Autore: erasuperba

  • Rivarolo: raccolta firme contro l’apertura di nuove sale slot e videolottery

    Rivarolo: raccolta firme contro l’apertura di nuove sale slot e videolottery

    Una raccolta di firme per dire basta all’apertura di nuove sale giochi e scommesse.

    Accade a Rivarolo, in Valpolcevera, grazie alla tenacia di un comitato di cittadini del quartiere capaci di mobilitare intorno all’iniziativa la Parrocchia di Santa Maria Assunta, la A.C.R , il gruppo Scout, l’istituto scolastico comprensivo di Rivarolo, la Croce Rosa, il teatro Albatros e la Rivarolese Calcio. La raccolta si avvia verso un inaspettato successo soprattutto per merito del passaparola. Il tema è particolarmente sentito nella delegazione ed in breve tempo le adesioni sono state superiori alle aspettative. Parliamo di circa 1800 firme, pronte per essere consegnate a chi di dovere, verosimilmente a Palazzo Tursi e se possibile direttamente nelle mani del Sindaco.

    Tutto nasce da una lettera che il 16 gennaio scorso i cittadini hanno indirizzato a Sindaco, Questore e Prefetto di Genova, allo scopo di chiedere l’attenzione necessaria per un quartiere che già ha subito l’invasione di sale dedicate al gioco d’azzardo.

    In particolare a destare preoccupazione è il previsto insediamento di una nuova sala all’angolo tra via Pisoni e via Vezzani, nei locali di proprietà del Marchese Cattaneo Adorno. Un edificio che si trova ad appena dieci metri dal complesso scolastico di Piazza Pallavicini e da un asilo, una zona frequentata quotidianamente da mamme e bambini.

    I promotori del no ribadiscono la loro contrarietà a nuove aperture di sale giochi e scommesse a Rivarolo ma anche nel resto del Comune di Genova <<in qualunque punto, a maggior ragione nei pressi dei centri di aggregazione giovanili (scuole, oratori, palestre, ecc.)>>.

    <<La presenza di una di queste sale all’inizio di via Jori, in prossimità della Biblioteca Cervetto, a pochi passi dalla piscina del quartiere, già la dice lunga sulla gravità della situazione – sottolineano i promotori – Ci chiediamo quale messaggio, dal punto di vista sociale, mandiamo ai più giovani>>.

     

     

    Matteo Quadrone

     

  • Social card 2012: no a discriminazioni territoriali

    Social card 2012: no a discriminazioni territoriali

    Il Governo Monti ha riproposto anche per il 2012 la cosiddetta social card, ossia la carta prepagata riconosciuta a favore degli anziani di età pari o superiore ai 65 anni e alle famiglie con bambini di età inferiore ai 3 anni in presenza di determinati requisiti di carattere reddituale.

    <<Abbiamo sempre ritenuto la Social Card uno strumento inadeguato ed insufficiente per aiutare realmente i pensionati e le famiglie in difficoltà – scrive in una nota Federconsumatori – I maggiori problemi riscontrati nella versione precedente riguardano ritardi nelle ricariche e difficile gestione, che molto spesso hanno creato solo ulteriori difficoltà ed innumerevoli situazioni imbarazzanti a chi già si trova a disagio. Per rispondere alle difficoltà delle famiglie c’è bisogno di ben altro: gli interventi dovrebbero agire direttamente incrementando pensioni e redditi delle famiglie in disagio economico>>.

    <<Ma quello che ci auguriamo caldamente è che non venga ripresa quella allucinante idea, che già contestammo nel febbraio 2011, di articolare gli importi della social card a seconda dell’area geograficadichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e AdusbefNon possono e non devono essere fatte disparità e tra cittadini in disagio economico al Sud e al Nord. Anche perché, è dimostrato che se la spesa alimentare al Sud risulta minore, è solo perché le famiglie a causa del basso reddito percepito sono costrette a ripiegare su prodotti più economici e, cosa assai grave, prestando meno attenzione alla qualità>>.

  • #salvaiciclisti: otto regole per evitare le stragi su due ruote

    #salvaiciclisti: otto regole per evitare le stragi su due ruote

    ciclistiIn questi giorni molti utenti di Twitter hanno rilanciato e condiviso l’hashtag #salvaiciclisti, intorno al quale si è mosso un dibattito partito da Oltremanica e che sta coinvolgendo un gruppo sempre più numeroso di blogger amanti delle due ruote.

    Cosa accade? Lo scorso 2 febbraio il giornale inglese Times ha pubblicato otto regole per evitare incidenti stradali che vedono coinvolti i ciclisti: secondo una ricerca, in Inghilterra negli ultimi dieci anni sono morti 1.275 ciclisti per la negligenza di chi si muove su strada.

    Un gruppo di quaranta blogger italiani riprende il tema, sottolineando che il corrispettivo numero nel nostro Paese è ben maggiore: 2.556 ciclisti morti nell’ultimo decennio. Per questa ragione il web si sta mobilitando nel rilanciare le otto regole inglesi, perché vengano adottate nel nostro Codice Stradale e aiutino a salvare delle vite.

    Queste le otto regole:

    1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la volta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.

    2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.

    3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.

    4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.

    5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.

    6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.

    7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays.

    8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

    Marta Traverso

  • Parchi di Nervi: stop ai posteggi selvaggi all’interno delle aree verdi

    Parchi di Nervi: stop ai posteggi selvaggi all’interno delle aree verdi

    All’interno degli splendidi Parchi di Nervi hanno accesso, spesso e volentieri, automobilisti regolarmente autorizzati che senza farsi troppi scrupoli posteggiano selvaggiamente, alcune volte addirittura sulle aiuole.

    Il problema è stato posto martedì durante il Consiglio comunale, grazie ad un’interrogazione a risposta immediata presentata dal Consigliere Emanuele Basso.

    L’esponente dell’”Altra Genova” ha citato un caso verificatosi lo scorso 8 gennaio, balzato agli onori della cronaca su alcuni organi d’informazione.

    Ma – come ha precisato Basso – non si è trattato di un episodio isolato bensì di un fenomeno più ampio che purtroppo si ripete con frequenza.

    Ha risposto l’assessore Francesco Scidone che si è detto d’accordo sulla necessità di intervenire per stroncare simili comportamenti.

    <<I permessi per accedere all’interno dell’area dei Parchi di Nervi non sono rilasciati dalla polizia municipale – ha spiegato Scidone – sono invece di competenza del settore Parchi e Verde del Comune. Condivido pienamente la necessità di non consentire più l’accesso delle auto. Ed infatti stiamo rivedendo in senso restrittivo il regolamento che ne disciplina gli accessi>>.

    <<Certo appare paradossale – ha sottolineato Basso – che il settore Parchi e Verde continui a concedere permessi del genere mentre al contrario il suo compito dovrebbe essere proprio quello di tutelare queste aree verdi>>.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Shoot in the Casbah: concorso per registi di videoclip musicali

    Shoot in the Casbah: concorso per registi di videoclip musicali

    shoot in the casbah 2012I giorni che restano per partecipare sono pochissimi, ma se avete qualche progetto interessante in cantiere si può sempre tentare. L’organizzazione del Rock in the Casbah – attiva da undici anni e che normalmente si svolge in estate a Sanremo – ha indetto la prima edizione invernale della rassegna in parallelo con lo svolgimento del Festival di Sanremo.

    Per l’occasione ha lanciato il concorso per videoclip musicali rock e pop-rock Shoot in the Casbah.

    I partecipanti possono caricare su YouTube o piattaforme web analoghe entro le 22.00 di lunedì 13 febbraio un video realizzato con riprese live o animazione, che dovranno avere un soggetto e una durata in linea con la durata del brano musicale a cui il video è ispirato. Il link al video dovrà essere inviato, insieme alla domanda di partecipazione (scaricabile dal sito lucalombardiphoto.com) all’indirizzo mail shootinthecasbah@lucalombardiphoto.com.

    Non è richiesta alcuna quota d’iscrizione.

    Una giuria valuterà i videoclip: il vincitore sarà proiettato nel corso di “Festival in the Casbah” e il gruppo che ne è autore potrà esibirsi sul palco dell’edizione 2012 di Rock in the Casbah, a fronte di un cachet che verrà concordato con gli organizzatori.

    Marta Traverso

  • Guardare Maddalena: foto-diario di viaggio con Disorder Drama

    Guardare Maddalena: foto-diario di viaggio con Disorder Drama

    Tra i vincitori del bando indetto dal Comune di Genova I Giovani per i Giovani c’è l’associazione culturale Disorder Drama, attiva dal 2000 (prima come gruppo informale e poi come associazione) per l’organizzazione di concerti di band italiane e straniere sul territorio genovese e per la promozione dell’arte e della cultura tramite eventi, fanzine e spazi sul web.

    Lo scorso autunno l’associazione ha indetto il concorso fotografico Guardare Maddalena – Nuove topografie ad altra fedeltà, aperto ad artisti dello scatto di età compresa tra i 18 e i 29 anni e che mira a osservare con occhi nuovi una delle aree più complesse del centro storico.

    Un concorso che avrà il suo culmine in una pubblicazione ad hoc e in una mostra – inaugurazione prevista a marzo 2012 – e che grazie ai finanziamenti ottenuti dal Municipio Centro Est tramite il bando potrà godere di una forte visibilità.

    Marta Traverso

  • Ticket sanitario: l’esenzione non vale per chi ha perso un lavoro precario

    Ticket sanitario: l’esenzione non vale per chi ha perso un lavoro precario

    Una misura che colpisce i nuovi poveri, i meno abbienti, ma anche chi ha perso un lavoro precario. Parliamo del famoso ticket sanitario, dal quale non sono più esenti – a partire dal 1 novembre 2011 fino al 31 marzo 2012una larga fetta di cittadini liguri in difficoltà economica.

    Lo denunciano singoli cittadini indignati affiancati da figure quali Don Andrea Gallo e da associazioni come Adircons (federazione delle associazioni dei consumatori) e l’Associazione Ambulatorio Internazionale Città Aperta, solo per citarne alcune.

    Secondo la norma infatti, tra i 6 ed i 65 anni di età, sono esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria solo le persone che hanno perso una precedente attività di lavoro dipendente, iscritte negli elenchi dei Centri per l’impiego ed appartenenti ad un nucleo famigliare con un reddito complessivo lordo inferiore a 8.263 euro.

    Sono quindi chiamati a contribuire al costo delle prestazioni specialistiche e farmaceutiche  tutte le persone disoccupate che in precedenza non svolgevano un lavoro dipendente, bensì lavori precari quali prestazioni occasionali, contratti a progetto, collaborazioni di vario genere. Ma anche i lavoratori autonomi, ad esempio le numerose Partite Iva di chi ha tentato, senza successo, di avviare un’impresa.

    E non solo – secondo i cittadini che hanno denunciato la situazione – si registrano casi di minori ospiti di comunità o affidati ai servizi per svariate ragioni di disagio sociale che, non potendo usufruire dell’esenzione dal pagamento del ticket, sono stati costretti a rivolgersi presso strutture private, le quali hanno dimostrato maggiore disponibilità nel fornire le prestazioni sanitarie richieste.

    Il caso è stato portato alla luce in Consiglio comunale dal consigliere Antonio Bruno (Rc) che ha presentato un interrogazione a risposta immediata. <<Spero si tratti di un errore frutto di qualche copia incolla frettoloso – spiega Bruno – Qui assistiamo ad uno scollamento della realtà che ha dell’incredibile. Come si fa a dimenticarsi di tutti i lavoratori precari che, una volta perso il lavoro, oggi sono costretti a pagare il ticket sanitario? Per non parlare delle persone sotto occupate con redditi insufficienti alla sopravvivenza, dei senza dimora e di chi non è riuscito ad integrarsi nel mercato del lavoro>>.

    <<Senza un sostegno queste persone sono impossibilitate ad accedere ai servizi sanitari – sottolinea Bruno – chiedo a questa amministrazione di sostenere la mobilitazione avviata da alcuni cittadini ed associazioni e di farsi interprete di queste istanze presso la Regione Liguria. Il 31 marzo per fortuna scadrà questa norma e vogliamo che sia riscritta con la necessaria attenzione>>.

    L’assessore ai Servizi Sociali, Roberta Papi, si è detta d’accordo. <<Porterò presso la Regione Liguria questa riflessione, che condivido. Da una prima indagine sembra che la Liguria sia l’unica regione italiana che interpreta in tale maniera l’applicazione del ticket sanitario. In qualità di presidente ligure di Federsanità cercherò di porre l’argomento al centro del dibattito mentre come assessore chiederò chiarimenti alla Regione>>.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Fruit Logistica 2012: Il porto di Genova presente a Berlino

    Fruit Logistica 2012: Il porto di Genova presente a Berlino

    Anche quest’anno il porto di Genova è presente alla 20esima edizione di “Fruit Logistica 2012” , partita oggi presso la Fiera di Berlino, si concluderà il 10 febbraio ; sono attesi oltre 2.300 espositori provenienti da tutti i continenti che produrranno una panoramica completa di prodotti e servizi dell’intera catena logistica del commercio ortofrutticolo.

    La Fiera offre ad espositori e rappresentanti del settore una piattaforma eccellente di business e di contatti. La manifestazione si conferma anche quest’anno come principale punto di riferimento per l’offerta italiana ortofrutticola in ambito Europeo.

    Oltre 50.000 operatori del settore provenienti da 125 Paesi sono attesi all’evento leader per il commercio ortofrutticolo nel quartiere fieristico di Berlino. “Fruit Logistica” offre ai rappresentanti del commercio ortofrutticolo, ai commercianti all’ingrosso e al dettaglio, ad importatori ed esportatori ed ai produttori ortofrutticoli, eccellenti opportunità di creare nuovi contatti commerciali e di avere una panoramica completa di mercato. L’Autorità Portuale di Genova e la S.G.M. Società Gestione Mercato di Genova-Bolzaneto sono presenti presso la Hall 2.2 Stand C-08.

  • 260MQ tutti per te: concorso internazionale per artisti under 40

    260MQ tutti per te: concorso internazionale per artisti under 40

    pittore

    Uno spazio espositivo per artisti under 40 (nati dopo il 01/01/1972) all’interno di una struttura alberghiera: questo il premio in palio per il concorso internazionale d’arte contemporanea 260MQ, titolo che corrisponde all’estensione del campo da tennis che verrà concesso ai vincitori per una mostra di almeno quattro mesi durante la stagione estiva.

    Il tutto avverrà all’interno dell’hotel Al Sorriso di Levico Terme (TN), che ha indetto il premio per festeggiare i suoi 50 anni di attività. Ogni partecipante potrà proporre, singolarmente o in gruppo, il proprio progetto in qualunque disciplina artistica o architettonica. L’opera dovrà essere originale e creata in esclusiva per il concorso.

    La partecipazione al concorso è gratuita. Si dovranno inviare entro il 10 maggio, via posta o a mano all’Hotel al Sorriso -via Segantini 14, 38056 Levico Terme (TN), i seguenti documenti:
    – 2 tavole in formato A3, tecnica libera
    – relazione descrittiva in fomato A4 (max 4000 battute)
    – DVD contenente le tavole, i testi e qualsiasi altro materiale legato all’opera

    Questi i premi in palio:
    – 1° classificato euro 2.000 + contributo massimo di euro 10.000 come finanziamento per la realizzazione dell’opera
    – 2° classificato euro 1.000
    – 3° classificato euro 500

    Marta Traverso

  • Quartiere Diamante: inaugurato il Centro di educazione ambientale

    Quartiere Diamante: inaugurato il Centro di educazione ambientale

    Un’antica casa rurale a due piani sulla costa di Begato – in quella che un tempo si chiamava località “Aegua Marsa”-  completamente ristrutturata, rinascerà sotto forma di “Centro di Educazione Ambientale”, dotato di tutte le carte in regola per diventare <<il più bello della città>>, secondo il presidente del Municipio Valpolcevera, Gianni Crivello.

    Siamo in via Maritano, quartiere Diamante, troppo spesso citato nelle cronache come luogo pericoloso e foriero di conflitti sociali. Ma da alcuni anni – grazie alla volontà dei residenti e ad un tessuto sociale ricco di associazioni, soggetti sociali istituzionali e non – un’intera delegazione sta provando a rialzare la testa.

    Ieri mattina è stato inaugurato il nuovo Centro, una struttura studiata seguendo canoni energetici alternativi, dotata di pannelli fotovoltaici e solare termico, una serra riscaldata ed un sistema di recupero dell’acqua, il tutto in uno spazio completamente coibentato. Intorno alla “casetta”, sulle fasce che scendono verso valle, nasceranno numerosi orti urbani, alcuni dedicati alle attività che grazie al Centro si svilupperanno.

    Un progetto che risale addirittura al 2003 ma che solo oggi si è trasformato in realtà. Il Distretto Sociale di allora aveva immaginato un luogo che potesse assumere il ruolo di volano per promuovere il quartiere in tutta la città. Nell’ambito dei contratti di quartiere – un progetto europeo mai definitivamente decollato – era previsto anche il recupero dell’antica casa colonica, rimasta incastonata nell’unico angolo di natura superstite ormai circondata da giganteschi palazzi. Il piano di accompagnamento sociale del quartiere Diamante, oltre a restituire nuova vita ai fondi di alcuni edifici della zona, vedi la famosa Diga, dove si è installato il “progetto educativa di strada Diamante”, ipotizzava per la “casetta” la trasformazione in un Centro di Educazione Ambientale. Per fortuna Comune di Genova e Regione Liguria, nonostante siano trascorsi quasi dieci anni, non hanno lasciato cadere nel vuoto un’idea che nel febbraio 2012, finalmente ha visto la luce.

    <<Quest’operazione rappresenta il riscatto del quartiere – spiega Simonetta Gadaleta, coordinatrice dell’ambito sociale territoriale n. 41 del Comune – parliamo di uno spazio abbandonato e decadente che oggi viene messo a disposizione degli abitanti, ma non solo. L’obiettivo è far sì che l’intera città possa avvicinarsi al Centro e rendersi conto che il quartiere Diamante non presenta solo aspetti negativi, bensì è in grado di offrire strumenti utili per tutta la cittadinanza. Inoltre parlare di ambiente in un momento storico come questo è un messaggio fondamentale soprattutto per i bambini. L’idea è quella di sviluppare progetti in collaborazione con le scuole ed il centro servizi minori – famiglie del Municipio Valpolcevera>>.

    <<È un investimento notevole frutto di finanziamenti nazionali, comunali e regionali, che raggiunge la cifra complessiva di circa 1 milione e 700 mila euro – spiega Gianni Crivello, presidente Municipio Valpolcevera – In un luogo che è una realtà complessa, come il quartiere Diamante,  un Centro così concepito può fare la differenza. Ovviamente per non rimanere solo un contenitore dovrà essere riempito di contenuti. Quindi uno spazio vivo a disposizione di associazioni, scuole, cittadini, dove svolgere corsi, ad esempio di compostaggio, attività didattiche e di laboratorio dedicate a bambini e ragazzi. L’obiettivo è far sì che il Centro diventi uno strumento in grado di invertire i flussi, vale a dire portare gli abitanti di altre zone della città in Valpolcevera, invitandoli a scoprire il Centro>>.

    <<Occorre che le istituzioni, oltre a presenziare all’inaugurazione, forniscano il loro sostegno affinché il progetto possa davvero funzionare – spiega Francesco Corso, Associazione Quartiere Diamante – Noi daremo tutto l’appoggio necessario all’iniziativa e assicureremo la nostra presenza quotidiana>>.

    Ma l’importante – secondo gli abitanti – è che non si tratti di una semplice operazione di facciata.

     

     

    Matteo Quadrone

     

  • Subbuteo: il film genovese sul calcio realizzato in crowfunding

    Subbuteo: il film genovese sul calcio realizzato in crowfunding

    subbuteoPopolarissima per decenni tra i bambini (ma non solo), la Subbuteo-mania è tramontata all’alba dell’era dei videoghiochi, portando la storica azienda Hasbro a sospenderne la produzione da alcuni anni.

    Una scelta che non è andata giù ai fratelli Giovanni Battista e Arturo Parodi, che nella loro fabbrica di Manesseno – fondata nel 1971 dal padre Edilio e che conta, oltre ai due titolari, sette dipendenti – costruiscono il popolare gioco e lo distribuiscono in buona parte d’Europa. La loro storia ruota intorno a Subbuteopia, un documentario che sarà presentato in anteprima il 5 maggio a Villa Bombrini nel corso di una giornata interamente dedicata al Subbuteo, con tavoli a disposizione del pubblico e tanti eventi collaterali.

    Il film ha una particolarità: è stato finanziato tramite il web grazie alla raccolta fondi collaborativa degli utenti – fenomeno noto come crowfunding – che ha visto ottenere ai registi un budget di oltre 15.000 €.

    Marta Traverso

  • Poesie al femminile a Palazzo Ducale: un reading su Joyce Mansour

    Poesie al femminile a Palazzo Ducale: un reading su Joyce Mansour

    joyce mansourMercoledì 8 febbraio (ore 17.30) un nuovo appuntamento a cura di GenovaInedita per letture poetiche al femminile. Ospite dell’incontro è l’artista genovese Ksenja Laginja, che leggerà alcune poesie tratte dalla raccolta “Fiorita come Lussuria” di Joyce Mansour.

    Il suo vero nome era Joyce Patricia Ades. Nata al Cairo nel 1928 da genitori inglesi, ha vissuto tra Egitto, Inghilterra e Francia sposandosi due volte e iniziando la sua carriera poetica: le sue prime opere sono pubblicate nel 1953 (il titolo della raccolta è Cris), attirando la stima dei poeti surrealisti. Muore di cancro al seno nel 1986.

    Queste le motivazioni della scelta:  “Leggere Joyce Mansour, versante femminile del – e oltre il – surrealismo, è il mio personale omaggio alla sua poetica – quasi sconosciuta in Italia – un modo per dirle che la sua parola è ancora viva, nonostante – e oltre – il tempo“.

    Marta Traverso

  • Sacchetti di plastica: vietati quelli realizzati con additivi

    Sacchetti di plastica: vietati quelli realizzati con additivi

    <<Finalmente sono sanciti da un decreto legge pubblicato nella Gazzetta Ufficiale i criteri di vera biodegradabilità dei sacchetti di plastica – questo il commento del vicepresidente di Legambiente Stefano Ciafani, in merito all’entrata in vigore del decreto legge n.2 del 25 gennaio 2012 Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale, che all’art. 2 aggiorna il divieto entrato in vigore dal 1 gennaio 2011 – D’ora in poi un sacchetto per essere definito veramente biodegradabile deve garantire la sua compostabilità secondo la norma europea EN13432, che mette al bando anche gli shopper realizzati con gli additivi, ampiamente diffusi nel commercio al dettaglio nel nostro Paese>>.

    Le disposizioni prevedono che <<a  decorrere  dal  31  luglio 2012, la commercializzazione dei  sacchi  non  conformi  è  punita  con  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria  del pagamento di una somma da 2.500 euro a 25.000 euro, aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi  per  l’asporto  oppure  un  valore  della  merce superiore al 20 per cento del fatturato del trasgressore>>.

    <<Il decreto prevede che si possano continuare a produrre sacchetti di plastica tradizionali che siano effettivamente riutilizzabili, con uno spessore minimo di 200 micron per le buste a uso alimentare e di 100 micron per quelle destinate ad altri usi – spiega Legambiente – Al di sotto di questi spessori il sacchetto deve essere realizzato con materiali compostabili che non inquinano il processo di produzione del compost di qualità ottenuto dal trattamento dei rifiuti organici domestici>>.

    <<Grazie all’impegno rispettato dal Ministro Clini l’Italia completa nel migliore dei modi la rivoluzione iniziata con il bando dei sacchetti di plastica inserito nella finanziaria 2007, che ha già permesso una forte riduzione degli shopper usa e getta in tutto il Paese e la riscoperta della sana abitudine delle sporte riutilizzabili – conclude Ciafani – Con questa legge l’Italia si conferma paese leader al mondo nella lotta all’inquinamento da plastica e nella promozione di produzioni industriali innovative e rispettose dell’ambiente>>.

  • Municipio Centro Ovest: in rete i servizi di accoglienza, ascolto, orientamento

    Municipio Centro Ovest: in rete i servizi di accoglienza, ascolto, orientamento

    Una rete di soggetti, associazioni enti e servizi, da tempo operanti nel territorio del Municipio Centro Ovest, hanno deciso autonomamente di incontrarsi, avviando un coordinamento periodico.

    Il Gruppo di lavoro chiamato “Gruppo Sportelli”, ha coinvolto diversi soggetti che a qualsiasi titolo offrono alla cittadinanza del Municipio di Centro Ovest un servizio di “accoglienza, ascolto, orientamento”.

    Fanno parte del Gruppo di lavoro Operatori e Volontari di enti ed associazioni pubbliche e private, laiche e religiose, sociali e sanitarie. Tutti i soggetti, ognuno nel rispetto della propria “mission”, hanno deciso di condividere i riferimenti, le risorse, i saperi, le conoscenze acquisite nel tempo, nel delicato compito di “accoglienza ed orientamento” alle famiglie e alla cittadinanza di Sampierdarena e di San Teodoro, spesso in difficoltà e alla ricerca di figure in grado di comprendere ed orientare.

    Il coordinamento ed il confronto ha dato buoni frutti permettendo la messa in rete di soggetti che prima non si conoscevano, la diffusione di competenze, l’interscambio e l’aggiornamento su informazioni di cui anche i cosiddetti “addetti ai lavori” non sempre erano a conoscenza.

    L’esigenza di dare maggiore visibilità a questa “rete”, di “trasformare il sapere in strumento”, di dare visibilità al lavoro sin qui realizzato, è stata fortemente condivisa dal Municipio Centro Ovest che ha colto l’importanza di contribuire alla diffusione degli strumenti di chi “aiuta chi aiuta” mediante la stampa di un opuscolo cartaceo disponibile anche online ed aggiornato periodicamente sul sito del Comune di Genova Municipio II Centro Ovest, all’indirizzo www.municipio2centroovest.comune.genova.it

    Sarà possibile mantenere contatti facendo riferimento alla mail municipio2servizisociali@comune.genova.it

  • Rifiuto con affetto: contenitori di strada per baratto pubblico

    Rifiuto con affetto: contenitori di strada per baratto pubblico

    rifiuto con affettoQuante volte ci capita di trovare nei cassonetti dell’immondizia oggetti in perfetto stato, che magari sono stati gettati via solo per noia o perché rimpiazzati da qualcosa di più alla moda?

    Tre giovani artiste di Macerata hanno voluto rimediare a questo diffuso fenomeno trasformando il buttare via in arte e al tempo stesso dando vita a una nuova forma di baratto: Rifiuto con affetto è un sistema di contenitori analogo ai cassonetti dell’immondizia, dove però vengono depositati oggetti ancora funzionanti o in buono stato, perché qualcun altro li prenda e possa farne buon uso. I contenitori sono gialli, grandi come un tavolino e chiusi da una vetrata scorrevole.

    Un’idea analoga alle varie forme di crossing (la più nota senza dubbio è il book crossing) che già esistono nelle nostre città, e che le tre ragazze aspirano a portare in tutta Italia. Scopo del progetto è allungare il ciclo di vita degli oggetti, ridurre l’apporto delle discariche e evitare l’inquinamento dovuto alla continua produzione di nuovi oggetti, quando basterebbe scambiarsi quelli già esistenti.

    Che ne dite, non sarebbe bello avere un Rifiuto con Affetto anche a Genova? Ecco come fare: associazioni, enti pubblici, aziende o privati cittadini possono contattare le artiste all’indirizzo info@rifiutoconaffetto.it.

    Marta Traverso