Categoria: Notizie

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  • Cohousing a Genova: cos’è, come si può fare e dove cercare casa

    Cohousing a Genova: cos’è, come si può fare e dove cercare casa

    Danimarca, 1964: l’architetto Jan Gudmand-Hoyer raduna un gruppo di amici e propone loro di individuare uno spazio in cui andare a vivere tutti insieme, per ricreare “in piccolo” il clima di condivisione che nelle società antiche era tipico dei villaggi. Infatti, un tempo non esistevano né le grandi città di oggi né mezzi di trasporto che permettevano di arrivare rapidamente da un luogo all’altro: per questo, ogni singolo villaggio doveva badare da solo alla propria sussistenza. Inoltre, l’architetto voleva sperimentare un modo (quasi anacronistico, a ripensarci oggi) per contrastare l’assottigliarsi dei legami che la crescente globalizzazione ha portato nel vivere quotidiano delle persone.

    Questo è il cohousing: un percorso di vita in comune fra un gruppo di persone che si sono “scelte” e hanno individuato un luogo – per esempio un condominio – dove ognuno ha diritto al proprio spazio privato, ma dove al tempo stesso domina una logica di scambio e condivisione, per esempio con servizi in comune quali aree verdi e orti, biblioteca, area per bambini, pannelli fotovoltaici e così via.

    In questi cinquant’anni il modello si è diffuso, e in tutto il mondo – Italia inclusa – esistono ottimi esperimenti di cohousing. Un modello di vita che a Genova ancora manca.

    Per questa ragione si è costituita nei mesi scorsi “GE-COH: Associazione per la promozione del Cohousing a Genova“: un’associazione che si pone lo scopo di fornire aiuto e supporto a chiunque voglia tentare questa esperienza nella nostra città.

    Questi i vantaggi principali del cohousing, così come illustrato sul manifesto dell’associazione:
    l’aumento delle opportunità di relazione e la riduzione di patologie legate alla vita in solitudine (ad esempio per persone anziane);
    – maggiori punti di riferimento nella crescita dei bambini (aiuto nei compiti, assistenza quando i genitori non ci sono, ecc);
    – la creazione di rapporti tra gli adulti, che possono trovare occasione di confronto e dialogo con persone diverse dal proprio nucleo familiare;
    – la riduzione dell’uso improprio delle strutture, impiego più razionale delle risorse, riduzione dei consumi e dei costi;
    – possibilità di sperimentare nuove soluzioni costruttive, per esempio la bio architettura o strumenti di risparmio energetico e di miglioramento dell’impatto ambientale;
    – la partecipazione individuale alle attività di progettazione, realizzazione e mantenimento della propria casa.

    L’associazione ha sede presso il Circolo Arci Zenzero di via Torti, dove periodicamente terrà riunioni allo scopo di illustrare i principi del cohousing e prendere contatto con chiunque voglia aderire. Per contattarli ci si può recare presso il circolo Arci Zenzero o scrivere presso la pagina Facebook “Cohousing Genova”.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Corso fotografia gratis a Genova: riparte Mass alla Maddalena

    Corso fotografia gratis a Genova: riparte Mass alla Maddalena

    Ripartono alla Maddalena i corsi di fotografia gratuiti a cura del gruppo Mass – Maddalena Art & Street Spaces: da martedì 16 ottobre il laboratorio di piazza Cernaia 10r sarà aperto a tutti, con lezioni e materiali didattici gratuiti messi a disposizione dall’associazione.

    Le lezioni si terranno il martedì e venerdì dalle 18 alle 20, nei mesi di ottobre e novembre.

    Questo il programma:
    – tecniche fotografiche base (primi elementi: la macchina, come costruire un’ immagine, la luce)
    – elementi di fotoritocco e postproduzione
    – storia della fotografia
    – approfondimenti sulla fotografia e il video nei linguaggi contemporanei
    – progetti individuali

    Le iscrizioni sono aperte e i posti sono limitati (massimo 20 persone): per partecipare bisogna contattare Francesco al numero 334 7566202 o all’indirizzo mail massgenova@gmail.com.

    [foto di Diego Arbore]

  • Alluvione Sestri Ponente, attesa per la demolizione in via Giotto

    Alluvione Sestri Ponente, attesa per la demolizione in via Giotto

    IL PRECEDENTE

    4 ottobre 2010 – Alluvione a Genova:  per l’intera giornata la pioggia si abbatte sulla Liguria, colpendo diversi Comuni del Savonese e molte zone del capoluogo, soprattutto a Ponente. La zona più colpita è Sestri, dove il Chiaravagna ha esondato e ha provocato una vittima (l’operaio Paolo Marchini) allagamenti e detriti nell’area compresa tra via Merano e via Clavarino: il punto di partenza della piena sembra essere ancora una volta il civico 15 di via Giotto, un palazzo costruito sopra l’alveo del torrente.

    L’edificio è stato costruito nel 1953, è composto da 28 appartamenti su 4 piani. Scriviamo “ancora una volta” perché si parla della sua demolizione da quasi vent’anni, poiché durante l’alluvione del 1992 la strada aveva vissuto un’emergenza analoga: la pioggia fa alzare il livello dell’acqua, il palazzo fa da “tappo”, detriti, rami e tronchi degli alberi si ammassano, il torrente straripa portando con sé acqua e fango. Da allora è in corso una querelle legale tra demanio e abitanti del palazzo: se viene demolito, a chi va l’indennizzo? Ai proprietari degli appartamenti o all’ente che rivendica quella dell’intero edificio?

    Durante un sopralluogo, il capo della protezione civile Guido Bertolaso avrebbe detto: «Che ci fa qui quel palazzo?». Molto dura la replica del Sindaco Marta Vincenzi, contestata dagli abitanti del quartiere perché nei giorni dell’alluvione si trovava a Bruxelles per impegni istituzionali: «È una questione legale ventennale, io non posso buttare giù quel palazzo, è una questione tra demanio e proprietari. Non posso intervenire io con un’ordinanza. Se può farlo Bertolaso potrò superare il disappunto provato per la sua battutaccia».

    Secondo una prima stima, i danni provocati nel quartiere ammonterebbero a circa 30 milioni di euro. Il Comune ha stimato che la messa in sicurezza della città di fronte a calamità naturali comporta una spesa di oltre 18 milioni di euro, cifra non disponibile nelle casse della civica amministrazione.

    Vicoli di Sestri Ponente

    28 giugno 2012 – Il Sindaco di Genova Marco Doria, a poco più di un mese dalla sua elezione, annuncia ufficialmente quello che è stato uno dei punti chiave della sua campagna elettorale, ossia la demolizione del palazzo di via Giotto entro l’autunno, prima fase di una più complessa opera di messa in sicurezza del territorio. A questo scopo, precisa il Sindaco, «gli uffici comunali hanno predisposto un piano di interventi che prevederebbe un investimento di circa 440 milioni di euro». Il bando di gara per assegnare i lavori è stato pubblicato sul sito della Regione Liguria.

    28 agosto 2012 – Valeria Garotta, Assessore all’ambiente del Comune di Genova, scrive così sul suo profilo Twitter: “Dal 15 Settembre partono i lavori per la demolizione del palazzo di Via Giotto, causa dell’alluvione 2010 a Sestri”.

    2 settembre 2012 – La Regione Liguria, il cui presidente Claudio Burlando è anche commissario delegato al superamento dell’emergenza alluvione del 2010, annuncia lo stanziamento di 20 milioni di euro da parte del Ministero del Tesoro entro la fine del mese: si tratta di una parte dei fondi complessivi (100 milioni di euro) che devono ancora arrivare per essere ripartiti tutte le zone danneggiate dal maltempo.

    Questa la situazione: 10 milioni di euro sono arrivati subito dopo lo stanziamento e altri 45 milioni a luglio 2011. I restanti 45 milioni, a seguito di un taglio annunciato dal Governo Berlusconi e confermato anche successivamente dal Governo Monti, si sono ridotti a 27: secondo l’annuncio ufficiale della Regione, i 20 milioni di cui sopra fanno parte di questa quota, mentre i 7 rimanenti arriveranno entro fine ottobre. Di questi fondi, 5 milioni di euro sono serviti per acquistare i 28 appartamenti del palazzo di via Giotto, i cui inquilini hanno traslocato grazie a speciali agevolazioni previste in situazioni di emergenza come questa.

    La conferma arriva anche via Twitter, dal profilo di Burlando, che così ha scritto il 7 settembre in risposta a una signora di Cogoleto: “I soldi finalmente arrivano entro fine mese. Li assegnerò subito“.

    IL PRESENTE

    Ottobre 2012 – Al momento non è stata annunciata nessuna data ufficiale per la demolizione del palazzo di via Giotto. Non è quindi così scontato che entro la fine dell’anno si riesca a procedere, nonostante la volontà del sindaco.
    La giunta Vincenzi aveva indicato aprile 2013 come data per la demolizione e, se non si riusciranno a velocizzare le pratiche, non è ancora da escludere che il civico 15 possa restare in piedi fino alla prossima primavera. Attendiamo comunque gli annunci ufficiali, che metteranno definitivamente la parola fine a questo lungo iter.

    Se la data è ancora incerta, cerchiamo di capire con quali modalità avverranno i lavori e chi dovrà sostenerne i costi.

    Il primo e il secondo piano saranno demoliti mediante escavatori a pinza demolitrice, lavorando sull’alveo procedendo da monte verso valle; per quanto riguarda invece il terzo e il quarto, i mattoni verranno demoliti e calati a terra tramite appositi condotti (in modo da non diffondere la polvere), la parte strutturale verrà tagliata pezzo per pezzo e imbragata con una gru a torre – che l’impresa appaltatrice si è impegnata a montare nell’ambito dell’offerta – per poi calarla sul camion e portarla via. Il tutto a carico della Regione che, dopo aver acquistato i 28 appartamenti, ha destinato per la demolizione parte dei fondi già ricevuti dallo Stato.

    Per quanto riguarda invece il torrente Chiaravagna, è in corso da anni un progetto di adeguamento approvato in via preliminare fin dal 2001 ma finora completato solo parzialmente. In questi anni è stata allargata la vasca della foce; è stato realizzato un terzo fornice per il deflusso delle acque sotto i ponti ferroviari; è stata demolita una parte del civico 20 di via Giotto alla confluenza fra il Chiaravagna e il torrente Ruscarolo; è stato adeguato il ponticello di via Giotto sul Ruscarolo. Questi interventi, tuttavia, non hanno impedito il 4 ottobre 2010 al Chiaravagna di esondare. Da quel giorno non è stato effettuato nessun intervento strutturale sul rio Chiaravagna, tutti gli sforzi delle istituzioni si sono infatti concentrati nell’iter per la demolizione del civico 15.
    E’ bene ricordare, però, che finché non verranno realizzati tutti i lotti, i benefici e i miglioramenti effettivi saranno minimi

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi e Diego Arbore]

  • Lagaccio, Voglio la Gavoglio: i residenti attendono risposte

    Lagaccio, Voglio la Gavoglio: i residenti attendono risposte

    Dopo la lettera aperta, spedita nel giugno scorso all’amministrazione comunale, la presentazione di 450 osservazioni al Puc (Piano Urbanistico Comunale) ed un incontro con il vice sindaco, svoltosi ai primi di agosto, qualcosa al Lagaccio si muove.
    Stiamo parlando del movimento eterogeneo di cittadini e associazioni che hanno dato vita al gruppo “Voglio la Gavoglio” per rivendicare un processo di partecipazione dei residenti in merito alla futura destinazione dell’area occupata dall’ex caserma Gavoglio, 60 metri quadrati in gran parte abbandonati a se stessi da lungo tempo.

    Come è noto il gruppo – nato sulla scia dell’esperienza attiva di numerose realtà e comitati che già da anni si occupano di una porzione del quartiere colpevolmente inutilizzata – si oppone strenuamente al disegno stabilito dal Puc approvato dall’ex giunta guidata da Marta Vincenzi. Per quanto riguarda l’area dell’ex caserma Gavoglio, considerata Distretto di trasformazione locale n. 3.06, le previste nuove destinazioni d’uso «cambierebbero radicalmente il disegno del precedente piano urbanistico, dando maggior peso all’edilizia abitativa e meno alla necessità di servizi e aree verdi per il quartiere», sottolinea il gruppo di cittadini del Lagaccio.

    «Il vice sindaco Stefano Bernini ci ha spiegato che l’amministrazione comunale sta stilando delle regole affinché sia possibile ridiscutere il Puc, alla luce delle numerose osservazioni  presentate dai cittadini su tutto il territorio genovese – racconta Enrico Testino, esponente del gruppo Voglio la Gavoglio – Bernini si è impegnato a consegnarci, entro settembre-ottobre, una bozza che proponga un percorso di partecipazione per affrontare le criticità da noi sollevate, in merito all’area dell’ex caserma Gavoglio. Il nostro obiettivo è costituire un tavolo di lavoro composto dai rappresentanti di tutte le realtà del Lagaccio».

    Mentre per quanto riguarda il pericolo ambientale – dovuto alla presenza di amianto nelle strutture dell’ex caserma – le risposte non sono state altrettanto positive. «In pratica abbiamo capito che non esistono studi attendibili e dettagliati sulla situazione dell’area – continua Testino – il vice sindaco ci ha confermato il suo impegno in questo senso e dovrebbe farci avere informazioni al più presto».

    Finora però nessuna comunicazione è giunta al gruppo “Voglio la Gavoglio” che nel frattempo continua la sua attività fatta di riunioni ed incontri pubblici. Se in breve tempo non dovessero arrivare le risposte promesse dall’amministrazione comunale, i cittadini sono pronti a fa sentire la loro voce, anche attraverso l’organizzazione di qualche iniziativa di protesta.

     

    Matteo Quadrone

  • Terzo Valico: partono i lavori per il campo base di Trasta, nuove proteste

    Terzo Valico: partono i lavori per il campo base di Trasta, nuove proteste

    A Trasta è iniziata la costruzione del campo base, opera propedeutica all’avvio dei lavori per la realizzazione del Terzo Valico, in particolare dei cantieri operativo e di servizio di Fegino. Si tratta del C.B.L. 3 (definizione da progetto) ed è uno dei 10 campi base complessivi che il Cociv dovrebbe costruire per alloggiare gli operai che saranno impiegati nei cantieri.

    Nel contempo, sul territorio genovese ed in Basso Piemonte, riparte la mobilitazione del movimento No Tav-Terzo Valico.

    Dopo i presidi dell’estate scorsa per bloccare gli espropri di terreni, la protesta del movimento che si oppone ad una grande opera considerata inutile quanto costosa, riparte. L’obiettivo è ostacolare e rallentare in ogni modo i lavori. Lunedì e martedì sera a Pozzolo Formigaro e Novi Ligure sono previste 2 assemblee pubbliche, mentre per mercoledì 3 ottobre l’appuntamento è dalle ore 17 presso via Ugo Polonio a Trasta per un presidio a cui seguirà in serata una fiaccolata con l’intento di accerchiare il cantiere. All’iniziativa di lotta popolare parteciperanno gli abitanti di Trasta, i genitori e i bambini della scuola Villa Sanguineti, i comitati liguri e piemontesi.

    I campi base sono dei veri e propri villaggi indipendenti dal tessuto socio economico locale. Nel campo base di Trasta – 14.372 metri quadrati di estensione – che sorge nell’area dismessa del parco ferroviario di Teglia con l’accesso da via Ugo Polonio sulla sponda destra del torrente Polcevera, è prevista la costruzione di un dormitorio a due piani per 320 operai, parcheggi, guardiania, infermeria, magazzini, ecc.

    Secondo il movimento No Tav-Terzo Valico il fatto che questo campo si realizzi in un’area ferroviaria dismessa è un evidente segno di debolezza del Cociv visto che «per aprire altri campi base o cantieri o per le opere di modifica della viabilità sarebbe stato necessario eseguire gli espropri e confrontarsi con il dato di partecipazione popolare consegnatoci dal mese di mobilitazioni estive, hanno pensato bene di prendere la strada più facile e iniziare a lavorare in un’area già loro messa a disposizione dalle ferrovie. Questo è un segno di debolezza del Cociv e di tutta la classe politica che sostiene il Terzo valico».

    Sabato 6 ottobre sarà la volta della marcia popolare No Tav-Terzo Valico da Serravalle ad Arquata. L’appuntamento è alle ore 14:00 a Serravalle in Piazza Coppi. Per favorire la più ampia partecipazione il comitato della Val Verde organizza un pullman dall’alta Valpolcevera con partenza da Isoverde alle ore 12:50 e da Campomorone alle ore 13:00, la spesa è di 10 euro circa per persona (per prenotazioni e info scrivere a valverdenotav@libero.it o chiamare il n. 348/8337597), mentre dal centro di Genova c’è un treno che parte da Piazza Principe alle 12.28 e arriva a Serravalle alle 13:02. Dalla Valpolcevera, invece, c’è un treno che ferma a Ge-Sampierdarena 11.37, Ge-Rivarolo 11.42, Ge-Bolzaneto 11.46, Ge-Pontedecimo 11:50, cambio ad Arquata S. alle 12:57 ed arrivo a Serravalle alle 13:02.

    «Dopodichè ogni giorno e ogni ora sono quelli buoni per contrastare il campo base di Trasta – conclude il movimento No Tav-Terzo Valico – Da queste parti lo scoraggiamento e la rassegnazione non sono di casa, la resistenza sarà lunga, determinata e al fine vittoriosa».

     

    Matteo Quadrone

  • Ebook: cos’è e come funziona? La risposta al Berio Cafè

    Ebook: cos’è e come funziona? La risposta al Berio Cafè

    ebook

    Partiamo con lo sfatare un mito: anche se ormai nel linguaggio comune i due termini si sono fusi, ebook è il file (che contiene un romanzo, saggio o altro materiale scritto), mentre l’oggetto che usiamo per leggere si chiama ereader o tablet, a seconda dei casi.

    Questione dei termini a parte, sono molti gli amanti della lettura che – per curiosità o comodità – hanno scelto l’ebook in alternativa o a complemento del libro di carta. Per coloro a cui questa materia sembra ancora molto oscura, il Berio Cafè ha organizzato due incontri dal titolo Praticamente èBook, dove sarà possibile “toccare con mano” i lettori di ebook, scoprire cosa sono, come si usano e dove si comprano, e sperimentare in prima persona un nuovo modo di leggere.

    I due incontri si terranno mercoledì 3 e mercoledì 17 ottobre 2012 (ore 17.30: relatori saranno Luca Calcinai di Ebook Club Italia e Marta Traverso, redattrice di Era Superba e social media editor della casa editrice digitale genovese Quintadicopertina.

    Per saperne di più, date un’occhiata a questo video girato da Daniele Orlandi lo scorso maggio, in un incontro sul tema a Palazzo Ducale dove erano presenti i due relatori.

  • Web radio: la Notte Bianca delle emittenti universitarie

    Web radio: la Notte Bianca delle emittenti universitarie

    RadioProgetti di tesi, materia d’esame per professori particolarmente 2.0, motivo di aggregazione per gli studenti: qualunque sia il fattore di origine, sono sempre di più le emittenti radiofoniche create e gestite all’interno delle Università.

    Ne abbiamo due esempi anche in Liguria: Campuswave, a cura degli studenti di Scienze della Comunicazione (sede distaccata di Savona) ed Effervescienze, il podcast di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali.

    Vi piacerebbe seguire da vicino il lavoro di queste realtà? L’occasione arriva dal primo show-maratona di 24 ore in contemporanea mondiale, che si terrà domani – martedì 2 ottobre, ndr – e che vedrà coinvolte 530 emittenti in tutto il mondo, di cui 22 italiane, tra le quali ci sarà anche Campuswave.

    Il College Radio Day è stato ideato negli Stati Uniti da Rob Quicke, docente di comunicazione radiofonica alla William Paterson University e curatore della locale radio universitaria. L’evento si è tenuto per la prima volta l’anno scorso coinvolgendo solo i college americani: il successo è stato enorme, tanto che quest’anno si è deciso di replicare estendendo l’evento a tutti e cinque i continenti.

    Un esperimento molto interessante per portare alla luce le molte voci di ragazzi e studenti che in tutto il mondo sperimentano questo modo di imparare divertendosi, e che a livello europeo sarà coordinato proprio dall’Italia, grazie al lavoro del network universitario Ustation.

    Come collegarsi? La maratona partirà alle 2 di notte sul sito collegeradioday.com, sul quale cominceranno a trasmettere le radio degli Stati Uniti. Le altre nazioni si alterneranno nelle ore successive, prendendo la linea a turno: si parte dal Sud America (Colombia e Venezuela) per arrivare poi all’Europa con Spagna, Francia, Regno Unito e Italia. La diretta “da casa nostra” partirà alle 16 con Unis@und, la radio dell’Università di Salerno, e durerà per tre ore con collegamenti alle altre radio italiane che partecipano.

    Marta Traverso

  • Val Polcevera: manifestazione No camion a Borzoli e Fegino

    Val Polcevera: manifestazione No camion a Borzoli e Fegino

    Gli abitanti di Borzoli e Fegino scendono di nuovo in strada per protestare contro i disagi conseguenti all’intenso traffico di mezzi pesanti, tir e camion che, ormai da anni, rendono invivibili a causa di smog e rumore, i due quartieri polceveraschi.

    L’appuntamento è oggi, Lunedì 1 ottobre, alle ore 14:00 presso l’ufficio postale di Fegino dove è prevista la partenza di un corteo che bloccherà la circolazione fino all’incrocio con via Evandro Ferri.

  • Roberta Barabino, una genovese in finale al Tenco

    Roberta Barabino, una genovese in finale al Tenco

    La cantautrice genovese Roberta Barabino è candidata alla Targa Tenco nella categoria Opera prima, un prestigioso riconoscimento dedicato al grande cantautore Luigi Tenco, morto suicida nel 1967. La notizia è arrivata pochi giorni fa ed è motivo di grande soddisfazione per Roberta perché significa che «Il mio disco ha circolato, è stato ascoltato e soprattutto apprezzato. Quello che viene valutato, infatti, è il lavoro complessivo e non il singolo brano».
    Il suo album d’esordio si intitola “Magot”, uscito nel 2011 è stato prodotto insieme a Raffaele Rebaudengo, violista del noto quartetto genovese “Gnu Quartet”, con la collaborazione di numerosi musicisti provenienti da progetti diversi. «Quello che desideravo era mettere insieme le persone con cui avevo lavorato fino a quel momento», spiega Roberta. Sono 9 tracce originali con testi e musiche dell’autrice. L’album è stato registrato da Raffaele Abbate all’Orange Home Records di Leivi (Chiavari).
    «Magot è il soprannome con cui mio padre mi chiamava da bambina – racconta Roberta – dal francese significa “bertuccia” ma anche “tesoro” oppure “gruzzoletto di denaro”. Il disco comprende canzoni che risalgono a tanto tempo fa ed altre che ho scritto proprio mentre stavo registrando. Dopo l’uscita di “Magot”, nel 2011, ho iniziato a portare il progetto in giro per l’Italia insieme al violoncellista Jacopo Ristori e Tristan Martinelli, musicista di Torino ma genovese d’adozione. Nel frattempo ho iniziato a lavorare al nuovo album».

    “Magot” è stato selezionato da una giuria composta da circa 200 giornalisti e critici musicali ed è in corsa per aggiudicarsi la Targa Tenco 2012 nella sezione Opera Prima. A partire dal 1984 la “Targa Tenco” viene assegnata ai migliori dischi italiani di canzone d’autore. Il voto avviene in due fasi. Con la prima, appena svoltasi, vengono selezionati i 5 finalisti (o più, in caso di ex aequo, come accade quest’anno in due sezioni). Con la seconda, che si terrà nei prossimi giorni, verrà proclamato il vincitore di ogni sezione. La sezione “Opera prima” (di cantautore) vede in lizza, oltre a Roberta Barabino con “Magot”: Giovanni Block, “Un posto ideale”; Colapesce, “Un meraviglioso declino”; Dellera, “Colonna sonora originale”; Giacomo Lariccia, “Colpo di sole”; Elsa Martin, “vERsO”.

     

    Quando comincia l’avventura artistica di Roberta Barabino?
    «Fin da bambina ho sempre scritto poesie, in seguito ho iniziato a suonare la chitarra classica e ad un certo punto, quasi naturalmente, ho messo insieme le 2 cose e sono nate le prime canzoni – spiega la cantautrice genovese – Per un sacco di tempo le ho suonate e cantate solo ad amici e parenti».
    Subito dopo arriva la svolta, grazie ad un incontro prezioso con quella che si trasformerà in una presenza forte in tutto il suo percorso, ovvero Roberto “Bob” Quadrelli, personaggio geniale, anima e voce dei Sensasciou, gruppo nato nel 1992, composto da Bob Quadrelli, Bobby Soul (Alberto De Benedetti) e Renato Rassis. La musica nera era la fonte di ispirazione ed il loro stile lo chiamarono “trallamuffin”, ritmo africano e testi in genovese. Nel 1994 esce il primo album, “In scio bleu” e nel 1997 i Sensasciou vincono la Targa Tenco nella sezione Opera in dialetto con “Generazione con la x”. «Il fatto di essere candidata a questo premio è davvero una grande gioia perché mi sembra di ripercorrere le orme di colui che in pratica è il mio mentore», sottolinea Roberta. «Bob Quadrelli ha apprezzato il mio lavoro ed è stato importante nel convincermi ad uscire di casa e confrontarmi con il pubblico – continua Barabino – e così ho iniziato a suonare nei locali e a partecipare a qualche concorso». La spinta del leader dei Sensasciou è decisiva ma il processo è naturale e arriva un momento in cui nasce il desiderio di comunicare attraverso, quelle che lei chiama, piccole creazioni. «È un modo molto intimo di dare forma a dei pensieri, di superare delle difficoltà, di elogiare o fare un regalo a qualcuno», racconta Roberta. Ma la sua è una ricerca continua, c’è sempre un movimento alle spalle, il desiderio di creare qualcosa è una lampadina sempre accesa, a volte è sufficiente una piccola immagine oppure una semplice frase, per aprirle un mondo.
    «La mia prima esperienza musicale è stata con una band di metallari – continua Roberta – quando suonavano con me hanno messo da parte il loro sound, accompagnandomi per un lungo tratto del percorso». A loro è dedicata la canzone “Angeli metallo pesante” «Mi hanno fatto scoprire il piacere di avere qualcuno accanto nel fare musica. “Angeli metallo pesante” perché sono presenze su cui fare affidamento, su cui puoi contare, sia umanamente che musicalmente».
    Per quanto riguarda le influenze musicali, Roberta racconta «Ho sempre ascoltato i cantautori come Francesco De Gregori, Fabrizio De Andrè, Edoardo Bennato, tutta la musica inglese, in particolare i Beatles con una passione sfegatata per John Lennon. Nel salotto di casa mia c’era una sua foto ben in vista e non so per quale motivo, ma da bambina ero convinta che John Lennon fosse un parente di famiglia». E ancora «Lou Reed, Velvet Underground, le cantanti jazz come Billie Holiday e Nina Simone, insomma ascolto la musica più disparata, anche molto lontana dalla mia produzione artistica».

    All’interno del disco “Magot” troviamo alcune canzoni che sintetizzano al meglio la visione musicale di Roberta. Ad esempio “Buongiorno a te”, una composizione scritta per il cuginetto, un regalo per un bambino che in realtà raggiunge tutti, una melodia luminosa capace di rapire l’ascoltatore con la semplicità del ritmo. Su youtube sono disponibili alcuni video della cantautrice genovese, tra i quali consiglio la visione di “Buongiorno a te”, realizzato dal fratello di Roberta, Stefano Barabino e ambientato in uno scenario notturno particolarmente suggestivo, sul tetto della sua casa nei vicoli.
    “Madame Cecile”, invece, è dedicata ad una donna che vive per strada «Una persona con cui non ho mai parlato ma spesso ho pensato a lei e alla distanza che c’è tra la mia vita e la sua – racconta Roberta – Nella canzone questa distanza si riduce ed immagino che i nostri pensieri si incontrino nella notte senza più distinguersi, gli uni dagli altri. Anche se abbiamo due vite così diverse, in fondo c’è una dimensione dove siamo vicine. È una canzone che soddisfa la mia idea delle cose, attraverso la quale riesco a trasmettere una profonda emozione che in altro modo, non saprei come spiegare».
    Infine “Una mezza luna” è la trasposizione di un lungo pensiero concepito in una giornata di dicembre passeggiando al Righi con il suo cane, la splendida Olivia, fedele scudiera, sempre presente durante le registrazioni. «È un elogio alla malinconia, però una malinconia produttiva – conclude Roberta – “una malinconia forse dell’altro mondo”, sicuramente dolorosa ma se riesci a non farti travolgere del tutto, diventa un sentimento stimolante».

     

    Matteo Quadrone

  • Concorso letterario per racconti: il bando Gutenberg Lab

    Concorso letterario per racconti: il bando Gutenberg Lab

    Gutenberg#Lab è un concorso letterario per racconti indetto da Laboratorio Gutenberg in collaborazione con il sito mangialibri.com.

    Il bando vuole scoprire e promuovere opere inedite di autori italiani e stranieri, sia esordienti sia già affermati. Per partecipare si dovrà inviare un racconto con il tema “l’inizio” all’indirizzo mail concorso@gutenberglab.it.

    Una commissione esaminerà gli scritti e designerà il vincitore, che sarà scelto entro una rosa dei primi trenta racconti classificati, che saranno tutti pubblicati in una raccolta edita da Gutenberg#Lab. La premiazione del vincitore si terrà il 2 febbraio 2013 a Roma, presso la libreria Arion Prati: il vincitore avrà un eReader Kindle Touch 3G Wi-Fi e una targa.

  • Mostra a Sestri Levante: “Immaginando” di Nicoletta Mignone

    Mostra a Sestri Levante: “Immaginando” di Nicoletta Mignone

    Domenica 30 settembre inaugura al Coffeebook di Sestri Levante (via XXV Aprile 146) la mostra personale di Nicoletta Mignone, illustratrice genovese che attraverso le sue opere racconta il “volo di fantasia del bambino che c’è in noi”.

    Tema di Immaginando, esposizione composta da 20 tavole raffiguranti un personaggio di nome Marina e un gruppo di animali, è appunto l’empatia tra i bambini e la natura in un’atmosfera onirica e surreale.

    I disegni sono realizzati a mano con matite e inchiostri e colorati in digitale abbracciando, le gamme dei blu e degli azzurri e giocando sulle trasparenze di luci e ombre che caratterizzano i fondali marini.

    La mostra sarà aperta al pubblico fino a lunedì 15 ottobre.

  • Reddito minimo garantito: dove si può firmare

    Reddito minimo garantito: dove si può firmare

    Venerdì scorso il comitato ligure x il Reddito Minimo Garantito insieme al Sindaco Doria e a numerosi esponenti della politica genovese e ligure ha presentato alla stampa la Campagna per la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione del Reddito Minimo Garantito che intende istituire anche nel nostro Paese una garanzia per il reddito per coloro che sono precari, disoccupati e inoccupati, oggi soprattutto giovani, donne e Working Poor.

    A distanza di una settimana sono molte le adesione arrivate da cittadini e associazioni, ma resta ancora molto lavoro da fare per arrivare alle 50,000 firme necessarie (a livello nazionale) per presentare la proposta di legge al Parlamento.

    Chiediamo quindi la collaborazione e il sostegno di tutti per riuscire a vincere questa battaglia di civiltà.

    Al momento è possibile firmare dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle ore 17,00 presso il Municipio VI Medio Ponente.

    Domani sabato 29 settembre sarà possibile firmare anche:

    A levante, in via XX Settembre (altezza ex cinema Verdi) dalle ore 16,00 alle ore 18,00.

    A ponente, in via Sestri all’altezza di p.zza Banchero (vicino alla gioelleria Magnone) dalle ore 16,00 alle 18,00.

  • Apriamo Corso Italia: una domenica per il rispetto dell’ambiente

    Apriamo Corso Italia: una domenica per il rispetto dell’ambiente

    Genova veduta Apparizione Domenica 30 settembre sarà una giornata all’insegna del rispetto dell’ambiente e di una maggiore sensibilizzazione verso la mobilità sostenibile: corso Italia chiuso al traffico per tutto il giorno, in un evento organizzato dal Municipio Medio Levante con la collaborazione di
    associazioni del territorio e degli stabilimenti balneari aderenti.

    Apriamo corso Italia renderà accessibile l’intera corsia a mare di corso Italia (1,8 km) solo a pedoni, biciclette, pattini e skate. Venticinque associazioni del territorio saranno presenti animando l’evento con iniziative di vario genere: laboratori, attività per i bambini, canto, esposizioni, conferenze, teatro, attività motorie, animazione, esibizioni di ballo, karaoke.

    L’evento sarà inoltre l’occasione per utilizzare il nuovo Skate Park ai giardini Govi, che sarà inaugurato sabato 29 settembre con un’esibizione di skaters genovesi.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Palazzo Ducale, Gipsy Art: una serata per scoprire la cultura rom

    Palazzo Ducale, Gipsy Art: una serata per scoprire la cultura rom

    Domenica 30 settembre nella splendida cornice di Palazzo Ducale, a partire dalle ore 20, si svolgerà “GipsyArt”, una notte di musica, poesia, pittura, e cinema per scoprire la cultura rom. Allegria, forza espressiva, festa per la vita sono le caratteristiche principali dell’arte romanì. Una serata per affacciarsi su un mondo sconosciuto: la musica, la letteratura, la poesia, il cinema e le arti figurative dei rom e dei sinti. L’universo artistico romanì muove dalla quotidianità interna alla famiglia di appartenenza, ma attraverso una sorprendente vivacità espressiva riesce a diventare coinvolgente linguaggio universale.

    con:
    Seo Cizmic, Pino Petruzzelli, Paola Piacentini, Claudio Pozzani, Claudia Priano, Giordano Pupo e le musiche tradizionali e il jazz manouche di Django Reinhardt con il gruppo sinto The Gipsyes Vàganes

    in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio

    The Gipsyes Vàganes
    I sinto altoatesini The Gipsyes Vàganes fino a poco tempo fa si chiamavano U Sinto ed erano un gruppo musicale composto da zii e nipoti della famiglia Gabrielli. I nipoti con un nome nuovo che in italiano significa “i sinti antichi”, proseguono, rileggendola, la tradizione dei loro avi.

     

    PROGRAMMA:


    Introduzione di Giordano Pupo, Comunità di Sant’Egidio

    Concerto del gruppo sinto The Gipsyes Vàganes (prima parte)

    Introduzione alla poesia e alla letteratura romanì a cura di Claudio Pozzani e Claudia Priano

    Letture di poesie sinti e rom con Pino Petruzzelli e Paola Piacentini

    Pino Petruzzelli introduce l’opera di Olimpio Cari

    Concerto del gruppo sinto The Gipsyes Vàganes (seconda parte)

    Proiezione del cortometraggio Seo, soggetto e sceneggiatura di Seo Cizmic, regia Marco di Gerlando (2012)

    Ispirato a un fatto realmente accaduto allo sceneggiatore quando era bambino: la trama riguarda una storia di razzismo nei confronti di un bambino rom, il cui sogno è imparare a nuotare e poter entrare in una piscina comunale con i suoi amici. Il sogno diventa incubo nel momento in cui il cassiere della piscina, uomo pieno di pregiudizio nei confronti del popolo rom, vieta al bambino ogni volta l’accesso allo stabilimento.

    Proiezione del cortometraggio Io, la Mia Famiglia Rom e Woody Allen (2009) regia di Laura Halilovic

    È la storia di una ragazza Rom che abita con i suoi in un quartiere popolare alla periferia di Torino. Il racconto in prima persona esplora i cambiamenti e le difficoltà della nuova vita stanziale affrontando i contrasti e le incomprensioni che fin da bambina la accompagnano nelle relazioni con i Gagè, tutti quelli che non sono Rom. Attraverso i ricordi dei suoi familiari, tra cui l’anziana nonna che ancora vive in un campo, le fotografie e i filmati del padre che negli anni documenta la vita quotidiana della piccola comunità, scopriamo una realtà fino ad oggi conosciuta solo attraverso gli stereotipi e i luoghi comuni. Ma il documentario non è soltanto un affresco sull’umanità delle relazioni e sulla voglia di fare qualcosa a dispetto delle difficoltà, di fatto chi parla è una ragazza di oggi che cresce inseguendo i propri sogni combattendo contro i pregiudizi e le tradizioni di una cultura difficile da accettare.

  • Crea il logo della consulta giovanile di Cengio: bando di concorso

    Crea il logo della consulta giovanile di Cengio: bando di concorso

    Il Comune di Cengio, in provincia di Savona, ha bandito un concorso per realizzare il logo ufficiale della sua Consulta Giovanile, uno strumento di partecipazione dei giovani alla
    vita sociale del paese in ogni suo ambito: istruzione, lavoro e imprenditoria, ambiente, turismo, sport, spettacolo e
    cultura.

    Il concorso è aperto a tutti, si può partecipare con una sola opera a tema libero, che abbia le seguenti caratteristiche:
    1) riportare il testo “Consulta Giovanile di Cengio”
    2) essere facilmente memorizzabile
    3) non possedere alcun riferimento politico, religioso, commerciale, offensivo, immorale o illegale
    4) garantire adattabilità a qualsiasi formato cartaceo
    5) essere riproducibile su tutti i media (carta stampa, web, video)

    Non è prevista alcuna quota di iscrizione. Gli elaborati dovranno essere inviati via posta o consegnati a mano presso il Comune di Cengio, e dovrà anche essere inviata una copia .jpeg all’indirizzo mail consultagiovanile.cengio@virgilio.it
    entro il 30 novembre 2012.

    Una commissione valuterà gli elaborati e verrà scelto il logo vincitore.

    [foto di Daniele Orlandi]