Mese: Giugno 2013

  • Pomodori ripieni: ingredienti e preparazione

    Pomodori ripieni: ingredienti e preparazione

    Pomodori ripieni al fornoDopo i ripieni di verdure, ecco una ricetta light, adatta per i vegetariani. I pomodori ripieni sono facili da preparare ma molto gustosi, questa variante tutta genovese prevede che vengano cotti in forno e poi serviti.

    Ingredienti

    8 pomodori tondi abbastanza grossi, 2 uova, mollica di un panino bagnata nel latte e strizzata, 80 grammi di formaggio grattugiato, una manciata di funghi secchi, 2 cipolle bianche,  pane grattugiato, olio extravergine di oliva, origano, sale e pepe.

    Preparazione

    Lavate i pomodori, tagliateli a trequarti circa eliminando i semi. Salateli e metteteli rovesciati sulla carta da cucina in modo che perdano tutta l’acqua di vegetazione.

    Tritate le cipolle, i funghi ammollati, l’aglio, il prezzemolo e soffriggete il tutto in una padella unta d’olio.

    Togliete dal fuoco, lasciate intiepidire e unite poi la mollica di pane bagnata nel latte e strizzata, le uova, l’origano, il sale, il pepe, amalgamando bene il tutto.

    Riempite con il composto le metà più alte dei pomodori, disposte in una teglia con un filo d’acqua, spolverizzare di pane grattugiato e versando un filo di olio d’oliva.

    Cuocete in forno medio per circa 25 minuti.

    Buon appetito!

     

    Foto: ww.saledolce.com

  • Fiera della Maddalena: pomeriggio di festa in centro storico

    Fiera della Maddalena: pomeriggio di festa in centro storico

    Campanile delle Vigne, GenovaAnticipata da una serie di appuntamenti che negli ultimi due fine settimana hanno animato vie e piazze del quartiere (il primo dedicato alle donne, il secondo alla legalità), torna sabato 15 giugno 2013 la Fiera della Maddalena.

    A partire dalle 15, nelle vie e piazze del quartiere una serie di appuntamenti fra musica, giochi, arte e incontro con le oltre 40 associazioni attive sul territorio, che ribattezzano solo per oggi l’area Via dei diritti.

    Programma

    Piazza Lavagna-Piazza Etnica
    Ore 17 – Danza Greca (Lab. Vico Papa)
    Ore 18.30 – Genova Flamenco – Gruppo Medialuna, Danza del Ventre AnahitaTcheragali NK Kecy – Fit For Life
    Ore 19.30 – Video Marco Phango
    Ore 20 – Liberamente Danze Orientali, (Lab. Vico Papa)
    Ore 21 proiezione di multivisioni a cura del 36°Fotogramma

    Piazza Vigne-Piazza del Verde
    Orto degli Angeli, Terra ONLUS ,Y.E.A.S.T.
    Eco Bike
    Eticologiche
    Legambiente
    Gas Vegano
    Intergas
    Installazione di Stefania Orengo

    Via ai quattro canti di San Francesco-Via dei Canti
    Ore 16 – Le vie del Canto
    Ore 17 – Musicanza

    Piazzetta Cambiaso-Piazza dei Progetti
    Progetti Vico Papa
    Io Cambio
    Mostra Itinerante Lectorium Rosicrucianum
    Chiostro delle Vigne-Piazza Teatro e Sport
    Ore 17 Oltre il Silenzio – Corte dei ratti: Nessuno potrà più udire la mia voce
    Hip Hop dello StreetUP
    Boxe per Tutti – Imane Kaabour
    Parkour Urban Street

    Piazza San Sepolcro, piazza Senarega, vico Mele – piazza della Legalità
    Libera
    Comunità di San Benedetto al Porto
    Assistenti sociali Senza Frontiere
    Associazione al Verde
    Piazza del Ferro-Piazza di Musica e Socialità
    Ore 15.30  – Socialità – Yoga della Risata
    Ore 16.30 – Fischi di carta gruppo letterario, letture e musica
    Ore 17.30 – Lu Trainanà – Stornelli Marchigiani
    Ore 18 – 20 – Claudino Mod e Tommy boss reggae gireranno i loro vinili
    Ore 20.20 – Roberto Ballerini
    Ore 21 – Anais
    Ore 21.40 – Flavia Ferretti
    Ore 22.20 – Natty family band
    Ore 23 Li Fiji der Papa

    Piazza inferiore di Pellicceria – piazza della Scienza
    Ore 15.30 Festival della Scienza
    Matefitness
    Cel Coop Il Laboratorio
    Vico Papa – Spazio Sociale
    School of Rock
    Gruppo Yoga Solidale
    Ass.cult. KUMMELEKALE
    Laboratorio Gaucho
    Maria Luisa Comodeca
    Ass.cult.KUMMELEKALE
    Paola De Benedetti
    Arianna Zunino
    Mamme della Maddalena
    Bioenergetica

    Piazza Cernaia – piazza dei Bambini
    Ore 15.30 Il Formicaio – Coop. Soc. Il Laboratorio
    Scout Agesci – Cengei
    Gastronomadi
    Animars
    Merenda – Associazione Scuola Daneo

    Piazza Postavecchia – piazza dei Bambini
    Ore 15.30 Remida
    Scout Agesci – Cengei
    Murga

    Piazza Boccanegra, vico Rosa – via dell’Arte e della Cultura
    Ore 15.30 Moto Perpetuo (Laboratorio Musicale di San Marcellino)
    Ore 16.15 Canto a Madama Rosa, con Irene Serini – Attrice e Manuel Perasso – Chitarrista
    Ore 16.50 Il Gran Bazar e le Mille e una Notte, con Enrico Campanati
    Ore 17.30 Don’t Worry, con Luigi Marangoni
    Ore 18.10 Omaggio alla Genova di Giorgio Caproni, con Fabrizio Maiocco – Attore e Adriano Fontana – Chitarrista
    Ore 18.45 Le Ribelli con Fabrizio Matteini – Attore e Giacomo Burdo – Chitarrista
    Ore 19.15 La Macchina Sforna Clandestini, Laboratorio Immigrazione
    Via della Maddalena 52r
    Abitare e lavorare alla Maddalena – Mostra fotografica a cura di Jalapeno e Laboratorio Probabile Bellamy. Foto di Paola Pietronave
    Vico del Fornaro 16 – Studio M.a.g.d.a.l.e.
    Frammenti in Movimento – Azione performativa di Enrico De Nicola, installazione di ArteGioco
    Impalcature Asilo vico della Rosa
    Scorci Urbani – Mostra fotografica a cura della Sacs
    Via della Maddalena 29, Massoero 2000
    Laboratori Artistici dell’Associazione S. Marcellino
    Ore 19 Abbracci di Tango – Proiezione
    Milonga alla Maddalena
    Corso di Tango Argentino di Vico Papa

    [foto di Daniele Orlandi]

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Sapone fatto in casa, naturale all’olio di oliva: Eticologiche

    Sapone fatto in casa, naturale all’olio di oliva: Eticologiche

    eticologiche-saponeQualche mese fa vi abbiamo raccontato il progetto Eticologiche, ideato da due ragazze genovesi – Luana Ciambellini e Silvia Dalla Dea – che per reagire alla crisi del lavoro si sono stabilite in uno spazio in vico del Duca producendo saponi naturali e artigianali, che “vendono” in cambio di prodotti alimentari biologici o materie prime.

    Si tratta di prodotti realizzati senza prodotti chimici né grassi di origine animale: i soli ingredienti sono olio (d’oliva oppure esausto), soda, farina e olii essenziali.

    Ieri (giovedì 13 giugno) abbiamo partecipato a un corso di sapone naturale al ristorante Ombre Rosse, in vico Indoratori, una minuscola area verde nel cuore del centro storico di Genova. Oggetto del corso era il sapone tipo Marsiglia, da realizzarsi mescolando olio di oliva, soda caustica e acqua. Hanno partecipato circa una decina di persone.

    Senza anticipare troppo sui contenuti, è stato un corso molto utile per comprendere quanto sia semplice e veloce produrre il proprio sapone. In poco meno di due ore – con due chili di olio di oliva uniti a soda e acqua in un procedimento non troppo complesso – sono state prodotte oltre venti saponette, che dopo un mese di stagionatura potranno essere utilizzate. Il solo trucco è fare attenzione alle giuste proporzioni tra acqua, soda e olio, mescolare tutto alle giuste temperature e utilizzare occhiali e mascherina per non inalare la soda caustica.

    Parte della quota di iscrizione al corso può essere pagata con gli Scec, così da sostenere questa forma di circuito economico locale.

    I prossimi appuntamenti a cui Eticologiche saranno presenti sono: Fiera della Maddalena (sabato 15 giugno) e un corso di sapone con olio esausto e olio di oliva al Dadoblu di Boccadasse.

    Il progetto di Eticologiche contribuisce anche al rispetto dell’ambiente: non si dovrebbe mai gettare nello scarico del lavandino l’olio esausto o da frittura, che andrebbe invece conservato in contenitori e portato nei punti di raccolta. Eticologiche raccolgono l’olio esausto da quattro negozi in città – Green Store a Nervi, La Pulsatilla e La bottega del gusto in centro storico, La Pianata a Quinto – e lo riutilizzano per produrre alcuni dei loro saponi.

    Per maggiori informazioni sul progetto si può contattare Luana e Silvia alla mail eticologiche@gmail.com.

    Marta Traverso

  • Astensionismo: Pd, Pdl e M5S non convincono gli italiani

    Astensionismo: Pd, Pdl e M5S non convincono gli italiani

    elezioniNessuno ha fatto notare che il grande astensionismo registrato alle ultime elezioni comunali potrebbe anche avere una qualche attinenza anche con la diffusa percezione che le amministrazioni comunali e regionali facciano molto poco per i cittadini. Da una parte ciò si deve sicuramente alla reminiscenza degli scandali tipo Franco Fiorito, che hanno contribuito a consolidare l’idea che il cambio di giunta sia solo il passaggio di testimone tra consorterie di diverso colore, ma tutte comunque dedite al medesimo “magna magna”. Dall’altra parte c’è l’esaurirsi della speranza e della voglia di cambiamento che avevano ingrossato l’onda arancione, responsabile tra 2011 e 2012 delle vittorie di Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli e Doria a Genova. Infine c’è il patto di stabilità, che l’ANCI ha sempre denunciato come una delle principali limitazioni all’effettiva autonomia di movimento dei comuni. Ci sono buone ragioni, insomma, perché il cittadino medio si domandi: perché votare, se tanto non serve a nulla?

    Il dato dell’astensionismo deve far riflettere anche sotto un altro punto di vista. I sondaggi nazionali continuano a dare il PDL in vantaggio rispetto al PD, seguito a sua volta da un M5S in caduta. Il voto comunale, però, ha a dir poco affossato sia il partito di Berlusconi che il movimento di Grillo; a riprova del fatto che certamente erano in gioco dinamiche diverse, di tipo locale. Tuttavia lo scarto è troppo marcato perché ci si possa accontentare di una simile spiegazione. In realtà, se il PD ha retto mentre gli altri sprofondavano, ciò non si deve solo ai candidati azzeccati (v. Marino a Roma) o ai disastri delle concorrenza (v. Alemanno sempre a Roma), ma anche al fatto che in questa fase di estrema difficoltà economica ed enorme incertezza politica il partito di Epifani rimane l’unica scelta percorribile.

    I fan di Berlusconi – lo sappiamo – sono uno zoccolo duro consistente (a spanne) in un 25% dei votanti: a meno che il Cavaliere non finisca affossato da qualche scandalo dei suoi, questi fedelissimi risponderanno sempre presente. Tuttavia Berlusconi alla comunali non corre; e alle nazionali sta giocando in senso conservativo, tenendo quel basso profilo che gli consenta di portare a casa il “soccorso rosso” degli alleati per i suoi processi e la tanto sospirata abolizione dell’IMU: abbastanza per permettergli di vivacchiare, ma troppo poco per fare del centro-destra una grande onda in grado di smuovere il paese come ai vecchi tempi.

    Ci si aspettava piuttosto che la mancanza di proposte politiche sarebbe stata colmata dal movimento di Grillo: ma purtroppo anch’egli ha i suoi problemi. Di certo l’atteggiamento della stampa non aiuta. Di certo c’è anche una questione di inesperienza, che è alla base di una serie di errori più o meno evitabili (a riguardo sono in parte d’accordo con l’analisi di Andrea Scanzi). Di certo, infine, c’è una grossa questione di forma, cui facevo accenno giusto la settimana scorsa. Eppure tutto questo non basta a spiegare l’arresto di quella che sembrava già una cavalcata trionfale. C’è di più: al fondo c’è una questione di contenuti. Anzi, è proprio la mancata transizione da movimento a forma-partito che sta alla base della mancata maturazione ideologica del M5S: il quale infatti è fermo ai vecchi cavalli di battaglia del tutto fuorvianti. Vediamone alcuni

    • Spese dei partiti e rimborsi elettorali Restituire 42 milioni è stata senza dubbio una scelta giusta, ma se non se n’è accorto quasi nessuno, non è solo colpa dei giornalisti: il fatto è che la cifra non incide sulle sorti del bilancio statale. L’idea che siano state le spese pazze dei partiti a mandare in rovina l’Italia è semplicemente falsa; e l’arricchimento della classe politica non è un problema di soldi.
    • Reddito di cittadinanza – Insistere sull’elemosina a chi è disoccupato, anziché sul problema dell’occupazione significa fraintendere l’articolo 1 della Costituzione, che fonda la Repubblica sul lavoro proprio perché chi lavora è libero, avendo in sé lo strumento del proprio sostentamento; chi invece vive di elemosina dipenderà sempre da chi ha la bontà di fargliela.
    • Modello tedesco e superamento della rappresentanza sindacale – Le simpatie di Grillo per il modello economico e di relazioni sindacali teutonico stanno lì a dimostrare che non c’è alcuna comprensione dei meccanismi della crisi in atto, che ha a che fare piuttosto con la debolezza  dei nostri sindacati.
    • Referendum sull’euro – Secondo alcune stime “Alternative fuer Deutschland”, il partito euroscettico tedesco, potrebbe arrivare sino al 26%: ben più del M5S, in molto meno tempo e semplicemente cercando di dire le cose come stanno. Perché allora non fare una scelta di campo chiara e comprensibile, anziché baloccarsi con salomoniche e improbabili soluzioni?

    Chiarezza e coraggio nei contenuti potrebbero costare qualcosa nel breve periodo: ma oggi la vera rivoluzione si fa sforzandosi semplicemente di dire la verità. E non occorrerà molto tempo per raccoglierne i frutti.

    Per ora, se il M5S non riesce a costruire il rinnovamento e il PDL non è in grado di rievocare gli antichi fasti, all’elettore non rimane che il PD per dare ancora un senso alla fatica di trascinarsi fino alle urne: se non altro, il continuo richiamo alla “responsabilità” serve a dare un perché a questo governo e a questi sacrifici. Ma non può durare: che siano due mesi o due anni, la svolta arriverà. E allora si scoprirà chi oggi sta mentendo.

     

    Andrea Giannini

  • Il riflusso: la fine degli anni 70 e dell’impegno politico e civile

    Il riflusso: la fine degli anni 70 e dell’impegno politico e civile

    Bologna, strage stazioneLa strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980 imprimerà il sigillo della strategia della tensione di marca fascista sull’uscita dagli anni ’70. Le piazze per un po’ non si riempiranno più perché le giovani generazioni, cresciute con i telefilm americani saranno occupate più a ballare che a pensare. I nuovi comportamenti sociali indicano un ritorno al privato in luogo di una dimensione di confronto/impegno collettive. In pochi anni etichette, case editrici, punti di aggregazione legate al “movimento” chiuderanno o diventeranno altro.

    La raggiunta consapevolezza dell’impossibilità di arrivare all’apertura di una fase rivoluzionaria, gettò nello sconforto – come si è già scritto – più di una generazione, sia in senso politico che anagrafico. Si iniziò quindi a parlare di “riflusso”, già verso la fine degli anni ’70. Questo fenomeno sociale fu caratterizzato da specifici comportamenti collettivi – almeno a livello giovanile – primo fra tutti il rifiuto di tutto ciò che potesse costituire una qualche forma di “impegno”. Ovviamente, fu innanzitutto l’impegno politico a crollare vertiginosamente, ma anche, più genericamente, l’impegno e la riflessione culturale, fattori entrambi indispensabili per qualsiasi azione autenticamente creativa e innovativa.

    Nel dilagare del riflusso vorrei ricordare qualche dato, per costituire un minimo di ambientazione storica, sollecitando la nostra memoria. Nel 1978 verrà eletto presidente della Repubblica Sandro Pertini, anziano leader e figura carismatica di quella parte del partito socialista che mal tollerava la svolta rampante e “imprenditoriale” di Bettino Craxi. Questa elezione è certo figlia di quel nuovo clima politico che portò il PC al sorpasso della DC. Sempre nel ’78 verrà invece eletto Papa Wojtyla, grande comunicatore, pontefice “moderno” nelle apparenze, ma schierato in realtà su posizioni conservatrici, quasi a esorcizzare le aperture, più vicine a Papa Giovanni XXIII, che Papa Luciani aveva espresso nei suoi 33 giorni di brevissimo pontificato (tra l’altro la sua uscita di scena così repentina ha lasciato non pochi dubbi…).

    Tra il ’78 e il ’79 inizieranno a dilagare, in una Tv ormai a colori, telefilm e telenovele americani, portatori sani del “virus terribilis” dell’idiozia indotta. Due film, “Il cacciatore” e “Apocalipse now” saranno i primi dedicati alla guerra in Vietnam, mostrando atrocità e crudeltà commesse da ambo le parti. Nel 1979 arriverà il “walkman”, oggetto con cui inizierà a modificarsi la maniera di ascoltare musica, in senso sempre più “comodo” e superficiale.

    E penso che a chiusura di questo arco di 20 anni così denso di cambiamenti e fatti importanti, vada collocata per il significato che ebbe in relazione alla storia di quel periodo, la strage fascista della stazione di Bologna (85 morti e 200 feriti). La strategia della tensione siglò nel sangue di quest’ultimo assurdo e folle episodio, l’uscita da una arco di tempo in cui i cosiddetti “poteri occulti” cercarono costantemente di stroncare con le bombe i progetti di emancipazione sociale e le spinte al cambiamento delle classi lavoratrici, di cui un primo segno di una diversa presenza nella società fu dato dai fatti di Genova del 30 giugno del 1960.

    Ecco, in questa rapida ricostruzione spesso ho nominato la musica – centro delle nostre considerazioni – solo marginalmente. Ma è proprio così che occorre procedere, secondo il mio tipo di approccio, ovviamente. Come scrissi nei primi articoli di questa rubrica, per comprendere al meglio le produzioni artistiche, per coglierne la carica espressiva autentica occorre parallelamente indagare (descrivere, comprendere) i contesti storico-sociali in cui quelle nuove idee sono germogliate e maturate. Solo successivamente si potrà così arrivare ad una valutazione più obbiettiva delle specifiche produzioni artistiche.

     

    Gianni Martini

  • Concorso musicale per band emergenti: Indipendente Mente

    Concorso musicale per band emergenti: Indipendente Mente

    musica-concerti-pianofortePer festeggiare i suoi 35 anni di carriera e in occasione della pubblicazione del nuovo album Frankenstein, il MEI organizza un contest dedicato a Enrico Ruggeri: cantautori e band sono invitati a realizzare la cover di uno fra i suoi brani più noti, a scelta dalla discografia del cantautore.

    Sono ammessi tutti i generi musicali: le 12 canzoni migliori saranno inserite in una compilation digitale, 4 artisti potranno esibirsi nella serata di premiazione e il vincitore potrà suonare al Mei 2.0, a Faenza dal 27 al 29 settembre 2013.

    La scadenza per partecipare è il 5 settembre 2013: il brano dovrà essere inviato tramite Soundcloud o link analogo a mei@materialimusicali.it

    In giuria: Enrico Ruggeri, Giordano Sangiorgi, Fabio Gallo e altri giornalisti e operatori del settore.

  • Londra, Chelsea Flower Show: esposizione di landscape design e giardinaggio

    Londra, Chelsea Flower Show: esposizione di landscape design e giardinaggio

    chelsea flower showQuesta settimana parleremo del Chelsea Flower Show di Londra. Per chi è appassionato di botanica e per gli addetti ai lavori, questa è l’Esposizione di giardinaggio e di “landscape design”. Essa si tiene ogni anno a Londra, a fine maggio (l’edizione 2013 tra il 21 ed il 25), ed espone il meglio della produzione di piante, le novità in campo botanico ed i progetti dei più noti paesaggisti al mondo. Consiste, nel Regno Unito che è da sempre ed in assoluto il Paese più appassionato del “verde”, in una enorme esposizione che caratterizza ed influenza, per alcuni giorni, la vita sociale di Londra. Secondo gli esperti, il Chelsea Flower Show non è paragonabile con le italiane, chelsea flower showseppure celebri, Euroflora di Genova, “I tre giorni per il Giardino del Castello di Masino”, “Orticola” dei giardini Indro Montanelli a Milano e neppure con il famoso, francese “Festival Internazionale dei Giardini di Chamount-sur-Loire”. Per dare un’idea dell’incidenza sulla vita della città, all’edizione dello scorso anno si sono recate oltre duecentomila persone e ciò nonostante il costo del biglietto non sia proprio abbordabile (si parla di alcune decine di Sterline per una permanenza di poche ore). Ospiti fissi all’inaugurazione sono i Membri della Casa Reale inglese, da sempre appassionati di botanica e patrocinatori di questa manifestazione. L’esposizione si svolge negli oltre quattro ettari e mezzo di giardini dell’antico e chelsea flower showsplendido Royal Hospital di Chelsea ed è il palcoscenico tanto per i progettisti che per l’“high society” inglese ed internazionale. Il “dress code” di molti ospiti è impeccabile: con signore dagli incredibili cappellini colorati ed a tema floreale. In questa sede vengono presentati i progetti più avveniristici in tema di “landscape design”, qui si espongono nuove varietà di fiori, erbacee perenni e si decidono i trend futuri in tema di paesaggistica, sia essa minimalista, neobarocca o di pura fantasia. Da questa esposizione sono poi passati molti dei più acclamati, moderni progettisti, provenienti dall’Inghilterra, dall’Olanda, dall’Italia e da tutto il resto del Mondo. Nonostante gli anglosassoni rivendichino una sorta di supremazia in fatto di giardini, sono, chelsea flower showin generale, ben propensi alle novità ed assai democratici nelle valutazioni degli stranieri presenti alle loro manifestazioni. Chi merita vince, qualunque sia la sua provenienza geografica. Ottenere una menzione od una Medal a questa esposizione (per la Gold ricordiamo quest’anno quella al Trailfinders Australian Garden by Fleming’s (Best Show Garden)), concessa attraverso il vaglio di una attenta e preparatissima giuria, equivale ad entrare nella Storia del Giardinaggio …ed avere una quasi certa e brillante carriera internazionale di fronte a sé… Alcuni partecipanti alle precedenti esposizioni progettano infatti oggi giardini in ogni angolo del mondo: da quello del resort ecocompatibile in Africa, a qualche terrazza verde a New York, alle isole artificiali di un emirato fino alle storiche balze di celebri parchi persi nella campagna toscana… chelsea flower showQuest’anno il Chelsea Flower Show ha poi celebrato il suo centesimo anniversario, dimostrando che l’esposizione non solo è più che mai viva ma che sa anche evolversi nel tempo ed autocelebrarsi con un’ironia tutta britannica. In proposito, ho letto qualche giorno fa, su un quotidiano inglese, che quest’anno, nell’Olimpo del giardinaggio, sono stati persino ammessi i tanto criticati “gnomi da giardino”… Si tratta di una eccezione del tutto eccezionale ovviamente, ma tant’è essi hanno potuto varcare i, finora, impenetrabili cancelli… Queste sculture ornamentali, come qualunque altra creatura mitologica dai colori vistosi, sono infatti sempre state, chelsea flower showdall’anno di fondazione ossia dal 1913 fino all’edizione attuale, rigorosamente bandite dalla manifestazione. Gli organizzatori devono avere, in fondo, pensato che se se ne è avvalso Philippe Starck in collaborazione con Kartell, progettandoli inizialmente proprio per un famoso hotel londinese… avrebbero, forse, potuto “cedere” anche loro… In fondo poi bisognava anche un po’ “smitizzare”, con ironia tutta inglese, la centesima edizione dello storico Show… Da buoni inglesi, essi poi non sottovalutano mai il lato commerciale di ogni loro attività e per celebrare l’esposizione si sono persino avvalsi di locandine non proprio caratterizzate dal tradizionale “aplomb” britannico. Di certo non penseresti di vederle abbinate ad una antica ed “aristocratica” esposizione di giardini! chelsea flower showTuttavia la peculiarità del mondo anglosassone sta proprio in questo: l’eccellenza mescolata alla quotidianità. In un antico castello puoi infatti trovare un preziosissimo mobile antico affiancato ad una cesta di vimini o alle cose di tutti i giorni, un Pari del Regno che pota, in logori abiti da giardino, i cespugli tra i visitatori (un po’ increduli!) del suo Palazzo e quindi visitare una manifestazione che mira e tocca l’indiscussa eccellenza in cui si mescolano esperti da tutto il mondo, reali, appassionati da ogni dove e migliaia di persone qualsiasi. Tutti, alla pari, si “strapperanno” letteralmente di mano, l’ultima giornata della manifestazione, le piante dagli stand della manifestazione che volge al termine… Ogni anno, Londra e le sue vie si trasformano così in una colorata fiumana di persone che, a piedi, in bicicletta o con ogni altro mezzo possibile, portano via con sé, visibilmente “trionfanti”, una pianta ibridata proprio quell’anno o un pezzetto di quella che, sui giornali di settore ma anche sui quotidiani internazionale del giorno successivo, diventerà la Storia del Giardinaggio.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Municipio Levante, informazioni e documenti sul web: la proposta

    Municipio Levante, informazioni e documenti sul web: la proposta

    NerviUn passo concreto verso la tanto osannata partecipazione dal basso. È questa la motivazione che ha spinto Walter Vassallo, presidente della commissione 1 Affari istituzionali e generali del Municipio 7 Levante, a presentare “Digital – Levante” un piano di rinnovo della comunicazione via web che riguarderà le pagine internet istituzionali del “suo” ente.

    «Quello che vogliamo fare – ci racconta Vassallo – è dare vita a un processo di informatizzazione che crei le basi per una reale partecipazione diffusa, che contribuisca allo snellimento dell’amministrazione, alla riduzione di tempi, costi, margini di errore e attesa agli sportelli, anche attraverso una progressiva alfabetizzazione digitale per i cittadini meno avvezzi alle nuove tecnologie. Senza dimenticare un altro tema cruciale del nostro tempo, ovvero quello dell’eco-sostenibilità».

    Il nuovo sito del Municipio Levante, quindi, dovrà contenere, da un lato, tutti i moduli e le documentazioni necessarie per accedere ai più svariati servizi locali e, dall’altro, tutte le notizie indispensabili per restare aggiornati sulle attività del territorio, da Nervi a Sturla. Sulla falsa riga di quanto dovrebbe accadere, a livello più ampio, con le pagine istituzionali del Comune di Genova.

    «Ad esempio – spiega ancora Vassallo – mi piacerebbe che si potesse accedere con facilità alla mappatura di tutte le aree verdi pubbliche, razionalizzando tempi e moduli per l’adozione o l’affido di quelle ancora libere».

    Sfruttare la rete, dunque, non tanto come mera innovazione tecnologica per stare al passo con i tempi, ma per promuovere una conoscenza condivisa che favorisca la partecipazione, la crescita di consapevolezza del proprio essere cittadini e l’integrazione sociale di tutti. Prima che la realizzazione tecnica del progetto possa essere studiata dagli informatici, le linee programmatiche di Digital-Levante dovranno passare al vaglio del consiglio municipale (a luglio o dopo l’estate). Uno step poco più che formale, vista l’approvazione già ottenuta sia in commissione 1 che in commissione 3 (Servizi civici e alla persona).

    «Purtroppo, trattandosi di cose pubbliche, i tempi per la realizzazione temo che non saranno brevissimi – ammette Vassallo – ma vigilerò costantemente perché il progetto non si incagli nelle solite maglie della burocrazia amministrativa».

    A questo proposito, va tenuto presente che le pagine web dei Municipi altro non sono che un’emanazione del sito istituzionale del Comune di Genova: per cui, i tecnici della delegazione dovranno quantomeno interfacciarsi con quelli di Palazzo Tursi, prima di dare il via a qualsiasi modifica. Ma Vassallo assicura che «ci si potrà muovere con una certa autonomia. D’altronde, il progetto è già stato visionato dalla Segreteria generale e non è stata sollevata alcuna pregiudiziale di legittimità».

    Che il territorio genovese abbia necessità di una rinnovata visibilità istituzionale anche dal punto di vista telematico è fuori di dubbio. Basta fare qualche clic in profondità sull’attuale sito del Comune per rendersi conto di come il progetto di “Genova Città Digitale”, uno dei fiori all’occhiello del programma elettorale di Marta Vincenzi, si sia sostanzialmente arenato, ancor prima dell’avvento del nuovo ciclo amministrativo. E pensare che tutto era iniziato proprio dalle “periferie”, con l’ambizioso sito “Prossima Fermata Genova”: nelle intenzioni, un vero e proprio giornale dei quartieri genovesi, che per mancanza di fondi, risorse e visioni strategiche, è rimasto relegato al solo Municipio VI – Medio Ponente (zone di Sestri e Cornigliano), per giunta senza alcun particolare appeal.

    Dunque, una bella rinfrescata “informativa” a partire dal “basso” dei Municipi potrebbe solo che giovare alla sete di notizie che pervade i meandri del web e del mobile. Resta da capire se la strada che “Digital Levante” vuole tracciare troverà finalmente terreno fertile e, soprattutto, fondi e capacità professionali. Di per sé, un sentiero irrinunciabile per una città che ambisce a essere “Smart”.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Questo è amore: il video anti omofobia al museo di Villa Croce

    Questo è amore: il video anti omofobia al museo di Villa Croce

    video-omofobiaDa venerdì 14 giugno 2013 una nuova installazione permanente al Museo di Villa Croce a Genova: si tratta del video Questo è amore – This is love, presentato a Palazzo Ducale in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia 2013.

    L’evento di inaugurazione vede la presenza dei relatori:
    Francesca Biasetton (Artista e Calligrafa);
    – Ilaria Bonacossa (Curatrice delle Attività Espositive di Villa Croce);
    – Luca Borzani (Presidente di Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura);
    – Carla Sibilla (Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Genova);
    – Nicla Vassallo (Professore Ordinario di Filosofia Teoretica)

    Ingresso libero fino a esaurimento posti.

    Guarda il video.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Offresi conversazione gratuita, piazza De Ferrari: ecco Marco e Nicolò

    Offresi conversazione gratuita, piazza De Ferrari: ecco Marco e Nicolò

    Offresi Conversazione Gratuita“Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”. Ci perdoneranno Nicolò e Marco se la nostra citazione di “Amici Miei” non è al pari degli aforismi che da tre giorni a questa parte regalano ai passanti in piazza De Ferrari. Ma sembra calzare a pennello per la loro inconsueta occupazione. Già perché i due giovani, incontrati per caso sotto il sole cocente di questo primo sprazzo d’estate, questo fanno: lanciano disinteressatamente spunti di conversazione sull’attuale condizione della società a chi ha il buon cuore o la curiosità di fermarsi qualche minuto in loro compagnia. E così abbiamo fatto noi, attirati dall’insolito cartellone, laddove ogni sera si ritrovano i percussionisti di strada.

    Laureando in Scienze politiche e laureato in Economia, forniscono a offerta libera, conversazione di buon livello, idee e opinioni. Causa: disoccupazione forzata”. Così recita il manifesto casereccio. E sopra “offerta libera”, un’evidente ics affiancata dalla correzione “gratis”. «Non volevamo certo guadagnare da questa iniziativa, ma il primo giorno ci guardavano tutti con grande diffidenza: poi, ci siamo ricordati di essere a Genova e abbiamo messo quella magica parolina». Una parola che loro stessi si sono trovati ad affrontare più volte, sulla soglia del mondo lavorativo: «Ma piuttosto che lavorare gratis, preferiamo passare il nostro tempo in piazza a scambiare opinioni con la gente».

    L’uno, Nicolò Boidi, è neolaureato magistrale con lode in Amministrazione, Finanza e Controllo, e dopo uno stage di 5 mesi a 250€ al mese in una nota banca locale («da cui sto ancora aspettando i soldi») ha inviato oltre un centinaio di curricula, ottenendo una sola risposta: un’occupazione a Riva Trigoso, naturalmente gratis; un affare, per lui che abita a Rivarolo. L’altro, Marco Mattei, è laureando in Scienze Politiche e, molto preoccupato per il suo futuro lavorativo, mette già le mani avanti.

    Ogni giorno un aforisma dà lo spunto a nuove conversazioni. Hanno iniziato con Aristotele (“Schiavo è colui che non appartiene a se stesso ma ad un altro”), oggi invece parlano sempre di anti-utilitarismo con una frase di produzione propria: “Voglio poter chiamare mio solo ciò che non mi serve”. «Nell’impianto ideologico dominante si punta solo all’utile individuale – argomenta Nicolò – ma il vero utile è solo quello dell’altro. Mentre noi stessi possiamo ricercare la felicità solo nelle cose apparentemente “inutili”, come una buona cena in compagnia di ottimi amici e con una bottiglia di buon vino».

    E ci anticipano già lo spunto di domani: “Siamo trasparenti ai loro occhi ma non alle loro coscienze”. I destinatari? Tutte le persone in giacca e cravatta che in questi giorni hanno tirato via dritto senza nemmeno degnarli di uno sguardo: «Soprattutto assessori e consiglieri regionali, eppure siamo a due passi dall’ingresso del loro palazzo. Ma non demordiamo e i prossimi giorni andremo anche sotto Palazzo Tursi». «A dire il vero – continuano sorridendo – neanche i tuoi colleghi giornalisti sembrano averci notato. Insomma, questo è po’ il tuo scoop».

    Gli altri, invece, “quelli normali”, si fermano quantomeno a dare un’occhiata e a ritirare l’aforisma del giorno. «Per ora, non sono tantissimi quelli che si siedono a fare quattro chiacchiere ma qualcuno che ci racconta la sua storia c’è. Qualche straniero e soprattutto persone con situazioni di instabilità simili alla nostra: disoccupati o padri senza soldi per pagare gli alimenti ai figli».

    Chi volesse può conoscerli anche su Facebook, la loro pagina “Lo schiavo” è ancora in via di ottimizzazione. D’altronde, per dirla con parole loro, meglio scambiarsi idee in piazza come si faceva un tempo piuttosto che rinchiudersi in una stanza davanti al pc, a perdere tempo. Appunto.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Nodo ferroviario Genova: lavori fermi, imprese e residenti in difficoltà

    Nodo ferroviario Genova: lavori fermi, imprese e residenti in difficoltà

    Fegino. nodo ferroviarioPerché le Ferrovie dello Stato (oggi Società per Azioni, ndr) – pur non disponendo del denaro necessario – avviano la realizzazione di grandi opere? È lecita la domanda che si pongono residenti e commercianti del quartiere di Fegino (del quale ci siamo occupati ieri, a proposito della messa in sicurezza dell’omonimo torrente) di fronte all’impasse degli interventi per la realizzazione del Nodo ferroviario genovese, fermi al palo ormai da alcuni mesi (anche se le Ferrovie ufficialmente smentiscono e parlano di “forti rallentamenti”, ndr).
    Per la conclusione dei lavori si parla di almeno un anno di ritardo rispetto al crono programma annunciato: fine del 2017, anziché fine 2016. La causa? La situazione di difficoltà economica che attanaglia le imprese appaltatrici dell’opera, riunite nel consorzio Eureca.

    Da fine 2012 è in corso un contenzioso tra i committenti, ovvero Rfi, Italfer (società di Ferrovie dello Stato S.p.A.) ed il consorzio, in merito ai costi degli interventi. Le ditte rivendicano un corrispettivo più alto, rispetto alla cifra con la quale era stato assegnato l’appalto. Secondo le notizie circolate, si tratta di una richiesta aggiuntiva di circa 150 milioni di euro. Non proprio noccioline.
    Attualmente il confronto prosegue alla ricerca di un’intesa tra le parti in causa ma, nel caso non si riuscisse a raggiungere un compromesso, la conseguenza potrebbe essere la rescissione del contratto, con un ulteriore allungamento dei tempi.
    «Mi auguro davvero che il cantiere del Nodo non si fermi (anche se a dire il vero è già fermo, ndr) perché si tratta di un’opera fondamentale per spostare quote di traffico su ferro – ha dichiarato una settimana fa l’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaella Paita – Bisogna lavorare tutti per trovare in tempi brevi una soluzione».

    I residenti, che per lunghi mesi hanno sopportato i disagi del cantiere, oggi sono increduli. «Dopo un avvio in pompa magna, adesso è praticamente tutto bloccato – racconta Franco Traverso, abitante e portavoce del Comitato per la riqualificazione di Fegino – gli operai delle imprese impegnate nel Nodo ferroviario sono in cassa integrazione. Così, oltre al danno, c’è pure la beffa: i lavori sono fermi ormai da mesi, mentre gli ammortizzatori sociali li paghiamo noi cittadini. Vorrei sapere che senso ha tutto ciò».
    Angelo Spanò, ex consigliere provinciale dei Verdi, aggiunge un’amara constatazione: «In questa città non si riescono a realizzare neppure le opere condivise da tutti, come il Nodo, come si fa a parlare di Gronda e Terzo valico, interventi così divisivi?».

    La “roggia” di via Evandro Ferri

    Fegino. nodo ferroviario1Il cantiere del Nodo si affaccia su via Evandro Ferri, la strada che attraversa il quartiere di Fegino. Sotto il selciato, perpendicolare al rio Fegino, scorre l’antica “roggia” (canale artificiale, proveniente generalmente da un corso d’acqua più ampio, per l’irrigazione o per altri usi, nrd) che dalla località Barabini di Trasta conduce l’acqua in direzione di Cornigliano. La storica roggia, che serviva le realtà artigianali e agricole della zona, è stata interrotta all’altezza del torrente e deviata nel suo letto.
    Questa modifica, secondo alcuni abitanti, è la causa dei frequenti allagamenti in via Ferri e Corso Perrone. «La parte di via Ferri è stata parzialmente sistemata – spiega Traverso – Va dato atto all’ex presidente del Municipio Valpolcevera, Gianni Crivello, di aver capito l’importanza della roggia». Infatti, nel 2011, lungo la strada sono stati realizzati 3 bocchettoni che, in caso di evento alluvionale, dovrebbero servire a smaltire le acque.
    Ma i lavori per la grande opera rischiano di compromettere il vecchio canale sotterraneo. Chi conosce la storia del quartiere esprime timore, come ricorda Traverso «All’interno dell’area di cantiere c’è una zona che un tempo ospitava i truogoli comunali. E qui sotto scorre la famosa roggia. Ebbene, proprio in corrispondenza dei truogoli, sorgerà uno dei due piloni che reggeranno il nuovo cavalcavia ferroviario. Questa struttura creerà dei problemi – conclude Traverso – Noi abbiamo chiesto di realizzare un canale che conduca le acque direttamente dentro al torrente Polcevera».

    La nuova stazione dei Carabinieri: ancora un’incognita

    Il secondo pilone del nuovo cavalcavia, invece, rimpiazzerà l’attuale caserma dei carabinieri di via Ferri che sarà demolita. I carabinieri saranno trasferiti in un grande edificio in corso di realizzazione presso un’area FS adiacente alla stazione ferroviaria di Rivarolo (sempre nell’ambito del potenziamento del Nodo genovese): anche questo intervento, da almeno un anno  subisce continui ritardi, dovuti a ripetute interruzioni dei lavori. Oggi è tutto nuovamente fermo ed è visibile solo uno scheletro perennemente circondato dai ponteggi. L’intenzione è quella di realizzare una stazione unica dei carabinieri per Rivarolo, Pontedecimo e Bolzaneto. Con la conseguente perdita dei presidi territoriali nei singoli quartieri.

    Rivarolo. nuova stazione carabinieriRivarolo. nuova stazione carabinieri1

     

     

     

     

     

     

     

    La partecipazione mancata

    Gli abitanti ricordano che, quando l’intervento è partito «Le Ferrovie ci avevano fornito delle garanzie – spiega Traverso – Anche le istituzioni, tramite la creazione dell’Osservatorio sui lavori del Nodo, voluto dall’ex presidente del Municipio Val Polcevera, Gianni Crivello, ci avevano rassicurato».
    L’Osservatorio, però, si è rivelato una vera e propria beffa (come è successo con il suo omologo sulla Gronda): «Ci siamo riuniti una volta soltanto e mai più», sottolinea Traverso.
    Da alcuni mesi la comunicazione con le Ferrovie si è interrotta. E pure il dialogo con il Municipio è diventato difficile. «Una volta a Fegino c’era la sede del Pci e sapevi di poter contare sull’ascolto di qualcuno – conclude Traverso – Oggi per avere un colloquio con l’attuale presidente del Municipio Val Polcevera, Iole Murruni, abbiamo dovuto mandare una raccomandata. E ancora attendiamo risposta».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto dell’autore]

  • Nascono i fiori: una banca del tempo per i giovani di Genova

    Nascono i fiori: una banca del tempo per i giovani di Genova

    marassi-bassa-valbisagno-corso-de-stefanisLo scorso gennaio il Municipio III Val Bisagno ha aperto un bando per progetti rivolti ai giovani, finalizzato a rilanciare il quartiere e al tempo stesso valorizzare il grande impegno che ragazzi e ragazze genovesi hanno messo in campo dopo l’alluvione del 4 novembre 2011, a partire dal gruppo Angeli col fango sulle magliette.

    Il bando è stato vinto dall’associazione di promozione sociale Il Moltiplicatore, che sta avviando un progetto di banca del tempo per giovani: «Da un evento tragico, quale è stato l’alluvione, si è riscontrata una straordinaria partecipazione dei giovani. Il nostro progetto, seppur “piccolo” rispetto ad altre realtà cittadine, ha voluto valorizzare proprio questo aspetto: la possibilità per i ragazzi di dedicare parte del loro tempo ad attività utili per il territorio in cui vivono, studiano o lavorano» ci spiega Ica Arkel, una dei curatori del progetto.

    Cos’è una banca del tempo? Si tratta di un’organizzazione senza fini di lucro, i cui componenti sono chiamati correntisti, ma che invece del denaro mettono a disposizione tempo, disponibilità e competenze. La banca attiva sinergie con associazioni del territorio o progetti specifici, e i correntisti hanno la possibilità di versare parte del loro tempo nei progetti scelti, e ottenere in cambio beni o servizi. L’associazione Il Moltiplicatore ha attiva una propria banca del tempo – chiamata Giratempo – dal 2006 presso la Casa delle Donne in Salita del Prione, in due scuole genovesi (a Murta e San Teodoro) e dal 2010 presso la sede del Municipio III in piazza Manzoni.

    Il progetto Nascono i fiori, nella sua prima fase di attuazione, prevederà il coinvolgimento di 100 giovani tra i 18 e i 30 anni che saranno impegnati per 40 ore: dieci di formazione e trenta di attività, che potranno svolgersi nell’ambito della riqualificazione di aree verdi, progetti di interesse sociale e collaborazione con altre associazioni del territorio, fra cui per esempio Nonsoloparole per il riciclo dei tappi o il Teatro dell’Ortica (l’elenco aggiornato delle associazioni partecipanti è consultabile sul sito). In cambio i giovani riceveranno un voucher da spendere nei negozi del quartiere che hanno subito danni durante l’alluvione: «I ragazzi hanno l’opportunità di ricevere un piccolo guadagno, non in denaro ma sotto forma di buono acquisto, allo scopo di rivitalizzare il circuito economico del quartiere e sostenere quelle attività commerciali che dopo l’alluvione hanno avuto le maggiori difficoltà. Lo scopo del progetto – una volta che sarà terminata questa prima fase – è creare nel quartiere una banca del tempo per giovani che operi in maniera stabile».

    Infine, a conclusione di questa prima fase di progetto verrà realizzato uno spettacolo presso il Teatro dell’Ortica in concomitanza del 4 novembre 2013 (dunque a due anni dall’alluvione), durante il quale alcuni volontari porteranno sul palco la loro esperienza.

    La ricerca è ancora aperta, per candidarsi è sufficiente mandare una mail a info@nasconoifiori.it.

    Marta Traverso

  • Circulations 2014: festival di fotografia europea, il bando

    Circulations 2014: festival di fotografia europea, il bando

    fotografia-concorso-foto-DIFestival Circulations è l’evento che ogni anno raduna a Parigi i migliori fotografi d’Europa e che nella scorsa edizione, tenutasi a Bagatelle Park, ha visto la presenza di 43 artisti e 28.000 spettatori: la terza edizione si terrà dal 7 febbraio al 16 marzo 2014 presso Centquatre, uno spazio culturale multidisciplinare.

    Sono aperte le selezioni per partecipare, la scadenza è 21 settembre 2013: saranno ammessi al Festival 20 fotografi da tutta Europa, senza limiti di età, che rappresentino opere contemporanee senza vincoli di tema o tecnica.

    Per iscriversi è necessario inviare all’indirizzo Fetart Chez Picturetank – 19 rue Bisson – 75020 Paris il seguente materiale:
    modulo di iscrizione compilato e firmato
    – portfolio (max 15 foto 21 x 29.7 cm)
    – curriculum artistico (1.000 / 1.500 battute)
    – testo di presentazione delle opere
    – quota di partecipazione di 5 €, da pagare tramite Paypal o assegno.

    Una giuria selezionerà le opere in base a qualità artistica e rilevanza del progetto fotografico. I partecipanti selezionati riceveranno una comunicazione entro novembre 2013 e le istruzioni per inviare le loro opere in alta definizione agli organizzatori. Gli artisti dovranno pagare personalmente le spese di viaggio e alloggio durante il periodo del Festival, oltre che l’iscrizione all’associazione organizzatrice (quota 60 € annuali).

    Per maggiori informazioni scrivere a candidature@fetart.org.

    [foto di Diego Arbore]

  • Superare il doublespeak: comunicare, condividere e comprendere

    Superare il doublespeak: comunicare, condividere e comprendere

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    Come abbiamo visto nella puntata precedente, con il termine composto inglese Doublespeak si definisce il “dire senza dir nulla” al fine di fuorviare l’ascoltatore, nascondere la realtà a volte cruda e spiacevole dei fatti e arrivare in alcuni casi a capovolgere la verità.

    Ecco quindi che in campo economico si parla di spending review invece che di “tagli indiscriminati”, mentre in politica estera vanno di moda le peacekeeping missions, le missioni di pace, conosciute anche dalle popolazioni che le subiscono come “vere e proprie azioni di guerra”, le quali costano ogni anno anche al nostro paese tante morti inutili e diversi miliardi di Euro nonostante – minuscolo irrilevante particolare – tali missioni siano ripudiate dall’Articolo 11 della nostra Costituzione.

    Fingiamo invece di fare ciò che gran parte dei mass media non fanno quasi mai, ovvero andare nella direzione opposta del Doublespeak senza usare mezzi termini.

    Partiamo dal campo della gestione dei rifiuti con il “termovalorizzatore”, nel quale proditoriamente è stata inserita la parola “valore”, dal significato rassicurante, per addolcire la descrizione di un impianto che in realtà è un inceneritore. Non è un caso che chi è a favore di questo tipo di impianti preferisca usare il primo termine. Matteo Renzi, per esempio, non li ritiene nocivi alla salute, mentre il suo avversario (o mentore?) Berlusconi piazzerebbe un bel termovalorizzatore vicino agli ospedali, forse per permettere ai malati di svolgere delle salutari sessioni di inalazioni respirando, invece che l’eucalipto, parte del vapore prodotto nell’incenerimento dei rifiuti.

    Spostando l’attenzione verso il mondo del lavoro, si sta facendo strada il termine inglese placement, ancora poco noto e quindi sufficientemente elusivo, in affiancamento alla parola francese stage, la quale ormai nella percezione collettiva condensa il concetto di “periodo di lavoro gratuito in azienda con la flebile quanto illusoria speranza di arrivare dopo mesi a strappare un contratto sottopagato precario”. Un mio amico, giustamente, la definisce: “schiavitù dei giorni nostri”.

    A proposito di stage, è bene chiarire alcuni punti prettamente linguistici. La pronuncia corretta della parola che utilizziamo in italiano per indicare un periodo in un’azienda è alla francese e fa rima con garage, la quale già da tempo fa parte del nostro vocabolario.

    Anche in inglese esiste il termine stage, ma la pronuncia è diversa in quanto facente rima con page (“pagina”) o age (“età”). Essa ha principalmente due significati. Il primo è “palco”: All the world’s a stage, (“Tutto il mondo è un palcoscenico”) scriveva William Shakespeare, mentre il secondo è “fase”, “tappa”. Per esempio, possiamo affermare: Our relationship is going through a difficult stage (“la nostra relazione sta attraversando una fase difficile”) oppure The Giro d’Italia is a stage race (“il Giro d’Italia è una corsa a tappe”). Se vi rivolgerete a un interlocutore anglofono usando la parola stage come traduzione di “tirocinio”, non verrete compresi. Dovrete invece parlare di internship oppure, come detto, di placement.

    Tornando al Doublespeak, sarebbe interessante verificare la reazione dell’opinione pubblica se fosse esposta alla nuda verità piuttosto che intontita con giri di parole astrusi e fuorvianti. E’ ora che i mezzi di comunicazione chiamino le cose con il loro nome. Potremmo a tale riguardo coniare un nuovo termine: Monospeak, oppure Unispeak: parlare per comunicare davvero… Quale preferite? See you!

     

    Daniele Canepa

      

  • Cibo e agricoltura a km zero: Pino Petruzzelli ai Giardini Luzzati

    Cibo e agricoltura a km zero: Pino Petruzzelli ai Giardini Luzzati

    pino-petruzzelliSono sempre più numerose le esperienze di agricoltura sostenibile, biologica e di rinnovamento: singoli contadini o aziende agricole fanno scelte di questo tipo per garantire prodotti di maggiore qualità e distribuiti su distanze ravvicinate, nella logica del km zero.

    A questo tema è dedicato un incontro a cura di Aiab, l’associazione ligure dei produttori biologici, che giovedì 13 giugno (ore 19.30) è ospite ai Giardini Luzzati per la tavola rotonda Ricominciamo dal km0: un’altra idea di progresso.

    Sarà presente l’attore Pino Petruzzelli, che ha portato a teatro uno spettacolo intitolato proprio Chilometro zero.

    A seguire aperitivo vegan za cura del Collettivo Babette e concerto live di Matteo Castellano.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)