Categoria: Notizie

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  • Stop al consumo di territorio: lettera al Ministro dell’Agricoltura

    Stop al consumo di territorio: lettera al Ministro dell’Agricoltura

    Il Forum nazionale Salviamo il Paesaggio scrive al Ministro dell’Agricoltura Mario Catania «Bene il disegno di legge salvasuoli, ma occorre un forte ripensamento di scelte già fatte che incombono sui suoli agricoli. Dal Parlamento ci aspettiamo un segnale di buona volontà: mai più gli oneri di urbanizzazione come cassa corrente dei comuni».

    In una regione come la Liguria – da anni vittima di una soffocante cementificazione che ha spazzato via buona parte del nostro vasto patrimonio ambientale – il Ddl rappresenta un’occasione importante per provare ad invertire la tendenza.

    «Il “consumo di suolo” non può restare un principio, né un enunciato: servono misure concrete, afferma Alessandro Mortarino, coordinatore nazionale del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio e della campagna “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”, annunciando l’invio di una lettera di osservazioni e di proposte al Ministro delle Politiche agricole Mario Catania, primo firmatario del disegno di legge per la valorizzazione dei terreni agricoli e contro la loro cementificazione approvato il 14 settembre 2012 dal Consiglio dei ministri.

    Secondo il Forum «Il disegno di legge coglie nel segno: il consumo di suolo, agricolo e forestale, rappresenta la sottrazione di una risorsa fondamentale per il benessere della comunità nazionale. La prassi amministrativa e di pianificazione territoriale deve oggi iniziare a confrontarsi con la finitezza delle risorse e dei beni comuni».

    Tuttavia « È fondamentale che la norma acquisisca al suolo il senso e il riconoscimento di bene comune – commenta Damiano Di Simine, coordinatore del Gruppo tecnico che ha redatto le osservazioni al ddl – I tempi sono maturi perché valori quali la sicurezza e l’autonomia alimentare, il paesaggio, i servizi ambientali e le funzioni ecosistemiche vengano resi prevalenti rispetto al diritto di proprietà, che non porta con sé il diritto di consumare e cementificare un bene comune qual è il suolo».

    Anche nell’attuale legislatura, infatti «Continuiamo ad assistere alla proposizione di programmi infrastrutturali ridondanti, ad esempio in materia di grande viabilità e non mirati al superamento di reali e prioritarie carenze del Paese – sottolinea il Forum – la legge in discussione in questi giorni che dispone regimi urbanistici derogatori straordinari motivati dalla realizzazione di stadi appartiene alla peggior tradizione di deregulation urbanistica e, se approvata, determinerà ferite profonde nel paesaggio rurale del nostro Paese».

    Il documento, elaborato dal Gruppo tecnico del Forum ed inviato al ministro Catania, contiene “osservazioni” alla bozza di ddl e proposte integrative tese al perfetto raggiungimento degli obiettivi dichiarati dagli intenti del provvedimento, ovvero la salvaguardia concreta dei suoli agricoli.

    Tra i punti evidenziati nel documento, si segnalano in particolare:

    – la necessità di far sì che la norma definisca il “suolo” come un “bene comune”;

    – una più stretta definizione di “aree agricole” in funzione del loro stato di fatto (ovvero che si considerino come “terreni agricoli” tutte le superfici interessate dalla presenza di suoli produttivi vegetati, coltivati, incolti o forestali, attualmente non interessate da edificazioni e infrastrutture e non i soli terreni così indicati dagli strumenti urbanistici comunali);

    – la soppressione della soglia massima di superficie agricola “edificabile” prevista dal ddl, anteponendo -per ognuno dei Comuni italiani- un prioritario censimento del patrimonio edilizio esistente e le sue potenzialità residue;

    – il prolungamento ad almeno 20 anni del divieto di mutamento di destinazione per i terreni che hanno beneficiato di aiuti di Stato e Comunitari (molti dei quali prevedono interventi, ad esempio agropaesistici e forestali, la cui maturità interviene oltre i 10 anni dall’impianto).

    «Il DdL coglie nel segno quando propone di bloccare la distrazione di risorse provenienti da oneri di urbanizzazione per coprire le spese correnti dei comuni: è inaccettabile che i comuni svendano il territorio per esigenze di cassa – conclude il Forum – Ma su questo ci aspettiamo un segnale chiaro da parte del Parlamento, che invece negli ultimi anni ha sistematicamente riproposto questa possibilità attraverso le Leggi finanziarie».

  • Gruppo di lettura a Genova alla libreria Falso Demetrio

    Gruppo di lettura a Genova alla libreria Falso Demetrio

    libreria falso demetrio genovaMercoledì 10 ottobre, a partire dalle 20.30, la Libreria Falso Demetrio di via San Bernardo ospita un incontro a cura di Daniela Penzavalle, che vuole introdurre un gruppo di lettura che si terrà proprio in libreria nel corso dei prossimi mesi.

    Il nome dato al gruppo è Da Faulkner a V. Grossman (passando per Landolfi, Echenoz e Joyce). Scopo di questa serata sarà scegliere tutti insieme un romanzo che possa incuriosire e appassionare i partecipanti, e che diventerà argomento dell’incontro successivo.

    Il gruppo di lettura sarà strutturato in un incontro al mese, nel corso del quale si discuterà il romanzo letto e se ne sceglierà un successivo. Modalità e dettagli del gruppo verranno discussi e stabiliti durante la serata.

  • Tahrir: documentario di Stefano Savona al cinema Corallo

    Tahrir: documentario di Stefano Savona al cinema Corallo

    tahrir documentarioQuesta sera (lunedì 8 ottobre, ndr) alle 21.25 il cinema Corallo di Carignano accoglie il regista Stefano Savona per la proiezione del suo documentario Tahrir. Liberation Square, che racconta la rivoluzione in Egitto che ha portato alla caduta del regime di Hosni Mubarak e che è stato premiato come “Miglior documentario” ai David di Donatello 2011.

    Il regista ha vissuto dieci giorni e dieci notti nella piazza del Cairo in cui si erano radunati i manifestanti, e da lì ha raccolto il materiale per questo film.

    L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione Laboratorio Probabile Bellamy, presso la cui sede Stefano Savona sta tenendo un workshop di regia e sceneggiatura proprio in questi giorni.

    Il costo del biglietto è di 4 €.

  • Corso fumetto Genova: tutti a scuola per diventare autore di manga

    Corso fumetto Genova: tutti a scuola per diventare autore di manga

    fumettoPer il secondo anno a Genova arrivano le lezioni dell’Accademia Europea di Manga, che si tengono in varie città italiane per insegnare i rudimenti base della scrittura di manga.

    I corsi si terranno la domenica dal 14 ottobre 2012 al 13 gennaio 2013 in una sala dell’Hotel Astoria (piazza Brignole 4), ciascun incontro durerà 6 ore (10-13, pausa pranzo, 14-17) per un totale di 36 ore di corso. Queste le date precise delle lezioni: 14 ottobre, 28 ottobre, 18 novembre, 2 dicembre, 16 dicembre, 13 gennaio.

    Le iscrizioni sono aperte a ragazzi/e dai 12 anni in su e si partirà con un numero massimo di 16 allievi.

    L’iscrizione avviene compilando il formulario sul sito mangasummerschool.it. Il corso è a pagamento, si dovrà versare una quota di 484 € (che si potrà pagare in due rate) comprensiva di tutto il materiale didattico per seguire le lezioni e per esercitarsi a casa (carta, inchiostro, pennini ecc), che verranno consegnati durante la prima lezione.

  • Ospedali Ponente Val Polcevera: incontro comitati-assessore Montaldo

    Ospedali Ponente Val Polcevera: incontro comitati-assessore Montaldo

    Un comunicato dai toni durissimi – diffuso dai Comitati per la salvezza degli ospedali di Sestri Ponente e Pontedecimo dopo l’incontro con l’assessore alla Sanità, Claudio Montaldo, svoltosi nella serata di giovedì scorso e durato oltre 3 ore – conferma la totale chiusura, da parte della Regione Liguria, a qualsiasi confronto con cittadini, istituzioni locali (Municipi Medio Ponente e Valpolcevera) e sindacati.
    All’appuntamento era presente anche il Comitato contro l’operazione immobiliare del Galliera, mentre l’assessore Montaldo era accompagnato dal dottor Bonanni, direttore dell’assessorato alla Sanità, dal dottor Murgia, Segretario Generale della Regione Liguria e dalla dott.ssa Rebagliati, coordinatrice dei servizi ospedalieri della Asl 3.
    «Durante la riunione, prima si è defilato il dottor Bonanni poi il dottor Murgia – sottolinea la nota – In sala è rimasta la dott.ssa Rebagliati che ha dato fino alla fine man forte all’assessore prima di congedarsi».
    Dall’altra parte, in rappresentanza dei Comitati, erano presenti una ventina di persone fatte accedere alla sala in numero chiuso, mentre altre decine di cittadini stazionavano fuori dalla Regione e hanno salutato con applausi ironici l’arrivo in sede del Presidente della Regione, Claudio Burlando.

    I Comitati hanno chiesto conto degli impegni presi dall’assessore Montaldo e dal governatore Burlando nel 2006-2007 «Impegni che prevedevano la costruzione del nuovo ospedale del Ponente, finanziandolo, per iniziare, mediante l’utilizzo delle risorse destinate all’ospedale di Vallata (dirottate invece sul Galliera) e che prevedevano inoltre di non tagliare alcun servizio ospedaliero del Ponente e della Valpolcevera fino a che non fosse stato realizzato il nuovo ospedale, ovviamente impegni non onorati».
    A questo punto l’assessore, secondo i cittadini, ha cominciato ad arrampicarsi sugli specchi, trincerandosi dietro a una ricostruzione dei fatti per nulla convincente «Nel 2006/2007 vi era un’altra situazione politica, non si potevano utilizzare i finanziamenti per l’ospedale del Ponente perché per fare il progetto si doveva disporre dell’intero finanziamento dell’opera, inoltre non era ancora stato individuato il sito dove costruire», così si sarebbe difeso Montaldo.

    «Chissà perché questo ragionamento non è valso per il privato Galliera che non ha ancora ottenuto i finanziamenti per l’intera opera – ribadisce la nota – nonostante ciò, come ha ricordato la rappresentante del Comitato, ha speso ben 3 milioni di euro di progettazione per un’opera che non verrà realizzata. Quei 3 milioni erano fondi pubblici? Nessuna risposta da Montaldo».
    Inoltre l’assessore si è dimostrato sordo anche ai richiami dei Presidenti dei Municipi del Medio Ponente e della Valpolcevera, dei Sindaci dell’alta Valpolcevera, dei sindacalisti della FIALS e della CGIL funzione pubblica che chiedevano di porre una moratoria e aprire il confronto.
    Montaldo è stato irremovibile e ha confermato – utilizzando altri termini – le chiusure della Chirurgia e della Cardiologia del Gallino di Pontedecimo e della Neurologia e Psichiatria, nonché del Pronto Soccorso, nelle ore notturne, del Padre Antero di Sestri Ponente.

    Inoltre l’assessore «Ha affermato di aver bisogno di medici e infermieri per il Villa Scassi e di non poterne assumere a causa delle decisioni governative, salvo essere subito smentito: ha infatti autorizzato la ASL 3 ad assumere ben 3 ingegneri con stipendi per ora sconosciuti».
    Una decisione che fa storcere il naso al sindacato autonomo Fials «La scelta di assumere 3 ingegneri mentre si nega ogni possibile assunzione di personale indispensabile all’assistenza diretta, ovvero infermieri, tecnici, operatori socio sanitari e persino qualche specialità medica carente, non la riteniamo opportuna – spiega il segretario Fials, Mario Iannuzzi – Così come confermiamo la nostra contrarietà all’espletamento del concorso per il direttore del presidio unico del ponente. Mentre imperversano i tagli che negano servizi essenziali a cittadini, disabili e anziani, mentre si paventano esuberi di lavoratori nella sanità pubblica, certe scelte dovrebbero essere congelate in attesa di tempi migliori».

    Ai cittadini che facevano notare anche la caotica situazione del pronto Soccorso del Villa Scassi, sempre alle prese con la carenza di spazi «L’assessore, con piglio decisionista, rispondeva che avrebbero utilizzato quelli del padiglione 9 BIS in via di ultimazione. Peccato che si presuma che i lavori terminino a febbraio o marzo del 2013 (forse) e che la chiusura del Pronto Soccorso di Sestri sia stata decretata per il 31 ottobre».

    Infine è stata confermata la chiusura totale ad ogni richiesta di sospensione dei provvedimenti e non è mancata un’ultima chicca «Secondo Montaldo l’Evangelico di Castelletto non è più un ospedale poiché vi si pratica soltanto la day-surgery, mentre per il Gallino e il Padre Antero, che saranno nelle stesse condizioni, non si potrà parlare di ospedali chiusi».
    «Purtroppo non sarà così! – conclude la nota dei comitati – La lotta continua con nuove iniziative di mobilitazione».
    A onor di cronaca la riunione è terminata con toni piuttosto accesi e quando l’assessore è uscito dalla Regione è stato accolto da una marea di fischi.

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Fight for money: al Lucrezia concorso per band hip hop e dance

    Fight for money: al Lucrezia concorso per band hip hop e dance

    band musicaFight For Money è un concorso rivolto ai gruppi hip hop e dance hall, che avranno la possibilità di vincere un premio in denaro ed esibirsi in una serata live al Lucrezia Bar di vico Caprettari.

    Per iscriversi è necessario telefonare ai numeri 340 2949920 o 388 4252548, oppure scrivere una mail a comparinigiordana@libero.it. Bisogna precisare la provenienza delle basi strumentali, se si tratta di cover o auto prodotte.

    Le band si esibiranno mercoledì 10 ottobre (dalle 21 alle 24) e il vincitore sarà scelto da una valutazione combinata tra giuria e pubblico. Nel corso di varie serate le band si sfideranno in gironi eliminatori, fino alla premiazione del vincitore.

  • Pesto e Dintorni: al via la manifestazione gastronomica di Lavagna

    Pesto e Dintorni: al via la manifestazione gastronomica di Lavagna

    PestoDopo il grandissimo successo delle precedenti edizioni, Lavagna ospita nel primo weekend di ottobre la nona edizione della manifestazione gastronomica Pesto e Dintorni, una rassegna dedicata al condimento ligure più famoso del mondo e agli ingredienti per realizzarlo: basilico, aglio, olio, sale, pinoli, pecorino e formaggio grana.

    Come ogni anno, sono numerosissimi gli eventi in programma, dai laboratori  sulla preparazione del pesto ai corsi di cucina, dalle degustazioni guidate alle mostre. Obiettivo della manifestazione, quello di promuovere il pesto in tutte le sue forme e gli altri prodotti di qualità della Liguria.

    Quest’anno inoltre la manifestazione è arricchita da Vinolium, la sezione dedicata ai prodotti enogastronomici di qualità provenienti dalle altre regioni tra cui Emilia Romagna ed Piemonte e da due eventi in bicicletta: sabato 6 dalle 14.30 alle 17 distribuzione di bici del Bike Sharing, domenica dalle 9.30 alle 12 gita sul lungofiume Entella in bici (per info Marco Veirana – 339.1029558 • marcoveirana@tiscali.it)

    Le location degli eventi sono piazza Vittorio Veneto, Casa Carbone, Porticato Brignardello e l’Auditorium Campodonico di via Cavour; gli orari di apertura sono sabato 6 ottobre dalle ore 10 alle ore 22 con iniziative serali, domenica 7 ottobre dalle ore 10 alle ore 20

    Ecco il programma completo.

    Sabato 6 ottobre

    ore 10.30 Cerimonia di inaugurazione. Taglio del nastro a cura delle Autorità presso le aree espositive

    PESTO CORNER – Piazza V. Veneto

    ore 10- 18 Laboratorio per la preparazione del pesto a cura dell’enogastronomo Virgilio Pronzati

    ore 11 Presentazione ufficiale e conferenza stampa della De.co. (Denominazione Comunale -del Comune di Lavagna). Primo Comune del Levante Ligure ad istituirla. Saranno presenti Giuliano Vaccarezza, Sindaco del Comune di Lavagna e Lorenzo Dasso, Assessore all’Agricoltura, Pesca e Demanio

    ore 15.30 Laboratorio di degustazione. La Liguria incontra l’Emilia. A cura di Creuza de Ma di Arenzano (GE), Pesto Bosio di Genova e Az. Agr. Ganaghello di Castel San Giovanni (PC)

    AUDITORIUM PESTO E DINTORNI VINOLIUM Auditorium G.B. Campodonico – Via Cavour

    ore 10.30 Corso di cucina “Il piatto re della tradizione ligure”: il cappon magro. A cura del Ristorante U Pescou di Lavagna

    ore 16 Corso di Cucina “Bagnun d’anciue”. A cura del Ristorante Raieu di Cavi di Lavagna

    ore 17.30 Cerimonia di consegna targa Giornalista Pesto e dintorni. VinOlium a Costantino Malatto.

    a seguire Degustazione guidata San Nicola in Chiavari: un’azienda agricola tra storia del territorio e recupero ambientale. A cura di Giorgio Getto Viarengo e Azienda Agricola San Nicola di Chiavari (GE)

    PORTICATO BRIGNARDELLO

    ore 10-12 e ore 16-18 Pestrocchiamo, laboratori per bambini. A cura della Ludobiblioteca Libringioco del Comune di Lavagna, in collaborazione con Arciragazzi Tigullio e con merenda a cura del CIV Consorzio Centro Storico di Lavagna

    Domenica 7 ottobre

    PESTO CORNER – Piazza V. Veneto

    ore 10 – 18 A cura dell’enogastronomo Virgilio Pronzati

    ore 10.30 Laboratorio di degustazione Marmellate & Formaggi, binomio vincente. A cura di Az. Agrit. Lavagè di Rossiglione (GE) e Az. Agr. Riccardo Fernandez di Finale Ligure (SV)

    ore 16.30 Laboratorio di degustazione: La birra artigianale e i salumi si sposano a Sassello. A cura di Birrificio El Issor e Macelleria Salumeria Giacobbe di Sassello (SV)

    AUDITORIUM PESTO E DINTORNI VINOLIUM

    Auditorium G.B. Campodonico – Via Cavour

    ore 10.30 Corso di Cucina. Crepes, gelato e frutti di bosco…una leccornia! A cura del Ristorante Ca’ Melia di Cavi di Lavagna

    ore 17 Corso di Cucina. A cura dello Chef Alessandro Dentone del Ristorante Baia del Silenzio – Hotel Miramare di Sestri Levante (GE)

    A seguire cerimonia di chiusura

    PORTICATO BRIGNARDELLO

    ore 16.00 Degustazione dei Testaieu. A cura del Consorzio Commercianti Centro Storico di Lavagna

    EVENTI COLLATERALI

    CASA CARBONE, piazza Cordeviola

    Il Pesto fatto in casa… 6/7 ottobre ore 11: un tuffo nel passato per conoscere storie, segreti e curiosità sul pesto e i suoi ingredienti, gustando il vero pesto fatto in casa – e sul momento – alla maniera delle nonne, seguito dalla visita guidata in costume d’epoca di Casa Carbone, dimora-museo donata al FAI da Siria e Emanuele Carbone nel 1987 e aperta al pubblico con l’intento di mostrare uno stile di vita ormai in disuso. All’interno degli ambienti domestici si scopriranno usi, costumi e ricette tipiche del territorio. Ingresso 8 euro intero, ridotto 6 euro (4-12 anni aderenti Fai)

    Aperigusto: aperitivo con degustazione di prodotti tipici 6/7 ottobre ore 11. Ingresso da Piazza Cordeviola. Visita guidata, in costume d’epoca, di Casa Carbone durante la quale verranno svelati i segreti del vivere fin de siècle, seguita da un aperitivo con degustazione di prodotti tipici locali servito nel caratteristico giardino della Casa-Museo. Ingresso 8 euro intero, ridotto 6 euro (4-12 anni aderenti Fai)

    MOSTRE

    PORTICATO BRIGNARDELLO

    Mostra “Valle dei Berissi”, lo sguardo della memoria sulle radici. A cura di Julio Cesar Berisso (fotografo)

    Mostra sulla Rete Ciclabile Liguria. Ideazione e gentile concessione della Regione Liguria

     

    Manuela Stella

  • Prà, Fascia di Rispetto: progetti sbagliati, a rischio la riqualificazione

    Prà, Fascia di Rispetto: progetti sbagliati, a rischio la riqualificazione

    PraIl progetto di riqualificazione della Fascia di Rispettoa partire dal 2008 promesso alla popolazione in tutte le campagne elettoralirischia seriamente di saltare. E con esso 15 milioni di euro di finanziamento, di cui 9 messi a disposizione dalla Comunità europea. Stiamo parlando di un ampio programma di interventi definito come “Progetto integrato Prà Marina” che è stato riconosciuto idoneo di cofinanziamenti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (F.E.S.R. 2007-2013) relativamente all’Obiettivo “Competitività Regionale e Occupazione” – Programma Operativo Regione Liguria (P.O.R. Liguria 2007/2013) – Asse 3 “Sviluppo urbano”.
    L’intervento è destinato a cambiare radicalmente il volto della delegazione attraverso la ridefinizione dell’asse viabilistico, pedonale e veicolare, attorno al quale si organizzeranno una serie di operazioni di riqualificazione e integrazione tra le diverse parti del tessuto urbano. In particolare si provvederà al completo restyling della via Aurelia (via Prà) al fine di traslare la stessa, ove possibile (sedime ferroviario abbandonato), a maggior distanza dall’edificato storico del quartiere.

    Il progetto, tramite una gara ad evidenza pubblica, è stato affidato allo Studio Sibilla Associati. Già approvato in tutte le sedi competenti, oggi è pronto per l’appalto. «E adesso scopriamo che non si può fare a causa di un imprevisto aumento dei costi (il 23% in più) dovuto ad alcuni errori tecnici – spiega Ginetto Parodi, presidente del Consorzio Prà Viva che gestisce la Fascia di Rispetto insieme al Comune – il problema principale riguarda la viabilità che non sarebbe funzionale. A fine agosto durante una riunione con il vice sindaco Stefano Bernini e gli assessori Gianni Crivello e Anna Maria Dagnino, mi hanno annunciato che il progetto dovrà subire diverse variazioni. Mi chiedo come sia possibile che in 4 anni non siano mai state fatte delle verifiche progettuali. A questo punto rischiamo di perdere i finanziamenti. Il bando stabilisce il termine del 31 dicembre 2015, quale data del completamento del progetto».

    Strettamente correlata c’è la questione amianto, la cui presenza è stata rilevata nei cumuli di terra e rifiuti accumulati ormai da lungo tempo nell’area di levante della Fascia di Rispetto, tra la ex-pizzeria San Pietro e l’isola ecologica, in una zona frequentata quotidianamente dai residenti per prendere le barche, fare jogging o recarsi al punto Amiu.
    «La Provincia ha chiesto di preparare l’area con interventi propedeutici all’avvio del progetto – spiega Ginetto Parodi – Una ditta privata ha analizzato i cumuli di terra e ha trovato amianto in misura superiore alla soglia consentita dalla legge. Arpal, incaricata della certificazione delle analisi, non ha confermato i risultati. Il Comune ha affidato l’indagine ad un’altra ditta privata che, al contrario, ha nuovamente rilevato la presenza di amianto».
    L’attendibilità dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Liguria è messa in forte discussione. Il rischio per la salute pubblica, infatti, è ribadito da un’ordinanza del Sindaco, datata 13 settembre 2012, la quale ordina l’immediata rimozione e lo smaltimento dei cumuli di terra. «Vista la pericolosità del rifiuto e delle lavorazioni connesse allo smaltimento la rimozione deve essere effettuata con procedure d’urgenza», sottolinea il documento firmato da Marco Doria. Il Comune per l’intera operazione – che dovrebbe partire a breve – spenderà 600 mila euro, a fronte della spesa ipotizzata inizialmente, pari a circa 40 mila euro.
    Ma non è tutto «L’amianto è stato ritrovato anche nel vecchio sedime ferroviario – sottolinea Parodi – Quest’ultimo è stato acquistato dall’amministrazione comunale con una spesa di 2 milioni e 600 mila euro. Questa decisione frettolosa è stata dettata da meri interessi elettorali, insomma per mettersi in mostra di fronte ai cittadini. Peccato però che sarebbe stato possibile acquisirlo ad un costo simbolico, grazie all’accordo di programma con Trenitalia per la realizzazione del Nodo ferroviario di Genova».

    «Nessun componente dell’amministrazione è ancora venuto a Prà per spiegare alla popolazione le intenzioni di Palazzo Tursi – continua Parodi – Quali sono le prospettive future? Qualcuno deve assumersi le proprie responsabilità. Recentemente ho avuto un incontro in Regione con il sindaco Marco Doria e il presidente Claudio Burlando e da quello che è emerso, ci sono serie probabilità di perdere il finanziamento».
    Il 13 ottobre, presso il Centro Remiero sulla Fascia di Rispetto di Prà, le numerose associazioni di cittadini, i comitati, le realtà eterogenee che da sempre si battono per migliorare la vivibilità del quartiere, per l’ennesima volta manifesteranno tutto il loro disappunto.
    «Chiediamo di sapere, attraverso dei documenti ufficiali, qual è la reale percentuale di amianto presente nelle terre rimosse – spiega Nicola Montese del Comitato per Prà – Per quanto riguarda la riqualificazione della Fascia di Rispetto vogliamo chiarimenti sullo stato del progetto. Qualcuno deve pagare i suoi errori anche con le dimissioni. Su questo progetto tutti i partiti di maggioranza hanno fondato le loro campagne elettorali».
    I comitati chiederanno l’istituzione di un tavolo tecnico-operativo all’interno del Municipio Ponente con rappresentanti dei cittadini e del Comune, al fine di ripensare il progetto.
    «È inutile che i rappresentanti istituzionali vadano in giro a raccontare che i progetti sono stati condivisi – conclude Montese – Noi sappiamo che non è vero. Se il 13 ottobre qualche componente dell’amministrazione di Palazzo Tursi venisse a raccontarci come stanno realmente le cose, sarà ben accetto. Le realtà associative di Prà stanno riempiendo il vuoto lasciato dalla politica che si è dimostrata irresponsabile. I cittadini, al contrario, hanno dimostrato di essere responsabili e chiedono rispetto. Da troppo tempo non ci sentiamo rappresentati da questi amministratori pubblici. Noi non protestiamo, né urliamo contro il sistema, noi vogliamo parlare e desideriamo condividere, partecipare al processo decisionale».

     

    Matteo Quadrone

  • Centrale del Latte di Genova Fegino: il giorno della chiusura

    Centrale del Latte di Genova Fegino: il giorno della chiusura

    Oggi, 5 ottobre, termina l’ultima giornata di lavoro per gli oltre 60 dipendenti della storica Centrale del Latte di Genova. La chiusura del sito, che quest’anno compie 75 anni di attività produttiva, non determinerà la sparizione dagli scaffali dei supermercati dei prodotti marchio Oro, questi ultimi però non saranno più prodotti “in casa” nello stabilimento di Fegino.

    Martedì si terrà l’incontro con Comune e Regione per cercare di trovare al più presto soluzioni occupazionali per i dipendenti. Dopo l’incontro, le istituzioni incontreranno i vertici Parmalat .

  • Via Bocciardo: ora le famiglie devono pagare per rientrare a casa

    Via Bocciardo: ora le famiglie devono pagare per rientrare a casa

    La crepa nel muro di via BocciardoOltre il danno la beffa. La scandalosa telenovela del civico 1 di via Bocciardo a Borgoratti si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo la frana causata dal cantiere per la costruzione di posti auto (il permesso a costruire venne concesso dal Comune di Genova), dal 4 dicembre scorso gli abitanti sono fuori casa e oggi, nonostante la sentenza di questa estate che ha obbligato committente e ditta costruttrice a mettere in sicurezza l’edificio, arriva la notizia che «su disposizione del Dirigente Responsabile del Settore Protezione Civile, Pubblica Incolumità e Volontariato – fanno sapere gli abitanti con una nota –  e secondo le procedure standard dell’Ufficio Pubblica Incolumità, l’accesso al fabbricato in trattazione deve essere preventivamente autorizzato dall’Ufficio Pubblica Incolumità e le chiavi dello stabile possono essere consegnate solamente a tecnici abilitati alla professione che ne facciano richiesta all’Ufficio, dichiarando che non sussiste la pericolosità nel rientro temporaneo negli appartamenti […] Il privato cittadino non può richiedere autonomamente la consegna delle chiavi.»

    Un fulmine a ciel sereno che ha scatenato la rabbia e lo sdegno delle famiglie già sufficientemente umiliate e provate da una situazione che inizia ad assumere i contorni del surreale «…per poter rientrare in casa nostra a prendere le nostre cose, dobbiamo ogni volta pagare un tecnico specializzato che dichiari che non c’è pericolo

    «Lo stesso Comune a dicembre 2011 con sua ordinanza aveva disposto che in caso di inottemperanza della messa in sicurezza da parte di quanti obbligati a farlo, avrebbe provveduto a farlo in prima persona… in pratica il Comune ha disatteso alla sua stessa ordinanza».

    «Quando avremo un po’ di giustizia? Quando smetteremo di pagare per le colpe di altri?». E con la parola “vergogna” ben sottolineata si chiude la nota informativa delle famiglie del civico 1.

    [foto e video di Daniele Orlandi]

  • Centro storico, GhettUp Tv: la città e i suoi abitanti si raccontano

    Centro storico, GhettUp Tv: la città e i suoi abitanti si raccontano

    Stasera alle ore 20 in Piazza Princesa del Ghetto, appuntamento con le proiezioni dei filmaker di GHETTUPTV, un’attività realizzata nell’ambito del progetto della Casa di Quartiere GhettUp.

    LA CITTA’ E I SUOI ABITANTI SI RACCONTANO:

    Uno sguardo fatto di immagini in libertà insofferenti, scomode, nervose, irriducibili alle tesi precostituite. Ma anche tenere, fragranti, poetiche. Immagini che non temono di guardare in faccia la realtà.

    PROGRAMMA:

    La vita degli altri di Aatif Mostafa (GhettUp Tv)

    Software libero_ Società libera a cura di Lanterna Digitale Libera

    Dec: derive e cantieri di Pascal Bernhardt (GhettUp Tv)

    L’Italia sono anch’io di Pascal Bernhardt (GhettUp tv)

    Palestinese di Riccardo Navone (2003)

    Racconti dai territori occupati della Palestina a cura di Maria Di Pietro

    Vagonero (venditore ambulante) di Javier Sanchez presentato da Ehecatl Sanchez

    Il matrimonio di Pascal Bernhardt e Gianfranco Pangrazio (GhettUp tv)

    Summertime di Gianfranco Pangrazio (2003)

    Sbirri in action di Lollo Navone (2003)

    Pane Miele Sartoria di Maddalena Bartolini e Alessandro Diaco (Laboratorio di sociologia visuale)

    Il notiziario di GhettUp tv

     

     

     

     

    Foto di Daniele Orlandi

  • Joan Mirò a Genova: a Palazzo Ducale la mostra “Poesia e luce”

    Joan Mirò a Genova: a Palazzo Ducale la mostra “Poesia e luce”

    «Palma di Maiorca è per me poesia e luce»: sono queste le parole dell’artista Joan Mirò che hanno dato il titolo alla mostra inaugurata ieri a Palazzo Ducale (giovedì 4 ottobre, ndr), e che rimarrà aperta al pubblico fino al 7 aprile 2013.

    Proprio nel periodo in cui Mirò è vissuto sull’isola, che corrisponde agli ultimi trent’anni della sua vita, sono state realizzate le opere che si possono vedere nella mostra: sono oltre 80 fra quadri a olio, acquerelli e sculture, che rappresentano questa fase della vita e della carriera di Mirò e che culminano con una ricostruzione dello studio in cui lavorava, i cui arredi originali sono stati portati a Genova grazie alla Fundaciò Pilar i Joan Mirò, costituita mentre lui era ancora in vita (tre anni prima di morire ha donato infatti alla cittadinanza parte delle sue opere) e che ha contribuito alla realizzazione della mostra.

    È qui che incontriamo la curatice Maria Luisa Lax Cacho, una delle maggiori esperte di Mirò a livello internazionale, che ci spiega il rapporto che l’artista aveva con il suo lavoro e con la sua terra. Nato a Barcellona e vissuto poi a Palma di Maiorca, Mirò ha avuto da sempre un legame molto profondo con la terra e con il mare, elemento che caratterizza anche Genova, che proprio con la Spagna condivide il fatto di essere affacciata sul Mediterraneo.

    Joan Mirò Genova

    Che cosa spera che questa mostra lascerà a Genova e ai genovesi?
    «Spero che attraverso questa mostra i genovesi scoprano un Mirò molto più sconosciuto al pubblico in generale, legato soprattutto all’ultima tappa della sua vita, al periodo della maturità, dove vediamo un artista molto più “violento e aggresstivo”, nel senso che si sentiva molto più libero di creare quello che veramente voleva, indipendentemente dal fatto che piacesse o meno, anche se al tempo stesso ha avuto interesse a creare un’arte accessibile al pubblico».

    Mirò è nato a Barcellona e vissuto a Palma di Maiorca: due città si mare, così come Genova. Si può parlare di un legame tra la nostra città e il mondo dell’artista?
    «Certo, secondo me Mirò sarebbe stato molto felice in questa città. Qui ci sono elementi a lui molto cari, come il mare, il cielo e la natura, perciò penso che a Genova Mirò si sarebbe sentito come a casa sua».

    C’è un’opera in particolare che si possa definire più bella e più significativa, tra tutte quelle esposte nella mostra?
    «Ognuno ha le sue preferenze, che non sono per forza le stesse per tutti. Ci sono in particolare tre opere, appartenenti al periodo del 1959, realizzate in inchiostro e guazzo e legate alla collezione delle costellazioni, che sorprenderanno molto il pubblico. Abbiamo anche tele molto grandi che hanno un senso molto diverso: appartengono al periodo in cui Mirò decide di iniziare la sua “antipittura”, ossia rompere la tradizione e utilizzare elementi non tradizionali. In questa mostra possiamo dunque vedere due tendenze molto diverse nell’opera di Mirò: una molto più poetica e una molto più aggressiva».

    Le opere che vediamo nel museo caratterizzano una fase non tanto di “maturità artistica”, quanto di “purificazione dell’opera“. «Sono una pianta che cresce»: così definiva se stesso, ed era infatti solito realizzare ogni opera con tempi molto lunghi, perché ogni giorno dedicava molto tempo a riflettere su quanto aveva fatto e su come poteva proseguire. In questi anni Mirò riprende in mano alcune sue vecchie tele e ci ridipinge sopra, in una sorta di rivisitazione da zero del suo processo creativo. Ripensa la materia, raccogliendo oggetti abbandonati e collezionandoli nel suo studio in attesa di trovare un modo creativo per “combinarli”. Realizza dipinti-collage dove la base per la pittura è fatta di ritagli di giornale, compensato, cartone o altri materiali da riciclo. Arriva infine a stendere il colore con i pugni, con i piedi (camminando sulla tela) e con i capelli, perché tutto il suo corpo partecipasse alla realizzazione dell’opera: al termine della mostra, i visitatori sono invitati a porre la propria mano in una vasca di colore e a imprimerla su una tela alla parete, per sperimentare in prima persona quanto hanno osservato nel percorso.

    Sono anche gli anni in cui Mirò dipinge grandi opere site specific per luoghi pubblici e visibili a tutti (e riprodotte nella mostra tramite immagini fotografiche), dal Terrace Plaza Hotel di Cincinnati alla sede delle Nazioni Unite a New York.

    Marta Traverso

  • Dibattito delle linee programmatiche del Sindaco: la politica si ferma

    Dibattito delle linee programmatiche del Sindaco: la politica si ferma

    Eravamo tutti pronti a seguire il dibattito sulle linee programmatiche del Sindaco, ed invece ieri a Palazzo Tursi la politica si è dovuta fermare. Lo ha fatto innanzitutto per l’irruzione nella Sala Rossa dei lavoratori della Polizia Municipale sul piede di guerra per il piano di tagli ipotizzato dall’amministrazione e poi per la lunga discussione procedurale che ha preceduto il dibattito sul documento presentato da Marco Doria.
    Vista la delicatezza del tema e la natura tecnica di molti degli interventi dei consiglieri, vale la pena cercare di spiegare ai lettori cosa sono le linee programmatiche del Sindaco e in che modo esse dovrebbero essere  presentate ai consiglieri. Si tratta di un documento in cui viene definito il programma che l’amministrazione intende portare a termine nei 5 anni di mandato, individuando degli obiettivi generali e degli interventi specifici che ne permettano la realizzazione. Diversamente da ciò che si potrebbe pensare non è solo una pura formalità, visto che su queste basi verranno stabiliti i finanziamenti per progetti e opere pubbliche all’interno del Comune.
    La norma di riferimento è il Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) introdotto nel 2000, il quale prevede che “Entro il termine fissato dallo statuto, il sindaco o il presidente della provincia, sentita la Giunta, presenta al consiglio le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato”. Vi è quindi un rimando allo Statuto di ogni Comune per la definizione specifica della norma. La Statuto del Comune di Genova si esprime su questa materia con l’articolo 39, in cui si possono ritrovare tre principi fondamentali:

    • Il Sindaco neoeletto, sentita la Giunta, entro due mesi dalla proclamazione e comunque non oltre il 15 settembre, presenta al Consiglio le linee programmatiche relative ai progetti che intende intraprendere e alle azioni che intende realizzare nel corso del mandato;
    • Le linee programmatiche del Sindaco costituiscono la base per la formazione dei bilanci preventivi annuale e pluriennale nonché per i relativi assestamenti;
    • Il Consiglio partecipa alla definizione delle linee programmatiche presentate dal Sindaco mediante discussione ed eventuali proposte di emendamento. Tali proposte vengono valutate congiuntamente al Sindaco e di comune accordo sono inserite in modo organico nelle linee.

    Questo, in estrema sintesi, è il quadro normativo di riferimento, che abbiamo pensato di presentare al lettore anche per aiutarlo a farsi un’opinione informata sulla discussione avvenuta in Consiglio Comunale. Un quadro di riferimento piuttosto chiaro, che, tuttavia, ha provocato un duro scontro tra maggioranza e opposizione.
    Tutto ha avuto inizio con la dichiarazione di inammissibilità di alcuni ordini del giorno presentati da esponenti della minoranza (Campora, Lauro e Baroni del Pdl) perché depositati oltre la scadenza prefissata (giovedì alle ore 11, ndr). Tale limite massimo era stato stabilito durante una commissione dei capigruppo di tutte le forze politiche comunali, su proposta del capogruppo del Pd Farello. La decisione comunicata in aula dal presidente Guerello non è stata digerita dagli esponenti del Pdl che si sono appellati proprio allo statuto e al regolamento per difendere l’ammissibilità dei propri ordini del giorno. In particolare non hanno ritenuto corretto che la decisione di fissare un limite sia stata assunta dai capigruppo a maggioranza invece che all’unanimità, come accade di norma. In questo modo, spiega Lilli Lauro, «ci impediscono di lavorare in commissione capigruppo oltre che in aula» poiché il centrosinistra dispone del maggior numero di rappresentanti anche in tale organo. E poi, precisa il consigliere Campora, lo stesso Sindaco ha formalmente presentato le proprie linee programmatiche oltre il tempo massimo previsto dallo statuto (15 settembre).

    E di puntiglio in puntiglio si è proseguito a discutere per più di un’ora. Perché per consentire ai consiglieri di intervenire più a fondo sulle sue linee di indirizzo, Marco Doria aveva anche previsto, in modo effettivamente irrituale, che gli ordini del giorno – ovvero le modifiche o aggiunte al documento proposte dai consiglieri – fossero sottoposti a votazione. In caso di approvazione a maggioranza questi odg sarebbero entrati a far parte del testo definitivo. Anche nelle precedenti amministrazioni venivano accolti degli ordini del giorno dei consiglieri, nonostante la norma, riconoscendo le linee programmatiche come un documento proprio del Sindaco, stabilisca che solo lui possa decidere se accettarli o respingerli.

    Su queste basi i consiglieri del Pdl hanno cercato di sottolineare che solo al Sindaco poteva spettare, quindi, la  facoltà di non ammettere i loro odg, a prescindere dalla scadenza prefissata.
    Né gli interventi della segreteria generale, né il tentativo del capogruppo del Pd Farello di spiegare che la sua proposta di porre un limite di tempo voleva essere una garanzia perché tutti leggessero attentamente le proposte di modifica dei consiglieri, sono riuscite e riportare la calma in aula. E lo scontro è culminato con l’abbandono dell’Aula del Pdl, che ha annunciato anche un esposto al Prefetto per accertare se vi sia stata una violazione del regolamento del consiglio comunale.

    Il dibattito è proseguito anche in serata quando, in un’aula ormai priva dell’attenzione dei giornalisti, verso la mezzanotte è finalmente arrivata la parola fine alla seduta più lunga della neonata “era Doria”con Idv e Pd a un passo dallo strappo quando il sindaco ha deciso di accogliere alcuni ordini del giorno presentati dall’opposizione (Movimento 5 Stelle e Lega Nord). Ma andiamo con ordine: innanzitutto Doria  ha chiesto al Consiglio, come gli consente il regolamento, che non fossero votate direttamente le linee programmatiche; i documenti della minoranza che avevano fatto esplodere il caos nella maggioranza, alla fine sono stati accolti come “raccomandazioni” e quindi votati in blocco. Per quanto riguarda la maggioranza, è stato approvato un ordine del giorno del centrosinistra di adesione generale alle linee programmatiche. Il documento in questione si limita esclusivamente a fissare alcune priorità come la città metropolitana, il Puc, il welfare, il delicato tema delle società partecipate e la sicurezza idrogeologica.

    Il rispetto delle regole non è di certo un aspetto secondario e lo stanno dimostrando i vari scandali che coinvolgono diversi Consigli Regionali e i loro membri. Al tempo stesso lo scontro di oggi ha probabilmente impoverito il dibattito sul merito delle proposte del Sindaco, lasciando parzialmente in ombra il vero significato della seduta del Consiglio.

    La definizione delle linee di indirizzo per la crescita e lo sviluppo della città, soprattutto nella delicata fase che stiamo vivendo, avrebbe potuto – e forse dovuto – essere un’occasione per trovare punti di contatto tra le forze politiche perché il bene di Genova dovrebbe essere l’obiettivo comune di maggioranza e opposizione. Resta quindi un po’ di delusione nel constatare  come da nessuna delle parti sia giunto uno stimolo per cercare di ricomporre il conflitto e si sia consentito, invece, che una polemica su 6 ordini del giorno depositati alle 13 invece che alle 11 di giovedì u.s. potesse di fatto monopolizzare gran parte della seduta.

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Diventare attore a Genova: incontri al Teatro della Gioventù

    Diventare attore a Genova: incontri al Teatro della Gioventù

    Fuori Scena, spettacolo al teatro della gioventùNon è una scuola di recitazione. Il titolo scelto da Eleonora D’Urso nel presentare Tkc Playing Comedy, nuovo progetto del Teatro della Gioventù, è Caruggi, Creuze e Ciasse di recitazione: tre tipi di corso, tre strade possibili che un aspirante attore può percorrere.

    I corsi inizieranno lunedì 15 ottobre 2012 e dureranno otto mesi, ciascuno con cadenza settimanale. Scopo degli incontri sarà imparare a divertirsi e far divertire, attraverso le parole dei più importanti autori comici del teatro internazionale (Alan Ayckbourn, Neil Simon, Michael Frayn e così via), scoprendo il lavoro dell’attore, vivendo al tempo stesso il palcoscenico, fino a provare la messa in scena. Al termine degli otto mesi i partecipanti saranno infatti coinvolti in una messa in scena presso il TKC Teatro della Gioventù, una sorta di “saggio di fine per-corso”.

    La prima lezione di lunedì 15 ottobre sarà gratuita e aperta a tutti, mentre i corsi veri e propri (a pagamento e a numero chiuso) inizieranno da lunedì 29 ottobre.

    Chi desidera maggiori informazioni potrà partecipare a uno dei tre incontri introduttivi, che si terranno lunedì 8, martedì 9 e mercoledì 10 ottobre con orario 19.30-20.30.

    Costi TKC Playing Comedy:
    Iscrizione annuale € 35,00
    Caruggio: € 90,00 mensili
    Creuza: € 110,00 mensili
    Ciassa: € 110,00 mensili
    La quota mensile andrà pagata il 29 di ogni mese.

    Orari e giorni:

    Il Caruggio di recitazione
    Fascia d’età 14-18
    Lunedì dalle 16:00 alle 18:00

    La Creuza di recitazione
    Fascia d’età 18-30
    Lunedì dalle 19:00 alle 21:00

    La Ciassa di recitazione
    Fascia d’età 30 in poi
    Lunedì dalle 21:30 alle 23:30 (o in alternativa 21:00-23:00)

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Gestione Rifiuti, Amiu ha deciso: a Genova niente porta a porta

    Gestione Rifiuti, Amiu ha deciso: a Genova niente porta a porta

    Rifiuti«Amiu è un’azienda del Comune e noi facciamo quello che dice l’amministrazione. Se si vuole portare la raccolta differenziata al 65% in un anno, si può fare, ma servono più risorse e più persone». Questa la risposta di Pietro D’Alema, amministratore delegato di Amiu, alle critiche dei consiglieri comunali in merito ai risultati ottenuti dalla raccolta differenziata nella nostra città. Mercoledì 3 ottobre, presso la commissione Sviluppo economico a Palazzo Tursi, D’Alema ha fatto il punto della situazione e ha illustrato il piano con gli impegni futuri per migliorare il servizio.
    L’assessore all’Ambiente, Valeria Garrotta ha ricordato «A Genova la raccolta differenziata ha raggiunto il 32%. L’obiettivo di legge per il 2012 è il 65%, mentre l’Unione Europea parla di avvio al riciclo del 50% dei rifiuti entro il 2010».
    Sono sufficienti questi semplici dati per confermare Genova quale città fuorilegge. Ma sarebbe pretestuoso chiedere un balzo in avanti del genere – vale a dire il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata (RD) nel giro di un anno – ma almeno gli obiettivi dovrebbero essere più ambiziosi del 50% entro il 2016, prospettato da Pietro D’Alema.
    «Genova è la città che negli ultimi anni ha fatto i passi avanti più lunghi – ha affermato l’a.d. di Amiu – nel 2006 eravamo all’11,9%, nel 2011 siamo arrivati al 31%, il 130% in più. Le altre grandi città non sono tanto più avanti: Torino è al 42% e Milano al 33,8%».
    Poi ha sottolineato «Tutta la nostra RD finisce al riciclo: ricaviamo 3,5 milioni all’anno ma ne spendiamo 14».

    Per quanto riguarda il piano di sviluppo, questo si dipana in tre fasi e non contempla la raccolta porta a porta, giudicata troppo difficoltosa nel contesto genovese.
    «La nostra linea è quella di individuare sistemi di multi raccolta mettendo vicino i cassonetti dell’indifferenziata e della differenziata – ha spiegato D’Alema – Adesso, solo nel 36% delle postazioni ci sono cassonetti per tutti i materiali».
    La prima fase prevede il completamento delle postazioni nelle strade principali, la seconda l’inclusione di vie secondarie e vicoli, la terza l’estensione della raccolta dell’organico. Mentre il numero delle isole ecologiche, attualmente 4, dovrà aumentare.
    «Il recupero dell’organico è il più costoso, per questo lo lasciamo all’ultimo – ha concluso l’a.d. di Amiu – non ha senso puntare su tutto subito».

    Peccato però che, come spiega Enrico Pignone, consigliere della Lista Doria ed esponente degli Amici del Chiaravagna, associazione che ha sviluppato il progetto pilota di RD a Sestri Ponente «Sulla raccolta dell’umido bisogna puntare immediatamente per mettere in sicurezza la discarica di Scarpino, riducendo la quantità di rifiuti putrescibili. Il piano di Amiu si pone degli obiettivi che sono fuorilegge».
    In merito ai costi, Pignone sottolinea «Bisogna aggiungere un altro fattore: a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi, il Comune paga sanzioni alla Regione Liguria per circa 2 milioni all’anno».

    Ma come si spiega una tale ritrosia nei confronti della raccolta dell’umido? Parliamo di un elemento essenziale affinché la RD diventi veramente efficace. Solo questa frazione, infatti, rappresenta almeno il 30% in peso degli scarti prodotti in ambito urbano. Trattandola in maniera differenziata si abbatterebbe l’impatto ambientale della discarica di Scarpino, eliminando le dannose emissioni o eluati derivanti dalla frazione umida.
    La risposta è semplice: da ormai 2 anni, l’organico viene trattato in un impianto di compostaggio dell’alessandrino perche Genova e tutta la sua provincia sono prive di un sito dedicato. Gli eventi alluvionali dell’ottobre 2010 hanno reso impossibile l’utilizzazione dell’impianto Amiu ricavato da una cava dismessa sulle alture di Pegli, in Valvarenna. Da allora e tutt’oggi, Amiu è costretta a smaltire i rifiuti fuori dalla Liguria, presso una struttura privata in Provincia di Alessandria, con un costo significativo – circa 1 milione di euro all’anno – per le casse dell’azienda controllata dal Comune e di conseguenza per le tasche dei cittadini (leggi l’inchiesta di Era Superba).

    «Siamo all’anno zero per la differenziata perché manca la politica – ha commentato dalle file dell’opposizione, Lilli Lauro, consigliere Pdl – quello che fa Amiu non è quello che sta scritto nel programma del Sindaco».
    Mentre per la maggioranza, Stefano Anzalone, consigliere Idv, ha chiesto chiarimenti sugli indirizzi politici e sul futuro impianto di compostaggio.
    Purtroppo non c’è ancora nessuna risposta sulla localizzazione del futuro sito dedicato al trattamento della frazione umida e così Amiu continuerà a spendere soldi pubblici per il suo conferimento fuori dai confini regionali.

     

    Matteo Quadrone