Categoria: Notizie

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  • Gasometro di Prà, entro il 23 aprile ufficiale il trasferimento a Campi. Porcile: «Nei prossimi giorni incontri con Iren per chiarimenti»

    Gasometro di Prà, entro il 23 aprile ufficiale il trasferimento a Campi. Porcile: «Nei prossimi giorni incontri con Iren per chiarimenti»

    gasometro-pra-ireti-irenIl trasferimento del gasometro di Pra’ in una nuova area individuata in zona Campi diventerà realtà tra il 18 e il 23 aprile. È la vittoria di Ireti, la controllata del gruppo Iren che gestisce la distribuzione di acqua e gas, e la sconfitta dei lavoratori dell’impianto, che da fine del 2016 hanno iniziato una battaglia per impedire il trasferimento. A nulla sono valsi i numerosi incontri con assessori comunali e la manifestazione dello scorso febbraio per le vie di Prà.

    Approfondimento: L’addio al Gasometro di Pra’

    I prossimi saranno gli ultimi giorni di vita di un impianto storico, presente sul territorio sin da inizio 900 e, secondo i lavoratori supportati dall’amministrazione municipale, importante presidio di sicurezza per tutto il quartiere. Al suo posto sorgerà un supermercato. Ieri, l’estremo tentativo dei dipendenti per cambiare le carte in tavola, con la spedizione, tra mattina e pomeriggio, in Regione prima e in Comune poi. Decisamente concilianti i capigruppo regionali che, dopo aver incontrato una rappresentanza dei lavoratori, hanno emesso un comunicato bypartisan in cui si stimolava il Comune (unico attore politico con effettiva voce in capitolo) a organizzare un tavolo con azienda e a porsi come obiettivo il mantenimento dell’impianto entro i confini della circoscrizione di Ponente, come proposto dai lavoratori stessi, che avevano suggerito soluzioni “in zona”. «Smantellare la sede di Pra è una decisione assurda. Non si può spostare in Valpolcevera un centro operativo che serve l’estremo ponente cittadino, e nel quale oltre a IRETI risiedono ASTER e AMIU: così si rischia la paralisi – ha dichiarato il consigliere di Rete a Sinistra Gianni PastorinoI fatti parlano da soli: la sede delle Gavette non basta. Il presidio nel Ponente è indispensabile per garantire la sicurezza delle reti, il monitoraggio delle condotte del gas e l’azione del pronto intervento che già oggi lavora in affiancamento».

    Una richiesta accolta, nel pomeriggio, dall’assessore all’ambiente di Tursi Italo Porcile, che ha promesso a breve un incontro chiarificatore con l’azienda, lasciando però capire che difficilmente la decisione di Iren potrà essere ribaltata. Sul tavolo c’è anche il destino dei presidi di Amiu e Aster, anch’essi “sfrattati” dalla storica sede praese.

    Luca Lottero

  • Il ponente riconquista il suo mare: Pegli verso la balneabilità, per Voltri più servizi e sicurezza in spiaggia

    Il ponente riconquista il suo mare: Pegli verso la balneabilità, per Voltri più servizi e sicurezza in spiaggia

    Spiaggia Voltri 2La stagione balneare deve ancora cominciare, ma a Voltri già da qualche settimana le spiagge hanno ricominciato a popolarsi. Complici le numerose giornate di sole di questo generoso inizio di primavera, sono in molti nel quartiere a scegliere di trascorrervi la pausa pranzo o il pomeriggio. Alcuni, i più coraggiosi, hanno persino tirato fuori dagli armadi i costumi da bagno. Tra poche settimane queste stesse spiagge diventeranno una meta ambita di bagnanti del ponente genovese e non solo, e quelli che oggi sono pochi avventori isolati diventeranno una distesa colorata di asciugamani e ombrelloni. Tutti rigorosamente portati da casa, perché il litorale ponentino è rimasto la più grande spiaggia libera del Comune di Genova. Tre anni fa, inoltre, il mare che bagna la costa voltrese ha riconquistato dopo 40 anni la balneabilità. Un fattore, questo, che insieme alla completa gratuità dell’accesso alla spiaggia, ha contribuito a rendere Voltri una vera e propria meta balneare low cost.

    Una situazione di cui il quartiere indubbiamente beneficia ed è giustamente orgoglioso, ma che al tempo stesso rende più evidenti alcune carenze nei servizi offerti. «In una città che si apre al mondo e che vuole diventare accogliente per i turisti – afferma per esempio il presidente del Municipio 7 Ponente Mauro Avvenenteè impensabile che l’acqua delle docce sia aperta da metà luglio alla fine di agosto. Non è possibile che non si riesca a trovare un accordo con Mediterranea delle Acque per mantenere il servizio nei mesi in cui le spiagge sono frequentate, che a Ponente vuol dire almeno da metà aprile a metà settembre». A Voltri le docce vengono gestite dai circoli nautici che compongono il consorzio Utri Mare, mentre Pegli l’anno scorso ha dovuto fare i conti con una mareggiata che aveva distrutto le docce di Piazza Porticciolo, gestite da Bagni Marina Genovese e ripristinate definitivamente solo nelle scorse settimane.

    Più forze dell’ordine contro risse, barbecue e campeggi improvvisati

    Spiaggia VoltriParlando con il presidente Avvenente delle criticità delle spiagge di Voltri, non ci vuole molto perché si finisca a parlare di sicurezza e di rispetto delle regole. Una tematica che ogni estate torna puntualmente al centro dell’attenzione e di roventi polemiche da parte dei cittadini. «Con il ritorno della possibilità di fare il bagno – spiega Avvenente – si sono mosse maree di persone provenienti da ogni dove, che pensano che la spiaggia non sia una cosa di tutti ma una cosa di loro proprietà». Il riferimento è a chi, nonostante le norme lo vietino chiaramente, organizza campeggi improvvisati o generose grigliate, con l’ovvia accensione di fuochi liberi. L’invitante odore di carne alla brace che nelle sere di estate si sente spesso levarsi dalla spiaggia diventa così motivo di rabbia per gli abitanti del quartiere, che negli scorsi anni hanno più volte denunciato l’insufficienza dei controlli. «In passato – aggiunge Avvenente – è già successo che, magari dopo la sesta bottiglia di birra, si verificassero risse tra etnie diverse tra cui non scorre particolarmente buon sangue, con tanto di bottiglie rotte che restano sulla spiaggia e che il giorno dopo rischiano di tagliare i piedi ai bambini. Nessuno vuole fare discriminazioni di tipo razziale, il problema sono i comportamenti. Chi mantiene un comportamento civile è sempre il benvenuto, a prescindere dalla provenienza e dal colore della pelle». La soluzione trovata sarebbe quella di un’intensificazione della presenza di polizia e carabinieri, per lo meno nelle giornate più “critiche”: «A breve – rivela infatti il presidente del Municipio di ponente – incontreremo il Questore e il Prefetto, perché abbiamo l’intenzione di intensificare la presenza delle forze dell’ordine sul litorale di Voltri (e da quest’anno anche di Pegli) nelle giornate di venerdì e sabato, quando più spesso vengono piantate le tende».

    I rischi per la sicurezza dei bagnanti passano però anche dall’assenza di bagnini pronti a intervenire in situazioni di pericolo. «La Capitaneria di Porto ha insistito molto perché ci fosse vigilanza alla balneazione – spiega Avvenente – che però va fatta con persone qualificate e formate. Il Municipio non ha i fondi per farlo, con un po’ di insistenza siamo riusciti a spingere il Comune a chiedere alla Regione i soldi per attivare questo tipo di servizio, che l’anno scorso siamo riusciti a garantire nei mesi di luglio e agosto con due postazioni a Voltri e una a Vesima, dove si sono sviluppati gli stabilimenti privati».

    Obiettivo balneabilità a Pegli, il lavoro nascosto dei depuratori

    Se Voltri ospita la spiaggia libera più estesa del Comune di Genova, l’altro quartiere che in questa parte di città ha la fortuna di avere un litorale frequentabile è quello di Pegli. Qui, però, le acque che lo bagnano non sono balneabili. Almeno al momento. «L’obiettivo – spiega infatti Avvenente – è quello di conquistarla anche li, e pare che per quest’anno dovremmo riuscire a ottenerla su due punti del litorale. Siamo da tempo in contatto con Arpal, che nelle sue rilevazioni ha riscontrato un netto miglioramento della pulizia delle acque e persino la ricomparsa di specie marine scomparse nei decenni scorsi a causa del porto». Fino a non molto tempo fa sarebbe stato quasi impensabile che nel mare ponentino si potesse fare regolarmente il bagno. Se oggi invece Voltri è pienamente balneabile e si discute perché lo diventi anche Pegli è grazie alla rimozione del vincolo amministrativo che impediva di fare il bagno in zone portuali ma anche, se non soprattutto, al lavoro sotterraneo dei depuratori.

    Del tutto integrati e mimetizzati nel tessuto urbano dei due quartieri, queste macchine complesse raccolgono le acque delle fogne, le filtrano in modo da separarle dai fanghi e dagli elementi intossicanti più consistenti e pericolosi e poi le scaricano in mare, per legge ad almeno 1000 metri dalla costa. I depuratori di Voltri e Pegli, insieme ad altri del genovesato, sono stati recentemente oggetto di un’analisi condotta dalla classe di Igiene Ambientale, della Facoltà di Architettura di Genova. Gli studenti, in entrambi i casi, hanno riscontrato un buon funzionamento da parte delle macchine e un pieno rispetto delle norme ambientali (gli impianti, per esempio, devono essere ad almeno 100 metri dai centri abitati, per impedire il disturbo di rumori e odori molesti) ma hanno lamentato una certa difficoltà nel reperimento delle informazioni online, poi fornite dai dipendenti comunali competenti.

    Il depuratore di Pegli è il più antico tra quelli genovesi. Realizzato negli anni ’70, nel corso dei decenni è stato oggetto, come naturale, di diversi lavori di adeguamento. Particolarmente significativi sono stati quelli nei primissimi anni del nuovo millennio (fino al 2008), quando l’impianto ha subito un restyling completo, con la sostituzione di numerosi macchinari, la realizzazione di un raccordo con la passeggiata esistente, di un nuovo camino di ventilazione alto circa 20 metri (che ha consentito di ridurre notevolmente l’impatto di odori sgradevoli) e di una condotta a mare che sfocia a 2500 metri dalla costa. Anche l’ambiente circostante è stato migliorato significativamente, con l’inaugurazione, nel 2009, dell’“Area degli Artisti”. L’attività del depuratore oggi avviene in gran parte nel sottosuolo di quello che è un punto di ritrovo e di aggregazione importante per il quartiere.

    Ben più recente l’impianto voltrese, realizzato nel 2001 e collocato in zona Utri Beach. Probabilmente grazie alla realizzazione in tempi recenti, il depuratore di Voltri è una macchina che usa tecniche piuttosto moderne, e libera i liquami a circa un chilometro e mezzo di distanza dalla costa. Qui, un apposito diffusore consente una distribuzione del fluido uniforme. «Nell’impianto voltrese – spiega Davide Ghio, uno degli studenti che ha preso parte alla ricerca – la depurazione avviene anche con un sistema di biofiltrazione, con l’uso di aria (e quindi ossigeno) che, iniettata nell’acqua, favorisce la “digestione” dei fanghi (la parte che non viene rilasciata in mare). Si tratta di una tecnica non particolarmente diffusa».

    Porto e spiagge, una convivenza possibile?

    Se per circa 40 anni i cittadini del Ponente genovese sono stati costretti a rinunciare a fare il bagno in sicurezza nel proprio mare è stato a causa dello sviluppo del porto, che se da un lato ha portato sviluppo industriale e posti di lavoro, dall’altro ha senza dubbio un prezzo pesante in termini ambientali. Un prezzo che il quartiere non sembra più disposto ad accettare, come dimostrano le proteste che uniscono cittadini e amministratori municipali ogni volta che viene accennata una qualsiasi ipotesi di ampliamento delle strutture. «Credo che la convivenza con il porto sia possibile – chiosa infatti Avvenente – ma non a detrimento della qualità della vita dei cittadini. Nessuno è più disponibile a farsi massacrare il territorio come 40 anni fa, quando Prà perse inevitabilmente le proprie spiagge».

    Luca Lottero

    Era Superba ringrazia gli studenti del corso di Igiene Ambientale che hanno fornito informazioni e materiale utile riguardo ai depuratori per la stesura di questo articolo. Hanno lavorato (coordinati dalla prof.ssa Anna Maria Spagnolo) sul depuratore di Voltri: Auteri Bessero, Ghio, su quello di Pegli: Chiesi, Del Medico, Perazzo.

  • Animali domestici, il sogno della clinica veterinaria pubblica. Comune al lavoro per un servizio legato all’Isee

    Animali domestici, il sogno della clinica veterinaria pubblica. Comune al lavoro per un servizio legato all’Isee

    animali-domestici-caniUna clinica veterinaria comunale, che permetta l’accesso al servizio a tutti, con pagamenti in base al reddito. Questo il progetto “sogno” in fase di progettazione da parte dell’amministrazione civica, che risponderebbe ad una necessità sempre più diffusa, visto che Genova, come è noto, è tra le prima città italiane per numero di animali domestici per abitante.

    Se ne torna a parlare in Sala Rossa grazie all’interrogazione del Consigliere Pietro Paolo Repetto (Udc), che rilancia l’idea di un servizio pubblico che sappia garantire l’assistenza veterinaria a tutti, riconoscendo in questo modo il valore sociale e “sanitario” della compagnia di un animale domestico, a quattro zampe ma non solo. La risposta arriva direttamente dall’assessore per le Politiche Ambientali e per il benessere degli Animali del Comune di Genova, Italo Porcile: «Questa idea è condivisa dall’amministrazione civica, che da tempo sta valutando i vari aspetti legati a questa materia. La competenza è anche, e soprattutto, regionale, ma abbiamo attivato contatti anche con Asl e associazioni dei veterinari, oltre che con altre realtà territoriali legate alla gestione degli animali domestici. Sicuramente il “costo zero” potrebbe essere di difficile attuazione, ma lavorare sulle soglie Isee può essere una metodologia da seguire». Un altro aspetto fondamentale è la questione “location”: dove potrebbe sorgere questa struttura? «Un’ipotesi potrebbe essere gli spazi dell’ex canile di via Adamoli – ha sottolineato Porcile – ma al momento non possiamo sbilanciarci».

    L’idea, però, si sviluppa a pochi giorni dalla fine del mandato: «Sarà mia cura – ha assicurato l’assessore – di predisporre le linee guida per portare avanti il progetto, lasciandolo in eredità alla prossima amministrazione». Se la cosa andasse in porto, Genova potrebbe essere una eccellenza nazionale in materia.

     

     

  • Salone Nautico, pronta l’edizione del rilancio. Toti: «Deve essere certezza granitica, come il Natale e la Pasqua»

    Salone Nautico, pronta l’edizione del rilancio. Toti: «Deve essere certezza granitica, come il Natale e la Pasqua»

    salone-nautico-2017La 57a edizione del Salone Nautico organizzata da UCINA Confindustria Nautica a Genova, in programma dal 21 al 26 settembre prossimi, è stata presentata oggi nel capoluogo genovese alla presenza di Carla Demaria, Presidente di UCINA Confindustria Nautica, con la partecipazione di Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria, di Stefano Bernini, Vice Sindaco Comune di Genova, di Paolo Emilio Signorini, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure occidentale e di Paolo Odone, Presidente di Camera di Commercio di Genova.

    «Il Salone Nautico compie 57 anni ed è felice di dimostrarli – ha dichiarato in apertura Carla Demaria, Presidente di UCINA Confindustria Nautica – il nostro futuro ha una grande storia e grazie a questa forza, consolidata negli anni, torniamo a crescere in maniera decisa. Abbiamo obiettivi ambiziosi non lo nascondiamo, ma coerenti con le risposte del mercato».

    La 57a edizione della kermesse sarà rivisitata in tutti i suoi aspetti. «La nuova disposizione degli spazi espositivi – ha spiegato Alessandro Campagna, Direttore Commerciale della manifestazione – risponderà alle esigenze di accresciuta estensione espositiva e accoglierà i visitatori coinvolgendoli in un percorso sempre più esperienziale,  perché il Salone Nautico vuole  che ogni  visitatore torni a casa e sia il primo promotore di questo straordinario settore». Il coefficiente di riempimento della Nuova Darsena registrerà  l’aumento più significativo, rispetto all’edizione 2016, sia in termini di nuovi espositori, sia di ampiezza di gamma esposta. L’area dedicata ai motoryacht e ai superyacht avrà un nuovo layout e una Business Lounge dedicata, cui si accederà attraverso un boulevard riservato che dall’ingresso porterà direttamente al centro della Darsena.

    «Le novità per la prossima edizione del  Salone Nautico non finiscono qui.  – ha concluso la Presidente Demaria – Il Salone, infatti, ha ricevuto un dono importante da Renzo Piano, una visione fatta di mare, sole e vento – di cui siamo onorati – che verrà interpretata dallo studio OBR dell’arch. Paolo Brescia, progettista tra l’altro della terrazza della Triennale di Milano e di altre opere di levatura internazionale, con un progetto di paesaggio e arte pubblica che guida il processo di rinnovamento del Salone. Sarà questo a fare gli onori della 57a edizione, accogliendo i visitatori».

    «Stiamo immaginando una nuova piazza sul mare che offra nuovi motivi di frequentazione e d’incontro – ha detto l’architetto Paolo Brescia –  in cui riscoprire il piacere di ritrovarsi in pubblico celebrando il rito dell’urbanità sul mare.  L’intervento prevede un’istallazione multisensoriale che interagisce con i fenomeni naturali del mare (sole, vento, onde), un giardino mediterraneo aromatico e il riutilizzo della precedente struttura del Redwall ripensata come opera d’arte pubblica collettiva, che coinvolgerà il pubblico dell’evento e gli abitanti della città, sancendo il legame indissolubile tra il Salone Nautico e Genova».

    Il sostegno di Regione Liguria

    Schermata 04-2457854 alle 19.32.14«Dobbiamo smetterla con i balletti su dove si fa il Salone: dopo 57 anni che si fa a Genova è ragionevole che si continui a fare qui, deve essere una certezza granitica, come la Pasqua e il Natale. Il Salone deve essere la punta di diamante di un’offerta integrata della nautica: fatta di tanti settori, per creare importanti sinergie intorno a chi compra una barca. E noi dobbiamo essere pronti a essere una vera capitale della Nautica». Lo ha detto il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti oggi nel corso della presentazione del 57° Salone Nautico di Genova.  «Credo – ha continuato Toti – che abbiamo fatto quello che era il minimo che facessero le Istituzioni di una città che da 57 anni ospita il Salone Nautico e che si vuole candidare ad ospitarlo per altri 57 anni. Conterei di lasciarlo ai figli e ai nipoti di questa città il Salone Nautico. Ormai i tempi sono maturi: abbiamo vissuto un periodo di vacatio di potere dell’Autorità Portuale, soggetta a un’importante trasformazione di sistema e  oggi possiamo ragionare per il futuro, cioè creare le condizioni perché chi oggi produce l’eccellenza in Italia, come la Nautica, possa avere le migliori condizioni per conquistarsi fette di mercato sempre più importanti. Se il Salone dell’anno scorso aveva appena svoltato la china, quest’anno abbiamo messo un po’ di abbrivio».

    «Come Regione stiamo lavorando, insieme a Ucina, all’Autorità Portuale e alle altre Istituzioni per dare continuità e certezze a questo Salone – ha concluso Toti – integrando sempre di più le attività della kermesse con quelle produttive del territorio e anche con quelle di promozione turistica, è questa la strada per lo sviluppo e il successo di questa  Regione».

    Primi segnali incoraggianti

    Le iscrizioni sono state aperte lo scorso 21 marzo e, secondo i dati presentati oggi,  l’82% degli espositori ha già confermato la partecipazione, con il 51% che ha dichiarato di voler ampliare lo spazio o la gamma di imbarcazioni esposte. Il Pad. B terreno, nell’arco di 12 ore, è andato overbooked. Saranno presenti nuove partecipazioni da cantieri esteri, tra i quali Galeon, Regal, SeaRay, Wellcraft, Glastron, Four winns, Scarab Boats”.

    Positivi anche i riscontri del mercato interno: secondo i dati elaborati da Assilea Associazione italiana leasing, si registra un aumento dei contratti 2016 del 26% rispetto al 2015, a conferma dell’impatto registrato sul mercato a valle della scorsa edizione del Salone Nautico. Inoltre gli ultimi dati pubblicati da ICOMIA (la Federazione mondiale della nautica da diporto, alla quale UCINA aderisce) sulla tendenza del mercato nautico mondiale, testimoniano il consolidamento della ripresa del mercato Italiano e il ruolo dell’Italia come hub internazionale per la nautica da diporto. Il vento è tornato a soffiare nelle vele della nautica genovese?

     

  • I Parchi di Nervi tornano a vivere. Completati gli interventi dopo la tempesta, selezionate le “idee” per la valorizzazione

    I Parchi di Nervi tornano a vivere. Completati gli interventi dopo la tempesta, selezionate le “idee” per la valorizzazione

    parchi-nerviIn anticipo di una settimana rispetto ai tempi prefissati riaprono da oggi i Parchi di Villa Serra e Villa Grimaldi, dopo i lavori di messa in sicurezza a seguito degli eventi meteo del 14 ottobre dello scorso anno.

    L’inaugurazione questa mattina presso la Galleria d’arte moderna di Nervi, uno dei musei civici che si trovano all’interno dei parchi. Alla cerimonia erano presenti l’assessore all’ambiente del Comune di Genova Italo Porcile e l’assessore del Municipio Levante Michele Raffaelli. Un saluto è stato portato anche dall’assessore alla protezione civile e manutenzioni del Comune di Genova Giovanni Crivello. Insieme alle autorità tanti cittadini e le associazioni che si occupano della salvaguardia e valorizzazione degli storici parchi.

    I danni causati dalla tempesta di vento sono stati ingenti: 196 gli alberi caduti o danneggiati irrimediabilmente, ulteriori 15 alberi abbattuti per motivi di sicurezza, circa 13mila metri quadrati di superfici erbose danneggiate. E poi danni a recinzioni, panchine, cestini porta-rifiuti e agli impianti di illuminazione ed irrigazione.

    Il vento ha anche causato il crollo di una porzione del muro di contenimento di via Serra-Gropallo e ha danneggiato alcuni manufatti come la passerella su ferrovia lato Ponente, il tetto della “palestrina di Ponente” e del gazebo rustico di Parco Gropallo.

    Il parco di Villa Gropallo necessita ancora di alcuni ultimi interventi, in particolare nella ringhiera verso la ferrovia (lavori in corso da parte di RFI) e di attecchimento dei prati: da mercoledì 5 aprile si è resa necessaria la sua temporanea chiusura, soprattutto per consentire la corretta crescita del manto erboso, ma potrebbe essere riaperto a maggio o comunque entro la fine dell’anno scolastico.

    Restano ancora chiuse le aree oltre la ferrovia in Villa Grimaldi e la parte meridionale di Villa Serra, dove mancano importanti recinzioni di separazione dalla ferrovia di cui RFI dovrebbe completare il ripristino entro maggio. In queste aree continuerà la regolare manutenzione del verde per una riapertura completa auspicabile in autunno (RFI ha avviato i controlli sul cavalcavia danneggiato).

    Gli accessi attualmente fruibili sono quelli di Villa Serra e Villa Grimaldi e l’accesso dalla passeggiata Anita Garibaldi in Villa Serra.

    I lavori eseguiti

    In sei mesi di chiusura sono stati eseguiti da ASTer importanti interventi di messa in sicurezza e ripristino, con stanziamenti inizialmente di 208mila euro (per lavori urgenti di messa in sicurezza) e di successivi 291mila euro (per ulteriori interventi di messa in sicurezza e per il ripristino della funzionalità di opere essenziali).

    Il primo intervento è stato quello di taglio e recupero dei 141 alberi caduti su strade, ferrovia e vialetti. Oltre agli alberi caduti erano rimasti 54 alberi irrimediabilmente danneggiati, da tagliare e rimuovere. Gli alberi residui sono stati oggetto di specifici controlli (310 verifiche), tra i quali valutazioni di stabilità visive e con prove strumentali, che hanno evidenziato ulteriori 15 alberi pericolosi che sono stati eliminati. Sono stati eseguiti oltre 200 interventi di potatura per messa in sicurezza ed eliminazione di rami danneggiati e ceppaie ribaltate; altri interventi hanno provveduto alla riforma di piante che hanno perso parte della chioma. utto il materiale legnoso (oltre 1000 t) è stato raccolto, cippato e inviato a utilizzo come biomassa. I prati sono stati ripuliti e in parte riseminati, alcuni sono ancora recintati al fine di garantire un buon attecchimento. Sono stati ripristinati molti impianti irrigui e riparate e messe in sicurezza panchine e cestoni portarifiuti danneggiati. Tutti gli impianti elettrici di illuminazione sono stati isolati (messi a terra) e sono quindi in sicurezza.

    A febbraio ASTER, in collaborazione con gli studenti dell’Istituto Agrario Marsano, ha messo a dimora nell’area sottostante l’ex campo da tennis una nuova collezione di Ibiscus; anche nelle aiuole della sottostante passeggiata Anita Garibaldi sono stati effettuati, tra febbraio e marzo, interventi di messa a dimora di piante succulente affidate poi alla manutenzione di un esercizio commerciale del quartiere resosi disponibile.

    La bellezza del Roseto, che grazie ai lavori di restauro ultimati nel 2015 ha visto quasi raddoppiare la sua estensione, sarà messa in particolare luce da una giornata di visite guidate condotte da personale specializzato di Aster come evento collaterale alla “Notte dei Musei”, nel pomeriggio di sabato 20 maggio.

    I lavori in corso

    parchi-nervo-02Sono ancora in corso importanti interventi sugli impianti di irrigazione: si sono verificati danni nei tubi interrati e le perdite vengono verificate aprendo i diversi settori. L’impianto dovrebbe tornare a pieno regime nel corso del prossimo mese. Tutte le fontanelle potabili hanno un collegamento dedicato all’acquedotto e sono comunque funzionanti. Verranno riparati alcuni tratti di pavimentazione danneggiata; a breve inizieranno i lavori di riparazione del tetto della palestrina di Villa Grimaldi, che si prevede vengano completati entro maggio/giugno. Si sta inoltre procedendo con la valutazione dell’intervento sul muro di contenimento di Via Serra Gropallo, in parte crollato ma anche danneggiato in più punti: entro agosto è previsto l’inizio dei lavori di ripristino.

    RFI sta programmando il ripristino del ponticello sopra la ferrovia nella zona a Ponente del Parco Grimaldi e prevede il suo completamento entro giugno.  Entro l’estate dovrebbero terminare anche i lavori di manutenzione e adeguamento igienico dei locali della caffetteria GAM, nel Parco Serra, per la quale sarà pubblicato, a maggio, un bando di affidamento per il servizio di caffetteria dei Parchi, con la volontà di proporre ai visitatori accoglienza e offerta di cibo di qualità in sintonia con gli aspetti culturali evocati dalle collezioni d’arte dei Musei di Nervi e dal contesto paesaggistico dei Parchi, in sinergia con le attività degli stessi Musei; l’aggiudicazione del servizio è prevista entro agosto.

    A fine marzo è stato infine approvato dalla Giunta il progetto definitivo per “Interventi di completamento e perfezionamento della riqualificazione dei parchi di Nervi, opera “Colombiana” per un importo complessivo di oltre 242 mila euro; non appena approvato il Bilancio si potrà procedere con l’approvazione del progetto esecutivo e quindi con nuovi lavori da terminare entro dicembre 2017. Gli interventi previsti sono il recupero del manufatto “ex voliera”, la manutenzione delle recinzioni dell’ex campo tennis, l’impermeabilizzazione della vasca ovale di Villa Serra e la manutenzione delle cancellate in ferro.

    Non all’interno dei parchi, ma comunque sempre in zona Passeggiata, è l’intervento in corso di manutenzione alla copertura del “Castelluccio”, anch’essa danneggiata dal vento, che sarà ultimato entro fine aprile. E’ poi in corso, con scadenza il prossimo 21 aprile, la gara per la fornitura e posa di 300 metri di ringhiera per la passeggiata Anita Garibaldi, alla quale sono stati destinati circa 170 mila euro.

    Tra le tante manifestazioni di “affetto” nei confronti dei Parchi di Nervi vi sono state, oltre che contributi in denaro per l’acquisto di nuovi alberi, anche offerte di aiuto pratico come quello della scuola Marsano e la donazione di fotografie che fanno parte di un lavoro personale svolto da un fotografo professionista poco prima che si abbattesse la tempesta di vento. Verranno presto individuati gli spazi per realizzare una mostra che possa far “rivivere” l’esperienza della visita in un luogo la cui fisionomia non esisterà più nella forma che era stata possibile documentare nelle fotografie. Il lavoro è piaciuto molto anche ad un illustre editore genovese che si è manifestato interessato e disponibile a valutare l’eventuale pubblicazione di un libro/catalogo da accompagnare alla mostra.

    Il progetto di restauro

    La previsione di spese necessarie per il solo restauro della componente paesaggistica e vegetazionale dei Parchi è di circa 500 mila euro: nel marzo 2017 sono state definite le linee guida per la progettazione dei Parchi, presentate poi nello stesso mese alla Consulta del Verde. Seguirà, entro questo mese, la pubblicazione del bando per l’affidamento del progetto di restauro.

    Il bando di idee

    In attesa del progetto complessivo di restauro è stata nel frattempo bandita una “Call for ideas”: sono stati individuati 7 progetti che, rispondendo al concorso di idee, hanno proposto azioni di promozione e valorizzazione del tessuto ambientale, culturale e sociale dei Parchi di Nervi.

    • Progetto “Anacleto” presentato dall’Associazione Culturale Ugo: una proposta gestionale complessa secondo filoni di attività estese all’intero comprensorio dei parchi.
    • Progetto “Maramao” presentato dall’Associazione Storie di Barche, che prevede attività didattico-divulgative e laboratorio di falegnameria/carpenteria legato alla tradizione marinara.
    • Progetto “Planetario: l’universo in una stanza” presentato dall’Associazione Antikyitheria: proposta di installazione di un planetario e svolgimento di relative attività didattico-divulgative.
    • Progetto “Rivalutazione turistica e didattica dei Parchi di Nervi” presentato dall’Associazione Dafne, che propone attività didattiche, animazione e visite guidate.
    • Progetto “Contact Improvisation” presentato dall’Associazione Once: proposta diworkshop e performance legata ad attività di un particolare tipo di danza libera
    • Progetto “Cultura del Paesaggio e Coscienza di luogo” presentato dall’Associazione Memorie & Progetti: proposta di attività culturali legate alla lettura del territorio ed alla promozione del paesaggio tradizionale.
    • Progetto “Raccolta di idee” presentato del Comitato Genitori della I C dell’Istituto Comprensivo di Quarto: proposta di installazioni con finalità ludico-creative per bambini.
  • Bilancio, sarà riproposta la aggregazione Amiu-Iren. Doria: «Così i conti sono in ordine, non esiste un piano B»

    Bilancio, sarà riproposta la aggregazione Amiu-Iren. Doria: «Così i conti sono in ordine, non esiste un piano B»

    Palazzo TursiGiunta approva bilancio previsionale 2017, con i conti in ordine ma vincolati alla aggregazione di Amiu con Iren, che sarà riproposta per la terza volta al Consiglio comunale. «Lasciamo alla prossima amministrazione una situazione tranquilla, con qualche margine di manovra – afferma il sindaco Marco Doria ma se non passasse l’aggregazione non ci prenderemo la responsabilità politica di tagliare servizi e aumentare la tassazione». Non esiste, infatti, un piano B già pronto nel cassetto: «Nel caso non sarà il nostro compito – sottolinea il primo cittadino – ma di chi prenderà in mano l’amministrazione della città»

    Fatto salvo il discorso Amiu, per cui ancora una volta deciderà il Consiglio comunale, i numeri del bilancio del Comune di Genova sono buoni: nonostante ulteriori tagli dal Fondo di solidarietà e della quota Imu/Tasi (rispettivamenti di 3,4 e 4 milioni), aumenta il plafond a disposizione dei servizi resi dai settori, che passa da 89,2 milioni del 2016 a circa 102 milioni: la prossima amministrazione, quindi avrà qualche margine in più di iniziativa. Salvi anche i servizi, che non subisco tagli, anzi: previsti 39 milioni per i servizi sociali e 28,9 milioni per la scuola. Le risorse recuperate sono dovute ad un contenimento della spesa (soprattutto riguardo al personale, che continua a decrescere), alla anticipazione contabile dei vari oneri di urbanizzazione e dell’avanzo dello scorso esercizio.

    «Un bilancio che mantiene tutti i servizi del Comune – spiega Marco Doria – e che non va a pescare nelle tasche dei cittadini». Ma, come dicevamo, il tutto vincolato alla passaggio dell’aggregazione: «Nel caso non passasse nuovamente la delibera – spiega il primo cittadino – bisognerà incidere “sulla carne dei cittadini” e non saremo noi a farlo». La prossima settimana le commissioni inizieranno a lavorare sul bilancio, che con ogni probabilità sarà presentato in Sala Rossa il 27 aprile. «La delibera sull’aggregazione – spiega l’assessore al Bilancio Francesco Miceli – invece sarà riproposta uguale, probabilmente contestualmente al bilancio».

    Per chiudere su Amiu, quindi, la giunta Doria, come previsto, “mette il carico”, legando la aggregazione a doppia giro con la stabilità economica dell’ente stesso. Nel caso il piano A fallisse, però, la “patata bollente” finirà nelle mani del prossimo sindaco.

    Nicola Giordanella

  • Il Chiostro di Sant’Andrea e il lucchetto della discordia. Il cortocircuito della “lotta al degrado”

    Il Chiostro di Sant’Andrea e il lucchetto della discordia. Il cortocircuito della “lotta al degrado”

    chiostro-santandrea-casa-colomboChiuso dal 1 aprile, il Chiostro di Sant’Andrea risulta ancora inaccessibile, e lo sarà fino a data da destinarsi. Difficile decifrare la gestione di uno degli spazi più belli di Genova, chiuso proprio in concomitanza dei Rolli Days, celebrato appuntamento cardine per l’offerta turistico-culturale di Genova

    Come allo zoo: durante la kermesse decine di turisti si sono assiepati dietro le cancellate nuove di zecca, per scattare, increduli, qualche foto all’esemplare archeologico in cattività (come nei fatti è, essendo stato ivi ricollocato nel 1922); increduli e sbigottiti anche molti genovesi, soliti a frequentare quell’unico ed eccezionale ritaglio di verde, pace e arte durante la pausa pranzo, per far riposare il cervello a metà, o al termine, di una faticosa giornata di lavoro. Ma non c’è nulla da fare: il lucchetto comparso venerdì scorso cancella ogni speranza, come un immobile e insensibile guardiano dell’ordine. Ma di quale ordine stiamo parlando?

    La chiusura dello spazio attorno al Chiostro di Sant’Andrea è l’ultimo capitolo di una lunga storia: più di un anno fa, a seguito di alcuni episodi che generarono il più profondo sdegno pubblico (sporcizia, scritte, bivacchi e addirittura, lo ricorderete, effusioni amorose en plein air), il Municipio I Centro Est, si fece tramite del volere di alcuni cittadini chiedendo al Comune di provvedere alla chiusura di questa area. Arrivarono, quindi, le cancellate: non proprio una novità, visto che già in passato erano presenti delimitare l’area, ma che furono poi smantellate dalla civica amministrazione. Per mesi, però, il cancello rimane aperto, in attesa di un lucchetto, e soprattutto un accordo sulla gestione: chi, quando, come. La notte tra venerdì e sabato la svolta.

    Eccesso di zelo

    Diverse sono le segnalazioni che Era Superba raccoglie dai propri lettori fin dalle prime ora di sabato mattina: la coincidenza con i Rolli Days è molto strana (e assurda), per cui proviamo a chiedere all’assessore alla Cultura del Comune di Genova Carla Sibilla; la cosa sorprende anche lei, e dopo una telefonata di verifica ci spiega che «Il servizio di apertura è stato affidato a Coop Culture, la cooperativa che ha in gestione gli spazi museali delle torri di Porta Soprana e della Casa di Colombo». Ma cosa è successo? «Un eccesso di zelo: la sera di venerdì, la cooperativa non ha chiuso, per cui il Municipio è intervenuto chiudendo il lucchetto, ed è rimasto chiuso». Peccato, proprio in uno dei week end più affollati di turisti. Su suggerimento dell’assessore proviamo a contattare la Direzione Musei dello stesso Comune di Genova, ma la dirigente è molto occupata e dopo vari tentativi di trovarla libera per rispondere alle nostre domande, dalla segreteria ci consigliano di rivolgerci direttamente alla cooperativa, «Ciao e grazie», testuali parole. Perfetto. Cerchiamo un contatto di Coop Culture: sulla pagina dedicata alla Casa di Colombo (che per la cronaca ha come titolo di pagina, nella tab del browser, la dicitura Casa di CristofAro Colombo, ndr) troviamo un numero, al quale la classica voce registrata ci segnala che tutti gli operatori sono occupati. Gli affari evidentemente vanno a gonfie vele perché gli operatori rimarranno occupati giorni e giorni, senza mai risponderci.

    chiostro-santandrea-casa-colombo-02Andiamo in loco, per parlare direttamente con gli operatori. L’impiegato, alla nostra richiesta di chiarimenti, ci fa vedere un foglio arrivato dalla direzione, in cui viene ordinato di mantenere il cancello chiuso, fino a data da definirsi.L’operatore dovrà chiuderselo dietro quando si accompagnano i turisti sulle torri – si legge – se venissero a lamentarsi spiegare che noi lo utilizziamo solo di passaggio per entrare nella casa. La gestione dello spazio non rientra nelle nostre mansioni”. «Non può immaginare quanti vaffa abbiamo preso durante i Rolli Days». Posso immaginarlo, eccome. «Questione di ordini arrivati dal “principale” – sottolinea l’operatore – dopo una comunicazione del Municipio». Ci racconta anche un dettaglio che arricchisce con un pizzico di noir questa storia di “ordinaria follia”: chi ha messo il lucchetto venerdì notte, non si è accorto di aver chiuso dentro un ragazzo che, con il suo cane, si era “addormentato” tra gli ulivi. Il giovane è rimasto “prigioniero” tutta la notte, in dubbie condizioni di salute. Poteva finire peggio.

    Nel frattempo su Facebook , il presidente del Municipio I – Centro Est, Simone Leoncini, risponde alla richieste di chiarimento: «Dovete chiedere ad assessorato alla Cultura che è referente per l’appalto che regola casa di Colombo e chiostro… Le cancellate devono essere chiuse solo la notte a protezione del complesso monumentale. Quindi aperti fino almeno a sera, per libero accesso, ma chiuse di notte. Il municipio ha da tempo protestato e chiesto lumi sul casino che stanno facendo! Purtroppo non siamo noi i responsabili…». Perfetto. La trasparenza fa il suo giro: abbiamo completato il gioco dell’oca, senza avere risposte certe. Un cortocircuito burocratico. Dalla segreteria del Municipio ci fanno sapere che nei prossimi giorni potrebbe essere convocata una riunione per chiarire la questione.

    Cortocircuito

    Vedremo come andrà a finire; nei fatti è una settimana che il chiostro è chiuso, sottratto alla fruizione della collettività. Le inferriate, nate dalla “lotta al degrado” portata avanti da alcuni, paradossalmente sono diventate l’altra faccia del degrado stesso, avendo creato un “mostro burocratico” da gestire, senza che ci sia un “apparato” in grado di farlo. Quanto è stato perso dal punto di vista turistico e di immagine? Impossibile quantificarlo, ma sicuramente non proprio una bella pagina per una città che ambisce a diventare “turistica”. Per farlo, bisogna certo saper valorizzare e proteggere i propri “tesori”, ma se questo si traduce nel chiuderli dietro a dei cancelli, forse è il caso di “lasciar perdere”.

    Nicola Giordanella

     

  • Tutto pronto per la 78° edizione del “Giro dell’Appennino”. Niente Bocchetta: partenza da Serravalle e arrivo a Chiavari

    Tutto pronto per la 78° edizione del “Giro dell’Appennino”. Niente Bocchetta: partenza da Serravalle e arrivo a Chiavari

    giro-appenninoDomenica 9 Aprile ritorna “Il Giro dell’Appennino”, una delle più antiche e rinomate corse ciclistiche d’Italia che, giunto alla settantottesima edizione, è stato costretto a rinnovarsi abbandonando la parte storica del circuito che prevedeva la scalata del passo della Bocchetta e l’arrivo a Pontedecimo.

    La storia del giro è lunga e avvincente e inizia il 16 settembre 1934 quando prese il via la prima storica edizione del circuito organizzata dall’U.S Pontedecimo. All’epoca la gara si svolgeva lungo un percorso di 140 chilometri, cosparsi di salite più o meno ripide e dal fondo non sempre asfaltato, scelte accuratamente da Luigi Ghiglione, artefice e organizzatore di quella manifestazione che, per la sua originale impostazione, era unica nel suo genere in Liguria.

    La vera importanza della gara appenninica si potè riscontrare soltanto l’anno successivo quando si presentarono ai nastri di partenza alcuni dei maggiori nomi del ciclismo italiano del periodo. Nonostante il successo ottenuto, i primi “ospiti” d’eccezione arrivarono al ‘Giro’ soltanto nel 1938 quando, un giovanissimo Fausto Coppi si presentò a Luigi Ghiglione per chiedergli di essere ammesso alla competizione nonostante la mancanza di alcuni documenti. Ghiglione vide qualcosa di speciale in quel diciannovenne e decise di farlo partecipare ugualmente. Questa decisione cambiò le sorti della corsa che, da quel momento, resterà per sempre legata al nome del ‘Campionissimo’. Infatti, dopo il sesto posto del ‘37, Coppi arrivò terzo all’edizione del ’38; l’edizione del ‘39 non venne mai disputata a causa dell’imminente guerra mondiale che avrebbe visto molti ciclisti partire per il fronte.

    La guerra e la resistenza

    Durante il periodo bellico l’Unione sportiva Pontedecimo chiuse i battenti per cinque anni e l’utilizzo delle due ruote divenne fondamentale per gli spostamenti della popolazione e delle staffette partigiane. Ghiglione, ‘patron’ del Giro, durante questo periodo si rese celebre per aver partecipato alla spedizione che, da Pontedecimo, partì alla volta della Benedicta per recuperare i resti dei partigiani trucidati dai nazi-fascisti. Ghiglione costruì le bare nel suo laboratorio e tornò, con le stesse bare smontate e portate a spalla e a dorso di mulo con gli altri compaesani, alla Benedicta e a Passo Mezzano per dare degna sepoltura ai patrioti.

    Il Campionissimo

    bocchetta-coppiNel periodo del primo dopoguerra, nonostante la situazione drammatica della popolazione, il ‘Giro’ venne organizzato ugualmente anche se, per giungere alla prima edizione ‘epica’, bisognerà aspettare il 1955, quando si presentarono alla partenza alcuni dei principali campioni del panorama ciclistico nazionale come Coppi, Bartali e Magni.

    Fausto Coppi, ormai trentaseienne, vinse quell’edizione e legò per sempre il suo nome a quello del passo della Bocchetta, vera prova di forza all’interno di quel circuito come ci racconta Ivano Carrozzino, Presidente dell’U.S Pontedecimo: «La vittoria di Coppi del 1955 è stata l’ultima in una corsa in linea e per distacco da parte del ‘Campionissimo’ di Novi ed è un’edizione rimasta nella storia di questo sport. Il campionissimo fece una fuga di una settantina di chilometri per arrivare in solitaria al traguardo tra il tripudio della gente».

    Ciclismo epico

    Altra vittoria memorabile fu quella di Gianni Motta del 1968 letteralmente flagellata dalla pioggia. Durante quell’edizione Motta vinse per distacco e «ad un certo punto la corsa si svolse sotto al diluvio ma, nonostante la pioggia, Motta arrivò al traguardo utilizzando un fazzoletto per coprirsi il volto e questo ebbe una risonanza enorme. – prosegue Carrozzino – Durante la salita della Bocchetta Ghiglione seguì i ciclisti con l’auto scoperta per dimostrare ai corridori che lui non ammetteva privilegi, nemmeno nei loro confronti».

    Negli anni successivi vi furono molte altre vittorie epiche come quella di Gimondi che «si involò giù per la discesa del passo dei Giovi e arrivò al traguardo di Pontedecimo in solitaria» oppure quelle «vittorie che hanno avuto inizio grazie agli scatti all’inizio del passo della Bocchetta come quella di Gilberto Simoni nel 2003 che, oltre che a vincere il giro, stabilì anche il record della scalata del passo con 51 minuti e 54 secondi».

    Anni difficili

    Schermata 04-2457851 alle 12.34.20Tuttavia la vita del giro dell’Appennino non è sempre stata facile: a causa di problemi economici l’U.S Pontedecimo ha dovuto più volte modificare il percorso e in varie edizioni si è rischiato di non riuscire a organizzare la corsa. Per esempio le edizioni 1999, 2011, 2012 e 2014 si sono concluse in via XX Settembre mentre l’edizione 2005, anche per festeggiare il cinquantesimo anniversario della vittoria di Fausto Coppi, si è conclusa a Novi Ligure, davanti al Museo del Campionissimo.

    L’edizione 2016 ha visto la partenza a Serravalle Scrivia e l’arrivo, per la prima volta, a Chiavari, con l’eliminazione dal percorso del passo della Castagnola e del passo dei Giovi e la scalata del Passo della Bocchetta dal versante piemontese. «Questa 78° edizione del ‘Giro’ riveste un’importanza particolare – sottolinea Carrozzino – siccome vogliamo ricordare il 110° anniversario della nostra associazione, nata nel 1907, il 70° della vittoria di Alfredo Martini e, inoltre, l’arrivo a Chiavari vuole essere un omaggio a questa città che, insieme alla Regione Liguria, lo scorso anno ci ha ospitato e ha contribuito al salvataggio del Giro e che quest’anno è stata insignita del titolo di ‘Comunità Europea dello Sport».

    Tuttavia lo spostamento della partenza a Serravalle e l’arrivo a Chiavari escludono il piatto forte del ‘Giro’ ovvero la salita del passo della Bocchetta perchè «inserendola nella prima parte della gara avrebbe stancato subito i corridori e avrebbe reso la gara ingestibile dal punto di vista organizzativo – conclude Carrozzino – abbiamo inserito un doppio passaggio da Chiavari con la salita del Monte Domenico e quella di Leivi in rapida successione. Queste due salite, poste al termine della gara, causeranno una forte selezione dei corridori e ci auguriamo l’arrivo solitario di qualche corridore particolarmente in forma oppure un arrivo ristrettissimo con una volata di due o tre corridori».

    In un momento in cui si sta assistendo ad una nuova popolarità dei pedali, la Storia torna a ripetersi: tutto è pronto per nuove epiche battaglie a colpi di sudore e fatica sui monti della nostra Liguria.

    Gianluca Pedemonte

  • Settimanale di Fotografia, tutto pronto per la terza edizione. Reportage, fotografia di moda e ritrattistica d’autore

    Settimanale di Fotografia, tutto pronto per la terza edizione. Reportage, fotografia di moda e ritrattistica d’autore

    locandina generale Lasett WEBDopo il successo delle due precedenti edizioni, torna La Settimanale di Fotografia, il grande contenitore di eventi legato al vasto mondo della fotografia, declinata in tutti i suoi aspetti. Cambia la formula: gli eventi quest’anno saranno condensati in dieci giorni, dal 9 al 19 maggio, tra conferenze, workshop, proiezioni e musica. Si rinnova, quindi, la possibilità di approfondire le tematiche legate alla fotografia direttamente con professionisti di livello internazionale: le dinamiche legate alla produzione dei reportage, il vasto e sofisticato mondo della fotografia di moda e la genesi dello scatto d’autore.

    La Settimanale di fotografia 2016: tutte le interviste di Era Superba

    Come di consueto, la sala del Munizioniere di Palazzo Ducale accoglierà gli incontri con tre fotografi di fama internazionale: si comincia venerdì 12 maggio alle 19 con Martina Bacigalupo, fotoreporter di origine ligure che oggi fa parte della nota agenzia VU di Parigi, si continua sabato 13 con Ferdinando Scianna, fotografo siciliano che ha fatto la storia della disciplina e si conclude domenica 14 con Mustafa Sabbagh, artista di origine giordana noto per le sue immagini forti e provocatorie. Dal reportage, quindi, alla fotografia di moda e alla ritrattistica d’autore. Era Superba documenterà questo grande evento genovese.

    La Settimanale di Fotografia è un’associazione che nasce con l’intento di sviluppare attività culturale legata alla fotografia, sempre più importante e costante a Genova. «Esistono molte realtà a Genova legate al mondo della fotografia, spesso portatrici di ottime iniziative – spiega Veronica Onofri, fotografa e presidente dell’associazione, già nota ai lettori di Era Superba grazie alla sua seguitissima rubrica fotografica “Con quella faccia un po’ così..”ma che tuttavia da sole non riescono a emergere come meriterebbero”. Cercando di interpretare un desiderio comune, l’idea è quella di creare una rete per mettere a fattor comune le forze e l’esperienza di tutti.

    «Eventi come la Settimanale di fotografia – continua Veronica – caratterizzati da contenuti di alta qualità e da ospiti importanti del panorama fotografico internazionale, vogliono essere un’occasione per incontrarsi, conoscersi e gettare le premesse per fare di Genova una protagonista della cultura fotografica». La Settimanale, quindi, oltre agli appuntamenti di maggio elabora un progetto più ampio e ambisce ad essere un punto di riferimento importante per gli appassionati di fotografia in città e in Italia.

    Il programma integrale del festival sarà presentato martedì 9 maggio alle ore 18.30 ai Giardini Luzzati, in un momento informale di aperitivo accompagnato da proiezioni, curiosità e musica dal vivo.

     

    IL PROGRAMMA IN SINTESI

    Martedì 9 maggio alle 18.30 ai giardini Luzzati
    Inaugurazione e presentazione del programma de La Settimanale 2017
    con proiezioni e musica dal vivo

    Mercoledì 10 maggio alle 19 al Feellove, stradone S.Agostino 17r
    Aperitivo-approfondimento sulle mostre fotografiche in esposizione a Palazzo Ducale (Henri Cartier-Bresson ed Elliott Erwitt) a cura di Gloria Viale, storica della fotografia

    Giovedì 11 maggio alle 19 al Kowalski, via dei Giustiniani 3r
    Inaugurazione della mostra Ucraina di Giuseppe Maritati e dibattito sulla professione del fotoreporter.

    Venerdì 12 maggio alle 19 alla sala del Munizioniere, Palazzo Ducale
    Incontro con Martina Bacigalupo. Modera Maurizio Garofalo.

    Sabato 13 maggio alle 19 alla sala del Munizioniere, Palazzo Ducale
    Incontro con Ferdinando Scianna. Modera Maurizio Garofalo.

    Domenica 14 maggio alle 19 alla sala del Munizioniere, Palazzo Ducale
    Incontro con Mustafa Sabbagh. Modera Maurizio Beucci.

    Lunedì 15 maggio alle 16, alle 19 e alle 21.15
    Sala Film club del Cinema Sivori, Salita Santa Caterina 12
    Mapplethorpe: Look At The Pictures 3
    di Fenton Bailey, Randy Barbato, documentario, 108’, USA-Germania 2016.

    Martedì 16 maggio alle 16, alle 19 e alle 21.15
    Sala Film club del Cinema Sivori, Salita Santa Caterina 12
    Obiettivo Annie Liebovitz
    di Barbara Leibovitz, documentario, 82′, USA 2007

    Mercoleldì 17 maggio alle 16, alle 19 e alle 21.15
    Sala Film club del Cinema Sivori, Salita Santa Caterina 12
    Dont blink. Robert Frank
    di Laura Israel, documentario, 82’, Canada-USA-Francia 2015

    Ingresso euro 5, ridotto euro 4 per i possessori delle tessere Campus, Cus, Young del Circuito Cinema Genova.

    Sabato 20 e domenica 21 maggio
    Spazio Lomellini 17, via Lomellini 17/4
    Workshop con Martina Bacigalupo
    per info e iscrizioni: lasettimanale@gmail.com

    Sabato 27 e domenica 28 Maggio
    Spazio Lomellini 17, via Lomellini 17/4
    Workshop con Mustafa Sabbagh

    per info e iscrizioni: lasettimanale@gmail.com
    Dove non diversamente specificato, le iniziative sono ad ingresso gratuito

     

    I PROTAGONISTI

    Martina BacigalupoMartina BACIGALUPO è nata nel 1978 a Genova. Dopo aver studiato letteratura e filosofia a Genova Martina studia fotografia al London College of Communication di Londra. Nel 2007 parte in Africa dell’Est, dove ha vissuto e lavorato per gli ultimi dieci anni come fotografa indipendente, prevalentemente sulle problematiche riguardanti i diritti dell’uomo, in collaborazione a varie organizzazioni internazionali (tra cui Human Rights Watch, Médecins Sans Frontières, il Comitato Internazionale della Croce Rossa, Amnesty International). Dal 2010 Martina è membro dell’Agence VU di Parigi. Il suo lavoro e’stato pubblicato su The New York Times, The Sunday Times Magazine, Liberation, Le Monde, Vanity Fair, Internazionale, Esquire, Jeune Afrique e esposto in varie fiere internazionali d’arte: Paris Photo (2013), Unseen (Amsterdam 2014), Aipad (New York 2014). Ha vinto il Premio CANON per la fotogiornalista dell’anno nel 2010 e il Premio FNAC per la creazione fotografica nel 2011. Nel suo ultimo lavoro, “Gulu Real Art Studio” (Steidl 2014) Martina esplora il ruolo della fotografia nel mondo contemporaneo e in particolare il suo ruolo di fotografa occidentale nel continente africano.

    Ferdinando SciannaFerdinando Scianna ha cominciato ad occuparsi di fotografica negli anni Sessanta, quando era studente di Lettere e Filosofia all’Università di Palermo: è allora che ha cominciato a lavorare sistematicamente sulla Sicilia e sui siciliani. Il suo reportage Feste Religiose in Sicilia del 1965, aggiudicatosi il Premio Nadar nel 1966, conteneva un saggio di Leonardo Sciascia, preludio di una fruttuosa collaborazione con molti celebri autori. Nel 1966 Scianna si sposta a Milano e l’anno seguente comincia a lavorare per il settimnale L’Europeo, inizialmente come fotografo e poi, dal 1973, come giornalista. Da allora ha scritto anche per Le Monde Diplomatique e di letteratura e fotografia per La Quinzaine Littéraire. Nel 1977 pubblica in Francia Les Siciliens e La Villa Dei Mostri in Italia. In questo periodo incontra Henri Cartier-Bresson e nel 1982 entra a far parte della Magnum. Alla fine degli anni Ottanta comincia ad occuparsi di moda e pubblica la retrospettiva Le Forme del Caos (1989). Scianna torna ad indagare il significato dei riti religiosi con Viaggio a Lourdes (1995), due anni più tardi pubblica una collezione di immagini di persone addormentate: Dormire Forse Sognare. Nel 1999 pubblica una serie di ritratti dello scrittore argentino Jorge Luis Borges e nello stesso anno la sua mostra Niños del Mundo fa conoscere al mondo i volti dei bambini di tutto il pianeta. Nel 2002 Scianna portaa termine Quelli di Bagheria, sulla sua città natale in Sicilia, dove tenta di ricostruire l’atmosfera della gioventù attraverso scritti e immagini di Bagheria e delle persone che la abitano.

    Mustafa SabbaghMustafa Sabbagh è nato in Giordania, ad Amman, da famiglia italo-palestinese. Consegue la laurea in architettura all’Università IUAV di Venezia e si trasferisce a Londra, dove si forma come assistente di Richard Avedon, collaborando anche con il Central Saint Martins College of Art and Design. Al ritorno in Italia si stabilisce a Ferrara, ma è spesso impegnato in varie parti del mondo sia come docente in workshops fotografici, sia per la realizzazione di shootings pubblicati su diverse riviste – quali The Face, Vogue, Sport & Street. Dal 2005 si concentra sull’arte figurativa; le sue opere sono incentrate sulla pelle come “diario dell’unicità dell’individuo”, che spesso dipinge di nero come critica sociale e sfida tecnica, e su mises en scène atte soprattutto a contestualizzare nel contemporaneo le allegorie della storia dell’arte (principalmente fiamminga e barocca). Nel 2013, nella serie Fotografi di Sky Arte HD, è stato definito uno degli “otto artisti più significativi del panorama nazionale contemporaneo”. Secondo il curatore e storico dell’arte Peter Weiermair, Sabbagh è “uno dei cento fotografi più influenti al mondo”, e l’unico italiano fra i quaranta ritrattisti di nudo più importanti su scala internazionale. Le sue opere sono state esposte in gallerie e musei italiani e stranieri. Tra queste, risale al dicembre 2014 l’acquisizione di un suo dittico nella Collezione Farnesina.

  • Una casa di bambola, uscire dall’infanzia per diventare persone. Al Teatro della Corte dal 4 al 9 aprile

    Una casa di bambola, uscire dall’infanzia per diventare persone. Al Teatro della Corte dal 4 al 9 aprile

    © Foto di Tommaso Le Pera
    © Foto di Tommaso Le Pera

    Due “ perfetti sconosciuti”, ma lei non ci sta : sventrata la liturgia dell’apparenza. Su questo lavoro di Henrik Ibsen (Skien, Norvegia 1828-1906 ), uno dei più discussi del teatro contemporaneo, molto è stato scritto, fin dalle sue prime rappresentazioni (Copenaghen,1879 ), dove lo stesso autore si costrinse a cambiarne il finale, facendo rientrare in casa la protagonista Nora, dopo che ne era uscita: si piegò ai voleri della mentalità corrente che privilegiava la famiglia e il “bene” dei bambini alla sostanza del rapporto coniugale.

    Chi esalta Nora come fulgido esempio di femminismo, chi la denigra perchè irrispettosa dell’unità familiare di facciata, per la quale varrebbe la pena di vestire per sempre il lindo abitino della sposa-bambola. Chi sostiene che in realtà è lei la furba manipolatrice di un marito rivolto all’esterno: c’è anche chi ha creduto di cogliere il fulcro del dramma nella libertà umana ed anche femminile di scegliere la propria linea di vita e di coppia conformemente alla propria vera indole, “paritaria” o sottomessa che sia. In effetti la questione femminile, da quella mela e quel serpente, è tuttora aperta e forse non ha una soluzione sociale confezionata, ma solo individuale (qualcuno disse che sono più diverse le donne tra di loro che gli uomini dalle donne…).

    © Foto di Tommaso Le Pera
    © Foto di Tommaso Le Pera

    Già, ma qui si parla di coppia. Ibsen, con un implacabile sguardo di nordico osservatore e uno straordinario pensiero oltre gli argini sociali, non offre soluzioni compiacenti, si inchina solo alla libertà ed alla verità, pur avvertendo che così non si va a vincere, anzi, il cammino verso la propria crescita è sempre in salita e può portare alla solitudine. Ciò che l’autore ha voluto dire lo ha scritto nei propri appunti: «Nora… perde la fede nella sua correttezza morale e nella sua capacità di crescere i suoi figli». E ancora ci ricorda, qualora ce ne fosse bisogno, che uomo e donna sono due mondi completamente diversi ma giudicati dalle stesse leggi, fatte però a misura di uomo/ maschio. Dice Nora : «Io ho falsificato per un atto d’amore verso di te tu non lo hai capito: per te il mio comportamento è giusto o sbagliato a seconda che sostenga o meno la facciata del rispetto sociale. Un rapporto così fondato è un rapporto che non esiste».

    Due coniugi che hanno giocato alle bambole, come i bambini, mentre Nora ora si rende conto, e lo proclama, di volere la cosa meravigliosa, un matrimonio fondato su un rapporto autentico, che cominci dalla conoscenza e dalla consapevolezza del proprio essere, al di là e al di fuori delle lusinghe e del consenso sociale. Dalla consapevolezza, dicevamo: infatti solo ora la protagonista si rende conto della gravità dell’illecito commesso, che mai aveva voluto rivelare al marito, e non si assolve, anzi, ricomincia dalla critica di sé stessa, vuole uscire dall’infanzia e dalla confusione e diventare una persona. Un lavoro reso imperdibile dalla bravura e dal coinvolgimento degli attori, sullo sfondo di una scena elegante e tradizionale, di costumi perfettamente allineati agli arredi, non privo di spunti ironici, che non spezzano, anzi incrementano la profonda riflessione che si propone al pubblico.

    Elisa Prato

    + “Una casa di bambola” di Henrik Ibsen, al Teatro della Corte dal 4 al 9 aprile
    Una produzione Teatro Franco Parenti e Teatro della Toscana, regia di Andrée Ruth Shammah, con Filippo Timi e Marina Rocco

  • Via Bertani, valore immobiliare dimezzato in un anno. Tra mercato, improcrastinabilità amministrativa e urgenza politica

    Via Bertani, valore immobiliare dimezzato in un anno. Tra mercato, improcrastinabilità amministrativa e urgenza politica

    Via Bertani 1
    Via Bertani 1, il Comune vende l’immobile

    Passa in Consiglio comunale il deprezzamento dello stabile di via Bertani che ospitò la Facoltà di Economia dell’Università prima e l’occupazione del Laboratorio Sociale Buridda dopo. La delibera che fissa il nuovo valore di vendita dell’immobile arriva dopo l’offerta di una Società di Gestione del Risparmio, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha proposto un prezzo poco più che dimezzato. La congruità dell’offerta è stata certificata dall’Agenzia delle Entrate. Andamento del mercato e condizioni dell’edificio sono le “cause” ufficiali del ribasso.

    La genesi del prezzo

    Dopo l’impasse delle aste andate deserte in passato, la svolta arriva il maggio scorso quando la Società per la Gestione del Risparmio Invimit fa sapere al Comune di essere interessata all’edificio di via Bertani. Viene presentato anche un ipotetico prezzo di acquisto, frutto di una relazione affidata dalla società ad un esperto: l’ammontare è pari a 3.100.000 euro. A questo punto Comune di Genova, visto che la quantificazione è ben oltre la metà dell’ultima fissata (6.298.500 euro nel 2015) chiede all’Agenzia delle Entrate di fare una valutazione del valore dell’immobile: «è l’ente competente in materia – afferma l’assessore allo sviluppo economico Emanuele Piazzail quale si occupa di valutare gli immobili degli enti pubblici destinati alla vendita». La valutazione restituita dall’agenzia determina un prezzo poco più alto cioè 3.498.000 euro, con la possibilità di un ulteriore ribasso tra 5 al 10% in base a eventuali subentrate esigenze. Gli uffici tecnici del Comune confermano un ribasso del 7,5%; durante la discussione in Sala Rossa, grazie un emendamento della giunta stessa, però lo si elimina, per determinare il prezzo come da precedente valutazione dell’Agenzia delle Entrate

    Deprezzamento

    Nella delibera, tra le premesse, viene evidenziata la necessità, nell’interesse pubblico, di vendere l’immobile, non essendo più “procrastinabile ulteriormente la situazione del mantenimento di un immobile di tali dimensioni nel pieno centro cittadino, inutilizzato ed esposto a possibili occupazioni abusive sia ad un progressivo degrado anche manutentivo”. Ma se nel 2008 il primo prezzo fissato fu di 7,8 milioni di euro, e nel 2015 il ribasso arrivò a 6,2 milioni, come ha fatto, nel giro di pochi mesi, il valore dello stabile a “precipitare” in questo modo? «Probabilmente la prima valutazione fu fatta su una coda di un mercato immobiliare ancora solido – spiega Piazza – oggi quel mercato è molto cambiato, come è noto». Crollato, sarebbe meglio dire, visto che un immobile di pregio, in pieno centro città, ha perso il 50% del suo valore in pochi mesi. Sicuramente le condizioni dello stabile hanno contribuito, ed evidentemente le precedenti aste non andate a buon fine sono un segno evidente di una “proposta” poco appetibile. Va notato però che questa volta la procedura è stata diversa: se prima era l’amministrazione a fissare un valore, in questo caso l’input del prezzo è arrivato dal potenziale acquirente.

    Invimit, (Investimenti Immobiliari Italiani Sgr SpA) è una società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nata nel 2013 per “cogliere le opportunità derivanti dal generale processo di valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, attraverso l’istituzione, l’organizzazione e la gestione di fondi comuni di investimento chiusi immobiliari”. Stando allo statuto della società, l’operatività di Invimit Sgr fa parte di un più ampio processo di “razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio dello Stato, degli Enti Pubblici Territoriali e dagli altri Enti pubblici”, al fine di “contribuire alla riduzione dello stock del debito pubblico”. Dopo una prima fase di start up, la società sta iniziando a produrre buoni risultati, gestendo “masse” per 800 milioni l’anno, come dichiarato pochi giorni fa dal presidente Ferrarese.

    La particolarità dell’operazione è che, sia chi a proposto il prezzo, sia chi ha “controllato” il valore dell’immobile in questione, fa capo, seppure con meccanismi e autonomie molto diverse, allo stesso ente, cioè il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Se l’Invimit è controllata al 100% dal MEF, l’Agenzia delle Entrate, da statuto, è sottoposta alla vigilanza del Ministero, che ne detiene l’indirizzo politico, attraverso una convezione triennale che fissa obiettivi e relative risorse, pur essendo dotata di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria.

    Il voto dell’aula

    Per la cronaca, la delibera che ha stabilità il nuovo prezzo è stata approvata con 17 voti favorevoli (Farello, Canepa, Guerello, Lodi, Pandolfo, Russo, Veardo e Villa del Partito Democratico; Comparini e Gibelli di Lista Doria; Malatesta di Possibile; Caratozzolo, Gozzi e Vassallo di Percorso Comune, Chessa di Sel, De Pietro di Effetto Genova e il sindaco Marco Doria), 7 contrari (Bruno e Pastorino di Fds; Musso Enrico e Musso Vittoria di Lista Musso; Grillo del Pdl; Nicolella e Pederzolli di Lista Doria) e 11 astenuti (Balleari, Baroni, Lauro del Pdl, Boccaccio del M5s, Putti, Burlando, Muscarà di Effetto Genova, Gioia e Repetto dell’Udc, De Benedictis del Gruppo Misto e Salemi di Lista Musso). Una composizione, quindi, molto eterogenea delle posizioni sul provvedimento che oscillavano dalla contrarietà di Guido Grillo motivata da «Un prezzo da svendita», alla opposizione più squisitamente politica di Antonio Bruno, che ha ricordato come questa operazione derivi da una «rottura della amministrazione con una parte della città che aveva allacciato un accordo attraverso un protocollo di intesa, accordo rotto a seguito di uno sgombero dettato da necessità economiche oggi dimezzate».

    Vendita/assist

    L’operazione, se andasse a buon fine, quindi, chiuderebbe un capitolo molto discusso della storia recente della nostra città. L’offerta nei fatti salva l’amministrazione (e anche quella che verrà) dal gestire una “patata bollente” sia dal punto di vista dei costi, sia dal punto di vista politico, dato che la sorte incerta dei ragazzi del Buridda (e della città che, ci piaccia o meno, rappresentano), oggi nuovamente a rischio, è iniziata proprio dallo sgombero di via Bertani. Oggi tutto ciò ha un valore, che è 3,4 milioni di euro; il prezzo è congruo?

    Nicola Giordanella

  • Blueprint, la “Competition” finisce nei fondi di Palazzo Rosso. Doria: «Sfruttare i 28,5 mln del Governo entro fine anno»

    Blueprint, la “Competition” finisce nei fondi di Palazzo Rosso. Doria: «Sfruttare i 28,5 mln del Governo entro fine anno»

    Il waterfront nel Blueprint di Renzo Piano
    Il waterfront nel Blueprint di Renzo Piano

    Il Blueprint finisce nei fondi di Palazzo di Rosso. Dopo il concorso internazionale di idee che si era concluso a febbraio senza designare alcun vincitore, il grande progetto di riqualificazione del waterfront di Genova e, in particolare, delle aree ex proprietà di Fiera, prosegue la fase di stallo in attesa della concretizzazione degli interessi di investitori privati. Come promesso dal sindaco Marco Doria, il Comune ha organizzato un’esposizione di tutti i 76 progetti che hanno partecipato al contest: ci sono anche quelli scartati dal concorso perché non rispondenti a requisiti di anonimato, presentati in rigoroso ordine alfabetico e senza distinguere neppure i primi 10 della graduatoria che hanno ricevuto 12.000 euro ciascuno, con 443 persone coinvolte oltre ai collaboratori che non compaiono tra i firmatari dei progetti.

    Approfondimento: Spim a rischio default dopo il flop della “Competition”

    «Non ci sono santi – dice il primo cittadino all’inaugurazione dell’esposizione – la Fiera di Genova non avrebbe più avuto bisogno di questi spazi, che sono centralissimi: non possono restare un vuoto urbano e queste 76 proposte danno altrettante idee per ritrasformalo in un pezzo di città». L’obiettivo è dare vita a «una ricucitura degli spazi urbani urbani in un quartiere che non potrà più essere fieritistico ma ha enormi potenzialità – ribadisce Doria, come riportato dalla agenzia Dire – è un progetto che deve esserci a prescindere dal colore del prossimo ciclo amministrativo». Ma la mostra a Palazzo Rosso rischia di essere l’ultimo atto di questo ciclo amministrativo, ormai in scadenza, che riguarda il Blueprint. Anche se Doria assicura che gli uffici nel frattempo non stanno con le mani in mano. «Il Comune ha il dovere di iniziare a mettere a frutto i 28,5 milioni concessi dal governo attraverso il ‘Patto per Genova’ (13,5 milioni) e il ministero dei Beni culturali (15 milioni)», ricorda il sindaco. Tra i primi interventi, la bonifica dell’area dall’amianto e l’abbattimento del palazzo ex Nira, la riqualificazione della Batteria Stella vincolata dalla Sovrintendenza, l’abbassamento della sopraelevata nel tratto terminale, la realizzazione del nuovo canale vicino al percorso pedonale che dovrà collegare l’area della Foce a quella del Porto antico, passando all’interno delle zone portuali. Tutti interventi che dovrebbero partire entro la fine dell’anno, nuova amministrazione permettendo, a cui spetterà anche la partita più complicata, ovvero la ricerca di risorse private per riqualificare l’area.
    «Le risorse private – spiega Doria – sarebbero servite a prescindere dall’esito del concorso e, anzi, questa situazione senza nessun vincitore ma con 76 idee potrebbe lasciare più spazio agli investitori potenziali. Abbiamo già una serie di contatti ma dobbiamo aspettare proposte formali». Non proprio della stessa idea l’assessore comunale al Patrimonio, Emanuele Piazza: «Un vincitore avrebbe dato più entusiasmo e un percorso più ordinato».
    Intanto, l’amministrazione sta studiando come poter gestire le aree in maniera più uniforme rispetto all’attuale, con la proprietà suddivisa tra Spim (immobiliare in house dell’amministrazione comunale) che sta già pagando le rete del mutuo per gli spazi acquistati da Palazzo Tursi, e il Comune stesso (padiglione Jean Nouvel, palazzo ex Nira e rispettive aree pertinenziali). «Stiamo ragionando su un nuovo soggetto giuridico che raduni tutte le aree – spiega il presidente e amministratore delegato, Stefano Franciolini – per gestire il compendio immobiliare con un approccio più ordinato. Sarà una società pubblica, magari una società di trasformazione urbana, strumento poco utilizzato in Italia»
  • Scuola, Regione Liguria si apre ai tirocini universitari. Prevista anche alternanza scuola-lavoro per le superiori

    Scuola, Regione Liguria si apre ai tirocini universitari. Prevista anche alternanza scuola-lavoro per le superiori

    toti-comanducciPer la prima volta, oltre 200 studenti delle scuole superiori genovesi varcheranno le porte della Regione, a partire dal 7 aprile, per partecipare a percorsi di alternanza scuola lavoro. Parallelamente, verranno anche attivati tirocini per gli studenti universitari che matureranno crediti necessari all’interno del proprio percorso curricolare. E’ il risultato del Protocollo d’intesa siglato questa mattina dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Rosaria Pagano, e dal rettore dell’Università di Genova, Paolo Comanducci.
    «E’ un modo per aprire la pubblica amministrazione, renderla ancor più trasparente, verso il mondo dei giovani che troppo spesso non hanno avuto opportunità di conoscere il mondo del lavoro – commenta il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, come riportato dall’agenzia Dire – è un modo per confrontarsi con un mondo che troppo spesso non ascoltiamo fino in fondo. Un buon modo per costruire il futuro della pubblica amministrazione e anche quello di molti giovani, che non trovano sbocchi in questo ramo in assenza di concorsi e di porte aperte agevolmente». Gli istituti scolastici genovesi che hanno aderito al progetto di alternanza scuola-lavoro sono 14.
    Ogni giovane farà una concreta esperienza di 40 ore presso uno dei dipartimenti e delle direzioni regionali, scelti anche sulla base del corso di studi dello studente: l’obiettivo è quello di iniziare dall’Ente Regione per poi estendere il progetto agli altri soggetti del sistema regionale. «E’ un’opportunità anche per la pubblica amministrazione di aprirsi, farsi conoscere, e indirizzare verso questo lavoro talenti e cervelli che troppo spesso vediamo scappare – conclude Toti – il mondo della pubblica amministrazione ha bisogno di essere svecchiato, ha bisogno di nuovi cervelli e talenti, ha bisogno dell’entusiasmo e della freschezza che portano i giovani nelle loro avventure».
    Sul fronte dei tirocini universitari, invece, il protocollo prevede l’attivazione di 20 posti, che dureranno dai 3 ai 12 mesi, per laureandi sia triennali che magistrali. Tra i percorsi di laurea selezionati: Giurista d’Impresa e dell’Amministrazione (triennale), Economia e Commercio (triennale e magistrale), Scienze Politiche (triennale e magistrale), Ingegneria (triennale e magistrale), Scienza delle Comunicazioni (triennale), Editoria e Giornalismo (triennale). «Per gli studenti dell’Università di Genova, la possibilità di fare dei tirocini presso la Regione Liguria amplia ulteriormente il ventaglio delle esperienze a disposizione – sottolinea il rettore – mi auguro che questa, come quelle stipulate con le altre istituzioni, diventi un utile strumento di formazione per i nostri studenti». Per il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, «l’alternanza scuola-lavoro, resa obbligatoria dalla legge sulla Buona scuola, si sta inserendo stabilmente nel curriculum dei ragazzi di tutti gli Istituti superiori, con un coinvolgimento che, sul territorio nazionale, ha ormai raggiunto un milione di studenti. Adesso occorre concentrarsi maggiormente sulla qualità dei percorsi di alternanza, facendo sì che scuola e impresa o struttura ospitante non siano più da considerarsi entità separate, ma integrate tra loro»
  • Slot, dopo la proroga da parte di Regione Liguria, Comune di Genova al contrattacco su orari di apertura

    Slot, dopo la proroga da parte di Regione Liguria, Comune di Genova al contrattacco su orari di apertura

    new_slot_doubleRegione Liguria, durante l’ultima seduta di Consiglio, ha approvato l’emendamento che sposta di un anno l’entrata in vigore della legge anti-slot del 2012, promettendo un tavolo per affrontare l’argomento e preparare il territorio. Nel frattempo Comune di Genova continua la sua offensiva, pensando a limitare gli orari, come previsto dal regolamento comunale vigente.

    Approfondimento: il regolamento Comunale anti-slot

    A dirlo in Sala Rossa è l’assessore alla Legalità Elena Fiorini, in risposta ad una interrogazione della consigliera Clizia Nicolella (Lista Doria, presidente dellaConsulta contro il gioco in denaro), che ha chiesto quali siano le intenzioni della giunta a seguito della decisione presa dal Consiglio regionale, ricordando la grande partecipazione alla manifestazione dei giorni scorsi: «La linea di questa amministrazione è chiara e non abbiamo intenzione di recedere – ha dichiarato l’assessore Fiorini – oggi non abbiamo notizia della convocazione del tavolo promesso da Regione Liguria, e nel frattempo stiamo valutando come portare avanti la nostra politica di contenimento dell’offerta di gioco».

    L’amministrazione civica, quindi, porta avanti la sua battaglia contro le slot: nei “piani” del Comune rimane il pressing verso Stato e Regione, anche attraverso Anci, nel perseguire l’obiettivo del contenimento delle patologie legate all’azzardo, con una regolamentazione più rigoroso dell’offerta di gioco. L’arma, però, più “affilata” ad oggi è la regolamentazione degli orari di apertura delle sale da gioco, argomento di competenza diretta del Sindaco, come previsto dal regolamento comunale e confermato dalla sentenza del Tar del Molise che ha respinto una sospensiva di una ordinanza simile del Comune di Campobasso.

    Stando al testo del regolamento comunale, approvato nel 2013, le sale slot dovrebbero attenersi all’orario di apertura previsto dalle 9 alle 19,30, cosa che, come evidente, eliminerebbe il “servizio notturno”. Nei prossimi giorni, quindi, potrebbe arrivare l’ordinanza del Sindaco che impone orari limitati per le sale slot.

    Nicola Giordanella

  • Sturla, presentato il piano di Valorizzazione per la Casa del Soldato: nel 2022 l’apertura. Nel progetto anche un ascensore pubblico

    Sturla, presentato il piano di Valorizzazione per la Casa del Soldato: nel 2022 l’apertura. Nel progetto anche un ascensore pubblico

    casa-soldato-sturla-03Presentato in commissione consiliare il Piano di Valorizzazione dedicato alla struttura conosciuta come Casa del Soldato di Sturla. Il documento, che servirà per perfezionare il passaggio a titolo non oneroso da Demanio a Comune, prevede una serie di ristrutturazioni dell’edificio e dei suoi spazi, con diversi adeguamenti necessari per poter diventare Casa di Quartiere. I lavori dovrebbero concludersi nel 2022, terminati i quali si procederà con l’assegnazione di alcuni spazi.

    Il programma di valorizzazione prevede l’utilizzazione delle immobile con destinazione a spazi pubblici ed ad uso collettivo integrandolo nel tessuto sociale ed urbanistico del quartiere con un ruolo di aggregazione riconoscibile a livello locale oltre che di sviluppo culturale a livello cittadino, in quanto esempio di architettura razionalista unico nel suo genere. Il programma di valorizzazione prevede la destinazione degli immobili a Casa di Quartiere, nella quale possono essere individuate destinazioni quali attività di formazione, coworking e servizi connessi akla realizzazione di un polo informativo documentario dedicato l’architettura razionalista ed in particolare al l’opera dell’architetto Luigi Carlo Daneri, dalla cui matita nacque l’edifico.

    Il programma contempla inoltre che gli spazi esterni della palazzina possono costituire sede di un impianto di collegamento non solo fra le sue diverse quote ma anche fra le parti del quartiere a monte della Aurelia e quelle che si sviluppano verso mare: un ascensore pubblico, di gestione comunale, che possa collegare piazza Sturla con via Chighizola.

    Gli interventi e il progetto

    casa-soldato-sturla-01Il Comune di Genova interverrà con opere di messa in sicurezza: impermeabilizzazione e rifacimento alla copertura piana, restauro e sostituzione di tutti gli infissi di facilmente di tutti gli impianti avvalendosi di sistemi di contenimento del risparmio energetico, restauro delle facciate e opere edili finalizzate adeguamento degli spazi interni opere di coloritura interna realizzazione nuovo impianto di collegamento verticale esterno e sistemazione degli spazi esterni per quanto concerne l’impianto di collegamento verticale esterno visto la sua funzione collettiva cognitiva livello cittadino e se dovrà essere gestito con le stesse modalità di questa tipologia di impianto incarico alla pubblica amministrazione

    Il progetto propone ripristino degli ambienti originali della Casa del Soldato, attraverso la demolizione di alcuni tramezzi, l’inserimento di una “sala caffè” ovvero un punto di incontro e di socializzazione. Stando al documento il piano porticato potrà tornare ad essere, come nella sua originale vocazione, un punto di ritrovo e di aggregazione per gli abitanti del quartiere; in una parte del primo livello sottostrada sono previste attività ludiche e di socializzazione riservate la fascia più giovane di cittadini; nella restante parte del piano si sono ipotizzate aule da destinare alla formazione e al co-working. Il locale sala polivalente, la palestra, potrà essere usato come spazio dove organizzare eventi sia pubblici che privati.

    La prima fase delle opere di messa in sicurezza e di recupero del manufatto sarà completata tra l’anno 2017 e il 2018 e prevede le prime opere di messa in sicurezza del bene. La seconda fase prevista tra il 2019 e il 2020 prevede l’impermeabilizzazione e rifacimento della copertura restavo la sostituzione di tutti gli infissi e rifacimento di tutti gli impianti. La terza fase, prevista per il 2020/2021, prevede restauro delle facciate la realizzazione di opere edili finalizzata l’adeguamento degli spazi interni e la messa a norma dei locali e il rifacimento dei servizi igienici oltre alle opere di coloritura interna. La quarta fase, prevista tra il 2021 e il 2022, prevede la realizzazione del nuovo impianto di collegamento verticale esterno e la sistemazione degli spazi esterni. Solo successivamente si potrà passare alla fase di affidamento dell’edificio: la regia sarà del Municipio competente.

    La perizia del Comune

    casa-soldato-sturla-02Secondo la perizia fatta dal Comune di Genova, l’immobile si presenta in discreto stato di conservazione generale; gli elementi che compongono la struttura, pilastri, traversi solai e tamponamenti, si presentano in buone condizioni di conservazione, privi di fessurazioni o di altre evidenti deformazioni. All’interno dell’immobile si rilevano alcune zone interessate da infiltrazioni d’acqua conseguenti alle forti piogge e la mancanza di tenuta degli infissi, che allo stato attuale appaiono fortemente degradati. L’intonaco esterno si presenta in discreto stato di conservazione e apparentemente coeso a supporto murario; si evidenziano invece fenomeni di dilavamento dovuti sia al malfunzionamento dei pluviali che ha l’assenza di cornicioni e sporgenze dalla copertura in grado di preservare le facciate dall’esposizione diretta e fenomeni atmosferici. Il giardino a cui si accede attraverso un cancello di via Chighizola allo stato attuale si presenta incolta e priva di alberatura ad alto fusto di particolare pregio

    La genesi del progetto

    L’idea di valorizzare la palazzina razionalista di Sturla per arrivare a realizzare un casa di quartiere, è nata da alcuni comitati operanti sul territorio in condivisione con Municipio IX Levante, e poi accolta favorevolmente dall’amministrazione civica. Questa strada rappresenta il riconoscimento di un ruolo che la costruzione ha assunto fin dall’origine, cioè come luogo di ritrovo di una comunità, sulla scorta di quanto erano state le case del popolo, viziato, come è noto, dall’utilizzazione al fine di propaganda e controllo del regime fascista.

    La Palazzina si colloca in una posizione strategica all’interno del quartiere che ad oggi lamenta la mancanza di uno spazio pubblico destinato alla socializzazione e all’aggregazione. La continuità con il, centro parrocchiale da un lato e la prossimità col borgo di Vernazzola dall’alto rendono l’edificio un elemento di cerniera in grado di offrire locali per attività associative non profit e un punto di ritrovo per tutti gli abitanti del quartiere.