Tag: iniziative

  • Bookcrossing Genova: il “Gira libri” al Green store di Nervi

    Bookcrossing Genova: il “Gira libri” al Green store di Nervi

    Un angolo permanente dedicato al bookcrossing, dove chiunque può dimenticare un libro perché altri lo possano leggere e apprezzare: questa l’iniziativa lanciata da Green Store, negozio di ecocosmesi e prodotti biologici di Nervi (via Oberdan), dove da sabato 8 settembre parte l’iniziativa Gira libri.

    Come funziona? È semplicissimo: basta fare un salto in negozio, lasciare il proprio libro e magari dare un’occhiata ai titoli già presenti, per vedere se c’è qualcosa di proprio interesse. Nonostante il lancio “ufficiale” sia previsto per sabato, già alcuni clienti del negozio hanno lasciato dei libri per bambini, in vista dell’inizio dell’anno scolastico: perciò, se avete dei figli che frequentano le elementari e passate da Nervi, potete fare un salto.

    A Genova non sono nuove le iniziative di bookcrossing, ma spesso sono inserite nell’ambito di eventi temporanei: qualche esempio del passato riguarda la serie di conferenze a Palazzo Ducale Città del noir e la Fiera della Maddalena dello scorso giugno.

    Marta Traverso

     

  • Righi, Osservatorio Astronomico: le meraviglie del Sole al telescopio

    Righi, Osservatorio Astronomico: le meraviglie del Sole al telescopio

    Domenica 2 settembre a partire dalle ore 15.00 e fino alle ore 18.00 l’Osservatorio Astronomico del Righi apre le porte al pubblico.

    In programma l’osservazione del Sole al telescopio col nuovo filtro H-alpha che permette l’osservazione delle macchie e delle protuberanze solari e, in Aula Planetario, le animazioni “Viaggio fra i pianeti” (ore 15.30), “Il cielo dei Nativi nordamericani: fiabe e leggende per i bimbi” (ore 16.30), “Lo Zodiaco astronomico e i moti della Terra” (ore 17.30)

    Sarà quindi possibile visitare la cupola dell’Aula didattica-Planetario installata nel Giardino del Sole e quella dell’Osservatorio, per accedere alle quali è richiesto un contributo spese rispettivamente di 5 € e di 3 €.

    Entrambe le visite si svolgeranno tramite turni della durata di mezz’ora circa di max 30 persone per l’Aula didattica-Planetario e di max 15 persone per la cupola dell’Osservatorio. Non è prevista la prenotazione.

  • Baratto a Genova: su Facebook “Te lo regalo se vieni a prenderlo”

    Baratto a Genova: su Facebook “Te lo regalo se vieni a prenderlo”

    barattoIn questi tempi duri e di crisi si parla spesso di economia: quanti conoscono davvero il significato di questa parola?

    Si può dire che esistano due forme di economia: quella di mercato, che ha nel suo fondamento il valore di scambio (o valore commerciale) di un prodotto, e quella del dono, legata al valore d’uso. Il valore di scambio è dato dal rapporto costi/ricavi ed è di fatto rappresentato dal prezzo, mentre il valore d’uso riguarda l’utilità di un prodotto, la sua capacità di soddisfare i bisogni delle persone che lo utilizzano.

    L’economia del dono è alla base del baratto: questa cosa non mi è utile, perciò la dono a te perché ti sia utile. Se tu in cambio vuoi darmi qualcosa che per te non è utile (ma che potrebbe esserlo per me), va benissimo. Altrimenti, ti faccio lo stesso il mio dono senza chiedere nulla in cambio.

    In sintesi, gruppi di persone che mettono a disposizione gli oggetti di cui non si servono più e li regalano a chiunque ne abbia bisogno.

    In questo senso, si è da poco creata una numerosa comunità su Facebook che si pone l’obiettivo di favorire questo genere di economia: il gruppo Te lo regalo se vieni a prenderlo, creato in Ticino a settembre 2011 da Salvatore Benvenuto e coordinato a livello nazionale da Donatella Piras, ha già raccolto numerosi membri in tutta Italia. L’ideologia alla base del gruppo è dare una “seconda vita” alle cose ed evitare che si accumulino nelle discariche oggetti ancora utilizzabili, promuovere il contatto tra persone ed evitare che il consumismo sfrenato porti ad acquistare più oggetti di quelli di cui si ha effettivamente bisogno.

    Parlando di “casa nostra”, il gruppo Facebook Te lo regalo se vieni a prenderlo – Liguria ha già superato i duemila membri.

    Cosa si regala in questi gruppi? Di tutto: mobili, libri, utensili di cucina, accessori per animali, per il giardinaggio e così via. Come funziona il gruppo? Sulla bacheca ogni utente scrive la propria richiesta di oggetti dei quali ha bisogno, oppure offerte di oggetti che non usa più. Quando avviene il contatto, la persona che riceve gli oggetti andrà a ritirarli a casa del proprietario. Non necessariamente un baratto, dunque: il concetto di dono disinteressato prevale su quello dello scambio, si può ritirare un oggetto senza donare nulla in cambio.

    L’unico requisito per partecipare, ovviamente, è essere iscritti a Facebook.

    Sul web sono moltissime le iniziative simili, che si occupano di favorire scambio e baratto tra persone: su Era Superba abbiamo parlato di Reoose, Persoperperso, il negozio Passamano a Bolzano e i numerosi swap party che si tengono a Genova e in molte altre città italiane.

    Marta Traverso

  • Dragaggi in porto ed esplosioni, continuano le proteste degli abitanti

    Dragaggi in porto ed esplosioni, continuano le proteste degli abitanti

    panorama del porto di genovaStop alle esplosioni nel porto di Genova per effettuare i dragaggi dei fondali. Lo chiedono all’unisono i comitati di zona di San Bernardo, Molo, Mura delle Grazie, Vigne, Sarzano, Santa Croce affiancati da Assest (associazione cittadini centro storico est), parrocchia di San Torpete ed Assoutenti Liguria che hanno organizzato per Lunedì 3 settembre alle ore 21, presso il convento di Santa Maria di Castello, un’assemblea pubblica per fare il punto sulla situazione e studiare nuove iniziative di protesta.

    Le polemiche proseguono ormai da oltre un mese, quando l’avvio dei lavori sorprese gli abitanti del centro storico e ancora non accennano a placarsi, nonostante le rassicurazioni dell’Autorità Portuale pronta, fin dal principio, a ribadire la totale assenza di rischi per persone o cose. «Bisogna abbassare i fondali per rendere possibile il passaggio di navi più grandi, non c’è altra soluzione che procedere con microcariche subacquee», aveva spiegato allora il presidente dell’Autorità Portuale, Luigi Merlo.
    Il problema è rappresentato proprio dalle cariche esplosive – in totale saranno impiegati 120.000 kg. di mine e armi belliche per le opere di dragaggio dei fondali del bacino di Calata Gadda e zone limitrofe – che costringono i cittadini della città vecchia a vivere sotto un costante bombardamento prodotto da continue esplosioni, ovvero una ogni 15 minuti, secondo la tempistica prevista. Grazie alla mobilitazione dei residenti gli interventi nelle ore notturne sono stati interrotti ma, secondo i comitati, sarebbero aumentati nelle ore diurne per recuperare il tempo perso.
    La critica più pesante, però, è rivolta al “metodo” scelto dalle istituzioni (Autorità Portuale in primis ma anche il Comune di Genova) per informare o piuttosto, per meglio dire, non informare la popolazione. Nessuno degli abitanti delle zone interessate, infatti, ha mai visto un manifesto o un cartello che spiegasse cosa stava per accadere. In pratica nessuna campagna preventiva di comunicazione è stata messo in atto e nel frattempo le esplosioni hanno fatto vibrare case e arredi gettando nel panico le persone, preoccupate per la stabilità degli immobili e per gli eventuali danni conseguenti.
    Un volantino dei comitati, appeso per i vicoli del centro storico, recita «Ribelliamoci e organizziamoci» e chiede che vengano fermate le esplosioni «Fino a quando non saranno individuati sistemi di sbancamento meno invasivi». I residenti e i commercianti della città vecchia ribadiscono che «Occorre monitorare gli edifici per la sicurezza di oggi e di domani. Vogliamo che un gruppo di esperti indipendenti certifichi la non pericolosità per persone o cose e, nel caso malaugurato che gli edifici vengano danneggiati, bisogna che si provveda ad un adeguato risarcimento».

    Al fianco dei contestatori, come detto, si schiera anche Assoutenti. L’associazione dei consumatori invita i residenti che hanno subito danni materiali e esistenziali causati dalle microcariche «A documentarli facendo fotografie e richiedendo adeguati certificati medici. L’associazione mette a disposizione il proprio sportello e il proprio ufficio legale. Si tratta di una situazione che ha creato gravi pregiudizi alla popolazione residente e che pertanto deve essere sottoposta all’attenzione delle Autorità Pubbliche per svolgere gli accertamenti necessari, al fine di impedire la prosecuzione delle opere e domandare ristoro dei danni per immissioni. Assoutenti vi tutela depositando un esposto collettivo alla Procura della Repubblica per procurato allarme, disturbo al riposo delle persone e immissioni di rumore e vibrazioni».

    Da parte sua l’Autorità Portuale, oltre ad aver interrotto le esplosioni notturne, accogliendo così le richieste dei residenti, ha avviato un monitoraggio i cui risultati sono consultabili sul sito internet di Palazzo San Giorgio. Gli abitanti però non ci stanno e chiedono che le rivelazioni vengano effettuate da un ente terzo, non direttamente coinvolto nelle operazioni di dragaggio.

     

    Matteo Quadrone

  • Amici della bicicletta Genova: la Mobility Week 2012

    Amici della bicicletta Genova: la Mobility Week 2012

    Bciciletta in cittàOgni anno a settembre Genova, attraverso il Circolo Amici della Bicicletta, aderisce alla Settimana Europea della mobilità sostenibile: una settimana dedicata a promuovere metodi più sostenibili per spostarsi in città.

    Il programma è ancora in via di definizione, mentre sono già aperte le iscrizioni per una nuova edizione dell’iniziativa Mai provato a farlo in bici?

    In cosa consiste? Chi desidera può provare l’abituale percorso
    casa-lavoro in bicicletta per una settimana, dal 16 al
    22 settembre, nei giorni in cui si svolge la Mobility Week. Il percorso verrà descritto, raccontato e fotografato per contribuire a formare, insieme al Comune di Genova, il piano della ciclabilità urbana.

    Chi vuole partecipare può inviare una mail all’indirizzo adbge@libero.it.

    Sono inoltre aperte fino al 10 settembre le iscrizioni al concorso fotografico Bicicletta è, in collaborazione con con libreria Finisterre e Biblioteca Berio.

  • Diritto alla casa: sgomberi e nuove occupazioni, un’estate calda

    Diritto alla casa: sgomberi e nuove occupazioni, un’estate calda

    Via dei Giustiniani casa occupataI caruggi genovesi, ormai da mesi, sono diventati l’epicentro della lotta per il diritto alla casa. L’azione di collettivi antagonisti e gruppi riconducibili all’area anarchica, resosi protagonisti dell’occupazione di alcuni edifici pubblici disabitati, ha permesso di evidenziare efficacemente la scandalosa gestione degli spazi abitativi nella nostra città, come d’altra parte sottolineano i numeri ufficiali. Genova risulta piena di case vuote, sono almeno 25 mila le abitazioni non occupate, secondo i sindacati degli inquilini, proprietà di enti pubblici, religiosi e privati. Eppure centinaia di persone sono senza un tetto o non possono permetterselo.

    Il blitz delle forze dell’ordine con relativo sgombero dello stabile di proprietà del Demanio al civico n. 19 di via dei Giustiniani, eseguito su ordine della Procura della Repubblica il 7 agosto scorso, è stato un fulmine a ciel sereno dopo un’occupazione che perdurava da quasi un anno senza creare particolari tensioni (vedi l’inchiesta di Era Superba) ed anzi, al contrario, suscitando l’apprezzamento di alcuni vicini di casa grazie allo svolgimento di una serie di attività autogestite completamente gratuite rivolte al quartiere, quali un corso di italiano per stranieri, una palestra, uno spazio dedicato ai bambini. La risposta non si è fatta attendere e nel giro di poche ore sono seguite due nuove occupazioni: un palazzo cinquecentesco di piazza delle Vigne, proprietà di Arte; sei appartamenti di proprietà comunale in vico Untoria nel Ghetto del centro storico (precedentemente occupati dal collettivo Aut Aut 357 e poi liberati quando è stato pubblicato il bando per l’assegnazione degli alloggi).

    Il palazzo al civico n. 4 di piazza delle Vigne, un edificio storico inserito nella lista dei Rolli, da anni risulta vuoto e abbandonato a se stesso. Una situazione simile a quella del civico n. 19 di via dei Giustiniani, dichiarato inagibile nel lontano 2006 per realizzare alcuni interventi di ristrutturazione, in concreto mai portati a termine ed infine, a partire dall’ottobre 2011, recuperato e messo in sicurezza dai nuovi occupanti. Oggi, per quanto riguarda la dimora cinquecentesca di piazza delle Vigne, si ipotizzano svariate destinazioni ed una futura fruibilità pubblica.
    «Tutti i progetti ipotizzati intorno al palazzo di piazza delle Vigne non hanno nessuna reale utilità sociale – sottolineano gli ex abitanti di via dei Giustiniani 19 – Risibile l’ipotesi ventilata dai giornali della costruzione al suo interno di un museo del cioccolato (!). Crediamo che siano più importanti le abitazioni per chi ne ha bisogno e la prosecuzione delle attività e dei laboratori attivi in via dei Giustiniani».
    Vladimiro Augusti, amministratore unico di Arte, dalle colonne de “La Repubblica” ha affermato «Si tratta di un patrimonio che intendiamo restituire alla città. A breve partirà il piano di ristrutturazione: è in corso la gara d’appalto ed entro settembre verranno assegnati i lavori, finanziati interamente dallo Stato. In ballo ci sono 5 milioni di euro per riportarlo ai fasti di un tempo – aggiunge Augusti – Siamo preoccupati per gli affreschi ed il patrimonio artistico da preservare. Lancio un appello agli occupanti affinché non provochino danni». Ma gli attivisti di via dei Giustiniani 19 non ci stanno e replicano «Strano che non l’abbiano preservato in questi ultimi quindici anni, in cui, come al solito, si sono preoccupati solo della facciata (500 mila euro per il restyling, secondo “La Repubblica”). Chiunque può venire a vedere lo stato di degrado e incuria in cui giace l’edificio, anche solo attraverso la mostra fotografica allestita ogni giorno in piazza delle Vigne. Non c’è nessun danneggiamento in atto, peggio di loro non possiamo fare».

    L’occupazione dei sei appartamenti al civico n. 3 di vico Untoria invece, ha generato un iniziale quanto comprensibile stupore, considerato che a stretto giro di posta si procederà all’assegnazione degli alloggi. Un bando contestato dagli occupanti, i quali spiegano le ragioni della loro azione «Abbiamo occupato perché siamo tutti senza una casa, da quando, Martedì 7 Agosto, le autorità genovesi hanno deciso di sgomberarci dalla casa occupata di via dei Giustiniani 19. Occupiamo perché non possiamo permetterci un affitto e perché riteniamo giusto e legittimo non pagarlo nel momento in cui decine di migliaia di spazi, abitativi e non, vengono lasciati vuoti e inutilizzati dalle amministrazioni pubbliche, dalla Chiesa e da ricchi privati di vario genere per mantenere alti i livelli del mercato immobiliare. La lotta per la casa non si esaurisce con le occupazioni di qualche antagonista: a breve in molti dovranno scegliere come organizzarsi di fronte alla crisi e alla miseria che avanza. Se condurre una vita di stenti e sacrifici o iniziare a non pagare, non pagare più per arricchire i soliti. Ci auguriamo di essere presto solo alcuni tra i tanti, al loro fianco».
    Gli ex abitanti di via dei Giustiniani 19 ribadiscono di essere perfettamente consapevoli dell’esistenza del bando di concorso per l’assegnazione degli alloggi «I proprietari, Ri.Genova ed il Comune, diranno che rubiamo le case ai poveri, che ostacoliamo un progetto sociale, un esempio concreto di sana gestione della “cosa pubblica”. Non è così. Abbiamo letto il bando e abbiamo capito le reali intenzioni del Comune e di Ri.Genova su questo edificio e sulla generale riqualificazione di questa fetta di centro storico. Abbiamo capito che per la giunta Doria, quella dell’amministrazione partecipata, la giunta vicina ai cittadini, per avere “diritto” ad una casa bisogna, sostanzialmente, non essere poveri. Di fatto bisogna avere tutte quelle garanzie sociali che da anni stanno venendo meno come un lavoro fisso e un reddito stabile. È necessario non avere debiti con Equitalia o enti affini, non aver subito sfratti per morosità (proprio nella città che ne presenta, con il 73%, la più alta percentuale d’Italia); meglio ancora essere una coppia etero e un nucleo familiare tradizionale».
    In effetti, come conferma Giovanni Giudice, amministratore delegato di Ri.Genova, al “Corriere Mercantile”«Queste case non sono destinate alle fasce sociali protette, ovvero i cittadini con redditi molto bassi bensì alle fasce sociali medio basse, cittadini che non hanno possibilità di accedere al libero mercato perché non guadagnano abbastanza ma allo stesso tempo non possono godere delle case destinate a chi ha reddito sotto i 18 mila euro». Di conseguenza, le condizioni per accedere al bando – che rimarrà aperto fino al 14 settembre – sono diverse da quelle previste per le case comunali e di Arte. Gli alloggi di vico Untoria, infatti, sono destinati a giovani coppie sotto i 38 anni, con un lavoro e senza sfratti per morosità alle spalle, non proprietari di appartamenti e con un reddito fra i 18 ed i 36 mila euro.

    Tali criteri di assegnazione, secondo gli ex abitanti di via dei Giustiniani 19 «Evidenziano uno scollamento dalla realtà sociale fatta di precarietà, disoccupazione, indigenza e la volontà di escludere una buona fetta di popolazione con bisogni e necessità urgenti, dettati proprio da quelle condizioni materiali e umane non considerate prioritarie dal Comune. Il quartiere del Ghetto, oggi presentato come una delle zone buie del centro storico, in mano al degrado, allo spaccio e alla criminalità, con un’altissima percentuale di immigrati, dovrebbe subire quella serie di interventi urbanistici tipici ormai di moltissimi centri cittadini d’Europa e nota come gentrification: rimessa a nuovo estetica, innalzamento dei prezzi immobiliari e commerciali, espulsione dei suoi storici abitanti e comunità popolari ed inserimento di nuove fasce di popolazione abbienti per rimodellarne il volto. Non vi sarà alcun posto, nel Ghetto del futuro, per chi lo vive, lo anima e lo valorizza con la sua presenza – aggiungono gli occupanti – Piuttosto diventerà una vetrina chic per i turisti, con la sua particolarità storica mantenuta solo di facciata, abitato da manager e ricchi con pruriti alternativi. Un processo di questa portata non si realizza da un giorno all’altro. Non sarebbe possibile, oggi, alzare di molto il valore immobiliare reale di questo quartiere. E soprattutto, nessun ricco vi si inserirebbe, ora. Ecco il perché di un bando simile. Inserire una fascia di popolazione intermedia che contribuisca a modificare a poco a poco la realtà sociale, spostando progressivamente i poveri lontano dal centro e ammassandoli nelle periferie. Noi rifiutiamo di accettare la completa distruzione della comunità umana, del carattere popolare dei quartieri che ancora la conservano – concludono gli ex abitanti di via dei Giustiniani 19 – Pensiamo che solo i rapporti reali e concreti della gente che li abita possano valorizzarli e renderli vivi».

     

    Matteo Quadrone

  • Imparare Sicuri: campagna per il diritto alla sicurezza nelle scuole

    Imparare Sicuri: campagna per il diritto alla sicurezza nelle scuole

    Quest’anno Cittadinanzattiva festeggia i dieci anni della campagna nazionale “Imparare Sicuri”, che si pone come obiettivo scuole più sicure ed una maggiore consapevolezza e conoscenza da parte dei cittadini sul tema della sicurezza e dei rischi naturali.
    A 10 anni di distanza è d’obbligo un bilancio dei risultati raggiunti e di quanto ancora resti da fare per garantire il diritto alla sicurezza ed alla salute nelle scuole italiane.

    Grazie alla presenza quotidiana nelle scuole e alle iniziative concrete che da dieci anni realizza, la Scuola di Cittadinanzattiva può contare su una rete di circa 2.000 scuole fidelizzate e attive sulla sicurezza; su 1.617 scuole monitorate da oltre 1.700 cittadini addestrati, su 1.000 scuole che hanno prodotto e concorso al Premio delle Buone Pratiche con 1.201 progetti, sulle oltre 5.000 scuole che ogni anno partecipano alla Giornata della sicurezza, sul coinvolgimento attivo di oltre un milione di studenti ogni anno e centinaia di migliaia tra personale della scuola e genitori, su più di 100 formatori/animatori.
    L’educazione al benessere e a corretti stili di vita, il contrasto al vandalismo e al bullismo, la prevenzione del tabagismo, il risparmio energetico, l’educazione stradale, la contraffazione dei farmaci, l’uso consapevole e sociale delle tecnologie, la conoscenza teorica e pratica dei rischi naturali, la prevenzione dei rischi a scuola, a casa, sulla strada, sono alcuni dei temi trattati in questi anni.

    In 10 anni sono state portate a termine altrettante Indagini annuali su scala nazionale: sulla sicurezza degli edifici scolastici, 4 sulla conoscenza e percezione del rischio sismico, 2 sui comportamenti violenti a scuola, 1 sul tabagismo a scuola.
    La Scuola di Cittadinanzattiva è ente accreditato dal 2005 presso il Ministero dell’Istruzione per la formazione al personale della scuola e agli studenti. Nel 2011 ha stipulato un Protocollo triennale con Il Ministero per la promozione della cultura della sicurezza, della salute, della cittadinanza attiva nelle scuole. Si avvale di decine formatori/animatori presenti sul territorio nazionale.

    «Celebrare i 10 anni della Campagna IMPARARESICURI aggregando intorno al tema della sicurezza gli attori del sistema, per noi vuol dire anche difendere il servizio scolastico pubblico, i principi sui quali si fonda e la centralità che esso rappresenta per le comunità locali e nazionale – spiegano i promotori sul sito www.cittadinanzattiva.it – Quest’anno l’appuntamento più importante è previsto il 20 settembre a Roma quando sarà presentato il X Rapporto su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici».

  • Paesaggi sensibili 2012, Italia Nostra: campagna in difesa di parchi e aree protette

    Paesaggi sensibili 2012, Italia Nostra: campagna in difesa di parchi e aree protette

    I parchi e le aree protette sono i “Paesaggi sensibili” della campagna 2012/13 promossa dall’associazione Italia Nostra che presenta un dossier sulle aree più pregiate e più insidiate e lancia un appello agli italiani:

    «Questa estate andate a visitare i parchi e segnalateci degrado, disfunzioni e criticità. Difendiamo insieme l’Italia, grande parco e giardino d’Europa. Dopo i “centri storici”, le “coste” e i “paesaggi agrari”, quest’anno il nostro impegno si concentrerà sui paesaggi “verdi”: parchi e aree naturali protette. L’attenzione quindi andrà ai parchi di città e di periferia, di collina, di pianura e di montagna, di lago, di palude e di fiume, di costa e di mare (le riserve marine), ai parchi naturali e ai parchi storici, ai parchi geo-minerari e ai parchi archeologici, ai “parchi della rimembranza”».

    Alcuni dei parchi italiani più importanti sono in grave pericolo. Italia Nostra, nella prima ricognizione avviata attraverso le sue sezioni, ha elaborato un dossier con i 10 casi più gravi: Parco delle Alpi Apuane, Parco dello Stelvio, Parco Sud Milano e Parco del Ticino, Parco archeologico dell’Appia Antica, Parchi della Calabria (Sila e Pollino), Parchi del Delta del Po, Parco delle Cinque Terre, Parco geo-minerario della Sardegna, Riserva Naturale di Niscemi – Sicilia, Parco della Collina di Torino.

    PARCHI DA SALVARE: MODALITA’ DI SEGNALAZIONE
    «Segnalaci il “paesaggio sensibile” prescelto a paesaggisensibili@italianostra.org oppure telefona allo 06 85372736 (Dott.ssa Irene Ortis)».
    E ITALIA NOSTRA LANCIA ANCHE UN FORTE APPELLO
    «Invitiamo i cittadini a visitare i parchi e a segnalarci quelli che vogliono proteggere trasmettendo le loro osservazioni al Ministro dell’Ambiente a segreteria.capogab@minambiente.it (e al Ministero dei Beni Culturali per le presenze storico-archeologiche nelle aree protette a sg@beniculturali.it) e a paesaggisensibili@italianostra.org. Italia Nostra si adopererà in tutte le sedi opportune per dare voce alle segnalazioni e difendere uno dei più grandi patrimoni del nostro Paese».

    Oltre il 20% del territorio nazionale è coperto da aree protette, ma mai come adesso i “polmoni” del nostro Paese sono minacciati. Da cosa? Cemento, asfalto, installazioni militari, impianti di fotovoltaico a terra, centrali eoliche e a biomasse, cave, deforestazione, trivellazioni petrolifere, erosione continua del territorio, mancata tutela delle presenze storiche contenute. Tutto illegale. E sono le istituzioni a violare le leggi. Dove? Nel parco dello Stelvio, del Ticino, delle Cinque Terre, dell’Appia Antica, della Sila, del Pollino, delle Alpi Apuane, nel Parco Sud Milano, della Sughereta a Niscemi…

    «L’intreccio di patrimonio naturale, paesistico, storico e artistico è un tutt’uno che deve essere tutelato – dichiara Alessandra Mottola Molfino, presidente di Italia Nostra – Le continue interferenze dell’uomo, con insediamenti di ogni tipo, dalle GRANDI OPERE che rompono le reti e i corridoi ecologici, alle INFRASTRUTTURE INVASIVE, impongono un’inversione di tendenza. Il futuro dell’Italia è di tornare a essere il “giardino d’Europa”. Per questo con l’avvio della nostra campagna invitiamo da subito tutti i cittadini a segnalare i parchi e le aree insidiate che vogliono proteggere – sottolinea la presidente –Ci rivolgiamo anche a tutte le scuole dove nell’anno scolastico 2012-2013 il progetto di Italia Nostra “Educazione al patrimonio culturale” sarà dedicato ai paesaggi sensibili dei parchi. Infine, nel corso della campagna che durerà fino a maggio 2013, promuoveremo accordi locali con il Corpo Forestale, con il Nucleo dei Carabinieri per la tutela del Paesaggio, con la Guardia Costiera per le aree marine protette».


  • Quartiere Diamante, casa ambientale: in autunno partiranno le attività didattiche

    Quartiere Diamante, casa ambientale: in autunno partiranno le attività didattiche

    Nel febbraio di quest’anno in Val Polcevera, presso il quartiere Diamante in via Martitano a due passi dalla “diga”, veniva inaugurato in pompa magna il nuovo Centro di educazione ambientale, un piccolo gioiello inserito in un contesto difficile, con l’ambizione di trasformarsi in un punto d’eccellenza capace di attirare gli abitanti di altre zone, proponendo corsi per giovani e meno giovani e soprattutto progetti in grado di coinvolgere le scuole ed i bambini di tutta la città, attraverso attività che ruotino intorno all’educazione ambientale ma non solo.

    A distanza di alcuni mesi, dobbiamo constatare che la casa ambientale è ancora un contenitore vuoto, nonostante le sue notevoli potenzialità. Finora, infatti, all’interno della splendida struttura di via Maritano si sono svolti alcuni laboratori di riciclo e attività socio educative rivolte a persone seguite dal centro servizi del Municipio Val Polcevera, mentre gli abitanti del Diamante hanno partecipato attivamente all’organizzazione di momenti conviviali, ad esempio in occasione della festa della donna.

    Purtroppo però non è stato possibile coinvolgere adeguatamente le scuole, visto che ad anno scolastico inoltrato, era difficile modificare i programmi dei vari istituti scolastici, i quali avevano già individuato tempi e modi per lo svolgimento delle attività esterne.

    Con l’avvicinarsi dell’autunno l’obiettivo è contattare le scuole genovesi e promuovere adeguatamente le opportunità offerte dagli spazi della casa ambientale. Fondamentale sarà la collaborazione del Municipio Val Polcevera e del Comune di Genova. La speranza è che tra settembre ed ottobre 2012 le attività didattiche possano finalmente partire.

    Nel prossimo futuro l’idea è quella di far vivere la casa ambientale anche oltre l’orario diurno, magari attraverso l’organizzazione di corsi ed altre iniziative culturali, come ad esempio la presentazione di libri, capaci di attirare anche un pubblico adulto.

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

     

     

     

  • Vico Untoria: dopo l’occupazione arriva il bando per l’assegnazione degli alloggi

    Vico Untoria: dopo l’occupazione arriva il bando per l’assegnazione degli alloggi

    Ri-Genova, società partecipata del Comune, ha pubblicato il bando per l’assegnazione di sei appartamenti del palazzo di vico Untoria 3, la scorsa settimana occupato da un gruppo di giovani del centro sociale AutAut e ieri spontaneamente riconsegnato all’ente proprietario.

    Il bando consentirà l’attribuzione degli alloggi, originariamente destinati a residenze per studenti e rappresenta la conclusione dell’iter di ristrutturazione e di messa a disposizione della città di un immobile che contribuirà all’inserimento di nuovi cittadini all’interno del tessuto sociale del Ghetto.

    Gli appartamenti hanno superfici tra i 57 ed i 62 metri quadrati. I canoni d’affitto vanno da 366 a 372 euro più 45 euro di amministrazione.

    Le domande per poter usufruire della locazione potranno essere presentate dal 27 agosto al 14 settembre prossimi.

    Il bando è reperibile sul sito http://www.arred.it e sul sito del Municipio I Centro Est http://www.municipio1centroest.comune.genova.it/servlets/resources?contentId=569137&resourceName=ALLEGATO-02 .

    «L’occupazione dello stabile è terminata ieri in seguito alla pubblicazione del bando per l’assegnazione degli alloggi – spiega il collettivo Aut Aut 357 – Anche in questo caso, abbiamo potuto appurare come le pratiche di lotta e occcupazione contribuiscano ad ottenere risultati, seppure parziali, in quanto le procedure di redazione e pubblicazione del bando sono state straordinariamente veloci rispetto alle tempistiche ordinarie. Formuliamo un giudizio critico rispetto al bando stesso che, in definitiva, non ha come obiettivo, visti i criteri adottati, quello di dare una risposta all’emergenza abitativa di questa città».

    Arred precisa che «Il 25 luglio scorso il Ministero delle Infrastrutture ha sottoscritto l’assenso necessario a dare seguito alla pubblicazione del bando per l’assegnazione degli alloggi – recita il comunicato – La sottoscrizione dell’intesa era stata già fissata e formalizzata dal Ministero il 19 luglio. Nessuna accelerazione all’iter già in corso quindi è derivata dall’occupazione abusiva».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Eco moneta: abolito il denaro a Cogoleto, ecco come si paga

    Eco moneta: abolito il denaro a Cogoleto, ecco come si paga

    Sapete che la Zecca di Stato ha coniato una moneta “verde” e l’ha messa a disposizione delle civiche amministrazioni per premiare i cittadini virtuosi che agiscono nel rispetto dell’ambiente?

    Si parla tanto delle possibili macro-ricette contro la crisi e delle macro-emergenze nel pianeta, da dimenticare che nel nostro piccolo anche noi possiamo dare un micro-contributo per aiutare l’economia e salvaguardare la Terra. Un esempio è Eco-moneta, una vera e propria valuta monetaria che funziona con un meccanismo molto simile a quello della banca del tempo.

    Cogoleto è il primo Comune della Liguria ad aderire al progetto, annunciato ufficialmente nel 2011 dall’ingegnere Bartolomeo Mongiardino.

    Come funziona? Ogni cittadino che mette in pratica un’azione o comportamento virtuoso, che contribuiscono in qualche modo al rispetto dell’ambiente, riceve una quantità di Eco-moneta del valore pari a ciò che ha fatto. In cambio, la civica amministrazione fornisce al cittadino beni o servizi che corrispondono a quel medesimo valore. Saranno valutati in Eco-moneta prodotti a km zero, libri, prodotti derivati da materiale riciclato, bici elettriche, biglietti dei mezzi pubblici. Un esempio: un cittadino che compie nel modo corretto la raccolta differenziata potrà beneficiare di uno sconto sulla tassa dei rifiuti urbani pari al valore dei suoi Eco accumulati.

    Chi vuole partecipare al progetto o saperne di più inviare una mail a uno dei seguenti indirizzi: omer@split.it e comitatocittadinicogoleto@gmail.com.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Villa Raggio: un esposto al Ministro dei Beni Culturali per salvarla

    Villa Raggio: un esposto al Ministro dei Beni Culturali per salvarla

    Villa Raggio, AlbaroPer difendere dall’imminente cementificazione Villa Raggio, il complesso monumentale con annesso parco di via Pisa, nel quartiere di Albaro, le associazioni ambientaliste giocano l’ultima carta, quella di un esposto al Ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, chiedendogli di intervenire per salvare la storica dimora gentilizia, sottoposta ad opere di ristrutturazione per la realizzazione di residenze di lusso con piscina e parcheggi.

    Questa l’iniziativa messa in atto nei giorni scorsi dalla sezione genovese di Italia Nostra e dalla sezione ligure dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, con l’obiettivo di stoppare un intervento autorizzato – a dire il vero in maniera poco limpida – dal Comune e dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici della Liguria.
    «La nostra speranza è che il Ministro blocchi i lavori per evitare che un bene di così grande valore venga manomesso definitivamente – spiega Italia Nostra – il nostro auspicio è quello di non rivivere un’altra vicenda come quella dell’Acquasola».
    Occorre sottolineare che Villa Raggio è sottoposta a vincolo di cui al Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, articolo 136 “Immobili ed aree di notevole interesse pubblico”, lettera a) “le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica”; e b) “le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della Parte seconda del presente codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza”.

    Le associazioni ricordano che il 7 dicembre 2011 la società immobiliare titolare, la Bagliani srl, ha ottenuto da Palazzo Tursi il permesso a costruire che consentirà di realizzare 20 appartamenti con l’inevitabile stravolgimento della struttura edificata e dello splendido parco che la circonda.
    «Il progetto comporterà l’aumento della superficie abitabile della villa da 2388 a 3184 metri quadrati – spiega l’esposto – oltre alla realizzazione di una superficie accessoria di mq 482, di un volume seminterrato sul fronte principale dell’edificio per ospitare 6 appartamenti, un’area di parcheggio a raso per un totale di 48 posti auto coperti da pergolati e recinzioni». Infine la ciliegina sulla torta, ovvero «La realizzazione di una piscina con annesso volume interrato ed il “riordino” del giardino con abbattimento e spostamento di alberi onde consentire le opere di cui sopra».

    L’autorizzazione con prescrizioni, rilasciata dalla Soprintendenza il 28 novembre 2011 «Non tutela i beni oggetto dei predetti vincoli, in quanto il progetto autorizzato stravolgerà l’impianto unitario del complesso Villa Raggio – sottolinea l’esposto – Gli scavi a ridosso della villa con relativo abbassamento della quota dell’antistante parco e la realizzazione dei 6 appartamenti seminterrati, alterano le proporzioni accuratamente studiate e l’armonia della facciata storica della villa». Inoltre «L’aumento volumetrico e il frazionamento della villa ne compromettono l’impianto architettonico stravolgendone il disegno originario – continuano le associazioni – La dependance oggetto di intervento in aumento costituisce superfetazione e la realizzazione dei parcheggi a raso, della piscina e dei volumi di servizio, riduce l’estensione del parco e ne modifica, compromettendolo, sia il disegno complessivo sia la fruibilità».
    Per tutti questi motivi Italia Nostra e Associazione Dimore Storiche Italiane ritengono necessario un intervento urgente del Ministro dei Beni Culturali.

     

    Matteo Quadrone

  • All’Acquario è nato un pinguino: chiamiamolo Burzum

    All’Acquario è nato un pinguino: chiamiamolo Burzum

    acquarioDunque. All’Acquario è nato un nuovo pinguino. Il quarto, per la precisione, dal 2008 a oggi. Fin qui niente di insolito, il secondo acquario più grande d’Europa (il primo è a Valencia, Spagna) e nono più grande al mondo è spesso caratterizzato da nuovi arrivi con grande risonanza mediatica.

    Risonanza che ha subito portato al toto-nome, che puntualmente si accompagna a ogni lieto evento, umano o animale che sia.

    Un gruppo di appassionati di musica metal ha proposto che il nuovo pinguino si chiami Burzum. Un’idea nata in risposta a un sondaggio su Facebook e che ha creato immediatamente una mobilitazione sul popolare social netowkr, con tanto di pagina ad hoc intitolata Burzum the Penguin – che ha già un centinaio di fan a pochi giorni dall’apertura – e altrettanto rimbalzo su Twitter attraverso gli hashtag #pinguinoburzum e #penguinburzum.

    Chi è Burzum? Si tratta di una one man band norvegese creata nel 1988 e composta (per l’appunto) da un unico membro, Varg Vikernes, che ha all’attivo nove album di black metal (l’ultimo, Umskiptar, uscito nel 2012). Il nome Burzum è ispirato al Signore degli anelli di J.R.R. Tolkien, dove nella lingua di Mordor questo termine significa “oscurità”.

    Un’iniziativa analoga era stata avviata con successo già due anni fa, in occasione dell’ultima nascita: il terzogenito della vasca di pinguini si chiama Frost, in onore del batterista dei Satyricon, anch’esso gruppo black metal norvegese. Gli altri due fratelli si chiamano Diana e Freezy, mentre i genitori sono Giallo e Verdenera.

    Provocazione o no, un nome diverso dal solito potrebbe risultare molto interessante.

  • Centro storico, vico Untoria: occupato un edificio, la solidarietà di Sel

    Centro storico, vico Untoria: occupato un edificio, la solidarietà di Sel

    GenovaUn paio di giorni fa i ragazzi (giovani e meno giovani, precari, studenti, disoccupati) del collettivo Aut Aut 357 – attivi, a partire dal 2010, con uno Sportello per il diritto alla casa che raccoglie richieste di aiuto e consulenza – hanno occupato uno stabile in vico Untoria.

    Un edificio a destinazione d’uso studentato, ovvero residenza universitaria, ultimato nel 2011 e passato all’Arssu (azienda regionale per i servizi scolastici e universitari) che però non dispone delle risorse economiche necessarie per gestirlo. Morale della favola la residenza per studenti è rimasta inutilizzata per anni fino all’azione di un paio di giorni fa. Un’altra occupazione nel centro storico, dopo quella messa in atto alcuni mesi fa in via dei Giustiniani, per ribadire che è necessario garantire a tutti il diritto ad avere un’abitazione.

    «La casa è un dirittto non è uno slogan obsoleto, bensì una rivendicazione sempre più necessaria in questo momento storico di crisi e di incertezza – spiega il collettivo – La casa è un diritto mentre in realtà si rivela essere troppo spesso un privilegio. Sono tantissime le persone che in questi mesi perdono prima il lavoro e subito dopo la casa: il tribunale di Genova lo scorso anno ha emesso ben 1.291 nuovi sfratti, di cui il 32 per cento nei confronti di chi aveva da poco perso l’impiego. Un dato davvero impressionante, soprattutto alla luce del tasso di disoccupazione in continua crescita che lascia presagire scenari per niente incoraggianti».

    Ma in realtà le abitazioni non mancano «Sono oltre 15000 le case private tenute sfitte – sottolineano gli occupantiSenza considerare gli immobili di proprietà del Comune che ancora non hanno una destinazione. Come i quasi 1200 appartamenti di edilizia pubblica che ad oggi risultano vuoti. Abitazioni che da sole, a fronte delle 3229 richieste per un alloggio popolare pervenute nel 2011, permetterebbero di risolvere almeno in parte la questione abitativa a Genova. Lo scorso anno solo 250 delle famiglie che ne hanno fatto richiesta hanno ricevuto una risposta positiva; tutte le altre sono state costrette a trovare sistemazioni di fortuna. Mentre le case rimangono sfitte».

    «Con l’occupazione di questo palazzo vogliamo dimostrare come, attraverso l’autogestione degli spazi e delle proprie vite, sia possibile sfuggire alla logica dello sfruttamento e del ricatto sulla quale si basa l’attuale sistema continuano gli occupanti – Infatti, com’è possibile vivere una vita degna nel momento in cui più della metà del proprio stipendio se ne va per l’affitto di case o stanze? Per troppo tempo Stato, Regione e Comune sono stati totalmente assenti in materia di edilizia popolare, permettendo così che “amici palazzinari” spadroneggiassero nel mercato delle abitazioni con speculazioni di ogni tipo».

    «Le esperienze di questi due anni, in particolare il percorso di resistenza vissuto insieme agli abitanti della Casa Albergo di via Linneo a Begato, hanno radicato in noi l’idea che l’autodifesa dei propri diritti, al di fuori di qualunque logica corporativista, sia la strada giusta per salvaguardare sé stessi e il proprio diritto ad una vita degna», conclude il collettivo Aut Aut 357.

    E adesso arriva la solidarietà del circolo di Sinistra Ecologia e Libertà del Centro Est “Iqbal Masih” «La crisi economica e la recessione impediscono a molti giovani di raggiungere l’autonomia abitativa, pensionati e famiglie hanno difficoltà a pagare l’affitto e gli sfratti aumentano – spiega il coordinatore del circolo Sel, Roberto Demontis – Le graduatorie di accesso alle case ERP vanno a rilento e i tempi di dilatano. Siamo in presenza di una crisi devastante che aumenterà il disagio abitativo di tantissimi genovesi in particolare qui nel Centro Est. Bene hanno fatto questi giovani a sollevare il problema. Particolarmente in Centro Storico ci sono migliaia di alloggi sfitti si tratta quindi di facilitare l’accesso all’abitare con politiche di sostegno ai giovani alle famiglie e ai pensionati».

    «Sinistra Ecologia e Libertà è consapevole dei magri bilanci di Comune e Regione ma chiede a queste istituzioni di adoperarsi nel rendere effettivo il diritto alla casa, oggi a rischio per migliaia di genovesi – conclude Demontis – Chiediamo che nei confronti dei giovani occupanti non partano denunce ma si scelga invece la strada del dialogo aprendo un tavolo di confronto che porti a soluzioni condivise».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Bike sharing a Genova: in autunno 60 biciclette e nuovi parcheggi

    Bike sharing a Genova: in autunno 60 biciclette e nuovi parcheggi

    Sessanta nuove biciclette e la realizzazione di nuove aree di parcheggio e interscambio: questo l’annuncio ufficiale arrivato pochi giorni fa dal Comune di Genova, che intende potenziare il servizio di bike sharing per favorire chi vuole attraversare la città senza provocare ulteriore inquinamento dell’aria.

    Non solo: questi nuovi provvedimenti porteranno anche l’installazione di telecamere di sorveglianza nei parcheggi, spesso colpiti da atti di vandalismo.

    Qual è la situazione attuale? Lanciato ufficialmente nel 2009, il progetto MoBike è stato inaugurato dal Comune di Genova nell’ambito della rete Bicincittà, che gestisce tutti i servizi di questo tipo a livello nazionale. Il servizio è a cura di Genova Parcheggi.

    Come si accede? È possibile abbonarsi al servizio presentandosi, muniti di documento di identità, presso la sede di Genova Parcheggi in Viale Brigate Partigiane 1. A ogni abbonato verranno rilasciate una tessera e un lucchetto da utilizzare per le soste temporanee al di fuori delle stazioni Mobike.

    L’abbonamento annuale costa 40 €, comprensivo di una prima ricarica di 5 € e copertura assicurativa RCT del valore di 5 €.

    Il costo di utilizzo del bike sharing varia a seconda del tipo di bicicletta usata, se tradizionale o a pedalata assistita.

    Bicicletta a pedalata assistita
    prima mezz’ora: gratis
    seconda mezz’ora: 1 €
    terza mezz’ora: 2 €
    ogni mezz’ora successiva alla terza: 3 €

    Bicicletta tradizionale
    prima ora: gratis
    seconda ora: 1 €
    terza ora: 2 €
    ogni ora successiva alla terza: 3 €

    Attualmente sono presenti in città 6 parcheggi, ciascuno con 12 posti per i veicoli: un numero davvero esiguo, se pensiamo che per esempio i posti analoghi a Milano sono 30. I parcheggi si trovano presso il Matitone in via Di Francia, presso le stazioni di Genova Piazza Principe e Genova Brignole (quest’ultimo ha una dotazione di 20 posti bici), in piazza De Ferrari, piazza Caricamento e in via XX Settembre, all’incorcio con via San Vincenzo.

    Per tutte le informazioni il numero verde di riferimento è 800 132 995.

     

    [foto di Diego Arbore]