Mese: Luglio 2013

  • Iren mercato, contratti di doppia fornitura luce e gas: l’analisi

    Iren mercato, contratti di doppia fornitura luce e gas: l’analisi

    iren-gasGentili lettori, a costo di sembrare noiosi e pedanti, dobbiamo – ahimè – tornare su un argomento trito, ritrito e tristemente trattato….
    Stiamo parlando di Iren mercato, distributore gas per la Liguria e venditore nel mercato tutelato sia per la fornitura del gas che per quella dell’energia elettrica.
    Due settimane fa abbiamo stigmatizzato il comportamento nefasto di Enel biforcuta: Enel Serizio Elettrico ed Enel Energia
    Siccome il metodo Enel non trova ostacoli normativi, altre società hanno deciso di comportarsi alla stessa maniera. Iren Mercato S.p.A. è una di queste. Ma attenzione: c’è una piccola differenza.

    Le “due Enel” hanno ragione sociale differente, ma il logo e lo slogan pubblicitario (l’energia che ti ascolta) sono identici e fuorvianti; facile equivocare, ma relativamente semplice accorgersi del cambio gestore: le bollette diventano a colori. Sicuramente in molti all’inizio hanno pensato ad un’evoluzione digital-cromatica da parte di Enel ed invece trattaasi solo di bollette dal costo più elevato.

    Al contrario, Iren non si è sdoppiata, la società è la stessa e quindi un “normoutente” pensa ragionevolmente di mantenere lo stesso contratto che aveva in precedenza… ma si sbaglia.

    Gli addetti che si attaccano ai campanelli delle vostre porte sono venditori e vi vogliono appioppare un contratto di somministrazione doppio (luce/gas) millantando sconti inesistenti.
    Basti pensare che Iren – con con i contratti di mercato libero – vi fa pagare somme non meglio precisate (le cui voce in bolletta non troverete neanche con la miglior lente di ingrandimento di Sherlock Holmes).
    Un esempio? Il trasporto luce ad Enel… e magari voi avevate un contratto proprio con Enel. Alla faccia della trasparenza… E poco consola il fatto che la normativa attualmente in vigore consente tutto ciò; non ci resta che invocare la pratica commerciale scorretta: quella, almeno, ce l’abbiamo e viene punita severamente.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Ambiente, acqua ed energia: concorso di giornalismo per studenti

    Ambiente, acqua ed energia: concorso di giornalismo per studenti

    MontagnaIn vista della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile (24-28 giugno 2013) è stato indetto il concorso per le scuole superiori Onde di montagna, che prevede la realizzazione di contributi radio, video, foto e articoli su uno di questi due temi: risparmio idrico e acqua come energia.

    I materiali possono essere inviati entro il 31 marzo 2014 via mail a redazione@radiojeans.net o attraverso la app gratuita per Android e iOS “Radio Jeans”.

    I primi due classificati avranno in premio una somma di denaro ciascuno e un laboratorio radiofonico per la propria scuola. La premiazione avverrà in occasione dell’edizione 2014 della Settimana europea dell’energia sostenibile.

    Il bando è promosso dalla Federbim (Federazione nazionale dei bacini imbriferi montani) in collaborazione con i due media giovanili Radio Jeans e la rivista Zai.net.

  • Genova, verde pubblico e alberature stradali: lo stato attuale

    Genova, verde pubblico e alberature stradali: lo stato attuale

    alberi-parchi-DIA Genova ogni volta che si parla di verde pubblico, parchi, alberature cittadini, non si può evitare di sollevare le polemiche di molti: chi sostiene la necessità di un restyling del verde genovese, nella speranza di portare le auspicate migliorie; chi, dall’altro lato, difende gli spazi verdi, nel timore che gli interventi pubblici celino interessi privati che finirebbero solo per peggiorare la situazione. Nel corso degli ultimi anni si è messa in evidenza la problematica della messa in sicurezza delle alberature, con particolare attenzione alla situazione delle alberature stradali cittadine -in condizioni ambientali difficili-, e la necessità di manutenzione delle piante come buona pratica civica. Da qui, una serie di progetti di riqualificazione dei viali alberati, di salvaguardia degli esemplari malati e di successivo reimpianto. Ormai da tempo le amministrazioni, in un’azione coordinata con le squadre di Aster, hanno avviato una lenta ma costante opera di riqualificazione in varie aree della città: in alcune zone gli interventi sono già stati ultimati, altre ancora restano in attesa. Facciamo il punto con Giorgio Costa, responsabile del Settore Verde di Aster.

    «In tutta Genova ci sono (su 100 mila totali) circa 20 mila alberature stradali vecchie: no, non antiche o storiche, ma vecchie. Si tratta di alberi piantati nel dopoguerra, che oggi sono ultra-cinquantenni, quasi sessantenni: già sono vecchi di per sé ma, essendo stradali (e quindi sottoposti a stress continuo, smog, inquinamento di vario tipo), invecchiano ancora prima del normale. Inoltre, all’epoca erano state piantate a distanza troppo ravvicinata e questo oggi causa dei problemi di sviluppo e di conflitto tra gli esemplari, che non hanno lo spazio necessario ad espandersi come dovrebbero. Tutto ciò comporta due problematiche principali: per prima cosa, ci sono problemi di sicurezza, per cui gli alberi instabili spesso sono stati piantati troppo vicini alle case. Per scongiurare rischi di crolli e cedimenti e per ridare alle piante lo spazio vitale di cui necessitano, è necessario effettuare frequenti e pesanti potature, ma questo finisce per indebolirle ulteriormente e innescare un circolo vizioso. Le piante potate, e perciò indebolite, risultano più soggette ad ospitare parassiti sulle radici, sul tronco e sui rami: si tratta di parassiti non visibili a occhio nudo e che non pregiudicano la fioritura della pianta e il suo fogliame, perciò da fuori si è portati a pensare che la pianta stia bene, mentre spesso è completamente invasa da questi parassiti, scavata e cariata all’interno. Il rischio di schianto è forte, e ultimamente aumenta purtroppo il numero delle vittime in seguito a incidenti di questo tipo. Per la manutenzione di queste alberature è necessario effettuare valutazioni di stabilità per individuare le piante che sono al limite e sostituirle con nuovi esemplari. Dalle nostre stime, circa il 10-30% delle attuali alberature stradali necessita di sradicamento e sostituzione. Questo sistema porterebbe al generarsi di buchi all’interno del paesaggio urbano, per colmare i quali è necessario procedere con il reimpianto di alberature che spesso sono, per forza di cose, diverse per tipologia e specie rispetto alle piante precedenti: in molti casi, al posto di piante ad alto fusto si inseriscono piante più piccole, che sono libere di crescere e svilupparsi più armoniosamente. I nostri interventi di reimpianto riguardano o tratti completi di strade, o intere vie, come nel caso del progetto di Via Spinola del 2012 (dove abbiamo sostituito ben 40 piante): questo, per dare uniformità al paesaggio urbano e non creare dissonanze sotto il profilo estetico, e anche per poter intervenire sul ridistanziamento delle alberature, che crescono così più velocemente».

    Il “famoso” intervento in Via Spinola

    Aster al lavoro in via Ambrogio Spinola a OreginaNel caso di Via Ambrogio Spinola ad Oregina, infatti, nell’ottobre 2012 sono stati effettuati interventi di recupero sugli alberi lato strada, sostituiti con altre piante a basso fusto. Gli alberi ad alto fusto, infatti, risultavano indebolite a causa degli agenti atmosferici e dell’inquinamento, ed erano a rischio stroncamento, con cavità nel tronco o nei rami. Inoltre, la crescita stentata a causa di potature di contenimento, dovute all’impianto troppo a ridosso della strada, e così via. Da parte di Aster e del Comune si sosteneva la validità della soluzione adottata, giustificando l’abbattimento delle piante stradali con l’intenzione di privilegiare piuttosto le specie vegetali idonee agli spazi disponibili e di sistemare in modo adeguato lo spazio per lo sviluppo naturale delle chiome senza necessità di potature. Inoltre, anche la realizzazione di posti auto utili per compiere le manovre di parcheggio senza danni ai tronchi delle piante. L’intervento di riqualificazione della via prevedeva, per Aster, la risistemazione ordinata dei filari di alberi, da posizionare ad una distanza regolare, tale da consentire l’adeguato sviluppo delle chiome. Sul lato strada, anche un archetto “para-alberi” per proteggere ogni nuova pianta. Per il completo reimpianto del viale sono stati piantati 41 alberi nuovi, in modo da favorire la messa in sicurezza della via dal rischio di stroncamenti degli alberi e dei rami e la riduzione del “danno” su finestre e muri dei palazzi limitrofi. Inoltre, un generale stato di miglioramento sotto il profilo paesaggistico, la riduzione degli interventi di potatura e l’abbattimento dei costi di manutenzione.

    Commenta Costa: «Quello di Via Spinola è un esempio di intervento, che è stato strumentalizzato dalle associazioni di quartiere per far parlare delle problematiche che interessano il quartiere del Lagaccio, e che è stato avversato anche da Legambiente, che si è opposta strenuamente e inaspettatamente. In quel contest, le piante precedenti, colpite da funghi e fortemente indebolite, sono state sostituite con altre specie, e questo ha innescato meccanismi di protesta e resistenza da parte dei cittadini che, affezionatisi “ai tronchi” anziché alle piante, rivendicavano il legame affettivo e il valore estetico delle piante precedenti, senza rendersi conto di quanto fossero in realtà debilitate. Le vedevano verdi, e non percepivano lo stato di usura e stress di quelle piante ultra-cinquantenni. Ora, però, gli abitanti sono contenti: abbiamo stimato che in 5 anni ci sarà l’ammortizzazione dei costi di reimpianto e sostituzione (che costano molto meno delle ripetute potature, delle valutazioni dello stato di salute, degli interventi sui marciapiedi e sulle strade, che vengono danneggiati e sradicati dalle alberature troppo grandi e pesanti».

    All’epoca, come ricordato da Costa, c’era stata una vasta mobilitazione per cercare di fermare gli interventi di abbattimento delle alberature. Ci racconta Andrea Agostini di Legambiente: «Ci siamo opposti al progetto di tagliare gli alberi ad alto fusto presenti in Via Spinola perché non vedevamo la necessità e perché erano delle risorse importanti per garantire l’ombreggiatura della strada, la pulizia dell’aria, il riparo dal rumore del traffico, l’abbellimento del quartiere. Alla fine ha vinto Aster e gli alberi ad alto fusto sono stati eliminati, per essere sostituiti con una quarantina di alberi a basso fusto, di circa 3,4 metri, che certo non sono in grado di svolgere le funzioni già elencate sopra, e che non erano nemmeno adatti alla zona, trattandosi di meli da fiori e simili. All’epoca ci eravamo rivolti alla Consulta del verde che si era pronunciata a favore dell’opposizione di Legambiente, sostenendo la nostra causa, ma da parte delle amministrazioni c’è stato lo stesso il via libera al progetto, dal momento che la Consulta –hanno detto- ha valore solo consultivo e non vincolante».

    ambiente-natura-verde-green-alberiDIE lo stato attuale? Così, ancora, Costa:  «In via Spinola gli interventi sono stati realizzati con fondi del 2011, ma ora siamo a corto di finanziamenti: dipendiamo dal Comune e non abbiamo autonomia economica. In questo momento di crisi, in cui l’amministrazione di certo non naviga nell’oro, i finanziamenti per gli interventi sul verde urbano sono stati totalmente cassati, tanto che –pur avendo in piano almeno una decina di  urgenti interventi da realizzare- siamo con le mani legate. Anche se non si tratta di spese così alte (siamo nell’ordine dei 50-100 mila euro), se ne riparlerà se tutto va bene nel 2014. Per ora ci limitiamo ad affinare i progetti e a procedere con le valutazioni, anche se anche queste sono onerose. Bisogna però ricordare che quello di Via Spinola è un intervento che si inserisce in una serie di circa una decina di interventi simili, finanziati a livello comunale e portati a buon fine da Aster negli ultimi anni: posso citare Viale Aspromonte, Via Bolzaneto, Via Prestinari e Via Martiri della Libertà a Pegli (uno degli interventi più vecchi, portati a modello di buona riuscita delle nostre operazioni). Si tratta di interventi trasversali in tutta la città, dal Levante al Ponente, di cui oggi ci risulta che tutti siano soddisfatti. A tale proposito, da citare anche gli interventi di reimpianto nel tratto finale di Corso Firenze, quelli di Corso Carbonara seguiti da Ferrovie dello Stato che vi aveva precedentemente insediato un proprio cantiere per la creazione di un impianto di aerazione nella galleria ferroviaria sotterranea, danneggiando il verde, e che si è impegnata a curare il reimpianto entro settembre/ottobre 2013 con alberi di specie diverse».

    Prossimi interventi: piazza Paolo da Novi e corso Torino

    Nonostante il momentaneo stallo, a breve, al via gli interventi anche in Piazza Paolo da Novi, nell’ambito del restyling generale della piazza, iniziato nel 2011 e della durata prevista di dieci mesi: i lavori comprendevano la riqualificazione della parte centrale della piazza, con l’inserimento di nuovo verde e panchine, recupero delle aiuole, miglioramento della fruizione e inserimento di strutture varie, tra cui anche giochi per bambini. Adesso, saranno effettuati anche qui interventi sullo stile di quelli già realizzati in Via Spinola: sostituzione di alberature ad alto fusto sui lati lunghi della piazza con altre a basso fusto e ricostruzione del marciapiedi. Si tratta di piante molto vecchie, sophore, che saranno sostituite da piante di specie diverse. Quelle angolari, più giovani, non saranno toccate. Gli interventi sono realizzati dal Comune nel progetto di restyling generale, non direttamente seguiti da Aster, che si affiancano a quelli previsti in Corso Torino: qui si parla di levare progressivamente alcune piante più critiche, dimezzando il numero delle piante totali e aumentando la distanza da 6 a 12 metri.

    C’è chi non vede tutto rose e fiori. Ancora da Legambiente: «Ci dicono che gli interventi serviranno a migliorare il verde pubblico, ma in realtà si tratta di un sistema per risparmiare e per favorire la gestione complessiva del verde da parte dell’amministrazione e degli addetti, non di un guadagno in termini ambientali. Ci risulta che per l’intervento nella piazza siano stati stanziati 400 mila euro, ma solo 16 mila saranno destinati effettivamente all’inserimento delle nuove piante, mentre la parte restante (di certo molto più ingente: 16 mila sono una cifra irrisoria su un totale di 400 mila euro) sarà destinato al rifacimento della pavimentazione, alla cementificazione e pedonalizzazione dell’area. Insomma, il verde ancora una volta non è la priorità. Il tutto, da parte nostra, è ancora in fase di valutazione: stiamo per compiere una serie di accertamenti con un team di agronomi che manderemo sul posto a valutare la situazione, poi daremo un parere specifico con pronuncia ufficiale in merito allo stato della piazza. La spesa è certamente elevata e per questo da valutare accuratamente: un intervento di questo tipo cambia la fisionomia non solo della piazza ma anche del quartiere. Alla fine, a destra di Corso Buenos Aires ci sarebbero piante basse, mentre davanti sulla sponda sinistra, piante alte come le sophore».

    La questione è, appunto, controversa e spinosa. In bilico tra bisogno di innovazione e legame –anche affettivo- al paesaggio urbano, l’amministrazione si trova davanti al dilemma di come realizzare interventi intelligenti, facendo contenti i cittadini e facendo quadrare i bilanci. «Quello del verde pubblico cittadino –chiosa Costa, da Aster- è un tema spinoso, ma attuale: parlando con vari colleghi, mi confermano le reticenze dei cittadini verso i cambiamenti: guai a toccare gli alberi! Ma, personalmente, penso che il caso di Genova sia più estremo: si sa che, come popolazione, non siamo certo degli innovatori! Mal comune, quindi, ma a Genova è un male peggiore che altrove e queste ritrosie degli abitanti ci rendono più difficile procedere con gli interventi e ci pongono davanti al bivio tra innovazione e tradizione, miglioramento e quieto vivere». 

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Diego Arbore]

  • Goa Boa 2013: il programma dei concerti al Porto Antico

    Goa Boa 2013: il programma dei concerti al Porto Antico

    musica-concerti-chitarra-elettricaMercoledì 3 luglio 2013 ha inizio a Genova una nuova edizione di Goa Boa, la storica manifestazione musicale che porta nella nostra città band musicali di fama internazionale.

    Il ricco programma di concerti parte appunto questa sera con i Ministri, mentre ad aprire la serata è la band savonese iVenus.

    Si prosegue giovedì 11 luglio con Cody Chessnut, insieme ai genovesi Zibba & Almalibre.

    Venerdì 12 luglio è la volta dei Tom Tom Club, ossia il duo formato da Chris Frantz e Tina Weymouth.

    I Motel Connection sono gli ospiti musicali di sabato 13 luglio, mentre a concludere la manifestazione sarà il rapper Fedez venerdì 19 luglio.

    Tutti i concerti avranno inizio alle 21 (apertura porte ore 20, aftershow dalle 24, acquisto biglietti su goaboa.it).

  • Albaro, villa Franzone area ex Seat: stop alle residenze abusive

    Albaro, villa Franzone area ex Seat: stop alle residenze abusive

    albaro. area ex seat2Mentre il Municipio Medio Levante chiede una maggiore tutela delle ville storiche di Albaro, viene chiamato dal Comune ad esprimere il proprio parere sulla proposta di aggiornamento del PUC vigente riguardo al piano di lottizzazione dell’ex area Seat, nei terreni delle Ville Franzone e Candida.

    Stiamo parlando di una vicenda che affonda le sue radici addirittura nel lontano 1985, quando la Società elenchi ufficiali degli abbonati telefonici (Seat) – proprietaria di un’area di 3670 mq tra via Federico Ricci e via San Giuliano – presentò un progetto per realizzare un edificio da destinare ad uffici per un volume di circa 8500 metri cubici.
    Dopo un lungo contenzioso giudiziario, il cambio di proprietà, il tentativo di edificare residenze anziché uffici, restano sul campo una costruzione non finitaposta sotto sequestro dalla magistratura nel 2010 – e molte perplessità sulle scelta di rilasciare dei permessi a costruire relativi ad un sito incastonato tra i parchi e le pertinenze di due dimore storiche (Ville Franzone e Candida), per altro vincolate dalla Soprintendenza.
    Adesso l’amministrazione comunale, con questo atto – che dopo l’esame in commissione e consiglio del Municipio Levante Levante passerà in Consiglio comunale per il via libero definitivo – intende ribadire l’originaria destinazione d’uso dell’immobile. Dunque, soltanto uffici e nessuna residenza. Inoltre, il Comune decide di rinunciare al parcheggio ad uso pubblico previsto dalla convenzione stipulata all’epoca, oggi non più ritenuto necessario, scegliendo così di monetizzare gli oneri di urbanizzazione dovuti dai costruttori e stimati in circa 431 mila euro.

    «Il Giudice amministrativo ha stabilito che il piano di lottizzazione “vive” e dunque noi non possiamo fare altro che adeguarci – commenta l’architetto Maurizio Sinigaglia, funzionario tecnico della Direzione urbanistica e grandi progetti del Comune – però riportando il tutto alle previsioni del 1991. Oggi sarebbe praticamente impossibile approvare un intervento simile perché, rispetto agli anni ’80 e ‘90, c’è una sensibilità assai maggiore su questi temi».
    «Il parere favorevole del Municipio è legato alla precisa richiesta di spendere parte degli oneri di urbanizzazione sul territorio di Albaro», sottolinea Bianca Vergati, consigliere municipale (Sel-Lista Doria) e vicepresidente della Commissione Territorio.

    Anni 80 e 90: il progetto Seat ad Albaro

    La lottizzazione proposta nel 1985 dalla società Seat era conforme allo strumento urbanistico allora vigente. Il Piano Regolatore Generale del 1980, infatti, destinava l’area oggetto dell’intervento ad insediamenti commerciali e direzionali (ZA-CD), all’interno di zona storico-ambientale, vista la presenza di contigui manufatti di valore storico-ambientale e di zone di pregio paesaggistico. Nel dettaglio, il progetto edilizio prevedeva la realizzazione di un edificio per uffici articolato in due blocchi posti ad angolo ciascuno di tre piani fuori terra, per una volumetria complessiva pari a 8492 metri cubici e di un piano interrato destinato a parcheggi e locali tecnici.
    Il consiglio comunale, con deliberazione n. 1848 del 20 ottobre 1986, approvava il piano di lottizzazione, mentre la relativa convenzione tra Seat e Comune, veniva siglata nel maggio del 1991. Quest’ultima, all’art. 4, tra gli impegni assunti dalla società lottizzante prevedeva l’obbligo di consentire – senza alcun onere per il Comune – l’uso pubblico di un parcheggio in un’area adiacente al perimetro del piano e costituente distacco di Villa Candida (soggetta a vincolo storico monumentale), nonché della strada di accesso compresa anch’essa nel nuovo insediamento.

    albaro. area ex seat1Nel dicembre ‘91 il Comune rilasciava la concessione ad eseguire i lavori dell’edificio destinato a uffici. Nel novembre 1992 partivano le opere di sbancamento, ma appena un mese dopo, nel dicembre 1992, il tutto veniva sospeso dalla Soprintendenza per i Beni ambientali ed Architettonici della Liguria che contestava l’assenza della necessaria autorizzazione per intervenire sui terreni compresi nel parco della vincolata Villa Franzone. Inoltre, la Soprintendenza rendeva noto che era in corso il rinnovo del vincolo relativo all’edificio e comprensivo di tutte le sue pertinenze, compreso il parco. Nel dicembre 1993 il complesso Villa Raggio Franzone, con decreto del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, veniva dichiarato di interesse particolarmente importante ai sensi della legge 1 giugno 1939 n. 1089 e come tale sottoposto a tutte le cautele conseguenti, con efficacia anche nei confronti di ogni successivo proprietario.

    Il contenzioso giudiziario

    Successivamente alcuni privati presentarono ricorso al Tar Liguria impugnando tutti gli atti dell’amministrazione comunale che autorizzavano l’intervento e chiedendone l’annullamento. Il Tar con sentenza n. 192 del 09-06-1995 accoglieva il ricorso.
    Nel 1996 la società Seat proponeva appello contro la sentenza. Il Consiglio di Stato, con decisione 254/2005 depositata il 31 gennaio 2005, accoglieva l’appello riformando la sentenza del Tar Liguria e dichiarando irricevibile il ricorso di primo grado e inammissibile l’appello accidentale, provocando la conseguente reviviscenza nei loro effetti degli atti impugnati.

    Nelle more del predetto contenzioso, nel marzo 2000, veniva approvato il nuovo Piano Urbanistico Comunale tuttora vigente che include l’area oggetto dell’intervento nella zona A – tessuto storico, sottozona AV, caratterizzata da edifici, giardini o parchi di pertinenza di pregio storico contraddistinti da valore paesistico e ambientale costituenti un sistema unitario da conservare, dove la nuova costruzione è consentita esclusivamente per edifici compatibili in luogo di edifici preesistenti, ove si rilevi l’esigenza di riqualificare una situazione ambientalmente compromessa. Le funzioni ammesse sono diverse e comprendono residenze, alberghi, uffici, ecc.

    Nel frattempo, proprietaria del complesso e dell’adiacente Villa Candida – comprese le pertinenze e l’area già individuata quale parcheggio pubblico – era diventata la società Bagliani San Giuliano srl, che chiedeva la voltura dei titoli abilitativi, ed in virtù della sentenza del Consiglio di Stato, comunicava la ripresa dei lavori. Ma il Comune stoppava nuovamente le operazioni in ragione della sopravveniente imposizione del vincolo monumentale sull’area e sulla villa, da parte della Soprintendenza.
    Bisogna ricordare, però, che successivamente alla sentenza del Tar n. 192/1995 e nelle more della sentenza n. 254/2005 del Consiglio di Stato, con provvedimento n. 548 del 17 agosto 2004 veniva rilasciato il permesso a costruire per opere edilizie relative al medesimo complesso di Villa Candida con realizzazione di autorimesse interrate e spazi pertinenziali in coerenza con quanto ammesso dal PUC del 2000. L’area che doveva ospitare il parcheggio pubblico (secondo la convenzione del ‘91) veniva destinata a spazio pertinentale, sistemato a verde con la previsione di alcune piscine condominiali.

    A seguito dell’esame della Soprintendenza l’intervento a suo tempo approvato (1991) è stato ritenuto ammissibile a condizione della riduzione volumetrica di un piano. Il progetto veniva ulteriormente rielaborato e la ripresa dei lavori consentita nel settembre 2006. A fronte della presentazione di elaborati di concessione edilizia adeguati alle indicazione richieste, la Soprintendenza esprimeva il proprio nulla osta alla realizzazione dell’edificio nel luglio 2007.
    Di conseguenza la società Bagliani presentava presso il Settore approvazione progetti e controllo attività edilizia del Comune, variante in corso d’opera riguardante una soluzione progettuale diversa da quella approvata con concessione edilizia n. 550 del 1991.

    Gli abusi edilizi

    I lavori, però, sono continuati in maniera non conforme ai titoli abilitativi. Sottoposti a verifica degli ispettori dell’Edilizia privata del Comune, documentata da verbale di accertamento ispettivo prot. 290729 del 17-08-2010, nell’ambito del quale venivano rilevate anche opere di frazionamento preordinate al mutamento di destinazione d’uso a fini residenziali del fabbricato.

    albaro. area ex seat3Il verbale veniva trasmesso all’autorità giudiziaria che aprì un’indagine e pose sotto sequestro l’immobile. Il processo, partito un anno fa, non è ancora concluso.
    La società Bagliani per la realizzazione delle unità residenziali abusive è stata punita con una sanzione pecuniaria, versata nelle casse comunali, di circa 900 mila euro.

    La variante al progetto

    La variante progettuale è stata modificata nel 2011 con la totale sostituzione ed integrazione degli elaborati grafici e della documentazione allegata. In data 6 maggio 2011 la società Bagliani ha anche chiesto che la pratica di variante venisse mantenuta in essere come “Mantenimento di opere realizzate in difformità rispetto alla concessione edilizia n. 550 del 03-12-1991 e opere di adeguamento per la realizzazione di un edificio a destinazione direzionale e connessa modifica alla convenzione”.
    L’istanza in esame ha comportato ulteriori modifiche al progetto, da ultimo in data 02-08-2011. Come evidenziato nella relazione tecnica del Settore approvazione progetti del Comune (agosto 2011) «In seguito alle successive rielaborazioni il progetto persegue l’obiettivo di ricondurre l’intervento a quanto previsto dalla originaria versione progettuale sotto i profili dell’unitarietà dell’edificio e della destinazione direzionale prevista dal piano di lottizzazione approvato».

    Le opere eseguite e quelle da eseguire

    L’edifico realizzato si compone di tre piani in cui sono collocate 10 unità immobiliari ad uso residenziale oltre ad un alloggio per il custode, nonché di un piano interrato destinato ad autorimessa suddivisa in 10 box.
    Il complesso risulta dotato di piscine di pertinenza realizzate nell’ambito delle sistemazioni esterne. A tali modifiche si aggiungono quelle riguardanti la localizzazione dei parcheggi: quelli di uso pubblico previsti dalla convenzione del ‘91 risultano del tutto assenti; quelli di pertinenza risultano costituiti dalla sola autorimessa e dunque insufficienti rispetto alla quantità necessaria.

    Le opere da eseguire, secondo il progetto di variante proposta, prevedono la cancellazione di tutti gli elementi identificativi la destinazione residenziale tramite l’eliminazione delle cucine e degli elementi distintivi, del frazionamento in singole unità immobiliari e delle piscine condominiali, progettando un nuovo sistema distributivo unitario per l’intero edificio da attuarsi mediante la demolizione di porzioni di tramezzature interne e di parti strutturali.

    «L’intervento eseguito sotto il profilo pianivolumetrico può essere coerente con le previsioni del piano di lottizzazione approvato – scrive la Direzione urbanistica e grandi progetti nella relazione tecnica dell’agosto 2011 – in tal senso il mantenimento dell’attuale configurazione può essere confermata subordinatamente alla realizzazione delle opere di adeguamento sopra indicate e all’aggiornamento dei relativi aspetti convenzionali».

    Il progetto preliminare di Piano Urbanistico Comunale adottato nel dicembre 2011 ed attualmente operante in salvaguardia, inserisce queste aree – come peraltro il piano vigente – in un ambito particolarmente conservativo AC-VU (ambito di conservazione del verde urbano strutturato). Tra le funzioni ammesse ci sono anche gli uffici, non evidenziando in tal senso alcun contrasto con la destinazione ad uffici attribuita dal piano di lottizzazione.

    La rinuncia al parcheggio pubblico e la monetizzazione degli oneri di urbanizzazione

    Nello svolgimento dell’istruttoria del progetto il Comune ha rilevato l’esigenza di procedere con l’aggiornamento della convenzione relativamente alla previsione degli standard «Constatando che le prestazioni urbanistiche previste nella convenzione attuativa del piano di lottizzazione del 1991 appaiono oggi di scarsa fruibilità e non rivestono interesse alcuno per l’amministrazione comunale – scrive la Direzione urbanistica e grandi progetti – È dunque opportuno prevedere la rinuncia al vincolo di destinazione d’uso a parcheggio pubblico dell’area a tale fine individuata nell’ambito della convenzione del ’91 a fronte di un adeguato indennizzo a favore dell’amministrazione comunale».
    La relazione di stima, elaborata il 3 maggio 2013 allo scopo di determinare un congruo indennizzo al Comune, tenendo conto del vantaggio economico conseguito dal soggetto privato in conseguenza dell’utilizzo dell’area, già destinata a parcheggio pubblico, quale spazio pertinenziale privato dell’adiacente complesso di villa Candida, si è concretizzata in una valutazione di circa 431 mila euro.

    La mozione per la tutela delle ville storiche di Albaro

    Come dicevamo in apertura il consiglio del Municipio Medio Levante ha approvato a maggioranza (con la sola astensione del Pdl) una mozione presentata dal consigliere Bianca Vergati (Sel-Lista Doria) per la tutela di ville storiche, parchi, giardini e antiche creuze di Albaro.
    «Le ville di Albaro costituiscono un sistema da preservare e valorizzare in quanto patrimonio eccezionale all’interno della struttura urbana – sottolinea il documento – Infatti, mentre alcune sono il “prototipo” delle ville dell’Alessi del Cinquecento come ad esempio Villa Cambiaso, sede della facoltà di Ingegneria, altre, considerate “edificato antico” sono preziosa testimonianza delle ville del genovesato e come tali da “vincolare” perché patrimonio della città ed ”emergenza storico-artistica”».

    Il sistema delle ville e dei parchi di Albaro, secondo il progetto preliminare di PUC adottato nel dicembre 2011, è inserito negli ambiti con Disciplina Paesaggistica Speciale (AC-VU-5 –N.). Le funzioni ammesse sono riferite alla Disciplina Paesaggistica Speciale e Puntuale, con riferimento alla tutela dell’edificato antico, sottolineando che gli interventi devono mantenere l’originaria modalità costruttiva.

    La mozione, in sostanza, chiede di rispettare quanto asserito nel PUC. «Particolare attenzione dovrà esservi per il valore storico del sistema delle ville di Albaro – si legge nel documento – non permettendo interventi invasivi, come ad esempio quello di Villa Raggio in via Pisa, che potrebbe stravolgere l’edificato antico e non garantire l’originaria consistenza del parco, non salvaguardando l’importanza del verde per la salute dei cittadini. Si chiede di permettere interventi edilizi che privilegino l’interesse pubblico di tutela del paesaggio, del patrimonio storico, l’origine antica di parchi e creuze. I cittadini, ed in particolare i firmatari delle presenti osservazioni, chiedono di partecipare attivamente nelle proposte progettuali sul Municipio del Medio Levante».

    «Le osservazioni che abbiamo formulato vogliono riportare l’attenzione del Comune riguardo ad interventi edilizi su ville storiche in Albaro – spiega il consigliere Bianca Vergati – alcuni sono già avvenuti, come quelli in via G. Bruno e via dei Maristi, altri sono in itinere, come Villa Raggio, dove si prevedono, secondo la delibera n. 1040 del 07/12/2011, opere di “ristrutturazione con cambio d’uso, frazionamento, ampliamento, sostituzione edilizia, realizzazione di piscina pertinenziale nel complesso monumentale”».
    «Io ho il massimo rispetto per gli investimenti economici dei privati – conclude Vergati – piuttosto che lasciare andare in malora degli spazi è giusto intervenire, però, sempre garantendo il decoro e rispettando il contesto in cui si opera. Oggi tra Villa Franzone e Villa Candida è rimasto uno scempio a causa di scelte non condivisibili compiute in tempi ormai remoti».

     

    Matteo Quadrone
    [Foto dell’autore]

  • Università di Genova: iscrizione e test d’ingresso, le date del 2013

    Università di Genova: iscrizione e test d’ingresso, le date del 2013

    rapporti-studi-dati-statisticheSi avvicinano le date dei test d’ingresso all’Università, per le facoltà a numero programmato. Scongiurato, almeno per quest’anno, l’anticipo a luglio degli esami di ammissione – come avviene invece in altri Paesi europei – queste le scadenze per tutti i corsi di laurea dell’anno 2013/2014.

    Esami di ammissione alle facoltà a numero chiuso
    Martedì 3 settembre per Architettura, Ingegneria Edile e Scienze dell’Architettura
    Mercoledì 4 settembre per le Professioni Sanitarie
    Lunedì 9 settembre per Medicina e Odontoiatria
    Martedì 10 settembre per Veterinaria
    Per questi corsi di laurea, il cui test d’ingresso è valido anche per gli Atenei di altre città, è necessario iscriversi entro giovedì 18 luglio 2013 attraverso il portale Universitaly e saldare entro giovedì 25 luglio la quota di iscrizione di 50 €.

    Le iscrizioni a tutti gli altri corsi – che non prevedono test d’ingresso – saranno invece possibili dal 15 luglio al 20 settembre 2013, con la pre-immatricolazione online sul sito dell’Università di Genova e successivamente al Salone dell’Immatricolazione, che si svolgerà in via Balbi 5 da giovedì 5 a venerdì 20 settembre.

    Per maggiori dettagli su ogni singolo corso di laurea consultare i bandi.

  • Oktoberfest 2013 a Genova: bando di concorso per disegnare il logo

    Oktoberfest 2013 a Genova: bando di concorso per disegnare il logo

    Boccali di birraIn arrivo anche quest’anno Oktoberfest Genova, la festa della birra organizzata dalla Birreria Hofbrahaus di via Dante e unico Oktoberfest ufficialmente riconosciuto dal Ministero delle Finanze dello Stato di Baviera.

    Come nelle precedenti edizioni, l’evento si accompagna a un concorso di grafica per disegnare il logo ufficiale della manifestazione, bando rivolto a genovesi e non che quest’anno si avvale del supporto del social network Pinterest: sull’account ufficiale di HB Genova saranno raccolte tutte le immagini inviate dai partecipanti.

    Il concorso è gratuito: gli interessati potranno spedire le proposte – in formato .jpg o .tif o .psd e di dimensioni 1200 x 1450 pixel – all’indirizzo mail info@oktoberfestgenova.com entro lunedì 22 luglio 2013a specificando nome, cognome e recapito telefonico. Le immagini dovranno contenere obbligatoriamente un boccale da litro di birra, un Brezel, la scritta stilizzata HB, la didascalia “Oktoberfest Genova 12-22 Settembre 2013 in Piazza della Vittoria” e un monumento caratterizzante della città.

    Una giuria decreterà il vincitore, che sarà premiato con un fusto di birra consegnato dal Console Onorario di Germania Alberto Marsano.

  • Genova per Don Gallo: mostra benefica e Mi hanno rubato il prete

    Genova per Don Gallo: mostra benefica e Mi hanno rubato il prete

    Don GalloMartedì 2 luglio 2013 due iniziative a Genova per ricordare Don Andrea Gallo.

    Anzitutto la festa Mi hanno rubato il prete!, che per il settimo anno consecutivo anima piazza del Carmine: una giornata che ricorda le manifestazioni popolari avvenute nel luglio 1970, quando Don Gallo fu allontanato dalla parrocchia del Carmine. Il titolo richiama la frase di un bambino, che in quei giorni piangeva per strada e che spiegò a un vigile “Piango perché mi hanno rubato il prete”.

    La giornata (inizio manifestazione alle 17.45) prevede interventi a ricordo di Don Gallo, morto lo scorso 25 maggio, seguito da letture e interventi musicali (Leggi il programma).

    Inoltre è aperta alla Loggia di Banchi la mostra e lotteria benefica A forza di essere vento – Artisti per Don Gallo: le opere pittoriche sono visibili sia in Loggia sia sul sito web e con un contributo di 150 € (destinato interamente alla Comunità di San Benedetto al Porto) se ne potrà avere una in sorte.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Centro Storico, commercianti in rete: cresce il gruppo su Facebook

    Centro Storico, commercianti in rete: cresce il gruppo su Facebook

    castello-centro-storico-vicoli-4Da qualche mese è attiva su Facebook la pagina “Salviamo il centro storico e la sua economia commerciale”, pensata e gestita da Enzo Gaj, titolare di una piadineria della zona e da molto tempo operante nel centro storico genovese.

    Le difficoltà degli operatori commerciali a sopravvivere sul mercato, a Genova come nel resto dello stivale, sono un problema ben noto. Più volte i commercianti del centro storico hanno lanciato l’allarme (non ultimo il Civ di Piazza Sarzano sulle nostre pagine), ma per le istituzioni è sempre più complicato tutelarli in maniera concreta e per questo è fondamentale la collaborazione tra i soggetti coinvolti nelle stesse problematiche.

    L’idea della pagina è venuta a Gaj vedendo quella creata dal Dottor Grigio di Era Superba per protestare contro la chiusura della libreria Assolibro: «Purtroppo non basta tentare di salvare una sola entità all’interno di un tessuto commerciale così ampio: se si lascia che il degrado prenda il sopravvento è impossibile pensare di risolvere la situazione – commenta Gaj – la pagina vuole essere uno spazio virtuale che aiuti a sopperire alla carenza di momenti di interazioni reale causata dai ritmi della società contemporanea. All’interno del gruppo si cerca di individuare i problemi della zona visti dal punto di vista degli operatori e di pensare a quali soluzioni proporre. La rete non può però sostituirsi alla realtà, il gruppo Facebook deve essere funzionale a creare le condizioni necessarie per incontrarsi e discutere, poiché soltanto dall’interazione reale si può pensare di ricavare idee concrete. La speranza è che nasca una coscienza collettiva tra coloro che condividono gli stessi problemi e si pongono gli stessi obiettivi dando così vita ad un agire collettivo rispetto alle istituzioni, che finora si sono dimostrate aperte al dialogo nella figura del Presidente del Municipio, Simone Leoncini».

    «Al giorno d’oggi viviamo immersi nell’iperinformazione che spesso presenta elementi di ambiguità; la pagina in questo contesto si pone l’obiettivo di selezionare le notizie che vengono ritenute più importanti e veritiere riguardo ai problemi del centro storico dal punto di vista di chi ci lavora».

    Grazie a questo strumento è inoltre possibile per gli appartenenti al gruppo documentare mediante la pubblicazione di foto temi o problematiche di particolare rilievo che solo chi vive quotidianamente la zona può percepire.

    Progetti come questo sono sicuramente lodevoli e da auspicare sempre in maggior numero, in quanto Genova in questi ultimi anni ha rilanciato l’immagine del suo centro storico, che fino agli anni Ottanta era in preda al degrado, grazie alla moltitudine di attività che vi si sono sviluppate, il che ha contribuito a dare impulso al turismo oltre che al commercio: perdere tutto questo sarebbe un enorme danno per la nostra città.

     

    Giorgio Doria

  • Avvocato di strada: tutela legale gratuita per i senzatetto

    Avvocato di strada: tutela legale gratuita per i senzatetto

    poverta-crisi-clochard-DISabato 29 giugno 2013 ha inaugurato a Genova, presso la Comunità di San Benedetto al Porto, lo sportello Avvocato di strada.

    Si tratta di un servizio di volontariato che fornisce assistenza legale gratuita a persone senza fissa dimora, sia in sede giudiziaria che in ambito stragiudiziale. Un progetto nato nel 2000 a Bologna dalla costola dell’Associazione Amici di Piazza Grande, che dal 1993 si occupa di aiutare persone senza fissa dimora: «Io sono uno dei soci fondatori di Amici di Piazza Grande – ci spiega l’avvocato Antonio Mumolo, presidente nazionale di Avvocato di Strada – Nella mia attività di volontariato mi sono reso conto che molte persone non riuscivano a “uscire dalla strada” proprio a causa dell’assenza di un supporto legale. Una carenza che non è colmata né dagli assistenti sociali – che non dispongono dei fondi per garantire assistenza legale – né dall’Avvocatura dei Comuni, che può occuparsi solo di cause attive o passive in cui è coinvolto il Comune stesso, ma non direttamente di cause dei cittadini. La legge prevede inoltre che gli avvocati svolgano attività di gratuito patrocinio per coloro che hanno un reddito imponibile annuo inferiore a 10.776,33 €, ma tra i requisiti fondamentali per accedervi l’assistito deve avere una residenza. Ho dunque riscontrato la necessità di agire in questa direzione – non esistevano infatti figure analoghe, nemmeno all’estero – e ho aperto a gennaio 2001 il primo sportello a Bologna: siamo partiti in due, io e una donna avvocato penalista».  

    L’associazione ha attualmente 35 sportelli in tutta Italia (in Liguria due, Genova e La Spezia) e si avvale del contributo di circa 700 avvocati volontari. Nel solo 2012 l’associazione ha gestito un totale di 2.575 pratiche, di cui il 45% relative al diritto dei migranti, il 34% di diritto civile, l’11% di diritto amministrativo e il 10% di diritto penale (il rapporto integrale è consultabile sul sito web Avvocato di strada). «Siamo, in un certo senso, lo studio legale più grande d’Italia e al tempo stesso quello che fattura meno – prosegue Mumolo – Avvocato di strada è un’organizzazione di volontariato (Odv) e non una Onlus, o meglio: le Odv diventano di diritto anche Onlus dopo sei mesi dall’iscrizione all’Albo del Volontariato, ma la nostra differenza con le Onlus è che – mentre in quel caso sono possibili rapporti di lavoro o rimborsi per i volontari – chi presta la propria opera ad Avvocato di Strada non percepisce alcuna forma di rimborso. Come prevede lo statuto, se una causa legale è vinta e la controparte è condannata anche al pagamento delle spese legali, la somma va devoluta interamente all’associazione».

    Per aprire uno sportello di Avvocato di Strada sono necessari due requisiti: un’associazione ospitante, già attiva sul territorio a sostegno delle persone senza fissa dimora, e il contatto con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, che esprime parere favorevole dopo aver verificato il carattere volontario della prestazione, la sua utilità sociale e la compatibilità dell’impegno richiesto ai volontari (tre ore al mese) con le normali attività lavorative. A seguire, viene indetta una conferenza stampa (quella genovese si è svolta appunto sabato 29 giugno) aperta anche e soprattutto alle associazioni di volontariato della città che perseguono analoghi scopi sociali.

    Lo sportello di Genova sarà operativo a partire dal 4 luglio, tutti i giovedì dalle 18 alle 20 senza necessità di prendere appuntamento.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Magellano

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Magellano

     

    I Magellano nascono a fine 2010 a Genova grazie all’unione creativa di tre musicisti e amici che – incontrandosi spesso «sotto i palchi» come racconta uno di loro – decidono di dare vita a un collettivo, qualcosa di diverso rispetto a ciò che ognuno di loro aveva fatto fino ad allora in ambito musicale. Provengono da esperienze molto diverse (crossover, hardcore, indie pop, cantautorato) e non amano definire in maniera precisa i confini stilistici della musica che suonano.

    Senza imporsi particolari tabelle di marcia e in grande naturalezza cominciano a comporre, facendo uscire il primo singolo, “OK OK”, seguito a ruota dal secondo singolo “Il pasto di Varsavia” e dall’uscita del primo album “Tutti A Spasso” a fine 2012. «Il bello e il brutto di questo disco è che non è un disco – dice Alberto, già membro degli Ex-Otago e “coniglio rapper” del Chiambretti Night Show – ma un prodotto realizzato in viaggio, motivo per cui si chiama Tutti A Spasso: viaggio delle nostre vite, viaggio fisico, viaggio mentale. È un titolo dolce-amaro perché l’espressione “a spasso” è riferita sia alla gente che non lavora più sia alla vita del tour, che è appunto in giro, a spasso».

    E ugualmente legato al tema dell’esplorazione, della scoperta e del viaggio è il nome che i ragazzi hanno scelto per il gruppo, in omaggio al celebre navigatore che compì la prima circumnavigazione del globo. «Il messaggio positivo insito nel disco è l’incitazione a muoversi, a fare qualcosa, a sopravvivere in questa nazione» aggiunge Alberto. Per l’estate 2013 il gruppo prevede di fare un nuovo video e portare in giro il progetto live coinvolgendo anche dei performers professionisti, nello specifico una crew genovese di ballerini hip hop (capitanata da Jacopo “Pillo” Pilloni) che si esibisce già in uno dei loro video: «Siamo dei marinai rodati – scherzano – ma il viaggio è appena iniziato».
    magellanoAlberto “Pernazza” Argentesi: crooner e voce narrante
    Danilo “Drolle” Rolle: batteria
    Filippo “Filo Q” Quaglia: tastiere e voce cantante

    Genere: hip hop, elettronica, reggae, lo-fi, dubstep, punk

  • Gruppi di acquisto solare: 23 impianti installati a Genova

    Gruppi di acquisto solare: 23 impianti installati a Genova

    Energia del SoleIL PRECEDENTE

    Novembre 2011: in due Municipi genovesi, precisamente a Pegli e Nervi, viene resa nota l’intenzione di aderire al progetto nazionale gruppi di acquisto solare. L’iniziativa è organizzata da Legambiente, in collaborazione con il Comune di Genova e la società AzzeroCO2, e riguarda l’acquisto e installazione di pannelli fotovoltaici da parte di un collettivo di persone, per esempio residenti nello stesso condominio.

    Il progetto fa parte del Patto dei Sindaci, che impegna a livello nazionale le amministrazioni comunali per ridurre le emissioni di CO2 e migliorare l’impatto ambientale dei territori (leggi l’approfondimento a cura di Elettra Antognetti).

    I due incontri informativi nei Municipi hanno l’obiettivo di avviare la presenza in città di fonti di energie rinnovabili ad alimentare le abitazioni private.

    Giugno 2012: vengono illustrati i primi risultati del progetto Gruppi di Acquisto Solare a Genova. Come illustra Franco Montagnani di Legambiente Liguria (in proposito leggi l’inchiesta curata da Matteo Quadrone), 27 soggetti hanno sottoscritto il contratto di attivazione mentre altri 27 hanno manifestato il proprio interesse ad aderire. L’azienda che si occuperà dell’installazione dei pannelli fotovoltaici è stata scelta nel marzo 2012 attraverso una gara d’appalto, tenendo conto che buona parte degli aderenti hanno manifestato la preferenza di una ditta ligure.

    IL PRESENTE

    Luglio 2013: passato un altro anno, il Gruppo di Acquisto Solare stila un nuovo bilancio delle attività nel territorio comunale di Genova e della Provincia.

    Lo scorso 20 giugno l’ente provinciale ha comunicato l’adesione al progetto di 12 Comuni (che diventano 13 con l’aggiunta “autonoma” di Celle Ligure, in provincia di Savona): Arenzano, Casarza Ligure, Cogoleto, Davagna, Lavagna, Leivi, Moneglia, Montoggio, Neirone, Sestri Levante, Serra Riccò e Tribogna. Nel periodo 2012/2013 sono state realizzate 17 installazioni su un totale di 69 adesioni. Cosa significa? Che ogni anno verranno prodotti dai nuovi pannelli fotovoltaici 42.000 kwh, che comporteranno un risparmio di 22 tonnellate di CO2 all’anno (che diventano 600 tonnellate calcolando l’arco di vita medio dei pannelli, ovvero 30 anni).

    Venerdì 28 giugno si è invece svolta a Palazzo Tursi la presentazione dell’esito progettuale relativo al Comune di Genova: sono stati installati 23 impianti fotovoltaici, che porteranno sul territorio comunale un risparmio di 43 tonnellate di CO2 all’anno.

    Come informarsi sul progetto Gruppo di Acquisto Solare? È possibile contattare Legambiente Liguria al numero 010 319165 o alla mail s.pesce@legambienteliguria.org, oppure i referenti della Provincia (010 5499888 – miroglio@provincia.genova.it)

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Comune di Genova: come rendere più accessibili i servizi pubblici?

    Comune di Genova: come rendere più accessibili i servizi pubblici?

    Palazzo Ducale, GenovaStakeholder engagement. Due parole difficili per chi mastica poco il marketing e la gestione d’impresa, ma che possono rivelarsi importanti anche per il futuro della pubblica amministrazione.

    Recarsi in un qualunque sportello pubblico comporta infatti, in molti casi, lunghe code e la difficoltà a ottenere nell’immediato l’informazione che si sta cercando. Come nel famoso video di Asterix, spesso si è dirottati verso altri uffici o si è “sommersi” di informazioni che spetta poi alla persona vagliare.

    Tutto questo provoca sfiducia nei confronti della pubblica amministrazione, tanto che quando un passato Ministro definì i suoi dipendenti fannulloni in molti si trovarono d’accordo. Proviamo però a metterci nei panni di chi lavora ogni giorno in questi uffici: è vero che sono persone con un contratto e uno stipendio garantiti, ma il loro lavoro è pesantemente condizionato dalla burocrazia, i finanziamenti per la formazione e l’aggiornamento – fondamentali, soprattutto per chi opera a contatto con il pubblico – sono molto scarsi, e lo sono altrettanto i soldi per finanziare contratti a progetto, tirocini e servizio civile, che porterebbero la presenza (seppur temporanea) di molti giovani per favorire uno scambio di competenze.

    Perché parliamo di tutto questo? Il Comune di Genova sta lavorando in questi mesi sullo stakeholder engagement, ossia coinvolgimento delle persone direttamente nei temi di cui un singolo ufficio o sportello si occupa. Il progetto – realizzato in collaborazione con la società di consulenza aziendale Mixura – ha coinvolto alcuni uffici quali Anagrafe e Servizi Elettorali, ed è attualmente in corso presso Informagiovani a Palazzo Ducale.

    La scorsa settimana si sono svolti due incontri – mercoledì 26 e giovedì 27 giugno – alla presenza di insegnanti, giornalisti, imprenditori, rappresentanti di associazioni, funzionari di altri enti pubblici e studenti. Tra i temi in oggetto: i servizi offerti da Informagiovani sono conosciuti e “accessibili”? Che cosa potrebbe fare un ufficio di questo tipo per la città? Come si può creare valore nei giovani e nelle attività che li riguardano?

    Era Superba ha partecipato all’evento del mercoledì, evidenziando l’importanza di conoscere e mappare tutte le iniziative che i giovani portano avanti sul territorio. Ogni giorno, nel nostro lavoro, cerchiamo di conoscere da vicino e raccontare realtà molto diversificate, ma accomunate da quella che in burocratese si chiama cittadinanza attiva: si può spaziare dal sapone naturale agli scambi internazionali, passando per un quaderno di appunti, un ostello, la mobilità sostenibile e così via.

    Un tema che è emerso anche dalle altre persone che hanno partecipato: compito della pubblica amministrazione, compatibilmente con fondi e risorse disponibili, è farsi ambasciatore di quanto avviene sul territorio, monitorare le realtà nascenti e dare loro valore, favorendo il dialogo.

    Un servizio che Informagiovani già compie in parte – attraverso il front office, la banca dati, la comunicazione web e la rassegna di eventi Gradinata Informagiovani (che ha ospitato anche Era Superba lo scorso novembre). Obiettivo dei due incontri è stato trovare spunti per migliorare questo lavoro: entro la fine dell’estate il Comune e Mixura valuteranno quali dei suggerimenti emersi sono accoglibili e studieranno le vie per metterli in pratica.

    L’augurio in tal senso – sollecitato anche da uno dei presenti – è quindi di replicare tra qualche mese questi due appuntamenti, per illustrare valutazioni e messa in atto di quanto discusso.

     

    Marta Traverso

  • Gronda: via libera del Ministero e dubbi sull’utilità dell’opera

    Gronda: via libera del Ministero e dubbi sull’utilità dell’opera

    Bolzaneto, progetto Gronda di Ponente
    Galleria Monterosso, viadotto Bolzaneto (Mercato Ortofrutticolo/Babyfarma)

    Il Ministero dell’Ambiente ha dato il suo via libera – con prescrizioni – alla Gronda di Ponente (qui l’opera nel dettaglio nello speciale di Era Superba). La Commissione Nazionale chiamata a valutare l’impatto ambientale dell’opera, riunitasi venerdì 28 giugno a Roma, ha espresso un parere positivo – anche se non ancora formalizzato nel decreto definitivo – che avvicina la convocazione della Conferenza dei Servizi e dunque, tra un paio d’anni, la possibile apertura dei cantieri. Le prescrizioni imposte dal Ministero riguardano: la tutela delle sorgenti, la sicurezza dal punto di vista idrogeologico, la protezione degli habitat prioritari, il rispetto di una serie di limiti per quanto concerne i rumori ed i cantieri. Inoltre, la Commissione Via indica una serie di rilievi in merito al trattamento delle rocce amiantifere.

    «Attendiamo di conoscere ed approfondire nel dettaglio i documenti di valutazione di impatto ambientale – questo il commento del Sindaco Marco Doria – Qualsiasi giudizio potrà essere espresso solo sulla base di un esame puntuale delle prescrizioni e delle condizioni contenute nella Via, sia sull’opera sia sulle modalità di realizzazione».
    «Confermo l’impegno dell’amministrazione comunale ad una corretta valutazione dell’opera nell’ambito della Conferenza dei Servizi – aggiunge Doria – anche alla luce di aggiornate previsioni di traffico su strada».
    Proprio in questo senso, alcuni studi in mano ad Autostrade per l’Italia confuterebbero l’utilità dell’opera, soprattutto se analizzata nell’ottica dei costi-benefici. Le previsioni di aumento del traffico autostradale alla base del progetto, infatti, non si sono verificate. Anzi, nell’ultimo anno si registra un calo tra il 7 e l’8%.

    La materia ora passerà al vaglio della Conferenza dei Servizi «E sarà quella la sede in cui il Comune farà valere gli interessi e le esigenze della città – continua il Sindaco – alcune delle quali erano già state chiaramente poste a condizione nelle deliberazioni a suo tempo assunte dal Consiglio comunale, in particolare la necessità di liberalizzare, contestualmente alla nuova opera, l’attuale tratto autostradale di ponente».

    Il percorso per giungere ad un’effettiva apertura dei cantieri durerà almeno due anni, senza contare i tempi necessariamente lunghi della successiva costruzione della Gronda. Quindi Doria richiama l’attenzione sulla necessità di «Non perdere di vista, nell’attesa, altri interventi di minore portata ma assolutamente indispensabili (e realizzabili in tempi più brevi) per il sistema autostradale in territorio urbano, come il nodo di San Benigno e la complanare di Prà. Tutto ciò non deve essere trascurato».

    Manifesta maggiore entusiasmo il vicesindaco, Stefano Bernini «La Gronda è una grande occasione per Genova che la città non può sprecare. L’opera porterà sviluppo e opportunità occupazionali. Il progetto è già passato una volta con il voto favorevole del Consiglio comunale. Adesso comincerà la conferenza dei servizi, che durerà circa un anno e mezzo, durante il quale il lavoro dei tecnici comunali servirà a stimolare chi ha ancora dei dubbi sull’opera»
    Seguito a ruota dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaella Paita «La posizione della Regione Liguria è chiara: si tratta di un’infrastruttura essenziale per lo sviluppo e possiamo discutere e chiarire tutti i nodi critici ma ad un certo punto bisognerà anche decidere evitando di perdere anche un solo centesimo di quelli faticosamente conquistati per il territorio ligure».

     

    Matteo Quadrone

  • To the Wonder di Terrence Malick apre il Genova Film Festival

    To the Wonder di Terrence Malick apre il Genova Film Festival

    cinemaLunedì 1 luglio 2013 ha inizio la 16a edizione del Genova Film Festival: una settimana di proiezioni a ingresso gratuito allo Space Cinema del Porto Antico.

    L’evento inaugurale di lunedì 1 luglio è l’anteprima nazionale di To the Wonder di Terrence Malick, presentato in concorso al Festival di Venezia 2012 e che uscirà nelle sale da giovedì 4 luglio. Il regista francese, noto per la sua riservatezza (la sua ultima intervista risale al 1973 e non permette di essere fotografato dalla stampa), ha vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes 2011 con The Tree of Life.

    Questo nuovo film – che ha per protagonisti Ben Affleck e l’ex Bond Girl Olga Kurylenko – racconta la storia d’amore fra Neil, uno scrittore, e Marina, una ragazza madre di origine russa. La loro storia si sviluppa tra l’isola francese di Mont Saint Michel e un paese dell’Oklahoma.

    Guarda il trailer.

    In aggiunta al ricco programma di proiezioni sono ancora attive le iscrizioni per il concorso dedicato al Porto: le opere potranno essere inviate fino al 15 luglio 2013.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)