Categoria: Notizie

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  • Multedo: svincolo autostradale, una soluzione “provvisoria” che dura da 50 anni

    Multedo: svincolo autostradale, una soluzione “provvisoria” che dura da 50 anni

    Oggi in Sala Rossa a Palazzo Tursi, il consigliere comunale Paolo Gozzi (Pd) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata (art. 54) in merito al mai risolto problema dello svincolo autostradale di Multedo.

    «L’uscita del casello autostradale di Multedo consiste in una stretta serpentina fra le case, quotidianamente congestionata da un intenso flusso di traffico, reso esasperato da un continuo passaggio di mezzi pesanti –ricorda Gozzi – Gli abitanti convivono con pericolose manovre frequentemente messe in atto dagli autoarticolati che si trovano, spesso, in una difficile situazione di manovra».
    Parliamo di uno svincolo che si trova in questa situazione da cinquant’anni «Come tante altre cose in Italia, una soluzione provvisoria è diventata definitiva», ha sottolineato il consigliere Pd.
    «In ormai datati Puc la soluzione al problema veniva individuata in un raccordo che, transitando sul terreno occupato dall’Azienda Carmagnani, collegasse direttamente il casello all’Aurelia, eliminando la serpentina fra le case – spiega Gozzi – È nota l’annosa questione della mai risolta dislocazione di Carmagnani che, di fatto, ha portato all’accantonamento di un progetto complesso ma che rappresenta l’unica vera soluzione al problema».

    «In seguito ad alcuni incidenti, fra cui uno, fortunatamente non letale, che ha coinvolto una mamma con il passeggino, durante l’attraversamento della strada, Autostrade ha avanzato un progetto di allargamento del raggio della curva, a scapito dei giardini pubblici “John Lennon”», continua Gozzi.
    Un intervento duramente contestato dagli abitanti in occasione di un’affollatissima assemblea pubblica tenutasi lo scorso marzo. «I cittadini lo considerano un semplice palliativo incapace di risolvere una situazione divenuta intollerabile», ribadisce il consigliere Pd.
    Il progetto di Autostrade prevede una semplice riprofilatura della curva di via Reggio «Una non-soluzione, che non sgraverebbe Multedo da un flagello quotidiano, quello dei mezzi pesanti in manovra, a pochi centimetri da case, scuole ed impianti sportivi, con grande pericolo per i passanti – continua Gozzi – l’assemblea pubblica ha ribadito una cosa chiara: l’incompatibilità di Carmagnani e Superba con il tessuto abitativo circostante e non solo per questioni ambientali. L’unica soluzione davvero risolutiva per il quartiere, infatti, vedrebbe l’uscita del casello autostradale dirigersi dritta verso l’Aurelia, oltrepassando il terreno occupato dall’azienda».

    «Durante la citata assemblea pubblica l’allora Assessore alla Viabilità del Comune di Genova, Simone Farello, invitava Autostrade a bloccare il progetto – spiega il consigliere Pd – inoltre prometteva di promuovere uno studio del flusso dei mezzi pesanti per valutarne le ricadute e studiare una possibile interdizione del loro traffico, per quanto riguarda la “serpentina” di Multedo, nelle ore diurne più critiche, con l’intento di sgravare il quartiere da una pesante servitù, una delle tante che l’attanagliano e contestualmente rendere superfluo l’intervento».
    «Da marzo 2012, non si hanno più notizie né del progetto, né dello studio – conclude Gozzi – con l’interrogazione chiedo notizia circa lo stato del progetto di Autostrade e le intenzioni del Comune circa la promozione dello studio che ritengo tutt’oggi utile e dovuto».

    Anche il consigliere Antonio Bruno (Federazione della Sinistra) ha presentato un articolo 54 sulla medesima questione.
    «L’attuale Puc non prevede più l’alternativa del passaggio nell’area Carmagnani, considerata Distretto di Trasformazione – spiega Bruno – L’unica soluzione praticabile, oggi è stata cancellata. Probabilmente per consentire una maggiore valorizzazione economica dell’area interessata. L’esame delle osservazioni presentate al Puc deve essere l’occasione per rivalutare questa prospettiva. Anche perché l’ipotesi di ridurre lo spazio a servizio del quartiere è negativa».

    Ha risposto il vice sindaco nonché assessore con delega all’urbanistica, Stefano Bernini «L’intervento a cui si fa riferimento era frutto di un’intesa tra Regione, Autostrade e Ministero dei Trasporti, legato ad un progetto più ampio di riqualificazione/adeguamento delle uscite autostradali – spiega Bernini – Certo il casello di Multedo desta preoccupazione per i motivi sopracitati. Ma il Comune, già dal 2010, ha fornito delle indicazioni ad Autostrade, in merito alla necessità di garantire la sicurezza dei pedoni e dei cittadini che abitano in zona».

    «Nel luglio 2010 il progetto di Autostrade è stato approvato presso il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche di Lombardia e Liguria – ricorda l’assessore – Quindi la società ha tutte le autorizzazioni necessarie per realizzare intervento. Probabilmente le perplessità e le proteste degli abitanti hanno convinto Autostrade a fermarsi. E finora, in mano all’amministrazione comunale, non è pervenuto neppure lo studio sul flusso dei mezzi pesanti. Chiederemo che lo studio venga eseguito al più presto considerando che, nel prossimo futuro, il casello sarà gravato da un maggior traffico di camion diretti in Val Varenna, dove sarà conferito lo smarino proveniente dagli scavi per la realizzazione delle gallerie del Nodo ferroviario».

    Per quanto riguarda l’area Carmagnani, Bernini aggiunge «Il percorso di valutazione delle osservazioni al Puc è il luogo idoneo dove affrontare la questione. Inoltre occorrerà considerare l’adeguamento logistico dell’area ed in questa fase sarà possibile tornare a valutare attentamente tutte le alternative».

     

    Matteo Quadrone

  • Genova città dei teatri: bando di concorso per videomaker

    Genova città dei teatri: bando di concorso per videomaker

    regiaIl portale del Comune di Genova www.genovateatro.it festeggia il suo primo anno di attività proponendo un bando di concorso rivolto a giovani aspiranti videomaker che vivono, lavorano o studiano in Liguria e di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

    Entro il 31 agosto si potrà partecipare alla campagna di comunicazione, realizzando un breve video promozionale della durata massima di 1 minuto e mezzo il cui tema è il patrimonio di “Genova città dei teatri” e in particolare il servizio di aggregatore offerto dal portale web.

    Si può partecipare individualmente o in gruppo purché il 50% dei componenti non superi l’età di 35 anni. Ogni autore/gruppo dovrà essere registrato alla banca dati Gai (Giovani Artisti Italiani) del portale www.genovacreativa.it. Il video dovrà essere pubblicato in rete su Youtube o Vimeo e linkato nel profilo personale all’interno della Banca Dati Gai.

    I premi finali sono:
    – 1.000 euro
    – abbonamento per due persone per assistere a 12 spettacoli nella stagione 2012–2013
    – una giornata di utilizzo della sala di posa di Genova Liguria Film Commission
    – diritto alla pubblicazione sul sito www.genovateatro.it, sul sito www.genovacreativa.it e sulla pagina Facebook di Genovateatro.

  • Pesto d’autore: Don Gallo e i cantautori genovesi in piazza del Campo

    Pesto d’autore: Don Gallo e i cantautori genovesi in piazza del Campo

    Via del Campo, GenovaQuest’anno,  il percorso verso il quinto Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio, parte da una location d’eccezione: via del Campo, luogo simbolo del centro storico genovese.

    Grazie alla collaborazione tra l’Associazione Culturale dei Palatifini e l’emporio ViadelCampo 29rosso infatti, sabato 7 luglio alle ore 17 nella piazza si tiene la prima gara eliminatoria di pesto al mortaio valida per il prossimo Campionato.

    In gara, oltre agli abitanti residenti della zona, si sfidano a colpi di mortaio e pestello alcuni dei protagonisti della canzone genovese d’autore: Vittorio De Scalzi, Max Manfredi, Cristiano Angelini, Sergio Alemanno e Laura Olivari.

    La realizzazione del più famoso condimento genovese verrà poi valutata  da una giuria “d’eccezione” composta da Don Andrea Gallo, dal giornalista Roberto Zaino, dagli imprenditori Marco Briano e Alessandro Cavo, oltre a Roberto Panizza e Sergio Di Paolo, rispettivamente presidente e vice-presidente dell’Associazione Palatifini.

    A fine competizione Vittorio De Scalzi si esisce suonando la mitica Esteve di Fabrizio De André ed è inoltre possibile partecipare alle ore 15.30 alla visita guidata nei meandri del Centro Storico, alla scoperta dei tesori artistici urbani e alla ricerca dei luoghi, delle tradizioni e suggestioni evocate dai grandi cantautori e poeti genovesi.  Info e  prenotazioni al n. 010.247.40.64 entro le ore 18:00 di giovedì  ( visita a pagamento soggetta a conferma, minimo 8 partecipanti).

    “Pesto d’autore” rientra nell’ambito di una settimana di promozione della cultura genovese, delle sue eccellenza gastronomiche e musicali, in collaborazione con i CIV di via Lomellini e piazza Banchi.

    I negozi aderenti all’iniziativa espongono per tutta la settimana espongono nelle loro vetrine le tavole con le vignette “Palatifini Cartoons”, il concorso umoristico internazionale dedicato al pesto genovese. In via San Luca a via del Campo, molte vetrine sono allestite con i cartoons sul Pesto realizzati da vignettisti di tutto il mondo.

  • Porto: terminati i lavori per l’impianto fotovoltaico nel cantiere San Giorgio

    Porto: terminati i lavori per l’impianto fotovoltaico nel cantiere San Giorgio

    In questi giorni sono terminati i lavori per l’installazione di un nuovo impianto fotovoltaico presso il cantiere navale di San Giorgio del Porto.

    Un impianto fotovoltaico da 100 kW assicurerà una percentuale importante del fabbisogno elettrico di questa storica area portuale  – che si estende su una superfice di oltre 33 mila metri quadrati, di cui 5.800 coperti, con 1.150 metri lineari di ancoraggio debitamente equipaggiati – dedicata alle riparazioni navali.

    L’installazione – la prima nell’area delle riparazioni navali del porto di Genovagarantirà al cantiere, annualmente, un risparmio energetico pari a circa il 30% degli attuali consumi strutturali (officina, illuminazione banchine, uffici) ed un beneficio ambientale stimabile in circa 73,5 tonnellate in meno di anidride carbonica.

    I moduli fotovoltaici – 320 pannelli in silicio policristallino e 136 nastri in silicio amorfo, per una superficie complessiva di circa 1.500 m2 – sono stati posizionati in totale integrazione con la copertura del cantiere e assicurano una produzione annuale di energia di circa 110.000 kWh.

    La realizzazione del nuovo impianto, del valore complessivo di circa 500 mila euro, si inserisce nelle politiche ambientali di San Giorgio del Porto (il cantiere è certificato ISO 14001) e segue le linee guida promosse dall’Autorità portuale nell’ambito del Piano energetico ambientale del Porto di Genova.

  • Università di Genova: test di ingresso a Medicina unito a Torino

    Università di Genova: test di ingresso a Medicina unito a Torino

    Università, cambiano le regole: a partire dal prossimo anno accademico le 11 facoltà saranno accorpate in 5 Scuole, i dipartimenti diventeranno 22 rispetto ai 54 precedenti, snellimenti e accorpamenti toccheranno ogni ambito, dalle biblioteche ai laboratori.

    Non solo: da quest’anno ci sarà anche un accorpamento tra Atenei, con esami di ammissione validi per più città. Il primo passo in questo senso arriva dalle facoltà di Medicina: l’esame di ammissione, identico per tutta Italia e che si terrà il prossimo 4 settembre, prevederà 774 posti validi sia per Genova sia per Torino, precisamente ripartiti in 265 a Genova, 389 a Torino e 120 nell’ateneo San Luigi Gonzaga.

    Ogni studente dovrà indicare la città di preferenza: chi otterrà un voto alto potrà scegliere, mentre per tutti gli altri la destinazione sarà decisa dal Ministero. Tra questi ultimi, chi rinuncerà alla sede scelta risulterà non ammesso.

    Marta Traverso

  • SorisummerJazz, quattro giorni di concerti jazz nel Teatro del Levante

    SorisummerJazz, quattro giorni di concerti jazz nel Teatro del Levante

    SassofonoTorna anche quest’estate  la rassegna di musica SorisummerJazz, quattro giorni di concerti nel Teatro del Levante, organizzati dal Comune di Sori con l’associazione culturale La Chascona.

    Il festival inizia giovedì 5 luglio con l’esibizione di Philippe Petrucciani Trio, con Philippe Petrucciani alla chitarra, Alessandro Collina al pianoforte e Giovanni Sanguineti al contrabbasso, che presenta al pubblico  in Remembering Michel, una performance per ricordare il grande pianista Michel Petrucciani scomparso nel 1999. Una serata di festa, un concerto per rendere omaggio al fratello ma anche una dimostrazione come alcuni strumentisti europei possano reggere il confronto con i quotati solisti di oltreoceano.

    La sera di venerdì 6 luglio è il turno del Dino Piana Quintet che propone  un tributo a Gianni Basso, il grande sassofonista nato nel 1931 e scomparso nel 2009, artista fondamentale nella storia del jazz conosciuto in tutto il mondo per il suo suono meraviglioso e il grande Swing.
    In questo tributo, sul palco del Teatro del Levante di Sori, il grande trombonista Dino Piana, uno dei più prestigiosi jazzisti italiani,  il sassofonista tenore Fulvio Albano, insieme al pianista Massimo Faraò, Paolo Benedettini al contrabbasso e il batterista australiano Adam Pache fanno rivivere la grande musica di Gianni Basso, che come sosteneva Dizzie Gillespie “era il musicista italiano più importante”.

    Sabato 7 luglio  si esibisce il Mike Melillo Trio con Mike Melillo al pianoforte, Elio Tatti al contrabbasso e Giampaolo Ascolese alla batteria.

    Mike Melillo, compositore ed arrangiatore è  considerato una vera e propria leggenda del pianoforte: ha collaborato da giovanissimo con i grandi del jazz americano, quali Coleman Hawkins, Ben Webster, Sonny Rollins e Jim Hall ed è un profondo conoscitore sia del linguaggio jazzistico sia di quello della musica contemporanea. Suoi partners in questa occazione sono due musicisti italiani che hanno alle spalle una lunghissima esperienza jazzistica e numerosissime collaborazioni con grandi nomi del jazz come Chet Baker, Lee Konitz, Barney Kessell, Don Cherry, sono Giampaolo Ascolese alla batteria ed Elio Tatti al contrabbasso.

    Per la chiusura del festival domenica 8 luglio c’è Back to Belleville con Renzo Luise e Christophe Kerleau alle chitarre e Giovanni Sanguineti contrabbasso, featuring Maurizio Geri alla chitarra che propongono un repertorio che attinge non solo alla tradizione Manouche, ma anche a quello del jazz tradizionale americano a cui i tre musicisti devono le loro prime esperienze musicali e professionali.

    Per tutti i quattro giorni nelle piazzette di Sori a partire dalle 18 concerti di musicisti emergenti e non e master class con Philippe Petrucciani e Mike Melillo aperte a tutti gli studenti strumentisti (e uditori) di ogni livello.
    Orario inizio spettacoli ore 22
    Biglietto intero  12 euro, ridotto 10 euro.
    Abbonamento a 4 concerti 35 euro

  • Fegino, Centrale del latte: manifestazione dei lavoratori

    Fegino, Centrale del latte: manifestazione dei lavoratori

    Stamattina alle ore 10 i lavoratori della Centrale del Latte di Genova si concentreranno in Largo Pertini per poi dirigersi in Prefettura dove è stato fissato un incontro con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. La preoccupazione è fortissima in quanto il Gruppo Parmalat ha annunciato la chiusura dello stabilimento genovese che occupa attualmente 63 dipendenti diretti e circa 150 indiretti tra produttori, cooperative di raccolta latte ed appalti.

    La manifestazione, alla quale parteciperanno anche gli agricoltori con i loro mezzi meccanici, precede di un giorno la presentazione ufficiale a Parma da parte del Gruppo del piano industriale nel quale potrebbe essere ufficializzata la chiusura di Genova e di altri siti produttivi del Paese.

    Ieri pomeriggio, in azienda, si è svolta una partecipata assemblea sindacale alla quale hanno preso parte alcuni parlamentari liguri, consiglieri regionali, comunali e dove si è deciso di continuare la battaglia per difendere e rilanciare il prestigioso marchio genovese contro questo grave atto di dismissione industriale e speculazione finanziaria che darebbe il colpo di grazia alla nostra filiera agroalimentare.

  • Museo Sant’Agostino, ecco “Cena in Emmaus”, l’affresco restaurato

    Museo Sant’Agostino, ecco “Cena in Emmaus”, l’affresco restaurato

    Cena in EmmausÈ stato di recente esposto al pubblico un affresco – salvato dalle ingiurie del tempo e riportato a nuovo splendore – di Domenico Piola, celebre pittore genovese seicentesco (1627-1703). L’affresco in questione (191 x 125 cm), un monocromo raffigurante l’episodio descritto nel Vangelo di Luca, ha una storia piuttosto travagliata: in origine si trovava a decorare la chiesa di Santa Maria in Passione in Sarzano, gravemente mutilata dai bombardamenti della seconda guerra e successivamente colpita da crolli strutturali. Del patrimonio di affreschi di tale luogo il più andò quindi perso; la Cena in Emmaus fu salvata dalla soprintendenza del tempo, nel 1947.

    «L’affresco – dice Adelmo Taddei, conservatore del museo – venne strappato (purtroppo, poiché è una tecnica più distruttiva della superficie pittorica rispetto allo stacco) quando, a seguito di forti piogge, nel 1947, tutto il muro di destra della chiesa di Santa Maria in Passione crollò e questa monocroma subì un forte dilavamento. Dopodiché venne portata nella chiesa di Sant’Agostino. L’opera, intelaiata con una cornice e una struttura posteriore a croce, venne sommariamente pulita ed integrata, probabilmente nel 1959».

    L’affresco, di un originario color porpora, si presentava, prima del restauro, completamente ingrigito: ciò fa supporre che «dopo il 1959 l’opera non abbia più conosciuto restauro». Per quanto riguarda invece il particolare colore scelto per questo monocromo (solitamente i monocromi sono grigi) Taddei spiega: «E’ mia opinione che il porpora sia stato scelto in ragione della stessa titolazione della chiesa, dedicata alla Passione di Cristo. In particolare, ad esempio, la zona della chiesa nella quale si trovavano i quattro affreschi monocromi dei quali faceva parte questo in oggetto mostrava: nella volta, la Vergine addolorata, in controfacciata e nelle parete laterali le scene a monocroma con l’Apparizione del Cristo alla Madre, Le pie donne al Sepolcro e l’Ascensione, oltre alla Cena in Emmaus».

    Il restauro – affidato a una ditta privata – è stato sostenuto dall’associazione Amitié Gênes-Monaco e diretto dalla Soprintendenza ai Beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici, e ha permesso di risarcire i danni consistenti nei già citati dilavamento e ingrigimento del colore superficiale; l’opera così restaurata è ora visibile al secondo piano del museo, dove è stata inizialmente ordinata una piccola mostra didattica e le sono state affiancate due tele (sul medesimo soggetto) del contemporaneo Roberto Altmann. Al proposito dell’accostamento antico-moderno Taddei spiega: «Roberto Altmann presenterà nei prossimi mesi una propria mostra personale in Museo, probabilmente negli ampi spazi della ex chiesa di Sant’Agostino. Ci è parso che il suo tipo di fare artistico potesse presentare suggestioni reciproche e sul sentimento dell’opera antica – se ne veda la riproduzione fatta da Altmann – e sulla base comune di fattualità che ogni artista presenta. In questo ultimo senso è importante ricordare che Altmann si cimenta spesso con l’affresco. Inoltre, e più in generale, il Museo di Sant’Agostino ospita spessissimo lavori d’arte contemporanea, poiché ci pare che lo spazio moderno del Museo, ma basato sul sedime antico del chiostro triangolare e del chiostro quadrangolare presenti una vitale tensione irrisolta fra antico e moderno, amplificata dal percorso dedicato alle opere ‘classiche’. In questo spazio concettuale, in questo dialogo continuo si inseriscono sempre adeguatamente le opere degli artisti che vengono ospitati, ed abbiamo notato, oltre al gradimento del pubblico (il Museo ha aumentato di circa diecimila unità le visite negli ultimi cinque anni), che effettivamente il sommesso colloquio fra opere d’arte antica e opere ed installazioni contemporanee frutta una moltiplicazione delle possibilità di fruizione e comprensione per entrambe le parti».

    Il Museo di Sant’Agostino è aperto tutti i giorni tranne il lunedì, con orario 9-19 nei feriali e 10-19 sabato e domenica. Per info si può contattare il numero 010/2511263.

    Claudia Baghino

  • Genova Film Festival, si parte da Medianeras di Gustavo Tarretto

    Genova Film Festival, si parte da Medianeras di Gustavo Tarretto

    Due vite che scorrono in parallelo e che s’incrociano inconsapevolmente in una Buenos Aires caotica e frastornata da un’architettura soffocante; una metropoli per certi aspetti opprimente ma che nasconde emozioni e storie degne di essere raccontate. E’ iniziata così la quindicesima edizione del Genova Film Festival, nella sala 7 dello Space Cinema- Porto Antico.

    Medianeras, regia di Gustavo Tarretto (italiano solo di origine, argentino di nazionalità) è una storia d’amore in un mondo di paranoie e nevrosi che non sfocia mai nel melenso ma che resta fedele a uno stile lineare, semplice. Ricorda in alcuni momenti, mi si consenta di dire, come una fotografia sbiadita, un film di Inarritu mentre altrove ammicca al cinema francese più recente (penso soprattutto ad Amelie).  Non è esattamente l’apoteosi del cinema indipendente che rifugge il mainstream a tutti i costi: quel cinema americano che a molti fa storcere il naso ma che resta sempre la principale fonte di ispirazione per chi è nel settore. E francamente, questo è un punto a favore di Medianeras. Lo stesso produttore, Lluis Minarro, presente in sala e pronto a rispondere alle domande del pubblico con la mediazione di Cristiano Palozzi e Antonella Sica, i direttori artistici del Festival, sembra prendere le distanze dalla sua creatura. Usa in particolare l’espressione “troppo parlato” ma naturalmente non ne rinnega il valore. E perché mai dovrebbe farlo? Il film è piacevole e romantico e il romanticismo attira anche chi lo disprezza con ostentazione.

    In sala le poltrone sono quasi tutte occupate e il pubblico è variegato: ci sono più giovani che anziani e a dire il vero non è banale nella nostra amata Genova. Si applaude e per fortuna con decoro vale a dire a film concluso (anche questa è civilta!). Una serata gradevole che forse avrebbe attirato ancora più pubblico se si fosse affidata a una pubblicità più massiva. Ma sono gli stessi organizzatori a sottolineare quanto sia difficile realizzare un Festival del genere, garantire l’ingresso libero e trovare i soldi per un marketing degno di definirsi tale. Niente da dire, anzi. Le premesse sono incoraggianti e l’invito a non mancare alle prossime serate è assolutamente disinteressato. Se poi vi piace osservare le reazioni delle persone in un contesto di questo tipo vi toglierete delle soddisfazioni: il giovane intellettuale che trova il film non abbastanza pesante (chi ci ha inculcato l’equazione intrattenimento=male assoluto? Ah già, il pensiero marxista distorto a partire dalla morte di Marx) e l’uomo di mezza età (ma avrebbe potuto essere chiunque, io per primo) che all’uscita dalla sala non resiste alla tentazione di bucare il video e rilascia pareri pieni di foga sul perché e il per come del film appena visto. Chicche che ti allietano il lunedì sera!

     Il Genova Film Festival si pone in un’ideale linea di continuità con altri eventi cittadini così come dichiarato in apertura dai due direttori artistici. Primo fra tutti anche per prossimità temporale il Suq Festival che ha tra l’altro una collaborazione in uno dei cortometraggi presentati in questi giorni, La straniera di Marco Turco. Sono previsti numerosi workshop e il Concorso Nazionale di cortometraggi e documentari mentre Lluis Minarro sarà presente in più occasioni per parlare del suo lavoro (oggi, per esempio, alle 16.00 spiegherà come si produce un film indipendente).

    Non c’è motivo per disertare una manifestazione come questa: alimenta il dibattito e il confronto, apre la mente e va incontro alla ligustica virtù del risparmio. Prima di tutto, però, sfruttiamo questa e altre occasioni per divertirci, senza troppe sovrastrutture se possibile. Come ha detto la mia amica a cui ho chiesto che cosa ne pensasse del film appena visto (mentre nella mia testa rimbombavano ancora recensioni altisonanti e di difficile comprensione): “Molto bello!” “E nient’altro?” “ No, nient’altro”.

    Michele Archinà

  • Terzo Valico di Genova, una contesa senza fine

    Terzo Valico di Genova, una contesa senza fine

    IL PRECEDENTE

    3 luglio 2011: a Genova si svolge una grande manifestazione di piazza che vede uniti imprenditori e pubblica amministrazione a sostegno del progetto di Terzo Valico. Nonostante il giorno precedente il comitato pendolari Genova – Milano abbia definito “opera fantasma” il progetto, difendendo ancora una volta l’idea che migliorare le linee già esistenti renderebbe superflua la costruzione di un nuovo valico, la Sindaco di Genova Marta Vincenzi è di parere opposto. “Senza il Terzo Valico Genova e il suo porto non saranno collegati a Milano, al Nordovest e all’Europa“, è l’opinione del primo cittadino.

    Il corteo è partito dalla sede della Regione in piazza De Ferrari (presente anche il governatore Claudio Burlando) ed è arrivato fino a Largo Lanfranco, dove i manifestanti – praticamente tutti i principali esponenti dell’economia genovese – hanno consegnato al prefetto una richiesta formale perché il Governo si impegni a sostenere l’avanzamento dell’opera.

    IL PRESENTE

    Riportare indietro di un solo anno la nostra macchina del tempo è decisamente poco per spiegare la portata della situazione: il Terzo Valico è una delle tante questioni spinose su cui pubblica amministrazione, imprese e cittadinanza dibattono da anni alla ricerca di una soluzione che metta d’accordo tutti ma che di fatto non arriva mai.

    Proviamo a fare il punto, ripercorrendo quanto è accaduto e sta accadendo negli ultimi mesi: l’anno appena trascorso era terminato con la quasi-certezza che i cantieri sarebbero partiti a gennaio, dato che nel passaggio dal governo Berlusconi al Governo Monti erano stati stanziati complessivamente un miliardo e 800 milioni di euro per il progetto.

    Di fatto è ancora tutto bloccato anche se sono stati mossi i primi passi per aprire i cantieri: la Valpolcevera è un cantiere a cielo aperto, che fra Terzo Valico, Gronda e inceneritore ha davanti a sé un futuro incerto e soprattutto la contrarietà degli abitanti a un progetto che mette a rischio la sicurezza e la vivibilità del quartiere, soprattutto nella zona di Trasta.

    Se  favorevoli e contrari difendono le loro posizioni senza muoversi di un millimetro, è allarmante la disinformazione generale sui contenuti e l’impatto del progetto, in un’analisi dei pro e dei contro che esca fuori da ogni logica di contestazione.
    Intanto, in questa inchiesta, trovate una spiegazione approfondita su cos’è il nodo ferroviario di Genova, quali sono le tempistiche dei lavori e quali prospettive future.

    Marta Traverso

  • Veicoli elettrici: progetto del Comune per l’installazione delle colonnine di ricarica

    Veicoli elettrici: progetto del Comune per l’installazione delle colonnine di ricarica

    Un progetto, nato dalla collaborazione fra Ecomission – azienda leader assoluta, in Italia, per quanto riguarda il mercato della mobilità elettrica su due ruote – e la Direzione Mobilità del Comune di Genova, mira ad incentivare la diffusione dei veicoli elettrici nella nostra città. Grazie alla collaborazione con l’amministrazione comunale, Ecomission posizionerà gratuitamente delle colonnina elettriche per la ricarica dei veicoli presso tutte le scuole medie superiori che aderiranno al progetto, presentando richiesta per l’installazione.

    «Riteniamo che i giovani potrebbero essere il motore trainante di questo mercato che in tutto il mondo sta registrando enormi consensi, un vero e proprio boom – spiega Walter Pilloni, presidente di Ecomission, ramo aziendale di Teknit con sede a Sestri Ponente – Questo è ancora più significativo se si pensa che i mezzi elettrici risolvono diversi problemi ambientali ed economici».

    Ecomission è ufficialmente entrata nella graduatoria di un bando dell’Unione Europea, patrocinato dalla Regione Liguria (Progetto Operativo Regionale FESR 2007-2013), che prevede il finanziamento del 30%, con fondi europei, di un progetto industriale sostenibile.

    «Grazie al contributo sull’investimento messo a disposizione dalla FILSE stiamo realizzando un certo numero di colonnine per ricaricare scooter elettrici – spiega Pilloni – Al termine del progetto siamo disposti a regalare, a soggetti pubblici o privati che ne faranno richiesta, il frutto del nostro lavoro». Questa sarà l’occasione per sensibilizzare gli amministratori locali sul grande tema dello sviluppo delle infrastrutture di ricarica, indispensabili per rendere effettivamente fruibili a tutti i cittadini i veicoli elettrici.

    A Genova il problema della mobilità è uno dei tanti nodi critici che affliggono la città: 250.000 persone hanno deciso di usare le due ruote «Se così non fosse, la viabilità urbana sarebbe paralizzata per gran parte della giornata – sottolinea Pilloni – Chi utilizza lo scooter o la moto va premiato attraverso l’implementazione delle infrastrutture e attraverso benefit nel caso di sostituzione del vecchio mezzo endotermico con un mezzo elettrico».

    Il progetto di Ecomission e Comune prevede l’installazione delle colonnine presso una ventina di scuole medie superiori genovesi che potranno candidarsi autonomamente per ottenere gratuitamente le infrastrutture di ricarica e collocarle negli spazi esterni adiacenti agli edifici scolastici.

    «Gli uffici competenti del Comune incoraggeranno il progetto semplificando le pratiche burocratiche legate al posizionamento della colonnina sul suolo aperto al pubblico – conclude Pilloni – La direzione di Ecomission invierà una lettera a tutti i licei genovesi sottoponendo loro il progetto. Siamo sicuri che le candidature non tarderanno ad arrivare. L’iniziativa potrebbe prendere il via a settembre, coincidendo simbolicamente con la Settimana europea della mobilità sostenibile».

     

    Matteo Quadrone

  • Cornigliano in rock, due giorni di concerti a Villa Bombrini

    Cornigliano in rock, due giorni di concerti a Villa Bombrini

    EldritchLunedì 2 e martedì 3 luglio a Villa Bombrini si tiene la terza edizione del Cornigliano in Rock, festival nato da un progetto educativo sul quartiere popolare del ponente e organizzato dall’associazione culturale Metallo Doc. Due giorni di musica per gli amanti del genere rock a partire dalle ore 19 il cui ricavato verrà devoluto a sostegno delle attività della Onlus Gaslini Band Band che da anni sostiene le famiglie dei bambini ricoverati presso l’ospedale pediatrico Gaslini.

    Lunedì salgono sul palco i Desecrate,  band death metal melodico attiva dal 1995 con due dischi all’attivo venduti in tutta Europa, i genovesi Tenebrae, che presentano i brani tratti dal nuovo concept album il Fuoco Segreto e gli Eldritch, da più di 20 anni in giro su tutti i palchi del mondo in compagnia spesso di mostri sacri del heavy metal mondiale; hanno partecipato a più edizioni del Gods of Metal, il più grande festival metal italiano e uno dei maggiori in Europa e nel 2011 sono stati invitati a suonare al famoso Prog Power U.S.A. ad Atlanta.

    Il giorno successivo, martedì, è il turno di Lucid Dream, gruppo con una ottima tecnica ed un sound incentrato su una chitarra molto tecnica. hanno sul mercato un bellissimo disco “vision of cosmos 11” che ha ottenuto recensioni ottime) gli Shadows of steel, band genovese prog-power metal capitanata dal poliedrico Wild stee,l uno dei personaggi più famosi del metal ligure. In chiusura i Vanexa

    Chiudono l’ultima serata e il festival intero i Vanexa, band savonese nata nel 1978, con un sound tipicamente anglo-sassone che ebbe un buon successo anche all’estero; si sono da poco riuniti con l’aggiunta alla di voce Roberto Tiranti, cantante dei Labyrinth, Segio Pagnacco fondatore della band e ora bassista anche dei Labyrinth, Silvano Bottari batterista e cofondatore del gruppo ed i chitarristi Alex Graziano e Artan Selishta.

    L’ingresso è libero

  • Bruxelles, 28 e 29 giugno 2012: scongiurata una seconda crisi del ’29?

    Bruxelles, 28 e 29 giugno 2012: scongiurata una seconda crisi del ’29?

    Il premier Mario Monti torna da una due giorni a Bruxelles con una serie di ipotesi di soluzione della crisi che se verranno realmente poste in essere confermeranno la sua autorevolezza e competenza, spesso ultimamente messa in discussione da  parlamentari e commentatori vari.

    Gli accordi di Bruxelles tra i 27 membri sono stati i seguenti :

    a) Unione bancaria, che comporterebbe una sorveglianza unica su tutti gli Istituti di credito da parte della BCE

    b) Scudo anti spread, i fondi salva stati EFSL e ESM potranno acquistare titoli di stato dei Paesi virtuosi, cioè quelli che avranno dimostrato di fare i compiti a casa

    c) Patto per la crescita, un pacchetto di aiuti da meglio definire il prossimo 9 Luglio nella prevista riunione dell’Eurogruppo per stimolare la crescita economica nell’area euro da 120 miliardi

    d) Tobin Tax, tassa sulle transazioni finanziarie, da attuarsi entro fine anno ma condizionata alla cooperazione rafforzata di almeno 9 Paesi

    e) Aiuto diretto alle banche spagnole in crisi di liquidità a causa della loro forte esposizione verso il settore immobiliare in grave crisi

    f)  Impegno per varare a breve una Road Map per arrivare all’Unione monetaria ed economica

    Le misure più rilevanti sono senza dubbio dovute all’opera progettuale del Prof. Monti a cui hanno aderito la Spagna , la Francia e alla fine anche la cancelliera Angela Merkel.

    L’effetto annuncio delle suddette misure è stato molto rilevante e le borse europee dopo un lungo periodo negativo hanno preso un grande sprint. Un buon summit e un grande successo personale del nostro premier, che ha dimostrato una volta di più come il prestigio e la competenza personale specifica valgano tanto nel mondo vero e reale e confermato che il precedente capo del governo, patrocinando solo una visione onirica e autoreferenziale della realtà, abbia fatto danni gravissimi alla credibilità internazionale di questo Paese.

    Ma il passato, anche se non va dimenticato, oggi non serve per spiegare il presente e ipotizzare il futuro, che sono strettamente legati alle soluzioni discusse e imbastite nel vertice appena concluso.

    Tutto bene? Possiamo metterci in macchina e farci qualche centinaio di km per andare a crogiolarci su qualche spiaggia assolata in santa pace? Il peggio è passato e il futuro sarà roseo come quello dipinto per oltre vent’anni dal Cavaliere?

    Non è facile dirlo oggi , ma dobbiamo imparare dal passato pesantemente condizionato dalla propaganda dell’ottimismo oltre ogni logica, che non basta dire, come Mary Poppins, supercalifragilistichespiralidoso  e la pillola andrà giù; bisogna avere cognizione che è già importante avere una buona idea ma poi occorre  saperla condividere e mettere in pratica nei tempi giusti.

    Per ora siamo solo alla prima fase, il parto della buona idea, ma a breve il compito dei grandi leader europei sarà quello di dare corpo e sostanza al pensiero e programmare tutti i passi necessari per attuarlo.

     

    I RISCHI DELLA MANCATA ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA

    Senza voler peccare di pessimismo, ritengo utile in questa fase evidenziare che la reazione positiva dei mercati all’annuncio delle ipotesi di lavoro potrebbe diventare un boomerang ancora più negativo della situazione precedente qualora i premier europei non riuscissero in tempi brevi a dare sostanza al pensiero e porre in essere le azioni conseguenti.

    In questo caso infatti il fallimento suonerebbe come un vero de profundis per tutta l’Eurozona, proprio perché  dopo l’illusione della soluzione la constatazione dell’impossibilità di realizzarla proprio da parte di persone di qualità e competenza specifica come l’attuale premier avrebbe un effetto sui mercati non più controllabile.

    E’ paradossale ma del tutto logico da un punto di vista psicologico:  il fallimento di un mediocre sarebbe ancora gestibile, ma quello di una persona di grande autorevolezza  a questo punto della crisi causerebbe  un effetto domino di proporzioni non ipotizzabili, inclusa la già demonizzata uscita incontrollata dall’euro.

     

    I NEMICI DELLA MANOVRA PER RISOLVERE LA CRISI

    Ognuna delle misure ipotizzate nel summit  ha piccoli e grandi nemici, che potrebbero ostacolare o ritardare la loro attuazione. Vediamo di farne una veloce lista, partendo da quelli più definiti.

    a) Scudo anti spread, l’idea sembra  un po’ il fratello minore dei tanto discussi Eurobond.

    E’ un modo diverso di attuare il progetto di ridurre il divario dei tassi all’interno dell’Eurozona tra i Paesi buoni e quelli indisciplinati. A prima vista mi fa venire in mente  il mitico scudo spaziale di Reagan, che diede inizio all’escalation di spese militari che condusse la Russia comunista, unitamente ad altre concause, alla resa.

    L’idea è senza dubbio molto intelligente e soprattutto sottile ed offre alla cancelliera Merkel una resa onorevole, consentendole di non sconfessare la sua sbandierata avversione agli Eurobond di fronte al suo elettorato; chapeau al Prof. Monti e al suo ingegno italico.

    Bisogna vedere se nella fase attuativa sarà possibile per il suo mentore far digerire ai  tedeschi, in primis,  il meccanismo automatico di applicazione senza il preventivo intervento della Troika ( FMI, UE e BCE) e  dotare lo strumento di un plafond di risorse sufficienti a contenere le pressioni speculative che inevitabilmente lo metteranno alla prova.

    Sul fronte interno il premier avrà sicuramente un maggior potere per far attuare le riforme strutturali che permetteranno di stare nel novero dei Paesi virtuosi e poter, se del caso, attivare lo scudo.

    b) L’Unione bancaria

    La misura e’ senza dubbio suggerita dal secondo Supermario dell’Italia, ossia da Mario Draghi che dopo aver molto opportunamente fatto fare alla Banca d’Italia un deciso, ancorché  discreto, passo in avanti rispetto all’ Era Fazio nella vigilanza sugli intermediari finanziari nel nostro paese (soprattutto sul fronte della compliance e dell’antiriciclaggio), ha ben chiaro che il rilancio dell’Europa passa da un controllo molto più  ferreo e uniforme dell’operatività degli intermediari finanziari, soprattutto in quei Paesi che hanno molta economia illegale o che sono stati il refugio peccatorum  degli operatori fuorilegge.

    L’illegalità e l’evasione fiscale hanno bisogno di complici nel sistema finanziario per poter prosperare e senza il supporto di intermediari, dolosamente o colposamente collusi, si troveranno con le polveri bagnate.

    La lotta ai paradisi fiscali attuata negli ultimi anni e la riforma degli intermediari finanziari in corso in Italia sono due capisaldi essenziali, ma devono essere resi ancora più efficaci per far fronte ad una massa di economia illegale che in Italia fattura ogni anno 150 mld di euro; il punto essenziale diventa l’attuazione di  un cordone sanitario formato dalle altre istituzioni finanziarie dell’UE.

    I premier saranno d’accordo, ma senza dubbio l’Unione Bancaria darà alla BCE un potere molto importante e costringerà tutti gli intermediari finanziari all’adozione di procedure molto strette per evitare la revoca della licenza bancaria.

    In un Paese come il nostro, tradizionalmente afflitto da alta evasione fiscale, forte presenza di economia direttamente o indirettamente illegale e alta propensione alla corruzione, il ruolo degli intermediari finanziari è cruciale per realizzare il riciclaggio di proventi illeciti, per cui rafforzare la vigilanza su questo specifico punto e in generale sull’operatività delle banche alzando il livello e la competenza dei controllori e soprattutto coordinando le azioni a livello europeo , e’ un passo importante ma a livello politico sarà fortemente avversata su base locale dalle lobby che vivono e prosperano su un sistema finanziario opaco e permissivo e che già in passato sono riusciti a convincere i partiti al governo a far innalzare le soglie per il pagamento in contanti o a ritardare misure rigide sul riciclaggio.

    c) Patto per la crescita

    In questo caso è difficile dire quali siano gli avversari perché si tratta poco più di un titolo e non ha ancora alcuna coniugazione pratica. Dall’esame dei suoi contenuti si potrà valutare sia la sua fattibilità che i suoi effetti nel tempo; è chiaro che l’avversario in questo frangente è sempre il tempo, stante l’evidente deterioramento del tessuto economico di questi  mesi.

    Speriamo solo che non sia come  lo stimulus plan di Obama, che è rimasto in gran parte, come del resto la legge Dodd-Franck sulla riforma del sistema finanziario, un bel libro dei sogni, con poche ricadute reali.

    d) Tobin Tax

    E’ strettamente collegata al progetto dell’Unione Bancaria, che ne è in qualche misura anche un presupposto e ha un solo reale nemico e si chiama U.K., che vive di economia finanziaria e quindi ritiene molto pericolosa una tassa sulla principale attività svolta dalle sue imprese. Senza dubbio anche i cugini americani non sono molto propensi e quindi l’iter sarà lungo e complesso; del resto se ne parla da decenni.

    e) Aiuto diretto alle banche spagnole

    E’ una misura dettata dall’emergenza ed è probabilmente lo zuccherino concesso a Rajoy per il suo placet senza riserve al progetto più ampio del Prof. Monti, appoggiato anche da Hollande e quindi destinato a fronteggiare la Germania.

    f) Impegno per l’Unione monetaria ed economica

    E’ la logica conclusione di questo processo e porterà necessariamente ad una parziale perdita di sovranità dei singoli paesi a favore delle istituzioni europee.

    Adenauer,  Schuman e De Gasperi dall’alto del cielo stanno applaudendo il Prof. Monti, per noi italiani è l’unica speranza di un futuro diverso dal caos politico-economico-istituzionale, da cui si salva solo il Presidente della Repubblica,  in cui ci hanno sprofondato questi politici di serie C,  a cui abbiamo delegato per decenni il destino del  nostro Paese e delle nostre vite… proprio per questo penso che loro non molleranno  l’osso tanto facilmente e che il prof. Monti avrà da sudare per riportare la nostra nazione nel posto che le compete.

    Non siamo una mera espressione geografica ed è venuto il momento di dimostrarlo con i fatti. Viva l’Italia, ma solo se capirà di essere uno dei cardini dell’Europa.

    Maurizio Astuni
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Internet wifi gratis a Genova: il progetto di Federfarma

    Internet wifi gratis a Genova: il progetto di Federfarma

    wifi gratisLa rivoluzione digitale a Genova passa dalle farmacie: è stato presentato alcuni giorni fa il progetto della sede locale di Federfarma, in collaborazione con Vallicom Srl, che da settembre 2012 garantirà la copertura wifi gratuita a tutti i quartieri della città grazie ai ripetitori che verranno progressivamente installati nelle farmacie della provincia di Genova.

    Un’iniziativa che ha avuto come capofila la farmacia Serra di Voltri – il cui titolare Edoardo Schenardi è il segretario di Federfarma Genova – che da alcuni mesi ha attivato nella propria sede un hot spot wifi. La prima fase del progetto, che partirà appunto da settembre, riguarderà 78 farmacie: la copertura wireless sarà garantita fino a 50 utenti in contemporanea sia all’interno sia all’esterno per un raggio di 300 metri.

    Si potrà accedere al servizio gratuitamente e senza scaricare alcun software: basta registrare il proprio numero di cellulare e si riceverà immediatamente la password di accesso via sms, valida per tutti gli hotspot coperti dal servizio. Si potrà navigare gratis, senza limiti di tempo e nel più totale rispetto della privacy.

    Dopo mesi di battaglie tra pubblica amministrazione e aziende private per la gestione del wifi cittadino, a mettere in piedi un progetto concreto arriva un concorrente terzo piacevolmente inaspettato: il settore sanitario diventa servizio pubblico anche nell’accesso alla rete, proprio nei giorni in cui dalla Regione arriva anche la proposta di realizzare una copertura wifi gratuita anche all’interno degli ospedali.

    La connessione tra questi ambiti in apparenza così lontani è evidente: ormai molte persone cercano in Rete notizie sulla salute e sui farmaci da acquistare, e per questa ragione farmacisti e operatori sanitari possono fornire un valido supporto nell’orientare a un uso corretto di questo strumento, tema che è stato affrontato in un recente convegno a Palazzo Ducale organizzato proprio da Federfarma.

    Marta Traverso

  • Me sem rom: campagna video per l’inclusione della popolazione rom

    Me sem rom: campagna video per l’inclusione della popolazione rom

    Una campagna video per favorire l’inclusione della popolazione rom. Questa l’iniziativa promossa dal Centro delle Culture di Genova che porterà il film – dal titolo emblematico “Me sem rom” (io sono rom) – al Consiglio d’Europa tramite il mediatore interculturale Sergio Cizmic.

    «Accedere a diritti basilari se si nasce rom è una corsa ad ostacoli – scrive il Centro delle Culture – diffidenza, disprezzo e discriminazioni sono all’ordine del giorno in tutti i campi. La popolazione rom in Italia è costretta a vivere in condizioni di profonda povertà, esclusione sociale, discriminazione e insufficiente accesso ai diritti fondamentali».

    «Cerchiamo persone (rom e non) che si facciano riprendere per pochi secondi mentre svolgono gesti quotidiani o azioni particolari che li caratterizzino – spiega il CDC – Ad un certo punto le persone riprese interrompono l’azione e dicono: “Me sem rom” (io sono rom)».

    Quando e come partecipare
    «Spargete la proposta tra le persone sensibili al tema – continua il CDC – L’appuntamento per le prime riprese è giovedì 5 luglio alle ore 19 in Piazza De Ferrari (dalla statua di Garibaldi). Il secondo appuntamento per chi non potesse essere presente il 5 è per martedì 10 luglio alle ore 19 davanti a palazzo san Giorgio. Chi necessita e/o preferisce altri luoghi/orari per il proprio “pezzo” non fa che contattarci (mesemrom@hotmail.it ) e accordiamo una ripresa all’ora e nel luogo preferito».

    «La strada che porta al rispetto del diritto alla casa, al lavoro, all’istruzione e alla regolarizzazione può essere percorsa con successo solamente se prima si abbattono i pregiudizi che contrappongono tra loro persone e identità culturali – conclude il CDC – Speriamo di rivedervi per questo piccolo contributo, se partecipate confermateci la vostra presenza mandandoci una mail».

    Contatti

    SEO CIZMIC e Pietro
    mesemrom@hotmail.it
    sergio 347 7330144
    pietro 347 2549299

    CdC Genova
    Via delle Vigne 8r, 16123 Genova
    http://centrodelleculturege.weebly.com/
    centrodelleculturegenova@gmail.com
    Tel- Stefano 338 7949332