Anno: 2012

  • Ducale Up: musica, cultura e parole a Palazzo Ducale

    Ducale Up: musica, cultura e parole a Palazzo Ducale

    Cristiano GodanoSabato 21 gennaio a partire dalle 21 Palazzo Ducale ospita Ducale Up!, rassegna alternativa di musica, cultura ed espressione organizzata da Habanero.

    Ad aprire la terza data sarà Federico Traversa, deus in machina di Chinaski Edizioni, la casa editrice che a Genova ha saputo più di tutte portare avanti un discorso nazionale. Per HabanerO si esibirà in una performance trasformandosi nel suo alter ego Sandman.

    A seguire due live con Filo & Max Moralez in un live intimo e semi-acustico in cui i due artisti suoneranno alcuni brani tratti dall’ultimo disco “Il bordo del buio”, Al confine tra cantautorato acustico e nuovi suoni, elettronica e sentimento, De Gregori e Damien Jurado, con cuore e illuminazioni di theremin, il disco ha suscitato ottime critiche ed interesse dalla stampa specializzata italiana. Il concerto girerà attorno a Filo Q (alla chitarra acustica, voce e laptop) e a Max Morales (pianoforte, synth e voci).

    La vera star della serata sarà il leader dei Marlene Kuntz Cristiano Godano, che arriva a Genova per un live speciale, per tutti quelli che c’erano quest’estate e chi se l’è perso.

    Chiude il dj set di Jo Marini aka Falklands.

    L’ ingresso è gratuito

  • Ospedali psichiatrici giudiziari: al via la campagna “Un volto, un nome”

    Ospedali psichiatrici giudiziari: al via la campagna “Un volto, un nome”

    In attesa che il Senato approvi l’emendamento, già passato all’unanimità in Commissione Giustizia il 12 gennaio, per la chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), il Comitato Stop Opg si riunirà il 26 gennaio per presentare pubblicamente la Campagna “Un volto, un nome” per sostenere la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e la “presa in carico” per l’assistenza e la cura delle persone, alternativa all’internamento in OPG.

    Le condizioni inaccettabili in cui sono costretti oltre 1500 nostri concittadini reclamano interventi forti che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha sollecitato parlando di “estremo orrore dei residui ospedali psichiatrici giudiziari, inconcepibile in qualsiasi paese, appena appena civile”.

    Dobbiamo dare un volto, un nome, restituire identità, storia, cittadinanza, ad ogni persona internata in OPG”, si legge nel manifesto della campagna. Il comitato promotore chiede al Governo (Ministri della Giustizia e della Salute) di fermare l’invio di cittadini in Opg e far dimettere gli internati per farli assistere e curare nei territori di residenza. Mentre le Regioni tramite le proprie Asl devono organizzare la presa in carico di ogni internato e l’assistenza socio-sanitaria alternativa all’internamento.

    La galassia di associazioni, che si batte affinché finalmente venga superato un modello di detenzione “medioevale”, ha scritto al Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, al Ministro della Salute Renato Balduzzi, al Ministro della Giustizia Paola Severino e al Presidente Ignazio Marino (Commissione inchiesta sull’efficacia e sull’efficienza del SSN), per annunciare la campagna “Un volto, un nome.
    Ma è stata anche l’occasione per chiedere un incontro, in particolare sugli impegni assunti per il superamento degli OPG in attuazione dell’ Accordo Stato Regioni Enti Locali, del 13 ottobre 2011, dichiarando da subito la piena disponibilità a collaborare, in piena autonomia e nel rispetto dei ruoli istituzionali.
    Ora StopOPG procederà con le iniziative della campagna “Un volto un nome” anche nelle singole regioni.

  • Festival Pop della Resistenza: concorso per opere teatrali

    Festival Pop della Resistenza: concorso per opere teatrali

    teatro palcoscenicoÈ aperto il concorso per opere teatrali che sceglierà le opere da mettere in scena nel corso della settima edizione del Festival pop della Resistenza, che avrà luogo ad aprile, ideato da Gian Piero Alloisio e promosso dall’Assessorato all’Istruzione e Politiche Giovanili della Provincia di Genova, con il patrocinio dell’A.N.P.I. Nazionale e della Regione Liguria.

    Il concorso è aperto alle scuole della Liguria e ai giovani artisti liguri con età inferiore ai 30 anni: potranno essere inviate opere appartenenti a ogni forma d’arte rappresentabile in teatro (canzone, teatro, danza…), che siano inedite o rivisitazioni di opere già note, purché la durata sia compresa tra i 5 e i 7 minuti e il tema sia inerente alle tematiche del Festival, ossia la Resistenza e la condanna di tutte forme di pulizia etnica e discriminazione razziale, religiosa e sessuale.

    Le richieste di adesione dovranno pervenire entro il 31 gennaio 2012 all’indirizzo info@gianpieroalloisio.it. Una presentazione dell’opera – sotto forma di copione, brano audio, dvd ecc. – dovrà essere inviata entro il 20 marzo 2012. Una giuria selezionerà le opere che saranno messe in scena durante il Festival.

    Marta Traverso

  • Musei di Genova: la maggior parte è in difficoltà

    Musei di Genova: la maggior parte è in difficoltà

    villa croce“L’esame dei dati relativi ai flussi di visitatori nei Musei civici nel 2011 non può prescindere da una valutazione del risultato veramente eccezionale registrato l’anno precedente, con un incremento del 20% rispetto al 2009”. Con queste parole il Comune di Genova risponde alla nostra richiesta sui dati relativi alle visite nei Musei della città.

    Un’indagine partita alcune settimane fa, con la notizia della possibile chiusura del Museo dell’Accademia di Belle Arti, che pare abbia accolto appena un migliaio di visitatori nell’arco del 2011. Un dato che la direzione del Museo non conferma, perché l’anno si è appena concluso e le statistiche definitive ancora non sono state completate: «Il numero di visitatori è certamente basso e composto soprattutto da turisti stranieri, che si sono rivelati molto entusiasti delle opere contenute nel Museo», ha dichiarato il Direttore Giulio Sommariva.

    Per sanare la situazione, è in corso una trattativa per la vendita di trenta quadri alla Fondazione Carige: «Si tratta di opere attualmente collocate nei magazzini, che quindi non andranno a deprivare la collezione esposta, e che saranno collocate in un palazzo di proprietà della Fondazione, allo scopo di aprirle alla cittadinanza». La cessione di queste tele contribuirà a pareggiare un bilancio in passivo di circa un milione di Euro.

    Un bilancio che, ci tiene a precisare la direzione, riguarda unicamente l’Accademia, perché il Museo non ha un sostentamento autonomo ma vive grazie ai finanziamenti di cui la scuola dispone. Due realtà unite da un punto di vista economico e logistico (in quanto poste nello stesso edificio), ma nei fatti sempre meno legate: «un tempo gli studenti partecipavano in modo attivo alle attività del museo, oggi la collaborazione è più episodica perché è scomparsa la concezione dell’arte come copia, approfondita al liceo artistico ma ormai venuta a mancare nei corsi accademici».

    Cosa si può fare per sostenere questi musei? Ben poco, in quanto la bigliettazione occupa una percentuale minima alla voce “entrate” dei bilanci. Il problema che si riscontra è sempre lo stesso: i finanziamenti agli enti culturali sono sempre più esigui, e quei pochi fondi che ancora pervengono tendono a essere distribuiti fra i cosiddetti fiori all’occhiello del patrimonio museale cittadino. Nel periodo gennaio-ottobre 2011 il Comune ha infatti riscontrato “le buone performance dei Musei di Strada Nuova (+15%), che si stanno affermando sempre più come tappa imprescindibile alla visita della città grazie anche al riconoscimento UNESCO, del Museo d’Arte Orientale Chiossone (+30%) e del Castello D’Albertis (+29%)”.

    La città di Genova ospita – fra civici, statali e privati – trenta musei. Quanti genovesi saprebbero elencarli? Quanti sanno che l’Accademia di Belle Arti non è solo una scuola, ma ospita al suo interno un Museo? Quanti conoscono le strutture presenti in città oltre a Palazzo Ducale, i Musei di Strada Nuova e il Galata Museo del Mare?

    Si spiega così perché i Musei Civici che si trovano nella situazione più preoccupante sono il polo di Nerviin particolare Luxoro e Gam – e il Navale di Pegli, rispettivamente (dati anche in questo caso non definitivi) 4.000 e 1.700 visitatori nell’anno appena trascorso. Musei di prestigio minore e geograficamente penalizzati rispetto alle strutture più vicine al centro città.

    MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA VILLA CROCE

    Un discorso a parte merita il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce. Collocato in una villa seicentesca nel quartiere di Carignano, il Museo è da un anno senza curatore, figura indispensabile per coordinare tutte le sue attività. Pur avendo una collezione permanente aperta al pubblico, l’attività del Museo si basa quasi esclusivamente sulle mostre temporanee: nel 2011 ne sono state allestite sette, con un totale di circa 16.000 visitatori (i dati definitivi non sono ancora stati formulati). Non solo: «Una recente indagine sulla percezione che i genovesi, in particolare i giovani, hanno del proprio patrimonio museale – contando anche Palazzo Ducale, da molti ritenuto un museo anche se di fatto non lo è – ha posto Villa Croce al quarto posto», ha sottolineato la responsabile Francesca Serrati.

    A metà dicembre il Comune di Genova ha presentato un bando per il nuovo curatore, che avrebbe dovuto essere indetto nei giorni seguenti dalla Fondazione Cultura di Palazzo Ducale (con i recenti tagli imposti dal Patto di Stabilità, il Comune è infatti impossibilitato a indire qualunque concorso, anche per incarichi a termine). Il sito del Comune ha pubblicato la notizia del bando indicando come scadenza per presentare la domanda il prossimo 15 febbraio: in realtà il bando non è stato ancora indetto, e la Fondazione Cultura comunicherà prossimamente modalità e termini per la selezione.

    Marta Traverso

  • Ebook gratis a scuola? Dalla Liguria parte la proposta di legge

    Ebook gratis a scuola? Dalla Liguria parte la proposta di legge

    ebookI libri di scuola sono tanti, costano una fortuna e soprattutto fanno venire mal di schiena ai bambini. Oltre a questo, l’evoluzione nel campo dell’editoria digitale sta portando non pochi sviluppi che potrebbero avvantaggiare l’apprendimento nella scuola primaria: libri ipertestuali, collegamenti, testi multimediali e così via.

    In alcune scuole d’Italia è già partita in via sperimentale un’introduzione degli ebook al posto dei libri di testo cartacei. Ora si fa un passo avanti, e presto potrebbe partire un iter parlamentare che porterà a una legge ad hoc sul futuro dell’ebook nelle scuole.

    Il tutto parte da tre consiglieri regionali liguri del Pdl, Roberta Gasco, Gino Garibaldi e Marco Scajola. La loro proposta è fornire eReader in comodato d’uso gratuito per le scuole elementari e a prezzi scontati per la scuola media, una richiesta che l’Assessore Regionale Rossetti ha inviato direttamente al Ministero della Pubblica Istruzione. In questo modo si eviterebbe alle famiglie la spesa del lettore di ebook e si formerebbe una generazione di veri nativi digitali. Sperando che a casa, come contraltare, leggano ancora le favole sui libri di carta.

    Marta Traverso

  • Spettacolo solidale al Teatro dell’Ortica a cura di Tilt

    Spettacolo solidale al Teatro dell’Ortica a cura di Tilt

    Teatro OrticaL’alluvione è passata e le ferite restano… Tilt, il Teatro indipendente ligure, dà vita a un’iniziativa per raccogliere fondi a favore degli alluvionati della Valbisagno domenica 22 gennaio al teatro dell’Ortica di San Gottardo.

    Attori, teatri e compagnia che aderiscono a Tilt-, con la partecipazione straordinaria di Ugo Dighero, presentano brani dai loro spettacoli:

    Giovanni Berretta“Cirano” – Mirco Bonomi “Non sono non siamo invisibili” – Nella Bozzano“Drasla” da Io donna immigrata – Marco Cambri “Canzone d’autore” – Beppe Casales“L’alluvione” – Ugo Dighero“Gnappo racconta…” – il Gruppo di Teatro Campestre “Ad hoc” – Gruppolimpido“Il conte Gadosky” – Irene Lamponi “La pace denunciata” – Luigi Marangoni “Le splendide città di Arthur Rimbaud” – Mauro Pirovano “Mauro Garibaldino” – Teatro dell’Ortica“Condominio ridens” & “Il grande tempio” – Teatro Nudo“Riti d’acqua” da Acqua Divina – Boris Vecchio“Soldatini”

    Teatro dell’Ortica – San Gottardo

    salita alla Chiesa di S. Gottardo 3

    Ore 2030

  • San Desiderio Valle dei giovani: l’inaugurazione del nuovo ostello

    San Desiderio Valle dei giovani: l’inaugurazione del nuovo ostello

    san desiderio…e poi dicono che a Genova sono buoni solo a mugugnare, che i giovani sono tutti bamboccioni e che è inutile darsi da fare perché intanto il mondo continuerà a fare schifo.

    Vallo a spiegare ai ragazzi dell’associazione Cast di San Desiderio, che si sono messi in moto al punto da inaugurare un nuovo ostello, oltre a quello presente da anni al Righi.

    L’ostello Valle dei giovani è collocato in via Ettore Bisagno 70, in un palazzo che ospitava la scuola elementare del quartiere e che da alcuni anni era in stato di abbandono. La struttura inaugura sabato 21 gennaio (ore 10.30) e sarà il punto di partenza di un vero e proprio brand, un marchio di fabbrica con cui i giovani dell’associazione vogliono mettere in campo una lunga serie di attività rivolte ai loro coetanei per un turismo low cost in un’area verde, immersa nella natura ma al tempo stesso vicina al mare e al centro città.

    Cosa ci sarà nel nuovo ostello? Oltre alle consuete camerate la struttura di 500 metri quadri ospiterà una palestra, una sala mensa, un piccolo museo dedicato alla storia degli scout, salette per riunioni e corsi di informatica, ma soprattutto nell’intera area ci sarà il Wifi gratuito.

    Marta Traverso

  • L’uomo e il suo cervello: la creazione e la “comprensione” dell’arte

    L’uomo e il suo cervello: la creazione e la “comprensione” dell’arte

    Si è aperto a Palazzo Ducale un ciclo di incontri tra “L’uomo e il suo cervello” il primo del quale è stato dedicato al “Cervello artistico”, in cui il relatore, Antonio Gallese, neuroscienziato, professore ordinario di fisiologia al Dipartimento di neuroscienze dell’Università di Parma, ha spiegato le relazioni che intercorrono tra l’opera d’arte, la percezione di un osservatore e i nostri neuroni.

    L’empatia, che è un processo che ci permette di “intuire” le emotività dello stato d’animo altrui e, in particolare, l’empatia estetica nasce come costrutto teorico fra Ottocento e Novecento e si pone un amletico interrogativo: la comprensione dell’arte è diretta o mediata? A questo, pare, aver risposto il team del Prof. Giacomo Rizzolatti, di cui il Prof. Gallese fa parte, con l’individuazione dei “neuroni a specchio”, un particolare tipo di cellule nervose presente nella regione parieto-premotoria del cervello, scoperte, per la prima volta negli anni ’90.

    Esperimenti condotti su macachi hanno evidenziato, infatti, che alcune aeree motorie del cervello si attivano non solo quando compiamo un’azione ma anche quando la vediamo compiere da altri. Lo stesso vale per l’uomo: questi neuroni sarebbero i responsabili fisiologici, della nostra capacita di relazione con gli altri (intersoggettività), evocando “ricordi” di analoghi comportamenti o sensazioni già sperimentati da noi stessi.

    L’individuo avrebbe, cioè, una capacità innata di internalizzare il comportamento di un’altra persona o di una sua emozione, la cosiddetta “simulazione incarnata” ed imitarne il moto (solo come attivazione di potenziali a livello cerebrale non reale spostamento) o le sensazioni. Se quello che vediamo, infatti, ci è sconosciuto, quest’area motoria rimane silente.

    Sulla base di queste evidenze scientifiche le opere d’arte, come altre forme di “comunicazione” che vanno dal linguaggio alle impressioni sensoriali e che fruiscono dello stesso sistema dei neuroni a specchio, non sarebbero percepite ma empatizzate. Un oggetto, preso come simbolo di un mondo materiale, viene trasfigurato dall’artista per cogliere la sua “emotività più invisibile” che ci viene trasferita grazie ad un “rapporto particolare tra chi crea l’oggetto e chi lo contempla”.

    Davanti ad un’opera d’arte, dunque, attraverso le aree deputate alla vista, si attivano canali “multimediali” che fanno da “cassa di risonanza” per altre attività cerebrali che “mimano” gli stessi intenti del creatore. L’enorme rilievo di questa conclusione, che sembrerebbe più una disertazione filosofica che una ricerca scientifica, sta nella ricaduta che nuove conoscenze, di questo tipo, potrebbero avere nell’interpretazione dei meccanismi legati alle patologie dei disturbi mentali. Nella Sindrome di Ausperger, ad esempio, si sarebbe accertato una notevole riduzione nel funzionamento dei neuroni a specchio con conseguente mancanza di quei rapporti di intersoggettivita tipica dei bambini autistici. Questo nuovo approccio sui percorsi della “mente”, toglie il nostro cervello dall’angusto mondo della mera anatomia, per catapultarlo in quel mondo delle neuroscienze che, indagando a 360 gradi, ci stupiscono ogni giorno svelandone le incredibili potenzialità.

    Adriana Morando

  • Shape Trio e Fabulous 50’s, live al Senhor do Bonfim

    Shape Trio e Fabulous 50’s, live al Senhor do Bonfim

    BonfimVenerdì sera, 20 gennaio 2012, al Senhor do Bonfim si tiene il concerto dello Shape Trio: band rock-blues di matrice anglosassone, che include nel proprio repertorio un doveroso tributo a Cream, Rory Gallagher, Jeff Beck, Gary Moore, John Mayall con un sound ispirato agli anni 60/70 efficace e curato. Gli Shape Trio sono: Alessandro Casaleggio, voce, chitarra – Orazio Ursino, basso – Fabrizio Salvini, batteria, voce.

    Apertura h. 22.30, Inizio concerto 23.30

    Ingresso con prima consumazione inclusa: 8 €

    Sabato 21 gennaio tocca invece ai Fabulous 50’s, band che propone le “classiche Fifties Hits” rivisitate in chiave NeoBilly, come già successe nei primi anni ‘80 con l’avvento di band del calibro di Stray Cats, Polecats, Meteors.

    Il gruppo, fondato e composto da 4 “Elementi” JT.Obo – voce, Jimi – chitarra, Teo – Doublebass e Simon – Drums, è sulla scena dai… primi del 2003 e in questi anni si ha partecipato a diverse manifestazioni Rockabilly, raduni Harley Davidson e ha suonato in locali dedicati al culto del genere, come il Milwaukee Diner a Varedo (Mi) che li ha presentati cosi : “ Un quartetto Italiano di Old e Neo Rockabilly. I classici e meno classici del genere proposti con passione e professionalità”.

    Al termine del concerto inizia il dj set di Marco Valenti

     

  • Per salvare AMT non si può tagliare un servizio ferroviario già carente

    Per salvare AMT non si può tagliare un servizio ferroviario già carente

    Il Movimento Difesa del Cittadino si schiera contro le scelte degli enti locali in materia di trasporto pubblico.

    Perché nonostante ormai tutti siano a conoscenza della gravissima situazione in cui versa Amt, al limite del fallimento “Sembra invece ancora non chiaro che ciò sia soprattutto frutto di scelte politiche sbagliate e contrarie allo sviluppo del mezzo pubblico fatte dalle amministrazioni da trent’anni a questa parte – si legge nel comunicato condiviso con la sezione ligure del WWf, i comitati liguri dei pendolari, Legambiente Liguria – Il Presidente della Regione Liguria Burlando ha promesso di recuperare le risorse necessarie ma è stupefacente che per far fronte al disavanzo AMT preveda di battersi affinché parte dei soldi in arrivo dal Governo siano dirottati dal trasporto su ferro a quello su gomma e dalle ferrovie alle aziende degli autobus”.

    Come sottolineano le associazioni “Non è certo così che si salva AMT. E’ privo di senso intervenire per salvare un trasporto pubblico essenziale – quello su gomma – danneggiando un trasporto pubblico altrettanto essenziale, quello su ferro, tagliando risorse e conseguentemente prevedendo nuove cancellazioni di treni! Tanto più che il trasporto ferroviario non è solo necessario per la mobilità della regione, ma anche per la stessa area urbana genovese: un trasporto pubblico efficiente – cosa non chiara alla Regione Liguria – si basa proprio su una pianificata integrazione, non sulla loro contrapposizione”.

    Anche perché “Il trasporto ferroviario regionale è un settore in piena emergenza. I cittadini liguri scontano già ora le tariffe ferroviarie più care d’Italia in cambio di un servizio mediocre, con un piano d’esercizio (mobilità veloce, capillarità oraria e copertura territoriale) deficitario, investimenti risibili e materiale rotabile inadeguato. Ulteriori tagli sarebbero la morte certa del trasporto ferroviario ligure”.

    “La Regione ha il dovere di reperire risorse aggiuntive da destinare al trasporto pubblico su gomma e su ferro e lo può fare cambiando le proprie scelte finanziarie e di pianificazione: smettendo di chiedere finanziamenti per infrastrutture costose, molto spesso inutili se non dannose al trasporto pubblico come terzo valico (6 miliardi), gronda (4-5 miliardi), nodo di San Benigno (305 milioni), tre strade a mare nel ponente genovese (240 milioni), Aurelia bis a La Spezia (240 milioni)”, si legge nel comunicato.

    E ancora “modificando bilanci regionali che destinano decine di milioni di euro in strade, come ad esempio i Fondi FAS con 74,5 milioni per strade, di cui solo per il tunnel della Fontanabuona 25 (un terzo del fabbisogno) mentre non si trovano risorse per la ferrovia metropolitana della Valbormida, per gli impianti di risalita ed è da trent’anni che la Valbisagno aspetta il tram”.

    “In quanto al Comune di Genova, è dalla busvia di Corso Europa nel 1997 (un risparmio annuo di 1,5 miliardi di vecchie lire), che non effettua interventi seri. Da allora più nulla per aumentare la velocità dei mezzi pubblici, quando un intervento organico di corsie riservate efficienti potrebbe ridurre i costi di almeno 10 milioni l’anno – continua il comunicato – È degli scorsi mesi la scelta di non dare corso all’intervento in Valbisagno che avrebbe potuto far risparmiare – da solo – 1,5 milioni di euro. E mentre a Milano i proventi dell’eco pass servono per finanziare il trasporto pubblico, qui nemmeno una lira dei proventi della BluArea va per i bus”.

    “In una regione in cui a fronte di un servizio inadeguato abbiamo le tariffe più care d’Italia – sia per i bus sia per i treni – la soluzione non è togliere risorse da un settore per darlo all’altro, ma cambiare le politiche della mobilità”, concludono le associazioni.

  • ValFontanabuona per via Fereggiano, spettacolo solidale a Cicagna

    ValFontanabuona per via Fereggiano, spettacolo solidale a Cicagna

    Teatro CicagnaVenerdì 20 gennaio alle 21 presso il Teatro di Cicagna , Mediaquality,  l’Associazione gestore del teatro, e il Comune di Cicagna organizzano una serata il cui ricavato sarà devoluto in favore dei commercianti di via Fereggiano, colpiti dall’alluvione del 4 novembre 2011.

    Saliranno sul palco Antonella Serà, interprete prima e autrice poi, cresciuta attraverso la canzone d’autore, dai grandi della musica italiana a partire dagli anni ’30,  Sergio Alemanno, considerato il “caposcuola” della canzone d’autore dialettale, Oriano Castelli e il suo gruppo Prospettiva Acustica con i brani scelti tra quelli dei maggiori cantautori italiani come Fabrizio de Andrè, Roberto Vecchioni, Giorgio Gaber, Francesco de Gregori, Ivano Fossati, Edoardo Bennato, Francesco Guccini e molti altri. Sarà presente anche il grande chitarrista Francesco Buzzurro.

    Inoltre la fondatrice della scuola di musica Accademia Ligure della Canzone d’Autore nell’occasione dirigerà anche il Piccolo Coro Lollipop, accompagnato da Annamaria Sotgiu, autrice, cantante e pianista, in arte Maryanne.
    Le campionesse mondiali Giulia Gragnani e Romina Uguzzoni, daranno vita a un’esibizione di tip tap, il comico di Zelig e Colorado Enzo Paci divertirà il pubblico con il suo cabaret.

    Teatro di Cicagna

    Via G.Gualberto 1 Monleone di Cicagna (GE)

    Ingresso 10 euro

    Locandiva Valfontanabuona per via Fereggiano

  • L’Italia sono anch’io, la campagna per i diritti di cittadinanza continua

    L’Italia sono anch’io, la campagna per i diritti di cittadinanza continua

    La campagna nazionale “L’Italia sono anch’io”, promossa da 19 associazioni della società civile con l’obiettivo di raccogliere le firme necessarie per presentare due proposte di legge di iniziativa popolareuna per facilitare l’acquisizione della cittadinanza, l’altra per concedere il diritto di voto agli immigrati regolarmente soggiornanti nel nostro Paese – partita nel dicembre scorso, procede a gonfie vele anche grazie alle numerose iniziative che le ruotano attorno.

    Una di queste si svolgerà oggi pomeriggio alle ore 16:30 presso la Sala del Consiglio Provinciale in Palazzo Doria Spinola (Largo Lanfranco 1). Un incontro pubblico per sostenere la campagna e stimolare il dibattito sulla questione dei diritti di cittadinanza, con la presenza, tra gli altri, dell’assessore alle Iniziative per la Pace della Provincia di Genova, Milò Bertolotto, di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci e Giorgio Pagano, portavoce di JanuaForum. Ci sarà spazio per la testimonianza di Onorina Gardella, insegnante e psicologa, che presenterà alcune interviste video realizzate nelle scuole, per mostrare il punto di vista dei bambini italiani e stranieri. E ancora gli interventi di Carla Peirolero, Direttrice del Suq Festival e dell’attore Enrique Balbotin.

    La Provincia di Genova ha subito aderito alla campagna perché questa ci è sembrata davvero una battaglia di civiltà – spiega l’assessore provinciale Milò Bertolotto – concedendo anche la disponibilità dei nostri uffici relazioni con il pubblico (Salita Santa Caterina 52 r) per la raccolta firme”.
    Il 18 gennaio proprio in Consiglio provinciale si è discussa una mozione sulla riforma del diritto di cittadinanza, presentata dal gruppo Pd (prima firmataria Maria Angela Milanta) che invitava la giunta a schierarsi a favore dello “ius soli” (è cittadino italiano chi nasce in Italia) a scapito dello “ius sanguini” attualmente in vigore (è cittadino italiano chi nasce da madre italiana, anche fuori dai confini nazionali), sollecitando il Parlamento a discutere una proposta di legge in tal senso, sostenuta da presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e da “un vasto cartello di associazioni”.
    La mozione è stata approvata a maggioranza con 17 voti favorevoli” – spiega Bertolotto. L’opposizione si è astenuta mentre l’unico voto contrario è stato quello del consigliere Pdl Paolo Bianchini.

    A Genova tra i comitati promotori della campagna troviamo una miriade di associazioni, una partecipazione trasversale che coinvolge Acli, Arci, Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Cgil, Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Sei Ugl, Tavola della Pace, Bottega solidale,Colidolat,Giovani Mussulmani Italiani, Centro Islamico, Libera, Federazione Provinciale SEL, AMRI, Associazione Al Mohammadia, Baia del Re, Music For Peace, Coop Paideia, Senza paura, Usciamo dal silenzio, Associazione Al Wifaq, Casa di Quartiere, Ghettup TV, Associazione Il Cesto, Arci Gay, Arci Lesbica, Provincia di Genova, Comune di Mignanego.

    È importante parlare dei diritti di cittadinanza anche dal punto di vista culturale – prosegue Bertolotto – Per fortuna siamo usciti da quella fase in cui il cittadino straniero veniva etichettato come criminale”.
    Una tendenza che si era fatta largo con la complicità di alcune forze politiche e l’enfasi posta su alcuni fatti di violenza, da una parte del mondo dell’informazione.
    La società civile ha compiuto numerosi passi avanti rispetto alla legislazione nazionale”, sottolinea l’assessore.
    Oggi sono quasi un milione i minori, figli dell’immigrazione, residenti in Italia. Oltre 500 mila sono nati qui e più di 700 mila frequentano le nostre scuole, ma non sono considerati cittadini italiani.
    Io credo che il fenomeno dell’immigrazione, direttamente correlato ai diritti di cittadinanza, sia prima di tutto una questione umana – continua Bertolotto – Invece spesso parliamo di queste persone in termini meramente numerici“.

    Sono tematiche che lentamente diventano sempre più condivise – conclude Bertolotto – Forse anche il periodo di crisi economica, una situazione di difficoltà che coinvolge tutti senza distinzioni, ha consentito ai cittadini di acquisire una maggiore consapevolezza“.

     

    Matteo Quadrone

  • “Cuore caldo, ginocchia tremanti”, lo spettacolo al Sipario Strappato

    “Cuore caldo, ginocchia tremanti”, lo spettacolo al Sipario Strappato

    teatro palcoscenicoVenerdì 20 e Sabato 21 gennaio alle ore 21 Il Teatro Il Sipario Strappato di Arenzano ospita lo spettacolo “Cuore caldo, ginocchia tremanti”,  da un’idea di Jan Burdinski con i testi tratti da canovacci della commedia dell’Arte e alcuni scritti appositamente da Lazzaro Calcagno.

    Lo spettacolo presenta le vicende e i personaggi che da sempre caratterizzano la commedia dell’Arte, che rappresenta ancora oggi uno dei fiori all’occhiello della cultura italiana nel mondo.

    Pantalone vuole in moglie la giovane figlia dell’esimio Ballanzone, Fantesca. La ragazza tuttavia non vuol sentire le ragioni nè dell’avaro mercante nè tantomeno del padre. La giovane pulzella è segretamente innamorata del giovane Arlecchino, che però sembra solo interessato ai piaceri della tavola.

    Nel frattempo Pulcinella, scampato alla forca, irrompe a Venezia e incontra l’amico Arlecchino. I due non tarderanno a amettersi metterà nei guai. La storia si evolve tra lazzi e colpi discena, che con irresistibile comicità, non risparmieranno l’attualità italiana.

    Ingresso: Intero 12,00 euro – Ridotto 10,00 euro

  • Legge e web: Megaupload chiuso dall’FBI, ma era attivo da 7 anni

    Legge e web: Megaupload chiuso dall’FBI, ma era attivo da 7 anni

    Arrestato dall’FBI Kim Schmitz, il fondatore di Megaupload. La notizia ha creato scalpore, e non poteva essere altrimenti considerando che Megaupload contava (usiamo il passato perché il sito è stato oscurato) 45 milioni di utenti all’anno. Le accuse parlano di violazione delle norme anti-pirateria che avrebbe causato un danno di oltre 500 milioni di dollari alle compagnie proprietarie dei contenuti protetti dal diritto d’autore.

    Kim Schmitz è stato arrestato in Nuova Zelanda insieme ad altri tre dirigenti della Megaupload-Limited, società registrata ad Hong Kong. Per chi non ha mai frequentato il sito, Megaupload offriva gratuitamente la possibilità di caricare file fino a 2 GB e scaricare file non più grandi di 1 GB e metteva a disposizione dell’utente uno spazio di 200 GB. Ma esisteva anche la possibilità di usufruire del servizio a pagamento, l’account Premium, che offriva spazio di archiviazione illimitato.

    La comunicazione del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America fa un po’ di chiarezza su quella che è l’accusa: “[…] hanno condotto la loro operazione illegale usando un modello di business espressamente disegnato per promuovere l’uploading dei contenuti più popolari e coperti da copyright, disponibili a milioni di utenti per il download.”

    A questo punto le domande che viene naturale farsi sono principalmente due:

    – Megaupload è online dal 2005, perchè ci vogliono sette anni per rendersi conto che l’attività che svolge il sito è illegale?

    – Che ne sarà ora di tutti quegli utenti “Premium” che avevano pagato per usufruire dei servizi di Megaupload?

    Alla prima domanda è difficile dare risposta, nel senso che ci troviamo davanti ad un problema cardine del nostro tempo. Internet è più veloce della legge e la legge non è mai riuscita a reggere il ritmo. La rapidità con cui negli ultimi dieci anni Internet è entrato nelle case e nella quotidianità delle persone è impressionante, dal canto suo, invece, la macchina legislativa è da secoli abituata a lavorare su ritmi diversi. Un dislivello destinato a farsi sempre più pressante negli anni futuri. Il concetto di “libertà digitale” scontra con quello di “copyright” in moltissimi aspetti, come se l’intera legislazione sul web si basasse su equilibri sottili e quantomeno provvisori, in balia del tempo e della rete stessa. Ma siamo davanti ad un argomento vasto e delicato, per questo motivo proporremo su queste pagine nei prossimi giorni alcune riflessioni sulla materia.

    Per quanto riguarda la seconda domanda, se quello di Megaupload può considerarsi “schema di Ponzi” (modello economico di vendita che promette guadagni alle vittime di una truffa a patto che queste reclutino nuovi investitori da truffare), il rimborso diventa una chimera, come accaduto per la recente e clamorosa truffa di Bernard Madoff ex presidente NASDAQ nel dicembre 2008.

    Intanto su social e forum la protesta contro la chiusura del portale di condivisione non ha confini e si estende da Tokyo a New York…

  • Tavola rotonda sull’avvio dei cantieri del terzo Valico

    Tavola rotonda sull’avvio dei cantieri del terzo Valico

    Tearzo ValicoLunedì 23 gennaio 2012 alle ore 17,30 presso  la Sala Auditorium Confindustria Genova in Via San Vincenzo, 2 si tiene la tavola rotonda dedicata a “Le opere l’avvio dei cantieri del Terzo Valico, un potente traino per il settore delle costruzioni“.

    Un’occasione importante organizzata da La Maona per conoscere nel dettaglio i progetti e le prospettive legate all’ingente opera che ha suscitato tante polemiche.

    I saluti saranno curati da Giovanni Calvini, Presidente Confindustria Genova – Giovanni Grimaldi, Presidente La Maona, la relazione introduttiva da Federico Garaventa, Presidente del C.d. A Garaventa Sp.A.

    Partecipano Marta Vincenzi, Sindaco del Comune di Genova, Luigi Grillo, senatore, Mario Tullo, deputato.

    Modera il dibattito Luigi Leone, Vicedirettore Il Secolo XIX.

    Saranno inoltre presenti Walter Lupi, commissario straordinario del Terzo Valico, PaoloTizzoni, dirigente Sviluppo urbanistico e Grandi Progetti del Comune di Genova, Giancarlo Campora, Sindaco di Campomorone, Simone Franceschi, Sindaco di Ronco Scrivia, Lorenzo Giovanni Repetto, Sindaco di Voltaggio.