Autore: erasuperba

  • Macchina del tempo: aeroporto di Genova, via alla privatizzazione?

    Macchina del tempo: aeroporto di Genova, via alla privatizzazione?

    IL PRECEDENTE

    10 maggio 2011: il Ministero del Tesoro ha dato il via libera alla privatizzazione del 60% di Aeroporto di Genova Spa, società che gestisce l’Aeroporto “Cristoforo Colombo” e attualmente controllata dall’Autorità portuale.

    Si disse: “Entro la prossima settimana sarà dunque aperta ufficialmente la gara per mettere in vendita le quote dell’aeroporto, che si chiuderà nel giro di 60-90 giorni: per partecipare all’asta è previsto un prezzo base di 30 milioni di euro (prezzo a base d’asta), in aggiunta alla disponibilità di investirne altri 43 milioni, come previsto da Enac. Si tratta di un progetto fortemente voluto dall’Autorità portuale, allo scopo di dare slancio all’aeroporto e trovare nuovi partner per sostenere il trasporto aereo da e verso il capoluogo ligure”.

    IL PRESENTE

    Ha senso definire tutto questo una privatizzazione fantasma? In un clima di rinnovamento politico come quello che Genova sta vivendo in questi mesi, sembra assurdo che il rilancio del trasporto aereo sia un tema di così scarso interesse per i media, le istituzioni e i partner economici. Un’assurdità rincarata da una condizione di luci e ombre che circolano intorno a questa situazione, a partire dal fatto che nessun esponente delle istituzioni sembra conoscere i dettagli della vendita.

    Comunque sia la gara indetta dopo il nulla osta dello scorso anno c’è stata, ma nessuno ha partecipato.

    Si prevede l’apertura di un nuovo bando entro giugno, mentre Regione, Camera di Commercio e Aeroporto hanno stanziato per i prossimi tre anni 7,5 milioni di euro (2.5 mln di euro annui) e la gestione dell’aeroporto ha annunciato un nuovo record di presenze: nei primi tre mesi del 2012 il numero di passeggeri sui voli di linea è aumentato del 5,3%, con un +6,3% sui voli internazionali.

    Marta Traverso

  • Fiumi: associazioni ambientaliste contro la Regione Liguria

    Fiumi: associazioni ambientaliste contro la Regione Liguria

    Scrivono a nome delle realtà di tutta la Liguria, da Sanremo a Savona a Genova, dal Golfo Paradiso al Tigullio alla Spezia, sono 13 associazioni che chiedono alla Regione Liguria, con una lettera, di riformare o annullare le norme del “Regolamento regionale sulla tutela dei corpi idrici”, il quale riduce a soli 3 metri – rispetto ai 10 metri attualmente previsti dalla normativa nazionale – la “fascia minima di rispetto” dai corsi d’acqua entro cui è proibito edificare.

    «Considerato che il Regolamento è in contrasto con le leggi dello Stato – scrivono le associazioni – si diffidano anche Regione e Province dall’autorizzare interventi urbanistici o edilizi che si pongano in contrasto con le norme di legge nazionale (coperture di rii, realizzazione di discariche sopra tombinature di rii, realizzazione di interventi edilizi estranei alle esigenze di tutela ambientale ed idrogeologica all’interno della fascia minima di rispetto di 10 metri dalle sponde dei corsi d’acqua)».

    «Poichè tali interventi, qualora portati a termine, comporterebbero gravi ed irreparabili danni ambientali – sottolineano gli ambientalisti – i firmatari della lettera si riservano di presentare denuncia davanti alla competente Autorità giudiziaria».

    In particolare gli autori della lettera denunciano che alcune amministrazioni locali hanno manifestato l’intenzione di realizzare importanti discariche di inerti proprio a riempimento di vallette ed a copertura di rii (è il caso, solo per fare un esempio, del Rio Cortino a Sori).

    Ecco l’elenco dei firmatari: i comitati “Salviamo il paesaggio” di Genova, Savona, Sanremo, Golfo Paradiso, il comitato “Acqua Bene Comune” di Genova, l’Assemblea Beni Comuni, le associazioni “Stop al cemento” di Sestri Levante e Tigullio, “Stop al consumo di territorio” di La Spezia e Sarzana, “Memorie e progetti” di Pieve Ligure, il periodico “Creuze dei due Golfi”, la “Rete per la difesa del paesaggio del Golfo Paradiso e del Tigullio”, il “Comitato spontaneo tutela del territorio” e “Tuteliamo Zoagli”.

     

     

     

  • A voce alta: concorso di poesia, musica e danza 2012

    A voce alta: concorso di poesia, musica e danza 2012

    Un concorso incluso nel programma del XVIII Festival Internazionale di Poesia di Genova, con l’obiettivo di promuovere l’interculturalità, favorire la riflessione sulla mobilità umana e l’autorappresentazione attraverso la produzione culturale dei giovani, nei campi della poesia, della musica e della danza.

    Parliamo del concorso “A voce alta” realizzato da un gruppo di studenti della Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Genova, con la collaborazione del Coordinamento Ligure Donne Latino Americane (COLIDOLAT), l’Unione di Solidarietà degli Ecuadoriani in Italia (USEI) e l’Altra sponda dell’Adriatico (ASA), con il patrocinio e supporto dei seguenti Consolati a Genova: Consolato Generale dell’Ecuador, Consolato della Tunisia, Consolato Generale del Perù, Consolato On. dell’Albania, Consolato On. di Bolivia, Consolato On. di El Salvador.

    Il progetto è rivolto prevalentemente ai giovani di origine straniera, ma anche ai giovani italiani, che vogliono confrontarsi con il tema della migrazione e dell’interazione tra culture diverse, utilizzando il proprio talento e la propria creatività. La premiazione del Concorso si terrà a Palazzo Ducale, sabato 16 giugno 2012 alle ore 18:00.

    L’iniziativa nasce dalla riuscita esperienza del Concorso di Poesia Racconti e Testimonianze della Diaspora Ecuadoriana “Jorgenrique Adoum” per cittadini di origine ecuadoriana. Il progetto di quest’anno vuole essere un tentativo di favorire ed ampliare la partecipazione e lo scambio tra giovani di differenti origini, accomunati dal desiderio di confrontarsi, attraverso diverse forme artistiche, sul proprio percorso migratorio e sulla società nella quale vivono. L’auspicio è di promuovere una società nella quale tutti possano sentirsi partecipi e rappresentati.

    “A voce alta” si avvale del contributo della Banca Carige, Biblioteca Civica Berio, Biblioteca E. De Amicis – Comune di Genova, Comitato Unicef Genova, Centro Studi Medì, Libreria Book in The Casba, Pachamama Abbigliamento Artigianato Latinoamericano, Rivista “Mi Pais”, Agenzia Porto Sol Viaggi, Goya Nativo e SENAMI-Segreteria Nazionele del Migrante del Governo dell’Ecuador.

    Regolamento generale di partecipazione:

    1. Il Concorso è rivolto ai giovani tra i 12 ed i 30 anni di età compiuti entro il 31/03/2012, e che siano domiciliati in Italia.

    2. Il Concorso verrà articolato in tre sezioni:
    a) Prima sezione: poesia
    b) Seconda sezione: musica
    c) Terza sezione: danza
    3. L’iscrizione e i laboratori sono gratuiti.

    4. Per i partecipanti minorenni è necessaria una dichiarazione scritta nella quale il/i titolare/i della patria potestà autorizzi/no il candidato a partecipare al Concorso.

    5. Per ogni sezione si sceglieranno due vincitori (primo e secondo classificato).

    6. Gli elaborati dovranno trattare i temi della mobilità umana e dell’interculturalità.

    7. Il materiale potrà essere consegnato personalmente, spedito per posta ordinaria al seguente indirizzo:
    A Voce Alta Concorso
    c/o Pachamama
    Via Prè 125 r
    16126 Genova
    telefono: 0102789984

    o via posta elettronica all’indirizzo mail: avocealtaconcorso@gmail.com avocealtaconcorso@hotmail.com
    Il materiale dovrà essere: in formato word (per poesia); mp3, CD, via youtube includendo il link (per musica); DVD, file video o via youtube includendo il link (per danza).

    8. Gli elaborati dovranno essere consegnati in una busta, o inviati per posta elettronica, accompagnati da una scheda con le seguenti informazioni: titolo delle opere, nome, cognome, data e luogo di nascita del partecipante/i, domicilio, recapito postale, indirizzo di posta elettronica e numero di telefono. Per la sezione poesia i testi in formato word dovranno non essere firmati.

    9. Il materiale di partecipazione di tutte le sezioni deve pervenire entro, e non oltre, la data del: 16 maggio 2012
    Per gli elaborati consegnati a mano farà fede la ricevuta, per quelli spediti via posta ordinaria farà fede il timbro postale, e per quelli inviati tramite posta elettronica, l’avviso di conferma di lettura.

    10. I concorrenti possono partecipare ad una sola sezione.

  • Multedo, ex Fonderie Ansaldo: i commercianti sestresi smentiscono il Comune

    Multedo, ex Fonderie Ansaldo: i commercianti sestresi smentiscono il Comune

    Un comunicato del Comune innesca la miccia, i rappresentanti delle imprese del commercio smentiscono l’amministrazione di palazzo Tursi e rilanciano «L’accordo non c’è, noi siamo all’oscuro di tutto».
    Al centro della contesa le ex Fonderie Ansaldo di Multedo che, dopo anni di battaglie e contestazioni (leggi l’inchiesta), la settimana scorsa hanno ottenuto il via libera per la riqualificazione dell’area.

    Ecco il famigerato comunicato: «È stato siglato un protocollo d’intesa che impegna il Comune di Genova e le quattro società proprietarie delle aree (Panorama Genova, Tecnocittà, Talea, Coop Liguria) ad attivare le procedure necessarie per la riqualificazione del distretto delle ex Fonderie prevista dal nuovo Piano Urbanistico Comunale».

    «Con questa intesa – spiega il Comune – si chiude un contenzioso durato molti anni che ha visto numerosi ricorsi, concluso con a sentenza del Consiglio di Stato del 2003, passata in giudicato, che ha annullato le previsioni del Puc del 2000».

    Il comunicato recita ancora «In seguito all’accordo raggiunto lo scorso giugno con i rappresentanti dei Municipi Medio Ponente e Ponente, con gli esercenti e con i rappresentanti di associazioni di categoria e dei Centri Integrati di Via di Sestri Ponente e di Pegli è prevista la realizzazione di un complesso commerciale di dimensioni significativamente più ridotte rispetto a quanto previsto dal precedente piano urbanistico, poco più della metà, nel quale verrà trasferito il superstore coop attualmente operativo in via Merano».

    Sono queste le affermazioni che più fanno arrabbiare i commercianti e le associazioni di categoria, come spiega Agostino Gazzo, membro di Acom e del Civ di Sestri Ponente «Se non fosse imbarazzante e, permettetemi, di cattivo gusto per le imprese colpite due anni fa dall’alluvione, per le battaglie fatte in questi due anni da tutto il commercio sestrese e per i numerosi testimoni degli incontri avuti con il Comune, potremmo quasi capire e lasciar passare in silenzio certi pruriginosi bisogni elettorali figli di questo momento».

    «Ribadisco che se non fosse stato per il commercio sestrese la nascita di questo centro commerciale sarebbe passata in silenzio fino alla posa della prima pietra – sottolinea Gazzo – I numerosi incontri svolti l’anno scorso hanno tentato, non di accordarci, ma di salvare il salvabile. Certo, ci hanno poi spiegato che “il problema Fonderie” derivava da una vecchia amministrazione. Sorvoliamo sul fatto che, per non essere da meno, l’attuale amministrazione ha comunque avallato e dato i permessi per il nuovo insediamento commerciale in area Esaote e messo nel Puc insediamenti commerciali al posto di aree industriali, come ad esempio l’area Fincantieri».

    «Da questi incontri si era arrivati a fine giugno scorso con la possibile riduzione degli spazi commerciali dell’area di Multedo, da 12 mila a 6.500 metri quadrati – continua Gazzo – e la nostra richiesta di usare parte degli oneri di urbanizzazione per riqualificare il territorio sestrese, il rifacimento dell’area di via Merano ed un parcheggio in area Esaote ad uso del centro storico. Mi sembra corretto chiamarli “interventi di riequilibrio”. Ci eravamo alzati dalle sedie di Tursi con la promessa di risentirci a breve. Da allora è passato un anno di silenzio sul tema».

    «Apprendiamo ora, da alcuni giornali, che è stato siglato un accordo – conclude Gazzo – Come si fa a parlare di accordo? Cosa comprenderebbe? Capisco che ci siano necessità elettorali e che queste, spesso, portino a coprire le mancanze e gli errori generati da altri mettendo lo sporco sotto il divano. L’importante è che quel divano non sia il nostro».

    Il comunicato del Comune in effetti parla di «un complesso commerciale di dimensioni significativamente ridotte rispetto a quanto previsto dal precedente Piano Urbanistico Comunale, nel quale verrà trasferito il superstore attualmente operativo in via Merano», ma non si fa cenno alla reale superficie del centro commerciale e neppure all’accettazione totale o parziale delle richieste dei commercianti sestresi.

     

    Matteo Quadrone

  • Meeting Instagram: gli #igersgenova si incontrano al Porto Antico

    Meeting Instagram: gli #igersgenova si incontrano al Porto Antico

    fotografiaAnzitutto una premessa per chi non lo sa: Instagram è un’applicazione gratuita che permette agli utenti di scattare foto e condividerle su numerosi social network (Facebook, Twitter, Foursquare, Flickr e così via), sia da dispositivi Apple come iPhone, iPad o iPod Touch, sia da quelli che supportano Android.

    Se anche tu sei un appassionato utilizzatore di Instagram, non puoi mancare al primo meeting genovese di chi ama e usa questa app: martedì 8 maggio alle 18, presso l’Isola delle chiatte al Porto Antico si terrà il primo Instameet genovese, per festeggiare gli oltre 5.000 scatti raggiunti con tag #igersgenova.

    Un’occasione per conoscersi, parlare di app, scattare foto della zona e trovare idee per il futuro del gruppo genovese.

    Per informazioni si può contattare l’indirizzo igersgenova@gmail.com oppure seguire su Instagram l’account Igersgenova.

  • EcoBike Courier: alla scoperta dei corrieri espressi in bicicletta

    EcoBike Courier: alla scoperta dei corrieri espressi in bicicletta

    Bicicletta in cittàIvan e Francesco sono due ragazzi genovesi che, alla faccia della crisi economica e dei problemi legati al precariato, si sono inventati un lavoro che – oltre alla sua originalità – è un modo per sensibilizzare alla tutela dell’ambiente: nasce così a Genova EcoBike Courier.

    Com’è nata l’idea di diventare “corrieri in bicicletta”? Avete pensato subito di renderlo il vostro lavoro o c’è stato prima un passaggio “no profit”?

    EcoBike Courier nasce come idea nel 2010 e viene partorito nel dicembre 2011 con le prime consegne nel periodo natalizio. In questo periodo attraversiamo diverse fasi: il circuito Crea Impresa della Provincia, piano d’impresa, studio e molta documentazione sul settore e realtà simili.

    In cosa consiste la vostra attività? Quali requisiti bisogna avere per collaborare con voi?

    Il nostro core business sono le consegne. Gli elettrocorrieri sono al servizio di professionisti e aziende: recapitiamo plichi, documenti, materiale pubblicitario e piccoli colli, in modo veloce, sicuro e pulito. Inoltre abbiamo appena lanciato il servizio di ‘biciclette pubblicitarie’. Pubblicità errante, innovativa e molto apprezzata per la novità che propone.

    Per le prossime elezioni due liste di candidati consiglieri comunali hanno scelto Ebc come loro veicolo promozionale, così come alcuni commercianti hanno già prenotato le bici per promuovere le loro attività e i loro prodotti.

    Diteci almeno tre ragioni per cui la bicicletta è un mezzo di trasporto preferibile a quelli a motore.

    Crea reale benessere: i benefici sull’umore, sul fisico e sulla salute sono assoluti. Per spostamenti urbani è il mezzo più rapido: (trofeo tartaruga Legambiente). Economico (no benzina, bollo, parcheggio a pagamento, assicurazione).

    Genova è una città molto attiva sul fronte del movimento su due ruote, con progetti come Bike Sharing, il Club Amici della Bicicletta e realtà legate alle bici a pedalata assistita. Questo nonostante sia una città in apparenza “ostile” ai ciclisti a causa della sua conformazione geografica, spesso fatta di saliscendi. Come si spiega questo contrasto?

    Bike Sharing capitolo a parte. Il fatto che Genova non sia ciclabile è un luogo comune e un retaggio assurdo. Oggi mezzi come la bicicletta a pedalata assistita annullano il problema salite, mi piace sempre definirla ‘motorino da passeggio’. Piuttosto il problema è politico. Nulla o quasi viene fatto dall’amministrazione per favorire la ciclabilità. Esisterebbero interventi semplici e mirati che a costo praticamente nullo farebbero esplodere il movimento.

    Oggi più che mai si avverte l’esigenza di crearsi da soli il proprio lavoro, a fronte della difficile situazione in cui ci troviamo. Cosa vi sentite di consigliare a chi ha un’idea ma non sa da dove iniziare per svilupparla?

    Ricette non esistono. Avere il coraggio di assecondare la propria idea è però indispensabile. Se un giorno alzandoti dal letto senti che la lampadina si è accesa buttati, informati, studia, attaccati al telefono e condividi quello che fai. Fai rete e cerca, ci sono molte più persone di quelle che pensi pronte ad ascoltarti e ad aiutarti. Fai rete!

    Marta Traverso

     

  • Accogliere biografie sospese: concorso letterario sul disagio psichico

    Accogliere biografie sospese: concorso letterario sul disagio psichico

    Storie personali, storie immaginate, storie accadute veramente, cose che vorreste accadessero, cose che magari non accadranno mai. Storie dove al centro sta l’accoglienza di chi è in difficoltà, scoprire giorno dopo giorno come affrontare problemi legati a ciò che abbiamo dentro, talvolta ciò che è più prezioso.

    Accogliere biografie sospese vuole trovare racconti fatti di emozione e realismo, cercando di tracciare i contorni delle difficoltà, le gioie, gli orizzonti di chi si trova a supportare persone emotivamente provate e ha qualcosa da raccontare sul tema dell’inserimento eterofamiliare supportato di persone sofferenti di disagio psichico.

    “Accogliere biografie sospese” è organizzato dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia “San Luigi Gonzaga” dell’Università degli Studi di Torino e dal Servizio IESA (Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti) dell’Azienda Sanitaria Locale TO3, in collaborazione con la Scuola Holden: per partecipare è necessario inviare un racconto di massimo 10 cartelle entro il 15 giugno 2012 all’indirizzo email servizio.iesa.collegno@gmail.com.

    Gli elaborati verranno valutati da una commissione: i migliori saranno pubblicati in un volume.

  • Italia: aumenta l’esportazione di armi, diminuisce la trasparenza

    Italia: aumenta l’esportazione di armi, diminuisce la trasparenza

    armiUn preoccupante incremento di autorizzazioni all’esportazione di armamenti verso le zone di maggior tensione del pianeta – dal Nord Africa al Medio Oriente fino al sub-continente indiano – un’inspiegabile sottrazione di informazioni riguardo alla tipologia dei materiali esportati e una serie di cifre che sono smentite dalle stesse tabelle allegate ai documenti ufficiali.

    Così denunciano la Rete italiana per il disarmo e la Tavola della pace – le due reti che rappresentano oltre un centinaio di associazioni nazionali – dopo aver analizzato il “Rapporto del Presidente del Consiglio sui lineamenti di politica del Governo in materia di esportazione, importazione e transito dei materiali d’armamento” per l’anno 2011, pubblicato nei giorni scorsi dall’Ufficio del Consigliere Militare del Governo.

    Nel Rapporto, a pag. 35, si ribadisce l’impegno di “continuare il dialogo con i rappresentanti delle Organizzazioni Non Governative (ONG) interessate al controllo delle esportazioni e dei trasferimenti dei materiali d’armamento con la finalità di favorire una più puntuale e trasparente informazione nei temi d’interesse”.

    Il rapporto, secondo le associazioni, è stato reso noto con un forte ritardo e si caratterizza per un’ingiustificata mancanza di documentazione rispetto a quella fornita dagli ultimi Governi sulle tipologie di armamenti esportati e per diverse informazioni contraddittorie e inconsistenti.
    «Solo una parte minore delle autorizzazioni all’esportazione per l’anno 2011 è attribuibile al Governo Monti, ma la responsabilità delle mancanze e degli errori nei documenti presentati deve invece essere attribuita all’attuale Presidenza del Consiglio – commenta Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo – Dal “governo tecnico” ci aspettavamo maggior trasparenza e informazioni complete e precise in un rapporto di fondamentale importanza per le implicazioni sulla politica estera e di difesa del nostro paese».
    Dal Rapporto è scomparsa la Tabella 15 che negli ultimi anni, documentando i valori e le tipologie dei sistemi militari autorizzati verso i singoli paesi, forniva informazioni preziose per il controllo e la trasparenza delle politiche di esportazione militare.

    Quello che invece emerge con evidenza è che le operazioni più consistenti riguardano principalmente le aree al di fuori delle tradizionali alleanze del nostro paese. Solo il 36% delle autorizzazioni all’esportazione è verso i Paesi della Nato/Ue ed europei Osce (per un valore di 1,1 miliardi di euro), mentre oltre il 64% (per un valore di 1,959 miliardi di euro) è diretto verso paesi non inseriti in queste alleanze.
    «L’esportazione di armi italiane verso zone cariche di conflitti e di tensioni è inaccettabile, alimenta le guerre, accresce l’instabilità e minaccia la nostra stessa sicurezza – sottolinea Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace – Governo e Parlamento devono intervenire per fermare questa vera e propria follia invertendo la tendenza degli ultimi anni».

    «Com’è possibile che il Parlamento non abbia ancora trovato il tempo per esaminare le Relazioni governative sulle esportazioni militari? – continua Lotti – Parliamo di armi che, come abbiamo visto nel caso della Libia e adesso in Siria (due paesi verso cui l’Italia ha esportato sistemi militari più di ogni altro paese europeo), vengono poi impiegate dai vari regimi per reprimere le popolazioni! A questa intollerabile “disattenzione”, si deve porre rimedio scongiurando innanzitutto che il decreto governativo in discussione proprio in questi giorni alla Camera e al Senato finisca per semplificare ulteriormente i trasferimenti internazionali di materiali militari».

    Inoltre il rapporto della Presidenza del Consiglio «Presenta una serie di imprecisioni che è difficile attribuire a meri errori tecnici», commenta Giorgio Beretta, analista della Rete Disarmo.

    L’elenco dei Paesi principali destinatari delle autorizzazioni alle esportazioni definitive di prodotti per la difesa riporta (p. 27) nell’ordine, l’Algeria (477,5 mln di €), seguita da Singapore (395,28 mln. di €) e Turchia (170,8 mln. di €) mentre la Tabella n. 4 allegata a fine rapporto – tra l’altro incompleta – che visualizza graficamente le medesime autorizzazioni segnala al terzo posto l’India (259,41 mln di €): un paese dove – proprio durante la prigionia dei due marò italiani – il governo Monti ha autorizzato la partecipazione delle aziende di Finmeccanica al salone di prodotti militari Defexpo (New Delhi 29 marzo – 1 aprile).
    Sempre a p. 27 del Rapporto si legge chei principali acquirenti dei Paesi UE/NATO sono stati: Francia, Stati Uniti d’America, Germania e Regno Unito”, escludendo la Turchia che è stata il principale acquirente di armamenti italiani tra i paesi Nato.

    «Proprio queste contraddizioni tra i dati rendono ancor più necessaria la pubblicazione di quella tabella di dettaglio, introdotta dal Governo Prodi, per illustrare valori e le tipologie dei sistemi militari di cui era stata rilasciata l’esportazione», conclude Beretta.

    Nel Rapporto manca anche quest’anno la Tabella generale dei valori delle operazioni autorizzate agli Istituti di credito e non vi sono indicazioni che il Governo Monti abbia ripristinato nella più ampia Relazione al Parlamento anche la Tabella di “Riepilogo in dettaglio per Istituti di credito” che per anni ha riportato tutte le singole operazioni autorizzate alle banche: tabella che però è completamente sparita dalle Relazioni governative presentate al Parlamento dall’inizio di questa legislatura.
    «Sono documenti della massima importanza che hanno caratterizzato la Relazione italiana sulle esportazioni militari come una delle migliori in Europa per il livello di trasparenza», commenta Chiara Bonaiuti, direttrice dell’Osservatorio sul Commercio delle armi (Os.C.Ar.).

    In un momento in cui la magistratura indaga su diverse operazioni di compravendita di materiali militari e appaiono notizie di fondi illeciti e tangenti che coinvolgono i vertici delle maggiori aziende italiane, Bonaiuti sottolinea che «trasparenza, tracciabilità e collegialità nei controlli sono strumenti essenziali per prevenire casi di triangolazioni e di corruzione». Rete Disarmo chiede perciò che il Governo ripristini tutte le informazioni sulle transazioni bancarie che ai sensi della legge 185/1990 devono essere rese pubbliche.

    Infine il Rapporto non documenta le esportazioni di armi comuni da sparo, di cui l’Italia è uno dei maggiori produttori e esportatori mondiali, che sono vendute per uso “civile, sportivo, per la difesa personale e per corpi di polizia e di sicurezza cioè non specificamente dirette all’uso delle forze armate di altri paesi.
    «Una grave mancanza che negli anni scorsi ha favorito l’esportazione di armi italiane finite in Iraq o consegnate alla Pubblica sicurezza del colonnello Gheddafi – sottolinea Carlo Tombola di OPAL, l’Osservatorio sulle armi leggere di Brescia – E lo scorso anno, anche nel periodo delle rivolte della cosiddetta “Primavera araba”, dalla Provincia di Brescia sono state esportate “armi e munizioni” per un valore complessivo di 6,8 milioni di euro ai paesi del Nord Africa e oltre 11 milioni di euro ai paesi del Medio Oriente. Il Governo dovrebbe inoltre spiegare chi sia il destinatario di oltre 1 milione di euro di armi esportate da qualche azienda bresciana in Bielorussia tra aprile e giugno 2011, cioè pochi giorni prima che l’Unione Europea decretasse un embargo di armi verso il paese ex-sovietico a causa delle violazioni dei diritti umani e della repressione messa in atto dal regime del presidente Lukashenko».

    Rete italiana per il disarmo e la Tavola della pace invieranno al Presidente del Consiglio, Mario Monti, e agli uffici governativi compenti una richiesta formale per un “incontro urgente” sulle politiche delle esportazioni militari del nostro paese.
    «Riteniamo necessario – concludono Vignarca e Lotti – che il Governo, se davvero intende mantenere l’impegno espresso di favorire una più puntuale e trasparente informazione su questi temi, non deleghi questo compito agli uffici tecnici, ma si assuma la responsabilità politica di un confronto con le associazioni della società civile che rappresentiamo e che fin dagli anni Novanta sono state in primissima fila nel controllare e documentare le esportazioni di armamenti italiani».

  • Open Street Map: convegno M(‘)appare Genova al Porto Antico

    Open Street Map: convegno M(‘)appare Genova al Porto Antico

    Sabato 5 maggio 2012 l’Infocenter del porto Antico di Genova (Palazzina Santa Maria) ospita un convegno sul tema M(‘)appare Genova, a cura del team di Open Street Map (qui la nostra intervista) e del Circolo Amici della Bicicletta, in collaborazione con la Provincia di Genova ed il Celivo.

    Nell’era dei navigatori satellitari, delle mappe su internet, di strumenti di Street View sono sempre più le persone che cercano dei dati cartografici per il lavoro, lo studio, le vacanze. Purtroppo spesso questi dati non sono liberamente disponibili oppure sono alquanto imprecisi. Non tutti però sanno che nel mondo esiste un esercito di volontari che stanno disegnando una mappa libera, gratuita, precisa. Basta collegarsi al sito www.openstreetmap.org per osservare il loro lavoro, che nel caso di Genova sta producendo una mappa completa grazie anche al supporto dei volontari del Circolo FIAB Amici della Bicicletta.

    Oggetto del convegno è Come contribuire, con l’ausilio della bici, alla creazione della grande mappa libera e gratuita della propria città e dei suoi dintorni.

    Questo il programma della giornata

    Ore 9:00 – 11:00 Presentazione ed introduzione di OpenStreetMap
    Ore 11:00 – 12:30 “OpenStreetMap e il cicloturismo”
    Ore 12:30 – 14:00 – Rinfresco offerto ai partecipanti
    Ore 14:00 – 16:00 – “Cosa fa il volontario sul campo”
    Ore 16:00 – 18:00 – “Cosa fa il volontario con il computer”
    Ore 18:00 – 18:30 – “Esperienze di mappatori genovesi”
    Interventi vari di volontari mappatori

    Tutti sono invitati a partecipare. La partecipazione è libera e gratuita ma per ragioni organizzative comunicare l’adesione a adbge@libero.it.

  • Liguria, piccole imprese artigiane: l’analisi dei dati economici tra 2011 e 2012

    Liguria, piccole imprese artigiane: l’analisi dei dati economici tra 2011 e 2012

    Nonostante la crisi finanziaria globale, secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato, nel 2011 è cresciuto il numero degli imprenditori artigiani in Liguria. L’anno scorso la nostra regione con un tasso di sviluppo dell’1% si è piazzata al primo posto in Italia in controtendenza rispetto alla media nazionale che ha registrato una flessione del -0,4%.
    Costruzioni e servizi alle imprese sono i settori che in Liguria registrano i dati maggiormente positivi, in crescita, rispettivamente del 2,7% e dello 0,3%. Segno negativo, invece, per manifatturiero (-0,9%)e servizi alle persone (-0,6%).
    «L’aumento maggiore si è registrato nell’edilizia, fenomeno che dovrebbe essere approfondito ma che rappresenta il segnale di una certa vivacità del settore nonostante la pesante crisi in atto – ha spiegato Giancarlo Grasso, presidente regionale di Confartigianato Liguria – La tenuta degli altri settori e la lieve crescita dei servizi alle imprese liguri sono in controtendenza rispetto al resto d’Italia».
    La crescita maggiore delle costruzioni si registra nel capoluogo, con un +4,2%.
    In generale le quattro province liguri nel 2011 registrano una dinamica imprenditoriale positiva: Genova è al primo posto con un +1,6%, seguita dalla Spezia (+0,5%), Savona (+0,4%) e Imperia (+0,2%).

    Ma nel primo trimestre 2012 la situazione muta: secondo l’indagine elaborata da Confartigianato Liguria su dati Infocamere, su un totale di circa 47 mila imprese artigiane attive in Liguria, 1.297 hanno intrapreso l’attività nei primi tre mesi dell’anno. 1.579 hanno invece chiuso i battenti tra gennaio e marzo 2012, registrando un saldo negativo dello 0,6%. Una flessione comunque più contenuta rispetto alla media nazionale (-1,1% ).
    Il movimento riguarda in larga parte le imprese individuali – sottolinea Confartigianato – superano le 38.200 nella nostra regione, di cui 1.138 aperte nel primo trimestre dell’anno. Oltre 1.500 hanno invece chiuso l’attività. A patire in questo avvio d’anno sono soprattutto le imprese meno strutturate.
    «Nel primo trimestre dell’anno il calo è fisiologico – spiega Luca Costi, segretario regionale di Confartigianato Liguria – Quello che desta maggiore preoccupazione è l’aumento del numero di imprese che avviano l’attività e la chiudono nel primo anno di vita, salito dal 10% al 14%. Inoltre il 50% delle nuove imprese cessano l’attività nel primo quinquennio di vita. Sono cifre elevate che inevitabilmente devono condurre ad alcune riflessioni».

    Il settore delle costruzioni, che ha registrato nella nostra regione una decrescita dello 0,34% contro il +2,7% del 2011, conta quasi 23 mila realtà presenti in Liguria (di cui quasi 20.500 sono ditte individuali): di queste, 746 hanno intrapreso da poco l’attività, mentre 825 l’hanno chiusa.
    «Il calo nell’edilizia dimostra che è un settore “volatile” dove spesso aprono un’attività dei soggetti destrutturati – continua Luca Costi – parliamo soprattutto di imprese individuali che nascono e muoiono nel volgere di breve tempo. La nostra associazione ha sollecitato la realizzazione di un disegno di legge per l’accesso all’edilizia (“Norme per la disciplina dell’accesso all’attività imprenditoriale nel settore dell’edilizia”) , oggi fermo in Parlamento, che consentirebbe di migliorare l’approccio al settore da parte di nuovi imprenditori che dovranno dimostrare di possedere i requisiti professionali necessari per avviare un’impresa nel settore».

    Segno meno anche per il comparto manifatturiero, con un andamento del -1,27%: questa volta il calo, incrementato rispetto al -0,9% del 2011, è addirittura superiore a quello della media nazionale, pari a -1,1%. Sulle oltre 8 mila realtà manifatturiere in Liguria, 156 hanno intrapreso l’attività tra gennaio e marzo 2012 ma in questo stesso periodo ben 259 hanno chiuso.

    In generale, tra le province liguri, Genova è quella che registra il saldo meno negativo: -0,26% contro il +1,6% del 2011, con 779 imprese chiuse e 717 nuove attività nel primo trimestre 2012.

    «Quando un soggetto intende avviare un’attività dovrebbe essere provvisto di un business plan – sottolinea Costi – Al contrario spesso si tenta di aprire un’impresa senza aver realizzato adeguati studi di mercato. Sono diversi i casi di persone che si rivolgono a Confartigianato e, per prima cosa, domandano se esistono contributi ed agevolazioni per nuove aziende. Ma è necessario avere un progetto di impresa alle spalle, coerente con le possibilità offerte dal mercato».

    Per cercare di comprendere meglio la dinamica imprenditoriale occorre analizzarla dal punto di vista delle variazioni congiunturali e tendenziali ma anche in termini previsionali. In questo senso risulta utile leggere attentamente i dati che emergono dall’Osservatorio congiunturale sull’artigianato e la piccola impresa in Liguria, un’indagine realizzata da Confartigianato Liguria e Cna Liguria, in collaborazione con Unioncamere Liguria e curata dal Centro Studi Sintesi, che coinvolge un campione di 1500 imprese con meno di 20 addetti e che si pone l’obiettivo di monitorare lo stato di salute del settore attraverso l’analisi di indicatori quali produzione/domanda, fatturato, ordini ed esportazioni (solo per il settore manifatturiero), prezzi dei fornitori, investimenti, occupazione, liquidità, indebitamento, sulla base dei giudizi espressi direttamente dagli imprenditori. Questi parametri sono stato esaminati in tre momenti temporali: a consuntivo per il 2° semestre 2011 rispetto al 1° semestre 2011 (variazione congiunturale) e rispetto al 2° semestre 2010 (variazione tendenziale ) ed in chiave di previsione per la prima parte del 2012.
    Il campione di imprese è stato studiato in modo tale da fornire informazioni statisticamente significative oltre che a livello regionale anche a livello settoriale (manifatturiero, edilizia/costruzioni, servizi alle imprese, servizi alle persone) e per provincia di localizzazione. L’indagine è stata condotta per via telefonica nei giorni lavorativi compresi tra il 5 ed il 20 dicembre 2011.

    Principali risultati

    Le variazioni congiunturali e tendenziali rilevate evidenziano la stazionarietà dei volumi produttivi e del fatturato prodotto, mentre la crescita dei prezzi a livello tendenziale supera il +3%.
    La dinamica occupazionale nel complesso è rimasta stabile con una piccola flessione (-0,2%) a livello tendenziale mentre continua a diminuire la propensione ad investire: meno del 9% delle imprese ha operato in questi termini nella seconda parte dell’anno scorso. Da sottolineare anche l’entità modesta dei capitali investiti: il 35% degli investimenti risulta inferiore ai 10 mila euro ed una quota inferiore (il 23%) si colloca tra i 10 ed i 25 mila euro. Infine rimane rilevante il problema della liquidità aziendale nelle imprese liguri: per la maggior parte degli imprenditori la situazione è rimasta stabile (71,3%); il 25% ha rilevato un peggioramento della disponibilità di cassa nel 2° semestre 2011 e solo il 3,5% ha dichiarato un miglioramento.
    Le previsioni per il 2012 sono più ottimistiche con una discreta ripresa della produzione/domanda (+0,4%) e del fatturato (+0,3%) mentre si dovrebbe assistere ad un sostanziale equilibrio nell’occupazione ed alla ripresa degli investimenti (la quota di possibili investitori è pari al 13,3%).

    Genova

    L’economia della Liguria risulta sostenuta dalla provincia di Genova mentre nelle altre realtà provinciali non si evidenziano particolari segni di crescita.
    Nel capoluogo, nel 2° semestre 2011 rispetto al 1° semestre, si registra una moderata crescita della produzione/domanda (+0,3%) mentre il livello del fatturato rimane stabile. In leggero calo risultano però le dinamiche tendenziali con valori pari a -0,2% nel caso di produzione e fatturato.
    Quello che appare più importante sottolineare è la ripresa degli ordini (+0,6% a livello congiunturale e +0,7% su base annua) trainata dall’export (variazioni congiunturali e tendenziali rispettivamente pari al +1,9% e al +1,2%) mentre sul fronte occupazionale si registra una situazione di stabilità con qualche dinamica positiva (+0,1% a livello congiunturale e +0,2% a livello tendenziale).
    E nel primo semestre 2012 sarà sempre Genova ad evidenziare le tendenze di maggiore crescita con un progresso di domanda (+0,5%) e fatturato ( +0,3%). L’occupazione subirà qualche flessione negativa (-0,1%) mentre dovrebbe aumentare la propensione ad investire(15,4%).

    Settori

    A livello settoriale il comparto manifatturiero presenta nel secondo semestre 2011 dinamiche positive in tutti i parametri economici. Particolarmente incisivo in questo senso risulta l’andamento positivo dell’export: in crescita rispetto alla prima parte dell’anno del +1,7% e rispetto al 2° semestre 2010 del +1,1%. Anche gli ordini riportano andamenti in crescita registrando in entrambi i periodi un incremento di mezzo punto percentuale.
    Ma i dati rapportati su base annua evidenziano delle dinamiche di crescita più contenute e una situazione di stabilità in particolare per produzione, fatturato ed occupazione. L’incremento dei prezzi dei fornitori si attesta al +3,6% mentre in ribasso si segnala la propensione ad investire con solo il 7,8% delle aziende che ha effettuato un investimento nel corso del 2° semestre 2011.
    Positive sono le previsioni per il 2012 anche se l’entità degli incrementi si attestano sotto al punto percentuale, mentre in ripresa si segnalano gli investimenti.

    «Solitamente il primo settore che si rimette in moto è quello manifatturiero – spiega Luca Costi – parliamo di realtà di piccole dimensioni dove può essere un fattore importante anche la sensibilità economica aziendale. Ma soprattutto la prospettiva di nuovi investimenti può essere letta in due modi: bisogna capire se si tratta di una questione tecnica, ovvero sono terminate le scorte e quindi di conseguenza l’azienda, se vuole ripartire, è costretta ad investire; oppure è una ripartenza direttamente legata ai mercati di riferimento, in particolare quelli esteri».

    Ed in effetti la crescita dell’export e degli ordini potrebbe indicare proprio una ripresa dovuta a dinamiche macro economiche.

    Negli ultimi mesi del 2011 il settore dei servizi alle imprese ha riportato andamenti stabili in tutti gli indicatori economici ed una buona propensione ad investire (10,5%). Ma una leggera flessione si rileva a livello tendenziale per domanda, fatturato ed occupazione. Le prospettive per il 2012 paiono essere buone con lievi incrementi (sotto il mezzo punto percentuale) sia della domanda che del fatturato e un +0,6% per l’occupazione.

    Riscontrano maggiori difficoltà le aziende dei servizi alle persone e le imprese edili, infatti in entrambi i settori vengono evidenziate flessioni sia a livello congiunturale che tendenziale. «In particolare questi due settori risentono del calo dei consumi», sottolinea Costi.
    Le imprese che si occupano di servizi alle persone nel 2° semestre 2011 registrano una flessione della domanda (-0,4%) e del fatturato (-0,6%), confermata anche a livello tendenziale (rispettivamente -0,4% e -0,3%). Mentre a livello occupazionale la variazione tendenziale registra un ridimensionamento contenuto (-0,2%). Nella prima parte dell’anno 2012 non si segnalano particolari dinamiche di sviluppo e rimane stabile il trend occupazionale.

    Il settore dell’edilizia è sempre in affanno e la situazione sembra ormai endemica: nel secondo semestre 2011 c’è stata una flessione della domanda (-0,3%) e del fatturato (-0,6%) con pesanti ricadute sul calo dell’occupazione (-0,5%) e sulla propensione ad investire (7,3%) con valori peggiori rispetto alla media regionale. Le variazioni tendenziali evidenziano perdite più contenute per quanto riguarda il fatturato (-0,3%) e simili per domanda ed occupazione. L’incremento dei prezzi delle materie prime è notevole e a livello tendenziale raggiunge quota +3,5%. Le previsioni per inizio anno 2012 sono stabili con una moderata ripresa degli investimenti. Significativo, come sottolinea l’osservatorio, che per quasi un’azienda su quattro la liquidità sia peggiorata e che solo la stessa percentuale non sia indebitata (24,7%) valore nettamente inferiore rispetto alla media regionale.

    «Il settore resta fermo al palo – conclude Costi – perché purtroppo con il perdurare della crisi economica i privati difficilmente investono in ristrutturazioni. L’unica speranza sono i lavori pubblici e forse le grandi opere potrebbero rappresentare un’opportunità».

    Ma, aggiungiamo noi, probabilmente sarebbero sufficienti le “piccole” opere pubbliche necessarie, per ridare fiato ad una marea di piccoli costruttori edili. Anche perché, ormai è risaputo, le grandi opere difficilmente danno da mangiare alle imprese del territorio.

     

    Matteo Quadrone

  • Premio Creatività 2012: concorso del Ministero dei Beni Culturali

    Premio Creatività 2012: concorso del Ministero dei Beni Culturali

    Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha prorogato al 7 giugno 2012 le iscrizioni al concorso “Premio Creatività 2012”, rivolto a giovani studenti creativi di età superiore ai 16 anni, con lo scopo di incoraggiarli alla creazione di opere dell’ingegno e alla promozione della “cultura” del diritto di autore.

    Il Concorso prevede la realizzazione di un’opera appartenente a uno dei generi tutelati dalla legge sulla protezione del diritto di autore:
    1) opera letteraria, ivi compresi i soggetti cinematografici;
    2) opera musicale;
    3) opere della scultura, della pittura, dell’arte del disegno, della incisione, e delle arti figurative similari, disegni ed opere di architettura;
    4) opera di pubblico spettacolo;
    5) opera cinematografica – limitatamente al cortometraggio.

    La cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma presso una sede istituzionale del Ministero: le opere vincitrici saranno pubblicate e registrate nel Registro Pubblico Generale delle opere protette dalla legge sul diritto di autore. Ai vincitori sarà conferita una pergamena attestante la paternità dell’opera e la sua pubblicazione, e il vincitore di ogni sezione avrà un premio in denaro di 500 €.

    Per maggiori informazioni si può contattare l’indirizzo premiocreativita@beniculturali.it.

  • Quattro minuti alla fine del mondo: concorso per autori di trailer

    Quattro minuti alla fine del mondo: concorso per autori di trailer

    cinepresaSono aperte le iscrizioni per il concorso nazionale per trailers dal titolo 4 minuti alla fine del mondo, organizzato dall’associazione Alassio Resurrection, che prevede l’invio di filmati a tema libero di lunghezza fino a 4 minuti.

    Il trailer deve promuovere un film, un film documentario, o una web-serie non ancora prodotta. Nella scheda di iscrizione alla voce breve sinossi e al momento del caricamento del video su youtube alla vove descrizione è necessario includere una “logline” (un riassunto di 100 parole) che descriva il film, documentario, serie web, promosso dal trailer.

    Il concorso è aperto a tutti, filmakers professionisti o amatori, anche non di nazionalità italiana. Per partecipare bisogna compilare la scheda di partecipazione e caricare il filmato su youtube nel canale specifico del concorso 4MAFDM. La partecipazione è gratuita.

    La scadenza per l’invio dei materiali è il 31 maggio 2012.

    Per maggiori informazioni si può scrivere all’indirizzo concorsiar@gmail.com.

  • Castelletto: restaurato lo storico ascensore reso famoso da Caproni

    Castelletto: restaurato lo storico ascensore reso famoso da Caproni

    Sono finiti i lavori di restauro del famoso ascensore di Castelletto, reso celebre da Giorgio Caproni che intendeva utilizzarlo per raggiungere il paradiso, un impianto ultracentenario – risale infatti al 1909 ed è vincolato dalla Sovrintendenza – che copre un dislivello di 57 metri, paragonabile a pochi altri nel mondo.

    Ieri mattina il sindaco Marta Vincenzi, il vice sindaco Paolo Pissarello, Enrico Vesco, assessore ai trasporti della Regione e Paolo Cervetti, amministratore delegato Amt, hanno presentato ai genovesi il risultato del restauro. L’opera, del costo di 400 mila euro, è inserita nel piano di riqualificazione della Maddalena e ha perciò goduto di finanziamenti europei.

    «C’è stata un’ottima collaborazione tra Amt, Comunune, Regione, Sovrintendenza e Consulta Handicap con la quale abbiamo studiato l’eliminazione di qualsiasi barriera architettonica – ha dichiarato il sindaco Vincenzi – Parliamo di un gioiello delicato e bellissimo, utilizzato da numerosi cittadini ma anche dai turisti e per questo deve essere ben conservato. Siamo riusciti a sistemarlo grazie ai fondi per lo sviluppo della Maddalena e l’ascensore sarà funzionale per connettere l’antico quartiere del centro storico con la città alta».

    Quello di Castelletto è solo l’ultimo impianto di risalita che ha subito un restyling. «Durante il mio mandato – ha sottolineato il sindaco – abbiamo messo a posto tutti gli impianti e per i prossimi trent’anni non avremo più problemi. Per venerdi è prevista l’ultima inaugurazione, quella della ferrovia a cremagliera di Granarolo».

    Gli interventi di restauro hanno tenuto in considerazione le indicazioni della Sovrintendenza: tutto è stato ricostruito in maniera fedele, rispettando i vincoli storici ed artistici. I materiali e i colori degli intonaci, le decorazioni in rilievo, le vetrate, i serramenti in ferro, la recinzione del terrazzo, gli arredi, le maioliche che ovviamente non sono più in produzione e sono state riprodotte a mano a partire dalla costruzione dello stampo.

    Ma i lavori non hanno riguardato solo gli aspetti estetici. L’usura, dovuta al trascorrere del tempo, ha iniziato a compromettere la stabilità della torre liberty che in occasione dell’ultimo conflitto mondiale aveva perso le vetrate lungo il percorso. È stato quindi necessario un intervento di consolidamento della struttura portante, realizzato con la sistemazione di 20 pali da 16 centimetri di diametro fino a una profondità di oltre 7 metri, connessi con 32 barre orizzontali in acciaio al titanio e con la ricostruzione dei contrafforti, le strutture esterne di sostegno e di parte della muratura, con l’impiego di novemila mattoni, al fine di una migliore distribuzione dei pesi.

    Infine in collaborazione con la Consulta Handicap si è provveduto all’abbattimento delle barriere architettoniche, con la modifica dell’apertura delle porte di accesso della stazione inferiore e all’interno della galleria per agevolare il passaggio delle persone in carrozzella e con l’installazione di percorsi in rilievo e di mappe tattili, con segnalazione dei punti significativi, come l’emettitrice dei biglietti e la timbratrice, per favorire gli spostamenti autonomi dei ciechi e degli ipovedenti.

     

    Matteo Quadrone

  • Cinema muto: proiezioni di film all’Auditorium di Palazzo Rosso

    Cinema muto: proiezioni di film all’Auditorium di Palazzo Rosso

    cinema mutoVenerdì 4 maggio 2012 inizia il primo di tre incontri dedicati alla riscoperta del cinema muto a cura della Cineteca Griffith di Genova. L’iniziativa prende lo spunto dal ritorno alla ribalta dei film muti grazie alle due opere recentemente premiate agli Oscar, “The artist” di Michael Hasnavicious e Hugo Cabret di Martin Scorsese.

    Le proiezioni si terranno all’Auditorium Musei di Strada Nuova, Galleria di Palazzo Rosso. Il biglietto di ingresso per ogni spettacolo è al costo di 5 €, mentre lo spettacolo di sabato 19 maggio è a ingresso libero perché compreso nel programma della Notte dei Musei.

    Questo il programma

    – 4 maggio, ore 18 e ore 21 – In compagia di Max Linder
    Un film documentario rarissimo realizzato da René Claire e dalla figlia di Linder stesso, in cui si narra la carriera dell’attore dal primo all’ultimo film realizzato.

    – 11 maggio, ore 18 e ore 21 – Le origini del cinema americano con filmati rarissimi di Griffith, Edison, Porter e altri

    – 19 maggio, ore 18.30 (Notte dei Musei) – Filmati e un’intervista rarissima dei fratelli Lumière e i film “magici” di Georges Meliès.

  • Writing, Urban art contest: competizione nazionale di arte murale a Bergolo

    Writing, Urban art contest: competizione nazionale di arte murale a Bergolo

    Urban art contest, il bando che promuove il concorso di arte murale di Bergolo, in Piemonte, Langa albese, all’interno del Festival Hip-Hop, il 23-24 giugno: Pro Bergolo e ARTEyBARBIERIA, in collaborazione con Collisioni e Cinema Vekkio, con il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comune di Bergolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Langhe Roero, indicono per domenica 24 giugno 2012 ore 14.00/19.00 una performance live di “urban art” sul tema: “Parole dal futuro”.

    Premessa

    La scelta degli organizzatori di indire un contest definito di “urban art” indica una ben precisa volontà di fondo, rivolta sia ai partecipanti che alla Giuria, ovvero, di esplorare, in maniera sia formale che estetica, quanto di nuovo sta emergendo dal filone del graffitismo, che proietta il genere oltre l’espressione della più semplice e nota “arte di strada” verso i territori dell’arte contemporanea. In tal senso, in sede di giudizio delle opere presentate, si intende riconoscere e valorizzare maggiormente quegli apporti più personali e innovativi che tendano ad evolvere e maturare gli stilemi classici del genere.
    Una scelta di qualità che si intende mantenere ed ampliare nel tempo ritenendosi non semplici “organizzatori di eventi”, bensì promotori di crescita culturale e artistica, di valorizzazione e incoraggiamento di giovani talenti.

    Regolamento

    – L’associazione Pro Bregolo e ARTEyBARBIERIA in collaborazione con Collisioni e Cinema Vekkio, indicono il secondo concorso nazionale di arte murale, per singoli artisti e tecnica aerosol.

    – Il titolo è “Parole dal futuro”“futuro”, tratto dal tema scelto da Collisioni per l’edizione 2012, e i singoli artisti potranno esprimersi, liberamente a condizione che la composizione o il soggetto rappresentati siano originali, ovvero mai prima rappresentati né in toto né in parte.

    I pannelli messi a disposizione dall’organizzazione (base cm 120 x altezza cm 200), sorteggiati tra quanti regolarmente iscritti alla competizione, saranno sistemati all’aperto, e andranno a costituire il primo embrione del nascente “PARCO DEI GRAFFITI”.

    – I partecipanti dovranno procurarsi autonomamente gli spray necessari alla realizzazione della loro opera.

    Le opere realizzate durante il contest rimarranno proprietà dell’organizzazione che potrà deciderne autonomamente l’utilizzo e la collocazione.

    L’iscrizione, gratuita, si effettua inviando una mail a arteybarbieria@virgilio.it, con: nome e cognome – luogo e data di nascita – luogo di residenza – recapito telefonico – TAG – mail.

    – I pannelli messi a disposizione dall’organizzazione sono 40, per cui saranno ammessi al Contest solo i primi 40 che si saranno regolarmente iscritti entro la scadenza del Bando.

    La data di scadenza del bando, termine ultimo per le iscrizioni, è fissata al 10 Giugno 2012. Solo nel caso che entro tale data non siano stati occupati tutti i pannelli disponibili, potranno essere ammesse iscrizioni pervenute successivamente.

    L’accettazione dell’iscrizione sarà comunicata all’interessato, tramite mail, entro il 18 giugno 2012. In assenza di comunicazione l’iscrizione dovrà intendersi non accolta per mancanza di spazi disponibili; l’interessato potrà comunque presentarsi al contest ed eventualmente subentrare ad iscritti che abbiano rinunciato.

    – Come requisiti delle opere, oltre all’originalità, è richiesto l’utilizzo fondamentale e principale degli “spray”, ai quale si potranno affiancare l’utilizzo di marker, di mascherature o di stencil, purché questi rappresentino un apporto minimo, marginale, rispetto alla totalità dell’opera.

    – Quanto all’utlizzo corretto delle tecniche previste, e alla coerenza dell’opera rispetto al tema proposto, la Giuria esprimerà il proprio insindacabile giudizio stilando la cliassifica dei vincitori.

    I premi, assegnati a insindacabile giudizio della Giuria, si compongono di:

    1° premio: €. 500,00 e targa di merito; 2° premio: €. 300,00 e targa di merito; 3° premio: €. 150,00 e targa di merito.

    PREMI SPECIALI
    Premio per il migliore under 18: €. 150,00 e targa di merito; premio per l’idea più originale: €. 150,00 e targa di merito;
    a tutti: targa di partecipazione.

    I vincitori saranno invitati a dare vita a una performance live collettiva nell’ambito di Collisioni 2012 .

    Il concorso è parte del “1° Bergolo Art Festival”, Il 23-24 giungo 2012.
    Ulteriori informazioni su bergolo.org/ o su facebook.com/pages/ARTEyBARBIERIA