Mese: Ottobre 2013

  • Giardini Baltimora: eventi per riqualificare l’area nel centro di Genova

    Giardini Baltimora: eventi per riqualificare l’area nel centro di Genova

    giardini-di-plastica-d2Proprio dove un tempo sorgeva la suggestiva via Madre di Dio, una delle perle del centro storico genovese, oggi i Giardini Baltimora – meglio noti come Giardini di Plastica- giacciono in uno stato di semi abbandono, tra il degrado e l’incuria.

    I progetti per la riqualificazione dell’area verde si susseguono da tempo, ultimo tra tutti, Down Plastic Town, un piano di rivalutazione dell’area promosso da Andrea Bosio e Paolo Spoltore – rispettivamente architetto e perito agrario.

    Recentemente, è stata costituita l’associazione Giardini di Plastica, che in collaborazione con il Municipio I centro Est, Amiu, Aster, Protezione Civile Gruppo Genova, La rete LET e Legambiente Giovani Energie,  organizza il 18 e 19 ottobre due giornate di pulziia, musica e divertimento.

    Ecco il programma dell’iniziativa.

    Venerdì 18 ottobre

    ore 9/12 Giardini Puliti – Pulizia dell’area a cura dei volontari del verde e aperta ai cittadini.
    ore 12/14 Rinfresco – Focaccia e Vino offerto dal Municipio I centro est
    ore 14/17 Attività per bambini e Ragazzi a cura della rete LET Centro Est

    Sabato 19 ottobre

    ore 10/13 Mattina dei Bambini : “Caccia alla Pianta” , Circo,
    Visite guidate.
    ore 11.30/12.30 YOGA – dimostrazione aperta al pubblico a cura di GYS Gruppo Yoga Solidale
    0re 13/15 Pic-Nic comunitario. Porta cibo e coperte da condividere
    ore 15/16 Tai Chi – dimostrazione aperta al pubblico a Cura di Toni Guglielmino
    ore 16/17 Esibizione di Parkour
    ore 18 Frisbee – dimostrazione aperta al pubblico a cura di Gianni Calabretto
    ore 19 Aperitivo a cura di Collettivo Babette + DJ set by Kia Roots
    ore 20 Apertura chiosco con cibi, panini e bevande
    ore 20.30 Concerto by “Trio Cornelio” – Sonorità Balcaniche + DJ Set “Uncontrolled beat” da Milano

    Durante tutta la giornata è  possibile partecipare al Concorso fotografico “Scatti di plastica” e all’iniziativa “Puliamo il Mondo” – attività e laboratori per bambini a cura di Legambiente Giovani Energie.

    In caso di pioggia l’evento sarà rinviato.

     

    [foto Daniele Orlandi]

  • Società partecipate, la giunta presenta la delibera che apre ai privati

    Società partecipate, la giunta presenta la delibera che apre ai privati

    palazzo-tursi-D4Di indirizzo doveva essere e di indirizzo sarà. Sempre che riesca a trovare la maggioranza in Consiglio comunale. La delibera sulle società partecipate dal Comune di Genova (di cui in tabella potete osservare nel dettaglio i singoli assetti), che fa discutere da quest’estate e che era stata ritirata dalla stessa giunta nell’ultima seduta utile prima delle vacanze, nel contesto di continue manifestazioni di dissenso da parte delle associazioni sindacali, è stata nuovamente approvata da sindaco e assessori. Con qualche ritocco e precisazione in più rispetto al documento presentato, in fretta e furia, poco meno di tre mesi fa,  la giunta conferma sostanzialmente l’apertura all’ingresso di capitali privati che possano consentire l’ampliamento degli orizzonti industriali delle società e la loro sopravvivenza economica.

    «Dopo il rinvio tecnico – ricorda il vicesindaco Bernini – abbiamo sviluppato un fitto dialogo con tutte le rappresentanze sindacali, comprese quelle di categoria, alla presenza anche degli amministratori delle società partecipate. Un lavoro faticoso ma fruttuoso che, da un lato, ci ha consentito di fare un quadro completo su tutte le ramificazioni che il Comune ha dentro le società, dall’altro, ci ha permesso di apportare correttivi alla delibera, recependo alcune istanze dei lavoratori».

    Ma il lavoro fatto fin qui non sembra sufficiente a placare gli animi. Sia sul fronte sindacale che su quello politico, soprattutto tra le fila di una multisfaccettata maggioranza che mostra ormai da tempo segni di cedimento. Così, la riunione già convocata per lunedì prossimo difficilmente finirà a tarallucci e vino. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, pare che una buona fetta di maggioranza avesse espressamente richiesto di condividere il documento all’interno della mura di Tursi prima di presentarlo ufficialmente alla stampa e, quindi, ai genovesi. Invece, ieri mattina si è passati direttamente dalla seduta di giunta alla conferenza con i giornalisti. A cui, tra l’altro, non ha partecipato il sindaco Marco Doria, la cui motivazione ufficiale di altri impegni istituzionali ha destato più di un sospetto.

    Critiche anche le reazioni da parte dei sindacati di base che affidano la risposta a un comunicato unitario, in cui si definisce la delibera “una scelta che ha il sapore dell’autoreferenzialità, un’accelerazione imposta che rischia di scaricare su lavoratori e cittadini le scelte sbagliate compiute in questi anni dall’amministrazione comunale”. Per Cgil, Cisl e Uil il documento presentato ieri interrompe bruscamente il positivo percorso di confronto “esclusivamente per ragioni di interesse politico, e non in quello dei lavoratori e della città, non accogliendo peraltro le correzioni e le proposte di merito avanzate dalle Organizzazioni sindacali”.

     

     La delibera sulle partecipate: occhi puntati su Amt, Amiu e Aster

    Veniamo alla delibera, che nella struttura e nella sostanza non presenta clamorosi cambiamenti rispetto agli intendimenti già manifestati a fine luglio. «Si tratta di un documento più didascalico e prescrittivo – sostiene Bernini – che si apre anche a importanti riflessioni circa il futuro prossimo della città».

    amt-trasporto-pubblico-d1Naturalmente l’attenzione è puntata sulle tre partecipate più grandi: Amt, Amiu e Aster. Sull’Aziendà Mobilità e Trasporti c’è ben poco da dire, se non che la Giunta aspetta i risultati definitivi della valutazione dell’Advisor per poter presentare al Consiglio comunale, entro la fine dell’anno, una proposta operativa che garantisca la sopravvivenza economica dell’azienda e un livello qualitativamente e quantitativamente accettabile del servizio.

    Rifiuti

    Per quanto riguarda Amiu, invece, la delibera richiede al management l’adozione di un nuovo piano industriale che contempli l’opportunità di aprirsi all’ingresso di capitale privato, con partecipazione non di maggioranza, per uscire dalla condizione di società in-house che altrimenti bloccherebbe ogni prospettiva di sviluppo per l’azienda.

    A differenza della prima stesura della delibera, dunque, non si parla più direttamente di cessione di una quota della società.

    «Ad ogni modo – sottolinea Bernini – non spetta a noi entrare nel merito specifico di come questi obiettivi debbano essere raggiunti. Noi diamo solo delle linee di indirizzo e saranno poi gli amministratori delle società a dover presentare un dettagliato piano industriale».

    Simile, ma molto più urgente per questioni di bilancio, la situazione di Aster, per cui viene richiesto alla società di presentare un nuovo piano industriale, secondo la riorganizzazione illustrata, entro la fine del 2013. «Aster deve diventare meno Comune-dipendente, vista la situazione in cui versano le casse di Tursi», sorride Bernini. Che poi, più seriamente, aggiunge: «Con questa delibera il Comune non vuole fare cassa, quanto piuttosto reperire le risorse necessarie per valorizzare le società dal punto di vista industriale, facendo compiere un salto di qualità che nel futuro potrà consentire l’apertura a orizzonti più ampi». Il riferimento è chiaramente alla nuova legge regionale che, in virtù anche del processo di realizzazione delle Città Metropolitana, obbligherà le società partecipate a svincolarsi dallo status di in-house per poter concorrere all’assegnazione di commesse in ambiti territoriali più estesi. «Ad esempio – incalza Bernini – Aster potrebbe entrare in una gara per la fornitura di bitume per le opere stradali necessarie alla realizzazione del Terzo Valico. Oppure potrebbe avvalersi della collaborazione di partner specifici per interventi di risparmio energetico nel Comune di Genova, con l’investimento di un capitale privato che miri a costituire un know-how da poter esportare poi oltre confine».

    I vertici delle aziende, almeno per il momento, si trincerano dietro il più istituzionale dei “no comment”. Ma nel frattempo sono già al lavoro per studiare le misure necessarie a rispondere alle esigenze del Comune. «È vero che il mandato non è ancora formale – ammette Bernini – ma è anche vero che gli amministratori hanno già ricevuto informalmente queste direttive, dal momento che hanno preso parte alle riunioni in cui sono state via, via costruite». Ora la parola passa alle commissioni competenti, prima di tornare in Aula e sottoporsi al giudizio dei consiglieri, verosimilmente all’inizio di novembre.

    Il termine privatizzazione, dunque, non compare mai nel testo licenziato dalla giunta. Ma le note di indirizzo agli amministratori delle società partecipate sono piuttosto precise e partono tutte da un presupposto fondamentale: il riconoscimento dei settori ritenuti strategici e che, quindi, devono rimanere prevalentemente a gestione pubblica. Da questo riassetto complessivo, la Giunta conta di reperire alcune risorse che la stessa delibera vincola ad essere riutilizzate per l’abbattimento del debito, l’investimento in settori riorganizzati e strategici come i trasporti e l’housing sociale e l’adozione di provvedimenti che garantiscano un maggior controllo pubblico su settori di particolare interesse come quello idrico.

     

    Il caso dei Bagni Marina e di Farmacie Genovesi

    Tra gli ambiti ritenuti non particolarmente strategici, rientra l’operato di Bagni Marina e Farmacie Genovesi. Per queste due società viene predisposta la cessione nel caso in cui il bilancio economico-patrimoniale non dovesse raggiungere l’equilibrio. «Per quanto riguarda i Bagni – spiega Bernini – il Comune deve vigilare affinché vengano resi accessibili tutti i servizi anche alla fasce più deboli. Ma per fare questo possiamo utilizzare strumenti diversi rispetto a una partecipazione economica in perdita». Diversa la situazione per le Farmacie comunali (8 quelle ancora attive rispetto alle 11 iniziali), nate per coprire buchi del settore privato che attualmente non sussistono più. Grazie alla riorganizzazione che ha portato ad esempio a esternalizzare il costo dei magazzinieri, dai 130/140 mila euro di passivo del 2012 si potrebbe arrivare al pareggio nell’anno in corso.

     

    L’ultima disposizione della delibera riguarda il comparto occupazionale. La giunta, infatti, si fa promotrice della definizione di un protocollo di mobilità tra le varie partecipate, coinvolgendo laddove possibile anche il Comune stesso, incentivando il più possibile il turn-over con la conseguente assunzione delle professionalità necessarie a compiere il tanto agognato salto di qualità.

     

    Simone D’Ambrosio
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Artigiani del cioccolato, la fabbrica in piazza De Ferrari

    Artigiani del cioccolato, la fabbrica in piazza De Ferrari

    CioccolatoDal 18 al 20 ottobre è in programma a Genova la seconda edizione di Artigiani del cioccolato – La fabbrica in piazza De Ferrari, il grande evento promosso da CNA Liguria e ACAI che porterà in piazza la fabbrica, i prodotti, alcuni seminari e degustazioni gratuite forniti dai migliori cioccolatieri d’Italia.

    Un evento dedicato ai golosi, con lezioni di cioccolato,  laboratori per bambini delle scuole al mattino, stand aperti dalle 10 alle 20.

    Per l’occasione, vengono esposti capolavori di cioccolato, per un viaggio alla scoperta del cioccolato puro, inoltre presso gli stand degustazione è possibile provare gustosi abbinamenti di caffè, grappa e cioccolato.

    Umberto Curti di Ligucibario saggista di storia dell’alimentazione e blogger, curerà tre demo-conferenze (tutti i pomeriggi alle 17.30) dai titoli Le origini del cioccolatoLa produzione del cioccolato, La degustazione del cioccolato.

    Scopo della manifestazione, quello di tutelare e promuovere la produzione del cioccolato confezionato con solo burro di cacao e di far conoscere ai consumatori le eccellenze del cioccolato Made in Italy e di qualità.

    Orari di apertura: venerdì dalle 10 alle 20, sabato dalle 10 alle 23, domenica dalle 10 alle 20

  • Val Bisagno, ex Guglielmetti: torre-albergo e nuovo centro Coop

    Val Bisagno, ex Guglielmetti: torre-albergo e nuovo centro Coop

    guglielmetti-molassanaLa Val Bisagno è al centro di radicali trasformazioni urbanistiche che, volenti o nolenti, delineeranno gli sviluppi futuri della zona. Nuove colate di cemento sono in arrivo su sponda destra e sinistra del torrente Bisagno, senza eccezioni. «La Val Bisagno già ora è un territorio in sofferenza con pochi servizi per la cittadinanza – ricorda Andrea Agostini di Legambiente – nei prossimi anni, se gli interventi previsti verranno portati a termine, questa porzione di territorio diventerà il nodo scorsoio della vallata». In cambio nulla a favore dei residenti, salvo un inevitabile peggioramento della qualità della vita e dell’ambiente circostante, a causa dell’aumento dei volumi di traffico privato.

    Oggi non è solo il progetto “Bricoman” a destare preoccupazione negli abitanti, ma pure la proposta di riconversione dell’attuale Centro Coop Bisagno e la demolizione/ricostruzione dell’ex officina Guglielmetti, avanzata dal gruppo Talea – società di gestione immobiliare controllata da Coop Liguria – allo scopo di realizzare un complesso alberghiero con torre alta 35 metri ed un centro commerciale con annesso parcheggio sulla copertura, tra via Lungobisagno Dalmazia, piazzale Bligny e via Terpi.

    I cittadini, però, non ci stanno e si sono mobilitati per tempo con la speranza di poter dire la loro. In prima linea è schierata l’attivissima associazione Amici di Ponte Carrega che considera tale operazione «Devastante per il quartiere e per quel poco che rimane della sua quiete. L’edificio, infatti, incomberà proprio sotto la collina della chiesa di S. Michele di Montesignano e del suo storico borgo. L’intera zona sarà ridotta a zona di servizio, un’anonima periferia con una perdita di memoria irreparabile». Fabrizio Spinielli, portavoce dell’associazione, spiega «Noi non diciamo no al cambiamento a priori. Vogliamo, però, contribuire a rendere l’impatto dell’edificazione più a misura d’uomo. Chi sarà costretto a convivere quotidianamente con sopra la testa una torre di 35 metri di altezza ed un parcheggio di interscambio, ha diritto di poter dire la sua e magari di essere ascoltato».

    Gli Amici di Pontecarrega, tramite il Municipio Media Valbisagno, hanno contattato Talea per tentare una qualche forma di mediazione tra le esigenze dei residenti e quelle del gruppo Coop, possibilmente prima dell’approvazione del progetto. «Abbiamo avuto un incontro con la società immobiliare di Coop – racconta Spiniello – A breve ne avremo degli altri. E auspichiamo che le nostre osservazioni siano prese in considerazione. I proponenti hanno già illustrato i documenti in Conferenza dei Servizi. Negli atti depositati, almeno finora, non compare nessuna delle modifiche da noi richieste».
    Comunque sia, da parte della società «Emerge la volontà di confronto – sottolinea Spiniello – L’approccio di Talea è dunque sicuramente migliore rispetto a quello di Coopsette, impegnata nella realizzazione del centro commerciale nell’area ex Italcementi».

    Il progetto nel dettaglio

    La Conferenza dei Servizi, partita alcuni giorni fa, è chiamata a esaminare il progetto presentato da Talea presso lo sportello unico per le imprese del Comune, con la richiesta del permesso a costruire un albergo a 3 stelle ed un centro commerciale negli ampi spazi del vicino Centro Coop Val Bisagno e soprattutto dell’ex officina Guglielmetti. L’area – che un tempo ospitava le attività di manutenzione e riparazione degli autobus di AMT – era stata trasferita da quest’ultima ad AMI (azienda immobiliare di trasporto pubblico), all’epoca della sciagurata scissione dell’azienda di trasporto pubblico locale; successivamente, durante l’amministrazione Vincenzi, fu messa in vendita tramite gara e venne acquistata nel 2010 da Talea per la considerevole cifra di 25 milioni e 118 mila euro. Secondo gli Amici di Ponte Carrega «L’officina Guglielemetti è stata pagata uno sproposito, circa tre volte in più del suo valore commerciale. Ma forse il motivo è semplice: ovvero evitare che i concorrenti di Coop Liguria, ad esempio “Esselunga” o “Carrefour”, potessero presentare un’offerta di mercato ragionevole e vincere il bando, inserendo così nel quartiere una nuova offerta di mercato in regime di vera concorrenza».

    progetto-ex-guglielmettiMa vediamo nel dettaglio come muterà il volto del sito affacciato direttamente sul torrente principale della città. Il progetto prevede la costruzione di un albergo con una struttura a torre – di altezza pari a 35 metri per una superficie di 7.441 mq – che occuperà l’area verde tra la Guglielmetti e le concessionarie di automobili. L’adiacente centro commerciale, invece, disporrà di una superficie di vendita di 7.434 mq e sarà sormontato sul tetto da un grande parcheggio, parte del quale di interscambio a favore della mobilità cittadina. In merito a quest’ultimo punto «Abbiamo forti dubbi sulla sua reale funzione – sottolinea l’associazione Amici di Ponte Carrega – Tuttavia, lo pagheremo noi cittadini, scorporandolo dagli oneri di urbanizzazione. Senza dimenticare che inciderà ulteriormente sull’equilibrio del quartiere, aumentando traffico, smog e rumore».

    Il nuovo centro commerciale ospiterà 21 negozi, 4 pubblici esercizi e 11 attività di connettivo urbano. Inoltre, è prevista la connessione dell’attuale Centro Acquisti Val Bisagno con l’area Guglielmetti attraverso una piastra coperta sulla cui superficie troveranno spazio un piccolo parco giochi e una piccola arena (4.000 mq in totale).

    L’operazione comporta, da parte della società proponente, la corresponsione di oneri urbanistici a favore della collettività per circa 5 milioni di euro, dei quali la metà in opere e l’altra metà in denaro. Tra gli interventi a favore del quartiere sarebbe già conteggiata la messa in sicurezza del rio che scorre sotto la Coop e la realizzazione di un sistema di collegamento tra via Terpi e il fondovalle.

    Le critiche degli abitanti

    Ponte CarregaPur riconoscendo a Talea un’apprezzabile volontà di confronto – almeno a parole, in attesa che essa si traduca al più presto in fatti concreti – gli Amici di Ponte Carrega ribadiscono con decisione le loro perplessità sul progetto.

    Innanzitutto l’altezza della torre-albergo, quantificata in 35 metri «Decisamente troppi per gli abitanti che dovranno vivere proprio alle sue spalle e per l’impatto sulla valle», afferma Fabrizio Spiniello. Quest’ultimo punto, come riconosce il portavoce dell’associazione «È il maggiore ostacolo, sul quale abbiamo riscontrato una chiusura abbastanza netta. Le aziende intenzionate ad investire pretendono una struttura con almeno 160 camere. In altri termini, ci è stato risposto che il format di albergo che intendono realizzare risponde perfettamente ai requisiti richiesti. Insomma, sarà praticamente impossibile convincere la società a mutare i suoi piani. Noi comunque auspichiamo un minimo di mediazione. E chiediamo una limitazione in altezza della torre».

    Un altro elemento particolarmente critico è la ruzzola (ovvero la rampa) di accesso al parcheggio di interscambio. «Si tratta di una rampa elicoidale alta 18 metri che si trova proprio di fronte ai civici di Lungo Bisagno e Salita alla Chiesa – continua Spiniello – Anche in questo caso vogliamo proporre un ripensamento della soluzione». E ancora la copertura a verde del parcheggio di interscambio che, secondo il progetto, sarebbe prevista soltanto sopra Piazzale Bligny «Mentre noi intendiamo sollecitarla, con destinazione a verde, anche sopra la ex Guglielmetti», precisa Spiniello.

    Infine c’è tutto il capitolo sugli oneri di urbanizzazione – circa 5 milioni di euro – di cui metà in opere mentre metà saranno monetizzati «In tal senso per noi è fondamentale che questi soldi rimangono sul territorio – argomenta Spiniello – Ad esempio, pensando al Teatro dell’Ortica sul quale pende lo sfratto, noi vorremo che in un simile contesto di trasformazione venisse realizzata anche una nuova sala teatrale a servizio della Val Bisagno che potrebbe essere inserita a fianco dell’area verde prevista sulla copertura. Così come proponiamo la possibilità di inserire nel sito un poliambulatorio sociale per soddisfare un’altra esigenza della popolazione».

    Cittadini e Municipio Media Valbisagno: la partita decisiva in Conferenza dei Servizi

    Come detto in precedenza, visionando il progetto negli atti finora depositati «Non ci siamo accorti di alcuna modifica tra quelle da noi proposte nel primo incontro con Talea – racconta Spiniello – A dire il vero un piccolissimo cambiamento lo abbiamo riscontrato. È stata eliminata soltanto una sorta di griglia metallica antiestetica che avrebbe dovuto ricoprire la rampa elicoidale di accesso al parcheggio. Nulla di più. Da qui a parlare di effettive migliorie, ovviamente, ce ne passa. Non c’è alcuna traccia delle nostre richieste di installare nel complesso un poliambulatorio sociale e la nuova sede del Teatro dell’Ortica».

    Adesso la partita decisiva si gioca in Conferenza dei Servizi. È questo il luogo idoneo in cui le istanze del territorio possono trovare espressione. «Ci è stata ventilata l’opportunità di realizzare un tavolo di discussione a tre con il Municipio Media Valbisagno al fianco dei cittadini e Talea dall’altra parte –  spiega Spiniello – Un’iniziativa che si inserisce nel solco dei famosi “progetti partecipati” recentemente promossi dal Comune, a onor del vero senza sortire grandi risultati. Noi siamo i primi a chiedere di essere coinvolti nel processo decisionale, però, non intendiamo prestarci a mere operazioni di facciata del tutto inutili ai fini delle scelte finali (vedi gli incontri sul PUC)».

    Insomma, secondo l’associazione Amici di Ponte Carrega, cittadini e Municipio devono camminare insieme «Perché così si è più forti nel rivendicare maggiore attenzione alle esigenze della popolazione. Noi ci siamo mossi in anticipo, chiedendo una mediazione a Talea prima della presentazione del progetto e dell’avvio della Conferenza dei Servizi, proprio per essere tenuti in considerazione come validi interlocutori. Tuttavia, è evidente l’interesse a muoversi di gran carriera e addirittura è già stata ipotizza la partenza dei lavori per il prossimo settembre 2014. I cittadini, lo ribadiamo, non dicono no al cambiamento a priori. Semplicemente chiedono delle migliorie compatibili con la politica aziendale, attenta agli aspetti sociali e di partecipazione, che da sempre contraddistingue il gruppo Coop. Bene, oggi c’è l’occasione di passare dalle parole ai fatti, ascoltando le osservazioni dei potenziali consumatori della Val Bisagno».

    Il vicesindaco e assessore all’Urbanistica, Stefano Bernini, conferma «Ci sono alcuni possibili adeguamenti a livello progettuale che potrebbero essere recepiti positivamente. Penso ad esempio allo spostamento della rampa elicoidale piuttosto che alla riduzione in altezza della medesima struttura, questi sono eventuali interventi di modifica che dovranno essere proposti nella sede adeguata, ovvero la Conferenza dei Servizi». Il discorso diventa assai diverso se «Le richieste comportano maggiori oneri aggiuntivi per la società proponente – sottolinea Bernini – Comunque, il Municipio Media Valbisagno può proporre un percorso partecipato per definire le osservazioni da presentare in Conferenza dei Servizi. Questo sarà l’organo chiamato ad esprimere il parere finale».

    Matteo Quadrone

  • Stampa inglese, addio watchdog: da Fleet Street a Rupert Murdoch

    Stampa inglese, addio watchdog: da Fleet Street a Rupert Murdoch

    giornaliSi chiama Fleet Street, si trova nella City londinese ed è stata per diversi secoli il cuore pulsante della stampa britannica. A Fleet Street journalist si dice ancora oggi per parlare di un professionista della carta stampata di un certo livello. La storia di Fleet Street incomincia nei primi anni del 16mo secolo, quando appaiono le prime stamperie e la via, che ora ospita diverse sedi di banche e società che operano nell’alta finanza, inizia a popolarsi di editori e di giornali.

    E’ nel 19mo secolo che si assiste al boom definitivo della carta stampata britannica e a Fleet Street arrivano, tra gli altri, importanti giornali e agenzie di stampa quali The Daily Telegraph, The Daily Mirror o Reuters, che però a uno a uno abbandonano alla fine del XX secolo la vecchia sede per trasferirsi nei nuovi centri della stampa britannica, ovvero Canary Wharf e Southwark, altri quartieri della capitale.

    A feral beast, “una bestia selvaggia”, così Tony Blair verso la fine del suo mandato decennale da primo ministro aveva definito Fleet Street. I toni della stampa britannica spesso sono schietti e diretti nei confronti del potere politico, ma Blair era evidentemente infastidito da titoli e articoli che mettevano in luce le contraddizioni di un governo che di laburista ebbe poco altro se non il nome, come dimostrò per esempio la netta presa di posizione a favore dell’intervento militare in Medio Oriente nel periodo post-Torri Gemelle. Forse l’ex premier proveniente dalla Scozia avrebbe desiderato dei giornalisti più mansueti, delle scimmiette ammaestrate ossequiose nei confronti del Primo Ministro di turno pur di mantenere un posto, una trasmissione televisiva, una colonna su un quotidiano e un lauto stipendio, magari per un canale pubblico o per un quotidiano che va avanti grazie ai finanziamenti dei partiti politici… Vi richiama alla memoria qualche similitudine con l’Italia la figura del giornalista in livrea auspicata da Blair?

    Fatto sta, comunque, che negli ultimi anni anche l’informazione britannica, da sempre considerata watchdog, “cane da guardia”, del potere, ha subito diverse restrizioni alla sua libertà di azione, non tanto a causa di leggi-bavaglio (per quelle per adesso abbiamo ancora noi il primato e il copyright), quanto per le persone – poche e spregiudicate – alle quali è finita in mano.

    Un nome su tutti? Rupert Murdoch, il magnate australiano che, oltre a controllare Sky, in Inghilterra già dagli anni Sessanta è diventato padrone del Sun, un tabloid la cui linea editoriale si è sempre fatta distinguere per calunnie, maschilismo e razzismo.

    Purtroppo, analogamente a quanto è accaduto in Italia con la televisione pubblica che ha seguito il degrado della tv privata, anche in Inghilterra alcuni giornali hanno preferito inserirsi nel solco tracciato dal Sun anziché distaccarsene. E’ stato per esempio questo il caso del Mirror, tabloid che specialmente nel periodo immediatamente successivo alla fine della Seconda Guerra Mondiale si era distinto nel suo intento informativo ed educativo.

    Il guaio è che Murdoch, oltre a comprare il Sun si è anche nel frattempo preso The Times, il monumento del giornalismo inglese. Se a essi sommate i canali televisivi posseduti dal tycoon australiano, oltre alle sue frequentazioni bipartisan con Laburisti (Blair in testa) e Conservatori, capirete bene che quando si parla di oggettività dell’informazione, beh, un piccolo dubbio si insinua. Ecco perché, inoltre, quando si sentono alcuni giovani (sulla carta di identità) aspiranti leader di casa nostra parlare di modello-Blair e New Labour all’italiana francamente è dura non avere i brividi – e non per il freddo…  See you!

     

    Daniele Canepa

  • Agenzie immobiliari, foglio visita e caparra confirmatoria

    Agenzie immobiliari, foglio visita e caparra confirmatoria

    Geometra Impazzito di Alberto MarubbiQuesta settimana raccolgo due segnalazioni dei nostri lettori, cercando di trasformarle in buoni ed utili consigli.

    La prima proviene dalla signora Giovanna, la quale mi riferisce di essersi recata presso un’agenzia immobiliare per potere visionare un appartamento che suscitava il suo interesse. Al momento di entrare nell’appartamento, l’agente fa sottoscrivere alla signora un foglio visita con l’esplicazione della percentuale dovuta all’agenzia in caso di affare andato a buon fine (il 4% come provvigione). Successivamente, la signora scopre che l’agenzia non ha l’esclusiva e che un’altra agenzia vende quel medesimo appartamento chiedendo la metà della provvigione. Che fare?

    I punti in questione sono diversi e qui li sintetizzo. Il cd. foglio visita è obbligatorio per legge e ha un duplice scopo: con esso l’agenzia può dimostrare di avere trovato il compratore (e quindi si autotutela) e non lede la legge sulla privacy nei confronti del proprietario dell’appartamento in vendita. Da ultimo, nel foglio visita ci sarà sempre indicata una data: quella data è fondamentale.
    Difatti, tra due agenzie “litiganti” non c’è la terza che gode, ma può godere soltanto quella che per prima ha fatto visionare l’immobile.
    Un’ultima annotazione: sotto i 100.000 € di valore è di prassi che le agenzie chiedano il 4% di provvigione.

    Il secondo caso riguarda la caparra confirmatoria e ce lo sottopone il sig. Mario.
    Egli ci scrive di avere formulato proposta di acquisto di un immobile, con tanto di compromesso e di versamento della caparra confirmatoria. Successivamente, Mario rinuncia all’acquisto dell’immobile ed è perfettamente consapevole che “perde” la somma versata a titolo di caparra confirmatoria. Senonché il venditore veniva a richiedergli anche la restituzione della somma versata all’agenzia immobiliare intervenuta nella conclusione dell’affare.
    Molto sinteticamente, la caparra confirmatoria si può definire, già di per sè, un risarcimento, comprensivo quindi di qualsivoglia onere, financo la provvigione dell’agenzia immobiliare; pertanto, il venditore non può avere più nulla da pretendere.

    In conclusione, vi ricordo sempre una buona regola: informatevi al meglio prima commettere errori grossi come una casa!

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    [foto di Alberto Marubbi]

  • Via Cornigliano 2015, concorso di idee: un viale con area pedonale e verde

    Via Cornigliano 2015, concorso di idee: un viale con area pedonale e verde

    Via Cornigliano

    Strada di scorrimento a mare, da una parte, boulevard alla parigina con negozi, panchine, alberi e aree verdi, dall’altra. Dopo il progetto di riqualificazione dell’area mercatale di piazza Monteverdi, Cornigliano pensa in grande per il proprio futuro. Se il traffico a lunga percorrenza dovrebbe usufruire dei vantaggi offerti dalla nuova infrastruttura a partire dalla fine estate – inizio autunno 2014, anche il cuore pulsante del Medio Ponente cittadino potrebbe trarre importanti benefici dalla drastica diminuzione di traffico. E il progetto ambizioso, che punta a rendere via Cornigliano una seria concorrente allo shopping e alle passeggiate sestresi, verrà presentato ai cittadini domani, venerdì 18 ottobre, alle 17.30 nel corso di un’assemblea pubblica presso il Centro civico di viale Narisano, a cui prenderanno parte il presidente del Municipio VI Medio Ponente, Giuseppe Spatola, il vicesindaco, Stefano Bernini, e il direttore di Società per Cornigliano, Enrico Da Molo.

    Cornigliano cambia faccia”. Emblematico il titolo della riunione durante la quale saranno illustrate le modalità di partecipazione al concorso di idee per la riqualificazione complessiva dell’arteria principale del Medio Ponente. Ma ampio spazio sarà dato anche alle proposte dei residenti. «La nostra volontà – spiega Da Molo – è quella di andare incontro a eventuali esigenze particolari manifestate dai cittadini, seguendo il progetto in parte già delineato in accordo con il Municipio, con cui abbiamo sempre collaborato in questi anni».

    Per questo motivo, i professionisti che vorranno prendere parte al concorso dovranno sottostare a una serie di vincoli piuttosto rigidi nella redazione dei propri elaborati. Si parte da una riduzione della carreggiata dalle attuali cinque a sole due corsie, una per senso di marcia. Di conseguenza, si potrà procedere a un sostanziale allargamento dei marciapiedi e delle zone pedonali e alla predisposizione di alcune aree verdi con panchine e penisole per la sosta delle vetture. Tutte operazioni che dovrebbero dare vita a una sorta di lungo viale, con ampio spazio per i pedoni. Verranno chiusi gli attuali sottopassaggi e saranno previste due piste ciclabili, una per senso di marcia. Insomma, una riqualificazione significativa che permetterebbe un ricompattamento dell’attuale frattura che divide la zona nord di Cornigliano da quella più a sud, vicina alla stazione.

    Due le fasi del concorso. Nella prima, tutti i partecipanti saranno chiamati a presentare elaborati molto semplici, in modo da poter garantire la massima partecipazione ai professionisti del settore. Le cinque idee più convincenti accederanno alla seconda fase, in cui si dovrà redigere il progetto preliminare. «La speranza – anticipa il direttore di Società per Cornigliano – è quella di avere il vincitore entro l’estate e potergli poi affidare la progettazione definitiva e magari anche la direzione lavori, passando così alla fase operativa a fine del prossimo anno».

    Progetto Strada a mare di Cornigliano

    A proposito. Naturalmente, i cantieri non potranno partire prima del definitivo completamento della strada a mare. Quantomeno per il suo tratto principale che, nella più rosea delle ipotesi, dovrebbe essere concluso entro la fine di luglio 2014. Anche perché chiudere via Cornigliano adesso, significherebbe bloccare il traffico di buona parte della città. «In realtà – spiega ancora Da Molo – sarebbe necessario attendere anche il completamento delle strade di sponda, di raccordo. Ma non è detto che non si possa procedere con due lotti separati, uno precedente e uno successivo a questo intervento sull’infrastruttura a mare».

    Stimati anche i costi complessivi per il restyling di via Cornigliano. Il progetto, infatti, dovrà avere un limite di spesa complessivo non superiore ai 5,5 milioni di euro. La cifra deriva da un dato parametrico elaborato da Società per Cornigliano sulla base di alcuni interventi appena affidati per il rifacimento di Vetrano e via Verona, e altri lavori simili svolti dal comune in via Buranello e via D’Aste. Il valore ottenuto è stato poi rapportato ai 16 mila metri quadrati di via Cornigliano, aggiungendo una serie di paracadute per gli imprevisti, la sicurezza e la direzione lavori. Un limite di cui naturalmente dovranno tenere conto tutti i professionisti che intenderanno prendere parte al concorso.

     

    Simone D’Ambrosio

  • L’altra metà del libro, a Palazzo Ducale rassegna dedicata alla lettura

    L’altra metà del libro, a Palazzo Ducale rassegna dedicata alla lettura

    Palazzo Ducale entrataPalazzo Ducale ospita anche nel 2013 un appuntamento dedicato alla letteratura e ai lettori: dal 18 al 20 ottobre è infatti in programma la rassegna L’altra metà del libro, curata da Alberto Manguel e dedicata a ‘quelli che leggono’.

    Tre giorni di incontri, presentazioni di libri, spettacoli, mostre, musica e teatro incentrati quest’anno sul tema Irruzioni di memoria, intesa come la ormai sostanziale estraneità del passato dalla vita quotidiana nella società del presente assoluto e dell’oblio.

    Ecco il programma completo della rassegna, strettamente legata all’altro evento di Palazzo Ducale Babel, festival di editoria, musica e persone indipendenti.

     

    Giovedì 17 ottobre– anteprima

    Ore 17 – Il libro errante del popolo errante: produzione, diaspora e persecuzione dei testi ebraici con Mauro Perani, docente di Ebraico all’Università degli Studi di Bologna. Introduce Leandra Scappaticci, Biblioteca Universitaria di Genova, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

    A seguire  – La Haggadah di Sarajevo con Alberto Rizzerio e Danièle Sulewic Centro Culturale Primo Levi

    Ore 18 – Omaggio al Gruppo 63. Edoardo Sanguineti e il romanzo sperimentale con Andrea Cortellessa, critico letterario, storico della letteratura e Professore all’Università di Roma 3. Introduce Giuliano Galletta

    Ore 18.30 – Incontro con Fulvio Magurno Librarium

     

    libri-leggereVenerdì 18 ottobre

    Ore 09.30 David Riondino Ariosto, Calvino, Queneau. Tre costruttori di macchine. L’ attore e artista poliedrico legge tre autori con un’ossessione comune, enumerativa: tendono a organizzare in poema l’indefinibile. Ariosto con la foresta magica dai milioni di intrecci che pare una biblioteca di Borges; Calvino che non a caso ci ri-racconta Ariosto in edizione popolare, per non dir di città e tarocchi; e Queneau con gli esercizi di stile, e gli acrostici di Oulipo. Il gusto della macchina, smontarla e rimontarla: tre fantasiosi meccanici di campagna.

    Ore 11.30 – Paola Mastrocola con Emiliano Visconti. Un incontro-intervista con la scrittrice che ha saputo interpretare la scuola, la società e i suoi mutamenti negli ultimi anni, affrontando temi non semplici come la ricerca dell’identità, l’emarginazione, il ribaltamento dei ruoli sociali, l’attesa, la condanna di un sistema scolastico che affonda il talento, sempre con uno stile leggero, diretto e ironico.

    Ore 17 Arnaldo Pomodoro Pensare la pagina, mostra

    Ore 18 Alberto Manguel Memoria e letteratura. Introduce Luca Borzani.

    Ore 21 Roberto Calasso Memoria, editoria, scrittura. Interviene Alberto Manguel. Roberto Calasso è presidente e direttore editoriale della casa editrice Adelphi, saggista e romanziere, nei suoi libri, tradotti in 25 lingue e in 26 paesi, indaga il mito e il passato per raccontare il presente dell’uomo.

     

    archivio-libri-scrittura-D3Sabato 19 ottobre

    Ore 9.30 – Lina Bolzoni con Alberto Manguel Le macchine della memoria. Lina Bolzoni è docente di Letteratura italiana alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ha fondato e dirige il Centro di Elaborazione informatica di testi e immagini nella Tradizione Letteraria. Nel 1989 ha curato parte della mostra La fabbrica del pensiero. Dall’arte della memoria alle neuroscienze (Firenze, Forte Belvedere, 1990; Parigi, Cité des Sciences et de l’Industrie).Fra i suoi libri, La stanza della memoria, Einaudi 1995, tradotto in diverse lingue.

    Ore 11 – Luca Formenton Dal testo al libro: dalla parte dell’editore. Interviene Giuliano Galletta. Luca Formenton è presidente de Il Saggiatore e vicepresidente della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. Nel 1996 ha fondato con Enrico Deaglio il settimanale Diario. Con sue società di produzione ha svolto l’attività di produttore cinematografico realizzando film di impegno civile.

    Ore 15 – Leggendaria. 100 di questi numeri. Una festa per i primi 100 numeri della rivista di cultura e politica delle donne con Silvia Neonato e Bia Sarasini della redazione e Gaia Formenti autrice del feuilleton Le leggendarie, romanzo a sei mani con Lidia Ravera e Chiara Mezzalama.

    Ore 16/16.57/17-30/18.15. Una tazza di mare in tempesta, spettacolo di e con Roberto Abbiati. In quindici minuti e per quindici spettatori alla volta, la performance/installazione di Roberto Abbiati ci racconta la storia della leggendaria balena di Melville. Servendosi di una scatola di quattro metri per tre, Abbiati rilegge il classico Moby Dick aiutato da pochi oggetti: disegni, lampadine, sculture (su prenotazione).

    Ore 16.30 Bahiyyih Nakhjavani Letteratura e memoria. Interviene Bia Sarasini. Nakhjavani è nata a Teheran, ha studiato in Inghilterra e negli Stati Uniti. Vive in Belgio dove insegna letteratura europea ed americana. Il suo romanzo La bisaccia, Le Lettere 2001 è stato un best seller internazionale ed è stato tradotto in dieci lingue.

    Ore 18 Emmanuel Carrère Ricostruire la memoria. Interviene Alberto Manguel. Emmanuel Carrère è scrittore, sceneggiatore e regista. È uno dei più noti scrittori francesi, grande protagonista della scena letteraria degli ultimi tempi, amatissimo in Francia e in tutto il mondo. Conosciuto in Italia soprattutto per il grande successo del suo romanzo Limonov, opera biografica con cui nel 2011 ha vinto il Prix Renaudot e il Prix des Prix. Nel 2006 si è aggiudicato l’Efebo d’oro per il film L’amore sospetto, tratto dal suo stesso romanzo.

    Ore 20.30 La notte dei libri insonni. Alla Biblioteca De Amicis giochi e letture sul tema fiabe nella notte. In programma la conferenza degli uccelli di Farīd ad-Dīn ‘Attār, laboratorio ispirato al poema persiano del XII secolo condotto dalla scrittrice iraniano-americana Bahiyyih Nakhjavani, Storie di elefanti con Lucia Tringali, cooperativa Librotondo Kamishibai con la bellissima storia di Thierry Lenain Bisognerà (ed. Lapis) con Le Mileggiamè. Cantastrocche: rime, filastrocche impertinenti, poesie, canzoni con Mirko Barbieri e Francesco Langella.

    Ore 21 Bruno Arpaioa e Giuseppe Cederna Anatomia degli eroi, racconto teatrale. Chi sono gli eroi dei nostri tempi? Esistono ancora? Se sì, come si sono trasformati? Ne abbiamo ancora bisogno? Uno dei temi ricorrenti nell’intera opera di Javier Cercas è proprio quello dell’eroismo e delle diverse forme che assume alla fine della modernità. “Beato il popolo che non ha bisogno di eroi”, scriveva Brecht. Eppure, non c’è verso, continuiamo a ricrearli, a immaginarli. Solo che “i nostri eroi” non sono più come quelli di una volta… I veri eroi forse oggi sono altrove. Giuseppe Cederna e Bruno Arpaia, accompagnati dalle musiche dal vivo eseguite da Alberto Capelli, ripercorrono in scena la questione attraverso brani dei romanzi dell’autore spagnolo.

     

    lettura-libri-d1Domenica 20 ottobre

    Ore 11 Timur Vermes Lui è tornato. Se Hitler torna a Berlino. Presentato alla Fiera del libro di Francoforte, nel corso di un anno è diventato un best seller, al primo posto nella classifica dei romanzi più venduti in Germania. Tradotto in 27 lingue, racconta in forma comica, satirica, ironica e visionaria il ritorno di Adolf Hitler, 66 anni dopo la sua fine nel Bunker.

    Ore 12 Elizabeth Strout I ragazzi Burgess. Interviene Massimo Bacigalupo. Elizabeth Strout è nata a Portland nel Maine, ed è una delle più importanti e raffinate voci della letteratura americana contemporanea. Attualmente vive a New York. Fra i molti premi letterari ricevuti: il Premio Pulitzer nel 2009, il Premio Bancarella nel 2010 e il Premio Mondello nel 2012. Fazi Editore ha pubblicato: Amy e Isabelle (1998) Resta con me (2006), Olive Kitteridge (2008) e I ragazzi Burgess (2013)

    Ore 15 Lilian Thuram Le mie stelle nere. Interviene Ferdinando Fasce. Lilian Thuram, nato in Guadalupa nel 1972, è stato un calciatore internazionale, campione del mondo nel 1998 e campione europeo nel 2000, oltre a molti altri riconoscimenti in altre squadre. In Italia ha giocato nel Parma e nella Juventus. Nel 2008 ha creato la Fondation Lilian Thuram, éducation contre le racisme.

    Ore 16.30  Melania Mazzucco Sei come sei. Interviene Bia Sarasini. Melania Mazzucco, dopo essersi dedicata alla sceneggiatura cinematografica, esordisce con il romanzo Il bacio della Medusa (1996), cui fanno seguito La camera di Baltus (1998) e Lei cosí amata (2000). In Vita (2003), Premio Strega, reinventa la storia di emigrazione in America della sua famiglia all’inizio del Novecento. Nel 2005 pubblica Un giorno perfetto, da cui Ferzan Ozpetek trae l’omonimo film. Al pittore veneziano Tintoretto dedica il romanzo La lunga attesa dell’angelo (2008) e Jacopo Tintoretto & i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana (2009), Premio Comisso. Nel 2011 riceve il Premio letterario Viareggio-Tobino come Autore dell’Anno. Per Einaudi, nel 2012, escono Limbo Premio Elsa Morante e Il bassotto e la Regina e, nel 2013, Sei come sei. I suoi romanzi sono tradotti in ventitré paesi.

    Ore 18 Eduardo Galeano Il dovere della memoria. Interviene Marco Cipolloni. Eduardo Galleano è una delle voci più importanti ed autorevoli della letteratura latinoamericana. Nato a Montevideo, scrittore e giornalista, in seguito al golpe militare, nel 1973, è stato imprigionato e poi espulso dal suo paese. Ha vissuto in esilio, in Argentina e in Spagna, fino al 1985, anno in cui la caduta della dittatura gli ha permesso di tornare in patria. Autore di vari libri, tradotti in oltre venti lingue. Tra le sue opere ricordiamo la trilogia Memoria del fuoco, un grande affresco di storia del Nuovo Mondo, per cui gli è stato attribuito nel 1989 l’American Book Award e Le vene aperte dell’America Latina, apparso nel 1971, che ha avuto sessantotto edizioni in lingua spagnola, nonostante ne sia stata a lungo proibita la vendita in diversi paesi del continente sudamericano. Appassionato difensore dei diritti umani e della giustizia, nel 1999 è stato insignito del Premio per la libertà culturale della Fondazione Lannan.

    Tutti gli eventi sono a ingreddo gratuito.

  • Settimana della cultura cubana: eventi alla scoperta dell’isola caraibica

    Settimana della cultura cubana: eventi alla scoperta dell’isola caraibica

    Cuba macchina culturaL’associazione culturale Viva Cuba organizza dal 18 al 25 ottobre a Genova la prima edizione della settimana della cultura cubana: oltre 7 giorni di musica, balli, cinema, fotografia, cibo, laboratori musicali e giochi di società alla scoperta della cultura dell’isola caraibica, delle sue tradizioni, dei suoi costumi e delle sue arti.

    Ecco il programma dettagliato degli eventi

    Venerdì 18 ottobre, ore 17 Fondazione Casa America – Villa Rosazza, Piazza Dinegro, 3
    Inaugurazione della  settimana della cultura cubana con la mostra fotografica Viva Cuba a cura della scuola di fotografia Sandro Ariu e Federica De Angeli. Aperitivo offerto ai partecipanti

    Sabato 19 ottobre 0re 15.30 Biblioteca De Amicis – Porto Antico Magazzini del Cotone
    I fumetti di Elpidio Valdès. Laboratorio di disegno e lettura in spagnolo per bambini.
    Merenda per tutti i partecipanti

    Domenica 20 ottobre ore 17  Teatro Govi – Bolzaneto
    Spettacolo culturale Viva Cuba
    con la partecipazione di artisti cubani e italiani: Bandaneo, Orchestra Cajon, Gruppo Maracaibo, Sabor de Ostaia, Euricia Diaz e Lazaro Jacinto Piloto, Vilaida Rodríguez, Yenisley Jiménez Reyes, Alice Battista, Riccardo Regosa, Sergio Limuti, Davide Otranto
    Costo: 8 Euro Adulti, 5 Euro Bambini (4/10 anni)

    Lunedì 21 ottobre, ore 9-13/14-18 (e tutte le mattine successive) Ufficio Associazione Viva Cua, via xx settembre 33/9
    Buenos dias Cuba! raccolta di materiale di cancelleria.
    Il ricavato sarà destinato al progetto Santa Fé: rafforzamento dei servizi socio-culturali per lo sviluppo comunitario di ARCI Liguria, finanziato da Regione Liguria – Progetto Santa Fè

    Martedì 22 ottobre ore 20.30 sede dell’OAPPC (ordine degli architetti) – Piazza S. Matteo, 18
    Proiezione del film cubano “Vampiros en la Habana”
    Ingresso libero – fino ad esaurimento posti

    Mercoledì 23 ottobre dalle ore 17.30 Bar Gioiello –  Via Brigata Bisagno, 17
    Festival del Dominò (gioco tradizionale cubano, da tavolo)
    Aperitivo cubano con musica e ballo caraibico

    Giovedì 24 ottobre dalle ore 17.30 Bar Solidoc– Piazza Matteotti
    Fiesta del Tambor. Laboratorio per grandi e piccini di suoni afrocubani a cura di Amilcar Delgado
    Aperitivo cubano

    Venerdì 25 ottobre ore 21.30 Caribe Club – Corso Italia 3
    Sarata di ballo cubano con la partecipazione dei maestri di ballo Rafael Zayas y Anaisa Castillo e la musica di Basilio DJ.
    Chiusura della settimana della cultura.

  • Marcia del Monte Gazzo, edizione 2013 della gara di corsa podistica

    Marcia del Monte Gazzo, edizione 2013 della gara di corsa podistica

    val-chiaravagna-cave-monte-gazzoDomenica 20 ottobre è in programma l’ottava edizione della Marcia del Monte Gazzo, la classica corsa in salita da Sestri Ponente al Santuario del Monte Gazzo organizzata da Uisp Genova e Atletica Don Bosco Universale – Sezione Podismo con il patrocinio del Municipio VI Medio Ponente.

    La gara di corsa podistica in salita della lunghezza di 5,8 km, (con un dislivello di 400 metri), è la diciassettesima prova del Gran Prix Uisp Diadora, e quinta prova del Gran Premio della Montagna; la partenza è fissata per le ore 10 da piazza Baracca di Sestri, il ritrovo per i partecipanti  a partire dalle ore 8.30 presso Gazebo UISP in piazza Tazzoli.

    Le iscrizioni on line sul sito della Uisp Genova (cliccare qui) sono possibili fino alle ore 18 di venerdì 18 ottobre, nella  giornata di sabato 19 ottobre, dalle ore 10 alle 16, è invece possibile iscriversi presso l’atrio di Palazzo Fieschi (palazzo del Municipio, in via Sestri n.34).

    Il traffico veicolare sarà interdetto, è previsto il servizio di trasporto borse (da consegnarsi entro e non oltre le ore 9.30), servizi igienici alla partenza, assistenza medica durante il percorso e ristoro (the, focaccia, frutta e bevande) all’arrivo per tutti i partecipanti.

    Verranno premiati i primi tre atleti (maschi e femmine) in classifica generale, i migliori 3 classificati Uisp (maschi e femmine), i primi 3 classificati di ogni categoria, i primi tre gruppi numerosi.

    Al termine delle premiazioni è possibile partecipare al Pasta-roast beef party presso i locali della foresteria del Santuario di N.S. del Gazzo al prezzo di 10 euro (per i corridori).

  • Cornigliano, ex mercato comunale: un nuovo spazio per il quartiere

    Cornigliano, ex mercato comunale: un nuovo spazio per il quartiere

    Mercato Comunale CorniglianoL’ex mercato al coperto di Cornigliano è uno dei tanti luoghi “dimenticati” nel tessuto urbano della nostra città. Chiuso nel 2011 a causa della crisi, che aveva portato alla sopravvivenza di sole tre attività mercatali, l’edificio giace semi-abbandonato in piazza Monteverdi. Il progetto di riqualificazione dello stabile, di cui si parla già da due anni, è entrato ieri in Consiglio comunale attraverso un articolo 54 del consigliere Matteo Campora, che ha interrogato l’assessore Francesco Miceli, con delega al patrimonio, circa il futuro della struttura.

    Secondo Campora, infatti, esiste una rete di associazioni cittadine che si starebbe da tempo muovendo per rilevare l’area, cambiandone la destinazione e rendendola un nuovo punto di ritrovo per il quartiere, non proprio ricco di servizi in questo senso. Non più esercizi commerciali, ma un nuovo luogo di aggregazione, con tanto di bar e ludoteca, grazie all’azione, tra gli altri, del comitato residenti, del Circolo Lucani e del neonato civ.

    L’amministrazione, dal canto suo, sembra vedere di buon occhio il progetto. «Gli uffici – spiega l’assessore Miceli – hanno già verificato la fattibilità economica dell’operazione. I canoni pagati dai soggetti interessati, infatti, sarebbero sufficienti a coprire le spese di manutenzione straordinaria (principalmente svuotamento degli interni e derattizzazione) e ordinaria (canone di concessione e pagamento delle utenze) della struttura, che si estende per 750 mq. Inoltre, le richieste giunte in questo senso dal Municipio, riguardano un progetto organico di riqualificazione che ben si sposa con le intenzioni politiche di questa amministrazione». A questo punto, si tratta di capire quale sia l’iter migliore per l’assegnazione degli spazi. Da un lato il percorso tradizionale, ma più lungo, di una riprogettazione della destinazione d’uso dell’immobile da parte del Comune che poi passerebbe alla concessione tramite bando ad evidenza pubblica; dall’altro, l’affidamento diretto alle associazioni interessate, secondo le modalità di utilizzo e gestione concordate.

    «La seconda strada sarebbe sicuramente la migliore – commenta Campora – perché garantirebbe la gestione dell’area da parte di soggetti radicati nel territorio già da anni».

    Mercato Comunale Cornigliano

    Mercato Comunale Cornigliano

     

     

     

     

     

     

     

     

    Di diverso avviso il presidente del Municipio VI Medio Ponente, Giuseppe Spatola, che punta forte sulla trasparenza degli atti pubblici: «Se il Comune dovesse decidere la nuova destinazione d’uso associativa dell’area e spettasse al Municipio scegliere gli affidatari, allora noi ci affideremmo a un bando con evidenza pubblica. La manifestazione spontanea di interesse da parte di alcune associazioni, infatti, ci ha confermato la nostra convinzione sul futuro dell’ex mercato. Ma la scelta su chi gestirà gli spazi non deve essere condizionata da chi ha suscitato la proposta: ogni soggetto interessato deve avere le stesse possibilità di partecipazione. Naturalmente, altre strade potrebbero aprirsi qualora il Comune deceidesse di agire in autonomia».

    Mercato Comunale CorniglianoÈ lo stesso Spatola a ricostruire in maniera più puntuale il percorso che potrebbe condurre alla riqualificazione dell’ex mercato. «Fin dal nostro insediamento ci è stato chiesto, da Comune e Società per Cornigliano, un parere sulla destinazione d’uso dell’area. Dopo aver vagliato una pluralità di ipotesi, compresa quella di un mercato di dimensioni più ridotte con prodotti a chilometro zero – sullo stile, ad esempio, di quanto accaduto al Carmine, ndr – scartate per diverse difficoltà di realizzazione, ci siamo convinti che l’ideale sarebbe destinare la struttura a uso sociale, anche per rispondere a una forte richiesta della cittadinanza in questa direzione. Sarebbe, dunque, necessario che l’ex mercato diventasse formalmente una sede associativa, per garantire ad esempio la copertura della manutenzione ordinaria, ma che mettesse anche disposizione di tutti una serie di spazi da destinare a diversi eventi».

    A questo punto interviene la questione economica, come già anticipato dall’assessore Miceli. «I costi più difficili da sostenere – spiega Spatola – non sono tanto quelli riferiti ai canoni comunali, calmierati e non del tutto rispondenti a logiche di mercato, quanto quelli delle utenze e, soprattutto, del riscaldamento. Ma gli studi di fattibilità che abbiamo eseguito finora ci hanno confermato la sostenibilità economica del cambiamento di destinazione d’uso. Se poi la Soprintendenza, al cui benestare sono vincolati alcuni interventi sulla struttura, consentisse una ristrutturazione anche in ottica di risparmio energetico, a lungo termine gli esborsi per i concessionari sarebbero ancora più contenuti».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Posteshop, nuovo video contest: premio di 20mila dollari

    Posteshop, nuovo video contest: premio di 20mila dollari

    regiaE’ aperto il nuovo video contest a cura di Posteshop: un video di trenta secondi in cui far emergere tutti i valori aggiunti che contraddistinguono il nuovo portale di e-commerce di Poste Italiane da tutti gli altri siti di acquisti online.

    La forma è a discrezione dei partecipanti al contest: dall’animazione, al girato, all’intervista, la durata massima è di 30 secondi e al termine del video dovrà comparire una schermata contenente il logo di PosteShop e del gruppo Poste Italiane.

    Dai video dovranno emergere valori come affidabilità, sicurezza, calore, presenza fisica oltre che virtuale, semplicità. L’obiettivo è raggiungere la clientela potenzialmente interessata all’e-commerce, ma ancora diffidente. Il target si divide quindi in due gruppi: una parte rilevante dei clienti di poste.it, che già utilizzano poste come sistema di pagamento e corriere, e nuovi utenti che non sono clienti di poste.it.

    I partecipanti possono partecipare caricando più di un video, è inoltre necessarioinviare via mail a zooppa.ita@zooppa.com, l’attestazione di copyright debitamente compilata e firmata, le liberatorie per i soggetti ripresi ed eventuali licenze musicali acquistate per la realizzazione del video. Tali documenti devono essere inviati contestualmente al caricamento sul sito del video.

    I video vincitori del contest saranno utilizzati per la comunicazione online di PosteShop e nei circuiti interni agli uffici postali. I primi due classificati potranno essere utilizzati anche offline. In palio un montepremi di 20.000 dollari.

    La scadenza è il 28 novembre 2013.

  • Festival della Scienza di Genova: il 2013 è l’anno della Bellezza

    Festival della Scienza di Genova: il 2013 è l’anno della Bellezza

    animatori-festival-scienza-10-anniMercoledì 23 ottobre si apre l’edizione 2013 del Festival della Scienza, appuntamento ormai noto ai genovesi, evento che da undici anni da lustro alla città ed esporta l’eccellenza ligure in Italia e nel mondo. Nell’anno del suo decennale, il Festival della Scienza decide di ripartire dalla bellezza per «muovere quello spirito di avventura che potrebbe consentirci di trovare nuove strade per uscire dal periodo critico che ha travolto la nostra società», come raccontano gli stessi organizzatori. Non a caso, simbolo di rana-festival-scienza-2013questa edizione è un rospo: a simboleggiare che la bellezza della natura è ovunque.

    La bellezza si diffonderà per la città, allo scopo di rendere la scienza accessibile a tutti, appassionando il pubblico di ogni età con un programma che prevede, come di consueto, conferenze con ospiti illustri, (tanti) laboratori intelligenti e divertenti, (meno, per mancanza di fondi) mostre scientifiche e artistiche sui più svariati temi, ma anche meno consuete tavole rotonde, exhibit, concorsi per start up e progetti speciali. Un Festival, insomma, rinnovato, aperto a recepire le nuove tendenze e determinato a restare al passo con gli sviluppi della scienza e le esigenze dei giovani.

    Anche le date del 23 ottobre e 3 novembre scelte quest’anno non sono casuali: in occasione del decennale della manifestazione, sono state scelte le stesse date della prima edizione, nel 2003.

    Il programma, come sempre, è ricco e variegato (qui il programma completo): si parlerà ad esempio di staminali, di grafene (alla presenza di Kostya Novoselov, Nobel per la Fisica nel 2010 a soli 36 anni, che presenta il suo progetto Graphene), di motore desmodromico, propulsore ideato dalla casa motociclistica nostrana di fama mondiale, la Ducati.

    In programma anche il progetto Capitani Coraggiosi, novità del 2013: un ciclo di incontri realizzato in partnership con Erg che chiama gli imprenditori nostrani a raccontare a un pubblico di giovani e meno giovani come sono riusciti ad avviare una propria impresa scientifica o condividono alcune delle esperienze particolari della loro attività. Per la prima volta le imprese entrano in modo massiccio all’interno del Festival e aiutano a sensibilizzare il pubblico nel confronti della scienza, mettendone in rilievo la componente pratica. Il Festival ripropone anche successi delle passate edizioni. È il caso di Sulle spalle dei giganti, in cui sono ripercorse le tappe principali della storia della scienza grazie all’aiuto di scienziati contemporanei: da Marie Curie, Galvani e Alessandro Volta, fino a Margherita Hack e Rita Levi Montalcini. Torna a grande richiesta anche Sapori di Scienza alle Cisterne di Palazzo Ducale, con appuntamenti dedicati all’alimentazione (con speciali su quinoa, cibi esotici e nostrani, e conferenze sul rapporto cibo-bellezza) e Futuro Prossimo, l’”orientamento ai mestieri” che sarà allargato rispetto all’anno scorso: si tratta di un ciclo di 25 incontri aperti a 140 studenti selezionati cui partecipano oltre 50 figure dalle professionalità diverse e apparentemente lontane, che si confronteranno allo scopo di creare un nuovo tipo di figura professionale in linea con le nuove esigenze della contemporaneità. Vi partecipa il giornalista Federico Rampini.

    Piazza delle Feste, infine, si riconferma fulcro del Festival: qui, la mostra interattiva realizzata in collaborazione con Fiat (per la prima volta) per la mobilità sostenibile, alla scoperta di tecnologie innovative per la mobilità sostenibile.

    Non mancherà nemmeno l’ormai consueta attenzione dedicata allo sport: tra tutti gli eventi, il più divertente è quello del derby virtuale genovese tra Sampdoria e Genoa, entrambe coinvolte nel festival: la prima promotrice di un laboratorio dedicato alla scienza del pallone, l’altra che ospiterà nel suo Museo al Porto Antico una mostra.

     

  • Aperitivo con Luzzati: incontro dedicato all’illustratore genovese

    Aperitivo con Luzzati: incontro dedicato all’illustratore genovese

    emanuele-luzzatiGiovedì 17 ottobre la Galleria Arte & Grafica in collaborazione con Vanuart Project organizzano Aperitivo con Luzzati, un incontro per raccontare la vita e osservare le opere dell’illustratore genovese, lavori ricchi di colore e favole, teatro e letteratura, intensità e poesia.

    Per l’occasione suonerà il compositore irlandese Joel Cathcart con il suo Hang drum.
    Ai presenti, verrà inoltre offerto del vino della tenuta Lago Acquato e della focaccia genovese.
    L’evento è realizzato in collaborazione con il Museo Luzzati, appuntamento alle ore 18 nella Galleria di via Canneto il Lungo.
  • Terzo Valico: lavori fermi a San Quirico, campo base a Bolzaneto

    Terzo Valico: lavori fermi a San Quirico, campo base a Bolzaneto

    terzo valico trasta4Mentre a San Quirico nulla si muove eppure il tutto è tenuto sotto controllo 24 ore su 24, a Trasta e Bolzaneto si disboscano colline e la zona di rispetto del cimitero comunale della Biacca. Sono i lavori “stop and go” per la realizzazione del Terzo Valico nella valle del Polcevera, continuamente annunciata come imminente ma nella realtà dei fatti ancora lontana.

    Partiamo da San Quirico, dietro al Mercato dei Fiori, dove il cantiere aperto in piena estate con un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine, oggi è pressoché fermo. «Gli operai hanno terminato le operazioni di disboscamento e di bonifica da eventuali ordigni bellici, poi sono letteralmente spariti», racconta Davide Ghiglione, esponente del Movimento No Tav, residente in zona e consigliere Fds nel Municipio Valpolcevera.
    Da mesi, l’area recintata è illuminata a giorno con grande dispiego di energia, peraltro a carico dei contribuenti. Inoltre «Hanno praticamente “fortificato” la caserma della Guardia Forestale che si trova sul vicino ponte – continua Ghiglione – e sono comparse pure alcune telecamere». Una blindatura forse eccessiva per sorvegliare i dintorni di un’area di cantiere, manco fosse un caveau di una banca. «Francamente non comprendo il motivo di tali scelte – si domanda Ghiglione – così l’unico risultato che si ottiene è quello di creare inutili tensioni».

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    Nel mese di settembre, a Trasta, zona Rocca dei Corvi, in sordina gli operai incaricati dal Cociv «Hanno cominciato a disboscare, sventrando mezza collina – continua il consigliere del Municipio Valpolcevera – a differenza di San Quirico, in questo caso non c’è alcuna sorveglianza e soprattutto nessun cartello di autorizzazione. Ma ormai lo scempio è stato compiuto».
    Resta da salvare un abitante “particolare”, un magnifico pino secolare in difesa del quale si è mobilitato il Comitato Salviamo Villa Sanguineti. Senza dimenticare che nel cuore degli stessi boschi si trova il sacrario dedicato ai caduti partigiani di Rocca dei Corvi, ricordo indelebile della lotta per la Liberazione così sentita in Val Polcevera. «Anche qui la vegetazione è stata pesantemente tagliata – sottolinea Ghiglione – ma ci hanno assicurato che il monumento dei partigiani non sarà minimamente toccato».

    Infine, bisogna segnalare l’avvio dei lavori, durante il mese di ottobre, nell’area immediatamente contigua al cimitero della Biacca a Bolzaneto, in via al Santuario della Madonna della Guardia. Parliamo nuovamente di operazioni relative al disboscamento e alla bonifica da eventuali ordigni bellici. Qui sorgerà un campo base. «Il terreno, di proprietà dell’Aster, è attualmente destinato a deposito di materiali stradali», spiega Ghiglione, che intende presentare un’interpellanza «Per chiedere la verifica di tutte le autorizzazioni per costruire fabbricati nella fascia di rispetto del cimitero della Biacca».
    Stessa cosa ha fatto il gruppo consiliare del M5S in Municipio Valpolcevera con la presentazione di un’interrogazione che impegna la giunta municipale ad informarsi presso gli uffici preposti del Comune affinché «si verifichi l’effettivo adempimento ed osservanza da parte delle ditte appaltatrici del Cociv, (general contractor per la realizzazione del Terzo Valico dei Giovi), di tutti i permessi necessari per l’esecuzione dei lavori».

    «Insomma, sembra un bollettino di guerra – conclude Davide Ghiglione – A ben vedere, però, l’apertura di questi cantieri lascia il tempo che trova: sono cantieri effimeri che nascono e poi evaporano nel giro di pochi mesi. Dopo aver tagliato alberi e vegetazione gli operai spariscono, come è successo a San Quirico. E cosa rimane? Solo dei buchi neri nei nostri quartieri».
    Anche per questo motivo, il prossimo 9 novembre – a distanza di un anno dalla grande manifestazione del 2012 – la Val Polcevera scenderà nuovamente in strada per dire No al Terzo Valico.

     

    Matteo Quadrone

    [Foto dell’autore, Trasta, Rocca dei Corvi]