Tag: progetti

  • Residenza artistica in Olanda: bando per creativi genovesi

    Residenza artistica in Olanda: bando per creativi genovesi

    pittore-pittura-disegno-arte-CIl Comune di Genova – Ufficio Cultura e Città ha aperto un bando rivolto a creativi per partecipare a una residenza artistica in Olanda, nella cittadina di Delft, ad agosto e settembre 2013.

    Saranno scelti 8 artisti professionisti, provenienti dalle città aderenti alla rete europea CreArt, un progetto che prevede eventi e opportunità in tutta Europa per gli artisti delle città aderenti (leggi in proposito l’incontro con la fotografa Lidia Giusto).

    Gli artisti selezionati avranno la possibilità di realizzare un’opera site-specific nel corso della residenza. Tema della residenza è il dipinto Veduta di Delft di Jan Vermeer, di cui gli artisti dovranno realizzare una “variante contemporanea” in stretta relazione con il territorio cittadino.

    Ogni artista sarà affiancato da un curatore e parteciperà a incontri pubblici, formali e non formali, per incontrare i creativi locali. Verranno coperte le spese per il viaggio, affitto della Studio al Centro d’Arte Kadmium, alloggio, un budget di lavoro pari a 500€ al mese basato su costi effettivi e un catalogo del progetto.

    Si può inviare la propria proposta di opera entro lunedì 24 giugno 2013 attraverso il sito di CreArt.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Begato, palazzo via Maritano-via Ortigara: incertezza sul nuovo progetto

    Begato, palazzo via Maritano-via Ortigara: incertezza sul nuovo progetto

    via-ortigara-edilizia-begato-d12C’è la volontà di rivedere il progetto ma sull’eventuale nuova soluzione le idee sono ancora confuse. Ci riferiamo al contestato intervento edilizio previsto a Begato – tra via Maritano e via Ortigara – che nei mesi scorsi, a causa della sua invasività, aveva suscitato le vibranti polemiche di residenti e Municipio Valpolcevera.
    L’assessore regionale Giovanni Boitano (Politiche abitative, Edilizia, Lavori pubblici), rispondendo ad un’interrogazione presentata dal consigliere Lorenzo Pellerano (Lista Biasotti), ha annunciato che il progetto sarà rivisto al ribasso, con una diminuzione degli alloggi (come già era stato ipotizzato) e soprattutto delle volumetrie sviluppate in altezza.
    «L’opera secondo noi va realizzata – spiega Boitano – e non ce la sentiamo di rinunciare a questo intervento, così come non se la sente il Comune di Genova. Pensiamo tutti che l’intervento debba essere rivisto. La Giunta comunale, già nella seduta del 31 gennaio, ha deciso di rivedere il progetto. Da 67 alloggi scenderemo ad una cinquantina. È stato affidato ai tecnici l’incarico di studiare una costruzione con una disposizione diversa, probabilmente suddivisa in due strutture».

    La Regione Liguria contribuisce alla nuova edificazione con un finanziamento di circa 2 milioni e mezzo di euro. «Quando, invece, si potrebbero utilizzare queste risorse per ristrutturare i numerosi immobili sfitti sparsi per la città – spiega Pellerano – e recuperare gli altrettanto numerosi alloggi che versano in condizioni fatiscenti, al fine di una loro assegnazione alle persone in attesa di una casa popolare (oltre 4000 nell’ultima graduatoria)». Il Comune mette sul piatto la bellezza di quasi 6 milioni di euro.

    «Occorre modificare il progetto confrontandosi con gli abitanti – continua Pellerano – i quali, a priori, non sono contrari a qualsiasi intervento, ma semplicemente chiedono di non deturpare la zona con una nuova colata di cemento». Secondo il consigliere regionale, in questo modo «Sarebbe possibile stornare delle risorse da indirizzare verso altre opere di manutenzione degli alloggi pubblici che consentirebbero di dare una risposta immediata all’esigenza abitativa».

    Pellerano accoglie positivamente la disponibilità dell’assessore Boitano ma sottolinea «Forse tra Regione e Comune si è generato un equivoco: la riduzione a 50 appartamenti non basta. In questo contesto una trentina di appartamenti sarebbero più che sufficienti».
    La II Commissione (Bilancio, Assetto del Territorio, Sviluppo Economico, Tutela Ambiente) del Municipio Valpolcevera – già nel parere del 19 ottobre 2012 – aveva bocciato l’ipotesi di riduzione da 67 a 55 alloggi considerandola comunque troppo impattante. Inoltre affermava: «È necessario un riesame del progetto edilizio cui segua un suo ulteriore ridimensionamento nei volumi e nelle dimensioni, soprattutto in sviluppo verticale, in modo da realizzare un’opera di altezza non eccedente i volumi di altezza del precedente edificio già demolito riprendendo lo sky line di tale costruzione (32 alloggi)».

    Il comitato di cittadini, da parte sua, è parecchio perplesso «Ancora non è chiaro quale sarà la nuova soluzione architettonica. Abbiamo chiesto lumi al Comune ma finora senza ottenere risposta».
    Il timore è che – fingendo di venire incontro alle esigenze degli abitanti – nella realtà delle cose tutto resti così com’è.

     

    Matteo Quadrone

  • Pechakucha night #6: bando per progetti e artisti

    Pechakucha night #6: bando per progetti e artisti

    Mostra fotograficaAppena terminata la quinta edizione di Pechakucha night, sono già partiti i preparativi per il sesto evento: l’appuntamento sarà il prossimo 20 giugno ai Giardini Luzzati, per la rassegna che mette in evidenza progetti creativi e di innovazione per la città.

    Il format è sempre lo stesso, 20 slide in 20 secondi ciascuna (seguendo il format Pechakucha). Possono partecipare designer, architetti, grafici, fotografi, artisti, stilisti, scrittori, fumettisti, musicisti, videomaker, inventori, scienziati, professionisti che si occupano di comunicazione o editoria.

    Non è prevista alcuna quota di partecipazione: l’invio dei materiali (scheda di partecipazione e 7 slide di prova) è entro lunedì 3 giugno 2013 all’indirizzo mail pkn.genova@gmail.com. La comunicazione ai selezionati avverrà entro venerdì 7 giugno.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Crowdfunding: Produzioni dal basso salverà la cultura in Italia?

    Crowdfunding: Produzioni dal basso salverà la cultura in Italia?

    EconomiaMartedì 14 maggio Palazzo Ducale ha ospitato l’evento di chiusura della “prima fase” di Creative Cities, progetto cui il Comune di Genova ha aderito insieme ad altre quattro città europee, e che prevederà una successiva fase di finanziamenti tra il 2014 e il 2020.

    Una giornata di interventi politico-istituzionali alternati workshop con addetti del settore, e che Era Superba ha seguito per capire lo stato dei progetti. In particolare, uno dei contributi più interessanti è stato portato da Angelo Rindone, fondatore della piattaforma di crowdfunding Produzioni dal basso, che insieme all’artista Cesare Viel ha dialogato sul tema Oltre la creative industry. Spazi e soggetti non convenzionali.

    Il workshop si fonda sul capire come e quanto si siano modificati i paradigmi dell’arte: buona parte dei progetti artistici cui assistiamo sono allestiti in spazi diversi da quelli “standard”, comprendono atti performativi, vedono un’intersecazione tra le diverse discipline della creatività e nuove forme di interazione tra i soggetti coinvolti, a partire dai potenziali finanziatori.

    Il crowdfunding – termine inglese che nasce dalla fusione di crowd, folla e funding, finanziamento – è una pratica che nasce “ufficialmente” nel 2009, anche se il sito Produzioni dal basso vede la luce già nel 2005. Come funziona? Chiunque ha un progetto artistico può caricarlo su un sito web – al mondo esistono oltre 500 piattaforme, di cui la più nota è Kickstarter – inserendo la descrizione dell’idea, eventuale documentazione e la somma necessaria. Man mano che si ricevono donazioni, una barra associata al progetto si sposta dallo zero verso il totale di denaro previsto, in assoluta trasparenza.

    Facile a dirsi. Di fatto, come spiega Rindone – il quale tiene a precisare di essere un informatico “prestato” all’arte e alla cultura – «chi vuole farsi finanziare un progetto tramite il crowdfunding deve partire da una solida reputazione sul territorio in cui opera e sul web, oltre ad avere le idee molto chiare sul proprio progetto e un’eccellente capacità di presentarlo. Pur lavorando da anni nel crowdfunding, non ne sono un sostenitore a priori: cercare finanziamenti in questo modo è un processo che mette in gioco numerosi fattori».

    Il crowdfunding ha il pregio di disintermediare la cultura, rendendo possibile a chiunque il trovare fondi per le proprie opere: soprattutto a chi – per carenza di fondi delle istituzioni o difficoltà nel creare con esse un dialogo – non riesce a ottenere il supporto da chi dovrebbe finanziare i progetti culturali. In questo modo numerosi progetti rivolti a una nicchia o che hanno lo scopo di riqualificare aree urbane in cui l’istituzione locale non interviene (solo per fare alcuni esempi) possono vedere uno spiraglio di realizzazione. In economia si chiama coda lunga: tantissimi micro-progetti (con pochi lettori/spettatori ciascuno) creano complessivamente maggiore profitto di un solo progetto che raduna molti lettori/spettatori. Questa è la ragione per cui siti come Amazon e iTunes hanno reso possibile a chiunque di pubblicare e vendere il proprio romanzo o album musicale, a prescindere dalla qualità.

    Il crowdfunding si pone su un livello differente, perché «nessuno passa per caso su un sito come Produzioni dal basso e investe due, cinque, dieci euro in un progetto che non conosce». I criteri per un buon piano di crowdfunding sono: contenuto del progetto, suo grado di innovazione e dirompenza e sua permeabilità nel territorio; reputazione del proponente, sua capacità di raccontare il progetto e di creare intorno a esso una rete di relazioni; disponibilità del proponente a metterci la faccia, ossia spiegare ai potenziali finanziatori chi è, di cosa si occupa e perché è importante che il progetto sia finanziato e realizzato.

    Democratizzare la cultura, rendere chiunque un soggetto attivo – che con un piccolo contributo economico ne diventa di fatto promotore – dare la possibilità di realizzare progetti altrimenti non fattibili. Il punto di forza del crowdfunding, che trova d’accordo entrambi i relatori del workshop, è il suo essere un viatico per creare relazioni costruttive e virtuoseche nascono online e si sviluppano poi sul territorio. Se quello che manca nei social network è “l’interazione con l’umano”, il crowdfunding è stato in alcuni casi concreti un mezzo per abbattere queste barriere, perché gruppi di persone – nel finanziare un progetto – si sono impegnate in prima persona per realizzarlo concretamente anche con azioni pratiche.

    Qualche dato sul crowdfunding: a livello mondiale, nel 2012 sono stati finanziati oltre 1 milione di progetti per un totale di circa 3 miliardi di dollari. Il solo sito Produzioni dal basso ha avuto nel solo 2012 17.000 iscritti (mentre fino al 2011 erano una media di 500 all’anno) e circa 500.000 € di transazioni.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Creative Cities: una rete tra enti pubblici e artisti a Genova

    Creative Cities: una rete tra enti pubblici e artisti a Genova

    arti-visive-installazioni-arte-creativita-RMIL PRECEDENTE

    Dicembre 2010: il Comune di Genova, tramite l’Assessore alla Cultura Andrea Ranieri, comunica l’adesione al progetto Creative Cities, in collaborazione con Job Centre. Il capoluogo ligure, insieme ad altre quattro città europee – Lipsia, Danzica, Lubiana e Pecs – costruirà una rete di artisti e creativi che con il loro lavoro contribuiscono a creare progetti imprenditoriali e di innovazione, con forti ricadute sul territorio e sull’economia. Si tratta di un progetto inserito nella più ampia rete di iniziative Creative Europe.

    In programma, da qui al 2013, una serie di incontri con operatori del settore finalizzati alla creazione di cluster di industria creativa: il termine indica gruppi di imprese creative che si trovano in una stessa area geografica e/o operano nello stesso ambito, e che possono dunque stringere collaborazioni e sinergie per contribuire all’industria creativa nel suo complesso.

    Obiettivo del progetto è la messa a sistema di tutte le risorse creative genovesi, sia per dare opportunità agli artisti locali (bandi, visibilità, residenze) sia per stringere rapporti internazionali sulla base di progetti culturali.

    Il progetto si interseca con un altro di più ampio respiro per la città, Genova Smart City. Per un dettagliato approfondimento su entrambi, rimandiamo al n. 38 di Era Superba free press.

    IL PRESENTE

    Martedì 14 maggio 2013, Palazzo Ducale ospita un convegno che fa il punto sulla chiusura della prima fase di Creative Cities.

    Alcuni dati numerici, per capire meglio il progetto: tra il 2007 e il 2011 il numero delle imprese creative a Genova è aumentato del 22,03%. Si tratta soprattutto di piccole imprese, con una media di tre addetti, e rappresentano il 6,6% del totale delle aziende genovesi.

    L’Unione Europea ha stanziato un finanziamento di 1,8 milioni di euro per il periodo 2014-2020, che sarà finalizzato alla realizzazione e al consolidamento di distretti creativi. A Genova ne sono già stati individuati due: il polo degli audiovisivi a Villa Bombrini (cui è legato anche il progetto Mediatic, che pone la città in un ruolo di primo piano nello sviluppo di questo settore) e il distretto della Maddalena, che lega il progetto Creative Cities anche al recupero di aree degradate della città, uno dei suoi obiettivi primari. A questi si aggiunge Sala Dogana, uno spazio che il Comune e Palazzo Ducale destinano a progetti di “giovani artisti”.

    Inoltre il portale Genova Creativa ha registrato oltre 500 iscrizioni (di cui 251 artisti e 254 operatori della cultura), con un totale di oltre 35.000 visitatori dalla sua fondazione nel dicembre 2011.

    L’interesse dei temi trattati pone tuttavia un quesito: è sufficiente un sito web per dare il meritato spazio a tutte le iniziative culturali di Genova, da quelle “istituzionali” alle indipendenti? Tanto più che in città esistono più progetti simili, per la messa in rete di differenti progetti artistici: per esempio Arbusticreato dalla Consigliera Comunale Maddalena Bartolini, o le numerose iniziative di arte e cultura indipendente a cui diamo quotidianamente spazio su Era Superba e che si attivano per ripensare il paradigma culturale della città (Tilt, Vanuart e altre).

    Nel convegno si è avvertita l’assenza di molti operatori culturali e artisti, soprattutto coloro che operano in maniera autonoma e indipendente. Genova Creativa ha oltre 500 iscritti, sono loro i veri attori dell’industria creativa che avrebbero dovuto dare più viva e partecipata testimonianza. I cosiddetti “giovani artisti” sono persone che fanno due o tre lavori (barista, cameriere, freelance, e così via) e passano notti in bianco per portare avanti la loro associazione, azienda o progetto creativo, impegnandosi perché un giorno diventi la propria unica fonte di lavoro e di reddito. Perché non sono intervenuti a raccontare esperienze e difficoltà, a condividerle con altri? Non sapevano che ci sarebbe stato il convegno? Lo sapevano ma non erano interessati? Sanno che Genova ha ottenuto e otterrà un cospicuo finanziamento europeo per mettere in rete tutti coloro che fanno impresa creativa?

    Domande che meritano una risposta, forse non giunta dal convegno ma che trova conferme nel fermento culturale di Genova, sempre molto vivo sia nei circuiti istituzionali sia in quelli non istituzionali. L’augurio è che, nella seconda tranche di Creative Cities, qualcosa cambi nel modo in cui enti e singoli individui comunicano tra loro e condividono idee e progetti.

    Marta Traverso

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Bando Gaetano Marzotto 2013: premi in denaro per giovani imprenditori

    Bando Gaetano Marzotto 2013: premi in denaro per giovani imprenditori

    Sono aperte fino al 30 giugno 2013 le iscrizioni a una nuova edizione delfuturo Premio Gaetano Marzotto, bando per imprenditoria giovanile che porta finanziamenti e percorsi di affiancamento a startup innovative e con importanti ricadute sulla cultura e sul territorio.

    Sono quattro le categorie del premio, ciascuna con consistenti premi in denaro.

    Premio impresa del futuro: 250.000 € al miglior progetto imprenditoriale con capacità di generare significative ricadute positive negli ambiti sociali, culturali, territoriali o ambientali. I settori di intervento preferibili sono quelli di riferimento per il Made in Italy: moda e tessile, agroalimentare, turismo, farmaceutico, meccanica, casa, arredamento e ambiente. Al vincitore è inoltre assegnato un percorso di affiancamento della Fondazione CUOA.

    Premio per una nuova impresa sociale e culturale: 100.000 € al miglior progetto imprenditoriale con capacità di generare significative ricadute positive negli ambiti sociali e culturali. Settori di intervento preferibili, quelli del terzo settore e dei servizi culturali, sociali, alla persona, all’ambiente. Al vincitore è inoltre assegnato un percorso di affiancamento della Fondazione CUOA.

    Premio dall’idea all’impresa: 30.000 € a ciascuna delle dieci idee di fare impresa più innovative, una somma data non in denaro ma in un periodo di residenza all’interno di altrettanti incubatori d’impresa con programmi seed dedicati, percorsi di formazione, tutoring e mentoring – per trasformare tali idee in impresa, oltre a una giornata di confronto e affiancamento per i team vincitori organizzata dalla Fondazione CUOA.

    Premio speciale Unicredit: 150.000 € ad almeno una startup per ciascuna delle tre categorie precedenti, con l’inserimento in un programma dedicato UniCredit che include: la partecipazione alla Startup Academy, mentorship, l’assegnazione di un Relationship Manager, l’assegnazione di un tutor scelto tra i partner di UniCredit e possibili incontri one-to-one con investitori, partner e clienti. I settori di interesse sono vari e includono: ICT, Digital e Social, Life Science, Nanotech, Moda e Design, Cleantech, Robotica, Agrifood, Turismo ecc. Il Premio non verrà corrisposto in denaro.

    La preselezione delle proposte avverrà entro il 31 luglio, ed entro il 31 agosto i partecipanti scelti dovranno presentare la documentazione aggiuntiva.

  • Creative Cities e Smart City: due progetti per Genova, il convegno

    Creative Cities e Smart City: due progetti per Genova, il convegno

    Porticato di Palazzo DucaleMartedì 14 maggio 2013 Palazzo Ducale ospita nella Sala del Munizioniere il convegno Verso la creative city.

    Programma

    Ore 9-10.30: introduzione
    I progetti Creative cities, Mediatic, Smart Cities
    con Carla Sibilla, Comune di Genova. Assessore Cultura e Turismo
    Gloria Piaggio, Comune di Genova, Smart cities
    Francesco Oddone, Comune di Genova. Assessore Sviluppo Economico e Smart Cities

    Alcuni dati sulla creative economy a Genova
    Emilia Saglia e Fabio Tenore, Comune di Genova, Creative Cities
    Roberta Prampolini, Daniela Rimondi, Università di Genova

    Ore 10.30-12.15: due workshop in parallelo
    1. La cultura “viva”. Linguaggi, strumenti e pratiche per la produzione artistica contemporanea
    con Ilaria Bonacossa, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce
    Lisa Parola A.Titolo
    Michele Dantini, Università del Piemonte Orientale
    Modera: Giuliano Galletta (Il Secolo XIX)

    2. Fare cultura. Risorse, strategie, ruoli
    con Mimma Gallina, Associazione Ateatro
    Luca Dal Pozzolo, Fondazione Fitzcarraldo
    Modera: Stefano Bigazzi (La Repubblica. Genova)

    Ore 12.15-13
    Pianificazione integrata culturale e partenariato pubblico privato
    con Claudio Bocci, Federculture

    Ore 13-14: pausa

    Ore 14-14.45
    Creare sistema: le industrie culturali e la città creative
    con Roberta Comunian, King’s College, London (UK)

    Ore 14.45-16.30: due workshop in parallelo
    1. Forme e modi per lo sviluppo della creative economy. Modelli di gestione: incubatori, distretti creativi, reti
    con Andrea Rocco, Genova e Liguria Film Commission
    Philippe Foulquié, Fondatore della Friche de la Belle de Mai – Marseille (F)
    Marco Geronimi Stoll, Rete Smarketing, comunicazione etica
    Modera: Claudio Oliva (Job Centre)

    2. Oltre la creative industry. Spazi e soggetti non convenzionali
    con Joseph Grima, Direttore Domus
    Angelo Rindone, Produzioni dal basso crowdfunding
    Cesare Viel Artista, Accademia Ligustica di Belle Arti
    Modera: Enrico Fravega (Job Centre)

    Ore 16.30-17: coffee break

    Ore 17-19
    Dibattito: le sfide delle creative cities
    con Carla Sibilla, Comune di Genova. Assessore Cultura e Turismo
    Laura Canale, Regione Liguria. Dirigente Affari Europei e Internazionali
    Walter Massa, ARCI Liguria
    Stefano Dellepiane, Compagnia di San Paolo

    L’intera giornata è a ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Sampierdarena: il punto sui lavori del Programma Integrato POR

    Sampierdarena: il punto sui lavori del Programma Integrato POR

    Via Buranello SampierdarenaA che punto sono i lavori del Programma Integrato POR-FESR di Sampierdarena? Gli interventi, da realizzarsi tra 2007 e 2013, erano stati pensati con l’obiettivo di promuovere la riqualificazione generale dell’abitato del quartiere, con la sistemazione della viabilità e degli assi stradali, il potenziamento dei servizi pubblici, la creazione di centri di aggregazione e servizi per anziani e bambini. Tra gli interventi, la riqualificazione di Via Buranello, Via Daste e Piazza Vittorio Veneto; il miglioramento della viabilità in Via Cantore e la ristrutturazione dei portici; l’incremento dei servizi del Municipio II, del centro anziani nell’ex biblioteca Gallino e dell’asilo nido nell’ex scuola di Via Pellegrini. Infine, la ristrutturazione dell’ascensore tra via Cantore e Villa Scassi.

    Vediamo qual è lo stato dei lavori, punto per punto.

    Riqualificazione di Via Buranello: l’intervento prevedeva la riqualifica della strada, fiancheggiata da un lato dalla linea ferroviaria sopraelevata, la realizzazione di una corsia unica di 4 metri per mezzi privati/pubblici e di parcheggi sul lato mare, l’ampliamento dei marciapiedi, pavimentati in autobloccanti fotocatalitici. Per Piazza Barabino, la pavimentazione in arenaria, con bordi e cordoli in granito. Ancora, l’eliminazione e la razionalizzazione della segnaletica verticale e dell’arredo urbano. Investimento complessivo di 2 milioni di euro.
    Via Buranello SampierdarenaAttualmente, i lavori sono in via di ultimazione. È prevista la riasfaltatura finale dopo la realizzazione di attraversamenti per le reti impiantistiche in fibra ottica e di locali per la raccolta di rifiuti. Tuttavia, restano le perplessità dei cittadini: si riscontrano aspettative diverse tra commercianti e abitanti per l’organizzazione dei flussi di traffico ed è in corso di redazione un progetto complessivo di ridefinizione dell’assetto del traffico in tutta Sampierdarena, capace di soddisfare le aspettative di tutte le parti interessate. La fine dei lavori è prevista per  giugno 2013.

    Via Daste: in programma una pedonalizzazione e pavimentazione della strada, con riordino dei marciapiedi e delle aree di sosta. Inoltre, la riqualificazione dell’ingresso principale di Villa Scassi e della piazzetta davanti alle scuole Mazzini e Casaregis. Previsto anche il rifacimento dell’impianto di illuminazione pubblica e la realizzazione rete wi-fi. Il costo, 920 mila euro.
    Attualmente, i lavori sono sospesi a causa del fallimento della ditta. In corso le valutazioni per l’affidamento dei lavori a un altro partner, il termine per la chiusura del cantiere è quindi un’incognita.

    Piazza Vittorio Veneto: razionalizzazione delle aree di sosta, privilegiando quelle pedonali, per la fruizione pubblica. Inoltre, anche l’inserimento di una rotonda per agevolare la fluidificazione del traffico, diminuendo l’inquinamento e valorizzando l’aspetto estetico. Investimento totale, circa 450 mila euro. L’intervento si è concluso nel 2007.

    Via CantoreVia Cantore: asse di scorrimento e via commerciale, era previsto il miglioramento del porticato, nella pavimentazione e nelle parti a mosaico, e la riqualificazione dei marciapiedi, con scivoli pedonali, riordino degli arredi urbani e sistemazione dell’illuminazione. Il tutto, con oltre 850 mila euro di investimento. Anche qui, i lavori sono già stati conclusi (maggio 2012 per la riqualifica dei marciapiedi, e 2011 per gli interventi sul porticato).

    Palazzo del Municipio: previsti per il palazzo di Via Sampierdarena interventi di restauro e risanamento e la realizzazione di un ascensore esterno. Per quanto riguarda i servizi, in programma il potenziamento delle infrastrutture telematiche e una nuova sede per la Polizia Municipale. L’intervento (per la cifra di circa 1 milione e mezzo di euro) si è concluso in data 18 ottobre 2012.

    Ex biblioteca Gallino: per il potenziamento dei servizi alla popolazione, con particolare attenzione agli anziani, un intervento di trasformazione dell’edificio in questione, per facilitare l’inclusione sociale e offrire alle persone anziane un centro diurno di aggregazione. Per l’ex biblioteca, la dotazione di uno spazio didattico per l’avvicinamento agli strumenti informatici. Il tutto al costo di 400 mila euro.
    Fallita la ditta esecutrice, i lavori sono stati affidati alla ditta seconda classificata e l’esecuzione richiede ancora 120 giorni, è prevista per giugno 2013.

    Asilo nido nell’ex scuola di Via Pellegrini: demolizione del vecchio edificio e bonifica dell’intera area. Al suo posto, la creazione di un nuovo asilo nido, nell’area del Campasso, caratterizzata da forti criticità ambientali, nonché da alto tasso di natalità. Inoltre, in previsione il collegamento della scuola con le aree verdi retrostanti, finora non utilizzate, e la creazione di percorsi pedonali. Costituito da corpi indipendenti tra loro ma raccordati insieme da un unico “fulcro”, il corpo centrale è pensato in funzione di accoglienza e di spazio comune, anche per i genitori.
    Attualmente i lavori (1,6 milioni di euro) sono in corso di realizzazione. Approvata la variante di maggiori lavori, sono previsti ulteriori 110 giorno di lavoro. Si va a giugno 2013.

    Via CantoreAscensore di collegamento tra via Cantore e Villa Scassi: mediante la realizzazione di un impianto che prevede che la cabina sia prima traslata nella galleria attuale e poi sollevata su un piano inclinato, per poi uscire nella zona alta della Villa, in prossimità dell’Ospedale di Villa Scassi. La struttura deve favorire l’accessibilità al parco, al quartiere e all’ospedale stesso. L’intervento prevede la riqualificazione della galleria di accesso con l’inserimento di una cabina che verrà traslata in orizzontale e poi sollevata in obliquo fino a uscire al confine della villa, per eliminare le criticità di accesso e incrementare la sicurezza per gli utenti.
    Attualmente, c’è stata l’aggiudicazione provvisoria della gara d’appalto. La fine dei lavori (che sono costati circa 4,3 milioni), in questo caso, è stimata per febbraio 2015.

    Elettra Antognetti

  • Cani dall’inferno: nasce a Genova una nuova casa editrice

    Cani dall’inferno: nasce a Genova una nuova casa editrice

    libri-lettura-letteratura-culturaL’amore è un cane che viene dall’inferno: il titolo di questa bellissima raccolta di poesie di Charles Bukowski ha ispirato, nel 2004, la nascita di un gruppo di lettura creato dai poeti genovesi Ksenja Laginja, Mauro Sbiello ed Enrico Marià. Un collettivo che gravitava intorno alla libreria e casa editrice Annexia e che ha proseguito la sua attività fino al 2006, quando lo spazio di Stradone Sant’Agostino ha chiuso i battenti.

    Negli ultimi anni si sono organizzati solo piccoli eventi autogestiti, in locali nel centro storico o nell’ambito di eventi cittadini quali la Notte della Poesia. Oggi, a quasi dieci anni dalla sua fondazione, Ksenja Laginja ha portato i Cani a rivivere trasformando il collettivo in una vera e propria casa editrice: «Il nome Cani dall’Inferno era stato scelto da Mauro Sbiello, che inserì una citazione di Bukowski nel suo primo libro. Un nome che ci rappresentava pienamente come persone e come artisti: un nome che indicava per noi un modo diverso di concepire la poesia. Non solo parole da scrivere o leggere, ma anzitutto una poesia “vissuta”, soprattutto nel suo atto performativo. Coltivavo da tempo l’idea di riunire chi ha gravitato intorno al progetto Cani dall’Inferno, sia tramite eventi sia con pubblicazioni di autori che appartengono a una certa nicchia e condividono la stessa visione poetica».

    Christian Humouda_quote 2In poche settimane, grazie “solo” alla promozione via Facebook, hanno ricevuto molte opere tra romanzi, antologie di racconti e sillogi di poesia. La linea editoriale è molto definita e risponde alle opere cui a suo tempo Annexia si rivolgeva. «Siamo alla ricerca di autori che propongono opere distanti da quanto il mercato editoriale oggi offre, che spesso vedono le loro opere rifiutate perché “con le poesie e i racconti non si mangia” ma che non vogliono avere a che fare con editori a pagamento – mi spiega Ksenja. – Sono io stessa un’autrice e nel mio lavoro di editore voglio portare ciò che io stessa pretenderei: un lavoro personalizzato sull’autore, dove all’editing e alla promozione si uniscono consigli mirati di lettura, segnalazioni a blog letterari perché gli autori possano fare “palestra di scrittura”, e così via. Essere un editore non significa solo pubblicare testi, ma donare esperienza. Ci interessa soprattutto trovare autori disposti a studiare e faticare molto, la poesia (ma anche la prosa) non deriva solo dall’ispirazione ma da un lavoro costante sulle parole, sul suono».

    La prima opera di Cani dall’inferno, che verrà pubblicata entro la fine di maggio, è la raccolta di poesie Ceneri postatomiche di Christian Humouda. «Per Christian si tratta dell’esordio letterario, un’opera a cui abbiamo lavorato molto e che ha la prefazione di Chiara Daino. Oggi Christian è anche autore del blog collettivo Words Social Forum, la cui redattrice Antonella Taravella sarà protagonista della nostra prossima pubblicazione, con la raccolta Le stanze del nostro inverno che uscirà entro l’estate».

    Cani dall’Inferno continua ad accettare manoscritti: per l’invio li si può contattare all’indirizzo canidallinferno@gmail.com.

    Marta Traverso

  • Erzelli, il punto con il vicesindaco Bernini sul trasferimento di Ingegneria

    Erzelli, il punto con il vicesindaco Bernini sul trasferimento di Ingegneria

    ericsson-erzelli-d6La strada verso quella che qualcuno ha ribattezzato “Silicon Valley alla genovese” sembra finalmente giunta a una svolta decisiva. Non dovrebbe, infatti, tardare ancora molto il fatidico sì da parte dell’Università di Genova per il trasferimento della Facoltà di Ingegneria sulla collina degli Erzelli. Il nuovo Parco tecnologico, dunque, potrebbe presto diventare anche scientifico, come d’altronde previsto nel progetto originario di riqualificazione di questo angolo di Ponente, un tempo relegato a deposito di container per l’attività portuale.

    Ad oggi, negli oltre 400 mila metri quadrati destinati all’hi-tech trova già posto la nuova sede di Ericsson che, a breve, sarà affiancata da Siemens. Terminata questa seconda palazzina in direzione Sestri, i lavori potranno concentrarsi sulla direttiva di Cornigliano, per la realizzazione degli uffici di Esaote, che dovrebbero terminare entro il 2015: così facendo, i due rami del ferro di cavallo attorno agli Erzelli sarebbero completati. Ma, nel frattempo, il vicensindaco del Comune di Genova, nonché assessore all’Urbanistica, Stefano Bernini, è convinto che possano partire anche i cantieri per l’Università.

    Il suo ottimismo è motivato soprattutto dall’esito dell’ultimo fruttuoso incontro con il rettore Deferrari, a fine aprile, in cui si è giunti sostanzialmente alla definitiva pianificazione delle questioni finanziare, grazie anche allo sbloccamento da Roma dei 15 milioni di euro previsti per la realizzazione dei laboratori di Ingegneria.

    «Con il rettore – spiega Bernini – abbiamo affrontato alcune questioni fondamentali. La più corposa riguarda la logistica e quindi tutta la problematica legata ai trasporti, che è stata studiata da un gruppo di lavoro creato ad hoc che ha fornito tutte le necessarie risposte alle esigenze dell’Università, sia a breve che a lungo termine».
    Nell’immediato la questione riguarda l’ottimizzazione del collegamento su gomma, ovvero tramite autobus, tra la stazione ferroviaria di Cornigliano e gli Erzelli: un primo potenziamento che, interessa la linea 5, è già attivo su via Melen, la cui nuova viabilità con pendenze ridotte e angoli di curva smussati consentirà il transito di mezzi da Amt da 18 metri. Dall’altro lato della collina, invece, oltre all’avvio dei primi cantieri per la realizzazione delle zone verdi, stanno procedendo i lavori su via dell’Acciaio: una volta terminati, si potrà introdurre una nuova linea circolare Sestri – Erzelli – Cornigliano.

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    Per quanto riguarda il futuro, il punto focale è rappresentato dalla realizzazione della famosa funivia che dovrebbe collegare il polo scientifico-tecnologico con la nuova stazione ferroviaria di Calcinara, già concordata con RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e con l’aeroporto, il cui progetto è già stato presentato alla Comunità Europea per la richiesta di finanziamento. Ai piedi della collina, dunque, dovrebbe sorgere un posteggio multipiano che diventerebbe il centro intermodale dei trasporti, sul modello di interscambio presente ad esempio a Milano Famagosta: fermata dell’autobus, treno destinato a diventare metropolitana di superficie, e stazione della funivia, in collegamento diretto con la collina da un lato e l’aeroporto dall’altro.

    «Un’altra questione affrontata con l’Università è stata principalmente di ordine giuridico, dal momento che l’Ateneo ha chiesto al professor Onida una valutazione pro veritate su una serie di questioni legali riguardanti la compravendita di immobili. Mi risulta, però, che le conclusioni in proposito siano state consegnate in questioni giorni e, quindi, dovremmo essere davvero molto vicini al traguardo».

    La nuova sede di Ingegneria Navale

    In realtà, sul piatto c’è ancora un punto piuttosto spinoso che riguarda il tanto chiacchierato destino del corso di Ingegneria navale. Qui le forze in gioco sono molteplici: oltre alla ben nota richiesta lanciata dal Comune di La Spezia, bisogna considerare la proposta avanzata da Fincantieri di inglobare la vasca navale all’interno della nuova palazzina direzionale, che si sposterà dall’attuale sede di via Cipro a Sestri. Quest’ultima soluzione è anche quella vivamente caldeggiata da Bernini perché avvierebbe una forte integrazione tra Università e Fincantieri, in un ideale continuum con il vicinissimo polo scientifico-tecnologico di Erzelli, unendo la fase progettuale a quella produttiva, senza dimenticare le eventuali opportunità di collaborazione che potrebbero aprirsi con le aziende committenti delle varie realizzazioni navali.

    «Cerchiamo con tutte le forze di evitare lo spostamento di sede alla Spezia – tiene a sottolineare il vicesindaco – perché riteniamo si tratti di un’operazione poco produttiva: anche dal fatto di studiare insieme nascono e crescono le competenze perciò è opportuno che una facoltà non sia spantegata in giro per la regione. Inoltre, nella sistemazione spezzina, benché all’interno dell’arsenale, vi sarebbero diversi limiti per la realizzazione di stage produttivi, mentre a Sestri, studenti, ricercatori e professori si ritroverebbero assolutamente nel vivo della cantieristica navale».

    Infine, un rapido sguardo a un’altra tematica che potrebbe riguardare gli Erzelli da vicino e già da molto tempo tiene banco in città: vale a dire, la tanto attesa realizzazione del nuovo ospedale di ponente. «Nell’incontro tra Asl, Comune di Genova e Regione Liguria – racconta Bernini – si è deciso di realizzare uno studio di fattibilità approfondito che metta a confronto i due siti in cui l’ospedale potrebbe trovare posto, ovvero l’area di villa Bombrini e gli Erzelli. In questa seconda ipotesi, l’ospedale verrebbe realizzato in una zona di proprietà pubblica confinante con quella del Parco scientifico tecnologico e potrebbe godere del nuovo sistema di trasporto integrato di cui abbiamo già parlato. Da queste valutazioni tecniche, logistiche, urbanistiche e funzionali arriverà la decisione di comune accordo tra le istituzioni coinvolte».

     

    Simone D’Ambrosio

  • San Benigno, centro direzionale Msc: cercasi acquirente per la terza torre

    San Benigno, centro direzionale Msc: cercasi acquirente per la terza torre

    costruzione-grattacielo-msc-san-benignoOrmai è quasi terminato il Centro Direzionale di San Benigno compreso tra via Balleydier, via Milano e via De Marini (che include World Trade Center, Matitone, Torre di Francia, I Gemelli, Torri Piane e Torri Faro). Sono ancora in fase di ultimazione le tre torri che occuperanno il comparto 2. Qui, lato mare, vicino al porto commerciale, è in corso la costruzione del complesso prenotato da Msc, che ha deciso di insediare qui il proprio quartier generale e di incrementare la sua attività sul territorio ligure, in concorrenza con l’altro colosso e competitor di sempre, Costa. Dopo aver inizialmente mostrato interesse per tutto il complesso però, Msc avrebbe fatto passi indietro, dichiarandosi disposta ad acquistare solo due delle tre torri in costruzione (lasciando fuori quella di sud-est, direzione Porto Antico).

    Alla luce delle informazioni in nostro possesso non si sarebbe ancora fatto avanti ufficialmente nessun altro acquirente per la terza torre, l’iter avrebbe quindi subito un rallentamento generando una situazione di stallo.

    I lavori di preparazione dell’area sono iniziati  nel 2008, ma la costruzione degli edifici vera e propria è partita nell’ottobre 2009. Il completamento, stimato in 36 mesi, era previsto per ottobre 2012. Tre torri su una piastra di base di 2,7 mila mq di estensione e 34,19 metri di altezza. Due torri raggiungono quota 89,75 mt, la terza torre 99,00 mt.
    Le destinazioni d’uso: direzionale per 15.141 mq SLA-superficie lorda abitabile; residenza per 6.743 mq SLA; commercio per 3.884 mq SLA; parcheggi pertinenziali per 10.540 mq SLA. Inoltre, parcheggi pubblici in struttura e a raso, e archivi comunali, per un totale di 25.768 mq.

    costruzione-grattacielo-msc-san-benigno2COMPARTO 2: IL PROGETTO

    Un unico complesso, articolato in tre grattacieli, due dei quali articolati su 12 livelli interni e 2 di copertura, e l’altro su 14 livelli interni più 2 di copertura. Alla base, una piastra –su cui poggiano le torri- che si sviluppa su un’estensione di 2,7 mila mq ed è composta da 9 livelli interni e coperta da una terrazza giardino. Il complesso sfiora i 100 metri di altezza e si estende su una superficie di circa 56 mila mq di superficie edificata, di cui circa 3,8 mila mq destinati a commercio, oltre 15 mila mq ad uso direzionale e circa 6,7 mila mq a residenze. Inoltre, nella piastra di base saranno realizzati un archivio e locali tecnici destinati al Comune di Genova -come deciso da apposita Convenzione stipulata tra enti pubblici e privati coinvolti-, vari posti auto e un parcheggio. Ad occuparsi dei lavori, la società Grandi Lavori Fincosit, ditta romana con una sede anche a Genova, in Via Fieschi.

    Come detto, due delle tre torri erano destinate originariamente ad accogliere gli uffici di Msc, mentre la terza avrebbe dovuto ospitare 108 appartamenti, progettati secondo un design moderno e attento alle innovazioni in materia ambientale dagli architetti del prestigiosi studio 5+1 di Genova. Tuttavia ci sono state modifiche in corso d’opera: dopo le voci che riportavano un interesse di Msc anche per la terza torre, le società di costruzione hanno optato per la riconversione dell’ultima costruzione da residenziale a direzionale. Risulterebbe, dalle informazioni acquisite, che l’attuale apparente assenza di un acquirente per la terza torre, stante anche il mancato concludersi della riferita trattativa con Msc, abbia determinato un rallentamento dei lavori. Data l’attuale crisi economica, si porrebbe inoltre il problema da parte di Svim (Società di Sviluppo Immobiliare) e di Fincosit, di collocare sul mercato l’intero terzo edificio.

    I LAVORI

    «Ho una brutta notizia: non possiamo rilasciare interviste», così ci accoglie il direttore di cantiere, l’ingegner Giuseppe Giacinto, nonostante l’appuntamento preventivamente concordato. Dalla Grandi Lavori Fincosit, dunque, nessuna dichiarazione ufficiale. Dai dati pubblicamente accessibili, veniamo a conoscenza che i lavori, come anticipato in apertura, sono iniziati ufficialmente il 2 ottobre 2009 (con permesso rilasciato il 17 agosto dello stesso anno) e sarebbero dovuti terminare entro il 2 ottobre 2012, ad esattamente 3 anni dall’apertura del cantiere.

    I termini sono slittati: inizialmente indicato il 2013 come deadline, anche questa data è slittata e ora si parla di metà 2014. Non prima, a quanto dicono gli operai che incontriamo in cantiere. Gli stessi confermano anche che oggi all’interno del complesso si stanno costruendo solo uffici (tutti open-space, senza pareti divisorie interne, come sono stati voluti da Msc) e il progetto abitativo è venuto a cadere definitivamente. In particolare, raccontano, mentre all’inizio i lavori avanzavano piuttosto lentamente, dopo che Msc si è proposta come acquirente e le trattative si sono concretizzate, i lavori hanno subito una forte accelerazione, almeno per quanto riguarda le due costruzioni già “piazzate”.

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    Ecco quindi affiorare il fantasma della crisi del mattone, con un’alta percentuale di invenduto in una zona della città già satura di costruzioni e che non è esente da criticità: si pensi al caso degli appartamenti delle Torri Faro che, poco distanti, restano in parte invenduti e potrebbero rimaner tali per diverso tempo, soprattutto dopo il tracollo di Unieco Soc. Coop. La storica cooperativa di Reggio Emilia (attiva dal 1904 e suddivisa in 4 divisioni), avrebbe, da quel che si apprende dai giornali emiliani, un buco nel bilancio di oltre 600 mila euro e più di 1500 dipendenti senza lavoro. Anche se questo non sembra essere il caso del ben più solido gruppo Fincosit (entusiasti, i dipendenti spendono buone parole per i datori di lavoro, attenti alle norme di sicurezza e puntuali nei pagamenti), il momento di crisi generale certo non favorisce il mercato immobiliare, che langue soprattutto a Genova. C’è da sperare che le tre costruzioni vengano ultimate al più presto e che anche per la terza torre si presentino acquirenti motivati. Il rischio è quello, viceversa, di lacerare lo skyline del waterfront e di sovraccaricare San Benigno di un altro grattacielo fantasma.

    Elettra Antognetti

  • Silos Piazza Solari, il comitato informa gli abitanti di San Fruttuoso

    Silos Piazza Solari, il comitato informa gli abitanti di San Fruttuoso

    san fruttuoso 1Troppa disinformazione continua a circolare intorno al contestato progetto per la costruzione del maxi auto-silos tra Piazza Solari e via Amarena, all’interno della proprietà della Fondazione Contubernio D’Albertis. La denuncia arriva dal comitato dei residenti che – a due mesi dalla sua nascita – diffonde un volantino con l’intento di condividere tutte le informazioni raccolte, aiutando la cittadinanza a comprendere la verità dei fatti.
    A maggior ragione oggi, quando in poco più di un mese, 3 frane hanno colpito Genova. «Il nostro territorio ci sta inviando segnali forti di sofferenza, vogliamo continuare a fare i finti sordi?», si domandano, con una preoccupazione tangibile, gli abitanti di San Fruttuoso.

    A chi afferma che il progetto è ormai approvato e nulla si può fare per fermarlo, il comitato risponde così «L’iter approvativo non è completato, manca la firma del dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Genova al quale abbiamo presentato, forti di oltre 1500 firme, un formale atto di obiezione all’intervento».
    Lo scorso 17 aprile si è svolta una riunione con presidente e vicepresidente del Municipio Bassa Val Bisagno «In tale occasione abbiamo potuto esprimere le ragioni del nostro dissenso – racconta il comitato – Inoltre, ci è stato comunicato che il progetto è attualmente “congelato”, in attesa di nuove indagini da parte degli uffici competenti».

    san fruttuoso 5Nel frattempo gli abitanti della zona ritengono necessario controbattere ad alcune affermazioni non veritiere che hanno trovato spazio sugli organi di informazione.
    In particolare: “Non vi sono rivi ne sottosuolo come risulta dalle perizie idrogeologiche” (dichiarazione di Gianluigi Magaglio, direttore della Fondazione Contubernio D’Albertis, rilasciata a La Repubblica 21-03-2013).
    «Dalla relazione geologica esecutiva redatta il 22 ottobre del 2008 del dott. Montaldo, pag. 5: “La presenza di alcune impregnazioni idriche presenti nell’areale di intervento oltre all’individuazione di acque profonde constate durante la perforazione ed il monitoraggio all’interno dei tubi piezometrici testimoniano presenza di acqua nel sottosuolo».
    Il progetto fornisce tutte le garanzie di sicurezza” (sempre La Repubblica 21-03-2013).
    «Dalla stessa relazione sopracitata, pag. 37 verifica di stabilità: “Come si evince dal risultato, il fronte presenta una situazione di stabilità prossima all’equilibrio limite con un coefficiente di sicurezza che non soddisfa i coefficienti richiesti dalla normativa vigente”».
    Per quanto concerne la presunta donazione di un ascensore destinato ad uso pubblico, il comitato manifesta diverse perplessità «Nonostante le nostre richieste, ancora non ci è stato fornito un progetto definitivo dell’ascensore. Inoltre, Amt come gestore non dà al momento nessuna certezza».
    Infine la constatazione forse più amara «Nonostante il comitato citi testualmente frasi da documenti di supporto alla richiesta di autorizzazione al progetto di cementificazione, viene accusato di terrorismo e minacciato di querela per procurato allarme».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto dell’autore]

  • CityMessage, il progetto: notizie in tempo reale in tutta la città

    CityMessage, il progetto: notizie in tempo reale in tutta la città

    citymessageUna rete di schermi dislocati sul territorio genovese e installati in vari spazi pubblici o in esercizi privati, su cui verranno diffuse notizie, pubblicità, informazioni riguardo eventi di pubblico interesse e comunicazioni della protezione civile circa le allerte meteo e ambientali: questo è CityMessage, progetto nato nel gennaio 2013 su iniziativa di Massimiliano Bonacci, Luca Odetti e Roberto Ravera.
    Bonacci, ex-perito Ericsson, ha brevettato il progetto e, concluso il rapporto di lavoro con Ericsson, ha pensato, assieme ai due colleghi, di realizzarlo e diffonderlo sul territorio, offrendo un servizio a tutta la città. Con il sostegno del CIV di Corso Sardegna, del Presidente Umberto Solferino e del Municipio  Bassa Valbisagno, CityMessage ha avuto la possibilità di essere avviato in tempi piuttosto brevi: il primo schermo è stato installato nel febbraio 2013 in Piazza Manzoni, dove adesso si possono leggere informazioni di vario tipo (da quelle utili a tutta la cittadinanza, alla semplice pubblicità a pagamento). L’iniziativa sarà estesa ad altri siti e presto ulteriori schermi saranno installati in varie zone della città. In questo momento sono in corso le trattative tra i tre promotori e il Comune per l’ottenimento del patrocinio dell’iniziativa. Finora sono state effettuate in Comune, alla presenza degli assessori Crivello, Oddone e Bocchiardo, due presentazioni del circuito usato per il monitoraggio del territorio e per la diffusione di informazioni da parte della Protezione Civile, che sembra abbiano riscosso il favore dell’amministrazione, per il suo valore informativo e per l’innovazione tecnologica.

    Facciamo due chiacchiere con Massiliano Bonacci, che ci parla di CityMessage e ci racconta alcuni aneddoti sul progetto.

    Cos’è CityMessage?

    «Il progetto nasce dal bisogno di creare un nuovo circuito di informazione, che utilizza schermi distribuiti nella città e dispositivi collegati in rete, e permette di condividere informazioni sociali e commerciali: immagini, pubblicità, notizie, offerte di lavoro, informazioni circa la situazione meteo, la viabilità e il territorio, fornite dalla Protezione Civile. Il tutto, in tempo reale! Dal punto di vista pratico, il funzionamento è molto semplice: chiunque voglia partecipare, può dotarsi di un supporto, come smartphone o tablet, e scaricare l’app CityMe. Da qui si potrà postare messaggi pubblicitari o informativi, i quali saranno visualizzati sugli schermi ed eventualmente condivisi in modo molto facile anche sui social network. Le immagini e messaggi possono essere inseriti anche online, da www.informatutto.info. La scuola Parini-Merello di Piazza Manzoni sta facendo proprio così e già utilizza lo schermo come bacheca elettronica in piazza! Informatutto.info ci sta gentilmente ospitando ancora per un mese, poi a fine maggio avremo terminato la migrazione e tutti i contenuti saranno visualizzati e gestiti direttamente dal sito www.citymessage.it, ancora in fase di sviluppo».

    Com’è nata l’idea?

    «Da quando sono uscito da Ericsson a fine gennaio 2013, mi sono avvicinato ad altri due amici, Luca Odetti e Roberto Ravera (il primo ex-collega, ancora impiegato presso Ericsson, e l’altro dipendente di Softeco, che ora si occupano dello sviluppo Web & Android), e insieme abbiamo iniziato a mettere a punto questo nuovo progetto. Negli ultimi tempi da Ericsson mi sentivo in qualche modo insoddisfatto: lavorare sotto pressione costante in una multinazionale così importante, svolgendo anche per 12-16 ore al giorno attività specializzate, a mio parere ti estranea molto dalla realtà e ti fa perdere il contatto con quello che accade attorno a te, nella vita quotidiana e nella società. Così ho deciso di fuoriuscire dal gruppo e dopo un mese ho avuto la fortuna di parlare con Umberto Solferino, presidente del CIV di Corso Sardegna. Dopo avergli illustrato l’idea di CityMessage, l’ha abbracciata con entusiasmo, dando a me e ai miei colleghi la possibilità di usufruire degli spazi del chiosco di Piazza Manzoni, in cui abbiamo installato il nostro primo schermo, e aiutandoci a trovare altri spazi nei territori della Bassa Valbisagno.

    Naturalmente il tutto è stato possibile anche grazie al Presidente del Municipio 3, Massimo Ferrante. Appena ho iniziato a lavorare al progetto in Piazza Manzoni, ho avuto modo di parlare con le persone e di entrare in contatto con gli impiegati del Municipio e con i commercianti, e mi sono reso subito conto dei veri problemi che sta vivendo la città, problemi che arrivavano in qualche modo ovattati dentro i nuovi uffici Ericsson degli Erzelli. Uno di questi problemi, quello che mi ha colpito di più, è la mancanza di comunicazione: non viene data la giusta visibilità alle cose buone e alle iniziative intraprese nei quartieri, i piccoli commercianti hanno sempre meno la possibilità di mostrare ciò che di bello propongono, i corsi della Provincia già finanziati rimangono deserti per mancanza di pubblicità. Ho notato che spesso i cittadini non sanno come fare per recuperare le informazioni di cui necessitano negli uffici e nei siti delle amministrazioni: su un territorio vasto come quello genovese, è difficile restare aggiornati sulle varie attività, se queste non sono adeguatamente promosse. Soprattutto non si riesce a monitorare costantemente il territorio e a tenere d’occhio tutti i rischi del dissesto idrogeologico: in caso di allerte ambientali, molto spesso, la gente non sa come deve comportarsi. Da qui nasce CityMessage: con questo progetto vogliamo aiutare le persone a risolvere i problemi di comunicazione a livello territoriale, amministrativo, sociale, e ridare slancio alle molte iniziative meritevoli. Mi rivolgo a chiunque voglia inserire contenuti sullo schermo di Piazza Manzoni, basta scaricare l’app CityMessage e dotarsi di dati d’accesso. A questo punto è fatta, e si può procedere con l’inserimento dei messaggi».

    Qual è stato finora il riscontro da parte dei cittadini?

    «Da quando siamo in piazza, abbiamo mostrato sullo schermo le facce delle persone, dei commercianti, foto delle feste di quartiere e abbiamo gestito, con l’aiuto del CIV e del Municipio 3, l’informazione di tutte le allerte meteo. Direttamente da casa mia inviavo sullo schermo in piazza le notizie sulla chiusura delle scuole, o ancora su come raggiungere i più vicini centri di accoglienza per i senza tetto. E so per certo che queste indicazioni si sono rivelate d’aiuto per molti. In particolare, c’è stato un episodio che ricordo con piacere e che mi ha toccato molto, e che mi ha dato la conferma che quello che stavamo facendo era importante: una sera, passando dalla piazza, ho trovato due senzatetto che, davanti allo schermo, stavano leggendo le informazioni sul display. Mi sono avvicinato e, parlando con loro, mi hanno rivelato di aver letto le informazioni sui centri di accoglienza e mi hanno detto che sarebbero andati in uno di quei posti, per avere un posto caldo dove stare: anche se sembrava di essere “in galera” (per via dei letti a castello e altre scomodità), mi hanno detto, almeno si stava al coperto! Quella conversazione mi ha fatto pensare e mi ha trasmesso ancora più entusiasmo per un progetto che giorno dopo giorno somiglia sempre più a una missione. Inoltre, da quel momento, passando nei giorni freddi dalla piazza, ogni tanto qualche senzatetto mi riconosceva e mi offriva un bicchiere di vino per scaldarmi!».

     

    Elettra Antognetti

     

  • Ecofeste: eventi e impatto ambientale, il risultato del progetto

    Ecofeste: eventi e impatto ambientale, il risultato del progetto

    Rifiuti raccolta differenziataIL PRECEDENTE

    Settembre 2011: la Provincia di Genova, in collaborazione con Muvita, aderisce a un progetto pilota – attivo su tutto il territorio nazionale – per attribuire ad alcuni eventi il marchio Ecofeste, ossia un riconoscimento del basso impatto ambientale. È stato monitorato l’utilizzo della raccolta differenziata sulle sagre e gli eventi che si sono svolti nel fine settimana 10/11 settembre, verificando che l’83% di esse applicano un corretto smaltimento dei rifiuti.

    Per questa ragione, la Regione Liguria ha deciso di estendere nel 2012 il progetto a tutte e quattro le Province, con un finanziamento di 100.000 € a Provincia da destinare in parte per acquisti di materiali e in parte per organizzare iniziative didattiche e di educazione ambientale.

    Febbraio 2012: la Giunta della Regione Liguria ufficializza l’impegno ad attivare il progetto Ecofeste nel 2012. Il primo atto concreto sarà inviare una comunicazione a tutti gli enti locali, per sensibilizzarli al rispetto dei requisiti del marchio nei loro eventi (raccolta differenziata, cibo a km zero, utilizzo di materiali ecocompatibili etc): la Regione concederà il proprio logo, supporto nella comunicazione e promozione e un contributo economico a chi manifesterà il proprio interesse ad aderire a Ecofeste.

    Giugno 2012: stabilito un primo calendario delle Ecofeste in Liguria. Tra queste, numerose sagre ma anche eventi di rilievo quali il Festival Suq, il Junifest a Ronco Scrivia e la Green Night a Santa Margherita Ligure.

    IL PRESENTE

    La Regione Liguria fa il punto sulle Ecofeste, presentando il bilancio degli eventi più a impatto zero dell’estate 2012. Al primo posto la festa organizzata a Sori a favore dell’associazione Gigi Ghirotti, che ha prodotto il 96,96% di raccolta differenziata. A seguire, sul “podio” del riciclo, il memorial Giam Massarino a Busalla e la già citata Green Night (95,33%). Qualche dato numerico sull’impatto ambientale degli eventi: sono stati prodotti in totale 25.376 kg di scarti biodegradabili, 8.962 kg di carta riciclata, 6.344 kg. di vetro e 3.435 di olio esausto.

    Un totale di 69 eventi che porteranno – nonostante le difficoltà economiche degli enti locali – a riconfermare il progetto anche per quest’anno. Nel corso dell’estate si scoprirà dunque quali sono gli eventi che risponderanno ai criteri del marchio, il cui calendario sarà consultabile sul sito di Ecofeste.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Manifatture Tabacchi, via Degola: la riqualificazione è ferma al palo

    Manifatture Tabacchi, via Degola: la riqualificazione è ferma al palo

    manifattura-tabacchi-via-degola-3Un magazzino per la lavorazione dei tabacchi e il deposito di materiali greggi: questo lo scopo con cui è originariamente sorto l’edificio di via Degola 3/d a Sampierdarena, all’angolo con via Jursè. L’immobile ha seguito negli anni alterne vicende: prima controllata da Eti – Ente Tabacchi Italiani, poi la cessione da parte dello Stato alla società finanziaria a partecipazione del Ministero dell’Economia, Fintecna, con il conseguente passaggio alla Società Quadrifoglio Genova S.p.A. Infine, il 21 gennaio 2010 l’ulteriore acquisizione con contratto “chiavi in mano” da parte della Asl 3 Genovese, che voleva ristrutturare gli spazi e trasferirvi tutti gli uffici, sia amministrativi che ambulatoriali, anche in virtù della vicinanza con il Palazzo della Salute, sempre a Sampierdarena, in Via degli Operai 80. Oggi, però, il progetto è saltato: Asl si è tirata indietro a tutti gli effetti dall’affare, piantando in asso la Quadrifoglio S.p.A., alla ricerca di eventuali nuovi acquirenti. Certo, la sfortunata congiuntura economica e la crisi del mercato immobiliare non aiutano queste manovre. Altri progetti di recupero del Magazzino? Attualmente non pervenuti.

    IL PROGETTO DI ALS 3 

    La parte del magazzino che era era destinata ad Asl 3 è una porzione immobiliare di 9.425 mq nel corpo principale, affacciato su Via Degola e compreso nel più vasto fabbricato dell’ex Deposito Generi di Monopolio. Nelle immediate vicinanze della stazione di Sampierdarena, il complesso si inserisce nel contesto urbano riqualificato del Ponente, vicino al complesso Fiumara – Fun & Shopping Center. La struttura si sviluppa su un piano terra e due piani rialzati: oltre alla sede dell’Azienda, anche un’autorimessa a suo servizio e altre superfici esterne attrezzate a verde. Al piano terra, autorimessa, accettazione, alcuni uffici, ambulatori e sala riunioni; al secondo livello, invece, altri uffici dei dipendenti Asl e spazi verdi esterni; in ala est, in copertura, una terrazza. Il progetto prevedeva una ricollocazione d’uso, mantenendosi però in linea con le operazioni di trasformazione urbana già in atto nell’area del Polcevera: punto fondamentale, quello di ristrutturare e rinnovare un edificio dall’alto valore storico e di grande pregio architettonico, tenendo sempre presenti le sue caratteristiche strutturali originarie e nel rispetto della sua tradizione. La struttura, così pensata, avrebbe dovuto ospitare 293 posti di lavoro.

    GLI SVILUPPI

    Ma il progetto, già avviato, è oggi venuto meno. L’iter era stato intrapreso –come si è detto- dalla giunta Vincenzi, nel pieno delle sue mansioni. Ma al passaggio alla nuova amministrazione, sul progetto di Via Degola restava un grosso punto interrogativo.

    Ci racconta l’assessore all’urbanistica e vice sindaco Stefano Bernini: «Il progetto di trasferimento dei locali di Asl 3 è saltato per motivi economici. Da parte del Comune l’ok all’avvio dei lavori per la Società Quadrifoglio era arrivato in tempi utili e non  è stato questo a far saltare tutta l’operazione. Si è trattato di un ripensamento da parte dell’acquirente che, in tempi di crisi, si è reso conto di non potersi permettere di avviare un’operazione così onerosa e ambiziosa come quella in questione. Pertanto, Asl si è tirata indietro ufficialmente, a pratiche già avviate, lasciando la Quadrifoglio a mani vuote e in cerca di altri eventuali soggetti interessati».

    Continua l’assessore: «Da parte nostra c’è la massima disponibilità ad accogliere eventuali proposte per la riqualifica del sito: di certo non ci fa piacere lasciare inutilizzata una struttura come quella, sottoposta a continuo degrado. Purtroppo, a causa del periodo di crisi che stiamo attraversando, non ci sono più imprese disposte a investire a Genova. La maggior parte di loro sono in difficoltà, non ci sono investimenti e non ci resta altro da fare che restare in attesa di una nuova sferzata economica. Dopo il nostro subentro alla precedente amministrazione, avevamo pensato anche di investire in un progetto di social housing da realizzare negli spazi di Via Degola 3/d, ma in questo momento ci sarebbe difficile percorrere anche questa strada e tutto resta per il momento fermo».

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    LA STORIA

    All’inizio era uno dei Magazzini Manifatture Tabacchi, disseminati su tutto il territorio italiano: fondate nel XIX secolo, fino alla prima guerra mondiale l’organizzazione produttiva delle manifatture rimase sostanzialmente invariata. Le varie operazioni di lavorazione erano suddivise  in reparti distinti, dalla lavorazione dei tabacchi greggi, a quella dei tabacchi perfezionati nazionali e esteri. A Genova, nello specifico, la manifattura di Via Degola nacque come deposito dei tabacchi greggi, come si evince dalla denominazione del sito (“Deposito Generi di Monopolio”), e restò attiva fino a tempi abbastanza recenti, cessando la sua attività solo negli anni ’90 del secolo scorso. Proprio in quegli anni divenne proprietà della neonata azienda pubblica Eti – Ente Tabacchi Italiani. Col passare del tempo, come detto in apertura, la proprietà dell’immobile di Via Degola, pur rimanendo nell’orbita statale, è passata ad altri soggetti: nello specifico, a Fintecna, società italiana fondata nel ’93 e controllata al 100% dalla Cassa Depositi e Prestiti, a sua volta controllata con una partecipazione del 70% dal Ministero dell’Economia e al 30% da un gruppo di Fondazioni bancarie. Da Fintecna alla sua propaggine, la Quadrifoglio Genovese S.p.A.: società pubblico-privata, partecipata al 50% dalla stessa Fintecna e al 50% dal cotonificio Deferrari S.p.A. di Genova.

    Il 21 gennaio 2010 (in base all’art. 7 del decreto n. 282 del 24 dicembre 2002 “Dismissione di beni immobili dello Stato”, con cui l’Agenzia del Demanio autorizzava la dismissione urgente di 40 immobili di pregio, anche in blocco e a trattativa privata, per quei beni il cui valore di mercato era già stato determinato), l’ulteriore cessione della proprietà, che passava dalla Quadrifoglio S.p.A. alla Asl 3 Genovese, con un contratto “chiavi in mano”. Per evitare l’eccessiva parcellizzazione data dallo smembramento degli uffici dell’Azienda Sanitaria tra le tre strutture di Quarto, Via Bertani e Villa Scassi (dall’1 luglio 2008), si voleva procedere alla razionalizzazione e riorganizzazione strategico-logistica dell’Azienda, con l’unificazione delle varie strutture nell’unico complesso di Via Degola 3/d. Già da qualche anno Asl aveva in mente di trasferirsi in una struttura più vasta e adeguata alle sue necessità: dopo aver effettuato nel 2008 un’indagine di mercato sul territorio municipale di Medio Ponente, Centro Ovest e Centro Est (delibera n.1187 del 3 novembre e 23 dicembre 2008 con oggetto “Acquisto di immobile da destinare a sede direzionale della Asl 3”, con tanto di nomina di apposita commissione valutativa), la proposta più corrispondente alle esigenze di Asl si è rivelata essere proprio quella dell’ex Manifattura Tabacchi: nella scelta dell’immobile ha avuto grande peso anche la sua vicinanza con Villa Bombrini di Cornigliano, presso cui si dovrebbe realizzare il nuovo Ospedale del Ponente, e con il Palazzo della Salute di Fiumara, già sede di alcune strutture dell’Azienda. Nell’arco del 2009 la Società e Asl 3 hanno portato avanti la trattativa per l’acquisto dell’immobile alla cifra pattuita di 17 milioni 200 mila euro, oltre le imposte di legge, che includeva anche la realizzazione degli interventi di adeguamento e trasformazione a cura della Quadrifoglio. Appunto, una cessione “chiavi in mano”, ufficializzata proprio il 21 gennaio 2010, con la firma dell’atto di compravendita. Anche dalla Regione, l’autorizzazione per la concessione a Asl di un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti per un totale di 12 milioni, e l’alienazione degli immobili di via Maggio e Via Bertani, dalla cui vendita si sarebbero dovuti i restanti 5, per coprire tutti i costi. Restava solo da attendere il via libera del Comune, che sarebbe dovuto pervenire entro il 30 giugno di quell’anno (pena la risoluzione del contratto) e che è arrivato –ci assicura l’Assessore all’Urbanistica Stefano Bernini- in tempi utili, seppur in extremis.

    Inoltre, a ciò si sono aggiunti i problemi tra Società e Asl in merito alla necessità di migliorare la distribuzione funzionale degli spazi e di aumentare la metratura, affinché tutti gli uffici potessero trovare spazio in Via Degola: la superficie lorda abitabile inizialmente prevista è stata incrementata di circa 840 mq e portata a una metratura di circa 9.425, con una modifica del contratto già approvato e senza oneri aggiuntivi di spesa.

     

    Elettra Antognetti