Categoria: Notizie

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  • Consultorio del Lagaccio: restyling e polo per la psichiatria infantile

    Consultorio del Lagaccio: restyling e polo per la psichiatria infantile

    sanita-corsia-ospedale“Il consultorio del Lagaccio non chiude e sarà ristrutturato” annunciava qualche giorno fa su Twitter e Facebook il presidente del Municipio I Centro Est, Simone Leoncini. La decisione è giunta martedì 19 marzo, al termine di un sopralluogo alla struttura effettuato dall’assessore regionale alla salute Claudio Montaldo e alcune rappresentanze di Asl 3 e del Municipio I, tra cui lo stesso Leoncini.

    A ben vedere, già a fine febbraio il direttore generale dell’azienda sanitaria genovese, Carlo Bedogni, aveva rassicurato i cittadini circa le sorti del presidio. Alle parole sembrano seguire i fatti, come confermato in una nota ufficiale rilasciata dall’Asl, in cui si legge: “Si è deciso di ristrutturare la sede dell’edificio di via Lagaccio, di proprietà di Asl 3, di cui peraltro è già stato restaurato il tetto nel corso del 2012 e di continuare l’attività ivi erogata dal consultorio potenziando in maniera particolare l’assistenza ai bambini disabili e alle loro famiglie tramite l’attività dei neuropsichiatri infantili”.

    Ristrutturazioni, dunque, ma non solo dal punto di vista degli edifici. In tempi di spending review, infatti, è diventato economicamente insostenibile il mantenimento in un’unica struttura di tutti i servizi che tradizionalmente offre un consultorio. «Per questo motivo – spiega Maria Carla Italia, assessore alle questioni sociali, associazioni e gestione patrimonio del Municipio I Centro Est, che segue da vicino l’evoluzione della vicenda – al Lagaccio i vertici Asl hanno deciso di puntare sull’infanzia, mirando alla costituzione di un polo di eccellenza per quanto riguarda la neuropsichiatria infantile. Personalmente sono molto grata all’assessore Montaldo per aver colto l’esigenza di mantenere il presidio sul territorio, nonostante le necessità di Asl di accorpare diversi servizi».

    In attesa della presentazione ufficiale del progetto, gli abitanti del quartiere possono tirare un sospiro di sollievo: i costi sociali derivanti dalla chiusura del consultorio, infatti, sarebbero stati decisamente maggiori rispetto alle spese della ristrutturazione, oltre al fatto che l’edificio sarebbe stato difficilmente riutilizzabile per altri impieghi. Perdere il consultorio per diversi cittadini avrebbe potuto significare l’addio definitivo alle cure e ai servizi che ogni giorno, qui, sono erogati gratuitamente.

    Scongiurata la chiusura, ora sarà necessario fare i conti con la riorganizzazione del consultorio: la preoccupazione più grande riguarda i servizi di pediatria e ginecologia che sembrano definitivamente destinati a concentrarsi nel polo di viale Brigate Partigiane. «Tuttavia – spiega la dottoressa Angela Grondona, direttore dell’assistenza consultoriale di Asl 3i dettagli della ristrutturazione dei servizi sono ancora oggetto di valutazione. I dati certi, per il momento, sono lo stanziamento di 300 mila euro per la riqualificazione del presidio del Lagaccio e la volontà di farne un punto di riferimento per quanto riguarda la neuropsichiatria infantile».

    Dagli uffici tecnici di Asl non trapelano altri dettagli sulla ristrutturazione né riguardo al personale che verrà impiegato nel polo, una volta rinnovato: in ogni caso, i lavori di ammodernamento dovrebbero avvenire per gradi, in modo da non dover procedere a una chiusura neppure temporanea del consultorio, limitando così i disagi per la popolazione. La speranza, dunque, è che la futura presenza di un polo specialistico possa portare nuova linfa al quartiere, come si augura l’assessore Italia: «La struttura attirerà nuovi utenti da tutta la città. Ciò significa portare al Lagaccio nuove persone che, nel loro piccolo, potranno rappresentare una manna per gli esercizi commerciali della zona».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Sori: riapre il Teatro del Levante, il programma degli spettacoli

    Sori: riapre il Teatro del Levante, il programma degli spettacoli

    SoriDomenica 7 aprile 2013 riapre il Teatro di Sori, uno spazio a meno di cento metri dal mare che riprende le attività con una stagione primaverile di undici spettacoli fra prosa, musica e teatro dialettale.

    Il Comune di Sori, dopo il termine del contratto con la precedente gestione, ha affidato l’organizzazione del teatro alla Pro Loco di Sori e la direzione artistica all’associazione La Chascona, impegnata da anni in progetti di teatro-educazione e che ha gestito in passato anche il Teatro Albatros di Rivarolo. La recente storia del teatro di Sori è ripercorsa da Iula Rossetti: «Il 5 aprile 2008 era stato inaugurato il Teatro dopo i lavori di restauro effettuati grazie a finanziamenti europei. In questi anni non ha mai avuto una stagione vera e propria, ma solo eventi sporadici. Nei mesi scorsi la Pro Loco di Sori ha trasferito qui la propria sede e le proprie attività, così da rendere il teatro anzitutto uno spazio accogliente e aperto alla cittadinanza. Noi de La Chascona abbiamo curato la direzione artistica di Sori Summer Jazz 2012, da qui è nato un rapporto con il Comune che ci ha portato a creare la collaborazione in teatro. Molte compagnie locali ci hanno proposto spettacoli, tra cui quella del Teatro di Cicagna: non abbiamo potuto inserire tutte in questa rassegna, ma contiamo di farlo nel corso della prossima stagione».

    Scopo di questa prima rassegna è restituire alla città l’abitudine di una stagione teatrale costante e favorire (anche grazie all’orario di inizio degli spettacoli, il sabato sera alle 21 e la domenica pomeriggio alle 18) chi vuole venire a Sori per una giornata in spiaggia e poi assistere a uno spettacolo. «Aprire un teatro di questi tempi è una bella avventura: il Teatro del Levante è il solo spazio di questo tipo tra San Fruttuoso (dove ha sede il Teatro Garage, ndr) e Chiavari, il nostro obiettivo è lavorare sul territorio, rivitalizzarlo, creare un ambiente familiare e di aggregazione. Negli ultimi tempi si discute molto della crisi dei teatri, personalmente ritengo che il teatro sia un luogo vitale, che nel caso di Sori permette anche di portare persone in questa cittadina e dare un sostegno alle attività commerciali. Le potenzialità del teatro non si esprimono solo nel valore culturale ed educativo degli spettacoli, ma anche nella capacità di favorire l’indotto e la promozione del territorio».

    La rassegna primaverile del Teatro del Levante debutta domenica 7 aprile con Savuti Dreams – Sognando il Re Leone a cura della Compagnia Gli Amici di Jachy. A seguire gli spettacoli Il grande fiasco di Andrea Carretti (sabato 20 aprile), C’era una volta….e forse mai più a cura del Teatro di Cicagna (domenica 21 aprile), Filumena Marturano con la compagnia Il Crocogufo (sabato 27 aprile), Giorgio perdonaci dedicato a Giorgio Gaber a cura della compagnia La Pozzanghera (sabato 4 maggio), A professia de Colombo a cura della Compagnia TeatralNervi (domenica 5 maggio), Un Mandarino per Teo nuovamente con Gli Amici di Jachy (sabato 11 maggio), L’Acrostico Bizzarro scritto da Maria Grazia Tirasso e diretto da Iula Rossetti (sabato 18 maggio), La Cicala e la Formica con Hilary Nuvoli e Massimo Ivaldo (domenica 19 maggio), Inganni con la compagnia M&M (sabato 25 maggio) e infine La Principessa della Czarda messa in scena dalla Compagnia Amici dell’Arte (domenica 26 maggio).

    Marta Traverso

  • Amt, fallimento e privatizzazione: si avvicina la resa dei conti

    Amt, fallimento e privatizzazione: si avvicina la resa dei conti

    autobus-amt-2La settimana scorsa si è conclusa con una notizia positiva per AMT.  Grazie ad un accordo con Trenitalia è stato mantenuto il biglietto integrato bus – treno fino a fine 2013, comportando però un aumento del biglietto da 1,50 a 1,60 euro. Comune e Regione si sono piegati alla richiesta di 8,5 milioni di euro da parte di Trenitalia rinviando a data da destinarsi la revisione di questa somma che la Giunta ha sempre ritenuto eccessiva. Un buco è stato tappato, ma nel colabrodo AMT sono molti quelli ancora aperti.

    È evidente che per la partecipata del Comune il problema principale, come ha ribadito in più occasioni l’assessore Dagnino, è il mantenimento dell’equilibrio finanziario tra costi e ricavi. Il rischio di fallimento dell’azienda – che giunge quando il capitale sociale (3 milioni e 900 mila euro) si riduce più di un terzo – è stato fino ad oggi sventato solo dall’intervento del Comune, com’è accaduto, per esempio, con l’iniezione di 5,5 milioni di euro nell’estate del 2012. Queste soluzioni permettono di tenere in piedi l’azienda, ma sono del tutto inadatte a sostenere nuovi e necessari investimenti in mezzi e infrastrutture per migliorare il trasporto pubblico locale.

    In una situazione di generale scarsità di risorse pubbliche la privatizzazione di AMT diventerà quindi un tema fondamentale. Questa possibilità era stata prospettata già nell’estate del 2012 dallo stesso Sindaco Doria poco dopo il suo insediamento, non escludendo che la quota da cedere ad un privato potesse essere anche superiore al 50%. In questi mesi la questione è stata sostanzialmente congelata, ma visto il recente acuirsi della crisi aziendale è diventato particolarmente urgente riprendere il dibattito là dove era stato lasciato.

    autobus-amt-1E probabilmente non saranno cambiate di molto le posizioni dei partiti, con il Pd sostanzialmente favorevole a procedere ad una privatizzazione, frenato all’interno della stessa maggioranza dalla dubbiosa Lista Doria, Fds, Sel e Idv. Chiaramente contrario è il Movimento 5 Stelle, mentre più attendista sembra essere l’opposizione, il cui scopo principale sembra essere più che altro quello di mettere in luce le debolezze della maggioranza.

    Alcuni esponenti del Pd si sono dichiarati anche disponibili ad una cessione del 100% delle quote dell’AMT purché questa operazione sia collegata ad un progetto di ampio respiro sulle infrastrutture del trasporto pubblico locale, comprendendo l’allungamento della linea della metropolitana fino a Terralba e  la creazione di una tranvia. Vi è il dubbio, infatti, che la semplice cessione di quote con l’obiettivo di finanziare il solo trasporto su gomma possa essere poco strategico per la mobilità pubblica cittadina.

    Da tempo circola il nome di Busitalia, un’azienda facente parte del gruppo Ferrovie dello Stato, che ha già acquisito il 100% dell’Ataf (azienda degli autobus di Firenze) e ha in progetto di rilevare anche una quota della torinese GTT, come possibile acquirente delle quote di AMT. Un’operazione su cui però il Sindaco vuole muoversi con molta cautela valutando attentamente vantaggi e svantaggi.

    In realtà un primo passo verso la privatizzazione è già stato compiuto. Infatti è in corso un bando per designare un advisor, ovvero un soggetto terzo (solitamente una banca) il cui compito sarà quello di effettuare una valutazione sul valore di AMT, in previsione di una cessione di sue quote ai privati. Questa operazione dovrebbe concludersi già nei prossimi 3/4 mesi.

    Per rendere più appetibile il piatto, è stata più volte avanzata anche l’idea di cedere insieme ad AMT parte delle quote di Genova Parcheggi, la società che gestisce i parcheggi a pagamento della città, una delle poche partecipate del Comune che possa vantare un utile. Infatti AMI, l’azienda che gestisce le infrastrutture del trasporto municipale e le rimesse degli autobus, detiene attualmente il 100% di Genova Parcheggi, incorporandola di fatto in AMT.

    Su queste basi si muoverà il dibattito politico, nella speranza che tra i vari fattori presi in considerazione possa rientrare anche l’impegno di garantire ai cittadini un servizio di trasporto pubblico a prezzi accessibili che lo rendano una reale alternativa all’uso del mezzo privato.

    Federico Viotti

  • Rock in centro, Albenga: concorso musicale per band emergenti

    Rock in centro, Albenga: concorso musicale per band emergenti

    concerto-musica-chitarra-elettrica-RMSono aperte le iscrizioni per RockInCentro, concorso musicale per band emergenti organizzato dall’Ufficio Politiche giovanili del Comune di Albenga.

    L’iscrizione è online ed è gratuita, possono partecipare band che propongono sia brani inediti sia cover, di ogni genere musicale: il requisito di ammissione è che le band siano composte per almeno due terzi da ragazzi fra i 14 e i 35 anni d’età, con particolare preferenza per le band di Albenga.

    Le band che intendono partecipare alla selezione devono scaricare il modulo di iscrizione dal sito del Comune di Albenga ed effettuare l’iscrizione entro sabato 13 aprile 2013 inviando una mail con tutti i materiali necessari – modulo, foto e bio del gruppo, un brano – a centrogiovani@comune.albenga.sv.it o via posta all’Ufficio Politiche Giovanili di Albenga (viale Martiri della Libertà, 3° piano).

    Le band saranno sottoposte a una preselezione online attraverso la pagina Facebook del concorso. Saranno poi scelti i gruppi ammessi alle esibizione live, della durata di 30 minuti ciascuna (l’ordine delle band sarà estratto a sorte): i gruppi ammessi a ogni esibizione live dovranno portarsi i propri strumenti musicali, in particolare è obbligatorio dotarsi di amplificatore di basso e di chitarra elettrica. Saranno messe a disposizione tutte le altre apparecchiature e strumentazioni, comprese una batteria completa fatta salva la possibilità per ogni batterista di portarsi i propri piatti e il proprio pedale.

    Le band saranno valutate sia dal pubblico sia da una giuria tecnica. La finale si svolgerà il 27 aprile 2013, e saranno assegnati i seguenti premi:
    – 1° classificato: servizio fotografico +book fotografico +intervista a Radio Onda Ligure +targa
    – 2° classificato: targa
    – 3° classificato: targa
    – Premio della critica: book fotografico +intervista a Radio Onda Ligure +targa
    – Premio del pubblico: targa + intervista a Radio Onda Ligure

  • Il diritto di sognare: Daniel Pennac ispira una mostra alla Berio

    Il diritto di sognare: Daniel Pennac ispira una mostra alla Berio

    biblioteca-berio-4È visitabile fino a giovedì 18 aprile 2013, presso il tunnel di accesso alla Biblioteca Berio, la mostra Il diritto di sognare.

    Dieci scatole ispirate ai Diritti del Lettore di Daniel Pennac, per racchiudere lo spazio immaginario di un Sogno. La scrittura come unico elemento in questo mondo immaginario. Racchiudiamo ciò che desideriamo nella dimensione astratta della scatola per poi poter ritrovare e riscoprire ciò che è congelato nel tempo dei sogni. Le opere esposte, realizzate da Francesca Ferrando e Simona Picciotto, sono state selezionate durante il Festival L’Altra Metà del Libro.

    La mostra è a ingresso libero negli orari di apertura della biblioteca.

  • Molassana, progetto per il restyling del quartiere: facciamo il punto

    Molassana, progetto per il restyling del quartiere: facciamo il punto

    molassana-progetto-porIl cosiddetto Progetto Integrato per Molassana è un importante piano europeo (Por-Fesr 2007-2013) per la riqualifica della Media Valbisagno. Grazie ad un investimento di 15 milioni di euro (di cui il contributo concesso sul Por è di 9 milioni, pari al 74,48 % dell’investimento complessivo), il restyling del quartiere si è concretizzato in un ampio progetto che interessa diverse aree e strutture: oltre alla riconversione dell’area ex-Boero, anche la realizzazione della strada sulla sponda destra del Bisagno, la pedonalizzazione di via Molassana, il recupero dell’antico acquedotto, il rafforzamento degli argini del torrente Geirato e la costruzione (ultimata) dell’edificio che ospita il nuovo centro civico.  Il finanziamento stanziato dal Comune di Genova ammonta a 4 milioni di euro. Cerhiamo di fare chiarezza sui vari interventi previsti.

    IL PROGETTO INTEGRATO E GLI INTERVENTI

    Il Programma Operativo Regionale (Por) per l’utilizzo del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) è stato predisposto dalla Regione Liguria per consolidare la coesione economica, sociale e territoriale nel periodo compreso tra 2007-2013. Il Por-Fesr Liguria, approvato dalla Commissione Europea nel novembre 2007, si articola su cinque priorità, o assi, strategiche di intervento, con obiettivi e dotazioni finanziarie differenti.

    Nell caso di Molassana, si tratta di interventi che fanno parte dell’asse strategico 3, per aumentare l’attrattività turistica dei territori e migliorare la vivibilità in ambito urbano attraverso interventi infrastrutturali e non. Tutti questi progetti previsti nell’ambito di Por-Fesr vengono realizzati mediante un Progetto Integrato di sviluppo urbano: gli interventi del Progetto, finalizzati alla riqualificazione del centro abitato di Molassana, sono pensati per favorire il tessuto commerciale della zona e per rendere il quartiere più vivibile  dal punto di vista sia urbanistico e infrastrutturale, che ambientale e viario, facendo di Molassana un nodo di interscambio tra le alture e il centro cittadino.

    Nello specifico, gli interventi previsti sono:

    Molassana, ValbisagnoRiassetto della mobilità, per risolvere le criticità relative all’attraversamento del centro di Molassana ed eliminare il traffico privato, consentendo la riorganizzazione del sistema di trasporto pubblico. L’intervento prevede, appunto, la pedonalizzazione di Via Molassana, con conseguente spostamento del tratto di viabilità sulla parallela, sulla sponda del Bisagno. Il nuovo tratto (430 metri a due corsie dall’incrocio tra via Emilia e via Molassana sino al ponte Fleming) è stato pensato per consentire la riorganizzazione del trasporto pubblico locale. Costo: 1,62 milioni di euro.

    Pedonalizzazione di Via Molassana, per migliorare la coesione fra cittadini ed esercizi commerciali e vari servizi connessi al parco pubblico previsto nell’adiacente ex area Boero. L’intervento prevede la pavimentazione dell’area su un tratto di 430 metri, l’inserimento di arredi urbani, alberature e il rifacimento della rete di illuminazione pubblica. Costo: 1,85 milioni di euro.

    Piazza Centro Civico, ovvero la creazione di una piazza pubblica pedonale antistante la nuova sede del Municipio IV Media Valbisagno. La piazza, da realizzarsi previa acquisizione e successiva demolizione dell’edificio ex Trattoria dell’Olmo, che occupa l’area preposta al Municipio, prevede la creazione di un parco giochi e area hotspot per la trasmissione dei dati con tecnologia wifi. Costo: 670 mila euro.

    Anche per Via Geirato e Via Bernardini, si prevede l’allargamento delle due vie che “incorniciano” l’ex area Boero, costeggiandola, allo scopo di favorire lo scorrimento pedonale. Inoltre, la creazione di parcheggi pubblici, in previsione di una razionalizzazione dei flussi di traffico indotti dal nuovo insediamento nella zona Boero riqualificata. In Via Geirato, anche un’apposita passerella pedonale per collegare l’insediamento urbano di Via Sertoli con il nuovo complesso Boero. Costo: 430 mila euro.

    Per quanto riguarda l’acquedotto storico, nel suo tratto compreso tra la Casa dei Filtri di Molassana fino al Fossato del rio Cicala, la realizzazione e consolidamento del percorso pedonale e -per alcuni tratti- ciclabile, nel rispetto delle caratteristiche storico-ambientali della zona, con il contenimento e la sistemazione della vegetazione boschiva e il posizionamento di arredi urbani. Inoltre, il miglioramento generale, non solo della percorribilità pedonale, ma anche del collegamento con il tessuto urbano. Costo: 400 mila euro.

    Su un’area di circa 4 mila metri quadri sorgerà invece il nuovo parcheggio sul Ponte Fleming. La superficie in questione è attualmente occupata da un parcheggio pubblico a raso, ma nelle misure del Piano è previsto lo sgombero dell’area e la creazione, al suo posto, di un park di 3 piani, due interrati e uno fuori terra, per un totale di circa 400 posti. Il parcheggio, funzionale all’interscambio con il sistema pubblico di trasporto, ha previsto un percorso per i mezzi pubblici che colleghi Val Bisagno con Sampierdarena, attraverso l’asse centrale Via XX Settembre–Piazza Portello–Stazione Principe, volto sia a decongestionare le strade di attraversamento dal traffico privato, sia a limitare il danno ambientale dovuto all’inquinamento. Costo: 4,5 milioni di euro.

    Anche un intervento per il risanamento del torrente Geirato, con l’arginatura di un tratto della sponda destra del Torrente e sistemazione dell’area stradale limitrofa, dotata di impianto di illuminazione pubblica, verde e arredo urbano. Costo: 2 milioni di euro.

    E da ultimo, l’intervento di tombinatura del rivo Ca’ de’ Rissi (secondo le analisi del Piano di Bacino Bisagno-Geirato, il responsabile dell’esondazione dell’area ex Boero e delle zone limitrofe ai tempi dell’alluvione 2011), che prevede la chiusura con tombini in cemento armato della canalizzazione, secondo le prescrizioni contenute nel Piano di Bacino del Geirato. Costo: 613 mila euro.

    torrenti-bisagno-rischio-idrogeologicoVal Bisagno, Sciorba

     

     

     

     

     

     

     

    I RISULTATI E L’ITER DEI VARI PROGETTI

    I vari progetti, nell’ambito del Por-Fesr 2007-2013, dovrebbero volgere al termine a breve. Tuttavia, a causa della grande entità del Programma e della diversità degli interventi previsti nei diversi quartieri cittadini, ci sono stati vari rallentamenti. Anche a Molassana i lavori sono slittati e ciascuno dei singoli progetti ha preso avvio in tempi differenti.

    Risolto il problema della viabilità con lo spostamento del traffico dal lato del Bisagno, Via Molassana verrà completamente ripavimentata con calcestruzzo architettonico, per eliminare la separazione strada/marciapiede lasciando comunque percepire gli spazi esistenti. Per ora, tuttavia, si attende che vengano iniziati tutti gli interventi sul versante Via Emilia/Via Piacenza.

    Lo spostamento degli uffici municipali dalla sede precedente alla nuova, nei locali realizzati accanto allo scheletro dell’ex Cinema Nazionale, sono stati ultimati: il nuovo complesso (a onor del vero accolto non benissimo da una parte della cittadinanza, già definito “ecomostro” in più di un’occasione) è oggi funzionante e tutte le strutture (ufficio anagrafe, vari esercizi commerciali, ecc) pensate per essere trasferite in questi locali occupano attualmente la loro nuova sede, in un edificio a quattro piani con annesso corpo allungato di due:  la struttura ospita gli uffici della Circoscrizione, della Divisione Territoriale, della Pubblica Assistenza, oltre a esercizi commerciali vari al piano terra. Il corpo basso, quello su due piani, è coperto da un giardino pensile attrezzato per la sosta e per il gioco.

    Il caso della piazza antistante il Municipio, invece, è diverso: i lavori sono attualmente in corso, ma non sono ancora stati ultimati. Terminata la gara, assegnato l’appalto e aperto il cantiere, resta ancora in piedi l’edificio dell’ex Trattoria dell’Olmo: sembra ancora lontano il progetto innovativo di realizzazione di un’area wifi e parco giochi per bambini. Si è venuta a creare una fase di stallo, dovuta ai limiti nello stanziamento di finanziamenti previsti dal nuovo Patto di Stabilità interno ai Comuni, per cui i lavori sono bloccati e per ora non si sa quando potranno riprendere.

    Anche per l’ex area Boero, i lavori previsti non hanno ancora visto l’avvio ufficiale e il maxi-cantiere, già aperto, è deserto, a creare una “voragine” nel centro del quartiere. Va da sé  che anche tutti i progetti previsti per le aree limitrofe (come Via Geirato e Bernardini) non saranno avviati finché non inizieranno i lavori –certamente prioritari- nell’ex area industriale da riconvertire.

    Buone notizie, invece, per quanto riguarda gli interventi sull’acquedotto storico: già iniziati (bando con scadenza al 24 marzo 2011, per un importo totale di 195 mila euro), è stato anche recuperato un vecchio box in disuso nei pressi del Ponte Sifone sul Geirato di Molassana e trasformato in casetta adibita a aula didattica, gestita da un’associazione privata. Inoltre, anche sull’altro lato dell’acquedotto, all’altezza del Ponte Sifone sul Veilino, che si affaccia sul cimitero di Staglieno, è stato realizzato il recupero dell’area e vengono attualmente organizzate visite guidate con cadenza mensile, ogni primo sabato, dall’Associazione “Acqua Fresca”.

    Per quanto riguarda poi la costruzione del parcheggio all’altezza del Ponte Fleming questi gli interventi: prima la già citata realizzazione della nuova strada di scorrimento, lato Bisagno, dalla parte di Via Emilia e Via Piacenza, fino all’altezza del Ponte Fleming; poi, la riconversione dell’attuale parcheggio, all’altezza del distributore di benzina, che verrà trasformato in parcheggio di interscambio. Ad oggi, i lavori in quest’area non sono ancora avviati: è stato però indetto un bando per la realizzazione di queste opere e si è ancora in fase di appalto. Lì vicino, sempre nei pressi del Fleming, sarà realizzato un parco giochi. Sempre lì, a chiudere l’area di sosta adibita a park, i parcheggi a  corona dell’area Boero.

    Infine, per quanto riguarda il risanamento del torrente Geirato, è stato indetto un bando a scadenza 17 ottobre 2011, è stato assegnato l’appalto per lo svolgimento dei lavori, ma ancora si attende.

     

    Elettra Antognetti

  • Galata Museo del Mare: storia del primo museo accessibile d’Italia

    Galata Museo del Mare: storia del primo museo accessibile d’Italia

    Museo GalataIL PRECEDENTE

    Agosto 2007: a tre anni dall’inaugurazione, il Galata Museo del Mare attua il suo primo progetto di accessibilità grazie alla nuova dotazione di audioguide, che permettono ai visitatori di effettuare l’intero percorso dei quattro piani del Museo. Al momento in lingua italiana, nei prossimi mesi è in programma anche l’installazione di audioguide in lingua inglese.

    Tra queste apparecchiature vi sono inoltre sei guide multimediali destinate a visitatori non vedenti o ipovedenti, realizzate su progetto di Lidia Schichter in collaborazione con il Comune di Genova, il Dipartimento di Ingegneria Biofisica dell’Università di Genova e l’Istituto David Chiossone.

    Novembre 2007: la Regione Liguria sottoscrive un protocollo d’intesa con il Ministero dei beni culturali per garantire l’accessibilità dei principali siti artistici e culturali del territorio. Al momento, la Liguria è la sola Regione italiana ad aver sottoscritto questo atto pubblico, per il quale riceverà dalla Regione 300.000 €: una somma necessaria sia per adeguare le infrastrutture sia per la formazione del personale. L’accessibilità non riguarda solo l’abbattimento delle barriere architettoniche per i disabili motori, ma anche strumenti che consentono a non udenti, non vedenti e ipovedenti di fruire del patrimonio culturale cittadino.

    La Regione ha al momento erogato solo una parte della cifra stanziata – ovvero 300.000 € – necessaria sia per adeguare le infrastrutture sia per una formazione adeguata del personale.

    Novembre 2012: il Galata Museo del Mare presenta il Progetto Accessit, un sistema di segnaletica per non vedenti e non udenti che si aggiunge alle già presenti audioguide e alla mappa tattile posizionata sulla terrazza Mirador (dimensione 95 x 65 cm, altezza 1,60 m). Una nuova iniziativa che ha reso il Galata il primo museo italiano accessibile ai non vedenti, ipovedenti, non udenti e ipo-udenti.

    IL PRESENTE

    Pioniere di accessibilità, il Galata Museo del Mare ha attualmente attive diverse agevolazioni per i disabili che vogliono visitare autonomamente lo spazio, e che si integrano anche con i progetti di didattica museale. A riassumerli per noi Franca Acerenza, responsabile della didattica al museo: «Nell’ingresso vi è un monitor dove scorrono immagini del museo, le attività proposte, gli eventi, le manifestazioni e le reti che il museo sostiene a livello nazionale e internazionale. A ogni piano sono stati installati video che mostrano in anteprima immagini delle collezioni e le mappe di orientamento. Inoltre il museo è dotato dei seguenti dispositivi per i diversamente abili: audioguide per non vedenti e ipovedenti; dispositivi di amplificazione ad induzione magnetica per ipoudenti; mappa tattile MIRAgenova; guida tattile del Galata; scooter elettrico o carrozzina per persone con disabilità motoria; visite guidate per non vedenti; visite guidate per disabili».

    In dettaglio, sono dislocati in vari spazi all’interno del museo impianti di amplificazione a induzione magnetica, che permettono ai portatori di apparecchi di non ricevere interferenze acustiche sia in caso di visita senza audioguida sia con l’eventuale audioguida. I non vedenti possono beneficiare di una guida multimediale del museo e una mappa tattile, che presentano l’interno del Galata e le principali informazioni sui punti turistici visibili dalla terrazza panoramica Mirador.

    Come funzionano queste apparecchiature? Quando il visitatore si trova in prossimità di un luogo interessante, grazie a un sistema di localizzazione a radio frequenza, la guida ne segnala la presenza, lo descrive e fornisce riferimenti relativi sulla sua posizione rispetto alla sala e alla struttura per favorire ulteriormente l’orientamento. Inoltre, i sensori permettono di segnalare anche punti di bivio del percorso e servizi. Gli impianti di amplificazione sono a cura della ditta Omnia Com di Roma, mentre le mappe tattili e le guide multimediali sono a cura di Happy Vision, realizzate su progettazione di Lidia Schichter.

    Più in generale, qual è il punto della situazione “accessibilità nei musei”? «Molti musei genovesi si sono adeguati alle direttive sull’accessibilità ma non tutti hanno raggiunto gli obiettivi richiesti. Sono necessari fondi europei per gli interventi riguardo il superamento delle barriere architettoniche e fondi regionali o comunali per progetti di accessibilità culturale. Occorre pianificare le azioni di accessibilità e condividerle con le associazioni che si occupano delle diverse disabilità. Con l’allungamento della vita attiva occorre pensare a un’accessibilità non solo rivolta alle disabilità certificate, ma al naturale venir meno della risposta sensoriale dovuta all’età avanzata. Ad esempio pannelli didattici in un carattere chiaro e leggibile, impianti di amplificazione per persone con riduzione dell’udito, punti di sosta, ecc».

    Marta Traverso

  • La Metropolitana di Genova, storia e sviluppo: incontro al Ducale

    La Metropolitana di Genova, storia e sviluppo: incontro al Ducale

    metropolitanaMartedì 2 aprile 2013 (ore 17) a Palazzo Ducale, presso la sede della Società Ligure di Storia Patria, nuovo appuntamento con il ciclo di conferenze I Martedì de A Compagna, a cura dell’omonima associazione.

    Il tema di oggi è La Metropolitana di Genova: la storia di ieri, la realtà di oggi, le opportunità per gli sviluppi.

    Tema della conferenza

    Anche se i primi progetti per una metropolitana a Genova risalgono ad un secolo fa, quella che oggi conosciamo nacque agli inizi degli anni ’80 come una linea di tram da Rivarolo a Principe attraverso la galleria di Certosa; poi il progetto mutò in una “Metropolitana leggera” che, nel corso degli anni, ha infine raggiunto l’estensione attuale.

    La conferenza, supportata da immagini suggestive e spesso rare, intende raccontare questo percorso, dai primi progetti di inizi ’900, all’inaugurazione del 1990 al completamento sino a Brignole dei giorni nostri; saranno inoltre illustrate le caratteristiche principali della nostra metropolitana, con anche uno sguardo a quanto per essa potrà riservarci il futuro.

    I relatori sono Luigi Piccardo e Claudio Bellini – rispettivamente presidente e vice-presidente di Associazione Metrogenova.

    Ingresso libero.

  • Teatro, web e social network: a Genova il workshop #comunicateatro

    Teatro, web e social network: a Genova il workshop #comunicateatro

    social-networkSabato 4 e domenica 5 maggio 2013 si svolge a Palazzo Ducale il workshop #comunicateatro > Un teatro da comunicare, tenuto da Simone Pacini di Fattiditeatro e organizzato da Tilt Teatro in collaborazione con Mentelocale.

    Si tratta del primo workshop genovese, dopo l’evento pillole di #comunicateatro che si è svolto a Villa Bombrini lo scorso 20 marzo.

    Due giorni intensi per discutere ed esercitarsi sull’arte della comunicazione, affrontando trasversalmente i canali classici e i nuovi media, l’importanza delle pubbliche relazioni e il 2.0, divertendosi e imparando trucchi e metodologie di un’attività fondamentale per le compagnie e le istituzioni teatrali, ma che spesso non viene sviluppata per mancanza di risorse. Il workshop è rivolto a studenti universitari, artisti, organizzatori di eventi culturali e dipendenti dei teatri.

    Programma del workshop

    Sabato 4 maggio (ore 10-19, workshop + spettacolo da definire)
    Ore 10-10.30: presentazioni
    Ore 10.30-12: argomento 1 > #comunicateatro what? (l’immagine dell’evento, il posizionamento dell’evento che vogliamo comunicare all’interno del panorama internazionale)
    Ore 12-14: argomento 2 > #comunicateatro who? why? (il target di riferimento: il pubblico, gli operatori, la stampa etc)
    Ore 14-15: pausa pranzo/networking
    Ore 15-16.30: esercitazione: come individuare e reperire i contatti di riferimento per la promozione e la comunicazione. Strutturare in modo funzionale il proprio indirizzario.
    Ore 16.30 > 19.00: argomento 3 > #comunicateatro where? when? (how?) (il piano di comunicazione zero budget)

    Domenica 5 maggio (ore 10-19)
    Ore 10-10.30: intervento esterno
    Ore 10.30-14: argomento 3 > #comunicateatro where? when? (how?) (il web 2.0: Twitter, WordPress, Facebook, Foursquare, etc)
    Ore 14-15: pausa pranzo/networking
    Ore 15-16: argomento 3 > #comunicateatro where? when? (how?) (come ripensare l’ufficio stampa)
    Ore 16-18.30: esercitazione sullo spettacolo visto il sabato: realizzare un comunicato stampa, una lettera di accompagnamento per i giornalisti, una lettera – invito per gli operatori. Ideare una strategia di comunicazione innovativa.
    Ore 18.30-19: conclusioni

    La partecipazione sarà aperta a un massimo di 20 persone. Si consiglia di portare smartphone, tablet o pc per live twitter ed esercitazioni (è disponibile wifi gratuito). Costo del workshop 100 € a persona. Sarà fatta una selezione sulla base del curriculum.

    Per iscriversi è necessario inviare una e-mail a comunicazione@tilteatro.it entro e non oltre il 26 aprile 2013, allegando cv e lettera di motivazione.

    Gli iscritti saranno contattati per conferma entro il 30 aprile. Il pagamento della quota sarà saldato all’inizio del workshop.

  • Tatuaggi e acquerelli: in Canneto la mostra personale di Fabio Moro

    Tatuaggi e acquerelli: in Canneto la mostra personale di Fabio Moro

    fabio-moro-tatuaggio-acquerelloDa poco più di un mese è aperta al pubblico, presso il negozio di abbigliamento e bijoux Il Salotto di via Canneto il Lungo, la mostra The More of Fabio.

    Si tratta della personale di Fabio Moro, che dal 2004 vive a Genova e gestisce un proprio studio di tatuaggi, in parallelo alla sua produzione artistica. Come si coniuga questa attività professionale con il disegno e la pittura? «Dall’acquarello al tatuaggio e dal tatuaggio di nuovo all’acquarello. La pratica artistica mi ha permesso di avere il coraggio di provare e riprovare con lo strumento della macchina per tatuare, che è completamente diversa dall’usare un pennello o delle matite. Ora, dopo circa vent’anni di pratica, posso dire che uso questo strumento come un acquerello o delle matite colorate. Utilizzo l’acquerello già dalla stesura del bozzetto che presenterò al cliente. Per questa mostra – realizzata grazie ai soci de Il Salotto Matteo Bryzio e Sara Busiri Vici – abbiamo unito entusiasmo, competenze e professionalità e con poco abbiamo creato un grande evento, in uno spazio non convenzionale all’arte ma con una forte attitudine a essa. Senza dubbio il connubbio tra le diverse risorse e professionalità è, a prescindere dal periodo di crisi, un valore aggiunto».

    Sono infatti sempre di più le mostre organizzate in spazi diversi da musei e gallerie d’arte: molte attività commerciali del centro storico si sono aperte alla presenza di artisti, come testimoniano anche realtà quali Plastic Passion e le location coinvolte nel progetto Vanuart.

    I disegni di Fabio si richiamano alla cultura del vintage, come lui stesso spiega: «Il vintage è la connessione con le icone rivisitate del vecchio stile del tatuaggio. Rivisitando vecchi disegni dei maestri del primo Novecento – tra cui Herbert Hoffman, Ben Corday, Owen Jensen, Joe Lieber, Sailor Jarry etc – ho cercato di tirar fuori il lato dolce, amorevole e passionale di icone e simboli legati al mare utilizzando uno stile fiabesco surreale. Mi diverte scovare la modernità nelle opere antiche, rispolverare il “vecchio” con una rilettura personalizzata e fresca. Il lavoro del tatuatore si basa sulla ricerca di uno stile, sull’originalità, sulla personalizzazione dei progetti. Chi si rivolge a noi ama farsi progettare un’idea unica che nasce da un racconto personale, bypassando ogni icona convenzionale. L’ispirazione nasce proprio dai racconti della gente, dalle loro storie, come se fossero dei libri che parlano e mi forniscono, molte volte, notevoli idee che entusiasmano la mia visione».

    Genovese d’adozione, Fabio ha raccolto impressioni molto positive dalla nostra città, come spesso avviene per gli artisti che si ritrovano a vivere o lavorare qui. «Genova, nel bene e nel male, mi ha donato uno spirito critico e mi ha insegnato a viaggiare, a essere anticonvenzionale, ha messo qualcosa di magico che porto nel mio lavoro artistico e che non so spiegarti. Il centro storico, dove vivo e lavoro, è un mondo a parte. È una piccola comunità all’interno della quale si nascondono grandi talenti».

    Marta Traverso

  • Certosa, Comitato Liberi Cittadini: Agorà per discutere del quartiere

    Certosa, Comitato Liberi Cittadini: Agorà per discutere del quartiere

    certosa-san-bartolomeoL’Agorà, uno spazio aperto per discutere e confrontarsi sui problemi del quartiere, approda a Certosa. Ogni primo sabato del mese il comitato di cittadini polceveraschi organizza un’importante occasione di incontro, a partire dalle ore 9, in via Piombino.
    «Invitiamo tutti gli abitanti a partecipare attivamente – spiega il portavoce del Comitato Liberi Cittadini di Certosa, Enrico D’Agostino – per segnalare le criticità da affrontare insieme».

    Il prossimo appuntamento è in programma Sabato 6 Aprile. All’ordine del giorno c’è il tema viabilità, molto sentito dai residenti. Per quanto riguarda via Jori «L’allargamento dei marciapiedi e di conseguenza il restringimento della carreggiata continua a creare notevoli problemi al traffico – sottolinea D’Agostino – con continui rallentamenti nelle ore di punta e notevoli disagi per i mezzi di soccorso che devono percorrere la via in condizioni di emergenza».
    La situazione non è migliore sull’arteria parallela, via Canepari, dove «Il traffico in direzione Pontedecimo è compromesso dalla corsia preferenziale destinata ai mezzi AMT – aggiunge D’Agostino – e dalla notevole presenza di automezzi commerciali che svolgono attività di carico e scarico».
    Tuttavia, a destare maggiore perplessità è «Il posizionamento della telecamera AMT, posta all’altezza del civico n. 27, in pratica a metà della stessa via Canepari – continua D’Agostino – Abbiamo diversi dubbi sulla sua effettiva funzionalità. Certo, non vogliamo essere denigratori sulla possibilità che i mezzi pubblici possono avere una linea preferenziale. Ma la scelta degli orari e la posizione della telecamera, sono sicuramente da rivedere. L’attuale sistemazione ci fa pensare ad un mezzo ingiusto che serve soltanto per fare cassa e non aiuta in alcun modo la circolazione stradale».
    A partire da Sabato 6 Aprile, in occasione dell’Agorà in via Piombino, il Comitato Liberi Cittadini di Certosa inizierà una raccolta di firme per chiedere ad AMT di rimuovere la telecamera di via Canepari e modificare gli orari di posteggio nella corsia riservata agli autobus.

    Per chi volesse segnalare problemi e criticità del quartiere, il comitato sarà presente 3 giorni alla settimanaLunedì, Mercoledì e Venerdì, dalle ore 10 alle 12 – presso la sede dell’ANPI Certosa in via Bercilli (zona metropolitana di Brin). Per contatti: Pagina FB (Comitato Liberi Cittadini di Certosa); Blog (clccge.blogspot.com); E-mail (clccge@gmail.com). 

     

    Matteo Quadrone

  • Pasquetta 2013: mostra mercato dell’olio a Moneglia

    Pasquetta 2013: mostra mercato dell’olio a Moneglia

    Pane e olioLunedì 1 aprile 2013, giorno di Pasquetta, la Pro Loco di Moneglia – in collaborazione con il Consorzio Olivicultori Du Facciù e il Comune – organizza la Mostra Mercato dell’Olio d’Oliva.

    Nella mattinata stand gastronomici che danno la possibilità di degustare svariati tipi di focaccia ligure ed altri prodotti tipici della gastronomia di Moneglia, accompagnati da vino bianco locale nostrano.

    Presso un apposito stand è possibile acquistare olio d’oliva e i prodotti tratti dalle varie fasi della sua lavorazione, esposti dal Consorzio Olivicoltori del Facciù e da produttori Monegliesi.

  • Castelletto: Antica Farmacia di Sant’Anna, un luogo da scoprire

    Castelletto: Antica Farmacia di Sant’Anna, un luogo da scoprire

    farmacia-sant-annaDalla centralissima Piazza Corvetto, ci vuole un secondo… Così vicina a Corso Magenta e a portata di bus, o di ascensore, come si preferisce: l’Antica Farmacia di Sant’Anna è un piccolo gioiellino nel cuore di Genova, così centrale e ben raggiungibile, ma allo stesso tempo nascosta e defilata. E anche per questa sua collocazione quest’antica farmacia è così speciale: sita sulla sommità del poggio di Bachernia, dotata di splendida vista sul Porto e sulla città vecchia, l’Erboristeria di Sant’Anna si trova nell’omonima piazzetta, nel quartiere di Castelletto, presso il convento dei Frati Carmelitani Scalzi di Genova.

    Luogo appartato, è poco conosciuto da molti genovesi, che non sono soliti frequentare né il bel convento, né tantomeno la farmacia: una vera anomalia, data la bellezza e la “spiritualità” della zona e dato che sia il convento che l’erboristeria sono entrambi ben segnalati (si pensi che soprattutto quest’ultima gode di due accessi distinti, uno percorrendo Salita Superiore S. Anna o l’omonima scalinata, l’altro attraverso l’ascensore personale della farmacia, a metà della galleria dell’ascensore AMT di Corso Magenta/Via Crocco). Proprio per ovviare a questo problema, da qualche anno il convento e tutte le attività che vi girano attorno –su tutte, l’Erboristeria- si sono aperte sempre di più verso l’esterno, allo scopo di far conoscere il loro modus operandi e instaurare una comunicazione con un numero crescente di persone.
    Siamo andati a fare una passeggiata a Castelletto, per farvi conoscere questo piccolo angolo di città e abbiamo incontrato Frate Ezio, l’erborista dei Frati Carmelitani Scalzi.

    ANTICA FARMACIA ERBORISTICA DI SANT’ANNA – LA STORIA

    farmacia-sant-anna4Sulla sommità del poggio, immerso nella quiete, sorge questo antico convento dei Frati Carmelitani Scalzi (il primo in Italia), fondato nel 1584 dal frate Nicolò Doria e sopravvissuto intatto al passare dei secoli. Un oasi di pace che ancora è riuscita a sfuggire all’assalto mediatico, alle guide turistiche, alle mode del momento, per restare nella “Genova segreta”. Accanto al convento, altri luoghi da esplorare: dall’altrettanto storica Erboristeria, in cui i frati (soprattutto Frate Ezio) si occupano della lavorazione delle erbe e della creazione di rimedi naturali, alla chiesa di Sant’Anna: al termine di un piccolo sentiero alberato, si aspre questa costruzione religiosa realizzata nel tipico stile del barocco genovese, a dominare tutta la piazza. Anche questa, una perla nascosta, che cela al suo interno opere di alcuni dei più importanti pittori genovesi, da Domenico Fiasella a Castellino Castello. Dietro, un roseto in cui si possono vedere, al centro, le rose più antiche (piccole e non colorate), circondate da quelle selezionate dai frati, piantate più di recente. Le erbe che crescono qui nel roseto non sono le stesse utilizzate dai frati per creare i loro rimedi: troppo vicine alla città ed esposte all’inquinamento atmosferico, non sono in grado di mantenere intatte le loro proprietà. Per questo, per i loro prodotti i frati selezionano solo sostanze che crescono nel rispettivo paese d’origine e che non subiscono alterazioni.
    Nonostante gli impegni “istituzionali” dettati dall’imminenza delle festività pasquali, Frate Ezio riesce a riceverci e a farci visitare l’erboristeria. Censita tra le botteghe storiche del Comune di Genova, vanta il primato di essere la più antica bottega della Superba oggi esistente ad aver mantenuto sempre lo stesso proprietario. Ad accoglierci, un putto in legno recante l’insegna latina che è diventata motto dell’erboristeria: “Nos medicinam paramus, Deus dat nobis salutem”, ovvero “Noi prepariamo le medicine, Dio ci da la salute”. Gli arredi originali secenteschi sono semplici e lineari: pochi i fronzoli, niente di monumentale, ma tutto sembra lo stesso così maestoso. Tra i mortai provenienti dall’Africa, i pestelli, i macinini e le antiche bilance genovesi, anche una serie di vasi e contenitori che, a dispetto delle sembianze antiche, non sono originali ma sono stati sostituiti di recente, in conseguenza a un furto che negli anni ’70 ha privato la farmacia di molti suoi arredi.

    Difficile datare con precisione la creazione della farmacia: all’inizio il convento non aveva una sala adibita a questo uso. Si presume ci fosse soltanto un frate con conoscenze medico-erboristiche, che si occupa della cura dei suoi fratelli e pian piano ha iniziato a elargire le sue cure e i suoi rimedi anche ai contadini delle zone limitrofe, che mostravano di interessarsi all’attività del frate. Pian piano, visto il crescente riscontro, si è sentita l’esigenza di istituzionalizzare questa attività e di dotare l’”erborista” di una stanza personale, che negli anni si è ampliata fino a diventare una “speziaria” prima, e poi una vera farmacia. I primi documenti storici parrebbero risalire alla metà del 1600, ma tracce documentate e affidabili di una “farmacopea” gestita dai Carmelitani Scalzi a Genova si riscontrano dal 1778: in quell’anno fu firmata una convenzione tra il medico Lorenzo Robello e i religiosi in merito alla “speziaria” del convento, in cui Robello si impegnava, su pagamento di un salario di 130 lire, a prestare al convento i suoi servizi di chirurgo e speziale.

    farma4Oggi, quella di Sant’Anna è una farmacia a tutti gli effetti (l’unica gestita interamente da frati), che è iscritta alla Federfarma e che –se lo volesse- potrebbe dispensare tutti i tipi di medicinali, dall’aspirina alla morfina. Tuttavia questi Carmelitani Scalzi hanno scelto di smerciare solo i loro prodotti, naturali e dalle proprietà benefiche, che loro stessi curano in tutte le fasi della lavorazione, dal reperire il materiale iniziale all’apporre le etichette sulle confezioni.
    Frate Ezio due volte a settimana, lunedì e mercoledì, riceve chiunque si presenti per chiedere consigli sui medicamenti e la loro corretta somministrazione. Nonostante non sia un giorno di visita, ci accoglie calorosamente, raccontandoci del suo lavoro di erborista:
    «Storia e medicina, natura e cultura: tutto si fonde qui nei nostri luoghi. Il mio lavoro di frate-erborista è molto vario e va dal reperire le materie prime, alla lavorazione dei prodotti, al metterli nei flaconi: abbiamo un vero e proprio laboratorio -in regola con le norme igieniche imposte a tutti i locali di questo genere e dotato di apposita strumentazione-, in cui seguiamo le varie fasi di produzione e inscatolamento. Quello che faccio l’ho dovuto imparare qui dentro: grazie alla mia precedente formazione scientifica (di perito chimico prima, di ingegnere chimico poi) sono stato scelto come erborista del convento, ma non avevo vere e proprie basi, quindi mi sono dovuto iscrivere di nuovo all’Università per frequentare i corsi della Facoltà di Farmacia».
    Nonostante il complesso religioso di Sant’Anna mantenga ancora la funzione originaria di luogo di preghiera, ha cercato di restare al passo con i tempi, tanto che da qualche tempo i frati hanno iniziato a organizzare una serie di eventi a tema, in cui vengono dati consigli per la cura e la prevenzione di disturbi di salute. Inoltre, sempre a testimonianza di questa rinnovata volontà di comunicare con l’esterno, anche un sito web e una newsletter mensile, per seguire i consigli dei frati. Non solo: i Carmelitani sono approdati anche su Facebook e Frate Ezio, vero mago del computer –forse in virtù della sua formazione da ingegnere?-, e non è rimasto immune al fascino dei social network. Lo trovate, oltre che su Facebook, su Skype e Twitter.
    «La nostra farmacia ha guadagnato e mantenuto nei secoli la fama di cui gode tutt’oggi. Per questo, consapevoli della nostra ricchezza, abbiamo deciso di aprirci sempre di più alle visite (anche visite guidate di scolaresche e gruppi), per far conoscere la bellezza dei nostri luoghi e la forza dei nostri prodotti a tutti coloro che sono interessati. Il fatto di essere in una posizione un po’ defilata limita la nostra comunicazione con l’esterno (mi è capitato di incontrare ultra-sessantenni di Castelletto che non avevano mai sentito parlare dell’Erboristeria!), e chi viene qui lo fa appositamente, perché già ci conosce. Ma questo essere un po’ isolati è anche un punto di forza: chi viene qui per chiedermi consigli di salute, spesso mi dice di sentirsi già meglio grazie al ristoro, al silenzio e alla pace di questi luoghi».

     

    LE TECNICHE E I PRODOTTI

    farmacia-sant-anna2I prodotti fitoterapici sono realizzati secondo le antiche ricette monastiche tramandate “da Padre a Padre”: le procedure di base sono quelle antichissime dei Carmelitani del ‘600-‘700, ma nel corso dei secoli sono state perfezionate, ad accogliere le innovazioni medico-scientifiche più recenti. Una congiunzione di antico e moderno, tradizione e innovazione, a testimoniare ancora una volta l’apertura di quest’ordine verso il mondo circostante. I prodotti sono tutti realizzati tramite l’impiego di sostanze naturali ed è proprio questa attenzione per la qualità delle materie prime a rendere i preparati di Sant’Anna famosi anche oltre i confini genovesi (proprio in mia presenza, la telefonata di un “cliente” fiorentino per ordinare i prodotti).

    Lo scopo è conservare il sapore originale delle materie utilizzate, senza viziarlo con gli ulteriori raffinamenti alimentari cui oggi siamo abituati. Sciroppi, liquori, acque, caramelle, miele, infusi e tisane, marmellate, a base di menta, lamponi, more, tamarindo, fiore d’arancio, melissa: il tutto viene realizzato sfruttando i principi attivi delle piante e seguendo i dettami della medicina curativa formulati dal dottor Le Roy all’inizio del 1800 circa il metodo depurativo . Più che un “negozio”, una pausa dalla frenesia del quotidiano, verso la riscoperta della vita naturale, per la cura di spirito e corpo. «Molti restano perplessi, ma curiamo anche la bellezza del corpo. Per questo, la nostra linea cosmetica: pochi prodotti, ma in grado di coprire il 99,9 per cento delle richieste. Tra i vari preparati, tutti ottimi, ma quelli che ci stanno ”più a cuore” sono la nostra Acqua di Sant’Anna, profumo naturale, miscela di diversi olii essenziali che sta in rapporto con i profumi creati chimicamente come una nota sta a una sinfonia. Abbiamo mantenuto l’uso antico della confezione da un litro, in voga nel Seicento quando l’igiene era piuttosto trascurata e le persone –piuttosto che lavarsi- usavano profumarsi… Inoltre, la linea di prodotti alla rosa, tipicamente “genovese”».

     

    Elettra Antognetti

  • Pasqua e Pasquetta 2013: musei e mostre visitabili a Genova

    Pasqua e Pasquetta 2013: musei e mostre visitabili a Genova

    Palazzo RossoDomenica 31 marzo – giorno di Pasqua – e lunedì 1 aprile 2013 – Lunedì dell’Angelo, a Genova sono in programma come ogni anno aperture straordinarie di mostre e musei.

    In entrambe le giornate, con i consueti orari di apertura, sono vistabili tutti i musei civici: Strada Nuova, Castello D’Albertis, Musei di Nervi (Gam e Wolfsoniana), il Museo Sant’Agostino e il Museo di Storia Naturale.

    Aperti anche il Galata Museo del Mare, l’emporio-museo Via del Campo 29rosso e il rinnovato Museo dell’Antartide al Porto Antico. Nell’area sul mare sono anche visitabili l’Acquario e il Wow! Genova Science Center da poco inaugurato.

    Infine sono aperte al pubblico a Palazzo Ducale le mostre “Miró! Poesia e luce” e “Steve McCurry. Viaggio intorno all’uomo“, che termineranno entrambe il  7 aprile.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Calcio a Genova: un torneo di beneficenza alla Sala Chiamata

    Calcio a Genova: un torneo di beneficenza alla Sala Chiamata

    bambini_calcioSabato 30 marzo 2013 (ore 11) le associazioni di volontariato Mabota, “Millennium, Fratelli nel mondo” e le altre comunità straniere di Genova, organizzano un torneo di calcio a 11, triangolare fra Africa, Europa e Sud America.

    Le partite si svolgono presso il Campo sportivo di San Desiderio e presso la Sala Chiamata del Porto di Sampierdarena. Un momento di solidarietà e di stare insieme per lo scambio interculturale, nell’ambito della prima fase del progetto “Insieme si può”.

    Info associazionemabota2010@hotmail.com / 338 8216269.