.

     

    TOKYO 1964

    Il 6 maggio 1963, in una clinica di Losanna, moriva Marie Rothan, 101-enne, moglie del barone De Coubertin, mentre l’ anno dopo l’ Asia ospitava per la prima volta le olimpiadi con sede Tokyo ( Giappone ). Al solito, nonostante tanto celebrato spirito olimpionico, ci furono alcune rinunce o esclusioni per motivi politici e diplomatici ( Indonesia, Corea del Nord e Sud Africa ). Presenziarono 94 nazioni per un totale di 5541 atleti. Davanti a tutti nel medagliere gli Usa ( 36 ori, 26 argenti e 28 bronzi ), mentre i russi conquistarono il maggior numero di medaglie ( 96 ). I padroni di casa giapponesi laurearono 16 campioni olimpici, mentre i nostri atleti vinsero 27 metalli pregiati ( 10 ori, 10 argenti e 7 bronzi ). La Germania partecipò per l’ ultima volta come nazione singola, dal 1968 al 1988 saranno presenti Germania Est e Germania Ovest, divise dal muro di Berlino e non solo. L’ America vinse 21 trofei solo nell’ atletica leggera, con Bob Hayes vincitore dei 100 metri, Henry Carr dei 200, Mike Carrabee dei 400, Bob Schul dei 5000 e William Mils dei 1000 metri; quest’ultimo con una strepitosa volata finale. Il neozelandese Peter Snell, già conosciuto in quel di Roma dominò 800 e 1500 metri. Lo “zar” russo Valery Brumer vinse il salto in alto mentre Al Oerter ( Usa ) conquistò il terzo ‘alloro’ olimpico consecutivo. Joe Frazier ( Usa ) , lo storico rivale di Alì, recentemente scomparso, vinse l’ oro nel pugilato, categoria pesi massimi. Per l’ Italia da segnalare le imprese di Abdon Pamich, vincitore nei 50 km di marcia, il ginnasta Franco Menichelli, oro nel corpo libero, argento negli anelli e bronzo nelle parallele e l’ argento nei tuffi di Klaus Dibiasi. La maratona fu rivinta dal grande Abebe Bikila, l’ etiope, questa volta con le scarpe, rifilò un notevole distacco all’ inglese Heatley e al giapponese Tsuburaya.

     

    CITTA’ DEL MESSICO 1968

    Fu un anno di grandi lotte interne in più di una nazione ( Italia compresa ) e anche l’ olimpiade messicana fu anticipata dagli scontri tra polizia e studenti, mettendo a rischio la disputa delle gare a 5 cerchi che alla fine partirono ugualmente. Si sfondò il tetto delle 100 nazioni partecipanti ( 112 ) per un totale di 6626 atleti. Gli Usa vinsero 45 ori, 28 argenti e 34 bronzi, davanti a Russia e Giappone,mentre per l’ Italia la kermesse messicana rese solo 3 ori, 4 argenti e 9 bronzi. Le problematiche razziali emersero nella premiazione dei 200 metri piani, con la clamorosa protesta dei colored americani Tommie Smith e Johon Carlos ( oro e brozo olimpici ) che salirono sul podio, senza scarpe, con calze nere, pugno chiuso levato in alto e coperto da un guanto nero per evidenziare ulteriormente il disagio etnico tra bianchi e neri, scatenando poi ulteriori proteste e polemiche. Tornando alle gare Bob Beamon vinse il salto in lungo con l’ incredibile balzo di 8,90 metri, record poi rimasto imbattuto per 23 anni, Al Oerter fece poker nella sua specialità ( lancio del disco ), vincendo il 4° oro consecutivo dopo Melbourne, Roma e Tokyo, mentre Dick Fosbury vinse nel salto in alto rivoluzionando la tecnica di salto e semipensionando il “ vecchio “ ventrale. Nel pugilato, nei massimi vinse l’ americano George Foreman, terzo futuro big ad imporsi, dopo Clay a Roma e Frazier a Tokyo. I nostri ori arrivarono nel canottaggio con il duo Baran e Sambo, timoniere Cipolla ), nel ciclismo con Vianelli e nei tuffi con Dibiasi che conquistò il primo dei suoi ori olimpici ( vincerà anche a Monaco 1972 e Montreal 1976 ). La maratona fu vinta ancora da un atleta etiope: Mamo Wolde, mentre Bikila si ritirò al 17esimo km.

     

    MONACO 1972

    Fu un edizione insanguinata quella tedesca. Il 5 settembre un gruppo di fedayn entra nel villaggio olimpico, nel quartiere degli atleti israeliani, uccide 2 persone, cattura 9 ostaggi e chiede il rilascio di 200 palestinesi e di 3 aerei per lasciare la Germania. Le trattative diplomatiche sono vane, con somme di denaro ingenti proposte a smuovere i terroristi. Poi nella notte tra 5 e 6 settembre il massacro con i tiratori scelti bavaresi che sparano con il bollettino finale di : 1 elicotterista, 1 poliziotto, 4 fedayn e tutti gli ostaggi morti. Gare sospese per un giorno, poi si riprese, ma in un edizione comunque ben organizzata ancora oggi Monaco 1972 è innanzitutto ricordata per la strage avvenuta. A livello sportivo 127 nazioni al via per 7015 atleti. Medagliere dominato dai russi ( 99 podi ) contro i 94 americani, mentre la Germania est conquista 66 medaglie contro le 40 della Germania ovest. Per l’ Italia 18 medaglie frutto di 5 ori, 3 argenti e 10 bronzi, un terzo dei quali negli sport acquatici, grazie ai tuffatori Di Biasi e Cagnotto e alla giovanissima padovana Novella Calligaris che conquista 1 argento e 2 bronzi. Il finlandese Lasse Viren vinse i 5000 e i 1000 metri. Tra l’ altro in quest’ultima gara cadendo a metà e rimontando fino al successo finale. Mentre l’ ugandese John Akiibua regalò 400 ostacoli il primo oro olimpico alla sua nazione con record del mondo annesso. Nella pallacanestro maschile, con l’ Italia quarta, i russi sorpresero in finale gli Usa grazie al canestro decisivo di Alexander Belov che sancì in mezzo ad innumerevoli proteste americane il 51 a 50 finale, nei 3 secondi finali assegnati dagli arbitri. Comunque l’ atleta simbolo rimane il nuotatore Usa Mark Spitz che vinse nel nuoto 7 ori, stabilendo anche  7 record del mondo, impresa superata poi 36 anni dopo a Pechino da un altro atleta a stelle e strisce : Michael Phelps. Nel 1976 l’ olimpiade si svolgerà a Montreal, in Canada.

     

    MONTREAL 1976

    Mentre il clima da guerra fredda aumentava il Canada ospitò la manifestazione olimpica. Fu un edizione caratterizzata dal forfait di diverse nazioni, per motivazioni principalmente politiche. Sfilarono nella cerimonia d’ apertura 92 nazioni, che a gare avviate videro il ritiro di Tunisia, Egitto, Marocco e Camerun. Inoltre dopo il dramma di Monaco1972, il servizio d’ ordine venne notevolmente ampliato con più di duecentomila militari impegnati.L’ Urss dominò il medagliere ( 49 ori, 41 argenti e 35bronzi ) davanti ai tedeschi dell’ Est e agli Usa; mentre la raccolta italiana fu solo di 2 ori, 7 argenti e 4 bronzi. Klaus Di Biasi fu ancora il migliore nei tuffi, mentre l’ altro oro giunse dalla scherma grazie al mestrino Fabio Del Zotto che sorprese lo zar Aleksandr Romankov. Tra i 7 argenti da menzionare quello di Sara Simeoni nel salto in alto femminile e nei tuffi maschili quello di Franco Cagnotto, il papà della bravissima Tania. L’ americano James Montgomery scese sotto i 50 secondi ( 49’99’’ ) nei 50 metri stile libero di nuoto,vinse altre 3 medaglie ( 2 ori nelle staffette, 1 bronzo nei 200 stile libero ), John Naber dorsista di ori ne vinse addirittura 4, mentre in campo femminile la Germania est conquistò 11 ori. Sempre nelle gare femminili ci fu l’ impresa della ginnasta rumena Nadia Comaneci, 1,53 m per 39 kg. La 15enne nata ad Onesti, vicino ai Carpazi, meritò in pedana 3 ori, 2 argenti e 1 bronzo, prendendo in 6 occasioni il voto 10 dai giudici. Nelle gare di atletica il finlandese Viren bissò i titoli di Monaco nei 5000 e nei 10000 metri, il cubano Alberto Juantorena vinse i 400 e gli 800 metri piani ( 1° atleta a riuscirci ) e l’ americano Edwin Corley Moses, mister 13 passi, dominò i 400 ostacoli con il tempo record di 47”64. Moses è stato uno dei più grandi dominatori nello sport di ogni genere: vinse tra il 1976 e il 1987 122 gare ( 107 finali ) consecutive, e in tutta la carriera 178 corse su 187, rivincerà nel 1984 a Los Angeles, mentre nel 1980 non partecipò. Nel 1990 fu 3° in una gara di Coppa del Mondo di bob a 2 con il connazionale Brian Shimer. Il pugile cubano Teofilo Stevenson riconquistò l’ oro nel pugilato ( e si ripeterà anche a Mosca 1980 ).

     

    MOSCA 1980

    Sia l’ Olimpiade moscovita che quella statunitense di Los Angeles 1984 saranno caratterizzate da un clima da “ guerra fredda “, e se a Mosca le nazioni del gruppo “ americano “ non parteciparono, la stessa situazione si verificherà nel 1984 con diverse nazioni del gruppo “ comunista “ facenti capo alla Russia assenti. 81 nazioni gareggiarono dal 19 luglio al 3 agosto e ben 61 boicottarono le gare. L Italia partecipò dopo varie polemiche interne con la bandiera a 5 cerchi, invece che quella tricolore e senza l’ inno di Mameli,sostituito con quello dei giochi. L’ Italia vinse 8 ori, 3 argenti e 4 bronzi mentre i padroni di casa sfiorarono le 200 medaglie complessive ( 195 in tutto ). Alle spalle dei russi, la Germania est con 126 medaglie, Pietro Mennea vinse i 200 metri piani, Sara Simeoni il salto in alto donne, Maurizio Damilano la 20 km di marcia, negli sport di squadra da segnalare l’ argento del basket maschile; Dino Meneghin e compagni furono superati dalla Jugoslavia dopo aver sorpreso in semifinale l’ Urss. Gli inglesi Ovett e Coe, con una rivalità pari a quella di Coppi e Bartali si spartirono 800 e 1500 metri piani, e il tedesco dell’ est Waldemar Cierpinsky riconquistò la maratona dopo Montreal 1976, eguagliando il grande Abebe Bikila. Come già segnalato, visto che rifiutò di diventare professionista, Stevenson conquistò il terzo oro consecutivo nel pugilato.

     

    LOS ANGELES 1984

    La 23° olimpiade dell’ era moderna, caratterizzata dal boicottaggio di molti paesi dell’ era comunista, partì il 28 luglio con 140 nazioni e 6796 atleti. L’ America maestra dello show business organizzò una cerimonia d’ apertura memorabile e Edwin Moses lesse il giuramento degli atleti. Usa vincitori di 174 medaglie con la Romania sorprendentemente seconda. L’ Italia vinse 14 ori, 6 argenti e 12 bronzi; con il successo di Alberto Cova nei 10000 metri e il 1° trionfo dei fratelli Abbagnale; grandi furono anche le imprese del fiorettista Mauro Numa, del pesista Alessandro Andrei, della mezzafondista Gabriella Dorio, del lottatore Vincenzo Maenza, tutti vincitori olimpici. L’ uomo simbolo fu l’ atleta statunitense Frederick Carlton, “Carl” Lewis, nativo dell’ Alabama e vincitore di 4 ori tra il salto in lungo e gare di velocità, eguagliando il grande Jesse Owens. A fine carriera saranno 9 i suoi ori olimpici, e 1 argento, 8 i suoi titoli mondiali, 1 argento e 1 bronzo. Grandi furono le prestazioni del nuotatore tedesco dell’ ovest Michael Gross, detto l’Albatros, 2,02 metri di altezza e 2,27 d’apertura di braccia, che vinse i 100 farfalla e i 200 stile libero. Il ginnasta cinese Li vinse 3 ori, 2 argenti e 1 bronzo; Moses riconquistò i 400 ostacoli dopo lo stop forzato di Mosca 1980. La maratona fu vinta dal portoghese Carlos Lopez, mentre in quella femminile, vinta dalla statunitense Benoit, la svizzera Cristina Anderben visse una situazione che riportò alla mente Dorando Petri a Londra 1908, giungendo stremata al traguardo, completando in più di 18 minuti l’ ultimo km, ma portando meritatamente a termine la gara.

     

    SEUL 1988

    La 24° edizione olimpica si svolse in Corea del Sud, con 159 nazioni presenti ( fortunatamente i boicottaggi erano terminati ). La tv cominciava ad entrare prepotentemente negli eventi sportivi, il tennis tornava in gara dopo 64 anni. Il medagliere vide l’ Urss precedere Germania Est e Usa. I russi conquistarono 132 medaglie contro le 102 tedesche e le 94 americane. L’ Italia portò a casa 6 ori, 4 argenti e 4 bronzi con il bis olimpico dei fratelli Abbagnale e del timoniere Di Capua; l’ impresa di Gelindo Bordin nella maratona e Vincenzo Maenza capace di ripetersi nella lotta grecoromana come i fratelloni di Castellammare di Stabia nel canottaggio. Vinsero anche il terzo degli Abbagnale, Agostino, nei 4 di coppia con Poli, Farina e Tizzano; Stefano Cerioni nella scherma e il pugile Giovanni Parisi (vedi foto) nei pesi piuma, scomparso in un tragico incidente d’ auto nel marzo 2009. Seul 1988 è l’ olimpiade della famosa squalifica per doping del canadese Ben Johnson vincitore dei 100 metri piani con il tempo record di 9’79” e poi eliminato dalla gara dopo le controanalisi. L’ oro finì al collo di Carl Lewis. Furono 10 gli atleti squalificati per doping, ma ancora oggi per molti il simbolo negativo di Seul 1988 è il canadese a cui fu sottratto anche l’ oro mondiale di Roma 1987. Nei tuffi brillò la stella di Greg Louganis, l’ americano si ferì nelle qualificazioni sbattendo la testa contro la tavola flessibile del trampolino, ma vinse con oltre 25 punti la sua 4° medaglia d’ oro; nel nuoto Matt Biondi vinse 5 ori, 1 argento e 1 bronzo e la tedesca dell’ est Kristin Otto conquistò 6 ori. Altra atleta che si distinse fu l’ americana Florence Griffith vincitrice di 3 ori e 1 argento e nelle gare di atletica, personaggio eccentrico, si fece notare anche per i suoi body aderenti e variopinti. La Griffith morirà nel 1998 per una crisi epilettica ma anche su di lei si addensarono spesso voci di doping e assunzione di sostanze proibite. Nel 1992 si sarebbe gareggiato in Spagna.

     

    BARCELLONA 1992

    La caduta del muro di Berlino e lo scoppio del conflitto nei Balcani con la disgregazione della Jugoslavia fecero si che a Barcellona ’92 parteciparono 169 nazioni per un totale di 9367 atleti e se la Germania tornava a gareggiare sotto un’ unica bandiera, la comunità degli stati indipendent ( C.S.I ) prendeva il posto dell’ Urss. I giochi furono aperti da re Juan Carlos di Borbone il 25 luglio e videro proprio la C.S.I vincere più medaglie di tutti ( 112 ) contro i 108 degli Usa e gli 82 della Germania riunita. L’ Italia conquistò 6 ori, 5 argenti e 8 bronzi, con la epica vittoria nella pallanuoto maschile del ” Settebello ” di Ratko Rudic contro la Spagna ( 9-8 dopo 6 supplementari ) e il successo del ciclista Fabio Casartelli nella prova su strada ( poi scomparso tragicamente nel tour de France 1995 ); oltre all’ argento dei bicampioni olimpici Maenza e dei fratelli Abbagnale nelle rispettiva discipline. Furono fruttifere di medaglie anche la scherma e il tiro al volo. Ma  Barcellona ’92 è ancora oggi  l’ Olimpiade del “Dream Team”, la squadra dei sogni del basket Usa. L’ apertura al professionismo permise agli americani di schierare: Michael Jordan, Magic Johnson, Larry Bird, Charles Barkley, Scottie Pippen, Karl Malone, John Stochton, Pat Ewing, David Robinson, Clyde Drexler, Chris Mullin e Chris Lettner, primo del draft Nba di quell’ anno. Guidati da Chuck Daly dominarono gli avversari e superarono in finale 117 a 85 la Croazia. Il russo Alexander Popov fu l’ uomo simbolo del nuoto, il ginnasta Vitaly Scherbo, bielorusso, vinse 6 ori nella ginnastica. L’ ucraina Tatiana Gutsu sempre nella ginnastica conquistò 2 ori, 1 argent e 1 bronzo. Nel 1996 si sarebbe celebrato il ” secolo olimpico ” e la scelta di Atene a 100 anni dalla prima edizione, pareva scontata ma il business e la Coca Cola resero vincente la candidatura statunitense.

     

     

     

    ATLANTA 1996

    Come detto la tradizione venne superata dal dio denaro e Atlanta fu preferita ad Atene. Parteciparono 197 paesi, tutti i membri del C. I.O, per un totale di 10328 atleti. Si cominciò il 19 luglio e il tedoforo che accese il braciere olimpico fu il grande Cassius Clay, Muhammad Alì, da anni affetto dal morbo di Parkinson. Usa primo nel medagliere con 101 metalli nobili ( 44 ori, 32 argenti e 25 bronzi ), davanti a Russia e Germania. Ottimo il bottino per l’ Italia con 13 ori, 10 argenti e 12 bronzi, con il signore degli anelli Yuri Chechi, la biker Paola Pezzo e gli schermitori grandi protagonisti. Roberto Di Donna nel tiro con la pistola ad aria compressa, s’ impose all’ ultimo tiro per 1/10 di punto sul cinese Yu Fu Wang. Lo zar Alexander Popov bissò il titolo nei 100 metri stile libero di Barcellona ’92, vinse anche i 50 stile libero e 4 argenti nelle staffette. Nel tennis maschile vinse Andre Agassi ( Usa ), nel pugilato categoria pesi super massimi l’ ucraino Wladimir Klitischko, nel ciclismo l’ iberico Miguel Indurain vinse la gara a cronometro, mentre in campo femminile Jeanne Longo ( Francia ) conquistò l’ oro su strada e l’ argento a cronometro. Nell’ atletica Lewis vinse il quarto oro nel lungo, Marie Jose Perec ( Francia )  vinse 200 e 400 metri piani, il texano Michael Johnson i 200 e 400m con la sua incredibile andatura, stabilendo il nuovo record del mondo nei 200 metri con 19’32”; nella maratona il successo del sudafricano Josia Thugnane. Il torneo di calcio fu vinto dalla Nigeria, mentre l’ Italia partita con propositi di medaglia uscì mestamente al 1°turno.

     

    SIDNEY 2000

    Per riavere le olimpiadi Atene dovrà attendere il 2004. Per l’ edizione del 2000 venne scelta l’ Australia e più precisamente Sidney, riportando in Oceania, 44 anni dopo Melbourne 1956 i giochi. Gli atleti furono 10651 e unanimi furono i consensi per l’ organizzazione e il clima gradevole della kermesse australiana. Gli ” aussie ” furono 4° nel medagliere dietro ad Usa, Russia e Cina, mentre il bottino italiano fu di 34 metalli pregiati con 13 ori, 8 argenti e 13 bronzi. Domenico Fioravanti, 1° italiano a vincere una gara olimpica nel nuoto, conquistò ia i 100 che i 200 metri rana ( fu poi costretto al ritiro negli anni seguenti per un’ anomalia genetica del cuore ). Paola Pezzo bissò nella mountain bike il successo di Atlanta ’96. Valentina Vezzali s’ impose nel fioretto individuale e di squadra ( con Daria Bianchedi e Giovanna Trillini ), gli spadisti vinsero il torneo a squadre maschile. Grandi applausi anche per gli atleti della canoa ( Antonio Rossi, Beniamino Bonomi Josef Idem ) e del canottaggio con Agostino Abbagnale che nel 4 di coppia vinse con Galtarossa, Ranieri e Sartori il 3° alloro olimpico personale. Massimiliano Rosolino portò a casa un oro nei 200 misti, un argento nei 200 stile libero; Fiona May fu argento nel salto in lungo, mentre la squadra di volley maschile mancò ancora il successo conquistando il bronzo; il nuoto propose alcuni grandi atleti: gli olandesi Inge De Bruijn 3 ori e 3 record del mondo, Peter Van De Hoogenband 2 ori; il “padrone di casa ” Ian Thorpe 3 ori e 2 argenti. L’ americana  Marron Jones vinse 3 ori e 2 bronzi diventando la donna copertina di Sidney 2000, ma fu poi squalificata e privata delle medaglie dopo l’ ammissione dell’ uso di sostanze dopanti, trascorse anche 6 mesi in carcere per falsa testimonianza. Michael Johnson ( U.S.A. ) rivinse i 400 metri piani, l’ inglese Steven Redgrave conquistò nel canottaggio il suo 5° oro.

     

    ATENE 2004

    Le olimpiadi dopo 108 anni tornavano in Grecia. Si partì il 13 agosto con 201 nazioni e 10500 atleti; se da un lato i casi di doping erano purtroppo in aumento, dall’altro le imprese di molti atleti fecero rivivere il mito di Olimpia. Gli americani vinsero 102 medaglie facendo meglio di Sidney 2000 ( 97 ) e precedendo Cina e Russia nel computo generale. L’ Italia conquistò 10 ori, 11 argenti e 11 bronzi con i successi di Paolo Bettini nel ciclismo su strada, Valentina Vezzali nel fioretto, del Setterosa nella pallanuoto ( 10-9 alla Grecia ) e di Stefano Baldini nella maratona. La gara era guidata dal brasiliano De Lima, quando il sacerdote irlandese Neil Horam, lo stesso che era entrato in pista durante il Granpremio di Gran Bretagna di Formula 1 2003, bloccò e ostacolò il carioca, favorendo il recupero  e il trionfo di Baldini nello sport di squadra. Podio per le nazionali maschili: argento nel basket e nella pallavolo, bronzo nel calcio; una sedicenne vinse l’ argento nei 200 stile libero: Federica Pellegrini. Il nuotatore Usa Michael Phelps cominciò a strabiliare nel nuoto dando vita a splendidi duelli con Ian Thorpe e Peter Van Den Hoogenband conquistando 6 ori e 2 bronzi. Il marocchino El Guerrouj s’ impose nei 1500 e nei 5000 metri, 80 anni dopo Paavo Nurmi. La russa Yelena Isinbayeva dominò il salto con l’ asta femminile. Tornando a noi il grande Yuri Chechi vinse il bronzo negli anelli a rinverdire la sua classe, mentre Igor Cassina vinse l’ oro nella sbarra.

     

    PECHINO 2008

    Dopo 20 anni le olimpiadi tornavano in Asia per la disputa della 29° olimpiade, che iniziò alle 8.08 locali dell’ 8 agosto 2008, visto che l’ 8 è il numero portafortuna della tradizione cinese. 204 le nazioni al via, per un totale di quasi 11000 atleti straordinariamente organizzata, l’ Olimpiade cinese diede spettacolo già nella cerimonia d’ apertura svoltasi nello stadio a nido d’ uccello. Cina protagonista nel medagliere con 51 ori, 21 argenti e 17 bronzi davanti alle due superpotenze classiche : Usa ed Urss. Gli ” azzurri ” vinsero 8 ori, 9 argenti e 10 bronzi. Terzo oro nella scherma per Valentina Vezzali, primo alloro per Federica Pellegrini nel nuoto, impresa di Alexander Schwarzer nella 50 km di marcia e Roberto Cammarelle davanti a tutti nella categoria supermassimi di pugilato. Al solito gli sport acquatici e di precisione, oltre alla scherma fornirono diverse medaglie, l’ eterna Jusefa Idem conquistò l’ argento nella canoa-kayak. L’ atleta simbolo rimane comunque l’ americano Michael Phelps che superò il record del mondo di Mark Spitz, vincendo 8 ori nel nuoto, con il fotofinish a decidere i 100 farfalla tra lui e il serbo Cavic. Grandiose anche le volate del giamaicano Usain Bolt che vinse i 100 e i 200 metri piani con relativo record del mondo ( 9’69” nei 100 e 19’30” nei 200 ) e nella staffetta 4×100 la zarina Isinbayeva bissò il titolo nel salto con l’ asta; Kenenisa Bekele vinse 5000 e 10000 metri maschili, mentre nel tennis lo spagnolo Rafael Nadal vinse nel singolare e lo svizzero Roger Federer nel doppio con Wawrinka. Negli sport di squadra l’ America vinse basket maschile e femminile, calcio femminile, volley maschile perdendo la finale femminile. Nel calcio maschile s’impose l’ Argentina guidata dal fuoriclasse Lionel Messi. Nel basket contribuirono al successo sulla Spagna le stelle Nba Kobe Bryant, Lebron James, Carmelo Anthony. La maratona fu conquistata dal keniota Samuel Kamau Wansiru. Il 24 agosto nella cerimonia di chiusura alla presenza del presidente C.I.O Jacques Rogge, avvenne il passaggio di consegne tra il sindaco cinese Guo Jincong e quello londinese Boris Johnson. A poco meno di 70 giorni dall’ inizio delle gare, per la 3° olimpiade  di Londra, la speranza è di vivere una manifestazione ricca di tradizione, cultura e con i valori sportivi e umani proposti dal barone De Coubertin sempre presenti a scapito, magari, di un business sempre più inarrestabile ed evidente.

     

    LONDRA 2012  (aggiornamento 12 agosto 2012)

    Con la favolosa cerimonia d’apertura, alla presenza di 95 Capi di Stato e con Sua Maestà Elisabetta II, che ha ufficialmente aperto la manifestazione, hanno preso il via il 27 Luglio scorso le trentesime Olimpiadi Moderne, le terze londinesi.
    Nella serata inaugurale organizzata dal regista Danny Boyle ( Trainspotting e The Milionare ) varie stars britanniche hanno partecipato: David Beckham, Daniel Craig (007 attuale), Rowan Atkinson (Mr Bean), J.K. Rowling (autrice di Harry Potter), Paul McCartney, solo per citarne alcune. Il tripode è stato acceso dagli ultimi 7 tedofori, giovani stars inglesi con età tra i 16 e i 19 anni. Per quanto concerne le gare gli atleti simbolo sono due: il nuotatore U.S.A. Michael Phelps che con le 6 medaglie conquistate ha chiuso la sua straordinaria carriera portando a quota 22 i suoi podi olimpici (18 O, 2 A, 2 B) a cui può aggiungere 33 titoli mondiali (26 O, 6 A, 1 B) e 36 record del mondo. Con 22 medaglie complessive Phelps, che ha vinto per la terza volta di fila sia i 100 farfalla che i 200 misti, ha battuto il precedente record della ginnasta russa Larysa Latynia a quota 18.
    L’altro uomo copertina è Usain Bolt, il corridore giamaicano che ha bissato tutti e 3 i titoli di Pechino 2008 (100, 200 e 4×100), facendosi anche regalare il testimone della staffetta dove con i connazionali Blake, Carter, Fraiter ha stabilito il nuovo record del mondo in 36”85. Sono 54 le specialità in cui il vincitore di Pechino 2008 si è ripetuto, per un totale di 131 ori.

    Sono caduti 44 record del mondo e 117 primati olimpici. Sono invece 85 le nazioni andate a medaglia con gli U.S.A. capoclassifica (46 O, 29 A, 29 B) davanti alla Cina e alla Gran Bretagna. I cinesi hanno fatto il pieno sia nel badminton (in quello femminile 8 atlete asiatiche sono state squalificate per comportamento antisportivo!) e tennis-tavolo ma anche nei tuffi sono giunti vari allori. Enormi gioie anche per la Gran Bretagna con la doppietta 5-10 mila metri di Farah, il 4° oro consecutivo del velista Ainslie, che ha eguagliato Orter (lancio del disco), Lewis (salto in lungo) ed Elvstrom (vela). La vittoria dello scozzese Murray su Federer nella finale di tennis maschile a Wimbledon, il successo del vincitore del Tour de France 2012 Wiggins nella gara a cronometro singolo.
    Per l’Italia 8° posto finale nel medagliere con 28 podi (8 O, 9 A, 11 B), con alcune sorprese positive e qualche boccone amaro. Valentina Vezzali (portabandiera azzurra nella cerimonia d’apertura) bronzo individuale e oro a squadre nel fioretto è ora con 9 medaglie complessive, la più vincente atleta italiana alle Olimpiadi, superando l’altra schermitrice Giaovanna Trillini, “ferma” a 8. Abbiamo migliorato il bottino di Pechino 2008 (27 medaglie complessive e 9° posto finale) con soddisfazione del Presidente della Repubblica Napolitano e del numero uno del Coni Petrucci. Brutta pagina la positività all’epo dell’oro di Pechino 2008 nella 50 Km di marcia Alex Schwarzer cui ha teso la mano Petrucci comunque condannando il gesto e chiedendo sincero pentimento e collaborazione. Sono 9 i casi di doping accertati e uno nel lancio del peso per steroidi sintetici è costato l’oro alla bielorussa Ostapchuk a favore della neozelandese Adams. Tornando all’Italia, oro nel fioretto a squadre, sia uomini che donne (Di Francisca-Errigo-Vezzali-Salvatori per le donne, Aspromonte-Baldini-Cassara-Avola negli uomini). Elisa Di Francisca ha anche vinto l’oro nella prova individuale su Arianna Arrigo (3° come detto la Vezzali), campioni olimpici sono anche l’arco a squadre uomini (Francilli-Calluzzo-Nespoli), Daniele Molmenti nella K1 slalom canoa, Jessica Rossi nella fossa olimpica con l’incredibile score di 99 centri su 100, nuovo record mondiale, Niccolò Campriani nella carabina 50m a 3 posizioni (argento anche nella carabina 10m) e nel taekwondo +80Kg Carlo Molfetta. Grida vendetta l’argento di Cammarelle nella categoria supermassimi contro l’inglese Joshua battuto da un verdetto troppo casalingo, mentre molti sono i quarti posto accumulati, due dei quali di Tania Cagnotto nei tuffi. Delusioni nel nuoto con il flop di Federica Pellegrini in primis.
    Negli sport di squadra con la palla, argento del Settebello e bronzo dell’Italvolley a livello maschile. Parlando dei titoli assegnati il Brasile non sfata il tabù dell’oro olimpico nel calcio perdendo 2-1 con il Messico la finale, il dream team U.S.A. vince di soli 7 punti con la Spagna di Scariolo (107-100), la Russia s’impone 3-2 nel volley contro il Brasile, la Serbia di Rudic vince il titolo nella pallanuoto, pallamano alla Francia.
    Rudisha (Kenya) vince gli 800m con 1’40”91 (record del mondo), 400m a James (Grenada), 400 ostacoli a Sanchez (Repubblica Dominicana), salto in alto a Ukov (Russia), lungo a Rutherford (Gran Bretagna), Harting (Germania) il lancio del disco, 110 ostacoli a Merrit (U.S.A.), 1500m a Makloufi (Algeria), salto triplo a Taylor (U.S.A.) con il nostro Donato 3°. Nella maratona successo dell’ugandese Stephen Kiprotich.

    A livello femminile basket e calcio agli U.S.A., volley al Brasile, pallamano alla Norvegia e ancora nel tennis singolare Serena Williams ( U.S.A. ) che vince anche il doppio con la sorella Venus, staffetta 4×100 agli U.S.A. con record mondiale (40”82), 4×400 sempre americana, 800m, 20Km di marcia e salto in alto con 3 ori russi: Salinova, Lashmanova, Chicherova. 100 ostacoli all’australiana Paerson e 100m alla giamaicana Fraser.
    Il 12 agosto la cerimonia di chiusura è stata preparata con la regia di Kim Gavin e la direzione artistica di David Arnold con 30 hits britanniche cantate da stars della terra d’Albione. Dopo la sfilata dei 204 stati partecipanti (per l’Italia, portabandiera era Daniele Molmenti) e il passaggio di consegne con Rio de Janeiro 2016 i discorsi di Sebastian Coe (leader del comitato organizzatore) e Jacques Rogge (presidente del C.I.O.) hanno preceduto l’ultimo atto ufficiale, la chiusura del braciere olimpico. Va in archivio così una Olimpiade molto ben organizzata e umanamente apprezzata, confermando le gare a 5 cerchi come la più grande manifestazione sportiva in assoluto, oltre che uno straordinario momento di aggregazione.

    a cura di Dino Perna

  • La rivoluzione gentile: da Palermo a Roma a cavallo per i propri diritti

    La rivoluzione gentile: da Palermo a Roma a cavallo per i propri diritti

    Si chiama la “Rivoluzione gentile … un popolo in cammino”, una marcia pacifica e davvero poco inquinante – dato che non sono ammessi mezzi a motore – ideata e organizzata da Onofrio Carruba Toscano, partita il 28 maggio scorso da Bolognetta (in provincia di Palermo) e diretta a Roma, una carovana di calessi, cavalli, asini e muli che attraverserà tutta la dorsale tirrenica per confrontarsi con la gente qualunque incontrata lungo il tragitto e con gli amministratori pubblici.

    L’obiettivo è «Il coinvolgimento della maggior parte di gente possibile, compresi i sindaci dei vari comuni attraversati – scrivono i promotori dell’iniziativa sulla loro pagina web all’indirizzo http://rivoluzionegentile.blogspot.it/per reclamare, una volta per tutte, i diritti che ci sono negati e far si che questo governo, non eletto ma imposto alla stregua di un golpe si dimetta e che questa classe politica, ormai da tempo smascherata e impregnata di marcio faccia altrettanto. Per Noi (italiani) tutti siamo in cammino e per questo vi chiediamo di unirvi alla manifestazione o di sostenerci con azioni parallele e di visibilità. Grazie».

    Un gruppo di persone, forse inguaribili sognatori, uniti dal desiderio di provare a cambiare le cose, viaggiatori on the road senza insegne o padrini politici, accompagnati solo dalla bandiera italiana, pronti a percorrere oltre 1000 km adattandosi alle più svariate situazioni, rinunciando ai confort del viaggio moderno, per manifestare un disagio profondo scaturito dalla crisi economica e dalle conseguenti problematiche, partendo dal “basso”, non solo in senso figurativo ma anche geografico. Un percorso a tappe per numerosi Comuni al fine di parlare con le persone nei quartieri, entrare in contatto con loro, far sentire la propria voce agli amministratori locali.

    «Chiunque voglia aggregarsi, unirsi e mettersi in cammino non deve far altro che preparare il proprio zaino mettendo dentro soltanto un sacco a pelo, una borraccia, 2 o 3 cambi ed un paio di scarpe comode e vecchie, tanta gioia e il desiderio di essere protagonisti della propria vita – questo il messaggio lanciato alla vigilia – la rivoluzione gentile autorizzata dalla Digos sarà quanto di più emozionante sia accaduto in questa nostra terra: l’Italia. Non ha colori, né bandiere, né loghi o striscioni, ma avrà soltanto lo sguardo fiero di chi ha deciso che per se stesso, per i propri figli, per la persona che ama è tempo che cambino le cose».

    «Tutto nasce dal disagio sociale nel quale si ritrovano i cittadini – racconta ad Era Superba, Onofrio Carruba, ex dipendente della Regione Sicilia (con orgoglio rivendica di essere l’unico ad essersi dimesso da quello che definisce un “inutile carrozzone che genera un enorme spreco di soldi pubblici”), oggi si occupa di management aziendale e gestisce un centro equestre – Conseguenza della disoccupazione dilagante e delle non risposte da parte della politica. Purtroppo tante persone fanno finta di nulla, io mi sono detto è necessario fare qualcosa di concreto per risvegliare le coscienze. Siamo partiti il 28 maggio in 7-8 persone. Dopo alcuni giorni le difficoltà del viaggio hanno spinto alcuni ad abbandonare la carovana. In compenso durante il percorso si sono aggiunti altri ed oggi siamo in 9».

    «La nostra proposta principale è ripartire dall’istituto dei sindaci – spiega l’ideatore dell’iniziativa – Rilanciare l’Italia attraverso la funzione svolta dagli amministratori locali, quelli più vicini alla popolazione. La salvezza del Paese passa dai Sindaci, gli unici eletti direttamente dai cittadini».
    L’intento dei partecipanti è quello di giungere fin davanti a Montecitorio e non muoversi da lì «Fin quando il governo non si dimetta, la Camera non venga sciolta ed i cittadini non vengano ben informati, fino a che non si sappia che esistano movimenti e gruppi che studiano strategie economico-politiche alternative e percorribili», sottolinea Carruba.

    «Siamo partiti in pochi, consapevoli, però, che quello che portiamo dentro è un malessere comune a molti, se non a tutti», annotano sul blog il giorno della partenza. Il 31 maggio, invece, scrivono «La cosa che ci rende paghi è l’ospitalità che stiamo ricevendo dall’amministrazione locale, quella che ci delude un po’ è l’indolenza di molti, spesso accompagnata da lamentele, sfoghi contro l’impero politico e mancanza di pragmaticità, peculiarità che sempre più riscontriamo nella nostra regione».

    Ogni giorno è un insegnamento importante, anche quando inevitabilmente ci si trova di fronte all’incomprensione «Ci ha colpito specialmente un commento a noi indirizzato, in cui ci si accusava di non aver altro da fare che intraprendere una vacanza e che sarebbe stato meglio se fossimo tornati a casa. “Le cose non cambieranno”, “nessuno vi darà ascolto”, si affermava. Siamo consapevoli del fatto che nessuno ci ha chiesto di intraprendere questo pellegrinaggio in propria vece, ma che le cose non vanno bene è un dato di fatto abbastanza evidente e noi abbiamo solo seguito quell’istinto di rara umanità che ci porta ad agire per il bene e per la sopravvivenza dei nostri simili e cioè ogni individuo senza distinzioni».

    Durante il percorso i protagonisti della marcia hanno modo di vivere e conoscere da vicino, in prima persona, le condizioni di vita delle famiglie italiane. Volti, esperienze, sconforti e speranze «Dall’intimità familiare della gente che ci ospita, alla condizione lavorativa delle classi disagiate, alla situazione in cui versano comuni e forze dell’ordine. Quante sembianze ha l’Italia che vuole rinascere», compare il 4 giugno sul blog.

    Il 10 giugno la rivoluzione gentile approda sullo stivale «Il nostro intento è quello di mettere in movimento tutte quelle persone e quei “movimenti” che, spesso divisi, non riscontrano il successo sperato e dovuto. I tempi sono maturi ed è il momento adatto per far qualcosa di concreto, in modo pacifico e pulito».
    «Anche qui in Calabria stiamo riscontrando molte caratteristiche simili a quelle già osservate nei giorni passati. Già il solo fatto che si esce di casa per andare a portare qualcosa di utile, che sia cibo, acqua, mangime per i cavalli, a delle persone che stanno protestando per un problema comune, o solo il prestargli ascolto e attenzione, è un salto più che un passo».

    «Ora (15 giugno) siamo a Salerno e stiamo andando verso Napoli», spiega l’organizzatore della marcia.
    Si può fare un primo bilancio della vostra avventura? «Abbiamo trovato ospitalità ed affetto, sono tanti quelli che ci hanno espresso vicinanza ed appoggio – conclude Onofrio Carruba – Altrettanti però, nonostante condividano i nostri intenti, non se la sono sentita di aggregarsi. Persone, precari, con un lavoro da 800 euro al mese, mi hanno detto “Verrei con voi ma come faccio, così perdo il posto di lavoro”. Da una parte capisco le loro preoccupazioni ma occorre alzare il culo dalla sedia se vogliamo cambiare le cose! Oggi troppi cittadini si trovano con un cappio al collo per la mancanza di lavoro, questo è il più grande tradimento dello Stato nei confronti dei cittadini».

     

    Matteo Quadrone