Autore: erasuperba

  • Federico Sirianni e Gnu Quartet: concerto a Rapallo

    Federico Sirianni e Gnu Quartet: concerto a Rapallo

    Gnu QuartetVenerdì 28 dicembre (ore 21) all’Auditorium delle Clarisse di Rapallo si terrà un concerto-spettacolo per presentare l’inedito progetto musicale Nella prossima vita, nato dalla collaborazione del cantautore Federico Sirianni e dei Gnu Quartet, i quali hanno curato gli arrangiamenti dell’ultimo album di Sirianni.

    In questa serata Nella prossima vita è raccontato attraverso uno spettacolo in cui si fondono la canzone d’autore, il rock e la musica da camera.

    Note sugli artisti.

    Federico Sirianni. Nato a Genova, esordisce creando, con Marco Spiccio e Fabrizio Casalino, il gruppo La giostra dei pazzi, con cui nel 1992 vince la Festa degli Sconosciuti. Nel 1993 è ospite al Premio Tenco come miglior esordiente, l’anno successivo vince il Premio Regionale Ligure per la musica. Insieme a Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu scrive e mette in scena tre spettacoli di teatro canzone. Dopo un viaggio nell’Est Europa e nei campi nomadi realizza, nel 2002, il primo cd Onde clandestine suonato con la Molotov Orchestra, che riassume dieci anni di concerti e spettacoli. Sono i racconti di popoli migranti, esistenze clandestine che si muovono fra centri d’accoglienza, moschee, campi nomadi e questure; un viaggio tra sogno e realtà, tra musiche che arrivano da lontano in un vortice di ritmi e atmosfere. Il produttore milanese del disco, Giangilberto Monti, conia per Sirianni il termine “bandautore”. Nel 2004 è invitato a Monaco di Baviera come rappresentante in ambito musicale di Genova città della cultura. Nello stesso anno vince il Premio Recanati della Critica ed è ospite al Mantova Musica Festival. Nell’estate del 2006 vince la seconda edizione del Premio Bindi, a cui segue, nel gennaio 2007, il nuovo lavoro discografico, Dal basso dei cieli, un disco di frontiera, un viaggio musicale su una cartina senza confini, che parte dai Balcani e arriva fino al Messico e ai Carabi. A completare il poker di riconoscimenti, nel 2010 vince il Premio Lunezia.

    Gnu Quartet. Quartetto formato da Stefano Cabrera (violoncello), Roberto Izzo (violino), Francesca Rapetti (flauto traverso) e Raffaele Rebaudengo (viola), ha caratterizzato i progetti di artisti quali Subsonica, Afterhours, Pfm, Gino Paoli, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Dolcenera, Motel Connection e molti altri. Gli Gnu nascono sotto la stella della P.F.M. al Teatro Nazionale di Milano, nel 2006. Un quartetto dal suono originale ed eclettico che cresce nell’alchimia di gioia e ricerca, nel virtuosismo della musica colta e il coinvolgimento di quella moderna. Hanno realizzato tre album, con brani originali e rielaborazioni, e collaborato alla realizzazione – in fase di scrittura, arrangiamento o registrazione – di altri quindici. Ha tenuto centinaia di concerti in Italia e all’estero, da solo o come ospiti di altre formazioni. Non poche sono state le partecipazioni a programmi televisivi e radiofonici – Che tempo che fa, Parla con me Domenica, Il Tornasole, L’altro lato di Radio 2, Radio 1 Musica, RMC CLassic – e ai grandi festival nazionali.

  • Primarie Parlamentari Pd 2012: il regolamento e i retroscena

    Primarie Parlamentari Pd 2012: il regolamento e i retroscena

    Bersani PdTutto è pronto per le Primarie che il Pd svolgerà il 29 e 30 dicembre per scegliere i suoi candidati alle prossime elezioni politiche. Nei giorni scorsi è stato reso noto il regolamento e l’elenco dei candidati sul sito www.primarieparlmanetaripd.it. In Liguria saranno presenti quattro liste, associate alle rispettive circoscrizioni provinciali di Genova, Savona, Imperia e La Spezia, a partire dalla quali verranno definiti i candidati parlamentari.

    Ma cerchiamo di capire qualcosa di più su quello che si presenta come un sistema inusuale nel panorama della politica italiana.

    L’organizzazione di queste primarie è il frutto di un lungo percorso a cui Genova e la Liguria hanno dato un contributo molto importante. Il prof. Fulvio Venturino, uno dei massimi esperti italiani di elezioni primarie ci ha spiegato, infatti, che già nel 2011 un gruppo di giovani esponenti liguri del Pd (WIProgress) aveva elaborato il primo regolamento per estendere questo sistema di selezione dei candidati anche alle elezioni politiche (fino ad oggi si è utilizzato solo per selezionare candidati a cariche monocratiche o il leader della coalizione di centro sinistra).

    A partire da quell’iniziativa il gruppo di ricerca di cui fa parte il professore –  Candidate and Leader Selection -, diversi studiosi italiani e alcuni esponenti del Pd, tra cui Giuseppe Civati e Salvatore Vassallo,  hanno lavorato, non senza difficoltà, per rendere possibile la realizzazione di queste primarie parlamentari.

    La prima proposta di introdurre un sistema che permettesse agli elettori di contribuire alla selezione dei candidati era stata avanzata all’Assemblea Nazionale del Pd nel gennaio 2012,  ma rimase lettera morta per la chiara ostilità di diversi esponenti della dirigenza nazionale del partito. Sul blog di Salvatore Vassallo è possibile leggere una ricostruzione dettagliata di quell’assemblea.

    Oggi le primarie parlamentari sono una realtà, ma quanto sarà importante la voce degli elettori nel definire le liste dei candidati alla Camera e al Senato?
    Non tutti i candidati, infatti, saranno scelti dagli elettori… Il regolamento prevede che il 90% della composizione delle liste sia determinata sulla base delle preferenze espresse dagli elettori delle primarie, mentre il restante 10% dei nomi verrà deciso dalla direzione nazionale del partito. La creazione di questo secondo “listino” è stata giustificata dal Pd con la necessità di riservare alcune candidature a personalità con una particolare professionalità, il cui supporto potrebbe essere fondamentale nell’attività parlamentare (costituzionalisti, giuslavoristi, esperti in materie specifiche). Infine, anche i capilista verranno scelti direttamente dai vertici del partito e saranno occupati dagli esponenti politici più rappresentativi ed esperti del Pd.

    Per candidarsi è necessario essere iscritti al partito e raccogliere un numero di firme pari al 5% degli iscritti al Pd del 2011 nell’ambito della propria provincia di appartenenza, suddivise in almeno 3 circoli differenti. Per i candidati della provincia di Genova ciò significa ottenere almeno 200 firme.

    Secondo il prof. Venturino «dal punto di vista delle candidature le primarie del Pd rappresentano un effettivo cambiamento, perché permetteranno l’ingresso in Parlamento di deputati e senatori in gran parte selezionati sulla base della volontà degli elettori del Pd.»

    Il punto più controverso, invece, riguarda il diritto di voto. Per partecipare alle votazioni bisogna essere iscritti al partito o aver partecipato alle recenti primarie per la scelta del candidato premier del centro sinistra, vinte da Bersani.

    «C’è un’autentica ondata di primarie per attrarre elettori – osserva il professore – e siccome non è molto appealing questa coalizione, che si è spostata abbastanza a sinistra, io avrei fatto più apertura sul diritto di voto».

    Secondo Venturino vi sono circa dieci milioni di elettori del Pdl e della Lega alla ricerca di un partito per cui votare alle elezioni politiche e limitare la possibilità di partecipazione ai soli iscritti o a coloro che hanno già partecipato alle precedenti primarie del Pd è un chiaro veto agli elettori indecisi del centro destra.

    Una mossa che da un punto di vista strategico potrebbe non rivelarsi particolarmente adatta all’attuale contesto politico italiano, in cui vi è una vasto gruppo di elettori volatili, le cui preferenze potrebbero incidere in modo rilevante sul risultato elettorale.

     

    Federico Viotti

  • Acronimi inglesi e acronimi italiani: le corrispondenze

    Acronimi inglesi e acronimi italiani: le corrispondenze

    BasketNella scorsa puntata abbiamo parlato delle possibili differenze tra gli acronimi inglesi e quelli italiani. Non sempre però esistono tali discrepanze. Esistono infatti alcuni casi nei quali in entrambe le lingue viene mantenuta la stessa sigla. Se per esempio parliamo di NATO (North Atlantic Treaty Organization) indichiamo sia in italiano sia in inglese la stessa organizzazione internazionale, costituitasi al termine della Seconda Guerra Mondiale e comprendente i paesi occidentali fedeli agli Stati Uniti e opposti al blocco del Patto di Varsavia durante la Guerra Fredda. Proprio in quegli anni giocava un ruolo fondamentale a livello di propaganda in funzione anti-sovietica la NASA (National Aeronautics and Space Administration), la quale nel 1969 portò il primo uomo sulla luna, Neil Armstrong. Celebre è la sua frase“That’s one small step for man, one giant leap for mankind” (“Questo è un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità”).

    Un’altra organizzazione statunitense che tutti conosciamo, purtroppo più per le gravi nefandezze e ingerenze nelle attività di altri paesi che per i suoi meriti è la CIA (Central Intelligence Agency), mentre l’FBI (Federal Bureau of Investigation) è la polizia che indaga sui reati federali commessi negli USA.

    In campo medico, inglese e italiano corrispondono nella designazione di due famigerati acronimi, HIV (Human Immunodeficiency Virus) e AIDS (Acquired Immuno-Deficiency Syndrome), che ancora mietono vittime in tutto il mondo e non solo in Africa, dove l’AIDS rimane comunque un’emergenza assolutamente attuale. Qualche anno fa invece venne diffuso ad arte il terrore tra la popolazione mondalie in relazione alla cosiddetta swine flu (influenza suina), internazionalmente riconosciuta come A(H1N1). Il suo tasso di mortalità fu di gran lunga inferiore – come volevasi dimostrare – rispetto a quanto era stato pronosticato e pompato dai media per intere settimane durante l’epidemia del 2009, ma d’altra parte le case farmaceutiche avevano già prodotto vaccini in serie e non potevano certo permettersi di tenerli invenduti sugli scaffali… Sono cose che dovremmo cercare di non dimenticare.

    Altre sigle inglesi che conosciamo e utilizziamo frequentemente sono legate a grandi organizzazioni sportive. La NBA (National Basketball Association) ha avuto un incremento di popolarità globale decisivo negli anni Ottanta grazie alla maggiore presenza a livello mediatico e ad alcuni giocatori diventati icone della pallacanestro come Michael Jordan, Magic Johnson e Larry Bird. La NFL (National Football League) e la MLB  (Major League Baseball), i campionati statunitensi professionistici di football americano e di baseball, godono di notevole popolarità anche in Europa. E’ curioso invece che l’organizzazione internazionale più conosciuta nel mondo del calcio, la FIFA, abbia in realtà un nome francese: Fédération Internationale de Football Association.

    Spostandoci nel campo che più ci interessa, ovvero le lingue, un acronimo da tenere in mente è CEFR (Common European Framework of Reference for Languages), un quadro di riferimento elaborato dal Consiglio d’Europa  che consente di determinare gli standard relativi agli stadi dell’apprendimento linguistico in modo da confrontare a livello internazionale le competenze comunicative. Avremo modo di parlarne in maniera diffusa nelle prossime puntate … See you!

  • Oliver Twist: la Compagnia del Suq al Teatro Duse

    Oliver Twist: la Compagnia del Suq al Teatro Duse

    Da giovedì 27 a lunedì 31 dicembre 2012 il Teatro Duse ospita il debutto nazionale di Oliver Twist, spettacolo scritto a quattro mani da Carla Peirolero ed Emilia Marasco e rappresentato dalla Compagnia del Suq con la band multietnica di bambini della Bandaneo e del Formicaio.

    Dopo lo spettacolo Canto di Natale andato a scena al Teatro della Corte, la Compagnia del Suq mette in scena a Genova un’altra rappresentazione volta a celebrare i 200 anni dalla nascita di Charles Dickens.

    Genova, propone la prima nazionale di OLIVER TWIST (dal 27 al 31 dicembre al Teatro Duse)

    I giovani interpreti della band ( bimbi di svariate provenienze : Senegal, Romania, Siria, Ecuador, Cina…) moltiplicano il personaggio di Oliver Twist in tanti “Oliver” dei giorni nostri, mentre la narrazione si scompone nel ricorso a molteplici modalità espressive, con momenti musicali che si alternano al gioco per immagini del teatro d’ombre e con l’alternarsi di recitazione e di canto da parte dei vari protagonisti.

    Lo spettacolo andrà in scena giovedì 27, venerdì 28 e sabato 29 alle ore 20.30, domenica 30 alle ore 16 e sabato 31 alle ore 20.30. In quest’ultima serata, subito dopo lo spettacolo si terrà – presso il Salone dell’ex Piccolo Cottolengo di Don Orione (vicino al Palazzo del Tribunale) – Capodanno con gli artisti del Suq, con buffet e brindisi. Costo 30 € a persona (25 € per soci Suq, Endofap e per chi ha il biglietto di Oliver Twist; 15 € per bambini dai 5 ai 12 anni).

    Informazioni sul menù e prenotazioni: tel 010 5702715, teatro@suqgenova.it.

  • Osservatorio astronomico Righi: aperture nel periodo di Natale

    Osservatorio astronomico Righi: aperture nel periodo di Natale

    L'Osservatorio Astronomico del Righi a GenovaQueste le animazioni previste all’Osservatorio astronomico del Righi durante le festività natalizie.

    Mercoledì 26 dicembre, Aula Planetario: Lo Zodiaco astronomico e i moti della Terra (ore 15.30), Il cielo dei Nativi nordamericani: fiabe e leggende per i bimbi (ore 16.30), Miti di Orione: fiabe e leggende per i bimbi (ore 17.30) e Il girotondo della Luna (ore 18.30). Inoltre è prevista un’osservazione del pianeta Giove e della Luna dalle 17.30 fino alle 19.30 circa.

    Giovedì 27 dicembre a partire dalle ore 21.30: Giove e la Luna. In queste sere il brillante Giove, il pianeta gigante del nostro Sistema Solare, domina il cielo fra le stelle della costellazione del Toro. Al telescopio, oltre al pianeta, potremo osservare il nostro satellite naturale con i suoi crateri.
    In Aula Planetario una proiezione commentata sulla Luna e le stelle dell’inverno.

    Venerdì 28 dicembre, Aula Planetario: A spasso fra i pianeti (ore 15.30), Cieli del Sud: fiabe e leggende per i bimbi (ore 16.30), Miti di Orione: fiabe e leggende per i bimbi (ore 17.30) e Il cielo dei Nativi nordamericani: fiabe e leggende per i bimbi (ore 18.30). Inoltre è prevista un’osservazione del pianeta Giove e della Luna dalle 17.30 fino alle 19.30 circa.

    Domenica 30 dicembre, Aula Planetario: Il cielo dei Nativi nordamericani: fiabe e leggende per i bimbi (ore 15.30), Cieli del Sud: fiabe e leggende per i bimbi (ore 16.30), Miti di Orione: fiabe e leggende per i bimbi (ore 17.30) e Il cielo dell’inverno (ore 18.30). Inoltre è prevista un’osservazione del pianeta Giove e della Luna dalle 17.30 fino alle 19.30 circa.

    Nei giorni e negli orari di apertura sarà inoltre possibile visitare la cupola dell’Aula didattica-Planetario installata nel Giardino del Sole e quella dell’Osservatorio, al prezzo di 5 € (ridotto 3 €). Entrambe le visite si svolgeranno tramite turni della durata di mezz’ora circa di max 30 persone per l’Aula didattica-Planetario e di max 15 persone per la cupola dell’Osservatorio. Non è prevista la prenotazione.

  • Elisa Boccedi: sogno e perversione in mostra alla MF Gallery

    Elisa Boccedi: sogno e perversione in mostra alla MF Gallery

    Elisa Boccedi è una giovane artista formatasi presso l’Accademia di Belle Arti di Genova. Modenese di nascita ma cresciuta tra Rapallo e Genova, si è laureata in decorazione ed è diplomata tatuatrice. Le sue opere sono attualmente esposte presso la MF Gallery di Vico dietro il Coro della Maddalena, raccolte in una mostra dall’inquietante e originale titolo “Paraphilia Onirica”: in essa Elisa illustra una serie di parafilie, ovvero perversioni di natura sessuale, le quali – filtrate attraverso la sua capacità immaginativa e interpretativa – entrano in una dimensione, appunto, onirica, dissociata dalla realtà: così, attraverso questo artificio, più liberamente lo spettatore approccia temi tanto difficili e controversi, e riflette su di essi.

    In questa mostra hai scandagliato il mondo delle parafilie: perversioni sessuali che vanno dalle più leggere al reato vero e proprio. Perché hai scelto questo tema, così difficile, e in che ottica l’hai affrontato?

    «È semplicissimo. Il sesso attira: siamo una generazione di depravati alienati. Quello che mezzo secolo fa era catalogabile come pornografia ora te lo vedi sparato sul cartellone della “Sloggi”. Per quanto possiamo dire di esservi “visivamente abituati”, il nostro “subconscio” (termine che aborro, qui lo utilizzo a mo’ di eufemismo) registra gli innuendo sessuali che tracimano da ogni dove, è ovvio.
    Quindi, tanto per esasperare la propensione sociale alla sessualità coatta, perché non occuparsi di un caso limite all’interno dello scabroso? La cosa si fa doppiamente intrigante per chi non registra l’orrore della dipendenza implicita all’interno delle parafilie. Però la mira finale è fare dell’abominevole, dell’inconcepibile un medium per innestare una reazione emotiva potente (positiva o negativa che sia me ne frega), che crei qualche tipo di ripercussione psicologica ed induca ad interpretare personalmente quello che si ha davanti agli occhi. Farsene un’opinione propria, insomma».

    Puoi spiegarmi la scelta del titolo, che associa l’onirico alla perversione?

    «Tutto ciò che denotiamo come gusti, preferenze, dipendenza, si genera e si sviluppa in un contesto mentale, in risposta a qualche tipo di stimolo esterno, inizialmente. Le mappe neuronali che codifichiamo in base alle nostre esperienze e alle reazioni di attrazione/repulsione innescate dalle suddette vanno a comporre il nostro quadro comportamentale. Questa è roba neuro-scientificamente provata. Pertanto anche la perversione può benissimo essere collocata all’interno di questo contesto (l’oceano della mente), e specificatamente nella zona off-limits, al di fuori di quella cosciente e diurna, soggetta al controllo razionale; la zona che più di tutte si può definire onirica per illogicità, insomma. L’allusione al sogno rimanda anche all’intento di smorzare un po’ l’audacia del tema, di renderla più appetibile agli occhi del pubblico, tramite l’uso di cromie accese, figure mostruose, fluttuanti, in pose iconografiche; in una parola: al di fuori di questa realtà».

    Le tue immagini mi ricordano un po’ Dalì, un po’ Odilon Redon e Gustave Moreau. C’è qualcosa della storia dell’arte che ti ha influenzata e ispirata o lavori slegata, almeno nelle intenzioni, dagli esempi?

    «Ottima osservazione! Apprezzo particolarmente tutti e tre gli artisti citati, anche se la mia sacra triade rimane quella composta da A. Kubin, F. Rops e A.Beardsley. In generale sono stata e rimango un’entusiasta estimatrice della corrente del Simbolismo, troppo immeritatamente soppiantata dal successivo Surrealismo. Ed è un peccato, perché ritengo che i simbolisti si siano spinti molto più in là dei surrealisti nello scandagliare le profondità mobili della materia mentale. Sogni, visioni, premonizioni, allucinazioni..il tutto nella sua integrità inscalfibile ed enigmatica (La Sfinge di Moreau, per ritornare alla tua citazione). Questo senza incorrere nel tentativo di dragare le imperscrutabilità della psiche dal loro imprescindibile mistero (con che mezzuccio poi: la castrante psicoanalisi freudiana!). Del resto, qualunque tipo di contaminazione mi affascina: dalla multiformità del pensiero indiano, alle malformazioni genetiche, alle malattie rare, agli ibridi e gli incroci, naturali e non. Amo i particolari, la carnalità viscerale: perdo ore a contemplare tavole anatomiche calcolando come poter trasformate una vertebra in una nave spaziale, una metastasi in un grappolo di crisantemi e così via…».

    Cosa riversi nel tuo lavoro? Quali elementi prendi dall’osservazione dell’esterno e quali da te stessa?

    «Ho un temperamento lunatico, ansioso, e la mia sensibilità è di tipo “nevrotico”. Quindi, ho sempre utilizzato l’espressione “artistica” (tra virgolette perché lo ritengo un aggettivo abbastanza controverso, oggigiorno) come mezzo propedeutico per il mantenimento di un (precario) equilibrio psichico. Peccato che, come tutte le “valvole di sfogo”, si sia innestato su di un processo circolare/ossessivo composto da: periodo di osservazione/arricchimento/saturazione-maturazione-rilascio. E via daccapo.
    Non percepisco una netta differenziazione tra interno ed esterno, tra me e gli altri e/o l’altro (per questo il mio umore è così mutevole). Tutto si fonde e si sfilaccia ai bordi, si mescola alle estremità, come se congiunto da suture invisibili in un gigantesco patchwork. Faccio ricorso pertanto all’ibridazione più sfrenata, nei miei lavori, nel tentativo di convogliare, almeno in parte, la suddetta impressione sensoriale (che, tengo a sottolineare, è sempre stata naturale e non conseguenza di assunzione di sostanze stupefacenti. Questo onde evitare una domanda fastidiosamente frequente)».

    Dici che nel tuo lavoro tendi a “immolare qualsiasi convinzione”. Tolte le convinzioni, cosa proietterà l’immagine? Dubbi, domande, paure?

    «Sì, riconosco che così estrapolata la frase ha un po’ un sapore da “idealista radicale riottosamente arroccata nella sua convinzione di dover immolare qualsiasi convinzione”. Così si ricade nel paradosso, che è poi ciò che della vita più mi diverte e che più mi piace puntualizzare. La coscienza della paradossalità potenziale presente in qualsiasi azione, pensiero, parola, per via di una limitazione biologica cerebrale a vedere solo un frammento di ciò che analizziamo. Non sono tanto contro le convinzioni in sé, quanto contro la mentalità che solitamente le regge, e mi riferisco a quell’impianto settoriale, categorizzante e sovente accusatorio (per autodifesa, ovvio) di molle lassismo e di accettazione rassegnata. Semplicemente: è noioso, è restrittivo, è costrittivo. Perché ridursi a languire in simili pastoie (il più delle volte tramandate, imposte e assorbite passivamente) quando l’unica libertà che ci è consentita, in definitiva, è quella di poter variare il nostro pensiero? Anche solo per il gusto di “andare contro”, senza aspettative: per puro esercizio ginnico mentale. La libertà di pensiero, credo, è soprattutto questo».

    Ti definisci interessata al “lato potenzialmente incontrollabile e distruttivo che ciascuno contiene”: come entra questo aspetto nella tua arte?

    «Diciamo che ha una valenza personale, introspettiva (se lo applico a me), e una sociale, di sensibilizzazione (se lo applico agli altri).
    Premetto che, per me, il termine “distruttivo” non assume alcuna connotazione negativa. Distruggere non significa annientare, bensì “smantellare”, ed è implicito che, fatta materia prima di ciò che si era precedentemente scomposto, se ne ricrei una nuova, differente, con qualche innesto o detrazione, magari. Sotto questa luce la distruttività e l’incontrollabilità non possono che procedere a braccetto, finché non interviene qualcosa, nel nostro pensiero, a frenarle».

    «Credo che ogni persona detenga la possibilità (non il diritto, a quanto pare) del pensiero individuale, condizione sfortunatamente divenuta oggigiorno tanto innaturale da necessitare uno sforzo abominevole per ribellarsi ad un’infinità di stratificazioni preconcette. Al fine di “smuovere” tale ribellione, non intendo adottare mezze misure. Mi avvarrò, finché mi sarà possibile e dentro i miei limiti, di temi volutamente scandalosi, che proprio per la loro controversia stimoleranno prima la curiosità, poi, si spera, il bisogno di interpretare (l’interpretazione è una giustificazione nei riguardi della nostra coscienza perplessa). In altre parole: il bisogno di sentire e di pensare. Questo è ciò che intendo dire quando mi riferisco al lato “potenzialmente distruttivo ed incontrollabile di ognuno”, seguito da un rinnovo».

    Come è avvenuta la tua formazione artistica?

    «Credo che la formazione artistica sia imprescindibile da un processo di crescita e sviluppo culturale, emotivo e psichico individuale, per formare il quale, oltre a una buona recettività di base, occorrono un gran numero e una varietà costante di stimoli. Per mia fortuna sono cresciuta in un ambiente dove questi non si lesinavano, e ciò, unito al fatto di essere sempre stata molto libera da vincoli e prassi da rispettare, si è rivelato fondamentale per lo sviluppo e l’alimentazione di tutto il mio mondo di immagini, che altro non sono poi, che l’incarnazione “visiva” di impressioni sottili.
    L’accademia di Belle Arti mi ha dispiegato la varietà delle tecniche, come rivestimento “poliedrico” al contenuto che macinavo da sempre».

    Le tue tecniche preferite?

    «Prediligo l’acquerello, gli inchiostri e le ecoline per la loro delicatezza traslucida che acquisisce forza e corposità a furia di velature (l’accanimento del labor limae!). La biro mi dà delle gioie nei ritocchi delicati e nei disegni formato mignon. Poi l’incisione, beh, è stata il mio battesimo accademico e avrà sempre un posto predominante nel mio cuore.
    Ma vario sempre, sperimento sempre. Prossimamente passerò a tecnica mista su tela, grande sfida».

    Parlando a livello pratico, quali trovi che siano le difficoltà per un giovane artista nel vivere del proprio lavoro, oggi?

    «La domanda non si pone, perché è effettivamente impossibile, ora come ora, qui, in Italia (non so poi all’estero come sia la situazione) per un giovane artista vivere del proprio lavoro. Di quelli che, come me, si occupano di lavori prettamente artigianali e per di più con un’impronta così marcatamente personale, non gliene frega (giustamente) a nessuno.
    Mi capitano occasioni per allestire mostre, partecipare a eventi (i più di autoproduzione), e alle volte pure delle commissioni che mi fan tirar su qualche soldo occasionale, e allora è una soddisfazione e un piacere (sempre occasionale, però).
    Non vedo come potrebbe essere altrimenti, innanzitutto per la situazione economica generale, ma anche per la più completa desensibilizzazione verso l’oggetto artistico in virtù di una concentrazione esclusiva su quello di fruizione immediata, facilmente reperibile e altrettanto facilmente rimpiazzabile. Questa è la necessità di mercato, questo è il caro consumismo che ci allatta al suo seno sempre più acido e sempre più misero (mi concedo una metafora quasi poetica, toh!)».

    «E’ deprimente e demotivante. Bisogna ingegnarsi, arrabattarsi, arrotondare con qualche lavoretto (se lo si trova), la competizione è altissima, i colpi bassi non si negano, è tutto uno sciacallaggio che mi ricorda un po’ il cadavere di un geco ricoperto di formiche che avevo trovato sul terrazzo da bambina. Non so, ho 25 anni e posso solo ringraziare quella buon’anima di mio nonno se sono economicamente indipendente. Magari mi butterò sul settore della comunicazione, appena avrò dato gli esami per i certificati di lingue che sto preparando. Oppure mi darò seriamente al tatuaggio, anche se lo sentirei più come un obbligo che come un interesse. Ma può anche benissimo darsi che mi scoglioni definitivamente di questo umanissimo mondo di “cane mangia cane” e vada a consumare i miei giorni venerando la Grande Dea (MahaDevi), nei campi crematori di Calcutta o di Tarapit. Chi vivrà vedrà».

     

    Claudia Baghino

  • Natale e Santo Stefano 2012: musei Genova, aperture straordinarie

    Galata Museo del MareQuesti gli orari di apertura dei Musei di Genova nelle festività di Natale e Santo Stefano 2012.

    Martedì 25 dicembre apre al pubblico solo il Galata Museo del Mare, con orario 10-19.30 (ultimo ingresso ore 18). Gli altri Musei resteranno chiusi.

    Mercoledì 26 dicembre il Galata mantiene l’orario del giorno precedente, mentre aprono al pubblico anche i Musei di Strada Nuova (ore 10-19), il Museo di Storia Naturale G. Doria (ore 10-19), i musei di Nervi Luxoro, Gam e Wolfsoniana (ore 10-19), il Museo dalle culture del mondo Castello D’Albertis (ore 10-18), il museo della Commenda di Prè (ore 10-19) e Viadelcampo29rosso (ore 10.30-12.30 e 14-19).

    Aprono solo in orario pomeridiano, sempre nel giorno di Santo Stefano, anche il Museo Diocesano (ore 15-18) e il Museo del Tesoro (ore 15-18). Tutti gli altri Musei resteranno chiusi.

  • Natale a Marassi: la denuncia della situazione delle carceri italiane

    Natale a Marassi: la denuncia della situazione delle carceri italiane

    Un presidio davanti alla casa circondariale di Genova Marassi, un Natale diverso organizzato da Radicali e Socialisti, insieme ai parenti dei detenuti, per sostenere la battaglia che da anni conduce Marco Pannella in difesa dei diritti dei reclusi, quotidianamente calpestati all’interno dei penitenziari italiani.

    L’iniziativa “Natale a Marassi”, si svolgerà il 25 dicembre dalle ore 9:30 alle 11:30 «Per dare un segno diverso alle festività e dare un concreto sostegno a Marco Pannella, noi Radicali insieme ad esponenti del PSI genovese abbiamo organizzato un presidio di militanti e di parenti di detenuti davanti ai cancelli del carcere di Marassi, con battitura di stoviglie, per esprimere vicinanza ai reclusi proprio nel giorno in cui la disperazione e l’abbandono sono più sentiti e sofferti».

    «Da tredici giorni Marco Pannella sta conducendo una dura e straordinaria lotta per richiamare l’attenzione delle istituzioni su due punti principali: sulla necessità e urgenza di affrontare la crisi della giustizia e l’emergenza del sovraffollamento delle carceri; sul silenzio dell’informazione e l’assenza di ogni confronto-dibattito sulla questione, che imporrebbe importanti decisioni legislative – continua la nota di Radicali e PSI Il drammatico sciopero della fame e della sete di questi giorni è l’ultimo di una serie di iniziative che da anni il Partito Radicale conduce per denunciare come sia fuori legge, rispetto alla nostra Costituzione, lo Stato di diritto nel nostro Paese. Basti pensare a come il Parlamento ignorò completamente quanto deliberato dai cittadini con il referendum “Tortora” del 1987, per l’introduzione nel nostro ordinamento di una effettiva responsabilità civile dei magistrati. Nel solco delle tante battaglie che hanno segnato positivamente la vita politica e civile della nostra società, oggi Marco Pannella continua a denunciare lo stato drammatico delle carceri italiane, epifenomeno di una giustizia penale e civile che, oltre a tenere sotto scacco le vite dei cittadini, contribuisce non poco ad aggravare la crisi economica in corso, con costi elevati per le nostre imprese (basti pensare al dramma dei ritardi nei pagamenti e ai dati contenuti nel rapporto Doing Business 2012 della Banca Mondiale), senza contare le continue e pesanti condanne da parte della giurisdizione europea».

    Aggiornamento 26/12/2012:

    REPORT DELLA VISITA ISPETTIVA CONDOTTA OGGI A MARASSI DA UNA DELEGAZIONE COMPOSTA DA RADICALI E SOCIALISTI, ACCOMPAGNATA DAL SEN. CLAUDIO GUSTAVINO E DELL’ON. MARIO TULLO.

    Oggi, 26 dicembre 2012, una delegazione di Radicali e Socialisti, accompagnati dall’on.Mario Tullo e dal sen. Claudio Gustavino, ha condotto una visita ispettiva di circa due ore presso il carcere di Marassi. La delegazione era composta da Michele De Lucia, tesoriere di Radicali Italiani; Deborah Cianfanelli, membro di direzione di Radicali Italiani; Marta Palazzi, segretaria dell’associazione Radicali Genova; Angela Burlando, del Partito Socialista Italiano di Genova.

    La visita è avvenuta dopo 14 giorni di sciopero totale della fame e della sete di Marco Pannella, “per l’Amnistia, la Giustizia e la Libertà”.

    «Marassi è il carcere più grande della Liguria, con una capienza di circa 450 posti, ma si trova, come gli altri istituti, in una situazione di endemico sovraffollamento: al momento della visita infatti i detenuti risultano essere 733, quasi il doppio del limite stabilito dalla legge spiega una nota diramata dai Radicali Tra questi, i condannati definitivi sono 251, un percentuale davvero bassa, ennesima testimonianza del malfunzionamento della giustizia italiana».

    «Il carcere dispone di un centro clinico con 45 detenuti: il primo piano dedicato al cosiddetto sostegno integrato, con l’assistenza di uno psichiatra tutti i giorni dalle 8 alle 19 e la presenza di alcune cooperative sociali che si occupano di far svolgere alcune attività ai 10 reclusi. Il secondo piano è dedicato ai casi che necessitano di assistenza sanitaria. Si tratta di detenuti con problemi di salute provenienti da tutta la Liguria, in quanto Marassi è l’unica struttura che può ospitarli. Al terzo piano, separati dagli altri, vi sono i malati di HIV. Ogni cella, di uno o due letti, dispone di bagno e doccia, grazie alla ristrutturazione completata di recente».

    «A margine si fa notare come patologie quali l’HIV o epatite C, di cui sono affetti buona parte dei detenuti tossicodipendenti, sono totalmente incompatibili con il regime carcerario, e soprattutto non consentono l’applicazione della legge 230/99, che prevede pieno accesso all’assistenza sanitaria per tutti i cittadini, anche se reclusi – continua la notaL’art. 94 della legge sulle tossicodipendenze (la Fini-Giovanardi) prevede l’affido per uso terapeutico, che tuttavia nei fatti è precluso alla totalità degli immigrati e applicato in modo solo parziale ai tossicodipendenti italiani».

    «L’ispezione è proseguita nella sezione II, riservata ai condannati definitivi. In questa sezione il sovraffollamento raggiunge punte drammatiche: la media per ogni cella è di 8-9 detenuti, che dormono in letti a castello di due o tre piani: in ogni cella c’è un solo bagno per tutti, mentre le docce sono ancora in comune, cinque per ogni piano. I lavori per installare la doccia in ogni singola cella sono iniziati a partire dall’ultimo piano della II sezione. I detenuti sono quindi costretti in pochi metri quadrati per 20 ore al giorno, tranne le due ore d’aria mattutine e due pomeridiane».

    «Nella III sezione sono reclusi i detenuti con sentenza definitiva, ma in regime di custodia attenuata o di semilibertà: si tratta di tossicodipendenti od ex tossicodipendenti che possono circolare liberamente fuori dalle proprie celle, dotati di cucina, spazi in comune, stanze con due letti, bagno in cella e docce in comune».

    «Un dato positivo è rappresentato dalla scolarizzazione: un corso di elementari, due di scuola media, un corso odontotecnico con laboratorio frequentato da 23 persone; un corso di grafica pubblicitaria frequentata da 20 persone. Il provveditorato agli Studi ha destinato un’apposita sezione scolastica per il carcere di Marassi».

    «Gli sforzi della direzione carceraria vanno verso un maggiore coinvolgimento dei detenuti in attività all’esterno del carcere: questa volontà però si scontra con il taglio dei fondi e delle borse di lavoro erogate dalle amministrazioni per poter garantire una attività lavorativa ai detenuti – sottolinea il comunicato stampa – Vi sono state alcune esperienze positive recentemente, come il lavoro di ripulitura del cimitero di Staglieno eseguito da 15 detenuti per 6 mesi, ma sono operazioni di difficile ripetibilità. Il carcere dispone di una panetteria, in cui lavorano solo 4 addetti, ed una falegnameria, inutilizzata per la maggior parte del tempo per mancanza di appalti. All’interno del carcere viene svolto un laboratorio teatrale ed è in corso la costruzione di un teatro vero e proprio».

    «Nonostante gli sforzi del personale di polizia penitenziaria e degli operatori carcerari per garantire il miglior funzionamento possibile dell’istituto, persistono anche a Marassi i problemi che affliggono tutte le carceri italiane e più complessivamente, a partire dal sovraffollamento, lo stato di illegalità che ha fatto collezionare al nostro Paese condanne su condanne ad opera della Corte europea dei diritti dell’uomo, al punto che l’Italia si trova sotto il costante monitoraggio da parte del Comitato dei Ministri della Corte Europea – conclude la nota – Il carcere è più che mai uno dei più gravi epifenomeni dello sfascio della giustizia, i cui gravissimi effetti e costi in termini civili, sociali, politici ed economici sono sempre più evidenti».

  • Valle Scrivia: a Busalla l’energia pulita spazza via l’eternit

    Valle Scrivia: a Busalla l’energia pulita spazza via l’eternit

    BusallaBusalla, e la Liguria, si aggiudicano il secondo posto come maggior impianto per potenza installata nell’ambito della campagna nazionale “Eternit Free”, promossa da Legambiente e AzzeroCO2, che ha portato alla bonifica di oltre 100.000 mq di eternit in tutta Italia ed alla loro sostituzione con impianti fotovoltaici, con benefici per la salute e per l’ambiente, sfruttando l’extraincentivo previsto nel “Quarto conto energia” per la sostituzione delle coperture dei tetti in amianto.

    L’esperienza con l’azienda della Valle Scrivia – la TI GROUP AUTOMOTIVE (produzione e lavorazione di tubi di acciaio) – inizia con l’adesione alla campagna nel 2011, a poche settimane dal lancio dell’iniziativa in Liguria e si concretizza nell’Agosto dello stesso anno con la firma dell’accordo per lo sviluppo del progetto da parte della ESCo AzzeroCO2.

    I lavori di bonifica e la realizzazione dell’impianto, che viene allacciato ufficialmente il 26 Agosto 2012 ancora in tempo per rientrare nel Quarto Conto Energia, permettono la bonifica in totale sicurezza di oltre 15.000 mq di Eternit, l’installazione di 1,8 MW di potenza con un contributo di 1.249 t di CO2 annue evitate.

    ETERNIT FREE a livello nazionale è stata un’importante esperienza di collaborazione tra Enti pubblici, Aziende private e Associazioni che ha portato ad importantissimi risultati in termini di potenza installata totale, oltre 11 MWp di impianti fotovoltaici, ma che non ha potuto concretizzare le tante richieste inoltrate a causa della mancanza di sostegno agli investimenti e soprattutto dell’instabilità del sistema di incentivazione nazionale.

    «Solo in Liguria sono pervenute richieste di adesione da parte di Comuni per la bonifica di oltre 2500 mq di superficie di eternit, mentre da parte di aziende e privati sono giunte adesioni per un totale di 30.000 mq, che porterebbero ad un potenziale installato pari a circa 4 MW – commenta Santo Grammatico, Presidente regionale di Legambiente – Questo è l’esempio che una politica energetica basata sulla diffusione capillare delle fonti rinnovabili sarebbe possibile, ma a livello nazionale si preferiscono altre strade, ancora legate alla produzione energetica da fonti fossile, sussidiate per 9 miliardi di euro all’anno».

    Appare quindi fondamentale che lo Stato proponga nuove forme di incentivazione oltre il Conto Energia, come sottolinea Giuseppe Gamba, Presidente di AzzeroCO2, all’interno del Dossier della Campagna Eternit Free: un sistema di incentivazione attraverso il rilascio di Titoli di Efficienza Energetica più efficaci per la sostituzione di coperture ad alto rendimento energetico e la regolamentazione delle RIU (Reti interne di Utenza) e dei SEU (Sistemi Efficienti di Utenza) anche per superfici di amianto poco estese ma in prossimità di forti utenze elettriche.

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Paolo Traversa e i PiGrecoR2

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Paolo Traversa e i PiGrecoR2

    Paolo Traversa è un cantautore genovese. Classe ’72, respira musica fin da bambino, quando muove i primi passi mettendo le mani su diversi strumenti musicali che trova in casa e appassionandosi alla musica classica. Traendo ispirazione dalla scuola cantautorale genovese e dal suo lavoro come infermiere presso un reparto psichiatrico, Paolo mette in musica le dinamiche, la sofferenza e le difficili situazioni con cui viene a contatto tutti i giorni e per cui prova grande empatia. Comincia a scrivere e a suonare i suoi pezzi, infatti, proprio per i pazienti dell’ospedale, cercando con loro un contatto umano che vada oltre i meri gesti di cura e allietando in maniera un po’ diversa le loro giornate. Da lì alla decisione di incidere i brani il passo è breve. Il primo lavoro pubblicato è l’Ep “Paolo Traversa”, mentre del 2012 è l’album “Canzone Disperata“.

    Ad accompagnarlo, in studio e nelle esibizioni live, è l’affiatato gruppo dei Pi Greco R2.

    Genere: Indie
    VOCE: Paolo Traversa
    VOCE e CORO: Daniela Pozzo
    CHITARRA ELETTRICA: Sergio Barello
    TASTIERE: Franco Senarega
    BASSO: Dario Foglino
    BATTERIA: Camillo Spina

     

     

     

  • Corsi di cucina a Genova: Zenzero, laboratori e torneo

    Corsi di cucina a Genova: Zenzero, laboratori e torneo

    seitanIn vista dell’anno nuovo, il Circolo Arci Zenzero di via Torti propone una prima serie di corsi di cucina di primo livello: dieci incontri con uno chef professionista, supportati da schede teoriche e ricette.

    Il laboratorio è così articolato: 01 antipasti caldi; 02 antipasti freddi; 03 salse calde e fredde; 04 paste fresche; 05 pesto, gnocchi e crespelle; 06 zuppe e risotti; 07 cottura del pesce nostrano; 08 cottura delle verdure; 09 cottura delle carni; 10 pasta frolla e pasta beignet.

    Gli incontri si terranno il lunedì o martedì dalle 21 alle 23 presso il circolo, con inizio il 14 gennaio. La quota di partecipazione è 285 € (maggiorata di 15 € per i non iscritti Arci) comprensiva delle spese dei materiali di consumo, delle schede tecniche e degli ingredienti. Il laboratorio terminerà con una cena di fine corso, preparata dagli iscritti e aperta ai soci su prenotazione.

    Il Circolo ospiterà inoltre il campionato di cucina 2013, un torneo a squadre che inizierà il prossimo 24 gennaio, ogni giovedì a partire dalle 20.45, nel corso di una cena cui i soci del circolo potranno partecipare, votando i piatti migliori. Ogni squadra sarà composta da tre persone e sarà possibile iscriversi entro giovedì 10 gennaio (quota di partecipazione 20 € a persona).

    Per info e prenotazioni telefonare al numero 349 4968176.

  • Teatro della Tosse: bando di concorso per compagnie emergenti

    Teatro della Tosse: bando di concorso per compagnie emergenti

    Ingresso Teatro della TosseCome ogni anno sono aperte le iscrizioni per partecipare al bando Pre-visioni, che la Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse indice per “dare visibilità a chi ha scelto di fare teatro in uno dei momenti storici meno indicati per farlo”.

    Il concorso mira a selezionare compagnie teatrali liguri emergenti, che potranno mostrare il proprio lavoro in un calendario di spettacoli che andranno in scena da martedì 7 a sabato 12 maggio 2013.

    Sono ammessi a partecipare singoli artisti, compagnie e gruppi di teatro del territorio regionale, che potranno proporre una (e una sola) loro opera inedita scegliendo tra:
    a) spettacolo (creazione compiuta destinata ad uno spazio teatrale tradizionale)
    b) performance (creazione che non necessita di uno spazio teatrale tradizionale, max 20 minuti)
    c) studio di una nuova produzione (creazione in progress max 40 minuti)
    Non saranno presi in considerazione progetti di danza e teatro/danza.

    I progetti saranno valutati da una commissione formata da Fabrizio Arcuri e da altri quattro soggetti individuati tra critici e operatori teatrali italiani. Verranno scelti fino a tre spettacoli compiuti e tre performance o studio: ai progetti selezionati verrà offerta la scheda tecnica e l’assistenza tecnica, la promozione e il 50% degli incassi al netto di IVA e SIAE delle repliche effettuate.

    La commissione si riserva di richiedere agli artisti/gruppi la disponibilità di un incontro a Genova.

    I materiali (scheda presentazione progetto/biografie/eventuali immagini o video) dovranno essere spediti con raccomandata con ricevuta di ritorno o consegnati a mano a: Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse – Bando Pre.Visioni Piazza R. Negri 6/2 – 16123 Genova
    entro il 4 febbraio 2013.

    L’elenco dei progetti vincitori sarà comunicato entro il 15 marzo 2012.

    Per maggiori informazioni scrivere a pre-visioni@teatrodellatosse.it.

  • Servizi socio sanitari: accordo Regione-sindacati contestato dalla Fials

    Servizi socio sanitari: accordo Regione-sindacati contestato dalla Fials

    Sanitari«La tutela sindacale delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresentiamo esige serietà, fermezza e coerenza; il comportamento della Regione, al contrario, è inaccettabilmente indecente», così denunciano le segreterie delle organizzazioni sindacali FIALS, NURSING UP e FSI convocate il giorno 21 dicembre (venerdì scorso, ndr) dall’Assessorato Regionale alla Salute e ai Servizi Sociali, al fine di sottoscrivere un accordo definito: “Sviluppo dei servizi territoriali, azioni per non autosufficienza e riconoscimento del ruolo del personale del comparto sanità”.

    «Il documento che ci è stato presentato risulta già sottoscritto, in data mercoledì 19 dicembre, dall’Assessore stesso e dalle sigle di CGIL CISL UIL ed è stato già ampiamente diffuso a mezzo stampa dai media», sottolineano FIALS, NURSING UP e FSI.

    I sindacati si riferiscono all‘accordo che prevede: la riconversione dei piccoli ospedali, organizzati in punti assistenziali H 24 gestiti con il coinvolgimento dei medici di base; l’avvio della presa in carico dei malati cronici da parte dei distretti sanitari ai quali viene affidato un budget economico proprio di cui i direttori di distretto dovranno far puntuale rendiconto; continuità e riconversione del fondo della non autosufficienza per la disabilità; chiusura delle partite economiche pendenti per i lavoratori della sanità e attivazioni di nuovi strumenti incentivanti per favorire le riconversioni.

    «Che l’Assessorato e alcune sigle sindacali procedano da tempo con la prassi degli “tavoli di trattativa separati” e degli “incontri informali” (clandestini?), è noto a tutticontinua la nota dei sindacati – Dovrebbe essere altrettanto noto, a chi ha un minimo di “sale in zucca”, che non si può e non si deve neppure provare a chiederci la nostra firma pretendendo un consenso “per adesione” su documenti altrui».

    «Ogni lavoratore della sanità e ogni utente del servizio può constatare con la propria quotidiana esperienza che cosa ha prodotto questa “pratica di trattative separate e clandestine” tra Assessore e CGIL CISL UIL: chiusure, tagli ai servizi, tikets, tasse, riduzione degli organici, aumento dei carichi di lavoro, disoccupazione per i giovani neo laureati, appalto sistematico delle strutture per anziani e disabili (a proposito di territorio e distretti …), svendita del patrimonio immobiliare pubblico, blocco e riduzione delle retribuzioni per i lavoratori», ribadiscono FIALS, NURSING UP e FSI.

    Nel merito di questo “accordo” «Ogni organizzazione sindacale esprimerà quanto prima le sue valutazioni di parte, fermo restando che le scriventi OOSS concordano nel giudizio fortemente negativo sia della politica regionale di questi anni che dei pretenziosi contenuti del citato “accordo” che per altro non affronta (tantomeno risolve ..o cerca di farlo …), nessuno dei nodi del sistema e dei problemi dei lavoratorispiega la nota delle organizzazioni sindacali FIALS, NURSING UP e FSI – Un elenco (per altro incompleto), di pendenze contrattuali (compresi i noti accordi su incentivi, indennità infermieristica e mensa, accordi bellamente ignorati o stracciati dall’Assessorato), sarebbe nel programma di specifici incontri previsti a Gennaio. Noi saremo al tavolo di trattativa non certo per gentile concessione del signor Assessore ma in forza della nostra reale rappresentatività dei lavoratori come largamente certificata, a Genova, in Liguria e a livello nazionale dal voto dei lavoratori».

    Quanto al comportamento dell’Assessorato e della Regione «Le nostre Segreterie rispondono che ognuno è libero di comportarsi come meglio crede. Prendiamo atto che la linea di Confindustria piace molto all’Assessore e alla Regione Liguria. Risponderemo sui posti di lavoro, tra i lavoratori e giocoforza anche nelle sedi preposte a garantire il rispetto delle norme».

     

    La Fials, inoltre, si rivolge all’azienda sanitaria locale genovese (ASL 3) per segnalare una palese violazione degli accordi aziendali in materia di aggiornamento.  «Risulta alla nostra organizzazione sindacale che nella giornata del 30 novembre 2012, in coincidenza con lo sciopero generale proclamato da una sigla sindacale, questa Azienda non ha provveduto a sospendere i corsi di aggiornamento programmati scrive la Fials – Al riguardo denunciamo che sicuramente il corso TAO si è svolto normalmente nonostante dovesse essere sospeso per la concomitanza con lo sciopero».

    «Nessuna comunicazione in merito è stata mai recapitata a questa organizzazione sindacale – continua la nota della Fials – Fa specie un tale atteggiamento anche in considerazione della condizione in cui si costringono i lavoratori che in caso di “assenza al corso” si vedono negare i “crediti ECM” cui la legge li obbliga e perfino l’eventuale cancellazione dalla partecipazione ai corsi per “assenze superiori al 10%” della durata complessiva del corso».

    «La norma che dispone la sospensione dei corsi in caso di sciopero, oltre che essere eticamente corretta, risulta liberamente sottoscritta dalla Vostra Azienda come testualmente riportato:Art. 4 – Modalità di effettuazione degli scioperi (…) Nella giornata di sciopero (…), Sono altresì sospese le attività di aggiornamento obbligatorio“, testo Contratto Integrativo Aziendale SUI SERVIZI ESSENZIALI E SULLE PROCEDURE DI RAFFREDDAMENTO E CONCILIAZIONE IN CASO DI SCIOPERO DEL PERSONALE DEL COMPARTO DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE N° 3 “GENOVESE” – Giugno 2002 tutt’ora vigente», sottolinea la segreteria genovese della Fials.

    «Per quanto esposto e considerato che questa Direzione si dimostra particolarmente “attiva e puntuale” nel “contestare” presunte violazioni contrattuali ai lavoratori (vedi tra l’altro i casi recenti in corso d’opera), comprese presunte violazioni degli obblighi di partecipazione ai corsi di aggiornamento, si chiede all’Azienda di fornire ogni idonea spiegazione e di non trascurare l’obbligo di contestazione formale ai propri Dirigenti Responsabili della palese violazione di norme che risultano per altro semplici, di facile comprensione e note a tutti».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Natale 2012: visita guidata all’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli

    Natale 2012: visita guidata all’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli

    San fruttuoso di CamogliIn occasione della Notte di Natale 2012 il FAI (Fondo Ambiente Italiano) organizza una visita guidata notturna all’ Abbazia di San Fruttuoso, comprensiva di Messa di mezzanotte – con canti natalizi eseguiti dal coro Ars Antiqua – e rinfresco.

    Un battello riservato ai partecipanti dell’evento partirà dal Porticciolo di Camogli alle 22.40 per raggiungere il borgo di San Fruttuoso.

    Al termine della Messa sarà possibile visitare il complesso monastico completamente restaurato dal FAI e verrà proposto un brindisi augurale con vin brûlé a cura dell’Associazione Alpini di Rapallo, con degustazione del tradizionale pandolce di Natale della Pasticceria Budicin di Camogli.

    Ai presenti verrà inoltre offerto un omaggio di Helan Cosmesi di Laboratorio di Genova.

    Il rientro a Camogli è previsto con il battello dell’01.15.

    L’evento è organizzato dal FAI in collaborazione con la Parrocchia di San Fruttuoso, il Comune di Camogli e i Battellieri Golfo Paradiso. L’escursione costa 26 €. Info e prenotazioni ai numeri 0185 772091 o 0185 772703.

  • Angeli alle fermate Genova: un libro racconta l’associazione

    Angeli alle fermate Genova: un libro racconta l’associazione

    Angeli alle fermateDomenica 23 dicembre 2012 alle 16, presso il laboratorio sociale di vico Papa alla Maddalena, avrà luogo la presentazione di un libro che racconta le attività dell’associazione Angeli alle fermate: dopo 3 anni di vita a Genova e 6 a Bologna, 270 pagine per rivivere le storie raccolte dagli “angeli” durante le loro uscite notturne.

    Questa la scheda di introduzione al testo.

    Durante quelle lunghe notti, esposti a tutte le intemperie del caso, abbiamo conosciuto tanti esseri umani che popolano le fermate di notte. Chi ci passa e basta, chi ci vive, chi vi cerca la felicità o solo un po di compagnia, chi ci passa ma vorrebbe fermarsi, chi è fermo da tempo e vorrebbe ripartire.

    Storie allegre, storie tristi, ricordi, sogni, pezzi di vita intima, dolori, confessioni, segreti. I passeggeri alle fermate ci hanno raccontato di tutto, col cuore in mano, e così noi angeli abbiamo deciso di dare spazio a queste storie, viste attraverso i nostri occhi, e di stamparle.

    Un libro scritto a tante mani, o a tante ali, che dir si voglia. tanti racconti, spassosi, malinconici, intensi, da portarsi in treno o dal barbiere, in posta o al bar, quando aspettare può diventare un momento pieno e non una perdita di tempo, come l attesa del bus, che a volte, insieme agli angeli, è diventata più leggera, scherzosa, divertente e magica.

    Perchè il progetto degli angeli alle fermate possa riprendere, perchè gli angeli tornino a posarsi, come fiocchi di neve, sulle pensiline fredde e monotone di questa nostra stupenda città.

    Per acquistare una copia del libro e sostenere le attività dell’associazione è ufficiostampa@angeliallefermate.it.