Mese: Luglio 2013

  • Baratto, orti urbani e fai-da-te: la pagina Facebook Vicini di rete

    Baratto, orti urbani e fai-da-te: la pagina Facebook Vicini di rete

    vicini-di-reteÈ online da pochissimi giorni una pagina Facebook tutta genovese e dedicata (citiamo testualmente dalla descrizione) al «parlare, scambiare, mettere in comune competenze, per darsi una mano, chiedere consiglio e per vedere se qualcuno te lo presta». Si chiama Vicini di Rete e pubblica quotidianamente consigli su frutta e verdura di stagione, cibo e oggetti da barattare, produzione di cosmetici e detersivi fai da te.

    Gli iscritti sono al momento qualche decina, ma molto attivi nello scambiarsi opinioni e consigli: tra i primi articoli troviamo – per fare alcuni esempi – le istruzioni per autoprodurre detersivo da lavatrice, i consigli su quali verdure e fiori sono più adatti per l’orto casalingo, idee su prodotti da barattare.

    Si tratta di un’iniziativa tra l’online e l’offline molto simile ad altre già realizzate sul territorio, tra cui il gruppo Te lo regalo se vieni a prenderlo. I potenziali destinatari sono persone che vivono nella stessa città (magari nello stesso quartiere), hanno interessi e stili di vita comuni e sono iscritte a Facebook. Si parte dal cliccare un mi piace sulla pagina, si cominciano a commentare e condividere i primi post e si finisce – spesso – a incontrare di persona gli altri iscritti, per un baratto o momenti conviviali decisi insieme.

    Un progetto interessante, che come tanti altri sembra avere l’obiettivo di esprimere il lato positivo dei social network: creare discussioni e occasioni di incontro che non siano solamente legate alla tastiera e allo schermo del pc o del tablet, ma fornire un ulteriore incentivo affinché le persone continuino a parlarsi e confrontarsi come è sempre avvenuto, ossia “di persona”.

    In attesa di vedere quali sviluppi prenderà questa pagina, chi ha uno stile di vita coerente con quello raccontato qui può già iscriversi a Vicini di rete e raccontare le proprie buone pratiche.

  • Logica dell’eccezionalità: politica italiana, 20 anni di emergenze

    Logica dell’eccezionalità: politica italiana, 20 anni di emergenze

    emergenzaNon è del tutto vero che noi Italiani disprezziamo le regole. Sarebbe più giusto dire che ci annoiano; mentre le eccezioni ci affascinano tremendamente. Purtroppo per noi, però, seguire la “logica dell’eccezionalità” non ci ha portato molto lontano in questi ultimi anni.

    La tranquilla e normale gestione della vita politica, condotta nel rispetto, se non sostanziale, almeno formale delle istituzioni, della Costituzione e del decoro pubblico, è diventata un lusso già a partire da Tangentopoli (1992), quando si doveva affrontare l’inedito compito di ricostituire un’intera classe politica, perché quella della prima Repubblica si era ormai disgregata sotto il peso del sistema corruttivo scoperchiato dalla magistratura. Di lì in avanti è stato tutto un potpourri di “necessità straordinarie”, “situazioni eccezionali”, “emergenze”, “anomalie” e “deroghe”.

    Fu necessario “scendere in campo” (1994) per evitare che “i comunisti” rimanessero soli a governare portando “terrore, miseria, distruzione e morte”; poi è diventato indispensabile non criticare la sinistra “per non far vincere Berlusconi”; poi, all’opposto, tenersi il Cavaliere, in quanto indispensabile partner per le riforme costituzionali (la Costituzione – si sa – è vecchia e “oggi c’è la globalizzazione”).

    Altre supposte “emergenze”, che riscossero indubbio successo di pubblico e critica tra gli anni ’90 e i primi 2000, furono senza dubbio: “entrare in Europa”, il “terrorismo internazionale”, le “intercettazioni” e poi il fantomatico “uso politico della giustizia”. Al contrario la crisi economica succeduta alla bolla del mutui sub-prime (2006) non fu considerata un’emergenza, perché “i ristoranti sono pieni”.

    E venne la crisi dei debiti sovrani, che portò l’attacco speculativo sui BOT (estate 2011) che al mercato mio padre comprò. Da allora i “momenti di gravità” e le “situazioni eccezionali” sbocciano incontenibili. “La credibilità!”: via Berlusconi e dentro Monti, con annesso “inciucione” destra-sinistra. “Lo spread!!”: tagliare i servizi, aumentare le tasse, togliere i diritti e ritardare le pensioni. Gli Italiani non votano come dovrebbero? “La governabilità!!!”: rientri Napolitano, a casa Grillo e via libera al secondo “inciucione” destra-sinistra.

    Vent’anni di emergenze improrogabili, di dure responsabilità, di dolorose scelte obbligate; e tutto soltanto per tornare, con la giornata di ieri, esattamente al punto di partenza: Berlusconi rischia la condanna, il governo rischia di cadere, l’Italia rischia il default e l’intera vecchia classe politica rischia di venire spazzata via. Cioè ci hanno detto che “il fine giustifica i mezzi” e il risultato è stato che i mezzi ci hanno precluso il fine.

    Pure era ovvio che sarebbe andata così, per un motivo cui ho già accennato, tanto semplice e banale quanto sottovalutato: non ha senso aspettarsi di ottenere il buon governo derogando le regole, calpestando la Carta Costituzionale, tollerando le volgarità, prendendo in giro gli elettori, ignorando la volontà popolare e tradendo gli interessi nazionali. Ed invece per il nostro estroso spirito e la nostra incontenibile fantasia le cose semplici non sono poi così semplici; anzi, se ci venissero a predicare la castità con i film porno ci sembrerebbe quasi un’astuta mossa di genio.

     

    Andrea Giannini

  • Casa ecologica: un’abitazione di paglia sulle alture di Voltri

    Casa ecologica: un’abitazione di paglia sulle alture di Voltri

    autocostruzione paglia 2Un’antica casa rurale in località Campenave, alture di Voltri, sarà rimessa a nuovo grazie alla tecnica di autocostruzione con la paglia, mentre al suo fianco sorgerà una nuova abitazione, questa volta interamente costruita con balle di paglia pressata.
    L’idea è dell’associazione ambientalista Terra! Onlus che ha ricevuto in donazione “La Tabacca”questo il nome del casolare, probabilmente legato ai vecchi proprietari dediti alla coltivazione del tabacco – da parte di uno psichiatra di Torino, Angelo Grillo, sensibile alle tematiche ecologiche. E così sbarca in Liguria, per la prima volta, un modello di costruzione – ma pure di vita – che ha fatto proseliti in diverse parti del mondo, dagli Stati Uniti all’Europa (Francia, Inghilterra). La filosofia di fondo è quella dell’autosostentamento, ossia un metodo per progettare e gestire i paesaggi in cui vive l’uomo, senza modificare l’ecosistema naturale.

    La Tabacca, immersa nei castagneti della zona «Diventerà, in parte sede dell’associazione e dei corsi, in parte sarà adibita ad abitazione privata dove andremo a vivere io ed un’altra persona – spiega Giorgia Bocca, responsabile locale di Terra! Genova – Lo spazio collettivo è dedicato a coloro i quali vorranno partecipare e condividere il progetto con noi».
    La ricostruzione vera e propria partirà nel 2014, tuttavia «Abbiamo già iniziato a pulire e piantare alberi», sottolinea Bocca. La casa si sosterrà autonomamente grazie all’agricoltura sinergica di ortaggi e frutta, l’installazione di pannelli solari e la realizzazione di sistemi per il recupero dell’acqua piovana.
    autocostruzione pagliaL’elemento fondamentale, però, resta la paglia. Un materiale economico e sostenibile che non produce rifiuti e non consuma energia, dotato di un ottimo isolamento acustico e termico. Insomma, l’ideale per risparmiare. In tempi di crisi l’esperienza si fa ancora più appetibile, come conferma Bocca «C’è sempre più interesse nei confronti dell’autocostruzione perché i vantaggi sono evidenti: costi ridotti, rispetto dell’ambiente, condivisione di conoscenze».

    Sabato 13 luglio ore 18 presso l’attuale sede di Terra! Onlus in via Soliman 7 a Sestri Ponente si svolgerà un incontro aperto a tutte le persone interessate con la presenza di Aria Famigliare (associazione rete italiana autocostruzione famigliare che si occupa di rendere possibile la realizzazione di edifici in autocostruzione in modo sicuro e legale) e Edilpaglia (associazione nazionale che diffonde le tecniche costruttive che utilizzano le balle di paglia come materiale da costruzione, insieme ad altri materiali naturali quali calce e argilla).

    Il progetto ha l’obiettivo di «Mettere in pratica, attraverso la sperimentazione, alcuni dei pilastri della nostra mission – racconta Bocca – sfruttare al minimo le risorse naturali e ridurre la propria impronta ecologica, ma anche promuovere la condivisione e le relazioni sociali. Parliamo di valori un tempo presenti nella comunità e che oggi si stanno smarrendo, mentre noi intendiamo recuperarli».
    Terra! Onlus Genova, infatti, promuove la conservazione della natura, della biodiversità, della salute umana e la protezione dell’ambiente, proponendo progetti specifici di agricoltura locale, orti famigliari e collettivi per provvedere al proprio auto-sostentamento alimentare, compostiere collettive e riqualificazione del verde a scopi sociali.

     

    Matteo Quadrone

  • Radici: a Savignone il primo festival dell’entroterra ligure

    Radici: a Savignone il primo festival dell’entroterra ligure

    Savignone, Valle ScriviaDa venerdì 12 a domenica 14 luglio 2013 si svolge a Savignone, nell’entroterra genovese in Valle Scrivia, la prima edizione di Radici – Festival dell’entroterra: un evento organizzato dall’Associazione Culturale Dagghe De Dub e dedicato alla riscoperta del territorio, dei suoi prodotti tipici e delle sue tradizioni.

    In questi tre giorni sono previste numerose attività: musica dal vivo, degustazioni, escursioni a piedi o in bicicletta nel Parco Antola, laboratori per bambini (leggi il programma completo). La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, a eccezioni degli eventi serali che sono accessibili sottoscrivendo la tessera all’Associazione Culturale.

    Lo spazio sarà accessibile solo a piedi o tramite servizio navetta da Savignone, sarà inoltre possibile campeggiare liberamente e gratuitamente nell’area della colonia.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Comune di Genova, bilancio 2013: i numeri del sindaco e il terzo settore

    Comune di Genova, bilancio 2013: i numeri del sindaco e il terzo settore

    welfare-terzo-settoreApprovata all’unanimità la tanto attesa delibera di indirizzo di iniziativa consigliare a sostegno del sistema del welfare e del terzo settore, 30 i voti favorevoli (più l’appoggio esterno di Paolo Putti, capogruppo M5S, uscito dall’aula al momento del voto per evitare conflitti di interesse con il suo lavoro di educatore). Un esito già ampiamente annunciato, dato il complesso iter preparatorio del documento, condiviso trasversalmente da tutti i gruppi politici presenti in Sala Rossa e dalla giunta stessa. «L’iniziativa consigliare – ha detto il sindaco, Marco Doria – fissa il principio dell’importanza del settore del welfare nella nostra idea di società che guarda ai più deboli».

    Il lungo percorso del provvedimento, come ha avuto modo di ricordare il presidente del Consiglio comunale, Giorgio Guerello, ha visto la convocazione di ben 45 sedute di commissione, con infinite audizioni. Processo infinito che è giunto a compimento dopo un’altrettanta approfondita discussione in aula, accompagnata dalla presenza di rumorosi e colorati manifestanti del terzo settore.

    Diverse le linee di indirizzo deliberate dall’assemblea che vincolano la redazione del bilancio preventivo da parte della giunta. Tra queste, sottolineiamo: la realizzazione di iniziative “volte a esercitare una forte pressione politica” affinché il governo nazionale garantisca “il mantenimento di politiche di welfare degne di un paese civile”; la costruzione di un patto cittadino per il welfare che “coinvolga tutti gli attori delle politiche sociali nella definizione di un progetto comune di in grado di coordinare, attorno ad una visione strategica condivisa, attori e sistemi”; la promozione di un grande evento cittadino che sensibilizzi i genovesi “sulle gravi conseguenze che un drastico disinvestimento sulle politiche di welfare può provocare sulla qualità della convivenza civile, sul grado di coesione sociale e, in definitiva, sulle politiche legate alla sicurezza ed alla prevenzione dei fenomeni di devianza, microcriminalità e delinquenza diffusa sul territorio”. Ma soprattutto, la già ampiamente annunciata “indicazione per la predisposizione del bilancio comunale 2013” di evitare “la contrazione delle risorse destinate al welfare, attraverso l’analisi di fattibilità di piani di riorientamento di risorse a favore dei servizi sociali”.

    A tale proposito, è stato anche approvato un ordine del giorno a firma Guido Grillo (Pdl) che, tra le altre cose, sollecita la giunta alla presentazione del bilancio previsionale in tempi rapidi. Hanno riscontrato l’approvazione dell’aula anche altri due ordini del giorno, tra loro piuttosto eterogenei, proposti dal consigliere Enrico Musso che impegnano sindaco e giunta a “promuovere in tutti i municipi servizi di distribuzione di pasti a domicilio” e a istituire un registro degli assistenti familiari (badanti).

     

    I conti in tasca al Comune di Genova: un “buco” di 30 milioni

    palazzo-tursi-bernini-doria-guerello-DPer sapere se verranno definitivamente scongiurati i tagli al terzo settore e quindi la conferma dei 40 milioni stanziati nel 2012, non resta che attendere la redazione del bilancio preventivo da parte della Giunta. Il termine ultimo previsto dallo Stato è la fine del mese di settembre, ma il sindaco Doria ha più volte annunciato la volontà di giungere alla discussione in aula prima della pausa estiva «per dare qualche elemento di certezza a un quadro di precarietà ormai insostenibile». La sensazione è che, non senza un’accelerata decisiva dei lavori della giunta, entro agosto il Comune di Genova possa finalmente avere il suo bilancio per il 2013. Il Consiglio, infatti, ha dato la propria disponibilità a discuterne fino al 2 agosto, dopodiché scatteranno le ferie.

    Il nodo cruciale ormai è chiaro da tempo. Nel 2013 il Comune di Genova può contare nel suo complesso su 82 milioni in meno di liquidità in parte corrente: 882 milioni di euro era stato l’ammontare per il 2012 (anche se la spesa in bilancio consuntivo è salita a 925 milioni), 800 milioni sarà la disponibilità totale per quest’anno. Una diminuzione di risorse del 10% circa che è dovuta a diversi provvedimenti statali: 33 milioni sono causati dai mancanti trasferimenti nazionali in seguito alle manovre finanziarie volute da Tremonti e Monti; altri 20 milioni in meno sono la conseguenza di una norma nazionale che vieta di inserire in parte corrente nell’anno successivo gli avanzi d’esercizio dell’anno precedente, che invece devono andare a finanziare il debito; infine, altra riduzione di 12 milioni deriva dall’impossibilità di inserire in conto capitale le plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili pubblici.

    «Ma alla nostra città per sopravvivere senza dover tagliare servizi essenziali – ha ribadito il sindaco, Marco Doria, ai consiglieri – servono 830 milioni di euro. Con grandi sforzi, abbiamo previsto un risparmio di spesa pubblica (rispetto agli 882 milioni del 2012 n.d.r.) per 50 milioni di euro, pari a circa il 6%. Abbiamo cercato di eliminare gli sprechi e ridurre l’indebitamento, come già successo nel ciclo amministrativo precedente. Ma sotto questa soglia dovremo per forza procedere con tagli dolorosi e, per me, insostenibili perché inciderebbero sulla qualità dei servizi».

    Per capire come verrà coperto questo buco non resta che aspettare la discussione sul bilancio. Senza dimenticare che tutti questi conti, tengono già presente l’aumento dell’Imu, ancora assolutamente in discussione. «Non voglio affrontare la discussione sul bilancio – ha proseguito Doria – giungendo a una contrapposizione tra settore e settore. Dobbiamo evitare la lotta del tutti contro tutti: io sono per una solidarietà tra lavoratori. È facile, infatti, essere solidali a parole ma non voler mollare un euro di ciò che si ha in più degli altri. Dobbiamo aver ben presente che in alcuni settori, come quello del welfare, tagliare i servizi significa anche mandare a casa dei lavoratori. In altre realtà, invece, i sacrifici possono essere affrontati da tutti i lavoratori con forme di solidarietà che consentono di mantenere il posto».

    capigruppo-consiglio-comunale-riunione-politica-tursiConcetti che il primo cittadino ha espresso direttamente anche ai rappresentati del Forum del Terzo settore, nel corso della temporanea sospensione della discussione in aula per consentire l’incontro con i capigruppo e la giunta. Un incontro che, in maniera piuttosto inconsueta ma sintomatica della crucialità del tema, è rimasto aperto anche ai giornalisti.

    E proprio in questa sede il primo cittadino ha anticipato alcuni provvedimenti allo studio da parte della giunta, per scongiurare tagli insostenibili: «Ad esempio, nel capitolo del terzo settore c’è una voce che riguarda il trasporto dei disabili per le cure mediche. Questo servizio in tutte le principali città italiane è garantito dalle Regioni, mentre a Genova per tradizione se ne è sempre fatto carico il Comune. Parliamo di cifre sull’ordine di grandezza dei 2 milioni di euro. Naturalmente non vogliamo tagliare queste spese, ma vorremmo poter destinare le somme ad altri interventi in campo sociale».

     

    Articoli 54: piscina di Multedo e materiale radioattivo nel porto di Voltri

    Come tutte le settimane, anche questa seduta del Consiglio comunale spostata straordinariamente al giovedì, è stata anticipata dai consueti articoli 54. Tra le interrogazioni a risposta immediata che i consiglieri hanno posto alla giunta, ve ne sono un paio di particolare interesse.

    multedo-2La prima, presentata dai consiglieri Paolo Gozzi (Pd) e Guido Grillo (Pdl), riguarda il futuro della piscina Sapio di Multedo, assegnata per bando al gruppo “Nuotatori genovesi” e che vissuto parecchie controversie a seguito del ricorso al Tar da parte degli altri concorrenti. Benché il tribunale amministrativo abbia confermato la bontà della graduatoria, i lavori di ristrutturazione da parte della società aggiudicatrice non sono mai cominciati. I ritardi pare siano dovuti alle cattive condizioni in cui è stata trovata la piscina, peggiori del previsto, come la presenza di amianto e la mancanza del sistema fognario. Per porre fine a questa infinita situazione, l’assessore allo Sport, Pino Boero, dopo aver dichiarato la disponibilità del Comune ad andare incontro alle richieste dei vincitori, per quanto di competenza amministrativa, ha annunciato che entro la prossima settimana, se il gruppo “Nuotatori genovesi” non inizierà i lavori si vedrà revocata la concessione.

    Quartiere di Prà

    La seconda interrogazione, invece, ha visto intervenire i consiglieri Enrico Pignone (Lista Doria) e Gian Piero Pastorino (Sel) per chiedere delucidazioni in merito alla presenza di materiale radioattivo al porto di Voltri. L’assessore all’Ambiente, Valeria Garotta, ha spiegato che è stato attivato in Prefettura un tavolo per mettere a punto le modalità restituzione del container al paese di provenienza: benché, infatti, i frammenti di radio trovati siano già innocui a 2 metri di distanza, è necessario seguire una serie di norme particolarmente restrittive a causa della pericolosità del materiale. Si tratta del secondo ritrovamento di questo tipo nel levante genovese, dopo la pastiglia di cobalto rivenuta in un container nel luglio 2010.

    Da segnalare, infine, l’approvazione all’unanimità di ordine del giorno presentato dal consigliere Antonio Bruno (FdS), anche questo già anticipato, che impegna il sindaco ad “attivarsi presso il Prefetto, affinché sia aperta una moratoria sugli sfratti per morosità incolpevole”.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Viaggi e vacanze, offerte last minute e agenzie: ecco le regole base

    Viaggi e vacanze, offerte last minute e agenzie: ecco le regole base

    voli-aereoporto-aereo-ryanair-DITempo di vacanze, per chi può permetterselo. Tempo di telegiornali che, per distogliervi da ciò che accade nel mondo, mandano in onda servizi sulle vacanze, live dal casello autostradale, arriva un’auto stracarica con canoe, gommoni, costumi ed il giornalista che chiede: “quest’anno mare, eh?”. Lungimirante.
    Dettagli a parte, in questa calda estate di crisi, le offerte di viaggio si moltiplicano… e quindi anche le truffe.
    Di solito sono i cosiddetti last minute a creare imbarazzi, vuoi per il poco tempo che si ha per decidere, vuoi perché i prezzi sono davvero (all’apparenza) allettanti.

    Ricordiamo alcune regole basilari:
    1. La vacanza deve essere relax e distacco dallo stress quotidiano, non un ulteriore motivo di… sangue marcio: questo vi deve sempre guidare; l’istinto spesso ci becca, ma a volte vi fa deragliare;
    2. Se scegliete un’agenzia di viaggi, recatevi presso persone serie e preparate; tenete presente che l’agenzia di viaggio non risponde per i ritardi di aerei o per malservizi vari che vi possono capitare; in altre parole, l’agente di viaggio risponde del suo operato solo fino ad un attimo prima che partiate (salvo errori di prenotazione, ovviamente….)
    3. Se acquistate un viaggio on line, leggete con cura maniacale le condizioni di viaggio prima di pigiare i vari “OK” che vi portano di videata in videata ma forse non vi portano alla meta dei vostri sogni.
    4. Se desiderate recarvi all’estero, verificate tutte le normative in termini di bagagli, onde non avere rogne al momento del check in.
    5. Se qualcosa va storto durante la vacanza, i reclami o le richieste danni vanno fatti quanto prima, benchè la responsabilità civile da vacanza rovinata, essendo essa di tipo extracontrattuale, abbia una prescrizione di 5 anni.

    Cari lettori, come vedete, ho il vizio delle prescrizioni, ma putroppo quelle sono spesso il sale dell’immenso mare del diritto…

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Piazza Sarzano, l’inaugurazione del nuovo mercato rionale

    Piazza Sarzano, l’inaugurazione del nuovo mercato rionale

    mercato-sarzano-8Inaugurato oggi, giovedì 11 luglio, il mercato di Piazza Sarzano, nell’omonimo quartiere, a ridosso del Museo di Sant’Agostino, tra la Facoltà di Architettura e la storica Via di Ravecca. Il complesso commerciale sorge proprio a ridosso del Pozzo di Giano, da cui prende il nome il consorzio costituito dalle cinque aziende genovesi che hanno finanziato e costruito la struttura mercatale, con investimenti privati. Il nuovo mercato, che trova spazio all’interno di una struttura in ferro battuto e rame, completa l’architettura della piazza, che fa parte delle zone del centro storico genovese sottoposte a restyling. La realizzazione di questo progetto, avviato negli anni scorsi con un bando del Comune di Genova, aveva subito negli anni vari rallentamenti. Finalmente ecco l’inaugurazione tanto attesa, alla presenza delle autorità e dei rappresentanti del CIV del quartiere.

    E a Sarzano, per festeggiare l’evento, non si sono fatti mancare niente: musicisti e vernissage fotografico con foto in bianco e nero della piazza e del quartiere in tempi antichi; pranzo in piazza tutti insieme, con riso, pesto, frutta e vino, tutto offerto dai commercianti. Grande l’affluenza, sopra le previsioni, e buona l’accoglienza che i genovesi hanno riservato al nuovo mercato.

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    All’interno del mercato, cinque banchi in cui sarà possibile acquistare carne, salumi e formaggi, frutta e verdura, pesce fresco, prodotti alimentari vari, rispettivamente nei banchi dei Fratelli Brocada, Luca e Cristina – Salumi e Formaggi, Trentini Frutta, Paolo e Riccardo, e infine Drogheria Gamalero. Molti di loro, già presenti all’interno del Mercato Orientale di Via XX Settembre, hanno optato per il trasferimento qui, in pieno centro storico. L’intento è quello di ritornare al passato, creando un clima tradizionale, e rievocando l’atmosfera delle vecchie botteghe di paese e drogherie, di cui una volta Genova era piena ma che sono state le prime a soccombere di fronte all’avvento della grande distribuzione.

    I festeggiamenti di questa mattina hanno dato inizio a un nuovo corso per il quartiere, da mesi in attesa di avere il suo mercato: una festa che ha coinvolto tutto il circondario, nell’entusiasmo generale. Già il giorno precedente l’inaugurazione, durante i preparativi e l’allestimento degli stand, gruppi di curiosi si avvicinavano un po’ increduli, ma contenti per l’imminente apertura.

    L’iter che ha portato all’inaugurazione del mercato è stato travagliato (Era Superba ne ha documentato tutte le fasi nei mesi scorsi) e l’apertura effettiva sembrava ormai un miraggio (da ultimo, l’inaugurazione, fissata per il 6 giugno scorso, era stata poi posticipata ulteriormente a causa di un inconveniente: le porte di una cella frigo, di dimensioni sbagliate, da sostituire).

    Persistono le perplessità di alcuni: chi dice che il mercato, di per sé, non servirà a molto e non attirerà acquirenti in zona, visto che la piazza resterà ZTL, inaccessibile ai non residenti; chi sostiene, poi, che il mercato rionale finirà per danneggiare le piccole botteghe, le pizzerie, i forni, i fruttivendoli della zona, che già risentono della crisi (in Via di Ravecca chiusure improvvise e fondi sfitti si alternano, a dire il vero, a repentine aperture di esercizi e nuove gestioni di locali). Poco più di un mese, il 4 giugno, era stato inaugurato anche un nuovo discount, proprio davanti all’area in cui sorge il mercato, per cercare di dare slancio all’economia e rendere Sarzano una zona di commercio e di approdo per gli abitanti dei vicoli e non solo. Resta da vedere se il mercato, una volta operativo, metterà tutti d’accordo e convertirà anche gli attuali detrattori. Non resta che attendere. Per ora, non ci si può che rallegrare per questa ultima, tanto attesa, conquista.

     

    Elettra Antognetti

    [foto dell’autore]

     

  • Go eventi: una pagina Facebook a sostegno della musica dal vivo

    Go eventi: una pagina Facebook a sostegno della musica dal vivo

    musica-concerti-chitarra-elettricaChi lavora o si diletta in ambito artistico ormai sa bene che i social network sono un fondamentale canale di visibilità a costo zero: tuttavia, facendo l’esempio della musica dal vivo, permangono criticità che rendono molto difficile trovare luoghi e occasioni in cui esibirsi. Da un lato perché i locali che ospitano band e cantautori non hanno spesso la possibilità (o la volontà) di pagare un cachet adeguato, dall’altro perché il sistema di autorizzazioni e permessi è ancora oggi molto complesso.

    A questo scopo è stata avviata una raccolta firme per una nuova legge sulla musica dal vivo, lanciata sulla piattaforma web Change.org da Stefano Boeri, ex Assessore alla Cultura di Milano della Giunta Pisapia. In parallelo, sono sempre più numerose le iniziative a livello locale per “fare rete” tra gruppi, cantautori e detentori di spazi dove suonare.

    Un’iniziativa interessante è quella di Enrico Chiesa e Gianluca Benvenuti degli Scarlet Diva, che ci hanno contattato per raccontare il progetto Go Eventi: una pagina Facebook (accessibile qui) dedicata alla promozione di band professionistiche ed emergenti e al contatto con i locali per l’organizzazione di serate.

    L’idea del progetto – come ci spiega Enrico Chiesa – è nata perché «a Genova ci sono moltissimi gruppi ed artisti in genere ed è un’ottima officina di talenti, ma spesso ci si scontra con la dura realtà dei locali e degli eventi che lasciano pochi spazi ai giovani, sopratutto per chi non ha molta esperienza e non riesce a ritagliarsi uno spazio per farsi ascoltare o esprimere la propria arte. Il progetto è ancora alla fase iniziale, ma abbiamo all’attivo un forte legame con Emergenza Festival e con le band non genovesi che si sono esibite. Per esempio i vincitori, gli Ordinary People, hanno partecipato al nostro primo evento, che si è svolto a Ceranesi lo scorso 6 luglio».

    Come funzionerà Go Eventi? Il contatto con le band da un lato e con gli organizzatori / ospiti dall’altro porterà alla creazione di pacchetti di 2, 3, 4 gruppi a serata, una formula analoga a quella delle agenzie di booking. «I locali che ospitano musica dal vivo hanno, come esigenza principale,  che le band portino pubblico e di conseguenza incassi (se il concerto è gratuito, anche solo incassi derivati dal bar). Esistono band che hanno un forte seguito, mentre altre – magari giovani e con meno esperienza – non potrebbero riempire i locali quanto i titolari vorrebbero. Per questo abbiamo l’idea dei pacchetti: unire a una band “forte” altre emergenti, così che il pubblico della prima faccia da traino alle altre».

    L’adesione a Go Eventi da parte delle band è gratuita, con in più la possibilità di guadagnare sugli eventuali cachet. L’obiettivo più ambizioso degli organizzatori – che all’attivo hanno anche uno studio di registrazione, Diva Studio – sarà la realizzazione di un festival targato Go Eventi con la presenza di tutti gli artisti che hanno fatto parte del progetto.

    Marta Traverso

  • Un palcoscenico fra terra e mare: teatri uniti contro la crisi

    Un palcoscenico fra terra e mare: teatri uniti contro la crisi

    Ingresso Teatro della TosseOtto realtà attive a Genova nell’ambito dello spettacolo dal vivo si uniscono per trovare sinergie comuni, sfruttare gli stessi canali di comunicazione e fronteggiare il periodo di crisi: questo, in brevissima sintesi, il progetto Un palcoscenico fra terra e mare presentato alcuni giorni fa e che ha per capofila il Teatro della Tosse.

    Un progetto appena avviato, che – come spiegato nel comunicato stampa di presentazione – «nasce dalla reciproca stima tra queste diverse realtà e dalla compatibilità del lavoro svolto (…) L’intenzione è di presentarsi al territorio come un insieme organico con lo scopo di ampliare il pubblico e aumentare la diffusione della cultura dello spettacolo dal vivo, condividendo le proprie risorse. Inoltre, sempre nell’ottica di una riduzione dei costi si vuole iniziare a progettare e co-produrre eventi da inserire nelle rispettive programmazioni». Proprio il concetto di “fare rete” è assai presente nelle realtà culturali cittadine, come dimostrano portali istituzionali quali GenovaTeatro, l’adesione a iniziative internazionali come Creative Cities e i primi passi verso una consulta regionale dello spettacolo dal vivo.

    Chi fa parte di Un palcoscenico fra terra e mareIl teatro del centro storico aderisce con la rassegna La Tosse d’estate, che proprio in questi giorni porta in scena ai Giardini Luzzati lo spettacolo Il gran bazar delle Mille e una Notte. A esso si uniscono il Teatro Cargo di Voltri con Teatri e paesaggi (progetto che si svolge a Bogliasco) e il Teatro Garage di San Fruttuoso con la rassegna estiva di cabaret Ridere d’agosto… ma anche prima, giunta alla 23a edizione.

    Teatro di strada e danza con Circumnavigando Festival (la prossima edizione si terrà dal 20 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014) e Corpi Urbani / Urban Bodies a cura dell’Associazione ARTU (7-14 settembre tra Genova e Finale Ligure). Musica dal mondo con il Festival musicale del Mediterraneo e gli spettacoli all’aperto di Lunaria Teatro con il Festival In una Notte d’estate (11 luglio – 16 agosto 2013). C’è infine anche spazio per eventi non genovesi come Aria Festival, attivo dal 2007 a Vernazza.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Love, non solo amore: in inglese sportivo significa anche zero

    Love, non solo amore: in inglese sportivo significa anche zero

    bandiera-inglese-londra-DIL’articolo della scorsa settimana gli ha portato fortuna: ce l’ha fatta Andy Murray a riportare il trofeo di Wimbledon in Gran Bretagna. L’ultimo tennista britannico a trionfare sul prato verde del Centre Court era stato Fred Perry – sì proprio lui, quello delle t-shirt – nel lontano 1936.

    Il punteggio a favore dello scozzese al termine della finale contro il serbo Novak Djokovic, è eloquente: tre set a zero o, come si dice in inglese, three sets to love.

    Love? Ma come: non voleva dire “amore”? In effetti, quest’ultimo è generalmente il significato più comune, ma love è anche una delle tante traduzioni possibili del numero zero in inglese. Nel caso del tennis, l’origine della parola è nel francese l’oeuf, l’uovo, la cui forma ricorda quella dello zero.

    Il termine non è però applicabile a tutti gli sport. Se si parla di un match di calcio, per esempio, 1-0 si legge one nil. Chi ancora conserva qualche vago ricordo del liceo noterà l’assonanza nil / nihil: quest’ultima è una parola latina con il significato di “niente”.

    Apro una piccola parentesi amarcord che si lega a questo discorso. Una decina d’anni fa mi trovavo in un piccolo stadio inglese ad assistere a una partita di League Two, più o meno la nostra ex Serie C2, alla quale era presente come panchinaro nella squadra ospite Paul “Gazza” Gascoigne, noto per essere tanto un talentuoso calciatore in campo quanto uno sciagurato bevitore nei pub di tutto il mondo. La squadra di casa vinceva uno a zero e il pubblico, per punzecchiare Gascoigne, iniziò a cantare: “Gazza, Gazza what’s the score” (“Gazza Gazza qual è il punteggio”). Da burlone qual era, egli si alzò e rispose: “One nil”. Caspita, pure Gascoigne, che parla un inglese incomprensibile anche ai suoi parenti più stretti, dimostrò così di avere una qualche infarinatura di latino. Forse lo aveva studiato nelle nottate romane quando giocava nella Lazio; in fondo sembra che bere qualche bicchiere aiuti a imparare le lingue straniere…

    Spostandoci dallo sport al cinema, come leggere allora Agent 007? Né lovenil. In questo caso, così come quando si vuole comunicare un numero di telefono, 0 si legge oh (pronunciato all’incirca “ou”). James Bond è quindi double oh seven. A proposito: che la smettano di produrre ulteriori seguiti dei film sull’Agente 007. Ci provano in ogni modo, ma di attori che ne impersonino lo spirito come Sean Connery non si è mai trovato e non si troverà più nessuno: né l’attuale interprete Daniel Craig né Pierce Brosnan e nemmeno Roger Moore,  la cui espressività era così ricca che una volta fu definito “uomo capace di riassumere tutte le emozioni umane nel movimento di un sopracciglio”.

    Esiste anche il termine zero, usato in matematica e per indicare la temperatura. The temperature dropped to zero degrees, “la temperatura è scesa a zero gradi”.

    Per concludere, l’ultima traduzione nella quale potete incappare è nought – è possibile anche lo spelling naught. Plans that come to naught, “programmi che non raggiungono nessun risultato”, cantavano i Pink Floyd in una delle loro canzoni capolavoro, Time.

    Noughts sono anche gli zeri nei numeri milionari o miliardari. Si tratta di quei noughts che sono sempre numerosi nelle cifre dell’acquisto di cose inutili e dannose, come i cacciabombardieri in uno Stato la cui Costituzione ripudia la guerra. Riguardo a quanti siano gli zeri quando si parla invece di educazione, sanità e cultura, la risposta la dà Gazza Gascoigne in latino: nihil, in omaggio a Pompei che crolla insieme al livello culturale della nostra Italia … See you!

     

    Daniele Canepa

    [foto di Diego Arbore]

  • Welfare e Terzo Settore: il Comune prova a far tornare i conti

    Welfare e Terzo Settore: il Comune prova a far tornare i conti

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    Dopo la seduta monotematica della scorsa settimana dedicata alla sicurezza, anche la prossima convocazione in Consiglio comunale, secondo voci di corridoi spostata da martedì a giovedì pomeriggio per consentire la presenza dell’assessore Dameri, ha un solo, delicato tema all’ordine del giorno, ovvero il welfare e i fondi da destinare al variegato e vitale mondo del terzo settore, i cui rappresentanti presenzieranno in massa ai lavori dell’aula.

    Per la prima volta nell’attuale ciclo amministrativo, quello cioè che vede ai vertici di Palazzo Tursi Marco Doria, la discussione prenderà il via da una delibera di indirizzo di iniziativa consigliare, come previsto dall’art. 51 del Regolamento del Consiglio comunale di Genova. Una rarità per la Sala Rossa. Si tratta di un documento con cui i consiglieri, in questo caso bipartisan, mirano a porre dei paletti vincolati per la giunta circa la redazione del bilancio previsionale per il corrente anno che dovrebbe essere approvato prima della pausa estiva.
    Se, come probabile, la delibera di Consiglio dovesse ottenere la maggioranza, sindaco e assessori si troverebbero costretti a garantire al comparto del welfare, anche per il 2013, la stessa entità di fondi stanziati lo scorso anno, ovvero poco più di 40 milioni di euro. Una cifra che creerebbe non pochi problemi nella redazione definitiva del bilancio, considerato che rispetto al 2012 da Roma arriveranno 31 milioni in meno nelle casse di Tursi. Un buco che non sarebbe totalmente ripianato neppure con l’aumento di un punto percentuale sull’Imu. La giunta, dunque, si troverà di fronte a scelte molto delicate e, con ogni probabilità, sarà costretta a prendere provvedimenti poco popolari: ad esempio, il taglio degli extra per i dipendenti comunali che potrebbe garantire un tesoretto di circa 6 milioni di euro.«Si tratta – spiega Enrico Pignone, capogruppo Lista Doria – dell’ennesimo tentativo di riportare il dibattito politico all’interno della Sala Rossa. Le maggioranze forti che si sono succedute nei cicli amministrativi precedenti hanno fatto perdere incisività alle discussioni in assemblea. Ma, soprattutto per questioni sociali in cui non esiste necessariamente una contrapposizione partitica, è giusto che i problemi vengano affrontati pubblicamente in Consiglio. La Sala Rossa non può essere solo la valvola di sfogo per le proteste di cittadini e associazioni che ogni settimana assiepano le tribune, non sempre in maniera opportuna. Anche perché se non arrivano i trasferimenti dal governo non si può sempre addossare la colpa al sindaco e al Comune».

    Trattandosi di un provvedimento trasversale, la delibera non dovrebbe trovare troppi ostacoli al suo passaggio. Tuttavia, la discussione di domani servirà ai consiglieri per manifestare i propri intendimenti circa le iniziative concrete da intraprendere e i settori su cui abbattere la scure dei tagli. E qui si attendono scintille, anche all’interno della maggioranza. Da un lato, infatti, la posizione di parte del Pd che vede di buon grado l’inserimento di una logica concorrenziale nel mondo delle cooperative sociali e del terzo settore più in generale; dall’altra, la posizione della Lista Doria contraria a un sistema che rischierebbe di favorire sempre i soliti soggetti, magari già avvantaggiati dal punto di vista fiscale. Nel mezzo, o meglio, all’esterno, la protesta dei sindacati e del Forum del Terzo Settore che manifesteranno il proprio malessere.

     

    Consiglio Comunale: quali strumenti a disposizione dei consiglieri?

    La delibera di Consiglio è solo uno dei molteplici strumenti con cui i rappresentati dei cittadini genovesi stanno esercitando i propri compiti di controllo sull’operato dell’amministrazione.

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    Nelle scorse settimane, infatti, abbiamo più volte fatto riferimento a termini tecnici come articoli 54, articoli 55, ordini del giorno, emendamenti, interpellanze e mozioni. Lo abbiamo già fatto in altre occasioni, ma in una giornata come quella di oggi che vede il Comune impegnato in una scelta importante per il futuro della nostra città, ci sembra utile cercare di fare nuovamente chiarezza sulle iniziative che i consiglieri possono intraprendere all’interno della Sala Rossa.

    Andiamo con ordine, partendo da uno degli strumenti più sfruttati e che più volte abbiamo avuto modo di citare nei nostri articoli da Palazzo Tursi. Stiamo parlando degli articoli 54, ovvero le interrogazioni a risposta immediata che contraddistinguono, di norma, l’ora (anche nota con il termine anglosassone di question time) precedente i lavori ordinari dell’assemblea. Si tratta di chiarimenti su argomenti di attualità e di competenza dell’amministrazione comunale, richiesti da uno o più consiglieri in forma scritta ma illustrati oralmente, a cui fanno seguito le risposte degli assessori competenti, con possibilità di replica per i proponenti.  Uno strumento che spesso viene sfruttato dai consiglieri solamente per avere un po’ di visibilità in più, ma che, in realtà, è anche uno dei metodi più efficaci con cui i cittadini, tramite i propri rappresentanti in Sala Rossa, possono chiedere conto agli assessori competenti e all’amministrazione più in generale, di determinate problematiche che li riguardano e che interessano la vita della città.

    All’inizio di ogni seduta, il presidente può prendere o concedere la parola per brevi dichiarazioni su fatti recenti di particolare importanza. Inoltre, secondo il quarto comma dell’articolo 55, in apertura dei lavori è “sempre consentito al sindaco fare dichiarazioni di particolare importanza per la Civica Amministrazione” per un tempo massimo di 10 minuti. L’intervento del primo cittadino può essere preceduto dalle dichiarazioni di un rappresentante per ciascun gruppo consigliare, per un massimo di 5 minuti a testa. Una situazione che abbiamo visto poche settimane fa, in occasione della discussione sul Terzo Valico.

    Tecnicamente organizzate come gli articoli 54, le interpellanze sono atti a carattere ispettivo, domande rivolte a sindaco o giunta per conoscere i motivi o gli intendimenti della loro condotta in merito a un provvedimento o a un comportamento amministrativo.

    Da non confondersi con l’ordine del giorno della seduta, che indica appunto l’elenco degli argomenti in discussione durante una determinata convocazione, l’ordine del giorno inteso come iniziativa di uno o più consiglieri è un atto di indirizzo con cui si impegna l’amministrazione a intraprendere un determinato comportamento o azione di governo su un provvedimento in esame. Non comporta effetti giuridici immediati ma va piuttosto considerato alla stregua di un documento accessorio alla discussione in corso.

    A metà strada tra la delibera di indirizzo e l’ordine del giorno, si collocano le mozioni. Si tratta di proposte di deliberazioni, con cui i membri della Sala Rossa esprimono la propria posizione su argomenti di particolare rilevanza per spronare la discussione e/o impegnano sindaco e giunta al compimento di atti e all’adozione di iniziative di propria competenza su questioni cogenti.

    Tra le altre azioni a disposizione dei consiglieri avrete sicuramente letto più volte i termini emendamento e dichiarazioni di voto, di comprensione molto più immediata rispetto agli altri. Nel primo caso, si tratta di proposte di modifica dei documenti da deliberare, su cui, prima della votazione in aula, la giunta è chiamata a manifestare il proprio orientamento. È uno degli strumenti più utilizzati, insieme con gli ordini del giorno, come pratica ostruzionistica. Le dichiarazioni di voto, invece, altro non sono che l’illustrazione delle motivazioni che porteranno un gruppo consigliare a votare a favore o contro un determinato provvedimento; a essi, possono aggiungersi gli interventi di consiglieri che si dissocino dall’orientamento del proprio gruppo di appartenenza.

    Per il momento ci fermiamo qua, senza alcuna pretesa di essere stati esaustivi ma con la speranza di aver aiuto qualche lettore a districarsi tra i tecnicismi che caratterizzeranno la lunga giornata di oggi in quel di Palazzo Tursi.

     

    Simone D’Ambrosio

    [foto di Daniele Orlandi]

  • In territorio nemico: il romanzo collettivo presentato a Genova

    In territorio nemico: il romanzo collettivo presentato a Genova

    in-territorio-nemicoGiovedì 11 luglio 2013 il centro sociale Zapata e Aut Aut 357 organizzano un evento all’aperto in via Balbi, nella piazzetta antistante la Biblioteca Universitaria di Genova: Vanni Santoni – fondatore del sito web e metodo di narrazione Scrittura Industriale Collettiva – presenta In territorio nemico, romanzo scritto da 115 autori sul tema della Resistenza.

    «I partigiani stanno per tornare nella letteratura italiana e perdio sono armati fino ai denti (oltre che supportati dal sangue di 114 scrittori e dall’acciaio di 1 industria pesante)»

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Lagaccio, vico Cinque Santi: muro pericolante, appello dei cittadini

    Lagaccio, vico Cinque Santi: muro pericolante, appello dei cittadini

    lagaccio, muro pericolante in vico 5 santiUn altro muro può crollare. Con queste parole Enrico Testino, promotore della rete Voglio la Gavoglio del quartiere Lagaccio e membro del Direttivo del Consorzio Pianacci, ha lanciato un allarme sul web per sensibilizzare le istituzioni su una questione che si trascina da ormai diversi anni.

    Dopo paura e disagi conseguenza del crollo in via Ventotene, i cittadini del quartiere vogliono evitare un nuovo cedimento, tra l’altro a pochi metri di distanza. Si tratta di un piccolo muro lungo circa 100 metri in vico chiuso dei 5 Santi, una strada stretta fra gli alti palazzi e compresa fra via Ponza e via Sapri. La situazione non è certo paragonabile alla gravità di quanto accaduto in via Ventotene, in cattive condizioni ci sarebbe infatti solo la parte alta e non l’intera parete di sostegno, ma la messa in sicurezza immediata eviterebbe di correre inutili rischi.

    «Un altro muro che può crollare – scrive Testino nella sua lettera aperta – anzi, già crollato in due punti. Sopra a dei giardini di abitazioni private. “Modello” via Dassori. C’è qualche scusa per chi non interviene? Sono convinto della buona fede di tutti ma è evidente… che qualcosa di grave sta accadendo nella gestione della città.» Testino prende infatti spunto da questo disagio per aprire ad una riflessione sul rapporto fra cittadinanza attiva e istituzioni.

    «Un muro che già 4 anni fa portammo, come gruppo di cittadini, all’attenzione degli Assessori di allora (oggi cambiati) e della pletora di tecnici comunali competenti (molti dei quali ancora, senza soluzione di continuità, sono oggi al lavoro in Comune) – racconta Testino – Nessuno dei referenti istituzionali di allora seppe porre rimedio al pericolo, pur con alcuni anni di lavoro davanti. Nessuno degli attuali amministratori ha saputo porci rimedio, pur con un anno di lavoro alle spalle».

    La lettera integrale “Scacco da matti”

     

  • Teatro Cargo: crollo del cornicione, stagione a rischio

    Teatro Cargo: crollo del cornicione, stagione a rischio

    teatro-cargoIl Teatro Cargo sta per compiere vent’anni. La compagnia è infatti nata nel 1994 e dal 2002 ha sede nello spazio di piazza Odicini a Genova Voltri, animando il quartiere con spettacoli di alto livello, progetti teatrali e culturali esportati nel resto della città, in Italia e all’estero, e dal 2010 anche con la riqualificazione del Teatro di Villa Duchessa di Galliera. Un importante traguardo per il principale spazio culturale del Ponente cittadino, tuttavia oscurato da una situazione di degrado che al momento non trova spiragli di risoluzione.

    Riepiloghiamo. Lo scorso 19 giugno Laura Sicignano, direttrice del Teatro Cargo di Genova Voltri, comunica sul suo profilo Facebook il crollo del cornicione, pubblicando una foto della facciata (vedi immagine sotto) e un appello: «confidiamo che gli Enti Locali preposti ripristinino subito la sicurezza visto che abbiamo trovato uno sponsor che decora la (squallida) facciata e a settembre vorremmo inaugurare le nostre consuete attività».

    cargo Il cedimento, dovuto a infiltrazioni d’acqua presenti da molto tempo e mai riparate, rischia di compromettere la prossima e ventesima stagione teatrale del Cargo. Abbiamo contattato Laura Sicignano per conoscere gli sviluppi della situazione, a quasi un mese dall’accaduto: «Al momento nulla è stato risolto. Un privato si è offerto di mettere il cornicione in sicurezza ma la normativa lo vieta, in quanto ogni attività di manutenzione deve essere stabilita con una gara pubblica, non sarebbero possibili nemmeno prestazioni di volontariato. Secondo la Convenzione che abbiamo sottoscritto, è previsto che le opere di manutenzione straordinaria (come appunto la riparazione del cornicione e della facciata) siano a carico della Civica Amministrazione: i tecnici del Comune hanno fatto un sopralluogo, ma al momento non abbiamo comunicazioni ufficiali né sulle tempistiche né sulla natura degli interventi necessari. Se le infiltrazioni fossero state controllate prima, il lavoro sarebbe stato più semplice da gestire e meno oneroso: di fatto ora sarebbe necessario un lavoro strutturale, lungo e costoso, ma che non possiamo sostenere perché tra due mesi deve ripartire la stagione teatrale. L’urgenza di questi giorni è fare un “tappullo”, usando un’espressione genovese, più semplice ed economico e che ci dia la possibilità di riaprire senza ritardi. La presenza dei calcinacci davanti al teatro, con il passare dei giorni, sta peggiorando la situazione perché sporcizia e spazzatura si accumulano: un problema non solo per noi, ma per la Biblioteca che ha sede in piazza Odicini e per tutti coloro che abitano il quartiere».

    cargo2 La caduta del cornicione ha dunque interrotto il progetto di restauro della facciata, per il quale era già stato individuato lo sponsor (nell’immagine, pubblicata da Laura Sicignano su Facebook, il rendering del progetto): «Una Consigliera Comunale si è attivata e sta lavorando affinché la situazione venga risolta quanto prima, anche perché ci si avvicina ad agosto e ogni attività durante l’estate subisce rallentamenti. Noi, nel frattempo, stiamo lavorando come se dovessimo ripartire a settembre, anche se le difficoltà sono tante. Se il cornicione fosse crollato a Palazzo Tursi o in un teatro del centro, probabilmente sarebbe già stato riparato: noi prendiamo i soldi con il contagocce, mentre ad altre realtà cittadine sembra che tutto sia dovuto. I cittadini di Voltri sono elettori proprio come chi vive in altri quartieri, hanno gli stessi diritti, la periferia non deve essere un pretesto per considerare “cittadino di serie B” chi vi abita».

    La disparità nella ripartizione dei fondi è un problema sollevato da molte realtà teatrali genovesi, a partire da quelle indipendenti come Tilt, con una domanda spesso ricorrente: Perché produzioni e compagnie che ottengono riconoscimenti fuori Genova faticano a essere “profeti in patria”? Una questione che riguarda anche il Cargo: mentre la raccolta firme per Donne in guerra sta raccogliendo sempre più adesioni, lo spettacolo Scintille (scritto da Laura Sicignano, in scena domenica 14 luglio al Porto Antico) è stato selezionato per la quinta edizione di Face A Face – Parole d’Italia per le scene di Francia e il prossimo 19 settembre sarà rappresentato all’Istituto Italiano di Cultura di New York in occasione dell’anno della cultura italiana negli Stati Uniti.

    Marta Traverso

  • Spirito di Vino: concorso di illustrazione in Friuli Venezia Giulia

    Spirito di Vino: concorso di illustrazione in Friuli Venezia Giulia

    Bottiglie vinoSono aperte le iscrizioni per la XIV edizione di Spirito di Vino, concorso internazionale per vignette e illustrazioni indetto ogni anno durante la manifestazione Cantine Aperte in Friuli Venezia Giulia.

    Scopo del bando è disegnare vignette satiriche sul tema del vino: ogni partecipante può inviare fino a tre opere realizzate con qualsiasi tecnica e di dimensione 30×40 cm (orientate dunque in verticale). Il concorso è diviso in due sezioni: una per i vignettisti di età compresa tra 18 e 35 anni, una per gli over 36.

    Le opere vanno inviate entro il 31 agosto 2013 via mail a spiritodivino@mtvfriulivg.it o via posta all’indirizzo Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia – Via del Partidor 7 33100 Udine. Una giuria composta da nomi illustri del panorama satirico italiano selezionerà 30 vignette per ciascuna sezione che saranno esposte all’interno di una mostra allestita per l’occasione.

    Durante la manifestazione Friuli Doc (Udine 16-20 settembre 2013) verranno premiati i primi tre classificati di ciascuna sezione con 75 bottiglie di vino (1° premio), 50 bottiglie (2° premio) e 25 bottiglie (3° premio).