Mese: Giugno 2013

  • Ghettup Tv: i video della Casa di Quartiere in centro storico

    Ghettup Tv: i video della Casa di Quartiere in centro storico

    ghettup-tvIL PRECEDENTE

    Giugno 1985: inaugura nel centro storico di Genova – prima in via San Lorenzo, successivamente a Palazzo Imperiale – la galleria d’arte Leonardi V-Idea, creata da Rosa Leonardi con l’obiettivo di ospitare mostre e iniziative di sperimentazione di video arte (la V del nome della galleria sta appunto per video). La prima mostra è una personale dei GMM (Giovanotti Mondani Meccanici), un collettivo nato nel 1984 e considerato pioniere nella video e computer art in Italia, in anni in cui l’utilizzo dei computer non era così diffuso come oggi.

    Febbraio 2010: in vico Croce Bianca apre GhettUp Casa di Quartiere, uno spazio che fa parte di un più ampio progetto sociale denominato ToGhettoToghether. A seguito di un bando del Municipio Centro Est per i Contratti di quartiere (progetti di riqualificazione di zone urbane in forte degrado), una rete di associazioni guidate dalla Comunità San Benedetto al Porto hanno attivato cinque progetti di riqualificazione del Ghetto, finanziati con 7,5 milioni di euro da Regione e Ministero delle Infrastrutture, uno dei quali è appunto la Casa di Quartiere.

    Qui si svolgeranno attività di vario tipo, gratuite e aperte a chiunque voglia partecipare: corsi di italiano per stranieri, sportello di accoglienza e tutela legale, servizi rivolti alle transessuali che lavorano nel quartiere e la creazione di un laboratorio televisivo e di un giornale di strada.

    IL PRESENTE

    A tre anni dall’apertura della Casa di Quartiere, come procedono i vari progetti che vi trovano spazio? Incontro alcuni membri del comitato di redazione di Ghettup Tv a Palazzo Ducale, in occasione di una loro mostra al Festival di poesia che sarà visibile fino a domenica 23 giugno nella sala Spazio 42Rosso – Cortile Maggiore.

    Come mi spiegano Alexandru Teodorescu e Mostafa Aatif (quest’ultimo autore del testo che vedete in foto, ndr), membri del comitato di redazione, «La tv è solo una delle molte attività che si fanno nella Casa di Quartiere: è nato come laboratorio aperto a tutti di ripresa e montaggio video, soprattutto abitanti del quartiere o persone che lo frequentano per lavoro, a partire dalle transessuali e da chi frequenta la moschea. Non ci piace definirla una “tv di quartiere” intesa come “quartiere – Ghetto”, ma piuttosto un progetto per raccontare tutti i quartieri del mondo. Tra le persone che hanno frequentato i laboratori si è creato un nucleo fisso di persone, curiosamente tutte di nazionalità diverse, che sono diventati il comitato di redazione: ognuno di noi svolge professioni diverse, ma ci riuniamo periodicamente per trovare nuove idee e spunti per i video, con il coinvolgimento attivo di tutte le persone che frequentano la Casa. La tv è autogestita e autofinanziata, disponiamo ancora delle attrezzature acquistate con il primo finanziamento di GhettUp e talvolta realizziamo video su commissione, che promuovono attività culturali, sociali e di impegno civile e che ci permettono di avere piccole sovvenzioni. Inoltre tutto il software che utilizziamo è open source, collaboriamo in questa direzione con Lanterna Digitale».

    Il progetto di GhettUp Tv, che per il momento ha video disponibili solo su YouTube e Vimeo, ma avrà presto un suo sito web, è organizzare in futuro nuovi laboratori per portare nuove persone a conoscere le attività della Casa. In questo senso è fondamentale la collaborazione di Leonardi V-Idea: a coordinare le attività del comitato di redazione è Gianfranco Pangrazio, figlio di Rosa Leonardi. «La mostra qui a Palazzo Ducale espone sia video di GhettUp sia di Leonardi V-Idea – mi racconta Alessandra Visentin L’intento di Rosa era dare spazio ad artisti italiani molto noti all’estero ma quasi per nulla conosciuti nel nostro Paese, come appunto i GMM, ma anche di portare a Genova opere di artisti stranieri. La video arte negli ultimi trent’anni ha avuto infatti un fortissimo sviluppo all’estero, ma assai minore in Italia. Il lavoro di Rosa Leonardi – morta nel giugno 2002 – continua idealmente a GhettUp Tv: portare un’alternativa alle tv commerciali, proprio come lei ha voluto dare valore a forme d’arte alternative e sperimentali».

    Un progetto che non si pone affatto in concorrenza con le emittenti televisive locali e nazionali, quanto piuttosto come un’alternativa: «Chi partecipa a GhettUp Tv propone un tema che desidera documentare “dall’interno”, tendiamo a scegliere quegli argomenti che i media non approfondiscono o che toccano da vicino gli interessi sociali del quartiere. Un esempio è Back Home, una sorta di “sotto-associazione” di GhettUp creata da un gruppo di ragazzi senegalesi che hanno deciso di raccontare com’è veramente la vita in Italia, per evitare l’immagine falsamente positiva che porta moltissime persone a emigrare qui convinti che ci sia un elevato grado di ricchezza e benessere».

    Marta Traverso

  • Teatro dell’Archivolto: la nuova stagione, musica e cena in piazza

    Teatro dell’Archivolto: la nuova stagione, musica e cena in piazza

    teatro-archivolto-2Non si fermano le attività del Teatro dell’Archivolto di Genova Sampierdarena, che nonostante la crisi ha potuto contare sull’appoggio degli abitanti del quartiere e di numerosi sostenitori: sono state raccolte oltre 7.000 firme a sostegno del teatro, nella petizione per scongiurare la chiusura.

    Oggi, mercoledì 19 giugno (a partire dalle 19), il Teatro presenta la stagione 2013/2014 e apre la campagna abbonamenti: tutto questo avviene in una serata di musica, danze, cibo e baratto in piazza Modena.

    Pina Rando e Giorgio Gallione presentano i prossimi spettacoli, a seguire ci sarà la sagra urbana all’aperto con gli abitanti della zona e chiunque vorrà partecipare.

    Nel corso della serata sarà possibile sottoscrivere l’abbonamento alla nuova stagione a un prezzo ridotto, 120 € per dieci ingressi.

    Tutto questo avviene anche con il sostegno morale delle istituzioni: nella seduta del Consiglio Comunale di ieri (martedì 18 giugno) uno dei punti all’ordine del giorno riguardava proprio la sorte del Teatro. È infatti passato all’unanimità l’impegno congiunto di Comune e Regione per pianificare un’azione di ricerca fondi, che potranno provenire da eventuale contributo di finanziamenti europei o ministeriali o da sponsor privati.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Viviamo sicuri: concorso per video sull’ambiente del Tigullio

    Viviamo sicuri: concorso per video sull’ambiente del Tigullio

    Panorama TigullioSono aperte fino al 30 giugno 2013 le iscrizioni per il bando Viviamo Sicuri, concorso per video organizzato da Labter Tigullio nell’ambito del progetto “Sicuri in Val Petronio”.

    Temi del concorso sono il ruolo attivo e le azioni quotidiane che la cittadinanza deve compiere in risposta al dissesto idrogeologico, alla manutenzione della bellezza e della salute del territorio.

    Due sezioni aperte: una per le scuole e una aperta a tutti. I video dovranno essere girati sul territorio dei Comuni di Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Moneglia o Sestri Levante sotto forma di documentario, video-storia, reportage. Potranno avere libera tecnica espressiva (a colori o in b/n, riprese amatoriali o montaggio, etc) e una durata massima di 5 minuti, inclusi eventuali titoli di testa e coda.

    I filmati dovranno pervenire in CD o DVD, insieme alla scheda di iscrizione e alla liberatoria di utilizzo, entro il 30 giugno a Laboratorio Territoriale Tigullio – Salita Penisola Levante 35 – 16039 Sestri Levante

    Una commissione valuterà le opere e assegnerà i seguenti premi:
    Sezione scuole: visita al Centro Funzionale Meteo-Idrologico di Protezione Civile della Regione Liguria.
    Sezione cittadinanza: due Card Annuali dei Musei di Genova.

  • Piaggio Aero, futuro incerto: parte della produzione rischia di finire in Cina

    Piaggio Aero, futuro incerto: parte della produzione rischia di finire in Cina

    Piaggio Aero. Sestri PonenteL’ultima manifestazione si è svolta giovedì scorso a Finale Ligure, mentre a Genova, i lavoratori della Piaggio Aero di Sestri Ponente sono scesi in strada poco meno di un mese fa.

    Regna l’incertezza, infatti, sul destino della storica industria aeronautica attiva sia nella progettazione e manutenzione di velivoli completi che nella costruzione di motori aeronautici e componenti strutturali. I punti interrogativi sono troppi e finora non c’è alcuna risposta.

    La società attraversa una difficile situazione finanziaria, in attesa di conoscere quale sarà il suo assetto futuro e, di conseguenza, manca un vero piano industriale.

    In Liguria i siti produttivi sono due: Sestri Ponente e Finale Ligure che occupano rispettivamente 540 e 750 dipendenti.

    L’assemblaggio, i collaudi, le prove di volo e la revisione dei velivoli vengono effettuate negli stabilimenti di Genova Sestri, in cui si trovano gli uffici direzionali e i Corporate Head Quarters. Inoltre, presso l’aeroporto internazionale Cristoforo Colombo, all’interno degli hangar Piaggio, è operativo il Service Center principale che provvede ai servizi di manutenzione, riparazione e revisione dei velivoli.

    Nello stabilimento di Finale Ligure, attivo dal 1906, hanno sede la progettazione, la costruzione, l’assistenza e la manutenzione dei motori aeronautici. Qui si provvede alla realizzazione di motori aeronautici, di componenti metalliche e alla costruzione di sub-assiemi di aerostrutture. Inoltre, è presente la direzione tecnica velivoli e la galleria del vento per effettuare test sui modelli di velivoli.

    Oggi lo stabilimento di Genova è praticamente fermo, con metà dei lavoratori in cassa integrazione.
    «Il P180 è il modello di velivolo che rappresenta il principale segmento di mercato della Piaggio – spiega Alessandro Vella della Fim-Cisl – Per il 2013 abbiamo acquisito solo 4 ordini di P180». L’anno scorso erano stati 12, mentre «Negli anni in cui si vendeva superavamo tranquillamente la ventina di esemplari – aggiunge Antonio Caminito della Fiom-Cgil – il mercato dei velivoli è notevolmente calato e l’azienda deve investire nel miglioramento dei suoi prodotti. Ma senza un socio pronto ad immettere liquidità è impossibile sviluppare qualunque progetto».

    Attualmente l’azionariato di Piaggio Aero Industries è composto dalle famiglie Di Mase e Ferrari, da Mubadala Aerospace – una Business Unit del gruppo Mubadala Development Company di Abu Dhabi, il quale ha acquistato una partecipazione azionaria in Piaggio Aero nel 2006 – e da Tata Limited, società britannica del gruppo Tata entrata in Piaggio Aero dal 2009.

    Come è noto la componente italiana ha deciso di cedere la propria quota. E con fatica procede la ricerca del nuovo azionista.

    Nel frattempo, a Finale Ligure continua la produzione dei componenti del P180, in vista del trasferimento dello stabilimento a Villanova d’Albenga, previsto dall’accordo di programma – siglato nell’agosto 2008 – che conferma anche il sito di Genova.
    «Quando avverrà lo spostamento non si potrà produrre e così facendo le parti per assemblare il P180 a Sestri Ponente saranno già pronte», sottolinea Vella.

    Sindacati e lavoratori, a distanza di 4 anni, chiedono il rispetto dell’intesa. Il nuovo stabilimento di Albenga non è ancora ultimato perché mancano le risorse economiche. Per ugual motivo ogni prospettiva di ripresa è bloccata.
    «Dobbiamo ripartire dall’accordo di programma – afferma Vella – Secondo Piaggio Aero il futuro era rappresentato da un nuovo velivolo: il P1XX, ossia l’evoluzione del P180. Il modello è stato progettato solo sulla carta ma non avrà “gambe”. Allo stato attuale l’azienda, da sola, non è in grado di sviluppare il prodotto. Occorre l’ingresso di un socio che creda in questo progetto. I problemi finanziari possono essere superati soltanto se i soci ricapitalizzano la società».

    «Il mercato vive una fase di sofferenza, tuttavia, va detto che altre realtà stanno riprendendo quota – spiega Caminito – Piaggio Aero, invece, è paralizzata dalle vicende societarie e finanziarie».

    In ballo c’è anche un’importante operazione con la Cina che desta particolare preoccupazione. «Ad un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, Piaggio Aero ha riferito di essere in trattativa con un gruppo cinese per cedergli l’elaborazione del modello P1XX – racconta Caminito, Fiom-Cgil – L’azienda, insomma, pensa di far realizzare il modello “in uscita”. Vendere ai cinesi una parte della ricerca e produzione vuol dire non farla più in Italia, ovvero a Sestri Ponente. Questa operazione rischia di mandare in crisi lo stabilimento di Genova».
    D’altronde, per elaborare il prodotto ci vogliono soldi che Piaggio Aero Industries non ha. «Il progetto del P1XX è già costato 120 milioni di euro – aggiunge Caminito – e l’unico modo per recuperarli sembra essere l’operazione con la Cina».

    Infine, c’è un altro campanello d’allarme che conferma la gravità della situazione: l’azienda intende esternalizzare l’attività di progettazione tecnica finora effettuata presso il centro di ricerca e sviluppo di Pozzuoli (NA).

    LA STORIA

    La storia di Piaggio Aero Industries comincia nel 1884 quando Rinaldo Piaggio, dopo aver puntato sul mercato dell’arredo navale, si dedica all’industria ferroviaria. La costruzione dei motori aeronautici comincia nel 1915, quella degli aerei nel 1925.

    “Le soluzioni innovative dei due ingegneri Giovanni Pegna e Giuseppe Gabrielli saranno fondamentali per lo sviluppo del settore aeronautico dell’azienda – si legge sul sito web di Piaggio Aero – Il risultato è il primo elicottero, realizzato secondo standard e con prestazioni molto avanzate per il tempo, il primo aeromobile ad ala rotante che apre i cieli allo sviluppo dei moderni elicotteri”.

    Nel dopoguerra i due figli di Rinaldo Piaggio, Enrico (che avrebbe poi investito nella “Vespa”) e Armando, iniziano la ricostruzione delle attrezzature distrutte. “Da qui parte la corsa verso l’innovazione e lo sviluppo, che vede la nascita di velivoli all’avanguardia per tecnologia e aerodinamica. Nel 1966 l’azienda divide la produzione in due settori: uno votato alla mobilità individuale, con la Vespa e l’altro all’aeronautica, con la produzione di aerei, motori e componenti strutturali”.

    Fino al 1998, quando la cordata di imprenditori guidata dagli Ingegneri Piero Ferrari (vice Presidente di Ferrari S.p.A.) e Josè Di Mase, rilevò gli assets delle gloriose industrie meccaniche e aeronautiche Rinaldo Piaggio costituendo così la società Piaggio Aero Industries.

    IL FUTURO

    Incertezza è la parola chiave. Soprattutto in merito al nuovo socio «Si è parlato di Saab, di partnership con un gruppo cinese pronto a rilevare una parte di produzione Piaggio – spiega Vella – ma finora non c’è nessuna notizia certa sul futuro della società».
    Per questo i sindacati confederali Fiom-Cgil, Fim-Cisl,Uilm, chiedono a gran voce un incontro di verifica dell’accordo di programma. «I tempi sono stati già stai sforati e di troppo – continua Vella – al nostro fianco ci sono i sindaci delle due località interessate, Finale Ligure e Villanova d’Albenga. Senza dimenticare il valore che rappresenta Piaggio Aero per Genova Sestri Ponente. La Regione Liguria, insieme ai Comuni, è garante di quell’intesa. Siamo preoccupati per entrambi gli stabilimenti liguri. Parliamo di 1300 dipendenti in totale. Vogliamo risposte ufficiali per quanto riguarda i problemi di mercato, la stabilità finanziaria del gruppo, il nuovo assetto societario, il piano industriale. Stiamo aspettando un incontro in sede regionale per far uscire l’azienda allo scoperto. Dopo lo sciopero di maggio nulla è cambiato: ancora aspettiamo comunicazioni da parte dell’azienda».

    Fondamentale risulta trovare il terzo azionista per provare a rilanciare la società attraverso un piano d’insieme. «Non riuscendo a vendere, l’azienda ha pesanti problemi di liquidità – spiega Caminito – I due azionisti rimasti in campo hanno dovuto mettere sul piatto circa 20 milioni di euro a testa per coprire i debiti con le banche. Ma adesso bisogna ricapitalizzare la società per immaginare un suo futuro. È una situazione delicatissima, occorre trovare altri 20 milioni di euro per rilanciarla».

    Nel contempo Piaggio Aero sta spostando lo sguardo dal mercato civile a quello della Difesa. «L’azienda lavora ad un nuovo pattugliatore finanziato dalla componente araba – continua il rappresentante Fiom-Cgil – Stanno investendo molto in questo senso. Ma il pattugliatore, comunque, non sarà capace di coprire il mercato del P180. Anche perché non si comprende l’evoluzione del nuovo prodotto. È circolata voce di un interessamento di Finmeccanica ma, per ora, non si è concretizzato».

    «Con lo sviluppo di una nuova generazione di pattugliatori multiruolo MPA e di sistemi aerei a pilotaggio remoto P.1HH – ha dichiarato l’Amministratore Delegato, Alberto Galassi, nel febbraio di quest’anno – Piaggio Aero diversifica la propria attività in un settore strategico e ad alta tecnologia con il supporto fondamentale dei propri azionisti internazionali, Mubadala Aerospace e Tata Limited».

    Il pattugliatore dovrebbe essere realizzato a Villanova d’Albenga. «Tale sito produttivo ha maggiori prospettive rispetto a Genova – afferma Caminito – Lo stabilimento in via di realizzazione è molto grande. In teoria potrebbe accogliere anche parte delle attività oggi svolte a Sestri Ponente. Ma ciò non deve accadere perché vogliamo sia rispettato l’accordo di programma che garantisce la sopravvivenza di Sestri».

    In definitiva, senza un nuovo socio è impossibile immaginare un vero piano industriale. «Entro l’estate ci hanno assicurato che qualcosa dovrà accadere – conclude Caminito – Siamo preoccupati e pretendiamo, al più presto, risposte chiare da parte dell’azienda».

     

    Matteo Quadrone

  • Linfa: concorso per progetti di agricoltura sostenibile

    Linfa: concorso per progetti di agricoltura sostenibile

    coltivazione-agricoltura-cogornoAGGIORNAMENTO! Il bando è stato prorogato al 30 settembre 2013

    Sono aperte fino al 4 luglio 2013 le iscrizioni a Linfa – Le Idee Nuove Fanno Agricoltura Sostenibile, un bando rivolto a laureati under 35 per cercare nuovi progetti legati al settore agricolo in ogni sua sfaccettatura (produzione agro-forestale, allevamento, pesca e itticoltura).

    I progetti dovranno avere come requisito l’operabilità sul territorio italiano, l’innovazione in ambito tecnico e tecnologico, l’attenzione allo sviluppo sostenibile e alla biodiversità e la creazione di nuove opportunità lavorative.

    Possono partecipare cittadini italiani e stranieri purché operanti in Italia, di età inferiore ai 35 anni e laureati in Università italiane o estere tra l’a.a. 2007-2008 e l’a.a. 2011-2012.

    L’iscrizione avviene caricando sul sito web Idea360 i seguenti materiali (max 2.000 battute ciascuno):
    I. Abstract – contenuto essenziale del progetto proposto
    II. Innovazione tecnologica
    III. Multidisciplinarietà
    IV. Fattibilità tecnica
    V. Fattibilità economica
    VI. Benefici per la collettività e ricadute sul territorio
    VII. Tempi di realizzazione del progetto.
    VIII. Profili occupazionali

    Una giuria online valuterà i progetti fino al 17 luglio: i dieci progetti migliori saranno valutati da una seconda giuria – composta da esperti del settore – ed entro ottobre 2013 sarà proclamato il vincitore. A questo progetto sarà data possibilità di realizzazione con un contributo di 30.000 €.

  • Agriteatro: corsi e laboratori estivi per aspiranti attori

    Agriteatro: corsi e laboratori estivi per aspiranti attori

    chSpettacolo il peso dell'ariaSono aperte le iscrizioni per i laboratori 2013 di AgriTeatro, il cantiere d’arte e teatro ideato da Tonino Conte nel 2008 e che si svolge ogni anno nella Cascina San Biagio a Cremolino, Alto Monferrato.

    Sono quattro le proposte di quest’anno, che si svolgeranno da lunedì 15 luglio a domenica 4 agosto 2013: teatro per bambini, teatro per adulti, teatro in inglese, scrittura narrativa. Gli allievi saranno ospitati presso la cascina e, come ogni anno, i laboratori si concluderanno con una dimostrazione- spettacolo aperta al pubblico, nei castelli e nei borghi dell’Alto Monferrato.

    Laboratorio per bambini
    Rivolto ad allievi dai 7 ai 13 anni, tema del corso è Calandrino: l’edizione 2013 del Festival L’Altro Monferrato, di cui i laboratori fanno parte è dedicata alla ricorrenza dei 700 anni dalla nascita di Giovanni Boccaccio. I lavori sono tenuti da Gianni Masella (regista e insegnante di recitazione) e Alice Scano (attrice, insegnante di recitazione con specializzazione in psicologia). Da lunedì 15 a sabato 20 luglio, costo € 300 (comprensivo di vitto e alloggio). Riduzioni per i bambini abitanti nella zona.

    Scrittura narrativa
    Sabato 27 e domenica 28 luglio. A cura di Raffaella Romagnolo, giornalista e scrittrice. Costo € 120 (€ 100 per chi non usufruisce dell’ospitalità altrimenti inclusa nel prezzo).

    Laboratorio in inglese
    Da lunedì 29 a mercoledì 31 luglio, una novità di quest’anno rivolta a chi vuole imparare o perfezionare la conoscenza della lingua attraverso il teatro. A cura di Nicholas Brandon, attore e regista e tra i fondatori del Teatro della Tosse. Costo € 150.

    Laboratorio di recitazione per adulti
    Da giovedì 1 a domenica 4 agosto, tema In laude di Dante. Condotto da Paola Bigatto, attrice, regista e drammaturga che insegna stabilmente all’Accademia Paolo Grassi di Milano. Costo € 180.

    Info e iscrizioni 010 2471153 info@agriteatro.it.

  • Festival di poesia: Ghettup Tv, le proiezioni

    Festival di poesia: Ghettup Tv, le proiezioni

    pellicolaMartedì 18 giugno 2013 inizia a Palazzo Ducale, nell’ambito del Festival di poesia 2013, la serie di proiezioni di Ghettup Tv.

    La tv di quartiere autogestita presenta al pubblico i film e documentari, videocronache della città e dei suoi abitanti. Il progetto agisce nell’ambito della Casa di Quartiere di vico Croce Bianca inaugurata a febbraio 2011 e gestita dalla Comunità San Benedetto al Porto in collaborazione con altre associazioni del centro storico.

    Leggi il programma del Festival di poesia 2013.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Museo Beni Culturali Cappuccini, Portoria: un gioiello poco conosciuto

    Museo Beni Culturali Cappuccini, Portoria: un gioiello poco conosciuto

    museo-cappucciniA Genova il Museo dei Beni Culturali Cappuccini resta nascosto e poco conosciuto dai più. È raro che -dicono le guide del museo- chi non frequenta il quartiere di Portoria conosca questo piccolo gioiello, edificato tra Viale IV Novembre (in corrispondenza del parco dell’Acquasola) e il Palazzo di Giustizia, sulla sottostante Via Bartolomeo Bosco. In alcuni casi persino chi abita o lavora in zona non conosce il Museo, uno dei tesori di Genova tra i meno noti e più discreti.

    E invece la sua storia è affascinante e tutta da scoprire. Noi lo abbiamo fatto, passando una giornata in compagnia del personale del Museo e ripercorrendo la storia della Genova del XV secolo.

    «Non riusciamo a pubblicizzare il museo, le persone non ci conoscono –ci spiega la nostra guida, una volontaria che per passione aiuta nella gestione del museo- cerchiamo di essere presenti anche sui social network, ma continuiamo a restare isolati. Io stessa, genovese doc, non conoscevo questo luogo: l’ho scoperto solo da pochi anni». Ma forse questo è allo stesso tempo il brutto e il bello: in mezzo alla frenesia, tra business e shopping, i Cappuccini riescono a restare “isolati”, offrendo un approdo –spirituale e culturale- sicuro.

    IL MUSEO DEI BENI CULTURALI CAPPUCCINI

    Oggi, il Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova è una struttura che coniuga elementi di modernità alla memoria storica dei religiosi cappuccini. Il Museo, assieme alla sottostante Chiesa di Santa Caterina, mantiene la memoria storica dei Cappuccini, pur avendo subito nel corso degli anni varie modifiche: oggi, ad esempio, la chiesa gestita dai frati cappuccini ecuadoriani dà sostegno e aiuto ai loro connazionali emigrati a Genova, occupandosi della parte spirituale e offrendo supporto anche materiale. L’impostazione più moderna e questo rinnovamento cui si è assistito nel corso del tempo hanno avuto lo scopo di avvicinare la comunità laica. Si è voluto aiutare le persone a capire meglio quale mondo si celi dietro la vita di un frate, attraverso percorsi guidati tra le sale dell’edificio e soprattutto (dal 2005) con l’allestimento di mostre temporanee, circa due all’anno: una in autunno, fino al periodo natalizio, e l’altra dai primi mesi dell’anno fino all’estate, con pausa nei mesi di luglio-agosto. Due mostre, non di più, per dare l’opportunità a un gran numero di persone di visitarle e per avere tempo di organizzare al meglio la mostra successiva, portando a Genova pezzi pregiati e di valore. Ora, già in progress l’allestimento della mostra di Natale 2013. Incentrati su vari momenti della vita cappuccina, le mostre raccontano l’attività che i frati della comunità genovese hanno svolto nel corso dei secoli, e che svolgono tuttora, all’interno dei conventi loro affidati.

    Salendo il grande scalone centrale, percorrendo i corridoi e attraversando le varie sale, non si può fare a meno di essere colpiti ovunque dai quadri di artisti liguri illustri (sì, perché le opere sono perlopiù fatte in Liguria, da artisti nostrani, anche se molti pezzi soprattutto della mostra temporanea provengono anche da fuori). Da Bernardo Strozzi, a Domenico FiasellaLuca CambiasoOrazio De FerrariDomenico PiolaAnton Maria Maragliano. Nonostante questo, il museo resta povero, in stile cappuccino: (pochi) elementi di arredo semplici, rigorosamente in legno; qualche statua di pregio, perlopiù proveniente dalle collezioni private di nobili genovesi, o donata da ex conventi.

    Alla fine della scalinata, la cappella superiore, dove un tempo era custodito il corpo della santa, oggi usato sia come sala espositiva, sia come auditorium per varie manifestazioni culturali: conferenze, concerti, incontri. Davanti alla cappella, affrescata e affacciata direttamente sulla Chiesa adiacente, l’accesso alla sala museale vera e propria: un open space di 250 metri quadrati, aperto solo nel 2005. In questo momento, in corso la mostra “La vita è dono”, per celebrare i 300 anni dalla canonizzazione di San Felice da Cantalice e i 50 da quella del ligure San Francesco Maria da Camporosso: tema centrale, quello della questua, caro alla comunità cappuccina, che vive di elemosina e di carità (lungo il percorso espositivo, infatti, è possibile osservare le antiche gerle cappuccine in cui i frati raccoglievano le donazioni di elemosina e generi alimentari, ma anche olio e vino, contenuti in gerle apposite).

    LA STORIA

    Circondato dalla Chiesa e dal Convento di Santa Caterina e dalle sale a disposizione della comunità cappuccina dell’Ecuador, il museo, fondato dal frate cappuccino Padre Cassiano nel 1978 che ha voluto infondere in questo luogo il suo ideale di vita povera e riservata, celebra la spiritualità di questi religiosi con una raccolta di manufatti, documenti e testimonianze relative al costume, all’arredamento, allo svolgersi della vita quotidiana dei conventi. Anche oggi, i frati che gestiscono il luogo hanno voluto mantenere lo spirito con cui era stato fondato, modernizzando la struttura e avvicinandola di più alla comunità laica.

    Proprio qui dove ora c’è il museo, un tempo sorgeva l’Ospedale Pammatone. Qui i cappuccini della comunità ligure, prima in altre sedi, sono stati chiamati a prestare il loro soccorso agli ammalati già nei primi decenni del 1500. Dell’edificio dell’ospedale (che un tempo era direttamente collegato alla Chiesa di Santa Caterina) solo una parte piuttosto piccola è riuscita a salvarsi ed è stata riconvertita e adibita a museo, ampliandosi nel corso degli anni.

    Tutta la struttura ha però una storia ben più antica: costruita circa a metà del 1400, il complesso è oggi dedicato a Santa Caterina Fieschi Adorno: sposa del nobile genovese Giuliano Adorno, Caterina si è sempre dedicata con il marito alla cura dei malati (appestati, malati di tifo e altre malattie frequenti all’epoca) e ha frequentato assiduamente il Pammatone, facendone la sua seconda casa. Trasferitasi nei locali dell’ospedale per meglio assistere gli ammalati, Caterina è morta tra queste mura, anch’essa contagiata. Il suo corpo è stato conservato a lungo nei locali dell’ex ospedale, restando incorrotto. Da qui, la sua santificazione. Poi, il trasferimento del corpo nella chiesa sottostante (intitolata anch’essa alla santa), per permettere a coloro che volevano visitare il corpo di vedere Caterina senza dover accedere ai locali ospedalieri, con il rischio di venire contagiati dai malati. All’epoca in cui la salma era conservata nei locali dell’ex Pammatone (e attuale museo), era stata costruita la grande scalinata che ancora oggi accoglie i visitatori all’ingresso del museo: le scale conducono direttamente nell’ex cripta, oggi adibita anch’essa a museo, in cui è possibile vedere la bara storica della santa e altri oggetti sacri.

     

    Elettra Antognetti

    [foto dell’autore]

  • ASD Arte e Immagine: spettacolo Cartoons per festeggiare i 24 anni di attività

    ASD Arte e Immagine: spettacolo Cartoons per festeggiare i 24 anni di attività

    Premiazione Arte e Immagine
    Sabato 22 giugno l‘associazione sportiva Arte Immagine  festeggia i 24 anni di attività presso il teatro del Ponente di Genova Voltri (ore 21) con lo  Cartoons, spettacolo di danza e musica a ingresso libero.

    Un appuntamento per celebrare anche i numerosi riconoscimenti (ben 13) conquistati dalla scuola nel mese di maggio.

    Il 17 maggio Arte e Immagine ha vinto al teatro Ariston di Sanremo la rassegna Città in danza  con due coreografie di danza classica di Silvia Grandis: I Cuochi (vincitore categoria bambini) e Giochiamo? (vincitore categoria ragazzi): le due coreografie parteciperanno alla Rassegna Finale che si svolgerà al Palamontepaschi di Chianciano il 30 Giugno.

    Durante la rassegna Dance4People la coreografia Giochiamo? ha vinto il primo premio e una borsa di studio per l’intero gruppo,  mentre Elisa Molinari con l’assolo Invito alla danza ha conquistato il secondo premio più la borsa di studio.

    Sempre per la danza classica, nell’ambito della stessa manifestazione, Arianna Parodi con l’assolo Hoop-dee-doo ha vinto il terzo premio più la borsa di studio. Ed ancora un primo premio  più borsa di studio per tutto il gruppo della coreografia di danza moderna Ain’t she sweet di Roberta Consagra.

    Ben quattro sono stati i premi assegnati ad Arte e Immagine da una giuria di fama internazionale ( Margarita Traianova, Victor Litvinov, Brian Bullard, Sonia Bianchi , Francesco Nappa) durante il Concorso Nazionale Genova, arte in movimento al teatro Gustavo Modena di Genova:
    1° Premio al passo a due Trois petites notes de musiques di Silvia Grandis ballato da Arianna Parodi e Silvia Canepa.
    2° Premio all’assolo Hoop- dee –doo di Silvia Grandis  ballato da Arianna Parodi più borsa di studio.
    3°Premio a Giochiamo? coreografia di Silvia Grandis  più borsa di studio all’intero gruppo.
    3°Premio a Piccole ballerine di Silvia Grandis ballato da Martina Buonomo e Nicole Ierardi di soli 5 anni.

    E infine questa prestigiosa giuria ha assegnato una borsa di studio a tutti gli allievi della scuola Arte e Immagine per il Summer dance festival di Chiavari.

    Finiamo con gli ultimi due premi conquistati alla rassegna Music for peace: il secondo premio a Giochiamo? di  Silvia Grandise ilterzo posto Ain’t she sweet di Roberta Consagra.

    La scuola celebra così con Cartoons un anno ricchissimo di riconoscimenti: il primo tempo dello spettacolo  è ispirato al mondo dei cartoni animati, nel secondo tempo si possono ammirare i brani che quest’anno hanno ottenuto dei prestigiosi riconoscimenti.

    Le coreografie sono per il classico, di Silvia Grandis, per il moderno e il contemporaneo di Roberta Consagra e per l’hip-hop di Barbara Robaldo.

    Il musical ed il canto è affidato alla bravura di Giulia Chiossone.

    Inoltre, nel mese di settembre, sono in programma lezioni di prova gratuite.

    Per informazioni: A.S.D. CIRCOLO CULTURALE ARTE E IMMAGINE- VIA AL
    SANTUARIO DELLE GRAZIE N°11- 16158  GENOVA- VOLTRI
    CELL.3481130474
    CORSI DI DANZA CLASSICA, MODERNA E CONTEMPORANEA, HIP-HOP, STRETCHING.,PILATES, ZUMBA E RISVEGLIO MUSCOLARE.

     

    IP

  • iTunes all’Università: lezioni sul web per gli studenti fuori sede

    iTunes all’Università: lezioni sul web per gli studenti fuori sede

    Palazzo dell'UniversitàLa scorsa primavera l’Università di Genova ha aperto il bando UNIdeaGEniale, rivolto ai propri allievi regolarmente iscritti allo scopo di proporre idee innovative per (citiamo testualmente ) «incentivare e sostenere la cultura dell’innovazione durante gli studi universitari e fornire agli studenti l’opportunità di partecipazione attiva ai processi di miglioramento dell’Ateneo in cui studiano».

    Il bando è scaduto lo scorso 26 aprile: una commissione esaminatrice ha selezionato i cinque progetti migliori, che saranno sottoposti a votazione degli studenti attraverso il sito web dell’Università.

    Qualche giorno fa Mattia Mantero, studente di Economia che ha partecipato al bando, ha illustrato la sua proposta alla nostra redazione dopo aver letto l’articolo di Giorgio Avanzino su Università online e lezioni gratuite. Nonostante abbia appreso proprio oggi che il suo progetto non è stato ammesso alla seconda fase, ci è sembrato interessante dare spazio a questa idea, sperando che possa servire da spunto in altri contesti.

    Insegnamento e offerta di apprendimento per gli studenti attraverso l’utilizzo e l’implemento delle risorse elettroniche, questo il titolo del progetto, mira a sfruttare le potenzialità di iTunesU (“costola” del celebre sito e app per riprodurre e acquistare canzoni, film e altri materiali multimediali) per creare un canale web dell’Ateneo genovese in cui rendere disponibili lezioni, incontri e seminari sotto forma di audio, video o altro mezzo, oltre a materiali di approfondimento sempre a disposizione degli studenti. Uno spazio su Internet rivolto in particolare agli studenti lavoratori e a quelli fuori sede, che spesso non riescono a essere presenti a tutte le lezioni, per evitare loro di “rimanere indietro” rispetto al programma svolto e supportarli nell’intenzione di partecipare attivamente alle attività didattiche.

    «Sono studente lavoratore, perciò il progetto è nato in risposta a una mia esigenza personale – ci spiega Mattia. – Io pago le tasse universitarie esattamente come gli studenti frequentanti, tuttavia il lavoro mi impedisce di seguire regolarmente le lezioni e ho difficoltà anche nel contatto con gli insegnanti, che hanno giorni e orari limitati per il ricevimento. Di fatto, non ho le stesse opportunità di uno studente che può frequentare ogni giorno, ma non per mia scelta: una piattaforma di questo tipo permetterebbe di “compensare” questa mancanza, perché potrei seguire le lezioni “quasi” come se fossi lì».

    Un progetto che, a nostro avviso, avrebbe potuto sposarsi perfettamente con la piattaforma di E-Learning dell’Ateneo – creata per mettere a disposizione il materiale didattico delle lezioni, caricare le esercitazioni e avere spazi di interazione con i docenti e con altri studenti – e con Aulaweb, spazio di didattica online che svolge analoghe funzioni. Due piattaforme, tuttavia, ancora oggi non utilizzate da tutti i docenti.

    Come spiegato da Mattia, sono già diverse le Università italiane che forniscono agli studenti i podcast delle lezioni, tra le quali l’Università di Napoli Federico II, le Università di Trento, Trieste, di Modena e Reggio Emilia e la Bocconi di Milano, ma anche prestigiosi atenei stranieri come Stanford, Yale, Oxford e Berkeley. Proprio perché il numero in Italia è ancora esiguo, l’adozione di un servizio di questo genere da parte dell’Università di Genova potrebbe avere una ricaduta positiva sull’immagine e la visibilità dell’Ateneo stesso a livello nazionale. iTunesU permette infatti di creare un canale dell’Ateneo suddiviso per Facoltà e corsi di laurea, che permetterebbe a studenti che non vivono a Genova di visualizzare in dettaglio materie e programmi didattici e decidere eventualmente di iscriversi nella nostra Università. Un aspetto molto importante, visto il calo delle iscrizioni ai corsi di laurea riscontrato negli ultimi anni.

    Come si può finanziare un progetto simile? Mattia pone nella presentazione del progetto una stima di massima delle risorse necessarie, che si può riassumere in due punti: (1) valutare se gli attuali server, pc, web-cam, microfoni e registratori – già a disposizione dell’Università – sono sufficienti a coprire le necessità del progetto (2) indirizzare il personale che già gestisce Aulaweb al canale ITunesU, in collaborazione con gli studenti che partecipano con incarichi retribuiti alle attività della Facoltà (tutor, studenti 150 ore, tirocinanti).

    I futuri passi dell’iniziativa, come spiega Mattia, vanno nella direzione di proseguire nel progetto: «È mia intenzione presentare comunque il progetto a miei compagni di corso e ai rappresentanti degli studenti di Economia. Nonostante la non ammissione alla prossima fase del bando, vorrei capire se esistono altri canali – anche al di fuori del contesto genovese – per tentare di portare avanti questa idea, anche eventualmente con forme di finanziamento quali il crowdfunding».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Il lavoro dell’artista: intervista a Nicola Bucci

    Il lavoro dell’artista: intervista a Nicola Bucci

    nicolabucci2Genovese, classe 1961, definisce se stesso «un’anima anfibia» fino a metà degli anni Ottanta, ossia quando decide di porre la cesura tra il suo percorso artistico e quello della ricerca filosofica, prediligendo la seconda. Le sue opere, insieme a quelle di altri artisti genovesi, sono state esposte a Palazzo Ducale nella mostra Il lavoro dell’artista. Un percorso genovese 1977 – 1989 (le opere su www.lavorodellartista.it)

    Com’è nata l’idea di questa mostra?

    Tutto è partito dalla personale postuma a Rolando Mignani, allestita nel 2011 a Villa Croce. Rolando, morto nel 2006, è stato una delle figure più importanti nella fase di sperimentazione tra arte e scrittura visuale, avvenuta negli anni Settanta – Ottanta. Non lo classifico come “artista” perché a quei tempi si voleva prendere le distanze dal concetto di “arte” in senso critico e accademico: si preferiva l’espressione “operatori culturali”. Non eravamo un collettivo, ma artisti di diverse generazioni – dei quali io sono il più giovane – uniti da una costellazione di valori comuni. Oltre alla mia opera e a quella di Rolando, sono qui esposti Gianni Brunetti, Italo Di Cristina, Giuliano Galletta, Vincenzo Lagalla e Piero Terrone.

    Di quali valori stiamo parlando?

    Ciò che accomuna le opere presenti in questa mostra, e in generale il nostro percorso di ricerca, è una riflessione metalinguistica sull’arte. Ovvero: non solo realizzare opere, ma utilizzare le opere come strumento di riflessione sull’arte, sui suoi linguaggi, sul rapporto fra l’opera e il suo pubblico. La mia opera esposta, realizzata nel 1981, è una sinestesia di diversi linguaggi: disegno, fotografia, fotocopia, “fotografia della fotografia”. Un preludio a quella che oggi si chiamerebbe multimedialità. L’immagine ha una funzione concettuale: esprime in forma visuale le teorie espresse da Jacques Lacan, Walter Benjamin, Guy Debord e altri.

    Descrivici meglio la tua opera.

    Si tratta della prima mia opera che è stata esposta in una mostra personale, all’epoca avevo vent’anni. La premessa è la teoria di Lacan, secondo cui l’uomo è spettatore di se stesso. Non è più lo spettatore a guardare l’opera, ma l’opera che afferra lo spettatore. In questo caso vi sono diverse tavole, che partono dall’obiettivo fotografico per indagare le dimensioni stratificate dello sguardo: la persona ritratta che guarda in macchina, poi che guarda la propria immagine fotografata, il riflesso nello specchio e così via. Nell’opera originaria, si terminava proprio con una cornice vuota, contenente uno specchio: lo spettatore, dopo aver guardato la sequenza di tavole (o meglio, “essere stato guardato” dal soggetto ritratto che lo fissa), avrebbe concluso il percorso guardando se stesso. Il riferimento è anche a un’opera di Giulio Paolini del 1967, dal titolo Giovane che guarda Lorenzo Lotto, e al fatto che in quegli stessi anni – nel cinema – Jean-Luc Godard ha sovvertito per la prima volta la regola del “non guardare la macchina da presa”.

    Come mai il titolo “Il lavoro dell’artista”?

    Gli anni in cui sono state realizzate queste opere sono immediatamente seguenti al Sessantotto: dopo la critica attiva dei sistemi sociali si registra la centralità del lavoro culturale, non più come una parte del settore produttivo ma come suo fondamento. Si tratta della base del postfordismo, dove il lavoro intellettuale e la tecnologia prendono il sopravvento rispetto alla produzione industriale di massa. Le nuove rifessioni sulla società, e di conseguenza su arte e cultura, partono proprio da questo cambiamento di paradigma economico.

    Ci parli del testo Considerazioni inattuali?

    Anzitutto voglio precisare che non si tratta di un catalogo della mostra: è un saggio prodotto per questa occasione, ma lo ritengo piuttosto un insieme di riflessioni che contestualizzano quanto esposto qui. La si può definire una “archeologia del presente”: siamo così immersi nella nostra contemporaneità che non la vediamo, il salto nel passato è qui un paradigma per comprendere meglio l’oggi. Il ‘77 è stato un anno cruciale per la riflessione artistica, da cui è partito il percorso che tra gli anni ‘80 e ‘90 è arrivato fino a oggi. L’opera contiene altri due testi, Attualità di Marx e No future, stralci di saggi scritti subito dopo il G8 del 2001. Il saggio sarà edito da De Ferrari, ma è anche possibile leggerlo in formato digitale sul sito della mostra.

     

    Marta Traverso

  • Emergenza Casa a Genova: sfratti per morosità in aumento

    Emergenza Casa a Genova: sfratti per morosità in aumento

    case-abitazioni-centro-storico2-DIMentre Governo e Parlamento discutono di Imu, continua a dilagare l’emergenza casa che oggi coinvolge nuove categorie sociali, improvvisamente private del reddito da lavoro. È uno dei tanti paradossi italiani: migliaia di famiglie non riescono a pagare l’affitto e, nell’indifferenza generale, finiscono in mezzo alla strada. Come accade ogni anno, i dati forniti dal Ministero dell’Interno certificano uno stillicidio senza fine: in Italia, nel 2012, gli sfratti eseguiti per morosità sono stati oltre 60 mila (sul totale di quasi 68 mila).
    «È incredibile, soltanto nel nostro Paese non c’è attenzione politica nei confronti di questo tema – denuncia Stefano Salvetti del Sicet Genova (Sindacato Inquilini Casa e Territorio) – è una questione soprattutto psicologica: tutta la classe dirigente italiana, in maniera trasversale, appartiene alla lobby dei proprietari. Eppure, in Italia ci sono 4 milioni di famiglie in locazione. E gli alloggi pubblici sono appena 700 mila. Basta guardare i numeri dei nostri vicini europei per rendersi conto che qualcosa non torna».

    Per quanto riguarda Genova, nel 2012, gli sfratti eseguiti per morosità sono stati 945, ai quali si aggiungono i 343 del resto della Provincia per un totale di 1288, ovvero il 90 % del totale degli sfratti (1436, di cui 148 finite locazioni). Ma le richieste di sfratto, nell’intera Liguria, hanno sfiorato quota 2500 (2006 quelli diventati esecutivi).
    «Bisogna considerare, però, che alcune persone decidono spontaneamente di uscire dall’abitazione, onde evitare di far subire il trauma dello sfratto ai loro figli – racconta Salvetti – quindi l’esecuzione non la subiscono perché si allontanano prima che l’ufficiale giudiziario bussi alla porta. Anche la vergogna gioca la sua parte. Gli sfratti “sommersi” sono in aumento e sfuggono alle rilevazioni statistiche».
    Nel 2013 la situazione non sembra migliore, anzi «Prevediamo una stima ancora più alta – continua Salvetti – ogni giorno nei nostri uffici passa un’elevata percentuale di nuclei familiari colpiti soprattutto dalla perdita del lavoro. Categorie sociali che, prima d’ora, non vedevo frequentemente: muratori e badanti (italiani e non), ex impiegati in uffici e studi di professionisti, ex commercianti costretti a chiudere bottega, ecc. Un mondo variegato e completamente abbandonato a se stesso».
    I numeri dell’emergenza, secondo il Sicet, rimangono sottostimati «Il vero dramma è che la maggioranza delle persone ormai neppure presenta domanda per l’assegnazione di un alloggio popolare – sottolinea Salvetti – Hanno perso la speranza. Noi, invece, li invitiamo a farlo, perché la domanda rappresenta il termometro dell’emergenza. La politica di fronte a questi numeri dovrebbe finalmente svegliarsi».

    La scorsa settimana, in occasione dell’incontro con il Sindaco Marco Doria, Salvetti ha ribadito le sue proposte «Ho chiesto al primo cittadino di attivarsi con gli altri sindaci delle aree metropolitane affinché si instauri una seria interlocuzione con il Governo: è necessario riaprire il corridoio centralizzato del sostegno all’affitto che in questi anni è stato azzerato; poi occorre studiare un nuovo dispositivo di graduazione degli sfratti, in modo tale da garantire una qualche forma di tutela ai morosi».
    I tempi dei servizi sociali, infatti, sono troppo lunghi «Quando si verifica un terremoto la prima risposta è quella di allestire una tendopoli – continua il rappresentante del Sicet – allo stesso modo, se vogliamo fronteggiare l’emergenza casa, iniziamo a requisire le caserme, gli edifici, tutti gli spazi pubblici che possono diventare alloggi».

    I soldi per rilanciare l’edilizia residenziale pubblica (Erp) ci sono, quello che manca è la volontà politica. «Sarebbe sufficiente che la Cassa Depositi e Prestiti, invece di finanziare dei fondi immobiliari per realizzare case destinate a rimanere invendute, finanziasse le Aziende regionali territoriali per l’edilizia (ex Istituti autonomi per le case popolari), come Arte Liguria, nella realizzazione di una nuova rete di alloggi sociali – spiega Salvetti – Inoltre, man mano che si recuperano le risorse frutto dell’evasione fiscale nel mattone, bisogna reimpiegarle al fine di Erp».
    Il Sicet ha sollecitato anche la Regione «Il governatore Claudio Burlando dovrebbe porsi la questione delle famiglie liguri che non riescono a pagare l’affitto – conclude Salvetti – Le Aziende regionali territoriali per l’edilizia non sono finanziate ma, nel contempo, le case popolari pagano l’Imu e non godono della detassazione per il risparmio energetico».
    Insomma, non finanziamo l’Erp ma la tassiamo, eccolo l’ennesimo paradosso italiano.

     

    Matteo Quadrone

  • Villetta di Negro, riqualificazione del parco: a luglio fine dei lavori

    Villetta di Negro, riqualificazione del parco: a luglio fine dei lavori

    villetta-di-negro-2Il parco di Villetta di Negro, un polmone verde tra i più grandi della città. In pieno centro, proprio sopra Piazza Corvetto: incastonato tra antiche creuze, in basso gli uffici amministrativi della Provincia, poco distanti i due teatri, Duse e Politeama Genovese.  Dopo circa un decennio di degrado e abbandono, da poco il parco è stato restituito alla cittadinanza, tra varie difficoltà e cantieri ancora aperti. Ma non tutte le zone del parco sono oggi accessibili: alcune aree restano delimitate da protezioni che indicano i cantieri ancora aperti; le belle grotte storiche anch’esse delimitate da barriere.

    Negli ultimi tempi per il parco comunale è stato avviato dal Comune di Genova un progetto di recupero. Si parla di 800 mila euro stanziati dalla Regione e messi a disposizione dall’Unione Europea per risanare il polmone verde del centro cittadino. La cifra stanziata avrebbe dovuto coprire due diversi tipi di interventi: uno riguardante la parte bassa del parco, adiacente agli uffici comunali, per l’ammontare di 300 mila euro; l’altro riguardava il risanamento del parco nel suo complesso, per un totale di 500 mila euro.

    Nel primo lotto, quello nella parte più bassa del parco, è stato risistemato il belvedere e il piazzale retrostante l’ingresso degli uffici veri e propri. Qui i lavori sono terminati più di un anno fa, a inizio 2012. L’intervento nel secondo lotto, invece (quello più impegnativo e oneroso, cui è stata destinata più della metà del finanziamento complessivo) è partito a fine 2012, nel mese di novembre, ed è oggi ancora in corso. Si tratta dell’intervento più delicato, relativo al risanamento di un lotto di terra più esteso: oltre all’inserimento all’interno del parco un nuovo sistema di sorveglianza con telecamere, si era preventivato di effettuare un servizio di manutenzione straordinaria sulla vegetazione, creare percorsi all’interno del parco, ripulire i tracciati da rami secchi e foglie, che intralciano e possono costituire un pericolo per l’incolumità dei visitatori.

    Questo è, in sostanza, il progetto che il Comune di Genova si era proposto di realizzare entro fine maggio per ridare lustro a quest’oasi verde in pieno centro e per renderla un luogo di punta per i mesi estivi alle porte. Oggi gli interventi di manutenzione e risanamento sono in parte conclusi, in parte no: basta fare un giro nel parco, per rendersi conto del degrado che ancora colpisce alcune zone e dell’inaccessibilità di altre. Cantieri aperti, zone pericolanti, degrado degli arredi pubblici… di certo, l’impressione complessiva non è quella dell’”oasi” cui si voleva far assurgere il giardino di Piazza Corvetto.  Tra i frequentatori, chi porta a spasso il cane, chi – i giovanissimi, perlopiù- approfitta delle giornate di sole per godere del panorama impagabile che si gode dalla sommità del parco. Tuttavia, nonostante queste problematiche, il parco sembra oggi essere operativo, tanto da ospitare gli eventi del Festival Internazionale della Poesia (il 21 e il 22 giugno, il festival Voix Vives).

    Così commenta l’architetto Ines Marasso in servizio presso la Direzione Manutenzione Infrastrutture, Verde e Parchi: «Il primo lotto, ovvero la zona del parco proprio sotto al Museo Chiossone, ha portato al restyling del parterre, sono state inserite ulteriori illuminazioni, rendendo il luogo nel complesso più gradevole. Inoltre, sono state eliminate alcune aiuole, è stato inserito bambù lungo il perimetro ed è stata rifatta la pavimentazione in ghiaia. Per quanto riguarda il secondo lotto, invece, posso assicurare che i lavori saranno conclusi entro fine luglio, tra un mese. Si tratta di interventi diffusi in tutta la restante superficie del parco: dal miglioramento dell’illuminazione, all’inserimento di un sistema di videosorveglianza e l’impermeabilizzazione della cascata. Ad oggi i lavori sono a buon punto, ad esempio è stato effettuato un lavoro di manutenzione del verde e dei corsi d’acqua. Soprattutto siamo orgogliosi di poter dire che la bella vista che si gode dall’alto del parco è stata restituita ai cittadini, dopo gli interventi di potatura delle piante. In questo mese ci dobbiamo ancora occupare di piccole finiture, come inserire ringhiere in ghisa, ultimare la manutenzione del verde, inserire altre panchine. Niente di più dei normali interventi di cui un parco necessita, insomma».

    E le grotte?

    «Una faccenda delicata: per renderle di nuovo accessibili, sarebbero stati necessari degli appositi interventi di reinstallazione delle stalattiti di rivestimento, operazione che –oltre ad essere difficile sotto il profilo tecnico- è anche parecchio costosa. Per riaprire le grotte, avremmo dovuto impiegare parte dei finanziamenti del secondo lotto. Per questo abbiamo preferito mantenerle inaccessibili, impiegando i 500 mila euro per altri interventi più urgenti, per raggiungere un buon grado di vivibilità e agibilità complessiva del parco. Tuttavia le grotte saranno ugualmente valorizzate sotto il profilo scenografico, con l’inserimento di un sistema di illuminazione particolare».

     

    Elettra Antognetti

    [foto dell’autore]

  • USA vs John Lennon: il documentario al cinema Corallo

    USA vs John Lennon: il documentario al cinema Corallo

    john-lennon-yoko-ono-beatlesLunedì 17 giugno 2013 (ore 18.30 e 21.30) il cinema Corallo di Genova Carignano ospita la proiezione del documentario USA vs John Lennon di David Leaf e John Scheinfeld.

    Trama del film
    Dieci anni di vita del cantante che raccontano come sia diventato un attivista convinto contro la guerra.

    Uno sguardo alla trasformazione di John lennon da musicista adorato dalle masse ad attivista pacifista, fino a icona ispiratrice di pace, che getta luce anche sui veri motivi e modi in cui il governo Usa tentò di metterlo a tacere. Non si è trattato di un episodio isolato nella storia degli Stati Uniti: le problematiche e le lotte di quell’epoca restano valide ancora oggi.

    Immagini inedite, documenti e nuove sorprendenti rivelazioni per raccontare la magia di un uomo, che da icona musicale divenne simbolo universale di pace.

    Biglietto: 10 €, ridotto 8 € (info 010 8687408).

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Bloomsday: il Festival di poesia ricorda James Joyce

    Bloomsday: il Festival di poesia ricorda James Joyce

    poesiaLa più nota opera dello scrittore irlandese James Joyce, Ulisse, è ambientata nell’arco di un solo giorno, il 16 giugno.

    Per questa ragione, ogni anno in molte città del mondo si ricorda questa meravigliosa opera letteraria con una lettura integrale che dura l’intera giornata.

    A Genova il Bloomsday coincide ogni anno con il Festival di poesia e anche in questa edizione – domenica 16 giugno – si potrà assistere alla lettura in diverse zone della città.

    Programma del Bloomsday 2013 a Genova

    TELEMACHIA – PARTE PRIMA

    Ore 9 Palazzo Reale, Cortile: LA TORRE Telemaco
    leggono : Giuseppe Amadeo Guido Conforti
    Gli studenti Stephen Dedalus, Blazes Boylan e l’inglese Haines si alzano e fanno colazione.

    Ore 10 Palazzo Reale, Salone da ballo: LA SCUOLA Nestore
    legge: Laura Santini
    Stephen Dedalus fa lezione in una scuola e parla al Preside Deasy.

    Ore 11 Museo Luzzati: LA SPIAGGIA Proteo
    Leggono: Rita Di Matteo Andrea Guglielmino
    Stephen passeggia sulla battigia.

    ODISSEA – PARTE SECONDA

    Ore 9 Douce, piazza Matteotti: LA COLAZIONE Calipso
    Legge: L’Atelier Gruppo Teatrale
    Leopold Bloom, agente pubblicitario, prepara la colazione per sé e la moglie Molly, cantante nata a Gibilterra.

    Ore 10 Libreria Bozzi, via Cairoli: IL BAGNO Lotofagi
    Leggono: Paolo LaSpisa Anna Maria Bocelli
    Bloom passeggia per Dublino, riceve una lettera amorosa, sosta in una chiesa, va ai bagni pubblici.

    Ore 11 Cimitero Monumentale di Staglieno – Area protestante: IL FUNERALE Ade
    Leggono: Dario Carere Carlo Delle Piane Davide Ghio Giorgio Oddone Elisa Prato
    Bloom, Simon Dedalus (padre di Stephen), Martin Cunningham e Jack Power seguono il funerale di Patrick Dignam.

    Ore 12 sede Il Secolo XIX: IL GIORNALE Eolo
    Leggono: Antonio Bibbò Andrea Berardini Gabriele Ferracci Martina Morabito Valeria Mosca Guglielmo Poli
    Bloom visita il giornale “Freeman” per piazzare un annuncio.

    Ore 13 Cambi Café – Vico Falamonica: IL PRANZO Lestrigoni
    Leggono: Cristina Parodi Enrica Orecchia Luca Valerio Maria Paola Casà
    Bloom dopo aver vagabondato pranza nel pub di Davy Byrne.

    Ore 14 Museo di Sant’Agostino: LA BIBLIOTECA Scilla e Cariddi
    Leggono: Marco Berisso Franco Vazzoler
    Stephen discute dell’Amleto alla Biblioteca Nazionale, incrocia Bloom.

    Ore 15 Libreria Feltrinelli: LE STRADE Le rocce vaganti
    Leggono: Pietro Fabbri e Gruppo di lettura la Feltrinelli-Teatro della Tosse
    Il gesuita Padre Conmee passeggia per Dublino

    Ore 16 Douce – piazza Matteotti: LA MESCITA Le sirene
    Leggono: Franco Arato Associazione Lilith Andrea Canziani Anna Decri
    Le bariste dell’Ormond Hotel intrattengono gli avventori e Bloom, mentre Molly Bloom tradisce il marito con Blazes Boylan.

    Ore 17 Osteria Moretti -Via San Bernardo: L’OSTERIA Il ciclope
    Leggono: L’Agave Centro di Cultura Chiavari
    In una birreria, Bloom sfugge all’attacco verbale e fisico del “Cittadino”, nazionalista feroce, e del suo cagnaccio.

    Ore 18 Museo Luzzati: LE ROCCE Nausicaa
    Leggono: Carlo Vita Laura Fedeli
    Sulla spiaggia di Sandymount la giovane Gerty McDowell si invaghisce di uno straniero misterioso (Bloom) che la osserva da lontano.

    Ore 19 Libreria Finisterre – Truogoli di Santa Brigida: L’OSPEDALE Le mandrie del sole
    Leggono: Laura Accerboni Giuliana Bendelli Alberto Nocerino Luca Valerio Antonio Vivaldi
    Mina Purefoy ha un parto difficile mentre gli studenti di medicina e Stephen Dedalus schiamazzano e Bloom passa a chiedere notizie della partoriente.

    Ore 20: Locanda di Palazzo Cicala, Piazza San Lorenzo
    Legge: Compagnia del Cappotto
    Stephen, ubriaco, visita la casa di Bella Cohen, accompagnato paternamente da Bloom.

    NOSTOS – PARTE TERZA

    Ore 21 Cambi Café, vico Falamonica: IL RIFUGIO Eumeo
    Leggono: Lidia Cuffini Riccardo David
    Stephen e Bloom sostano nel riparo dei vetturali dove incontrano un lupo di mare.

    Ore 22 Sede del Festival dell’Eccellenza al Femminile: LA CASA Itaca
    Leggono: Maria Pia Abbracchio Sara Bini Adriana Bolfo Angelo Reggiani
    Bloom ritorna a casa e chiacchiera con Stephen, che poi prosegue per destinazione ignota.

    Ore 23 Sede del Festival dell’Eccellenza al Femminile: IL LETTO Penelope
    Leggono: Elisabetta Mazzullo Orietta Notari
    Molly Bloom fantastica nel dormiveglia sulla sua vita e i suoi amori.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)