Mese: Aprile 2013

  • Portofino, Mulino del Gassetta: concorso e maratona fotografica

    Portofino, Mulino del Gassetta: concorso e maratona fotografica

    Portofino, levante di GenovaDomenica 7 aprile 2013 il Mulino del Gassetta, l’ultimo mulino rimasto della valle dei Mulini, sul monte di Portofino, organizza la prima edizione di un concorso fotografico amatoriale tramite Instagram.

    Titolo del concorso è Il Monte di Portofino: emozioni, colori e…: ogni partecipante può scegliere uno dei sentieri del Monte di Portofino che portano al Mulino del Gassetta – partenza da Portofino Vetta, Ruta di Camogli, Nozarego, Santa Margherita, Paraggi, Portofino – scattare la propria foto e caricarla su Instagram con l’hashtag e la menzione (# e @) MulinoDelGassetta.

    Per partecipare è necessario inoltre iscriversi tramite mail a gassetta@parcoportofino.it o via telefono al 339 8421132: le foto dovranno essere scattate tra le 6 e le 12 di domenica 7 aprile.

    Quando la foto sarà caricata su Instagram, verrà direttamente pubblicata sulla pagina Facebook del Mulino: alle 12.30 si terrà un pranzo presso il Mulino, dopo il quale sarà decretato il vincitore (l’autore della foto che riceverà più “like” sulla pagina Facebook e sull’account Instagram del Mulino).

    Questi i premi in palio:
    – primo classificato: pranzo per 2 persone al Mulino del Gassetta e un aperitivo al tramonto per 2 persone al Faro di Portofino;
    – secondo classificato: pranzo per 2 persone al Mulino del Gassetta;
    – terzo classificato: aperitivo al tramonto per 2 persone al Faro di Portofino.

    In caso di maltempo la maratona fotografica sarà rinviata a domenica 14 aprile 2013. La quota di iscrizione, comprensiva di aperitivo leggero all’arrivo e pranzo a seguire, è di € 25.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • De Gustibus: la cultura del Giappone ai Giardini Luzzati

    De Gustibus: la cultura del Giappone ai Giardini Luzzati

    giardini luzzati 1Venerdì 5 aprile 2013 inizia ai Giardini Luzzati la serie di appuntamenti enogastronomici De GustiBUS, organizzati dall’associazione Yeast e dedicati ogni volta a un diverso Paese del mondo. L’appuntamento di oggi riguarda il Giappone. A seguire arriveranno il Cile (19 aprile), il Messico (3 maggio) e altri Paesi da scoprire.

    «L’unico mezzo in grado di portarvi a spasso per i sapori del mondo senza muovervi dalla vostra città», un aperitivo con prodotti tipici del Paese ospite accompagnato da esibizioni, concerti e momenti di approfondimento culturale.

    Questo il programma di oggi: si comincia alle 17.30/18 con l’aperitivo, i prodotti sono a cura di Il sapore del fiore di ciliegio e Lo squalo bianco. A seguire esibizione di Aido (spada giapponese) a cura di Battodo Italia shobukan dojo Genova, una mostra intitolata Maiko a cura di Studio 71, esposizione di manga a cura di Alfacomics (in caso di bel tempo sarà organizzato anche un cosplay) e molto altro.

  • Patto dei Sindaci: iniziativa europea per la riduzione delle emissioni

    Patto dei Sindaci: iniziativa europea per la riduzione delle emissioni

    Contrasto tra vecchio e nuovo a GenovaIl Patto dei Sindaci (Convenant of Mayors) è un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea per sensibilizzare città e Comuni sul tema della sostenibilità energetica e ambientale. L’iniziativa (preceduta dall’adozione da parte dell’Unione Europea del documento “Energia per un mondo che cambia” in data 9 marzo 2007) deve la sua denominazione al fatto che coinvolge direttamente i sindaci di vari Comuni dislocati su tutto il territorio nazionale e internazionale, i quali si assumono in prima persona l’onere di adottare misure per far fronte al cambiamento climatico in atto, con il miglioramento della situazione ambientale. Lanciato dalla Commissione il 29 gennaio 2008 nell’ambito della seconda edizione della Settimana europea dell’energia sostenibile, il Patto contava all’epoca l’adesione di un numero di Comuni (dalle piccole comunità, alle grandi realtà metropolitane) pari a circa 1600 (oggi già più di 4 mila), di cui 20 sono capitali europee. Al programma aderiscono, inoltre, anche numerose città di paesi non membri dell’UE, con una mobilitazione totale di oltre 140 milioni di cittadini. Grazie al progetto, le amministrazioni locali hanno l’opportunità di impegnarsi concretamente nella lotta al cambiamento climatico attraverso interventi che modernizzano la gestione amministrativa e influiscono positivamente sulla qualità della vita dei cittadini: lo scopo principale è quello di raggiungere gli obiettivi europei denominati “20-20-20”, per una riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera di almeno il 20% entro il 2020 e un contestuale aumento dell’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile.

    Anche la città di Genova ha aderito a quest’iniziativa, che coinvolge oltre ai Sindaci dei 25 Comuni aderenti, anche Provincia e Unione Europea. In primis, a ciascuna amministrazione comunale viene chiesto l’avvio di un percorso energetico-ambientale, seguito da un’attenta pianificazione e dal monitoraggio dei risultati fino al termine del progetto, previsto per il 2020. Altro soggetto, la Provincia di Genova, che ha sottoscritto un accordo bilaterale con la Commissione Europea ed è stata nominata Coordinatore Territoriale (Struttura di Supporto) del Patto dei Sindaci, con il compito di aiutare i vari Comuni nel loro iter. Il tutto sotto l’occhio vigile del terzo partner, l’Unione Europea. Entro un anno dall’adesione, i Comuni devono predisporre il PAES (il Programma di Azione per l’energia Sostenibile) e iniziare a tutti gli effetti il loro percorso verso una maggiore sostenibilità.

    L’iniziativa ha, fino ad ora, riscosso ampio successo e vasta eco su tutto il territorio nazionale: i comuni italiani che hanno presentato i loro PAES sono molti, da Maranello e Torino, passando per Pesaro, Urbino, fino a Fano e Ancona. Per quanto riguarda il caso specifico della Liguria, i firmatari sono: Arenzano, Camogli, Campo Ligure, Campomorone, Casarza Ligure, Ceranesi, Cogoleto, Davagna, Genova, Lavagna, Leivi, Masone, Mele, Moneglia, Montoggio, Neirone, Recco, Ronco Scrivia, Rossiglione, San Colombano Certenoli, Serra Riccò, Sestri Levante, Tiglieto, Tribogna, Uscio.

    Dario Miroglio, responsabile del progetto per la Provincia di Genova, ci racconta cos’è il Patto dei Sindaci. «Ci stiamo muovendo su tre linee di intervento: nel settore pubblico, intervenendo sugli edifici amministrativi (riducendo i consumi complessivi di circa l’1, 2%), su quello sia pubblico  che privato, investendo sulla produzione di energia rinnovabile mediante l’adozione di solare termico e del fotovoltaico, e su quello privato, a livello condominiale. L’interesse principale è per gli edifici: abbiamo stilato un inventario con le emissioni provinciali di CO2 e abbiamo constatato che da soli gli edifici sfiorano un livello di emissioni pari alla metà del totale provinciale. Per questo, abbiamo iniziato ad agire sugli edifici della pubblica amministrazione, caso pilota per invogliare anche i privati a intraprendere lo stesso percorso. Poi ci siamo rivolti al privato: in collaborazione con Legambiente, abbiamo favorito l’acquisto del solare e la creazione di gruppi per il supporto tecnico ai cittadini. Per quanto riguarda i condomini, abbiamo iniziato un percorso di intervento in sinergia con Camera di Commercio e Carige: abbiamo creato un fondo di garanzia per ovviare alla mancanza di fondi e permettere alle aziende appaltatrici di realizzare interventi energetici sofisticati, senza obbligare i residenti all’esborso diretto. Le aziende sono pagate tramite il fondo di garanzia provinciale, e la Provincia ottiene indietro i soldi anticipati, grazie ai risparmi in bolletta conseguenti agli interventi. Un sistema complesso, una rete di progetti, un articolato interscambio di competenze su più livelli amministrativi: nonostante la scarsa informazione e l’arretratezza italiana sul tema del risparmio energetico, siamo fiduciosi e stiamo andando nella giusta direzione».

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    IL PROGETTO

    Questo l’iter da seguire: per prima cosa, i Comuni firmatari si impegnano a presentare all’amministrazione comunale il proprio Piano d’azione, che interessa l’intero territorio cittadino e deve includere proposte concrete – riguardanti sia il settore pubblico sia quello privato- per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. In seguito all’approvazione da parte del consiglio comunale, i Piani devono essere inoltrati entro un anno dalla firma del Patto. Tra i temi che devono essere presi in considerazione: ambiente urbanizzato (inclusi edifici di nuova costruzione e ristrutturazioni di grandi dimensioni); infrastrutture urbane (teleriscaldamento, illuminazione pubblica, reti elettriche intelligenti); pianificazione urbana e territoriale; fonti di energia rinnovabile decentrate; politiche per il trasporto pubblico e privato; mobilità urbana. Il Patto prevede un momento di interazione diretta tra amministrazioni e cittadini-consumatori-aziende e, più in generale, la partecipazione della società civile, coinvolta direttamente e invitata ad adottare comportamenti intelligenti in fatto di energia.

    Nel caso del capoluogo ligure, la Provincia di Genova si occupa attivamente di seguire il processo di sviluppo di PAES, favorendo varie attività di supporto ai Comuni tramite i suoi uffici o la propria Fondazione Muvita, adibita all’attuazione delle politiche del risparmio e dell’efficienza energetica. Principalmente, la Provincia svolge un ruolo di supervisore e di promotore attivo, attraverso la redazione pratica di PAES, non per il Comune di Genova ma per quelle aree più piccole e con più problematiche nell’approccio al tema energetico. Inoltre, si occupa della promozione di gruppi di acquisto solare (GAS) e audit energetici gratuiti per i condomini (in collaborazione con Legambiente), della ricerca di fondi per lo sviluppo di sistemi di gestione dell’energia a livello comunale e, con i risparmi ottenuti da queste politiche di riduzione energetica, promuove progetti autofinanziati di riqualificazione ambientale del patrimonio comunale. È prevista anche l’organizzazione di energy days e altri progetti affini (FamiglieSalvaEnergia, Pedibus, Rete ERRE di sportelli informativi comunali sull’energia intelligente, Go Renewable, “Il clima cambia, cambiamo anche noi!”), per la comunicazione e sensibilizzazione della cittadinanza nei confronti dell’iniziativa. Con le amministrazioni comunali, nell’aprile 2012 la Provincia di Genova ha siglato un Protocollo d’Intesa e formato un Comitato di Coordinamento.

    Genova vista da Apparizione«Il nostro è un lavoro abbastanza complicato e articolato – continua Miroglio – si pensi solo al fatto che oggi i Comuni liguri firmatari sono circa 25, alcuni anche molto piccoli, mentre altri sono più consistenti. C’è grande differenza tra le varie realtà interessate nel progetto, e bisogna tenerne conto: ci sono per esempio Comuni dell’entroterra, e altri costieri, e va da sé che ognuno sia un caso a parte, con determinate esigenze e con diversa disponibilità di risorse. Nostro compito è aiutare soprattutto le realtà più piccole (quindi, con l’esclusione del comune di Genova, tra i pochi in grado di lavorare autonomamente e proficuamente) e meno sensibilizzate riguardo al tema del risparmio energetico, organizzando eventi conoscitivi per invogliare Sindaci e cittadinanza ad adottare misure di risparmio e realizzando i PAES per i singoli Comuni. Da parte loro, i Sindaci hanno il compito di evidenziare realtà particolari e criticità su cui intervenire».

    Il progetto è stato intrapreso dall’amministrazione ligure ormai dal 2008 e sembra avviarsi senza intoppi vero la deadline del 2020. Lunedì 24 giugno 2013, in occasione della Settimana Europea dell’Energia sostenibile, si terrà come ogni anno a Bruxelles la quarta edizione della Cerimonia di firma del Patto dei Sindaci: la cerimonia, che consente ai nuovi firmatari di incontrare i vertici delle istituzioni europee e dare visibilità al loro impegno, rappresenta un’occasione per fare il punto sui traguardi raggiunti e dibattere sui possibili sviluppi futuri, alla presenza di rappresentanti vari (Commissari europei, deputati, sindaci, amministratori nazionali, regionali e locali), Direzione generale per l’Energia della Commissione Europea, Agenzia Esecutiva per la Concorrenza e l’Innovazione (Eaci) e Ufficio del Patto dei Sindaci.

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Daniele Orlandi e Diego Arbore]

  • Piazza Solari, via Amarena: i residenti contestano il progetto autosilos

    Piazza Solari, via Amarena: i residenti contestano il progetto autosilos

    san fruttuoso 2Il progetto per la costruzione di un maxi silos a 5 piani (per 152 posti auto) tra Piazza Solari e via Amarena, all’interno della proprietà della Fondazione Contubernio D’Albertis, suscita la contrarietà di un folto gruppo di cittadini – indipendenti da ogni partito o movimento politico, di formazione ed età molto diverse ma attivi per tutelare il paesaggio e la qualità della vita, tengono a sottolineare – che si sono spontaneamente uniti nel “Comitato Protezione Bosco Pelato e Residenti di via Amarena, piazza Solari, via Savelli, via Ferretto”, raccogliendo oltre un migliaio di firme a supporto di un corposo documento di osservazioni, recentemente inviato all’amministrazione comunale.

    Il gruppo chiede di non sacrificare l’ultima area verde del quartiere ed esprime forti dubbi sulla stabilità del terreno interessato dalla nuova opera. «La popolazione subirà disagi per non meno di 18 mesi e poi rischi idrogeologici e riduzione della qualità della vita dovuta alla sparizione di verde a vantaggio di muraglioni di cemento – spiega il comitato – Inoltre, sappiamo che nei 184 box già costruiti dalla Fondazione in via Savelli (a circa 30 metri dal prospettato nuovo ecomostro) si verificano infiltrazioni d’acqua e sono in corso opere aggiuntive di impermeabilizzazione (la foto a sinistra mostra il muraglione di via Bozzano dove sono state fissate delle piastre metalliche per rompere gli spruzzi dell’acqua che scende quando piove ma che continua a fuoriuscire anche quando non piove n.d.r.)».

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    Secondo il comitato lo sbancamento della collina – la stima fatta dal progettista è di 15.000 m3 di terra – in una zona già soggetta a smottamenti, crepe e frane «Aggraverà ulteriormente il già delicato equilibrio idrogeologico con il conseguente rischio di frane e quindi di situazioni di pericolo in una zona densamente popolata che ospita due scuole nelle immediate vicinanze (frequentate da più di 1000 bambini di età compresa tra i 3 mesi ed i 14 anni)».
    Le continue opere di cementificazione nella collina soprastante al Contubernio «Hanno obbligato a suo tempo ad ancorare la zona direttamente sottostante a N.S. del Monte con un grosso muraglione in cemento armato a spese dei cittadini, onde evitare e prevenire frane – precisa il comitato – i civici di via Amarena 23-25-27 hanno dovuto sostenere opere di risanamento delle loro proprietà per limitare eventi franosi (NB: il Contubernio è esattamente sotto questi caseggiati, potete andare a vedere con i vostri occhi le crepe alquanto inquietanti nelle scale dei civici 23-25-27)».Questa ennesima depauperazione del paesaggio naturale «È in contrasto con le nuove tendenze a ridurre la cementificazione a seguito dei recenti tragici eventi alluvionali– continua il comitato – Siamo tutti testimoni della frana in via Carlo Varese dello scorso mese. Sicuramente, anche in questo caso, saranno stati fatti tutti i rilievi necessari e le analisi previste, ma la natura è alquanto imprevedibile e sappiamo che i mutamenti climatici in corso porteranno a precipitazioni più violente che in passato. Ed anche la nuova frana in via Ventotene dovrebbe farci riflettere».

    La collina Bosco Pelato, nonostante versi in stato di forte degrado, resta comunque l’ultimo polmone verde della zona «Tutto il quartiere beneficia dell’aria ricca di ossigeno dovuta ai parecchi alberi, tra cui alcuni ulivi – sottolineano i cittadini – destinati a scomparire per lasciare spazio a centinaia di metri cubi di cemento. Se il problema è la sicurezza della scalinata Bosco Pelato, basta aumentare l’illuminazione e ricostruire il muro di confine con la Fondazione stessa che viene mantenuto con puntelli da parecchi anni».

    Infine, i cittadini sottolineano «È già successo, purtroppo tante volte, che opere così grandi non siano state portate a compimento per diverse ragioni, lasciando l’ambiente in stato di degrado totale. Ricordiamo la costruzione dei box in via Bocciardo a Borgoratti, dove gli abitanti del civico 1 sono stati sfollati il gennaio 2012 e sono tuttora sfollati a loro spese perché l’edificio è stato dichiarato inagibile a causa dei danni subiti in seguito alle trivellazioni».

    «Il progetto in esame si rivela assolutamente incompatibile con i valori paesistici, ambientali, architettonici e geologici dell’area, oggetto di specifica tutela e recepiti dalla strumentazione urbanistica vigente – si legge nella conclusione del documento inviato al Comune – e deve pertanto ritenersi non realizzabile».

     

    Matteo Quadrone

  • Hero Paws, la sartoria per cani: una start up originale a Genova

    Hero Paws, la sartoria per cani: una start up originale a Genova

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    Fonte: tuttogratis.it

    Sofia lavora nel campo della sartoria per cosplay (ovvero la pratica di trasformarsi in personaggi famosi e riconoscibili, siano essi reali o personaggi frutto della fantasia) da anni, ha creato abiti che si sono esibiti sui palchi più importanti a livello nazionale come Lucca Comics, Romics e Cartoomics. Stefano, esperto web developer con la passione per il fumetto e la fotografia cosplay, ha portato il suo know-how nel mondo dei cani maturato con il progetto online Dogsitter Genova. Ma cosa c’entrano i cani con il cosplay?

    Hero Paws, questo il nome del sito, fornisce abiti e maschere per la festa, cerimonie, matrimoni, carnevale… abiti su misura per cani e gatti. Una vera e propria sartoria dedicata agli amici a quattro zampe quella di Stefano e Sofia, una delle tante start up della nostra città, spesso  lontane dai riflettori, in un periodo storico dove è sempre più diffusa la pratica di “inventarsi” il proprio lavoro senza andare a bussare alle porte di uffici e aziende, che non sono più in grado di assumere: «Creare un qualcosa di innovativo a Genova è quasi impossibile – commenta Stefano – la mentalità è quella di creare cose nuove con metodi vecchi e questo non porta innovazione. Il web è la speranza per noi genovesi, italiani, cittadini di un mondo virtuale che permette di concretizzare sogni ed idee. Hero Paws è un piccolo pixel nel vasto cielo di internet che racconta, e spero concretizzerà, l’idea di due persone come tante che vogliono esprimere le loro capacità con un piccolo progetto che a Genova, senza internet, non sarebbe mai nato. La nostra idea non è solo vestire cani ma far vedere che c’è una possibilità per tutti, anche a Genova, la città più anziana d’Italia, portando avanti idee innovative con la mentalità giusta.»

  • Kronoteatro: lo spettacolo “Orfani” al Teatro dell’Archivolto

    Kronoteatro: lo spettacolo “Orfani” al Teatro dell’Archivolto

    orfani kronoteatroDa giovedì 4 a sabato 6 aprile 2013 (ore 21) il Teatro dell’Archivolto di Sampierdarena ospita nella Sala Gustavo Modena lo spettacolo Orfani _ La nostra casa della compagnia Kronoteatro di Albenga.

    Scritto da Fiammetta Carena e diretto da Maurizio Sguotti, lo spettacolo mette in scena un incubo rituale e claustrofobico, sorprendente e inquietante, scandito da feroci conflitti. Gli spettatori assistono alla performance dal palco, seduti su panche che delimitano un rettangolo di terra scura in cui si muovo i sei interpreti: cinque ragazzi che vengono tenuti reclusi in uno spazio e un tempo indefiniti da un uomo che essi stessi chiamano Maestro. Spogliati della propria identità, privati di un nome e sottratti alla propria storia, i ragazzi appaiono sperduti e immemori. L’unica percezione che possiedono del mondo esterno è quella di una minaccia oscura e informe, elaborata su immagini spezzate e attraversate da echi di guerra.

    Nel cast Alessandro Bacher, Tommaso Bianco, Alberto Costa, Vittorio Gerosa, Alex Nesti e Maurizio Sguotti.

    Come ci spiega Maurizio Sguotti, «si tratta del primo spettacolo di Kronoteatro, compagnia formatasi professionalmente nel 2007: “Orfani” nasce da un laboratorio teatrale durato un anno e mezzo ed è il primo spettacolo di una trilogia che riflette sulla famiglia e i rapporti fra le generazioni. In questo caso, si parla del legame maestro/allievi e del “plagio” che egli compie su di loro, educandoli alla propria dottrina. “Orfani” è andato in scena in diverse città italiane: il rapporto con l’Archivolto è nato da un lungo rapporto con Giorgio Gallione e dall’adesione al progetto di teatro-ricerca dell’Archivolto. Andremo in scena nella Sala Modena perché è uno spettacolo pensato per pochi spettatori».

    Kronoteatro è una delle tre realtà liguri che hanno aderito a CreSco, il coordinamento della scena contemporanea, insieme a Tilt Teatro e Teatro Akropolis. Dopo il convegno del 20 marzo a Villa Bombrini, qual è la percezione di Kronoteatro rispetto alla scena ligure? «È importante che ci siano occasioni di incontro fra tutte le realtà che si occupano di teatro, occasioni per portare avanti discorsi e istanze comuni: è un segno che ci stiamo “risvegliando”, al di là dei risultati concreti, peraltro difficili da quantificare. Oggi si percepiscono molte più realtà giovani e vitali in tutto il territorio, a differenza del passato».

    Rispetto invece al progetto di Consulta Regionale dei teatri – portato avanti da Tilt e che vedrà una prima assemblea in Regione lunedì 22 aprile – «si dovrà capire se esistono linee comuni a tutte le realtà. Come Kronoteatro, sentiamo la necessità che i territori vengano rappresentati, che i fondi non vengano destinati solo al capoluogo, anche se a Genova hanno sede i principali teatri e le più importanti compagnie. È inoltre fondamentale sapere come vengono utilizzati i fondi e che fra le persone che ne decidono la distribuzione vi siano figure competenti e privi di conflitti di interessi, che abbiano il polso sia della realtà-teatro nel suo complesso, sia di quanto avviene nei singoli territori. Attualmente i soldi vengono distribuiti secondo criteri di longevità, ma il merito non sempre va di pari passo».

    Marta Traverso

  • Erasmus 2013: bando aperto per gli studenti dell’Università di Genova

    Erasmus 2013: bando aperto per gli studenti dell’Università di Genova

    Via Balbi, Università di GenovaSono aperte fino a giovedì 11 aprile 2013 le iscrizioni per la domanda di ammissione a Erasmus 2013, il bando che ogni anno assegna borse di mobilità agli studenti universitari che vogliono svolgere un periodo di studio e/o di formazione presso uno dei Paesi partecipanti al Programma.

    I requisiti per presentare domanda sono essere iscritti all’Ateneo genovese, in regola con il pagamento delle tasse universitarie, e non aver mai beneficiato di una borsa di studio Erasmus. Sul sito dell’Università di Genova è consultabile un elenco delle destinazioni Erasmus, suddiviso per Aree (nuova denominazione delle facoltà) e Paesi. Gli studenti possono concorrere solo per le borse proposte nell’ambito dell’Area di appartenenza, così come gli studenti iscritti a Scuole di Specializzazione, Dottorati e Master possono concorrere soltanto per le borse bandite nell’Area affine al loro percorso didattico. Ciascun candidato può indicare nella propria domanda online fino a tre destinazioni in ordine di preferenza.

    La domanda potrà essere presentata esclusivamente on-line sul sito dei servizi online per gli studenti, entro le ore 12 dell’11 aprile. Non saranno prese in considerazione domande che, per qualsiasi causa, dovessero essere compilate oltre il termine e l’ora indicati, né domande inviate per posta o con altre modalità di trasmissione.

    Per maggiori informazioni sul progetto Erasmus, sono previsti incontri informativi nelle singole facoltà entro i termini di scadenza del bando.

    La selezione dei candidati avverrà sulla base del curriculum degli studi, delle conoscenze linguistiche, delle finalità del periodo di studio all’estero (con particolare riferimento alla congruità dell’offerta didattica presso la sede estera con il proprio percorso formativo) e delle motivazioni personali. Durante la fase di selezione, i candidati dovranno sostenere un colloquio obbligatorio.

    Per ciascuna Area è stabilito un numero massimo di borse assegnabili:
    • Architettura n. 35
    • Economia n. 42
    • Farmacia n .10
    • Giurisprudenza n. 58
    • Ingegneria n. 48
    • Lettere e Filosofia n. 30
    • Lingue e Letterature Straniere n. 140
    • Medicina e Chirurgia n. 37
    • Scienze della Formazione n. 34
    • Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali n. 20
    • Scienze Politiche n. 54
    Per ogni Area sarà stilata una graduatoria e nominato un numero di vincitori pari al numero massimo di borse assegnabili. Le graduatorie saranno pubblicate lunedì 22 aprile 2013: tale pubblicazione avrà valore di comunicazione ufficiale agli interessati. Non saranno inviate comunicazioni a domicilio.

    Il periodo di studio all’estero deve avere una durata compresa fra 3 e 12 mesi e svolgersi nel periodo compreso tra il 1 giugno 2013 e il 30 settembre 2014.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Le differenze tra inglese britannico e americano nel mondo dello sport

    Le differenze tra inglese britannico e americano nel mondo dello sport

    footballNegli ultimi giorni l’assunzione dell’allenatore di calcio italiano Paolo Di Canio alla guida della squadra inglese del Sunderland ha suscitato diverse critiche, specialmente in conseguenza delle dichiarazioni filo-fasciste delle quali l’ex calciatore laziale si è più volte reso protagonista.

    Come in Italia, in Inghilterra il football è un fenomeno sociale ed economico di grande rilevanza. Più in generale, non è possibile parlare dei paesi di cultura anglosassone senza menzionare l’importanza dello sport, in particolare in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.

    Partiamo proprio dalla parola football. Se siete a Londra e usate questo termine, sarà chiaro che vi riferite ai contrasti feroci, in inglese tackle, del difensore londinese John Terry o ai virtuosismi e ai gol (in inglese si scrive goal, il cui significato originario e ancora attuale è “scopo”, “obiettivo”) di Messi, Ronaldo o Beckham, sebbene quest’ultimo si sia fatto conoscere recentemente più per le sue imprese nel campo della moda che per quelle legate al pallone.

    Se al contrario vi trovate a New York, la parola football richiamerà immediatamente l’immagine della palla ovale, di ventidue energumeni con il casco e dei violenti tackle – in questo caso “placcaggi” – dei giocatori che praticano lo sport conosciuto in Italia come “football americano”. Negli Stati Uniti, il calcio viene invece chiamato soccer e riveste un’importanza a dir poco secondaria nel mondo sportivo stars and stripes.

    Curiosamente, mentre in Europa il calcio è tipicamente considerato uno sport da uomini, come rivelato da alcune espressioni-spia quale “partita maschia”e “match da veri uomini”, negli USA il soccer è giocato in gran parte dalle donne. Tant’è che, per esempio, Chelsea Clinton, figlia di Bill e Hillary, faceva parte della squadra di calcio del college e le ragazze statunitensi si sono aggiudicate la Women’s World Cup in ben due occasioni.

    Diverso ancora è il rugby, altro sport dalla palla ovale, giocato in questo caso da quindici giocatori per squadra e non undici. Così come il football americano, anche nel rugby i contatti fisici possono essere molto duri. Se nel football americano la “meta” si chiama touchdown, nel rugby viene detta try. E’ uno sport molto popolare in Gran Bretagna, Irlanda e in quasi tutti i paesi dell’ex Impero Britannico, a eccezione del Canada e degli USA, dove appunto ci pensano già i giocatori di football a darsele di santa ragione.

    Un’altra differenza sostanziale tra i due sport, normalmente avvicinati nell’immaginario comune dalla forma ovale della palla, è che, se nel rugby è proibito passare la palla in avanti con le mani, nel football il giocatore più importante, il quarterback, ha il compito di lanciare con le mani l’ovale in profondità verso i compagni.

    Riguardo alle differenze tra soccer e rugby, oltre a quelle ovvie relative alle regole, al sistema di calcolare il punteggio e alla differenza della palla, ne esiste anche una più “filosofica” espressa da un vecchio adagio di origine ignota, che mi ha sempre colpito e che vi riporto: “Football is a gentleman’s game played by thugs and rugby is a thugs’ game played by gentlemen.” “Il football è un gioco per gentiluomini giocato da mascalzoni mentre il rugby è un gioco per mascalzoni giocato da gentiluomini.”

    Pare che Victoria Beckham, moglie di David, amica di Armani e (presunta) stilista lei stessa non l’abbia presa troppo bene, ma far cambiare sport a marito, dopo avergli più volte fatto cambiare casacca, sembrava davvero troppo…

     

    Daniele Canepa

  • Wanted Primo Maggio, concorso musicale: al via le semifinali

    Wanted Primo Maggio, concorso musicale: al via le semifinali

    concerto-musica-chitarra-elettrica-RMGiovedì 4 aprile 2013 al Crazy Bull Cafè di Genova Sampierdarena si svolge la prima semifinale per i concorrenti liguri del concorso musicale Wanted Primo Maggio.

    Il contest è organizzato dai consorzi regionali AudioCoop di Liguria, Piemonte/Valle d’Aosta ed Emilia Romagna. Gli iscritti per la Liguria sono stati 34 e dopo una fase preliminare di selezione sono stati scelti quattro artisti/gruppi emergenti per la semifinale. Si tratta di Valentina Amandolese, :Self, Seele Brennt e i Lena Molotov, che si esibiranno in due serate (stasera e giovedì 11 aprile).

    I finalisti del concorso, da tutte le Regioni, parteciperanno al grande concerto del 1 maggio allo storico Hiroshima Mon Amour di Torino. I vincitori avranno inoltre la possibilità di partecipare anche al Festival delle Periferie 2013, in programma il prossimo giugno, e al MEI di Faenza, attualmente la più grande rassegna nazionale di musica indipendente, e infine a un ‘minitour’ comprendente i 7 festival che formano la Carovana Dei Festival, nuova federazione nazionale di rassegne di musica emergente nata a Genova nel 2012.

  • Parchi Liguri: addio agli enti locali, ma il futuro è ancora incerto

    Parchi Liguri: addio agli enti locali, ma il futuro è ancora incerto

    Portofino, levante di GenovaLa scure della spending review si abbatterà dal prossimo autunno anche sui parchi liguri: a partire da fine settembre, infatti, il secondo decreto legge di revisione della spesa, licenziato dalla giunta Burlando allo scopo di razionalizzare i costi pubblici, prevede la trasformazione dei 6 enti parco regionali (Antola, Beigua, Portofino, Aveto, Montemarcello Magra, Alpi Liguri) in 5 sezioni territoriali afferenti a un unico “Ente Parchi Liguri”.

    In questi giorni, sui social network si è scatenata la reazione dei diretti interessati. Capofila della protesta, l’Ente Parco di Portofino si è fatto promotore di una petizione online, dall’evocativo titolo “Salviamo il Parco di Portofino”, che al momento ha raccolto poco più di 300 adesioni. Decisamente più successo ha avuto l’omonima pagina Facebook, che ha superato la quota di 5 mila adesioni.

    «L’obiettivo – racconta il direttore dell’ente, Alberto Girani – è giungere all’abrogazione di questa legge apodittica, che non ha previsto alcun iter procedimentale e non ne spiega la ratio. Se un tale provvedimento dovesse trovare attuazione, significherebbe la definitiva scomparsa del soggetto che gestisce il parco a livello territoriale e che media tra i diversi interessi e ricerca un equilibrio costante tra le necessità dell’uomo e dell’economia, da un lato, e la natura e l’ambiente dall’altro».

    Stando alle attuali disposizioni, infatti, il consiglio del costituendo “Ente parco ligure” sarebbe composto da 5 persone, nominate in qualità di presidenti dei vari parchi, e si insedierebbe a Genova, di certo non facilitando il dialogo con i cittadini: «Si tratterebbe di un ente burocratico distante – prosegue Girani – esattamente come è accaduto per le comunità montane, tornando indietro di una cinquantina di anni sulle politiche di gestione dei parchi. Tra l’altro, essendo sei i parchi liguri, uno di questi resterebbe fuori dal nuovo organismo».

    In rete, il dibattito è vivace e talvolta raggiunge toni piuttosto accesi. Non manca chi accusa gli amministratori del Parco di Portofino di essere un po’ troppo ingannevoli sul futuro: «La petizione è fuorviante – scrive sul social network Marta Puppo – in quanto non si tratta di sopprimere il Parco di Portofino, bensì l’ente parco, che è un’altra cosa». «Non si sta parlando di eliminare il Parco di Portofino – le fa eco Elisabetta Del Signore, milanese trapiantata nel Tigullio – ma di ridurre sprechi e doppioni… non è detto che sia un male». Chi appoggia o quantomeno giustifica l’iniziativa regionale, infatti, si augura che la futura centralizzazione porti un maggiore potere decisionale rispetto a quanto non ne abbiano attualmente i vari enti territoriali.

    Monte AntolaNaturalmente agli antipodi, la posizione del direttore Girani, che non si capacita di come un unico ufficio regionale possa fare meglio rispetto a chi vive quotidianamente sul territorio: «Negli ultimi anni abbiamo ottenuto risultati straordinari: un milione di euro per recuperare il percorso San Rocco di Camogli – Punta Chiappa, altri 500 mila per il percorso delle Batterie, 300 mila euro per la gestione dei boschi, 250 mila euro per il ripristino di sentieri di collegamento con realtà limitrofe, oltre a diverse centinaia di migliaia di euro per la comunicazione e altri piccoli progetti. Il tutto a fronte di un ente costituito da una decina di persone che riceve 85 mila euro di trasferimenti all’anno in conto investimenti e ne spende 80 mila per la manutenzione dei sentieri e 60 mila per la fruizione e l’educazione ambientale».

    Secondo Girani, il risparmio a cui andrebbe incontro la Regione Liguria con l’accorpamento dei 6 enti parco sarebbe pressoché risibile e paragonabile a metà dell’indennità annuale di un solo consigliere. «Con questa trasformazione – sostiene il direttore – andremo incontro a un annullamento delle capacità di catturare e spendere rapidamente fondi europei e statali, con futuri danni sul fragile tessuto economico locale dei consorzi, delle piccole imprese e delle cooperative locali».

    Da entrambi i lati della barricata, comunque, viene manifestata la necessità di organizzare un incontro che coinvolga la cittadinanza e possa raccontare nel dettaglio i rischi all’orizzonte per i parchi liguri. Un confronto che, a detta dei vari enti, non è stato ancora possibile a livello istituzionale, dal momento che la Regione Liguria non ha accolto la richiesta di un tavolo tecnico per la discussione del provvedimento legislativo.

    In realtà, la situazione istituzionale è più intricata e non è detto che il provvedimento trovi attuazione, quantomeno nelle forme attualmente previste, come ci spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Renata Briano: «La norma pensata dalla giunta altro non era che una risposta all’imposizione della speding review di ridurre del 20% le spese in questo settore. Siccome i parchi negli anni passati avevano già subito tagli diretti, un nuovo intervento sul bilancio non sarebbe stato sostenibile. Per questo motivo abbiamo pensato a un accorpamento degli enti, in un’ottica di salvaguardia dei parchi». Tuttavia, prima di essere resa operativa, la legge è stata portata all’attenzione della Conferenza delle Regioni per capire come si stesse muovendo il resto d’Italia. E qui, spiega l’assessore, è arrivata la notizia positiva: la Conferenza, infatti, ha approvato all’unanimità un documento che sostiene come i parchi regionali non debbano sottostare alle imposizioni della spending review poiché si tratta di realtà direttamente discendenti da una normativa nazionale. «Prima di analizzarne le conseguenze sul piano operativo – conclude Briano – abbiamo chiesto una conferma ai ministeri competenti (Economia e Ambiente, ndr) e stiamo aspettando il loro parere».

    In attesa della risposta da Roma, nei prossimi giorni l’assessore incontrerà i rappresentanti dei parchi per fare il punto della situazione. Intanto, è lo stesso Alberto Girani ad abbozzare un’apertura: «Una razionalizzazione a livello amministrativo può senza dubbio essere fatta. Ad esempio, è inutile avere cinque enti parco con cinque persone diverse che si occupano degli stipendi, cinque organismi di valutazione dei dirigenti ecc… Altre spese possono essere accorpate, ad esempio per le consulenze faunistiche universitarie, non solo per i parchi: così sì che si giungerebbe a un effettivo risparmio dal punto di vista finanziario. La nostra iniziativa in rete – conclude – non vuole essere tanto una protesta fine a se stessa ma un tentativo di far riflettere l’interlocutore regionale per convincerlo ad aprire un produttivo tavolo di confronto. Vorremmo poter discutere con la Regione di una politica territoriale che non sia solo di consumo del territorio per trattare l’emergenza, ma che sia un ragionamento strategico sul medio e lungo periodo, così come d’altronde era stato promesso in campagna elettorale».

     

    Simone D’Ambrosio
    [foto di Daniele Orlandi e Roberto Manzoli]

  • Consultorio del Lagaccio: restyling e polo per la psichiatria infantile

    Consultorio del Lagaccio: restyling e polo per la psichiatria infantile

    sanita-corsia-ospedale“Il consultorio del Lagaccio non chiude e sarà ristrutturato” annunciava qualche giorno fa su Twitter e Facebook il presidente del Municipio I Centro Est, Simone Leoncini. La decisione è giunta martedì 19 marzo, al termine di un sopralluogo alla struttura effettuato dall’assessore regionale alla salute Claudio Montaldo e alcune rappresentanze di Asl 3 e del Municipio I, tra cui lo stesso Leoncini.

    A ben vedere, già a fine febbraio il direttore generale dell’azienda sanitaria genovese, Carlo Bedogni, aveva rassicurato i cittadini circa le sorti del presidio. Alle parole sembrano seguire i fatti, come confermato in una nota ufficiale rilasciata dall’Asl, in cui si legge: “Si è deciso di ristrutturare la sede dell’edificio di via Lagaccio, di proprietà di Asl 3, di cui peraltro è già stato restaurato il tetto nel corso del 2012 e di continuare l’attività ivi erogata dal consultorio potenziando in maniera particolare l’assistenza ai bambini disabili e alle loro famiglie tramite l’attività dei neuropsichiatri infantili”.

    Ristrutturazioni, dunque, ma non solo dal punto di vista degli edifici. In tempi di spending review, infatti, è diventato economicamente insostenibile il mantenimento in un’unica struttura di tutti i servizi che tradizionalmente offre un consultorio. «Per questo motivo – spiega Maria Carla Italia, assessore alle questioni sociali, associazioni e gestione patrimonio del Municipio I Centro Est, che segue da vicino l’evoluzione della vicenda – al Lagaccio i vertici Asl hanno deciso di puntare sull’infanzia, mirando alla costituzione di un polo di eccellenza per quanto riguarda la neuropsichiatria infantile. Personalmente sono molto grata all’assessore Montaldo per aver colto l’esigenza di mantenere il presidio sul territorio, nonostante le necessità di Asl di accorpare diversi servizi».

    In attesa della presentazione ufficiale del progetto, gli abitanti del quartiere possono tirare un sospiro di sollievo: i costi sociali derivanti dalla chiusura del consultorio, infatti, sarebbero stati decisamente maggiori rispetto alle spese della ristrutturazione, oltre al fatto che l’edificio sarebbe stato difficilmente riutilizzabile per altri impieghi. Perdere il consultorio per diversi cittadini avrebbe potuto significare l’addio definitivo alle cure e ai servizi che ogni giorno, qui, sono erogati gratuitamente.

    Scongiurata la chiusura, ora sarà necessario fare i conti con la riorganizzazione del consultorio: la preoccupazione più grande riguarda i servizi di pediatria e ginecologia che sembrano definitivamente destinati a concentrarsi nel polo di viale Brigate Partigiane. «Tuttavia – spiega la dottoressa Angela Grondona, direttore dell’assistenza consultoriale di Asl 3i dettagli della ristrutturazione dei servizi sono ancora oggetto di valutazione. I dati certi, per il momento, sono lo stanziamento di 300 mila euro per la riqualificazione del presidio del Lagaccio e la volontà di farne un punto di riferimento per quanto riguarda la neuropsichiatria infantile».

    Dagli uffici tecnici di Asl non trapelano altri dettagli sulla ristrutturazione né riguardo al personale che verrà impiegato nel polo, una volta rinnovato: in ogni caso, i lavori di ammodernamento dovrebbero avvenire per gradi, in modo da non dover procedere a una chiusura neppure temporanea del consultorio, limitando così i disagi per la popolazione. La speranza, dunque, è che la futura presenza di un polo specialistico possa portare nuova linfa al quartiere, come si augura l’assessore Italia: «La struttura attirerà nuovi utenti da tutta la città. Ciò significa portare al Lagaccio nuove persone che, nel loro piccolo, potranno rappresentare una manna per gli esercizi commerciali della zona».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Sori: riapre il Teatro del Levante, il programma degli spettacoli

    Sori: riapre il Teatro del Levante, il programma degli spettacoli

    SoriDomenica 7 aprile 2013 riapre il Teatro di Sori, uno spazio a meno di cento metri dal mare che riprende le attività con una stagione primaverile di undici spettacoli fra prosa, musica e teatro dialettale.

    Il Comune di Sori, dopo il termine del contratto con la precedente gestione, ha affidato l’organizzazione del teatro alla Pro Loco di Sori e la direzione artistica all’associazione La Chascona, impegnata da anni in progetti di teatro-educazione e che ha gestito in passato anche il Teatro Albatros di Rivarolo. La recente storia del teatro di Sori è ripercorsa da Iula Rossetti: «Il 5 aprile 2008 era stato inaugurato il Teatro dopo i lavori di restauro effettuati grazie a finanziamenti europei. In questi anni non ha mai avuto una stagione vera e propria, ma solo eventi sporadici. Nei mesi scorsi la Pro Loco di Sori ha trasferito qui la propria sede e le proprie attività, così da rendere il teatro anzitutto uno spazio accogliente e aperto alla cittadinanza. Noi de La Chascona abbiamo curato la direzione artistica di Sori Summer Jazz 2012, da qui è nato un rapporto con il Comune che ci ha portato a creare la collaborazione in teatro. Molte compagnie locali ci hanno proposto spettacoli, tra cui quella del Teatro di Cicagna: non abbiamo potuto inserire tutte in questa rassegna, ma contiamo di farlo nel corso della prossima stagione».

    Scopo di questa prima rassegna è restituire alla città l’abitudine di una stagione teatrale costante e favorire (anche grazie all’orario di inizio degli spettacoli, il sabato sera alle 21 e la domenica pomeriggio alle 18) chi vuole venire a Sori per una giornata in spiaggia e poi assistere a uno spettacolo. «Aprire un teatro di questi tempi è una bella avventura: il Teatro del Levante è il solo spazio di questo tipo tra San Fruttuoso (dove ha sede il Teatro Garage, ndr) e Chiavari, il nostro obiettivo è lavorare sul territorio, rivitalizzarlo, creare un ambiente familiare e di aggregazione. Negli ultimi tempi si discute molto della crisi dei teatri, personalmente ritengo che il teatro sia un luogo vitale, che nel caso di Sori permette anche di portare persone in questa cittadina e dare un sostegno alle attività commerciali. Le potenzialità del teatro non si esprimono solo nel valore culturale ed educativo degli spettacoli, ma anche nella capacità di favorire l’indotto e la promozione del territorio».

    La rassegna primaverile del Teatro del Levante debutta domenica 7 aprile con Savuti Dreams – Sognando il Re Leone a cura della Compagnia Gli Amici di Jachy. A seguire gli spettacoli Il grande fiasco di Andrea Carretti (sabato 20 aprile), C’era una volta….e forse mai più a cura del Teatro di Cicagna (domenica 21 aprile), Filumena Marturano con la compagnia Il Crocogufo (sabato 27 aprile), Giorgio perdonaci dedicato a Giorgio Gaber a cura della compagnia La Pozzanghera (sabato 4 maggio), A professia de Colombo a cura della Compagnia TeatralNervi (domenica 5 maggio), Un Mandarino per Teo nuovamente con Gli Amici di Jachy (sabato 11 maggio), L’Acrostico Bizzarro scritto da Maria Grazia Tirasso e diretto da Iula Rossetti (sabato 18 maggio), La Cicala e la Formica con Hilary Nuvoli e Massimo Ivaldo (domenica 19 maggio), Inganni con la compagnia M&M (sabato 25 maggio) e infine La Principessa della Czarda messa in scena dalla Compagnia Amici dell’Arte (domenica 26 maggio).

    Marta Traverso

  • Amt, fallimento e privatizzazione: si avvicina la resa dei conti

    Amt, fallimento e privatizzazione: si avvicina la resa dei conti

    autobus-amt-2La settimana scorsa si è conclusa con una notizia positiva per AMT.  Grazie ad un accordo con Trenitalia è stato mantenuto il biglietto integrato bus – treno fino a fine 2013, comportando però un aumento del biglietto da 1,50 a 1,60 euro. Comune e Regione si sono piegati alla richiesta di 8,5 milioni di euro da parte di Trenitalia rinviando a data da destinarsi la revisione di questa somma che la Giunta ha sempre ritenuto eccessiva. Un buco è stato tappato, ma nel colabrodo AMT sono molti quelli ancora aperti.

    È evidente che per la partecipata del Comune il problema principale, come ha ribadito in più occasioni l’assessore Dagnino, è il mantenimento dell’equilibrio finanziario tra costi e ricavi. Il rischio di fallimento dell’azienda – che giunge quando il capitale sociale (3 milioni e 900 mila euro) si riduce più di un terzo – è stato fino ad oggi sventato solo dall’intervento del Comune, com’è accaduto, per esempio, con l’iniezione di 5,5 milioni di euro nell’estate del 2012. Queste soluzioni permettono di tenere in piedi l’azienda, ma sono del tutto inadatte a sostenere nuovi e necessari investimenti in mezzi e infrastrutture per migliorare il trasporto pubblico locale.

    In una situazione di generale scarsità di risorse pubbliche la privatizzazione di AMT diventerà quindi un tema fondamentale. Questa possibilità era stata prospettata già nell’estate del 2012 dallo stesso Sindaco Doria poco dopo il suo insediamento, non escludendo che la quota da cedere ad un privato potesse essere anche superiore al 50%. In questi mesi la questione è stata sostanzialmente congelata, ma visto il recente acuirsi della crisi aziendale è diventato particolarmente urgente riprendere il dibattito là dove era stato lasciato.

    autobus-amt-1E probabilmente non saranno cambiate di molto le posizioni dei partiti, con il Pd sostanzialmente favorevole a procedere ad una privatizzazione, frenato all’interno della stessa maggioranza dalla dubbiosa Lista Doria, Fds, Sel e Idv. Chiaramente contrario è il Movimento 5 Stelle, mentre più attendista sembra essere l’opposizione, il cui scopo principale sembra essere più che altro quello di mettere in luce le debolezze della maggioranza.

    Alcuni esponenti del Pd si sono dichiarati anche disponibili ad una cessione del 100% delle quote dell’AMT purché questa operazione sia collegata ad un progetto di ampio respiro sulle infrastrutture del trasporto pubblico locale, comprendendo l’allungamento della linea della metropolitana fino a Terralba e  la creazione di una tranvia. Vi è il dubbio, infatti, che la semplice cessione di quote con l’obiettivo di finanziare il solo trasporto su gomma possa essere poco strategico per la mobilità pubblica cittadina.

    Da tempo circola il nome di Busitalia, un’azienda facente parte del gruppo Ferrovie dello Stato, che ha già acquisito il 100% dell’Ataf (azienda degli autobus di Firenze) e ha in progetto di rilevare anche una quota della torinese GTT, come possibile acquirente delle quote di AMT. Un’operazione su cui però il Sindaco vuole muoversi con molta cautela valutando attentamente vantaggi e svantaggi.

    In realtà un primo passo verso la privatizzazione è già stato compiuto. Infatti è in corso un bando per designare un advisor, ovvero un soggetto terzo (solitamente una banca) il cui compito sarà quello di effettuare una valutazione sul valore di AMT, in previsione di una cessione di sue quote ai privati. Questa operazione dovrebbe concludersi già nei prossimi 3/4 mesi.

    Per rendere più appetibile il piatto, è stata più volte avanzata anche l’idea di cedere insieme ad AMT parte delle quote di Genova Parcheggi, la società che gestisce i parcheggi a pagamento della città, una delle poche partecipate del Comune che possa vantare un utile. Infatti AMI, l’azienda che gestisce le infrastrutture del trasporto municipale e le rimesse degli autobus, detiene attualmente il 100% di Genova Parcheggi, incorporandola di fatto in AMT.

    Su queste basi si muoverà il dibattito politico, nella speranza che tra i vari fattori presi in considerazione possa rientrare anche l’impegno di garantire ai cittadini un servizio di trasporto pubblico a prezzi accessibili che lo rendano una reale alternativa all’uso del mezzo privato.

    Federico Viotti

  • Rock in centro, Albenga: concorso musicale per band emergenti

    Rock in centro, Albenga: concorso musicale per band emergenti

    concerto-musica-chitarra-elettrica-RMSono aperte le iscrizioni per RockInCentro, concorso musicale per band emergenti organizzato dall’Ufficio Politiche giovanili del Comune di Albenga.

    L’iscrizione è online ed è gratuita, possono partecipare band che propongono sia brani inediti sia cover, di ogni genere musicale: il requisito di ammissione è che le band siano composte per almeno due terzi da ragazzi fra i 14 e i 35 anni d’età, con particolare preferenza per le band di Albenga.

    Le band che intendono partecipare alla selezione devono scaricare il modulo di iscrizione dal sito del Comune di Albenga ed effettuare l’iscrizione entro sabato 13 aprile 2013 inviando una mail con tutti i materiali necessari – modulo, foto e bio del gruppo, un brano – a centrogiovani@comune.albenga.sv.it o via posta all’Ufficio Politiche Giovanili di Albenga (viale Martiri della Libertà, 3° piano).

    Le band saranno sottoposte a una preselezione online attraverso la pagina Facebook del concorso. Saranno poi scelti i gruppi ammessi alle esibizione live, della durata di 30 minuti ciascuna (l’ordine delle band sarà estratto a sorte): i gruppi ammessi a ogni esibizione live dovranno portarsi i propri strumenti musicali, in particolare è obbligatorio dotarsi di amplificatore di basso e di chitarra elettrica. Saranno messe a disposizione tutte le altre apparecchiature e strumentazioni, comprese una batteria completa fatta salva la possibilità per ogni batterista di portarsi i propri piatti e il proprio pedale.

    Le band saranno valutate sia dal pubblico sia da una giuria tecnica. La finale si svolgerà il 27 aprile 2013, e saranno assegnati i seguenti premi:
    – 1° classificato: servizio fotografico +book fotografico +intervista a Radio Onda Ligure +targa
    – 2° classificato: targa
    – 3° classificato: targa
    – Premio della critica: book fotografico +intervista a Radio Onda Ligure +targa
    – Premio del pubblico: targa + intervista a Radio Onda Ligure

  • Il diritto di sognare: Daniel Pennac ispira una mostra alla Berio

    Il diritto di sognare: Daniel Pennac ispira una mostra alla Berio

    biblioteca-berio-4È visitabile fino a giovedì 18 aprile 2013, presso il tunnel di accesso alla Biblioteca Berio, la mostra Il diritto di sognare.

    Dieci scatole ispirate ai Diritti del Lettore di Daniel Pennac, per racchiudere lo spazio immaginario di un Sogno. La scrittura come unico elemento in questo mondo immaginario. Racchiudiamo ciò che desideriamo nella dimensione astratta della scatola per poi poter ritrovare e riscoprire ciò che è congelato nel tempo dei sogni. Le opere esposte, realizzate da Francesca Ferrando e Simona Picciotto, sono state selezionate durante il Festival L’Altra Metà del Libro.

    La mostra è a ingresso libero negli orari di apertura della biblioteca.