Mese: Gennaio 2013

  • Grandi opere, Gronda e Terzo Valico: passi avanti in Consiglio Comunale

    Grandi opere, Gronda e Terzo Valico: passi avanti in Consiglio Comunale

    C’è voluta una lunga pausa natalizia per far approvare, non senza difficoltà, alcuni provvedimenti da tempo bloccati in Consiglio Comunale. La ripresa dei lavori avvenuta ieri ha finalmente decretato chi sarà il rappresentante del Consiglio all’interno dell’Osservatorio sulla Gronda di Ponente. Il provvedimento era stato portato in aula una prima volta ad ottobre, quando i dubbi sull’utilità di questo organismo sollevati dal M5S avevano portato ad una spaccatura all’interno della stessa maggioranza. Un secondo tentativo era avvenuto proprio prima della pausa natalizia, ma il M5S era riuscito nuovamente a far rimandare la decisione, richiedendo che la delibera passasse al vaglio della commissione competente per le nomine (Commissione Affari Istituzionali) prima di essere discussa in Consiglio.

     

     

    Le ragioni dell’opposizione del Movimento 5 Stelle sono risultate chiare anche nella seduta di ieri. «Noi crediamo che l’osservatorio non sia uno strumento di partecipazione o tutela – ha affermato il capogruppo Putti – ma di controllo del consenso». In altre parole questo organismo servirebbe solo ad evitare un reale dibattito con chi è contrario alla realizzazione della Gronda. E questo risulterebbe evidente anche dal fatto che le comunità colpite dai disagi per la costruzione dell’opera abbiano deciso di non parteciparvi.

    A queste accuse ha risposto lo stesso Sindaco Doria, il quale ha voluto difendere la correttezza dell’Osservatorio:  «Io ho partecipato ad una sua riunione e ho conoscenza diretta di cos’ha fatto – ha detto Doria – ed è stata un’occasione semplice di acquisizione di elementi di conoscenza». «La creazione del consenso o la limitazione del dissenso erano completamente fuori dall’incontro al quale ho partecipato» ha concluso il Sindaco.

     

     

    Il voto finale sulla delibera ha finalmente visto un ricompattamento maggioranza sul tema della Gronda (con la sola astensione del consigliere Pastorino di Sel)…almeno fino alla prossima votazione. Il Consiglio ha poi eletto Paolo Gozzi (Pd) come proprio rappresentante all’interno dell’Osservatorio.

     

     

    Il secondo punto all’ordine del giorno riguardava l’altra grande opera di Genova, il Terzo Valico. Proprio su questo punto si era interrotta l’ultima seduta di dicembre per mancanza del numero legale, con un M5S ancora una volta sul piede di guerra. In realtà la delibera della Giunta aveva in oggetto la realizzazione di nuove cave nel Monte Gazzo, dove verranno trasportati i detriti prodotti dai lavori per il Terzo Valico. L’opposizione del Movimento 5 Stelle – lo hanno sottolineato più volte gli stessi consiglieri – non era, in questo specifico caso, relativa alla realizzazione dell’opera, ma alla necessità di verificare con maggiore precisione la natura dello smarino che verrà trasportato nelle cave. Il consigliere Muscarà (M5S) ha sottolineato che le analisi effettuate sui terreni di scavo, che potrebbero contenere amianto, non sono sufficienti a fugare i pericoli per la salute della popolazione. Per questa ragione, in attesa di ulteriori modifiche, è stato chiesto di rimandare l’approvazione della delibera con la presentazione di una mozione sospensiva.

    Il M5S si è anche dichiarato contrario a tutte le opere compensative per l’area del Monte Gazzo presentate  dalla Lista Doria (un museo di archeologia industriale, sentieri e percorsi verdi, un sito di arrampicata). «Non ci sono compensazioni accolte dalla comunità scientifica  – ha affermato Putti – Ci aspettavamo dall’aula un po’ più di forza nel difendere la salute dei cittadini».

    Anche per Antonio Bruno (Fds) le opere compensative sono solo tentativi per rendere la delibera sul Terzo Valico più accettabile e, anzi, ha ricordato come nel libro Corruzione ad alta velocità del magistrato Ferdinando Imposimato si presenti quest’opera come frutto di una spartizione di tangenti.

     

     

    Al termine della seduta anche questa seconda delibera è stata approvata con il solo voto contrario di Bruno e l’astensione del capogruppo della Lista Doria Pignone, mentre il M5S abbandonava l’aula per protesta.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Liguria, commercio: i dati e il nuovo piano regionale

    Liguria, commercio: i dati e il nuovo piano regionale

    Regione Liguria e Unioncamere Liguria hanno proseguito anche nel 2012 l’attività dell’Osservatorio Regionale del Commercio, il cui scopo è quello di provvedere alla raccolta dati e al monitoraggio – con riferimento all’entità e all’efficienza della rete distributiva – per rivedere o confermare le linee di programmazione e pianificazione del settore, in tutte le sue componenti e strutture. Per centrare questo obiettivo, la Regione Liguria e Unioncamere Liguria hanno avviato una rete di collaborazioni con i comuni e con il sistema camerale.

    I numeri del commercio dimostrano quanto questo settore sia importante nell’economia della nostra regione: 29.575 gli esercizi commerciali in Liguria a fronte di una superficie di vendita di 2.042.141.47 mq., distribuiti sul territorio per il 47% a Genova, 23% a Savona, 16% a Imperia e quasi 15% a La Spezia.
    Le imprese attive del settore commerciale sono quasi il 28% del totale delle imprese liguri. Gli occupati nel commercio in Liguria hanno un incidenza del 24%, molto superiore a quella nazionale (19,6); in pratica nella nostra regione 1 lavoratore su 4 trova occupazione in questo comparto.

    Le difficoltà però si fanno sentire: nel 2011 a fronte di 1910 imprese iscritte ne sono cessate 2890.

    I prezzi al consumo nella nostra regione sono aumentati in un anno del 3,5 % con ritmi superiori alle media nazionale tra i beni alimentari e non, nell’energia e nei servizi. Il peso del valore aggiunto del settore commercio In Liguria è del 9,5 %, un po’ più basso della media nazionale (10,7).
    Sono diffuse le imprese straniere: su 15 mila imprese nei vari settori il 33% sono nel settore commercio. Anche la quota femminile delle imprese del settore si attesta al 33% ma nel 2011 si registrano 1027 cessazioni rispetto a 634 iscrizioni; il numero delle imprese giovanili del commercio è il 26 % del totale ma nel 2011 si hanno 556 iscrizioni a fronte di 302 cessazioni.

    Martedì pomeriggio l’assessore al Commercio della Regione Liguria, Renzo Guccinelli e il segretario generale di Unioncamere Liguria, Maurizio Scajola (che ha reso noti i dati dell’Osservatorio del Commercio), hanno presentato il nuovo piano della programmazione commerciale che sostituisce quello varato nel 2007, dopo le direttive Ue e nazionali, con tutte le novità sui vincoli, le dimensioni delle strutture, le tipologie distributive e gli indici di sostenibilità socio-economica.

    La Regione Liguria è la seconda regione italiana, dopo la Toscana, ad aver approvato a fine anno, all’unanimità in Consiglio Regionale, la nuova programmazione commerciale e gli adeguamenti normativi al Testo unico in materia di commercio del 2007.
    La modifica si è resa necessaria dopo i vari interventi normativi comunitari, a cominciare dalla Direttiva Bolkestein sulla libera concorrenza dei servizi e delle numerose normative statali.

    In linea con le liberalizzazioni «Sono state semplificate molte attività attraverso semplici comunicazioni e senza necessità di autorizzazioni –  spiega una nota dell’ufficio stampa regionale – La nuova programmazione prevede, infatti, grandi possibilità di ampliamenti, accorpamenti, trasferimenti delle strutture commerciali esistenti senza più alcun vincolo quantistico e numerico, la liberalizzazione degli orari, nuove norme sugli outlet e i temporary shop».

    «La nuova programmazione commerciale della Regione Liguria poggia sull’innovazione e la qualità del complesso dell’offerta – continua la nota – Nel provvedimento è stato elaborato un sistema di regole che ha come unica matrice la sostenibilità ambientale. Tenendo conto della necessità di contemperare il rispetto del principio della libera concorrenza e libero mercato con le esigenze del cittadino-consumatore che deve avere un’offerta commerciale adeguata. Regole che dovranno favorire un equilibrato sviluppo delle diverse tipologie distributive nel rispetto del territorio e valorizzare la funzione del commercio dei degli esercizi di piccole, medie e grandi dimensioni per riqualificare il tessuto urbano e i quartieri degradati».

    Per le strutture di vendita di rilevanti dimensioni «Sono stati fissati requisiti qualitativi e di prestazione generali e obbligatori – spiega la Regione – Specifici obblighi anche per le grandi strutture di vendita compresi i centri commerciali che potranno insediarsi esclusivamente in aree con una specifica destinazione d’uso. I criteri non riguardano però i parametri urbanistici che devono essere comunque osservati dagli esercizi commerciali (raccordi viari, parcheggi ecc)».

    Fra i vari requisiti previsti dal piano «Le medie strutture di vendita dovranno avere una classificazione energetica, produrre energia termica da fonti rinnovabili senza emissioni in atmosfera, limitare la produzione dei rifiuti e dotarsi di aree per la raccolta differenziatasottolinea la Regione –  Le medie strutture di vendita non potranno superare i millecinquecento metri quadrati di superficie. Un limite uguale in tutta la Liguria, indipendentemente dagli abitanti dei comuni. Alle grandi strutture di vendita si chiede inoltre l’installazione di protezione dall’inquinamento di polveri, il controllo degli effetti acustici dentro e fuori la struttura, la raccolta delle acque piovane, spazi per l’accoglienza del cliente e aree attrezzate per i bambini».

    Il nuovo piano commerciale della Regione Liguria «Dà ai comuni la possibilità di prevedere requisiti qualitativi e di prestazione facoltativi, con convenzioni per favorire le assunzioni di lavoratori in cassa integrazione o mobilità, l’adozione di sistemi per acquisti telematici, la raccolta dei prodotti alimentari invenduti da parte del volontariato, la condivisione degli orari di apertura e chiusura con il territorio».

    Per incentivare il ritorno della popolazione dalla periferia alla città «Nella nuova programmazione commerciale è prevista la possibilità che nei centri storici e nei centri storici commerciali e in particolari aree limitate possono essere stipulati patti d’area o contratti di quartiere tra regione Liguria, Comune, Camere di Commercio, associazioni di categoria del commercio, consorzi di imprese, proprietari di immobili, per sostenere una forte riqualificazione commerciale».

  • Ericsson, lavoratori in sciopero contro le politiche della multinazionale

    Ericsson, lavoratori in sciopero contro le politiche della multinazionale

    I sindacati tornano a denunciare il comportamento della multinazionale Ericsson, evidenziando il clima pesante all’interno dell’azienda che continua a fare pressioni sui dipendenti per ottenere il proprio scopo: diminuire la forza lavoro nel nostro Paese. Contro le politiche della Ericsson le rappresantanze sindacali unitarie hanno proclamato un nuovo sciopero per Mercoledì 16 gennaio, dalle ore 8 alle 12, con manifestazione sotto la sede della Regione Liguria e corteo per le vie della città.

    «L’azienda vorrebbe eliminare 94 lavoratori a Genova e 374 in tutta Italia – ricorda Gianni Pastorino, segretario genovese della Cgil-Slc (Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione) – una situazione che non solo contestiamo ma che giudichiamo scandalosa anche in relazione all’accordo di programma firmato per Erzelli e per il quale Ericsson è stata incentivata dallo Stato e dagli enti locali (la Regione Liguria, ad esempio, ha erogato 11 milioni di euro). È quantomeno contradditorio prendere i contributi per aprire ad Erzelli e poi voler mandar via i lavoratori – sottolinea Pastorino – l’azienda sostiene che si possa fare innovazione e ricerca anche con meno persone ma questa è una “balla”».

    La Cgil ritiene intollerabile il comportamento delle multinazionali che in sostanza prendono i soldi e scappano. «Per superare questa situazione – continua Pastorino – È necessario che il Ministero dello Sviluppo Economico, finalmente, faccia delle vere politiche industriali ed inserisca una clausola sociale, vale a dire che condizioni l’erogazione dei contributi al mantenimento degli organici sul territorio».

    Il timore dei sindacati è che i progetti su Erzelli siano un bluff, ovvero che Ericsson voglia prendere i contributi e poi trasferire tutto a Milano.

    «Denunciamo il clima pesante in azienda – spiega il segretario Cgil-Slc – dove si cerca di “convincere” in tutti i modi i dipendenti a licenziarsi. In questo modo Ericsson ha già ottenuto le dimissioni di 50 “volontari».

    Le organizzazioni sindacali hanno predisposto un documento dal titolo emblematico “Vogliono chiudere Genova?”. «Le pressioni esercitate hanno portato decine di colleghi a firmare le dimissioni – racconta Pastorino – continuando così il lavoro di svuotamento della sede di Genova. Queste pressioni crescono andando a colpire gruppi di persone che fino a dicembre non erano stati “contattati” come possibili esuberi. Il lavoro, e non solo le “manutenzioni”, come sostiene l’azienda, continua ad essere esternalizzato a ditte esterne, italiane ed estere. Non si contano più le dimostrazioni di arroganza della Ericsson nei confronti dei lavoratori: praticamente tutti i capi continuano a dire ai sottoposti che è meglio prendere i soldi e andare via ora, perchè tanto non c’è futuro».

    «Ericsson deve rispondere ai lavoratori, alle istituzioni, alla città – conclude il rappresentante Cgil-Slc – Qual è il progetto su Genova? Se c’è ancora un progetto su Genova… Oppure c’è solo uno smantellamento lento del sito?».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Servizio civile nazionale: bando 2013 dopo le elezioni?

    Servizio civile nazionale: bando 2013 dopo le elezioni?

    IL PRECEDENTE

    Gennaio 2012: la Corte di Cassazione esamina il caso di un ragazzo nato in Pakistan, che vive in Italia da 15 anni ma non ha potuto fare domanda per il servizio civile nazionale, non essendo in possesso della cittadinanza: il  ricorso di Shahzad Sayed è stato accolto con una sentenza che ha definito “discriminatoria” l’esclusione di ragazzi non italiani dal bando.

    Nelle motivazioni della sentenza si legge che “l’uso del termine “cittadino“, previsto tra i requisiti necessari per l’accesso al servizio civile nazionale, va inteso non con riferimento al soggetto munito di cittadinanza ma al soggetto che appartiene in maniera stabile e regolare alla comunità e che in quanto tale può vedersi esteso anche a lui il dovere di difesa della patria, quale dovere di solidarietà politica, economica e sociale ex articolo 2 della Costituzione“.

    Il Ministro Andrea Riccardi (con delega alla Cooperazione internazionale e l’Integrazione) ha presentato a sua volta un ricorso dopo pochi giorni, per evitare che il bando fosse invalidato e venisse impedito l’avvio del servizio civile per i volontari già selezionati dai colloqui.

    FEBBRAIO 2012: se il ricorso del Ministero ha reso possibile l’avvio in servizio dei volontari, l’inizio di tutti i progetti sul territorio nazionale viene scaglionato nel corso dell’anno, perché la scarsità di fondi impedisce di retribuire con regolarità i volontari.

    APRILE – AGOSTO 2012: nel corso dei mesi si alternano voci su un possibile stop definitivo al bando di servizio civile, a causa dei finanziamenti sempre più esigui ai progetti. A giugno l’Assessore Regionale alle Politiche Sociali Lorena Rambaudi comunica ufficialmente che non uscirà alcun bando per il 2012, mentre è molto probabile l’apertura di un nuovo bando nella primavera 2013.

    31 OTTOBRE 2012: scade il termine per gli enti che vogliono presentare progetti di servizio civile in vista del bando nazionale 2013.

     

    IL PRESENTE

    Il 2012 è trascorso senza che sia stato emesso alcun bando di servizio civile nazionale, per la prima volta da quando è stato istituto con la legge 64 del 2001.

    Si prevede l’apertura di un bando ad aprile 2013, ma non ci saranno certezze fino a dopo le elezioni del 24-25 febbraio e l’insediamento del nuovo governo. Questo per due ragioni, come ci spiega Sandra Bettio, responsabile Arci Servizio Civile Genova: «La sentenza dello scorso anno obbliga l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile ad ammettere al prossimo bando anche cittadini stranieri, senza attendere la modifica della legge. Inoltre si dovrà attendere il risultato delle elezioni politiche, per capire da chi sarà composto il nuovo governo e quali saranno le intenzioni per sostenere il servizio civile».

    La campagna elettorale è in pieno svolgimento, ma nessun movimento politico ha inserito esplicitamente nel programma il sostegno al servizio civile (le uniche iniziative in merito sono da parte di singoli parlamentari). A questo scopo Arci Servizio Civile ha preparato un appello dal titolo Un’alleanza per il futuro, da sottoporre ai candidati e ai membri del futuro governo, una volta che sarà insediato. Temi chiave dell’appello, sottoscritto in un convegno dello scorso dicembre a Firenze, sono:
    1- servizio civile accessibile a tutti coloro che vogliono partecipare (eliminare dunque i requisiti di accesso, a partire da quello di cittadinanza);
    2- modificare la legge per garantire un impegno finanziario stabile da parte dello Stato, per evitare che di anno in anno i fondi per il servizio civile subiscano variazioni sostanziali;
    3- lo Stato deve farsi promotore della difesa della patria con mezzi non militari, come previsto dalla legge istitutiva del servizio civile, in particolare stanziando adeguati fondi per ogni forma di difesa civile, rispetto a quelli per la difesa miliare;
    4- promuovere la difesa della patria e la cittadinanza attiva quali obiettivi principali del servizio civile, che deve essere anzitutto un’esperienza di educazione alla pace e alla non violenza.

    L’unica certezza in merito è invece per il bando regionale, ossia un bando che esula dal servizio civile nazionale ma viene stabilito in base alle leggi di ciascuna Regione sul tema. Il bando della Liguria è da poco stato pubblicato ed è stato presentato un invito agli enti che vogliono aderire al progetto. A differenza del bando di servizio civile nazionale, i bandi regionali sono aperti anche a ragazzi minorenni (studenti delle scuole superiori), con cittadinanza non italiana e – caso unico in Liguria – con precedenti penali.

     

    Marta Traverso
    [foto di Roberto Manzoli]

  • Portofino, l’area marina protetta in un’app gratuita per iPad

    Portofino, l’area marina protetta in un’app gratuita per iPad

    Istituita con un decreto ministeriale del 1999, l’Area Marina Protetta (AMP) di Portofino comprende i Comuni di Portofino, Camogli e Santa Margherita Ligure. Un consorzio che si pone l’obiettivo di valorizzare e tutelare l’ambiente, il paesaggio e le attività economiche locali di quest’area della Liguria.

    A gennaio 2013 l’Area Marina Protetta mira a espandere i progetti di valorizzazione turistica del territorio attraverso un’applicazione gratuita per iPad, in lingua italiana e inglese, che dà la possibilità di “visitare” a costo zero i luoghi che fanno parte dell’AMP.

    L’app offre in particolare immagini ad alta risoluzione e filmati dei principali siti d’immersione del territorio, a cura di Giorgio Barsotti, che permettono di osservare i fondali marini gli organismi che popolano l’area. I contenuti saranno aggiornati periodicamente, per dare a residenti e turisti la possibilità di pianificare le escursioni in base al periodo dell’anno.

    Il progetto è stato realizzato con il supporto tecnologico dell’azienda genovese ETT Solutions – con il supporto dello staff di AMP Portofino – e finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

    L’applicazione Amp Portofino è scaricabile gratuitamente su Apple Store.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Teatro della Corte: “Macbeth” di Shakespeare con Giuseppe Battiston

    Teatro della Corte: “Macbeth” di Shakespeare con Giuseppe Battiston

    macbethDebutta al Teatro della Corte martedì 15 gennaio 2013 lo spettacolo Macbeth di William Shakespeare, con Giuseppe Battiston, che andrà in scena fino a domenica 20 gennaio.

    Lo spettacolo – adattato e diretto da Andrea de Rosa – è prodotto dal Teatro Stabile di Torino e dal Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni”.

    Al centro di questo nuovo allestimento del capolavoro shakespeariano sta l’interrogativo sull’identità personale: dal momento in cui Macbeth riceve la profezia dalle tre streghe («Tu sarai re») e la trasmette all’amata consorte, quel futuro, solo suggerito, solo sussurrato, solo possibile, diventa per loro la via della necessità dalla quale non riescono più a sottrarsi. L’entrare in rapporto con i desideri più nascosti e proibiti sconvolge le loro esistenze. Dopo quel vaticinio, infatti, essi non sono più quelli che erano, non sanno più chi saranno. Finiscono in un vicolo cieco, che inesorabilmente si macchia di sangue: quel desiderio non sarà mai appagato, i delitti non saranno mai sufficienti; Macbeth non sarà mai più lo stesso di prima e quello che è diventato è solo “un’ombra che cammina”.

    Muovendo da queste premesse, il regista mette in scena un Macbeth che si colora di horror, in uno spettacolo che, attingendo a un ampio repertorio di citazioni cinematografiche (David Cronenberg, David Lynch, Stanley Kubrick etc), affonda lo sguardo nell’abisso delle oscure ragioni che spingono gli esseri umani al male.

    Biglietti: 25 € primo settore, 17 € secondo settore. Lo spettacolo va in scena alle ore 20.30 (la domenica ore 16).

  • Pegli, Museo Navale: un patrimonio genovese da valorizzare

    Pegli, Museo Navale: un patrimonio genovese da valorizzare

    Un patrimonio della città da valorizzare a dovere, trasformandolo in un volano per rilanciare il polo culturale del Ponente. Stiamo parlando del Museo Navale di Pegli ospitato presso Villa Centurione-Doria, il complesso architettonico e paesaggistico sorto nel XVI secolo che, dopo il restauro dell’edificio (ultimato nel 2001) e il riallestimento delle collezioni, ha riaperto i battenti.

    A partire dal 2004, in seguito all’apertura del Galata Museo del Mare, Villa Doria ha trovato una nuova identità, sempre nell’ambito dei Musei del Mare e della Navigazione. Al suo interno sono esposte le collezioni marittime relative a Genova e alle Riviere che vanno dal XV al XIX secolo. Si possono ammirare preziose carte geografiche, dipinti, disegni, modelli navali, strumenti di costruzione e di navigazione nonché “visitare” gli antichi cantieri navali e le botteghe artigiane legate al mondo marittimo. Rilevanti le testimonianze di cultura materiale dei marinai e dei maestri d’ascia liguri.

    «A Villa Doria, oltre al Museo Navale, ci sono il liceo classico e un centro con l’università della terza età – spiega il consigliere comunale Francesco De Benedictis (Gruppo Misto) che rivolge un appello alla Giunta di Palazzo Tursi – Insomma potrebbe essere un punto di riferimento per la cultura cittadina». Al momento, però, non è proprio così perchè «Diverse opere sono state, in qualche modo, dimenticate», aggiunge De Benedictis.

    Tutto sarebbe iniziato, secondo il consigliere, nel momento in cui fu creato il Galata «In quell’occasione diverse opere ospitate a Pegli furono trasferite al museo del Mare del Mare al Porto Antico. Adesso, ad anni di distanza, bisogna iniziare a pensare a come restituire linfa vitale al Ponente». 

    E non mancano alcune proposte concrete che non comporterebbero alcuno sforzo «L’artista Aldo Raimondi, durante i suoi periodi di villeggiatura, ha realizzato diversi acquerelli raffiguranti Pegli – spiega il consigliere – Si tratta di opere che, in parte sono affisse in Regione mentre altre sono ancora in magazzino. Perchè non esporle proprio in questa sede, dando lustro ad un artista di fama mondiale?».

    Senza dimenticare la non trascurabile parte di patrimonio che ancora giace nascosta nei fondi «Esistono diverse ricostruzioni di imbarcazioni risalenti agli anni ’30-’40, attualmente non visibili al pubblico e questo è davvero un peccato – continua De Benedictis – L’obiettivo deve essere quello di togliere tutto dai magazzini per rimettere le opere nei musei. In caso contrario, quest’ultimi non riusciranno a rilanciarsi come meritano».

    Inoltre, per valorizzare il sito, occorre sfruttare al meglio l’opportunità del collegamento con la NaveBus, il traghetto gestito da Amt che parte proprio dal Porto Antico.

     

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

     

     

     

     

  • Pescato ligure e inquinamento porti: interrogazione in Regione

    Pescato ligure e inquinamento porti: interrogazione in Regione

    Le associazioni dei consumatori, in particolare il Movimento Difesa del Cittadino, da lungo tempo sostengono la necessità di conoscere con chiarezza l’origine del pescato attraverso un’etichettatura dettagliata con il luogo d’origine messo ben in evidenza, ad esempio pescato nel Mar Ligure” piuttosto che “allevato nel Mar delle Filippine”. Adesso, grazie ad un’interrogazione promossa dal capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, Edoardo Rixi, tale problematica sarà affrontata dalla Regione Liguria.

    «Si tratta di una richiesta sacrosanta, dal momento che i prodotti ittici dei nostri mari sono un’eccellenza alimentare che soffre la concorrenza del pesce a più buon mercato, proveniente da altre parti del mondo – spiega Rixi – Tuttavia, se è naturale che il mercato detti le sue regole, è altresì giusto che la superiore qualità dei nostri prodotti venga evidenziata. Da un’azione del genere trarrebbero vantaggio sia i consumatori, che disporrebbero così di un importante dato in più prima di scegliere i loro acquisti, sia i pescatori liguri, che stanno attraversando un momento quanto mai difficile».

    Un altro problema che richiede urgente soluzione «È quello riguardante i cittadini che vivono intorno al Porto e che soffrono per i fumi, le polveri ed i miasmi – continua Rixi – Una delle cause di questi disagi è l’assenza di collegamenti ai pozzetti per effettuare subito gli scarichi dei liquami dalle navi grandi e piccole, in modo da non inquinare le acque del porto e spargere odori nauseanti nella zona circostante».

    «Siamo molto lieti che il consigliere regionale della Lega Nord, Edoardo Rixi, abbia preso in seria considerazione quanto sostenuto da molto tempo dal Movimento Difesa del Cittadino per quanto riguarda gli inquinamenti dei porti le problematiche della pesca – sottolineano Vittorio Bigliazzi e Felice Mammoliti, MDC Genova e LiguriaCi auguriamo che anche altri Consiglieri (e non solo della Regione) prendano a cuore questi problemi e contribuiscano a sollecitare l’impegno delle autorità regionali provinciali e comunali e della stessa Autorità del porto di Genova».

    «Da poco tempo sono finite le operazioni di approfondimento del fondale del porto per far entrare navi ancora più grosse di quelle attuali – continuano Bigliazzi e Mammoliti –  Ottima cosa dal punto di vista del commercio e del lavoro, ma si aggrava ed espande l’inquinamento (specie dei fumi) anche alla cerchia delle abitazioni più in alto di quelle attualmente interessate ai vari aspetti degli inquinamenti portuali: acustici, polveri, fumi, “odori”. Pertanto un intervento serio per risolvere questi problemi è auspicabile sia intrapreso da tutti i responsabili in modo da cominciare subito a elettrificare le banchine del porto di Genova e collegare le navi ai pozzi di raccolta di rifiuti e liquami per impedire lo sversamento degli scarichi navali nel porto».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Carceri: in Liguria il Garante dei diritti non è mai stato nominato

    Carceri: in Liguria il Garante dei diritti non è mai stato nominato

    «È indispensabile sbloccare l’iter della proposta di legge sull’istituzione del Garante dei diritti, ferma dall’aprile 2012 in commissione Affari istituzionali in Regione», così Maruska Piredda, capogruppo di Italia dei Valori in Regione e presidente della commissione Pari opportunità, richiama l’attenzione sull‘emergenza carceri in Liguria. «Dopo la sentenza della Corte europea che invita l’Italia a prendere provvedimenti contro l’attuale condizione carceraria – spiega Piredda – sono emersi dati ancora più allarmanti sul sovraffollamento nelle prigioni della Liguria che conquista la “maglia nera” d’Europa con un tasso del 176,8%».

    La legge – il cui esame è in stand by in Regione – propone l’istituzione del “Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, il cui compito è vigilare e promuovere il rispetto dei diritti fondamentali delle persone recluse o in condizione di limitazione della libertà personale. Già dieci altre regioni si sono attivate su percorsi analoghi. La finalità è costituire un sistema di controlli adeguato per quanto riguarda i diritti e gli interessi di rilevanza regionale, come sanità, lavoro e formazione dei detenuti, il regolare ed efficiente svolgimento dell’azione amministrativa regionale. Altro scopo è quello di favorire la conoscenza, la prevenzione e l’immediata cessazione di eventuali situazioni di abuso, violazione di diritti o irregolarità. Il Garante verrebbe istituito presso il Consiglio regionale come organismo di garanzia e avrebbe il compito di lavorare in sinergia con le autorità giurisdizionali e amministrative segnalando loro eventuali criticità. Una figura analoga a quella del difensore civico, scelto per le qualifiche personali e svincolato dalla politica.

    «Siamo consapevoli che l’istituzione del Garante non sarà la soluzione definitiva all’annoso problema delle carceri italiane – precisa Piredda – che potrà essere risolto solo con un intervento deciso da parte del Governo attraverso misure efficaci e non semplici palliativi come amnistie, indulti e “svuota carceri”, magari mutuando esperienze di altri Paesi europei come la Germania, dove i detenuti abitualmente lavorano».

    Al contrario, nelle nostre carceri solo il 10% dei detenuti ha un’occupazione; 1 detenuto su 4 è tossicodipendente; gli stranieri sono oltre il 60% dei reclusi.

    L’emergenza sovraffollamento in Liguria è sotto gli occhi di tutti: Marassi ha 456 posti letto e 750 reclusi; Sanremo 209 posti e 337 presenze; Chiavari 78 posti e 94 detenuti; Imperia 69 posti e 120 detenuti; La Spezia 144 posti e 272 detenuti; Savona 75 detenuti per 36 posti letto. Senza dimenticare l’unico carcere femminile della Liguria, quello di Pontedecimo, dove per 96 posti letto ci sono 172 reclusi, uomini e donne anche con bambini di età inferiore ai tre anni.

    «Per porre fine alla barbarie che oggi vede genitori dietro alle sbarre insieme ai propri figli – continua Piredda – ho presentato un’interrogazione, che martedì sarà discussa in Consiglio, affinché la Liguria si doti al più presto di un Icam, Istituto di custodia attenuata per mamme, cioè una casa famiglia protetta. Garante dei diritti e Icam sono interventi che la Regione può attuare dando un concreto segnale di impegno nella battaglia di civiltà per trasformare le nostre carceri da istituti di pena a luoghi di rieducazione».

    «Le priorità penitenziarie della Liguria sono ben altre – esprime scetticismo Roberto Martinelli, segretario regionale del sindacato della polizia penitenziaria (Sappe) – Servono lavoro e formazione. Abbiamo evidenziato tutte le nostre perplessità sulla necessità di istituire la figura del Garante dei diritti, anche in relazione ai costi per la spesa pubblica che si dovrebbero sostenere, considerata l’attuale situazione di congiuntura economica. La Regione Liguria ha già una qualificata ed autorevole figura istituzionale di garanzia qual è quella del Difensore civico regionale che bene può assolvere alle finalità del garante. È quanto, ad esempio, già avviene in Lombardia e nelle Marche, regioni nelle quali vi sono Difensori civici che svolgono anche funzioni di garante dei detenuti».

    «Quel che è certo è che l’eventuale figura da istituire in Liguria non potrà essere appannaggio dei giochetti politici – conclude Martinelli – in altri termini, non potrà essere una “poltrona” sulla quale sistemare qualche politico trombato, qualche “amico degli amici“, senza nessuna concreta competenza penitenziaria», conclude Martinelli.

    «L’istituzione del Garante dei diritti sarebbe una prima risposta alle istanze che arrivano proprio degli operatori penitenziari, dalla magistratura e dalle associazioni di volontariato che hanno più volte lamentato la distanza della politica e delle istituzioni – risponde il consigliere regionale, Maruska Piredda – Siamo a disposizione del segretario del Sappe, Roberto Martinelli, che in passato ci ha fornito un prezioso supporto per analoghe iniziative, per fornire tutte le delucidazione in merito alla proposta di legge che è stata presentata da più gruppi politici. Potrà essere l’occasione per avanzare ed eventualmente accogliere proposte migliorative al testo della legge stessa durante l’iter in commissione».

     

    Matteo Quadrone

  • Ansia, sintomi e rimedi: un laboratorio per imparare a combatterla

    Ansia, sintomi e rimedi: un laboratorio per imparare a combatterla

    Sono aperte le iscrizioni per partecipare a un laboratorio per la gestione dell’ansia che si tiene in via Cairoli 8/5 e prevede la costituzione di un gruppo di lavoro che ha come tema principale il riconoscimento e il significato dell’ansia.

    Gli incontri si svolgono in due modalità; una parte di discussione e confronto e una di lavoro esperienziale, individuale e di gruppo, che permetterà di apprendere nuove strategie per dominare quei momenti di agitazione che non permettono di vivere serenamente alcuni frangenti della vita.

    Il percorso prevede 6 incontri a cadenza settimanale, ogni mercoledì dalle 18.45 alle 20.45. Gli incontri saranno così strutturati:
    1. Presentazione e teoria introduttiva all’argomento
    2. Ritorno al passato. Racconti di ansia e paure
    3. Tecniche e strumenti di gestione dell’ansia
    4. Tecniche corporee e rimedi naturali per la gestione dell’ansia
    5. La creatività risveglia il coraggio
    6. Fine di un percorso e inizio di un viaggio

    Il laboratorio costa 90 €, di cui 40 € versati al momento dell’iscrizione e il resto entro la fine del percorso.

    È possibile iscriversi entro martedì 22 gennaio 2013. Il laboratorio si effettuerà al raggiungimento di un minimo di 8 partecipanti.

    Per maggiori informazioni contattare la Dott.ssa Marilena Vettorello al numero 348 6624862 o all’indirizzo mail mvpsicologa@gmail.com, o la Dott.ssa Ivana Sorrentino al numero 333 3478439 o all’indirizzo mail sorrentino.ivana@libero.it.

  • Amsterdam, la capitale olandese fra trasgressione e relax

    Amsterdam, la capitale olandese fra trasgressione e relax

    Quando sono sceso dal treno e ho messo il piede per la prima volta ad Amsterdam in un freddo mattino di fine dicembre l’aria pungeva il viso come piccole spine e le sparute foglie gialle e arancioni di un autunno ormai svanito lasciavano spazio al Generale inverno che avvolgeva con il suo bianco mantello la città e i suoi canali.
    Con un disco di Otis Redding acquistato in aeroporto, camminavo oltre la stazione sulle note di “Sittin’on the dock of the bay” attraversando splendidi canali e piste ciclabili in una città tra le più tranquille e pulite che abbia mai visto.

    Amsterdam è sempre stata vittima di luoghi comuni, tuttavia le sue trasgressioni sono limitate ai luoghi predisposti come i famosi Coffe Shop situati prevalentemente vicino alla stazione centrale e nel piccolo Red Light District, il resto è solo ordine ed eleganza.
    Come primo alloggio avevo un enorme dormitorio adiacente a Vondel Park che utilizzai anche per il secondo viaggio mentre per le successive volte optai per un albergo e la comodità di un bellissimo B&B gestito da una coppia gay di mezza età.

    Il primo viaggio fu in occasione del Capodanno 2000, partimmo in dieci persone da Genova con tappa a Torino e Parigi per giungere a destinazione il mattino seguente su un treno paragonabile a quelli per il trasporto bestiame.
    Da ragazzo è facile lasciare Amsterdam senza visitare le attrazioni culturalmente più importanti, ma con i viaggi successivi mi sono rimesso in pari…
    Dopo la faticosa esperienza in treno sono passato all’aereo per il viaggio successivo partendo da Genova con la compagnia aerea Transavia, questa volta in agosto e con un clima decisamente piacevole che mi ha permesso di affittare una bicicletta per muovermi attraverso i canali e vedere cose che il freddo dell’inverno nasconde.

    Una di queste è il museo di Van Gogh dove ho ammirato dal vivo i quadri del pittore olandese ripercorrendo la sua vita in tutte le sue fasi travagliate e contorte, attraverso i suoi dipinti si viene posseduti dal suo stato d’animo immergendosi nei colori al contrario vivaci delle sue tele; tra le opere più famose presenti ci sono “I Mangiatori di Patate, La Stanza di Vincent ad Arles, e uno dei Girasoli.

    Tra un museo e una passeggiata tra gli splendidi negozi del centro si può gustare un ottimo the o cioccolata calda in uno dei bellissimi Coffe Shop, il mio preferito è l’Abraxas, situato in un vicolo di Kalverstraat, la via principale che sfocia in piazza Dam, al suo interno oltre all’ottima musica si trovano numerosi servizi tra cui una postazione internet e il wi-fi gratuito. Un altro Coffe Shop speciale è il The Doors, scoperto una sera di agosto del 2005 quando con un mio amico eravamo alla ricerca di un buon caffè, situato alla destra della stazione, si distingue per la facciata in legno dipinto di rosso e la scritta viola sopra l’ingresso. L’interno è piccolo ma accogliente e il legno scuro e i divanetti creano un ambiente rilassante.
    Ricordo ancora quando sono entrato per la prima volta in questo locale, pochi faretti e una palla stroboscopica rimbalzavano sul fumo che saliva lento, dalle casse usciva “Pledging my time” di Bob Dylan e come tante altre volte all’estero mi sono chiesto come mai non sento mai pezzi di questo livello nei locali in Italia.

    Per chi volesse impegnare il tempo in maniera spensierata e divertente, ci sono attrazioni come la succursale olandese del Madame Tussaut, il famosissimo museo delle cere di Londra situato in piazza Dam oppure il Dungeon, una riproduzione teatrale itinerante dei migliori romanzi e film horror della storia dove attori in carne e ossa sono pronti a farvi saltare dalla paura.

    Girando per la città saltano all’occhio costruzioni storte e variegate, non vi preoccupate, non siete in preda ai fumi dei coffe shop…! In passato infatti le case venivano tassate in proporzione alla loro larghezza, pertanto si costruivano palazzi molto alti e stretti che lasciavano imperfezioni nelle forme e nelle linee, ma proprio questa caratteristica aggiunta ai diversi colori di ogni abitazione rende Amsterdam così originale.
    La città è costruita su una rete di canali che si estende per oltre cento chilometri, comprende 90 isole e 1500 ponti, il mezzo di trasporto principale è la bicicletta e molte strade sono pedonali e i tram sono elettrici, questo favorisce un ambiente silenzioso e rilassante.
    In alcune zone si possono ascoltare le campane di chiese distanti interi quartieri e passeggiare lungo i canali in compagnia di qualche Airone Cenerino che si gode il dondolare delle barche.

    Tutto ruota intorno a piazza Dam, un grande obelisco dalla forma fallica padroneggia nel centro, intorno centinaia di biciclette passano a velocità sostenuta non curandosi della strada umida e delle viscide rotaie dei tram.
    Proprio dietro la piazza si trova uno dei luoghi più discussi al modo, il già citato Red Light District, un piccolo quartiere situato su tre canali dove le vetrine illuminate formano file di curiosi e i teatri attendono i turisti allettati da fotografie degli spettacoli e prezzi comitiva.

    Uno dei miei appuntamenti fissi riguarda la passeggiata mattutina a Vondel Park, il più grande parco della città.
    Situato in pieno centro permette di praticare attività fisica e immergersi nel verde passeggiando lungo i piccoli laghetti frequentati da innumerevoli specie di uccelli e piccoli scoiattoli, magari ascoltando un po’ di buona musica e scattando qualche bella fotografia.

    Nei miei viaggi, soprattutto quelli in solitaria, amo camminare alla scoperta di luoghi inaspettati e fuori dagli schemi come il quartiere Jordaan di Amsterdam.
    Nato nel secolo d’oro olandese, ovvero intorno al XVII secolo come quartiere popolare dedito ad ospitare lavoratori che migrarono da tutte le parti del mondo in cerca di fortuna, divenne in pochi anni sovrappopolato e igienicamente scarso, questo portò coloro che potevano permettersi un posto migliore ad abbandonare il quartiere che divenne disabitato agli inizi del 900 quando rischiò pure di essere demolito.
    Salvato dalle proteste per il patrimonio storico che rappresenta, negli anni ’70 è stato ripopolato da una generazione di artisti che, grazie agli affitti economici, si stabilì in quello che è diventato il più caratteristico quartiere di Amsterdam. Personalmente ho scoperto la sua esistenza dopo aver visitato il mercato dell’usato che ogni lunedì e sabato si stabilisce nella piazza della chiesa di Noorderkerk, sono rimasto colpito dalle costruzioni irregolari ricavate da spazi angusti arredati in maniera artistica e moderna nonostante le antiche facciate in legno facciano pensare al contrario.
    In una delle vacanze ho avuto anche la fortuna di soggiornare in quello che è considerato “il più brutto albergo del mondo”, l’Hans Brinker Hotel.
    Le camere spoglie e fredde senza nessun tipo di comfort sono arredate solo da una branda e uno stipetto di metallo, il bagno presenta l’essenziale e la doccia in comune è presente solo in alcuni piani.
    La particolarità di questo albergo è proprio il vanto di essere considerato il più brutto del mondo, le pubblicità sono simpatiche e richiamano le imperfezioni presenti nell’albergo riuscendo a strappare il sorriso soprattutto a chi c’è stato.

    Durante le passeggiate notturne sono sempre rimasto affascinato dalle grandi finestre illuminate e prive di tende degli appartamenti, i salotti infatti sono in bella esposizione quasi fosse una competizione di bellezza. Molte abitazioni invece sono vere e proprie barche ormeggiate lungo i canali umidi e sempre in movimento.
    E’ difficile trovare popolazioni con una mentalità aperta come gli abitanti di Amsterdam, una città dove la trasgressione si nasconde dietro uno stile unico e inimitabile.

     

    Diego Arbore

  • Festival della Scienza 2013: bando di concorso Fame Lab

    Festival della Scienza 2013: bando di concorso Fame Lab

    Festival della Scienza di GenovaFame Lab è un bando di concorso internazionale di divulgazione scientifica, una competizione che si tiene in 24 Paesi del mondo ed è riservata a studenti e professionisti che vogliono lavorare in discipline legate alla scienza, di età compresa tra i 18 e i 41 anni.

    Il concorso si articola in selezioni locali, che si terranno in sette città italiane (tra cui appunto Genova): verranno poi scelti 14 finalisti che parteciperanno a FameLab Masterclass, un workshop di formazione in comunicazione della scienza, in vista della finale nazionale del 3 maggio 2013 a Perugia.

    L’Associazione Festival della Scienza ospita le selezioni locali di Genova: per partecipare è necessario scaricare il modulo di partecipazione a FameLab 2013 e inviarlo a genova@famelab-italy.it. Si riceverà in seguito comunicazione di data e luogo della selezione locale.

    La selezione locale avverrà in due sessioni, mattutina e pomeridiana: ogni partecipante dovrà proporre una presentazione di tre minuti da sottoporre alla giuria; i selezionati della sessione mattutina dovranno proporre una diversa presentazione nel pomeriggio; infine saranno scelti i due vincitori che parteciperanno alla Masterclass.

  • Enti pubblici e imprese: rapporto sui tempi di pagamento

    Enti pubblici e imprese: rapporto sui tempi di pagamento

    Sono ancora tempi biblici quelli che devono attendere le imprese artigiane per riscuotere i propri crediti con la Pubblica amministrazione. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato che ha calcolato il tempo medio di pagamento a 127 giorni, con un incremento di 32 giorni negli ultimi sei mesi e un danno economico per le imprese artigiane di circa 2,5 miliardi di euro.

    «Auspichiamo che questo malcostume, tutto italiano, possa essere superato vista l’entrata in vigore dal 1° di gennaio della normativa che fissa a 30 giorni il termine ordinario dei tempi di pagamento», dichiara Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria.
    Il decreto legislativo n. 192 del 9 novembre 2012, che recepisce la direttiva comunitaria (2011/7/UE) sui pagamenti, è stata salutato come un autentico toccasana dalle imprese artigiane all’entrata in vigore col nuovo anno. Infatti, la nuova normativa fissa il termine di pagamento a trenta giorni ed è derogabile nelle transazioni tra imprese solo tramite pattuizione che, per termini superiori a 60 giorni, dove essere espressa. Se il debitore è una pubblica amministrazione, il prolungamento del termine di pagamento oltre i 30 giorni deve sempre essere espresso e, in ogni caso, non può superare i 60 giorni.

    «Ora è necessario che questi paletti siano rispettati dalle Pubbliche amministrazioni affinché la nuova normativa non rimanga lettera morta – dice Grasso – Ricordo che l’incremento dei ritardi dei pagamenti determina un costo in termine di maggiori oneri finanziari per tutta la filiera. Infatti, l’impresa che vede ritardare il pagamento è costretta a scaricare, almeno in parte, i costi sulle imprese fornitrici, o, peggio, indebitarsi con il sistema bancario, con un conseguente effetto domino che sta strozzando tutto il sistema delle micro e piccole imprese».

    Il rapporto di Confartigianato evidenzia che la Pubblica amministrazione in Italia ha accumulato debiti commerciali per 79 miliardi di euro nei confronti dei fornitori di beni e servizi. Di questi, la voce più importante, ben 35,6 miliardi, è riferita a debiti verso le imprese fornitrici del sistema sanitario nazionale (Asl, Aziende ospedaliere e Ircss).

    I peggiori pagatori si registrano nel Centro-Sud con tempi record di 793 giorni per il saldo di una fattura in Campania, di 755 in Molise e di 661 in Campania. La Liguria si posiziona al di sotto della media italiana (286 giorni) con un ritardo medio di 170 giorni.

    «Conforta il tasso di diminuzione di 102 giorni tra il 2007 e il 2010, decisamente uno dei migliori a livello nazionale – commenta Grasso –Tuttavia, occorre sottolineare che l’obiettivo dei 30 giorni è ancora ben lontano e a farne le spese sono ancora una volta le imprese sulle quali ogni giorno di ritardo è un macigno insostenibile sulle spalle».

     

    [Foto di Diego Arbore]

  • Palazzo Ducale Genova: incontri su religione e potere

    Palazzo Ducale Genova: incontri su religione e potere

    Porticato di Palazzo DucaleIniziano lunedì 14 gennaio 2013 una serie di incontri a Palazzo Ducale sul tema Autorità Sacra – Il potere nelle religioni, a cura del Centro Studi Antonio Balletto e che vedranno come relatori storici, teologi e intellettuali che affrontano il problema del rapporto tra le varie confessioni religiose, le forme di legittimazione dell’autorità e il mondo del potere.

    I convegni si terranno tutti i lunedì fino al 25 febbraio 2013, con orario 17.45 e ingresso libero.

    Tema degli incontri.
    L’autorità è il principio teoretico e organizzativo proprio di tutte le religioni? Come funziona nelle varie confessioni cristiane, nelle diverse religioni del mondo il potere? Che rapporto c’è tra la struttura del potere interno a una religione e la dottrina teologica di riferimento?

    Chi decide, su che cosa, attraverso quali mezzi, uffici, in quali circostanze? Come si è arrivati alle odierne forme di legittimazione e di gestione del potere interno? Quali cambiamenti ci sono stati nei secoli?

    In quali ambiti si esercita il potere: dottrinale?, morale?, liturgico?, politico? Ci sono variazioni ad essi connesse? C’è (c’è stato) un nesso tra forma del potere interno e rapporti con i poteri esterni (politici, economici ecc.)?

    Programma dettagliato degli incontri.

    14 gennaio: Il potere nel Cristianesimo
    con Vito Mancuso, teologo

    21 gennaio: Chiese cristiane antiche e orientali
    con Paolo Bettiolo, storico dell’Università di Padova

    28 gennaio: Chiesa cattolica moderna
    con Adriano Prosperi, storico di Università di Bologna e Scuola Normale di Pisa

    4 febbraio: Chiese protestanti
    con Paolo Ricca, teologo alla Facoltà Teologica Valdese di Roma

    11 febbraio: Chiesa cattolica contemporanea
    con Marco Ansaldo, giornalista

    18 febbraio: Tradizioni e comunità islamiche
    con Ida Zilio Grandi, islamista all’Università Ca’Foscari di Venezia

    25 febbraio: Sette antiche e nuove
    con Giovanni Filoramo, storico delle religioni all’Università di Torino

  • Galata Museo del Mare: mostra di arte dal Giappone

    Galata Museo del Mare: mostra di arte dal Giappone

    hokusaiAperta al pubblico fino a giovedì 31 gennaio 2013 la mostra che al Galata Museo del Mare interpreta l’arte del Giappone attraverso le opere di 63 artisti contemporanei.

    Titolo della mostra è La Grande Onda. Omaggio ad Hokusai, a cura di Adelinda Allegretti: oltre 80 opere realizzate ad hoc da artisti italiani e stranieri che operano nei diversi linguaggi visivi (pittura, scultura, computergrafica, ceramica, installazione) e che hanno rivisitato le opere di Hokusai tenendo conto del proprio stile e della propria ricerca.

    La mostra è allestita per tutto il percorso museale fino alla terrazza panoramica “Mirador” ed è possibile visitarla negli orari di apertura del museo.

    Artisti in mostra: Livia Balu (CH-Svizzera), Emanuela Battista (I), Ettore Battista (I), Raffaella Benetti (I), Eléonore Bernair (B-Belgio), Sergio Boldrin (I), Franco Bratta (I), Philippe Bruneteau (F-Francia), Regina Bucher (D-Germania), Agnese Cabano (I), Virginia Cafiero (I), LeoNilde Carabba (I), Fabio Castagna (I), Enrico Challier (I), Conte (I), Laurence Courto (F-Francia), Luigia Cuttin (I), Corrado de Ceglia (I), Elisa Donetti (I), Marianne Em¬menegger (D-Germania), Kenneth Engblom (S-Svezia), Beniamino Fabiano (I), Maria Fatjó Parés (E-Spagna), Sergio Fava (I), Feofeo (I), Monica Frisone (I), Annamaria Gagliardi (I), Anna Gatto (I), Alessio Gessati (I), Marco Giovanni Gianolio (I), Paolo Ielli (I), Antonella Iovinella (I), Iu¬kàri (I), Nadia Larosa (I), Lorella Lion (I), Maria A. Listur (RA-Argentina), Cristina Mantisi (I), Serafina Marranghino (I), Mauro Martin (I), Paola Mascherin (I), Mira Maria Meiler (A), Claudia Melotti (I), Nika! (PL-Polonia), Rosanna Orsini (I), Lucia Pasini (I), Mario Pasqualotto (E-Spagna), Amedeo Pedaletti (I), Gianmario Quagliotto (I), Lorenzo Quinn (I), Mariella Relini (I), Brigitta Rossetti (I), Maria Cristina Sammarco Pennetier (I), Matteo Seghezza (I), Martin Sendlak-Rinkwitz (D), Elisabetta Serafini (I), Patrizia Simonetti (I), Nancy Sofia (I), Mariagrazia Stoppa (I), Laura Tarabocchia (I), Roberto Tigelli (I), Elisa Traverso Lacchini (I), Laura Venturi (I), Elena Verri (I).

    La curatrice
    Adelinda Allegretti nasce a Roma nel 1969 e qui si laurea presso l’Università degli Studi “La Sapienza” in Storia comparata dell’arte dei paesi europei col Prof. Enzo Bilardello, affrontando una tesi di ricerca sul pittore italo-spagnolo Bartolomé Carducho, vissuto in Spagna a cavallo tra il 1500 ed il 1600.
    Iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dal 1999 cura mostre in spazi pubblici e gallerie private, sia in Italia che all’estero. Nel 2004-2005 completa la sua formazione curatoriale frequentando il Master in “Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dove torna nel 2007 in veste di Tutor del Master curatoriale in “Landscape Design”. Vive tra Roma e la provincia di Como.