Autore: erasuperba

  • Maddalena, fra riqualificazione e partecipazione tenta la rinascita

    Maddalena, fra riqualificazione e partecipazione tenta la rinascita

    Alla Maddalena si comincia a respirare un’aria nuova. I lavori di riqualificazione urbana procedono a buon ritmo e nel frattempo si registrano notizie positive anche per quanto riguarda l’insediamento in zona di nuove attività commerciali che vanno ad integrarsi alla perfezione con l’esperienza di condivisione promossa dai laboratori sociali.
    Una vitalità sommersa che lentamente riaffiora dagli spazi ristretti dei carruggi e si fa largo in mezzo ai problemi di sempre, la prostituzione e la criminalità che lucra alle spalle del disagio.
    Il tutto fa ben sperare, c’è fermento e speranza miste ad un po’ di paura di trovarsi dinanzi solo ad un’illusione di rinascita.

    Claudio Oliva, direttore del Job centre e uno dei protagonisti del Patto per lo sviluppo della Maddalena sottolinea “Speriamo che questo clima di fiducia sia utile per modificare in senso positivo la percezione che le persone hanno di via della Maddalena”.

    I lavori che interessano la zona sono numerosi e l’investimento è stato notevole: 13 milioni di euro in totale, di cui 10 provenienti dai fondi Por Fesr e 3 stanziati da Palazzo Tursi.
    “Per il centro storico medioevale più esteso d’Europa puntiamo ad una maggiore vivibilità”, ha dichiarato l’assessore ai Lavori Pubblici, Mario Margini.
    Il Comune ha appena perfezionato l’acquisto da Arte di Palazzo Senarega, attiguo a Piazza Banchi, dove l’amministrazione trasferirà il nuovo Centro Arti e Mestieri ed il Job centre, attualmente siti a Cornigliano.
    In totale sono ben 8 i milioni di euro di finanziamenti utilizzati (4 solo per l’acquisizione).

    Gli altri interventi riguardano la riqualificazione dei percorsi, tramite un programma di ripavimentazione allo scopo di rendere più percorribili le vie del quartiere; la bonifica impiantistica che prevede il rifacimento delle fognature, il rinnovamento dei tubi dell’acqua e dei cavi elettrici. E ancora l’adeguamento dei servizi con il rifacimento della segnaletica di orientamento, degli impianti di illuminazione e la realizzazione della copertura wi-fi che permetterà una piena accessibilità alla rete internet.
    “Tutti i lavori sono già appaltati ed in corso d’esecuzione”, spiega l’assessore Margini.

    In questi giorni un cantiere è stato aperto anche in vico della Rosa, alle spalle della chiesa della Maddalena. Qui verrà demolito un edificio inutilizzato da tempo per lasciare il posto ad un nuovo asilo nido.
    “La presenza dell’asilo è un fortissimo elemento di cambiamento – sottolinea Oliva – La direzione è quella giusta, rompere l’isolamento del quartiere favorendo la connettività fra le persone”.

    Ma occorre anche rivitalizzarlo, aprirlo all’esterno e connetterlo all’intera città. Un fattore imprescindibile è la presenza delle attività commerciali. Per anni latitanti, oggi si riaffacciano sulla via.
    “Fino a poco tempo fa avevamo grandi difficoltà nel trovare locali disponibili ad un prezzo accessibile – continua Oliva – mentre adesso gli stessi proprietari li mettono a disposizione con maggiore facilità”.
    Nel periodo che va da luglio a settembre l’Incubatore d’imprese del centro storico (gestito dal Job centre), nato per sostenere con finanziamenti e agevolazioni le attività della città vecchia, ha approvato 5 progetti per altrettante imprese che si insedieranno in zona. Con l’inizio di dicembre si procederà a valutarne almeno altri 2.

    Tutto ciò mixato alla presenza dei laboratori sociali, spazi messi gratuitamente a disposizione delle più svariate realtà associative: dalle associazioni di quartiere a chi si occupa di yoga, tutte i cittadini anche i non residenti, sono invitate a partecipare con le proprie iniziative.
    Pochi giorni fa si è concluso il bando per la gestione dei locali di vico Mele, sottratti alla criminalità organizzata e destinati alla vendita dei prodotti provenienti dalle terre liberate dalla morsa dei clan.
    Ma non solo. Attualmente sono tre i locali che grazie al Patto per lo sviluppo è stato possibile rendere accessibili: si trovano in Piazza Posta Vecchia, Vico Fornaro e Piazza della Cernaia.
    “È un fattore fondamentale perché stanno giungendo utilizzatori da tutta Genova – racconta Oliva – in questo modo la Maddalena torna ad essere considerata una risorsa per la città”.
    Un altro obiettivo sempre più vicino grazie al finanziamento del Job centre, è la realizzazione di una sede definitiva per il Laboratorio sociale Maddalena, presso alcuni locali al piano terra di vico del Papa.
    I progetti però non terminano qua. In Piazza della Cernaia si lavora per aprire, anche qui garantendo la massima accessibilità possibile, il nuovo distretto sociale. Mentre in Piazza Posta Vecchia sorgerà un Centro per anziani.
    Infine per il 2012 l’Incubatore d’imprese sta ragionando sulla possibilità di realizzare dei bandi innovativi, non rivolti esclusivamente alle imprese, bensì volti a favorire le associazioni cittadine che vogliano trasferire la propria sede in zona.
    E aumentare così quella presenza costante di persone, idee e progetti che potranno far compiere il decisivo salto di qualità a tutta la Maddalena.

    Matteo Quadrone

     

  • Fondi UE: l’Italia spende solo il 18% di quelli disponibili

    Fondi UE: l’Italia spende solo il 18% di quelli disponibili

    L’Unione Europea stanzia miliardi di euro di fondi strutturali destinati agli stati membri per favorire lo sviluppo di aree svantaggiate, dare impulso alle infrastrutture, promuovere l’occupazione giovanile, dare ossigeno a piccole e medie imprese grazie alle commesse dei progetti finanziati.

    Ma di queste risorse quante davvero ogni singolo stato riesce ad utilizzare?

    La media europea si attesta sul 30% di sfruttamento dei finanziamenti disponibili.

    Ebbene sui fondi stanziati per il periodo 2007-2013, l’Italia finora è riuscita a spendere solo il 18% di quanto avrebbe potuto.

    Peggio di noi in tutta Eurolandia è riuscita a fare solo la Romania.

    Considerando che i paesi più virtuosi Germania e Gran Bretagna sono rispettivamente al 38 e al 37%, si comprende alla perfezione il divario che si è venuto a creare fra l’Italia ed il resto d’Europa. E quale opportunità siamo riusciti a gettare al vento in questi anni.

    “Si dovrà operare senza indugio per un uso efficace dei fondi strutturali dell’Unione Europea”, ha ricordato anche il premier Mario Monti quando ha chiesto la fiducia al Senato.

    Ma quali sono le cause di questa pratica masochista?

    Innanzitutto i problemi legati allo sfruttamento delle risorse comunitarie vanno ricercati nell’eccessiva frammentazione degli interventi, nella confusione fra gestione e programmazione, nel dirottamento dei fondi comunitari su programmi poco strategici.

    Insomma in poche parole non c’è la necessaria razionalità nell’utilizzo dei finanziamenti. E soprattutto siamo penalizzati dall’incapacità di programmare nel medio e lungo periodo. La colpa va ricercata inevitabilmente nell’inefficenza della nostra pubblica amministrazione.

    “Troppo lenta la macchina e inadeguate le procedure – spiega Mario Calderini, docente al politecnico di Torino e consulente di molte pubblice amministrazioni nei rapporti con le istituzioni europee – Non c’è armonia né tra i ministeri né tra i vari livelli istituzionali: Stato, Regioni, Province, Comuni. I paesi più virtuosi invece hanno saputo scegliere. Francia e Regno Unito hanno accentrato fortemente sui ministeri, la Spagna ha privilegiato il piano locale”.

    Ifel, fondazione sulla finanza locale dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), in uno studio di qualche mese fa spiegava che i Comuni sono destinatari di quasi un quarto dei fondi Fesr (Fondo europeo per lo sviluppo regionale) 2007-2013 pari ad oltre 30 miliardi di euro.

    A luglio 2011 un comune su 5 aveva un progetto finanziato. E solo 61 progetti, il 2%, superano i 5 milioni di euro. Mentre il 43% è rappresentato da progetti che non superano i 150 mila euro.

    Piccole operazioni che difficilmente potranno avere l’effetto di creare valore aggiunto o di rispondere alle istanze di crescita strutturale.

    Inoltre in una situazione tanto parcellizzata seguire la realizzazione di ogni singolo progetto, monitorarne i progressi e quindi elargire le tranche del finanziamenti è un impresa improba.

    Diventa un’urgenza improcratinabile studiare qualche forma efficace di coordinamento. La soluzione c’è ed altri Paesi l’hanno adottata: creare un ente ad hoc per sostenere chi deve presentare un progetto all’Europa.

     

    Matteo Quadrone

  • Alluvione in Liguria, 29-30 novembre 2009: per non dimenticare

    Alluvione in Liguria, 29-30 novembre 2009: per non dimenticare

    AlluvioneIL PRECEDENTE

    29 novembre 2009 – In alcune località della Liguria parte l’allerta meteo 2 per il rischio di forti piogge e mareggiate. L’allerta inizia alle 15 di domenica 29 novembre e durerà fino alle 18 di lunedì 30 novembre. Le zone coinvolte sono il Tigullio e lo Spezzino, i fiumi a rischio esondazione sono rispettivamente l’Entella e il Magra.

    Anche Genova è coinvolta: allagamenti in via Fereggiano a Marassi e in via Era a Sturla a causa di alcuni tombini intasati.

    Si prevedono forti piogge e raffiche di vento, grandine qua e là, mareggiate e spruzzate di neve sulle alture.

    30 novembre 2009- Allerta 2 prorogata fino alla mezzanotte: nelle ultime 24 ore la media di acqua piovana si aggira intorno ai 160-170 millimetri. L’Entella e il Petronio sono in piena, il Tigullio è sul chi vive per il rischio esondazione. Stessa situazione nello Spezzino, dove i lavori di arginatura del Magra non sono ancora finiti. Nessun danno grave: solo smottamenti, alberi caduti e qualche allagamento dovuto alle mareggiate.

    IL PRESENTE

    29 novembre 2011 – Un mese fa lo Spezzino e Genova sono state colpite da due alluvioni, a circa dieci giorni una dall’altra. L’allerta meteo 2 è rimasta in vigore per diversi giorni.

    Il 25 ottobre nelle Cinqueterre e in Lunigiana sono caduti 520 millimetri di pioggia in meno di sei ore. Dodici vittime e un disperso. Il 4 novembre 2011 Genova è stata sommersa da 365 millimetri di acqua piovana in dodici ore. Sono morte sei persone.

    Nessuno ce lo ha insegnato, ma pare che quando c’è allerta meteo 2 certe cose possano accadere.

    Marta Traverso

  • Angeli del fango, pronti per la foto di gruppo?

    Angeli del fango, pronti per la foto di gruppo?

    genova alluvione t-shirt fangoNon si ferma la gara di solidarietà che dopo l’alluvione del 4 novembre ha portato moltissimi genovesi a dare il loro contributo per aiutare le persone e le attività commerciali colpite.

    L’esempio più eclatante è stato quello delle magliette Non c’è fango che tenga, che sono state vendute in molte piazze della città e ancora in questi giorni sono disponibili presso la parrocchia di S. Margherita di Marassi, in via Bertuccioni.

    Il successo dell’iniziativa ha portato l’idea di fare un ultimo passo a dimostrazione di quanto i genovesi siano stati uniti in queste settimane: un flash mob per domenica 4 dicembre, a un mese esatto dal nubifragio, per posare in una foto di gruppo con addosso le magliette.

    Il luogo non è stato ancora deciso, ma è probabile che alle centralissime piazze De Ferrari, Matteotti o della Vittoria si preferirà un luogo simbolico per quanto accaduto, come piazza Galileo Ferraris.

    Marta Traverso

  • Corsi di cucito a Genova: nel centro storico nasce Dietro le quinte

    Corsi di cucito a Genova: nel centro storico nasce Dietro le quinte

    cucitoIl fai da te ormai non è più solo un hobby: in questi tempi di crisi in cui bisogna stringere i denti e allentare i consumi, produrre da sé quanto serve per vivere è diventato quasi una vocazione.

    Non tutti però sono nati con una naturale predispozione ai fornelli, al cucito o al bricolage. Proprio per questo spuntano come funghi corsi che insegnano i rudimenti dell’arte di arrangiarsi.

    Ultimo in ordine di tempo è un atelier che ha da poco inaugurato nel centro storico di Genova, in via David Chiossone: a Dietro le quinte due donne con alle spalle esperienze di lavoro nella moda milanese – Rossana Pagliarini e sua figlia – hanno aperto un centro per mostrare (e vendere, of course) le loro opere e organizzare lezioni di cucito di due ore ciascuna, che spaziano da com’è fatta una macchina per cucire a tutti i segreti per realizzare stoffe perfette.

    Insomma, se non avete ancora deciso cosa regalarvi per Natale, perché non lasciate perdere i soliti cesti alimentari o confezioni regalo da profumeria e optate per una serie di lezioni utili e divertenti?

    Marta Traverso

  • Genova musei, dopo l’Accademia altri quattro a rischio chiusura

    Genova musei, dopo l’Accademia altri quattro a rischio chiusura

    Qualche settimana fa vi avevamo parlato del rischio chiusura per uno dei musei del centro di Genova, ovvero il Museo dell’Accademia di Belle Arti.

    Oggi scopriamo che non si tratta dell’unico polo culturale genovese che potrebbe presto chiudere i battenti: l’Assessore alla Cultura del Comune di Genova Andrea Ranieri, alla mano i dati delle visite nel 2011, ha stilato un libro nero dei musei civici. I circa mille visitatori del Museo dell’Accademia si sommano ai poco più di 4.000 del Luxoro di Nervi e ai circa 1.700 del Museo Navale a Pegli.

    Sono appunto queste tre le strutture attualmente più a rischio: per il momento si prevedono aperture limitate, per esempio il Luxoro potrebbe essere visitabile solo nel periodo natalizio. Incerta anche la situazione della Gam – anch’essa con una media di 5.000 visite all’anno – e di un altro museo di Nervi, la Wolfsoniana. Si tratta di musei periferici, che contano un minore passaggio casuale rispetto a quelli del centro città e che di rado spiccano con mostre o eventi che possano attirare un flusso maggiore di visitatori.

    Indignati? È naturale. Fermiamoci però a riflettere un momento: noi che a Genova ci siamo nati e cresciuti, e che magari fra gite scolastiche e vacanze abbiamo girato mezzo mondo, quanti musei della nostra città abbiamo visitato?

    Marta Traverso

  • Farmaci contraffatti: sul web dilagano i guadagni illeciti

    Farmaci contraffatti: sul web dilagano i guadagni illeciti

    L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) lancia l’allarme sui farmaci contraffatti acquistabili su internet.

    Un’abitudine, quella del ricorso al web magari per risparmiare pochi euro, che fa correre un rischio altissimo per la salute dei cittadini.

    Parliamo di una pratica illegale in Italia ma che, come dimostra una ricerca elaborata dall’Aifa in collaborazione con la Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale), è poco conosciuta anche ai medici: su 613 medici di famiglia è infatti emerso che solo 1 camice bianco su 4 sa che in Italia è illegale acquistare medicinali tramite web. Mentre oltre il 40% dei medici ritiene che i propri pazienti potrebbero averlo fatto.

    Per combatterla, secondo l’Aifa è necessario far lavorare in stretta cooperazione istituzioni sanitarie, forze di polizia e dogane per mettere in campo azioni di contrasto efficaci e favorire lo sviluppo di norme comuni e di una comunicazione qualificata rivolta a cittadini e operatori.

    Oggi per quanto riguarda il commercio illegale di medicinali, come spiegano i Nas, il dato stimato in circa l’1% di consumo sul territorio italiano potrebbe essere gravemente sottostimato.

    Investire 1 euro nel business dei farmaci contraffatti può portare a guadagnare fino a 2.500 euro. Cifre da capogiro considerando che per le sostanze stupefacenti il rapporto è di 1 a 16.

    Nel prossimo futuro, come spiega l’Aifa, l’iniziativa di contrasto più rilevante sarà l’acquisizione di un dominio “.pharmacy” da concedere solo a quelle attività che abbiano tutte le carte in regola per poter commerciare legalmente medicinali.

  • Buridda arrivederci, inizia il trasloco al mercato del pesce

    Buridda arrivederci, inizia il trasloco al mercato del pesce

    Via Bertani 1Una vicenda che si portava avanti da mesi, fra tira e molla e strascichi di polemiche che sembravano non finire mai: il centro sociale Buridda costretto a lasciare la sua sede in via Bertani, con trasferimento nei piani alti del mercato del pesce in piazza Cavour.

    La svolta è arrivata nei giorni scorsi, grazie al tramite di Don Andrea Gallo e della sua associazione Spazi sociali, che si è promossa come garante perché venga firmato il protocollo d’intesa tra il Comune e i gestori dei quattro centri sociali genovesi (Buridda, Terra di Nessuno, Pinelli e Zapata), che permetterà di avere un regolare contratto d’affitto per la propria sede.

    Il primo centro sociale in regola con il Comune è il Pinelli, che da gennaio ha una nuova sede in via Fossato Cicala. Sistemati i passaggi burocratici, anche il Buridda avrà la sua casa ufficiale e il trasloco partirà nei prossimi giorni. Il nuovo Buridda sarà ospitato in un’area su due piani, per un totale di circa 500 metri quadrati.

    Cosa accadrà invece agli altri due centri sociali? Lo Zapata sta ultimando le pratiche per il trasloco definitivo ai Magazzini del Sale di Sampierdarena, mentre il futuro di Terra di Nessuno è legato a doppio filo alla costruzione (se mai avverrà…) della moschea al Lagaccio.

    Marta Traverso

  • Teatro della Gioventù, stagione e nuova gestione al via nel 2012

    Teatro della Gioventù, stagione e nuova gestione al via nel 2012

    teatro della gioventuLa nuova gestione del Teatro della Gioventù in via Cesarea aveva scatenato fior di polemiche nei mesi scorsi. Lo spazio era noto per la sua particolare attenzione alla commedia dialettale, ma la musica è decisamente cambiata dopo che è stato affidato alla Hurly Burly di Massimo Chiesa dopo una gara d’appalto indetta dalla Regione lo scorso febbraio. Non senza polemiche, Chiesa ha  infatti scelto di seguire una linea completamente diversa: largo alla musica, alle compagnie giovani e al teatro contemporaneo.

    La stagione teatrale partirà nel 2012 e il cartellone sarà annunciato nei prossimi giorni, giusto il tempo di ultimare i lavori di ristrutturazione della sala. Nessuna indiscrezione sui titoli degli spettacoli, ma il nuovo direttore artistico è stato molto chiaro su ciò che ci attende: nessuna opera in dialetto, molto spazio alla musica con concerti jazz, rock e blues, alle compagnie teatrali giovani – Chiesa ha dichiarato che avrebbe assunto 30 ragazzi nella sua compagnia – e tanti spettacoli nuovi rispetto a ciò che comunemente rappresentato negli altri teatri genovesi, in modo da non creare nessuna forma di concorrenza diretta.

    Non ci resta dunque che scoprire il calendario degli spettacoli per scoprire se sarà così. Certo, i nostalgici delle commedie dialettali avranno di che mugugnare, ma si spera che il gioco valga davvero la candela.

    Marta Traverso

    Video di Daniele Orlandi

  • Lotta all’Aids, cancellati i finanziamenti per nuovi progetti

    Lotta all’Aids, cancellati i finanziamenti per nuovi progetti

     

    Il Fondo Globale per la lotta all’Aids, alla Tubercolosi e alla Malaria annuncia lo stop ai nuovi progetti.

    I finanziamenti, a causa delle crisi economica, sono stati cancellati, fino a nuovo ordine. All’ultima conferenza dei donatori il Fondo, che e’ una societa’ mista pubblica-privata, ha raccolto circa meta’ dei 20 miliardi di dollari necessari per ampliare i progetti contro le tre malattie.

    Nel periodo da qui al 2014 verranno assicurate le terapie gia’ in atto negli oltre 600 progetti portati avanti, ma non sara’ possibile fornirne di nuove.

    “Gravi problemi finanziari hanno colpito le nazioni che di solito colmano il fondo. Questo, insieme ai tassi di interesse bassi, ha avuto effetti devastanti sulle risorse disponibili per i nuovi progetti”, spiega una nota diffusa dal Fondo Globale.

    “C’è un incongruenza incredibile tra le promesse della scienza e della politica per la lotta all’Hiv/Aids e la mancanza di fondi che sta portando la ricerca sul baratro – ha detto Tido von Schoen-Angerer, direttore esecutivo della campagna per l’accesso alle medicine essenziali di Medici Senza Frontiere – Le persone che convivono con queste terribili malattie ora si sentiranno mancare la terra sotto i piedi, i donatori devono rendersene conto. E ciò succede proprio in un momento in cui invece avremmo dovuto fare un balzo in avanti, fornire più farmaci, salvare la vita ad ancora più pazienti”.

    L’Italia era uno dei paesi fondatori dell’agenzia, ma recentemente e’ uscita dal consiglio di amministrazione a causa del mancato versamento dei fondi promessi, 160 milioni di euro nel 2009 e nel 2010.

     

     

  • Casa albergo a Begato, ritorna la tensione

    Casa albergo a Begato, ritorna la tensione

    Begato a GenovaLa casa-albergo di via Linneo, a Begato, proprietà di Egi (società controllata da Poste italiane), torna al centro delle polemiche dopo mesi di sfratti prima intimati poi rinviati grazie anche all’intervento degli attivisti dello Sportello per il diritto alla casa e dell’assesssore comunale alle Politiche della casa, Bruno Pastorino che sta seguendo da vicino la vicenda.

    Il vostro immobile è inagibile mancando i requisiti minimi di sicurezza in seguito alla mancata manutenzione straordinaria. Entro il 29 corrente mese siete tenuti a riconsegnare gli immobili liberi da persone e cose e a partire da quella data sarà bloccata l’erogazione di energia elettrica e del gas”. Questo il testo della raccomandata inviata da Gesta srl, la società che gestisce l’immobile per conto di Poste italiane e ricevuta pochi giorni fa dalle numerose famiglie che abitano lo stabile.

    All’origine della questione ci sarebbe un contenzioso tra Gesta srl ed Egi per il mancato accordo sulla titolarità economica degli interventi di manutenzione straordinaria.

    “Si sta creando un focolaio di tensione sociale, tra gli abitanti ci sono molti bambini e persone in condizioni disagiate – spiega Bruno Pastorino – Queste raccomandate sono un gesto unilaterale minaccioso e irresponsabile. La Egi deve fare la sua parte come la sta facendo il Comune impegnato nella ricerca di una casa per le famiglie che hanno i requisiti. Ma per gli altri occorrono atteggiamenti responsabili da parte di chi li sta ospitando”.

    L’assessore invoca un intervento diretto di Poste italiane affinchè la vicenda non sfoci in problemi di ordine pubblico.

    Intanto ieri mattina  i 6 dipendenti di Poste italiane ancora alloggiati nella struttura (concepita in origine proprio per ospitare i dipendenti) si sono recati in questura accompagnati da un avvocato e hanno presentato un esposto contro Gesta srl. L’ipotesi di reato è interruzione di pubblico servizio vista l’annunciata previsione di blocco delle utenze.

    I lavoratori postali denunciano il fatto che Poste italiane non si sia neppure preoccupata di trovare per loro una sistemazione alternativa.

    Anche gli altri abitanti della casa-albergo si stanno organizzando per studiare forma di resistenza entro i limiti della legalità.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Regione Liguria: l’ecotassa finanzia la manutenzione dei parchi

    Regione Liguria: l’ecotassa finanzia la manutenzione dei parchi

    Dall’ecotassa, il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti, arrivano i soldi necessari per la manutenzione straordinaria di rifugi e sentieri, ma non solo, delle aree protette della Liguria.

    La giunta della Regione Liguria ha approvato infatti un provvedimento, proposto dall’assessore all’Ambiente Renata Briano, in collaborazione con gli assessori al Bilancio e al Turismo, Pippo Rossetti e Angelo Berlangeri, che destina una prima tranche di 700 mila euro agli enti parco regionali.

    Parliamo di Alpi Liguri (90 mila euro), Antola (125 mila), Aveto (105 mila), Beigua (90 mila), Montemarcello-Magra (90 mila), Portofino (90 mila), ma un contributo spetta anche alla Provincia di Genova per l’area protetta del giardino botanico di Pratorondanino.

    Si tratta di finanziamenti per il completamento e il consolidamento di interventi a favore del territorio montano  “Con particolare attenzione per la manutenzione della rete sentieristica e delle infrastrutture che promuovono una fruizione sociale e sostenibile dell’entroterra”, spiega Briano.

    Fra gli altri si segnala di “Notevole valore sostanziale e non solo simbolico – aggiunge l’assessore all’ambiente – l’attuazione di un primo lotto di lavori da 90 mila euro per il ripristino dei sentieri del parco di Montemarcello-Magra danneggiati dai recenti eventi alluvionali”.

    Grazie a questo fondo si potrà migliorare la fruizione dell’Osservatorio astronomico dell’Antola, restaurare i rifugi del Passo del Bocco, le Casermette del Penna e l’impianto fotovoltaico di Pratomollo in val d’Aveto. Ma sono previsti lavori anche al rifugio Argentea nella Foresta del Lerone, e nel sentiero degli Alpini nelle Alpi Liguri.

  • Miralanza: un passo avanti verso la riqualificazione

    Miralanza: un passo avanti verso la riqualificazione

     

    L’ultimo atto della lunga telenovela sull’area industriale ex Miralanza a Teglia, potrebbe essersi consumato un paio di giorni fa a Palazzo Tursi.

    Il 22 novembre infatti il Consiglio Comunale ha approvato l’assenso all’accordo di pianificazione per adeguare gli strumenti urbanistici alla riqualificazione dell’ex Miralanza.

    In pratica questo accordo, dopo il necessario assenso degli altri soggetti coinvolti, andrà a modificare quello risalente al 2003 fra Regione Comune e Asl 3 che prevedeva di destinare l’area all’ospedale di vallata per il Ponente e la Valpolcevera. Perché è proprio questo l’ostacolo che, almeno negli ultimi anni, ha impedito di presentare un progetto per recuperare gli spazi della ex fabbrica di detersivi.

    Nel 2009 però gli scenari sono mutati e la Regione ha individuato Villa Bombrini a Cornigliano come sede del nuovo ospedale del Ponente.

    Il Comune a quel punto ha cominciato a pensare a come recuperare l’area. Parliamo di 36 mila metri quadrati di assoluto degrado, proprietà di un fondo immobiliare, Pegaso Re, gestito da Fondamenta sgr.

    Nel 2010, un concorso di giovani architetti, Europan 10, cofinanziato dall’amministrazione comunale, propose un progetto di recupero per i siti di Begato- Diamante e l’area ex Miralanza. Le adesioni furono moltissime da tutta Europa, 41 i lavori pervenuti e numerosi quelli menzionati come meritevoli. E forse di quell’esperienza sarebbe utile recuperare alcuni spunti.

    Oggi il progetto di riqualificazione, che ha preso forma in linea con le previsioni del nuovo PUC, prevede la realizzazione di circa 250 appartamenti, negozi, parcheggi, una piastra sanitaria e una nuova fermata della ferrovia metropolitana.

    Una quota degli alloggi sarà destinata alle fasce sociali più deboli. C’è da sottolineare però che non si dovrebbe trattare di vera e propria Edilizia Residenziale Pubblica ma piuttosto di edilizia sociale a canone moderato. E forse in questo senso si poteva fare qualcosa di più.

    La Valpolcevera attende con impazienza soprattutto la piastra ambulatoriale vista la carenza di servizi sanitari sul territorio. Ma anche la stazione metropolitana è un decisivo passo avanti per migliorare i collegamenti in una zona, quella di Teglia, da sempre tagliata fuori dal trasporto pubblico.

    Mentre per quanto riguarda i volumi commerciali sono emerse le perplessità dei residenti che chiedono un’attenta verifica sulla possibilità di realizzare strutture di medie e grandi dimensioni, già ampiamente presenti in zona.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Milano apre la prima biblioteca sul tema della disabilità

    Milano apre la prima biblioteca sul tema della disabilità

    bibliotecaUna biblioteca e mediateca che contiene solo opere sul tema della disabilità: questo l’ambizioso progetto messo in atto dalla Lega per i diritti delle persone con disabilità, che proprio in questi giorni ha inaugurato la struttura nella sua sede di Milano (via Livigno, 2).

    L’associazione è attiva dagli anni Ottanta con una Mediateca, considerata la più grande raccolta europea di materiale audiovisivo e multimediale su questo tema, alla quale – grazie al contributo della Regione Lombardia – riesce oggi ad affiancare una sezione interamente dedicata alla narrativa.

    Scopo del progetto è avvicinare la gente comune alla disabilità tramite la voce a chi con essa convive ogni giorno.

    Si tratta di un progetto ancora in fase embrionale, a cui tutti sono chiamati a partecipare. Sono due le azioni che è possibile fare per contribuire:

    1- segnalare libri sul tema della disabilità e non ancora presenti nel catalogo. A oggi i testi della biblioteca sono un centinaio, divisi tra racconti brevi e romanzi e con un occhio di riguardo alla narrativa per l’infanzia.

    2- recensire testi del catalogo. Le recensioni potranno essere inviate all’indirizzo mediateca@ledha.it e saranno pubblicate sulla testata online dell’associazione.

    Per prendere in prestito i volumi basta registrarsi gratuitamente al sito, mentre i libri dovranno essere ritirati di persona presso la  sede dell’associazione.

    Marta Traverso

  • Scuola: un’altra sentenza contro le classi-pollaio

    Scuola: un’altra sentenza contro le classi-pollaio

     

    La disabilità nel contesto scolastico è un argomento assai delicato perchè l’istituzione che dovrebbe garantire a tutti, nessuno escluso, il diritto ad una corretta istruzione, spesso e volentieri a causa della mancanza di sufficienti risorse finanziarie, conseguenza di precise scelte politiche, si trova a dover far fronte a situazioni emergenziali. E in questo caso i primi a farne le spese sono gli alunni diversamente abili.

    Ma adesso arriva una sentenza in grado di cambiare le cose.

    La Sentenza n. 759, pronunciata il 26 ottobre dal TAR di Reggio Calabria, è davvero significativa perchè ribadisce l’illegittimità di costituire classi sovraffollate.

    La classi formate con un numero di alunni superiore ai venti, in presenza di uno studente con grave disabilità o di due alunni con disabilità lieve, sono considerate fuorilegge.

    Questo tipo di classi, dunque, andrà sdoppiato, in quanto solo gruppi di alunni non numerosi possono garantire la presa in carico del progetto di inclusione da parte di tutti i docenti curricolari, senza che ciò venga delegato al solo docente di sostegno.

    Si tratta della seconda sentenza che si pronuncia in questa direzione.
    Il Tar Molise con la Sentenza n. 163 del 31 agosto scorso stabilisce che gli accorpamenti delle classi decisi dagli uffici scolastici regionali possono essere impugnati, dal momento che la riforma Gelmini (che prevede 27 studenti per classe che possono diventare, in casi eccezionali, 30) non si può applicare se contrasta con le leggi che regolamentano la sicurezza e l’igiene nelle scuole.

    La FISH (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) commenta così la notizia “Finalmente a seguito della mobilitazione delle famiglie e delle loro associazioni, il Ministero e gli Uffici Scolastici Regionali dovranno adeguarsi al rispetto delle norme emanate e manifestamente violate dal Ministero stesso e dai suoi organi periferici”.

     

    Matteo Quadrone