Autore: erasuperba

  • Quarto, ex ospedale psichiatrico: pazienti disabili trasferiti, il no dei familiari

    Quarto, ex ospedale psichiatrico: pazienti disabili trasferiti, il no dei familiari

    Manicomio di QuartoTrenta persone, disabili psico-fisici ospitati in un reparto speciale dell’Asl 3 all’interno dell’area dell’ex manicomio di Quarto, a breve saranno costretti ad andarsene. Dopo gli 80 pazienti psichiatrici, dunque, suddivisi in 4 lotti ed inseriti nel bando di gara d’appalto bandita dall’Asl 3 per destinarli in strutture in grado di accoglierli al prezzo più basso possibile – gara su cui pende un ricorso al Tar presentato da Fenascop (federazione che rappresenta le imprese delle comunità terapeutiche), mentre le famiglie dei pazienti si sono rivolte ai difensori civici di Comune e Regione  – questa è la volta dei diversamente abili.

    Un’ulteriore ed inevitabile conseguenza dell‘operazione di “cartolarizzazione” degli immobili dell’ex manicomio di Quarto, messa in atto negli ultimi anni dall’azienda sanitaria locale su impulso della Regione Liguria, allo scopo di fare cassa grazie alla vendita del patrimonio immobiliare.

    E la polemica non si fa attendere perchè, secondo le intenzioni dell’Asl 3, i trenta pazienti saranno trasferiti nell’ormai ex ospedale di Recco. La struttura del Sant’Antonio però, come sottolineano i familiari dei malati, è troppo lontana dalla città e nelle vicinanze non è presente alcun punto di Pronto soccorso. Al loro fianco si schiera la Consulta per l’handicap che contesta a gran voce una scelta ritenuta svantaggiosa per diversi motivi. Innanzitutto la difficoltà di spostamento perchè raggiungere Recco è tutt’altro che facile per chi abita a Genova, anche con un mezzo privato, per non parlare del trasporto pubblico. E ancora il problema degli spazi, considerando che a Quarto sono disponibili ampi giardini, mentre al Sant’Antonio solo un piccolo cortile. Infine l’aspetto forse più importante, ovvero l’assenza di un Pronto soccorso di riferimento per fronteggiare eventuali emergenze, i più vicini, infatti, sono quelli di Lavagna e del San Martino di Genova.

    «Nelle pieghe del piano di cartolarizzazione è previsto che alcuni lotti non vengano venduti – spiega la Consulta per l’handicap – Allora noi ci chiediamo: non si può mantenere questo servizio, che finora ha funzionato bene, all’interno dell’area di Quarto, proprio per la sua specificità?».

    «I nostri cari sono seguiti da persone eccezionali che non vogliono perdere – aggiungono i familiari – Crediamo che un servizio delicato come questo debba essere trattato con la necessaria attenzione».

    Invece, a quanto par di capire, anche questa volta la decisione è stata presa senza alcuna concertazione con gli interessati. Ma il trasferimento a Recco dei trenta pazienti non è comunque una scelta obbligatoria: pazienti e famiglie potranno decidere se spostarsi verso la riviera oppure optare per una struttura privata convenzionata con l’Asl 3 che permetterebbe la continuità assistenziale, senza spese a carico dei cittadini. Tuttavia per familiari e pazienti la soluzione migliore sarebbe rimanere dove sono oggi, scongiurando l’ipotesi di dividere persone che ormai da molti anni condividono i medesimi spazi e percorsi comuni.

    L’azienda sanitaria locale difende con fermezza la sua posizione, sostenendo di aver preso le adeguate precauzioni «Presso l’ex ospedale Sant’Antonio verranno trasferiti tutti gli operatori e verrà garantito lo stesso livello di servizio – sottolinea l’Asl 3 – Data la delicatezza della questione abbiamo evitato di esternalizzare il servizio, come invece è avvenuto in altri casi, mantenendolo in mano pubblica in una struttura idonea, con tutti i suoi servizi. La distanza dal pronto soccorso è colmata dalla presenza del primo intervento in loco, cosa che non accade a Quarto e dalla presenza della guardia medica».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Laboratorio di lettura creativa al Banano Tsunami

    Laboratorio di lettura creativa al Banano Tsunami

    Se è vero che la lettura è il punto di partenza per chi vuole intraprendere un percorso nella scrittura – a livello sia amatoriale, sia professionale – è necessario saper leggere bene. Saper comprendere, cioè, quando e perché un testo funziona, e quando e perché un testo non funziona. E più ampia è la varietà di tipologie testuali di cui si comprende il buono o il cattivo funzionamento, più saremo pronti a scrivere bene.

    Dal 12 luglio al 2 agosto Claudio Bagnasco – docente di scrittura creativa e redattore della rivista Atelier – terrà quattro incontri (uno per ogni giovedì, dalle 18.30 alle 20) presso il Banano Tsunami del Porto Antico, ciascuno orientato su una specifica tipologia testuale: sia il docente sia ogni partecipante porterà un testo rappresentativo del tema oggetto della giornata, che verrà letto e discusso insieme.

    Questo il programma.
    Giovedì 12 luglio: Analisi di un articolo di giornale. Il testo funziona? Se sì, perché sì? Se no, perché no?
    Giovedì 19 luglio: Analisi di un brano narrativo. Il testo funziona? Se sì, perché sì? Se no, perché no?
    Giovedì 26 luglio: Analisi di un testo di canzone. Il testo funziona? Se sì, perché sì? Se no, perché no?
    Giovedì 2 agosto: Analisi di un testo pubblicitario. Il testo funziona? Se sì, perché sì? Se no, perché no?

    Il costo è 55 euro per l’intero laboratorio, 20 euro per ogni singolo incontro. Per informazioni e iscrizioni, claudiobagnasco@gmail.com.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Libreria Falso Demetrio: gruppo di lettura dell’Orlando Furioso

    Libreria Falso Demetrio: gruppo di lettura dell’Orlando Furioso

    libreria falso demetrio genovaGiovedì 12 luglio alle 19 un nuovo appuntamento alla Libreria Falso Demetrio di via San Bernardo, che apre il progetto di una lettura integrale dell’opera di Ludovico Ariosto, prevista per la prossima stagione invernale.

    Per la serata sono stati selezionati tre canti particolarmente significativi dell’Orlando Furioso (con l’ausilio delle ottave scelte da Calvino nel suo racconto dell’opera): Bradamante e l’ippogrifo; Il castello incantato; La pazzia di Orlando.

    Leggono Francesca Picci e Michele Stimamiglio.

    Con la collaborazione di Arbanella, Associazione Culturale Artistica.

  • Censimento Fai: il parco dell’Acquasola è il luogo del cuore dei genovesi

    Censimento Fai: il parco dell’Acquasola è il luogo del cuore dei genovesi

    acquasolaDare voce alle segnalazioni dei beni più amati in Italia per assicurarne un futuro è lo scopo de “I Luoghi del Cuore” – il censimento nazionale promosso dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) in collaborazione con Intesa Sanpaolo – che chiede ai cittadini di indicare i luoghi che sentono particolarmente cari e che vorrebbero fossero ricordati e conservati intatti per le generazioni future.

    L’appello è volto alla difesa di tesori piccoli e grandi, più o meno noti, che occupano un posto speciale nella vita di chi li ha a cuore. L’obiettivo è coinvolgere concretamente tutta la popolazione contribuendo alla sensibilizzazione sul valore del nostro patrimonio artistico, monumentale e naturalistico. Attraverso il Censimento il FAI sollecita le istituzioni locali e nazionali competenti affinché riconoscano il vivo interesse dei cittadini nei confronti delle bellezze del Paese e mettano a disposizione le forze necessarie per salvaguardarle così da rendere possibile il recupero di uno o più beni votati. Nel 2012 torna il Censimento i Luoghi del Cuore e quest’anno l’obiettivo è quello di rendere internazionale l’iniziativa chiedendo a tutto il mondo di partecipare e di segnalare il proprio Luogo italiano del Cuore.

    Dal 23 maggio scorso al 31 ottobre 2012 i cittadini di ogni nazionalità possono segnalare il proprio “luogo italiano del cuore”. La partecipazione al censimento avviene attraverso una segnalazione scritta, da effettuare mediante: accesso al sito www.iluoghidelcuore.it; compilazione della cartolina distribuita presso le filiali del Gruppo Intesa Sanpaolo, i Beni del FAI aperti al pubblico, le delegazioni del FAI distribuite su tutto il territorio; compilazione di moduli di raccolta firme predisposti per raccogliere segnalazioni per uno o più luoghi in occasione del Censimento.

    Ma qual è, almeno finora, il luogo del cuore più amato dai genovesi?
    Ebbene, la classifica parziale, relativa solo alle segnalazioni giunte via web, vede primeggiare, con 47 segnalazioni ricevute, il parco dell’Acquasola, che così risulta il luogo genovese più votato.

    Cittadini e comitati mobilitatesi nel corso degli anni in difesa dello storico parco con l’obiettivo di impedire la realizzazione di un mega parcheggio, invitano tutti i genovesi – anche attraverso una pagina facebook dedicata – a votare per la salvaguardia di questo bene comune, uno degli ultimi polmoni verdi presenti in centro città.

    «Una delle principali ragioni di questo successo è legata al fatto che siamo riusciti ad intercetare una sensibilità diffusa in tutta la città  – spiega Andrea Agostini di Legambiente – Il parco dell’Acquasola è un luogo del cuore per tutti i genovesi, di ogni generazione. Chiunque viva a Genova ha avuto occasione di frequentarlo: da bambino, di passaggio, da adulto accompagnando i figli a giocare all’aria aperta. A differenza di altre battaglie, spesso giocate soprattutto a livello locale, la difesa dell’Acquasola ha coinvolto, in maniera trasversale, cittadini di diversi quartieri». 

    Per quanto riguarda il versante giudiziario, la Procura di Genova è impegnata a concludere gli interrogatori degli indagati e, presumibilmente a settembre, si andrà a processo. «Se, come da noi auspicato, ci saranno delle condanne penali, tutte le ipotesi di realizzazione del parcheggio sono destinate a cadere – conclude Agostini – In questo caso noi potremmo aprire una causa civile per chiedere un risarcimento. D’altra parte questi “signori” ascoltano solo le ragioni del portafoglio, sicuramente non quelle del cuore».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Censimento del cemento: primo passo del Comune di Genova

    Censimento del cemento: primo passo del Comune di Genova

    La Commissione Territorio del consiglio comunale di Genova ha ricevuto per un’audizione il coordinamento genovese di Salviamo il paesaggio, che ha presentato il Forum nazionale ed i suoi obiettivi.

    Focus in particolare sulla campagna “Censimento del cemento”, che il Forum diffonde fra i comuni italiani esortandoli a censire il costruito, per favorirne un reale utilizzo (oggi molti immobili sono vuoti) ed evitare nuovo consumo di suolo. Un’esortazione che è stata fatta ovviamente anche al neosindaco di Genova Marco Doria.

    Il “Censimento del cemento”, è stato accolto favorevolmente da numerosi consiglieri comunali genovesi – in particolare esponenti di Pd, M5S, Fds, Sel, Lista Doria – membri della commissione consiliare Territorio, che si è riunita lo scorso 9 luglio per l’audizione di una delegazione del coordinamento genovese del Forum. Al termine dell’audizione, consiglieri di diverse forze politiche hanno assicurato che presenteranno in consiglio una mozione che impegni Sindaco e Giunta ad aderire al “Censimento”.

    «Il “Censimento” ha lo scopo di mettere in luce con assoluta esattezza la realtà delle strutture edilizie già presenti nel territorio di ciascun municipio e, in particolare, il numero di quelle sfitte, vuote, non utilizzate (ed eventualmente la superficie), le superfici edificabili residue del vigente piano urbanistico e quelle previste da eventuali piani adottati – spiega il coordinamento genovese – Questo elemento è ritenuto di estrema importanza per monitorare lo stato attuale dell’offerta edilizia e ragionare, senza pregiudizi e con precisi dati di ausilio, sul fenomeno del consumo di suolo e su tutte le necessarie pianificazioni conseguenti».

    «Inoltre il “Censimento” non comporta nessuno spreco di risorse umane e finanziarie – sottolinea il coordinamento genovese – in un Comune correttamente amministrato i dati necessari a realizzare il “Censimento” dovrebbero essere già in possesso degli uffici».

    La scheda del “Censimento” predisposta da Salviamo il Paesaggio e inoltrata a tutti i comuni italiani affinché la compilino (nel caso aderiscano alla campagna) è stata ideata allo scopo di offrire un metodo di lavoro che possa guidare ogni nuova futura pianificazione dello strumento urbanistico comunale e favorire una discussione basata su informazioni certe e aperta ai contributi di tutti i cittadini.

    Il coordinamento genovese di “Salviamo il Paesaggio” auspica che «Genova e i consiglieri comunali siano davvero interessati a governare il territorio secondo reali criteri di riduzione del consumo di suolo e di apertura verso chi lo abita, e votino al più presto, all’unanimità, la mozione proposta dal Forum: aderendo al “Censimento”, Genova si aggiungerebbe ad altri Comuni italiani che hanno già intrapreso questa strada virtuosa, mostrando così di comprendere che non consumare più suolo e recuperare l’esistente porta vantaggi a tutti, cittadini, amministrazioni, imprese».

     

  • Prima Luce: mostra di giovani artisti in Sala Dogana

    Prima Luce: mostra di giovani artisti in Sala Dogana

    Da giovedì 12 a domenica 22 luglio 2012 la Sala Dogana di Palazzo Ducale ospita la mostra Prima Luce, che propone le opere selezionate dall’omonimo concorso fotografico indetto dall’Associazione Culturale Profondità di Campo e rivolto ad artisti italiani e stranieri under 35.

    La mostra è aperta a undici progetti che, partendo dalla fotografia, hanno sviluppato  nel modo più originale, creativo e innovativo i più variegati linguaggi: analogico e digitale, bianco e nero o colori, stampa tradizionale e composizioni fotografiche, video, installazioni e fotoritocco.

    Questi gli artisti in mostra.

    Sezione foto:
    Aromando Elena (Genova, 1984): Rose cucite
    Baczynski Giulia Flavia (Mantova, 1982): Limes/Limen
    Cuomo Annabella (San Pietro Vernotico/BR, 1985): Se non l’hai mai visto, non vuol dire che non lo vedrai
    Devincenzi Christian (Sesta Godano/SP, 1986): Lindisfarne
    Gustak Smilika (Zagabria/Croazia, 1984): Eredità
    Panzarini Emmauele (Padova, 1984): Blue Sky Project
    Tana Federica (Bergamo, 1988): Stesi e sospesi

    Sezione progetti audiovisivi:
    Buttitta Antonio (Palermo, 1981): J.Prévert – per te amore mio
    Contino Tiziana (Catania, 1979): DI verso DA
    Ravera Nuvola (Genova, 1984): Erbario familiare

    Sezione installazioni:
    Baldo Laura (Genova, 1980): Voci del quotidiano

    L’inaugurazione della mostra è prevista per le ore 18 di giovedì 2 luglio. L’orario di apertura è dal martedì alla domenica ore 15.00-20.00. Era Superba sarà presente alla presentazione, approfondiremo i contenuti della mostra con la curatrice e con gli artisti presenti.

    [foto di Diego Arbore]

  • Ospedale Galliera: “Empatia”, mostra permanente a Oncologia Medica

    Ospedale Galliera: “Empatia”, mostra permanente a Oncologia Medica

    L’Ospedale luogo di cura diventa anche luogo di cultura. Un’associazione inconsueta, ma solo in apparenza. A sostenerlo e dimostrarlo è l’architetto e gallerista Bruna Solinas (titolare della galleria Artrè di piazza delle Vigne) nella mostra permanente “Empatia”, inaugurata presso il “Patient Service” di S.c. Oncologia Medica del Galliera, struttura diretta da Andrea De Censi.

    Presso l’Ospedale Galliera è attivo dal 2010 il primo“Patient Service” della Liguria, un innovativo servizio di accoglienza, informazione, supporto psicologico, sociale e di orientamento dedicato al paziente oncologico. Accoglienza, attività di informazione su esami e sugli effetti delle cure, assistenza telefonica durante tutto il percorso di cura, programmazione delle visite in Day Hospital per lo svolgimento della terapia, attività di raccordo tra pazienti e il personale medico e infermieristico, servizio di prenotazione esami diagnostici e di laboratorio, gestione agenda del paziente e di tutti gli aspetti amministrativi.

    «Le patologie oncologiche sono trasversali e coinvolgono quasi tutte le specialità cliniche, con percorsi di diagnosi e cura spesso di lunga durata, che presentano molteplici sfaccettature e che richiedono un’attenzione speciale – spiega Andrea De Censi, Direttore della S.c. Oncologia Medica del Galliera, sede del Patient Service – I pazienti non chiedono miracoli agli operatori sanitari ma soffrono quando si sentono abbandonati senza un percorso. L’attività svolta dal centro di accoglienza e servizi è di offrire al paziente, in un momento di massima fragilità, la prospettiva di una “presa in carico globale” attraverso un percorso fluido, guidato e meno traumatico, senza dispersioni di tempo e disorientamenti».

    In un contesto carico di emotività, l’arte viene riletta dall’osservatore in chiave partecipativa generando uno spontaneo interscambio di forti emozioni sensoriali. Relazione, accoglienza, calore e sostegno sono il frutto di questo intreccio magico voluto e realizzato con diversi ambienti. Empatheia, termine greco che significa Passione, diventa in inglese Empathy, in tedesco Einfühlung ed in italiano Empatia, connotandosi di un senso di immedesimazione, identificazione, comprensione dell’altro.

    L’allestimento dell’esposizione non è limitato all’area dell’accoglienza del reparto, ma prosegue anche nelle sale della terapia. Un filo conduttore che accompagna il paziente nel suo percorso di cura. La mostra si compone di venti opere tra pitture e sculture di importanti artisti contemporanei e di oltre venti immagini scattate da un gruppo di fotografi genovesi e dal team Donna Fotografa di Giuliana Traverso.

    La mostra “Empatia” fa parte del progetto “Accoglienza, calore…colore”, realizzato in collaborazione con la Struttura Oncologia Medica del Galliera.

    Martedì 17 luglio è previsto un incontro aperto alla cittadinanza: alle ore 17 visita guidata mostra a cura di Bruna Solinas. Info: Ufficio Relazioni con il Pubblico tel. 0105632090.

    Tra gli artisti presenti in mostra troviamo: Gianluigi Brancaccio; Gianni Brunetti; Oretta Cassisi; Gianna Ciao; Adriana Desana; Lino Di Vinci; Ruben Esposito; Stefano Grattarola; Giorgio Levi; Vincenzo Lo Sasso; Virginia Monteverde; Maurizio Nazzaretto; Mimmo Padovano; Nicolò Paoli; Paola Postura; Alessandra Raggi; Pino Rando; Nereo Rotelli; Luca Sturolo; Daniela Zampini.
    Giuliana Traverso e il suo Team “Donna Fotografa”: Orietta Bay; Paola Bernini; Claudia Casoni; Piera Cavalieri; Sara Ciccolini; Giovanna De Franchi; Maria Grazia Delle Piane; Roberta Fassio; Barbara Gasperini; Marcella Giorgetti; Valentina Maresca; Maria Passano; Susanna Riyueren; Ernestina Russo; Azzurra Simula; Lia Traverso Caso; Claudia Valle.
    Altri fotografi: Gianluca Bedinotti; Guido De Marchi; Claudio Ghiglione; Ginko Guarnieri; Anna Gugliandolo; Santino Mongiardino.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Verticalità: concorso di fotografia, video arte e installazioni

    Verticalità: concorso di fotografia, video arte e installazioni

    Sono aperte le iscrizioni per un concorso artistico che mette in palio la partecipazione a una mostra in Sala Dogana il prossimo autunno, che si terrà in concomitanza con la mostra itinerante Living in Lift, a cura di Walter Vallini e Roberto Mastroianni e finanziata dall’azienda Schindler, specializzata nella produzione di ascensori e scale mobili.

    Possono partecipare artisti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, individualmente o in gruppo, con una sola opera inedita e mai esposta in precedenza. I generi ammessi sono fotografia, video arte e installazioni.

    Tema delle opere dovrà essere la criticità della mobilità metropolitana, con riferimento al contesto genovese, dove abbondano “collegamenti verticali” come ascensori e funicolari.

    Scheda di iscrizione, curriculum e bozzetti dell’opera in dvd dovranno essere inviati entro le ore 12 di lunedì 27 agosto 2012 tramite raccomandata a:
    Comune di Genova – Direzione Valorizzazione Istituzione Patrimonio Culturale Parchi e Ville, Rapporti Università e Ricerca – Ufficio Cultura e Città
    presso Archivio Generale – Piazza Dante 10, I° piano
    16123 Genova

    Una giuria selezionerà fino a un massimo di 12 opere per la mostra Verticalità, che sarà allestita in Sala Dogana dall’8 al 25 novembre 2012.

    Gli artisti selezionati parteciperanno anche alla mostra successiva di Living in Lift presso il CAMEC di La Spezia. I primi tre classificati saranno inoltre inseriti nella mostra presso Castel dell’Ovo a Napoli, che si terrà a febbraio 2013, e il primo classificato avrà anche l’opportunità di una mostra personale nella Fusion Art Gallery di Torino.

    Per informazioni: saladogana@comune.genova.it.

    [foto di Diego Arbore]

  • Vico Papa, “Ingaggiami contro il lavoro nero”: presentazione e aperitivo solidale

    Vico Papa, “Ingaggiami contro il lavoro nero”: presentazione e aperitivo solidale

    Due anni dopo la rivolta di Rosarno, la crisi dell’agricoltura peggiora e le condizioni dei braccianti non accennano a migliorare. Rosarno come Castel Volturno, come Palazzo S. Gervasio, come Foggia o Nardò: ancora ghetti senza acqua né luce, ancora salari da fame, ancora guerra tra poveri in territori che soffrono.

    Appena un paio di giorni il Governo Monti, recependo la normativa europea 2009/52/Ce già in vigore in moltissimi stati dell’Unione, ha approvato un Decreto con l’obiettivo di recuperare il tempo perduto sul fronte dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina.
    In pratica, grazie alle nuove norme, al migrante minacciato dal caporale o dall’imprenditore senza scrupoli viene concesso per “fini umanitari” un permesso di soggiorno rinnovabile fino ad un anno, se denuncia i suoi datori di lavoro. I titolari di imprese ma anche le famiglie con colf “in nero” potranno autodenunciarsi, consentendo così di regolarizzare la propria posizione e quella dei loro dipendenti. La sanzione prevista è di mille euro una tantum.

    Ma nonostante questo decisivo passo avanti, resta ancora molta strada da fare, come ricorda a “La Stampa” il giovane camerunense Yvan Sagnet, tra i primi a ribellarsi nel 2011 quando raccoglieva pomodori a Nardò, spezzandosi la schiena per poco più di 12 euro al giorno e 15 ore di lavoro «I caporali se la caveranno con una multa di mille euro. L’anno scorso i caporali facevano girare 4 camion al giorno con 88 cassoni sopra. Ogni cassone veniva pagato 15 euro. Alla fine incassavano più di 5 mila euro al giorno. Una multa di mille euro è poco. Ce ne vorrebbero almeno 10 mila. Come dite voi in Italia “Per i caporali il gioco vale ancora la candela“».

    In merito a questi temi, VENERDI’ 13 LUGLIO dalle ore 20 alle 21,30 presso la sala di Vico Papa in zona Maddalena, Centro delle Culture di Genova –  laboratorio aperto alla cittadinanza che si propone di facilitare e stimolare il dialogo tra le culture, la lotta contro la discriminazione e la violenza – e Brigate di Solidarietà Attiva (http://brigatesolidarietaattiva.blogspot.it/) presentano “Ingaggiami contro il lavoro nero”- Brigate di Solidarietà Attiva: dallo sciopero di Nardò alle arance di Rosarno. 

    «In questo incontro si illustrerà l’esperienza di un campo di accoglienza per lavoratori extracomunitari impegnati stagionalmente nel settore agricolo, dove si uniscono pratiche di accoglienza e di emersione del lavoro nero – spiegano gli organizzatori dell’iniziativa – E ancora, l’esempio di una distribuzione di arance raccolte da raccoglitori extracomunitari regolarmente assunti presso aziende agricole in fase di conversione al biologico». Parleranno del progetto e dei suoi sviluppi Anna Garrapa (Brigata di solidarietà attiva Toscana), Nives Sacchi (Bsa Milano) e verrà proiettato il video autoprodotto “Ingaggiami contro il lavoro nero”.

    La campagna “Ingaggiami contro il lavoro nero”, partita nel 2010, prevede di confrontarsi con altre realtà in territori differenti, sia per seguire gli spostamenti dei lavoratori stagionali nelle diverse campagne, sia per allargarsi ad altri settori del lavoro «Per questo proponiamo un confronto con tutte le realtà di movimento e associative che già operano in questo ambito per avviare progetti comuni e interventi concreti che pongano le basi per lo scardinamento dei fenomeni di sfruttamento, caporalato, violazione dei diritti si legge sul blog delle Brigate di Solidarietà AttivaAll’interno del mondo del lavoro nero i migranti rappresentano la categoria più sensibile perché doppiamente ricattabili, spesso costretti a condizioni di vita precarie, privi di reti di sostegno sociale e sindacale. Si è venuta a formare di conseguenza una massa di forza lavoro disponibile e facilmente sfruttabile che produce un effetto di livellamento verso il basso dei costi del lavoro e delle relative garanzie di diritto. Ciò detto, difendere il lavoro del migrante significa difendere il lavoro di tutti».

    Inoltre l’incontro di Venerdì 13 luglio sarà l’occasione per acquistare il libro “Sulla pelle viva”, edito da Derive Approdi, scritto da Brigate di Solidarietà Attiva, Devi Sacchetto, Gianluca Nigro, Mimmo Perrotta, Yvan Sagnet.
    Nell’estate del 2011 circa 400 braccianti agricoli di origine africana, ospitati nella Masseria Boncuri a Nardò (Lecce), hanno scioperato per quasi due settimane. In Italia, si è trattato del primo sciopero autorganizzato di lavoratori stranieri della terra contro un sistema di sfruttamento basato sul caporalato, per il rispetto del contratto provinciale – previsto per legge – e per essere assunti direttamente dalle aziende. Una lotta che è stata in grado di accendere i riflettori sui colpevoli limiti della politica, incapace di affrontare e risolvere le questioni strutturali dell’agricoltura italiana, in particolare nel Sud del Paese dove la morsa della criminalità mafiosa è un’ulteriore ostacolo sulla via del ripristino della legalità. Ma non solo, la protesta dei braccianti – prima a livello locale e poi nazionale – ha attivato un’estesa rete di solidarietà che ha coinvolto strutture sindacali, associazioni antirazziste, militanti di base. A partire dalla consapevolezza del valore paradigmatico di questa lotta, gli autori del libro sviluppano ricche analisi su un conflitto che, attraverso la presa di parola diretta dei migranti, rappresenta una vera e propria lezione di civiltà.

     

    Matteo Quadrone

  • Iscriversi all’Università e superare i test di ingresso: ecco come

    Iscriversi all’Università e superare i test di ingresso: ecco come

    Via Balbi, Università di GenovaIndecisi sulla scelta dell’università? I test di ammissione vi mettono ansia? La Città dei Mestieri di Cornigliano (via Cervetto 35, nel palazzo della biblioteca Guerrazzi) organizza nei mesi di luglio e agosto una serie di incontri utili per coloro che cercano informazioni e consigli sul futuro scolastico.

    Questo il calendario.

    Mercoledì 11 luglio ore 15, venerdì 20 luglio ore 10 e giovedì 2 agosto ore 10: “Scegliere una facoltà”, dedicato alle informazioni utili per la scelta di un corso di laurea: modalità di iscrizione, corsi di studio, sbocchi professionali delle varie lauree, possibilità di impiego. Si potranno anche fare dei test di orientamento.
    La partecipazione è gratuita ma occorre la prenotazione allo 010 6480540.

    Venerdì 13 luglio ore 10, martedì 31 luglio ore 15 e martedì 8 agosto ore 10: “Preparare i test d’ammissione”, dove saranno illustrate le modalità di funzionamento di tutti i test per le facoltà a numero programmato e si forniranno indicazioni, consigli e materiali utili per la preparazione delle prove.
    La partecipazione è gratuita ma occorre la prenotazione allo 010 6480540.

    Inoltre ogni martedì e giovedì dalle 10 alle 13, su appuntamento, si potranno fare dei colloqui di orientamento e aiuto all’iscrizione.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • San Bernardo, Quic: vota la tua attività commerciale preferita

    San Bernardo, Quic: vota la tua attività commerciale preferita

    Sembra solo un gioco, ma nel suo piccolo in realtà dà forma e sostanza al più grande desiderio degli abitanti di San Bernardo, quello di veder rifiorire il quartiere in cui vivono.
    Parliamo di “Vota la tua attività commerciale preferita”, ultima iniziativa promossa dal Quic- Quartiere in cantiere, il laboratorio di cittadinanza attiva nato sul finire del settembre scorso grazie all’incontro spontaneo tra abitanti, commercianti, associazioni, desiderosi di cambiare lo stato delle cose per rivitalizzare e migliorare la qualità di vita della zona di San Bernardo, nel centro storico genovese, stimolando il dialogo fra tutte le componenti del quartiere attraverso la realizzazione di progetti, attività ed eventi volti a creare occasioni di scambio e conoscenza fra le persone.

    In pratica ai cittadini è stato chiesto di esprimere la propria preferenza sugli esercizi commerciali oggi presenti nel quartiere e, soprattutto, indicare quello di cui si sente maggiormente la mancanza.

    Il momento culminante dell’iniziativa sarà la Festa in Piazza San Bernardo, giovedi 12 luglio 2012 dalle ore 17.30 alle 19.30.

    «I ritardatari potranno ancora votare – spiega Domenico De Simone, segratario del Ce.Sto, una delle associazioni in prima linea a fianco del Quic – Alla fine saranno premiati, con la consegna di tre pergamene, gli esercizi commerciali vincitori: il più utile, il più simpatico, il più originale; mentre la quarta pergamena, destinata a quel negozio che più manca ai cittadini, sarà conservata e consegnata quando se ne verificherà l’apertura».

    Nel Corso della Festa di Giovedì 12 luglio ci sarà spazio per musica, letture di poesie, esibizioni (danza afro, trallallero, danze tradizionali). Per i più piccoli è previsto l’intrattenimento con Trucca bimbi e Laboratori creativi con materiale riciclato.
    Bambini e adolescenti che frequentano i centri estivi del Ce.Sto e le loro famiglie sono invitati a partecipare, prolungando a piacimento la permanenza in piazza San Bernardo, luogo in cui vengono restituiti i figli alle famiglie dopo le gite.

    Ma l’invito è esteso a tutti i cittadini, residenti italiani e stranieri, studenti, commercianti, giovani frequentatori, associazioni e naturalmente le istituzioni locali.

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Diego Arbore

  • Kamala Francesca Grasso, intervista all’artista genovese

    Kamala Francesca Grasso, intervista all’artista genovese

    Kamala Francesca GrassoUna giovanissima artista genovese, che ha esposto le sue opere nel quartiere della Maddalena durante la mostra Adotta un artista: dopo Maura Ghiselli e Andrea Sessarego, ecco l’intervista a Kamala Francesca Grasso.

    Come e quando è cominciato il tuo interesse per l’arte visiva? Hai iniziato subito con la pittura o sei passata prima attraverso altre forme?
    Ho iniziato da bambina ritagliando i giornali e disegnando; recentemente ho sperimentato papier collè e pittura e sono arrivata ad unire le tecniche.

    Ci descrivi il tuo approccio nel realizzare un’opera? Dove arriva l’ispirazione, quanto tempo ti richiede, dove sei solita lavorare, ecc.
    La creatività, secondo me, non ha luogo per esprimersi. Amo realizzare opere direttamente sul supporto per non perdere la spontaneità: così non passo attraverso fasi progettuali e ci impiego poco tempo, questo anche per rinnovarmi. L’ispirazione non si può controllare,quando arriva si può solo coglierla.

    Quali sono i luoghi di Genova che maggiormente ti ispirano nel realizzare le tue opere? Dove ti piacerebbe esporre in futuro? Prediligo luoghi dove posso sedermi comodamente e respirare un po’ di pace. Mi piacerebbe esporre in luoghi turistici, così da poter condividere con il mondo il mio punto di vista.

    Da genovese, cosa pensi del modo in cui la nostra città vive l’arte?
    Genova è ricca di arte,bisogna prestare attenzione per viverne l’esperienza completa. Ci vuole un po’ di curiosità.

    Sei stata una degli artisti selezionati per la mostra itinerante alle botteghe della Maddalena. Credi che arte e cultura possano contribuire al rilancio di questo quartiere?
    Assolutamente.

    Ti piacerebbe trasformare il talento e la passione per l’arte in una professione? Pensi sia un percorso realizzabile, nella società in cui viviamo?
    Ci sto meditando: arte e soldi non li trovo compatibili al momento, ma credo che si possa realizzare tutto nella vita, nonostante la crisi, se si vuole, con correttezza nel comportamento e fiducia in se stessi.

    Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
    Portare la creatività nei paesi sottosviluppati.

    Marta Traverso

  • Stadio Luigi Ferraris, il bando sulla gestione

    Stadio Luigi Ferraris, il bando sulla gestione

    IL PRECEDENTE

    Una contesa che si protrae da alcuni anni sul rinnovamento dello stadio Luigi Ferraris di Marassi, che dopo il fallimento della società che lo aveva in gestione è in balia dei dubbi e della gara ad acquisirne le azioni.

    Facciamo un piccolo passo indietro: il Ferraris è al 100% di proprietà del Comune di Genova, che in questi anni lo ha gestito attraverso la società Sportingenova. Dopo il fallimento, l’amministrazione è in mano al liquidatore Adriano Anselmi, che svolge dunque le funzioni di amministratore delegato. Si parla da tempo di un nuovo bando per la gestione dello stadio, nel quale i principali soggetti interessati sono Genoa e Sampdoria, le due storiche squadre di calcio della città.

    12 luglio 2011: ultimatum a Genoa e Sampdoria perché accettino o rifiutino una volta per tutte la risposta di Anselmi sulla presa in gestione del Ferraris. Un passo che ha la benedizione del Comune e dell’Assessore con delega allo Sport Stefano Anzalone, ma sui cui le due società hanno tentennato per molti mesi. Il piano prevede che la nuova gestione resti in carica con un contratto quinquennale, e avrà la possibilità di cambiare nome all’impianto, affidarsi a sponsor commerciali (anche nella stessa denominazione, come avviene per esempio per il Palace sede di concerti accanto al Centro Commerciale Fiumara a Sampierdarena) e utilizzare lo stadio anche per visite guidate ed eventi extra sportivi, inclusi i matrimoni.

    C’è tempo una settimana per decidere sulla questione, al termine della quale si procederà all’apertura di un bando di gara, che farà svanire ogni possibilità di assegnazione diretta.

    IL PRESENTE

    Il bando è aperto: sette soggetti in gara per la gestione del Ferraris, Genoa e Sampdoria incluse. Il bando è scaduto lo scorso 31 maggio e l’identità degli altri cinque soggetti coinvolti non si conoscono, anche se le due società (che proprio un anno fa avevano rifiutato la proposta del liquidatore) hanno fatto ricorso al Tar – ciascuna singolarmente ma con gli stessi contenuti e motivazioni – per evitare che soggetti “esterni” possano condizionare in modo negativo la sorte di chi “materialmente” usufruisce dello stadio. Il tribunale si pronuncerà in merito a fine luglio.

    Una nuova gestione è fondamentale per la messa in sicurezza e agibilità del Ferraris, questione molto grave per cui periodicamente Anselmi riceve da Roma sollecitazioni a procedere (l’ultima appena una settimana fa), pena il divieto per le squadre locali di giocare all’interno dello stadio.

    Una questione che si fa dunque sempre più urgente, anche perché il Comune è vicino ad approvare il progetto di metropolitana fino allo stadio, che una volta inaugurata la stazione di Brignole si spingerà fino a Marassi con un tratto aperto in concomitanza di piazza Martinez, dove si trova una linea ferroviaria in disuso. Dal dire al fare passeranno ancora diversi anni, almeno su questo fronte, ma è importante che la città sede della più antica squadra di calcio d’Italia abbia una sede sportiva degna di questo nome.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Centro Storico: cantieri infiniti, i commercianti protestano

    Centro Storico: cantieri infiniti, i commercianti protestano

    In Piazza Fossatello, in una delle zone più frequentate dai turisti, a ridosso di Porto Antico, Acquario e Museo del Mare, la presenza di diversi cantieri, transenne e operai al lavoro, ormai da alcuni mesi crea inevitabili disagi agli operatori commerciali che, oltre agli effetti della crisi economica, subiscono anche le conseguenze di scelte errate dell’amministrazione comunale.

    «Fare manutenzione nella nostra splendida città è encomiabile – spiega Alessandro Cavo, presidente giovani imprenditori di Ascom-Confcommercio Genova, titolare della pasticceria liquoreria Marescotti – ma scavare trincee e tenere aree di cantiere ingombre di detriti, polvere e spazzatura in piena stagione turistica in uno dei varchi primari per raggiungere il centro storico ed i musei di Strada Nuova è insensato e crea un danno a tutta la città. Sarebbe stato sufficiente farlo nei mesi in cui è minore la presenza dei turisti».

    I lavori in piazza Fossatello sono iniziati sul finire del mese di marzo, come ricorda Cavo «I cantieri sono spuntati in un batter d’occhio senza che nessuno si premurasse di avvisare gli operatori commerciali. Appena prima di Pasqua in via al Ponte Calvi hanno cominciato a “bucare” la pavimentazione. Eppure quello è il primo varco turistico per il centro storico. Occorreva pianificare gli interventi in un periodo diverso». 

    Già ad aprile i commercianti hanno protestato pubblicamente a causa dei disagi «C’è chi ha avuto problemi per installare i dehors e chi si è trovato l’attività circondata dai lavori in corso – sottolinea Cavo – Inoltre la polvere ed il rumore, inevitabilmente, complicano la situazione».

    Attualmente, proprio nel periodo estivo, i cantieri sono giunti fino alla zona di Sottoripa. I commercianti non ci stanno e rinnovano l’appello all’amministrazione comunale affinché, almeno nel prossimo futuro, la decisione di avviare lavori in zone turistiche della città sia presa in maniera concordata e, possibilmente, seguendo un’oculata programmazione che escluda interventi invasivi nei mesi di maggiore affluenza dei visitatori.

     

    Matteo Quadrone

  • Gezmataz 2012: workshop di musica jazz al Porto Antico

    Gezmataz 2012: workshop di musica jazz al Porto Antico

    JazzCome ogni anno torna all’Arena del Mare del Porto Antico la rassegna musicale Gezmataz, frutto dell’omonima associazione fondata da Marco Tindiglia e che dal 2004 offre uno spazio ai migliori talenti del jazz nazionale e internazionale attraverso serate musicali e un workshop dedicato.

    Per questa edizione il tema sarà suonare in orchestra, ossia l’atto individuale nell’improvvisazione collettiva: ascoltare se stessi e la propria parte musicale all’interno dei processi di creazione collettiva. Il laboratorio è aperto musicisti di vario grado di esperienza provenienti da qualsiasi genere musicale e che suonano qualsiasi strumento. Non è necessario saper leggere la musica.

    Chi vuole approcciarsi a questo genere musicale ha dunque la possibilità di partecipare alle sessioni del laboratorio: la presentazione del corso avverrà alle 9 di martedì 17 luglio, mentre le lezioni si svolgeranno ogni giorno da martedì 17 a sabato 21 con il seguente orario:
    – ore 10.00-12.00 masterclass di strumento (sax-chitarra-basso-batteria)
    – ore 14.00-16.00 laboratori di musica d’insieme
    – ore 16.00-18.00 laboratorio di orchestra aperto a tutti gli strumenti
    – ore 18.30-20.00 jam session degli studenti

    Alle 18 di sabato 21 luglio inizierà il sound check per il concerto, che si terrà a partire dalle 21 sul palco dell’Arena del Mare, dove gli allievi apriranno il concerto dei docenti.

    Tutte le informazioni su info@gezmataz.org.