Tag: iniziative

  • Wikipedia, 24 ore di oscuramento contro la legge sul copyright

    Wikipedia, 24 ore di oscuramento contro la legge sul copyright

    Wikipedia24 ore di buio per protestare contro la nuova legge made in Usa “SOPA, Stop Online Piracy Act” a tutela del copyright.

    Questa l’iniziativa di Wikipedia, l’enciclopedia on line più diffusa del mondo, che per tutta la giornata di mercoledì 18 gennaio non è visitabile: il suo fondatore Jimmy Wales, ha annunciato di non condividere la nuova legge in via di approvazione dal Congresso Americano, che nasce per tutelare il copyright ma che si evolve introducendo poteri e obblighi di controllo che non sono in linea con il carattere libero della Rete.

    Secondo questa normativa, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti avrebbe il potere di chiedere un’ordinanza giudiziaria contro i siti Internet che violano i diritti di autore o ne aiutano la violazione.

    Una volta ottenuta questa ordinanza, il Governo potrebbe imporre ai fornitori di servizi Internet (provider) di bloccare i siti sospetti e i loro canali di finanziamento, inclusa la pubblicità. I gestori dei siti internet bloccati avrebbero poi 5 giorni di tempo per appellarsi alla decisione.

    Un provvedimento che riguarda da vicino anche l’Italia: molti siti hanno infatti sede legale negli Stati Uniti.

    Quache “mente malata” potrebbe pensare che questa legge non abbia come unico obiettivo quello di tutelare i diritti d’autore: è chiaro infatti che, in caso di approvazione, il Governo avrebbe il potere assoluto di bloccare i siti internet in un tempo brevissimo e in alcuni casi gli oscuramenti potrebbero dipendere dalla volontà celata di bloccare canali di informazione scomodi.

  • Teatro Sociale di Camogli: cantiere abbandonato, non ci sono i soldi

    Teatro Sociale di Camogli: cantiere abbandonato, non ci sono i soldi

    Teatro Sociale Camogli

    (Aggiornamento febbraio 2012. In arrivo i fondi Fas, si attende la riapertura del cantiere: Intervista con l’architetto Marta Puppo presidente dell’Associazione “Gli Amici del Teatro Sociale”)

    Dopo decenni di abbandono, il Teatro Sociale di Camogli nel 2009 tornò agli onori della cronaca grazie all’apertura del cantiere per l’avvio dei lavori di restauro e messa in sicurezza, un progetto ambizioso fortemente voluto dai cittadini, un centinaio di famiglie che hanno formato l’associazione “Gli amici del Teatro Sociale“, autotassandosi pur di rivedere operativo il teatro forti dell’appoggio di un fondo statale Fas (Fondo Aree Sottoutilizzate) e del contributo di Provincia di Genova, Regione Liguria, la Fondazione Carige e dei comuni di Camogli e Recco.

    Un nuovo tentativo per restituire agibilità al teatro (dopo quello fallito che fece la Provincia di Genova negli anni 80 investendo 700 milioni di vecchie e pubbliche lire) destinato ad andare a buon fine, si diceva.

    Ma il 29 giugno 2011 la ditta SACAIM, che si era aggiudicata l’appalto, la stessa azienda che ha ricostruito il Teatro La Fenice a Venezia, sospende i lavori perché in credito di quasi 700.000 euro e abbandona il cantiere. Non ci sono i soldi per pagare gli operai.

    I lavori non terminati al Teatro di Camogli

    “Avevamo destinato dei fondi Fas all’opera – dichiarò Claudio Burlando nel 2010 – ma come per altre opere, non sono arrivati e abbiamo anticipato la spesa. Non so come faremo, se non arrivano”. I Fas non sono arrivati e la Regione al momento non ha i soldi per intervenire.

    Nel frattempo in via Bettolo a Camogli, davanti al Teatro Sociale, il cantiere è abbandonato da mesi, le finestre della struttura sono coperte con teli di nylon e quindi esposte alle infiltrazioni d’acqua.

    Pochi mesi fa l’associazione “Gli amici del Teatro Sociale” ha scritto una lettera aperta alle istituzioni dove in particolare viene sottolineato:

    – che ad oggi sono stati versati oltre 700.000 euro di soldi pubblici;
    – che tale somma è anche comprensiva di  26.000 euro quale contributo volontario trasmesso dalla nostra associazione attraverso l’iniziativa delle “cento famiglie”, che costituisce la dimostrazione della importanza che per i cittadini di Camogli e non solo, riveste la riapertura del Teatro Sociale ;
    – che un cantiere di tale delicatezza non può rimanere chiuso a lungo senza causare danni irreversibili economici e tecnici;
    – tenuto conto che, come si legge nella delibera Regionale n.1014/24.7.2009 “la presenza di un teatro funzionante rappresenta una naturale risorsa culturale, economica e sociale per il territorio in cui si trova”;

    Un servizio Rai andato in onda subito dopo la notizia dell’apertura del cantiere testimonia l’entusiasmo che si era creato nelle persone, anche non direttamente coinvolte, per il recupero del vecchio teatro… I lavori avrebbero dovuto ingrandire la buca dell’orchestra, era previsto il rinnovamento completo delle macchine sceniche, la trasformazione dell’antico alloggio del custode in zona uffici e la conversione dell’ex cabina di regia in sette nuovi palchi centrali.

    Il teatro sociale di Camogli risale al 1876, precisamente venne inaugurato la sera del 30 settembre con una rappresentazione dell’Ernani di Giuseppe Verdi. Tra il 1929 e il 1932, per non meglio precisati problemi di sicurezza, arrivò la prima chiusura della sala. Si riaprì nel 1933, ma il teatro cambiò nome in “Principe di Piemonte”.

    Dopo la seconda guerra mondiale, il teatro riprese il proprio nome originale ma venne utilizzato come sala cinematografica, fino alla chiusura completa sul finire degli anni settanta.

     

  • Tagli all’editoria: in crisi la rivista “Il Mucchio Selvaggio”

    Tagli all’editoria: in crisi la rivista “Il Mucchio Selvaggio”

    mucchio selvaggioBrutto inizio d’anno per l’editoria indipendente: il 2012 si era aperto con lo stop alla pubblicazione su carta del quotidiano di sinistra Liberazione, ma sono davvero molte le testate che rischiano di veder chiudere i battenti a causa della sforbiciata ai finanziamenti governativi.

    Un altro esempio è Il Mucchio Selvaggio, storica rivista musicale nata 34 anni fa e che ha calcolato di avere ancora sei mesi di vita prima di dover interrompere la pubblicazione. Una crisi che lo staff sta cercando di risolvere con un appello via web ai lettori, che recita così: “Il 15 percento in meno tolto retroattivamente sui contributi statali per l’editoria relativi al 2010 e ulteriori preannunciati tagli del 50 percento su quelli del 2011. Nonostante le vendite positive degli ultimi tempi in trenta giorni o poco più dobbiamo trovare un modo per continuare a esistere. La soluzione, in verità, è una: abbiamo bisogno di voi, abbiamo bisogno che duemila di voi si abbonino. Ora e subito. (…) Basta cambiare un’abitudine per salvare questo giornale. O regalate un abbonamento a un vostro amico, o sottoscrivete un’offerta simbolica per sostenerci“.

    Duemila nuovi abbonati entro fine gennaio: questo il calcolo perché la rivista torni in edicola a partire dal numero di marzo e non sia costretta a chiudere definitivamente i battenti. Un piccolo investimento, un regalo, una donazione: in tempi come questi, in cui tutti (o quasi, ops) dobbiamo stringere la cinghia, cifre come questa non sono mai spese male.

    Marta Traverso

  • Plus Model Magazine, una rivista di moda contro l’anoressia

    Plus Model Magazine, una rivista di moda contro l’anoressia

    plus model magazineModa e magrezza dovrebbero avere in comune solo il fatto di iniziare con la lettera m. Sono tantissime le ragazze che in nome del successo da passerella si privano del cibo fino a sconfinare nella malattia.

    Perché sì, mangiare poco o non mangiare affatto è una malattia. L’anoressia è una malattia. Per questa ragione esiste una branchia della moda che dà ampio spazio alle taglie dalla 44 in su, messe in risalto sia sulle passerelle sia in riviste come Plus Model Magazine, la cui linea editoriale vieta di riservare anche solo un angolino dell’ultima pagina a chi porta la 42 o inferiori.

    L’ultima provocazione è arrivata dalla modella Katya Zharkova, che nell’ultimo numero della rivista ha scelto di posare nuda per dimostrare che si può essere belle anche con qualche chilo in più e soprattutto denunciare il fatto che la maggior parte delle modelle ha un indice di massa corporea pari a quello delle donne anoressiche.

    Questa una delle frasi che accompagnano il servizio fotografico: “20 anni fa le modelle pesavano l’8% in meno delle donne comuni. Oggi il 23% in meno“. Una rivelazione choc che non ha bisogno di ulteriori commenti.

    Marta Traverso

  • Via San Bernardo, “Quic”: cittadini uniti per la riqualificazione

    Via San Bernardo, “Quic”: cittadini uniti per la riqualificazione

    Panoramica dei vicoliUn incontro fra tanti desideri, così lo chiama Carola, residente in via San Bernardo, per provare ad invertire la tendenza, Per fare qualcosa per il quartiere che amiamo, troppo spesso messo in risalto solo per i suoi aspetti negativi.

    Un mix di soggetti, abitanti, commercianti, associazioni, venerdì scorso hanno organizzato la prima uscita pubblica, “Quel che non piace a me magari piace a te”, il baratto del regalo inutile ricevuto a Natale. Tante persone, bambini, anziani, semplici curiosi hanno varcato la soglia di uno splendido palazzo dei Rolli, il civico 19 di via San Bernardo, si sono infilati nell’atrio e hanno potuto constatare di persona come il vento del cambiamento possa davvero ribaltare le cose.

    Secondo noi è necessario un intervento di urbanistica sociale in via San Bernardo – spiega Mauro Maspero, architetto, residente nella via – Vogliamo coinvolgere la vicina facoltà di Architettura nei progetti di riqualificazione del quartiere. Occorre pensare funzioni commerciali alternative al semplice bar, delle destinazioni d’uso dei locali che siano compatibili con la quotidianità della zona. Penso ad esempio alla presenza di diverse proprietà pubbliche che sarebbe utile sfruttare a dovere. L’obiettivo è riuscire a rendere vitale via San Bernardo durante tutto l’arco della giornata e non solo di notte”.
    Con l’Università avremo un incontro preliminare a fine gennaio – continua Mauro – gli proporremo di partecipare attivamente, ad esempio con bandi di gara che stimolino i progetti degli studenti”.

    In prima linea tra i promotori della costituzione dell’associazione di cittadini attivi di via San Bernardo, intitolata “Quic”, Quartiere in cantiere, troviamo l’associazione onlus Il Ce.Sto.
    Questa via è come dottor Jekyll e mister Hyde – spiega Domenico De Simone, segretario del Ce.Sto – Di giorno è desolatamente vuota, nonostante si trovi a poche decine di metri da via San Lorenzo frequentata quotidianamente dai turisti, mentre di notte si trasforma in periferia disagiata e senza regole”.

    Dopo la fortunata esperienza della casa di quartiere Ghettup in vico Croce Bianca capace di diventare un luogo protetto, uno spazio di aggregazione dedicato all’ascolto delle problematiche dei residenti, grazie all’impegno di numerosi soggetti sociali, oggi si tenta di replicare un simile percorso anche in via San Bernardo.
    Fondamentale il contributo di due mediatori impegnati proprio presso il Ghettup, e che ben volentieri, appena contattati dagli abitanti di via San Bernardo, hanno deciso di fornire il loro supporto.

    Danilo De Luise, della fondazione San Marcellino onlus, racconta “La mediazione comunitaria è un approccio culturale al conflitto che proviene dall’America Latina. Si tratta di favorire la creazione di spazi dove la comunità stabilisca un dialogo costruttivo per superare i problemi quotidiani. Abbiamo invitato a Genova degli esperti in questo campo per formare gli operatori locali. I nostri partner sono i servizi sociali del Comune di Genova, l’assessorato alle pari opportunità della Provincia, l’osservatorio sicurezza urbana e l’assessorato alle immigrazione della Regione Liguria. Nel 2011 i corsi sono stati proposti agli agenti della polizia municipale, alla Scuola Caffaro di Certosa e presso il Ghettup”.
    E a febbraio partirà un nuovo corso che coinvolgerà 75 persone fra residenti nel Ghetto, cittadini attivi di via San Bernardo ed agenti della polizia municipale.

    L’idea è quella di non escludere nessuno – aggiunge Mara Morelli, Università di Genova – Noi mettiamo a disposizione gli strumenti per far sì che le persone individuino i loro problemi e cerchino delle soluzioni. Il conflitto è un elemento inevitabile e sempre presente. Occorre superarlo in maniera pacifica e trasformarlo in energia positiva”.

    Tutto è cominciato alla fine di settembre dopo che la signora Carola passando vicino alla casa di quartiere Ghettup è rimasta favorevolmente impressionata e la prima cosa che ha pensato è stata “Sarebbe davvero bello trasferire quest’esperienza anche in via San Bernardo”. Detto fatto, il giorno dopo lei e la signora Laura, 80 anni ma non si direbbe, si sono recate alla casa di quartiere e hanno trovato subito le risposte che cercavano.

    In via San Bernardo siamo partiti dai desideri dei residenti – continua Mara Morelli – a differenza del Ghettup non abbiamo a disposizione un luogo fisico. Ma l’importante è riuscire a creare una rete di conoscenze e di solidarietà, in grado di rappresentare un presidio sul territorio”.

    Coinvolta in quest’avventura è anche la signora Marina, rappresentante dell’associazione di genitori-insegnanti delle scuole Baliano, Garaventa e Sarzano “Abbiamo aderito subito al progetto perché anche il nostro obiettivo è quello di promuovere una maggiore conoscenza e socialità tra i genitori dei bambini delle scuole del centro storico. Organizziamo incontri gastronomici multiculturali ed iniziative di autofinanziamento come mercatini e lotterie allo scopo di garantire a tutti i bambini la possibilità di partecipare alle gite scolastiche”.

    E poi il Gruppo di donne di San Bernardo, che dal 1997 lotta per la dignità del quartiere “Ultimamente la situazione notturna si è aggravata soprattutto a livello di inciviltà – racconta la signora Gigliola – abbiamo cercato di instaurare rapporti con le istituzioni pubbliche ma purtroppo i risultati sono stati pari a zero. Oggi speriamo che grazie a questo progetto si possa finalmente superare la contrapposizione fra abitanti e giovani frequentatori della zona”.

    Infine anche i commercianti intendono giocare un ruolo di primo piano come spiega Valeria, titolare della paninoteca lo Sbrano “Noi vorremmo vedere le saracinesche dei negozi sempre aperte. Siamo felici di questa collaborazione perché se gli abitanti decidono di vivere il quartiere gli esercizi commerciali non saranno costretti a chiudere.

     

    Matteo Quadrone

     

  • Acqua bene comune, appello “giù le mani dall’acqua e dalla democrazia!”

    Acqua bene comune, appello “giù le mani dall’acqua e dalla democrazia!”

    Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

    Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

    Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.

    A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.

    Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

    Noi non ci stiamo.

    L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.

    I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.

    Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

    Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.

    Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.

    Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

    Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

     

     

    Si firma su www.acquabenecomune.org

  • Vecchie cabine telefoniche: nuove funzioni per rinascere

    Vecchie cabine telefoniche: nuove funzioni per rinascere

    Sono ancora 130 mila in tutta Italia. E stanno per compiere 60 anni. La prima infatti è stata installata il 10 febbraio del 1952 in piazza San Babila a Milano. Date per morte forse troppo in fretta nel prossimo futuro potrebbero risorgere.

    Stiamo parlando delle cabine telefoniche che nonostante il boom dei telefoni cellulari sono sopravissute all’estinzione. La scorsa estate l’Authority per le comunicazioni ha autorizzato Telecom ad eliminarle al ritmo di 30 mila all’anno per giungere all’azzeramento totale nel 2016.

    Ma così non accadrà, molte rimarranno in funzione perché “Dopo anni di crisi stiamo constatando che la caduta degli introiti si è arrestata – spiega Daniela Conti, responsabile settore telefonia pubblica Telecom – Nel 2011 si è verificata una piccola inversione di tendenza. La gente sta tornando ad usare i telefoni pubblici”.

    Non solo, una buona parte di esse verrà riconvertita a nuove funzioni.
    Il primo prototipo sarà installato a breve a Torino “Qui verranno sperimentate per un anno – annuncia Daniela Conti – poi avranno un futuro in tutto il Paese”.

    La cabina del futuro è progettata dall’azienda torinese Ubi Connected. Funzionerà con monete e servirà ancora per telefonare. Si potrà navigare su internet ed usufruire dei servizi offerti dalla città. Inoltre sarà dotata di telecamere di videosorveglianza in modo tale da contribuire al controllo del territorio. La nuova cabina sarà autosufficiente dal punto di vista energetico grazie alla presenza di un pannello fotovoltaico installato sul tetto.
    Infine, ma su questo punto si attendono sviluppi, potrebbe essere dotata di impianti per ricaricare biciclette, scooter e auto elettriche.

    Un’idea simile, a dire il vero, era sorta anche a Genova, circa un anno fa. L’iniziativa, intitolata “Adottiamo una cabina telefonica“, prevedeva una riconversione intelligente per adattare il servizio delle vecchie cabine alle attuali esigenze dell’utente. In pratica una trasformazione da telefono pubblico a punto wifi.
    Il progetto lanciato dall’Associazione Cittadini Digitali, con il sostegno di Assoutenti, doveva essere discusso con Agcom e Telecom. Ad oggi purtroppo non si hanno notizie circa eventuali sviluppi di questa iniziativa.

     

    Matteo Quadrone

  • Via San Bernardo, festa per il baratto del regalo inutile ricevuto a Natale

    Via San Bernardo, festa per il baratto del regalo inutile ricevuto a Natale

    Oggi alle ore 18:00 in via San Bernardo 19, un gruppo di cittadini attivi che provano ad invertire la tendenza al degrado e all’abbandono della zona, promuovono una festa di quartiere aperta a tutti: “Quel che non piace a me magari piace a te”, per il baratto del regalo inutile ricevuto a Natale.
    Un’occasione di incontro per gli abitanti ma non solo, con l’obiettivo di aggregare le forze positive attorno ad un progetto sociale più ampio, in grado di rivitalizzare il quartiere.

  • “Esplorare e comunicare l’Antartide un secolo fa” a Palazzo Ducale

    “Esplorare e comunicare l’Antartide un secolo fa” a Palazzo Ducale

    AntartideNell’ambito della mostra Race. Alla conquista del Polo Sud, in corso nel Sottoporticato di Palazzo Ducale fino al 18 marzo, viene presentata l’edizione anastatica con prima traduzione italiana dell’opera di Sir. E.H. Shackleton, unico libro che sia mai stato scritto e stampato in Antartide.

    L’esploratore e scrittore inglese lo intitolò “Aurora Australis” e lo diffuse al ritorno dalla sua spedizione al Polo Sud nel 1908. Quest’opera è una delle più rare e uniche al mondo poiché ne sono attestate solo una sessantina di copie in archivi e collezionisti privati.

    Le condizioni logistiche della realizzazione dell’opera (una baracca di nemmeno 60 mq abitata da 14 esploratori), l’ambiente geografico (il plateau antartico) e le temperature estreme (fin oltre – 40°), fanno di questa antologia di contributi di varia natura a firma di scienziati ed esploratori, coordinati appunto da Sir E.H. Shackleton, uno dei documenti più interessanti del periodo “ eroico” delle esplorazioni antartiche.

    Durante la presentazione saranno proiettate parti del film sull’Antartide di W.Herzog, “Encounters at the end of the world”.

    Alla presentazione interverranno Ada Grilli, curatrice dell’opera e Paolo Bernat, curatore del Museo Nazionale dell’Antartide, sezione di Genova.

     

  • Niente referendum per l’abrogazione della legge elettorale

    Niente referendum per l’abrogazione della legge elettorale

    Il referendum per l’abrogazione della legge Calderoli ha incassato una doppia bocciatura dalla Consulta. I quesiti per abbattere la così detta legge “Porcellum” sono stati respinti dalla Corte Costituzionale dopo un giorno e mezzo di camera di consiglio. Il primo quesito presentato dal comitato promotore del referendum chiedeva l’abrogazione totale dell’attuale legge elettorale, mentre il secondo proponeva l’abrogazione di una parte del testo di legge.

    Risultano dunque vane le 35.000 firme raccolte nella sola Genova tra settembre e ottobre: “La Corte costituzionale – si legge nel comunicato – in data 12 gennaio 2012, ha dichiarato inammissibili le due richieste di referendum abrogativo riguardanti la legge 21 dicembre 2005, n. 270 (Modifiche alle norme per l’elezione della camera dei deputati e del senato della repubblica). La sentenza sarà depositata entro i termini previsti dalla legge”. Bocciati entrambi i quesiti presentati dal comitato promotore del referendum: quello che chiedeva l’abrogazione totale della Calderoli, sia quello che ne chiedeva l’abrogazione in parte.

    Il Parlamento potrà comunque varare una nuova legge tenendo conto dell’alto numero di firme raccolte (oltre un milione in tutta Italia) a sostegno della proposta referendaria, ma qualora ciò non avvenisse, anche le prossime elezioni avranno luogo con il “Porcellum” di Calderoli.

  • “La scuola in chiaro”: segreterie scolastiche online

    “La scuola in chiaro”: segreterie scolastiche online

    Maggiore trasparenza sugli istituti scolastici italiani, più informazioni per le famiglie che stanno per iscrivere i figli a scuola e semplificazione del lavoro delle segreterie scolastiche. Questi sono i principali obiettivi indicati dal Ministero dell’Istruzione per il nuovo progetto “La scuola in chiaro” che fornirà dati continuamente aggiornati su ogni singola scuola e faciliterà la scelta delle famiglie.

    Il nuovo progetto coinvolgerà 11 mila scuole di ogni ordine e grado, dalla primaria alla secondaria di secondo grado, circa 8 milioni di studenti e 2 milioni di famiglie. Nella provincia di Genova parliamo di 181 istituti di primo e secondo grado, 284 scuole per l’infanzia e 232 scuole primarie.

    Con l’inserimento di alcune semplici informazioni i genitori potranno procedere all’iscrizione dei propri figli (in scadenza il 20 febbraio prossimo) per l’anno scolastico 2012/2013 direttamente su internet evitando permessi o eventuali ferie dal lavoro. Rimane comunque possibile effettuare l’iscrizione nel modo tradizionale recandosi personalmente presso la scuola.

    Online verranno diffuse le informazioni necessarie a delineare il profilo di ogni istituzione scolastica: la dimensione dell’istituto, le caratteristiche dell’offerta formativa, le risorse strumentali e professionali, gli studenti e i loro risultati intermedi e finali.

    Le scuole potranno promuovere e far conoscere la propria offerta didattica, gli orari delle lezioni, le attrezzature a disposizione e le biblioteche. Sarà inoltre a portata di click per ogni istituto il numero degli alunni per anno di corso e gli esiti scolastici degli alunni, ma anche il numero e persino l’età media dei docenti della scuola.

  • Matefitness, il programma della settimana a Palazzo Ducale

    MatefitnessProseguono gli appuntamenti con la palestra della matematica a MateFitness a Palazzo Ducale.

    Sabato 14 gennaio, la palestra della matematica è aperta dalle 15 alle 19 e propone a grandi e piccini “Allena la mente!”, il consueto appuntamento del sabato pomeriggio con rompicapi, puzzle, attività di logica, indovinelli e giochi assortiti per rinfrescare i neuroni divertendosi. Con un rapido check-up, un simpatico animatore scientifico indovina le attività più adatte al pubblico e mette a punto un programma su misura per ciascun partecipante, come un vero personal trainer della mente.

    Età consigliata: per tutti.

    Domenica 15 gennaio, l’attività in programma, alle 15.30, è “Sbagliando S’impara”. Tentativi, fallimenti ed errori sono il pane quotidiano di ogni studente e uomo di scienza. Senza, non sarebbe possibile arrivare a grandi scoperte nè risolvere piccoli problemi. In questo caso, per una volta, a sbagliare è una “macchina”, un dispositivo che, proprio come noi, impara dai suoi errori.  Dopo i primi non sbaglierà più. Provare per credere!

    Età consigliata: 11+

    Biglietto studenti: 3 €;biglietto adulti: 5 €.

    Per ulteriori informazioni consultare il sito www.matefitness.it, scrivere a info@matefitness.it o

    chiamare il numero 010 592671.

  • 2012 anno delle energie rinnovabili: come vivere a emissioni zero?

    2012 anno delle energie rinnovabili: come vivere a emissioni zero?

    pannelli solariL’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2012 anno delle energie rinnovabili: per i prossimi dodici mesi l’impegno delle principali istituzioni del pianeta sarà sviluppare l’utilizzo di fonti energetiche alternative e garantire l’accesso all’energia elettrica all’1,4 miliardi di persone al mondo che ancora non ne dispongono.

    Il concetto di sostenibilità è tuttavia qualcosa che però va oltre il crescente allarmismo sui cambiamenti climatici e le polemiche sulla scarsa attenzione all’ambiente da parte dei governi. Ciascuno di noi può, nel suo piccolo, fare la propria parte per vivere a impatto zero e contribuire a rendere più sostenibile il pianeta.

    La rivista Wired ha a questo proposito stilato cinquanta consigli per vivere a impatto zero. Eccone alcuni:

    – Riduci il consumo di alcool e carne. Smetti di fumare.

    – Rendi più bello il tuo quartiere, riqualifica un’area abbandonata trasformandola in un orto o in un giardino.

    – Stringi un contratto per avere energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

    – Non lasciare in standby gli elettrodomestici.

    – Guida meno, per risparmiare di più.

    – Scopri il car pooling. Organizzati con i tuoi condomini per un utilizzo dell’auto più strategico e meno inquinante.

    – Fai la spesa biologica online e premia la piccola distribuzione.

    – Fai la spesa alla spina e riduci i rifiuti dei contenitori del cibo.

    – I soldi non sono tutto, c’è anche il baratto.

    – Passa al led. Cambia le lampadine a combustione in casa tua con quelle che consumano di meno e durano di più.

    – Riduci il consumo di carta. In ufficio stampa il meno possibile e, quando lo fai, su fronte/retro.

    Marta Traverso

  • E.riders, la rassegna di musica elettronica e industriale al Carmine

    E.riders, la rassegna di musica elettronica e industriale al Carmine

    Musica elettronicaSabato 14 gennaio, dalle ore 19 alle 22 presso l’ Ex Abbazia di San Bernardino, in Salita S. Bernardino (vicino a P.zza del Carmine) si tiene la rassegna E.Riders, una cavalcata nel passato, presente e futuro della musica elettronica e industriale.

    Ospiti della serata  K, electro music, My right Frost, steampunk industrial circuit bending, Ur,   industrial apocalittico noise e con  Francesco Marini: “Foto al di là delle contingenze” , con immagini volutamente casuali scattate con lomografo Diana e rullini chimici.

    L’entrata è libera

     

    E Riders

  • Mercatino Bio a Trasta domenica 8 gennaio

    Mercatino Bio a Trasta domenica 8 gennaio

    Prodotti BiologiciDomenica 8 Gennaio dalle ore 930 si tiene al circolo Barabini di Trasta (Via Ca dei Trenta 3) il mercatino bio, nel quale sarà possibile acquistare miele, ortaggi ed altri prodotti del territorio, bigiotteria, oggettistica, ceramiche e abbigliamento e accessori realizzati a mano.

    Inoltre dalle 12 lo spettacolo di giocoleria per grandi e piccini e il pranzo disintossicante a chiusura delle festività.