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  • Laghetto artificiale in giardino: colori e varietà delle piante acquatiche

    Laghetto artificiale in giardino: colori e varietà delle piante acquatiche

    Equiseto vasoQuesta settimana ci soffermeremo su alcune delle molteplici specie di piante, adatte ad essere impiegate nei laghetti artificiali o nei bacini naturali. In particolare e per ragioni di spazio, descriveremo le varietà più rilevanti da un punto di vista estetico, sia sotto il profilo delle fioriture che della produzione di foglie di dimensioni, forme o colori molto particolari.
    Il contesto, il gusto del progettista, le dimensioni del giardino e del laghetto suggeriranno le scelte cromatiche da adottare, gli abbinamenti più svariati e tali da creare un numero infinito di combinazioni possibili.
    Nymphaee: questo genere merita, per la grande diffusione in natura, una menzione a parte. Le ninfee sono piante acquatiche perenni e tra le specie più impiegate nei laghetti, naturali e non, negli stagni ma anche in contenitori Ninfea VRdi medio-grandi dimensioni. Le varietà più utilizzate devono essere collocate ad una profondità variabile dai dieci ai sessanta centimetri. Le radici dipartono infatti da un rizoma e sono fissate sul fondo fangoso.
    Le foglie sono ampie e di consistenza più o meno coriacea a lamina piana. Sono galleggianti ma a volte fuoriescono dal pelo d’acqua per qualche centimetro. La forma è più o meno rotonda con bordo continuo, appaiono lucide, generalmente verde scuro e cerose.
    Lo sviluppo di queste foglie è molto particolare. Esse crescono dritte, spuntando dal fondale e dirigendosi verso la superficie, con le due lamine arrotolate su loro stesse dall’esterno verso la nervatura centrale della foglia. Al momento opportuno e raggiunta la superficie, si srotolano dispiegandosi completamente sulla superficie dell’acqua.Iris acquatico
    L’infiorescenza è formata da grandi fiori colorati, generalmente solitari. La peculiarità della pianta consiste nel fatto che essi, normalmente, si aprono esclusivamente durante il giorno e solo se il cielo è sereno. Il colore dell’infiorescenza può variare dal bianco, al roseo, al rosso, al viola, fino al celeste ed al giallo. La fioritura si colloca principalmente nel periodo tardo primaverile ed in quello estivo. Esistono numerose varietà di ninfee, alcune sono spontanee e presenti anche in natura nel territorio italiano.
    La varietà Nymphaea Victoria amazonica, così denominata in onore della Regina Vittoria, merita una menzione a parte. Essa presenta foglie di grandissime dimensioni (fino a tre metri di diametro) e gambi di pesino setto o otto metri di lunghezza. Le foglie sono tanto robuste da reggere il peso di un bambino. TyphaLe infiorescenze sono di notevole ampiezza, bianche nel momento in cui sbocciano e successivamente rosa, sono però meno spettacolari di quelli di varietà di dimensioni minori.
    Iris acquatico: è una particolare varietà di iris, una rizomatosa molto diffusa nei giardini e di notevole impatto estetico. Le foglie sono lunghe, lanceolate e verdi chiaro. Le infiorescenze vengono prodotte nel periodo primaverile o tardo primaverile e svettano, sotto certi profili simili a quelli delle orchidee, al di sopra delle foglie. I loro colori sono sgargianti e vanno dal bianco puro, al giallo, al marrone, nonché al blu cobalto ed al rosa più o meno intenso. Le dimensioni della pianta sono molto variabili ed esistono anche varietà spontanee, presenti in natura e nei canali. La coltivazione non presenta alcuna difficoltà, anche la moltiplicazione, che avviene per semplice divisione del rizoma, è estremamente semplice. L’incidenza estetica, data dall’utilizzo degli iris, lungo i bordi dei laghetti è notevole.Equiseto La pianta permette infatti di ottenere fitti insiemi di foglie lanceolate, in cui spiccano infiorescenze colorate dall’aria esotica ma purtroppo di breve durata.
    Typha angustifolia: meglio nota con il nome di canna palustre. Questa pianta è presente spontanea in natura, viene coltivata nei laghetti per le sue belle e durature infiorescenze nonché per il suo fogliame lanceolato. La sua coltivazione è estremamente semplice e la pianta non richiede cure particolari, adattandosi agevolmente al contesto in cui viene inserita. Una volta naturalizzata, si propaga in modo spontaneo fino a formare cortine verdi, impenetrabili e di grande suggestione estetica, sia nel periodo autunnale che al variare delle correnti di vento che muovono i flessuosi e duttili gambi delle piante.
    Lythrum salicaraPontederia cordata ed Equiseto: la prima presenta foglie di un bel verde lucente ed infiorescenze a “pannocchia” di un blu intenso. La pianta si sviluppa fino a raggiungere i cinquanta/ottanta centimetri sul livello dell’acqua. Le infiorescenze vengono prodotte nel periodo estivo.
    L’Equiseto è molto particolare e presenta steli ornamentali, privi di foglie. Essi risultano molto decorativi durante tutto il corso dell’anno e specie in inverno quando spiccano, dall’acqua, nello spoglio e grigio paesaggio circostante.
    Lythrum salicara, Eriophorum angustifolium, Schizostylis coccinea “Major” e Zantedeschia aethiopica: queste piante producono tutte infiorescenze appariscenti che contribuiscono in modo notevole a caratterizzare uno stagno od un laghetto.
    La prima pianta produce, in estate, una profusione di spighe di colore rosa intenso, alte fino ad un metro, su sottili fusti eretti.Eriophorum angustifolium
    L’Eriophorum presenta delle particolari spighe fiorifere, che ricordano un batuffolo di cotone, bianche, ombrelliformi ed evidenti. In contrasto con l’acqua su cui svettano gli steli, questa pianta non passa certo inosservata.
    La terza pianta è meglio nota, volgarmente, come particolare varietà di gladiolo. Fiorisce nel periodo autunnale con eleganti e ramificati insiemi di piccoli fiori di colore arancio-rossastri.
    In tarda primavera fiorisce la Calla, producendo vistose infiorescenze imbutiformi, in questo caso bianche, con un evidente spadice giallo intenso. La pianta appartiene alla categoria delle rizomatose, cresce fino ad un metro circa di altezza e produce numerose ed ampie foglie di un verde intenso, molli al tatto. Come si capisce agevolmente dalla descrizione fornita, sebbene un po’ rigida la Calla può caratterizzare notevolmente il giardino lacustre.
    Myriophyllum aquaticum, Nymphoides peltata e Hippuris vulgaris: queste piante hanno tutte una funzione prettamente ossigenante. Esse sono indispensabili per mantenere pura e cristallina l’acqua di laghi e stagni. Si sviluppano principalmente sotto il pelo della superficie dell’acqua e, assorbendo le sostanze nutritive ivi presenti, la mantengono limpida. Le tre varietà menzionate si adattano perfettamente a specchi d’acqua con una profondità non superiore ai sessanta centimetri.
    Schizostylis coccinea “Major”Il Myriophyllum presenta una colorazione verde brillante e foglie molto frastagliate. La propagazione è estremamente semplice, essendo sufficiente prelevare delle talee e farle radicare nella sabbia.
    Il giglio acquatico frangiato produce invece, in estate, delle vistose infiorescenze giallo brillanti, su foglie galleggianti sulla superficie degli stagni.
    La terza pianta è autopropagante, sopra la superficie dell’acqua gli steli sono verdi, sotto di colore brunastro.
    In conclusione, tutte e tre le varietà sopra descritte sono esteticamente interessanti e di facilissima coltivazione nei laghetti e negli stagni posti alla nostra latitudine.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano

    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Piccolo lago nel proprio giardino: come realizzarlo e personalizzarlo

    Piccolo lago nel proprio giardino: come realizzarlo e personalizzarlo

    laghetto 1Questa settimana ci occuperemo della modalità di realizzazione e della successiva manutenzione, in un giardino, di un laghetto. Nel prossimo articolo ci dedicheremo invece ad elencare le piante più adatte a crescere nei terreni umidi ed acquitrinosi e sulle sponde dei bacini.
    Come abbiamo avuto già modo di dire in un nostro precedente scritto, l’inserimento dell’acqua ha infatti sempre un ruolo di notevole importanza nell’ambito della realizzazione di parchi, di giardini e di aree verdi. Essa movimenta gli spazi e riproduce, riflesse sulla sua superficie, piante, fiori, alberi e cespugli.

    Va poi ricordato che vi sono molte ed interessanti varietà botaniche (per esigenze di spazio, ne indicheremo qui solo alcune) che richiedono ambienti umidi o acquitrinosi per potersi sviluppare e
    laghetto 2propagare nel migliore dei modi. Data la loro indiscutibile valenza estetica e peculiarità, vale la pena sfruttare il loro possibile impiego anche all’interno di vasche e di recipienti sia sui terrazzi che in spazi aperti. In questo caso sarà però necessario tenere in particolare considerazione la collocazione dei recipienti e soprattutto la loro esposizione al sole. In generale, l’acqua infatti tende, se contenuta in spazi ristretti, ad evaporare rapidamente, specie nei periodi estivi. Essendo essa poi ivi presente in quantità limitata, l’esposizione ai raggi solari ne determina in breve tempo un notevole surriscaldamento, talvolta eccessivo per la sopravvivenza stessa delle piante.

    laghetto 3

                                                                                                                                             La realizzazione del laghetto: ci soffermeremo solo brevemente sulle principali fasi di costruzione di un laghetto, rimandando per ulteriori approfondimenti, ad un volume specifico sull’argomento.

    Innanzi tutto, fondamentale, per la buona riuscita finale del progetto, è la scelta del tipo di bacino da impiegare.
    Le vasche migliori sono rigide, in plastica rinforzata con fibre di vetro. Esse risultano molto resistenti sia al gelo che al ghiaccio. Queste ultime, se vengono trattate con la massima cura prima e durante l’installazione, sono praticamente a prova di foratura e spaccatura e quindi di perdite.

    Le vasche stampate nella plastica sotto vuoto sono, invece, indubbiamente meno costose delle precedenti laghetto 4ma si presentano in un numero molto limitato di forme e di dimensioni.
    Vi sono infine le così dette vasche flessibili. Esse erano, un tempo, formate da teli di polietilene relativamente fragili, attualmente vengono realizzate con strati in PVC, rinforzati con nylon. L’impiego di quest’ultimo materiale stabilizza la struttura e garantisce che la vasca abbia una durata pari o anche superiore ai dieci anni. Infine, l’impiego di membrane di gomma sintetica a base di butile garantisce, a fronte di costi maggiori, la realizzazione di involucri per laghetti dalla durata quasi eterna.

    Semplificando di molto la procedura di realizzazione di un laghetto, si possono riassumere le seguenti fasi.
    Nel caso in cui si sia optato per una vasca rigida, si comincia posizionando quest’ultima sull’area dove dovrà essere effettuato lo scavo e riportando i punti di contorno della vasca a terra a mezzo di una livella.laghetto 5

    Lo scavo dovrà essere realizzato in modo che sia più largo di quindici centimetri del contenitore. Durante tale operazione si misurerà a mano la profondità in modo che essa non superi l’altezza della vasca rigida. Una volta raggiunta tale quota si compatterà il fondo e si coprirà quest’ultimo con uno strato di sabbia di due centimetri e mezzo di spessore. Si premerà poi la vasca nella sabbia controllando che il piano sia perfettamente orizzontale. Completate queste fasi, si inizierà a riempire tale contenitore di acqua, seguendo il livello ed inserendo frattanto della sabbia tra l’intercapedine e la parete del terreno. Quando la vasca sarà stata resa stabile si completerà il bordo rivestendolo con lastre di pietra. Queste ultime dovranno sporgere sulla vasca per cinque centimetri e saranno posate con la malta facendo bene attenzione a non sporcare l’acqua.

    Nel caso in cui si sia invece optato per la scelta di una laghetto 6vasca flessibile, si dovrà tracciare la forma voluta sul terreno con dei picchetti e si dovrà poi iniziare lo scavo fino a raggiungere la prima quota dei ripiano del bordo. Si dovrà successivamente ancora scavare per collocare nel terreno la parte più profonda del contenitore, completando lo scavo fino alla quota stabilita. Durante tutto lo svolgimento di queste operazioni, si porrà infine particolare attenzione a rimuovere tutte le pietre e le radici dalla buca affinché esse non rischino di provocare dei fori al telo.

    Ricordiamo che la sommità della vasca deve essere sempre orizzontale e che eventuale pendenze vanno sistemate con muretti di sostegno fatti in pietra dal lato superiore e con terreno di riporto da quello inferiore.
    A questo punto e completate tutte le operazioni, si potrà riempire la vasca di acqua, spostando i mattoni man mano che il telo viene steso. Una volta che l’acqua sarà arrivata a cinque centimetri dal bordo si procederà a tagliare, con le forbici, il telo di troppo, lasciando una eccedenza di quindici centimetri tutto intorno. Tendendo il telo fermo con dei chiodi, si poseranno poi le lastre di pietre sul bordo della vasca, come già descritto per la vasca rigida.laghetto 7
    E’ molto importante ricordare che la vasca, di qualsiasi tipo essa sia, andrà sempre posizionata in modo da essere esposta a molta luce naturale e dovrà essere comunque ubicata lontano da piante, alberi o cespugli.

    Per ragioni tecniche, le vasche con superfici sino a nove metri quadrati dovranno essere profonde almeno quarantacinque centimetri mentre, per vasche di più ampia metratura, si potrà arrivare alla profondità di sessanta centimetri. Un massimo di settantacinque centimetri potrà essere raggiunto per i laghetti di dimensioni maggiori.
    Completate le operazioni sopra descritte, si posizioneranno finalmente, sul primo gradone libero, i contenitori delle piante acquatiche scelte. Questi ultimi potranno essere portati a livello della quota dell’acqua a mezzo dell’impiego di mattoni o pezzi di lastre di pavimentazione. In questo modo, le foglie delle piante si troveranno a pelo d’acqua e creeranno l’effetto di un bacino acquatico naturale.

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    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano

    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Giardini e parchi di Genova: riqualificazione, i progetti Arci

    Giardini e parchi di Genova: riqualificazione, i progetti Arci

    Valletta Carbonara San NicolaSabato 9 marzo 2013 (ore 20) il Circolo Arci Belleville ospita una cena con i cittadini – giardinieri che da alcuni mesi si stanno occupando della riqualificazione di Valletta San Nicola, lo spazio verde di 20.000 metri quadrati sito alle spalle dell’ex Albergo dei Poveri, un tempo destinata alle serre del Comune e oggi in stato di abbandono. Un progetto creato da un gruppo di cittadini costituito in associazione.

    Questo il programma della serata: cena alle 20 con pizzoccheri e torta di nocciole (costo 8 €, per i bambini 6 €); alle 21 il racconto del progetto e dibattito.

    «Tra i valori fondanti del Circolo Belleville ci sono la promozione di consumo critico e sviluppo sostenibile: molti soci non conoscono tutte le iniziative attuate in città su questi temi, oppure le conoscono ma non sanno come mettersi in contatto o dare il proprio contributo. Eventi come quello di sabato permettono al Circolo di essere amplificatorie di storie e buone pratiche, che vengono presentate in contesti di convivialità», spiega Silvia Melloni, che ha organizzato la serata.

    L’incontro si inserisce nei progetti che Arci sta da tempo effettuando a Genova: molti circoli si adoperano per riqualificare le aree verdi circostanti, che all’occorrenza possono essere trasformate in orti urbani, giardini o spazi gioco per i bambini. Uno degli esempi più virtuosi è Erba Voglio, progetto curato a San Teodoro da Agostino Barletta. «La cittadinanza attiva si esprime anche nel valorizzare la bellezza del territorio»: a questo scopo Arci fa anche rete con realtà simili sul territorio, che operano anche in altri quartieri (per esempio Terra Onlus a Cornigliano e Vesima, Legambiente, Rete If e altre).

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Il Knot Garden: giardino londinese nel primo museo di giardinaggio al mondo

    Il Knot Garden: giardino londinese nel primo museo di giardinaggio al mondo

    Knot Garden 01Come abbiamo detto la scorsa settimana, il Knot Garden, delle cui caratteristiche generali abbiamo già parlato in un nostro precedente articolo, è sito nella parte centrale del giardino. Esso è stato creato nel 1980, nello stile del periodo (dalla metà del cinquecento alla metà del seicento circa) in cui vissero i Tradescant, dall’allora Presidentessa del Garden Museum la Marchesa di Salisbury. La nobildonna trasse ispirazione dai progetti che stava, all’epoca, predisponendo presso la propria, splendida tenuta di Hatfield House nello Hertfordshire, dove intendeva realizzare incredibili ed intricati Knot Garden ed aiuole ornamentali.

    La Knot Garden 02storia dei Tradescant è poi strettamente legata a quella di questa spettacolare tenuta di campagna (una delle più ampie di Inghilterra): il più anziano dei due giardinieri era stato infatti, da giovane, alle dipendenze di Robert Cecil, primo Conte di Salisbury, proprio presso la succitata proprietà.
    La realizzazione del Knot Garden è stata inoltre attuata tramite l’impiego di specie introdotte in Gran Bretagna dai Tradescant o fatte crescere da loro nel giardino di Lambeth, purtroppo scomparso molto tempo addietro.
    Una peculiarità del giardino consiste nel fatto che le attuali giovani piante del museo sono state tutte donate da vivaisti di ogni parte del Paese. Oggi il piccolo parco è poi abilmente ed attentamente curato da un folto gruppo di volontari sotto la guida di un esperto orticultore che cambia di anno in anno e del Capo del

    Dipartimento di Orticultura del Museo.Knot Garden 03
    Dalla visita si evince che vi è un costante impegno a mantenere questo importante giardino in perfette condizioni, non solo per il suo significato storico ma anche per il suo notevole contributo nel portare colore e vita in questo piccolo angolo nel centro di Londra nonché per il semplice piacere dei suoi visitatori.
    Non ricevendo il giardino del museo alcun contributo pubblico e non disponendo di lasciti o donazioni, la sua sussistenza dipende interamente dal denaro proveniente dalla vendita dei biglietti di accesso all’esposizione, dai proventi del piccolo ma suggestivo negozio, della “tea room” in stile

    Knot Garden 04shabby chic” e dalle donazioni dei benefattori. Gli oneri di gestione e mantenimento del complesso sono, infatti, piuttosto elevati, tenuto anche conto che il solo costo di un bulbo di tulipano di specifiche varietà dell’epoca dei Tradescant costa oltre una sterlina. Nel giardino ne sono però impiegate, collocate e curate svariate centinaia, unite a mille altre bulbose, rizomatose ed erbacee perenni, ovviamente oltre a cespugli e piccoli alberi!
    Knot Garden 05

    La prossima volta che capitate a Londra, fate quindi un salto in questo piccolo museo, sito quasi di fronte alla Houses of Parliament e definito dalla stampa londinese “One of London’s best small museums”. La vostra visita vi permetterà di contribuire al mantenimento di un angolo di verde nel centro cittadino e, al di là del piacevole percorso, vi farà comprendere, in tema di rapporto uomo-natura e tutela del Paesaggio, quali sia l’approccio, la sensibilità e lo spirito di una Nazione.

                                                                                                                                                                                     .

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Il Garden Museum di Londra: il più antico museo di giardinaggio al mondo

    Il Garden Museum di Londra: il più antico museo di giardinaggio al mondo

    garden detail

    Ho recentemente avuto occasione di visitare il Garden Musem di Lambeth Palace Road, a Londra. Avevo più volte sentito parlare di questo museo ed ero quindi curioso di vedere se corrispondesse alle descrizioni.
    In generale, il Regno Unito dedica, da sempre, grande attenzione al verde, sia pubblico che privato, ed è, senza dubbio, tra i Paesi europei quello in cui è più vivo l’interesse per la paesaggistica e per la botanica in generale. Quasi ogni casa ha, infatti, il suo spazio verde e moltissimi si dedicano con passione e perizia alla coltivazione di piante, alberi o, anche, di semplici ortaggi, sia in spazi estesi che in quelli estremamente ridotti. garden passGirando per la città si vedono poi ovunque parchi e giardini, alberi ed arbusti che spuntano dalle austere cancellate dei palazzi. Le inferriate dei quartieri eleganti sono decorate con cassette e persino i lampioni hanno appositi portavasi, in estate straripanti di fiori del tabacco (nicotiana), surfinie, lobelie e mille altre varietà di essenze annuali. Solo in questo Paese esistono giardini comuni ed indivisi, nel centro delle piazze, con chiavi riservate ai fortunati proprietari degli immobili che su di essi si affacciano. Tra il cemento e lo smog cittadino, crescono quindi qui vere e proprie aree verdi. Superata la ringhiera in ferro nero e la coltre dei “mixed border” (bordi misti di erbacce perenni ed arbusti) che delimitano il garden lawn fieldgiardino centrale, si entra in una dimensione diversa che fa dimenticare che Londra è una delle grandi capitali mondiali, a più alto tasso di antropizzazione. La dimensione inglese delle cose è però sempre umana, il lusso frammisto alle cose semplici e di tutti i giorni ed il “verde”, inteso sia come elemento vegetale che modo di vivere, è parte integrante della vita delle persone.
    In poche parole, tanto diffuso è, nel Regno Unito, l’interesse per il giardinaggio che gli stessi inglesi definiscono il loro Paese: “A Land of Gardners”.
    Il museo di cui parleremo questa settimana e la prossima, va letto proprio alla luce di quanto sopra ed esso è garden-detail-1espressione di questa particolare, tutta inglese, attenzione al tema del “Verde”.
    Il Garden Museum è uno spazio piccolo ma interessante. E’ un giardino ma anche una raccolta di antichi strumenti di lavoro, di vasi e di prodotti per la cura delle piante. E’ un luogo dove si vendono libri, semi e dove non manca la tipica “tea roominglese e dove, fra centenarie pietre di un edificio religioso sconsacrato, si mira a valorizzare la natura ed il suo rapporto con l’uomo.
    In concreto, il piccolo spazio verde del Museo ha una origine piuttosto recente. E’ stato infatti creato nel 1980, poco dopo che la chiesa sconsacrata di St. garden detail 2Mary-at-Lambeth venne salvata dalla demolizione, restaurata e trasformata nel primo museo al mondo dedicato alla storia del giardino.
    La realizzazione di un simile luogo ha tratto origine ed ispirazione dall’antica tomba di John Tradescant e di suo figlio. Entrambi furono grandi giardinieri, “cacciatori” di piante, viaggiatori e collezionisti ed essi stessi fondarono un museo, garden viewThe Ark, nel giardino sito nella medesima parrocchia dell’attuale Garden Museum. In particolare, John il Vecchio viaggiò in Nord Africa e Russia, il Giovane compì invece tre lunghe spedizioni in America. Essi importarono nel Regno Unito molte piante quali: una particolare varietà di cipresso, l’acero rosso, l’albero dei tulipani (Liriodendron tulipifera) e la Yucca. Tutte queste essenze sono oggi molto diffuse ed ampiamente impiegate nei giardini.
    Nel prossimo articolo ci addentreremo poi nella parte più caratterizzante del museo descrivendo il Knot Garden di ispirazione seicentesca.

     

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Landscape design e giardinaggio: autori e letture consigliate

    Landscape design e giardinaggio: autori e letture consigliate

    A nation of gardeners

    Questa settimana ci proponiamo di fornire, ai lettori della nostra rubrica, qualche suggerimento sulle più recenti pubblicazioni in materia di giardinaggio e di Landscape Design. In questa prima rapida rassegna, partiremo da alcuni libri, scritti da autori inglesi, che personalmente reputo, per tradizione, stesura ed attenzione ai singoli temi, i più interessanti nell’attuale panorama editoriale.

    A Nation of Gardners (Carlton Books, Twigs Way, £ 20,00).
    Questo volume approfondisce la storia e le ragioni che si celano dietro l’amore degli inglesi per il giardinaggio. Il libro passa in rassegna sia argomenti molto complessi e tecnici quali il tema delle piante medicinali nei giardini dei monasteri che temi più prosaici come le problematiche correlate ai ripari dove collocare d’inverno le piante in vaso.
    Scritto in modo impegnato dallo storico dei giardini Twigs Way, il volume è corredato da una prefazione del garden designer Joe Swift e da lussuose ed eleganti illustrazioni tratte dal Garden Museum.
    Un libro impegnato per lettori molto “committed”.

    Gertrude Jekyll her art restored at upton greyGertrude Jekyll: her art restored at Upton Grey (Garden Art Press, Rosamund Wallinger, £ 29,95).
    Gertrude Jekyll rappresenta, nel Regno Unito, la storia del Garden Design. Ella è infatti la più rinomata e celebrata progettista inglese di giardini di tutto il ventesimo secolo. Tra le centinaia di progetti realizzati, pochi sono però quelli perfettamente restaurati secondo lo spirito della progettista. Questo è il caso di Upton Grey.
    Nella parte iniziale il volume descrive e delinea il parco, nelle successive si riportano invece le piantine originali del progetto e si rivelano le tecniche di restauro e valorizzazione delle varie sezioni del giardino. Il testo dedica poi uno specifico capitolo al particolare utilizzo delle piante mediterranee nel giardino inglese mentre nell’ultimo capitolo si riassumono i tratti caratterizzanti del lavoro della progettista.
    Un libro quindi che non può mancare nella biblioteca di ogni appassionati della storia dei giardini inglesi.

    Beth ChattoA Year in the Life of Beth Chatto’s Gardens (Frances Lincoln, Fergus Garrett, £ 16,99).
    In questo libro la progettista lascia raccontare ad altri le proprie realizzazioni senza farlo volutamente in prima persona, come è invece spesso accaduto in precedenti testi.
    Il volume si presenta come opera prettamente fotografica, riproducendo i giardini nelle diverse stagioni, nella loro evoluzione nel tempo e nelle differenti condizioni climatiche. Le aree a verde si colgono così come realtà sempre mutevoli, che variano rispetto al progetto iniziale, spesso assumendo un voluto aspetto “spontaneo” e ben connaturato al “genius loci”.
    Il volume riporta, sia nelle riproduzioni fotografiche delle boscaglie, delle aree pavimentate, dei giardini d’acqua che nelle foto di dettaglio, uno dei giardini più rilevanti e particolari della fine del ventesimo ed inizio del ventunesimo secolo.
    In ultima analisi, un libro che, grazie alla bellezza delle fotografie è indubbiamente destinato a tutti, appassionati o meno di botanica.

    The Art of Creative Pruning – Inventive Ideas for Training and Shaping Trees and ShrubsThe Art of Creative Pruning – Inventive Ideas for Training and Shaping Trees and Shrubs (Timber Press, Jake Hobson, £ 25,00).
    Il volume è dedicato all’“Ars Topiaria”, su cui ci siamo soffermati in alcuni dei nostri precedenti articoli. Il taglio del testo è al tempo stesso tecnico, artistico e creativo. Si passa infatti dalle realizzazioni più classiche alle opere moderne, dalle tradizionali “sculture” in bosso ai cespugli realizzati in varietà botaniche differenti dalle usuali e solitamente utilizzate per altre finalità. Come alcuni critici hanno osservato, l’Autore approccia la materia con particolare “un occhio di artista”.
    Un libro interessante per tutti gli appassionati di questa precipua tecnica di potatura ma anche per chi sappia cogliere l’abilità e la dedizione dei giardinieri che si curano dei parchi qui raffigurati. Consiglio di leggerlo dopo il (forse) più classico ma altrettanto interessante “Topiary and the Art of Training Plants” (Frances Lincoln, David Joyce, £ 25,00).

    Italy’s Private Gardens – An Inside ViewItaly’s Private Gardens – An Inside View (Frances Lincoln, Helena Attlee, £ 35,00).
    Il volume è scritto da una “specialista” dei giardini italiani ed unisce la tradizione dei parchi italiani al tipico e brillante stile degli scrittori inglesi. Il testo passa in rassegna numerose aree verdi della Penisola, alcune antiche o storiche, altre di recente realizzazione. Alcuni giardini ritratti appartengono a celebri famiglie, altri a noti paesaggisti italiani o stranieri o sono invece retaggio di aristocratici casati. Tutti i parchi sono però accomunati dallo splendore ed eterogeneità del paesaggio, magnificamente ripreso nelle fotografie di Alex Ramsay.
    Il libro è un “must have” per tutti gli appassionati del bello in quanto raffigura una Penisola sorprendentemente inedita, spesso ignota agli stessi italiani.

    Kitchen Garden EstateKitchen Garden Estate (National Trust Books, Helene Gammack, £ 20,00).
    Il libro è edito dal National Trust inglese ed è stato scritto da una donna giardiniere che ha lavorato per anni nelle proprietà amministrate dalla celebre Fondazione britannica (antesignana, nel Regno Unito, del sostanzialmente omologo FAI italiano).
    Il taglio del volume è particolare in quanto esso si sofferma sulla disamina della auto sostenibilità, a mezzo degli orti e del loro ciclo vitale, delle proprietà site nella campagna inglese.
    Il libro testimonia quel recente filone di letture afferenti al rinato interesse per l’inserimento e la valorizzazione degli orti nei grandi giardini. Da ultimo, il volume si sofferma anche ad esaminare ed a studiare la particolare forma del “walled kitchen garden” nel giardino inglese.
    Un libro che riserva grandi sorprese, anche per chi è già appassionato ed esperto di orti.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Rami e colori dell’autunno: il Salice, il Cornus, il Rubus e i Berberis

    Rami e colori dell’autunno: il Salice, il Cornus, il Rubus e i Berberis

    Salix-albaAnche i rami di alcune particolari varietà di alberi ed arbusti possono avere, da un punto di vista cromatico, un ruolo decisivo nel giardino autunnale.
    Come abbiamo detto per le foglie, anche le colorazioni dei rami diventano particolarmente brillanti in questo periodo dell’anno. Tale evento è dovuto alla maggiore preminenza, a fronte di una riduzione della produzione di clorofilla verde causata dalla diminuzione della durata delle giornate autunnali, di alcuni pigmenti colorati presenti nelle piante. In particolare, le parti degli alberi e degli arbusti che presentano la colorazione più brillante ed accesa sono quelle di crescita recente. Il legno tende infatti, nel tempo, a ricoprirsi di corteccia, ad ispessirsi ed essere quindi meno suscettibile di variazioni cromatiche. Per questa ragione, i giardinieri provvedono, in primavera, a potare in modo rigoroso ed a fondo questi arbusti in modo da avere una cospicua crescita di nuovi getti, dalle brillanti colorazioni autunnali.
    Molte sono le varietà di piante che producono interessanti effetti cromatici nella parte finale dell’anno. Nell’articolo di questa settimana ci soffermeremo, in particolare, sui salici e sui i Cornus, accenneremo poi velocemente anche al Rubus ed ai Berberis.
    Le varietà che descriveremo danno ovviamente il loro meglio utilizzate in gruppi di medio-grandi dimensioni, in contrasto con altre varietà di vegetali quali Helleborus, Narcisissus, ecc… e specie in prossimità di corsi di acqua e laghi che accentuano il particolare cromatismo invernale assunto dalla pianta.

    Salice dSalici

    In generale, i Salici sono piante di medio-grandi dimensioni e sono pertanto adatti a giardini di ampie dimensioni. Il loro effetto è massimizzato soprattutto tramite un loro impiego in gruppi.
    Una delle varietà più spettacolari, dalle accese ramificazioni rosso-arancioni, è il Salix alba, varietà vitellina “Britzensis”. Se viene lasciata sviluppare, la pianta diventa un albero di circa venti metri di altezza. Al fine di ottenere i migliori risultati cromatici e di evitare una crescita eccessiva, si suggerisce quindi di potare questa essenza, ogni primavera, quasi a livello del suolo. Tale tecnica favorisce infatti la formazione di nuovi getti che si tingeranno, nelle stagioni fredde, di accese colorazioni autunnali.
    La varietà di Salice daphnoides presenta invece rami di un intenso colore violaceo, è quindi molto interessante per la particolarità della sua colorazione, inusuale in natura.

    Cornus albaCornus

    I Cornus sono caratterizzati da un minore sviluppo vegetativo rispetto ai Salici. Sono arbusti che, lasciati crescere senza interventi di potature, non si sviluppano oltre i tre metri di altezza. Sono quindi adatti a giardini di medio-piccole dimensioni.
    Il Cornus sericea presenta rami giallo-verdastri acceso. Il Cornus alba produce invece una ramificazione rosso scarlatto. Anche le foglie di questa varietà risultano molto interessanti, in estate, in quanto sono verdi piuttosto chiaro, screziate di bianco. Entrambe le due varietà sopra descritte ben si prestano a rallegrare aree scure o buie del giardino. Infine, la varietà di Cornus albaKesselringii” è invece caratterizzata da lucidi rami viola-nerastri.

    rubus-cockburnianusRubus

    Un’altra varietà di pianta che merita di essere menzionata per la colorazione autunnale delle sue ramificazioni è il Rubus. Il Rubus cockburnianus produce rami biancastri, è un arbusto che può raggiungere dimensioni ragguardevoli, specie se viene lasciato crescere indisturbato. Per questa ragione si adatta al meglio a giardini di dimensioni medio-grandi. Data la colorazione delle ramificazioni, esso dà il suo meglio quando viene utilizzato insieme ed in contrasto con altre varietà di piante dalle colorazioni marroni e grigio scuro. La varietà Goldenvale ha inoltre il pregio di produrre delle foglie verdi chiare, simili alle felci, dall’interessante impatto cromatico nel giardino.

    BerberisBerberis

    Da ultimo, accenniamo velocemente ad un particolare arbusto, presente nei giardini in un grande numero di varietà, il Berberis. Questa pianta cresce spontanea in natura ed è molto frugale, attualmente viene spesso utilizzata nei parchi e nelle aree verdi a scopi ornamentali.
    La citiamo per ultima in quanto essa risulta di notevole interesse sia sotto il profilo delle foglie, che dei frutti e dei rami. Questi ultimi presentano spesso spine, sono tendenzialmente arcuati e reggono mazzetti (detti racemi) di bacche verdi che si divengono rosso acceso o blu intenso (a seconda delle varietà) grazie al freddo autunnale e del primo periodo invernale. Le foglie si tingono poi, in autunno, di accese colorazioni purpuree, specie nella varietà Atropurpurea. Le infiorescenze primaverili sono parimenti riunite in racemi, non molto appariscenti, di colore giallo-verdastro e caratterizzate da una particolare profumazione dolciastra. La pianta può essere utilizzata, a causa della spinosità dei rami, anche per la realizzazione di siepi quasi invalicabili di altezza variabile, fino a tre metri.

    di Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Carnevale 2013 a Genova: festa ai Giardini Luzzati

    Carnevale 2013 a Genova: festa ai Giardini Luzzati

    giardini luzzati 1Venerdì 8 e sabato 9 febbraio 2013 il centro storico di Genova si anima per due serate di festa ai Giardini Luzzati: in programma musica live, gastronomia e laboratori di riciclo per festeggiare il Carnevale 2013.

    Una nuova iniziativa per valorizzare lo spazio, che si sta sempre più ponendo come luogo di aggregazione sociale per i cittadini genovesi e non solo, grazie all’impegno di Giardini Luzzati Nuova Associazione e Il Ce.Sto e le altre realtà che lavorano per riqualificazione e promozione del territorio.

    Questo il programma della Festa di Carnevale ai Luzzati, a ingresso libero.

    Venerdì 8 febbraio

    Musica dal vivo in tutte le vie del Sestiere del Molo, in collaborazione con il CIV di Sarzano e Sant’Agostino: Dj-set di MA NU! From Riviera Gang, con Groovy e Black Music fino a tardi.

    Sabato 9 febbraio

    Ore 15-19: laboratorio di riciclarte a cura di Valentino Menghi, famoso artista del riciclo, che nei suoi incontri mira a sensibilizzare i bambini al riciclo dei materiali vecchi al fine di donare loro una nuova vita.

    Il laboratorio è rivolto ad adulti e bambini, per tutti coloro che vogliono apprendere l’educazione al recupero dei materiali “da buttare”, rivisitati in chiave artistica.

    Al termine, pentolaccia in piazza e merenda per tutti.

    Durante il pomeriggio no stop di FONDI AL FONDO VOL. 3, concerto del Laboratorio Ri-Percussioni Sociali, un evento di autofinanziamento per la ristrutturazione dei fondi di un palazzo popolare al Lagaccio, per trasformarlo in uno spazio musicale pubblico.

    Ore 18-20: Ritmiciclando, performance e jam session di body percussion, canti polifonici e strumenti autocostruiti.

    Ore 20: cena sociale con i piatti dello Chef dei Giardini Luzzati.

    Ore 21.30: Nick Drake Tribute, una rivisitazione in chiave poetico-musicale repertorio del cantautore.

    Dalle ore 22.30: festa in maschera.

    Ore 23: Pasticcio Meticcio, musica popolare.

  • Bacche e colori dell’autunno: il melo, il sorbo e la callicarpa

    Bacche e colori dell’autunno: il melo, il sorbo e la callicarpa

    Rosa-rugosa-baccheVi sono tantissime piante, alberi, arbusti e persino rampicanti che producono bacche nelle diverse stagioni dell’anno. Ci soffermeremo solo su alcune di queste, in particolare su quelle che producono frutti nel periodo autunnale. I colori delle bacche sono i più diversi, si passa dal bianco-verdastro del vischio, al rosa del Sorbus hupehensisPink pagoda”, al violetto della Callicarpa bodinieri varietà giraldii profusion, al giallo-arancione della rosa rugosa, al rosso dei Cotoneaster, dell’agrifoglio, del tasso e del pungitopo, al viola-nero del ginepro ed al nero della Hedera helix.

    Alcune delle piante combinano poi la presenza delle bacche a quelle delle foglie, altre, essendo caducifoglie, mantengono nel periodo tardo autunnale ed invernale i soli frutti sui rami secchi. L’impiego delle singole varietà andrà quindi attentamente studiato, tenendo conto dello sviluppo vegetativo, delle esigenze progettuali, dei colori delle foglie e dei frutti. Per quanto concerne poi le varietà a produzione autunnale o invernale, si dovrà considerare anche la notevole incidenza dell’elemento cromatico, fornito dalle bacche, nello spoglio paesaggio di tale periodo dell’anno. Ad esempio, notevole può essere infatti l’impatto di un grosso cespuglio o di un filare di rose rugose dalle bacche rossastre, sugli spinosi rami brunastri, in un giardino coperto di neve bianca. Lo spuntare delle bacche di un Sorbo, tra la brina ghiacciata che ne ammanta i rami, o il lucido scintillare dei frutti neri e raggruppati in mazzetti, che spuntano da un vecchio muro ricoperto di Hedera helix, possono invece diventare punto focale del giardino ed attirare, su di essi, l’attenzione dell’osservatore.

    Malus 'Evereste' fruitMalusEvereste”: una varietà di melo dallo sviluppo di circa sei, sette metri. E’ particolarmente interessante sia per la sua fioritura primaverile, di un colore bianco rosa, che per la ricca produzione autunnale di frutti. Essi rimangono per mesi sui rami, anche dopo la caduta delle foglie, piccoli ma numerosissimi, creando un suggestivo punto focale del giardino.
    Se lo sfondo è un muro, un prato coperto di neve o da erba brunastra, l’effetto viene amplificato, lasciando lo spettatore stupito di fronte alla naturale perfezione cromatica fornita dalla natura.
    Ricordo di aver visto utilizzate, per la prima volta, simili varietà di meli nel parco dello stabilimento di Loro Piana in Piemonte. La struttura dell’edificio era molto semplice e lineare, il giardino sobrio, geometrico (data l’evidente sua funzione industriale) e ben strutturato. Poche siepi e limitati elementi vegetali verticali completavano l’insieme, il paesaggio era interrotto solo da alcuni meli, coperti di frutti rossastri su uno sfondo grigio-brunastro, ammantato dalla tipica nebbiolina autunnale della Pianura Padana.

    CallicarpaCallicarpa bodinieri varietà giraldii profusion: una delle varietà di Callicarpa più interessanti, dallo sviluppo di circa tre metri di altezza. La pianta produce, nel periodo primaverile, una fioritura, quasi insignificante, rosa chiaro che è molto amata dalle api. Le foglie sono ovate-lanceolate, ruvide ed opposte. Durante l’autunno, l’arbusto si ricopre, invece, di una ricca ed interessante moltitudine di bacche, dal colore purpureo. Utilizzatela anche in angoli bui del giardino, nei quali la ricca produzione di frutti risalterà in modo particolare, valorizzando l’intero insieme del parco. La pianta non richiede quasi potatura, salva la rimozione dei rami troppo vecchi ed indeboliti e presenta una buona resistenza al freddo. Quest’ultimo però tende a danneggiare, se intenso, le bacche che perdono la loro smagliante colorazione e la loro caratteristica brillantezza, tendendo ad una colorazione insignificante e marrone-bruciato.

    Hedera helixHedera helix: una varietà piuttosto comune di edera, di facilissima coltivazione e di rapido accrescimento. Essa ricopre muri, staccionate e strutture verticali ed orizzontali con rapidità ed estrema naturalezza. Le foglie sono coriacee, verde intenso con striature grigiastre, i rami flessibili e marroni scuri. L’impatto generale della pianta è di naturale disordine, sopporta bene però le potature e si adatta con una certa facilità alle forme desiderate.
    Se si vuole ottenere un effetto di decadente naturalezza, la si faccia crescere sui muri di un antico edificio o persino, come in alcuni giardini inglesi, sulle rovine di abazie e di palazzi storici.
    I frutti sono globosi, neri e lucidi, riuniti in mazzetti, che si protendono dalla pianta. La produzione è assai ricca e la permanenza sulla pianta duratura nel tempo, con l’evidente vantaggio di rappresentare un importante elemento decorativo nello spoglio giardino invernale.

    SorbusSorbus hupehensis Pink Pagoda”: un piccolo alberello, dallo sviluppo di circa sei, otto metri. Appartiene alla famiglia dei sorbi, tutti ampiamente utilizzati, in giardino, per la ricca produzione di colorate bacche. La varietà hupehensis è caratterizzata da foglie grigio-verdastre che si tingono di rosso in autunno, le bacche sono riunite in gruppetti e di un tenue ed elegante colore rosa chiaro. Anche questa pianta può ben rappresentare il punto focale in un piccolo giardino e sempre fornire, al variare delle stagioni, interessanti spunti cromatici.

    Rosa rugosa (foto principale): un particolare tipo di rosa, dallo sviluppo di medie dimensioni, di facile coltivazione anche perché non richiede particolari potature, se non di tipo contenitivo, resistente al freddo. Come altre rose, rappresenta, per la ricca produzione di bacche rossastre, un interessante elemento da inserire nel giardino. Viene generalmente utilizzata in contesti dallo stile rustico, sia per le ricche e colorate fioriture estive che per la produzione di frutti di medie dimensioni, giallo, arancio-rossastri che permangono sulla pianta sia nel periodo autunnale, quando le foglie del cespuglio sono giallo intenso, che nel periodo invernale sui rami secchi e scuri.

    CotoneasterCotoneater: questa famiglia di piante è molto numerosa. I cespugli in oggetto variano moltissimo per tipo di sviluppo, strisciante, verticale, di piccole o medie dimensioni. I cotoneaster esistono sia nella versione caducifoglie che in quella a foglia persistente. I frutti possono essere gialli, arancioni o rosso intenso. Le foglie sono coriacee, verdi grigiastre, i rami marroni lucidi presentano spesso spine. Data la grande duttilità d’impiego, queste piante si prestano ad un utilizzo molto diversificato, specie per la ricca produzione di bacche. La fioritura primaverile è nei toni del bianco, piuttosto abbondante ma esteticamente non molto significante. Anche questi arbusti ben risaltano, specie nel periodo tardo autunnale ed invernale nel giardino, soprattutto nella bianca coltre nevosa.

    di Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
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  • L’acero, il tiglio e l’ippocastano: le foglie ed i colori dell’autunno

    L’acero, il tiglio e l’ippocastano: le foglie ed i colori dell’autunno

    Questa settimana ci soffermeremo su alcune varietà di alberi che presentano colorazioni vivaci e suggestive nel periodo autunnale. Il loro impiego permette di raggiungere risultati esteticamente molto interessanti, valorizzando l’impianto del giardino e sottolineando, a mezzo dei colori di piante di grandi dimensioni, le scelte architettoniche del progettista.

    tigilo

    Il tiglio: elegante albero di grandi dimensioni. Viene piantato, sin dai tempi dell’antica Roma, per il dolce profumo dei suoi fiori bianco-verdastri. Viali di tigli abbellivano i giardini di Luigi XIV in Francia e di Carlo II in Inghilterra, venne poi ampiamente utilizzato nei viali cittadini ottocenteschi. Analogamente all’ippocastano, ben si presta all’inserimento in contesti classici ed “architettonici”. Questa svettante pianta si tinge infatti, durante la stagione autunnale, di un caldo colore dorato, con sfumature brunite e giallo-verde intenso. L’effetto estetico, garantito dalla pianta e dato dalla ripetizione degli alberi nei viali e dei gruppi nei parchi, è particolarmente suggestivo e, grazie alla naturale eleganza dell’albero, di notevole impatto, specie nel periodo autunnale.

    ippocastano

    L’ippocastano: grande e maestoso albero dalla corteccia scura. Sin dal XVII secolo viene piantato nei parchi e lungo i viali cittadini. Produce frutti, simili alle castagne, marroni scuro e lucide, contenute in ricci verde-giallastro. Le foglie si tingono, in autunno di un colore ocra brunastro, venato e striato. In primavera produce delle infiorescenze di grandi dimensioni, su più livelli e di colore bianco acceso con un centro purpureo. Il suo utilizzo nei viali di molte città europee permette, in tutte le stagioni, di godere di un impatto estetico molto diversificato e spesso di esaltare, grazie ai caldi colori autunnali, le rigorose e talvolta austere facciate dei palazzi cittadini.

    L’acero: Questo albero presenta, in natura, molteplici varietà, alcune delle quali sono molto interessanti per le colorazioni del fogliame.

    acer conspicum

    Acer Conspicuum “Silver Cardinal: è una varietà di acero dalle foglie variegate. Queste ultime sono striate di bianco e rosa pallido, su fondo verde. L’albero raggiunge l’altezza di circa quattro metri. L’impatto del suo impiego nel giardino è quindi notevole, grazie alla particolare colorazione dell’insieme, specie sotto la calda luce del sole autunnale.

    acer sunset

    Acer Rubrum “Red Sunset: l’acero canadese è assai impiegato da parte dei paesaggisti per il suo notevole impatto visivo nel giardino ed è particolarmente noto per la colorazione rosso intenso delle foglie durante il periodo autunnale. La sua incidenza sul panorama è notevole se si pensa che esso può raggiungere i dieci, quindici metri di altezza e quindi assurgere a vero e proprio punto di riferimento visivo di un giardino di medie dimensioni.

    acero

    Acer Tschonoskii Butterfly Maple: è una rara varietà di acero che vale la pena procurarsi per i suoi getti che sono rosso acceso e diventano verdi durante l’estateLfoglie autunnali sono arancioni e, durante l’inverno, la corteccia si tinge parzialmente di bianco. Dalla descrizione appare quindi estremamente chiara la notevole valenza cromatica e l’apporto estetico, fornito da questa particolare ed inusuale varietà di acero.

    Acer Shirasawanum full moon

    Acer Schirasawanum Aureum “Full Moon Maple: questo acero proviene dal Giappone e, come suggerisce il nome, presenta foglie largheleggere egiallo intenso. Nella sua varietà, ancora più rara ed affascinante, Autumn Moon, presenta invece foglie gialle che si tingono di un colore acceso arancio/rosa. Queste varietà vanno piantate in mezza ombra per evitare che le foglie “brucino” a causa del sole. L’impatto complessivo della pianta può richiamare nella mente dell’osservatore l’Oriente e quindi necessita di essere scelto con attenzione e contestualizzato al giardino in cui viene inserito.

    Acer Shirasawanum

    di Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
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  • Il giardino in autunno: i rami, le foglie e le bacche

    Il giardino in autunno: i rami, le foglie e le bacche

    autunno mistoNel periodo autunnale i rami, le foglie e le bacche degli alberi e degli arbusti diventano, data la scarsità di fiori, l’elemento vegetale più evidente e caratterizzante il giardino.
    Se nel periodo primaverile ed estivo prevalgono le scale cromatiche del verde ed i colori delle fioriture, in autunno predominano invece i gialli, i rossi e gli arancioni delle foglie ed i colori bruniti, rossastri, verdastri dei rami e delle bacche, queste ultime talvolta persino blu cobalto.

    Nei prossimi articoli ci soffermeremo su alcune varietà di piante, alberi ed arbusti, il cui impiego nel giardino garantisce risultati cromaticamente ed esteticamente molto soddisfacenti, a fronte di limitate esigenze colturali.

    autunno rossoPer dare l’idea di quanto possa essere incisivo l’elemento fogliame in un giardino autunnale, questa settimana parleremo velocemente di un celebre parco inglese, noto proprio per sua la ricca collezione di qualche centinaia di varietà di aceri dalle variopinte colorazioni invernali.
    D’altronde, tale è l’incidenza cromatica delle foglie che la vegetazione autunnale si trasforma, a volte, persino in vera e propria attrattiva turistica. Ben noto è infatti il fenomeno del così detto “foliage” che assume forme particolarmente suggestive nell’ampia regione geografica del New England, nel Nord degli Stati Unitidi America, composta dai ben sei Stati (Vermont, New Hampshire, Maine, Massachusetts, Connecticut e Rhode Island).

    autunno foglie rosse

    Tale spettacolo naturale consiste, in questo caso su larga scala, nel mutare delle colorazioni delle foglie, su particolari varietà di alberi, in autunno. Le parti vegetali assumono pigmentazioni estremamente accese, tingendo il paesaggio con una palette che varia dal giallo paglierino, a quello ocra ed oro, all’arancione, al brunito fino al verde marcio e talvolta persino al viola.

    Da metà settembre fino ai primi di novembre, la precitata immensa area boschiva americana si colora infatti, come d’incanto, assumendo tonalità inconfondibili. In questo periodo dell’anno, il fenomeno del foliage si manifesta poi in tutto il suo splendore in ben definite aree dell’America, del Canada e dell’Europa.

    autunno verde arancione

    Grazie a giornate ancora calde e nottate decisamente fresche, le foglie degli alberi assumono infatti, per effetto dello sbalzo di temperatura, colori particolarmente intensi. Gli aceri diventano rossi ed arancioni, i pioppi giallo ocra e i sommacchi viola, contrastando in modo marcato con il cielo ancora azzurro intenso ed i campi verdeggianti nella calda luce autunnale.

    Tornando invece ad un esempio europeo, di scala più ridotta e creato dall’uomo, di giardino incentrato sul variare della colorazione autunnale delle piante, menzioniamo il parco di Blagdon, disegnato dal celebre architetto Sir Edwin Lutyens nei primi del novecento. Tale giardino è un felice esempio di realizzazione espressamente dedicata a particolari specie di piante, la cui valenza cromatica nel periodo autunnale è stata oggetto di attenta valutazione.

    autunno verde giallo ocraL’ultimo Visconte Ridley, da appassionato botanico ed esperto arboricoltore, ha infatti raccolto, nel mezzo della campagna inglese, un insieme di oltre trecento varietà di aceri, molti tipi di sorbo ed altre varietà dalle foglie e dalle bacche vivacemente colorate in autunno.
    Nei giardini e nei parchi storici, come Blagdon, il fenomeno del foliage assume poi, se sapientemente sfruttato, una dimensione ancora maggiore rispetto all’usuale. I colori accesi delle foglie contrastano e, al tempo

    autunno foglie verdi

    stesso, esaltano le antiche strutture in arenaria, fiancheggiano i vialetti in ghiaietto grigio, fanno da sfondo alle scalinate in pietra e si riflettono, moltiplicando enormemente l’effetto visivo, nell’acqua delle fontane e degli stagni.
    Per un non appassionato di botanica è quindi molto difficile immaginare che alcune varietà di piante e cespugli, in estate verdi e del tutto simili alle altre, possano, in un breve spazio di tempo e per un periodo effimero, trasformare, di colpo ed in modo inaspettato, l’intero impianto cromatico e visivo del giardino. I colori degli alberi e dei cespugli diventano infatti, quasi d’improvviso, fiammeggianti sui prati brunastri per le prime brine tardo autunnali e risaltano, accesi, nella bruma tipica della ultima parte dell’anno.

                                                                                                                                                                     .

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  • Le piante a Natale: idee regalo e consigli per originali decorazioni

    Le piante a Natale: idee regalo e consigli per originali decorazioni

    In questo ultimo articolo dell’anno, abbiamo deciso di occuparci di tre particolari e poco conosciute varietà di piante: l’Amaryllis, i Narcisi Paperwhites e l’Helleborus.

    Al di là dell’abete rosso, del vischio e della tradizionale stella di Natale (Euphorbia pulcherrima), le tre succitate piante possono rappresentare una valida alternativa per la decorazione della casa nel periodo delle feste.

    L’Amaryllis è una bulbosa, originaria del Sud Africa, che produce infiorescenze di grandi dimensioni che ricordano vagamente i gigli. I colori più diffusi sono il rosso, il bordò, il rosa in tutte le sue varietà ed il bianco. Esiste anche un Amaryllis di colore bianco-giallo-verdastro, molto particolare ed adatto per l’utilizzo nelle composizioni invernali.

    2La peculiarità di questa pianta consiste nel fatto che la fioritura, normalmente estiva, può essere “forzata” ed ottenuta nel periodo invernale coltivando la pianta in casa e così sfruttando il particolare microclima degli ambienti interni. Il bulbo ha dimensioni piuttosto ragguardevoli e va piantato in un vaso di terra, da cui deve emergere per circa un terzo.

    Annaffiature costanti, una buona esposizione alla luce e la vicinanza, non eccessiva, di fonti di calore, permettono di ottenere, nel giro di poche settimane, una fioritura davvero spettacolare. Nell’arco di un tempo estremamente breve, dal bulbo spuntano infatti uno o più steli floreali e poche grandi foglie lanceolate, verdi scuro. Quando il gambo ha raggiunto il suo pieno sviluppo (fino a 40-50 centimetri di altezza), il bocciolo apicale si apre, dischiudendo delle grandi campanule dai colori brillanti.

    I Narcisi Paperwhites sono una bulbosa molto particolare ed appartengono alla grande famiglia dei narcisi. Questi ultimi fioriscono nei prati primaverili, con grandissima profusione, in tutti i toni del bianco e del giallo. La peculiarità di questi bulbi consiste nel caratteristico, intenso e gradevole profumo della fioritura.

    I bulbi non sono di grandi dimensioni e si presentano di colore brunastro-marroncino. Nella varietà Paperwhites essi sono lisci, normalmente sono invece rugosi e stratificati. Anche questa bulbosa può essere facilmente coltivata in casa e la forzatura permette, come per l’Amaryllis, di ottenere una fioritura nel periodo invernale e persino a Natale.

    I bulbi andranno collocati in ciotole contenenti terra e dovranno spuntare dal terriccio per circa un terzo della loro altezza. Nel giro di poche settimane (quattro o sei, a seconda della temperatura interna alla casa) essi produrranno un rigoglioso insieme di foglie e steli floreali, dell’altezza di circa 40-50 centimetri. Le foglie sono verdi, lanceolate, i boccioli apicali contengono gruppetti di fiori a forma di stella, bianchi, lucenti e profumatissimi. Sia gli Amaryllis che i Paperwhites sono di facilissima coltivazione, si prestano ad essere cresciuti anche dai neofiti e garantiscono, in breve, un risultato estremamente soddisfacente.

    Per evitare che gli steli floreali di entrambe le varietà si abbattano, durante la crescita si consiglia di collocare dei rami secchi di alberi o arbusti che contengano lo sviluppo vegetativo dei bulbi, si potrà inoltre posizionare del muschio alla base dei bulbi. L’insieme delle bulbose, dei rami e dei licheni garantirà, nel complesso, un impatto estetico estremamente soddisfacente.

    Da ultimo accenneremo brevemente all’Helleborus, una particolare varietà di pianta, poco conosciuta ed utilizzata ma estremamente interessante. Questa erbacea perenne è invece molto diffusa ed apprezzata nei paesi nordici, in Olanda, nel Regno Unito ed in Francia. La coltivazione non è particolarmente complessa. Il fogliame della pianta è vigoroso, costituito da grandi foglie palmate, di colore verde scuro. Durante i mesi invernali produce sottili steli carnosi che portano fiori singoli o a grappoli, molto grandi, che ricordano i fiori della rosa canina. I colori dell’elleboro sono generalmente il bianco ed il porpora, ma esistono varietà dalla fioriture rosate, verdastre o bianco brillante. Sono piante ampiamente diffuse in natura, spesso ai margini dei boschi collinari, in zone semiombreggiate ed abbastanza umide, nonché sul greto di piccoli corsi d’acqua stagionali.

    Questa pianta è anche nota con il nome di “Rosa di Natale”, proprio per il fatto che la fioritura, simile per certi versi a quella di una rosa, si concentra, per alcune varietà, in questo periodo dell’anno.

    Il suo impiego negli addobbi e nelle decorazioni natalizie riserva grandi soddisfazioni per il risultato di rarefatta eleganza che la pianta conferisce all’insieme. I fiori sono infatti molto semplici e lineari, si stagliano brillanti su foglie scure e richiamano subito alla mente i brunastri prati invernali, in cui spuntano, tra la neve e gli aghi di pino, i candidi fiori delle prime bulbose. Meglio di ogni altra specie, l’elleboro rappresenta quindi l’algido inverno e ricorda, grazie al suo impiego negli appartamenti cittadini, che anche la più austera delle stagioni è, in realtà, viva e capace di produrre inaspettate e spettacolari fioriture.

    di Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
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  • L’Ars topiaria: il suo impiego nei cortili cittadini

    L’Ars topiaria: il suo impiego nei cortili cittadini

    ars topiaria casaIn questo ultimo articolo sull’“ars topiaria”, ci soffermeremo sul suo impiego nei piccoli spazi urbani e, in particolare, su un esempio concreto di utilizzo di piante di bosso, potate in modo artistico e poi collocate all’interno di un cortile di un palazzo cittadino. In generale, basteranno una aiuola di limitate dimensioni, pochi vasi o anche un paio di piante “scolpite” con forme particolari, collocate ai lati di un ingesso, di un portone o di una porta di accesso, per modificare completamente, con una spesa molto limitata, l’immagine di un edificio e soprattutto per dilatare la percezione visiva dello spazio.
    Per contestualizzare il caso che descriveremo, va detto che lo spazio da progettare consisteva in una area non molto ampia, ubicata in una zona centrale di una grande città della Lombardia, a clima continentale. In particolare, l’edificio, in cui si inseriva il cortile, era una tipica casa milanese, di fine settecento-inizio ottocento.
    ars topiaria potaturaInnanzi tutto, per nascondere alcune pareti scrostate, esteticamente non soddisfacenti, queste ultime sono state interamente ricoperte con rampicanti, in particolare con edera bianca e verde scuro e con una wisteria di colore molto tenue. Essa cresce parzialmente frammista all’altro rampicante, creando, soprattutto in primavera, un effetto cromatico molto suggestivo.
    La pavimentazione è stata restaurata (o rimpiazzata ove necessario), secondo lo schema classico ed utilizzato in loco. Vi è infatti un camminamento esterno, la parte centrale, quadripartita a mezzo di costolature in pietra, è in ciottoli di fiume sempre grigiastri. Le quattro superfici drenanti diagonali, oltre alla indiscutibile valenza estetica, sono poi utilizzate per convogliare lo scarico dell’acqua nell’impluvium centrale.

    L’aiuola da piantumare si presentava, infine, frontalmente, davanti all’ingresso, di lunghezza e larghezza non particolarmente ampie.

    ars topiaria vasiL’esposizione dell’area non risultava molto soleggiata ma era comunque tale da consentire la crescita e lo sviluppo di essenze vegetali dalle normali esigenze colturali.
    Ai due lati esterni dell’aiuola, sono stati collocati due bossi di grandi dimensioni, a foglia scura e lucente, potati a forma di spirale. Il resto dello spazio è stato riempito con erbacee perenni, cespugli di differenti dimensioni e varietà, il tutto caratterizzato da fioriture nei toni del bianco, rosa e violetto tenui.
    In linea generale, la scelta può ovviamente contemplare, a seconda del contesto e delle esigenze colturali delle piante, weigelia, peonie bulbose, potentilla, oppure lupini, nicotiana (piante del tabacco) ed infinite altre varietà.
    La bordura esterna, al confine con i sassi della pavimentazione, è stata, invece, volutamente delineata in modo irregolare con cespugli, di piante perenni e non spoglianti, disposti in modo non perfettamente simmetrico, dalle foglie con sfumature grigio-verde, scelte in modo da armonizzare con gli altri colori presente in loco.

    ars topiaria piante miste

    Due sfere in granito di medie dimensioni, antiche e di colore bianco-grigiastro, già presenti nel cortile e ricollocate, hanno fornito la linea guida delle tonalità cromatiche delle piante, dei cespugli, dei rampicanti, dei materiali impiegati e degli elementi di arredo.

    Queste “sculture” sferiche, consunte dal tempo e parzialmente ricoperte da muschio e licheni, sono state, infatti, collocate ai due margini estremi, frontali della aiuola. Esse conferiscono all’insieme un impianto formale, classico e tale da colpire immediatamente l’osservatore che entra nel cortile.
    ars topiaria inverno winterQualche vaso con azalee, aralie, grandi felci o piante scelte secondo il gusto personale degli abitanti ed individuate a seconda dell’effetto complessivo desiderato, completeranno l’insieme. Si sottolinea, infine, che un particolare rilievo è stato sempre attribuito, nella individuazione delle piante impiegate, all’elemento cromatico.
    I colori chiari (bianco, rosa, azzurro pallido e grigio-verde del fogliame) sono stati infatti appositamente scelti per contrastare con il verde scuro del bosso e delle altre piante, specie dei rampicanti, ivi utilizzate. Essi inoltre, tenuto anche conto dell’ubicazione della aiuola, risaltano particolarmente bene nella la fioca luce serale e ed autunnale delle regioni a clima continentale. Tali cromatismi si limitano, invece, a completare ed a sottolineare l’insieme complessivo dell’aiuola quando i due bossi dal verde scuro e lucente, illuminati di sera con luce radente dal basso, spiccano tra le verzure i cui fiori e le cui foglie assumono riflessi argentei, dai differente toni e sfumature.

    ars topiaria inverno

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • L’Ars Topiaria: il suo impiego nelle terrazze e nei piccoli spazi

    L’Ars Topiaria: il suo impiego nelle terrazze e nei piccoli spazi

    ars topiaria terrazzaOltre all’impiego dell’“ars topiaria” nei parchi e nei giardini, non va dimenticato che questo tipo di realizzazioni possono essere utilizzate con grande successo anche sui terrazzi e nei cortili.

    Molte delle piante menzionate nei precedenti articoli si adattano infatti bene alla crescita in contenitori. Sarà quindi possibile far crescere bossi a sfera, a spirale, intrecciati o a colonna tra i tetti cittadini. Alla base di queste piante si potranno poi collocare, per ravvivare l’effetto durante i mesi estivi, piante stagionali quali surfinia (petunie), nicotiana (fiori di tabacco), impatiens (fior di vetro), begonie…, oppure, nella stagione invernale, eriche, ciclamini,… o ancora, in primavera, bulbose e tuberose quali narcisi, crochi e giacinti.                                                                                                                                                                                                                                                                      .

    ars topiaria terrazza 1

    Va raccontato che l’impatto dell’“ars topiaria” sull’osservatore risulta generalmente di tipo formale. Nel caso, poi, in cui si volesse realizzare una terrazza cittadina di tale tipo, sarà possibile utilizzare uno schema base, cui apportare, di volta in volta, le necessarie modifiche.

    Per esempio, si potrebbe immaginare di realizzare una sorta di semplice muro di colore verde-grigiastro, con piante di westringea o analoga essenza collocate in vasconi e potate in modo regolare o anche, se si preferisce, lasciate sviluppare in modo semi spontaneo. Negli angoli del terrazzo si potrebbero impiegare, a contrasto cromatico, bossi verde scuro, potati a spirale, a fiamma o anche eventualmente ad alberello.

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    All’insieme si potrebbero però aggiungere, tenuto conto delle rispettive esigenze colturali, idrangee (paniculataquercifolia…) di vario tipo, aralie, magnolie di piccole dimensioni, azalee ed eventualmente rincospermum jasmoinoidesclematidi o caprifoglio per ricoprire le strutture verticali.

     

    ars topiaria terrazzo giardinoars topiaria dettaglio

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    L’insieme cromatico, da adeguare al contesto degli edifici ed ai gusti personali, potrà ovviamente variare moltissimo in quanto la maggior parte delle essenze vegetali sopra menzionate è disponibile, in natura e quindi sul mercato, in una ampia gamma di colorazioni.

    Per la pavimentazione si suggerisce, nel caso di impiego di piante potate secondo i dettami dell’“ars topiaria”, qualcosa di classico, ad esempio pietra grigia, ardesia o similari.

    L’arredo potrà poi essere o molto lineare o, preferibilmente, di tipo usuale, ad esempio in ferro, a seconda del taglio complessivo che si vuole dare all’insieme. Nel contesto urbano, non va infine neppure sottovalutato l’impiego della singola pianta, potata secondo i dettami dell’“ars topiaria”. Anche un solo bosso, un alloro o altro arbusto, adeguatamente collocato su un balcone, oppure una semplice coppia di piante gemelle, posizionate ai lati di una porta di ingresso, possono infatti modificare completamente l’insieme in cui sono inserite.

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    Questi arbusti dalle forme scultoree sottolineano e valorizzano gli elementi architettonici degli edifici e permettono, con una spesa molto limitata, di creare, anche in città ed in spazi molto ridotti, uno contatto tra interno della casa ed esterno ed uno stretto rapporto, al variare delle stagioni, con la natura.

    Come dimostrano le fotografie di questo articolo, tale tipo di impiego del verde è infatti ampiamente diffuso nelle principali capitali europee, da Londra, ad Amsterdam, a Parigi… e persino in realtà, solo apparentemente molto “cementificate”, come New York.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • L’ars topiaria: potatura rigorosa ed estro creativo

    L’ars topiaria: potatura rigorosa ed estro creativo

    Ars topiaria fioriAl di là di quanto già detto negli articoli precedenti, nell’“ars topiaria” la fantasia può liberamente sbizzarrirsi, a mezzo della potatura artistica delle piante è possibile realizzare una enorme, quasi infinita, varietà di forme. Le essenze vegetali che resistano alle periodiche potature si prestano infatti a soddisfare le più diverse esigenze del progettista o del semplice giardiniere. In verticale, si potranno scolpire sfere, spirali, coni, colonne… L’estro del giardiniere spesso porta però a realizzare anche forme estremamente elaborate e diversificate: spaventapasseri, uccelli, cani, gatti

    ars topiaria muri verdiLa realizzazione, la manutenzione ed i relativi costi nonché la tempistica (spesso anni!) necessari per creare e mantenere queste sculture vegetali variano, ovviamente, molto a seconda della tipologia scelta. Spesso sono infatti necessarie impalcature, fili tirati a piombo, cesoie e forbici di grandi dimensioni per mantenere, nel tempo, l’opera realizzata. Va anche ricordato che l’intervento di regolazione del verde dovrà essere ripetuto, sistematicamente ed ad intervalli abbastanza costanti (che tengano ovviamente conto della fase di sviluppo vegetativo e di riposo delle piante), più volte nel corso dell’anno.

    ars topiaria muri verdi 1In tema di forme, molto suggestiva risulta poi la realizzazione di veri e propri muri verdi, essi potranno avere una altezza molto variabile ed adeguarsi in modo sorprendente alle esigenze del giardino. Questi ultimi potranno infatti essere semplici o molto elaborati, caratterizzati da un profilo dentellato, diritto, ondulato o mosso.
    A volte tali opere possono persino assumere interessanti forme simil naturali, ossia riuscire ad emulare, attraverso uno studio attento e mirato, uno sviluppo solo apparentemente spontaneo della vegetazione presente in natura.
    In realtà un simile risultato è, però, sempre frutto di un meticoloso e lunghissimo lavoro, effettuato nel tempo da potatori esperti, che sanno assecondare alla perfezione lo spontaneo sviluppo delle singole piante del filare, piegandolo docilmente ed in modo impercettibile per l’osservatore, alle loro esigenze concrete.
    In questi casi, il risultato finale potrà essere davvero eccezionale. La linea della siepe sarà, infatti, moderatamente e spontaneamente irregolare in tutte le dimensioni spaziali: orizzontale, verticale e diagonale.

    ars topiaria muro berde dentellatoars topiaria misto

                                                                                                                                                                                                  Lo spessore, l’altezza ed il volume della siepe varieranno, infatti, nel giro di poche decine di centimetri, adeguandosi alle esigenze del progettista e tenendo, al tempo stesso, conto delle esigenze vegetative delle varie piante impiegate.
    Ogni scelta stilistica dovrà, ovviamente, adeguarsi al contesto paesaggistico ed urbanistico. Un alto muro verde dal profilo “dentellato” sarà, per esempio, perfetto per un castello, una siepe ondulata si adatterà molto bene alla spontaneità di un giardino di un cottage nella campagna rurale inglese, linee sobrie, regolari e pulite saranno, in genere, l’ideale per edifici e contesti più moderni (a meno che non si preferiscano le varianti “barocche”, di cui ad un precedente articolo).

    ars topiaria gallo

    Stupefacente può essere, infine, l’utilizzo dell’“ars topiaria”, ossia l’impiego delle piante quali forme geometriche e scultoree, in contrasto con altra vegetazione ed in particolar modo con l’erba, lasciata incolta nei prati. In alcuni giardini inglesi, lo schema ora delineato viene impiegato come mezzo di raccordo tra il giardino vero e proprio e lo spazio a verde circostante. Qui la natura riprende, infatti, il sopravvento e gli interventi dell’uomo sul paesaggio si attenuano via via che ci si allontana dagli edifici e dal parco “disegnato” dai progettisti.

    In simili casi si assiste, quasi stupiti, all’inserimento di grandi sculture regolari, svettanti su onde verdi di prato, mosse dal vento. In particolare, ricordo il caso di un parco inglese in cui vi era un vero e proprio filare di grandi opere ad “ars topiaria”, tutte simili tra loro per dimensioni, altezza ed ingombro volumetrico, ma al tempo stesso tutte differenti, fra loro, per finiture e diversamente potate nella loro parte apicale. Queste ultime sembravano quasi delle “torri”, collocate lungo il confine ed immaginate, nel capriccio del progettista, quali divagazioni sul medesimo tema di fondo. Esse spuntavano, per poi svettare, da un prato, lasciato volutamente incolto, composto di molte varietà di erbe e di fiori spontanei. Il contrasto era evidentemente molto forte e molto suggestivo.ars topiaria animali Da un lato, il rigore del progetto e del “controllo” dell’uomo sulla natura, dall’altro il paesaggio che domina incontrastato ma non, per questo, meno scenografico. Il verde chiaro, irregolare e screziato del prato contrastava poi, in modo al tempo stesso molto naturale ma, in realtà, molto studiato, con la massa scura delle alte piante di bosso. Il primo opaco ed irregolare, la seconda scultorea, compatta e lucente, sotto i raggi del sole.
    L’insieme risultava quindi ironico, strumento di passaggio e, al tempo stesso, “cerniera” tra il giardino “progettato e costruito” ed il terreno a pascolo, spontaneo.
    Il panorama così ottenuto sembrava ricordare all’osservatore, con sottile compiacimento del progettista, che, in fondo, l’opera della natura non è, pur nella sua assoluta semplicità, meno attraente della più elaborata e impegnativa, per manutenzione e costi, opera a verde realizzata dall’uomo.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com