Autore: erasuperba

  • Palazzo Tursi: la crisi irrompe in Consiglio Comunale

    Palazzo Tursi: la crisi irrompe in Consiglio Comunale

    Seduta molto movimentata a Palazzo Tursi. Tutto è ricominciato esattamente da dove ci eravamo fermati la settimana scorsa, in particolare dall’emendamento approvato in extremis al termine della precedente riunione del Consiglio Comunale, che aveva stabilito il taglio dei premi ai dirigenti.

    L’assessore Miceli, rispondendo ad un’interrogazione del consigliere Gioia, ha evidenziato che i revisori contabili del Comune hanno dato un parere negativo sulla decisione di spostare la somma prevista per i premi ai dirigenti al settore sociale. Nonostante ciò la Giunta è decisa a dare attuazione alla richiesta del Consiglio, anche perché il parere dei revisori non sarebbe vincolante. L’assessore ha anche precisato che la somma di 1.800.000 euro inserita nel bilancio 2012 si riferiva, in realtà, all’anno 2011 ed era già stata liquidata a marzo. Tale spesa è dunque ormai incomprimibile. Tuttavia, vi è l’impegno della Giunta a rispettare la modifica stabilita dall’emendamento per il triennio 2012 – 2014.

    Un altro tema portato all’attenzione degli assessori è stato quello riguardante la proliferazione delle sale da gioco a Genova, di cui ha parlato il consigliere Anzalone dell’Idv. Sul tema l’assessore Oddone ha risposto sottolineando che, su proposta del Consigliere Malatesta del Pd, è stata creata una consulta comunale permanente sul gioco che effettuerà uno studio approfondito del fenomeno. Al tempo stesso è stata confermata la volontà dell’amministrazione di eseguire controlli più accurati sulle licenze, sull’utilizzo di pubblicità ingannevoli e sul rispetto delle norme che impongono distanze minime delle sale da gioco dalle scuole.

    Si è parlato anche dello svincolo autostradale di Multedo, argomento a cui Era Superba ha dedicato ieri un approfondimento. Gli altri temi sollevati dai consiglieri hanno riguardato alcune misure urgenti per la prevenzione degli incendi boschivi (Lauro del Pdl) e i tagli al corpo della polizia municipale (Rixi della Lega).

    Proprio quando la seduta stava entrando nel vivo e proprio mentre si stava affrontando il punto uno dell’ordine del giorno riguardante la situazione economica della città, la crisi economica ha fatto il suo ingresso nell’aula consiliare.

    Ma questa volta non sono stati i consiglieri o gli assessori a sollevare il problema, bensì un gruppo di lavoratori dell’AMIU Bonifiche, azienda a cui AMIU subappalta da anni la pulizia dei torrenti e il diserbo della città. Una quindicina di persone sono entrate direttamente in Sala Rossa mostrando un lungo striscione e urlando con decisione: «Non ce ne andiamo finché non ci date un lavoro!» La protesta nasce dal mancato rinnovo del contratto a sette lavoratori che da anni venivano impiegati stagionalmente da AMIU Bonifiche.

    L’azienda controllata dal Comune avrebbe mantenuto circa una ventina dei contratti a tempo determinato già esistenti, sostituendo i rimanenti sette con altri dipendenti interni a tempo indeterminato. I lavoratori, che nelle settimane scorse avevano già incontrato in diverse occasioni l’assessore Oddone, hanno chiesto fatti concreti alla nuova amministrazione. Alcuni di loro si sono riuniti con i capigruppo e dall’incontro è trapelato che proprio i sette non confermati avrebbero chiesto ad AMIU di essere stabilizzati, visto che da anni venivano chiamati regolarmente ad effettuare operazioni di diserbo. Solo dopo la conferma della convocazione lunedì mattina della Commissione Sviluppo Economico con i vertici dell’AMIU e i sindacati, gli occupanti hanno lasciato progressivamente l’aula.

    Alla ripresa dei lavori diversi consiglieri hanno evidenziato la necessità di fare chiarezza sulle ragioni dei licenziamenti, ma al tempo stesso hanno espresso il proprio disappunto per le modalità della protesta, sottolineando la gravità dell’episodio. «Il problema è che noi abbiamo ascoltato questi lavoratori non perché le loro ragioni fossero fondate, anche se sembrano tutt’altro che infondate, ma semplicemente perché hanno interrotto la seduta» ha osservato Enrico Musso. Sul punto è intervenuto lo stesso sindaco sottolineando che «non è giustificabile la messa in ostaggio del Consiglio Comunale», ma la forte tensione sociale richiede di anteporre il dialogo a qualsiasi altro tipo di reazione. Però Doria ha voluto anche ribadire che non servono le irruzioni perché la Giunta ha ascoltato sia i lavoratori sia l’azienda: «tutto è da verificare, ma nel momento in cui approviamo un bilancio in cui si parla di valorizzazione delle aziende controllate dal Comune e controllo dei costi, non possiamo dire ad un’azienda che tenta di far svolgere il proprio lavoro a dei lavoratori interni che ha sbagliato».

    Che la situazione economica della città sia grave diventa ancora più chiaro quando l’assessore Oddone riprende la relazione che aveva dovuto interromprere per l’ingresso inatteso dei lavoratori dell’AMIU. I nodi da sciogliere sono moltissimi: la chiusura della centrale del latte di Genova, il rinnovo degli appalti di Iren per le manutenzioni delle condutture, la possibile cessione di Ansaldo Energia e Ansaldo STS da parte di Finmeccanica.

    Minimo comune denominatore di tutte queste crisi aziendali è il rischio di perdere ulteriori posti di lavoro. Per questo l’amministrazione comunale sta cercando di trovare soluzioni che permettano di salvaguardare i dipendenti diretti delle aziende e dell’indotto. In particolare l’assessore Oddone ha spiegato che il Comune tenterà di convincere la multinazionale Lactalis ad evitare la chiusura della centrale del latte, ma valuterà anche soluzioni alternative con l’intervento di imprenditori locali.

    Per la questione Iren si è firmato un protocollo d’intesa che prolunga l’appalto per la manutenzione fino a dicembre, ma si tratta di una soluzione provvisoria. Più complessa la questione Finmeccanica, sulla quale la decisione spetta soprattutto al governo nazionale, in particolare al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che controlla le aziende pubbliche statali. In realtà, dall’incontro che il Presidente della Regione Burlando e il Sindaco Doria hanno avuto il 19 giugno con il Ministro dello Sviluppo Passera non sono emerse risposte chiare, soprattutto perché la società è quotata in borsa e le scelte dirigenziali dipendono da più azionisti. Il Consiglio ha anche approvato un documento sottoscritto da tutti i capigruppo, ad eccezione del M5S, sulla situazione di Finmeccanica, in cui si esprime preoccupazione per la volontà del consiglio di amministrazione e del Governo di cedere le aziende del settore civile per concentrarsi sul settore militare. Ciò che manca, si legge nel documento, è «una chiara strategia industriale, specialmente sullo sviluppo di nuovi prodotti». La volontà degli enti locali (Regione, Comune e Provincia) è quella di proteggere i gioielli industriali di Genova, ma il destino di queste aziende è ancora molto incerto.

    Infine si è discusso del progetto Erzelli. Benché il sindaco e l’assessore allo Sviluppo ritengano positiva la decisione di Siemens di spostare i propri uffici presso il nuovo polo insieme a Ericsson, diversi aspetti preoccupano i consiglieri. Musso in particolare si chiede come mai Siemens non abbia accettato un finanziamento pubblico di 25 milioni di euro per il proprio spostamento e sottolinea anche la ritrosia dell’Università al trasferimento della Facoltà di Ingegneria sulla collina in cui sorgerà il nuovo polo tecnologico. Vicende che creano diverse ombre sulla buona riuscita del progetto. Anche Enrico Pignone, capogruppo della Lista Doria, non reputa positivo che tutte le aziende stiano decidendo di affittare i locali agli Erzelli invece di comprarli. «Se io credessi nel progetto, forse, investirei comprando quelle aree» ha sostenuto il consigliere.

    Oltre ai dubbi sulla capacità di mantenere a Genova la forza produttiva esistente, sono grandi anche le incertezze per lo sviluppo futuro della città. È proprio il caso di dirlo: Genova Era Superba, un tempo, e ora cosa diventerà?

    Federico Viotti 

  • Nervi, piscina del porticciolo: oltre mille firme per dire no alla chiusura

    Nervi, piscina del porticciolo: oltre mille firme per dire no alla chiusura

    NerviLa piscina Mario Massa di Nervi – storico impianto intrinsecamente legato al quartiere levantino – dove a partire dagli anni ’60 si svolgono attività sportive capaci di coinvolgere numerosi residenti e non solo, è stata chiusa il 15 maggio scorso a causa degli insostenibili costi di gestione che hanno costretto la Sportiva Nervi, società che gestiva la struttura, a gettare la spugna.

    A partire da quella data i cittadini si sono mobilitati per protestare vivacemente contro questa decisione. Così è nata una pagina facebook “Salviamo la piscina Massa di Nervi” che ha raccolto l’adesione di diversi iscritti nel giro di pochi giorni e contemporaneamente è partita una raccolta firme.
    Per quanto riguarda le istituzioni locali, il giovane consigliere Udc, Federico Bogliolo ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere che «Questo nuovo ciclo amministrativo affronti la questione assumendosi le debite responsabilità».

    La chiusura è stata determinata da un aggravarsi delle condizioni tecniche dell’impianto, come ricorda Bogliolo «Le criticità legate all’impianto sportivo della piscina Mario Massa di Nervi, sono purtroppo note da parecchi mesi e la chiusura avvenuta il 15 maggio segna una profonda ferita nonché una delusione per chi in questo periodo ha cercato di evitare questo episodio davvero infelice. Ma sono altrettanto convinto che vada immediatamente cercata una soluzione che consenta e garantisca un nuovo programma di interventi mirati».
    Da un lato i minori contributi, dall’altra l’usura dovuta al trascorrere del tempo, hanno deteriorato il complesso sportivo che oggi necessita di interventi onerosi. «La piscina attualmente presenta diverse fenditure con conseguenti esose perdite d’acqua – spiega il consigliere del Municipio Levante – nel 2006 si spendeva per l’acqua intorno ai 10.251 euro, nel 2007 siamo passati a 23.154 euro e nel 2010 addirittura a 74.481 euro, questo anche perché, ad oggi, la piscina è priva di uno scolmatore per il riciclo e la depurazione delle acque».

    La raccolta firme si è rivelata un successo superando quota mille: i cittadini dicono No alla chiusura e richiedono un intervento del Comune di Genova. La petizione è stata consegnata al consigliere Bogliolo che a sua volta la girerà all’amministrazione comunale.
    «Le oltre 1000 firme, ottenute in un breve arco di tempo ed in maniera totalmente spontanea, testimoniano quanto la piscina Mario Massa sia nei cuori dei nostri cittadini – commenta Federico Bogliolo – Giustamente i cittadini fanno appello per salvare la piscina. Su questo punto è opportuno non solo intervenire attraverso operazioni di facciata ma mediante un intervento indirizzato al restauro completo dell’intero impianto. Sono troppe le criticità emerse, dovute sia all’usura, sia al non sempre effettivo interessamento delle precedenti amministrazioni locali che hanno preferito il “bagno delle parole” piuttosto che atti concreti».

    Dopo il disimpegno della Sportiva Nervi, la struttura è passata nelle mani del Comune che ora dovrà decidere quale sarà il suo destino.

    La notizia è che la piscina potrebbe riaprire, esclusivamente per la stagione estiva, grazie alla disponibilità dei dipendenti di Bagni Marina Genovese (società partecipata al 100% da Palazzo Tursi, si occupa della gestione degli impianti balneari comunali) che quest’anno non gestisce direttamente lo stabilimento di Vesima. Ma in fin dei conti si tratterebbe di una sorta di palliativo e non certo della soluzione definitiva.

    In pratica il Comune di Genova ha tre opzioni davanti a sè: investire una considerevole quantità di risorse economiche per riqualificare completamente l’impianto, chiuderlo definitivamente dando uno schiaffo alla delegazione di Nervi; oppure sperare in eventuali proposte da parte di soggetti privati interessati alla gestione della storica piscina.

    «Basta con la politica dei “tapulli”, non possiamo rimandare a un futuro non definito quello che avrebbe già dovuto esser fatto – conclude Bogliolo – Adesso è arrivato il momento che il Comune dica che cosa intende fare: chiudere la piscina oppure provare a salvarla. Ma non per l’estate, per sempre».

     

    Matteo Quadrone

  • Ospedale pediatrico Gaslini e Alitalia: tariffe agevolate per i pazienti dell’istituto

    Ospedale pediatrico Gaslini e Alitalia: tariffe agevolate per i pazienti dell’istituto

    Tariffe agevolate a favore dei pazienti dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova che si devono recare nel capoluogo ligure per esami, ricoveri, visite mediche o altre prestazioni ambulatoriali.

    Questo il risultato dell’accordo stipulato fra Alitalia, l’ospedale pediatrico Gaslini e la “Flying Angels Foundation Onlus” – che si occupa di organizzare viaggi per i bambini malati – prevede che i pazienti e i loro accompagnatori che voleranno a Genova con Alitalia potranno acquistare biglietti a tariffe scontate fino al 35%, compatibilmente con la disponibilità di posti al momento della prenotazione.

    L’agevolazione è valida per tutti i voli verso Genova, diretti o con scalo, in partenza dagli aeroporti nazionali serviti da Alitalia.

    I biglietti a queste tariffe agevolate non sono soggetti a limiti di permanenza e consentono di modificare la prenotazione in qualsiasi momento con il pagamento di una integrazione di soli 20 euro.

    Dopo aver prenotato una visita medica, un ricovero o un esame presso il Gaslini, il paziente e i suoi accompagnatori potranno prenotare i biglietti Alitalia a tariffe agevolate contattando la “Flying Angels Foundation Onlus” all’indirizzo email convenzionealitalia@flyingangelsonlus.org.

    Grazie a una partnership con l’Acquario di Genova, a tutti i piccoli pazienti che si recano all’Istituto Gaslini viene inoltre offerta la possibilità di accedere gratuitamente alla nota struttura genovese. I loro accompagnatori pagheranno un biglietto a tariffa agevolata.

  • Teatro Carlo Felice: bando per le audizioni al Coro Voci Bianche

    Teatro Carlo Felice: bando per le audizioni al Coro Voci Bianche

    Teatro Carlo FeliceLa Fondazione Teatro Carlo Felice ha indetto un bando di concorso per selezionare tramite audizione nuovi componenti del coro voci bianche. Le selezioni sono aperte a ragazze e ragazzi di età compresa approssimativamente fra gli 8 e i 13 anni (maschi) e tra gli 8 e i 18 anni (femmine).

    La domanda – scaricabile dal sito del Teatro Carlo Felice – dovrà essere inviata entro il 1 settembre 2012 via mail a corovocibianche@carlofelice.it oppure tramite raccomandata a
    Fondazione Teatro Carlo Felice
    Direzione Artistica
    Coro Voci Bianche
    Passo Eugenio Montale 4
    16121 Genova

    Le audizioni saranno condotte dal M° Gino Tanasini, responsabile del coro, nella seconda metà di settembre. I ragazzi e ragazze selezionati dovranno obbligatoriamente frequentare la Scuola di canto corale gratuita organizzata dal Teatro (pena l’esclusione dal coro) e che si terrà in uno spazio all’interno del Carlo Felice con la cadenza di tre prove ogni due settimane (ogni lunedì non festivo e il mercoledì ogni quindici giorni) con durata di due ore, dalle 17 alle 19.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Mafia: gli anni delle stragi raccontate nel docu-film “Uomini soli”

    Mafia: gli anni delle stragi raccontate nel docu-film “Uomini soli”

    La rassegna di cinema itinerante “Libero Cinema in Libera Terra”, promossa come ogni anno da Cinemovel Foundation in collaborazione con Libera, quest’anno arriva a Genova.

    Il Presidio “Francesca Morvillo” di Libera Genova invita i cittadini, mercoledì 4 luglio 2012, alle ore 21.30, presso i Giardini di Villa Bombrini di Genova Cornigliano, ad assistere alla proiezione gratuita del docu-film “Uomini Soli” di Paolo Santolini, che prende spunto dall’ultimo libro di Attilio Bolzoni, “Uomini Soli”.
    Alla serata parteciperà anche il Magistrato della Direzione Nazionale Antimafia, Dott.ssa Anna Canepa.

    Attilio Bolzoni, inviato del quotidiano La Repubblica, racconta gli anni delle stragi, trent’anni dopo. Torna a Palermo e ripercorre le strade dove furono ammazzati Pio La Torre, Carlo Alberto dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

    Il viaggio del cronista parte dal quadrilatero dei cadaveri eccellenti. Da quelle strade dove, nei primi anni Ottanta, persero la vita Calogero Zucchetto, l’agente della mobile di Palermo che “cacciava” latitanti, il magistrato antimafia Rocco Chinnici, l’allora presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella.
    In quei giorni, i giornali titolavano ”Palermo come Beirut”, ma in realtà, spiega Bolzoni «Palermo era peggio di Beirut. La città mattatoio era questa». Soltanto nel 1982 ci furono 148 morti nel capoluogo siciliano.
    «Ricordo i luoghi, gli odori, le facce, sono cose che non ho mai dimenticato – continua Bolzoni – Palermo mi ha lasciato delle cicatrici. E non c’è anestesia che lenisca il dolore».

    Pio La Torre, segretario del partito comunista italiano della Sicilia, il generale dei carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, erano quattro italiani fuori posto. Personaggi veri per un’Italia fatta di trame, di egoismi e di convenienze. Quattro persone che facevano paura al potere. Uomini per bene diventati facili bersagli perchè lasciati da soli a combattere.

    «Ho appena sfiorato Pio La Torre e il generale Dalla Chiesa, da giovanissimo reporter al giornale L’Ora – racconta Bolzoni – Più profondo il legame con Falcone e Borsellino, da corrispondente di Repubblica in Sicilia per un quarto di secolo. “Uomini soli” sono La Torre, Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino perché sono stati italiani troppo diversi e troppo soli per avere un’altra sorte».

    Il primo omicidio che fece tremare il Paese fu quello comminato a Pio La Torre, il 30 aprile 1982. «Ero lì quella mattina – continua Bolzoni – Pio La Torre era diventato un uomo pericoloso, si era messo in testa che diventare mafioso doveva essere reato. I missili della Nato a Comiso non li voleva. E di Palermo diceva: “questa è una città dove si fa politica con la pistola”».

    Il secondo “uomo solo” fu il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa «Dicevano che Dalla Chiesa non avesse capito niente di Palermo – sottolinea Bolzoni – Ma Carlo Alberto aveva capito tutto. Il suo testamento fu un’intervista che rilasciò a Giorgio Bocca: “La mafia è cauta, ti verifica da lontano. Si uccide il potente quando avviene questa combinazione fatale: è diventato troppo pericoloso ma si può uccidere perché è isolato“».

    La storia più terribile, pero, rimane quella di Giovanni Falcone. Un altro uomo solo, abbandonato dallo Stato. «Era un vero rivoluzionario, è vero che la rivoluzione chiede tempo e noi non glielo abbiamo dato», afferma Alessandra Camassa, magistrato che collaborava con il giudice Falcone.

    Infine il docu-film si conclude con la Strage di Via d’Amelio. Quando una 126 carica di tritolo, ubicata sotto casa della mamma di Paolo Borsellino, fece saltare in aria l’ultimo “uomo solo”, Paolo Borsellino, insieme agli agenti della sua scorta.

  • Luci sui Forti: alla Lanterna festival di teatro e danza

    Luci sui Forti: alla Lanterna festival di teatro e danza

    LanternaDa mercoledì 4 a domenica 15 luglio 2012 torna a Genova una nuova edizione del festival teatrale estivo Luci sui forti, che anche quest’anno si tiene alla Lanterna.

    Questo il programma.

    Da mercoledì 4 a domenica 8 luglio: L’ora che volge il disio ai naviganti e intenerisce il core, a cura della compagnia Gli amici di Jachy con la regia di Paolo Pignero e coreografie di Paola Grazzi. Lo spettacolo ha come protagonisti personaggi di fantasia che hanno a che fare con il mare, tra i quali Capitan Uncino, il Capitano Achab, Pinocchio e Nemo. Prezzo del biglietto 10 euro.

    Lunedì 9 giugno: Mugugno libero, a cura degli studenti dell’Istituto Majorana – Giorgi. Due studenti appartenenti al gruppo teatrale della scuola mettono in scena le due facce di Genova: una poetica e ottimista, l’altra riservata e pessimista. Regia di Gianni Masella, parte danzata a cura di Ilaria Rocchi. Biglietto di ingresso a offerta libera.

    Da mercoledì 11 a domenica 15 luglio: Peter Pan, con la compagnia La Pozzanghera e regia di Lidia Giannuzzi. Prezzo del biglietto 10 euro.

    Tutti gli spettacoli iniziano alle 21.

    [foto di Diego Arbore]

  • Mediatic: anche Genova nel progetto europeo sulle nuove tecnologie

    Mediatic: anche Genova nel progetto europeo sulle nuove tecnologie

    EuropaIl Comune di Genova – Ufficio Cultura e Città è una delle dieci istituzioni europee che partecipano al progetto Medi@tic, istituito a Siviglia lo scorso aprile e volto ad analizzare le opportunità di sviluppo economico del settore audiovisivo e dei mezzi di comunicazione in relazione alle nuove tecnologie.

    Il progetto riguarderà tre ambiti di interesse: l’animazione e gli effetti digitali, la produzione di contenuti digitali per le nuove device mobili e la cooperazione tra imprese del settore audiovisivo.

    La partecipazione a questo progetto rientra nella visione strategica della città di puntare sulle industrie creative come motore di sviluppo economico ed occupazionale, cominciata con la partecipazione al progetto europeo Creative Cities.

    Il progetto, che avrà durata triennale e terminerà nel Dicembre 2014 ha un budget complessivo di 1.747.721 di euro.

    Le altre città europee coinvolte sono Siviglia e San Sebastian (Spagna), Kristiansand (Norvegia), Derry (Regno Unito), Bielsko-Biala (Polonia), Cork (Irlanda), Balzan (Malta), Donegal (Irlanda) e la regione di Vidzeme (Lettonia).

    Per informazioni e contatti:
    Emilia Marieta Saglia – project manager: emiliamarieta@comune.genova.it
    Fabio Tenore – communication manager: ftenore@comune.genova.it

    A breve sarà attivo il sito www.mediaticproject.eu.

  • Multedo: svincolo autostradale, una soluzione “provvisoria” che dura da 50 anni

    Multedo: svincolo autostradale, una soluzione “provvisoria” che dura da 50 anni

    Oggi in Sala Rossa a Palazzo Tursi, il consigliere comunale Paolo Gozzi (Pd) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata (art. 54) in merito al mai risolto problema dello svincolo autostradale di Multedo.

    «L’uscita del casello autostradale di Multedo consiste in una stretta serpentina fra le case, quotidianamente congestionata da un intenso flusso di traffico, reso esasperato da un continuo passaggio di mezzi pesanti –ricorda Gozzi – Gli abitanti convivono con pericolose manovre frequentemente messe in atto dagli autoarticolati che si trovano, spesso, in una difficile situazione di manovra».
    Parliamo di uno svincolo che si trova in questa situazione da cinquant’anni «Come tante altre cose in Italia, una soluzione provvisoria è diventata definitiva», ha sottolineato il consigliere Pd.
    «In ormai datati Puc la soluzione al problema veniva individuata in un raccordo che, transitando sul terreno occupato dall’Azienda Carmagnani, collegasse direttamente il casello all’Aurelia, eliminando la serpentina fra le case – spiega Gozzi – È nota l’annosa questione della mai risolta dislocazione di Carmagnani che, di fatto, ha portato all’accantonamento di un progetto complesso ma che rappresenta l’unica vera soluzione al problema».

    «In seguito ad alcuni incidenti, fra cui uno, fortunatamente non letale, che ha coinvolto una mamma con il passeggino, durante l’attraversamento della strada, Autostrade ha avanzato un progetto di allargamento del raggio della curva, a scapito dei giardini pubblici “John Lennon”», continua Gozzi.
    Un intervento duramente contestato dagli abitanti in occasione di un’affollatissima assemblea pubblica tenutasi lo scorso marzo. «I cittadini lo considerano un semplice palliativo incapace di risolvere una situazione divenuta intollerabile», ribadisce il consigliere Pd.
    Il progetto di Autostrade prevede una semplice riprofilatura della curva di via Reggio «Una non-soluzione, che non sgraverebbe Multedo da un flagello quotidiano, quello dei mezzi pesanti in manovra, a pochi centimetri da case, scuole ed impianti sportivi, con grande pericolo per i passanti – continua Gozzi – l’assemblea pubblica ha ribadito una cosa chiara: l’incompatibilità di Carmagnani e Superba con il tessuto abitativo circostante e non solo per questioni ambientali. L’unica soluzione davvero risolutiva per il quartiere, infatti, vedrebbe l’uscita del casello autostradale dirigersi dritta verso l’Aurelia, oltrepassando il terreno occupato dall’azienda».

    «Durante la citata assemblea pubblica l’allora Assessore alla Viabilità del Comune di Genova, Simone Farello, invitava Autostrade a bloccare il progetto – spiega il consigliere Pd – inoltre prometteva di promuovere uno studio del flusso dei mezzi pesanti per valutarne le ricadute e studiare una possibile interdizione del loro traffico, per quanto riguarda la “serpentina” di Multedo, nelle ore diurne più critiche, con l’intento di sgravare il quartiere da una pesante servitù, una delle tante che l’attanagliano e contestualmente rendere superfluo l’intervento».
    «Da marzo 2012, non si hanno più notizie né del progetto, né dello studio – conclude Gozzi – con l’interrogazione chiedo notizia circa lo stato del progetto di Autostrade e le intenzioni del Comune circa la promozione dello studio che ritengo tutt’oggi utile e dovuto».

    Anche il consigliere Antonio Bruno (Federazione della Sinistra) ha presentato un articolo 54 sulla medesima questione.
    «L’attuale Puc non prevede più l’alternativa del passaggio nell’area Carmagnani, considerata Distretto di Trasformazione – spiega Bruno – L’unica soluzione praticabile, oggi è stata cancellata. Probabilmente per consentire una maggiore valorizzazione economica dell’area interessata. L’esame delle osservazioni presentate al Puc deve essere l’occasione per rivalutare questa prospettiva. Anche perché l’ipotesi di ridurre lo spazio a servizio del quartiere è negativa».

    Ha risposto il vice sindaco nonché assessore con delega all’urbanistica, Stefano Bernini «L’intervento a cui si fa riferimento era frutto di un’intesa tra Regione, Autostrade e Ministero dei Trasporti, legato ad un progetto più ampio di riqualificazione/adeguamento delle uscite autostradali – spiega Bernini – Certo il casello di Multedo desta preoccupazione per i motivi sopracitati. Ma il Comune, già dal 2010, ha fornito delle indicazioni ad Autostrade, in merito alla necessità di garantire la sicurezza dei pedoni e dei cittadini che abitano in zona».

    «Nel luglio 2010 il progetto di Autostrade è stato approvato presso il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche di Lombardia e Liguria – ricorda l’assessore – Quindi la società ha tutte le autorizzazioni necessarie per realizzare intervento. Probabilmente le perplessità e le proteste degli abitanti hanno convinto Autostrade a fermarsi. E finora, in mano all’amministrazione comunale, non è pervenuto neppure lo studio sul flusso dei mezzi pesanti. Chiederemo che lo studio venga eseguito al più presto considerando che, nel prossimo futuro, il casello sarà gravato da un maggior traffico di camion diretti in Val Varenna, dove sarà conferito lo smarino proveniente dagli scavi per la realizzazione delle gallerie del Nodo ferroviario».

    Per quanto riguarda l’area Carmagnani, Bernini aggiunge «Il percorso di valutazione delle osservazioni al Puc è il luogo idoneo dove affrontare la questione. Inoltre occorrerà considerare l’adeguamento logistico dell’area ed in questa fase sarà possibile tornare a valutare attentamente tutte le alternative».

     

    Matteo Quadrone

  • Genova città dei teatri: bando di concorso per videomaker

    Genova città dei teatri: bando di concorso per videomaker

    regiaIl portale del Comune di Genova www.genovateatro.it festeggia il suo primo anno di attività proponendo un bando di concorso rivolto a giovani aspiranti videomaker che vivono, lavorano o studiano in Liguria e di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

    Entro il 31 agosto si potrà partecipare alla campagna di comunicazione, realizzando un breve video promozionale della durata massima di 1 minuto e mezzo il cui tema è il patrimonio di “Genova città dei teatri” e in particolare il servizio di aggregatore offerto dal portale web.

    Si può partecipare individualmente o in gruppo purché il 50% dei componenti non superi l’età di 35 anni. Ogni autore/gruppo dovrà essere registrato alla banca dati Gai (Giovani Artisti Italiani) del portale www.genovacreativa.it. Il video dovrà essere pubblicato in rete su Youtube o Vimeo e linkato nel profilo personale all’interno della Banca Dati Gai.

    I premi finali sono:
    – 1.000 euro
    – abbonamento per due persone per assistere a 12 spettacoli nella stagione 2012–2013
    – una giornata di utilizzo della sala di posa di Genova Liguria Film Commission
    – diritto alla pubblicazione sul sito www.genovateatro.it, sul sito www.genovacreativa.it e sulla pagina Facebook di Genovateatro.

  • Porto: terminati i lavori per l’impianto fotovoltaico nel cantiere San Giorgio

    Porto: terminati i lavori per l’impianto fotovoltaico nel cantiere San Giorgio

    In questi giorni sono terminati i lavori per l’installazione di un nuovo impianto fotovoltaico presso il cantiere navale di San Giorgio del Porto.

    Un impianto fotovoltaico da 100 kW assicurerà una percentuale importante del fabbisogno elettrico di questa storica area portuale  – che si estende su una superfice di oltre 33 mila metri quadrati, di cui 5.800 coperti, con 1.150 metri lineari di ancoraggio debitamente equipaggiati – dedicata alle riparazioni navali.

    L’installazione – la prima nell’area delle riparazioni navali del porto di Genovagarantirà al cantiere, annualmente, un risparmio energetico pari a circa il 30% degli attuali consumi strutturali (officina, illuminazione banchine, uffici) ed un beneficio ambientale stimabile in circa 73,5 tonnellate in meno di anidride carbonica.

    I moduli fotovoltaici – 320 pannelli in silicio policristallino e 136 nastri in silicio amorfo, per una superficie complessiva di circa 1.500 m2 – sono stati posizionati in totale integrazione con la copertura del cantiere e assicurano una produzione annuale di energia di circa 110.000 kWh.

    La realizzazione del nuovo impianto, del valore complessivo di circa 500 mila euro, si inserisce nelle politiche ambientali di San Giorgio del Porto (il cantiere è certificato ISO 14001) e segue le linee guida promosse dall’Autorità portuale nell’ambito del Piano energetico ambientale del Porto di Genova.

  • Università di Genova: test di ingresso a Medicina unito a Torino

    Università di Genova: test di ingresso a Medicina unito a Torino

    Università, cambiano le regole: a partire dal prossimo anno accademico le 11 facoltà saranno accorpate in 5 Scuole, i dipartimenti diventeranno 22 rispetto ai 54 precedenti, snellimenti e accorpamenti toccheranno ogni ambito, dalle biblioteche ai laboratori.

    Non solo: da quest’anno ci sarà anche un accorpamento tra Atenei, con esami di ammissione validi per più città. Il primo passo in questo senso arriva dalle facoltà di Medicina: l’esame di ammissione, identico per tutta Italia e che si terrà il prossimo 4 settembre, prevederà 774 posti validi sia per Genova sia per Torino, precisamente ripartiti in 265 a Genova, 389 a Torino e 120 nell’ateneo San Luigi Gonzaga.

    Ogni studente dovrà indicare la città di preferenza: chi otterrà un voto alto potrà scegliere, mentre per tutti gli altri la destinazione sarà decisa dal Ministero. Tra questi ultimi, chi rinuncerà alla sede scelta risulterà non ammesso.

    Marta Traverso

  • Fegino, Centrale del latte: manifestazione dei lavoratori

    Fegino, Centrale del latte: manifestazione dei lavoratori

    Stamattina alle ore 10 i lavoratori della Centrale del Latte di Genova si concentreranno in Largo Pertini per poi dirigersi in Prefettura dove è stato fissato un incontro con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. La preoccupazione è fortissima in quanto il Gruppo Parmalat ha annunciato la chiusura dello stabilimento genovese che occupa attualmente 63 dipendenti diretti e circa 150 indiretti tra produttori, cooperative di raccolta latte ed appalti.

    La manifestazione, alla quale parteciperanno anche gli agricoltori con i loro mezzi meccanici, precede di un giorno la presentazione ufficiale a Parma da parte del Gruppo del piano industriale nel quale potrebbe essere ufficializzata la chiusura di Genova e di altri siti produttivi del Paese.

    Ieri pomeriggio, in azienda, si è svolta una partecipata assemblea sindacale alla quale hanno preso parte alcuni parlamentari liguri, consiglieri regionali, comunali e dove si è deciso di continuare la battaglia per difendere e rilanciare il prestigioso marchio genovese contro questo grave atto di dismissione industriale e speculazione finanziaria che darebbe il colpo di grazia alla nostra filiera agroalimentare.

  • Terzo Valico di Genova, una contesa senza fine

    Terzo Valico di Genova, una contesa senza fine

    IL PRECEDENTE

    3 luglio 2011: a Genova si svolge una grande manifestazione di piazza che vede uniti imprenditori e pubblica amministrazione a sostegno del progetto di Terzo Valico. Nonostante il giorno precedente il comitato pendolari Genova – Milano abbia definito “opera fantasma” il progetto, difendendo ancora una volta l’idea che migliorare le linee già esistenti renderebbe superflua la costruzione di un nuovo valico, la Sindaco di Genova Marta Vincenzi è di parere opposto. “Senza il Terzo Valico Genova e il suo porto non saranno collegati a Milano, al Nordovest e all’Europa“, è l’opinione del primo cittadino.

    Il corteo è partito dalla sede della Regione in piazza De Ferrari (presente anche il governatore Claudio Burlando) ed è arrivato fino a Largo Lanfranco, dove i manifestanti – praticamente tutti i principali esponenti dell’economia genovese – hanno consegnato al prefetto una richiesta formale perché il Governo si impegni a sostenere l’avanzamento dell’opera.

    IL PRESENTE

    Riportare indietro di un solo anno la nostra macchina del tempo è decisamente poco per spiegare la portata della situazione: il Terzo Valico è una delle tante questioni spinose su cui pubblica amministrazione, imprese e cittadinanza dibattono da anni alla ricerca di una soluzione che metta d’accordo tutti ma che di fatto non arriva mai.

    Proviamo a fare il punto, ripercorrendo quanto è accaduto e sta accadendo negli ultimi mesi: l’anno appena trascorso era terminato con la quasi-certezza che i cantieri sarebbero partiti a gennaio, dato che nel passaggio dal governo Berlusconi al Governo Monti erano stati stanziati complessivamente un miliardo e 800 milioni di euro per il progetto.

    Di fatto è ancora tutto bloccato anche se sono stati mossi i primi passi per aprire i cantieri: la Valpolcevera è un cantiere a cielo aperto, che fra Terzo Valico, Gronda e inceneritore ha davanti a sé un futuro incerto e soprattutto la contrarietà degli abitanti a un progetto che mette a rischio la sicurezza e la vivibilità del quartiere, soprattutto nella zona di Trasta.

    Se  favorevoli e contrari difendono le loro posizioni senza muoversi di un millimetro, è allarmante la disinformazione generale sui contenuti e l’impatto del progetto, in un’analisi dei pro e dei contro che esca fuori da ogni logica di contestazione.
    Intanto, in questa inchiesta, trovate una spiegazione approfondita su cos’è il nodo ferroviario di Genova, quali sono le tempistiche dei lavori e quali prospettive future.

    Marta Traverso

  • Veicoli elettrici: progetto del Comune per l’installazione delle colonnine di ricarica

    Veicoli elettrici: progetto del Comune per l’installazione delle colonnine di ricarica

    Un progetto, nato dalla collaborazione fra Ecomission – azienda leader assoluta, in Italia, per quanto riguarda il mercato della mobilità elettrica su due ruote – e la Direzione Mobilità del Comune di Genova, mira ad incentivare la diffusione dei veicoli elettrici nella nostra città. Grazie alla collaborazione con l’amministrazione comunale, Ecomission posizionerà gratuitamente delle colonnina elettriche per la ricarica dei veicoli presso tutte le scuole medie superiori che aderiranno al progetto, presentando richiesta per l’installazione.

    «Riteniamo che i giovani potrebbero essere il motore trainante di questo mercato che in tutto il mondo sta registrando enormi consensi, un vero e proprio boom – spiega Walter Pilloni, presidente di Ecomission, ramo aziendale di Teknit con sede a Sestri Ponente – Questo è ancora più significativo se si pensa che i mezzi elettrici risolvono diversi problemi ambientali ed economici».

    Ecomission è ufficialmente entrata nella graduatoria di un bando dell’Unione Europea, patrocinato dalla Regione Liguria (Progetto Operativo Regionale FESR 2007-2013), che prevede il finanziamento del 30%, con fondi europei, di un progetto industriale sostenibile.

    «Grazie al contributo sull’investimento messo a disposizione dalla FILSE stiamo realizzando un certo numero di colonnine per ricaricare scooter elettrici – spiega Pilloni – Al termine del progetto siamo disposti a regalare, a soggetti pubblici o privati che ne faranno richiesta, il frutto del nostro lavoro». Questa sarà l’occasione per sensibilizzare gli amministratori locali sul grande tema dello sviluppo delle infrastrutture di ricarica, indispensabili per rendere effettivamente fruibili a tutti i cittadini i veicoli elettrici.

    A Genova il problema della mobilità è uno dei tanti nodi critici che affliggono la città: 250.000 persone hanno deciso di usare le due ruote «Se così non fosse, la viabilità urbana sarebbe paralizzata per gran parte della giornata – sottolinea Pilloni – Chi utilizza lo scooter o la moto va premiato attraverso l’implementazione delle infrastrutture e attraverso benefit nel caso di sostituzione del vecchio mezzo endotermico con un mezzo elettrico».

    Il progetto di Ecomission e Comune prevede l’installazione delle colonnine presso una ventina di scuole medie superiori genovesi che potranno candidarsi autonomamente per ottenere gratuitamente le infrastrutture di ricarica e collocarle negli spazi esterni adiacenti agli edifici scolastici.

    «Gli uffici competenti del Comune incoraggeranno il progetto semplificando le pratiche burocratiche legate al posizionamento della colonnina sul suolo aperto al pubblico – conclude Pilloni – La direzione di Ecomission invierà una lettera a tutti i licei genovesi sottoponendo loro il progetto. Siamo sicuri che le candidature non tarderanno ad arrivare. L’iniziativa potrebbe prendere il via a settembre, coincidendo simbolicamente con la Settimana europea della mobilità sostenibile».

     

    Matteo Quadrone

  • Internet wifi gratis a Genova: il progetto di Federfarma

    Internet wifi gratis a Genova: il progetto di Federfarma

    wifi gratisLa rivoluzione digitale a Genova passa dalle farmacie: è stato presentato alcuni giorni fa il progetto della sede locale di Federfarma, in collaborazione con Vallicom Srl, che da settembre 2012 garantirà la copertura wifi gratuita a tutti i quartieri della città grazie ai ripetitori che verranno progressivamente installati nelle farmacie della provincia di Genova.

    Un’iniziativa che ha avuto come capofila la farmacia Serra di Voltri – il cui titolare Edoardo Schenardi è il segretario di Federfarma Genova – che da alcuni mesi ha attivato nella propria sede un hot spot wifi. La prima fase del progetto, che partirà appunto da settembre, riguarderà 78 farmacie: la copertura wireless sarà garantita fino a 50 utenti in contemporanea sia all’interno sia all’esterno per un raggio di 300 metri.

    Si potrà accedere al servizio gratuitamente e senza scaricare alcun software: basta registrare il proprio numero di cellulare e si riceverà immediatamente la password di accesso via sms, valida per tutti gli hotspot coperti dal servizio. Si potrà navigare gratis, senza limiti di tempo e nel più totale rispetto della privacy.

    Dopo mesi di battaglie tra pubblica amministrazione e aziende private per la gestione del wifi cittadino, a mettere in piedi un progetto concreto arriva un concorrente terzo piacevolmente inaspettato: il settore sanitario diventa servizio pubblico anche nell’accesso alla rete, proprio nei giorni in cui dalla Regione arriva anche la proposta di realizzare una copertura wifi gratuita anche all’interno degli ospedali.

    La connessione tra questi ambiti in apparenza così lontani è evidente: ormai molte persone cercano in Rete notizie sulla salute e sui farmaci da acquistare, e per questa ragione farmacisti e operatori sanitari possono fornire un valido supporto nell’orientare a un uso corretto di questo strumento, tema che è stato affrontato in un recente convegno a Palazzo Ducale organizzato proprio da Federfarma.

    Marta Traverso