Tag: iniziative

  • L’Italia è migliore senza i Cie: petizione on line per chiuderli

    L’Italia è migliore senza i Cie: petizione on line per chiuderli

    Una petizione per chiedere a gran voce la chiusura di quelle che sono delle vere e proprie carceri, i centri di identificazione ed espulsione, strutture dedicate al trattenimento degli stranieri extracomunitari irregolari destinati all’espulsione. L’obiettivo dei centri è evitare la dispersione degli immigrati senza regolare permesso di soggiorno sul territorio e consentirne il rimpatrio. Ma sempre più spesso, nonostante sia quasi impossibile entrare in contatto con i reclusi, si sente parlare di violazione dei diritti e sono numerose le denunce di abusi e violenze a danno delle persone rinchiuse nei Cie.

    Attivazione di un tavolo di monitoraggio, abrogazione della Bossi-Fini e chiusura dei Cie in tutta Italia: è quanto chiede la Rete Primo Marzo che ha lanciato una raccolta di firme on line su http://www.petizionepubblica.it/

    A Modena nel 2002 la raccolta di firme dei cittadini, favorì l’apertura dell’allora CPT, trasformato in CIE nel 2008. Oggi, dopo averne messo in evidenza tutta l’inefficacia dal punto di vista umano, economico e culturale, la Rete Primo Marzo si rivolge ai cittadini per chiedere, attraverso una petizione popolare, la chiusura dei CIE a Modena e su tutto il territorio nazionale.

    «Chiediamo l’abrogazione della legge “Bossi Fini” (L. 189/2002 ), attraverso una legislazione che garantisca il rispetto della Costituzione Italiana e della Carta dei Diritti Fondamentali, che sappia individuare procedure burocratiche idonee a far fronte a tutte le dinamiche legate al fenomeno dell’immigrazione, che sappia sviluppare una cultura politica basata sulla giustizia, sull’accoglienza, sulla libera circolazione, sulla integrazione e solidarietà tra tutte le persone».

    «Per noi la cancellazione della legge firmata a suo tempo dall’attuale presidente della Camera e dall’ex segretario della Lega è un punto prioritario – ha spiegato Kyenge Kashetu, Rete Primo Marzo – per combattere il razzismo istituzionale e favorire un cambiamento di approccio alle tematiche relative all’immigrazione».

    «Ogni persona, senza esclusione, ha il diritto di spostarsi liberamente dalla campagna verso la città, dalla città verso la campagna, da una provincia verso un’altra. Ogni persona ha il diritto di lasciare un qualsiasi Paese per andare in un altro e di ritornarci.
    Le persone migranti devono essere uguali davanti alla legge, allo stesso titolo dei nazionali e dei cittadini dei paesi di residenza o di transito. Nessuno deve essere sequestrato, imprigionato,deportato o vedersi limitare la propria libertà», dalla Carta Mondiale dei Migranti.

     

    Matteo Quadrone

  • Io sto con i lavoratori della Centrale del Latte di Genova

    Io sto con i lavoratori della Centrale del Latte di Genova

    Poco più di un mese fa la Parmalat, proprietaria dello storico marchio “Latte Oro”, ha deciso di dismettere la Centrale del Latte di Genova.

    “Io sto con i lavoratori della Centrale del Latte di Genova” è il nome della pagina facebook che i dipendenti hanno aperto in questi giorni e sulla quale si possono trovare le foto  e i messaggi di personaggi noti e meno noti che testimoniano la loro solidarietà.

    Lo scopo dell’iniziativa è quello di creare intorno alla Centrale del Latte di Genova una rete a sostegno della lotta dei lavoratori che coinvolga il maggior numero di genovesi e di quanti hanno a cuore i prodotti di qualità e il lavoro nel nostro Paese.

    La Centrale del Latte è un’azienda con i conti in ordine e rappresenta l’unica possibilità per gli allevatori genovesi di collocare il proprio latte: tutti motivi validi per fare il possibile e l’impossibile per salvarla.

    All’appello stanno rispondendo in molti: da nomi noti della cultura, dello spettacolo e dello sport a tanta gente comune.

  • Quarto: aderisci al coordinamento in difesa dell’area dell’ex manicomio

    Quarto: aderisci al coordinamento in difesa dell’area dell’ex manicomio

    Da giugno si è costituito il “Coordinamento per Quarto” al quale hanno già aderito molte persone e associazioni. Chi vuole sottoscrivere il documento e schierarsi in difesa dell’area dell’ex manicomio di Genova Quarto può farlo inviando una mail a Dorina Monaco al seguente indirizzo: dorina50@hotmail.it

    Di seguito riportiamo il testo integrale del “Coordinamento per Quarto”:

    L’ex manicomio di Quarto è stato costruito nel 1894 sul luogo in cui sorgeva Villa Isola, di proprietà della Famiglia Spinola, e andava a sostituire il precedente ospedale per infermi di mente. Dopo la chiusura è stato destinato ad altri usi, fra cui uffici ed ambulatori della locale ASL.
    Un luogo storico, ricco di memoria, ma ricco di grandi potenzialità, teatro di rivoluzioni nel campo della Salute Mentale, che ancora oggi ospita 80 pazienti e diversi presidi socio-sanitari, inoltre accoglie una importante Biblioteca per la Salute Mentale, l’Istituto Museo delle Forme Inconsapevoli, il Centro Basaglia, il Centro Diurno Il Girasole, il Centro Diurno Disabili, la Scuola Elementare e Media Barrili, il Centro per l’Alzheimer, il Centro per i Disturbi alimentari e tante altre attività. Dal punto di vista architettonico-urbanistico è preziosa isola verde con enormi spazi ancora da utilizzare.
    Guardiamo questi palazzi sognando quello che potrebbero accogliere, un luogo dove portare la bellezza, unica vera cura possibile contro la sofferenza che ormai appartiene a noi tutti. Le potenzialità di questo posto sono enormi. Facciamolo rinascere! Potrebbe diventare una cittadella per la salute, la socialità, il lavoro, per l’arte e la cultura, essere luogo di ricerca, punto d’incontro e condivisione di realtà differenti che ora più che mai hanno bisogno di lavorare vicine e di avere un loro luogo per crescere.

    Sull’intero complesso incombe, invece, la vendita con la conseguente dismissione di tutte le attività, compreso l’allontanamento imposto alle ottanta persone che vivono ormai lì anche da più di trent’anni. Con tutta probabilità è prevista l’edificazione di residenze private o l’ennesimo centro commerciale. Spazi rivolti all’interesse remunerativo del singolo, non-luoghi che aumentano l’alienazione e la compulsione della collettività.
    Al contrario è importante che i pazienti continuino a vivere dove hanno ormai radicato i loro riferimenti; alcuni vivono a Quarto da più di trent’anni e spostarli attraverso una gara o un atto amministrativo vuole dire tradire queste persone nei loro diritti e rimettere in crisi la loro salute; diamo valore alla prospettiva riabilitativa della salute mentale, nella dimensione del bene comune, nella dimensione del servizio pubblico; la Biblioteca Psichiatrica e L’Istituto delle Forme Inconsapevoli con il Mueseoattivo, devono rimanere dove sono, a testimoniare e a rinnovare la memoria, il lavoro e la cultura relativa alla storia che ha permesso di trasformare la “collina dei matti”.

    La cessione del patrimonio pubblico dell’ex OP di Quarto cancellerebbe la memoria di questi luoghi. Per questo vorremmo conoscere le ragioni che rendono tale ipotesi economicamente vantaggiosa per la collettività. C’è bisogno di andare oltre alla sola prospettiva economica, dobbiamo imparare a progettare i beni comuni attraverso la loro complessità, attraverso la ricchezza che tale complessità comporta.

    Per questo proponiamo di guardare oltre le mura dell’OP di Quarto, alle altre proprietà pubbliche contenitori di servizi alla persona. E’ possibile immaginare il trasferimento all’interno del complesso di Quarto dei diversi presidi socio-sanitari, oggi collocati sul territorio del Levante, in contesti difficilmente accessibili? Pensiamo ad esempio a Via Bainsizza e a via Torricelli, che liberandosi potrebbero essere messe facilmente sul mercato. In questo modo Quarto potrebbe diventare un modello di gestione efficace delle risorse, e nel contempo sarebbero salvaguardate le effettive necessità di bilancio da destinare alla salute di tutti i Cittadini.
    Difendiamo questa realtà, punto di riferimento per il territorio del Levante e per l’intera città.

     

    Foto di Daniele Orlandi

  • Val Polcevera: il Municipio si schiera contro i tagli ai servizi sanitari

    Val Polcevera: il Municipio si schiera contro i tagli ai servizi sanitari

    Tre mozioni che ribadiscono alcuni punti fermi per il Municipio Val Polcevera sono state discusse ed approvate all’unanimità nella seduta del 18 luglio scorso. Parliamo di tre iniziative consiliari su temi attuali e particolarmente sentiti nella delegazione: in primis la situazione della sanità, poi il proliferare di sale giochi/scommesse ed infine la difesa della storica Centrale del Latte di Fegino.
    La mozione più significativa è quella relativa alle strutture sanitarie della vallata che, prendendo spunto dalla recente chiusura, per il periodo estivo, del punto Cup di via Canepari a Certosa, evidenzia efficacemente le carenze generate da una gestione deficitaria del comparto sanitario a livello locale.

    «Premesso che sono ritenuti due punti irrinunciabili la prossima realizzazione del famoso ospedale di Ponente a Villa Bombrini e della Casa della Salute a Teglia nell’area ex Miralanza, prima che queste opere siano effettivamente presenti e funzionanti, occorre continuare a mantenere i presidi attualmente esistenti sul territorio – sottolinea il presidente del Municipio Val Polcevera, Iole Murruni – Sappiamo di trovarci nel quadro di pesanti quanto inevitabili tagli al comparto sanitario ma riteniamo che negli anni scorsi la vallata abbia già subito notevoli ridimensionamenti per quanto riguarda i servizi sanitari».
    Il punto Cup di Certosa è stato chiuso senza preavviso a partire dalla prima metà di giugno, spostando i servizi di prenotazione presso l’ex Ospedale Celesia di Rivarolo e lasciando così scoperta una zona alquanto popolosa. «Siamo riusciti ad impostare una trattativa con la Asl 3 e l’azienda ha dichiarato la propria disponibilità a tenere aperto il Cup di via Canepari per una volta a settimana, il mercoledì mattina – sottolinea Murruni – Decisione che apprezziamo ma che risulta comunque insufficiente a coprire le esigenze della popolazione. Inoltre abbiamo preso contatti con le farmacie di quartiere: una di queste ha mostrato il suo interessamento e a partire da settembre garantirà il servizio di prenotazione».
    I locali di via Canepari non sono di proprietà dell’Asl 3 che è costretta a pagare un ingente affitto e nei mesi scorsi, proprio a causa del costo eccessivo a carico dell’azienda, è stata paventata la possibilità di una chiusura definitiva del punto Cup. Per scongiurare questo rischio il Municipio Val Polcevera intende collaborare attivamente nell’individuazione di spazi idonei alternativi, al fine di mantenere l’erogazione del servizio sul territorio.
    Gli ambulatori di via Canepari – secondo il consiglio municipale – dovranno continuare a coesistere con la piastra attualmente presente presso l’ex ospedale Celesia vista l’entità numerica della popolazione presente sull’intero territorio di Rivarolo. Ma purtroppo l’orientamento dell’azienda sembra essere un altro. Il 3 luglio scorso si è svolto un incontro con l’assessore alla Salute della Regione Liguria, Claudio Montaldo e la dirigenza dell’Asl 3 alla presenza della giunta municipale della Val Polcevera ma anche dei sindaci dei comuni limitrofi (Sant’Olcese, Ceranesi, Serra Riccò, Mignanego, Campomorone). In questa sede è stato comunicato che all’interno dell’ex ospedale Celesia (sottoposto in questi mesi ad importanti lavori di riqualificazione per la trasformazione del padiglione a valle in residenzialità, ndr) verranno trasferiti servizi non alla persona e non verranno ulteriormente integrati i servizi ambulatoriali a fronte della chiusura del Cup di Certosa; gli ambulatori di via Canepari verranno trasferiti presso la palazzina della salute di via Bonghi a Bolzaneto; la radiologia del Celesia, sottoutilizzata a causa della carenza di domanda dell’utenza, verrà dismessa e trasferita, insieme al personale medico e tecnico, presso l’ospedale Gallino di Pontedecimo per potenziarne i turni offrendo un servizio più ampio nell’arco delle 12 ore.
    «Le scelte finora adottate non tengono conto della particolarità territoriale della Val Polcevera – ribadisce la mozione – e rendono deficitari i servizi ambulatoriali e Cup nella zona di Rivarolo».
    Infine, per quanto riguarda l’ospedale Gallino di Pontedecimo «Siamo preoccupati perchè, considerando il taglio dei posti letti deciso dalla spending review del Governo Monti, questo potrebbe essere il primo presidio ad essere colpito – spiega Iole Murruni – L’assessore Montaldo si è impegnato a conservare la struttura di Pontedecimo. Noi monitoreremo la situazione affinché l’ospedale lavori al 100%».
    «L’orientamento è specializzare il Gallino su interventi di media bassa intensità – continua Murruni – però vogliamo che siano garantite tutte le specialità in modo tale che l’ospedale funzioni a pieno regime». Data la nuove vocazione «Il primo soccorso dovrà essere strategico nello sgravio della mole di accessi al pronto soccorso del Villa Scassi – si legge nella mozione – sia nelle operazioni preliminari di triage e diagnosi, sia nella cura, accompagnata da prestazioni ortopediche e chirurgiche di bassa complessità che, se organizzzate a dovere, l’ospedale può certamente svolgere efficacemente. In generale il Gallino dovrà essere un polo dove si svolgono attività multidisciplinari e dove tuttte le sale operatorie sono utilizzate pienamente per fornire un servizio efficace e di qualità».
    In conclusione «Secondo noi è necessaria un’attenta pianificazione del sistema saniario locale e delle risorse disponibili con il pieno coinvolgimento di tutte le istituzioni della Val Polcevera (municipio e comuni limitrofi) e della Valle Scrivia», conclude Murruni. Il documento impegna il Presidente e la Giunta affinché «Nel municipio di competenza e più in generale nella zona che accoglie il bacino di utenza, si vigili per far sì che il livello assistenziale numerico e qualitativo non sia solo mantenuto ma ottimizzato e ampliato per quello che le strutture attuali forniscono».

    Il secondo documento punta il dito contro l’eccessiva presenza di sale giochi/scommesse sul territorio cittadino. Secondo l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), a Genova, dal 2011 sono presenti oltre 2000 esercizi con new slot e 56 sale con video lottery.
    La mozione ricorda che «Il Municipio Val Polcevera è stato tra i primi ad attivarsi per contrastare il dilagare del fenomeno delle sale da gioco e della ludopatia organizzando un’assemblea pubblica sul tema alla presenza della sindaco Marta Vincenzi, ascoltando i consigli e i pareri della cittadinanza, oltre ai funzionari della Questura e del Comune incaricati del monitoraggio del fenomeno, denunciandone gli effetti dannosi diretti e indiretti e attivandosi quale portavoce delle esigenze e delle volontà del territorio della Val Polcevera in data 8 Marzo 2012 presso la Presidenza della Repubblica, la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Liguria». Inoltre sul territorio «Si sono attivate numerose iniziative di carattere popolare sotto forma di raccolta di firme che nell’ultimo periodo sono state fatte per denunciare la volontà dei cittadini di contrastare il sorgere ed il produrre di tali attività».
    Le istituzioni locali – per quanto possibile considerando le proprie competenze – hanno provato a fornire risposte su questo fronte: la delibera n° 00013/2012, approvata dal Consiglio comunale di Genova, istituisce e disciplina la Consulta permanente sul gioco con premi in denaro e pone in evidenza le linee di indirizzo per la prevenzione della ludopatia. Mentre la Legge Regionale n° 17 del 30 Aprile 2012 pone limiti all’esercizio delle attività delle sale da gioco, vieta la pubblicizzazione delle vincite, la pubblicizzazione dell’apertura o dell’esercizio di sale da gioco, e istituisce sanzioni amministrative per i trasgressori di quanto sancito negli articoli 1 e 2 della detta legge.
    La mozione approvata all’unanimità impegna Presidente e Giunta «A farsi portavoce presso il Comune di Genova affinché venga attivata la Consulta Permanente sui Giochi con premi in denaro, così come stabilisce la deliberazione consigliare del 28 Febbraio 2012; a farsi portavoce presso il Comune di Genova affinché, in detta Consulta, sia presente di diritto un delegato per ogni Consiglio Municipale di Genova; a continuare l’azione di sostegno del Municipio alla Fondazione Antiusura, alla Caritas, all’ARCI, alle ACLI, a Libera, e a tutte le associazioni che similmente si occupino di contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo, della ludopatia, e dell’usura; a sostenere ogni iniziativa lecita, quali ad esempio raccolte firme per petizioni o iniziative di legge, volta a modificare la legislazione nazionale in modo da contrastare il fenomeno in oggetto, sia in riferimento ai pericolosi effetti della ludopatia sia, soprattutto, in merito alla possibilità di limitare o impedire l’apertura di nuove sale gioco e di scommessa; a sollecitare gli enti preposti per una completa e piena applicazione della legge Regionale 17 del 30 Aprile 2012».
    Infine un focus particolare è posto sulla nuova attività, aperta da pochi mesi a meno di dieci metri in linea d’aria dal complesso scolastico di piazza Pallavicini a Rivarolo, per cui occorre «Verificare con gli enti preposti l’iter procedurale e giudiziario della diffida in essere a carico della sala slot di Via Vezzani 1».

    La mozione sulla Centrale del Latte di Fegino, invece, ribadisce la difesa di un sito produttivo attivo da 75 anni, oggi a rischio chiusura a causa delle scelte della proprietà. «Il Municipio si oppone con decisione alla scelta preannunciata da Parmalat-Lactalis di voler chiudere la Centrale del Latte, esprimendo forte solidarietà verso tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici di questa storica azienda polceverasca – sottolinea il documento approvato all’unanimità – il pericolo maggiore è quello di perdere dei posti di lavoro sia in maniera diretta con i dipendenti (75 lavoratori) sia di tutto l’indotto (circa 200 operatori tra allevatori, trasportatori e cooperative dell’alta Valpolcevera)».
    L’azienda ha comunicato che manterrà un magazzino di smistamento nel Mercato Ortofrutticolo di Genova-Bolzaneto, ma come precisa la mozione «Non si hanno alcune garanzie circa il numero degli occupati in questa nuova attività e sul tipo di contratto che sarà stipulato».
    Il piano industriale presentato attualmente da Lactalis «Si configura come un piano di dismissioni, rappresentando l’ennesimo schiaffo delle grandi multinazionali alle produzioni locali, anche se valide ed efficienti, oltre che una presa in giro per i consumatori genovesi che continueranno ad acquistare Latte Oro pensando che sia prodotto e provenga da Genova ed invece non sarà più così».
    Secondo il Municipio Val Polcevera «Il rilancio e lo sviluppo della Centrale del Latte di Genova potrebbe essere al centro di un polo agroalimentare ligure (eventualmente in un nuovo sito produttivo) a salvaguardia degli attuali livelli occupazionali».
    Il documento impegna il Presidente e la Giunta ad «Attivarsi presso il Comune di Genova e la Regione Liguria per la difesa delle prospettive produttive e dei livelli occupazionali della Centrale del Latte di Genova e del suo indotto, mettendo a disposizione le strutture del Municipio per facilitare incontri tra le parti; a verificare le ricadute della cessata produzione della Centrale di Fegino sulla lavorazione e confezionamento di prodotti caseari utilizzati anche per prodotti con marchio IGP (tipo “focaccia di Recco”); a verificare la compatibilità e le criticità che un magazzino di distribuzione di latticini può creare all’interno della struttura del Mercato Ortofrutticolo di Bolzaneto».

     

    Matteo Quadrone

  • Quarto, ex manicomio: il Municipio Levante chiede garanzie sul futuro dell’area

    Quarto, ex manicomio: il Municipio Levante chiede garanzie sul futuro dell’area

    Manicomio di QuartoMercoledì 19 luglio il consiglio del Municipio Levante ha approvato all’unanimità un documento, contenente alcune integrazioni proposte dai consiglieri di minoranza, in cui si chiedono garanzie sul futuro dei servizi e delle aree dell’ex ospedale psichiatrico di Quartoun complesso che la Regione Liguria ha messo in vendita, insieme ad altri cespiti immobiliari, per coprire il profondo rosso della sanità ligure  – nonché l’attivazione di un tavolo di confronto che veda la partecipazione del Distretto Socio-Sanitario, di Asl 3, Regione, Provincia, Comune, Municipio, Arte e del Coordinamento di Quarto.

    «Si tratta di un’iniziativa importante che tutti i gruppi all’opposizione hanno voluto fortemente sostenere – spiega Walter Vassallo, presidente della I Commissione, competente in materia di pari opportunità – Un esempio tangibile, dove il buon senso è stato trasversale a qualsiasi posizione individualistica. Siamo tutti in perfetta sintonia con il testo, approvato all’unanimità dal consiglio, che include le integrazioni portate avanti da tutti i gruppi della minoranza. Alcune di queste integrazioni sono frutto delle osservazioni fornite dall’Associazione famiglie pazienti psichiatrici Alfapp, che ringrazio, e hanno l’obiettivo di scongiurare scenari di emarginazione per i pazienti e garantire che non si presentino casi di disorientamento per paventati trasferimenti verso altre strutture».

    Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che da mesi si sta occupando della questione riguardante la cessione degli immobili dell’Asl 3, ha assistito ai lavori del consiglio municipale e sostiene la richiesta del Municipio Levante «Ritengo molto significativa la presa di posizione unitaria del Municipio: si chiede a Regione, Arte (agenzia regionale territoriale per l’edilizia, oggi proprietaria degli immobili compresi nell’ultima cartolarizzazione del 2011, ndr) e ad Asl di discutere insieme il futuro delle aree di Quarto, dei pazienti e dell’offerta sanitaria nel Levante cittadino. Mi auguro che questa richiesta, assolutamente ragionevole, venga accolta al più presto. C’è poco tempo per risolvere un grande pasticcio, ma il quartiere e i pazienti hanno diritto di dire la loro su un’operazione che porterà molti milioni di euro nelle casse pubbliche».

    La mozione del consiglio municipale sottolinea quanto sia necessario – considerando che il Levante  è stato progressivamente depauperato di servizi sanitari – disporre di una piastra socio-sanitaria a conforto dei residenti. Inoltre il mantenimento o il cambio di destinazione d’uso delle aree già vendute a Valcomp due e delle aree recentemente vendute ad Arte, potrebbero costituire un fattore determinante per la salvaguardia dell’area dell’ex Ospedale Psichiatrico – un patrimonio del Levante genovese e di tutta la città – nelle sue valenze architettoniche, storiche, sociali, sanitarie, ambientali.

    Regione e Comune, infatti, dovranno concordare il cambio di destinazione d’uso per le aree dell’ex manicomio di Quarto, in modo tale da consentire ad Arte la valorizzazione degli immobili acquisiti. «Non vorrei che questo momento arrivasse proprio nel periodo estivo, quando l’attenzione di tutti è più scarsa – sottolinea Pellerano – Il Comune avrà un breve margine temporale per poter presentare la sua proposta di cambio di destinazione d’uso. Nel qual caso non si esprimesse la Regione può sostituirlo. Secondo me è opportuno, prima di fare qualsiasi scelta, prendersi il tempo necessario per ragionare. E confrontarsi con le esigenze del quartiere».

    I principali obiettivi da raggiungere in sede di tavolo di confronto sono: la sospensione dei trasferimenti dei pazienti, un accordo per continuare a garantire i servizi sanitari alla struttura del Levante genovese cercando di costituire una Casa della salute ed il mantenimento, almeno parziale, della funzione pubblica delle aree di Quarto.

     

    Matteo Quadrone
    [foto e video di Daniele Orlandi]

  • Sampierdarena e la solidarietà con le popolazioni colpite dal terremoto

    Sampierdarena e la solidarietà con le popolazioni colpite dal terremoto

    Si è conclusa “ Noi per l’Emilia” la serie di iniziative del Municipio Centro Ovest per le popolazioni colpite dal terremoto. Oltre mille euro il contributo dei Sampierdarenesi che hanno partecipato alle serate in Villa Scassi, un furgone di prodotti alimentari e d’uso, a cui si aggiunge la devoluzione del gettone di presenza dei Consiglieri del Municipio Centro-Ovest e una donazione personale del Presidente Franco Marenco.

    Questo il bilancio della solidarietà per le popolazioni colpite dal terremoto in Emilia che è stato presentato ieri durante la seduta del Consiglio del Municipio Centro Ovest. Il ricavato è stato destinato al comune di Quistello e al campo di San Felice sul Panaro allestito dalla Regione Liguria anche con la collaborazione dei volontari di Sampierdarena e San Teodoro.

    «Un piccolo contributo rispetto al grande dramma, un segnale concreto di vicinanza e solidarietà sottolinea il presidente del Municipio Franco Marenco – buona la presenza di cittadini che hanno risposto alla chiamata di solidarietà e hanno partecipato a tenere vive e ricche di cose buone le sere Sampierdarenesi».

  • G8 e Carlo Giuliani: l’inchiesta sulla morte nel documentario “La trappola”

    G8 e Carlo Giuliani: l’inchiesta sulla morte nel documentario “La trappola”

    carlo giuliani g8Genova, 20 luglio 2001. In piazza Alimonda, durante una delle manifestazioni che hanno fatto da contorno al G8, muore Carlo Giuliani.

    Per ricordare quanto avvenuto, oggi pomeriggio alle 15 in piazza Alimonda si raduneranno tutti coloro che vogliono tenere viva l’attenzione non solo su questa morte ancora così piena di dubbi, ma anche su tutte le violenze che sono state compiute dalle forze dell’ordine, in primis quelle alla scuola Diaz che hanno portato poche settimane fa alla condanna definitiva in Cassazione e interdizione dai pubblici uffici per alcuni dei nomi più influenti della polizia italiana.

    Per chi vuole capire meglio cosa è accaduto, e soprattutto analizzare le ragioni di chi non crede nelle “verità ufficiali”, è importante guardare il documentario La trappola, voluto e prodotto a partire dal 2006 – e arricchito nel corso degli anni, man mano che si acquisiva nuovo materiale – dal Comitato Piazza Carlo Giuliani e diretto da Bruno Luverà, inviato del Tg1 durante il G8 e vincitore del premio giornalistico Saint Vincent 2002 per la sua inchiesta sulle violenze a opera delle forze dell’ordine: il filmato, che dura oltre un’ora, riparte da zero nel ricostruire i fatti che hanno portato alla morte del ragazzo attraverso una ricca documentazione di fotografie, filmati (soprattutto tratti dall’archivio Rai), registrazioni telefoniche e testimonianze rese nel corso dei processi.

    Qui il video del documentario La trappola.

    Marta Traverso

  • Mostra del Tigullio, al via a Chiavari  la 155esima edizione

    Mostra del Tigullio, al via a Chiavari la 155esima edizione

    ChiavariE’ un appuntamento ormai storico nell’estate del Tigullio, giunto addirittura alla 155esima edizione: stiamo parlando della Mostra del Tigullio, in programma quest’anno dal 20 al 22 luglio a Chiavari.

    L’iniziativa, organizzata dalla Società Economica di Chiavari in stretta collaborazione con le principali associazioni di categoria, nasce con l’obiettivo di difffondere e far conoscere le eccellenze dell’agroalimentare, dell’artigianato e dell’industria del Tigullio.

    Novità di questa edizione è Tigullio Art, una mostra mercato dei giovani artisti del Tigullio, con esibizioni live; inoltre nelle vie del centro storico sono in programma giornate dello sport,degustazioni di prodotti a km0,  mostre di fotografia d’autore, concerti, e l’apertura straordinaria non-stop dei Musei dell’Economica.

    Ecco il programma dettagliato della manifestazione

    Venerdì 20 luglio

    Ore 18 – Inaugurazione della manifestazione presso la tensostruttura di palazzo Rocca e visita alle mostre (che resteranno aperte sino alle ore 23)
    -Le eccellenze del Tigullio (piazza Fenice)
    -Tigullio Art – giovani artisti del Tigullio” (piazza Matteotti)
    -Esposizione di alcune “classic cars” della collezione di Sergio Ramasco (piazza Matteotti)
    -In piazza Matteotti giovani pittori decoreranno “live” i pannelli esterni del padiglione “Tigullio Art”
    -Esibizione del “Classic & Jazz trio” con repertorio classico e contemporaneo nello stand della Società Economica (piazza Matteotti)
    -Proiezione in multivisione dal titolo “Sogni ed incubi” a cura del TIFF- Tigullio Foto Forum (piazza Matteotti)
    -Mostra “Saluti e Baci da Chiavari – cartoline per una storia della città” (via Ravaschieri c/o Società Economica)
    -“La sedia leggera Regina di Chiavari”: fotografie ed esposizione delle sedie della collezione della Società Economica e della produzione attuale (piazza Fenice)
    -Apertura dei Musei della Società Economica di Chiavari (via Ravaschieri 15 – fino alle ore 20)
    Ore 21: concerto di Jack Jaselli in piazza Mazzini

    Sabato 21 luglio

    Ore 10-13 e 17-23 – apertura delle manifestazioni
    -Le eccellenze del Tigullio (piazza Fenice)
    -“Tigullio Art – giovani artisti del Tigullio” (piazza Matteotti)
    -Esposizione di alcune “classic cars” della collezione di Sergio Ramasco (piazza Matteotti)
    -In piazza Matteotti giovani pittori decoreranno “live” i pannelli esterni del padiglione “Tigullio Art”
    -Esibizione del “Classic & Jazz trio” con repertorio classico e contemporaneo nello stand della Società Economica (piazza Matteotti)
    -Proiezione in multivisione dal titolo “Sogni ed incubi” a cura del TIFF- Tigullio Foto Forum di Chiavari (piazza Matteotti)
    -Mostra “Saluti e Baci da Chiavari – cartoline per una storia della città” (via Ravaschieri c/o Società Economica)
    -“La sedia leggera Regina di Chiavari”: fotografie ed esposizione delle sedie della collezione della Società Economica e della produzione attuale (piazza Fenice)
    -Apertura dei Musei della Società Economica (via Ravaschieri 15 – fino alle ore 20)
    Ore 17-19: “GIORNATA DELLO SPORT” a cura di Comune, CIV e sezioni giovanili delle principali Associazioni Sportive del territorio (via Martiri della Liberazione e via Vittorio Veneto)
    Ore 21: concerto dell’Associazione “In compagnia di Mozart” con brani vocali e strumentali del repertorio classico, (tensostruttura di palazzo Rocca)
    Ore 18-24: “SPAZIO GIOVANI: musica e creatività” a cura del Centro Giovani Chiavari – Comune di Chiavari e Villaggio del Ragazzo (piazza Gagliardo)

    Domenica 22 luglio

    Ore 10-13 e 17-23 – apertura delle manifestazioni
    -Le eccellenze del Tigullio (piazza Fenice)
    -“Tigullio Art – giovani artisti del Tigullio” (piazza Matteotti)
    -Esposizione di alcune “classic cars” della collezione di Sergio Ramasco (piazza Matteotti)
    -In piazza Matteotti giovani pittori decoreranno “live” i pannelli esterni del padiglione “Tigullio Art”
    -Esibizione del “Classic & Jazz trio” con repertorio classico e contemporaneo nello stand della Società Economica (piazza Matteotti)
    -Proiezione in multivisione dal titolo “Sogni ed incubi” a cura del TIFF- Tigullio Foto Forum di Chiavari (piazza Matteotti)
    -Mostra “Saluti e Baci da Chiavari – cartoline per una storia della città” (via Ravaschieri c/o Società Economica)
    -“La sedia leggera Regina di Chiavari”: fotografie ed esposizione delle sedie della collezione della Società Economica e della produzione attuale (piazza Fenice)
    -Apertura dei Musei della Società Economica (via Ravaschieri 15 – fino alle ore 20)
    Ore 18-24: “SPAZIO GIOVANI: musica e creatività” a cura del Centro Giovani Chiavari – Comune di Chiavari e Villaggio del Ragazzo (Piazza Gagliardo)

  • Per non dimentiCarlo: venerdi 20 luglio in Piazza Alimonda dalle ore 15

    Per non dimentiCarlo: venerdi 20 luglio in Piazza Alimonda dalle ore 15

    Ad ormai 11 anni dai tragici eventi del G8 genovese del 2001, il ricordo non muore ed i cittadini che hanno vissuto quelle terribili giornate, culminate nell’assassinio del giovane manifestante Carlo Giuliani, si ritrovano in Piazza Alimonda, per ricordare Carlo e tutti quelli che subirono le ingiustificate violenze da parte delle forze dell’ordine.

    Siamo testardi, pensiamo che continuare a fare memoria sia lo strumento per ottenere un giorno la verità – scrive il Comitato Piazza Carlo Giuliani – Perché dobbiamo riuscire a evitare che ciò che è accaduto continui a succedere.
    Per questa ragione invitiamo le associazioni e tutte le persone che in questi anni hanno capito quanto è importante la memoria, a venire il prossimo venerdì 20 luglio in piazza Alimonda. Ci saranno la musica, la poesia, le parole, il loro significato autentico, le parole che contano. Staremo con Carlo fino alle 17 e 25 e anche dopo.
    Ci regaleranno la loro musica: Luca Lanzi e Andreas Peterman (Casa del Vento), Alessio Lega e Marco Rovelli, Renato Franchi e l’Orchestrina del Suonatore Jones, Contratto Sociale GNU-Folk, Bricchigotti Lambicchi e Marco Chiavistrelli.

    Il giorno seguente, SABATO 21 LUGLIO 2012, ore 17 Teatro Garage, via Paggi 43 b è previsto invece l’incontro pubblico “DOPO LE SENTENZE, LA LEZIONE DI GENOVA 2001 Leggi superate, nuove norme da introdurre, riforme indispensabili: che cosa cambia (o dovrebbe cambiare) dopo la chiusura di alcuni dei principali processi. E una domanda: quanta giustizia si è fatta?”.

    Ne parliamo con Haidi Gaggio, Giuliano Giuliani (Comitato Piazza Carlo Giuliani), Turi Palidda (Università di Genova), Emanuele Tambuscio
    (avvocato), Vittorio Agnoletto (ex portavoce Gsf). Conclude Enrica Bartesaghi (Comitato Verità e Giustizia per Genova), coordina il consigliere comunale Antonio Bruno.
    Alle ore 19,30 – cena al circolo Arci Lo Zenzero, via Torti 35 (raggiungibile a piedi dal Teatro Garage, 800 metri).
    Infine alle ore 21 sarà il momento della Fiaccolata da piazza Terralba alla scuola Diaz.

     

  • Sampierdarena, i cittadini si mobilitano: raccolta firme contro il degrado

    Sampierdarena, i cittadini si mobilitano: raccolta firme contro il degrado

    Sampierdarena, cartolina antica del 1925Una raccolta firme promossa dai cittadini per invocare una Sampierdarena migliore, un quartiere attivo e sicuro come quello che ancora ricordano gli anziani, dove si poteva passeggiare in libertà a tutte le ore, una delegazione brulicante di negozi, imprese e realtà sociali operanti sul territorio. Oggi purtroppo la situazione è cambiata radicalmente e Sampierdarena spesso viene dipinta come una periferia degradata a causa del proliferare di sale giochi/scommesse che attirano personaggi poco raccomandabili, della continua apertura di locali notturni e del conseguente abuso di alcolici, della presenza di un mercato del sesso a cielo aperto che, in particolare nella zona di San Benigno, è ormai un fenomeno endemico.

    Venerdì 20 luglio, dalle ore 17 alle 20 in piazza Settembrini, l’associazione di cittadini “Officine Sampierdarenesi, nata da pochi mesi, promuove una raccolta firme da inviare al sindaco Marco Doria, con delle richieste ben precise.

    Innanzitutto il ripristino dell’ordinanza contro la vendita di alcolici, una disposizione non rinnovata dalla nuova amministrazione comunale – come invece è avvenuto nel centro storico per la zona di Prè – in grado di suscitare un’indignazione popolare, cavalcata in maniera trasversale da tutte le forze politiche di destra e di sinistra, con il Municipio Centro-ovest che ha assunto una decisa posizione contro Palazzo Tursi «Adesso basta, richiamo ai loro obblighi istituzionali prefetto, questore e sindaco – tuona il presidente Franco Marenco – Ci dicano cosa hanno intenzione di fare per San Pier d’Arena. Chiuderla? Farla diventare un sobborgo? Il Municipio non permetterà che la negligenza di alcuni ed i diritti dei singoli avventori o di gruppi di ubriachi rissosi prevalgano sui diritti di una comunità sana come quella sampierdarenese che faticosamente sta cercando di rialzarsi. Non piacciono le ordinanze? Che si eseguano i normali controlli per far rispettare l’ordine e le regole di convivenza civile, frenare il degrado sociale ed urbano, ma che lo facciano adesso!».

    Poi la revisione degli estimi catastali al fine del calcolo Imu «Perché qui non vogliamo pagare come ad Albaro», spiega il presidente delle Officine Sampierdarenesi, Gian Franco Angusti.
    Ma l’associazione chiede anche di promuovere e rilanciare la rete del piccolo commercio, vitale per migliorare la vivibilità del quartiere «Non possiamo più assistere in silenzio alla chiusura dei negozi a causa dell’apertura di nuovi centri commerciali», sottolinea Angusti. E ancora i cittadini domandano a gran voce il completamento dei lavori in corso nella delegazione e immediati interventi nelle zone maggiormente degradate.

    «Parteciperanno persone qualunque e rappresentanti istituzionali –  conclude Angusti – la nostra è un’iniziativa bipartisan perchè i temi sui quali intendiamo attirare l’attenzione sono condivisi da tutti, senza eccezioni».

     

    Matteo Quadrone

  • Liguria, comuni ricicloni: la raccolta differenziata nel 2011 ha raggiunto il 30%

    Liguria, comuni ricicloni: la raccolta differenziata nel 2011 ha raggiunto il 30%

    Rifiuti raccolta differenziataSi è conclusa la settima edizione di Comuni Ricicloni, la campagna nata nel 1994 a cui aderiscono un numero sempre maggiore di Comuni, che vedono nell’iniziativa di Legambiente un importante momento di verifica e di comunicazione degli sforzi compiuti per avviare e consolidare la raccolta differenziata, e più in generale un sistema integrato di gestione dei propri rifiuti.

    L’iniziativa di Legambiente, patrocinata dal Ministero per l’Ambiente, in collaborazione con Conai, Consorzio Nazionale Imballaggi, premia le comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti: raccolte differenziate avviate a riciclaggio, ma anche acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati da raccolta differenziata.

    I dati relativi alla Liguria dimostrano che il valore medio della raccolta differenziata si attesta al 30%, un buon risultato considerando il dato di partenza, ossia il 17% nel 2005: si registra così un incremento medio annuo di 3 punti percentuali. Sono 9 i Comuni che raggiungono e superano gli obiettivi di legge previsti per il 2011 (45%), quasi tutti localizzati nelle province di Savona, Imperia e Genova.
    Nella classifica dei Comuni Ricicloni compie un notevole balzo in avanti il Comune di Garlenda, con il 75,44% di raccolta differenziata, registrando un incremento di oltre il 51%, che consente di passare direttamente al primo posto dall’88° di solo un anno fa.
    Garlenda, e il Comune di Noli con l’72,81% di differenziata, sono dei veri e propri fuoriclasse, in grado di anticipare persino l’obiettivo del 65% che la legge pone per fine anno.

    I risultati dei quattro Capoluoghi di Provincia non sono ancora sufficienti ma tuttavia incoraggianti: al primo posto si colloca La Spezia con il 35,27%, al secondo Genova con il 30,99%, terzo posto per Imperia con il 24,53%, e in ultimo Savona con il 21,85%.

    Solo 9 comuni rientrano nell’obiettivo di raccolta differenziata –  il 45% sul totale dei rifiuti prodotti – del Testo Unico Ambientale (d.lg. 152/2006) e solo 2 di essi superano il 65%, valore da raggiungere entro il 31/12/2012

    «I dati dimostrano che bisogna ancora lavorare con le amministrazioni pubbliche per orientarle verso una “rivoluzione culturale”, qual e’ la raccolta differenziata», dichiara Stefano Sarti, Vicepresidente di Legambiente Liguria.

    «Il cammino è ancora lungo ma un dato è certo – dichiara Renata Briano, Assessore all’Ambiente della Regione Liguria – la percentuale di raccolta differenziata in Liguria è in costante aumento. Le iniziative messe in campo dalla Regione e la crescente sensibilità degli enti locali e dei cittadini costituiscono le principali spinte verso una gestione dei rifiuti più attenta e più consapevole. Migliorare si può e i buoni esempi sono lì a dimostrarlo: diversi, infatti, sono i Comuni liguri che hanno raggiunto risultati in linea con le realtà più virtuose a livello nazionale».

    «Questa manifestazione, che noi supportiamo da anni, ha come obiettivo quello di incoraggiare tutte le realtà comunali che si impegnano nella corretta gestione dei rifiuti di imballaggio – afferma Pier Luigi Gorani, dell’Area Rapporti col Territorio CONAI – La Liguria sta andando nella direzione giusta e in questo processo virtuoso, in cui il cittadino ha un ruolo centrale, CONAI si fa garante dell’avvio a recupero e riciclo dei materiali di imballaggio (acciaio, alluminio, carta, plastica, legno e vetro) provenienti dalla raccolta differenziata e conferiti al Sistema Consortile».

    La conferenza è stata anche l’occasione per ribadire il supporto a favore del Comune di Monterosso, da parte di CONAI, per l’acquisto delle attrezzature per la raccolta differenziata nei luoghi pubblici del comune ed è un piccolo passo per il ritorno alla normalità, anche nel campo della raccolta e separazione dei rifiuti domestici, dopo la disastrosa alluvione del 25 ottobre 2011. Il riconoscimento a Monterosso fa parte di un’operazione di intervento straordinario promosso da Conai che ha consentito di erogare attraverso un protocollo di intesa firmato a novembre del 2011 con la Provincia della Spezia ed il gestore del servizio rifiuti Acam Spa, oltre 200 mila euro a favore del ripristino delle attrezzatture necessarie alla raccolta differenziata dei rifiuti.

  • Spianata Castelletto: ecco la mappa tattile per non vedenti

    Spianata Castelletto: ecco la mappa tattile per non vedenti

    GenovaDa domani (mercoledì 18 luglio) il Belvedere Montaldo, noto a tutti i genovesi come “spianata Castelletto“, sarà dotato di una mappa modellata a rilievo per le persone non vedenti. L’intento è quello di far si che anche chi non può utilizzare la vista possa “guardare” il panorama più caratteristico di Genova.

    Le colline del plastico sono state create grazie allo studio preciso delle altimetrie e sono segnati tutti i principali monumenti, i campanili di San Lorenzo e delle Vigne, la collina di Sarzano sino alla Lanterna e ai grattacieli di San Benigno.

    Questa mappa si aggiunge alle altre tre già presenti a Genova – due al Porto Antico, sul piazzale e nei pressi dei chioschi informativi, e una sul Mirador del Galata Museo del Mare –, nasce da un’idea di Lidia Schichter ed è stata realizzata per il Comune di Genova da Happy Vision, azienda leader in ambito accessibilità per non vedenti ma non solo.

    L’iniziativa, che fa parte del progetto “Cultura oltre i limiti” promosso dal Settore Musei del Comune di Genova, si inserisce in un più articolato programma di attenzione che il Comune sta riservando ai cittadini non vedenti. Da ricordare i percorsi tattili del Museo di Sant’Agostino e della Galleria d’Arte Moderna di Nervi, il “tavolo girevole” di Palazzo Bianco e la descrizione in caratteri braille sui calchi in ceramica esposti.inoltre, a supporto di alcune riproduzioni di vasi delle Collezioni civiche, è stato posizionato un tavolo girevole, appositamente pensato per i non vedenti e gli ipovedenti. I calchi in ceramica esposti hanno la descrizione in caratteri braille.

  • Regione Liguria: al via il piano per gli acquisti verdi

    Regione Liguria: al via il piano per gli acquisti verdi

    Un piano regionale per gli acquisti verdi che consente di coniugare le esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica con gli obiettivi di programmazione di acquisti, che tengano conto dei criteri ambientali legati all’uso delle risorse naturali, ai processi produttivi, all’utilizzo dei prodotti e allo smaltimento dei rifiuti.
    Questo il provvedimento presentato stamattina dalla Regione Liguria. In pratica uno strumento operativo di politica ambientale studiato per favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e di servizi a ridotto impatto ambientale, agendo sulla domanda pubblica.

    Grazie alla partecipazione come partner al progetto europeo Life+ GPPinfoNet e come capofila al progetto europeo Promise, il dipartimento ambiente della Regione Liguria ha sviluppato negli ultimi anni diverse iniziative formative e di sensibilizzazione sul tema del Green Public Procurement (GPP), ossia degli Acquisti Verdi Pubblici, accompagnando gli enti locali in un percorso di crescita verso la sostenibilità ambientale.
    Il piano costituisce un’importante tappa di questo percorso, in quanto offre proprio agli enti pubblici un utile supporto nelle loro attività di programmazione e di monitoraggio degli acquisti verdi.
    Il piano, realizzato dalla società in-house Liguria Ricerche con il contributo tecnico della società Punto3, è previsto da una legge regionale ed è in linea con il Piano di Azione Nazionale e con la normativa europea sul tema del GPP.

    La Liguria è tra le prime Regioni italiane ad aver adottato non solo una normativa specifica, ma anche un modello di piano per gli acquisti sostenibili dal punto di vista ambientale «Favorire una domanda pubblica più attenta alla tutela delle risorse naturali vuol dire spingere il mercato a crescere nella direzione della ricerca di una continua innovazione e promuovere una cultura ambientale più consapevole e più rispettosa del mondo in cui viviamo», sottolineano gli assessori all’ambiente e al Bilancio, Renata Briano e Pippo Rossetti.

  • San Bernardo: residenti e commercianti insieme, primo passo del cambiamento

    San Bernardo: residenti e commercianti insieme, primo passo del cambiamento

    Tanta gente di tutte le età, uomini, donne e molti bambini ieri pomeriggio hanno dato un tono di colore a Piazza San Bernardo, per la festa di quartiere promossa dal Quic, associazione spontanea di residenti e realtà sociali operanti nel centro storico.

    Un’iniziativa nata per celebrare la premiazione dei vincitori del gioco “Scegli il tuo commerciante preferito”, con gli abitanti più attivi impegnati, nelle settimane scorse, a consegnare in tutti i portoni della zona di San Bernardo, 400 schede per la votazione.

    «La festa di oggi è una scusa per stare insieme e condividere le nostre strade – spiega Carola, una delle prime aderenti al Quic – Nasce dal desiderio di trovare il modo per vivere meglio nel quartiere e ricostruire i legami sociali che sono andati perduti. Un tempo gli abitanti del centro storico si ritrovavano fuori dall’uscio di casa e trascorrevano le serate seduti all’aperto nei vicoli.  A maggior ragione, in un periodo così difficile, tornare a scambiarsi parole può essere un’occasione per mutare lo stato delle cose. Gli abitanti sanno bene quello che serve al quartiere. Chi vuole essere partecipe del cambiamento sarà ben accolto».

    «Si tratta di una semplice e piccola iniziativa ma con un grande valore simbolico – spiega Danilo De Luise, associazione San Marcellino – Non abbiamo avuto dissidi con i residenti, solo in pochi hanno manifestato timore che la festa potesse trasformarsi in un altro momento di “movida”. Questi processi di cambiamento funzionano come un motore diesel. Sono particolarmente lunghi. Occorre partire dalle persone che più hanno il desiderio di impegnarsi ed in una fase successiva provare a coinvolgere anche gli altri. D’altra parte il problema della scarsa partecipazione alla vita comunitaria si riscontra ovunque, in tutti i quartieri della città: oggi purtroppo il mondo del singolo individuo è assai limitato, spesso e volentieri finisce appena fuori dal portone di casa».

    «Comunque i segnali positivi ci sono – continua De Luise – ad esempio il nostro corso sulla mediazione è stato un successo. C’è la voglia di intraprendere nuovi percorsi di dialogo». 

    E l’obiettivo della festa di ieri era proprio questo: provare ad avvicinare abitanti e commercianti perchè solo attraverso la comprensione reciproca è possibile dare avvio al cambiamento. «Superata la diffidenza iniziale i negozianti sono stati ben felici di partecipare all’iniziativa», sottolinea De Luise.
    «Indubbiamente è una cosa positiva perchè avere un quartiere vivo migliora anche il nostro lavoro – spiega Paolo Barbieri, rappresentante di zona della Confesercenti Il dialogo tra le due componenti è fondamentale. Quando si parla è più facile superare le incomprensioni e remare tutti nella stessa direzione».

    Però non bisogna dimenticare che qualche problema di convivenza tra commercianti e residenti in passato c’è stato. «Ma il più delle volte è successo a causa di singole posizioni, isolate e troppo arroccate», ricorda Barbara, titolare della gelateria di via San Bernardo, premiata per la sua cordialità. Gli altri esercizi commerciali che hanno ricevuto l’apprezzamento dei cittadini sono stati il negozio di tatuaggi, in particolare per la sua originalità, il calzolaio considerato il più utile e poi un pezzo di storia della città, la famosa drogheria Torrielli. Infine, il premio assegnato ai negozi assenti, quelli di cui si sente fortemente la mancanza, ovvero edicola e salumeria.

    Presente anche l’assessore comunale a Legalità e Diritti, Elena Fiorini, una delle creatrici dell’associazione il Ce.Sto, attiva in prima linea, insieme a San Marcellino, al fianco del Quic «Sono un’antica abitante del centro storico e conosco bene questa realtà.  Le serrande aperte dei negozi sono un antidoto alla depressione giornaliera di una zona in parte recuperata ma che, almeno finora, vive quasi esclusivamente di notte. Questo è un vero peccato. Iniziative come queste sono lodevoli e fanno davvero sperare in un cambiamento».

     

    Matteo Quadrone

  • Referendum abrogazione indennità parlamentari: dove firmare

    Referendum abrogazione indennità parlamentari: dove firmare

    Una notizia passata sotto silenzio, ma che attraverso il passaparola del web sta venendo a conoscenza di un numero sempre maggiore di persone: presso i Comuni è possibile firmare per un referendum che abroga parzialmente la legge sulle indennità parlamentari, ovvero la 1261 del 1965.

    In particolare il referendum, se approvato, riguarderà l’abrogazione dell’articolo 2 della legge, che così recita: “Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute e delle Commissioni“.

    La raccolta firme si concluderà il 30 luglio 2012, perché il giorno seguente (31 luglio) scade il termine per la presentazione al Comitato promotore, che valuterà il raggiungimento del numero minimo di firme – che è 500.000 – e l’ammissibilità del quesito referendario da proporre.

    Dove firmare a Genova? A Palazzo Tursi, seguendo queste indicazioni: salire le prime due rampe di marmo, seguire le indicazioni per Palazzo Albini, lasciare un documento all’ingresso, salire con l’ascensore al sesto piano e firmare nella sala 616. Sarà necessario avere con sé un secondo documento perché la firma sia autorizzata. È possibile anche firmare nelle sedi dei singoli Municipi. Possono firmare anche i non residenti.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]