Questa settimana ci soffermeremo su alcune delle molteplici specie di piante, adatte ad essere impiegate nei laghetti artificiali o nei bacini naturali. In particolare e per ragioni di spazio, descriveremo le varietà più rilevanti da un punto di vista estetico, sia sotto il profilo delle fioriture che della produzione di foglie di dimensioni, forme o colori molto particolari.
Il contesto, il gusto del progettista, le dimensioni del giardino e del laghetto suggeriranno le scelte cromatiche da adottare, gli abbinamenti più svariati e tali da creare un numero infinito di combinazioni possibili.
Nymphaee: questo genere merita, per la grande diffusione in natura, una menzione a parte. Le ninfee sono piante acquatiche perenni e tra le specie più impiegate nei laghetti, naturali e non, negli stagni ma anche in contenitori
di medio-grandi dimensioni. Le varietà più utilizzate devono essere collocate ad una profondità variabile dai dieci ai sessanta centimetri. Le radici dipartono infatti da un rizoma e sono fissate sul fondo fangoso.
Le foglie sono ampie e di consistenza più o meno coriacea a lamina piana. Sono galleggianti ma a volte fuoriescono dal pelo d’acqua per qualche centimetro. La forma è più o meno rotonda con bordo continuo, appaiono lucide, generalmente verde scuro e cerose.
Lo sviluppo di queste foglie è molto particolare. Esse crescono dritte, spuntando dal fondale e dirigendosi verso la superficie, con le due lamine arrotolate su loro stesse dall’esterno verso la nervatura centrale della foglia. Al momento opportuno e raggiunta la superficie, si srotolano dispiegandosi completamente sulla superficie dell’acqua.
L’infiorescenza è formata da grandi fiori colorati, generalmente solitari. La peculiarità della pianta consiste nel fatto che essi, normalmente, si aprono esclusivamente durante il giorno e solo se il cielo è sereno. Il colore dell’infiorescenza può variare dal bianco, al roseo, al rosso, al viola, fino al celeste ed al giallo. La fioritura si colloca principalmente nel periodo tardo primaverile ed in quello estivo. Esistono numerose varietà di ninfee, alcune sono spontanee e presenti anche in natura nel territorio italiano.
La varietà Nymphaea Victoria amazonica, così denominata in onore della Regina Vittoria, merita una menzione a parte. Essa presenta foglie di grandissime dimensioni (fino a tre metri di diametro) e gambi di pesino setto o otto metri di lunghezza. Le foglie sono tanto robuste da reggere il peso di un bambino.
Le infiorescenze sono di notevole ampiezza, bianche nel momento in cui sbocciano e successivamente rosa, sono però meno spettacolari di quelli di varietà di dimensioni minori.
Iris acquatico: è una particolare varietà di iris, una rizomatosa molto diffusa nei giardini e di notevole impatto estetico. Le foglie sono lunghe, lanceolate e verdi chiaro. Le infiorescenze vengono prodotte nel periodo primaverile o tardo primaverile e svettano, sotto certi profili simili a quelli delle orchidee, al di sopra delle foglie. I loro colori sono sgargianti e vanno dal bianco puro, al giallo, al marrone, nonché al blu cobalto ed al rosa più o meno intenso. Le dimensioni della pianta sono molto variabili ed esistono anche varietà spontanee, presenti in natura e nei canali. La coltivazione non presenta alcuna difficoltà, anche la moltiplicazione, che avviene per semplice divisione del rizoma, è estremamente semplice. L’incidenza estetica, data dall’utilizzo degli iris, lungo i bordi dei laghetti è notevole.
La pianta permette infatti di ottenere fitti insiemi di foglie lanceolate, in cui spiccano infiorescenze colorate dall’aria esotica ma purtroppo di breve durata.
Typha angustifolia: meglio nota con il nome di canna palustre. Questa pianta è presente spontanea in natura, viene coltivata nei laghetti per le sue belle e durature infiorescenze nonché per il suo fogliame lanceolato. La sua coltivazione è estremamente semplice e la pianta non richiede cure particolari, adattandosi agevolmente al contesto in cui viene inserita. Una volta naturalizzata, si propaga in modo spontaneo fino a formare cortine verdi, impenetrabili e di grande suggestione estetica, sia nel periodo autunnale che al variare delle correnti di vento che muovono i flessuosi e duttili gambi delle piante.
Pontederia cordata ed Equiseto: la prima presenta foglie di un bel verde lucente ed infiorescenze a “pannocchia” di un blu intenso. La pianta si sviluppa fino a raggiungere i cinquanta/ottanta centimetri sul livello dell’acqua. Le infiorescenze vengono prodotte nel periodo estivo.
L’Equiseto è molto particolare e presenta steli ornamentali, privi di foglie. Essi risultano molto decorativi durante tutto il corso dell’anno e specie in inverno quando spiccano, dall’acqua, nello spoglio e grigio paesaggio circostante.
Lythrum salicara, Eriophorum angustifolium, Schizostylis coccinea “Major” e Zantedeschia aethiopica: queste piante producono tutte infiorescenze appariscenti che contribuiscono in modo notevole a caratterizzare uno stagno od un laghetto.
La prima pianta produce, in estate, una profusione di spighe di colore rosa intenso, alte fino ad un metro, su sottili fusti eretti.
L’Eriophorum presenta delle particolari spighe fiorifere, che ricordano un batuffolo di cotone, bianche, ombrelliformi ed evidenti. In contrasto con l’acqua su cui svettano gli steli, questa pianta non passa certo inosservata.
La terza pianta è meglio nota, volgarmente, come particolare varietà di gladiolo. Fiorisce nel periodo autunnale con eleganti e ramificati insiemi di piccoli fiori di colore arancio-rossastri.
In tarda primavera fiorisce la Calla, producendo vistose infiorescenze imbutiformi, in questo caso bianche, con un evidente spadice giallo intenso. La pianta appartiene alla categoria delle rizomatose, cresce fino ad un metro circa di altezza e produce numerose ed ampie foglie di un verde intenso, molli al tatto. Come si capisce agevolmente dalla descrizione fornita, sebbene un po’ rigida la Calla può caratterizzare notevolmente il giardino lacustre.
Myriophyllum aquaticum, Nymphoides peltata e Hippuris vulgaris: queste piante hanno tutte una funzione prettamente ossigenante. Esse sono indispensabili per mantenere pura e cristallina l’acqua di laghi e stagni. Si sviluppano principalmente sotto il pelo della superficie dell’acqua e, assorbendo le sostanze nutritive ivi presenti, la mantengono limpida. Le tre varietà menzionate si adattano perfettamente a specchi d’acqua con una profondità non superiore ai sessanta centimetri.
Il Myriophyllum presenta una colorazione verde brillante e foglie molto frastagliate. La propagazione è estremamente semplice, essendo sufficiente prelevare delle talee e farle radicare nella sabbia.
Il giglio acquatico frangiato produce invece, in estate, delle vistose infiorescenze giallo brillanti, su foglie galleggianti sulla superficie degli stagni.
La terza pianta è autopropagante, sopra la superficie dell’acqua gli steli sono verdi, sotto di colore brunastro.
In conclusione, tutte e tre le varietà sopra descritte sono esteticamente interessanti e di facilissima coltivazione nei laghetti e negli stagni posti alla nostra latitudine.
Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
Per informazioni: ema_v@msn.com
























































Nel periodo autunnale i rami, le foglie e le bacche degli alberi e degli arbusti diventano, data la scarsità di fiori, l’elemento vegetale più evidente e caratterizzante il giardino.
Per dare l’idea di quanto possa essere incisivo l’elemento fogliame in un giardino autunnale, questa settimana parleremo velocemente di un celebre parco inglese, noto proprio per sua la ricca collezione di qualche centinaia di varietà di aceri dalle variopinte colorazioni invernali.

L’ultimo Visconte Ridley, da appassionato botanico ed esperto arboricoltore, ha infatti raccolto, nel mezzo della campagna inglese, un insieme di oltre trecento varietà di aceri, molti tipi di sorbo ed altre varietà dalle foglie e dalle bacche vivacemente colorate in autunno.








In questo ultimo articolo sull’“ars topiaria”, ci soffermeremo sul suo impiego nei piccoli spazi urbani e, in particolare, su un esempio concreto di utilizzo di piante di bosso, potate in modo artistico e poi collocate all’interno di un cortile di un palazzo cittadino. In generale, basteranno una aiuola di limitate dimensioni, pochi vasi o anche un paio di piante “scolpite” con forme particolari, collocate ai lati di un ingesso, di un portone o di una porta di accesso, per modificare completamente, con una spesa molto limitata, l’immagine di un edificio e soprattutto per dilatare la percezione visiva dello spazio.
Innanzi tutto, per nascondere alcune pareti scrostate, esteticamente non soddisfacenti, queste ultime sono state interamente ricoperte con rampicanti, in particolare con edera bianca e verde scuro e con una wisteria di colore molto tenue. Essa cresce parzialmente frammista all’altro rampicante, creando, soprattutto in primavera, un effetto cromatico molto suggestivo.
L’esposizione dell’area non risultava molto soleggiata ma era comunque tale da consentire la crescita e lo sviluppo di essenze vegetali dalle normali esigenze colturali.
Qualche vaso con azalee, aralie, grandi felci o piante scelte secondo il gusto personale degli abitanti ed individuate a seconda dell’effetto complessivo desiderato, completeranno l’insieme. Si sottolinea, infine, che un particolare rilievo è stato sempre attribuito, nella individuazione delle piante impiegate, all’elemento cromatico.

Oltre all’impiego dell’“ars topiaria” nei parchi e nei giardini, non va dimenticato che questo tipo di realizzazioni possono essere utilizzate con grande successo anche sui terrazzi e nei cortili.





Al di là di quanto già detto
La realizzazione, la manutenzione ed i relativi costi nonché la tempistica (spesso anni!) necessari per creare e mantenere queste sculture vegetali variano, ovviamente, molto a seconda della tipologia scelta. Spesso sono infatti necessarie impalcature, fili tirati a piombo, cesoie e forbici di grandi dimensioni per mantenere, nel tempo, l’opera realizzata. Va anche ricordato che l’intervento di regolazione del verde dovrà essere ripetuto, sistematicamente ed ad intervalli abbastanza costanti (che tengano ovviamente conto della fase di sviluppo vegetativo e di riposo delle piante), più volte nel corso dell’anno.
In tema di forme, molto suggestiva risulta poi la realizzazione di veri e propri muri verdi, essi potranno avere una altezza molto variabile ed adeguarsi in modo sorprendente alle esigenze del giardino. Questi ultimi potranno infatti essere semplici o molto elaborati, caratterizzati da un profilo dentellato, diritto, ondulato o mosso.


Da un lato, il rigore del progetto e del “controllo” dell’uomo sulla natura, dall’altro il paesaggio che domina incontrastato ma non, per questo, meno scenografico. Il verde chiaro, irregolare e screziato del prato contrastava poi, in modo al tempo stesso molto naturale ma, in realtà, molto studiato, con la massa scura delle alte piante di bosso. Il primo opaco ed irregolare, la seconda scultorea, compatta e lucente, sotto i raggi del sole.