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  • Paolo Bonfanti al Count Basie, il bluesman genovese e il suo “esilio”

    Paolo Bonfanti al Count Basie, il bluesman genovese e il suo “esilio”

    count-basie-paolo-bonfantiCount Basie, Vico Tana. Un locale ricavato tra le arcate in pietra delle antiche fondamenta del convento quattrocentesco di Santa Brigida. La suggestione estetica del jazz club non lascia indifferenti; ma quella acustica sarà in grado addirittura di far dimenticare la prima. Un bicchiere di buon vino non può che completare il quadro, magari incrociando subito il protagonista della serata vicino al bancone del count-basie-paolo-bonfanti-2bar. Paolo Bonfanti ha l’entusiasmo di un ragazzo al suo primo concerto e la cordialità di un amico.

    Fresco di uscita, il suo nuovo disco è paradigmatico: Exile on Backstreets manifesta la dedizione del chitarrista genovese verso il blues, non solo genere musicale, ma genere di vita. Ai problemi sociali, economici e personali, la risposta viene sempre da una struttura di accordi di settima. Lui stesso conferma che «è praticamente impossibile fare qualcosa, ormai, senza pensare al contesto sociale in cui viviamo: non si tratta tanto di voler fare per forza musica impegnata, quanto di non poter proprio fare altro». Un disco più che mai di black music, potente, ruvida e penetrante; un genere per certi versi naturale a Genova, «dove una scuola di cantautori di prim’ordine ha potuto nascere tra i suoi vicoli» (e il pensiero va a De Andrè, nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa). Un disco che sa di nuovo rispetto alla produzione di Bonfanti. Come ammette anche lui «è stato partorito quasi di getto, senza soffermarsi sugli arrangiamenti o sugli orpelli da studio». Che si tratta di brani non addomesticati lo si sentirà a brevissimo, quando il live ne scatenerà tutta l’intensità.

    Il Count Basie è gremito. Bonfanti si muove sul manico della sua Brontocaster con lo slide inanellato al mignolo ora come un forsennato che cerca di straziare le corde, ora come un incantatore di serpenti, che ipnotizza lo strumento e il pubblico. Il suo chitarrismo vigoroso ma sempre calligrafico percorre la corrente elettrica che sprigiona la sua chitarra, confluendo nella corrente sanguigna di ogni presente. Pleonastico sottolineare l’enorme qualità dei brani, che implica l’ancora più pleonastica levatura di chi abbiamo di fronte: un musicista avvelenato (o benedetto) dal blues, che l’ha assimilato intossicandosene e che lo canta e lo suona autoinfliggendoselo. Bonfanti merita il posto che gli spetta: tra i maggiori musicisti blues in Italia.

    Dalla tiratissima Father’s Things, azzardando un quasi ska blues rockabilly, attraverso lo struggente lamento di Slow Blues for Bruno (che fa correre la mente a Since I’ve been Lovin’ You degli Zeppelin), in cui il gemito della chitarra è sorretto da tutti gli strumenti e consolato dal dialogo con le sfumature della fisarmonica, creando un ponte transatlantico tra blues del Missisipi e tradizione mediterranea; alla titletrack Exile on Backstreets, in cui Bonfanti riprende il controllo della sua musica, domando la sua chitarra, oppure facendosi domare da lei.

    Groove, basso incalzante e bottleneck immergono la stanza in un’atmosfera da periferia statunitense, e viene una voglia irrefrenabile di uscire nella polvere, mettersi in auto e viaggiare tutta la notte per rettilinei indefinibili e sconfinati. Le cover regalano nuova linfa a Up to My Neck in You degli AC/DC, rockettara come si conviene; e I’ll Never Get Out of This World Alive, omaggio a un maestro totale come Hank Williams. Il gospel di Breack’em Chains e il funky di Black Glove sono riprove del morale e delle intenzioni del bluesman di Sampierdarena: il primo riprende le storie dei Railroad Gandydancers (ricordando in un lampo la ballata di John Henry e Joe Bonamassa); il secondo la lotta per l’emancipazione raziale, ricordando le Black Panther e il loro leader Bobby Seale. Emblematica la copertina del disco, in cui campeggia un pugno nero.

    Paolo Bonfanti, proprio come De Andrè prima di lui, sceglie un “esilio nei vicoli” che possa rendere quella libertà che sembra mancare sulle strade principali, sapendo bene che vi troverà la gente per cui la sua musica possa significare qualcosa. E in Vico Tana la sua musica ha significato tantissimo.

     

    Nicola Damassino

  • Emergenza Festival: selezioni genovesi del concorso per band a La Claque

    Emergenza Festival: selezioni genovesi del concorso per band a La Claque

    La ClaqueVenerdì 10 e sabato 11 gennaio La Claque ospita le prime due serate di Emergenza Festival, il più grande evento dedicato al mondo delle band emergenti, di qualunque età e genere musicale, presente ormai in 37 paesi e 184 città di 4 continenti.

    Nel corso delle due serate, si alterneranno sul palco docici band e le vincitrici delle rispettive serate avranno la possibilità di suonare presso un’altra sede del festival per l’ ormai storico Italian Road Tour, oltre ad accedere di diritto alle semifinali e proseguire il cammino verso la finale italiana che si terrà all‘Alcatraz di Milano a fine giugno. La vincitrice assoluta del concorso, parteciperà poi alla dinale internazionale presso il Taubertal Open Air Festival.

    I vincitori del festival vincono una produzione professionale in studio, la distribuzione internazionale, una campagna promozionale in 12 paesi e un tour Europeo completamente prodotto e sponsorizzato dall’organizzazione.

    Ogni band avrà a disposizione un set di 30 minuti per suonare, il pubblico selezionerà i gruppi che passeranno al turno successivo attraverso un voto aperto.

    Ecco la line up delle due serate

    Venerdì 10 gennaio

    ore 22 The Waking Sleeper Band- gruppo genovese che nel 2012 ha pubblicato per Maia records il primo disco, un immenso concept album che ci riporta nel viaggio prog degli anni ’70 e ‘ 80, matrice Italiana legata per un sound tipicamente britannico

    ore 22.30 Franca Vintage –  gruppo genovese fondato nel 2013 da un gruppo di ragazzi che si sono in gran parte conosciuti sui banchi del Liceo. Oggi il gruppo è costituito da Michele Pelissetto, voce e chitarra elettrica ritmica, Alberto Maladorni, chitarra elettrica solista, Aron Aboukhalil, tastiera, Tommaso Brogi, batteria, Daniele Giampaoli, basso. Il repertorio è alternative rock.

    ore 23 Akhet – gruppo genovese nato nell’agosto 2012 con l’intento di fondere insieme diverse forme d’arte quali musica, poesia, recitazione. Il genere è il rock sperimentale, rock progressivo. I membri sono Andrea Marano (chitarra), Andrea Pesce (voce), Flavio Ronetti (basso), Silvio Magnolo (batteria) e Carlo Guidi (tastiera e baglama)

    ore 23.30 feedback – giovane band emergente FeedBack, puro talento musicale genovese ad opera di Sofia Ferrari (voce), Andrea Alinovi (chitarra elettrica), Luca Carlini (chitarra elettrica), Enrico Guagliardo (basso) e Stefano Costini (batteria).

    ore 00:00 Jimmy The Butcher – band alternative metal nata all’inizio del 2012- I membri sono Matteo Parissi (chitarra, chitarra solista); Dario Russo (batteria); Matteo Bisca (basso); Giorgio Lauletta (voce);

    ore 00:30 WattaBeat – La Old School del Reggae a Genova con alcuni dei componenti che hanno fatto la storia dell’underground in città e portato la bandiera di Genova in giro per l’Italia, Tony La Corte, Marcello “Sindaco” Sansalone,il grande Capitan Sureis (Cool Reggae Band, Sensasciou,Banghiss,Skanin’Time,Marciellos, per citare alcune formazioni nate da diverse combination) si fonde con il progetto solista di Davide Messina in arte Dindo (Dindo&the Reggae Lab,SpaccaGenova,Bolsevicoli) e con altri esponenti della scena attuale, come Alessandro Calcagno(M-Cake, Marciellos) e Cecco Michelazzi( Dindo&the Reggae lab,Andy Mitoo & the groove makers).Progetto nato insieme ad un’altra grande icona come Bob Quadrelli

    Sabato 11 gennaio

    ore 22 Burning Phoenix – gruppo alternative rock/funk rock italiano, formatosi a Genova nel 2013 dalle ceneri degli AirStrike, composta da Andrea “Andrew” Cosso, Marco “MarcRow” Vassallo, Alessandro “Agente P” Perri e Amedeo “HtD” Marci.

    ore 22.30 keepr of time – melodic metal band savonese composta da Myrna Pario – Vocals, Edoardo Dogliotti – Lead Guitar, Matteo Venzano – Rhythm Guitar, Aurora Lessi – Bass, Edoardo Calvi – Drums, Enrico Borro – Keyboards

    ore 23 Ego – un’ impronta rock/pop caratterizza la band, fusioni di testi in italiano e musiche neomelodiche sono ciò che gli EGO portano avanti con grande passione. Membri: Edoardo Persenico (Voce) – Emanuele Enna (Basso) – Daniel Schintu (Batteria, seconda voce ) – Marco Navacchi (Chitarra Solista) – Loris Vaccari (Chitarra Ritmica)

    ore 23.30 NoT RuX – genere hard N’ heavy; cantante solista Andres Vega Martinez; chitarre Giorgio Cecconi, Matteo Sivori; basso Marco Mutolo; batteria Emanuele Giannoni

    ore 00.00 Random on Sunday – band pop rock genovese nata agli inizi del 2010: da subito la proposta è quella di creare brani volutamente commerciali, orecchiabili e dal sapore allegro, in controtendenza con la malinconia e l’aggressività dilagante trasmessa dalla maggior parte dei complessi alternative rock del periodo

    ore 00.30 The Crew – gruppo punk rock, alternative rock da Chiavari. Membri Adi (Andrea Adimari) – Voce; Rotte (Matteo Rotella) – Chitarra/Cori; Eric (Eric Razzini) – Chitarra/Basso; Faccio (Marco Facciolo) -Basso/Chitarra/Cori; Ficiu (Filippo Denegri) – Batteria

     

     

     

    [Foto Daniele Orlandi]

  • Il grande fresco: concerto reading con Catalano, Sirianni e Negrin

    Federico SirianniSabato 4 gennaio il Count Basie jazz ospita Il Grande Fresco, concerto reading con Guido Catalano (poesie), Federico Sirianni (canzoni) e Matteo Negrin (chitarre).

    Lo spettacolo cult nato a Torino, ha raccolto migliaia di fedeli appassionati grazie all’incrocio riuscitissimo tra poesia comica e canzone d’autore in cui i protagonisti affrontano i temi più disparati della quotidianità.

    Breve bio dei protagonisti

    Guido Catalano, torinese, barbuto e con poche “erre” sulla lingua, tiene oltre 200 reading all’anno in giro per Italia, ha pubblicato sei libri di poesie, è stato poeta di condominio sul terrazzo di “Celi mio marito” su Raitre ed è blogger de “Il fatto quotidiano”.

    Federico Sirianni è un cantautore nato a Genova e trapiantato a Torino. Sulla scena dal 1992 vanta una carriera ricca di riconoscimenti tra cui la partecipazione al premio Tenco come miglior esordiente e la vincita del Premio Bindi nel 2006; ha all’attivo numerossime collaborazioni (Luca Bizzarrie Paolo Kessisoglu, Sergio Maifredi, Molotov Orchestra e altri) in particolare nell’ambito del teatro canzone, oltre che numerose esperienze internazionali. Nel 2012 realizza “Nella prossima vita” insieme agli Gnu Quartet e nel 2013 esce il “Vinile di Natale – Dio dei Baraccati”.

    Matteo Negrin, chitarrista e autore, lavora tra il Jazz e la musica etnica, collaborando in sede discografica e live con numerosissimi progetti. Ricchissima la discografia che nel 2006 gli frutta il Premio Umberto Bindi come arrangiatore. Produce lavori di interazione tra musica e video, anche in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, ed è autore del “music painting” che ha realizzato 3 milioni di visite su youtube. È direttore artistico di Glocal Sound e di La notte delle chitarre a Torino ed è attualmente in tournee in tutta Italia con il progetto “post@ elettronica” .

    Ore 21.30 Ingresso 10 euro + tessera arci

  • Capodanno 2014, al Count Basie jazz Scott Hamilton quartet e festa blues

    Capodanno 2014, al Count Basie jazz Scott Hamilton quartet e festa blues

    Count Basie JazzIl Count Basie jazz festeggia l’arrivo del nuovo anno con un grande concerto jazz di Scott Hamilton Quartet, cui seguirà una festa blues a partire dall’una di notte.

    L’appuntamento è alle ore 23 con il grande concerto e i festeggiamenti di inizio anno a base di spumante e dolci tradizionali.

    Il quartetto “italiano” di Scott Hamilton è composto da Andrea Pozza e Aldo Zunino, genovesi e Alfred Kramer, svizzero, costituiscono per la serata la ritmica ideale che in passato è già stata a servizio di grandissimi musicisti.
    Scott Hamilton – Sax Tenore / Andrea Pozza – Pianoforte/ Aldo Zunino – Contrabbasso
    Alfred Kramer – Batteria

    Scott è considerato il principale sassofonista mainstream di oggi. La sua costante è l’immaginazione creativa e il bellissimo e dolcissimo suono del suo saxofono. Pur entrando in contatto ed assimilando la lezione di John Coltrane, Scott continua a suonare la sua musica prediletta che per prima lo ha introdotto al jazz, le grandi ballads ed il blues, suonati con il cuore. Come un consumato interprete di standards, il caldo tenore di Scott Hamilton, unito al suo impeccabile senso dello swing, creano una atmosfera unica in ogni brano interpretato.
    Ingresso tutto incluso: 40 euro + 15 euro di tessera ARCI 2014.

    A partire dall’1 di notte inizierà invece la  jam session e divertimento fino a notte fonda.

     

     

     

     

  • Capodanno 2014, tutti gli eventi in programma a Genova e provincia

    Capodanno 2014, tutti gli eventi in programma a Genova e provincia

    Veduta notturna del Centro Storico di GenovaCapodanno si avvicina, e come da tradizione si moltiplicano gli eventi in tutta Genova e Provincia per celebrarlo: dai concerti e dj set agli spettacoli a teatro, dai cenoni alle escursioni.

    Il Comune propone per la cittadinanza un concerto gratuito di musica sinfonica al teatro Carlo Felice (ore 21.30), uno spettacolo di teatro di strada in piazza De Ferrari organizzato nell’ambito del Circumnavigando Festival (ore 22.45); inoltre, dj set al Porto Antico con il dj percussionista Silvano Del Gado e il mitico Cody e nelle piazze del centro storico grazie ai Civ: piazza delle Erbe, salita Pollaioli, piazzetta San Bernardo con il Divina Staff, largo Zecca,  zona del Carmine con il dj set reggae a cura di The Real Thing All Stars, Raphael, Groove Yard Sound e Dj Capaneo.

    Al Porto Antico si può pattinare fino alle 5 del mattino nella pista di pattinaggio, il Luna Park in piazzale Kennedy rimarrà aperto fino a tarda notte,  l’associazione La Mezzaluna propone il consueto appuntamento con il Capodanno Yoga.

    Palazzo Ducale propone invece un’apertura prolungata  dell mostre Edvard Munch e Robert Doisneau. Paris en liberté a un prezzo cumulativo ridotto di 18 euro (qui tutte le info su orari e programma)

    Per quanti riguarda i teatri, al Politeama c’è lo spettacolo di Maurizio Lastrico Facciamo che io ero io, per la regia di Gioele Dix (ore al Teatro della Tosse c’è Skakespeare Dream – MusiKabarett, il teatro della Gioventù propone La cena dei cretini di Francis Veber con la The Kitchen Company.

    I Giardini Luzzati nel centro storico genovese propongono un Capodanno ricco di eventi dedicati a grandi e piccini con concerti di Pedro Navaja e Rusenenti (con il tormentone di Donega), cenone e giochi per bambini, una serata pensata per giovani, adulti e per le famiglie.

    Sul fronte musica, serata jazz al Count Basie jazz con Scott Hamilton quartet (dalle ore 23) serata swing  e cenone a La Claque, dj set e cenone al Bonfim di Nervi, stessa proposta per il Cezanne; al Tao cenone e festeggiamenti con dj Ross di M2o, al circolo Zenzero Capodanno fai da te.

    Covo di Nord Est e Covino di Santa Margherita Ligure e il nuovo locale di via XII Ottobre Casa Mia propongono cenoni, cabaret con i comici di Zelig e tanta musica da ballare

    Spostandosi in provincia, sono in programma numerosi eventi in piazza a Sestri Levante, Camogli, Recco, Rapallo, Santa Maria del Campo di Rapallo e Chiavari, dove ci sarà anche la tradizionale zabaionata, a Villa Durazzo di Santa Margherita, cenone e discoteca.

    Per gli amanti della natura, il Rifugio Parco Antola in Val Tebbia e il Rifugio della Cipolla in Val d’Aveto propongono escursioni e cenoni.

    Per iniziare l’anno in musica, infine, il primo gennaio 2014, tradizionale appuntamento al teatro Carlo Felice con il concerto di Capodanno, per l’occasione diretto da Andrea Battistoni.

    Il primo gennaio saranno aperti il Galata Museo del Mare, la Commenda di Prè e lEmporio-museo Viadelcampo29rosso.

    Per quanto riguarda il servizio di trasporto pubblico, Amt organizzerà, al termine delle manifestazioni del 31 dicembre, fino alle 3 del mattino di mercoledì 1° gennaio 2014, il collegamento con le direttrici principali: da Caricamento partiranno i bus diretti verso il Ponente (Voltri) e la Valpolcevera (Pontedecimo) e da via Turati partiranno i bus diretti verso il Levante (Nervi) e la Valbisagno (Prato).
    Sarà attivo inoltre un presidio di pronto soccorso con ambulanze del 118 in piazza De Ferrari e in piazza Caricamento.

  • Management del dolore post operatorio: concerto a Palazzo Ducale

    Management del dolore post operatorio: concerto a Palazzo Ducale

    Management del dolore post operatorio bandDomenica 29 dicembre a Palazzo Ducale appuntamento con Ducale Up, rassegna di musica, cultura, parole ed espressione a cura di Habanero , che per l’occasione ospita i concerti di Management del dolore post operatorio e Distorsione Mentale.

    I Management del dolore post operatorio da Chieti, propongono un cantautorato elettrico e sono considerati una delle band più frizzanti e autentiche del panorama musicale italiano; hanno vinto numerosi premi come Italia Wave, Primo Maggio Tutto l’Anno, Il Rock è Tratto, UPLOAD di Bolzano, ilPremio produzione al festival MArteLive  ed entrano quindi nel roster dell’etichetta MArteLabel.

    Nel corso della serata saranno accompagnati da una special guest, Lodo Guenzi del Lo Stato Sociale.

    Ad aprire la serata, i Distorsione Mentale, rock alternativo italiano dai ritornelli diretti, in bilico tra intime riflessioni e riff incalzanti, è il rock che racconta punti di vista e modi di vivere paranoici, distaccati, complicati, bramosi, sognanti… distorti.

    Ingresso 10 euro

  • Capodanno 2014: ai Giardini Luzzati cenone e concerti di Rusenenti e Pedro Navaja

    Capodanno 2014: ai Giardini Luzzati cenone e concerti di Rusenenti e Pedro Navaja

    Pedro NavajaMartedì 31 dicembre i Giardini Luzzati Nuova Associazione e Il Ce.Sto propongono un Capodanno ricco di eventi dedicati a grandi e piccini con concerti, cenone e giochi per bambini, una serata pensata per giovani, adulti e per le famiglie.

    In programma, un grande cenone di Capodanno con un menù invidiabile, con specialità culinarie tipiche a cura di Cuochi per voi e La cucina dello zenzero” .

    Il menù include: Hummus su foglia di belga e crema di melanzane – Crostatina con gorgo pere aceto balsamico e miele – Terrina di carne alla francese – Insalata russa – Crespelle con robiola porri e salmone – Gnocchetti di castagne in fonduta di taleggio – Coppa di maiale al confit di fichi e nocciole all’arancia con sformatino di patate – Insalata di finocchi e arancia – Similsaker con salsa al cioccolato  o Bavarese all’ananas – Acqua – Vino della casa – Bicchiere di spumante per il brindisi
    40 Euro a persona (35 euro per i soci) – 15 Euro il menù bimbo con servizio animazione e baby parking fino all’una

    Per info e prenotazioni: associazione@assilcesto.it 3382059761 / 3456203952(prenotazione obbligatoria, associazione@assilcesto.it – SMS al 3456203952).

    Dalle ore 20 e fino all’una circa è attivo lo spazio dedicato ai bambini con animazione a cura degli educatori del Ce.Sto, giochi gonfiabili ed artisti circensi all’interno del tendone riscaldato. L’obiettivo principale dell’iniziativa è proporre dei festeggiamenti “a misura di famiglia” che possa essere apprezzato da tutti quei nuclei che già frequentano i Luzzati e attirarne altri in una serata che cerca di prendere le distanze dal divertimento incosciente di cui spesso è teatro la zona intorno a via San Bernardo.

    Dopo il cenone, l’attesissimo concerto dei Rusenenti, vero fenomeno del momento del genovesissimo Ceccon, che farà risuonare le note dei propri tormentoni (Donega..la conoscete?!!). Ospiti della serata, anche i Pedro Navaja, con il loro groove fatto di lati, reggae, cumbia.

    Inoltre, per tutta la durata del Capodanno, i Luzzati saranno anche centro del “ristoro” con piastra e specialità carne/verdura, ottima birra alla spina. L’entrata ai live è libera.

  • Tomakin live al Teatro Altrove: ecco a voi l’epopea di uno qualunque

    Tomakin live al Teatro Altrove: ecco a voi l’epopea di uno qualunque

    tomakinAcqui Terme, 2000. Nascono gli House of Joy, attorno alla voce di Alessio Mazzei, la chitarra di Giovanni Facelli e le tastiere di Joy Pistarino; 2003, la formazione rinnovata cambia nome, con l’omaggio a Paul Klee: 17perso. Si iniziano a intuire le inclinazioni del progetto, e le prospettive sono promettenti. Nel 2011 le promesse vengono mantenute. L’ingresso di Valerio Gaglione alla seconda chitarra, Manuel Concilio alla batteria, Denis Martino al basso e Federica Addari alla voce e synth, definisce l’organico del nuovo gruppo: i Tomakin.

    Con un altro riferimento impegnativo, questa volta Aldous Huxley, il Mondo Nuovo (Thomas Tomakin, direttore del centro di incubazione e di condizionamento di Londra Centrale), il genere approda a una «new wave, che è la grande influenza musicale del gruppo, fermamente indipendente, esigenza intellettuale imprescindibile», come ci racconta Alessio.

    Geografia di un momento“, esordio discografico, ripercorre i passi compiuti in quasi una decade di musica, riproponendo i brani più importanti, come “Quando sogno” e “Joasia“; ma è con “Epopea di uno qualunque” che si è di fronte alla prima vera fatica discografica, un concept strutturato in una rassegna (spesso autobiografica) dell’antieroismo genuino della vita. Per questo “oggi non è un problema, domani non è un teorema pensare a un vivere eccezionale” (Quasi mai delusi): l’epopea di una quotidianità noiosa disillusa, ma non per questo meno epica, l’epopea della “gente che costituirebbe a prima vista una massa anonima ma che, se indagata con solo un poco di attenzione, riserverà molte sorprese e curiosi aneddoti: insomma gente di cui vogliamo raccontate per rendere il doveroso tributo all’incanto del quotidiano che da sempre ci avvince, come se ci trovassimo in un travolgente remake neorealistico, in una metafisica dell’effimero e del banale” (Pier Vittorio Tondelli).
    Uscito nel 2013, per la produzione esecutiva di Michele Bitossi e con la produzione artistica di Fabio Martino (Yo Yo Mundi, in studio e sul palco con Ivano Fossati, Franco Battiato, Giorgio Gaber, Manu Chao) e Mattia Cominotto (ex Meganoidi, già al lavoro con Tre Allegri Ragazzi Morti, Numero 6, Lava Lava Love), il disco raccoglie consensi unanimi ed entusiasti attraverso un numero eccezionale di recensioni lusinghiere. Da aprile a settembre, i Tomakin hanno tenuto circa venti concerti, fra cui gli opening-act a Jutty Ranx e Motel Connection, a proprio agio con artisti, a prescindere dal genere, indipendenti, vera e propria filosofia artistica prima ancora che inclinazione musicale.

    tomakin-2L’Altrove ha tutte le carte in regola per candidarsi come palcoscenico perfetto, offrendo impianti tecnici all’avanguardia e un pubblico entusiasta. Il tappeto ritmico del basso si stende sotto l’impalcatura granitica della batteria e il synth pungente si innesta sulla voce tiratissima, creando un dipinto musicale che assomiglia a un Pollock manierista. Noise rock consapevole e non casuale, un’esibizione matura e, rispetto all’incisione algebrica in studio, disinibita e muscolosa. I Tomakin propongono i personaggi e le attitudini che abitano la loro epopea, la frustrazione di chi sottostà alla Legge di Murphy e sa bene che “quando le giornate iniziano male è quasi impossibile farle cambiare”; dai postumi dell’euforia artificiale di un Rave, in cui sono “sempre frantumati gli apparati razionali”, all’Epopea di uno qualunque, quello che, come tutti prima o dopo “cominciò ad odiare il suo parquet in teak, poi guardò la ballata di Stroszek” e, di conseguenza, a “recitare per mancanza di consolazione, morire di paura per eccesso di immaginazione”. Il concerto cresce di intensità canzone dopo canzone: il pubblico è coinvolto, in piedi davanti al palco a ballare; Alessio si “gasa tantissimo” agli effetti di Berna, Meganoide e tecnico del suono d’eccezione, sfoderando al microfono tutta la potenza della sua voce; Giovanni salta giù dal palco chitarra al braccio, fondendo musicista e spettatore in una sola persona.

    «Genova rimane la città con il posto privilegiato nel cuore del gruppo», ci rivela Alessio a fine concerto; «qui registriamo, negli studi di Greenfog, e qui abbiamo parte delle nostre radici». L’acquese è da sempre un terreno fertile per le formazioni musicali di un certo spessore: basti pensare ai Knot Toulouse, gruppo ormai leggendario dell’underground folk-psichedelico e agli Yo Yo Mundi, formazione combat folk rock affermatasi ormai a livello internazionale. Con l’augurio che i Tomakin confermino sempre di più quello che hanno dato prova di essere: una realtà di punta dell’intero scenario indipendente.

     

    Nicola Damassino

  • Emergenza Festival a Genova: il concorso dedicato alle band emergenti

    Emergenza Festival a Genova: il concorso dedicato alle band emergenti

    musica-live-concertoAnche quest’anno fanno tappa a Genova le selezioni per Emergenza Festival, il più grande evento dedicato al mondo delle band emergenti, di qualunque età e genere musicale.

    Nel capoluogo ligure saranno selezionate 35 band, che si esibiranno sul palco de La Claque nel centro storico.  La band vincitrice delle selezioni avrà l’opportunità di suonare all’Alcatraz di Milano assieme alle altre band italiane vincitrici delle rispettive selezioni regionali; chi passerà il turno, potrà suonare presso il Taubertal Open Air Festival in Germania, tre giorni di grande musica in cui i gruppi selezionati potranno condividere il palco con artisti famosi e suonare di fronte a 30.000 persone.

    Ogni band avrà a disposizione un set di 30 minuti per suonare, il pubblico selezionerà i gruppi che passeranno al turno successivo attraverso un voto aperto.

    Le iscrizioni al festival sono aperte sino al 31 gennaio 2014, per informazioni e iscrizioni delle band si può consultare il sito dedicato al festival www.emergenza.net.

    Oltre il concorso e le esibizioni dal vivo, l’organizzazione garantisce a tutte le band partecipanti la distribuzione internazionale su iTunes, un servizio fotografico professionale, la recensione e la promozione del proprio lavoro audio. Nelle serate saranno inoltre presenti dei responsabili che selezioneranno dei gruppi (a prescindere dal risultato della gara) per concerti ed esibizioni all’estero sponsorizzate da Emergenza. Lo scorso anno sono stati 26 i gruppi che hanno oltrepassato i confini Italiani per suonare nei migliori club europei.

    Un’altra iniziativa integrata nel concorso è l’Italian Road Tour: ogni sera la band vincitrice oltre ad accedere al turno successivo, avrà la possibilità di suonare come ospite in un’altra sede di Eemergenza a propria scelta. Si tratta di un attività importante che coinvolgerà oltre 200 gruppi emergenti in tutta Italia

    Tutti i gruppi emergenti senza contratto , solisti e tutti i muscisti che propongono uno show live che non sia legato ad attività di Dj possono richiedere la partecipazione sul sito www.emergenza.net. Per info: italia@emergenza.net

    emergenza-festival-logo

     

     

     

     

     

  • Concerto gospel con il giovane talento americano Cedric Shannon Rives

    Concerto gospel con il giovane talento americano Cedric Shannon Rives

    Coro Gospel Cedric Shannon RivesVenerdì 20 dicembre si rinnova l’appuntamento con il tradizionale concerto di Natale Gospel a cura del Museo del Jazz: ospite della serata, uno dei più formidabili giovani talenti del nuovo gospel americano, Cedric Shannon Rives, accompagnato per l’occasione dagli Unlimited Praise Gospel Singers,ensemble straordinariamente affiatato e duttile nel costituire una vera e propria “piccola orchestra” vocale composto da una vocalist soprano, due contralti, due tenori, tutti come lui originari di St. Louis nel Missouri.

    Cedric Shannon Rives è conosciuto negli Stati Uniti anche come compositore e attore di musical. Ha seguito giovanissimo le orme del padre, anch’egli cantante di gospel, cominciando a cantare nel Coro Giovanile di St. Louis.

    A nove anni già cantava da solista, a undici ha tenuto il primo concerto, accompagnato da un’intera orchestra: un enfant prodige, in pratica.
    Oltre a interpretare il gospel tradizionale, Shannon come s’è detto è anche uno straordinario compositore di nuovi inni e preghiere in musica: i suoi brani sono stati interpretati in questi anni da artisti leader del settore come le Pace Sisters, Darwin Hobbs, Dewayne Woods.

    Nel 2011 e 2012 Cederic Rives ha spopolato nel mercato gospel americano con il suo ultimo album, Sing You Out The Four Walls.

    Cedric Shannon Rives and Unlimited Praise Gospel Singers
    Cedric Shannon – direttore
    Amy Detrace Hilton Corner – soprano
    Amber Cierra Elliott – contralto
    Vernell Lamount Warlick – tenore
    Jamez D. Lee – tenore
    Nilli Kanetra Ervin – contralto, piano

    Appuntamento alle ore 21. Ingresso 10 euro, ridotti 5 euro.

  • Bobby Soul e Alessio Caorsi, il duo acustico: anche questa è movida

    Bobby Soul e Alessio Caorsi, il duo acustico: anche questa è movida

    Bobby Soul Alessio CaorsiBobby Soul, all’anagrafe Alberto De Benedetti, non è un nome che suonerà nuovo a chi il panorama musicale genovese lo conosce e lo frequenta da anni. Con alle spalle oltre un ventennio di musica, Bobby Soul si contraddistingue per un’attività instancabile, che non si limita alle apparizioni dal vivo, ma comprende anche attività teatrale (in collaborazione con il Teatro Garage di Genova). Non solo: definire versatile un musicista come lui sarebbe riduttivo. La sua tentacolare vivacità musicale ha condotto la sua ricerca verso rotte non così trafficate, con risultati sorprendenti. Black music, funk, elettronica, blues, country, il tutto magnificamente amalgamato da una voce poliedrica e inevitabilmente soul.

    Dal dj set al gruppo tradizionale, il genovese ha dato vita a progetti musicali importanti: dalla musica etnica dei Sensasciou, “gruppo che ha contaminato ritmi giamaicani e afro-americani con la tradizione popolare genovese”, alla scena indipendente con le Voci Atroci, “gruppo a  cappella dalle vertiginose e bizzarre performance vocali guidato dall’attore musicista Andrea Ceccon”, alla consacrazione internazionale dei Blindosbarra, “probabilmente la più importante formazione funk italiana” (prodotti da Ben Young dei Massive Attack). E ancora Contesti Scomodi, Les Gastones, Mellow Yellow, Soltantosoul, Funk-in-Italia, a dimostrazione di quanto vorace sia la sua l’esigenza di fare musica.

    Difficile, con un curriculum del genere, rinunciare a un’esibizione acustica dei BlindBonobos, al Kitchen di Genova, nel cuore del centro storico e della movida del sabato sera, ingresso libero. Capitiamo quasi per caso davanti alla locandina, e subito decidiamo di entrare. Il Kitchen accoglie come pochi locali sanno fare, offrendo un ambiente squisitamente arredato e un’illuminazione perfetta. Il piccolo palco nell’angolo della sala principale sembra fatto su misura per l’esibizione: voce e chitarra, Bobby Soul e Alessio Caorsi.

    Boccale di birra e si parte con la potenza di un duo che non ha nulla da invidiare a una band. La chitarra di Caorsi è proteiforme: uno strumento che esaurisce l’intera sezione strumentale; e il polso del chitarrista è esaltante: riesce a far venire voglia di ballare, restituendo alla ruvidezza delle corde un groove caldo. Bobby Soul, invece, suona il microfono. La sua intesa con il chitarrismo sostenuto del suo socio è alchemica, dà profondità al suono e si impone con un lirismo nero che emerge dai polmoni e si infrange nella gola.

    La voce sanguigna di Bobby Soul sfugge alla rarefazione stilistica, impone il sangue e il sudore alle note, declina i testi come urgenze emozionali, scopre il nocciolo del reattore lasciando emergere tutta la sua energia senza censure e dunque, inevitabilmente, scuote e coinvolge. Il suo piede scandisce il ritmo di ogni pezzo, sbattendo il tallone su un cajon amplificato. La serata procede con pezzi come Hurt (Nine Inch Nails, Johnny Cash), Personal Jesus (Depeche Mode) e Seed 2.0 (The Roots), ma anche inediti dell’ultimo album, il ventesimo della sua carriera.

    A fine serata il pubblico è in autentico visibilio. Non si vuole tornare a casa e, soprattutto, non si vuole lasciare andare via i due musicisti. Si susseguono i bis e se ne perde il conto, tra gli applausi unanimi.

    A fine serata scambiamo due chiacchiere con Bobby Soul e da tutto questo eclettismo, scopriamo che la vera ispirazione della sua musica rimane «la psichedelia, da Jimi Hendrix ai Pink Floyd, fondendone le sonorità alle sincopi del funk». Una sorpresa che fa da preludio alla sua impressione, tutt’altro che scoraggiante, sul panorama musicale genovese «promettente e vivace come pochi altri sul territorio nazionale, che si riflette in un’attività live genuina, nei locali, a stretto contatto con la gente, e non distaccata come un’esibizione da stadio, dove la musica può esprimersi ed entrare nell’anima del pubblico». Un palcoscenico perfettamente coerente con la natura della black music, musica di strada, quella “ghetto music” che a Genova trova terreno fertile per esprimersi.

     

    Nicola Damassino

  • Francesco Tricarico, il cantautore milanese in concerto a La Claque

    Francesco Tricarico, il cantautore milanese in concerto a La Claque

    Francesco TricaricoVenerdì 13 dicembre La Claque ospita il concerto di Francesco Tricarico, cantautore milanese divenuto famoso nel 2000 grazie al brano Io sono Francesco, vincitore di un disco di platino e nomination, una al P.I.M come Canzone dell’anno e una agli Italian Music Awards prima e seconda edizione.

    Tricarico è accompagnato in acustico da Marco Guarnerio, ex chitarrista degli 883 e Michele Fazio al pianoforte presenta al pbblico genovese a partire dalle ore 21.30 i brani del nuovo album Invulnerabile, che contiene i due singoli L’America e Riattaccare i bottoni.

    BIOGRAFIA

    Tricarico ha all’attivo sei dischi, il primo Tricarico, (2002), è  stato presentato al grande pubblico durante l’apertura dei concerti del Quinto Mondo Tour di Jovanotti; nel 2004  ha pubblicato il secondo album Frescobaldo nel recinto e l’anno successivo ha collaborato alla colonna sonora del film Ti amo in tutte le lingue del mondo di Leonardo Pieraccioni, grazioe a cui ha ottenuto la nomination al Nastro d’Argento 2006 e ha vinto il premio Mario Camerini come “Migliore canzone da film” a Castelbellino.

    Nel febbraio 2008 Tricarico partecipa al Festival di Sanremo vincendo il Premio della Critica “Mia Martini” con il brano Vita tranquilla. Alla fine della manifestazione, esce il suo terzo album, intitolato Giglio che porta Tricarico ad esibirsi in tutta Italia.Nel 2009 escono Il bosco delle fragole anticipato dal singolo omonimo presentato a Sanremo e il suo primo libro, Semplicemente ho dimenticato un elefante nel taschino della Bompiani editore

    Nel 2011 partecipa al Festival di Sanremo nella categoria Big con il brano Tre colori e pubblica il suo quinto album L’imbarazzo.

    La carriera di Tricarico spazia anche nella pittura, 5 dei suoi quadri sono stati esposti nell’ importante galleria De Magistris a Milano e una delle sue opere è la copertina dell’ultimo disco.

    Ingresso 15 euro intero, 12 euro ridotto

  • Cross riders, rassegna multimediale di musica elettronica

    Cross riders, rassegna multimediale di musica elettronica

    Crossi riders musica elettronicaSabato 14 dicembre torna al Museoteatro della Commenda di Prè Cross riders 2, la rassegna multimediale di musica elettronica ed immagini a cura di Duplex Ride e Casa della Musica in collaborazione con Mu.MA.

    L’appuntamento è dalle ore 17 alle 19, l’ingresso libero fino ad esaurimento posti

    Un incrocio di sinestesia tra suono e visione, che mette in comune le ricerche artistiche dei vari componenti di Duplex Ride. Musica e immagini, sotto forma di concerti e proiezioni video, s’intersecano con altre forme di espressione creativa, dal reading poetico alla performance, dalla pittura alla fotografia.

    Ecco la scaletta della giornata

    Electronic live set di

    -NOS con performance di Francesca Caso / Emanuela Siciliano / Rita Troiano

    NOS e’ formato da Marco Cacciamani, Claudio Ferrari e Riccardo Canessa. Essenzialmente improvvisate, le loro performances sono integrate con videoproiezioni curate da Gianriccardo Scheri ed aperte ad interventi di ospiti. Si definiscono un gruppo d’improvvisazione elettrotecnica, i cui diversi incontri in studio e i concerti dal novembre 2008 hanno finora fruttato 2 CD autoprodotti.

    Francesca Caso, Emanuela Siciliano, Rita Troiano sono membri del gruppo FRAKKASSO, che ha realizzato performance in strade, piazze, parchi, bar, su alberi, piattaforme, gru, case, negozi e vetrine, per video, video artisti e per musicisti. L’improvvisazione è un elemento fondamentale della sua ricerca per una teatralità del movimento autentica e ‘necessaria’.

    AMS (AntiMediaScrambler) + Fe

    Diego Ghiddini aka AMS (AntiMediaScrambler) nasce nel circuito delle autoproduzioni dei primi anni ’80’ dove inizia la sua ricerca visiva e sonora;  collabora attivamente con gli artisti Fabrizio Basso e Silvia Cini e con loro, per tutti gli i anni ’90, fa parte dello “Strange & Alternative Team” e del gruppo “The Obscenes”. Dal 2005 , a Santiago De Compostela , e’ attivo come VJ e performer A/V riprendendo la sua sperimentazione/esplorazione sonora e visiva. Nelle sue performances utilizza principalmente synth modulari e suoni provenienti dalla realtà’ o captati casualmente nell’etere.

    Fe è un progetto “one girl band” che fonde sonorità Drone Ambient con criterio Lo-Fi per proporre sperimentazioni, analogiche con l’utilizzo di chitarre portate all’estremo, che si servono di accordature non standard e oggetti insoliti e designano un concept sonoro che va a riversarsi sullo strumento, in una sorta di operazione “sulla carne”, sinonimo di merce/oggetto.

    URNA
    è un progetto di musica rituale/sciamanica di Gianluca Martucci. Il progetto nasce nel 1998 e attraverso il suo percorso sviluppa diverse sonorità, sempre legate ad una ricerca interiore e costruite utilizzando una vasta gamma di strumenti etnici e popolari, registrazione di ambienti atmosferici e manipolazioni elettroniche. Ha all’attivo 15 album prodotti da diverse etichette, tra cui la Slaughter Prod, la Brave Mysteries,
    la Quartier23 e la Paradigms Rec.

     

  • Stév al Garage 1517: acustica ed elettronica si incontrano

    Stév al Garage 1517: acustica ed elettronica si incontrano

    stev-live-garageIl Garage 1517, il nuovo locale di Vico degli Indoratori, si potrebbe candidare come punto di riferimento di una formula innovativa per Genova, efficace ed eclettica: mercatino dell’usato, bar, spazio artistico e musicale, quest’ultimo gestito dall’associazione LESSisMORE, fondata nel 2011 dagli stessi proprietari del Garage. Insomma, come si presentano loro stessi, “a container where vintage culture enviromental sustainability, music and arts can join the same place chilling together”. Se l’eclettismo, quindi, può essere la parola chiave del posto, eclettico si può definire anche lo stile musicale di Stèv, giovane e promettente polistrumentista elettronico e ospite dell’appuntamento musicale di mercoledì sera.

    Pseudonimo di Stefano Fagnani, Stèv coniuga due aspetti della musica che apparentemente sembrano inconciliabili: l’acustica dello strumento reale e l’elettronica del campionatore sintetico, amalgamandone sapientemente le strutture e realizzando un prodotto maturo. Attenta alla melodia, la sua ricerca coniuga il suo interesse anche per il suono e il rumore (come si legge sul suo blog).

    Accolti dalla simpatia dei ragazzi del Garage e tesserati all’ingresso, saliamo nella saletta al primo piano, spazio genuinamente riservato alle esecuzioni live. Un ambiente familiare, sobrio e decisamente vintage. Poltroncine, divanetti e un arredo soffuso e vinilico fanno da sfondo al set di Stèv: una tastiera, due pad, una loop station, il portatile e una chitarra acustica. Ci avviciniamo subito mentre armeggia con la sua strumentazione, un musicista di 22 anni che dimostra immediatamente di sapere il fatto suo. Chiacchieriamo 5 minuti prima dell’inizio della serata, giusto per conoscerci un pochino meglio e magari stemperare un po’ la tensione. Ma evidentemente non c’è ne molto bisogno: Stèv ci rivela di avere un’attività live piuttosto vivace, decisamente un buon segno, sia per la sua età che per la qualità della sua produzione. Oltre a farsi conoscere in patria, vanta esibizioni addirittura a Berlino, al Minimal Bar.

    Inizia l’evento con il calore del pubblico del Garage, che fin dai primi loop dimostra un’accoglienza particolare, diventata a fine serata vero e proprio entusiasmo. L’atmosfera del posto riesce a essere complice della risposta dei presenti, che ormai hanno riempito la stanza. Stèv, da parte sua, si muove perfettamente a suo agio tra un accordo di sintetizzatore e una sequenza di drum pad, tra un arpeggio di chitarra e una modulazione di effetti. L’electro-ambient dei suoi brani è consapevole del proprio minimalismo, facendone un punto di forza equilibrato, senza eccedere nella sovrapposizione di tracce né scadere nel semplicismo. Insomma, Stèv ha fatto suo in modo limpido il motto che da nome all’associazione: “less is more”, già celebre slogan di Ludwing Mies van der Rohe, architetto e designer tedesco a cui i fondatori intendono rendere omaggio.

    La serata procede con le esecuzioni dei brani dei suoi primi due EP, Windmills e Colorless Sky. Il suono è diverso rispetto alle tracce su SoundCloud: la versione live dei pezzi rende a meraviglia, e svanisce quell’effetto saturato della registrazione in studio. Via la sterilità digitale, emerge una profondità di suono efficace, in cui predomina più potenza degli effetti e maggiore incisività del reparto ritmico. Le percussioni si fanno protagoniste, sia scandendo le linee armoniche degli strumenti, sia coinvolgendo i giochi di rumore che la ricerca di Stèv offre e che ne personalizzano le composizioni.

    Emergono Paint Me Like the Sky e Lullaby su tutte, con momenti di coinvolgimento del pubblico che -forse- neanche Stèv si aspettava. A richiesta anche il bis del primo brano, cosa che, di certo, si dovrà abituare a fare, visto quanto si sta dimostrando promettente. A giorni, il 10 Dicembre, uscirà il suo terzo EP intitolato Elsewhere. “Awesome show yesterday in Genoa, one of the best places with the kindest people, it was really a pleasure playing there!” è il saluto che Stèv riserva su Twitter, augurandoci che l’intraprendenza di Stefano e dei ragazzi del Garage abbia la fortuna che merita e che venga accolto l’invito di LESSisMORE, “tutti a Genova, che è una bella città”.

     

    Nicola Damassino

  • Joel Cathcart, il compositore irlandese in concerto nel centro storico

    Joel CathcartGiovedì 5 dicembre giornata all’insegna della musica d’autore nel centro storico di Genova: Vanuart e la Passeggiata Libro Caffè in piazza Santa Croce organizzano infatti il concerto di Joel Cathcart, artista e compositore irlandese originario di Belfast.

    Chitarra acustica, pezzi indipendenti e originali e il suo Hang, strumento metallico che si suona con il polso, il palmo e le dita delle mani, sono gli ingredienti della serata.

    I suoi interessi passano dall’improvvisazione alla composizione, dal montaggio del suono alla pittura, la fotografia, la poesia, le percussioni, come il curioso hang, dal suono mistico.

    Joel ha conseguito il dottorato in Composizione presso la Queen’s University Belfast, dove studiò con Piers Hellawell.

    Il live sarà intervallato dalle incursioni poetiche dei Fischi di Carta.

    L’ingresso è libero, è gradita un’offerta per l’artista.

    A seguire, l’artista si sposterà alle 22 presso La Bottega del Conte, per proseguire il viaggio verso frequenze inaspettate.