Autore: erasuperba

  • Staglieno, mercato comunale: struttura fatiscente, l’allarme dei commercianti

    Staglieno, mercato comunale: struttura fatiscente, l’allarme dei commercianti

    A proposito di mercati comunali abbandonati a se stessi e alla buona volontà dei commercianti che al loro interno, tra mille difficoltà, continuano a lavorare (vedi quello di Piazza tre Ponti a Sampierdarena di cui ci siamo occupati recentemente), la struttura di Piazzale Parenzo a Staglieno, versa in condizioni fatiscenti: infiltrazioni di acqua provenienti dal tetto (realizzato in eternit, con il conseguente pericolo derivante dall’amianto), piccioni e altri volatili che entrano dalle finestre non schermate e depositano i bisogni fisiologici nel luogo in cui le persone si recano a fare la spesa, bagni spesso otturati, insomma una situazione insostenibile che mette a rischio un servizio importante per i cittadini della zona.

    «Occorrono interventi urgenti di riqualificazione e bonifica», ribadiscono gli esercenti del mercato. L’amministrazione comunale, da parte sua, invita gli operatori commerciali a consorziarsi – come è già stato fatto in altri mercati comunali – sfruttando la recente delibera che prevede la restituzione agli esercenti del 20% del canone pagato al Comune, che potrà essere utilizzato per i lavori di adeguamento e riordino della struttura.

    «Questo discorso va bene per i mercati più grandi dove il 20% del canone versato rappresenta una cifra consistente – sottolineano gli esercenti commerciali – Ma noi siamo solo in otto e al massimo con quei soldi potremmo cambiare le lampadine. Il Comune deve farsi carico almeno dei lavori più impegnativi dal punto di vista economico – concludono i commercianti – Un eventuale consorzio potrebbe essere utile solo in una fase successiva».

    Il consigliere del Municipio Media Valbisagno, Paolo Aimè (Pdl), ha presentato una mozione per chiedere la ristrutturazione e l’igienizzazione della struttura di Piazzale Parenzo «Se il mercato chiudesse ci sarebbe un immobile vuoto in più sulle spalle dell’amministrazione e credo che questo non sarebbe un vantaggio – spiega il consigliere – Mi rendo conto che non ci sono risorse ma si potrebbe agire per “step”: innanzitutto partendo dagli interventi urgenti quali il rifacimento del tetto e la schermatura delle finestre, in modo tale da dare un minimo di speranza ai commercianti, per continuare l’attività e rendere il mercato più accogliente».

     

    Matteo Quadrone

  • Centro Est, giustizia riparativa: Municipio partner progetto Ripara e Impara

    Centro Est, giustizia riparativa: Municipio partner progetto Ripara e Impara

    Sentenza del TribunaleL’intesa siglata tra Municipio Centro Est e ARCAT LIGURIAl’Associazione Regionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento che dal 1986 opera sul territorio ligure nel campo del trattamento dei problemi alcol correlati (attualmente i CAT diffusi in Liguria sono una cinquantina e, nell’arco dei 24 anni di attività, si calcola vi siano transitate circa 5.000 famiglie, la gran parte delle quali ha risolto definitivamente il problema legato alle bevande alcoliche – inaugura una preziosa collaborazione nell’ambito del progetto “Ripara e Impara” che ARCAT LIGURIA svolge in convenzione con il Tribunale penale di Genova.

    Parliamo di un progetto sperimentale di sostituzione della pena con prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività. La L. 120/2010 di Riforma del Codice della Strada ha introdotto – con l’art. 186 c. 9 bis – la possibilità che la pena detentiva e pecuniaria per guida in stato di ebbrezza possa essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all’articolo 54 del Decreto Legislativo 28 agosto 2000 n. 274, e del D.M. 26 marzo 2001, in modalità consistente nella prestazione di una attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso, tra l’altro, organizzazioni di volontariato.

    «“Ripara e Impara” prevede la possibilità di convertire in lavoro socialmente utile le pene detentive e pecuniarie assegnate a chi è stato fermato alla guida in stato di ebbrezza – spiega l’assessore del Municipio Centro Est, Maria Carla Italia che ha presentato la delibera di Giunta che dà il via libera alla collaborazione – I soggetti inseriti nel programma potranno svolgere l’attività lavorativa gratuita in sostituzione della pena mediante la partecipazione a lavori di pubblica utilità del Municipio Centro Est. Un segnale importante per contrastare recidive e favorire il reinserimento di chi ha subito condanne nel tessuto sociale».

    Il titolo “Ripara e Impara” vuole evocare la duplice valenza dell’iniziativa: da un lato si inscrive nel filone di ricerca e di applicazione della “giustizia riparativa”, la quale ritiene indispensabile che la pena costituisca innanzitutto il momento di ricucitura del legame sociale rotto dalla messa in atto della condotta illegale. Inoltre partecipare al programma permette alla persona di assumere un nuovo punto di vista circa l’uso di alcol e i problemi ad esso correlati, oltreché conoscere da vicino nuove realtà che operano attivamente sul territorio.

    Gli obiettivi del progetto sono, non solo offrire al singolo la possibilità di una pena alternativa, ma soprattutto collaborare a ridurre il rischio di recidiva, aumentare la consapevolezza e migliorare la sicurezza della comunità, almeno sotto il profilo dei rischi alcol-guida correlati.

     

    Matteo Quadrone

  • Count Basie Jazz Club: i concerti della settimana

    Count Basie Jazz Club: i concerti della settimana

    JazzQuesti gli appuntamenti in programma al Count Basie Jazz Club (vico Tana) dal 3 al 5 gennaio 2013

    Giovedì 3 gennaio (ore 21.30): Happy jazz – Jam Session jazz
    Ogni Giovedì il Count Basie Jazz Club offre agli appassionati di jazz l’atmosfera delle “amicizie
    musicali” delle jam session: le performance di improvvisazione che furono leggendarie negli anni
    quaranta a New York City e che significano proprio “insieme in concerto”.
    Ingresso libero.

    Venerdì 4 gennaio (ore 21.30): Enjoy the blues – concerto e jam session blues
    Una serata nel segno del Blues. Gli appassionati di blues si incontrano al Count Basie jazz club con
    le performance trascinanti della serata “Enjoy the blues”: ogni ultimo venerdì del mese è più che
    mai “insieme in concerto”.
    Ingresso libero.

    Sabato 5 gennaio (ore 21.30): Paolo Bonfanti, concerto per voce e chitarra
    Genovese, classe 1960, Paolo ha iniziato a suonare la chitarra nel 1975, perfezionandosi con Armando Corsi e Beppe Gambetta.
    Dal 1985 al 1990 è stato il front man di uno dei gruppi più importanti della scena rock-blues italiana, i Big Fat Mama.
    Nel 1994 partecipa – come unico musicista italiano – alla rassegna “South by Southwest” ad Austin, Texas. Fonda poi il gruppo Downtown con alcune leggende del blues britannico e con Beppe Gambetta parte in tour alla volta degli U.S.A. Dal 1990 si esibisce con una propria band. Dal 2002 la band accompagna regolarmente il grande Roy Rogers, produttore di John Lee Hooker nei suoi tour italiani. Dal 2004 è membro della super-band, Slow feet insieme a Reinhold Kohl, fotografo/bassista bolzanino e ad alcuni grandi del rock italiano come Franz di Cioccio, Lucio Fabbri e Vittorio De Scalzi. Moltissime sono le sue eccellenti collaborazioni in ambito blues, tra le quali annoveriamo quella con il sassofonista Dick Heckstall-Smith, il batterista Mickey, il bassista Bob Brunning, Fabio Treves e la sua band, Red Wine, Beppe Gambetta e molti altri Molto intensa anche la sua attività didattica e discografica.
    Ingresso 10 €.

    Per entrare è necessario avere la tessera Arci (è possibile sottoscriverla in loco). Info e prenotazioni 345 2650347 – info@countbasie.it.

  • Bici a Genova: nel 2013 nuove piste ciclabili e rastrelliere

    Bici a Genova: nel 2013 nuove piste ciclabili e rastrelliere

    L’anno nuovo inizia con un buon auspicio per chi ha scelto la bicicletta come mezzo per spostarsi nel territorio di Genova: il Comune ha infatti approvato un piano per favorire la mobilità su due ruote e si impegna entro i prossimi mesi a realizzare sei chilometri di pista ciclabile, sette nuove ciclostazioni, l’acquisto di nuove bici tradizionali ed elettriche per favorire l’utilizzo del servizio di bike sharing e l’installazione di novanta rastrelliere presso altrettanti punti della città, non solo in centro ma dislocate in tutti i Municipi.

    Quest’ultimo punto è stato fortemente voluto dall’Assessore alla Mobilità Anna Dagnino e prevede l’installazione di una novantina di rastrelliere nei punti di interesse pubblico delle diverse zone della città, che saranno acquistate dalla direzione Mobilità attingendo alle risorse per la realizzazione del Piano Urbano della Mobilità e distribuite ai singoli Municipi, ai quali spetta il prendersi carico della loro installazione, cura e manutenzione.

    Inoltre, a seguito di una delibera di Giunta adottata lo scorso novembre, gli esercenti di attività commerciali che porranno rastrelliere all’esterno dei locali non dovranno pagare la tassa di occupazione suolo pubblico.

    Queste le zone di Genova in cui verranno installate le rastrelliere.

    Municipio I, Centro Est
    – Caricamento Metrò
    – Sarzano – Facoltà di Architettura
    Piazza del Carmine
    – Via San Vincenzo – Liceo artistico P. Klee/Liceo scientifico Cassini
    – Piazza della Meridiana – Centro Storico
    – Piazza della Nunziata – Università
    – Piazza del Principe – Metrò FS.

    Municipio II, Centro Ovest
    – Di Negro Metro – Zona Mercato
    – Via Dino Col – Istituto Gastaldi
    – Matitone (Angolo Cantore via di Francia)
    – Via Pacinotti Stazione Fs e/o via Pondero sottopasso FS
    – Via di Francia: marciapiede stazione FS o marciapiede WTC
    – Centro Civico Buranello
    – Municipio
    – Largo Gozzano anche come dissuasore all’ingresso della piazza
    – Via Cantore – scuole Barbino
    – Via Degola – Giardini Jursè
    In subordine, nel caso non fosse possibile realizzare uno o più siti del primo elenco:
    – Via Ulanowski – liceo Fermi
    – Giardini Ravanello – Liceo Mazzini
    – Via Spataro – Ist. Gobetti
    – Via Rolando – ang. Via Storace
    – Piazza del Monastero
    – Piazza Montano.

    Municipio III, Bassa Val Bisagno
    – Piazza Raggi (in corrispondenza nuova stazione metro)
    – Piazza Romagnosi (o zone adiacenti)
    – Via Albero d’oro (presso ingresso Villa Imperiale, che ospita la biblioteca Lercari)
    – Piazza G. Ferraris (in prossimità ingresso scuole medie ed elementari)
    – Piazza Martinez (presso i giardini)
    – Piazza Terralba (presso i giardini adiacenti al mercato comunale)
    – Zona Stadio L. Ferraris (adiacente a scuole Firpo – Buonarroti, lato via Monnet)
    – Corso Sardegna (presso l’area dell’ex mercato, in attesa di trasformazione).

    Municipio IV, Media Val Bisagno
    – Piazza Suppini
    – Doria – Casa di riposo, Via Struppa
    – Nuova sede municipio – Piazza dell’Olmo 3
    – Piscina Sciorba – via Adamoli
    – Piazzale Bligny
    – Lungo Bisagno Dalmazia – altezza via Ponte Carrega
    – Via Piacenza – altezza Chiesa di San Gottardo
    – Piazza Giardini Cavagnaro
    – Via Piacenza altezza via Lodi
    – Piazzale Resasco.

    Municipio V, Valpolcevera
    – Piazzale Palli (ex Filea)
    – Stazione metrò Brin
    – N. 4 stazioni ferroviarie (Rivarolo, Bolzaneto, Pontedecimo, S. Quirico)
    – Villa Carrega (sede Municipio)
    – Area Piscina Pontedecimo
    – Biblioteca Cervetto (Castello Foltzer)
    – Area Raiola Pontedecimo
    – Giardini Morchio.

    Municipio VI, Medio Ponente
    – Via Aviatori e Pionieri d’Italia (Marina di Sestri P.)
    – Via Cibrario (Marina di Sestri P. adiacenze Azienda Piaggio)
    – Piazza Poch (adiacenze ingresso Villa Rossi)
    – Piazza Baracca
    – Piazza Di Vittorio
    – Via S. Alberto (inizio incrocio Via Merano)
    – Giardini Melis
    – Piazza E. Savio (adiacenze stazione ferroviaria Cornigliano)
    – Via San Giovanni d’Acri (adiacenze ingresso Villa Bombrini)
    – Area Campi

    Municipio VII, Ponente
    Pegli
    – Largo Calasetta
    – Molo Archetti
    – Piazza Rapisardi
    – Piazza Porticciolo
    Prà
    – Stazione di Prà
    – Via Fusianto (De Cristoforis)
    – Villa de Mari
    Voltri
    – Piazza Villa Giusti
    – Piazza Odicini
    – Piazza Caduti Partigiani Voltresi

    Municipio VIII, Medio Levante
    – Brignole Fs
    – Brigata Bisagno – Pisacane
    – Brigate Partigiane – Cecchi
    – Torino – Trebisonda
    – Rimassa – Cecchi
    – Italia – Piave
    – Italia – Campanella
    – Italia – Boccadasse
    – Palermo
    – Tommaseo – Crimea
    – Leopardi
    – Valletta Cambiaso
    – Merani
    – Da Novi
    – Vittoria
    – Benedetto XV – Gastaldi
    – Remondini

    Municipio IX, Levante
    – N. 4 rastrelliere in prossimità delle stazioni ferroviarie (Nervi, Quinto, Quarto, Sturla)
    – N. 2 rastrelliere in prossimità degli inglesi ai Parchi di Nervi
    – N.1 rastrelliera in zona Quinto /Bagnara
    – N.1 rastrelliera zona Sturla Mare
    – N.1 rastrelliera Borgo Vernazzola
    – N.1 rastrelliera zona Villa Gentile.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Concorso arte contemporanea 2013: Galleria Studio 44, Multiplo

    Concorso arte contemporanea 2013: Galleria Studio 44, Multiplo

    La galleria d’arte e associazione culturale Studio 44 (vico Colalanza, adiacente a via San Luca) ha aperto le iscrizioni per un bando di concorso artistico internazionale volto a sostenere l’attività dell’artista vincitore attraverso un premio in denaro.

    Il concorso Multiplo 2013 prende il nome dall’omonima opera, che dovrà essere realizzata in tiratura limitata da ciascun partecipante.

    Chi vuole inviare la propria proposta deve scrivere una mail a multiplo2013@gmail.com con oggetto “Multiplo2013 – NOME COGNOME” entro il 15 gennaio 2013, contenente:
    – una sola immagine dell’opera (di qualsiasi tipo) di 1000px massimo sul lato più lungo, formato JPG, con nome file: NOME_COGNOME-Titolo.jpg;
    – breve nota biografica e descrizione del progetto / proposta artistica.

    È prevista una quota di iscrizione di 5 € (da inviare via Paypal o bonifico bancario).

    Una commissione deciderà l’artista vincitore, che dovrà fornire 50 stampe originali dell’opera (tipo e grandezza della stampa da definirsi), numerate da 1/50 a 50/50 e firmate dall’autore, da spedire o consegnare a mano alla Galleria.

    Il vincitore avrà un premio in denaro di 500 € per sostenere il suo lavoro / progetto artistico.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Daniele Raco, cabaret a Portofino: “È tutto grasso che vola”

    Daniele Raco, cabaret a Portofino: “È tutto grasso che vola”

    Teatro GarageMercoledì 2 gennaio 2013 al teatro comunale di Portofino va in scena uno spettacolo di cabaret organizzato da La Perla del Tigullio Teatro, ispirato al libro del comico genovese Daniele Raco dal titolo È tutto grasso che vola.

    La serata è a ingresso libero.

    Questo il tema del libro/spettacolo.

    Fino a ieri imperversava la dieta a zona, oggi va di gran moda la Dukan. Cambiano i nomi e i metodi, ma alla fine si tratta sempre e soltanto di faticosi tentativi di diventare insensibili al richiamo del cibo per riuscire a entrare nei vestiti senza essere campioni mondiali di apnea. Tentativi faticosi e inutili: una montagna di sacrifici per perdere due chili in un mese vanificati dalla prima pizza con patate e salsiccia. Ma si può dire basta all’assurda schiavitù sociale di essere tutti magri come una modella di Armani. Anche chi è pingue ha il suo fascino e la gola è un peccato che è un vero peccato non soddisfare. E pazienza se si dovrà correre ai ripari in sartoria o scavare l’ennesimo buco nella cintola: “È tutto grasso che vola” come insegna allegramente Daniele Raco. L’autore di questo libro, che di mestiere fa il comico, è grasso fin da piccolo, ma è proprio grazie a questa dimensione (una XXL) che ha sviluppato una felicissima filosofia di vita. Raco passa da una sagra della porchetta all’altra senza badare alle urla di dolore della bilancia. Lui mangia e ingrassa, ma è felice così, alla faccia delle diete, dei dietologi e dell’estetica imperante. La sua è una condizione esistenziale strappata con i denti perché, come tutti i ciccioni, ha subito fin dalla giovane età ogni sorta di angheria. Da bambino, Raco non poteva giocare a nascondino perché la sua pancia spuntava sempre da dietro l’albero.

  • Stefania Chessa, Videoscrittori: “300 sigarette”

    Stefania Chessa, Videoscrittori: “300 sigarette”

    Stefania Chessa, blogger e scrittrice genovese. Il suo blog si chiama “Zollette di Yogurt“, ha partecipato alla rubrica Videoscrittori e ci è venuta a trovare in redazione.

    Dal tuo racconto esce forte e nitido il tema del distacco come lacerazione e poi la rinascita…

    «E il tempo che cura… Il tempo può trasformare la lacerazione in una sensazione più sana e consapevole e favorisce il distacco dalle cose fondamentale per andare avanti».

    Cosa c’è in mezzo, fra ieri e domani…?

    «Ci sei tu. Aggrapparsi a cose esterne può essere pericoloso. Io credo ci sia la propria forza e il lavoro che si trasformerà in futuro».

    E la scrittura in questo che ruolo può avere?

    «La scrittura è anche isolamento e la solitudine non è semplice, ma allo stesso tempo ti da la possibilità di vomitere il dolore che hai dentro…»

    Però tu non scrivi solo per vomitare…

    «No certo, scrivo anche per ironizzare su me stessa. So anche essere più leggera, ma il sottofondo di riflessione non manca anche quando si affrontano temi come evasione e divertimento».

     

    a cura di Marcello Cantoni

     

    stefania-chessa“300 Sigarette” di Stefania Chessa

    The objects in the mirror are closer than they appear.

    Gli oggetti nello specchietto sono più vicini di quanto appaiano.

    Sono in macchina da un’ora, ho fumato trecento sigarette e ancora non so dove sto andando, sto girando su me stessa materialmente, ricopiando con queste quattro ruote scassate le traiettorie imprevedibili dei miei pensieri.

    E’ tornato ed io sono scappata via come una bambina impaurita.

    Prima però sono andata in bagno a vomitare la cena di ieri sera.

    Uno dovrebbe annunciarsi prima di arrivare così, almeno io — come dice la volpe ne “Il piccolo principe” — io mi sarei preparata il cuore o, per meglio dire, il cuore e lo stomaco.

    Invece non ero pronta e ho vomitato l’anima.

    Il passato quando si avvicina fa scattare meccanismi che mi proiettano paradossalmente nel futuro, così ho cominciato a chiedermi: “E ora, che ne sarà di me? Cosa farò? Cosa faremo?”

    Poi sono scattate anche tutte le altre mie serrature, prima di tutto quella dell’autodifesa e quella dell’autoconservazione, perché chi torna a volte, torna solo per finire il lavoro che ha lasciato a metà. E se quel lavoro era distruggerti, bè non c’è da rallegrarsi.

    Così me ne sono stata chiusa nel mio bagno, seduta in terra con la testa appoggiata alla tazza, ad aspettare che lui se ne andasse, incurante delle sue parole che cercavano di convincermi di uscire dal mio rifugio. Quella voce non era più quella che ricordavo, e non poteva essere soltanto perché l’ascoltavo filtrata da una porta di legno chiusa a doppia mandata, ma perché non la riconoscevo più, così radicata in un passato che non mi assomigliava più. Ma, come mi ricorda anche la mia povera, scassatissima automobile, “the objects in the mirror are closer than they appear”.

    Finché vivevo nel passato, sospesa nel ricordo di cui sentivo ancora l’odore e i sapori, non riuscivo a sopportare le pugnalate prese ascoltando le sue assurde spiegazioni sul perché lasciava la nostra casa. Quando poi ho scoperto che quelle costruzioni demenziali altro non erano che il suo modo di nascondere il più banale e scontato dei motivi, un tradimento, il dolore ha cambiato traiettoria, passando da un picco acuto ad una curva bassa, silenziosa, scemando fino a diventare piccolo piccolo col passare dei mesi.

    Il potere del tempo che passa svela la mediocrità delle cose accadute e i due concetti insieme rendono più facile il guardare avanti.

    Ridendo e scherzando mi sono buttata in autostrada, e ancora non so dove sto andando. A casa rientrerò più tardi, faccio passare un po’ di tempo sperando che lui, prima o poi si stufi di stare seduto da solo sul mio divano ad aspettarmi — è lì che l’ho lasciato — e che decida di tornare dalla sua donna, o da quello da cui vorrà tornare. Io di sicuro non tornerò da lui.

    Guardo nello specchietto retrovisore, metto la freccia a sinistra e accelero che qui c’è tanta strada da fare.

  • Val Polcevera, Certosa: orti urbani in via Piombelli

    Val Polcevera, Certosa: orti urbani in via Piombelli

    Stop alla cementificazione in via Sergio Piombelli, un’angusta strada che si inerpica sulle alture di Certosa, in una zona popolosa e già ampiamente urbanizzata. Il Consiglio del Municipio Valpolcevera, nell’ultima seduta svoltasi il 19 dicembre scorso, ha espresso, all’unanimità, parere favorevole alla riqualificazione della zona – l’area Mantero, nella parte alta di via Piombelli – su cui da decenni incombe lo spettro di un’edificazione selvaggia.
    Diversi progetti si sono susseguiti nel tempo – a partire da fine anni ’80 – ma hanno dovuto fronteggiare la strenua opposizione dei residenti, riunitesi nel comitato spontaneo di via Piombelli, capaci di mettere in luce i problemi di viabilità e soprattutto quelli idrogeologici, da sempre presenti nell’intera collina.
    Nel 2009 la Giunta comunale ha rigettato definitivamente qualunque ipotesi di nuova costruzione. Infine, con la deliberazione del 21 marzo 2012, il Consiglio comunale ha approvato una variante al P.U.C. per l’approvazione del progetto di demolizione di un edificio produttivo incongruo e la ricostruzione di un edificio residenziale a Teglia, con l’esecuzione, in via Piombelli, delle opere di urbanizzazione connesse.

    «Oggi, anche grazie a quest’ultimo atto del Consiglio municipale, l’area Mantero sarà destinata a orti urbani e verranno realizzati altri interventi fondamentali per migliorare la viabilità di un’irta via di collina priva di sbocco veicolare e gravata da pesanti servitù pubbliche – spiega Patrizia Palermo, attualmente Assessore del Municipio Valpolcevera, ma per lungo tempo membro del comitato – Via Piombelli è stretta tra due viadotti dell’autostrada, delimitata dai ponti della ferrovia i cui binari l’attraversano anche in sotterranea (galleria Bersaglio), è stata negli anni fortemente cementificata e aggredita anche dall’inciviltà di una grande discarica abusiva di rifiuti tossici, ancora presente anche se messa parzialmente in sicurezza, che ha inquinato le nostre vite per decenni».

    «È una decisione importante per l’impulso che darà alla riqualificazione della zona – spiega Davide Ghiglione, consigliere del Municipio Valpolcevera (Federazione della Sinistra) – per quel che concerne la risistemazione della strada, la creazione di alcuni parcheggi e soprattutto degli orti urbani».

    Il parere favorevole espresso dal Consiglio municipale è stato sottoposto alle seguenti condizioni: il tratto di via Piombelli in cui è previsto l’ampliamento del sedime stradale sia interessato da un ulteriore potenziamento delle caditoie; nella parte sinistra dell’area, verso il circolo Arci “Pigna”, venga creata un’area permeabile destinata a parcheggio; l’area sia ceduta interamente al pubblico e destinata a orti urbani.

    «In virtù del ruolo di assessore che attualmente ricopro in Municipio non svolgo più l’attività di membro del Comitato di via Piombelli ma non posso che guardare con estremo favore a questa lunga vicenda che per anni mi ha visto direttamente coinvolta – conclude Patrizia Palermo – È stato un esempio di impegno civile dei cittadini del comitato e di serio svolgimento dei compiti istituzionali da parte del Municipio e del Comune che sono stati attenti alle richieste avanzate nel corso del tempo».

     

    Matteo Quadrone

  • Democrazia e cittadini: nasce il Laboratorio partecipativo

    Democrazia e cittadini: nasce il Laboratorio partecipativo

    Sestri Ponente, GenovaUn progetto che ambisce a diventare un esempio per l’intera città, avvicinando i cittadini alla politica intesa nel senso più nobile del termine, partendo dai bisogni primari, quelli che emergono dal territorio, per stimolare riflessioni che conducano a scelte condivise. Stiamo parlando del “Laboratorio partecipativo” promosso dai cittadini del Municipio Medio Ponente, un percorso di partecipazione democratica avviato sul finire di novembre che oggi muove i primi passi e con l’inizio del nuovo anno si tradurrà in realtà. «Crediamo che il terreno della politica, inteso come azione di cittadinanza attiva e quindi accessibile a tutti, debba essere riscoperto, rivisitato e rinnovato – spiegano i promotori dell’iniziativa – L’obiettivo è quello di costruire, intorno ad un problema collettivo, la ricerca delle sue possibili soluzioni, attraverso luoghi e momenti di discussione, organizzati secondo regole condivise, inclusive, entro tempi rigorosamente prestabiliti, sulla base di un’informazione e di una documentazione ampia, trasparente e paritaria».

    Il primo appuntamento, convocato in tempi ristretti, è stato un successo: Giovedì 29 novembre una settantina di persone hanno seguito la presentazione del progetto a cui hanno partecipato, tra gli altri, la dott.ssa Michela Freddano (Università di Genova) e Giuseppe Spatola (Presidente del Municipio VI – Medio Ponente).
    «È un tentativo di mettere in piedi un processo di partecipazione istituzionalizzata – racconta Loris Viari, un cittadino che ha deciso di impegnarsi nel laboratorio – in grado di coinvolgere le associazioni del Municipio Medio Ponente (in particolare Sestri Ponente e Cornigliano), la cittadinanza attiva, ossia singole persone senza appartenenze politico-associative ma che vogliono partecipare alle scelte del territorio ed infine la componente istituzionale, ovvero il Municipio Medio Ponente».
    Quest’ultimo diventa il luogo in cui si attua la scelta politica, senza dimenticare il fatto che l’ente municipale, nonostante sia l’istituzione più vicina ai cittadini, gode di poteri assai limitati (pareri non vincolanti, spesso è scavalcato o addirittura tenuto all’oscuro, ecc.).

    «Abbiamo coinvolto l’Università di Genova quale elemento terzo nel processo – continua Viari – La dott.ssa Michela Freddano si è già occupata di processi partecipati. A suo tempo ha seguito il Dibattito Pubblico sulla Gronda di Ponente per studiarne le dinamiche. L’Università è l’elemento di facilitazione per interfacciarci in maniera più agevole con le istituzioni».
    L’obiettivo del laboratorio «È arrivare ad elaborare decisioni condivise – sottolinea Viari – sempre partendo dal presupposto che l’ultima parola spetta alle istituzioni. Ma nel momento in cui queste ultime dovessero fare una scelta diversa rispetto alla decisione condivisa, saranno chiamate a fornire adeguate spiegazioni ai cittadini. In prospettiva futura l’obiettivo è avviare il processo partecipativo in merito alle scelte che sono previste sul territorio di riferimento del Municipio Medio Ponente. Ma il nostro ha tutte le caratteristiche per divenire una sorta di “progetto pilota”, un modello per l’intera città».

    Oggi la parola partecipazione è un termine “magico” che, spesso a sproposito, compare sulla bocca di numerosi esponenti politici. Ma la presunta necessità di coinvolgere i cittadini nei processi decisionali si traduce sempre in fatto concreto? Oppure, a volte, si trasforma in specchietto per le allodole, insomma uno strumento utile soltanto per pulirsi la coscienza da parte delle istituzioni?
    «Se questi percorsi sono trasparenti possono diventare un successo – ribadisce Viari – Se, invece, prendono strade strumentali (per interessi politici, personali, o altro) l’effetto è l’opposto, ovvero un allontanamento brutale dalla politica e dall’attivismo».
    «La nostra idea è quella di riattivare la cittadinanza attiva – continua Loris Viari – Abbiamo l’ambizione di riavvicinare le persone alla politica nelle forme più immediate e concrete: quelle del territorio di riferimento. Guardando ancora più in alto miriamo ad abbattere il muro dell’astensionismo».

    Per mettere in moto il progetto occorre innanzitutto creare i presupposti affinché sia possibile «Una trasmissione dell’informazione trasparente e costante – spiega Viari – attraverso la quale sollecitare le persone a partecipare. A gennaio abbiamo programmato una giornata seminariale, sempre con il supporto dell’Università, per condividere gli strumenti necessari per iniziare il lavoro. Lanciamo l’invito a tutti i soggetti, singoli e associativi, interessati (per informazioni scrivere all’indirizzo mail: medioponentepartecipa@gmail.com). Dopo questa giornata il laboratorio potrebbe partire. In seguito occorrerà trovare una sede fisica per incontrarsi e confrontarsi».

    Al fine di allargare la platea dei possibili soggetti interessati al Laboratorio partecipativo del Medio Ponente «Vogliamo installare delle postazioni multimediali con software libero (ad esempio presso il Centro Civico di Cornigliano, Palazzo Fieschi e la Biblioteca Bruschi-Sartori a Sestri Ponente, ecc.) – aggiunge Viari in modo da consentire a chi vuol mettersi in rete di trovare tutta la documentazione relativa al laboratorio e alle discussioni che affronteremo di volta in volta. Stiamo pensando anche alla possibilità, attraverso questa rete, di comunicare direttamente con il Municipio Medio Ponente. La nostra sarà una democrazia digitale a costo zero grazie a computer riciclati e software libero».

    Occorre ricordare che i municipi dovrebbero dotarsi di un regolamento sulla partecipazione. Purtroppo, però, diversi enti municipali hanno disatteso la prassi e non si sono dotati di alcunché. «Sarebbe opportuno che la realizzazione del regolamento avvenisse tramite un percorso partecipato – afferma Viari – L’esperienza del Medio Ponente assume il valore di apripista: studiando un modello di regolamento sulla partecipazione che potrebbe essere fatto proprio dallo stesso Comune di Genova. In maniera tale da avere un’omogeneità di strumenti, regole e obiettivi». D’altra parte, se davvero si crede fermamente in un percorso simile «Bisogna avviare la partecipazione, l’azione, l’informazione e la condivisione – conclude Viari – gli atti formali, i regolamenti e tutto il resto, saranno la naturale conseguenza».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Diego Arbore]

  • Compagnia Baistrocchi al Politeama con “Bella se vuoi venire 2013”

    Compagnia Baistrocchi al Politeama con “Bella se vuoi venire 2013”

    Compagnia BaistrocchiDal 29 dicembre 2012 al 20 gennaio 2013 la Compagnia Goliardica Baistrocchi torna come ogni anno al Politeama Genovese con lo spettacolo “Bella se vuoi venire 2013. Una corsa nel tempo lunga un secolo“, per la regia di Piero Rossi.

    Lo spettacolo celebra il traguardo di 100 anni del debutto della storica compagnia genovese: un viaggio tra i ricordi che dal 1913 ci porta fino ad oggi, fra musica, balli, personaggi storici e ospiti d’eccezione.

    La Compagnia goliardica Mario Baistrocchi, attiva dal 1913, è composta da attori e ballerini non professionisti: studenti ed ex-studenti dell’Università degli Studi di Genova – tutti uomini e scelti con appositi casting – che quasi annualmente (le sospensioni sono coincise per lo più con i periodi delle due guerre mondiali) mettono in scena spettacoli di teatro e varietà articolati su sketch con gag di satira sociale, politica e di costume. Oggetto delle rappresentazioni sono argomenti di interesse prevalentemente locale, con riferimenti all’attualità nazionale.

    I proventi delle rappresentazioni sono devoluti in beneficenza.

    Gli spettacoli andranno in scena tutte le sere alle 21 (lunedì escluso, la domenica anche alle 16) fino a domenica 20 gennaio 2013.

    Prezzi: Poltronissima € 23 (più prevendita) – Poltrona € 18 (più prevendita). LUNEDI’ 31 DICEMBRE: Poltronissima € 40 (più prevendita) – Poltrona € 30 (più prevendita). Info e prevendite presso il Politeama Genovese o allo 010 8393589.

  • Il Giappone e la spirale del debito: il fallimento di un sistema

    Il Giappone e la spirale del debito: il fallimento di un sistema

    TokyoÈ da quando è iniziata la crisi che ci sentiamo continuamente ripetere che i problemi principali del nostro paese sono il debito pubblico e il deficit di bilancio. Per questo motivo le parole d’ordine del governo, sin dal suo insediamento, sono state “riduzione del debito” e “pareggio di bilancio”. Una volta ottenuti questi due obiettivi potremmo finalmente liberarci dall’incubo dello spread, o almeno così ci è stato detto. Ma è proprio vero che un alto debito pubblico implica necessariamente alti tassi di interesse? Forse non è esattamente così visto che il paese che ha il debito pubblico più alto del mondo paga tassi di interesse bassissimi sul proprio debito. Questo paese è il Giappone.

    Il paese del sol levante è la terza economia mondiale, il quarto maggiore esportatore e il sesto maggiore importatore del mondo. Il Giappone, oltre ad avere l’aspettativa di vita più alta al mondo,  è al dodicesimo posto nella classifica mondiale dei paesi con più alto indice di sviluppo umano. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dai terribili ritmi lavorativi che portano al suicidio per eccesso di lavoro, indicati dalla parola giapponese Karōshi. Il Giappone è quindi uno dei paesi più “progrediti” al mondo, ben lontano dallo stereotipo dei paesi mediterranei le cui popolazioni sarebbero composte perlopiù da fannulloni e nullafacenti. Per tutti questi motivi i giapponesi possono permettersi un debito pubblico pari addirittura al 230% del PIL e un rapporto deficit-PIL del 9,3%. Numeri da far impallidire l’Italia e addirittura la Grecia. Ma potrà andare avanti così per sempre?

    Sembra proprio di no: dopo la crescita dovuta alla ricostruzione post-terremoto (per chi ancora non lo sapesse le catastrofi sono una manna dal cielo per la crescita) il PIL sta rallentando, la domanda interna è debole e così anche le esportazioni. La Banca Centrale Giapponese sta cercando di stimolare l’economia attraverso operazioni di quantitative easing, ma con scarsi risultati. L’unica speranza sarebbe l’aumento delle esportazioni che però, a causa delle debolezza della domanda estera, non stanno dando segnali incoraggianti. La situazione dell’export è ulteriormente peggiorata dalla disputa territoriale su alcune isole del Mar Cinese Meridionale rivendicate da Pechino. Questo ha causato il boicottaggio delle merci prodotte nel paese del sol levante da parte dei consumatori cinesi.

    Dal punto di vista demografico il Giappone presenta una situazione simile a quella del nostro paese: la popolazione sta invecchiando rapidamente e, quando la generazione dei baby boomers andrà in pensione, il paese avrà grossi problemi a sostenere il carico della spesa previdenziale. Non proprio un quadretto idilliaco per un paese che dovrebbe crescere (e tanto) per sostenere un debito enorme. Purtroppo le previsioni sono addirittura peggiori: il Fondo Monetario Internazionale stima che nel 2017 il rapporto debito-Pil raggiungerà addirittura il 250%.

    Veniamo ora alla domanda principale: perché gli speculatori non hanno approfittato di un debito così enorme per richiedere interessi più alti? La risposta è semplice: il 95% del debito giapponese è in mano ai giapponesi stessi che non hanno certo interesse a far affondare il paese in cui vivono.

    Questa situazione è tuttavia destinata a cambiare perché il risparmio delle famiglie sta globalmente diminuendo, proprio a causa dell’invecchiamento della popolazione, e presto il risparmio privato non potrà più sostenere il debito pubblico. Il paese per finanziarsi dovrà quindi rivolgersi ai mercati internazionali che non saranno sicuramente così indulgenti come i cittadini giapponesi e chiederanno interessi molto più alti di quelli attuali. Con un debito di queste proporzioni il costo del debito stesso schizzerebbe alle stelle causando una spirale negativa che metterebbe probabilmente fine al loro modello di sviluppo, almeno così come noi lo conosciamo.

    A tal proposito gli economisti, forse proprio perché si occupano della cosiddetta “scienza triste”, partoriscono battute ancora più tristi. Eccone una che riassume la situazione giapponese: “Sai qual è la differenza tra il Giappone e la Grecia?”. La risposta è: «Tre anni».

    Non so se la stima sia esatta, ma sta di fatto che il fallimento del modello giapponese sarebbe, più in generale, il fallimento del cosiddetto modello “mercantilista” che la Germania sta cercando di imporre al resto d’Europa, ma di questo parleremo approfonditamente nelle prossime settimane

     

    Giorgio Avanzino

  • Forti di Genova: escursione a Levante con Trekking Italia

    Forti di Genova: escursione a Levante con Trekking Italia

    Domenica 30 dicembre 2012 nuovo appuntamento a cura della sezione genovese di associazione Trekking Italia, che propone un’escursione sui Forti di Levante.

    L’appuntamento è alle 8 in piazza Guicciardini a Marassi, la partenza è prevista per le 8.15 e durerà l’intera giornata. Queste le tappe: Forte Ratti – Forte S.Tecla – Madonna del Monte.

    Per maggiori informazioni telefonare al numero 338 3936939.

  • Capodanno 2013: eventi, concerti e spettacoli a Genova e provincia

    Capodanno 2013: eventi, concerti e spettacoli a Genova e provincia

    Veduta notturna del Centro Storico di GenovaCome passare la notte di Capodanno? A Genova tantissimi appuntamenti fra cenoni, concerti e molto altro.

    Ecco qualche idea dalla nostra agenda eventi.

    A Palazzo Ducale apertura straordinaria delle mostre di Joan Mirò e del fotografo Steve Mc Curry: a seguire, spettacolo di cabaret e musica con Fabrizio Casalino.

    Teatri aperti con la Masque di Capodanno al Teatro della Tosse, il brindisi con la compagnia del Suq dopo Oliver Twist (Teatro Duse), con la Baistrocchi al Politeama e con la Kitchen Company dopo la replica di Rumori fuori scena (Teatro della Gioventù).

    Per chi ama la musica, dj set all’aperto al Porto Antico e in piazza Dante, mentre nell’ex chiesa di Sant’Agostino un parterre di artisti nella serata dal titolo Closer Archetipe. In programma anche una serata swing a La Claque, concerto jazz al Count Basie e il live dei Tuamadre ai Giardini Luzzati, mentre per gli amanti della disco, il Why Club organiza un cenone e il dj set, mentre il Tao Sushi e Disco offre quattro differenti proposte per ogni esigenza di portafoglio.

    Per gli sportivi, apertura straordinaria del luna park in piazzale Kennedy e della pista di pattinaggio al Porto Antico.

    Infine qualche idea per il cenone: nel centro storico aprono il Circolo Arci Belleville (30 € a persona), il Nouvelle Vague e il ristorante La Meridiana (48 € a persona). A Voltri ricco menu al ristorante La Voglia Matta (65 € a persona).

     

    Foto Daniele Orlandi

  • Osservatorio Astronomico del Righi: un premio per le sue animazioni

    Osservatorio Astronomico del Righi: un premio per le sue animazioni

    L'Osservatorio Astronomico del Righi a GenovaAperto ogni fine settimana per consentire l’osservazione di stelle e pianeti, l’Osservatorio Astronomico del Righi è stato recentemente premiato in occasione del Stratoscript Compendium 2012, un concorso che si è svolto presso l’osservatorio di Marsiglia dal 20 al 23 dicembre e cui hanno partecipato analoghe strutture di altri nove Paesi del mondo.

    Il concorso è rivolto a quei Planetari che adottano il sistema LSS (Lhomeneau Sky System), ovvero un planetario digitale che permette di disporre di un sistema di proiezione moderno a costi ridotti, che unisce alla visione della volta celeste la rappresentazione di immagini, filmati e suoni gestiti da un unico computer e comandati da una tastiera appositamente realizzata o da un tablet.

    Attraverso questo sistema è stata realizzata l’animazione per bambini Il coyote e le stelle, curata da Marina Costa e illustrata da Salvatore Fontana, entrambi membri dello staff dell’Osservatorio Astronomico del Righi, in collaborazione con Comitato Antikythera e di Progetto Cassiopea per la didattica e la divulgazione della scienza.

    Ispirata a un racconto Navajo, l’animazione narra di un tempo in cui non vi erano stelle nel cielo e gli animali potevano parlare fra di loro e avevano ricevute l’incarico da parte del Grande Spirito di disegnare in cielo le loro figure con le stelle che avevano ricevuto in dono. Così si formarono le costellazioni del Nord America. I Navajo chiamano la Via Lattea la “pista del Coyote” riferendosi al disastro che il Coyote provocò mentre gli animali cercavano di creare le costellazioni utilizzando le stelle donate loro dal Grande Spirito, il quale, a seguito del comportamento del coyote, punì tutti gli animali privando loro del dono della parola. E ancora adesso il coyote ulula al cielo disperandosi per quello che ha combinato.

    L’animazione fa parte del programma Fiabe sotto le stelle. I Nativi del Nord America ed è possibile assistervi durante le aperture natalizie dell’Osservatorio.

  • Concorso arte contemporanea 2013: nuova edizione del bando Bjcem

    Concorso arte contemporanea 2013: nuova edizione del bando Bjcem

    Bjcem e la Città di Ancona promuovono il bando di concorso di arte contemporanea in vista della 16ma edizione di Mediterranea – Biennale Giovani Artisti, un evento internazionale multidisciplinare che si svolgerà ad Ancona dal 6 giugno al 7 luglio 2013 e che prevede la partecipazione di oltre 250 artisti.

    Nata nel 1985, la Biennale si svolge ogni due anni in una città diversa del Mediterraneo concentrandosi su giovani artisti e creatori. Bjcem è una rete internazionale con più di 70 membri e partner provenienti da Europa, Medio Oriente e Africa.

    Il bando è rivolto ad artisti visivi, registi, scrittori, musicisti, designer e ricercatori culturali di età inferiore ai 35 anni (ovvero nati dopo il 31 dicembre 1977) di qualsiasi nazionalità, che dovranno presentare un solo progetto specifico in relazione al tema di questa edizione – ERRORS ALLOWED (Gli errori sono ammessi) – e caricarlo secondo le istruzioni indicate sul sito www.bjcem.org.

    Non è prevista alcuna quota di partecipazione. I progetti devono essere presentati entro il 27 gennaio 2013.

    Una commissione di curatori valuterà gli artisti, dando priorità a coloro che non hanno mai partecipato alla manifestazione. Gli artisti selezionati riceveranno una comunicazione entro metà marzo e saranno invitati a partecipare alla manifestazione e a presentare il proprio lavoro.

    L’organizzazione si farà carico della spedizione dei lavori, dell’assicurazione, dell’allestimento, della produzione di progetti site specific, di viaggi, vitto e alloggio e fornirà supporto per le eventuali richieste di visto. Non è previsto alcun compenso per gli artisti selezionati.

    [foto di Constanza Rojas]