Categoria: Notizie

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  • Consiglio Comunale Genova: Consulta del Verde e zona franca a Sampierdarena

    Consiglio Comunale Genova: Consulta del Verde e zona franca a Sampierdarena

    Consiglio Comunale GenovaDue mozioni, una proveniente dall’opposizione e una dalla maggioranza, hanno animato ieri il dibattito in Consiglio Comunale. Il primo punto all’ordine del giorno, presentato dai consiglieri dell’UDC affrontava uno degli eterni problemi di Genova: la cura del verde cittadino. Si tratta di aree rarissime, autentiche “oasi” all’interno di città largamente cementificate come la nostra e spesso abbandonate all’incuria e al degrado.

    Il punto centrale della proposta di consiglieri centristi è stata l’istituzione di un “Curatore dei Parchi” che, al pari dei curatori dei musei, si occupasse della gestione e della ricerca di fondi per il mantenimento dei parchi storici, come  Villetta di Negro, Villa Duchessa di Galliera, Villa Pallavicini.

    Sul punto specifico la Giunta, attraverso l’assessore Garotta, si è pronunciata in modo contrario, sostenendo che il progetto che l’amministrazione sta portando avanti e che era già stato avviato con la Giunta precedente, prevede che sia la Consulta del Verde ad occuparsi di tutti i problemi legati alla cura dei parchi, delle aiuole e degli alberi.

     

     

    La Consulta del Verde, costituita al termine della Giunta Vincenzi, sembra trovarsi, sulla base delle informazioni divulgate in aula dagli stessi consiglieri, ancora in una fase di “start up”. «Nelle quattro sedute che ha svolto fino ad oggi – ha affermato il capogruppo dell’Udc Alfonso Gioia – non ha deciso nulla». L’Assessore Garotta ha precisato che pur essendo all’inizio della propria attività, la Consulta ha già avviato dei gruppi di lavoro per cercare di capire come affrontare il problema del verde cittadino a fronte di una costante riduzione dei finanziamenti e delle risorse umane a disposizione di questo settore. Un esempio: negli anni ottanta vi erano circa 400 unità che si dedicavano a parchi, giardini e aiuole di Genova, negli anni novanta questo numero si era ridotto a 200 e oggi sono circa 70 gli addetti della linea verde dell’Aster che svolgono questa attività. I gruppi di lavoro hanno quindi avviato una struttura per la formazione dedicata alle associazioni che già da tempo si occupano in modo del tutto volontario al mantenimento del verde cittadino, ipotizzando anche di coinvolgere anche giovani studenti riconoscendo loro crediti formativi.

     

     

     

    Tuttavia il Movimento 5 Stelle ha avanzato dei dubbi sugli effettivi poteri di questa Consulta, affermando che in alcune occasioni  si sarebbe espressa contro l’abbattimento di alcuni alberi – per esempio in via Spinola ad Oregina -, ma il suo parere sarebbe stato inascoltato. Il problema del taglio di alberi dati per malati, ma che malati non sono, è stato sollevato da molti altri consiglieri (Balleari del Pdl e Villa del Pd) tanto da spingere il capogruppo della Lista Doria, Enrico Pignone ha chiesto alla Giunta che venga bloccato l’abbattimento di tali alberi in attesa di un chiarimento della situazione.

    Al di là dell’introduzione di un curatore per i parchi, viene da domandarsi se non valga la pena potenziare i soggetti preposti al mantenimento del verde pubblico e, perché no, controllare meglio il loro operato, visto che lo stesso assessore ammette: «Siamo tutti d’accordo che la situazione del verde nella nostra città non sia soddisfacente». Il Consiglio, infatti, ha respinto col voto contrario del centro sinistra e della Lista Doria la mozione dell’Udc, ma non ha avanzato alcuna proposta alternativa per cercare di risolvere un problema oggettivo.

     

     

     

    Fatti, non parole, sono chiesti invece a gran voce dal consigliere del Pd Vassallo, promotore, insieme alla consigliera Russo sempre del Pd, di una proposta per creare nuove attività commerciali in Via Buranello all’interno dei “voltini” della stazione. E lo ha detto chiaramente difendendo la propria mozione: «Questo è un provvedimento per trasformare in atti le tante parole dette in quest’aula». Vassallo ha citato i continui richiami alla crisi economica avvenuti in Consiglio Comunale, le numerose discussioni sulla sicurezza nel quartiere di Sampierdarena e l’approvazione di un piano di riqualificazione urbana che prevede diversi interventi proprio in questo quartiere, come atti preliminari a cui era necessario dare un risvolto pratico.

    L’approvazione di questa proposta darà vita ad una “zona franca” in cui verrà garantita: «la concessione alle attività economiche non legate al gioco d’azzardo che ivi si insedieranno ex novo, del massimo livello di facilitazione attivabile su eventuali imposte e/o tariffe e/o canoni di competenza comunale per un periodo di 10 anni». In questo modo si cerca non solo di sostenere l’attività produttiva, ma anche di creare un tessuto commerciale e civile che contribuisca a riqualificare una zona spesso agli onori delle cronache per i problemi di sicurezza e per il crescente disagio sociale.

    Concludiamo questo articolo segnalando che ieri è iniziata la sperimentazione della trasmissione del Consiglio Comunale in streaming, per permettere ai cittadini di vedere in diretta le sedute di palazzo Tursi dal proprio PC. Basta accedere alla pagina – http://www.comune.genova.it/pages/il-consiglio-comunale-diretta – e scaricare, per chi già non lo avesse, un programma per la riproduzione dei video. Le registrazioni delle sedute saranno anche archiviate sul sito del Comune e sarà possibile visionarle in qualsiasi momento. Il primo a lanciare l’idea fu il M5S, che all’inizio del nuovo ciclo amministrativo (prima dell’estate) aveva trasmesso online le dirette dei consigli comunali tramite webcam. Tuttavia, la presenza di un concessionario dei diritti per la trasmissione delle dirette – Telenord – aveva impedito al movimento di portare avanti quella iniziativa. Da ieri ciò che accade ogni martedì nell’Aula Rossa di Palazzo Tursi sarà visibile in diretta anche sul sito del Comune di Genova.

    Uno strumento che persegue lo stesso scopo di questa rubrica: far avvicinare i cittadini alle istituzioni comunali e renderli più consapevoli dell’operato del Consiglio Comunale di Genova.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Concorso fumetto 2013: bando e mostra collettiva “Noi e gli altri”

    Concorso fumetto 2013: bando e mostra collettiva “Noi e gli altri”

    fumettoL’Ufficio Giovani del Comune di Bologna, in collaborazione con Anci, Hamelin Associazione Culturale e Associazione Yoda, ha indetto il concorso di fumetto “Noi e gli altri”.

    Il bando suddiviso in Sezione Flashfumetto.it e Sezione Yoda (quest’ultima aperta solo a residenti a Bologna e provincia): gli elaborati migliori di entrambe le sezioni verranno esposti in una mostra collettiva a BilBOlBul – Festival Internazionale di Fumetto che si terrà a Bologna dal 21 al 24 febbraio 2013. Tutte le opere pervenute saranno pubblicate sul sito www.flashfumetto.it.

    Tema comune a entrambe le sezioni è appunto noi e gli altri. Si chiede ai partecipanti di raccontare un’esperienza di straniamento, declinandola a proprio piacimento ma utilizzando una situazione fissa, che può essere inserita all’inizio, alla fine o nel corso del racconto: per esempio “Salgo sull’autobus, mi siedo e tutti cominciano a guardarmi con insistenza, come se avessi, o fossi, qualcosa di strano…”. Il racconto che si costruisce attorno a questo piccolo evento può essere realistico o fantastico, comico o drammatico, e dovrebbe portare a riflettere su cosa consideriamo “altro da noi” e su come immaginiamo di reagire alla sensazione di sentirci noi, anche solo per un attimo, l’altro.

    Possono partecipare tutti i giovani artisti dai 15 ai 35 anni. Sono ammesse collaborazioni tra due o più autori.

    Ogni fumetto dovrà essere composto da un minimo di 2 a un massimo di 4 tavole in formato A4. Il materiale (disegni in formato Tiff o Pdf, fotocopia del documento d’identità e modulo di iscrizione) dovranno essere inviati tramite mail a indirizzo giovani.comunedibologna@flashfumetto.it entro la mezzanotte del 27 gennaio 2013.

    La selezione delle opere per la premiazione verrà effettuata da una giuria composta da esperti, autori e studiosi.

  • Raccolta differenziata: richiesta di dimissioni per il presidente Amiu

    Raccolta differenziata: richiesta di dimissioni per il presidente Amiu

    Rifiuti raccolta differenziataDimissioni del presidente dell’Amiu, Riccardo Casale. Questa è la grave richiesta che arriva dai banchi dei consiglieri di opposizione che ieri – durante la consueta seduta del consiglio comunale, nel momento dedicato alla presentazione delle interrogazioni a risposta immediata (art. 54) – hanno aspramente criticato la gestione dell’Azienda Municipale di Igiene Urbana, biasimando le recenti dichiarazioni che lo stesso Casale avrebbe rilasciato a diversi organi di informazione.

    Il consigliere Stefano De Pietro (M5S) ha aperto la discussione «La nostra interrogazione fa riferimento all’ordine del giorno (o.d.g.) approvato recentemente in quest’aula in cui si impegnano Sindaco e Giunta a dare indicazioni ad Amiu affinché venga attivata la raccolta differenziata (RD) porta a porta in città. Vorrei ricordare che attualmente, presso la Commissione Bilancio del Senato, è in discussione un disegno di legge il quale ipotizza di applicare pesanti sanzioni ai comuni che non raggiungono i livelli prefissati di RD. Questo è l’indirizzo nazionale in materia. La nostra domanda è: che cosa ha fatto la Giunta in merito all’o.d.g. approvato in Sala Rossa?».

    Poi è stata la volta di Enrico Pignone, capogruppo della Lista Doria che ha ricordato il recente caso Recco «La Corte dei Conti ha rilevato un’inadempienza del Comune di Recco, citando in giudizio gli amministratori della città, per aver causato un danno erariale derivante dal mancato rispetto delle percentuali di RD. In caso di condanna i responsabili dovranno risarcire 1 milione e 200 mila euro. Il danno economico è originato dai maggiori tributi e dalle sanzioni per i quantitativi extra conferiti in discarica. Occorre sottolineare che nel periodo preso in esame, dal 2006 al 2010, il servizio di raccolta e conferimento era affidato alla stessa Amiu».
    Per quanto riguarda il Comune di Genova, anch’esso ben al di sotto delle percentuali di RD «Il giorno seguente il presidente di Amiu, Riccardo Casale ha rilasciato dichiarazioni tranquillizzanti, riassumibili così: “Nonostante la notevole capacità potenziale delle campane, esse rimangono vuote”».
    In sostanza, secondo Pignone, il presidente dell’Amiu avrebbe rovesciato i termini del problema, ovvero «La colpa di una RD deficitaria sarebbe dei cittadini genovesi, ostili, o comunque particolarmente restii alla raccolta differenziata. Quindi, secondo Casale, non sussisterebbero degli errori di progettazione del sistema da lui gestito. Noi, invece, pensiamo che le criticità siano causate proprio da una gestione non all’altezza della situazione».
    Inoltre «Casale ha aggiunto che le esperienze di raccolta porta a porta svoltosi negli anni scorsi a Pontedecimo e Sestri Ponente “Sono state un fallimento”. Sottolineo, al contrario, che in soli tre mesi è stata superata la quota del 50% di RD. E per finire Casale avrebbe anche affermato che è impossibile raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla legge. Io ritengo gravissimo che il presidente dell’Amiu rilasci tali dichiarazioni. Però mi domando se, per caso, è cambiato qualcosa rispetto all’impegno preso da Giunta e Consiglio in questa sede».

    Lilli Lauro, consigliere Pdl, è stata tranchant «Noi chiediamo le dimissioni di Casale. Lui afferma di non essere in grado di raggiungere i limiti di legge e allora mandiamolo a casa».

    Il capogruppo di Sel, Gian Piero Pastorino, ha concluso «Il presidente di Amiu ci dà lezioni di raccolta differenziata, però sembra non conoscere le leggi, l’azienda che guida e soprattutto non sa come attuare una raccolta porta a porta degna di questo nome. Quando un presidente di una società del comune afferma che Genova non è capace, che la città non è pronta e che la colpa è dei genovesi, forse è meglio che cambi mestiere».

    Ha risposto l’assessore all’Ambiente, Valeria Garotta «L’amministrazione si è impegnata ad estendere la raccolta differenziata. Genova, tra le grandi città, è partita in ritardo, ma registra gli incrementi di RD più rilevanti. Con il 32-33% di RD siamo in linea con altre realtà metropolitane. Detto ciò, siamo comunque insufficienti rispetto ai termini di legge».
    Per dare una svolta alla situazione «Abbiamo dato mandato ad Amiu di riprogettare il sistema di RD attraverso un modello cosiddetto di “raccolta industriale di prossimità”, ossia con il potenziamento delle postazioni dedicate ai diversi materiali. Bisogna mettere in condizione i cittadini di effettuare la RD nella maniera più agevole possibile».

    «Riteniamo che sia importante un sistema di premialità – continua l’assessore – Per questo sarà sperimentata l’installazione di una sorta di badge sui cassonetti dell’organico, in maniera tale da vincolare il contenitore a determinate famiglie, ben individuate. Di conseguenza, a seconda della quantità e qualità di RD conferita, esse saranno premiate. Inoltre, la cittadinanza deve essere coinvolta attraverso azioni di sensibilizzazione. 50 mila euro sono stati destinati ad iniziative di educazione in merito alla raccolta differenziata».
    Infine, per quanto riguarda la Corte dei Conti «Ci auguriamo che venga riconosciuto l’impegno dell’amministrazione nell’ampliare la RD», conclude Garotta.

    Il consigliere De Pietro ha replicato «Casale è andato in giro per convegni a sponsorizzare l’inceneritore, dunque non ci sembra la persona più adatta per aumentare la RD e chiediamo le sue dimissioni. Ricordo che, secondo le esperienze di chi la RD la fa davvero, con il sistema dei cassonetti stradali non si raggiunge oltre il 40%. Solo con il porta a porta è possibile superare quella quota. È necessario, infatti, un controllo costante e quotidiano in merito ai conferimenti che solo il porta a porta può garantire. Genova ha una difficile conformazione urbana. Tuttavia, in alcune zone la raccolta porta a porta è fattibile. La soluzione, secondo noi, potrebbe essere quella di un sistema misto».

    Enrico Pignone ha concluso «Ringrazio l’assessore che ci ha comunicato alcune importanti novità, innanzitutto l’attenzione alla responsabilizzazione degli utenti. È fondamentale individuare chi fa correttamente la RD e chi si ostina a non volerla fare, studiando delle forme di premialità per i primi. Una sorta di tessera-badge ritengo possa essere molto utile».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Villa Scassi: donatori di sangue senza parcheggio, mozione in municipio

    Villa Scassi: donatori di sangue senza parcheggio, mozione in municipio

    SanitariUn gesto altruista per eccellenza, quello dei donatori di sangue, che andrebbe agevolato in ogni modo mentre, al contrario, è ostacolato da situazioni che sfiorano il paradosso.

    È il caso dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena dove, da qualche tempo, i donatori di sangue devono fare i conti con la difficoltà di trovare un parcheggio. Il problema è sorto da circa un anno, quando sono stati effettuati dei lavori all’interno della struttura sanitaria, proprio dov’era stato predisposto uno spazio dedicato al parcheggio delle automobili dei donatori. Oggi i lavori sono terminati ma è impossibile trovare un posto libero perchè tutti risultano già occupati da chi, probabilmente, non ne avrebbe neppure il diritto.

    Una mozione presentata il 1 dicembre dal capogruppo della Lega Nord nel Municipio Centro-Ovest, Davide Rossi, impegna Presidente e Giunta ad attivarsi verso l’ospedale Villa Scassi, Asl 3 e Regione Liguria affinché tale servizio «Fondamentale a livello sanitario e sociale in un ospedale importante come il nostro, possa svolgersi in modo eccellente senza alcuna carenza, dando la certezza al donatore di trovarsi nelle condizioni migliori per donare il sangue, essendo sicuro di parcheggiar la propria auto nei posti che gli competono, nelle adiacenze del centro trasfusionale». Inoltre il documento chiede di «Proporre all’ospedale Villa Scassi, Asl 3 e Regione Liguria un incremento dei parcheggi a disposizione».

    «L’ospedale Villa Scassi nonostante i numerosi problemi noti alle cronache, resta e rimane la struttura sanitaria di punta del ponente genovese – ribadisce la mozione che verrà discussa in questi giorni – in correlazione con le chiusure e i tagli decisi dagli organi superiori (Regione e Ministero della Salute) verso i distaccamenti periferici, il nosocomio di Sampierdarena si trova a gestire un bacino di potenziali utenti sempre maggiore. Questo comporta l’esigenza di un servizio generale e di primo soccorso efficiente h 24 per tutte le specialità, situazione che spesso e volentieri non viene garantita. Inoltre si attende da tempi immemori di vedere il termine di opere come il Padiglione 9 bis».

    Un ospedale importante come il Villa Scassi, secondo il promotore della mozione «Deve puntare in modo sempre più deciso a incrementare il numero di donatori di sangue, vista la grande necessità che il sistema nazionale e locale richiedono per curare adeguatamente tante situazioni e patologie. Ma è fondamentale garantire ai donatori le migliori condizioni possibili».

    Condizioni che devono essere eccellenti «Per tutto l’espletamento di questa importante azione di solidarietà, dall’accoglienza del donatore, allo svolgimento dell’operazione trasfusionale».
    Compresa la possibilità di parcheggiare la propria auto vicino al centro trasfusionale «Azione diventata impossibile, in quanto tali parcheggi, troppo pochi, sono costantemente occupati da chi non deve compiere donazioni e che spesso, tale situazione comporta due conseguenze negative: quella di rinunciare a compiere la donazione o quella di dover percorrere chilometri a piedi, a digiuno e dopo aver donato il sangue, per recuperare la propria auto».

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Medio-Levante: interventi sulle scuole e riqualificazione di Corso Italia

    Medio-Levante: interventi sulle scuole e riqualificazione di Corso Italia

    corso italiaDiscussione accesa, nei giorni scorsi, in merito alla proposta del Programma Triennale 2013-2014-2015 dei Lavori Pubblici previsti sul territorio di riferimento del Municipio Medio-Levante. Come in tutti gli altri 8 municipi la proposta è stata approvata dal consiglio municipale ma non sono mancate critiche e prese di posizione che hanno evidenziato un certo malumore a causa dei pochi lavori riguardanti i quartieri del Medio-Levante.

    Nel piano triennale il Comune di Genova ha individuato quali priorità gli interventi di carattere idrogeologico ed il riordino degli edifici scolatici. Di conseguenza, considerando la ristrettezza di risorse economiche con cui l’amministrazione si trova a dover fare i conti, trovano minore spazio le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, aiuole e marciapiedi.

    Detto ciò «Non è possibile non apprezzare la scelta di dare la precedenza alla sicurezza dei cittadini – sottolinea Bianca Vergati, consigliere del municipio Medio-Levante (Sel-Lista Doria) – Inizialmente, in sede di commissione, il Pd avrebbe voluto votare contro insieme all’opposizione perché reputava che il piano avesse poca attenzione verso il territorio. Ma il piano non è immodificabile e con le nostre proposte possiamo renderlo più adeguato alle esigenze dei cittadini. Per questo mi sono astenuta. Alla fine la maggioranza ha fatto propria la mia linea ed il piano è stato approvato».

    Al consiglio municipale era presente il Sindaco, Marco Doria che ha spiegato gli intenti dell’amministrazione, l’assessore allo Sviluppo Economico, Francesco Oddone e l’architetto Laura Petacchi che ha firmato il piano triennale.

    Vediamo nel dettaglio le proposte del gruppo consiliare Sel-Lista Doria:
    Innanzitutto «Una “quota ” maggiore dovrebbe essere destinata alle manutenzioni, grandi e piccole, poiché i nostri quartieri hanno soprattutto necessità di questo: marciapiedi, aiuole, spazi verdi, per migliorare la vivibilità», spiega Bianca Vergati.

    Per quanto riguarda gli edifici scolastici «Abbiamo chiesto di anticipare all’anno 2013 i lavori sul Nautico di piazza Palermo, previsti per il 2014 – continua Vergati – in modo tale da accorpare le scuole della Foce, consentendo anche un risparmio in termini economici. La scuola media Doria-Pascoli, infatti, per l’attuale sede paga (pare) un affitto di ben 200 mila euro all’anno. E proprio sul Nautico, ha spiegato l’architetto Petacchi, sembrano esserci notizie positive: saranno eseguiti degli interventi sulla palestra e altri locali per attuare il trasferimento delle classi già dal prossimo anno».

    I consiglieri Sel-Lista Doria, inoltre, chiedono a gran voce «La riqualificazione di Corso Italia con una manutenzione sistematica e puntuale, in primis della piastrellatura – spiega Vergati – una mia mozione, approvata in precedenza, prevedeva il riordino delle soste: oggi esistono troppi privilegi ed incongruenze nei varchi di Corso Italia».

    Un’altra richiesta, invece, riguarda il Forte di S. Martino «L’obiettivo è recuperare un’area verde e degli spazi ciclabili per gli abitanti del quartiere – sottolinea Vargati – Ma prima occorre risolvere il conflitto di competenze fra Demanio e Comune di Genova».

    Infine, esistono alcuni fondi degli oneri di urbanizzazione derivanti dal progetto di via Puggia (attualmente bloccato e su cui il Consiglio di Stato si è espresso in questi giorni). «Parliamo di circa 230mila euro che potrebbero essere dedicati alla realizzazione di un ingresso su S. Martino di Villa Gambaro – conclude il consigliere Sel-Lista Doria – Sto attendendo una risposta dai Comitati di via Puggia in merito all’esito del contenzioso legale».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Centri sociali, regolarizzazione: prosegue il percorso con il Comune

    Centri sociali, regolarizzazione: prosegue il percorso con il Comune

    Lsoa BuriddaIL PRECEDENTE

    Novembre 2011: il Comune di Genova, con la mediazione di Don Andrea Gallo, firma un protocollo d’intesa per la regolarizzazione dei centri sociali, alla presenza degli Assessori Andrea Ranieri (Cultura, Promozione della Città e Politiche Giovanili) e Bruno Pastorino (Politiche della Casa, Patrimonio e Demanio). Il protocollo porta alla nascita, per la prima volta in Italia, di un unico soggetto associativo che raggruppi glispazi sociali autogestiti“: il primo atto dell’associazione sarà il riconoscimento formale da parte delle istituzioni del possesso degli spazi e delle attività che in essi si svolgono.

    Sono quattro i centri sociali di Genova, che hanno aderito al protocollo: lo Zapata agli ex Magazzini del Sale (via Sampierdarena), il Pinelli a Molassana (via Fossato di Cicala), il Terra di Nessuno a San Teodoro (via Bartolomeo Bianco) e il Buridda a Castelletto (via Bertani). Quest’ultimo, secondo il protocollo, verrà trasferito al piano superiore del mercato del pesce di piazza Cavour.

    Punto di partenza del protocollo è che «i centri sociali autogestiti che operano in città rappresentano una risorsa per la creazione di opportunità di partecipazione e socializzazione per i giovani, oltre a realizzare iniziative ed eventi di qualità che hanno prodotto e possono produrre sinergia con attività svolte dal Comune».

    Quali sono, in dettaglio, i suoi contenuti? Anzitutto la Direzione comunale che si occupa della gestione del patrimonio pubblico si impegna ad avviare una serie di interventi per la messa in sicurezza e la ristrutturazione degli spazi (impianto elettrico, servizi igienici, pavimentazione ecc.): questo avverrà in particolare negli ex Magazzini del Sale – che al momento della firma del protocollo sono di proprietà del Demanio e che il Comune ha richiesto di acquisire – e nell’ex mercato del pesce, in modo che il Buridda possa iniziare le operazioni di trasloco a partire dal 25 novembre 2011.

    Inoltre si terranno assemblee periodiche tra il Comune e la nascente associazione, allo scopo di favorire la programmazione, il monitoraggio e la verifica delle attività oggetto del protocollo.

    IL PRESENTE

    Dicembre 2012: a oltre un anno dalla firma del protocollo, cosa è cambiato?

    Le promesse avvenute alla firma del protocollo di intesa sono state mantenute anche dalla nuova Giunta, con la quale i referenti dell’associazione si sono già incontrati: come ci racconta Luciano, referente del centro sociale Terra di Nessuno per l’assegnazione degli spazi, «l’amministrazione Doria ha confermato di voler proseguire sulla stessa traccia aperta dalla precedente, verificando lo stato degli accordi contenuti nel protocollo e riprendendo in mano i passaggi ancora mancanti».

    Il primo atto ufficiale in questa direzione è stata la regolarizzazione dei contratti d’affitto e delle utenze, che sono state intestate ai referenti di Buridda, Pinelli e Terra di Nessuno. Per quanto riguarda invece lo Zapata, lo spazio è ancora in fase di acquisizione dal Demanio, anche se la fornitura elettrica è gia intestata ai referenti.

    Il trasloco del Buridda non è stato ancora ultimato: il primo “passo ufficiale” è avvenuto lo scorso ottobre, con l’inaugurazione della palestra di arrampicata negli spazi di piazza Cavour, nell’unica sala attualmente agibile dopo i lavori. Come spiega Luciano, «il piano terra del mercato del pesce, quando sarà libero, verrà assegnato in gestione ordinaria al Buridda ma con fruibilità da parte di tutti i centri sociali a soggetti esterni concordati con associazione e Comune».

    Tutti i lavori di ristrutturazione indicati nel protocollo sono stati realizzati, «il minimo indispensabile alla sicurezza, visto che i budget erano veramente irrisori, mentre alcuni lavori – specialmente di muratura e imbiancamento – li abbiamo realizzati noi  con una valutazione a posteriori dei tecnici comunali, che ci ha permesso di richiedere e ottenere un abbattimento dei canoni di locazione futuri».

    L’associazione dei centri sociali è attualmente operativa solo per questioni amministrative, ma non appena i lavori del Buridda saranno terminati si cominceranno vere e proprie assemblee – si presume «abbastanza informali e a cadenza annuale» – per concordare attività comuni e modalità di gestione degli spazi condivisi.

     

    Marta Traverso

  • Centro storico: corsi gratis di fotografia, chitarra e tai chi

    Centro storico: corsi gratis di fotografia, chitarra e tai chi

    Piazza Sarzano, GenovaSono attivi tre corsi gratuiti che si tengono presso Ex Latteria Occupata 39 Rosso, in stradone Sant’Agostino.

    Tai Chi, che si svolge il lunedì dalle 19 alle 20 e il sabato dalle 11 alle 12 presso i Giardini Luzzati;
    Chitarra (livello base) che si svolge tutti i martedì dalle 18 alle 19, tenuto da una ragazza che fa parte del gruppo di gestione dello spazio;
    Fotografia, che al momento si articola in quattro lezioni iniziate lo scorso 22 novembre, il giovedì dalle 18 alle 19.

    I corsi di fotografia e tai chi sono tenuti da gente del quartiere che si è proposta per condividere le proprie conoscenze: lo spazio Ex Latteria Occupata 39 Rosso si è posta infatti l’obiettivo di essere un luogo aperto al quartiere, dove chiunque può entrare per proporre attività culturali, ludiche o politiche.

    Chi vuole proporre un corso o un’iniziativa può dunque incontrare i gestori dell’Ex Latteria tutti i giovedì alle 19, in occasione dell’assemblea di gestione.

  • Teatro Duse: “Per non morire di mafia” con Sebastiano Lo Monaco

    Teatro Duse: “Per non morire di mafia” con Sebastiano Lo Monaco

    per non morire di mafiaNegato alla maggior parte del pubblico genovese dall’alluvione del novembre scorso, torna sul palcoscenico del Teatro Duse lo spettacolo “civile”, con cui Sebastiano Lo Monaco si propone di «far parlare, discutere e reagire» sul tema della mafia. Tratto dal libro Per non morire di mafia del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, lo spettacolo mette in scena vocazione, vita privata e pubbliche esperienze di un uomo che ha scelto di porre la propria vita in prima linea per salvare la speranza di un futuro possibile.

    Siciliano, nato a Licata, in provincia di Agrigento, nel 1945, da genitori e nonni palermitani, Pietro Grasso è impegnato da trent’anni nella lotta contro la criminalità organizzata, nella convinzione, appresa dalla esperienza di Falcone e Borsellino, che per combattere la mafia è necessario non solo conoscerla, ma che bisogna avere anche una percezione esatta della sua pericolosità.

    Attraverso la precisa evocazione di fatti, incontri, riscontri processuali, la sua testimonianza autobiografica rivive ora nell’impersonificazione di Sebastiano Lo Monaco, dando vita a uno spettacolo-evento che ben si colloca nel rito collettivo dell’incontro tra il teatro e la società civile. Parlando in prima persona, Pietro Grasso ripercorre le stagioni della guerra alla cupola siciliana affrontando anche temi delicati quali i legami tra mafia e politica, gli scontri all`interno della magistratura, le carenze legislative e la mancanza di mezzi messi a disposizione dallo Stato.

  • Esercizi commerciali: legge popolare, liberalizzazione degli orari

    Esercizi commerciali: legge popolare, liberalizzazione degli orari

    Confesercenti Liguria presenta “Libera la domenica”, ovvero la proposta di una legge di iniziativa popolare per cambiare la normativa sulle liberalizzazioni e riportare nell’ambito delle competenze delle Regioni le decisioni sulle aperture domenicali degli esercizi commerciali. Per raggiungere l’obiettivo sarà necessario raccogliere entro sei mesi 50.000 firme a livello nazionale, mentre nella sola provincia di Genova si punta ad un migliaio di sottoscrizioni. L’iniziativa è proposta da Confesercenti in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana e Federstrade.

    «Non diciamo che non vogliamo lavorare la domenica – spiega Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti Liguria – ma non crediamo nemmeno che la liberalizzazione indiscriminata degli orari serva a rilanciare i consumi e a creare nuovi posti di lavoro».

    Per fare ripartire i consumi «Bisogna ritrovare un po’ di stabilità economica e mettere qualche soldo nelle tasche dei cittadini – continua il presidente di Confesercenti Invece con la liberalizzazione delle aperture si rischia solo di mettere in ginocchio migliaia di imprese a gestione familiare che non hanno la forza di competere con la grande distribuzione. Tanti negozianti hanno già chiuso, e altrettanti rischiano di farlo a breve».

    De Luise insiste su un punto: la dimensione familiare della stragrande maggioranza delle imprese «Siamo abituati a parlare di imprenditori – spiega – ma così ci dimentichiamo che molto spesso si tratta di attività individuali o che coinvolgono, al massimo, i componenti di un’unica famiglia. Questi lavoratori hanno il diritto ad almeno un giorno di riposo settimanale. Con questa iniziativa intendiamo, per quanto riguarda la Liguria, ritornare alla situazione precedente alla liberalizzazione, in cui la Regione aveva potestà sugli orari di apertura e tutte le associazioni datoriali e sindacali avevano saputo trovare un accordo».

    Anche don Gian Piero Carzino, in rappresentanza della diocesi di Genova, ribadisce il sostegno della Cei, che contribuirà raccogliendo le firme sui sagrati delle chiese «Dobbiamo mettere al centro dell’attenzione la compatibilità tra lavoro e famiglia, senza ledere la dignità delle persone. Alla domenica vanno restituiti lo spazio della preghiera e dell’eucarestia».

    Hanno già dato la loro adesione all’iniziativa numerosi consiglieri comunali genovesi – in particolare i capigruppo Stefano Anzalone (Idv), Simone Farello (Pd), Lilli Lauro (Pdl) ed Edoardo Rixi (Lega Nord) – che si attiveranno per l’indispensabile autenticazione delle firme raccolte e ai quali va il ringraziamento di Confesercenti e Cei. Anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Renzo Guccinelli, ha ribadito il suo sostegno a “Libera la Domenica”.

    Perché è importante “liberare la domenica”?
    L’art. 31 del D.L. n. 201/2011, cosiddetto “Decreto Salva Italia”, dal 1° gennaio 2012 ha liberalizzato definitivamente, senza eccezioni e in tutto il territorio nazionale, il regime degli orari degli esercizi commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande, superando così la precedente normativa che attribuiva alle Regioni la titolarità di normare in materia e poi, nella maggioranza dei casi, compresa la Liguria, il trasferimento di detta potestà in capo ai singoli comuni.

    A tale proposito Confesercenti sottolinea che «In nessun altro paese europeo esiste una liberalizzazione come quella oggi vigente in Italia; a quasi un anno dall’entrata in vigore è evidente che la stessa non ha prodotto aumenti di pil, di posti di lavoro e tanto meno di consumi ma, in molti casi, si è trattato di un enorme favore alla grande distribuzione che, dal punto di vista della concorrenza, non può certamente essere affrontata in termini quantitativi dai piccoli esercizi di vicinato».

    Per maggiori informazioni si rimanda al sito ufficiale www.liberaladomenica.it.

    Dove e quando è possibile firmare:
    «La prima tappa della raccolta firme per quanto concerne la Genova e provincia si svolgerà davanti alla Cattedrale di S. Lorenzo nella mattinata di sabato 8 dicembre, dalle 8.30 alle 13.00 – spiega Confesercenti –  Seguirà Chiavari, domenica 16 dicembre, davanti alle Cattedrale N.S. dell’Orto, dalle 8.30 alle 13.00. A gennaio saremo poi martedì 15, mercoledì 16 e giovedì 17 in via XX Settembre, di fianco all’ex Cinema Verdi (verso De Ferrari). Verranno inoltre calendarizzate ulteriori date sul territorio provinciale, anche con raccolte porta a porta».

    «Ricordiamo, infine, che è sempre possibile firmare presso la segreteria generale del Comune di Genova, via Garibaldi 9, Palazzo Albini, VI piano, Ufficio Raccolta Firme, sala 616 (lato ponente) sala 630 (corridoio centrale), orario dal lunedì al giovedì dalle ore 9,30 alle 17 e il venerdì dalle ore 9,30 alle 13; gli uffici elettorali di Rapallo, Chiavari, Sestri Levante, Lavagna e Casarza Ligure (ed altri) a partire da mercoledì 5 dicembre», conclude Confesercenti.

     

    Foto di Diego Arbore

  • Mafia: appello per la scorta al presidente di Casa della Legalità

    Mafia: appello per la scorta al presidente di Casa della Legalità

    Un appello – promosso da “Liberi Cittadini di Certosa” e “Liberi Cittadini della Maddalena” per chiedere alle autorità competenti di proteggere le persone che in prima linea combattono contro le organizzazioni mafiose.

    Christian Abbondanza, presidente della “Casa della Legalità Onlus” (www.casadellalegalita.info/.org), è uno dei bersagli della ‘Ndrangheta. Ed è sempre di più in pericolo.

    «La ‘Ndrangheta non perdona, non tollera chi la indica nei suoi affari e legami con politica, economia e pezzi dello Stato, non accetta che si rompa l’omertà ed il silenzio che le garantisce di poter agire indisturbata – spiegano i promotori dell’iniziativa – Chi la combatte seriamente ed in modo efficace è al centro del mirino. Non solo i magistrati, ma anche i giornalisti ed i cittadini liberi che hanno scelto di puntare l’indice sugli ‘ndranghetisti, sui loro affari e sulla loro rete di relazioni, connivenze, contiguità e complicità».

    «Con il lavoro che ha promosso in questi anni, fatto a viso aperto, in modo assolutamente indipendente, Christian Abbondanza è diventato “il problema” per molteplici esponenti ed affari di alcune delle più potenti cosche della ‘ndrangheta in Liguria e nel Nord-Ovest, a partire dai GULLACE-RASO-ALBANESE, PIROMALLI, MAMMOLITI, GIOFFRE’-SANTAITI, e MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI – continuano Liberi Cittadini di Certosa e Liberi Cittadini della Maddalena – Dopo le efficaci inchieste sul controllo nella Sanità calabrese da parte della ‘Ndrangheta, e quelle, ad esempio, sulla corruzione, voto di scambio ed infiltrazioni negli appalti pubblici nel capoluogo ligure, l’azione di denuncia pubblica ed alle Autorità hanno contribuito in modo efficace nell’azione di prevenzione e contrasto».

    I risultati sono concreti, ecco alcuni esempi «Sequestri, confische e già alcune condanne per alcuni dei boss storici del centro storico genovese (Caci, Canfarotta, Zappone); arresto ed incriminazione, con sequestro dei beni, al boss Antonio Fameli; interdizione “atipica”, sequestri e incriminazioni per Andrea Nucera; condanna per corruzione, interdizione “atipica” ed ulteriori indagini per i Mamone».

    «L’ex Prefetto di Genova, Musolino, fece scattare la Vigilanza Generica Radiocollegata a tutela di Abbondanza – ricordano i divulgatori dell’appello – Una misura ormai insufficiente, soprattutto alla luce delle indagini sempre più pesanti che scaturivano dalle inchieste che Abbondanza portava avanti e che davano quindi impulso a provvedimenti dell’Antimafia e di diverse Procure. Per questo fu proposto di aumentare il livello di protezione, con la scorta. Misura, però, bloccata da resistenze forti nei Palazzi».

    «Forse perché Abbondanza e la Casa della Legalità non si sono limitati ad indicare i mafiosi, ma anche chi li ha protetti, tra le Forze dell’Ordine e la stessa Magistratura, con inerzie e sottovalutazioni, quando non con più pesanti responsabilità. Abbondanza, con la Casa della Legalità, aveva indicato da tempo, ad esempio, problemi e criticità all’interno della DDA di Genova, e queste critiche hanno poi trovato, purtroppo, conferma nel naufragare di alcune importanti indagini e, forse, anche nel provvedimento di rimozione di due magistrati dalla stessa DDA del capoluogo ligure».

    «Se i molteplici tentativi di fermare l’azione di informazione e denuncia di Abbondanza e della Casa della Legalità non hanno avuto effetto, pur con l’uso di minacce, intimidazioni e con una pioggia di querele e procedimenti per “diffamazione”, l’isolamento di Abbondanza e della Casa della Legalità permane, con le pesanti iniziative, spesso promosse direttamente dagli esponenti delle cosche ‘ndranghetiste, attraverso il continuo tentativo di delegittimazione, volto a minarne la possibilità di azione, spianando, così, la strada all’intenzione di colpirlo definitivamente da parte di alcuni dei più pericolosi ‘ndranghetisticoncludono i fautori della mobilitazione – Ora possono colpirlo quando vogliono, in ogni movimento e circostanza. Occorre che le Autorità, senza più tentennamenti, gli garantiscano un’adeguata protezione. Gli deve essere assegnata una scorta prima che sia troppo tardi… Abbondanza non è solo e sottoscrivendo questo appello chiediamo che venga disposta immediatamente la scorta per garantirne la necessaria sicurezza».

     

    Per inviare l’adesione all’Appello scrivere a: sostegnocasalegalita@gmail.com

    Info: www.facebook.com/scortaperabbondanza – http://sostegnoallacasadellalegalita.blogspot.it

  • La Circonvallazione a Monte: storia dell’espansione urbana dell’800

    La Circonvallazione a Monte: storia dell’espansione urbana dell’800

    La “Circonvallazione a Monte”, la strada panoramica che attraversa le alture di Genova, da un capo all’altro della città vecchia, rappresenta uno dei più significativi risultati dell’urbanistica italiana dell’Ottocento. Oggi ha conservato il nome, diventando un passaggio obbligato per chi vuole conoscere la Superba osservandola dall’alto nel suo insieme ed è uno dei luoghi più pregiati dove abitare.

    Il libro “La Circonvallazione a monte: Genova – Storia dell’espansione urbana dell’Ottocento”  di Rinaldo Luccardini, edito da Sagep – che viene presentatato oggi (lunedì 3 dicembre) alle ore 17:45 presso la Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale; interverranno tra gli altri, Luca Borzani (Presidente Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale), Stefano Bernini (Vice Sindaco di Genova) e l’assessore comunale a Culture e Turismo, Carla Sibilla – percorre i quaranta anni di questa leggendaria impresa iniziata quando c’era ancora il Regno di Sardegna e terminata ai primi del Novecento.

    Il volume descrive tutti i passaggi di uno sforzo collettivo «che mise alla prova l’ingegneria tecnica, quella finanziaria e quella del diritto patrimoniale – racconta l’autore del volume, Rinaldo Luccardini – e che tuttavia furono anche l’esercizio pratico delle prime tecniche urbanistiche, dal risanamento del centro storico alla nuova edilizia popolare, dai trasporti urbani meccanizzati all’intermodalità delle merci».

    Una ricerca senza alcun precedente nella storia della città che «si presta per innumerevoli altre esplorazioni poiché è basata sui documenti originali dell’epoca, tutti ancora disponibili – spiega Luccardini – Un’ enorme massa di informazioni che permette di analizzare i comportamenti delle persone: anche allora, come oggi, c’erano quelli che volevano le infrastrutture e quelli che le osteggiavano».

    Il libro è illustrato con le fotografie dell’epoca e con le planimetrie dei piani di ingrandimento urbano «In questi piani si vede anche la Genova che non è stato possibile realizzare – continua l’autore – perché la straordinaria bellezza della sua giacitura è anche il limite ai sogni dell’uomo».

    Nei cinquanta anni – tra il 1848 ed il 1898 – durante i quali il Comune di Genova ha costruito la Circonvallazione a Monte, gli uffici dell’epoca hanno conservato una rilevante quantità di documenti, ora custoditi dall’Archivio Storico del Comune, non solo progetti, contratti, dispute legali, ma anche appunti, volantini, manifesti. «I materiali si presentano commisti ad altri, senza un perentorio ordine cronologico o di genere, nello stesso ordine in cui vennero assemblati all’epoca dell’archiviazione, che spesso risale a più di centotrenta anni fa  – sottolinea Luccardini – Per riuscire a collegarli sequenzialmente è sufficiente metterli in ordine cronologico e questo è abbastanza facile perché in massima parte sono datati».

    Per riuscire a capire la strategia comunale, però «È necessario leggere simultaneamente i documenti dello stesso periodo, benché rivolti a gestire situazioni differenti sia sul piano locale che sul piano giuridico – conclude l’autore del libro – Confrontando queste “mosse” con ciò che accadeva in contemporanea in Italia e in Europa, si riesce a comprendere il valore di questa imponente impresa stradale, urbanistica ed edilizia».

     

    Matteo Quadrone

    [foto di Diego Arbore]

  • Inventaria 2013: bando di concorso teatrale

    Inventaria 2013: bando di concorso teatrale

    Teatro GarageLa compagnia teatrale DoveComeQuando presenta la terza edizione del bando di drammaturgia contemporanea Inventaria, che permette ai vincitori di accedere a un Festival che come ogni anno avrà luogo al Teatro dell’Orologio di Roma, dal 20 maggio al 2 giugno 2013.

    Le sezioni del concorso sono tre:
    Spettacoli, aperta a spettacoli di normale durata (da 45 a 120 minuti)
    Monologhi/Performance, aperta a monologhi e perfomance di durata non superiore ai 50 minuti
    Corti teatrali, aperta a corti teatrali che costituiscano in sé storie compiute (durata massima: 15 minuti)

    Ciascuna sezione si avvarrà di una distinta giuria e il bando si rivolge principalmente agli artisti emergenti.

    La preiscrizione deve avvenire via mail entro mercoledì 5 dicembre 2012 all’indirizzo rassegnadcq@dovecomequando.net, specificando la sezione e allegando i seguenti materiali:
    – scheda di partecipazione compilata
    – brevi note sul testo, brevi note di regia, sinossi, scheda tecnica, curriculum della compagnia e del regista e/o degli altri artisti coinvolti
    – copione (o piano dell’opera, se priva di un testo vero e proprio)

    L’iscrizione effettiva avviene mandando via posta gli stessi materiali entro sabato 15 dicembre 2012 all’indirizzo:
    Ass. cult. teatr. DoveComeQuando
    Viale Pola 29, int. 6
    00198 Roma.

  • Corso di cucito a Genova: laboratorio creativo con Riciclabò

    Corso di cucito a Genova: laboratorio creativo con Riciclabò

    taglio cucitoL’atelier Riciclabò, che si occupa di realizzare abiti e accessori secondo i principi del riciclo creativo, sta per avviare nel suo spazio in vico del Filo 19r un mini corso di cucito per principianti.

    Il laboratorio è rivolto a tutte quelle persone che vogliono imparare l’abc del cucito, per effettuare riparazioni e cucire per sé piccoli accessori. Il tutto secondo i valori e le tecniche di Riciclabò, che si basano dunque sul recupero di materiali e sul loro riutilizzo in chiave creativa.

    Questo il programma del corso.
    – Cuci Kit (strumenti di base per aspiranti sartine)
    – I punti a mano: come e quando si eseguono
    – Imparare ad attaccare un bottone e a fare un asola a mano con alcuni punti imparati
    – Realizzare a mano un punta spilli con materiali di riciclo
    – La macchina da cucire: come è fatta e come si utilizza
    – La macchina taglia e cuci: a cosa serve
    – I principali punti a macchina e il loro utilizzo
    – Realizzare un orlo da pantalone jeans, cambiare una cerniera o fare un orlo a una gonna
    – Realizzare con l’utilizzo della macchina un porta kit da cucito

    Il corso durerà 8 ore (2/4 lezioni, a seconda delle richieste dei partecipanti) e ha un costo di 80 €: è possibile iscriversi in qualunque momento dell’anno contattando Riciclabò ai numeri 349 8944271 o 348 6952966, o scrivendo a riciclabo@yahoo.it.

  • Val Bisagno: duemila firme al Fai per salvare Ponte Carrega

    Val Bisagno: duemila firme al Fai per salvare Ponte Carrega

    Ponte Carrega, ValbisagnoOltre 2000 firme, raccolte in soli due mesi, per salvare lo storico Ponte Carrega, destinato alla demolizione – al pari di altri 4 ponti (Bezzecca, Feritore, Guglielmetti, Veronelli) – secondo un progetto del Comune di Genova che prevede la risistemazione degli argini del Bisagno e l’allargamento della strada per 1,8 Km sulla sponda destra del torrente, tra Staglieno e Gavette, in vista del potenziamento del trasporto pubblico (busvia e, forse, un giorno, tramvia). Per realizzare l’operazione, l’amministrazione di Palazzo Tursi ha chiesto al Governo una quota dei finanziamenti del Piano delle Città.

    Cittadini e associazioniin prima fila il “Comitato Amici di Ponte Carrega” – venerdì scorso hanno consegnato le firme alla delegazione del Fai di Genova e così lo storico manufatto della Val Bisagno è entrato nell’albo dei “Luoghi del cuore del Fondo Ambiente Italiano”. Inoltre, il Fai ha contattato la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria e sta conducendo un’azione di sensibilizzazione nei suoi confronti, in merito al destino del ponte.

    «Noi abbiamo un’altra idea di periferia e di città, dove contano anche la storia e l’identità dei luoghi – spiega il Comitato Amici di Ponte Carrega – Per questo diciamo NO ad un’altra via Madre di Dio».
    Un riferimento preciso allo scempio perpetrato tra la fine degli anni ’60 ed i primi anni ’70, quando venne volutamente cancellato un quartiere cittadino «Nella zona di Ponte Carrega, a Montesignano, in Piazzale Adriatico, furono “deportati”, alla fine degli anni ’60, gli abitanti di via Madre di Dio – spiega il Comitato – Adesso queste persone hanno a cuore il territorio in cui vivono e Ponte Carrega fa parte di questo territorio. Lo dimostra il fatto che in due mesi abbiamo raccolto più di duemila firme solo grazie al passaparola».

    «Piuttosto che di allargamento della strada noi preferiamo parlare di restringimento di 5 metri dell’alveo del Bisagno – spiega il Comitato – Un’operazione dal costo significativo: ben 24 milioni di euro. Ma l’aspetto più grave è che l’amministrazione comunale spaccia tutto questo come un progetto per la messa in sicurezza del Bisagno, mentre non è così e sappiamo tutti che la tramvia non si farà mai perché non ci sono i soldi necessari. Abbiamo contattato un legale e, insieme al WWF, stiamo lavorando ad una controperizia dello studio idraulico che era stato commissionato dal Comune di Genova all’ingegnere Renato Misurale». Lo studio, infatti, aveva considerato il progetto fattibile, dando il via libera all’intervento (ma per attuarlo concretamente si attende la decisione del Governo in merito alla distribuzione del finanziamento relativo al Piano delle Città).
    Nel frattempo, per stimolare il dialogo e chiedere alle istituzioni pubbliche un’ulteriore riflessione, il Comitato sta organizzando un dibattito pubblico al quale è stato invitato il geologo Mario Tozzi.

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Collisions: Genova Quarto, mostra fotografica di Roberto Manzoli

    Collisions: Genova Quarto, mostra fotografica di Roberto Manzoli

    Mostra fotograficaDa lunedì 3 a giovedì 20 dicembre 2012 il Centro Civico di Quarto (via Delle Genziane, 15) ospita “Collisions”, mostra fotografica di Roberto Manzoli.

    Immagini fotografiche che si scontrano, come collisioni. Prima un’immagine esteticamente “bella” nel senso più comune del termine, poi una fotografia di risposta in contrasto con la precedente, per la sua “bruttezza” o forse meglio dire per la sua “sgradevolezza”, più nel contenuto che nella forma. Anche se forse non tutti saranno d’accordo.

    La tecnica usata è quella di stampe digitali Glicée su carta di cotone al 100% incorniciate senza vetro: un metodo di stampa che supera gli standard di conservazione in archivio da museo. I soggetti provengono da luoghi e tempi i più disparati e sono accoppiati per formare un contrasto visivo, appunto una “Collision”. Ci sono foto scattate su pellicola così come foto digitali, anche se il processo di stampa finale è digitale.

    Sul luogo della mostra viene distribuito gratuitamente il catalogo, con tutte le immagini e un breve testo introduttivo.

    Secondo l’autore, il senso della mostra è che “quello che appare non sempre dai nostri occhi viene giudicato correttamente e le cose sgradevoli, con grande sorpresa, all’improvviso diventano belle, se c’è un’armonia che lega il tutto“.

    La mostra sarà aperta solo nei giorni feriali, da lunedì a giovedì ore 9-12 e 15-17.30 e il venerdì ore 9-12.

    [foto di Roberto Manzoli]